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Categoria: Fisco – Frodi Ue – Dogane

  • Dittatura UE – Dichiarazione unica IVA in nome di Risparmio ed Evasione?

    Dittatura UE – Dichiarazione unica IVA in nome di Risparmio ed Evasione?

    Giovedì, Febbraio 27th/ 2014 

    – IVA Lavori Europarlamento Settimana 26 Febbraio 2014 –

    – di Sergio Basile – Redazione "Qui Europa" –

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    Dittatura UE – Dichiarazione unica IVA in nome

    di Risparmio e lotta all'evasione?

    Nell'Europa dell'usura non è più lecito parlare di evasione!

    Dichiarazione unica IVA: Tre obiezioni al

    commissario Semeta

     

    di Sergio Basile   

    Analisi Lavori Parlamento Europeo – 26 Febbraio 2014  IVA

    Dichiarazione IVA - dittatura UE

     Ue –  "Dichiarazione unica IVA" per risparmio e lotta all'evasione           

    Bruxelles, Strasburgo – Il Parlamento Ue nella giornata di ieri ha appoggiato la proposta della Commissione europea di creare una "dichiarazione unica dell'IVA", che secondo i "non eletti dell'Ue e i rispettivi sottoposti dell'Eurocamera" consentirà alle imprese europee di "risparmiare fino a quindici miliardi di euro l'anno"… Beh, come annuncio propagandistico non c'è male! E' quasi meglio del martellante e snervante spot per il pagamento del "canone RAI". E' una delle azioni volute dal commissario alla fiscalità Algirdas Semeta per (sostiene) "ridurre la burocrazia in Europa". L'obiettivo dichiarato sarebbe dunque quello di "ridurre gli oneri burocratici per le imprese"; "agevolare il rispetto degli obblighi fiscali e rendere più efficienti le amministrazioni fiscali in tutta l'Unione". L'iniziativa s'inserisce nell'ambito del capitolo relativo alla "semplificazione delle norme e della riduzione degli oneri amministrativi a carico delle imprese". Indubbiamente quest'armonizzazione fiscale nasconde anche un ulteriore passo verso l'unificazione finale (vero obiettivo dell'eurocasta e di quella nazionale) in un accentramento che possa omogeneizzare stati, nazioni, culture e costumi sotto leggi simili indipendentemente da credi, orientamenti religiosi e tradizioni: gli "Stati Uniti d'Europa". Progetto "illuminato" (…) che a nostro avviso possiamo identificare nella famosa "Terza Roma" di mazziniana memoria. Ce ne sono tutti i presupposti e, come in nostri lettori avranno carpito, lo abbiamo fatto presagire più o meno palesemente in diverse sedi (vedi allegati).

     IVA – La proposta per uniformare tempi e requisiti e l'evasione             

    La proposta presentata uniforma i requisiti e i tempi per le imprese, relativi alla "compilazione delle dichiarazioni IVA", indipendentemente dallo Stato membro in cui vengono effettuate. Ma cosa c'è dietro? Evidentemente altri punti poco chiari. Come pochi sanno, oggi le procedure e i moduli sono diversi in ogni Stato. Questo secondo la Commissione Ue rappresenterebbe un ostacolo rispetto all'attività di riscossione fiscale da parte dei governi. Con nuove procedure semplificate – più facili da rispettare, applicare e portare a rapida riscossione – Bruxelles mira a combattere quello che considera – falsamente e strategicamente – il "problema" che contribuissce ad alimentare di più la presunta "crisi": l'evasione fiscale dei cittadini europei. Ad avvalorare tale tesi ci ha pensato nelle scorse ore il commissario alla fiscalità, Algirdas Semeta, secondo il quale "la proposta renderà la vita più semplice e più economica alle aziende. Con la dichiarazione unica sarà facile dichiarare l'IVA all'estero così come a casa". Ma le obiezioni che facciamo al commissario Ue, oltre al malcelato tentativo di accentare il sistema fiscale in vista del "Piano" di cui sopra, sono 3.

     Tre obiezioni a Semeta                                                                                          

    1) L'evasione, allo stato attuale, non può considerarsi un problema (almeno quella che non rientra nelle attività delle grandi multinazionali e dei grandi gruppi che pagano Iva ridotta  al 4% nei paradisi fiscali come il Lussemburgo, pur lucrando su ogni mercato e non versando un centesimo nelle casse di paesi come l'Italia) visto e considerato il tenore usurocratico dell'attuale situazione europea, specie per ciò che attiene all'Eurozona e considerata l'applicazione di meccanismi finanziari – euro a parte – protesi non a "salvare" gli stati  ma ad affossarli definitivamente (Vedi ad esempio il Fiscal Compact, il Two Pack, il Sistema Target2 e il MES – vedi link giù in allegato);

    Dittatura MES – Roma Ancora Schiava di Berlino: pagati 11,4 Mld

    Via libera al Fiscal Compact e alla fine della Democrazia

    Two pack – l’Ue potrà imporre anche modifiche alle leggi finanziarie

    Eurozona – Benvenuta Dittatura Finanziaria!

    Target2: Il Sistema Truffa di Regolamentazione Interbancaria

    2) L'evasione fatta da numerose famiglie e imprese impossibilitate ad andare avanti (ed a provvedere al pane quotidiano per dipendenti e familiari) non è un qualcosa di perseguibile, in alcuna sede, poiché sormonta il diritto: l'attività che mira a combattere questa forma di "evasione" (meglio sarebbe dire sopravvivenza) mira invero a disintegrare la stessa dignità umana. Il modello Equitalia in tal senso è un modello molto, molto eloquente; 3) I veri problemi primari non possono ricondursi a tali forme blande di "risparmio" e sburocratizzazione della pachidermica macchina fiscale. Né tantomeno all'evasione. Il vero problema si chiama usura da moneta-debito. Fenomeno speculare all'evasione stessa…

    Dichiarazione IVA - dittatura UE

     Gli strozzini parlano di evasione…                                                                       

    la BCE come ormai noto, emette euro assolutamente non coperti da alcuna riserva aurea. Le banche private poi partecipano all'acquisto di titoli e, dunque, di questi "pezzi di carta" (all'interno delle cosiddette aste sul mercato primario) "acquistando" (parola grossa) il "denaro" all0 0,50% o addirittura allo 0,25%, e rivendendolo obbligatoriamente agli stati (vedi art. 123 del Trattato di Lisbona) al 6-7%. Inoltre rating e spread fanno il resto, portando alle stelle gli interessi bancari passivi che i cittadini sono chiamati a sostenere mediante la tassazione e, pertanto, portando alle stelle il debito pubblico: un debito – come detto in più sedi – autorigenerante ed inestinguibile. Pertanto la cosiddetta "evasione" non è altro che la naturale risposta all'usura di stato sostenuta in mille modi dall'Unione Europea.

