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  • Difendere la vita in un mondo di morti: la straordinaria testimonianza di Gianluca Martone

    Difendere la vita in un mondo di morti: la straordinaria testimonianza di Gianluca Martone

    Martedì, 21 maggio / 2019

     

    – di Sergio Basile

     Redazione Quieuropa, Gianluca Martone, Sergio Basile, Difesa della vita, aborto, Moloch, New York  

    Difendere la vita in un mondo di morti: la straordinaria

    testimonianza di Gianluca Martone

     

    di Sergio Basile

    Missione Vita

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Le bugie dei Moloch del terzo millennio              

     

       “Nel tempo dell’inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario”

                                                       (George Orwell) 

    Roma – di Sergio Basile La cultura della morte imperversa e si respira ormai in ogni ambito socio-economico, sulle ali di un plagio mediatico di massa, orchestrato nella grande fucina nichilista di un invadente progressismo che vorrebbe convincere sempre più l’umanità della bontà dell’autodistruzione. L’attacco alla vita e l’infanticidio rappresentano gli ultimi stadi di maturazione di un antico processo rivoluzionario di smantellamento reale di millenarie verità di fede, acquisite a caro prezzo, e di messa al bando dei valori della grande Europa cristiana: un  processo lento e capace di reinventarsi nei secoli dietro nuovi fantasiosi simboli e accattivanti sigle. Tali crimini, caduto il muro dell’etica incarnata dal giusnaturalismo, annientato il diritto naturale, dismesso lo scudo millenario della santa e immutabile dottrina della Chiesa Cattolica e innalzata a verità assoluta l’etica del vuoto numero (democratismo massonico e/o parlamentarismo), sono quindi bypassati come atti di verità, coraggio, indipendenza, libertà. Il peso di un figlio indesiderato, quel “simbolo di vergogna” e responsabilità – così come concepito dai maestri sessantottini e allievi prediletti della neomarxista Scuola di Francoforte (vedi articoli in allegato) – quell’episodico ciclone destinato a cambiare la vita, può essere così facilmente resettato, soffocato per sempre, quasi come se l’anima non esistesse; quasi come se quel grumo di cellule (invero ben formate, pensanti e palpitanti di vita) fossero un nulla da disperdere nel mare del caos, in un universo di materialismo cosmico (come vorrebbero i sacerdoti del marxismo) che ci riporta ai cieli di Babilonia, ai biblici abomini del paganesimo di cui narra la Bibbia. Il nuovo Moloch, dio pagano cui sacrificare i piccoli cuori degli uomini non nati, non ha più le sembianze di un grande gufo di pietra, ma quella molto più rassicurante di un elegante clinica, di un ovattato lettino di ospedale.

             Il candore delle lenzuola fresche di bucato delle super cliniche abortiste
                        vorrebbe surrogarsi al candore evanescente delle coscienze,
                    ormai irrimediabilmente sporcate dal peso oscuro del nonsenso.

    Ma l’operazione è fallita, e la cartina tornasole di questo opprimente fallimento è il senso di colpa destinato ad accompagnare vita natural durante l’esistenza dell’infanticida; il caos che tormenta il sonno e destabilizza sempre più la serenità delle famiglie europee. Per contro la rivendicazione unanime che si leva alta dalle piazze arcobaleno, pretende di convincere le masse lobotomizzate che la donna, essendo il naturale contenitore del “non nato” fin dal concepimento, vanterebbe il diritto di decidere della sua vita e della sua morte,

                            dimenticando che a “morire di aborto” non è però costei,
                                                   ma un altro individuo indifeso;
                    un sacro ospite dotato di anima, corpo, cervello ed organi propri.

     

      Da New York al Vermont                                      

    Le leggi (massoniche) di molti “stati democratici”, dietro il fantasma giuridico dello Stato e il fantasma ideologico della democrazia, stanno inesorabilmente virando verso l’affermazione di questa follia collettiva, intrisa di satanismo (Satana infatti, da sempre, odia profondamente l’uomo, perché creato ad immagine e somiglianza di Dio). Su questa scia ricordiamo il recente “si all’aborto” in Irlanda (maggio 2018); il G7  in Canada (giugno 2018) in cui fu ribadita la necessità di fomentare leggi sull’aborto fino al nono mese; nonché l’ultima deriva intrapresa dallo Stato del Vermont e prim’ancora dallo Stato di New York, su proposta del governatore Andrew Cuomo, spalleggiato dalla “solita” ex first lady Hillary Clinton: depenalizzazione per aborto totale anche fino al 9° mese.

      L’attacco dell’élite mondialista                                  

    Un raggio di luce capace di trafiggere le dense nebbie newyorkesi, è giunto però – nelle scorse ore – dallo Stato dell’Alabama, per mano della governatrice Kay Ivey, firmataria di una nuova legge sull’aborto che di fatto vieta l’interruzione di gravidanza anche per le donne vittime di stupro, punendo con il carcere i medici che lo praticano. 

       “Guarda, questi sono gli idioti che prendono le decisioni per le donne in America!
                                                   Governatore Kay Ivey vergognati!!”
                                                                          (Rihanna)

    Lapidario, indigesto, inevitabilmente allineato alla mentalità mondialista dominante è stato il repentino commento contro il governatore Ivey, giunto via web dalla pop star Rihanna, seguita a ruota da Lady Gaga. L’astio esacerbato verso i pro-life, manifestato dalle due prime donne dello star system musicale a stelle e strisce – club élitario ben foraggiato dagli stessi enti mondialisti impegnati da decenni in svariati progetti abortisti, eugenetici e pro-vax – non dovrebbe demoralizzare i difensori della vita. Anzi! Quando gli attacchi arrivano dal cuore dell’impero del male, si ha la sensazione che la strada intrapresa sia quella giusta.

     Difendere la Vita – L’atto più rivoluzionario       

    D’altronde partendo dall’assioma vita=verità (la vita è la somma espressione della verità divina)  e dalla consapevolezza che in tempo di inganno universale dire la verità sia un atto rivoluzionario, possiamo sostenere che difendere la vita fin dal concepimento non può che essere l’atto più rivoluzionario. L’accezione “rivoluzione”, che nello scritto che segue utilizzaremo con un senso “positivo”, va ricordato che di per sé presenta un significato negativo – di negazione – e di “opposizione”, perché etimologicamente sta a significare il “tornare indietro” (dal latino revolutionem, da revolutus, participio passato di revolvere: volgere indietro, ritornare, voltare). Va ricordato altresì, in piena coerenza con l’etimologia della parola (rivoluzione), che i rivoluzionari nella storia hanno sempre cercato con violenza, ideologie o eresie di attaccare le rivelazioni, le verità e i dogmi conquistati lungo il fluire dei secoli nella Chiesa Cattolica: anche se successivamete il termine “rivoluzione” ha assunto un significato improprio, più ampio e universale. Come rivelato dalla Madonna a Fatima – Vedi testimonianza/profezia di Suor Lucia dos Santos – nello scontro tra Dio e Satana, l’ultima battaglia, «lo scontro finale sarà sulla famiglia e sulla vita» (1). La consapevolezza che si stia disputando l’ultima battaglia di una serrata guerra, richiede la presenza di soldati ben addestrati pronti a sguainare la spada: “rivoluzionari di Cristo”. Ovviamente la “guerra” di cui si parla a Fatima è uno scontro tutto spirituale, capace però di incidere apocalitticamente anche sulla dimensione materiale, fisica e geografica delle nazioni. Il problema che si presenta, in un clima di indifferenza generale che travolge e paralizza anche la (falsa) chiesa modernista (contrapposta alla vera Chiesa di Cristo) consta nel ritrovare proprio questo provvidenziale spirito guerriero. La moderna gabbia sociale spinge ciascuno di noi, spesso e volentieri, all’egoismo, all’indifferenza. Dunque, se non riusciamo ad amare i nostri familiari e i nostri amici, che conosciamo e con i quali interagiamo quotidianamente, come potremmo avere a cuore la causa e la sorte dei non-nati?  Per farlo bisogna rivestirsi di umiltà, comprendere – nella preghiera – il valore della sacralità ed eternità dell’anima, e quindi della vita, e ritrovare lo spirito “guerriero” che fu dei nostri padri: uomini e donne semplici che con il loro indefesso e piccolo impegno quotidiano fecero grande l’Europa e l’Italia cristiana. Poniamo come modello, probabilmente utile a risvegliare molti da questo canceroso torpore spirituale, la semplice ma straordinaria esperienza di un giovane campano, Gianluca Martone, impegnato da anni a combattere la follia abortista.

    (1) profezia di Suor Lucia, veggente di Fatima, contenuta nella lettera al cardinal Carlo Caffarra: vedi intervista del cardinale concessa a La Voce di Padre Pio (marzo 2008)

     

     La straordinaria esperienza di Gianluca Martone 

    Gianluca Martone, 36 primavere, da due anni ha iniziato una vera e propria crociata in difesa della vita, davanti a ben sette ospedali del Centro-Sud Italia: l’ospedale Loreto Mare di Napoli (nel quale vengono praticati tra i 1100 e i 1300 aborti ogni anno); il Cardarelli di Campobasso (400 infanticidi annui di media); il Moscati di Avellino (con il raccapricciante primato di ben 5 mila aborti annui); il Rummo di Benevento (500 aborti ogni anno); il Riuniti di Foggia (circa 1000 aborti ogni anno), il Policlinico di Bari (noto per aver iniziato la diffusione della famigerata pillola abortiva Ru486 nel 2010 e nel quale vengono praticati oltre 1000 aborti l’anno); il San Carlo di Potenza (circa 400 infanticidi annui). Dal 2017, con la tenacia e la fortezza che solo la fede in Dio sanno donare, confidando quotidianamente nella potenza della Santa Messa Tridentina,

                         Gianluca macina centinaia di chilometri a settimana
             per non tradire quella che sente come la sua missione principale:
                           ridare speranza a potenziali assassini dei loro figli,
         facendogli scoprire l’importanza di rispettare la sacralità della vita.

    Perché ogni vita ha un’impronta di eternità e un universo nascosto e insondabile di amore da riversare in un mondo avvolto dalle nebbie dell’egoismo.

    “Grazie ad alcuni miracoli avvenuti a Benevento, ci sono ben tre sacerdoti amici, di cui non faccio il nome per discrezione, i quali non mi fanno mai mancare i Santi Sacramenti ogni giorno dal 20 agosto 2017.  Sospinto da una forza incredibile e dall’Onnipotenza della Santa Messa Cattolica, che mi ha cambiato la vita, decisi di aggiungere anche gli ospedali di Bari, Foggia e Potenza a questa impresa improba, coprendo quattro capoluoghi di Regione del Sud, tra Molise, Puglia, Campania e Basilicata, compresi gli ospedali di Benevento, Avellino e Foggia:  i più mortiferi del Mezzogiorno”.

    (Gianluca Martone)

    “Malgrado le difficoltà economiche che una missione così imegnativa richiede – spiega Gianluca – il Signore sta sospingendo questa impresa con grazie incredibili e incessanti. Il grande don Oreste Benzi, uno dei sacerdoti che ho preso come esempio in questa crociata pro life, disse:

    “Oggi, mentre siamo qui, cinquecento bambini, in media, vengono sgozzati e uccisi. Omicidio premeditato, voluto, in Italia. 180mila l’anno. Ma queste creature urlano, e il grido loro sale a Dio. Mentre si sta vicino a Dio questo grido lo si sente, ma se non lo si sente, vuol dire che qualcosa c’è da rivedere nel nostro rapporto con Dio e con i fratelli. Non posso dare indirettamente il mio permesso; chi tace con i fatti è complice del delitto. Le nostre mani – si voglia o no, anche se dà fastidio – grondano sangue”.

    (Don Oreste Benzi)

    “Da parte mia – continua Gianluca – io non voglio tacere e, fino a quando Dio vorrà, continuerò a dare voce in trincea davanti agli ospedali a questi innocenti martiri, i veri dimenticati di questa nostra società scristianizzata, che ha dimenticato e smarrito il valore infinito della vita per ciascuno di noi, dal concepimento alla morte naturale”. Ringraziamo Gianluca Martone e chi provvidenzialmente concorre a sostenere la sua crociata, nella consapevolezza che chi salva una vita salva il mondo intero; ringraziamo altresì tutti quei sacerdoti e uomini di buona volontà che nel silenzio, senza clamore, con la loro missione in difesa del Quinto Comadamento ci indicano la via maestra e danno ancora una possibilità di conversione all’umanità, compartecipando al piano di salvezza di Gesù Cristo, Nostro Signore.

