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    Giacinto Auriti – Chiesa e Stato: la radice filosofica della più grande sopraffazione della Storia

    Domenica, 5 novebre / 2017 

    – di Giacinto Auriti: ricordi e pensieri –

     Redazione Quieuropa, Giacinto Auriti, L'Alternativa, Chiesa e Stato, sopraffazione storica, Roma 

    Giacinto Auriti – Chiesa e Stato: la radice filosofica

    della più grande sopraffazione della Storia

    L'equivoco del razionalismo, del diritto positivo e della "democrazia"

    quali strumenti di usurpazione della legge divina,

    dell'etica e della legge morale

     

    di Giacinto Auriti /  L'Alternativa n. 2 – 1° giugno 1973 

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    GIACINTO AURITI — CHIESA E STATO

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Diritto positivo: strumento creato dall'uomo      

    Roma, Guardiagrele (Ch) – di Giacinto Auriti  L'insufficienza logica del razionalismo che si esprime in uno Stato costituzionale come Stato di puro diritto, è fondamentalmente quella di dare una giustificazione giuridica del Diritto.

                   Poiché il diritto positivo è uno strumento creato dall'uomo,

                           esso non è mai un momento primario dello spirito,

    perché ogni strumento è condizionato nelle sue caratteristiche e nella struttura

                              dalla scelta precedente dello scopo cui serve.

     L'equivoco del razionalismo                                    

                                 L'equivoco del razionalismo consiste nel

                                  pretendere di trovare nello strumento

                     la sua giustificazione razionale alla stessa razionalità.

    Quando, infatti, il razionalismo ricusa ogni principio trascendente, riconosce il diritto all'uomo di stabilire ciò che è razionale e ciò che non lo è, autorizzando a decidere arbitrariamente fino al limite di poter confondere razionalità e pazzia e viceversa. Questo principio opera sostanzialmente nel riconoscere al potere politico il diritto di decidere, graduare e modificare il fine etico e razionale della legge.

    Mentre, infatti, secondo gli schemi della scuola giusnaturalista e cristiana

               il principio etico e religioso era trascendente e immutabile,

                                 cioè sottratto alle scelte del sovrano,

                  sicché la distinzione fra legge giusta e legge invalida,

                           con lo schema razionalista e anticristiano,

           il concetto di legge valida coincide con quello di legge giusta.

     Costituzione: altra creatura della legge positiva 

    Il nostro ordinamento costituzionale, esprime questa valutazione mediante la Corte Costituzionale, che decide in concreto della legittimità della legge, in base al

            semplice parametro dell'adeguamento della legge positiva

                                      alla carta costituzionale,

                                 che è un'altra legge positiva.

    Con questo espediente si attribuisce ad ogni organo costituzionale,

        indeterminato nella sua caratteristica etica ed etico-religiosa,

    il potere che tradizionalmente era riconosciuto alla Chiesa Docente.

    Poiché è l'art. 7 della Costituzione pone i rapporti fra Chiesa e Stato sulla base dei Patti Lateranensi, considera questi rapporti contrattuali e paritetici, mentre è fin troppo evidente che le due potestà vanno collegate funzionalmente e gerarchicamente.

                             E' infatti il principio etico-religioso

                    che deve informare l'ordinamento giuridico,

    perché qualifica il fine alla legge positiva, creata dal potere politico, che deve adeguarsi come lo strumento si adegua allo scopo.

     Impossibilità di rapporto paritetico-contrattuale 

    Ammettere la possibilità che tra potere politico e potere religioso possa instaurarsi un rapporto paritetico e contrattuale, significa ammettere che il potere religioso possa trattare con l'eticità della legge sul piano transattivo, cioè sul terreno del compromesso mediante concessioni alla controparte.

                     Ecco perché i rapporti tra Chiesa e Stato risentono oggi

                                                 dei vizi di origine.

                La più macroscopica manifestazione di questo errore iniziale

                      emerge nel diritto di famiglia: es.: adulterio e divorzio.

     Tecnica per desacralizzare la norma                         

    Quando, intatti, la Corte Costituzionale ha abolito il reato di adulterio, perché essendo limitato solamente alla moglie, cascava una disparità giuridica tra i coniugi, ha basato la sua scelta solo su una premessa di diritto positivo, mentre invece se avesse accolto il principio etico-religioso avrebbe dovuto, se mai, estendere anche il marito la medesima responsabilità penale prevista per la moglie.

             La capziosità del ragionamento sta qui dunque nell'aver mascherato

               sotto la parvenza di una mera giustificazione di tecnica giuridica

    la sostanza di modificare il criterio etico informatore dell'ordinamento positivo,

                          e si è così completamente desacralizzata la norma.

    Situazione analoga si presenta al divorzio, che è chiaramente incompatibile con l'insegnamento etico-religioso cristiano. Va da sé che siccome le diverse religioni conseguono fini etici differenti e quindi fra loro incompatibili, questi scopi non possono essere perseguiti contestualmente dal medesimo ordinamento. Ove si accettasse, infatti, il principio dell'indifferenza della scelta etico-religiosa rispetto all'ordinamento giuridico, così com'è previsto dell'art. 3 della Costituzione, si dovrebbe ritenere incostituzionale, per esempio, anche l'art. 556 c.p. che che contempla il reato di bigamia. Poiché ci sono religioni che riconoscono perfettamente morale la poligamia e poiché lo stesso art. 3 sancisce le pari dignità ed uguaglianza di tutte le religioni davanti alla legge, se taluno è musulmano e cittadino italiano, viene ad essere perseguito penalmente per un diritto che solamente gli viene riconosciuto dalla Costituzione. Senza dire che nella libertà religiosa dovrebbe essere compresa anche la scelta atea e allora dovrebbero trovare riconoscimento giuridico anche i conglomerati tribali dei beat con le loro comuni basate sul sesso e sulla mancanza di ogni legame giuridico, la cui vera espressione è una sorta di allevamento animaleE allora perché non giustificare il matrimonio tra pederasti?

     Distruzione sostanziale di ogni principio etico        

                 Ci si accorge così che sotto l'apparenza della libertà religiosa

     si maschera la sostanza sia della distruzione di ogni sostanziale principio etico,

                     sia del relativismo morale che s'inserisce nella strategia

               per l'instaurazione di una nuova religione (mondialismo – Ndr).

     Usurpazione sulla potestà della legge morale          

                             Quest'arbitrio è una strategia culturale di dominazione,

    perché quando il potere politico si arroga la potestà di stabilire l'eticità dell'ordinamento,

                                        usurpa anche le prerogative della Divinità.

    La partecipazione dell'uomo alla natura divina non è più aspirazione alla perfezione intesa come rispetto della legge data dalla Divinità, ma come atto di superbia, cioè come usurpazione della potestà dì creare la stessa legge morale.

                      In questo momento il potere partecipa del peccato di Lucifero,

                                                  diventa maledetto e diabolico.

    Pretendere di valutare i rapporti tra Stato e Chiesa sulla base dei normali rapporti tra Stati, significa pretendere di limitare ad un ambito territoriale un principio etico religioso che per sua natura non ha confini, ed incapsulare in un involucro territoriale e giuridico un principio per sua natura universale.

     L'espediente per la chiusura nel ghetto territoriale 

    Ci si accorge allora che il raffinato espediente delle scuole razionaliste di equivocare tra concetti di Stato Città del Vaticano e di Santa Sede, mira di fatto allo scopo di limitare la competenza della Chiesa a giudicare dell'eticità della legge solamente nell'ambito dello stato Città del Vaticano, e ciò con la

                                             conseguenza di ritenere illegittimo

                              ogni intervento della Chiesa nel terreno legislativo,

              giudicando questo intervento come interferenza di un'autorità straniera:

                                   cioè come contesto di diritto internazionale.

    E' chiaro allora che, sotto la pretesa di riconoscere alla Santa Sede un'autorità territoriale, si è conseguito lo scopo di rinchiudere l'universalità della Chiesa in un ghetto territoriale, equivoco questo commesso anche delle scuole del potere temporale dei Papi. Il concetto di libera Chiesa in libero Stato è inteso oggi come Chiesa al di fuori dello Stato e dalla posizione del contesto organico tra Chiesa e Stato. Allora i popoli non incontrano più nella loro via la verità, della Fede e la Chiesa non ha più popoli su cui diffondere il suo magistero.

     Servizio: legittimazione del potere                             

                  L'interesse dunque che spinge il potere politico a questa scelta

                 è di svincolare da ogni controllo etico il proprio comportamento.

    Mentre Cristo insegna che la giustificazione del comando è servizio, negando questo principio si consente al potere politico di invertire i termini e il comando diventa strumento al servizio di chi lo detiene.

          Non è allora lo Stato a servire i cittadini, ma i cittadini a servire lo Stato,

         per scopi egoistici dei governanti mascherati e spacciati come scopi etici.

    Nel momento stesso in cui il potere politico si arroga la competenza etica è giocoforza che la Chiesa perda la facoltà di intervenire nel giudizio sull'eticità delle leggi.