     Si può ancora parlare di evasione?                                                                       

    In un articolo del 15 ottobre 2012 scrivevo: "Il cruccio principale della casta partitica unita e dei falsi dissidenti che occupano impuniti e altezzosi gli scranni del Parlamento italiano, in questi ultimi giorni – ed in queste ore – è stato ed è quello di comprendere quale nuovo settore economico o sociale andare a devastare ancor più, per ripagare un debito indotto figlio di una bestiale usurocrazia che sembra essersi definitivamente surrogata alla Costituzione, nel rispetto di sacri diktat imposti da Bruxelles e da personaggi mai eletti da alcun cittadino: i commissari europei. Personaggi simili erano ben noti e familiari a Stalin e Lenin all'epoca del bolscevismo. In tal contesto – scrivevo – si va dunque verso nuovi e vergognosi – criminosi – tagli alla sanità per oltre 2 miliardi e mezzo in tre anni per compiacere le banche e il nascente impero bancario (vedi qui Parlamento Europeo: Nouvo Vergognoso passo verso l’Impero ​Euro-Bancario Unico e qui Le Ultime Follie dell’Eurocasta – Nuova Sede BCE e Super Finanziamenti ai Partiti). Il governo nelle ultime ore ha parlato – riporto ancora l'articolo del 15 ottobre 2012 – anche di meno tasse sul lavoro e detrazioni per le imprese che assumono a tempo indeterminato – si parla di detrazioni fino a 15.000 euro per le assunzioni a tempo indeterminato – anche se non si comprende quale imprenditore con l'acqua alla gola, nell'oceano del debito, riesca a naufragare su un porto sicuro e addirittura riesca ad assumere nuovo personale. Per tacere sull'IVA… Palliativi, dunque, propagandistici palliativi e stratagemmi di una dittatuta che giorno dopo giorno mostra nuovi lati del suo grottesco volto.

     Un tempo che non ammette ignoranza                                                              

    Dinnanzi a ciò gli Italiani che ancora non comprendono – in un tempo che non ammette ignoranza – o sono stupidi (l'accidia è in tal caso una forma avanzata di stupidità), o in palese mala-fede e completamente venduti al sistema nel nome di assurde ideologie". Da quel 15 Ottobre la situazione non ha fatto che peggiorare… Mentre i parlamentari danno luogo quotidianamente a pezzi di teatro dell'assurdo da premio oscar. Le ultime consultazioni del "governo Renzi" rientrano in questa tristissima categoria. Come lo stesso cammino a senso unico del Grillo urlante, che rifiutandosi di dialogare sui problemi seri  con la cosiddetta "casta" (che in un modo o nell'altro ha i numeri…) non fa altro che dare alibi alla stessa per non far nulla di concreto. Meglio sarebbe dunque dialogare o uscire definitivamente dal Parlamento-teatro. Aspettare uccide tutti! Bambino e acqua sporca….

     Grillo, Renzi e la casta – L'Immobilismo che uccide                                       

    A leggere questi dati (vedi anche qui – Speciale – Tasse, Imposte, Prese in Giro e Sacrifici Umani) e nella piena consapevolezza della portata di strumenti usurocratici di dominio come Target2, (vedi qui Target2: Il Sistema Truffa di Regolamentazione Interbancaria che Dissangua l’Italia e l'EurozonaTwo Pack (vedi qui Two pack – Ora l’Ue potrà imporre anche modifiche alle leggi finanziarie, Fiscal Compact (vedi qui Via libera al Fiscal Compact e alla fine della Democrazia, MES (vedi qui Eurozona – Benvenuta Dittatura Finanziaria!, ecc.. imposti dall'EURSS, una riflessione è d'obbligo:  già con l'approvazione di queste misure la politica era ormai morta e sepolta, e con essa la democrazia. Pertanto l'immobilismo uccide! Come la stessa indifferenza.

    TASSE, EVASIONE, SANTI

     San Tommaso d'Aquino e la questione del Principe tiranno                      

    In merito alla seconda obiezione levata sopra (evasione non perseguibile perchè giustificata da un'immorale cappa di usurocrazia di stato) la stessa morale cattolica – come scritto in "Quieuropa" nell'articolo del 15 Ottobre 2012 – ci viene incontro, e ci mette in guardia – attraverso le "perle" del dottore della Chiesa "calabrese", San Tommaso d'Aquino, nel "De Regimine Principum" – del fatto che, “se appartiene di diritto alla moltitudine di darsi  un capo, essa può, senza ingiustizia, condannare il principe a disparire, o può mettere freno al suo potere se ne usa tirannicamente…”.

     San Tommaso e l'alibi del fisco                                                                              

    Oggi l'alibi a giustificazione della dittatura esistente verte univocamente sul "danno grave" che arrecano alla società quelli che qualcuno vorrebbe dipingere come dei mostri assoluti: gli evasori fiscali di bassa/media fascia. Ma è davvero così? Beh no, ovviamente! A farcelo comprendere in maniera inequivocabile è la stessa dottrina sociale della Chiesa e più in generale la dottrina cattolica (anche quella Medievale connessa al francescanesimo) da sempre e storicamente contro l'usurocrazia: come ci insegna San Bernardino da Siena, il giusto antiusura, e come ci spiega chiaramente anche Padre Quirino Salomone (francescano custode del corpo di San Bernardino da Siena – vedi qui Padre Quirino e la Verità sulla Crisi – Il Video che sta facendo il giro del Web ) nel video qui in basso:

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Tasse giuste da onorare e Tasse da usura da evadere                                    

    La  dottrina cattolica ci viene incontro e ci insegna che vi sono tasse giuste – che vanno pagate seguendo gli stessi insegnamenti di Gesù Cristo, Nostro Signore – "Date a Cesare quel che è di Cesare" – e sotto pena di peccato mortale e di reato penale – e tasse ingiuste e perverse, che si possono evadere senza peccato e senza reato poiché frutto di "debiti illegali" o "pressione fiscale iniqua". Tale soglia oggi può evincersi, evidentemente con un livello di pressione fiscale superiore al 50-60% minimo. Livello, questo, abbondantemente superato, e addirittura sormontato se si considerano le aberranti accise statali sul carburante: il più caro al mondo, o quasi! Oggi per gli Italiani, la pressione fiscale è dunque vicina o addirittura superiore al 60-70% dei propri redditi.

