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Categoria: Troika – Ue,Bce,Fmi

Troika – Ue,Bce,Fmi

  • Unione Bancaria: Diciamo un Secco No!

    Unione Bancaria: Diciamo un Secco No!

    Venerdì, Ottobre 12th/ 2012

    – di Max Cittadino –

    Unione bancaria / Bruxelles / Francoforte / Roma / Eurozona / Bce / Mario Draghi / Too Big To Fail / Rinazionalizzazione della banca d'Italia / Nazionalizzazione dei Gruppi bancari / Humus criminogeno / Project Bond / Unione Bancaria / Signoraggio bancario / Euro / Lira / Sovranità monetaria / Legge sulla Tutela del Risparmio del 2005 / Banche centrali / Agenzie di rating / Lehman Brothers / Usa / Crisi dei Mutui Sub Prime 

    Unione Bancaria: Diciamo un Secco No!

    L'humus dell'accentramnento bancario Ue: un sistema 

    criminogeno e fuori controllo

    Ecco perchè urge rinazionalizzare le Banche Centrali

    ed i maggiori istituti di Credito nazionali

    Bruxelles, Francoforte, Roma – Continuo a leggere e rileggere notizie ed a sentire trionfalistici annunci piovere fitti da Bruxelles a Francoforte, su imminenti controlli e processi di riforma degli istituti di credito, e su "provvidenziali" unioni bancarie, dietro la "sapiente" regia dell'Ue e della Bce. Però purtroppo, analizzando la questione nel profondo, ci si accorge come la realtà sia tutta diversa da quel che appare. Ci si accorge come non vengano mai posti in essere reali controlli; e questo perchè alla fine le banche – per una scusa o per l'altra –  finiscono per non avere mai responsabilità su nulla, su nessun disastro; e tutto come al solito ricade sempre sui cittadini. Un copione già ampliamente acquisito e noto, in Europa come negli Usa, dove in occasione degli scandali legati al "caso Lehman Brothers" molte banche sull'orlo del fallimento vennero salvate  (per forza) con ciclopiche iniezioni di liquidità per trilioni di dollari, sulla base del motto "Too Big To Fail": troppo grandi per poter fallire! Cioè si preferì finanziare banche speculatrici "fallite e cotte" e corresponsabili della stessa crisi dei mutui sub-prime – con la scusante che eventuali fallimenti di tali colossi avrebbero finito col ripercuotersi negativamente su altre banche e su grandi holding e multinazionali, in un incontrollabile effetto domino – anziché aiutare migliaia di famiglie che persero casa, lavoro e finirono sui marciapiedi in ventiquattr'ore.

     Banche: carnefici spacciati per "salvatori" 

    Stesso copione per l'Italia, un paese solidissimo fino alla primavera 2011, ma poi improvvisamente risucchiato in un vortice recessivo e speculativo per volontà di una stretta cerchia di eminenze grigie, facenti capo alla grande  massoneria internazionale ed a logge mondialiste. Allora una domanda sorge spontanea: com'è possibile controllare le banche  e garantire la loro trasparenza e legalità? Vedi – in merito – i vergognosi casi dei tassi Libor ed Euribor manipolati e gonfiati dalle stesse banche (vedi articolo in allegato), in frode ai correntisti. Come ci si può fidare ciecamente dei nostri stessi carnefici, visto che addirittura gli stessi media – i cosiddetti "baluardi" della democrazia – oggi sfuggono al controllo democratico, ed è difficile tenere sotto controllo, a livello nazionale, perfino un problema cruciale tipo l’evasione fiscale? 

     L'Era delle banche Sovrane 

    Mi piace essere chiaro: i controlli, evidentemente, non si vogliono fare perchè siamo infondo nell'era delle banche sovrane. Un'era costellata di paradossi ed eccessi, dove le banche private controllano le banche nazionali centrali; le banche private controllano la Bce. Di conseguenza il signoraggio bancario, che una volta era in mano del sovrano o dello stato, è esercitato a piene mani dai banchieri privati, che utilizzano la stessa BCE per accaparrarsi liquidità al tasso dell'1%, ripiazzandola agli stessi stati a tassi vicini al 4-6%. Questa è una spirale perversa. D'altro canto, nel commerciale, le stesse società di certificazione dei bilanci lasciano spesso e volentieri il tempo che trovano. Spesso e volentieri i controllori si scoprono essere gli stessi controllati travestiti. E ciò non solo in materia di sovranità monetaria – dove molte leggi provvidenzialmente varate ed entrate in vigore per bloccare la speculazione, sono poi rimaste nei cassetti a marcire: vedi ad esempio la Legge italiana sulla Tutela del Risparmio del 2005 – ma anche nel settore strettamente commerciale. Questo grazie a scatole cinesi ed a partecipazioni societarie trasversali che in genere sfuggono agli occhi dell'italiano medio. E' un pò come la questione dei project bond gestiti dall'Ue: i privati sostituiranno gli stati nella realizzazione dei pubblici investimenti. Ciò vale a dire che il rischio che molte opere vengano finanziate da lobby poi a loro volta "obbligate" verso gli stessi politici commissionari è molto alto. Troppo alto. Anche più di quello attuale. Lo stesso assurdo errore che l'eurocrazia sta perseverando a fare con il mantenimento di questo "status quo", da "pax romana", del rating. Barroso & Co, dmenticano troppo in fretta che la stessa crisi Usa, la balla colossale della crisi Usa, fu ingenerata dalla piena fiducia data alle agenzie di rating, che fino al giorno prima del fallimento consideravano (strategicamente e con cinico opportunismo) Lehman Brothers alla stregua di una nave inaffondabile, e degna addirittura della "Tripla A". Una nave dal nome "Titanic". Troppi pesci abboccarono, troppi morirono in un mare di debiti.

     Un contesto criminogeno e truffaldino: l'humus dell'Unione Bancaria Ue  

    Allora è inutile sforzarsi a discutere sulla trasparenza dei tassi di interesse o sulla profondità e meticolosità dei controlli sui bilanci bancari. Inutile farlo in un contesto criminogeno che ci danneggia, e che passa – ad esempio – quasi sempre da aiuti di stato  (le celeberrime "ricapitalizzazioni bancarie") quando si decide di aumentare il capitale di una banca in presunta difficoltà. Le stesse banche che fanno incetta di bonos spagnoli, titoli greci o Bot italiani, per speculare magari sugli esorbitanti tassi di interesse da essi garantiti. A che serve allora la tanto decantata "unione bancaria europea" in un clima di tale e tanta illegalità? Che senso ha accentrare ancor di più il potere delle banche nelle mani di questa BCE? Ciò non ha nulla di razionale e democratico! Ma, probabilmente, un senso ce l'ha: realizzare la disfatta finale delle banche centrali e garantire la perdita finale ed irreversibile della nostra sovranità monetaria: la vera radice di tutti i mali dell'Eurozona. La verità che nessun Mentana, Gruber o Vespa vi dirà! Almeno ad oggi!

     Altro che accentramento bancario! 

    Senza il recupero della nostra sovranità montaria, non avremmo alcun futuro. Pertanto anziché accentrare ancor di più il potere nelle mani della BCE, bisognerebbe suggerire ai nostri politicanti ciechi ed asserviti all'eurocrazia di Bruxelles, specie oggi in tempo di campagna elettorale, che sarebbe meglio proporre soluzioni razionali e fondamentali, come la rinazionalizzazione della Banca d'Italia (rispettanto la Legge sulla Tutela del Risparmio del 2005, della quale abbiamo accennato più volte) e finanche nazionalizzare (e strappare dalle mani degli onnipotenti speculatori) i gruppi bancari italiani più grandi ed influenti. Chi dice il contrario mente, sapendo di mentire!

    Max Cittadino (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Banche: l’eurodeputato Pallone (Pdl), chiede all’Ue la “riallocazione delle banche senza rating”

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    Schiavi di un Debito illegale – 2ª Parte: Il Grande Inganno di Mario Monti

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    Merkel esce allo scoperto: “Lavoriamo per l’accentramento!”

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    Accentramento! – Draghi e Barroso spingono per gli “Stati Uniti d’Europa”

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    Venerdì, Giugno 1st / 2012  – di Sergio Basile – Parlamento europeo / Bce / Mario Draghi / Audizione / Commissione europea / José Manuel Barroso / Fantasia / Angela Merkel / Debtocracy / Eurobond / Speculazione / Qui Europa / Europa / Controinformazione / Sergio Basile / Olanda / Stati Uniti d'Europa / Piano […]

    L’Europa e il grande inganno del Debito: come uscirne?

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    Giovedi, Giugno 21th / 2012 – Reportage-Inchiesta, di Sergio Basile e Silvia Laporta  – Italia / Eurozona / Tasse / Federalismo / Regione Veneto / Luca Zaia / Debito / Debito pubblico / Crisi / Banche / Miliardi di euro / Unione Europea/ Germania / Spagna / Grecia / imprese / Piigs / Debito illegale / Economia della truffa / Silvia Laporta […]

    La Spagna, il Rating e il pozzo senza fondo del debito – Prossima vittima l’Italia?

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    Giovedì,  Giugno 14th / 2012 – di Sergio Basile e Silvia Laporta – Spagna / Eurozona / Declassamento / Rating / Fitch / Commissione Ue / Speculazione / Sistema perverso / Strategie mercatiste dittatoriali / Italia / Debito fittizio / Pozzo senza fondo / Il pozzo senza fondo della speculazione / Il debito senza fine  Spagna: i […]

    100 miliardi per ingrassare banche Spagnole – Pagano anche Italiani

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    Banche italiane speculano su “Dramma Grecia”

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    Domenica, Giugno 10th / 2012 –  di Sergio Basile e Silvia Laporta – Unione europea / Sistema bancario europeo / Italia / Francia / Germania / Banche / Meccanismo speculativo / Mercati / Troika / Aiuti alla Grecia / Meccanismo Europeo di Stabilità / MES / ESM / Contributo dell’Italia / Elezioni / Sergio Basile […]

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    Venerdì, Giugno 8th / 2012 – L'Editoriale, di Sergio Basile e Silvia Laporta  – Unione europea / Banche e Finanza / Commissione europea / Commissario al Mercato Interno / Manuel Barroso / Michel Barnier / Banche al potere / Alibi / Ricapitalizzazioni / Repubblica delle Banche / Mario Monti / Commissione Trilaterale / Giorgio Napolitano / Repubblica Italiana / […]

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  • Grecia: Samaras oggi ufficializza la nuova macelleria sociale

    Grecia: Samaras oggi ufficializza la nuova macelleria sociale

    Mercoledì, Agosto 22th/ 2012 

    – Sergio Basile – 

    Grecia /Antonio  Samaras / Troika / Platone e Socrate / Lucas Papademos / Ue / Bce / Fmi / Tagli alla spesa pubblica / Trilateral Commission / Merkel / Sarkozy / Pacchetto Salva Grecia / Stournaras / Adriano Celentano / Democrazia / Europa / Pazzia nell'Eurozona 

    Grecia: Samaras oggi ufficializza la nuova

    macelleria sociale

    Tagli per 13,5 miliardi per pagare gli interessi ai

    falchi della speculazione: una bomba ad orologeria

    destinata ad esplodere

    Quel buco in bilancio da "armamenti" che pesa come un

    macigno sulla coscienza dei potenti d'Europa

    Atene – Ennesima alba davvero triste per la patria di Platone e Socrate. Infatti nelle scorse ore è giunta ufficiale la notizia che Antonio Samaras – leader sostenuto dal centro-destra e dai socialisti – ha accettato i diktat della Troika (Ue, Bce, Fmi) e che di conseguenza si appresterà a completare l'avvio della macelleria sociale già inaugurata dall'uomo (guardacaso) della Trilateral Commission e di Goldman Sachs, Lucas Papademos, ad inizio 2012. I dati parlano da soli: tagli alla spesa pubblica per 13,5 miliardi (un'enormità, considerando anche che la popolazione greca è oggi un sesto di quella italiana); Inizialmente si era parlato di 11,5 miliardi, ma pare che i conti dei macellai non tornassero, e quindi giù con altri 1,5 miliardi di euro. Samaras darà l'ufficialità del nuovo "Pacchetto Salva-Grecia" (?) al presidente dell'Eurogruppo Jean Cloude Junker, oggi in visita ad Atene.