    Sergio Basile / Presidente Sete di Giustizia (Copyright © 2019 Qui Europa)
    partecipa al dibattito / infounicz.europa@gmail.com
                                                                                                                                                        

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    Gianluca Martone: stop all’aborto – YouTube
  • Bruxelles: i custodi dell’usura legalizzata danno l’ultimatum all’Italia

    Bruxelles: i custodi dell’usura legalizzata danno l’ultimatum all’Italia

    Lunedì, 19 novembre / 2018

    – di Sergio Basile

     Redazione Quieuropa,  Sergio Basile, Ue, Europa, moneta debito , Procedura d'infrazione 

    Bruxelles: i custodi dell'usura legalizzata danno

    l'ultimatum all'Italia

    Nell'Europa dell'usura e del debito perenne, l'Italia verso

    la trappola della procedura d'infrazione Ue

     

    di Sergio Basile

    procedura d'infrazione ue - italia deficit

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     L'Italia verso la procedura d'infrazione                

    Bruxelles, Roma – di Sergio Basile Lo scorso martedì 13 novembre è scaduto l'ultimatum dell'Ue nei confronti del governo italiano per l'invio presso la sede della Commissione, in Rue de la Loi – Bruxelles – di una "considerevole" correzione della manovra finanziaria, richiesta per "eccesso di deficit". Pena, la probabile apertura di una procedura d'infrazione: rischio già paventato nelle scorse settimane da Jean-Cloude Juncker e soci. Dello stesso parere i ministri europei dell'economia, unanimi nel giudizio netto contro il collega Giovanni Tria e perfettamente allineati con la piramide comunitaria.  In tal solco l'ultima riunione Ecofin è parsa, come spesso accaduto in passato, perfettamente inutile; un'insensata sfilata di ministri che hanno obliato definitivamente il rovente tema della difesa della sovranità monetaria dei propri paesi. Anche perché a "comandare" sono di fatto i mercati, rigorosamente imbeccati e mai contraddetti da Bruxelles.  Spread docet! Debito docet! E così ad oggi, Conte, Salvini e Di Maio sembrano avere una missione diversa nei confronti dei guardiani dell'Unione: dilatare i tempi di allineamento al volere del padrone di turno ed evitare le sanzioni minacciate. Il prossimo 21 novembre con il rapporto sul debito potrebbe arrivare la doccia fredda Ue. Di scorta l'avvio della procedura sarebbe atteso per dicembre e potrebbe concretizzarsi in aprile. Il fatto è indubbiamente grave, specie per un paese già sovrastato da una montagna di debiti fittizi, ma di certo non meraviglia, considerato il venticello di una dittatura effettiva che spira ormai da decenni sulle capitali del Vecchio Continente. In tal senso, le ultime uscite del socialista francese d'origine ebraica, Pierre Moscovici, Commissario Ue per gli Affari Monetari, che ha intimato a Roma "una risposta forte e precisa con una correzione considerevole del deficit", sembrano inficiare "lo sforzo" che il governo rivendica di aver fatto definendo il 2,4% di deficit come tetto massimo.

     "Debito di cittadinanza" nell'occhio del ciclone  

    Nell'occhio del ciclone della finanziaria del governo Conte, il cosiddetto "reddito di cittadinanza": espressione strategica mutuata illegittimamente dal modello auritiano di moneta-credito di proprietà del portatore. Infatti, in soldoni, si tratta dell'ennesima presa in giro debitocratica che nulla c'entra con la portentosa scoperta del grande Prof. Giacinto Auriti. Dunque, la goccia che ha fatto traboccare il vaso delle infrazioni Ue non è altro che l'ennesima forma di sussidio emesso a debito, cioé messo a bilancio prendendo in prestito moneta a tassi salati dal sistema bancario privato. Più che "reddito di cittadinanza" sarebbe logico parlare di "debito di cittadinanza"; mera uscita di marketing politico più che reale svolta monetaria destinata a svincolare l'Italia dai lacci dello sheol del debito perenne. I media di regime, tuttavia, sembrano stranamente non afferrare l'abissale differenza tra i due concetti. Come fotografare questo status quo? La verità è che l'Ue non è altro che una gabbia, e l'euro – creato dal nulla, senza riserva aurea, ed emesso a debito dei cittadini dalla Bce – è il sigillo che ne sbarra i cancelli d'uscita.

     Oltre l'anti-europeismo di facciata                         

    Dinanzia ciò, evidentemente, per risultare credibili non basta più dirsi anti-euro e anti-europeisti a fasi alterne. E' necessario essere, alla luce dei fatti e della storia anche e soprattutto in favore della proprietà popolare della moneta e per la piena conquista di una sovranità monetaria reale in seno ai popoli europei: solo così l’Europa potrà essere un giorno il luogo dei popoli liberi e delle nazioni liberate, indipendenti e con una stessa moneta di proprietà del portatore. D’altronde, non dimentichiamo che l’euro — e i suoi corollari d’ingegneria finanziaria — nei disegni dei banchieri e dei credenti mondialisti al potere non è che una moneta transitoria, avente il compito di facilitare l’ingresso nell’ultima fase del dominio globale, attraverso la successiva futura introduzione di nuove e definitive forme di controllo monetario, quali la moneta elettronica e/o la moneta unica mondiale. Il problema quindi non è l’euro in sé, ma l’emissione a debito dell’euro. Pertanto anche restare nell’Eurozona potrebbe rivelarsi positivo, a condizione: 1) che l’euro sia dichiarato di proprietà degli europei e non dei privati della BCE; 2) che i trattati siano modificati al più presto.

     Sovranità limitata perenne! Parola di Ue              

    Accettiamo, oggi, debiti su debiti in maniera automatica, grazie all’azione del mitico stato-apparato che ci induce ad attualizzare e reiterare passività contro la nostra volontà e con gran leggerezza della classe politica, anche quella dei cosiddetti partiti anti-casta. Accumuliamo fin dalla nascita debiti su debiti ad un ritmo di crescita, arrotondato per difetto, pari a 400 miliardi di euro all’anno. Sì perché, come ha recentemente confermato il Tesoro, l’Italia sta emettendo titoli per questa somma ogni anno, pur trattandosi di debiti che, prima o poi, dovranno esser ripagati con tanto di interessi. Come se non bastasse, qualsiasi decisione presa dal governo imposto (di turno) o dal Parlamento non dovrà rispettare i desideri degli italiani, ma realizzare gli interessi dei guardiani dei mercati. Non è un caso se il presidente dell’Eurogruppo, Joeren Dijsselbloem, di recente, abbia fatto capire chiaramente che l’Europa non si accontenterà di riforme scritte sulla carta. Come dichiarato dall’economista Vincenzo Visco nella Primavera 2014, in un’intervista a l’Unità: Saremo a sovranità limitata Almeno fino a quando avremo un debito così alto. Praticamente – aggiungiamo – per sempre!

     Truffa del vincolo del 3% e del Patto di Stabilità  

    Oggi è legittimo parlare di sovranità limitata perenne, sulla scorta di una truffa a monte: l’Ue, infatti, ha precedentemente legato le mani alle nazioni con vincoli come quello del 3% varato a Maastricht (1992) e poi le ha sanzionate per immobilismo seppellendole di debiti sempre nuovi con l’istituzione del Patto di Stabilità (1997). Non lo trovate assurdo? È questa la ratio delle misure correttive dell’Ue per mancato rispetto dei vincoli di bilancio e la ratio delle contestuali procedure d’infrazione annesse: misure protese a destabilizzare ancor più la situazione economica generale. Infatti sul sito della Commissione europea, possiamo leggere: Il Patto di Stabilità e Crescita (PSC) è la concreta risposta dell’UE alle preoccupazioni circa la continuità nel rigore di bilancio nell’Unione Economica e Monetaria (UEM). Stipulato nel 1997, il PSC ha rafforzato le disposizioni sulla disciplina fiscale nella UEM di cui agli articoli 99 e 104, ed è entrato in vigore con l’adozione dell’euro, il 1º gennaio 1999. Astrusi tecnicismi a parte, possiamo inquadrare il Patto di Stabilità e Crescita (PSC) come un accordo iniquo, stipulato e sottoscritto nel 1997 dai paesi membri dell’Ue, proteso ad un vero e proprio commissariamento delle economie nazionali e ad una paralisi sostanziale delle rispettive politiche di bilancio, al fine di mantenere fermi i requisiti di adesione all’Eurozona: ciò grazie alla nostra ignoranza sulle dinamiche dei meccanismi monetari che le scuole pubbliche e le università si guardano bene dall’insegnare, in uno sconcertante gioco del silenzio.

     La trappola della Procedura per deficit eccessivo 

    A sigillo di questa gabbia è stato poi apposto un meccanismo punitivo, una procedura di infrazione nota come Procedura per Deficit Eccessivo (PDE), che ne costituisce il principale strumento di controllo, articolato in 3 fasi: A) avvertimento preventivo (pseudo-intimidazione); B) raccomandazione; C) sanzione. Ben due, sconcertanti quanto irrispettabili, sono i parametri collegati: 1) mantenere un deficit pubblico non superiore al 3% del PIL664 (rapporto deficit/PIL  3%); 2) mantenere un debito pubblico al di sotto del 60% del PIL o, comunque, tendente al rientro (rapporto debito/PIL< 60%). Analizzando meglio questo rapporto (deficit/PIL), scopriamo cose davvero interessanti, avendo un quadro più chiaro sulla reale portata demagogica delle cosiddette lotte politico-economiche per la crescita, poste in essere dai nostri politici, e sulle contestuali farse parlamentari. Per uscire dall’equivoco non c’è bisogno di essere geni della matematica, infatti osservando il rapporto possiamo constatare: 1) come il numeratore, cioè il deficit o debito, sia una variabile condizionata — in negativo — che cresce indefinitamente nel tempo; 2) il denominatore, cioè il PIL, o la produzione, sia invece una variabile che, per sua natura — a causa delle capacità produttive, della saturazione del mercato o della chiusura indotta di migliaia di imprese — ha un limite fisico: soglia rappresentata dall’indice tecnologico nel processo produttivo, dalla qualità della vita (che incide sul livello e sulla quantità della domanda) nonché dalla distruzione indotta della domanda interna. Il rapporto è perciò incontenibile per natura e tende ad esplodere. Ecco svelato un altro colossale inganno made in Ue, legato a doppio filo con la truffa della moneta-debito. La persistenza di tale vincolo in seno all’Unione è un altro poco pubblicizzato motivo di inibizione della cosiddetta crescita: rimuoverlo è quindi essenziale. Com’è fondamentale rinunciare al cosiddetto Fiscal Compact o Patto di bilancio europeo del 2012, che — sulla scia del Patto di Stabilità — ha ulteriormente blindato il Principio della Convergenza verso parametri rigidi, già sancito con il Trattato di Maastricht, imponendo ad esempio, nel caso dell’Italia, di tagliare 45 miliardi di debito pubblico all’anno per 20 anni (spending rewiew), col pretesto del pareggio del debito: esposizione auto-rigenerante ed inestinguibile, a causa del meccanismo della moneta-debito. Il fatto che i cosiddetti "partiti anti-casta", espressione del governo Conte, non mettano minimamente in discussione questa sconcertante realtà, dovrebbe indurre tutti noi ad una profondo riflessione che affanda evidentemente le proprie radici nella retorica della più sottile dialettica hegeliana della falsa contrapposizione.

    Sergio Basile – Direttore www.quieuropa.it

    Presidente Sete di Giustizia / Ass. Naz. Monetaria Auritiana

    infounicz.europa@gmail.com 

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     Premessa                                                                     

    Verona, Catanzaro – di Patrizia Stella e Sergio Basile La battaglia finale tra bene e male, così come annunciato dalla SS. Vergine Maria in diverse apparizioni mariane, si gioca nel nostro tempo sulla vita e la famiglia. L’abominio dei cosiddetti bimbi transgender, partorito dalla mente dei grandi manipolatori dell’umanità, santoni dell’eugenetica ed ingnegneri sociali, divenuti di colpo benefattori e difensori dell’inverosimile, si inserisce proprio in questo allucinante solco. Diverse sono le storie e teorie che il web ci presenta in diverse salse, nel tentativo di far breccia nei cuori più “intransigenti”, nell’intelletto dei più “retrogradi”, e di far accettare tutto nel grande paniere moderno della normalità, dietro l’alibi della “tolleranza”, giocando sulla psiche, sulla sensibilità e fragilità degli internauti. Ma anche, ovviamente, sull’ignoranza e sull’impossibilità di

     comprendere fino in fondo l’intreccio mirabile che esiste nell’essenza dell’uomo,

                        la creatura di Dio fatta a Sua Immagine e Somiglianza

                                   come sintesi perfetta tra corpo e anima.