    Dichiarazione IVA - dittatura UE

     UE – Annullamento dei principi di Equità, Uguaglianza, Sussidiarietà   

    Essa è dunque contraria sia ai principi costituzionali (e comunitari) di Equità, Uguaglianza e Sussidiarietà, che ai principi della stessa legge divina. Insegnamenti "sacri" che insegnano come tasse inique – che magari mettono a repentaglio la propria vita o quella dei propri cari, impedendo di cibarsi adeguatamente o di curarsi – non devono essere pagate, e ciò anche a rischio della propria vita. Le tasse che non giovano al bene pubblico, dunque, non devono essere assolutamente pagate, in quanto – anche cristianamente parlando – non obbligano in coscienza nessuno. E questo a prescindere da follie staliniste come il MES, il Target2, il Fiscal Compact o il Two Pack.

     Il Valore dell'imposta giusta                                                                                    

    In merito va aggiunto che leggendo gli scritti antichi degli studiosi latini e greci, cosiddetti "moralisti",  apprendiamo come l’imposta giusta non dovrebbe superare il 10-20% del salario o del proprio reddito. Ciò ci obbliga a compiere un grosso balzo in avanti, entrando nella consapevolezza che oggi la cosiddetta "Europa"stia palesemente abusando del suo potere, e del suo diritto – indiretto – di imporre  tributi. Tasse elevate a livello esponenziale senza un’adeguata ragione di bene comune, finalizzate all'espropriazione totale dei beni della collettività (i servizi sono stati ridotti al lumicino o addirittura annulati con l'abolizione del "Deficit Spending": possibilità dello stato di creare surplus infrastrutturale e reddito, investendo a debito nell'economia) o una reale motivazione economica, visto che il debito dell'Eurozona è in gran parte un "Debito illegale", come dimostrato dall'Osservatorio Nazionale "Qui Europa" – e da altri pochi quotidiani di contro-informazione – in migliaia di articoli. 

     La rieducazione alle proprie responsabilità                                                       

    Non a caso molti teologi e vescovi intellettualmente onesti e di buona volontà, parlano di rieducazione dello Stato e dei cittadini alle proprie responsabilità. Nazionali o europei che siano! Tutti comunque complici e rei di difendere ed esaltare allo spasmo il dio mercato: trasposizione moderna del dio pagano e mentitore – "fin dal Principio" – che la Bibbia indica anche col i nomi di Mammona o Diavolo o Satana. Vedi qui – Il Volto di Satana e i Demoni del Danaro

     L'Era dell'Ergastolo Domestico                                                                              

    Inoltre, c'è da notare e ribadire come secondo la morale cattolicauna legge può essere ingiusta per due vie: 1) se prescrive un qualcosa di contrario al diritto divino (es.: aborto, usurocrazia, latrocinio sistematico e permanente o eutanasia); 2) Se si oppone al diritto umanocome nel caso esaminato di imposte troppo onerose, che – addirittura – nella morale cattolica non sorpassano il  10-20% di quanto guadagna il capo famiglia. Se considerate che solo di benzina un capofamiglia che lavora – magari fuori città – arriva oggi a spendere mediamente 600-700 euro al mese (guadagnandone magari mille) capirete come la situazione è più che drammatica: non più assolutamente tollerabile! Per non parlare dei pensionati, ormai costretti a non uscire più di casa! Una sorta di moderna cella sociale perenne; di ergastolo domestico! Mentre per contro lo stato beffardo medita di liberare i galeotti…. accogliendo clandestini di ogni sorta. Inoltre c'è da notare come le stesse tasse ingiuste (contrarie cioè al diritto umano) se sono utilizzate dallo Stato per fini cattivi o ingannevoli (ad esempio per pagare interessi bancari spropositati o usurai) diventano indirettamente contrarie al diritto divino, e pertanto non più degne di essere rispettate sia laicalmente, che cristianamente parlando! (da "Quieuropa" del 15 Ottobre 2012 – di Sergio Basile).

     Leone XIII – Perchè Evadere può esser Lecito e Doveroso                         

    Papa Leone XIII (l'autore della Rerum Novarum) parlava di leggi e balzelli "non rispettabili poichè contrari con i princìpi della retta ragione e gli interessi del bene pubblico (…) e quindi – continuava – esse (le tasse) non obbligano in coscienza". Nella dottrina della Chiesa, questa è la famosa  "compensatio occulta", in virtù della quale le tasse "possono essere evase" e, qualora vengano impiegate direttamente per un fine contrario alla legge divina (rubare favorendo la speculazione privata in questo caso è peccato) possono – o addirittura devono – essere evase. 