      Macelleria Atene: Ipotesi proroga al 2016  

    L'unica consolazione per i poveri Greci viene dalle parole del Ministro delle Finanze ellenico Stournaras, che ha parlato di una eventuale proroga nell'applicazione dei nuovi tagli, facendo slittare il tutto – con l'eventuale benestare dell'Ue e degli altri padroni dell'Europa – dal 2014 al 2016. Davvero una magrissima consolazione per giovani disoccupati e pensionati, oggi ridotti in stato di estrema povertà. Ma che razza di economia è mai questa, che non riesce (non vuole) a porre l'essere umano al centro dello sviluppo della società. Ma ormai si sà, la soglia della pazzia nell'Eurozona è stata ampliamente superata da un pezzo.

     La bomba è innescata 

    Viviamo in una società completamente disumanizzata ed impazzita. La vera scommessa è quella di comprendere chi sarà il primo dei nostri cari euro-potenti a rinsavire ed a mettersi una mano sulla coscienza. Per il momento, comunque, pare che la decisione di Samaras non abbia ancora suscitato alcuna sommossa o protesta nelle piazze, ma c'è chi giura che sia solo una questione di ore. Una bomba ad orologeria destinata ad una imminente deflagrazione.

      Interessi da speculazione e ….. 

    In tal drammatico contesto, a far riflettere sono – tra l'altro – le dichiarazioni di Norbert Barthle (autorevole membro del Cdu al Bundestag tedesco) che non ha escluso una revisione al ribasso degli interessi passivi di Atene sugli "aiuti" (per così dire) ricevuti. Sarà, ma questa operazione di usura legalizzata sulla pelle di milioni di famiglie, proprio non ci va giù. Ma sentite come ha commentato la notizia il liberale tedesco Christian Lindner: "l'ipotesi di una deroga non deve preoccupare nessuno. Non bisogna lasciare che tutto vada a rotoli per qualche giorno di ritardo". Certo, l'importante – sembra di capire – è tutelare i guadagni della speculazione!

     …buchi in bilancio da "armamenti imposti" 

    Come, d'altra parte, l'importante è aver continuato a perseverare diabilocamente nell'avallare la stipula di ottimi contratti miliardari tra i gerarchi dell'industria bellica tedesca e francese (inutili e costosissimi sottomarini, elicotteri e carri armati) e gli esponenti del governo ateniese, nel nome e per conto del "popolo sovrano". Per la cronaca, era il tempo del "mostro Merkozy". Risorse "rubate" ai cittadini greci ed alle speranze delle nuove generazioni, giusto l'anno scorso. Nel Bel Paese, l'unico ad accennare ad una plateale forma di protesta pubblica ed a cantarle ai tecnocrati – come ricorderete – fu Adriano Celentano a San Remo. Un cantante, per l'appunto! Adriano, snobbato dalla stampa nazional-popolare completamente asservita al potere, fu – come noto – duramente criticato e ammonito dalla stessa Rai. Ma capace comunque, con coraggio, di accendere i riflettori sul terribile scandalo delle risorse sottratte al bilancio pubblico greco – dal potentato franco-tedesco – per miliardi di euro. Risorse che oggi mancano clamorosamente all'appello. Poco importa! Tanto a saldare il conto ci penseranno sempre i soliti noti. Solo un altro piccolo, piccolissimo esempio, su come si eserciti oggi la Democrazia in questo inferno a cielo aperto chiamato Europa.

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

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  • Insolvenza: maglia nera ai Piigs – La battaglia per il riscatto del Prof Kerber contro Mes ed Euro

    Insolvenza: maglia nera ai Piigs – La battaglia per il riscatto del Prof Kerber contro Mes ed Euro

    Sabato, Agosto 17th/ 2012

    – di Mario Luongo e Sergio Basile –

    Crisi Eurozona / Non performing loans / Pricewaterhouse Cooper / Aumento tassi di insolvenza / Klaus-Peter Willsch / Frank Schaeffler / “Falchi tedeschi” / Opposizione Germania alla Bce / Sentenza Karlsruhe / Fiscal compact / Esm / Mario Luongo / Sergio Basile / Mes / Sentenza giudici Karlsruhe / Destino della Democrazia Europea / Dittatura / Debtocracy / 11 settembre / Parlamento europeo / Controllo totale della BCE / Angela Merkel / Costituzione tedesca / Fiscal Compact / Ratifica / Gruppo Europolis / Euro / Markus Kerber 

    MES – L'insofferenza tedesca: a settembre

    le risposte

    In ballo il futuro della Democrazia in Europa: 

    la coraggiosa battaglia del prof Marcus Kerber 

    contro Mes, Euro e Rigore.

    Finlandia pronta ad uscire dall'euro!

    Intanto l'Austerity porta alle stelle il debito nell'Eurozona, 

    l'insolvenza di famiglie e imprese e le sofferenze bancarie: 

    Grecia, Italia e Spagna curiosamente in "maglia nera"          

    Bruxelles, Berlino – L'involuzione della crescita nell’Europa del Sud, pilotata dallo strapotere dei mercati e della finanza internazionale in complicità con le istituzioni Ue, negli ultimi nove mesi ha portato molti creditori, sia aziende che privati, all’insolvenza, venendo così a creare una generale “sofferenza” delle banche. La società di consulenza finanziaria Pricewaterhouse Coopers ha pubblicato nelle ultime ore un rapporto concentrato principalmente su un dato preoccupante: i “non performing loans”, ossia i prestiti non restituiti alle banche dai creditori. Come in molti altri settori, anche in questo, dai dati si evince una forte spaccatura tra il Nord ed il Sud dell'Europa, specie per quanto concerne l’incremento di questa “sofferenza bancaria” rispetto ai due anni precedenti. E come spesso accade quando si parla di trend negativi l’Italia del dopo Monti è tra i primi stati dell’Eurozona, con un incremento del 37%, seconda solo alla disastrata Grecia, la quale tra il 2010 ed il 2011 è salita da 27 a 40 miliardi. La medaglia di bronzo va prevedibilmente alla Spagna con una crescita del dato del 23%.

      La Germania del "Quarto stato" e quella dei "Banchieri" 

    Dall’altro lato c’è la faccia chiara della luna (o quella ipocrita, dipende dai punti di vista). Il volto fresco di quell’Europa che – grazie al disastroso e paradossale euro; e all'imbroglio legalizzato del Sistema Target 2, ad esso connesso, voluto dalle istituzioni europee nel 2007 – presenta regolarmente tutti i "compiti a casa fatti",  i bilanci in pari e di conseguenza il rigore imposto, rispettato a puntino (per ovvi motivi).  La Germania, ca va san dire, fa contemporaneamente da prima della classe, insegnante e preside della scuola–Europa, con la consapevolezza di chi conta un pò di più nelle politiche collettive e di chi non vuole le altrui ingerenze nelle decisioni euro-tedesche. Ma un dato non ci deve indurre in errore: a star meglio non è la Germania del cosiddetto "Quarto Stato", la Germania dei proletari, ma bensì la Germania degli industriali e dei banchieri.

      L'insofferenza tedesca sul controllo bancario totale  

    La richiesta di diritto di veto in tutte le questioni da parte dei parlamentari tedeschi Willsch e Schaeffler, che in questi ultimi giorni sta facendo molto parlare. Da molti è letto come uno dei vari modi in cui si esprime questa insofferenza tedesca verso limitazioni al proprio potere o aumento di quello degli altri stati. Così si spiega anche – in parte –  il tentativo, sempre tedesco, di frenare o quantomeno smorzare il controllo della Bce su tutti gli istituti bancari, specialmente le piccole casse di risparmio e le banche cooperative. La cancelliera Angela Merkel e i sempre più numerosi “falchi tedeschi"  sono più propensi – comprensibilmente – ad un’azione di controllo da parte della Bce solo sulle 25 maggiori banche nazionali. 

      Sarà un 11 Settembre?  

    Comunque è ancora tutto da vedere, dato che il progetto della Commissione europea sulla creazione di una sola autorità bancaria di vigilanza sarà presentato l’11 Settembre all’Europarlamento. Data simbolica, questa, che potrebbe richiamare alla mente sfocate e terribili immagini, nonché oscuri presagi.

     La battaglia per la Democrazia in Europa 

    Ed è curioso che proprio il giorno successivo ci sia la sentenza dei giudici di Karlsruhe sulla compatibilità della Costituzione tedesca con le leggi di ratifica del Fiscal compact e dell’Esm (o MES) il tremendo Meccanismo Europeo di Stabilità, ribattezzato (da "Qui Europa") "Morte Europea Sicura" . Il ricorso, sollevato da un’ennesima proposta dei membri del Gruppo Europolis, guidati dall’economista Marcus Kerber, si basa sul fatto che i meccanismi dell’Esm impoveriscano il parlamento tedesco di alcune sue funzioni, prima fra tutte la possibilità di legiferare sul bilancio dello Stato, con pesanti ripercussioni sulla democrazia tedesca. Senza dimenticare il fatto che il Mes rappresenta – per tutti i comuni mortali dell'Eurozona del Sud – una vera e propria minaccia, in quanto – come visto – è una sorta di vero e proprio "stato autonomo" mascherato da fondo dotato di personalità giuridica, con pieni ed illimitati poteri finanziari e di ingerenza sugli stati. Insomma, una dittatura mascherata!

     La guerra anti MES del Prof  Markus Kerber  

    Ma la dura, coraggiosa e giusta battaglia del Professor Markus Kerber è anche verso l'euro. "Abbiamo fatto un calcolo, all'associazione. – ha dichiarato nei giorni scorsi – Siamo accademici, alcuni piccoli imprenditori. Se il fondo salva Stati (MES) venisse approvato, costerebbe alla Germania 3.700 miliardi, il 150% del Pil. Abbiamo chiesto ai giudici di tenerne conto. Ma si sa, iudex non calculat. (…) la cifra è stata ottenuta – continua – sommando gli aiuti, fino ai soldi che saranno necessari per il salvataggio di Spagna, Italia e Francia".