    Tra queste storie sconcertanti, ma dipinte a calde tinte pastello dai media mondialisti, ne citiamo due a titolo di esempio: quella di Skyler Burns – una bimbo australiano, nato maschio, ma considerato “femmina” – e Ryland Whittington, una “bambina americana che invero si sarebbe sempre sentita maschio” ed è stata considerata  tale dai familiari. Questi due bambini sarebbero soggetti ad una sorta di malformazione fisica – tra gli “esperti” di settore c’è chi parla di disforia dell’identità sessuale – cioè sono nati con caratteristiche anatomiche che non coinciderebbero con la loro “identità di genere“: espressione – quest’ultima – di per sé bizzarra e che in alcune correnti della sociologia sviluppatesi negli Stati Uniti d’America, a partire dagli Anni Settanta, viene utilizzata per descrivere “il genere in cui una persona si identifica“. Pertanto sulla scorta delle alterazioni fisiche di questi esseri umani (preziosi ed unici esseri umani) sensazioni e stili di vita opinabili, rintracciabili nel loro contesto sociale di riferimento, in condizionamenti familiari e – in molti casi – in veri e propri esperimenti di ingegneria sociale mascherati o palesi, diventano meravigliosi pacchetti preconfezionati e dal contenuto ambiguo, presentati al vasto pubblico quasi si trattasse di un prodotto di marketing fabbricato nella catena di montaggio di una multinazionale. La strategia è sottile:

    Si specula su un problema fisico per dar vita ad un prototipo transgender,

           facendo passare il concetto che l’anima dell’individio non esiste

                 e che l’elemento corporeo supera la personalità innata

                         e l’orientamento naturale dell’essere umano,

                            condizionandolo fin nelle sfere più intime.

    Assioma assolutamente non accettabile per chi scrive e per chi crede che l’uomo abbia un’anima ed una correlata personalità, maschile o femmiile, con una precisa impronta celeste!

     Creature celesti o transgender?                              

    La verità è che tranne per pochi casi patologici, degni purtroppo del Cottolengo – perché la nostra povera natura è imperfetta e solo in Cielo potremo godere della pienezza della perfezione – per tutte le altre diciamo “insicurezze” circa il proprio sesso, giocano molto la pubblicità e il selvaggio lavaggio del cervello mediatico, che trovano spesso e volentieri terreno fertile proprio tra i genitori. Costoro, evidentemente plagiati e influenzati dai nuovi profeti dell’ingegneria umana, anziché aiutare il figlio ad amare e assecondare il proprio sesso biologico come è in natura, dove perfino il  DNA è chiaramente sessuato, lo lasciano “libero di scegliere“! Come se si dovesse scegliere fra una maglietta e una giacchina… Follia pura spesso sfociante in suicidio. La mente in molti casi è così labile che se ti dicessero che sei destinato a diventare un gatto o un angelo, magari finisci col crederci per davvero, comportandoti di conseguenza, oltre ogni raziocinio.

        Il prof. Gillieron di Losanna, che da anni studia questa sorta di patologia,

       afferma che la negazione delle differenze sessuali, generazionali e dei ruoli

                       sono indicative di sintomi di psicosi e di perversione.

    Dunque aiutiamo le persone, soprattutto i bambini deboli e vulnerabili, ad amare la propria identità e sessualità biologica che corrisponde perfettamente a quella psicologica e spirituale, “calza a pennello” come si suol dire, come in un perfetto ingranaggio di vite e bullone. Tutto il resto è voluto dal diavolo per distruggere la nostra identità di figli di Dio fatti a Sua immagine e somiglianza e destinati a godere con lui della Gloria del Paradiso: non poveri assessuati anonimi, ma esseri umani pensati da Dio fin dal principio, con una chiara identità di uomini o di donne. Parliamo di una identità strettamente personale: così come era per noi in terra sarà in Cielo, riconoscendo anche i nostri rapporti relazionali, anche se vivremo come gli angeli, cioè senza bisogno di soddisfare le necessità materiali, perché

                       la Resurrezione dei morti, a imitazione di quella di Gesù Cristo,

             riguarda soprattutto il corpo glorificato, che si ricongiungerà con l’anima,

    la quale vola già in “cielo” da subito dopo la morte, essendosi staccata dal corpo mortale

                          nell’attesa di ricongiungersi con esso alla fine del mondo,

                                             cioé alla Resurrezione dei morti.

                    Dogma di fede che si recita nel Credo e di cui non si parla più.

     Conclusioni                                                                        

    Piaccia o no, questo è il nostro vero destino di eternità: l’Inferno o il Paradiso. Tuttavia, siamo noi a sceglierlo, in quanto creature dotate di libero arbitrio. Nell’aldilà saremo noi a scegliere il nostro destino eterno a seconda se qui sulla terra abbiamo accettato o meno la legge di Dio, sia i Dieci Comandamenti che la legge che Dio stesso ha inciso nella nostra natura, perché fosse visibile a tutti. Quella famosa e mai tramontata tentazione “Sarete come Dio” si ripete anche qui, con la falsa invenzione del gender che, rifiutando l’evidenza della legge naturale, vuole creare una libertà fasulla calpestando le leggi della natura, bloccando lo sviluppo naturale, fuorviando la coscienza e la mente fino alla pazzia e spesso al suicidio. Cosa ci guadagniamo dal cambio del sesso? Solo sofferenze atroci che uno si provoca stupidamente e che non finiscono mai. Ma se la legge naturale voluta da Dio è fonte di grande gioia e consolazione perché rifiutarla? Assecondiamola e saremo felici, molto felici.

    Patrizia Stella, Sergio Basile (Copyright © 2018 Qui Europa)

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    15 febbr

     

  • Halloween e le “innocenti” strategie dell’occulto

    Halloween e le “innocenti” strategie dell’occulto

    Mercoledì, 31 ottobre / 2018

    – di Sergio Basile

     Redazione Quieuropa,  Sergio Basile, Don Isidoro D'Anna, Halloween, satanismo, Ognissanti      

    Halloween e le "innocenti" strategie dell'occulto

    Quando il "materialista" celebra allegramente la festa

    spirituale più cara ai satanisti

     

    di Sergio Basile

    halloween calebrazione di satana

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Premessa                                                                     

    Catanzarodi Sergio Basile – L'uomo moderno e contemporaneo, a causa degli effetti deleteri della controcultura comunista e prim'ancora del lento processo di cabalizzazione della società occidentale, culminato nell'Illuminismo ma già avviato nel Cinquecento, è stato abituato a ragionare ed agire solo in termini materialistici, gettando nell'oblio la dimensione spirituale. Ma oscurare l'anima e le sue pertinenze non vuol dire di certo cancellarla, vuol dire solo morire dentro, accettare passivamente una gravissima forma di eutanasia spirituale, abbassando le difese immunitarie più intime, quelle del proprio essere. Il materialista dunque è un uomo solo apparentemente estraneo alle dinamiche dello spirito, ma nei fatti egli non sfugge ai retaggi e agli effetti deleteri dello spirito del mondo, finendo per essere travolto ed uniformarsi a forme di spiritualità deviate; egli accettando di deporre e consegnare le armi dello spirito e – di riflesso – allontanando Dio dalla sua vita,  diventa preda di tali energie spirituali negative, esponendosi senza batter ciglio a forze telluriche ed ancestrali che lo sovrastano e ne orientano rovinosamente il cammino. L'anima infatti esiste e condiziona nel bene e nel male la personalità degli esseri umani a prescindere dal fatto che essi abbiano o meno contezza della sua essenza e degli agenti esterni capaci di plasmarla. Allora c'è da stare vigili! Non possiamo assolutamente soprassedere dinanzi all'avanzare di forme di spiritismo d'importazione, di matrice anglofona, protese a minare le basi della gloriosa cultura cattolica del nostro Paese. Dobbiamo resistere e contrattaccare, respingere con abnegazione queste forme invadenti e selvagge di colonialismo spirituale.

     Il materialista che celebra la contro-festa         

    L'occasione ideale per interrogarci in merito è la cosiddetta festa di Halloween. In realtà in termini filosofici per festa dovrebbe intendersi ciò che celebra la vita o la vita dopo la morte. Pertanto associare la parola festa ad Halloween non sarebbe propriamente ortodosso. Halloween non è una festa ma è la contro-festa per eccellenza, il capodanno dei satanisti, la celebrazione del male e della morte. Ad esso, nel calendario dell'occulto, segue la festa delle streghe, le sacerdotesse di satana, magnificata dai seguaci del male il 2 Novembre. Chi celebra Halloween e ne diffonde la cultura ha dunque l'obiettivo, sia pur non manifesto, di iniziare – cioé convertire – nuovi giovani verso il culto delle tenebre. Molti di essi vengono letteralmente adescati dalle sette attraverso club, maghi, gruppi musicali, studi esoterici, associazioni pseudo-filantropiche, false chiese, logge, ecc..; altri ne subiscono il fascino malefico in maniera indiretta, partecipando a loro insaputa, in molti casi, a feste bizzarre, che si rivelano veri e propri riti camuffati, che si servono di codici e messaggi criptati per influire sulla personalità fragile dei ragazzi, e non solo. Le sette preparano su un piano prettamente spirituale il terreno ai sortilegi; i media lavorano di scorta sulla psicologia delle masse, per veicolarne i messaggi, amplificarne il potere e produrre gli effetti sperati. C'è poi un sottobosco di fatti e notizie scientificamente silenziate o distorte dagli organi d'informazione che sfuggono alle coscienze ma che sono maledettamente legati alla dimensione spirituale di questa pseudo-festa. Non a caso, ad esempio, nei giorni precedenti ad Halloween si registrano ogni anno innumerevoli denunce di smarrimento di gatti neri, da sempre gli animali prescelti per i riti satanici e di iniziazione al male.

     Le "innocenti" strategie dell'occulto                     

    Così come dietro la gran parte delle case di produzione dei film horror  si celano sette e lobby sataniche, che agiscono per destabilizzare le anime, specialmente quelle dei più giovani, proponendo trame ricche di messaggi subliminali (da un'intervista del 1999 fatta dal sottoscritto all'esorcista Padre Guglielmo: assistente di Padre Amorth) così in questa notte, indotti dalla mondanità, si partecipa ad una celebrazione infernale cui effetti, invisibili agli occhi del materialista, si manifestano con forza su un piano prettamente spirituale ed intimo. Gregorio IV – 101° pontefice della Chiesa Cattolica (795-844) – spostò la Festa di tutti i Santi dal 13 Maggio al 1° Novembre, proprio per contrastare questa fortissima tradizione che veniva dall'Irlanda e che vedeva evocare in questa notte le forze telluriche e demonianche, chiamate ad incidere come non mai nella sfera del mondo dei vivi. Come ci ricorda Don Isidoro d'Anna, nel suo ultimo scritto, "Halloween non è altro che una festa anticristiana, voluta per diffondere tra i giovani il culto delle tenebre e avvicinarli al diavolo. Nel Carnevale – nota Don Isidoro – si esalta il piacere carnale e mondano, ma con Halloween si è caduti ancora più in basso: dall’amore per la Luce si è passati all’amore per le tenebre.  Prima si disprezzava la santità di Dio e dei suoi figli, ma ora si disprezza la Luce stessa, che il Signore Gesù è venuto a portarci".

    "La luce è venuta nel mondo,  ma gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce,

                                   perché le loro opere erano malvagie.

               Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce

                                 perché non siano svelate le sue opere.

           Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente

                               che le sue opere sono state fatte in Dio.

                    E a quelli che venivano ad arrestarlo, Gesù ha detto:

                      «Questa è la vostra ora, è l’impero delle tenebre"

                                    (Vangelo Secondo San Luca 22, 53)

    I media, in gran parte affiliati alle grandi multinazionali mondialiste, a ridosso di questo tempo (di Grazia e Provvidenza per la Chiesa Cattolica; di maledizione per la contro-chiesa) ci spingono ad accettare queste celebrazioni infernali con superficialità, planando in scioltezza sulle ali del consumismo e del divertimento preconfezionato, stantio, senza cogliere il senso profondo e vero delle solennità. La loro missione è quella di nascondere la dimensione spirituale ed alchemica di questa celebrazione agli occhi degli sprovveduti, e di creare un humus culturale popolare di ampio respiro, specie tra le nuove generazioni, trasformando pian piano la "festa delle tenebre" in cultura popolare universalmente accettata, perfino ormai in molti istituti scolastici. Addirittura la piattaforma satellitare Sky quest'anno ha dedicato a questo baraccone d'importazione anglofona due canali tematici dai nomi innocenti: "Happy Halloween" e "Scary Halloween".

                                    La mala fede è palese: perché altrimenti,

           in un paese dalle antichissime e nobili radici cattoliche come l'Italia,

                    non dedicare altrettanti canali tematici alla vita dei santi

    o alla celebrazione dei morti secondo la spiritualità cattolica di questo giorno?