     Sant'Agostino e la "Legge Nulla"                                                                            

    Lo stesso Sant'Agostino osservò in merito: “legge ingiusta, legge nulla!” Chi oserebbe mettere in dubbio questa somma verità? Oggi la legge, dunque, non è più tale ma è divenuta "corruptio legis" (vedi anche – Art.138, il Vero Dramma del Momento, Occultato dai Media). Citando il Padre gesuita Andrea Oddone,possiamo concludere che “un’autorità che non s’ispirasse alla giustizia  sarebbe tirannide e la sua legge non avrebbe più un valore intrinseco di giuridicità, ma sarebbe solo una perversione della legge, più che una legge sarebbe un’iniquità, per cui non ha più natura di legge, ma di in-giustizia. Quindi essa non è più assolutamente vincolante, perché nulla che è contro la ragione è permesso”. In questi casi, se ne deduce che è assolutamente lecito non obbedire!  “Ma – come nota  il gesuita – sarà moralmente legittima anche la resistenza, benché i limiti della stessa siano segnati dalla conservazione del bene comune, che deve prevalere sul bene individuale. (…) Non bisogna pertanto temere – ci rammenta ancora Padre Oddone – tra i sudditi solo lo spirito di ribellione, ma anche quello del servilismo”. Alla luce di quanto asserito ed analizzato, prendendo spunto dall'inesauribile fonte sapienziale che è la dottrina sociale della Chiesa (antica e contemporanea) capiamo come dietro manovre dell'UE come il restyling dell'IVA e l'uniformità delle procedure di dichiarazione e riscossine dell'imposta indiretta vi sia in realtà il nulla assoluto. Un tentativo di eludere le coscienze e di evadere i problemi… Che fare dunque? Poniamo questi argomenti all'attenzione dell'opinione pubblica: nelle chiese, nei circoli culturali, nelle scuole, nelle famiglie, nei gruppi. Ovunque! La loro forza resta la nostra ignoranza, e l'accidia che ci impedisce di reagire è immorale, disonorevole ed anticristiana. Concludo citando con una lapidaria constatazione di Papa Francesco: «Per i peccati esiste il perdono, per la corruzione no».

    Sergio Basile (Copyright © 2014 Qui Europa)

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    Lunedì, Luglio 22nd/ 2013 – Maria Bianchi, Sergio Basile – Giacinto Autiri, Il Sistema della Moneta Debito, Deriva Liberista, L'Inganno del Secolo, Modern Money Theory, MMT, Barnard e Mosler, Keynes, Proprietari o Debitori, Schiavi o Liberi, Schiavitù del Signoraggio, Teorie Auritiane, La proprietà della Moneta, FMI, Bretton Woods, Stato e magheggi finanziari, FMI, Banca Mondiale, Washington, […]

    Euro, Signoraggio e Bankitalia – Ammissione di una Truffa

    Euro, Signoraggio e Bankitalia – Ammissione di una Truffa

    Lunedì,  Marzo 25th/ 2013  – Redazione "Qui Europa" e "Associazione Culturale la Torre" – Signoraggio Bancario, Italia, Roma, Bankitalia, Banca d'Italia, Debiti Fittizi, Francoforte, bruxelles, Banca Centrale Europea, Ammissione di una truffa, Associazione Culturale la Torre, Redazione  Qui Europa, Truffa bancaria, Cipro, Caso Norvegia, Schiavi di un Debito illegale  Euro, Signoraggio e Bankitalia. Ammissione di una truffa – […]

    Parlamento Europeo – Studenti e Indigenti, il Punto

    Parlamento Europeo – Studenti e Indigenti, il Punto

    Martedì, Febbraio 25th/ 2014  – Bollettino Lavori Europarlamento Settimana 24-27 Febbraio 2014 – Parlamento Europeo, Strasburgo, Assemblea, Bollettino della sessione 24-27 Febbraio 2014, Visita e audizione del Presidente della Repubblica Ceca, Emissioni CO2, Confisca dei proventi dei reati, Aiuti ai cittadini europei indigenti per il periodo 2014-2020, Nuovo sistema di chiamata di emergenza salvavita per le auto, Tabacco: votazione finale del […]

  • La Storia non Raccontata – Il grande Caffè e Draghi, il cattivo allievo

    La Storia non Raccontata – Il grande Caffè e Draghi, il cattivo allievo

    Mercoledì,  Ottobre 16th/ 2013

    – di Maria Bianchi –

    Prelievo forzoso, Unione Europea, Salvatore Tamburro, Usurocrazia bancaria, Fiscal Compact, Aldo Moro, Enrico Mattei, Federico Caffè, Keynes, austerity, Fondo Monetario Internazionale, Mario Draghi, sicari dell'economia globale, Churchill, Hanry Kissinger, Bildenberg, Goldman Sachs, Trilateral Commission, Brigate Rosse 

     

    La Storia non Raccontata – Il grande Caffè

    e Draghi, il cattivo allievo

    Ingannati da una vita – Ecco perchè siamo così ignoranti.

    Seconda Parte – da Federico Caffè ad Aldo Moro.

    Mario Draghi: il cattivo allievo del buon maestro Caffè

    Video shock in allegato – La sinistra italiana e l'ombra

    "rossa" dei servizi segreti USA. Kissinger insegna!

     

    di Maria Bianchi

    Federico Caffè

     La Storia non raccontata – Da Federico Caffè a Moro…                                                                                                 

    Bruxelles, Roma – Stiamo assistendo impotenti all'ennesima iniquità targata UE. Mi riferisco alla proposta arrivata ieri dall'FMI di operare un prelievo forzoso sui conti correnti dell'Eurozona (addirittura del 10%). La notizia certamente non coglie di sorpresa chi ha avuto modo di informarsi correttamente, tuttavia credo che non ci renderemo conto mai abbastanza di quello che c'è in serbo per noi: la peggiore delle dittature di tutta la storia umana. L'immagine che mi viene in mente pensando a questa Euro-trappola è di un cappio che lentamente si va stringendo sempre più intorno al collo del giustiziato. Ci stiamo avvicinando sempre più ad un regime di strozzinaggio legalizzato, usurocratico, totale. Mentre un tempo hanno piegato i popoli accecandoli con faziose, perniciose ideologie, adesso lo stanno facendo con la finanza e con le solite, immancabili, ideologie. Ovviamente! Cosa, quest'ultima, che impedisce all'uomo medio italiano di aprire gli occhi e di smetterla di votare per chi non difende sul serio la nostra sovranità – nazionale in generale; monetaria in particolare – travestendo il tutto da operazioni economico-finanziarie giustificate da uno pseudo stato di necessità (ugualmente creato ad arte). 