                                       E questo è il risultato, in ultima analisi,

    del trasferimento della competenza etica del Sommo Pontefice e del sacro Collegio

                                                 alla Corte Costituzionale.

     L'arbitrio umano non può modificare le leggi di Dio 

    La spinta rivoluzionaria che oggi esplode in tutto il mondo contro siffatti ordinamenti

                               è l'espressione più piena del sentimento che

               l'arbitrio degli uomini non può spingersi a modificare le leggi di Dio.

    Le teorie di non intervento dell'Autorità Ecclesiastica nelle scelte di politica legislativa hanno creato in Essa un complesso d'inferiorità di cui è il tempo che si liberi. E' tempo che la Chiesa assuma la consapevolezza della propria forza, ritrovi quella della propria missione e si erga a condannare con fermezza gli errori di queste imposizioni culturali. Questo atteggiamento potrà non piacere agli uomini politici, ai legislatori ed ad alcuni cardinali d'Olanda (era il 1973 – Ndr) ma ciò che i popoli sicuramente vogliono e che è testimonianza di verità.

     Maggioranza non è giustizia!                                            

                            Quando il Pastore abbandona il proprio gregge,

                all'umanità non resta altro che l'abominio della desolazione,

      perché gli uomini sentono che la legge scritta senza il sostegno del Verbo

                                 non ha la caratteristica della giustizia.

    Né ci si venga a dire che questa conclusione urta con i principi della democrazia.

                                      Il principio della maggioranza

                                non decide con quello della giustizia,

                 perché una legge è giusta per certe qualità essenziali

            a prescindere dal numero delle persone che l'hanno voluta

               e dalle valutazioni che possa dare una suprema corte.

    E' tempo che il Magistero della Chiesa torni a condannare e scomunicare,

         come nel passato, governanti o uomini politici che si oppongono

                                              contro le leggi di Dio.

     

    Giacinto Auriti / L'Alternativa n. 8 – 15 novembre 1973 

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  • La duplice strategia dei nemici di Cristo per la dissoluzione: ecumenismo e scisma nella Chiesa

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      Venerdì, 5 Agosto/ 2016   

     – di  Sergio Basile  

     Redazione Quieuropa, Sergio Basile, Michael Snyder, Mondialismo, Massoneria, guerra di religione, Bergoglio, apostasia nella  Chiesa, Roma, ecumenismo, unica religione mondiale, unico tempio di preghiera, The House of One, Berlino, San Giovanni Bosco,  Il Cattolico istruito nella sua religione 

     La duplice strategia dei nemici di Cristo per 

     la dissoluzione: ecumenismo e  scisma 

     nella Chiesa 

     Il mondialismo massonico vuol minare dottrina 

     e unità tra i fedeli, nello stesso tempo 

    Video correlato – Papa Francesco / Video ecumenico: 4 religioni, un dio

     

    di  Sergio Basile

    Il Cattolico istruito nella sua religione

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     La curiosa linea di Papa Bergoglio: il dio unico  

    Roma – di Sergio Basile – Mai come in questi tempi bui, i cristiani devono stare vicini ai propri pastori e pregare per loro, sia pur nella verità! Una verità che non ammette mezze misure, e vedremo il perché. In un articolo apparso negli ultimi giorni sul web,  "12 Times Pope Francis  Has Openly Promoted A One World Religion Or A New World Order", scritto dal blogger americano Michael Snyder, vi è un resoconto documentato sulle più stupefacenti dichiarazioni, dal tenore spiccatamente mondialista, che Papa Bergoglio ha fatto negli ultimi due anni e dalle quali si evince la propensione verso un'unica spiritualità globale; verso la contemplazione comune di un "unico dio". Questo nuovo credo sarebbe auspicato e promosso quale panacea all'integralismo e al terrorismo imperante che, tuttavia, lo stesso mondialismo giudeo-massonico-ecumenico crea (vedi, ad esempio, il ruolo dei governi massonici nella creazione e sostegno all'ISIS). Ovviamente non si conosce il volto di questo provvidenziale "unico dio"! Bergoglio non lo spiega! Di sicuro, evidentemente, non si tratta di Gesù Cristo, considerata l'incompatibilità del cristianesimo con religioni come l'islam e l'ebraismo (e la giudeo-massoneria filo-ebraica) o con filosofie come il buddism(*).

    (*) Cfr.: P. Stella, Le tre religioni monoteiste hanno lo stesso Dio? ; Cfr.: J.Ratzinger – Dominus Iesus – La Santa Sede / 6 Agosto 2000 – Cap. III: Unicità e Universalità del Ministero Salvifico di Gesù Cristo;

     Il discorso alla GMG                                                 

    Bergoglio, Domenica scorsa, in Polonia, in occasione del discorso conclusivo pronunciato dinanzi a centinaia di migliaia di giovani, riuniti per la GMG (Giornata Mondiale della Gioventù), ha rimarcato il concetto secondo il quale il mondo ed i giovani hanno bisogno di "credere in una nuova umanità" e che dovrebbero rifiutare "i muri e le barriere", da sostituire con provvidenziali "ponti", da gettare verso gli stranieri: quasi come se il Piano Kalergi, quel piano giudeo-massonico di imbastardimento programmato delle razze e delle culture – piano di sostituzione/dissoluzione del cristianesimo, per mezzo di una iper-immigrazione indotta (1) – non esistesse.

    (1) Cfr.: Il Piano Kalergi – Quello che Nessuno ti ha mai detto sull’Europa – Prima Parte;  Cfr.: Il Piano Kalergi – La Terzomondializzazione dell’Europa e l’Eurocasta -Seconda Parte Cfr.: La Terza Fase del Piano Kalergi – Comprare l’assenso alla paneuropeizzazione Cfr.: Kalergi, Comenius e Saint-Yves: i Padri del Nuovo Dis-Ordine Europeo ;  Cfr.: Sbarchi pilotati – Attacco al Cuore del Cattolicesimo Cfr.: L’élite integrazionista del “Piano Kalergi” premia Bergoglio?

     Una nuova visione del mondo                                

    Insomma, una nuova visione del mondo o "nuovo ordine" da stabilire che, per definizione, coinciderebbe con l'essenza del mondialismo-massonico-ecumenico: visione che nulla ha da spartire con l’ordine cristiano e la visione cristiana del mondo.  Naturalmente Bergoglio non ha parlato esplicitamente – come nota Snyder – di  un “Nuovo Ordine Mondiale”, ma il senso del suo pan-ecumenismo, dal sapore di vaga religiosità umanitaria, si presta davvero a poche interpretazioni. "La gente può giudicarci di essere sognatori – ha detto Bergoglio – perché crediamo in una nuova umanità, quella che rifiuta l'odio tra i popoli: come chi rifiuta di vedere i confini come barriere e può custodire le proprie tradizioni senza essere egocentrico o meschino". Questa affermazione, che di per sé non risulterebbe così drammatica, inserita dell'agenda del repertorio bergogliano assume però un senso del tutto particolare. Nulla pare lasciato al caso.

     Un video inquietante                                               

    Nel Maggio del 2016, Bergoglio accolse con un abbraccio uno dei principali imam sunniti (l'iman di Al-Azhar) (2), commentando: "il nostro incontro è il messaggio", in perfetta sintonia col video ecumenico e mondialsita lanciato dal Vaticano qualche mese prima (Gennaio 2016 (3)), nel quale lo stesso pontefice sosteneva, in veste di "grande mediatore", come tutte le principali religioni del mondo cercassero Dio, lo stesso dio, in modi diversi: pertanto – secondo Bergoglio – a prescindere dalle religioni nelle quali ciascun uomo si riconosce, tutti sono figli dello stesso dio. Dichiarazione gravissima e fallace, che delegittima, clamorosamente, la stessa razio dell'evangelizzazione cristiana. Che senso ha, infatti, morire martire per Gesù Cristo, se tutti adorano e pregano lo stesso dio "d'amore"? Che fine hanno fatto, dunque, i pagani, se d'un colpo ci ritroviamo tutti sulla stessa barca? Nel video i leaders di quattro religioni – cristianesimo, islam, ebraismo e buddismo – dichiarano fedeltà alle loro rispettive divinità, concludendo come l'amore sia il loro (unico) comun denominatore (3). Ma c'è poco da stupirsi! Nel Novembre del 2015 Bergoglio inventò e rigettò, nello stesso tempo, il concetto di "fondamentalismo cristiano", parlando di  questo singolare fenomeno, pressocché inventato, come di una "malattia" accomunabile ad altre forme di integralismo religioso. A chi scrive, tuttavia, non risulta che esistano cristiani pronti a farsi saltare in aria per Gesù, nel pieno centro di un mercato o in un autobus. Due mesi prima (19-28 Settembre 2015) lo stesso, presso la Cattedrale di St. Patrick, a New York, e presso l'ONU, parlò espressamente di una " nuova agenda universale" per l'umanità (4). Ma non finisce qui!