      Il MES e la follia francese  

    Secondo l'accademico – in una intervista al Corriere della Sera – infatti, anche la Francia sarebbe in discussione. Dichiara, infatti, Kerber: "mentre l'Italia ha un buon avanzo primario, una grande tradizione di finanze pubbliche, una gestione professionale del debito, (per carità non fatelo sapere a Monti!) la Francia ha un deficit strutturale, 12 miliardi quest'anno, fino a 40 l'anno prossimo; vive al di sopra dei propri mezzi. Ha ambizioni militari (vogliono costruire sei sottomarini da un miliardo ciascuno!) incompatibili con il bilancio. E la classe politica fa finta di niente". Ma la perversità del MES, secondo il professore tedesco si evincerebbe anche da altri fattori: "Il meccanismo del Salva Stati Permanente, dice, è perverso: appena un Paese chiede gli aiuti, smette di pagare per gli altri". Ma è anche vero che – d'altra parte – Qui Europa obietta come lo stesso MES sia in fondo già un costo di per sé buttato sulle spalle dei cittadini dell'Eurozona, che comunque pagano in partenza per il suo sostentamento. Ma evidentemente, da quanto emerge dall'analisi del professor Kerber, alla lunga anche per la Germania (cioè per i cittadini tedeschi) il MES sarà una pura follia, nonché un "costo insostenibile".

     La crociata anti Euro di Markus Kerber e l'alternativa "Guldmark"  

    Ma nel cuore del problema alla fine torna sempre lui, sempre lo stesso tormentone: l'euro. Lo stesso professore, dall'alto della sua onestà intellettuale, ha riconosciuto che una moneta unica non può esistere per economie così diverse (Vedi anche l'articolo in allegato sui paradossi del "Sistema Target 2") . In pratica l'euro, così come concepito è economico per la Germania, ma sconvenientissimo per i paesi del Sud Europa e per l'Italia. Lo stesso Markus Kerber dichiara come esso sia stato in realtà "un progetto pilotato dai francesi per abolire la Deutsche Mark". Ecco perchè propone la sua alternativa: la Guldmark, una nuova moneta da affiancare, esclusivamente nei paesi del Nord, all'euro.  Le due monete potrebbero coesistere, "però – ammette Kerber – la Volkswagen non potrà pagare gli stipendi in euro e vendere le auto in Guldmark".

      Finlandia: tutto pronto per uscire dall'euro  

     Intanto proprio ieri dalla Finlandia – paese parte integrante dell'Eurozona – sono giunte notizie non proprio positive per i fanatisi sostenitori dell'euro "ad ogni costo": il paese nord'europeo, in netta decrescita rispetto alla cugina Norvegia (paese senza euro e senza alcuna crisi, anzi!) avrebbe annunciato attraverso un'agenzia governativa che sarebbe tutto pronto per un piano di fuoriuscita dall'euro.

     Un Settembre infuocato  

    Uno strumento di disequità, dunque l'euro: un pozzo senza fondo il MES: uno pseudo "fondo di salvataggio" (invero di distruzione) che sarà continuamente alimentato (qualora dovesse passare) dagli schiavi dell'Eurozona, cittadini taliani e tedeschi compresi. Uno scherzetto che da Maggio ad ora ci è già costato il 3% del Pil nazionale, nonché un aumento esponenziale del debito pubblico italiano, schizzato come visto da 1965 miliardi (Maggio) a 1973 miliardi e oltre. E come diceva il principe Totò: "e io pago!" Quello che aspetta l’Europa intera è insomma un Settembre che si preannuncia davvero infuocato quanto l’estate che sta per volgere al termine.

    Mario Luongo, Sergio Basile  (Copyright © 2012 Qui Europa)

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  • Monti e Draghi: Orecchie da Mercante e Assurde Menzogne

    Monti e Draghi: Orecchie da Mercante e Assurde Menzogne

    Domenica, Luglio 5th/ 2012

    – di Sergio Basile –

    Italia / Roma / Francoforte / Crisi Eurozona / Spending Review / Europa / Propaganda imperislistica / Austerity / Mercati / Mario monti / Mario Draghi / Tagli lineari / BCE / Lettera / Berlusconi / Bersani / Casini / Rutelli / Vendola / Montezemolo / Finmeccanica / Eni / Enel / Finanza tecno-mafiosa / Menzogne / MES / SEBC / Privatizzazioni selvagge / Schiavitù / Britannia / Decreto Carli-Amato / Privatizzazione della Banca d'Italia / Smantellamento dello Stao Sociale / Napolitano / Movimento 5 Stelle / dictat dei banchieri 

    Monti e Draghi: Orecchie da Mercante e

    Assurde Menzogne 

    Draghi: spiana la strada all'amico liberista;

    Monti: auto-ricandidatura oltre il 2013;

    Italiani: topi in gabbia comunque vadano le cose

    Ma se la musica dovesse cambiare?

    E' Necessario fondare e pensare una Nuova Europa più

    umana e sociale, un'Europa dei Popoli

    L'Appello di "Qui Europa": No ad una Europa dei

    mercati e dei banchieri

     

    Roma, Francoforte – Quella di ieri a Roma e Francoforte è stata una giornata davvero strana, con dichiarazioni dei "Super Mario" nazionali da far accapponare la pelle, a dir poco imbarazzanti e fuori dal mondo. Il primo, quello chiamato a regnare sulla Bce (Mario Draghi) ha fatto intendere (a mò di ricatto) che se l'Eurozona vuole sperare di avere gli aiuti straordinari da parte della Banca Centrale Europea (acquisti diretti di titoli di stato del debito pubblico dei Paesi in difficoltà o attraverso MES e Fondo Salva Stati – EFSF) dovrà riuscire a convincere i cittadini dei Piigs ad accettare le rovinose e recessive misure di austerity: per l'Italia, in pratica, vorrebbe dire continuare ad accettare la "ricetta Monti", che poi è in fondo, la ricetta "Goldman Sachs" iniziata dallo stesso Mario Draghi sul piroscafo Britannia nei primi anni Novanta. Quindi il capo della Bce va ancora avanti, come se nulla fosse, cercando di spianare la strada agli amici "liberisti" (vedi Mario Monti) chiamati a svendere gli stati Piigs, rifiutandosi ancora una volta di attuare l'articolo 11 del SEBC (Sistema Europeo delle Banche Centrali) che autorizzerebbe la Bce al finanziamento diretto del debito statale nei casi di emergenza. Cio eviterebbe speculazioni sul debito: quello che ci sta affossando e che sta portando Monti a "svendere" la gloriosa e ricca Italia, come se fosse una vecchia carretta smarmittata. L’altro cosiddetto "Super Mario", cioè il professor Monti, ha continuato a sostenere, come un disco rotto, la sua bizzarra tesi secondo la quale "L'Italia non ha bisogno di aiuto, perchè ce la può fare da sola". Ma nessuno (neanche lui) ha ben capito cosa voglia dire questo, visto che questa presunta "auto-salvezza" sta passando per la dissimulazione (svendita forzata ed imposta) dell'intero patrimonio storico e immobiliare italiano: 20 miliardi l'anno dovrebbero essere alienati a speculatori esteri o falchi privati per consentire agli Italiani di "farcela da soli"; nonché sul totale e definitivo smantellamento dello Stato Sociale. Evidentemente la pazzia umana non ha limiti! Ma ancor più matti, evidentemente, sono i direttori dei giornali che danno spazio a queste emerite boiate! Ma il bello deve ancora venire. le vie alternative proposte dai due super-eroi sono 2. Udite udite.

     Monti-Draghi: per l'Italia alternative da manicomio criminale 

    La prima consisterebbe nell'utilizzo (comunque non immediato) del MES (Meccanismo Europeo di stabilità) un fondo finanziato (ovviamente sempre) dai cittadimi,  dotato di un proprio statuto e di personalità giuridica, più simile ad un vero e proprio "stato indipendente e sovrano" (anche se non eletto e legittimato da nessun cittadino europeo) che avrà poteri praticamente illimitati sulle finanze degli stati e sul livello del debito da imporre ai cittadini-schiavi; L'altra alternativa (Draghi in questo, nelle ultime ore, è stato chiarissimo) consisterebbe nel portare avanti la ricetta Monti oltre il 2013: evidentemente nel timore che gli Italiani alle prossime elezioni possano rinsavire e decidere di votare contro questa pazzia dell'austerity euro-tedesca e montiana che ci impone l'euro-casta dei banchieri. Pertanto, onde evitare sorprese (vedi incremento esponenziale dei consensi per il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo) meglio delegittimare quanti, in partenza, si oppongano (per ora il solo Grillo) a Monti e ai folli nazi-diktat dei banchieri.

      Se la musica dovesse cambiare?  

    Dicendo, magari, che uomini come Grillo fanno "innevosire i mercati". E ti credo! Se la musica dovesse cambiare e gli speculatori non dovessero più arricchirsi come sanguisughe (o vampiri)  alle spalle delle famiglie italiane i mercati sarebbero più che nervosi. Si incavolerebbero sul serio, per non poter più avere la legittimazione a "mangiare" sulle spalle degli Europei e dei cittadini Italiani onesti!

      La fondazione di una Nuova Europa "umana"  

    Peccato che nella nuova Europa che dovrà nascere non ci sarà posto per l'egemonia delle banche, della finanza e dei mercati. Questo baraccone infernale è ormai arrivato al capolinea mettendo in evidenza tutti i suoi diabolici e spietati limiti. Esso è destinato a fallire miseramente, ed i suoi ispiratori e servitori a scomparire vergognosamente tra le pieghe della storia. La nuova Europa dovrà per forza essere quella dei popoli e del rispetto della dignità dei cittadini e della sacralità umana e della vita. Pena la distruzione del castello europeo stesso. 

      Mario Monti: "Orecchie da Mercante"e "Assurde Menzogne"  

    Ma Mario Monti sembra fare ancora orecchie da mercante, continuando a blaterare le sue assurde menzogne in giro per l'Europa; e continuando a sostenere che "i mercati, e quindi gli speculatori, non comprendono appieno il significato delle riforme che sono state varate, come quella delle pensioni e del mercato del lavoro".  Quindi (autogol clamoroso del professore) è lo stesso ex consulente di Goldman Sachs ad ammettere che il primo a vedere nero il futuro dell'Italia è lo stesso suo governo. Un Paese – leggendo tra le righe delle stesse parole di Monti –  destinato, a quanto pare, in un modo o nell'altro, o ad essere venduto a trance come il baccalà  al mercato rionale, o ad esser dissanguato dalla Troika (Ue, Fmi, Bce) mediante commissariamento; oppure a dover accettare e finanziare a suon di tagli e tasse il dittatoriale MES, divenendo schiavo del "debito indotto" vita natural durante.

      Il Monti pensiero – Italiani? Topi in gabbia con le ore contate  

    Una cosa è certa: il professor Monti vede i suoi compatrioti, gli Italiani, come dei topi in una gabbia.  E come se non bastasse finisce indirettamente per legittimare l'operato dei famelici gatti (speculatori) che vi girano intorno aspettando il momento più propizio per divorare ciò che è rimasto. Ma la cosa tragi-comica è che la gabbia (Eurozona) l'hanno costruita proprio lui ed i suoi amici di Bruxelles, Francoforte e Berlino. 