      L'Italia sana ha il volto di questi eroi                                                                                                                                    

    Come capire, allora, come e perché siamo arrivati fino a questo punto? Dicevano gli antichi che le gesta dei grandi condottieri andavano custodite mediante la scrittura perché costituissero degli exempla: essi erano consapevoli del fatto che si deve sempre imparare dalla storia. D'altro canto un popolo senza coscienza del proprio passato è un popolo senza radici: quindi senza passato e senza futuro. Ne sono ben consapevoli i fautori dell'agenda sion-mondialista, il governo ombra che tiene davvero le redini del nostro Paese e di quasi l'intero mondo. Ma a ben vedere c'è un capitolo della storia italiana, forse il più nero, che è la chiave per capire la situazione attuale; un tempo proprio per questo mai approfondito seriamente da chi di dovere. Grazie a queste gravissime omissioni storiche siamo divenuti le vittime sacrificali di un vero e proprio sacco d'Italia, nel quale i banchieri e le masso-mafie unite sono i nuovi lanzichenecchi della situazione. L'italiano medio, in virtù di ciò disconosce completamente gli insegnamenti degli anni d'oro nei quali abbiamo avuto al governo e nelle istituzioni uomini del calibro di Aldo Moro e Giorgio La Pira; economisti valenti e liberi come Federico Caffè ed imprenditori coraggiosi come Enrico Mattei. Gli anni in cui oscuri poteri manovrati dall'Impero "rosso-nero" Sion-Anglo-Americano hanno decretato la fine della sovranità italiana. Churchill stesso ebbe a dire che «l’unica cosa che mancherà all'Italia è una totale libertà politica». Fotografia migliore della situazione attuale non poteva esserci!

     Caffè e il modello macroeconomico keynesiano                                                                                                               

    Un personaggio certamente poco noto e che merita un approfondimento è, in tal senso, Federico Caffè: uno dei principali diffusori della dottrina keynesiana. Keynes era l'economista che già 70 anni fa sosteneva che tagliare la spesa pubblica significa bloccare gli investimenti ed i consumi, generando disoccupazione. E' quello che hanno fatto in questi anni i tecnocrati di Bruxelles e continuano a fare con le folli politiche di austerity. Al centro delle riflessioni economiche di Caffè ci fu sempre la necessità di assicurare elevati livelli di occupazione e di protezione sociale, soprattutto per i ceti più deboli (cfr.: Giuseppe Amari, "Federico Caffè: un economista per il nostro tempo", Roma, Ediesse, 2009). Oltre ai suoi scritti accademici Federico Caffè fu un attento commentatore dell'attualità economica su giornali e riviste, collaborò assiduamente con "Il Messaggero" e "Il Manifesto". Gli articoli per Il Messaggero, dovuti alla richiesta di collaborazione avanzata da Aldo Maffey, e l'Ora, sono anch'essi stati raccolti in un volume (Contro gli incappucciati della finanza. Tutti gli scritti: Il Messaggero 1974-1986, L'Ora, 1983-1987, a cura di Giuseppe Amari, Castelvecchi, Roma, 2013). La concezione di un’economia democratica è riassunta nelle righe di apertura della sua ultima raccolta di scritti (In difesa del Welfare State, 1986). A più riprese Caffè affermò la necessità di arrivare a una separazione fra gestione dell’intermediazione finanziaria – affidata ai poteri pubblici – e attività produttiva: lasciata al mercato garantendo, però, condizioni effettivamente concorrenziali. Per queste ragioni, Caffè fu senza esitazione a favore di una concezione della politica economica che avesse potuto esaltare il momento discrezionale rispetto agli automatismi predicati dall’indirizzo monetarista neoliberista (cfr. Politica economica, cit., 2° vol., Problemi economici interni, 19712; Appunti sull’economia contemporanea: il ritorno agli studi sulle crisi finanziarie, «Moneta e credito», 1979, 128, pp. 445).

     Contro il neoliberismo nascente e la tecnocrazia                                                                                                             

     La sua preoccupazione per gli effetti negativi di un mercato che funziona da sé, ma senza regole eque, emerse anche nei suoi commenti sul ruolo del Fondo Monetario Internazionale (L.M. Milone, in Attualità del pensiero di Federico Caffè nella crisi odierna, 2010). Sostenitore di una concezione della cooperazione economica internazionale come collaborazione fra membri sostanzialmente paritari, Caffè lamentava il fatto che venissero adottati due pesi e due misure. Mi spiego: ai Paesi industrialmente più forti, come la Germania, veniva consentito di mantenere le proprie monete sottovalutate, e anche di attirare capitali grazie agli alti tassi di interesse reali, esportando perciò la deflazione (cfr. La problematica degli elevati tassi d’interesse reali, «Politica ed economia», 1983, 2, pp. 49 e segg.), mentre ai Paesi tradizionalmente debitori, come quelli del Terzo mondo, venivano imposte politiche restrittive e deflazioniste al proprio interno (coloniali). Secondo l'economista la rinuncia alla sovranità monetaria fu un danno immane in quanto finì per aggravare il divario fra Paesi ricchi e Paesi poveri. Dalla trattazione che Caffè sviluppa sul fenomeno dei movimenti «anormali» di capitali risulta tutta la sua diffidenza verso formule semplicistiche che affidino ad autorità sovranazionali di estrazione tecnocratica e non democratica l’esclusiva di siffatti controlli (cfr. Vecchi e nuovi trasferimenti anormali dei capitali, in Studi in onore di Marco Fanno, a cura di T. Bagiotti, 1° vol., Ricerche di metodologia e di teoria economica, 1966, in partic. pp. 36-41). 

      Caffè e le "Crisi Finanziarie"                                                                                  

    Le crisi finanziarie non dovevano più essere considerate, come al tempo degli economisti precedenti il 1929, positivi momenti di «selezione darwiniana» (Appunti sull’economia contemporanea, cit., p. 452), ma fatti patologici da superare attraverso un’effettiva collaborazione internazionale.  Nel 1982 egli elenca una specie di decalogo di orientamenti e misure di politica economica, comprendente: 1) l’attenzione per gli aspetti reali dell’economia rispetto a quelli finanziari; 2) la sospensione delle dissipazioni delle riserve valutarie per sostenere la parità della moneta; 3) il ripristino del «deposito previo» sulle importazioni (già introdotto nel 1976), per impedire le scorte speculative di prodotti importati; 4) lo stimolo alle produzioni agricole sostitutive delle importazioni; 5) l’impulso pubblico all’attività edilizia; 6) un’indagine sulle istituzioni creditizie, come preliminare a qualsiasi progetto di riprivatizzazione delle stesse; 7) l’utilizzazione delle forze giovanili nel quadro di un programma in cui lo Stato sia «occupatore di ultima istanza». Infine, due non interventi: 8) non aumentare tariffe e prezzi politici; 9) non toccare la scala mobile (Primo, secondo, terzo, quarto…, «L’Espresso», 28 novembre 1982, ora in "La solitudine del riformista", cit., pp. 241-43).