    (2) Cfr.: Vaticano, l'abbraccio tra il papa e l'Imam di Al-Azhar;  Cfr.: (3) Cfr.: Pope Francis' prayer intentions for January 2016 – YouTube (4) Cfr.: Viaggio Apostolico – ONU: Incontro con i Membri dell'Assemblea

    Il Cattolico istruito nella sua religione

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Un Nuovo Ordine Economico ed Ecologico        

    Nel Luglio del 2015, in Ecuador, Bergoglio sullo slancio di "Laudato sì(del 24 Maggio 2015) (5) – enciclica "ecologista" (6) che accese un vespaio di polemiche nel mondo cattolico anti-modernista (24 Maggio 2015) – e poche settimane dopo aver auspicato la nascita di "una nuova autorità politica mondiale" (7), che avesse drenato le risorse necessarie "per affrontare i problemi economici del mondo e le ingiustizie", parlò della necessità di "un nuovo ordine mondiale economico ed ecologico",(8) in cui la ricchezza del pianeta fosse "condivisa da tutti". Egli nell'enciclica (9) auspicò in almeno due passaggi l'ascesa di un unico governo globalenel capitolo 164 intravide la "necessità di un solo mondo, di un progetto comune e di un consenso mondiale"; nel capitolo 175 lo stesso “affermò” l'esigenza di un’autorità politica mondiale: "In definitiva, abbiamo bisogno di un accordo sui regimi di governance per tutta la gamma dei cosiddetti beni comuni globali (…) per garantire la salvaguardia dell’ambiente e per regolamentare i flussi migratori, urge la presenza di una vera Autorità politica mondiale, quale è stata già tratteggiata dal mio Predecessore, Giovanni XXIII».

    (5) Cfr.: Laudato Sì: un’enciclica laica e laicizzante; (6) Cfr.: Papa Bergoglio – Svolta Ecologista – Prima Parte Cfr.: Papa Bergoglio – Svolta Ecologista – Seconda Parte; (7) Cfr.:  La Divina Creazione non ha bisogno di una autorità globale umana, mondialista – 1;  Cfr.: La Divina Creazione non ha bisogno di una autorità globale umana, mondialista – 2; (8) Cfr.:  Papa Francesco fa parte del Nuovo Ordine Mondiale; (9) Cfr.: Laudato si' (24 maggio 2015) – Enciclica – Vatican.va

     Le dimenticanze di Bergoglio                                  

    Bergolgio difese queste posizioni dimenticando due premesse essenziali: 1) la povertà è frutto di un debito indotto e "forzato" che dilania i paesi poveri, e non solo,; essa dipende da quegli organismi mondiali che ad oggi permettono ad una élite di attori di dominare incontrastati,  ormai tutto il mondo, attraverso crisi economiche create a tavolino (**); 2) Le stesse guerre e rivoluzioni sono provocate dal mondialismo filo-ecumenico, sotto gli occhi di ONU e NATO, ed è foriero di iper-immigrazione programmata verso l'Europa e l'Italia.

    (**) Mediante la moneta emessa a debito, senza alcuna copertura aurea, e livelli di tassazione folli, ingenerando debiti fittizi;

    (**) Rubando milioni di ettari ad interi popoli, condannati ad una morte lenta da governi e multinazionali: fenomeno del land-grabbing.

     Bergoglio l'evoluzionista e il "dio mago"               

    Un altro "celebre" discorso, forse ancor più clamoroso, fu quello pronunziato nell'Ottobre del 2014, quando Bergoglio strizzò l'occhio alla teoria dell'evoluzione, reinterpretando con inedite chiavi di lettura, interi capitoli del Genesi: 1) "Quando leggiamo della creazione, nella Genesi, si corre il rischio di immaginare Dio come un mago, con una bacchetta magica in grado di fare tutto. Ma non è così!" (invece, ci dispiace per Bergoglio, ma è proprio così! Bacchetta magica a parte!); 2)  "Il Big Bang, che oggi riteniamo essere all'origine del mondo, non contraddice l'intervento del divino creatore, ma, anzi, lo richiede" (??); 3)  "L'evoluzione, in natura, non è incompatibile con la nozione di creazione, perché l'evoluzione richiede la creazione di esseri che si evolvono (??)". Dinanzi a queste affermazioni, mi chiedo con sconcerto: l'uomo sarebbe forse frutto di questa evoluzione?

     Le chiavi del Disordine                                              

    Il minestrone fin qui servito, secondo il bergoglio-pensiero, come ricordai in un articolo del 19 giugno 2015, "dovrebbe conciliarsi con le altre due grandi fregature mondialiste: 1) con quell'autorità di controllo globale a livello monetario cui creazione lo stesso Vaticano – evidentemente poco attento alle teorie auritiane e alla dottrina della Chiesa degli ultimi duemila anni – ha auspicato in  tempi non sospetti (2011/2012) / (10) in vista di una presunta "risoluzione delle cosiddette crisi economiche mondiali" (11); 2) dovrebbe conciliarsi con la cosiddetta "ONU delle religioni"organizzazione sovranazionale cui creazione è stata sollecitata nel 2014, in Vaticano, addirittura da Israele (12)

     (10) Cfr.:  Nebbie da diradare in Vaticano – Auriti insegna;  Cfr.:  Speciale – Guerra, Caos Mondiale e ONU: fumi nella chiesa post-conciliare;  (11) Cfr.:  La Schiavitù Monetaria: una mostruosità storica dal 1694(12) Cfr.:  ONU delle religioni – Israele ora s’improvvisa promotore di pace   

     Preghiere allo "stesso dio"…                                     

    Ma il fenomeno del momento, che si sta cercando di far accettare a tutti i cattolici, è l'ecumenismo, mostruosità religiosa che mortifica l'essenza stessa del Cattolicesimo (13). Si tratta di un misterioso ed anacronistico sodalizio, specie con ebrei e musulmani, sfociato in messe comuni (domenica scorsa) o, ad esempio, con "convivenze" e ritiri spirituali comuni: come l'incredibile convivenza presso la "Domus Galilae", in Israele, tra il direttivo del Cammino Neocatecumenale, alcuni vescovi cattolici – molti dei quali in odore di massoneria, come il cardinale di Vienna Christof  Schonborn, avvezzo a stranezze di ogni tipo (14) – e l'élite del rabbinato ebraico. In merito va ricordato come nel giugno del 2014, per la prima volta nella storia del cattolicesimo, Papa Francesco autorizzò "preghiere islamiche e letture del Corano" in Vaticano.   Nei tempi antichi questi atti sarebbero stati considerati come bestemmie; oggi, pochi cattolici liberi e critici, gridano però allo scandalo. La grande massa, rinfrancata e frastornata dagli straripanti fiumi umani della GMG, sembra addirittura gradire. O almeno questo è il messaggio che i media mondialisti stanno facendo passare. E' la legge dei numeri e della tv, contrapposta alla legge della verità e della tradizione. Di cosa dovremmo meravigliarci? 

     

       …pur non essendo lo stesso dio                              

    Il 20 Marzo del 2013, fresco di elezione, durante il suo primo incontro ecumenico, Bergoglio dichiarò candidamente come cristiani e musulmani adorassero "l'unico Dio" (15): "Saluto poi e ringrazio cordialmente tutti voi, cari amici appartenenti ad altre tradizioni religiose; innanzitutto i Musulmani, che adorano Dio unico, vivente e misericordioso, e lo invocano nella preghiera, e voi tutti. Apprezzo molto la vostra presenza: in essa vedo un segno tangibile della volontà di crescere nella stima reciproca e nella cooperazione per il bene comune dell’umanità". Avanti tutta, dunque, con l'attualizzazione del progetto di un'unica fratellanza/religione mondiale, che possa fare da collante perfetto ad un unico provvidenziale super-stato, con uniche leggi ed uniche pene per tutti: dove il dissidente "integralista" (cattolico) non sarà ammesso, poiché appartenente ad un pensiero anti-globale ormai "superato". Poco conteranno, ad esempio, gli oltre 600 documenti ufficiali di condanna alla giudeo-massoneria, di madre romana Chiesa che, da inizio Settecento ad oggi, hanno caratterizzato le "missioni difensive" dei papi cattolici. La prima bolla papale antimassonica con relativa scomunica per i giudeo-massoni (la Massoneria è una creazione ebraica, in chiave anti-cristiana) fu "In Eminenti apostolatus specula", emessa da Clemente XII nel 1738. Molti furono, inoltre, i santi che si pronunciarono contro le false religioni e l'ecumenismo: tra di essi uno dei più recenti fu San Giovanni Bosco.

    "La religione di Maometto consiste in un mostruoso mescolamento di giudaismo, di paganesimo e di cristianesimo. Il libro della legge Maomettana è detto Alcorano, ossia libro per eccellenza. Maometto fece quel mescolamento di varie religioni perchè i popoli dell’Arabia, essendo parte Giudei, parte Cristiani, ed altri Pagani,  fossero indotti a seguirlo; prese una parte della religione da loro professata e trascelse specialmente quei punti che possono maggiormente favorire i piaceri sensuali. (…) Maometto non sapeva nemmeno scrivere; e per comporre il suo Alcorano fu aiutato da un Ebreo e da un monaco apostata. Parlando di cose contenute nella Storia Sacra confonde un fatto coll’altro; per esempio, attribuisce a Maria, sorella di Mosè, più fatti che riguardano Maria, madre di Gesù Cristo, con moltissimi altri spropositi. (…) Maometto propagò la sua religione, non con miracoli o colla persuasione delle parole, bensì colla forza delle armi. Religione che, favorendo ogni sorta di libertinaggio, in breve tempo fece diventar Maometto capo di una formidabile truppa di briganti. Insieme con costoro scorreva i paesi dell’Oriente guadagnandosi i popoli, non coll’insinuare la verità, non con miracoli o con profezie; ma per unico argomento egli innalzava la spada sul capo dei vinti gridando: o credere o morire(16).