      Monti:  auto-candidatura oltre il 2013  

    Quindi in effetti Monti ci sta dicendo – tra le righe – che senza di lui i mercati ci ucciderebbero. Senza ammettere però che con lui ad ucciderci ci penserebbero direttamente gli speculatori o la Troika (Ue, bce, Fmi). Perciò le sue parole equivalgono ad una indiretta autocandidatura a Palazzo Chigi anche per la prossima legislatura. Un invito a nozze per lo stuolo dei (suoi) fedelissimi cortigiani del neo-liberismo  (Casini, Fini, Rutelli, Montezemolo, Bersani, Vendola, ecc.. ) per la creazione, magari, di un unico listone di impresentabili.

      La Grande Orgia  

    Un'unica ammucchiata (pardon!) un unico governissimo, cosiddetto di "salute pubblica" (con l'ovvio benestare di Giorgio Napolitano) che completi il massacro sociale e segni la definitiva ed irrimediabile vittoria della casta sulla plebe (comuni cittadini) resa schiava; nonché completi il "Progetto di privatizzazioni del Britannia" iniziato da Draghi e Amato negli anni Novanta (con l'avvio delle imponenti privatizzazioni aziendali e la stessa privatizzazione della Banca d'Italia attuata dal vergognoso decreto "Carli-Amato"). D'altronde, sull'altra riva del Tevere, anche lo stesso Angelino Alfano giovedì scorso si è detto pronto ed aperto ad eventuiali soluzioni di "svendita" e privatizzazione degli ultimi gioielli di famiglia rimasti: Eni, Enel e Finmeccanica. Dopodicchè l'Italia sarà dcefinitivamente trapassata, morta, deceduta, defunta: e senza possibilità di resurrezione!

      I Disastrosi e "Beneamati" effetti della "Ricetta Monti"  

    Intanto è doveroso notare come con la beneamata ed acclamata (da casta politica e giornali di regime) "Ricetta Monti", il Bel Paese non solo primeggi in tutte le classifiche sulla "decrescita", sulla "disoccupazione" e sulla "recessione" rispetto agli anni passati, ma addirittura esso abbia peggiorato – malgrado tasse, IMU e austerity – la condizione del suo debito pubblico, pasato al 125% del Pil: più 5% rispetto al 2011. Ciò perchè, come più volte detto da "Qui Europa", il debito si autorigenera a causa delle speculazioni bancarie a prescindere da qualsivoglia manovra. Non si può contenere l'acqua in una vasca alla quale è stato tolto il tappo! E' folle il solo pensiero di poterlo fare! Ma per i giornali di regime va tutto bene. Per "TG cazzate 24" tutto va a gongie vele. d'altra parte ogni buon regime totalitario ha i media che si merita! Ed ogni popolo ha il regime ed i media che si merita! Meditate gente, meditate!

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

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  • Romania: Solo il Quorum salva il Presidente Basescu dall’Impeachment

    Romania: Solo il Quorum salva il Presidente Basescu dall’Impeachment

    Mercoledì, Agosto 1st/ 2012

    – di Sergio Basile –

    Romania / Bucarest / Unione europea / Referendum / Destituzione Basescu / Mancato raggiungimento del Quorum / Victor Ponta / Traian Basescu / Manuel Barroso / Commissione europea / lettera di impegni / Golpe / Corte Costituzionale / 

    Romania – Il Quorum salva il Presidente

    Basescu dall'Impeachment

    Sospiro di sollievo per il Presidente amico della

    Troika e per Barroso

    Quasi il 90% dei Romeni ha votato per la destituzione

    del Presidente della Repubblica

    Il Premier Victor Ponta, "vincitore morale" dello

    scontro istituzionale

    Bucarest – Alla fine, ad urne chiuse, dalla capitale della Romania giunge la notizia del nulla di fatto per  il referendum sull'impeachment chiesto a gran voce dal premier Victor Ponta e dal Parlamento nei confronti del Capo dello Stato Traian Basescu. Probabilmente un grosso sospiro di sollievo per l'intera tecnocrazia europea e per il Presidente della Commissione europea Manuel Barroso: tra i più nervosi alla vigilia del voto. I risultati  di Domenica hanno infatti mostrato un clamoroso fallimento delle consultazioni, emalgrado l'87,55% dei Romeni votanti si fosse dimostrato favorevole alla destituzione di Basescu. Un default dovuto al mancato raggiungimento del quorum minimo del 50,1% degli aventi diritto. Inutile, in tal senso, era stato il tentativo del premier Victor Ponta di modificare tale quorum al 50% più 1 dei votanti effettivi: tentativo bloccato sul nascere dallo stesso Barroso, mediante una perentoria "letterina di impegni". In pratica un diktat nel quale il capo non eletto della Commissione europea "sconsigliava" il premier Ponta e la maggioranza parlamentare  – a pena di drastici ed immediati provvedimenti – dal porre in essere qualsiasi tipo di "misure urgenti" protese, tra l'altro, a facilitare la destituzione di Basescu: Presidente – inutile nasconderlo – notoriamente amico e vicino alla tecnocrazia europea, all'FMI ed a Banca Mondiale.

      Il quorum salva l'amico della Troika   

    Ai seggi si sarebbe recato soltanto il 46,1% degli aventi diritto. Amara delusione, dunque, per quella maggioranza della popolazione romena attivamente impegnata in politica – e seriamente preoccupata per le sorti economiche del Paese – che non aveva per nulla gradito le gravissime ingerenze perpetrate da Basescu ai danni del Welfare e dell'economia della Romania. Presidente – ricordiamolo – reo di aver scavalcato l'esecutivo aprendo il portone agli sgraditi ospiti della Troika e di Banca Mondiale, e di aver causato – come effetto diretto di ciò – l'avvio di una serie infinita di misure di austerity stile Grecia, capaci di sgretolare l'economia reale romena e di dissanguare le finanza del Paese; e per contro di costringere la popolazione ad accettare aiuti per 20 miliardi di euro – con interessi da usura – da tali organismi internazionali. D'altra parte il governo Ponta – malgrado l'estate e malgrado milioni di Romeni fossero mentalmente o fisicamente lontani dalla bagarre politica, probabilmente rapiti dai miraggi delle spiagge del Mar Nero o del Mediterraneo – nulla aveva lasciato di intentato per "sistemare" una volta per tutte l'odiato Basescu. Per aumentare l’affluenza alle urne, infatti, aveva addirittura fatto installare seggi elettorali anche in luoghi improbabili come hotel, bar e ristoranti delle più rinomate località di villeggiatura della Nazione. 

      Democrazia: una partita ancora aperta   

    Emerge dalla vicenda, a conti fatti, la figura di un Victor Ponta deluso, ma comunque intenzionato – almeno nelle prime dichiarazioni a caldo – a non voler “cercare lo scontro ad oltranza” con Basescu. Ma sulla convivenza pacifica dei due contendenti nutriamo seri dubbi: soprattutto vista la criticità della situazione rumena, il larghissimo dissenso popolare nei confronti di Basescu (vicino al 90%), emerso dal referendum e – soprattutto – le pesantissime ed inique misure di austerità varate in nome della disciplina fiscale chiesta dal Fondo Monetario Internazionale di Christine Lagarde, con le quali il disastrato popolo romeno sarà costretto a fare i conti quotidianamente. Altro ulteriore motivo di dissenso – che lascia apertissima la partita ed aspramente acceso il contendere tra i due litiganti –  anche le pesanti rivendicazioni levate da Ponta nei confronti della Corte costituzionale, accusata di essere completamente asservita al volere del Presidente della Repubblica golpista. 

      Ponta vincitore morale, Basescu vincitore tecnico   

    Scampata "gogna" per un rinato Basescu che, spavaldo, nelle scorse ore osava dichiarare: “Sono sopravvissuto a un colpo di stato, un voto che ha riguardato più la Romania che la mia persona. Sono disposto ad aprire comunque la porta all’USL (partito di Ponta) se dimostrerà di aver imparato la lezione che i Romeni gli hanno insegnato”. Certo che al cattivo gusto del saggio Traian non c'è mai limite! O almeno ce ne sarebbe uno temporale, il 2014: anno in cui scadrà il mandato naturale del contestato presidente. Un Basescu che, però, sa bene che d'ora in poi non potrà più permettersi di giocare con il fuoco, ignorando il risultato di un referendum davvero umiliante. Sull'altro fronte una cosa è certa: Ponta (vincitore morale della partita) non potrà omettere di difendere con tutti i mezzi legali i Romeni che hanno votato in stragrande maggioranza a favore dell'impeachment. Ma D'altronde il premier – intenzionato ad isolare politicamente Basescu – ha fin da subito messo le mani avanti, lanciando nelle scorse ore un secco monito sia al rivale che alla stessa Ue; e ridimensionandone la voce ed il ruolo di entrambe. Un inequivocabile avviso sintetizzabile nella seguente domanda lanciata a mezzo stampa: “Cosa c’è mai da discutere con un uomo che è stato respinto dai romeni?”. Proprio nulla! 

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Giovedì, Luglio 26th/ 2012

    – di Vincenzo Folino –

    Grecia / Crisi Eurozona / Atene / Bruxelles / Troika / Samaras / Barroso / Commissione europea / Privatizzazioni / Licenziamenti / Reuters / Fondo Monetario Internazionale  / Trattativa  / Alexis Tsipras / Bce / Antoine Colombani  / Ateneo Magna Graecia / Catanzaro 

    Crisi Eurozona – La Troika ad Atene per

    "buttare fuori strada" la Grecia

    Atene – Samaras: sono tutti irresponsabili!

    Atene, Bruxelles – Nella giornata di ieri, come avviene ormai da diversi mesi, sono ripresi gli incontri tra gli ispettori della Troika (ispettori internazionali della Banca Centrale Europea, del Fondo Monetario Internazionale e della Commissione europea) e le autorità greche, per discutere di come "rimettere in carreggiata" il programma economico del Paese. Una discussione che dovrebbe durare circa una settimana, ma – come ha detto il portavoce della Commissione, Antoine Colombani – soltanto a settembre la Troika "definirà il giudizio finale sull'implementazione del programma. Prima di allora è troppo presto per trarre conclusioni". 

       I Gatti e il Topo    

    Secondo il nostro modestissimo parere, è improbabile – evidentemente – che la Grecia riesca a onorare i propri impegni. Iniqui e sanguinosi ed "anti-democratici" impegni . Ma ciò potrebbe, come annunciato ieri anche dall'agenzia britannica Reuters, far scattare la trappola per topi di "un'ulteriore ristrutturazione del debito del paese". L'agenzia di stampa britannica parla di tre fonti ufficiali dell'Ue, secondo le quali "gli ispettori della Troika non potranno che rilevare come la Grecia (già oggetto di due piani di salvataggio) sia ancora fuori strada per quel che riguarda il raggiungimento degli obiettivi di risanamento (…) ciò significa – prosegue "Reuters" – che i creditori pubblici della Grecia (Bce e Paesi dell'Eurozona: e ovviamente banchieri privati dell'Eurozona) dovranno ristrutturare parte dei 200 miliardi di euro di debito greco detenuto, per poter riportare Atene su un percorso di sostenibilità finanziaria. Anche se al momento sembra mancare del tutto la determinazione a livello di banca centrale e di governi per procedere in tale direzione". Ma la sensazione palpabile e che si tratti di un impari gioco assassino tra una banda di gatti affamati ed un topo stremato e messo nell'angolo.