    Il gioco sporco, in premessa sottile e subdolo,  è ormai fin troppo chiaro per chi ha occhi per vedere e conserva ancora un sano spirito critico. Da parte nostra non ci resta che rispondere con forza a questa deriva satanica, ricordandoci, in questi giorni celesti dedicati dalla Chiesa di Cristo alla memoria dei santi e dei defunti, in questo tempo di chiamata a conversione, di prender parte alla Santa Messa, di accostarci con maggior amore ai sacramenti (Confessione e Comunione), di chiedere l'intercessione dei santi nella nostra vita, instaurando un rapporto con Dio trasparente, unico e diretto, e di pregare con fede per i nostri cari defunti, che un giorno incontreremo nuovamente nella Gloria di Dio, dove ciascuno di noi sarà chiamato a godere della vita vera in pienezza, per l'eternità.

    Sergio Basile (Copyright © 2018 Qui Europa)

     
    partecipa al dibattito: infounicz.europa@gmail.com

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    corporativismo

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Corporativismo e pensiero sociale cattolico        

    Roma – di Matteo Mazzariol / Presidente Movimento Distributista Italiano – Nella mentalità comune il corporativismo è associato a due fattori principali: le gilde e corporazioni del medioevo – retaggio di un tempo oscuro che fu e che le magnifiche sorti e progressive dell’umanità ha contribuito a cancellare – e l’altrettanto male oscuro, questa volta addirittura assoluto, che è stato sconfitto con la seconda guerra, il fascismo. Tutto ciò ha contribuito e contribuisce tuttora a mettere il corporativismo nel dimenticatoio della storia, vittima di una damnatio memoriae definitiva ed inappellabile. Un’analisi più attenta, seria, competente e veritiera dei fatti e della storia ci porta però in un’altra direzione. Per prima cosa dobbiamo infatti prendere atto che le corporazioni medioevali, a partire dal Mille, furono indubitabilmente un esperimento in cui valorizzazione delle competenze, giustizia sociale, solidarietà e prosperità economica trovarono il loro posto in un amalgama in grado di garantire equilibrio, ordine e fruttuosa convivenza civile non per anni o per decenni ma per secoli, venendo poi progressivamente scardinate dall’emergere prepotente di una visione economico-sociale che mise lo sfruttamento, il profitto e la speculazione ai vertici dell’agire umano (Macchiavelli docet). In secondo luogo va chiarito una volta per tutte che

                      il fascismo, ideologia peraltro nuova e rivoluzionaria,

                    non fu in alcun modo il fondatore del corporativismo,

                      la cui origine origine si perde nella notte dei tempi

              e va rinvenuta nell’insopprimibile natura sociale dell’uomo,

               tant'è vero che non esiste civiltà degna di questo nome

                che non abbia avuto una sua componente corporativa.

    Il pensiero sociale cattolico, avviato con Gesù Cristo, approfondito dai Padri della Chiesa, ricapitolato ed arricchito da San Tommaso d’Aquino, formalizzato inizialmente con la Rerum Novarum del 1891 e continuato con la Quadragesimo Anno del 1931, contribuì enormemente a precisare, valorizzare, diffondere e realizzare il principio corporativo. Esiste infatti una ricca e vastissima letteratura di matrice cattolica, presente in tutte le nazioni, con figure di alto spicco quali il Card. Manning e Chesterton in Inghilterra, Von Ketteler ed Heinrich Pesch in Germania, La Tour du Pin in Francia, Toniolo in Italia, solo per citare le più emergenti, le quali delinearono in maniera incontrovertibile, sulla base della retta ragione e della Dottrina Sociale della Chiesa, come

                   il corporativismo fosse l’unico modello praticabile

                    per incrementare il bene comune nella società.

    Il Codice di Malines, del 1936, frutto dello sforzo congiunto dei maggiori pensatori cattolici del tempo, fu solo uno delle espressioni di questa tendenza.

      Corporativismo cattolico e fascista: divergenze 

    Già durante gli anni del fascismo esponenti illustri del mondo cattolico italiano avevano lucidamente colto la differenza sostanziale e l’incompatibilità di fondo tra corporativismo fascista e corporativismo cattolico, manifestatosi ad onor del vero più sul piano pratico che su quello dell’elaborazione teorica, dove invece si manifestarono punti di convergenza non secondari anche se parziali. L'inconsistenza strutturale del corporativismo fascista fu infatti quella di tentare di accomodare due principi di per sè opposti: un sano corporativismo, basato sulla massima possibile autonomia dal basso e quindi sulla più ampia possibile libertà dei corpi professionali ed intermedi, con il totalitarismo accentratore dello Stato fascista, più affine certamente al socialismo che non alla Dottrina Sociale della Chiesa. Le regole delle Corporazioni fasciste, il loro meccanismo di funzionamento, così pure come i loro vertici, furono quindi espressione non dei loro membri, aggregati secondo un principio di partecipazione e competenza, ma della macchina burocratica dello Stato fascista, svuotando così di ogni significato, funzionalità e vitalità le corporazioni stesse. Ciò che non funzionò non fu il corporativismo in sè ma il tentativo di attuarne una versione deforme e storpiata. Lo scoppio della guerra non consentì inoltre nessun possibile ulteriore sviluppo in senso autenticamente partecipativo.

      L'atteggiamento della DC                                           

    In un importantissimo libro del 1951, intitolato “Verso il Corporativismo Democratico”, un gruppo di illustri intellettuali cattolici, tra cui il sen. Alberto Canaletti Guadenti, professore dei Pontifici Atenei Lateranensi, il prof. Saverio De Simone dell’Università di Bari, l’insigne giurista Carnelutti – riproposero con forza e convinzione il progetto di un corporativismo democratico, considerandolo l’unica possibile e razionale via per attuare un sistema davvero democratico, in alternativa alla partitocrazia, intrinsecamente incapace di valorizzare adeguatamente i corpi intermedi e distribuire le libertà reali secondo i dettami della Dottrina Sociale della Chiesa. Questo forte richiamo fu fatto ancora una volta sulla base della retta ragione e della plurisecolare insegnamento sociale cattolico ma, per ragioni che meriterebbero da sole un trattato a parte,

                    fu sostanzialmente ignorato dai vertici della Democrazia Cristiana,

                                      che, gia nel Codice di Camaldoli del 1943,

                            in netta discontinuità con il Codice di Malines del 1936,

    avevano incominciato a mettere in secondo piano, se non ad emarginare del tutto,

           il principio corporativo, pilastro fondante della Dottrina Sociale della Chiesa

                                                   e del diritto naturale.

      Corporativismo democratico e Distributismo         

    Quanto comunque il vertice del partito democristiano abbia voluto intendere la sua azione politica come una presa di distanza dai principi costitutivi della Dottrina Sociale della Chiesa e come invece un ibrido avvicinamento ad ideologie moderne e progressive come il liberalismo ed il social-comunismo è poi evidente a tutti: basti pensare allo statalismo della politica delle aziende partecipate, copiato in buona parte dal fascismo, all’abbandono di ogni rilancio dell’autonomia politica dei corpi intermedi, tipico degli Stati liberali e socialisti, alla scarsa e flebile opposizione a tutti gli attacchi portati contro la famiglia, al cedimento totale alla partitocrazia. Il Distributismo a questo proposito rappresenta un antidoto invalicabile di fronte a questa perdita di identità rispetto ai valori del cattolicesimo sociale, indicando nel liberalismo capitalista e nello statalismo social-comunista due facce di una stessa medaglia, la tendenza cioè a mantenere capitale e lavoro separati ed a distruggere ogni spazio politico reale, e quindi ogni spazio di libertà vera, che si ponga tra l’individuo e lo Stato e che non sia basato, come i partiti, su meri fattori divisivi ideologici. Per questo il distributismo ha proposto e continua a proporre, in perfetta sintonia con la plurisecolare Dottrina Sociale della Chiesa, il corporativismo democratico come uno dei fondamentali  principi guida che deve indirizzare l’azione politica di tutti coloro che si ispirano al bene comune.

     Cittadini al centro della vita socio-economica          

    Ciò che quindi è estremamente urgente oggi è fare un’opera di bonifica culturale che spieghi a tutti gli uomini di buona volontà, cattolici e no, che se vogliano uscire dalla palude della falsa democrazia partitica e partitocratica e ridare, come è giusto che sia, poteri concreti alla gente, se vogliamo cioè instaurare un democrazia vera e partecipata, basata sulle competenza e la responsabilità, e non continuare ad accettare la sua parodia, abbiamo solo una strada: riprendere i principi del corporativismo democratico e trovare le forme concrete attraverso cui esso si possa incarnare nel vivo del nostro tessuto sociale. Ciò non vuol dire creare qualcosa di astratto che non esiste ma semplicemente dare corpo, forma, dignità e consapevolezza politica ha ciò che già esiste, cioè ai milioni di lavoratori e cittadini italiani che ogni giorno cercano di dare il meglio di sè attraverso il loro lavoro, producendo beni e servizi che rappresentano la vera ricchezza della nazione.

                Si tratta in sintesi di passare dal cittadino atomo, isolato ed impotente

                                 al cittadino responsabile e libero di poter decidere

    tutte le importanti questioni concrete che riguardano la propria vita socio-lavorativa:

             si tratta cioè di realizzare sul serio quegli ideali di equità e giustizia sociale

                             che sono alla base della Dottrina Sociale della Chiesa,

                     di passare da una libertà fittizia ed ipocrita ad una libertà vera.

    In tutto ciò il ruolo dello Stato dovrebbe limitarsi a quello di vigilare sul rispetto del bene comune, creare i contenitori legislativi ed istituzionali in grado di valorizzare al massimo l’autonomia delle gilde o corporazioni di arti e mestieri e dare loro una voce politica. Il primo passo sarebbe quello ovviamente di istituire le corporazioni di arti e mestieri secondo un ordinamento democratico, fissandone le modalità di rappresentanza politica a livello comunale, regionale e nazionale. Nel dopo guerra per esempio era stata abbozzata una proposta di trasformare il Senato in una camera delle corporazioni. Invitiamo quindi tutti coloro che condividano tale visione o vogliano approfondirla ad unirsi al Movimento Distributista Italiano, per dare il loro contributo concreto e fattivo ad un’Italia migliore, basata sul realismo del senso comune e della ragionevolezza e non sulle utopie delle ideologie morte e sepolte dalla storia.

     

    Matteo Mazzariol (Copyright © 2018 Qui Europa)

    Presidente Movimento Distributista Italiano

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  • Calabria: l’ennesima strage da usura, dietro l’alibi del dissesto idrogeologico

    Calabria: l’ennesima strage da usura, dietro l’alibi del dissesto idrogeologico

    Lunedì, 8 ottobre / 2018

    – di Sergio Basile

     Redazione Quieuropa, Sergio Basile, Giacinto Auriti, Stefania Signore, Strage in Calabria        

    Calabria: l'ennesima strage da usura, dietro

    l'alibi del dissesto idrogeologico

    Non è più accettabile che l'usura mieta vittime per mancanza

    di "pezzi di carta"

     

    di Sergio Basile

    Strage in Calabria - Lamezia Terme

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     L'ennesimo omicidio da usura legalizzata            

    Lamezia Terme, Catanzaro di Sergio Basile Nelle ultime ore la tragedia "per il maltempo" a Lamezia Terme ha suscitato una grandissima reazione ed un cordoglio partecipato e generalizzato da parte di tutta la popolazione italiana. Stefania Signore è la giovane vittima travolta e uccisa dalla piena nel lametino, assieme ai suoi due piccoli figli. Il più grande dei figli, il cui cadavere è stato recuperato dai vigili del fuoco poco lontano da quello della giovane madre, aveva compiuto 7 anni il 25 settembre scorso, mentre il piccolo – di soli 2 anni – è ancora disperso.

                     Molti hanno dato sommariamente la colpa alla "piena",

     ma nel 2018 è inconcepibile morire per valanghe d'acqua, in centri abitati,

                           specie in un territorio come quello calabrese,

                    caraterizzato dalla presenza abbondante di fiumare

          ed esposto ad un imbarazzante ed annoso dissesto idrogeologico.

                                   Inutile nascondersi dietro a un dito!

    Letti di fiumi invasi dai detriti, tombini a rischio, argini incapaci di contenere la furia improvvisa dei flutti. Tutti lo sanno ma ci si stringe in un assordante ed omertoso silenzio. La verità e che i comuni non hanno i fondi per far fronte alle normali esigienze della cittadinanza, anche in quei casi – come quello in esame – dove in gioco è la pelle degli esseri umani. Allora è legittimo parlare dell'ennesima gravissima strage dell'usura legalizzata, a poco più di un mese dalla strage del Ponte Morandi di Genova. Secondo l'Istat,  l'Italia fa registrare anno dopo anno record negativi di nascite. Sempre altissimo, per contro, il numero degli aborti, più o meno indotti, in "tempo di crisi"! Ciò vuol dire che le politiche europee e nazionali votate alla rarefazione monetaria, sono di fatto protese all'estinzione della popolazione italiana e, di conseguenza, alla distruzione del suo bagaglio culturale e religioso. Ma il degrado ci dice un'altra cosa:

    gli usurai, rarefattori di moneta-convenzionale, attentano alla vita umana

                                       e quindi sono rei di omicidi seriali.