    "Io arrossisco nel descrivere simili stravaganze, nemmeno io voglio rapportare le bestemmie che i dottori degli Ebrei vomitano contro Iddio, contro di Gesù Cristo e contro dei Cristiani medesimi"(17).

    S. Giovanni Bosco 

    (15) Cfr.: Incontro con i rappresentanti delle Chiese e delle altre religioni(16) «Tratto da: Il Cattolico istruito nella sua religione: trattenimenti di un padre di famiglia co’ suoi figliuoli, secondo i bisogni del tempo, epilogati dal Sacerdote Bosco Giovanni» (1853) – Trattenimento XIII:Il Maomettismo; (17) «Tratto da: Il Cattolico istruito nella sua religione: trattenimenti di un padre di famiglia co’ suoi figliuoli, secondo i bisogni del tempo, epilogati dal Sacerdote Bosco Giovanni» (1853) – Trattenimento XIV: Cenno sopra gli Ebrei

    Il Cattolico istruito nella sua religione

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     The House of One                                                     

    Eppure molti "uomini di chiesa" moderni, sembrano aver dimenticato questi moniti, abbassando la guardia verso gli eretici e i nemici di Cristo. Per chi dovesse nutrire ancora riserve in merito a questo tradimento, molto eloquente è la novità ecumenica introdotta a Berlino nel 2014, la cosiddetta "The House of One" (“One” sta per l’umanità, ma anche per un Dio unico), un unico tempio ospitante ambienti per tre diversi credi religiosi (casa di Dio” o "Gotteshaus": dal tedesco); "un’unica casa di Dio", concepita nel cuore dell'Europa (protestante) in cui i "fedeli" possano riunirsi per pregare il "signore". Al centro dell'edificio – progetto da 43,5 milioni di euro – si decise di aprire un quarto spazio destinato al culto del "dio comune" e all'incontro (18).

    (18) Cfr.: A Rabbi, Priest And Imam Are Building The House Of One; 

    Cfr.: Video –  The House of One – YouTube

    Cfr.: Ebrei, musulmani e cristiani: a Berlino un'unica chiesa

    Cfr.: Berlino: parte il progetto 'House of One'. Chiesa ebraico-cristiana-islamica

     

     Eresie e cospirazioni contro Gesù Cristo                

    L'esistenza di una cospirazione contro il mondo cristiano – e dal Concilio Vaticano II, in poi, all'interno della stessa Chiesa Cattolica – pur gravissima, non ci deve meravigliare più di tanto. Da venti secoli a questa parte, le forze anti-cristiche cercano di scalzare la Chiesa con eresie di vario tipo (ebraismo, islam, luteranesimo, calvinismo, arianesimo, catarismo, ecc..), la maggior parte delle quali, di stampo farisaico e cabalistico-talmudico. Nel Cinquecento la "Riforma Luterana" investì l'Europa; nel Seicento, ad esempio, questi fenomeni interessarono il nuovo mondo (i futuri Stati Uniti). A darci prova di ciò, tra l'altro, gli scritti di Manly P. Hall, uno dei maggiori occultisti del 20° secolo. Hall, nel libro The Secret Destiny of America (1944) spiega, di riflesso, le origini ed i veri obiettivi delle chiese protestanti nate dall'"evangelizzazione" dei Padri Pellegrini (giudeo-protestanti) che nel 1620 salparono dall'Europa (Plymouth, Inghilterra) sul MayFlower. L'autore confessa la strategia ingannevole dei protestanti, nascosta dietro un linguaggio apparentemente cristiano, usato non solo dai leaders religiosi, quanto dagli stessi padri fondatori degli Stati Uniti,  in documenti come la Dichiarazione di Indipendenza:

    Con l'ascesa della Chiesa cristiana si sciolse il modello intellettuale del mondo pagano classico. Con la persecuzione delle ideologie di questo modello, ha spinto le società segrete ad una maggiore segretezza; gli intellettuali pagani hanno trasposto le loro idee originali, rivestendole di una fraseologia apparentemente cristiana, concedendo, tuttavia, le chiavi della simbologia segreta solo agli alti iniziati, occultandole al consenso delle masse. (Capitolo 7, la tradizione democratica conservata da società segrete)

     In attesa delle promesse di Fatima                                   

    In questo scenario di luci e ombre che si compenetrano e confondono, dietro una precisa regia, non ci resta che raccolgiere i frutti amari di questa semina mondialista, prenderne atto e pregare, con il rosario in mano, per Papa Bergoglio e per tutto il clero, in quest'ora di "confusione scientifica" e di prova per l'umanità intera. Ciò nell'attesa che Qualcuno da lassù possa fare presto Giustizia e risolvere i problemi alla radice, dissolvendo per sempre questo Male oscuro che in troppi fingono di non vedere. Un male che si pasce proprio all'ombra dei palazzi del mondialismo, crescendo nell'ignoranza diffusa della "gente". Ci auspichiamo che Dio possa smuovere i cuori degli uomini di responsabilità e spronarli ad invertire rotta. Tuttavia, nel duro cammino di ricerca della verità che deve responsabilizzare i cristiani del nuovo millennio, in attesa che si realizzino le promesse di Fatima (di speranza e liberazione per i veri cristiani; di giusta punizione per i malvagi e nemici di Cristo – (19) ) non dobbiamo stancarci di difendere la purezza dell'immutabile messaggio del Vangelo e la tradizionale dottrina della Chiesarespingendo fermamente le eresie e il neo-paganesimo che avanza, e rimarcando le eventuali irregolarità e follie moderne del clero – vescovi, sacerdoti, papi o cardinali che siano – senza però perdere la fiducia nell'istituzione divina della Chiesa, destinata a trionfare, secondo le rivelazioni di Maria, Madre di Dio e madre nostra. In caso contrario il rischio gravissimo sarebbe quello di creare uno scisma all'interno della Chiesa, facendo proprio il gioco della giudeo-massoneria (primo nemico dichiarato della Chiesa e di Cristo) e delle sette anti-cristiane che puntano al disfacimento della Chiesa.

    19) Cfr.: Tremendi Castighi sull’Italia e sul Mondo: coincidenza delle profezie sugli ultimi tempi;  Cfr.: Padre Kramer: il Terzo Segreto di Fatima rivela il Grande Castigo; Cfr.: Il Segreto delle Tre Fontane rivelato a Bruno Cornacchiola

     La duplice strategia del nemico e gli errori da evitare   

    Molti siti (anche apparentemente cristiani: spesso d'orientamento protestante) oggi attaccano Bergoglio,  i massoni infiltrati e con essi la Santa Chiesa (istituzione divina). La strategia è chiara: sollevare scandali e generare confusione e scismi, portando i fedeli ad abbandonare in massa la Chiesa e dunque a perdere l'anima, rigettando i sacramenti e perdendo la fede, sia in Gesù che nella figura del Papa, in quanto tale. Mai come in questo momento necessita, invece, stare vicini ai nostri sacerdoti e pregare per loro; aver rispetto dell'abito che indossano e del ministero che svolgono sull'altare (celebranti della SS. Eucaristia), senza però rinunciare ad un sano spirito critico (sull'esempio di San Tommaso Moro e Santa Caterina da Siena) e senza confondere assolutamete l'istituzione divina della "Chiesa" con nuove ideologie anti-evangeliche frutto dei retaggi degli infiltrati. Un altro errore da evitare è quello di perdere il rispetto per la figura del Papa in quanto tale, specie nel momento in cui celebra in qualità di rappresentante di Cristo in Terra: è giusto sottolineare, qualora si dovessero presentare, gli errori e le stranezze di questo Papa, e ciò per evitare di traviare spiritualmente i fedeli; nel contempo, però, è indispensabile riconoscere che Dio, seguendo la preghiera sincera dei cuori, potrà intervenire presto per fare giustizia e cambiare il corso della storia. Pregare quotidianamente per la conversione di ciascuno di noi, e di parte di quel clero corrotto o assopito, è un dovere imprescindibile per ogni cristiano. Questa è una guerra che si vince soltanto con mezzi spirituali e con la potenza della verità.