       Grecia: prima cavia del "Nazismo Bianco"  

    D'altra parte, come detto ieri, dobbiamo riconoscere e far riflettere quanti ignorano le dinamiche della "fanta-economia" che la Grecia è stata la prima grande cavia di una crisi nei confronti della quale l'Europa dei potenti continua a parlarsi addosso, senza alcuna "determinazione" o volontà di voler porre in essere quei semplici provvedimenti urgenti atti a riumanizzare il rapporto tra istituzioni e cittadini ellenici. Ciò lo si nota soprattutto se prendiamo in considerazione l'operato della Bce (il suo immobilismo e le sue omissioni gravissime); la speculazione delle banche italiane sul debito greco o le politiche imperialistiche perseguite finora da Francia e Germania in pieno regime di "Nazismo Bianco": tanto per utilizzare un termine coniato a Maggio, a Catanzaro, dal nostro amico Giulietto Chiesa, nel convegno sulla crisi dell'Eurozona promosso da  "Qui Europa" alla presenza di 500 giovani calabresi, presso l'Ateneo Magna Graecia  (Vedi articolo correlato). 

       Atene – Samaras lancia "l'allarme Pil"   

    In ogni caso, dall'altro versante, il premier greco Samaras ha dichiarato che il Pil potrebbe scendere di oltre il 7% nel 2012, mentre una ripresa non è prospettabile prima del 2014. Anche se ovviamente non ci crede nessuno: neanche lui! Non meno preoccupante il fatto che "la disoccupazione ha già superato il 24%, mentre fra i giovani supera il 50%". Per quanto riguarda le riforme – ha proseguito l'europeista Samaras – "non dobbiamo fallire" (?)  e dobbiamo dimostrare che "in Grecia qualcosa è cambiato". Ma il primo ministro greco, in particolare – magari per copione –  ha anche a suo modo attaccato, o finto di farlo, tutti quei "responsabili europei" che stanno "sabotando" gli sforzi del paese per "restare a galla", e garantirne la permanenza nell'Eurozona. "sono tutti irresponsabili – ha concluso Samaras – e, in ogni caso, dimostreremo loro che hanno torto". Per il momento, nonostante l'auspicio un tantino ipocrita dell'europeista premier ellenico che –  a differenza delle proposte di inversione ad "U" paventate da sempre dal leader dell'opposizione Alexis Tsipras, leader di Siryza – continua a "trattare", legittimando in qualche modo sia questa Eurozona che la connessa austerity", il cielo sopra la Grecia, malgrado l'estate, rimane sempre piuttosto cupo, con una tempesta che sta dietro l'angolo del Monte Olimpo, sempre pronta a scatenarsi.

     L'impegno Greco: Tasse in cambio di privatizzazioni e licenziamenti 

    Ciò potrebbe accadere, per esempio, se alcune delle folli misure accettate dalla Grecia ed avallate da Samaras – per ottenere, entro settembre,  una nuova tranche da 32 miliardi di euro da restituire con gli interessi  dovessero passare così come pretenderebbero gli ispettori della "troika". Tra queste misure rientrano le privatizzazioni, ma soprattutto il licenzamento del personale del settore pubblico per 150.000 unità totali entro il periodo 2013/2014. Non rimane che dire: solidali con il popolo greco. In fondo "Siamo tutti Greci!"

       Il Silenzio e la Speranza   

    Popolo che intanto continua a protestare e ad accalcarsi nelle piazze di Atene, malgrado la TV ed i media italiani – e molti di quelli europei, controllati dall'euro-regime e dai suoi maggiordomi – abbiano deciso di stendere sul caso delle "proteste elleniche" un pietoso velo di silenzio. Ma alla fine qualcuno sembra dimenticare come nella storia tutte le dittature siano cadute! Come ci insegna il maestro Gian Battista Vico infondo e questione di "corsi e ricorsi storici". 

    Vincenzo Folino (Copyright © 2012 Qui Europa)

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  • Romania – Sanguinosa Austerity, ma questa volta Dracula non c’entra

    Romania – Sanguinosa Austerity, ma questa volta Dracula non c’entra

    Lunedì,  Luglio 23th/ 2012 

    – L'Editoriale, di Sergio Basile –

    Unione Europea / Romania / Commissione europea / Parlamento europeo / Manuel Barroso / Martin Schulz / Terremoto politico / Traian Basescu / Crisi economica / Esm / Fiscal compact / Usl / Referendum popolare / Malcontento / Fmi / Manuel Barroso / Victor Ponta 

    Romania sotto scacco di una sanguinosa Austerity 

    ma questa volta Dracula non c'entra 

    Ponta-Basescu-Barroso: i retroscena di un terremoto

    che fa tremare i palazzi del potere dell'eurocasta

    Tutto quello che i media taccioni sul caso Romania

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Una doverosa premessa    

    Bucarest – La Romania è entrata a far parte dell'Ue (ma non della zona euro) solo nel 2007, assieme alla Bulgaria, ed è accomunata a quest'ultima dal fatto di rappresentare il fanalino di coda tra le 27 economie dell'Unione e del'intera Europa. Nella settimana appena conclusasi, all'indirizzo del governo romeno di Victor Ponta sono giunti gli ennesimi accorati appelli-diktat dell'euro-casta per spingere – dicono – il paese ad una "presunta riforma della giustizia". Secondo le ultime dichiarazioni rilasciate in merito dal Presidente del Parlamento Europeo, Martin Schulz (divenuto ormai l'ombra fedele di Barroso) la Romania "deve attuare immediatamente le raccomandazioni espresse dalla Commissione europea e rispettare gli standard dell'Ue. (…) siamo un'unione di valori condivisi e fiducia reciproca – ha continuato Schulz – tutti i Paesi membri devono rispettare le istituzioni democratiche (?)  l'indipendenza del sistema giudiziario e lo stato di diritto''. Ma la situazione in realtà è ben diversa da quella dipinta da Tv e giornali in Italia, e intanto, all'interno dei confini del Paese,  la situazione politica si fa sempre più tesa.

      Romania: stesso copione greco    

    Una situazione che ci ricorda tanto quella ellenica, per comprenderci: e che con il paese ellenico, come vedremo, presenta molteplici tristi analogie.  Ma per molti versi l'ingresso nell'Unione sembra aver già stancato una fetta abbastanza cospicua dell'elettorato rumeno. Sarà stato un caso, ma l'ingresso nell'Ue e nella dorata gabbia di Bruxelles è coinciso con lo sdoganamento di deleterie politiche neo-liberiste e con l'inizio (contestuale) di una parabola negativa per il Paese, sfociata 2 anni dopo – nel 2009 – in una profonda recessione: alimentata, ovviamente, dagll'effetto a catena della stessa crisi globale pilotata dalla speculazione internazionale con il nulla osta degli stessi organi comunitari, che non hanno mosso un dito al fine di de-finanziarizzare l'economia e ridurre la dipendenza degli stati dalla finanza.  

      Romania: stavolta Dracula non c'entra   

    Va ricordato che la Romania – notoriamente terra dei famigerati vampiri – di "adeguato riflesso" agli spettri di questa recessione, ad oggi soggiace sotto il pesante scacco dell'FMI, dell'Ue e di Banca Mondiale: costretta ad accettare "sanguinosi" aiuti (torna il parallelo con la Grecia) per 20 miliardi di Euro. Ma questa volta il pericolo non è rappresentato da un redivivo Conte Dracula, ma bensì da una razza di vampiri ancor più sanguinaria e letale. E ad aprire la porta di casa a cotanti "graditi" ospiti chi è stato? Lui! L'uomo della discordia: l'eclettico e bizzarro presidente Traian Basescual potere dal 2004, e con un mandato in scadenza nel 2014.  

      Il conflitto istituzionale che fa tremare Bruxelles   

    Tale "gravissima ingerenza" (che per alcuni versi ci ricorda qualcosa a noi molto familiare) è all'origine dello scontro istituzionale tra Basescu e l'attuale capo dell'esecutivo Victor Ponta: terzo leader al potere dall'inizio dell'anno; nominato il 7 maggio scorso dopo la caduta del famigerato "governo tecnico" pro-austerity guidato dal giovanissimo Mihai Razvan Ungureanu. Leader che a sua volta era subentrato all'altrettanto odiato vampiro pro-austerity Emil Boc. Le suddette ingerenze, nei giorni scorsi, hanno spinto il Parlamento rumeno a mettere sotto accusa con l'istituto dell'impeachmented a sospendere – rinviandolo cioè al giudizio del referendum popolare  –  Traian Basescu per attentato alla Costituzione ed abuso di potere. Ciò per aver scavalcato illegittimamente il Primo Ministro ed aver avallato le misure di austerrity conseguenti agli "pseudo-aiuti" (pillola avvelenata) della Troika e di Banca Mondiale.

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

      L'indesiderata visita della Commissione  

    Bucarest, Bruxelles – Martedì scorso il premier rumeno Victor Ponta, in virtù di ciò, veva reso noto come l'FMI e l'Ue avessero fissato al prossimo 31 luglio una loro visita in Romania, in qualità di osservatori particolari: "missione ufficiale"  che si preannuncia già dai classici toni piuttosto minacciosi. Da vero ultimatum! Timori cresciuti per le ultime risolute iniziative del governo Ponta e del Parlamento, che in data 3 Luglio si era liberato in un sol colpo di tutti gli uomini del presidente Basescu (vicini all'euro-casta): sollevati uno dopo l’altro da due delle più alte cariche dello Stato, quella del presidente del Senato (con il liberale Antoneschu che ha preso il posto di Vasile Blaga) e quella del presidente della Camera (con Roberta Anastase sostituita da Valeriu Zgonea). Il tutto dopo che le elezioni amministrative avevano marcato la netta vittoria dell’Usl, la coalizione di centro sinistra.  L’Usl, ha fatto totalmente piazza pulita anche dell’avvocato del popolo, decidendo di assoggettare al controllo governativo il “Monitur Official”, una sorta di Gazzetta Ufficiale; cercando inoltre di modificare con urgenza anche la stessa legge sul referendum, proponendo la possibilità di convalidarlo  a quorum del 50 % più 1 dei votanti, contro il precedente 50 % più 1 degli aventi diritto. 