     Contro la speculazione finanziaria: una voce fuori dal coro                                                                                         

    L'intervento più coraggioso di Caffè contro la nascente dittatura della finanza fu sicuramente la sua definizione della borsa, che considera "un gioco spregiudicato che opera sistematicamente a danno di categorie innumerevoli e sprovvedute di risparmiatori, in un quadro istituzionale che, di fatto, consente e legittima la ricorrente decurtazione e il pratico spossessamento dei loro peculi" (Note e letture, «Il Manifesto», 12 marzo 1982). Per decenni Caffè ha denunciò gli autori di tali violenze che già dagli anni Settanta identificò negli “incappucciati” dell’economia.

    Federico Caffè

     La Retorica della mano invisibile                                                                          

    Alla retorica della “mano invisibile” contrappose la tesi secondo la quale i mercati e la finanza avevano un nome e un cognome ben precisi.., e come tali andavano identificati e combattuti. Eloquenti a riguardo furono le dichiarazioni di un (buono) allievo di Federico Caffè, Bruno Amoroso: «Quello che era un sistema bancario creato, così come fu creata la moneta, per una funzione vicina ai risparmiatori e a chi deve investire – questa è l'origine delle banche, quindi banche piccole – per cui chi deposita i soldi spesso anche li presta, o li prende in prestito e così via. Da questa funzione, sia il denaro quindi la moneta, sia le banche, si sono estraniate, sono diventate dei meccanismi di guadagno, con finanziarizzazione dell'economia, … è diventato uno strumento di rapina. Per cui oggi le grandi banche nazionali stanno utilizzando quella che loro chiamano "crisi", non è crisi, è un meccanismo di manipolazione e di esproprio di risparmio di milioni di persone». 

     La Tesi dello studente Mario Draghi – Euro: missione fallimentare        

    Caffè dagli anni Ottanta iniziò a criticare la sinistra (dalla quale rimase deluso perché non aveva nessuna intenzione riformatrice in favore dell'economia reale) e la finanza, ed il loro strettissimo connubbio con i poteri forti. Tra questi spiccò di certo Ignazio Visco ma soprattutto Mario Draghi. Nella sua tesi sull’Euro, scritta sotto la guida di Federico Caffè, Mario Draghi dimostrò come l’Euro fosse una missione impossibile, quindi sbagliata. Poi il soggiorno di studio negli Stati Uniti – dal quale Caffè cercò invano di farlo desistere invitandolo a rientrare in Italia per occuparsi di “cose serie” – gli cambiò le idee… il resto è oggi sotto gli occhi di tutti!

     Reclutato dai sicari dell'economia globale                                                         

    Draghi, in seguito all'esperienza statunitense, fu reclutato tra i “sicari dell’economia globale” e da allora la sua carriera fu fulminea: Banca Mondiale; Direzione italiana del Tesoro (per privatizzare le banche italiane – con la sapiente consulenza della Goldman Sachs (vedi allegato), della Lehman Brothers e dell’Ubs); direzione europea della Goldman Sachs e Banca d’Italia… Fino ad approdare alla direzione della Banca Centrale Europea. Draghi passò dunque dal ruolo – invocato da Federico Caffè – di “consigliere dei cittadini” a quello – vituperato – di “consigliere del principe”.

     Il Club System                                                                                                              

    Questa involuzione vale ancor di più oggi, in un'era nella quale non ci sono i soli “principi” ma assistiamo sempre più all'imposizione della sovrastruttura dei Clubs (Bilderberg, Goldman Sachs, Trilaterale, Club of Rome, ecc.) supportati fedelmente dalle nostre massonerie locali e dalle famose “P”. Certo è davvero paradossale vedere come quotidiani vicini alle caste – come “Corriere della Sera” e “La Repubblica” – riscoprano oggi che Caffè era un valente economista… Essi, tuttavia, dimenticano di ricordare che dagli anni Settanta – quando cioè l'economista iniziò a criticare le lobby finanziarie e l’ignoranza (?) e malafede della sinistra italiana – i suoi libri vennero praticamente ignorati dal sistema, e pubblicati solo da piccole case editrici, spesso cattoliche. Nell’epoca dei governi tecnici (dagli anni Novanta in poi) il suo nome, insieme a quello degli altri “innominabili” del mondo accademico (Augusto Graziani e Paolo Sylos Labini) non fu mai fatto. Ma quelli – come detto – furono anche gli anni in cui i suoi “cattivi allievi” iniziarono la loro iniqua scalata sociale nei palazzi del potere.

     Caffè, Moro, Auriti – Una razza a parte… Un Modello da seguire                                                                            

    Come tutti i grandi uomini che hanno avuto il coraggio di non compromettersi e andare contro questo sistema (al pari di Aldo Moro) Federico Caffè pagò a caro prezzo le sue scelte: non fu mai riconosciuto nei suoi meriti – come accadde allo stesso Giacinto Auriti ed alla sua battaglia aperta contro l'usurocrazia bancaria e sistemica – anzi, fu apertamente emarginato per essersi schierato contro gli inganni del capitalismo borsistico. Ebbe infatti ad affermare a riguardo: "lo Stato ha il dovere di informare il pubblico sul carattere ingannevole e fraudolento del mercato borsistico, sulla illusorietà di certe promesse di facili guadagni". Caffè scomparve nel nulla in circostanze mai accertate, in seguito all'uccisione di un suo amico e collega Ezio Tarantelli (autore anche di  "L'utopia dei deboli è la paura dei forti: saggi, relazioni e altri scritti accademici", FrancoAngeli, Milano, 1988) per mano delle Brigate Rosse (che in realtà sono state una copertura dei servizi segreti americani – vedi video in allegato su Aldo Moro e la telefonata di Henry Kissinger: ancor oggi tra i membri più influenti della Trilateral e del Club Bilderberg). L'economista fu dichiarato ufficialmente morto dal Tribunale di Roma nel 1998 dopo anni di inutili ricerche, ma la sua eredità è ad oggi incommensurabile…. come il suo inconfondibile "aroma". D'altronde vale sempre il detto: "l'Italia ha un buon Caffè".