    Sergio Basile (Copyright Qui Europa © 2016)

    partecipa al dibattito – infounicz.europa@gmail.com

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    The House of One – YouTube

    A Rabbi, Priest And Imam Are Building The House Of One God

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    I Misteri del Concilio e il problema della fratellanza ebraica – Terza Parte

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    Libertà, Uguaglianza e Fratellanza: significato occulto secondo lo spirito massonico

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    Venerdì,  29 Luglio/ 2016  – di Sergio Basile – Redazione Quieuropa, Talmud, Mons. Leone Meurin, Don Isidore Bertrand, Clotilde Bersone, Epiphanius, San massimiliano Kolbe o San Giovanni Bosco, massoneria, logge massoniche, rivoluzione, sovversione sociale, Albert Pike, Eliphas Levi, Giuseppe Mazzini,  ideali rivoluzionari, Libertà, Uguaglianza, Fratellanza, Grand'Oriente d'Italia, Gustavo Raffi, RAI, Humanum Genus, Leone XIII  Libertà, Uguaglianza e Fratellanza: significato occulto […]

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    Mercoledì, Giugno 24th, 2015 – di A.B. / Lettera alla Redazione / Seconda Parte –  Redazione Quieuropa, Laudato Si, Enciclica, San Francesco d'Assisi, visione panteistica, madre natura, dominate su tutte le creature, flora e fauna, Rimanete nel mio nome, Era messianica, creazione divina  Religione – Riflessioni sull'enciclica "Laudato Si", alla luce delle Scritture La Divina Creazione non ha […]

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    Martedì, Giugno 23rd, 2015 – di A.B. / Lettera alla Redazione –  Redazione Quieuropa, Lettera alla redazione, Enciclica Laudato Si, geoingegneria, Sacre Scritture, clima e controllo globale, OGM, Libro della Genesi, Mondialismo e Gaia, falsi profeti del mondialismo contemporaneo  Religione – Riflessioni sull'enciclica "Laudato Si", alla luce delle Scritture La Divina Creazione non ha bisogno di una autorità […]

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    Venerdì, Giugno 19th, 2015 – di Don Floriano Pellegrini –  Redazione Quieuropa, Don Floriano Pellegrini, Enciclica Laudato Sì, Papa Bergoglio, Mondialismo, Ecologismo, laica, redenzione, sacrificio espiatorio, anima, paradigma tecnocratico  Laudato Sì: una breve riflessione sulla nuova enciclica di Bergoglio Papa Bergoglio, Laudato Sì: un'enciclica laica e laicizzante Laudato Sì – abbondante uso di termini laici da parte del "vescovo […]

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    Mercoledì,  Luglio 2nd/ 2014  – Speciale di Sergio Basile e Vincenzo Mannello  – Redazione Quieuropa, Sergio Basile, Vincenzo Mannello, Peter Kodwo Appiah Turkson, Mondialismo, Matteo Renzi, Giacinto Auriti, Globalizzazione e Mondialismo, Tobin Tax, Pontificio Consiglio Giustizia e Pace, George Orwell 1984, Fondo Monetario Internazionale, fumi di Satana nella Chiesa, ONU, Ucraina, internazionale socialista, Protocolli dei Savi di Sion, Origini […]

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     Lunedì, Marzo  9th / 2015       –  di Giacinto Auriti – Postfazione al libro di Bruno Tarquini: La Banca, la Moneta el'Usura – La Costituzione tradita Redazione Quieuropa, Debito, Risparmio, Giacinto Auriti, Auriti, Bruno Tarquini, Moneta Debito, Interessi passivi, tentazioni nel deserto, Banca d'Inghilterra, Costituzione tradita, commonwealth britannico, tutto il mondo è colonia monetaria, abolizione della transustanziazione, moneta di […]

    Lettera a Papa Francesco – Uniti contro la Grande Usura Internazionale

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    Mercoledì,  Gennaio 15th/ 2014 – di Sergio Basile e Rocco Carbone – Lettera a Papa Francesco, Sergio Basile, Rocco Carbone, Padre Quirino Salomone, Giacinto Auriti, Moneta-Debito, Proprietà Popolare della moneta, Reddito di Cittadinanza, Papa Benedetto XVI, Grande usura Internazionale, Debito usurocratico, Egoismo sistemico, Distruzione dell'Italia, Commonwealth, Enrico VIII, Nascita della banca d'Inghilterra, Papa Francesco Risponde, Roma, Città del […]

    Piano Massonico del 1995 – Eliminazione del Sacrificio Eucaristico

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    Mercoledì,  Marzo 30th/ 2016  – Redazione Qui Europa  – Traduzione della rivista spagnola Roca viva, Febbraio 1997, José Abascal, Madrid Redazione Qui Europa, direttiva massonica, lotta costante e metodica per far scomparire la Chiesa cattolica, presenza reale di Cristo nell’Eucaristia, vergintà di Maria, Stato di scisma e di apostasia, Contestazione del Papa e della sua dottrina; Controllo delle edizioni […]

    Direttive del Gran Maestro della Massoneria ai Vescovi cattolici massoni, per distruggere la chiesa cattolica

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    Giovedì,  Aprile 23rd/ 2015       – Don Luigi Villa – Tratto da "La Massoneria e la Chiesa Cattolica" – Redazione Quieuropa, Din Luigi Villa, Massoneria, Chiesa Cattolica, Piano massonico, Satana, Direttive del Gran Maestro ai vescovi cattolici massoni, Ecumenismo e dissacrazione dell'Eucarestia, Divieto per liturgia latine e velo per le donne, Liturgia: vietate di inginocchiarsi e introducete chitarre, tamburi, Desacralizzazione dei canti […]

    La consegna di Dio nell’Eucaristia: il sigillo massimo della Nuova Alleanza

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    Domenica, Giugno 7th, 2015 – di Rev. Antoni Carol i Hostench –  Redazione Quieuropa,  Antoni Carol i Hostench, Festa del Corpus Domini, Sigillo della Nuova Alleanza, Io sono, Mosè, manna dal cielo, Gesù Eucaristia, moltiplicazione dei pesci e dei pani, Presenza reale di Gesù Cristo, Nuovo Israele, San Giovanni Paolo II  Cristianesimo – Festa del Corpus Domini La […]

    Gli hanno tolto la Croce… e il gelido vento protestantizzante soffia

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    Giovedi, Maggio 21st, 2015 – di Pierfrancesco Nardini –  Confederazione Civiltà Cristiana / Sez. Teramo Redazione Quieuropa,  Teramo, Pierfrancesco Nardini, Croce, Crocifisso, protestantesimo, ebraicizzazione della società, modernismo, ecumenismo, errori, distorcere la fede, potere delle immagini  Presa di coscienza verso i pericoli della protestantizzazione Gli hanno tolto la Croce… e il gelido vento protestantizzante soffia La responsabilità principale è di […]

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    Mercoledi, Maggio 20th, 2015 – di Pierfrancesco Nardini –  Confederazione Civiltà Cristiana / Sez. Teramo Redazione Quieuropa,  Teramo, Pierfrancesco Nardini, Dio, Giustizia, Misericordia, Morte, Giudizio, Infero, Novissimi, Confederazione Civiltà Cattolica, salvezza e dannazione eterna, Corrado Gnerre, Corpo e Sangue di Nostro Signore Gesù Cristo, Misericordismo  Il Giudizio di Dio – In un mondo dove tutto sembra permesso e lecito, […]

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    Mercoledì, 5 Maggio/ 2016     – di Sergio Basile – Redazione quieuropa, Sergio Basile, Premio Carlo Magno, Papa Francesco, Aquisgrana, Herman Van Rompuy, gabbia europea del debito e della moneta dell'usura legalizzata, monometallismo argenteo, Piano Kalergi, integrazionismo, giudeo-massoneria  L'élite integrazionista del "Piano Kalergi"  premia Bergoglio? UE – Il premio internazionale "Carlo Magno" a Bergoglio. Strategie mondialiste e paradossi – L'antitesi del […]

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    Lunedì,  Gennaio 27th/ 2014 – di  Cinzia Casalino / Grupponovelty – Cinzia Casalino, Grupponovelty, Giacinto Auriti, Monismo, immanentismo, soggettivismo, relativismo, L’uomo moderno ha perduto se stesso, L'uomo ha sostituito Dio con il ciarpame, Giacinto Auriti, La morale è immutabile,  Trasgredendo la legge morale si trasgredisce alla legge naturale, L'Errore di Hegel, Soggettivismo che annienta la Verità, L'ispirazione illuminista e sciamanica, Istituzionalizzazione Banca d'Inghilterra, Liberi Muratori, Il […]

  • Tremendi Castighi sull’Italia e sul Mondo: coincidenza delle profezie sugli ultimi tempi

    Tremendi Castighi sull’Italia e sul Mondo: coincidenza delle profezie sugli ultimi tempi

    Martedì, 2 Agosto/ 2016   

     – di Don Curzio Nitoglia 

    Redazione quieuropa, guerra di religione, Don Curzio Nitoglia, tremendi castighi sull'Italia e sul mondo, Fatima, Civitavecchia, Tre Fontane, apostasia nella Chiesa, Roma,  Punizione del cielo, ultimi rimedi contro il male, Rosario, devozione al Cuore Immacolato di Maria, profezie sugli ultimi tempi 

    Tremendi Castighi sull’Italia e sul Mondo: coincidenza

    delle profezie sugli ultimi tempi

    Pio XII: “Oggi quasi tutta l’umanità va rapidamente dividendosi

    in due schiere opposte: con Cristo o contro Cristo

    La punizione del Cielo è imminente. Dio ha deciso di dare al mondo

    gli ultimi due rimedi contro il male, che sono il Rosario e la

    devozione al Cuore Immacolato di Maria. 