      La "letterina" di impegni di Barroso  

    Tale annuncio era coinciso con una "rassicurante letterina" di "compiti a casa" indirizzata al governo di Bucarest e firmata proprio da Manuel Barroso che – sempre più trepidante per l'esito incerto del voto rumeno – aveva deciso di "mettere le mani avanti" dettando – attraverso questo "documento di servizio" – precise condizioni da seguire. Il documento (analizzato dalla redazione di "Qui Europa") parlava tra l'altro di "rispetto dello stato di diritto"; "indipendenza della magistratura"; "ripristino" dei poteri della Corte costituzionale sul controllo di costituzionalità delle decisioni del Parlamento; Abrogazione dell'ordinanza d'emergenza n. 38''; Ripristino delle norme sul quorum per la validita del referendum (50% più uno degli iscritti nelle liste elettorali e non 50% più uno dei votanti effettivi: sperando magari nel mancato raggiungimento del quorum stesso) con ''abrogazione dell'ordinanza d'emergenza n. 41''; "Esclusione dell'uso di ordinanze d'emergenza'' in situazioni di non-emergenza (conclusione, consentiteci, paradossale) e nelle decisioni che riguardano la Costituzione o lo status di istituzioni fondamentali dello Stato; Divieto di "uso selettivo" della pubblicazione di leggi sulla Gazzetta Ufficiale; Iimmediata sottomissione a tutte le decisioni della Corte Costituzionale'' (vicina, ricordiamolo, al golpista Basescu).  

       Possibile sospensione del voto?   

    Ma non è tutto! Dopo la convocazione urgente, intervenuta nei giorni scorsi, dei due "litiganti"  Ponta e Basescu (entrambi a rapporto in Commissione)  tra i corridoi dei palazzi del potere non si esclude l’ipotesi di sospendere il diritto di voto di Bucarest in sede europea. Si tratterebbe di applicare l’articolo 7 del trattato sull’Unione europea che lo prevede in caso di “violazione grave e persistente” dei valori dell’Unione come il rispetto della libertà, della democrazia e dei diritti umani. Paroloni tuttavia – consentiteci – del tutto inappropriati all'eurocasta che ci "domina". Nei mesi scorsi si era ipotizzato di applicare la misura all’Ungheria di Viktor Orban : intenzionato, come ricorderete, a rinazionalizzare la Banca d'Ungheria, nelle mani dei privati, ponendola sotto il controllo del Parlamento. Ipotesi evidentemente sgradita e sconveniente a Barroso e ai suoi. Per adesso esiste un solo precedente che risale al 2000, quando la destra di Joerg Haider arrivò al governo in Austria

      All'origine delle proteste  

    Malgrado il pressocché totale silenzio dei media italiani – sempre più asserviti alla "causa europeista" a prescindere dal tenore e dalla portata delle azioni poste in essere da Bruxelles – le proteste popolari della scorsa settimana hanno causato un terremoto la cui onda d'urto è stata avvertita potente fino ai palazzi del potere di Bruxelles, scossi fin dalle fondamenta dai disordini e dalle corali manifestazioni anti-austerity, anti FMI ed anti-casta Ue levatesi sonore e vibranti non solo da Bucarest ma anche dalle principali piazze europee: dalla Germania all'Olanda, dalla Grecia alla Romania, dalla Finlandia alla Spagna. Segno inequivocabile che la gente, in tutta Europa, non crede più ad una soluzione politica di questa “crisi”. Né tantomeno crede ormai alle balle su una crisi auto-alimentata e retta anche grazie al Trattato di Lisbona (Art. 123 in primis); da anti-concorrenziali politiche ultraliberiste e da un immobilismo cronico su questioni cardine come il bando parziale delle agenzie di rating;  il bando dei paradisi fiscali e dei derivati o la rinazionalizzazione delle banche centrali: alla quali la casta ha risposto addirittura con la proposta di un ulteriore accentramento in un'unione bancaria e politica. Ma evidentemente, oggi, la voglia di Democrazia vera e di riscatto del popolo contro questo euro-baraccone è tanta, troppa. Cosa potrà fare il piccolo tecnocrate Barroso contro la sete di Giustizia e Democrazia dei popoli? Pensiamo, alla lunga, davvero nulla!

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Bucarest: un'austerity forzata   

    Il comun denominatore del manifesto dissenso delle piazze sono state, ancora una volta, le cosiddette "misure di risparmio". Misure che per la Romania – e per gentile concessione di un contestatissimo presidente Traian Basescu – sarebbero protese a garantire – come visto – il prestito di troika e Banca Mondiale per – udite udite – "sostenere l’economia rumena". I tagli alla spesa e gli aumenti di tasse sono stati micidiali, così come per la Grecia: 30 mila poliziotti licenziati per ridurre la spesa pubblica; (nel 2010) l’iva passata  – addirittura – dal 19 al 24%stipendi dei dipendenti pubblici tagliati del 25 %; imponente smantellamento di quel che resta della Sanità pubblica e dello stato sociale. E tutto ciò mentre la manfrina del “più mercato meno Stato” viene propinata senza alcuno scrupolo di coscienza dai consueti politicanti "neoliberisti" di turno, che in ogni Paese europeo sotto attacco sono stati sempre celeri a tradire vergognosamente i propri concittadini e la propria patria, spinti vililmente ed asserviti al loro unico vero dio, chiamato "Mammona". 

      Un referendum decisivo  

    Per ora, dunque, in Romania tutto pare sospeso in attesa dell'attesissimo referendum popolare previsto per domenica prossima, 29 luglio.  Un referendum che potrebbe essere decisivo sia per la tenuta politica dell'Ue, sia per lo stesso destino democratico della Romania, nel quale la popolazione sarà chiamata, nello specifico,  a pronunziarsi sull'eventuale destituzione del presidente-faraone Traian Basescu: vecchio amico di George Bush, di Giorgio Napolitano quanto di Christine Lagarde (FMI). Ed oggi – come pare – affezzionato supporter dell'euro-casta di Bruxelles.

      L'Europa democratica guarda alla Romania   

    Alla luce di quanto detto, possiamo benissimo inquadrare ciò che sta accadendo in Romania – e malgrado la vergognosa censura da regime della stragrande maggioranza degli organi di stampa italiani – come l'evolversi di un periodo di fermento politico storico ed epocale. Molti osservatori internazionali e media italiani si sono limitati a buttarla sulla mera politica, ed a parlare di "scontro istituzionale" fra un presidente conservatore  (Traian Basescu) ed il leader di un governo di centro-sinistra (Victor Ponta). Ma da parte nostra preferiamo spostare il nocciolo del problema su un terreno diverso e più realistico. E', infatti, appropriato parlare (così come per la Grecia) di scontro tra casta dell'austerity e partito del popolo. Movimento oggi incarnato dalla sinistra moderata dell'Usl di Victor Ponta: una sorta di Syriza rumeno. Per analogia potremmo parlare di Ponta come di un Alexis Tsipras dei balcani. 

       La "Bufala degli Indignados"   

    Ma è curioso come "TG Bufala 24" in Italia abbia trattato il caso Romania. Le proteste della stragrande maggioranza del popolo romeno – badate bene, di un "popolo" –  di colpo sono state trasformate nelle proteste di un gruppo di “Indignados" che avrebbe deciso di trasvolare da Madrid nel Regno di Dracula, per una non proprio "allegra" scampagnata. Ma il colmo della "barzelletta mediatica", nella scorsa settimana, si è raggiunto nel sostenere che un folto gruppo di cittadini romeni presenti in Italia avrebbe  organizzato un presidio a Roma di fronte al loro consolato, al grido “vogliamo un governo Monti per la Romania”! Ma a tutto c'è un limite cari lettori! Come si fa a credere sulla genuinità di un tale sedicente appello "tecnocratico"? Come, d'altra parte, si fa a credere a chi predica la “concorrenza” (facendo parte da sempre di club occulti mondialisti atti a decidere in maniera anti-democratica) e si fa nominare “senatore a vita” giusto per poter diventare subito dopo Presidente del Consiglio? E nel giro di pochi giorni! Se questo non è un “colpo di Stato” che cos’è?  Ma, evidentemente, visto che i sanguigni Romeni non sono come i "timidi ed illusi Italiani", prima che la situazione a Bucarest sfugga definitivamente di mano il "partito del potere e della propaganda" cerca (disperatamente) d’incanalare e strumentalizzare la protesta con un pò di "sana disinformazione", cioè con un "salutare condimento" a base "d'indignazione" e di "indignados della domenica". La stessa "farsa d'occasione" vista nelle strade d’Italia, o in molte trasmissioni tv, al momento della destituzione di "Re Silvio", ma poi d'improvviso scomparsa nel nulla e malgrado i gravissimi macelli sociali ed economici perpetrati dal Governo Monti. Ben peggiori di quelli provocati da un – pur impresentabile – governo Berlusconi: stranamente tra i supporters più convinti di Mario Monti. Non trovate tutto questo a dir poco ridicolo? Esecutivo tecnico, quello di Monti, che non sarebbe dovuto andare oltre le faccende di ordinaria amministrazione in attesa delle elezioni, ma poi travestitosi illegittimamente e magicamente da "governo politico". Ciò, mentre molti sondaggi "patacca" davano e danno qua e là il "professor Monti" in testa a tutti i sondaggi politici sul gradimento pubblico. Ma evidentemente ogni popolo ha il leader ed i media che si merita! Almeno fino a quando non deciderà di uscire dal letargo dell'indifferenza, dell'ignoranza o del "privilegium" e di pensare con la propria testa. La Romania insegna!

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Domenica, Luglio 22th/ 2012 – di Sergio Basile – Unione europea / Commissione europea / Esteri  / Ucraina / Commercio / Libero scambio / Kiev / Bruxelles / Petro Poroshenko / Iulia Timoshenko  Esteri – Libeo scambio Ue: dopo il Giappone tocca all'Ucraina Propaganda e liberismo: dalle denunce e finte ritorsioni diBarroso, per la mattanza dei cani a […]

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    Commissione Ue verso libero scambio con Giappone

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    Giovedì, Luglio 19th/ 2012  – di Vincenzo Folino – Commissione europa / Giappone / Accordo / Libero scambio / Karel De Gucht / Corea del Sud / Politiche liberiste / Export / Disastri del liberismo / Marchionne / Fiat / Industria automobilistica / Crisi / Piigs   La Commissione Ue verso un accordo di libero […]

    Francia e Italia in Retromarcia: Peugeot-Citroen e Fiat nel Baratro

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    Lunedì, Luglio 16th/ 2012  – di Vincenzo Folino – Crisi automobilistica / AlixPartners / Sovraccapacità / Psa Peugeot-Citroen / Renault / Fiat / Francoise Hollande / Francia / Rossignolo / De Tomaso / Varin / Marchionne / Tagli   / Concumismo / Mali del capitalismo  Francia – Default delle 4 ruote: il Gruppo Peugeot-Citroen   annuncia […]

    Monti: “Non resterò dopo il 2013″

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    Mercoledì, Luglio 11th/  2012 – di Silvia Laporta – Italia / Mario Monti / Crisi economica / Ecofin / Eurogruppo / Schettino / Elezioni politiche / Governo tecnico / banche / debito pubblico / Unione europea / 2013 / Fine mandato Mario Monti   Monti : "Non resterò dopo il 2013" Le perle di saggezza del professore […]

    Ue: 48 Milioni di Disoccupati. Bisogna tornare al Welfare

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    Mercoledì, Luglio 11th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Italia / Europa / Germania / Roma / Stato sociale / Crisi stato sociale / Crisi economica / Mutualismo / Mutua / Mutuo soccorso / Stato liberale / Uguaglianza sostanziale / Welfare / Diritti / Cittadini / Economia / Disoccupazione / Fimiv / No-Profit / […]