    Maria Bianchi (Copyright © 2013 Qui Europa)

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    Italiani, Ignoranti e Ingannati: perchè non conosciamo la storia…

    Italiani, Ignoranti e Ingannati: perchè non conosciamo la storia…

    Giovedì,  Ottobre 10th/ 2013 – di Sergio Basile – OCSE, italiani popolo di ignoranti, Italia, Sionismo, massoneria, Spagna, Socialismo, Illuminismo, non conosciamo la storia, Comunismo, Illuminati di Baviera, Piano Dullas, Cia, P2, Hitler, Stalin, Berlusconi, Messico, Ue, Piano Kalergi, iper-immigrazione, Garibaldi, breccia di porta Pia, Commonwealth, esoterismo, occultismo, logge massoniche  Italiani, Ignoranti e Ingannati: perchè non conosciamo la […]

  • OGM –  Accordo Libero Scambio Usa-Ue: Pronti per la bomba ecologica?

    OGM – Accordo Libero Scambio Usa-Ue: Pronti per la bomba ecologica?

    Lunedì, Febbraio 18th/ 2013

    – di Giovanni Antonio Fois – 

    OGM, Bomba ecoogica, Tumoti, Topi, Veleno Verde, Free trade area, Unione europea , Liberismo Ue, Accordo Usa-Ue, State of Union, Commissione europea, Stati Uniti, Barack Obama, Manuel Barroso, Pil europeo, Organismi Geneticamente Modificati 

    OGM – Accordo Libero scambio Usa-Ue:

    Pronti per la bomba ecologica?

    Al Via l'intesa tra Obama e Barroso sul mercato

    unico Usa-Ue, con il pretesto della lotta alla crisi 

    Ecco come il Liberismo Ue ci sta portando alla tomba!

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Bruxelles, Washington – Un nuovo e temibile pericolo sta per abbattersi sulle sorti dei popoli europei. Nella settimana appena conclusasi – tra i silenzi pressocché totali dell'asservita stampa italiana – il presidente USA Barack Obama, durante il discorso tenuto a Washington DC, lo State of Union, ha annunciato l'intenzione di instaurare un'unione di libero scambio tra Stati Uniti ed UE. ''Annuncio – ha dichiarato Obama – che lanceremo colloqui per creare una partnership transatlantica su commercio e investimenti con l’Ue. L'accordo – ha continuato – può portare a creare milioni di posti di lavoro ben remunerati per gli Americani''. A poche ore da queste dichiarazioni, il presidente della Commissione europea, Manuel Barroso, senza batter ciglio, aveva già tirato le proprie somme, accogliendo festosamente le intenzioni americane e annunciando una prospettiva d'incremento del PIL europeo dello 0,5 %, qualora il piano andasse in porto.  Nonostante i ''buoni propositi'' espressi dai grandi capi internazionali, l'apertura di una ''free trade area'' tra i due grandi blocchi comporta numerosi motivi di preoccupazione.

     Colonia europea – Un'altro passo strategico di Obama                                 

    Il mondo mediatico, come suo solito, ha trattato l'argomento solo superficialmente, sottovalutando la rilevanza della notizia, in quanto, secondo le grandi testate, si tratterebbe, dopotutto, soltanto d'una dichiarazione ufficiosa. Eppure resta il fatto che i rappresentanti politici dei due titanici poli finanziari si siano praticamente già stretti la mano al riguardo. Ebbene, quel misero 0,5%, messo su in quattro e quattr'otto dal presidente Barroso, rappresenterebbe il taglio sui dazi doganali, già di per sè basso, attestabile sul 3%. Ma chi ne usufruirebbe? Non certo le piccole e medie imprese – reale motore propulsivo della ripresa per tutti i popoli europei – bensì, ancora una volta, le grandi multinazionali, principali (se non uniche) interessate a questi accordi planetari, dei quali i singoli contribuenti non sono nè partecipi, nè – a quanto pare – informati. Tuttavia anche le classi meno abbienti risentiranno dell'iniziativa transatlantica, ma in negativo. L'Europa, sugli OGM, tra l'altro, dovrebbe necessariamente adeguarsi al mercato americano, superando l'attuale fase di diffusione "sperimentale" del veleno verde.

     OGM – Vogliono innescare la bomba ecologica?                                             

    Ma d'altronde, in Europa i semi geneticamente modificati (semi OGM) già proliferano in tutti i consorzi. Secondo un'indagine di mercato posta in essere nello scorso Aprile proprio dall'Osservatorio "Qui Europa" – infatti – su un campione di 10 sacchi di granaglie per la semina, 9 erano OGM. Sapete qual è stata la motivazione dei grossisti e deidettaglianti intervistati? Semplice!

     OGM – L'intervista ai gestori dei consorsi agrari                                             

    "La produzione OGM costa meno e in periodo di crisi la gente vuol spendere il meno possibile, anche a discapito della stessa qualità e genuinità dei prodotti. Già i costi dell'agricoltura imposti dal sistema sono insostenibili, e le politiche di libero scambio imposte dall'Unione europea degenerano il fenomeno.

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     OGM Free – Il Pretesto della Crisi per Contaminare tutta la Natura        

    In effetti – hanno notato molti degli intervistati – le crisi sono il pretesto giusto per far proliferare questi prodotti innuturali e frutto di esperimenti di laboratorio, e per fare – ancora una volta – gli esclusivi interessi delle multinazionali e dei politici che mangiano su questi business alle spalle dei contribuenti e dei nostri figli. Quanto a noi, non resta che chiudere l'attività o adattarci a questo schifo!".