    Non ce ne saranno altri

     

    di Don Curzio Nitoglia

    Tremendi Castighi sull’Italia e sul Mondo

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Lo scontro finale – Tremendi castighi sull'Italia e sul mondo                   

    Roma – di Don Curzio Nitoglia – Pio XII aveva ben previsto: Oggi quasi tutta l’umanità va rapidamente dividendosi in due schiere opposte: con Cristo o contro Cristo. Il genere umano al presente attraversa una formidabile crisi che si risolverà in salvezza con Cristo o in funestissime rovine (Enciclica Evangelii praecones, 2 giugno 1951). Ci troviamo allo scontro finale tra la Chiesa e la contro-chiesa. La situazione odierna è peggiore di quella che precedette l’abbattimento della Torre di Babele, il diluvio universale, la distruzione di Sodoma e Gomorra. Il 13 maggio 2010 Benedetto XVI a Fatima disse: “Possano questi sette anni che ci separano dal centenario delle apparizioni affrettare il preannunciato trionfo del Cuore Immacolato di Maria”. Ma il trionfo del Cuore di Maria, secondo ciò che la Madonna disse ai pastorelli in Cova di Iria sarà preceduto da una terribile prova (1): “martirio dei buoni, nazioni annichilite, il Papa martirizzato”. Nel 1994 Giovanni Paolo II dichiarò a Vittorio Messori che le parole della Madonna a Fatima “sembrano avvicinarsi al loro compimento”. 

    (1) Cfr. anche: Padre Kramer: il Terzo Segreto di Fatima rivela il Grande Castigo

     La sostanza del terzo segreto di Fatima                                                         

    Antonio Socci sostiene che secondo padre Joaquin Alonso (l’archivista ufficiale di Fatima) nel terzo segreto si parlerebbe di «uno stato critico della fede (2), […], di lotte intestine nel seno della Chiesa e di gravi negligenze pastorali dell’alta gerarchia, […] di défaillances della gerarchia. Ed è interessante notare che la parola défaillance nel Dizionario Larousse ha questi significati: “incapacità di svolgere pienamente il proprio ruolo o funzione, inabilità. Perdita improvvisa e momentanea di una facoltà”».

    (2) Cfr. anche: Padre Kramer: il Terzo Segreto di Fatima rivela il Grande Castigo

     La punizione del Cielo è imminente                                                               

    In un colloquio tra Suor Lucia e il padre Agostino Fuentes (26 dicembre 1957) la veggente disse:

    «La punizione del Cielo è imminente. […]. Dio ha deciso di dare al mondo gli ultimi due rimedi contro il male, che sono il Rosario e la devozione al Cuore Immacolato di Maria. Non ce ne saranno altri. Quando Egli vede che il mondo non presta alcuna attenzione ai Suoi messaggi, allora ci offre “con un certo timore” l’ultima possibilità di salvezza: l’intervento della Sua Santissima Madre. Lo fa “con un certo timore” perché, se anche quest’ultima risorsa non avrà successo non potremo sperare più in nessun tipo di perdono dal Cielo. Non dimentichiamoci che Gesù Cristo è un figlio molto buono e non ci permetterà di offendere e disprezzare la sua santa Madre».

    Tremendi Castighi sull’Italia e sul Mondo

     

     

     

     

     

     

     

     

     La visione diella Beata Emmerich: due chiese e due papi                         

    Giovanni Paolo II ha detto a Fatima (13 maggio 1982): “Minacce quasi apocalittiche incombono sulle nazioni e sull’umanità”. Socci nel suo ultimo libro molto interessante (La profezia finale) cita la beata Caterina Emmerich che il 13 maggio del 1820 scriveva: Ho avuto una visione su due chiese e due papi […]. La chiesa più grande era una strana chiesa, non voluta dal Cielo, una contraffazione della Chiesa, la vidi accrescersi e vidi eretici di tutte le condizioni venire a Roma, ma ho visto una Chiesa più piccola e perseguitata, che è la vera Chiesa cattolica (op. cit., p. 60). Socci cita anche le apparizioni della Madonna a Quito in Ecuador a Suor Mariana Francisca de Jésus Torres y Berriochoa (1563-1635) e scrive che la Madonna nel lontano XVII secolo chiedeva alle anime consacrate di immolarsi per gli uomini del XX secolo, che saranno le preferite del Suo Cuore, perché in quel periodo l’Inferno si scatenerà e molte anime si perderanno (op. cit., p. 76).

     Le profezie della Madonna a Civitavecchia  e alla Tre Fontane                

    Quindi, Socci, termina citando le quindici apparizioni della Madonna a Civitavecchia (nel 1995) in località Pantano (ove ora sorge la chiesa di S. Agostino) nelle quali la Madonna ha parlato di una minaccia di un conflitto nucleare tra l’Occidente e l’Oriente, la Terza Guerra Mondiale (op. cit., p. 86). Queste sono Rivelazioni private, ma son state approvate dalla Chiesa. Quindi non si deve dar loro un assenso di fede, ma neppure è lecito disprezzarle. Esse convergono in maniera impressionante con le circa sessanta apparizioni che la Madonna della Rivelazione riservò a Bruno Cornacchiola dal 1947 al 2001 (3), di cui ne cito una soltanto:

    I pastori del gregge non fanno il loro dovere. Troppo mondo è entrato nella loro anima per dare scandalo al gregge e sviarlo dalla via. […]. Prima che la Russia si converta e lasci la via dell’ateismo, si scatenerà una tremenda e grave persecuzione. Pregate, si può fermare. […]. Allontanatavi dalle false cose del mondo: vani spettacoli, stampe d’oscenità. […]. Satana è sciolto per un periodo di tempo e accenderà tra gli uomini il fuoco della protesta. Figli, siate forti, resistete all’assalto infernale. […]. La Chiesa tutta subirà una tremenda prova, per pulire il carname che si è infiltrato tra i suoi ministri. […]. Sacerdoti e fedeli saranno messi in una svolta pericolosa nel mondo dei perduti, che si scaglierà con qualunque mezzo all’assalto: false ideologie e teologie. […]. Vi saranno giorni di dolori e di lutti. Dalla parte d’oriente un popolo forte, ma lontano da Dio, sferrerà un attacco tremendo e spezzerà le cose più sacre e sante. […]. Il mondo entrerà in un’altra guerra, più spietata delle precedenti; maggiormente sarà colpita la Rocca eterna (Roma). L’ira di satana non è più mantenuta; lo Spirito di Dio si ritira dalla terra, la Chiesa sarà lasciata vedova, sarà lasciata in balìa del mondo. […]. La colpita maggiormente sarà la Chiesa di Cristo per nettarla dalle sozzure che vi sono dentro. […]. I sacerdoti saranno calpestati e trucidati, ecco la croce rotta vicino alla talare dello spogliamento esteriore sacerdotale” (Saverio Gaeta, Il veggente. Il segreto delle tre fontane, Milano, Salani, 2016, pp. 80-88).

    (3) Cfr.: Il Segreto delle Tre Fontane rivelato a Bruno Cornacchiola

    Tremendi Castighi sull’Italia e sul Mondo

     

     

     

     

     

     

     

     

     La prova finale                                                                                                    

    Mala praevisa minus feriunt / i mali previsti fan meno male” perché abbiamo la possibilità di ricorrere alla preghiera, alla penitenza e alla conversione sincera. Più di questo oggi non si può fare. Il male è più potente delle anime fedeli, che cercano sinceramente Dio, ma l’Onnipotenza divina da ogni male e castigo sa trarre un bene maggiore. È con questo spirito di contrizione unito alla fiducia che dobbiamo affrontare la prova finale la quale incombe oramai sui nostri capi (v. la situazione in Siria, ove gli Usa minacciano di bombardare Damasco e la Russia di Putin mette in guardia che quest’atto scatenerebbe una guerra atomica di portata mondiale). Regina Martyrum ora pro nobis!