    Questo trend, in realtà già avviato da diversi decenni, non conosce soluzione di discontinuità, tra l'indifferenza delle istituzioni. L'ipocrita e falso alibi del momento, a giustificare la mancanza di fondi da parte di migliaia di comuni italiani, si chiama, come noto, "crisi economica internazionale". Ma per capire la raccapricciante strategia dell'élite bancaria e tecnocratica al potere, da Bruxelles alle principali capitali europee, forse uno dei metri di giudizio più diretti ed efficaci restano lo stato delle infrastrutture e la loro mancata manutenzione. Centinaia di migliaia di uomini sono oggi abbandonati a loro stessi per mancanza di fondi e per tagli pubblici imposti dalla creazione indotta di un debito pubblico truffaldino perchè autorigenerante.

                              Il debito infatti si rigenera in automatico

               all'emessione della cartamoneta che la BCE sforna dal nulla

                     e "rivende", anzi presta, illegittimamente agli stati,

         attraverso il meccanismo della cartolarizzazione dei titoli di stato (1).

    L'ulmima goccia che ci ha spinto a rioccuparci della drammatica situazione e a levare forte l'ennesima denuncia, è la strage di una felice famiglia in Calabria. Chi è il colpevole? Beh, pare di "Debito", dietro quel paravento europeista chiamato "Patto di Stabilità" (o stupidità, che dir si voglia… / 2) che impedisce agli Italiani di poter usufruire dei sacrosanti servizi essenziali e, soprattutto, dietro le attuali dinamiche monetarie che permettono questi crimini, tenendo in piedi la madre di tutte le menzogne: quella monetaria.

    (1) vedi qui Capire il denaro, oltre la BCE – Il curioso caso dell’ambra grigia e qui BCE e Quantitative Easing: il trucco per estorcere col sorriso la ricchezza reale dei popoli. (2) vedi qui Patto di Stabilità – Come l’Europa dal 97 chiede il suicidio dell’economia italiana

      L'alibi imperfetto al sacrificio umano                   

    Evitando di entrare più di tanto nel merito della "vicenda tecnica" della strage di Lamezia, della quale si occuperà la magistratura, la vera vergogna da denunciare in tal sede e sulla quale riflettere è un'altra.

         E' inconcepibile che, in un paese come l'Italia, stracolmo di disoccupati,

                                ingegneri, geometri, architetti e tecnici,

            si muoia per mancanza di adeguata manutenzione infrastrutturale.

    Perchè dunque non si costruiscono nuovi ponti, non si ripuliscono gli argini e i letti delle fiumare, non si rinforzano gli argini?  Manca forse la manodopera? Mancano i mattoni? O la sabbia e l'acqua da impastare per creare il cemento? Migliaia di anni di "progresso" a cosa sono serviti? A quanto pare a mercificare l'uomo e a considerarlo semplicemente complementare ad un ingranaggio sociale che anziché servirlo lo macina senza pietà nei suoi ingranaggi. Chi non ricorda, in merito, il celebre manifesto cinematografico di "Tempi Moderni" con Charlie Chaplin? L'alibi questa volta si chiama "crisi". La crisi – indotta dall'usura monetaria – richiede tasse e tagli; i tagli richiedono a loro volta vittime e sacrifici. Anche umani, perchè no! Gli stessi paventati dall'ex ministro Elsa Fornero all'atto dell'insediamento del governo Monti. Ricordate? (3)Il sacrificio umano, dunque, a quanto pare è l'ultimo stadio e prodotto dal paganesimo dominante. Un paganesimo travestito da progresso ed intriso di satanismo pratico, che odia l'uomo e la sacralità della vita, disprezzandolo fino a questo punto. Fino ad ammazzarlo!

    (3) vedi qui:  Roma, Bruxelles e gli Euro-Ipocriti

     Bestialità e annullamento della coscienza            

    Certo il rischio più grande che tutti noi corriamo dinanzi a questi fatti è l'accettazione della bestialità, l'accettazione di un processo di normalizzazione di un meccanismo diabolico che ci sta sempre più disumanizzando. La strage di Lamezia è una vergogna per tutti, l'ultima di una serie infinita! In primis per i "gestori" della cosa pubblica e per i controllori di questa gabbia sociale; in secondo luogo per tutti coloro i quali  subiscono ed accettano questo status quo, senza batter ciglio e senza "incazzarsi" e pretendere la creazione di valori monetari convenzionali alternativi o qualtomeno paralleli all'euro: come direbbe il nostro grande amico, e maestro di vita, Prof. Giacinto Auriti.

        Oggi il sistema monetario che detta i ritmi economici e finanziari degli stati,

                                 delle nazioni e dei popoli, crisi comprese,

    crea moneta dal nulla addebitandola/prestandola ad interesse da usura ai popoli

              – e senza averne la sia pur minima legittimazione legale e morale:

          perchè la legge non dice di chi sia la proprietà della moneta all'emissione 

                 – ed imponendo, con l'alibi della riduzione del debito pubblico,

                          la compressione e/o azzeramento dei servizi essenziali.

    Anche la stessa vita umana, a quanto pare, è secondaria a questi assurdi dogmi finanziari e monetari. Il paradigma africano, d'altronde, è sotto gli occhi di tutti da secoli! Il denaro, come ci insegna il professor Auriti, è uno strumento convenzionale emesso dal nulla e a costo zero, attraverso un mero atto tipografico. Creare denaro non costa nulla e da oltre tre secoli a questa parte i controllori illegittimi della moneta decidono la morte e la vita di miliardi di uomini.

    Il paradosso della morte degli angeli calabresi ce lo ricorda drammaticamente,

                     rivelando ancora una volta questa agghiacciante verità

      che molti ancora ignorano sotto il velo nero della disinformazione di Stato.

     Lo Stato non può chiedere sacrifici umani          

    Lo Stato non può più richiedere altri sacrifici umani, nel nome di una crisi inventata a tavolino. Il denaro creato dal nulla dovrebbe dunque essere accreditato e non addebitato in seno ai bilanci statali. Inversione contabile che getterebbe in un sol gesto i sanguinari Moloch del debito pubblico nella polvere, liberandoci una volta per tutte da questa assurda schiavitù che i  politici e i media – ben foraggiati dal sistema monetario e bancario – si guardano bene dal rivelare. Che queste morti, anzi questi sacrifici umani, possano svegliare le nostre coscienze spingendosi all'informazione e all'azione. Ciò nell'auspicio che pezzi colorati di carta straccia, chiamati "moneta-debito", possano trasformari da strumenti di dominio, disperazione e morte, in strumenti di credito e provvidenziale rinascita, contribuendo a liberare nuove energie economiche e lavorative, fabbricare nuovi mattoni per l'edificazione di  ospedali, scuole ed edifici atti ad elevare l'uomo. Premesso che l'edificio principale da ri-edificare è quello della nostra coscienza. Chi non si incazza e agisce, dunque, è una bestia! Oggi si può e si deve agire con convinzione e determinazione: le armi di mutuo soccorso esistono, basta utilizzarle.

     La panacea all'usura legalizzata                              

    Bisogna creare valori convenzionali e accreditarli ai cittadini, riattivando l'economia delle nazioni e garantend dignità a tutti.

    Non farlo vorrebbe dire rientrare nella categoria degli stupidi e degli sprovveduti;

             non rendere giustizia al nostro glorioso passato, alla nostra Fede e a Dio,

         alla storica battaglia contro l'usura ebraica posta in essere dai santi medievali

                                                     e dalla Chiesa Cattolica.

    A tal fine è stato creato il B.A.R. – Buono Comunale di Agevolazione Reddituale, uno strumento capace di dare ai sindaci la possibilità di prendere in mano il destino dei propri cittadini. Un'arma non violenta capace di mettere in moto la macchina economica della propria comunità sociale con efficienza e semplicità. Che ciascuno torni ad essere proprietario dei propri valori monetari, altrimenti l'usura indotta farà piazza pulita dei nostri cari, delle nostre famiglie e della nostra civiltà, costringendoci al suicidio, alla morte, all'espatrio o alla disperazione. Non facciamoci complici dei grandi usurai e storici padroni oscuri della moneta-debito, nemici di Cristo e dell'umanità: l'immobilismo è un suicidio annunziato! L'immobilismo è una strage! L'immobilismo, una volta compreso il male e trovata la panacea, è un crimine ancor più grande!

    Sergio Basile (Copyright © 2018 Qui Europa)

    partecipa al dibattito: infounicz.europa@gmail.com 

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     Video correlato – B.A.R. e sovranità monetaria   

    Intervista B.A.R. Sergio Basile e Nicola Arena – YouTube

     

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  • Spread e debiti perenni: andare oltre la cartolarizzazione, verso la proprietà popolare della moneta

    Spread e debiti perenni: andare oltre la cartolarizzazione, verso la proprietà popolare della moneta

    Domenica, 7 ottobre / 2018

    – di Roberto Pecchioli e Sergio Basile

     Redazione Quieuropa, Roberto Pecchioli, Sergio Basile, Giacinto Auriti, Proprietà Popolare  

    Spread e debiti perenni: andare oltre la

    cartolarizzazione, verso la proprietà

    popolare della moneta

    I titoli di Stato non sono il mezzo per ottenere la democrazia integrale:

    urge il reddito di cittadinanza auritiano (a credito).

    ► L'FMI e l'esempio emblematico del "disastro giapponese"

     

    di Roberto Pecchioli  / con il contributo di Sergio Basile

    spread e titoli di stato - debito perenne

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     La tecnocrazia e il debito perenne                         

    Roma, Bruxelles, Tokyo – di Roberto Pecchioli e Sergio Basile –  Come visto in più sedi la truffa dell'emissione monetaria a debito è un qualcosa che va avanti dal 1694/1717, cioè dalla fondazione e istituzionalizzazione della privata "Banca d'inghilterra".

                         Ma diversi sono stati nel tempo gli stadi progressivi

               che hanno ancor di più blindato ed incancrenito questa truffa:

               tra di essi un cenno particolare lo meritano la cartolarizzazione

            e contestuale iper-emissione dei titoli di stato del debito pubblico

    e la successiva trovata "usurocratica" della diabolica accoppiata rating/spread.

    Riecco lo spread. Tornano sul palcoscenico le statue di cera dell’UE, il franco-romeno-israelita massone Moscovici e l’ineffabile Juncker gran contribuente delle accise sugli spiriti, si materializzano nuovamente i fantasmi dei decimali nel bilancio dello Stato, risuonano gli ordini imperiali di sconosciuti funzionari stranieri presso i governi eletti. L’occasione è la polemica sulla legge di bilancio, assai sgradita agli gnomi di Bruxelles e ai loro domines della cupola finanziaria. Non è inutile una rinfrescata alla memoria dei connazionali, alla ricerca di bugie tutt’altro che innocenti per una visione dei fatti alternativa alla vulgata corrente della stampa e delle accademie di luminari a contratto. Una controstoria per nerd, lontana dai grafici, dagli istogrammi, dalle formule incomprensibili degli esperti, esposta senza utilizzare la lingua di legno anglotecnocratica. Partiamo da lontano, poiché il cappio che ci strangola da tre secoli a questa parte (cioé dalla nascita ed istituzionalizzazione delle banche centrali e della moneta-debito: 1717) ce lo siamo stretti al collo con rinnovata forza, ancora una volta nel 1981, allorché un ministro della sinistra DC, Beniamino Andreatta, con una semplice lettera concordata con i vertici della Banca d’Italia (Carlo Azeglio Ciampi), decretò il cosiddetto divorzio tra Tesoro e banca centrale. Venne cioè rimosso l’obbligo per l’istituto di emissione di acquistare i titoli invenduti alle aste mensili, calmierandone il tasso. Liberati gli istinti animali della finanza, pur in una situazione in cui il sistema bancario era in mano allo Stato, il debito pubblico dell’epoca, 142 miliardi di euro, il 58 per cento del PIL, triplicò in soli quattro anni, per quintuplicare nel 1994. Il divorzio più caro della storia: mille miliardi in quindici anni.