     OGM – Non restiamo a guardare, informiamo e protestiamo                     

    Perciò questo vuol dire che già il veleno verde è finito nei nostri piatti e sulle nostre mense con conseguenze devastanti:  tumori; mutazioni genetiche sul Dna umano; inibizione della fertilità natutrale dei terreni proliferazione di parassiti inattaccabili e contaminazione dilagante di terreni e corsi d'acqua. In una parola: il completamento di un diabolico piano delle organizzazioni mondialioste e delle logge internazionali contro l'uomo e il Creato.  Ovviamente questo nuovo accordo di libero mercato finirebbe per pervertire ancor di più la natura e gli equilibri biologici, mischiando sempre più il nostro DNA con quello di topi, maiali ed altri orrori da laboratorio. Inoltre dovremo abituarci – ed in maniera sempre più selvaggia – a mangiare carni di animali allevati con ormoni della crescita o di pollame trattato con cloro per abbassarne la carica batterica! Con questa le abbiamo sentite veramente tutte. Risulta palese il fatto che dovrebbe essere il mercato americano ad adeguarsi, qualora veramente intenzionato ad esportare questo tipo di prodotti. Le leggi europee e dei singoli governi, invece, sono da oggi nuovamente in discussione, sia in campo alimentare, quanto in quello farmacologico. Il mostro a stelle e strisce ha fatto nuovamente sentire il proprio peso verso il burattino europeo, assicurandosi i prodotti mediterranei senza costi aggiuntivi, e rifilandoci le loro porcherie, garantendo nuovi posti di lavoro per gli americani, nuovi casi di obesità e malessere generale in Europa. Sono politiche di esportazione e di laissez faire che non condividiamo (quale uomo sano di mente lo farebbe?) ribadendo la ferma volontà, da parte nostra, di mantenere vive le nostre tradizioni, continuando a goderci i nostri prodotti – almeno quei pochi rimasti sani – che rappresentano poi quel poco di buono ereditato dai nostri padri. Teniamo a sottolineare, invece, le vere intenzioni del governo americano che, stringendo un'alleanza finanziaria con i paesi UE, affronterebbe con maggiore incisività i mercati asiatici e quelli sudamericani, ormai altamente competitivi e sempre più diffidenti verso il mostro statunitense. A questo punto non ci resta che farci sentire con i nostri eurodeputati, chiedendo loro di difenderci da questo nuovo attacco. Anche se l'Europarlamento, come noto non conta quasi nulla nell'UE. A decidere sono i "non eletti" della Commissione. Questa amici è davvero l'ultima goccia che fa trabboccare il vaso: non ci resta che salvare la pelle ed auspicare una rapidissima uscita da questo manicomio criminale chiamato "Unione Europea". Magari raccogliendo le firme per un referendum, visto che per ora nessun politicante ne parla.

    Giovanni Antonio Fois (Copyright © 2013 Qui Europa)

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    Lunedì, Aprile 2nd/ 2012 Parlamento europeo / Commissione agricoltura / Fascicolo Ogm / Agricoltura biologica /  Pericoli / Salute / Intossicaszione / Tumori / Dna / Comitato Scientifico Equivita / Rischi / Fame nel mondo / Povertà nel mondo / Acta / Brevetti / Obama / Usa / In quinamento / Ecosistema / Acqua / […]

    Bruxelles – Riaperto Dossier su OGM – Che cosa arriva sulle nostre tavole?

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    Venerdì, Marzo 30th / 2012 – Mirella Fuccella – Commissione europea / Parlamento europeo / Ogm / Agricoltura biologica / Cibo geneticamente modificato / Orto / Paradossi Ue / Sicurezza alimentare / Etichettatura / Limiti tollebabili / Confusione  / Opposizione governi / Sovranità nazionale  Bruxelles – Riaperto Dossier su OGM – Che cosa arriva sulle nostre […]

    Francia: l’Ue sospenda la coltura del Mais OGM Mon810

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    Martedì, Febbraio 21th / 2012 – di Sergio Basile – Commissione Ue / Salute / Francia / Parigi / Agricoltura / Mais transgenico / Rischi / salute /  John Dalli / OGM / Mais geneticamente modificato / Mon810  Francia: l’Ue sospenda la coltura del mais transgenico Mon810 Recenti studi ne proverebbero gli alti rischi per […]

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    Mercoledì,  Febbraio 13rd/ 2013 – di Giuseppe Sacco –  Carne tossica nei supermercati / Carne contaminata / Carne di Cavallo / Londra / Parigi / Bucarest / Cortisone dannoso all'uomo / Gran Bretagna / Findus / Romania / Francia / Unione europea / Commissione europea / Parlamento europeo / Supermercati di 16 Paesi / Salute umana / […]

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    Martedì, Marzo 20th / 2012

    Commissione europea / Commissario Ue al Fisco / Bruxelles / Copenaghen / Tobin tax / Francia / Regno Unito / Algirdas Semeta

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    Bruxelles, Copenaghen – Tobin tax estesa a tutti i Paesi dell’Ue, perché ogni cittadino europeo ne tragga benefici. E’ quello che propone Algirdas Semeta, Commissario europeo per la fiscalità. La Francia, ormai da settimane, sta premendo per estendere la “tassa sulle transazioni”, anche a costo di avere un accordo che non coinvolga tutti i 27 Paesi, mentre la Gran Bretagna – come da copione – si è detta nettamente contro. D'altra parte, già dalla sua genesi, nel 1972, si diffuse la consapevolezza che l'efficacia della Tobin tax potesse essere efficace solo se adottata da un congruo gruppo di Stati, al fine di non favorire destabilizzazioni finanziarie all'inverso, con conseguente fuga di capitali all'estero. In queste ore Semeta si è mostrato decisionista: in una conferenza interparlamentare, a Copenaghen, ha affermato che “gli stati membri devono prendere una decisione sulla Tobin tax e devono farlo rapidamente. Questo è quello che i cittadini si aspettano, quello che i mercati vogliono e quello che molti Stati membri hanno chiesto''. Tasse chiare, amicizia lunga. Mirella Fuccella (Copyright © 2012 Qui Europa)