    Don Curzio Nitoglia / doncurzionitoglia.net

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    Sabato, 30 Luglio/ 2016     – di Don Curzio Nitoglia e Sergio Basile – Redazione quieuropa, guerra di religione, Polonia, GMG, Don Curzio Nitoglia, Sergio Basile, Mario Palmaro e Alessandro Gnocchi, Chesterton, Papa Bergoglio, Rivoluzione culturale, Richard Wagner, Francesco I, John Lennon, gesto del dio cornuto, musica pop, musica rock, Scuola di Francoforte,Yellow Submarine, Adorno, Marcuse, Sant'Ambrogio, Albert Pike, moneta debito, […]

    Libertà, Uguaglianza e Fratellanza: significato occulto secondo lo spirito massonico

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    Venerdì,  29 Luglio/ 2016  – di Sergio Basile – Redazione Quieuropa, Talmud, Mons. Leone Meurin, Don Isidore Bertrand, Clotilde Bersone, Epiphanius, San massimiliano Kolbe o San Giovanni Bosco, massoneria, logge massoniche, rivoluzione, sovversione sociale, Albert Pike, Eliphas Levi, Giuseppe Mazzini,  ideali rivoluzionari, Libertà, Uguaglianza, Fratellanza, Grand'Oriente d'Italia, Gustavo Raffi, RAI, Humanum Genus, Leone XIII  Libertà, Uguaglianza e Fratellanza: significato occulto […]

    Eucaristia: come riceverla correttamente, seguendo gli insegnamenti di Cristo, dei mistici, dei papi e della Chiesa

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    Domenica, 29 Maggio / 2016 – Festa del Corpus Domini – di Claudio Prandini  –  – integrazioni e note a cura della Redazione di "Qui Europa" – Redazione Quieuropa, Redazione Parrocchie.it, Claudio Prandini, Gesù Cristo, Sacrificio Eucaristico, Festa del Corpus Domini, Comunione nelle mani, importanza del Corpo e Sangue di Cristo, Comunione in bocca, protestantizzazione dell'Eucaristia, insegnamento dei […]

    Nuovo Ordine Mondiale – Sinarchia satanica che si vince con le armi dello Spirito

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    Giovedì, Maggio 28th, 2015 – di Sergio Basile e Massimo Mancinelli  –  Redazione Quieuropa, Madonna di Fatima, Terzo Segreto di Fatima, Massimo Mancinelli, Sergio Basile, San Pio da Pietrelcina, San Giovanni Paolo II, Conciclio Vaticano II, Benedetto XV, Benedetto XVI, Popolo eletto, apostasia, tradimento di Dio, Giudeo-Massoneria, Ebraismo, Giusta interpretazione della Bibbia, nemici di Cristo, Ecumenismo, 13 Maggio 1981, Mehmet Ali Agca, […]

    Piano Massonico del 1995 – Eliminazione del Sacrificio Eucaristico

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    Mercoledì,  Marzo 30th/ 2016  – Redazione Qui Europa  – Traduzione della rivista spagnola Roca viva, Febbraio 1997, José Abascal, Madrid Redazione Qui Europa, direttiva massonica, lotta costante e metodica per far scomparire la Chiesa cattolica, presenza reale di Cristo nell’Eucaristia, vergintà di Maria, Stato di scisma e di apostasia, Contestazione del Papa e della sua dottrina; Controllo delle edizioni […]

    Direttive del Gran Maestro della Massoneria ai Vescovi cattolici massoni, per distruggere la chiesa cattolica

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    Giovedì,  Aprile 23rd/ 2015       – Don Luigi Villa – Tratto da "La Massoneria e la Chiesa Cattolica" – Redazione Quieuropa, Din Luigi Villa, Massoneria, Chiesa Cattolica, Piano massonico, Satana, Direttive del Gran Maestro ai vescovi cattolici massoni, Ecumenismo e dissacrazione dell'Eucarestia, Divieto per liturgia latine e velo per le donne, Liturgia: vietate di inginocchiarsi e introducete chitarre, tamburi, Desacralizzazione dei canti […]

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  • Ital-Israel – Palazzo Montecitorio: la Knesset italiana?

    Ital-Israel – Palazzo Montecitorio: la Knesset italiana?

    Lunedì, 27 Giugno, 2016

     Commento tratto da internet, su segnalazione di G. Federici  

    Redazione Quieuropa,  Menorah, Israele, Massoneria, Kabbalah, “La menorah d’oro” a Gianfranco Fini, presidente della Camera dei deputati, B’nai B’rith, laicità dello Stato, sionista, seconda Repubblica, ottobre 1998), Massimo D’Alema, piazza Montecitorio, Roma, Trowbridge Ford 

    Simbolismo, Democrazia, Massoneria e Politica / Libero Confronto

    Ital-Israel – Palazzo Montecitorio: la Knesset italiana?

    Vi siete mai chiesti il senso dell'enorme Menorah riprodotta

     sulla pavimentazione davanti Montecitorio?

    Video in allegato: "Curiose coincidenze"

     
    Iniziativa di Libero Confronto
    Commento tratto da internet, su segnalazione di G. Federici
     
    Palazzo Montecitorio - la Knesset italiana . menorah
     
     Montecitorio: tempio ebraico della "Democrazia"?                                    
     

    Roma – Nella ristrutturazione della pavimentazione di Piazza Montecitorio è stata inserita una enorme Menorah (1): il ben noto simbolo dell'ebraismo, caro sia ai seguaci della religione che ai giudeo-massoni (2) (Ndr). La Kabbalah (pilastro dell'ebraismo assieme al Talmud – Ndr) è parte della tradizione esoterica ebraica e rappresenta l'atto di ricevere, ma anche l'atto di spiritualizzare il mondo; nonché il livello più profondo della tradizione ebraica. Ci sono anche esempi di recenti di «invasioni» della Kabbalah nell'arte italiana: basti guardare proprio la nuova piazza Montecitorio dell'architetto Franco Zagari. All'inaugurazione del 7 giugno 1998 nessuno si accorse del «segno». Eppure basta guardare la piazza dall'alto per accorgersene (vedi foto in copertina). Alla base del palazzo che ospita la Camera dei Deputati ci sono tre strisce bianche ad anello tagliate in mezzo da una quarta linea bianca. Tutto questo forma un candelabro ebraico a sette bracci, appunto la suddetta Menorah, che fa concludere le sue fiammelle all'interno di Palazzo Montecitorio, evidentemente nella speranza che la luce possa simbolicamente illuminare il tempio della democrazia.

    (1) Lampada ad olio a sette bracci (ne esitono versioni anche a 9 bracci) cara ai seguaci dell'ebraismo ed ai giudeo-massoni. Nell'antichità veniva accesa all'interno del Tempio di Gerusalemme attraverso combustione di olio consacrato. Il progetto originale, la forma, le misure, i materiali e le altre specifiche tecniche si trovano per la prima volta nella Torah. (Esodo 25,31,40): "Farai un candelabro di oro puro; il candelabro, il suo piede e il suo fusto saranno lavorati al martello, i suoi calici, i suoi boccioli e i suoi fiori saranno tutti d'un pezzo con esso. Sei bracci usciranno dai suoi lati, tre bracci del candelabro da un lato e tre bracci del candelabro dal secondo lato. (…) Guarda ed esegui secondo il modello che ti è stato mostrato sul monte".

    (2) “La Menorah per i massoni è il simbolo della luce spirituale e del seme della vita. Ricorda il candelabro che Mosè collocò nel tabernacolo; candelabro realizzato seguendo le istruzioni divine impartitegli sul monte Sinai.  Per il massone tale oggetto è importante, tanto sul lato storico, quanto su quello simbolico.  Sotto l'aspetto storico, è un arredo necessario nella ricostruzione del tempio salomonico, come lo sono le due colonne, il pavimento a scacchi e così via. Da un punto di vista simbolico, le Sette Luci Rituali della Menorah possono essere la rappresentazione di una Loggia perfetta, composta da 7 Maestri.” (E. Viero )  

    Palazzo Montecitorio - la Knesset italiana . menorah

     Quando Fini ricevette la Menorah d'Oro dalla loggia B’nai B’rith          

    E, del resto, come non ricordare l’assegnazione, nel 2009, del premio “La Menorah d’Oro” a Gianfranco Fini, presidente della medesima Camera dei deputati, da parte di Sandro Di Castropresidente della loggia romana del B’nai B’rith (foto in copertina,  in alto a destra): quando si dice la laicità dello Stato…   Ma poi, adesso che ci penso nel 1998 (si era già nel nuovo corso – ultra atlantista e ultra sionista – della seconda Repubblica) in Ottobre, Massimo D’Alema sarebbe giunto alla presidenza del Consiglio, quella passata alla storia soprattutto per i massacri della Nato in Serbia e in Kosovo (3)

    (3) Vedi qui: Massimo D'Alema cameriere della Nato

     D'Alema e il rispetto di Israele                                                                          

    Ecco cosa scrisse in proposito, nel 2006, il giornalista Trowbridge Ford “Fu solo a causa del suo [di D’Alema] sostegno alla campagna di bombardamenti NATO della Jugoslavia … che lo sforzo di Clinton riuscì, poiché l’alleanza militare non avrebbe potuto sostenerlo per più di qualche giorno senza il sostegno fondamentale dell’Italia. Come Bob Woodward ha indicato in State of Denial, "nella Casa Bianca sembrava probabile il suicidio di massa se l’Italia non avesse reso possibile la campagna di bombardamenti durata 78 giorni necessaria per costringere il presidente jugoslavo Slobodan Milosevic a cedere" (p. 61). In tal modo, l’Italia guadagnò un nuovo rispetto presso gli israeliani, poiché si ebbe finalmente un paese europeo impegnato ad arrestare la minaccia del terrorismo internazionale”. In effetti, non poteva essere trovato simbolo più appropriato di quella che è di fatto una menorah pubblica per il nuovo corso (e per le conseguenti guerre) della politica italiana.