    Cari Amici, ecco come ci stanno prendendo per i fondelli

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    Mercoledì, Luglio 11th/ 2012  – di Sergio Basile – Unione europea / Eurogruppo / Eurovertice / Bruxelles / Bce / Banca centrale Europea / Francoforte / Italia / Mario Monti / Manuel Barroso / Fondi Anti-Spread / Fondo Salva Stati / MES /Klaus Repling / Disgrazie / Peso sui cittadini / Immobilismo sostanziale della Bce […]

    2012 – Liberismo, Consorterie e Politica: Un groviglio da Districare

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    Mercoledì, Luglio 4th / 2012 – di Mario Luongo e Sergio Basile – Unione europea / Potere economico e potere politico / Liberismo economico / Diritti sociali / Diritti dell’uomo / Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo / Destra europea / CES / Sinistra europea / Sindacati europei / Trattato di Schengen / Partito popolare danese […]

    UE – La “sconfitta morale” del Mercato

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    Giovedì,  Aprile 26th/ 2012 – di Sergio Basile – Unione europea / politica / Rigore / Fiscal Compact / Germania / Italia / Francia / Olanda / Danimarca / Papa Giovanni Paolo II / Bob Kennedy / Discorso sul Pil / Angela Merkel / francois Hollande / Nicolas Sarkozy / Mario Monti / Geert Widers /  Beppe […]

    Dittatura Italia: Benvenuti nello stato liberista di “benessere socialista”

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    Giovedì, Luglio 19th/  2012 – di Silvia Laporta – Crisi economica / Bce / Mario Draghi / agenzie di rating / Disoccupazione / crisi del settore della costruzioni / Mario Ciaccia / Ministro delle Infrastrutture / Banca d'Italia / Usa / Cassa Integrazione / debito illegale / Fillea / Filca / Feneal / Patto di Stabilità  / […]

    L’Economia della Truffa – Moody’s ora attacca Cipro

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    Lunedì, Giugno 18th / 2012 – L'Editoriale del Lunedì, di Sergio Basile –  Unione europea / Cipro / Nicosia / Eurozona / Commissione europea / Troika / Fondo Monetario Internazionale / Christine Lagarde / Russia / Cina / Pechino / Mosca / Germania / Egemonia delle banche private / Liquidità / Crisi / Attacco speculativo […]

    Ue–Ungheria: continuo tiro alla fune

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    Venerdì,  Aprile 27th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Unione Europea / Commissione Europea / Corte di Giustizia Ue / Ungheria / Bruxelles / Budapest / Indipendenza Banca Centrale / Indipendenza Magistratura / Authority nazionale per la protezione dei dati personali /  Pensionamento anticipato / Vivian Reding / Viktor Orban   Ue–Ungheria: un tiro […]

    Crisi Ue e crisi di democrazia: la Commissione blocca i fondi all’Ungheria

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    Crisi Eurozona: signoraggio bancario, privatizzazioni e ruolo Bce

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  • BCE: prestiti condizionati.  Moody’s declassa ancora l’Italia

    BCE: prestiti condizionati. Moody’s declassa ancora l’Italia

    Venerdì, Luglio 13th/  2012

    – di Silvia Laporta –

    Bce / Roma / Mario Draghi / Bankitalia / crisi economica / Euro / Esm / Fiscal compact / Abi / Giuseppe Mussari / Austerity / Immobilismo europeo / Banche europee / Contro informazione / Mes / Meccanismo Europeo di Stabilità  / Europa / Banca Centrale Europea / 500 miliardi / Moody's / Rating / Declassamento Italia / Procura di Trani 

    Le banche europee ritirano 500 miliardi

    dalla Bce ma li mettono da parte

    Draghi:  senza adeguate garanzie niente prestiti

    Ma intanto la morsa del Rating torna a soffocare l'Italia:

    Moody's Declassa ancora il Bel Paese

    Credit Crunch, Rating e Speculazione Continuano a Distruggere l’Italia – I politici solo ora scoprono la Speculazione del Rating

    Francoforte, Roma – Ieri, le banche europee hanno ridotto repentinamente i loro depositi presso la Bce. La quota è considerevole: la liquidità depositata dagli istituti di credito alla Banca Centrale Europea, fino a qualche giorno fa, ammontava alla bellezza di 808,5 miliardi; oggi è arrivata a 324, 9 miliardi di euro, più della metà in meno.Un calo repentino e improvviso, influenzato dalle ultime decisioni della Bce: oltre ad aver tagliato i tassi d’interesse, ha anche azzeccato la remunerazione  sui depositi overnight che ora non rendono nulla. La decisione è stata presa da Draghi, con la motivazione di incentivare la liquidità nelle banche e facilitare i prestiti alle banche imprese. In realtà, gli istituti europei, hanno semplicemente spostato i soldi dai depositi overnight ai propri conti correnti, dove non devono fare spostamenti per guadagnare qualcosa.  

       Prestiti solo a chi è in Salute   

    Il problema è che, se anche Mario Draghi pensasse di destinare questi soldi alla imprese o alle famiglie (magari per speculare sulla restituzione del debito), il mercato non promuoverebbe questa strategia. Le famiglie e le imprese italiane sono in totale depressione a causa della crisi economica. Come noto, infatti, qualche imprenditore fallito, è arrivato anche all' "estremo gesto”, pur di non affrontare la fine della propria carriera lavorativa e vedere la propria famiglia in povertà. Quindi, la domanda rispetto a progetti di investimento, validi da parte delle imprese e di piani di consumi delle famiglie, sta praticamente a zero! Davanti a questa situazione i banchieri non possono certo rischiare. Draghi, come anche il governatore di Bankitalia Ignazio Visco, hanno invitato le banche a concedere prestiti solo a chi può restituirli. Il solito cane che si morde la coda!  Vorrebbero stanziare dei soldi da concedere come prestito alle famiglie, ma poi, nel concreto, hanno bisogno di sicurezze troppo grandi, per essere garantite da un impresa o una famiglia, nel periodo di recessione che stiamo vivendo.

       Il solito immobilismo Bce   

    Ne deriva quindi, il perpetuarsi dell’ immobilismo; lo stesso immobilismo che l’Europa ci ha regalato con le tragiche misure di austerity, che continuano a susseguirsi e che quindi, non ci permettono di risollevarci. Come ci si potrà mai uscire dalla crisi, se non si incentivano le iniziative delle imprese o delle famiglie italiane? Insomma, sembra quasi una situazione studiata nei dettagli per continuare a mantenere costante il quoziente di povertà… Ma aspettate un attimo. Quel “quasi” lo potremmo tranquillamente levare, per dare più veridicità alla frase!

       ABI – Prestiti a famiglie e imprese in caduta libera  

    Questa fase di stallo, è confermata dai dati dell’ Abi (Associazione Bancaria Italiana): per la prima volta, dal 2000, i finanziamenti a famiglie e imprese sono in contrazione. Secondo il bollettino mensile dell’Associazione Bancaria, in maggio i prestiti a famiglie e aziende sono diminuiti a 1.500, 5 miliardi di euro.  Rallenta anche la dinamica generale degli impieghi bancari: secondo il presidente dell’Abi, Giuseppe Mussari, ciò è dovuto al periodo di recessione economica e l’andamento delle spread. Povere banche!Eppure pensare che è la stessa Bce a stampar moneta, senza spendere un soldo! Ma nonostante ciò, e nonostante il Trattato di Lisbona che oggbiga gli stati dell'Eurozona a rifinanziarsi proprio presso le banche private (al 6%) perchè l'Ue continua a chiedere soldi a noi cittadini per ricapitalizzazioni faraoniche?

       Il Dovere di Svegliarsi ed Informare  

    Come al solito vogliono darcela a bere. Fortunatamente, a giudicare dalle manifestazioni che si stanno svolgendo in molti paesi europei (Spagna, Olanda, Finlandia, Romania, Germania, Grecia) ormai molti Italiani ed Europei dormienti hanno aperto gli occhi. Non tutti credono ancora alla favoletta dello spread, del fiscal compact e del MES! Nonostante in Italia, la propaganda mediatica sia tesa a favorire “i cattivi”, tant’è che nessun giornale ha parlato in maniera approfondita delle manifestazioni che hanno riempito le strade di molte città europee. Abbiamo molti mezzi, tuttavia, per diffondere le nostre idee, sperando di trovare terreno fertile, nella mente dei giovani e dei cittadini che soffrono. Coraggio! Informare tocca anche e soprattutto a ciascuno di noi!

       Rating – Moody's declassa ancora l'Italia  

    E' una guerra sporca giocata a colpi di finanza e disinformazione mediatica. Informarsi è il nostro primo dovere. Come infatti pensare di "votare al meglio" o contribuire a creare una coscienza critica nel Paese se non riusciamo a comprendere noi per primi le dinamiche economiche e finanziarie che ci travolgono. L'ultima, ad esempio, è arrivata proprio nelle ultime ore: l'agenzia di rating Moody's ha declassato per l'ennesima volta l'Italia. Il declassamento è stato commentato con stupore da Mario Monti (volato negli States per un summit di banchieri) e dal Ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera. Contestualmete la Procura di Trani, nelle scorse ore, ha chiuso l'indagine contro la stessa agenzia di rating, accusata di aver manomesso pesantemente i dati di mercato e di aver agevolato volutamente la speculazione.

     Rating – Il cattivo gusto e l'opportunismo dei politici   

    Ma allora perchè da sei mesi la Commissione europea, gli altri organi dell'Ue e la casta italiana non hanno mosso un dito per chiedere la testa delle agenzie di rating e delegittimarle, facendosi indirettamente loro complici? Bella domanda! A voi la risposta scontata! E' bastata questa semplice mossa per innescare una reazione a catena terribile e funesta per l'intero sistema paese: spread alle stelle, interessi sul debito pubblico alle stelle e (presto) tassazione ancor di più alle stelle. E' questo il paradigma infernale che dobbiamo estirpare al più presto, lottando contro l'ignoranza e contro le caste pronte solo ora nei TG a scagliarsi opportunisticamente contro le stesse agenzie che hanno da sempre tollerato e mandato avanti! Al buon gusto, evidentemente non c'è mai limite! Vergogna!