                                      Ovviamente già prima del divorzio

                         l'Italia era vittima degli strozzini internazionalisti,

    anche se il debito era targato "Italia" e il nodo attorno alla gola era più dolce

                                             (per usare un eufemismo)

     Gli internazionalizzatori                                            

    Basta comunque questo dato per destituire di fondamento la narrazione che descrive gli italiani spreconi intenti a vivere allegramente a spese altrui. Andreatta e Ciampi, da brillanti funzionari della cupola bancaria che stava rialzando la testa con rinnovato slancio, ma da nemici del popolo che dovevano servire, perseguivano un doppio obiettivo, internazionalizzare il debito pubblico,  all’epoca detenuto dalle famiglie italiane risparmiatrici (sia pur sempre indebitate verso la mangiatoia statale); gettare le basi per l'ancor più selvaggia espropriazione della sovranità monetaria (avviata con l'euro)  e per la privatizzazione del sistema bancario nazionale, che realizzarono, sempre loro, undici anni dopo, al crollo provocato della prima repubblica e immediatamente dopo la "presunta" fine (sicura metamorfosi) del comunismo sovietico, con gli accordi di spartizione del panfilo Britannia, presente tra gli altri un funzionario in carriera di nome Mario Draghi.

     Il vincolo esterno                                                         

    Ci scuserà il paziente lettore se introduciamo un concetto che ci viene propinato in tutte le salse dal sistema di comunicazione, ma mai spiegato: il vincolo esterno. Si tratta del principio per cui non possiamo spendere se prima non guadagniamo o non ci facciamo prestare soldi. Se una comunità, uno Stato non possiede mezzi di pagamento legale propri, non può fare altro che correre con il cappello in mano da chi detiene (o meglio si è appropriato) il mezzo monetario, nel nostro caso l’euro della Banca Centrale Europea. Poiché ci siamo spogliati sempre più di due enormi strumenti di sovranità, cioè di libertà, la sovranità monetaria e la determinazione del tasso di sconto, sono i banchieri a stabilire insindacabilmente se prestarci denaro, in quale quantità e determinare l’interesse (ovviamente – e lo ricordiamo specialmente ai nostalgici illusi – non va dimenticato come anche la lira fosse una distruttiva moneta-debito).

                  Se a ciò aggiungiamo che il denaro prestato non esisteva

      perché creato dal nulla, ex nihilo, e diventa reale solo perché lo accettiamo

                             e circola come il sangue per il nostro lavoro,

                              risulta chiaro chi comanda e chi obbedisce.

                Si rivela azzeccata la frase simbolo di un blog economico:

           "è strano come una discesa vista dal basso somigli a una salita".

    Parole non di un saggio o di un filosofo, ma di un personaggio dei fumetti, Pippo, l’amico di Topolino. Abbiamo il vincolo esterno che impone di vendere il frutto del lavoro collettivo del nostro popolo e abbiamo una "moneta-debito" esterofila e di proprietà degli usurai di turno, rigorosamente non di proprietà del popolo. Lo Stato prima del divorzio si finanziava – sia pur sempre a debito dei cittadini –  nei tempi in cui possedeva la banca centrale e controllava le banche commerciali, emettendo prevalentemente BOT, buoni del tesoro ordinari a breve termine, acquistati attraverso i canali postali e creditizi dalle famiglie italiane come risparmio garantito e sufficientemente remunerato. Differenti sono i CCT, certificati di credito del Tesoro, il cui valore reale è variabile in base al mercato, investimenti di medio termine. Oggi BOT per almeno 400 miliardi sono in mano alle banche commerciali che li depositano a tassi negativi presso la Banca Centrale, un’immensa ricchezza ferma da cui trae profitto solo la cupola finanziaria, pagata per custodire gli impulsi elettronici che hanno sostituito i titoli di proprietà cartacei.

     Il trucco della cartolarizzazione (titoli di Stato)      

    Ovvio che i risparmiatori italiani non li acquistino nella certezza di rimetterci, ponendo sul mercato la notevole ricchezza privata italiana, pari ad almeno 4.200 miliardi, due volte e mezzo il PIL. Lentamente, ma costantemente, essa passa di mano trasferendosi ai signori del rischio altrui.

                      Da anni, nel mercato dei titoli pubblici prevale il BTP,

       buono del tesoro poliennale con scadenza anche a lunghissimo termine,

                            che impegna chi lo emette fino a trent’anni,

    alimenta un vorticoso giro speculativo e lascia il Tesoro alla mercé dei mercati.

    Lo spread che tanto eccita i commentatori è la differenza di rendimento, a parità di scadenza, tra il buono considerato più sicuro, tedesco, dai tassi più bassi, e quello degli altri Stati. Perché l’eurosistema non preveda l’emissione di buoni propri, gli Eurobond inutilmente chiesti da Giulio Tremonti, non è un mistero:

    come non è un mistero per chi ha compreso il trucco del signoraggio bancario,

               e della cartolarizzazione (finanziamento tramite titoli di stato)

       il fatto che anche i bond sono strumenti – sia pur nelle mani dello Stato – 

                        destinati ad indebitare e dunque ad infelicitare

               e controllare le masse ignoranti e accondiscendenti (Ndr).

     L'ingerenza dell'FMI sull'Iva del Giappone               

     L'altissimo debito interno del Giappone (paese a cosiddetto "debito sovrano")

           e gli interventi impositivi sull'IVA del Fondo Monetario Internazionale

                                                         delle ultime ore

                       sono in merito un esempio davvero emblematico e chiaro,

                                   sulla truffa assoluta dei titoli di Stato.

    "La managing director dell'Fmi, Christine Lagarde, ha invitato il governo a ravvivare e rendere più incisive le politiche dell'«Abenomics» , in particolare sul fronte delle riforme finalizzate a aumentare la produttività, comprese quelle del lavoro. «Per ridurre le incertezze di politica economica, affrontare le sfide demografiche e ridurre i rischi sulla sostenibilità del debito è necessaria una cornice fiscale credibile per il medio e lungo termine – recita il rapporto dell'Fmi riguardante il Paese che ha il rapporto peggiore tra debito e Pil in area Ocse – Al fine di finanziare crescenti costi della sicurezza sociale e ridurre i rischi sulla sostenibilità dell'indebitamento, il consolidamento (fiscale) dovrebbe incentrarsi su un graduale aumento dell'imposta sui consumi finché raggiunga almeno il 15% con aumenti graduali e continui (rispetto al livello attuale dell'8%)" (1).

    (1) Fonte "Il Sole24 Ore"6 ottobre 2018 / «Dovete raddoppiare l'Iva sul medio termine». I compiti dell'Fmi al Giappone

     I derivati: l'altra faccia del casino finanziario             

    Il casinò finanziario (ma si può omettere l’accento per chi trae denaro dal denaro) ha inoltre inventato ulteriori meccanismi, i cosiddetti derivati. I più comuni sono i CDS (Credit Default Swaps), strumenti di copertura destinati a trasferire ad altri il rischio. Si può scommettere indefinitamente al rialzo o al ribasso sui dei conti pubblici, cioè sulla capacità o meno di rimborsare i BTP a scadenza da parte degli Stati.

            Basta un’oscillazione più elevata di quella normalmente accettata

                               dai modelli matematici degli operatori,

          o una voce, magari diffusa ad arte, per scatenare ondate di vendite

                                      seguendo l’effetto gregge.

    Le aste odierne sono dette marginali, poiché il BTP va a chi offre il tasso più elevato, cui sono costretti ad adeguarsi l’offerente e gli altri compratori. Ma, qui sta il punto, chi sono i partecipanti all’asta, i cosiddetti investitori istituzionali? Un gruppo ristretto, un cartello di pochi giganti della finanza comprendente il gotha affaristico del mondo, Citygroup, Goldman Sachs, Morgan Stanley eccetera. Gli unici italiani sono Unicredit e Intesa San Paolo, massimi partecipanti di Bankitalia, di cui conosciamo la prevalente composizione azionaria estera. Non ci toglieremo il cappio dal collo se continueremo a riservare il controllo della moneta a un cartello di speculatori internazionali che agiscono in sintonia e possiedono direttamente almeno 700 miliardi di nostri titoli, e molti altri attraverso partecipazioni e incroci azionari. La prima mossa sarebbe – secondo gli economisti – quella di imporre alla Banca d’Italia, che resta un soggetto di diritto pubblico, di comportarsi come la sua omologa tedesca, la Bundesbank, che, in caso di aste nelle quali il collocamento non è totale, non accetta vendite a tassi più elevati, ma trattiene i bond invenduti per piazzarli al momento più favorevole. Nonostante il Trattato di Maastricht, la Buba agisce come elemento di equilibrio del sistema tedesco. Ma al di là di questi palliativi debitocratici, bisogna agire sul "cancro del debito" in maniera netta e decisa.

     Di chi deve essere la proprietà della moneta?          

    Bisogna comprendere una volta per tutte che la cartolarizzazione è un inganno, poiché la pratica dell'acquisto dei titoli di Stato per finanziare l'economia di un Paese, in definitiva non permette agli stati di finanziarsi, ma produce solo debito e quindi schiavitù e malessere, povertà, disperazione e morte:

                                            la principale prerogativa di uno Stato

                 – come ci insegnano Lincoln, Kennedy, Ezra Pound e Giacinto Auriti –

                                     consta nel creare la propria moneta-credito

                     per far fronte  al proprio fabbisogno finanziario ed economico.

                                                   Tutto il resto è aria fritta!

    Tale moneta, poi, per liberare davvero l'umanità dai ceppi del debito deve essere creata ed emessa a credito dei cittadini ed attribuita al popolo in proprietà (reddito di cittadinanza a credito o "auritiano") cioé non deve assere accantonata tra le voci di debito del bilancio degli stati. In caso contrario, infatti, interessi e tasse annullerebbero ed inficierebbero gli sforzi economici e lavorativi dei cittadini. La conclusione è che la situazione è molto difficile, agire è complicato ma non impossibile, a patto che vengano assunte decisioni condivise da un popolo unito. Sappiamo che la tradizione di divisione intestina, il preferire lo straniero all’avversario interno è antica quanto la nostra nazione. Tuttavia, se intendiamo conservare non solo sovranità e indipendenza, ma la concreta proprietà del nostro denaro, frutto del sudore nostro e dei padri, da trasmettere ai figli, non vi sono alternative. La strada è stretta ma non del tutto impraticabile. Quel giorno i popoli torneranno a respirare. Sino ad allora, dovremo accettare un destino da servi o, al massimo, difenderci con meccanismi del tipo di quelli esposti, elaborati da studiosi estranei al potere dei signori del denaro. La Cartagine finanziaria non può essere riformata, ma sconfitta attraverso la volontà popolare e la proprietà popolare di meri valori convenzionali chiamati "moneta".

    L'unica strada percorribile per liberare l'umanità dai lacci del debito onnipresente

    è quella tracciata dal grande Prof. Giacinto Auriti. Tutto il resto è noia! E' debito!

     

    Roberto Pecchioli /  Sergio Basile (Copyright © 2018 Qui Europa)

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    Allegato

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     B.A.R.: risposta odierna all'usura legalizzata        

    Oggi, in tempo di rarefazione monetaria indotta ed usura legalizzata, in tempo di spread e moneta-debito creata dal nulla (e senza riserva), la storia si ripete. I veri cattolici non possono stare a guardare e devono riscoprire il nobile ed antico esempio della Chiesa Cattolica, orientato sulla resistenza non violenta e sulla proposta attiva ed alternativa, ricalcando le orme dei loro avi. Oggi urge trasformare le comunità sociali (a partire dai comuni) in cooperative di credito solidali e orientate al mutuo soccorso, proprio com'era al tempo di Mosé (mille e duecento anni prima dell'Incarnazione di Cristo) ed al tempo dei santi francescani (Mille e Duecento / Mille e Quattrocento), durante il "bistrattato" Medioevo. La Dottrina Sociale della Chiesa attende giustizia e vuol ririvere sia nell'anima dei credenti che nelle loro opere. Il grande Professor Giacinto Auriti, padre della Teoria del Valore Indotto della Moneta e del SIMEC, lo aveva capito realizzando tale "Dottrina" attraverso l'immissione nel circuito economico-sociale di valori monetari convenzionali a credito e di proprietà del portatore (e non degli usurai). Egli ideando e promuovendo il SIMEC realizzò un vero e proprio miracolo economico-sociale nel comune di Guardiagrele, fino ad allora tra i centri italiani più colpiti dalla piaga del suicidio da insolvenza. Oggi si può e si deve agire con convinzione e determinazione: le armi di mutuo soccorso esistono, basta utilizzarle.

             Non farlo vorrebbe dire rientrare nella categoria degli stupidi e degli sprovveduti;

                    non rendere giustizia al nostro glorioso passato, alla nostra Fede e a Dio,

                alla storica battaglia contro l'usura ebraica posta in essere dai santi medievali

                                                          e dalla Chiesa Cattolica.