    Silvia Laporta (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

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  • Cari Amici, ecco come ci stanno prendendo per i fondelli

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    Mercoledì, Luglio 11th/ 2012 

    – di Sergio Basile –

    Unione europea / Eurogruppo / Eurovertice / Bruxelles / Bce / Banca centrale Europea / Francoforte / Italia / Mario Monti / Manuel Barroso / Fondi Anti-Spread / Fondo Salva Stati / MES /Klaus Repling / Disgrazie / Peso sui cittadini / Immobilismo sostanziale della Bce  / Mario Draghi / Contro informazione / Informazione indipendente / Europa / Nazismo Bianco / Schiavi / Condizione di Schiavitù perenne / Presa in giro / Italiani / Sveglia 

    Cari Amici, ecco come ci stanno prendendo

    per… i fondelli

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      Le nostre aspirazioni il buio filtrano  

    Ma, malgrado il grigiore del cielo di Bruxelles e la tenebra che attanaglia gli euro-vertici, si sa – come diceva il grande Lucio Battisti – "le nostre aspirazioni il buio filtrano, ridenti e luminose gli additano il blu". Ma di vedere questo blu, la "Banda Monti" non ne ha nessuna voglia. Ciò implicherebbe infatti il delegittimare una volta per tutte e "seriamente" le agenzie di rating  (Standard & Poor's, Fitch Rating e Moody's) impedendo loro, semplicemente, di assegnare "voti" agli stati sovrani. Ciò, evidentemente, sgonfierebbe di botto il "fittizio aumento del debito statale“. Debito, come noto, mantenuto alto proprio dagli altissimi livelli di spread, conseguenti ai declassamenti delle agenzie di rating. Ciò significherebbe combattere davvero la speculazione ed i guadagni di una casta parassitaria che si nutre sulle disgrazie altrui. Disgrazie indotte e pilotate – ingenerate ad arte – ai danni delle famiglie e delle imprese italiane, spagnole, portoghesi, irlandesi e greche. Ma d'altra parte cosa dobbiamo aspettarci da un uomo (Mario Monti)  votato, da una vita, al mercatismo, al lobbismo ed all'iper-liberismo? Niente di meno di questo! Quindi la via più corta e furba qual'è? Creare altro debito con lo stanziamento di un nuovo ed "illimitato" Super-fondo, al fine di illudere i cittadini di coprire gli effetti deleteri causati dagli sbalzi dello spread, intanto lasciato libero di muoversi e far danni, come un alligatore in uno stagno, all'interno dell'Eurozona. Come chiamare questa boiata? semplice! Che ne dite di "Scudo Anti-Spread"? 

      In un Tripudio di Grigiori ed Ipocrisia  

    Allora, in un tripudio di ipocrisia di raro livello, il primo passo concreto dei nostri carissimi tecnocrati, d'intesa con la Bce, è stato quello  di firmare un "accordo tecnico" sull'utilizzo dei Fondi Salva Stati, MES e EFSF (Vedi articoli correlati) che prevede un controllo diretto di Francoforte (Bce) su tali fondi per l'acquisto dei bond sul mercato secondario, in (pseudo) funzione anti-spread. Ma come dimostrato (vedi articoli correlati sullo spread e sul MES) è tutta una balla. Diversa ovviamente la versione che Mario Monti ha passato, a mò di copione unico, ai fedelissimi media italiani. "L'accordo – secondo fonti italiane presenti all'eurovertice – è andato nella direzione auspicata dall'Italia". Ma lo stesso Monti – che nel dopo vertice di ieri ha lasciato repentinamente i suoi colleghi senza rilasciare alcuna dichiarazione – nelle ore precedenti aveva comunque parlato di risultato ottimo per l'Italia, poiché  premiante la linea italiana (cioè la linea di Monti Mario) tenuta con coerenza al vertice e difesa di fronte alle dichiarazioni oscillanti giunte dal Nord Europa (Finlandia, Olanda ed in parte Germania) che sembravano rimettere in discussione l'intero (rovinoso) accordo. l'Eurozona, dunque, per il professore si muoverebbe con passo veloce verso (la dittatura, emh… scusate) l'adozione di misure per stabilizzare i mercati. Peccato che di ciò non vi è alcuna certezza (come d'altronde dichiarato stamane anche dal capo della Bunkesbank) e peccato che la via scelta sia la più lunga, ambibua, inefficace e rovinosa per le tasche degli europei. 

      Sorpresa! Un tedesco a capo del Fondo Salva Stati  

    Secondo gli accordi ratificati ieri, dunque, La Bce potrà intervenire sui mercati secondari a nome e per conto del Fondo Salva stati (cioè con i soldi degli Italiani fessi e degli Europei) cui a capo è stato posto (come poteva essere altrimenti?) proprio un tedesco. Il panzer Klaus Regling

      Funzionamento dello Scudo Anti-Spread  

    Di interventi dei Fondi (MES e EFSF)  nel mercato primario dei titoli di stato (cioè dell'acquisto diretto dei titoli di stato di nuova emissione all'interno delle aste pubbliche) Repling, non ha parlato, ma è una possibilità lasciata aperta e contenuta negli statuti dei suddetti Fondi Salva StatiCiò significa – tra l'altro – che il bilancio e le casse della Banca Centrale Europea non verranno minimamente toccati (cioè la Bce non sborserà di suo neanche un euro per la causa anti-spread) e rischi ed oneri saranno posti totalmente a carico del Fondo. L'apoteosi, dunque, dell'immobilismo della Banca Centrale Europea e del suo leader Mario Draghi. Saranno queste, pertanto, le funzioni di questo "Pseudo Scudo Anti-Spread". Così, pertanto, ieri 10 Luglio, l'euro-casta ha deciso di prenderci definitivamente dal sedere.

     1  – Il Paese sotto attacco di Rating, Spread e Mercati, firma un richiesta di aiuti  

    N.B.: Il Programma (Precautionary Programme e successivo Memorandum) di aiuti una volta firmato (e controfirmato da Commissione europea e Bce, cioè da Barroso e Draghi) obbliga gli stati richiedenti ad intraprendere le riforme (recessive e sanguinose) volute dall'Ue. Dopodicché la Bce da il via libera all'acquisto dei titoli da parte dei Fondi salva Stati (MES e EFSF) per "raffreddare i tassi" (ennesima frase porcata) ma nel contempo, ciò, ovviamente apre la porta alla speculazione del solito rating e dei soliti mercati. 

     2  – La BCE autorizzerà i "Fondi Salva Stati" di acquistare Titoli di Stato 

     3  – La BCE non utilizzerà fondi suoi propri – Non emetterà alcun euro  

     4  – I Paesi metteranno di loro tasca, 780 Miliardi di euro pubblici  

     5  – I cittadini alimentano ed alimenteranno con la tassazione tali fondi  

     6  – Utilizzo del MES previo parere favorevole di 13 Paesi su 17 dell'Eurozona 

    N.B.: dopo il danno la beffa. Olanda e Finlandia si sono opposte al MES perchè in effetti il fondo dovrebbe essere co-finanziato anche con loro contributi finanziari. Tuttavia la "motivazione ufficiale" diffusa da "La Repubblica" di stamane inquadrerebbe lo scettisismo di tali paesi come una forma di disapprovazione di questi stati nei confronti dei Paesi Piigs e dell'Italia. Secondo "La Repubblica" infatti Olanda e Finlandia considererebbero gli interventi Anti-Spread come "facili e troppo generosi regali in favore delle "Cicale del Mediterraneo". Quindi un Paese ricco e produttivo come l'Italia dopo essere stato per decenni ai vertici dell'economia mondiale; dopo essere stato ingiustamente declassato dalle agenzie di rating; dopo essere stato iniquamente attaccato dai mercati e dalla speculazione; svenduto e deturpato da false e deleterie logiche liberiste e mercatiste; dopo essere stato frodato della propria sovranità monetaria, popolare, economica, politica e fiscale; dopo essere stato depredato da una classe politica meschina e becera (ancora lì tra l'altro ad appoggiare Monti e i suoi scagnozzi); dopo essere stato deriso ed accomunato ai "maiali" d'Europa, ora passa anche per essere un paese di fannulloni e "cicale". Vergogna! Vergogna a pensare, dichiarare e scrivere tali falsità ed infamie ai danni di un popolo da sempre noto nel mondo per inventita, genialità, professionalità e laboriosità.

     7  – La Troika (Ue, Bce, Fmi) non interverrà nei Paesi con Riforme Avviate 

    N.B.: Una forma di ricatto bello e buono. Della serie o vi sorbite il MES e pagate tasse per crearlo ed alimentarlo (a vita) o vi prendete le cure amare del Fondo Monetario internazionale. Meccanismo semplicemente folle e Dittatoriale.

     8  – Strumento Recessivo, Ingannevole ed Inefficace  

    N.B.: Non si tratta di uno "Scudo Anti-Spread" poichè le Agenzie di rating sono sempre libere di declassare gli stati e far aumentare a loro piacimento lo spread.

     9  – Divieto di "Licenza Bancaria"  

    N.B.: MES e EFSF (Fondi Ammazza Stati) non avranno "licenza bancaria", cioè non avrannno accesso illimitato agli euro della Banca Centrale Europea: che volendo potrebbe intervenire facilmente e risolvere il problema emettendo euro in maniera illimitata mediante zecca autonoma. Così facendo non vi sarebbe però speculazione e i popoli europei potrebbero respirare. Cosa che non va a genio all'euro-casta!

     10  – MES e EFSF – Creditori Privilegiati degli stati 

    N.B.: I Fondi "Ammazza" Stati (MES e EFSF) essendo per statuto creditori privilegiati degli stati, in caso di inadempimento di un Paese come la Grecia o l'Italia (mancato rimborso) diverrebbero di fatto i proprietari reali degli stati o di "ingenti pezzi" di essi. Cioè in pratica l'inganno del debito fittizio ci costringerà ad una condizione di schiavitù e servitù perenne ed irreversibile, nonché ad un ulteriore e sangionoso processo di spoliazione delle ultime ricchezze nazionali rimaste da depredare. Processo vergognoso già – per altro – portato avanti benissimo negli ultimi sei mesi da Monti & Co, sotto lo sguardo indifferente dei maggiordomi dell'euro-casta: Alfano, Bersani e Casini in primis.

      Detto in parole povere     

    Cosa vuol dire ciò in parole povereCiò equivale a dire, in termini semplici, che la Bce (che ha capacità di emettere moneta, a costo praticamente zero, non dimentichiamolo) non muoverà di suo neanche un dito (cioè un euro) ma in compenso gestirà direttamente un fondo creato attraverso i contributi degli Stati membri dell'Eurozona (e quindi della nostra povera Italietta).  Creato cioè dagli inutili ed ignoranti "Schiavi italiani". Tali contributi, ovviamente, saranno alimentati attraverso i portafogli ed i conti in banca di famiglie ed imprese italiane, attraverso il protrarsi (a tempo indeterminato) di politiche di austerity: imposte, tasse, tasse e ancora tasse. quindi a pagare per gli scherzi dello spread saranno sempre i cittadini. Sai che novità! Come "grande successo dell'Italia" non c'è davvero male, caro Monti! Va bene l'inganno del debito, ma almeno evita di continuare a pigliarci per il c…

      Le "Scontate" Reazioni dell'OCSE    

    Secondo l'analista Pier Carlo Padoan, dell'Organizzazione internazionale per la Cooperazione e lo Sviluppo economico (OCSE) – intervistato stamane da "La Repubblica" – fino al prossimo 20 Luglio (giorno in cui saranno definiti i dettagli tecnici dello Scudo Anti-Spread) i mercati potrebbero "continuare a dimostrare nervosismo". Quasi (aggiungiamo con sconcerto) come se si trattasse davvero di "esseri viventi ed animati", di esseri "auto-pensanti". Come se si trattasse di squali  voraci e perennemente nervosi perchè insaziabili. Bestie continuamente assetate di sangue e carne umana da placare a suon di euro. Paradossale e ridicolo davvero! Sveglia!

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

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