    A tal fine è stato creato il B.A.R. – Buono Comunale di Agevolazione Reddituale, uno strumento capace di dare ai sindaci la possibilità di prendere in mano il destino dei propri cittadini. Un'arma non violenta capace di mettere in moto la macchina economica della propria comunità sociale con efficienza e semplicità. Che ciascuno torni ad essere proprietario dei propri valori monetari, altrimenti l'usura indotta farà piazza pulita dei nostri cari, delle nostre famiglie e della nostra civiltà, costringendoci al suicidio, all'espatrio o alla disperazione. Non facciamoci complici dei grandi usurai e storici padroni oscuri della moneta-debito, nemici di Cristo e dell'umanità: l'immobilismo è un suicidio annunziato! L'immobilismo, una volta compreso il male e trovata la panacea, è un crimine ancor più grande!

    Sergio Basile 

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     Video correlato – B.A.R. e sovranità monetaria   

    Intervista B.A.R. Sergio Basile e Nicola Arena – YouTube

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    Principali tappe storiche del Nuovo Ordine Mondiale

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  • La Chiesa di Cristo e l’altra chiesa, quella inutile. Anzi pericolosa

    La Chiesa di Cristo e l’altra chiesa, quella inutile. Anzi pericolosa

    Lunedì, 1 ottobre / 2018

    – di Patrizia Stella e Sergio Basile  

     Redazione Quieuropa, Patrizia Stella,  Chiesa, Modernismo, Concilio Vaticano II, massoneria 

    La Chiesa di Cristo e l'altra chiesa, quella inutile.

    Anzi pericolosa

    Che fare in questo momento storico di confusione?

     

    di Patrizia Stella e Sergio Basile 

    La Chiesa di Cristo e l'altra chiesa, quella inutile. Anzi pericolosa

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     La Chiesa di Cristo e l'altra chiesa                         

    Roma – di Patrizia Stella e Sergio Basile Che la Chiesa Cattolica stia attraversando un periodo di gravissima crisi, peraltro lungo e senza che se ne possa ancora intravedere la fine, è sotto gli occhi di tutti e chi osasse dire che tutto va bene rischierebbe di vedere perfino le pietre alzarsi e protestare. Tale crisi si acutizzò col celeberrimo dopo Concilio, dal 1963 in avanti, ma fu preparata con scientifica cura già con la costituzione del Consiglio Federale delle Chiese (1), istituzione ecumenica e giudaico-protestante finanziata dai banchieri talmudisti d'estrazione ebraica.  Degna di nota anche l'opera di infiltrazione nei seminari cattolici di mille e cento falsi preti massoni (comunisti), in attuazione di un piano architettato dal Partito Comunista Americano negli anni Cinquanta e di cui parlò in maniera dettagliata, nel suo libro autobiografico "The School of Darkness" (vedi articoli giù in allegato) Bella V. Dodd, ex dirigente del CPUSA – partito comunista degli U.S.A. – poi convertitasi al Cattolicesimo. Risalendo lungo il fiume dei secoli, possiamo ricondurre il complotto anti-cristiano, addirittura al primo secolo dopo Cristo, ed in particolare al "Patto del Tempio di Salomone", successivo alla distruzione di Gerusalemme e alla contestuale diaspora del popolo ebraico. Centrali furono, poi, la Riforma Luterana e gli attacchi dei grandi eretici della storia (Ario, Calvino, ecc..) e successivo, correlato, riassetto dell'architrave giudeo-massonico nel ben lontano 1717, data della fondazione della Gran Loggia Madre d'Inghilterra a Londra. Si arrivò, dunque, all'avanzare lento, progressivo ed inesorabile di tali eresie, fino all'esplosione di tutte le perversioni anticristiane proprio in quest'ultimo decennio.  Gli eretici trovarono un validissimo appoggio nello strumento della moneta-debito (emessa dal nulla e a debito dei popoli, da meri privati: prima causa del tracollo delle monarchie cattoliche europee, per "debiti" indotti) posto nelle mani del mondo protestante e della Corona Inglese, con la nascita della Banca d'Inghilterra (1694-1717).

                                      Quindi possiamo parlare legittimamente

                                 di un attacco mirato al cuore del Cattolicesimo,

                             plurisecolare  e caratterizzato da fasi ben cadenzate

          perpetrate da menti sottili quanto perverse, con un preciso fine religioso:

                     annientare il Cattolicesimo e schiavizzare il resto dell'umanità.

    C'è poi chi vede – probabilmente a ragione – il massimo del decadimento, non solo della civiltà cristiana in genere ma della stessa Chiesa Cattolica, proprio dal momento dell’insediamento di Bergoglio sul soglio pontificio. Si, perché anche se si vuole affermare con fare ottimista che certe malvagità – gravissime omissioni, peccati, abomini, omosessualità, imbrogli, omicidi, perversioni, tradimenti, ecc. – sono sempre esistite, sta di fatto che prima c’era almeno la viva consapevolezza che tutto questo fosse male e si cercava comunque attraverso il discernimento, un sincero pentimento; si trovavano ancora, e in gran numero, santi sacerdoti che ti assolvevano solo dopo determinate e ben precise condizioni.  Adesso invece, con l’avvento al soglio pontificio di cardinali modernisti e giudeo-massoni, purtroppo,

                 non solo stiamo assistendo al progressivo crollo di tutti i baluardi di protezione

                                                            contro l’avanzata del male

                          – per farci stupidamente sommergere da una valanga di malvagità –

        ma vediamo che l’iniquità e l’impudicizia dilagano. L’omosessualità è considerata normale,

                                                     anzi – in diversi casi – è auspicabile.

                     Vedi le recenti dichiarazioni dell'alto prelato vaticano Padre James Martin (2).

                                           (vedi foto in copertina: la prima in basso a destra)

    (1) Cfr.: Conoscere il Nuovo Ordine Mondiale (2) Cfr.: Dal metal al gay – Padre James Martin: chi è costui?

     La funzione della Chiesa                                                    

    Ormai – come predissero molti santi e mistici di diverse epoche – l’abominio della desolazione è entrato nel Tempio Santo di Dio, soprattutto da quando vediamo una Chiesa distratta per copione, rammollita e inutile; una contro-chiesa che si inginocchia e obbedisce ai poteri forti di questo mondo, con i quali sottoscrive false alleanze di pace che altro non sono che vili tradimenti e rinnegamenti della propria fede, alla faccia di quelle migliaia di santi martiri che hanno dato la vita per gli stessi ideali adesso “accantonati” con tanta superficialità da Bergoglio & soci. Si pensi ad esempio alla stessa, vergognosa, linea iper-immigrazionista della chiesa modernista, che strizza l'occhio alle ONG mondialiste e al piano giudeo-massonico di colonizzazione dell'Europa cristiana e mescolamento razziale indotto (Piano Kalergi), attraverso il cavallo di Troia islamico, condotto all'interno delle mura "della città" dalla giudeo-massoneria internazionale che guida le danze. Si pensi ancora alla "chiesa filo-europeista" che non osa minimamente né mettere in discussione i trattati europei, né tantomeno parlare chiaramente di usura bancaria e moneta-debito, limitandosi ad avanzare slegati e generici proclami contro l'economia che uccide… Ovviamente l'economia iniqua è una naturale conseguenza dell'usura monetaria, ma i vertici del Vaticano, allineati ai dogmi dell'Ue e del Fondo Monetario Internazionale, sembrano stranamente non accorgersene.

                   Allora viene da chiedersi “A che serve l'altra Chiesa? Quella inutile?”

    Indubbiamente occorre avere molto discernimento. Infatti bisogna considerare almeno tre punti di analisi: (A) Se parte della Chiesa diventa inutile (dal momento che nella Chiesa di Cristo si è innestata una pianta malata e modernista, che ha instaurato una perfetta intesa con i potentati ebraico-protestanti, i poteri forti e le altre religioni) ipso facto tale "contro-chiesa" diventa anche pericolosa perché anziché offrire ai fedeli acqua fresca di sorgente proveniente dalla volontà di Dio, dai Sacramenti e dalla Liturgia,

                   offre acqua putrida, anche se presentata in vasi di cristallo

             per ingannare ancora di più coloro che si abbeverano come idioti

                                                    a queste falsità. 

    (B) Necessita rendersi conto della graduale demolizione che Bergoglio e il suo staff, dietro i paraventi mediatici, stanno compiendo a danno di tutti gli organismi e i baluardi della Chiesa, dai Sacramenti – in primis la Santa Messa – ai Comandamenti, alle virtù, per scendere sempre più in basso verso la demolizione del sacerdozio, della vita consacrata e perfino dei monasteri: che saranno assoggettati a nuovi regolamenti che li distruggeranno da dentro per lasciare i poveri consacrati/e alla mercè del mondo, mentre i loro beni verranno incamerati dai potentati che ispirano la contro-chiesa. Emblematico, tra tutti, è il caso dei "Francescani dell'Immacolata" (C) Necessita rendersi conto che molti uomini della gerarchia ecclesiastica di vertice stanno picconando inesorabilmente tutta la struttura della Chiesa Cattolica, non solo per gettarla nelle braccia di Lutero, ma peggio ancora, negli artigli del diavolo.  Alcuni di loro, simpatizzanti per la massoneria e i suoi "valori", adorano satana direttamente o indirettamente, giocandosi l’anima per tutta l’eternità.

     Bergolgio e l'incarico all'eretico Enzo Bianchi             

    Come non inorridire davanti all’incarico affidato da Bergoglio ad Enzo Bianchi, priore laico ed ecumenista convinto in odore (puzza) di eresia? Egli dovrà dirigere un ritiro nientemeno che mondiale per sacerdoti proprio ad Ars, città francese del santo curato. Proprio quel santo Curato d’Ars, San Giovanni Maria Vianney fedelissimo alla Chiesa e soprattutto al sacramento della Confessione per il quale passava giorno e notte a disposizione delle anime!

    Se ci fossero ancora dubbi sul fatto che Enzo Bianchi sia un eretico lampante e dichiarato,

    basta ascoltare le mirate contestazioni teologiche del prof. Mons. Antonio Livi su GloriaTV (3),

                       e come prova inconfutabile, basta leggere l’ultimo suo libro

                               “Gesù, il profeta che raccontava Dio agli uomini”

     per capire che considerazione abbia il "priore" Enzo Bianchi di Gesù Cristo, vero Figlio di Dio! 

              Nient'altro che uno dei tanti profeti che parlano di un dio qualunque, ecumenico,

                          che piaccia a tutti e non scontenti o scomodi nessuno.

    (3) Cfr.: Mons Antonio Livi Oriente Occidente 21 03 2016 – YouTube

      La contro-chiesa inutile è pericolosa!                            

    La contro-chiesa inutile è pericolosa, molto pericolosa perché è una chiesa falsa, la proiezione del "mondo" e dunque di satana, il suo "principe". Gesù dice “Chi non è con me, è contro di me”. La Vera Chiesa di Gesù sta soffrendo le pene del Venerdì e del Sabato Santo, nel silenzio di un Dio che sembra non esistere, che sembra lasciare i suoi fedelissimi, i martiri che hanno dato la vita, la reputazione, la dignità per il Regno di Dio, alla mercé del potere delle tenebre.

                                             E' questa l’ora della prova!

             Ma è anche l'ora della grande vittoria se la nostra fede non vacilla,

                  se riusciamo a fare atti di fede e di abbandono in Gesù Cristo,

                                        nella Madonna, in San Giuseppe,

                     nei nostri santi affinche’ vengano in nostro soccorso

                            e non ci lascino a lungo in questa tempesta.

    Si, perché di solito, ai credenti che vivono questa sofferenza dello spirito, neppure vengono risparmiate le altre tipologie di sofferenza, in questa dura notte oscura dove sembra che la vittoria di satana sia ormai assicurata: malattie, lutti, dissesti economici, suicidi, tradimenti degli amici e degli stessi parenti, perdita del lavoro, emarginazione, ecc. , tanto da mettere a prova anche la fede: “Ma dove sei o Signore che non mi ascolti?”. E’ davvero l’ora delle tenebre, di quella prova terribile che è l’abbandono che lo stesso Gesù, come uomo, provò sulla croce quando disse: “Dio mio! Dio mio! Perché mi hai abbandonato?”.

               Ma è anche l’avvento luminoso che prelude alla vera Luce,

               alla vera Grazia, alla Risurrezione, al trionfo di Gesù Cristo

                                            e della sua vera Chiesa.

      Il Venerdì e il Sabato Santo che preludono alla Domenica senza fine!

     Rimanere fedeli come una roccia alla Vera Chiesa        

    Quando la Chiesa va male, tutto il mondo va male! Come possiamo infatti constatare intorno a noi, colui che combatte per la giustizia umana e sociale viene avversato da tutta una marea di gente iniqua che gli vuole sputare addosso per eliminarlo! D’altra parte, come può andar bene e secondo giustizia una società civile quando quella religiosa, la Chiesa Cattolica (o almeno parte di essa) è diventa inutile e perfino pericolosa?  E’ impossibile!  Perché l’una segue l’andamento dell’altra come in una cordata di montagna. E come possiamo fare allora noi, piccolo gregge, davanti al dilagare di tanta iniquità e perversione? Semplice! Rimanere fedeli come una roccia, ancorati al Sacro Cuore di Gesù – supplicandolo di venire presto in nostro aiuto – e, finché ci sarà data la possibilità della Messa, andare a Messa anche tutti i giorni, se è valida: cioè se almeno la formula della Consacrazione non viene manipolata, col rischio che non avvenga la “Transustanziazione”. Altrimenti rifugiarsi nella preghiera del Santo Rosario quotidiano, come minimo i tre Santi Rosari che la Chiesa recita da secoli – “GAUDIOSI, DOLOROSI E GLORIOSI” – e che hanno salvato i cristiani da molte calamità, soprattutto dall’invasione islamica, come nella battaglia di Lepanto nel 1571 di cui ricorre prossimamente l’anniversario (7 ottobre) e in quella di Vienna nel 1683. Dalla fedeltà di pochi saranno salvati molti, dice il Salmo, e pertanto chiediamo a Gesù il dono della Fede, di non perdere mai questo dono prezioso e meraviglioso che ci fa capire come

                                        solo attraverso la croce di Gesù

             abbiamo la possibilità di salvare noi stessi e una marea di gente

                       che viene illuminata dalla Grazia dello Spirito Santo

                         per godere per sempre di Dio nella Vita Eterna.

     

    Patrizia Stella / Sergio Basile  (Copyright © 2018 Qui Europa)

    partecipa al dibattito: infounicz.europa@gmail.com 

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     Video e link correlati                                                 

    Mons Antonio Livi Oriente Occidente 21 03 2016 – YouTube

    Disorientamento pastorale. Conferenza di Antonio Livi e Danilo Quinto

    Enzo bianchi e la liturgia, storia di una stereotipata e noiosa visione modernista

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    Domenica, 30 settembre / 2018 

    di Francesca C.

     Redazione Quieuropa,  Francesca , Democrazia, vaccini, Dittatura, Montanari, Luc Montagnier  

    La dittatura della salute e i vaccini

    Chi desidera vedere la dittatura non deve prendere

    il cannocchiale ma la lente d’ingrandimento…

     

    di Francesca C.

     Vaccini - dittatura della salute

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Premessa                                                                     

    Roma – di Francesca C.  Quanta gente osserva con terrore smisurato il regime dell’indiscusso principe della Corea del Nord, Kim Jong-un, e che paura tremenda ci fa questa mutilazione della libertà! Noi possiamo star calmi perché abbiamo la democrazia, vessillo luminoso delle genti, pilastro solido dei popoli, stendardo del primeggiare delle masse, e non ombra evanescente che pochi distinguono come un corpo. I cittadini da noi non sono comparse mosse da oscuri registi, sono i protagonisti. Questo significa, almeno in senso etimologico, l’espressione “democrazia” che mastichiamo spesso in bocca, come una gomma americana, tanto che alla fine perde lo zucchero ed il sapore. Nei meandri della penisola dell’estremo oriente, governata dai capricci dello stravagante dittatore, accadono cose impensabili che squarciano ogni parvenza di libero arbitrio nei sudditi. Da noi certe cose non accadono, la libertà non viene dilaniata da nessuno, non sanguina la giustizia e non trema la sacrosanta libertà personale. Se ne deduce che a casa nostra nessun presidente della Repubblica può essere targato Bilderberg, e, cosa ancor più inverosimile, nessun ministro a ore perse può svegliarsi un giorno ed imporre che i vaccini s’hanno da fare.

             Una signora a malapena diplomata, non ci interessa se con lode,

       ha obbligato sprovveduti genitori a bombardare di vaccini disgraziati figli,

                                         o li vaccinano o niente scuola.

                  Nemmeno per i criminali restrizioni tanto intimidatorie.

    Direi, visto l’indottrinamento ateo, materialista, nichilista, ed oggi, pure perverso, che manderei più volentieri mio figlio a formarsi in un’isola deserta, guardando crescere un albero faretra piuttosto che a scuola! Di certo  maturerebbe come uomo e non come un individuo dall’identità incerta.

     Delirio democratico: "i figli sono dello Stato!"     

             Si sa che in queste buone scuole dell’istruzione, come alla televisione,

                            viene insegnato il male come bene e viceversa,

           tutto gira nella ruota del capovolgimento colossale fra valori ed orrori.

    L’ex, grazie a Dio, ministro (non mi abbasso ad usare un termine carnevalesco come ministra)  della salute ha affermato di fare il bene degli italiani ad obbligarli ad introdurre farmaci nei loro figli per non rischiare la salute della nazione. Tradurrei quest’imposizione della signora come una minaccia degna dei più crudeli dittatori, anche se, detta con la dolcezza di una donna potrebbe suonare più come un invito. Nella mia mente poco politicamente corretta le parole dell’ex ministro rimbombavano con un’eco spaventosa:

                                    I VOSTRI FIGLI SONO DELLO STATO!

    Di certo risponderete che non ha detto questo, infatti ha espresso la sua preoccupazione per pindariche epidemie, quelle che sembravano sparite, quando a tutti sembrava normale che tre vaccini fossero più che sufficienti! Per anni nessuno ha visto l’unicorno dell’epidemia che i servi dei mass media hanno iniettato nell’immaginazione delle genti compiacenti, con la violenza di un’emergenza.

                                   Dove sono queste malattie risorte,

                  se non nella fantasia di qualche giornalista venduto?

    Mi chiedo soprattutto: come si concilia questa drammatica urgenza con il libero accesso di chiunque in un paese tanto minacciato da pandemie? Già mi sento gridare che siamo untori da parte di quei bravi genitori che per necessità o virtù si sono accodati alla nuova moda infantile. Mi diranno che medici, giornalisti, pure presidi dicono con certezza che vaccinare i bambini degli altri faccia bene, è per il bene degli italiani. Non viene specificato esattamente di quali. Se così dicono saranno salutari, di certo non fanno meno bene del glifosofato nei pannolini, dei pesticidi negli omogeneizzati, dell’olio di palma nel latte in polvere. Tutte prelibatezze riservate ai più piccoli!

    Anche nei sieri della salute vi sono ingredienti di tutto rispetto come

                                feti morti, alluminio, mercurio,

    tutte delizie che di certo non hanno a che fare con danni neurologici,

                   immunitari e problemi alla flora intestinale.

     Saltimbanchi del senno vs scienziati pro-verità    

    Il re dei dilettanti, il Nobel Luc Montagnier, che afferma la connessione fra vaccini ed autismo impallidisce di fronte alla saggezza medica dei partigiani del vaccino coatto. Che dire poi dello scienziato Stefano Montanari, contestatore degli antidoti, eroe del dissenso, immolato anch’egli  alla causa della verità che fa più vittime dei vaccini. Direi che non si possa far nemmeno un lontano paragone fra un uomo come Montanari e persone del calibro di Mentana, accesissimo avversario dell’attendibilità. Aggiungerei fra i crociati dell’antivaccino il giornalista Gianni Lannes, astro di certo morente di fronte alla costellazione di articolisti votati alla veridicità come i pro vaccini. Con Lannes non si parla solo di avvelenamento corporeo ma si scende sotto l’iceberg, il reporter parla di controllo umano e di un progetto di ingegneria sociale. Sento il loro odore, eccoli di nuovo i complottisti, tutti visionari. Meno male che politici, editorialisti, dottori ci vedono e bene per quanto riguarda ciò che conviene al cittadino cerebroleso. Del resto quando si mostrano in tv programmi come il Grande Fratello, Guess my age, o reality vari non si può aver stima di un popolo, quindi perché non decidere quale sia il meglio per queste pecore addomesticate? La cosa più intelligente è affidare i tendini della nostra ignoranza nelle mani dei burattinai dell’intelligenza.  Tutto è più facile e meno faticoso così. Qualche malalingua ha fatto il nome del rinomato colosso farmaceutico Glaxo, ma stiamo scherzando! Una così rispettabile casa farmaceutica insozzata negli intrighi dei signori del Male, non ci si può credere. A volte questi complottisti esagerano! Per fortuna c’è chi fa tacere le cosiddette fake news.

         Le grandi verità sono celate dal manto dell’incredulità della gente.

    Che volete farci? Viviamo in un mondo variopinto in cui il delirio è ragione, si può vedere di tutto fra i saltimbanchi del senno, due padri, due madri, mercato degli uteri. Se si può ignorare la natura per inventare inesistenti realtà familiari si può anche trascurare la medicina per creare false realità mediche. L’anno scorso partecipai ad un importante convegno dei fanatici del vaccino, tanto erano esaltati da voler vaccinare, oltre alle creature, pure i vecchi! Questa premurosa gente non solo si occupa di accompagnare con gli antidoti  i giovanissimi durante la vita ma anche di affiancare gli anziani verso la dipartita. Che attenzioni squisite, da commuoversi quasi, da piangere. Io ed altre persone meno sensibili al benessere del genere umano eravamo, invece, dall’altra parte, da quella dei cattivi, dei detrattori, degli antivaccini. Non piacevamo a nessuno, ancor meno ai poliziotti che videro fermare questa fiera di umanità da noi bestie che ignoravamo la retta via della salute. Hanno cercato di denunciarci perché la verità non è una luce che si può spegnere come una lampadina, è troppo molesta e fastidiosa per gli occhi di molti. Vi direte, non si può imbavagliare la vox populi! Infatti essa condannava giustamente noi, gli untori. Una volta, quando le menti erano più accese si diceva: gabbati e contenti.

     Ci hanno insegnato il contrario della verità             

     I popoli, ahime, non sono i giocatori ma le pedine. E quelle rivoluzioni dell’indipendenza nazionale, sociale, morale, tanto celebri, non le hanno fatte le masse? Sempre loro, i complottisti, a suggerire che tutto parte dai poteri forti e che le masse contano come coppe quando a briscola comanda bastoni!

                           Ci hanno insegnato che Marx lavorava per il popolo,

                                                  la Steinhem per le donne,

              Robespierre ha fatto la Rivoluzione francese per volere dei francesi,

                                Lenin ha fatto la Rivoluzione russa per i russi,

                             Mao Zedong ha lottato per i cinesi e via dicendo.

                  Aggiungerei che Soros si occupa seriamente dei diritti umani

                             (peccato l’umanità sia racchiusa in minoranze),

    la Bonino agisce per la causa femminile (si uccidono i figli per emancipare le mamme),

                            e Obama ha sinceramente operato per la pace.

    Perché non crederci? Gli hanno pure dato il Nobel. La virtù che preferiscono i signori del Male è l’obbedienza. Quelli che non tradirebbero mai Dio, patria e l’umanità non li trovano, a loro difesa posso dire che non sono neanche facili da trovare. Per un attimo di potere, per inebriarsi di quel profumo ci sono individui che non solo venderebbero la loro anima ma anche quella di figli, nipoti, e generazioni future. Vi sono pure donne che offrono i figli al diavolo, così finalmente si spiegano incarnazioni sataniche come Tsipras, Sanchez, Macron, Trudeau et alii.  

                      Di tutti questi, chiamiamoli uomini, si sazia il potere

                                    ma esso non sfama mai nessuno.

    La potenza è come un Manchineel, albero dai superbi pomi, stupendo alla vista e al tatto, eppure i suoi frutti non vanno assaggiati, anzi, non si deve proprio toccare la pianta, la cosa migliore sarebbe scappar via non appena si incontra per non fare una brutta fine. Per costruire la ragnatela del comando servono ragni silenziosi, operosi che lavorino nell’oscurità, nella cecità generale.

             In Italia hanno usato ignoranti come ministri dell’istruzione,

              ministri degli esteri che spedivano all’estero solo gli italiani,

                   ministri della salute che non conoscono la medicina.

            Manca solo zio Tobia come ministro dei diritti degli animali.

    Il colorato circo dei parassiti è completo. Il comando avvolge i popoli con la dolcezza di un pitone, sembra ti abbracci invece ti stritola. Vogliono usare le nuove generazioni per aprire le macabre danze dell’avvelenamento globale infantile. I profeti son sempre stati ridicolizzati, quindi non mi aspetto una sorte migliore. La morale di questo mio discorso è solo una: chi desidera vedere la dittatura non deve prendere il cannocchiale ma la lente d’ingrandimento.

    Francesca C. (Copyright © 2017 Qui Europa)

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