    Iniziativa di Libero Confronto

    Commento tratto da internet, su segnalazione di G. Federici

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     Video correlato                                                                                                  

    PURE COINCIDENZE SCIENTIFICHE … / YouTube

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  • Italia – Il lento abbandono delle urne: ripoliticizzare l’immaginario?

    Italia – Il lento abbandono delle urne: ripoliticizzare l’immaginario?

    Martedì, 7 Giugno/ 2016

    – di Roberto Pecchioli  – 

    Redazione Quieuropa, Roberto Pecchioli, elezioni, politica, Roma, il lento abbandono delle urne, partecipazione degli elettori al voto, tasso di affluenza, educazione civica, sistema proporzionale, Serge Latouche, Movimento 5 Stelle, Woodstock 1969, colonizzazione dell'immaginario,  Ivan Illich, Teoria della "Decrescita felice" di Serge Latouche, Alla ricerca dell'anima perduta  

    Politica e società / Riflessioni alla chiusura delle urne 

    Italia – Il lento abbandono delle urne: ripoliticizzare 

    l'immaginario?

    Crisi del principio democratico ( e liberale ) e colonizzazione

    dell'immaginario. Cervelli uniformati e finta competizione:

    cosa fare?

     

    di Roberto Pecchioli

    Abbandono delle urne

     Italia, il lento abbandono delle urne: ripoliticizzare l'immaginario        

    Roma – di Roberto Pecchioli  Per l’osservatore distaccato, il giorno dopo le elezioni ha sempre qualcosa di divertente, ed è l’acrobatica operazione dialettica dei politici, impegnati come un sol uomo a dimostrare di aver vinto. Nel caso del voto amministrativo, per consumati maestri delle mezza verità loro, il passaggio è piuttosto facile, perché da qualche parte c’è sempre un comune conquistato, o un risultato al di sopra delle aspettative. La nostra riflessione, pertanto, si volgerà altrove, e riguarderà la partecipazione degli elettori al voto. Le comunali hanno fatto registrare un tasso di affluenza del 62,14 per cento, inferiore di cinque punti a cinque anni fa. La tendenza è inequivocabile, e riguarda ogni tornata elettorale, politica, regionale o europea. In Italia si votava davvero tutti, fino a circa vent’anni fa. Le politiche, poi, avevano percentuali superiori al 90 per cento, sino al 93: la polarizzazione politica tra PCI e partiti centristi da un lato, l’educazione civica che, costituzione alla mano, definiva il voto dovere civico, la possibilità di esprimere voti di preferenza, il sistema proporzionale che garantiva la rappresentanza di tutte le idee o sensibilità politiche o ideologiche.

     Da allora tutto è cambiato…                                                                             

    Da allora è cambiato tutto: la popolazione è invecchiata, i sistemi maggioritari premiano i grandi e mortificano proprio la rappresentanza a favore della cosiddetta “stabilità”, negando il nucleo stesso del metodo e della procedura definita democratica, la politica è screditata dall’interno e svuotata di potere dall’esterno, i programmi dei partiti sono sempre più spesso fotocopie l’uno dell’altro, così come gli slogan, ripetitivi, poveri, figli dello scadente livello culturale (su quello morale stendiamo un velo) dei candidati.

     Caduta libera                                                                                                       

    I numeri degli ultimi anni sono i seguenti: elezioni politiche 2008: 80,5%, 2013 75,2; elezioni regionali 2010: 62,30; 2015 52,2 (un elettore su due assente !!!!); elezioni comunali 2011: 67,41; 2016 62,14. Quanto alle elezioni europee: 66,5% nel 2009, 58,7% cinque anni dopo. I dati sono inconfutabili, e descrivono un abbandono costante degli elettori. Quali conclusioni trarne, politicamente e sociologicamente? Innanzitutto, un ulteriore dato tecnico, che riguarda la scarsa attenzione dei comuni nella revisione “dinamica” del corpo elettorale, talché i dati degli aventi diritto sono in eccesso rispetto alla realtà. Poi una valutazione concreta di altri elementi che di solito non vengono analizzati dagli osservatori: il primo  è il già citato fenomeno dell’invecchiamento demografico, per cui sono sempre più numerosi gli elettori non in condizione di esprimersi, l’ altro è la rilevante mobilità della popolazione, dovuta al mutamento profondo delle condizioni economiche ed esistenziali . Insomma, tra masse di giovani nomadi per necessità lavorativa e mentalità indotta dal liberismo “flessibile”, ed anziani che si trasferiscono stabilmente o per lunghi periodi in zone dove la vita è meno cara, cala anche l’elettorato.

     Crisi del principio democratico ( e liberale )                                                 

    Diciamo che ormai dobbiamo considerare il minimo fisiologico di assenza dal voto intorno al 15 per cento degli italiani. Ma gli altri, che sono già cinque milioni almeno alle elezioni politiche ed oltre il doppio alle amministrative? Pensiamo ad una città di grande senso civico come Bolzano, isola a maggioranza “italiana” in una provincia di lingua tedesca. Alle comunali di qualche settimana fa, ha votato solo il 57 per cento degli iscritti, che si sono ridotti al 40 per cento al turno di ballottaggio. Il sindaco eletto, quindi, è gradito a poco più di un quinto dei bolzanini. Questo è lo stato dell’arte della procedura democratica, malata qui come in tutto il cosiddetto Occidente, dunque anche il principio democratico, in particolare quello liberale della rappresentanza, è in grave crisi.

    Abbandono delle urne

     Una crisi programmata e indotta?                                                                  

    Alcuni anni prima del crollo della prima repubblica, discutendo con un politico di professione, peraltro persona onesta e di qualità, membro di governi con Berlusconi, lo sentii affermare che meno gente vota, meglio è, ponendo come esempi positivi gli Stati Uniti. dove un voto superiore al 50 per cento degli aventi diritto è raro, e la Gran Bretagna, in genere non oltre il 60/65 per cento di voto politico. Lo stupore di allora si è tramutato in convincimento radicato: i politici da un lato, il potere vero dall’altro (economia, finanza, tecnologia, intrattenimento) lavora attivamente alla spoliticizzazione di tutti noi. Votare è un fastidio ed è inutile, i politici sono tutti uguali, tanto non cambia niente, non solo soltanto le frasi più ricorrenti di tanti, ma sono esattamente l’esito programmato di elaborate strategie.

     Da Vendola, alla Meloni, al Movimento 5 Stelle…                                       

    Da quando non c’è più all’orizzonte il pericolo, o la "speranza comunista" ( cioé essa ha mutato pelle, casacche e bandiere – Ndr ) e la legge del tempo ha reso improponibili i regimi nazionali autoritari a sfondo sociale, resta ( almeno ufficialmente, formalmente – Ndr ) un unico modello di società, quello mercatistico liberale, fondato sui diritti umani ed individuali, cui aderisce sostanzialmente l’intero panorama politico italiano. Da Vendola alla Meloni , passando per lo stesso Movimento 5 Stelle, tutti condividono, o almeno accettano, lo stesso orizzonte, che ha allo zenit l’economia ( e la tecnologia che la orienta) ed al nadir la politica, svalutata, deprivata di potere, derubricata ad amministrazione dell’esistente.

     La colonizzazione dell'immaginario                                                                

    Il mondo liberale ha vinto, e la sua vittoria più profonda, a livello collettivo, è la colonizzazione dell’immaginario: consumo, diritti individuali, libertà “da”, mercato, feticismo della merce, adorazione del mito del futuro e del progresso lineare, monotòno, nel linguaggio di Gregory Bateson. Non c’è posto per la politica, ma solo per il supermercato, caleidoscopio di voglie, bisogni indotti, novità che si rincorrono, marchi che ci definiscono a livello sociale. Fenomeno che ricorda tanto la spasmodica volgia di denaro del tossicodipendente, nella ricerca incontrollabile e crescente di "nuove dosi" (Ndr) cioé nel deprimente e vano tentativo di soddisfare nuovi, quotidiani, bisogni indotti (un'altro dei motivi per i quali, evidentemente, fu inventata la droga e fu resa disponibile, sempre più, al consumo sfrenato delle grandi masse, da Woodstock 1969 (1) in poi – Ndr). Fu Thorsten Veblen a teorizzare i “consumi vistosi” di chi ha di più e vuole che si sappia, ma c’è anche la retroazione tra consumo, invidia sociale, corsa ad imitare l’acquisto altrui.   Serge Latouche ha teorizzato, nell’ambito  del suo pensiero (filo-socialista e spiccatamente mondialista – Ndr) della decrescita – dal quale, tuttavia, abbiamo preso le distanze in più sedi (Ndr) – (2), la colonizzazione dell’immaginario da parte di chi produce per il consumo prodotti  inutili, forte anche delle acquisizioni di Guy Debord e della “società dello spettacolo”.  Debord, filosofo situazionista, descrisse lo spettacolo come il mezzo principale attraverso cui  i vertici del liberalcapitalismo mantengono la loro autorità sul mondo moderno, riducendo ogni genuina esperienza umana  (anche la politica, dunque) ad immagine, rappresentazione mediatica, il che consente all’autorità di determinare come gli individui-massa percepiscono la realtà. Cornelius Castoriadis ha poi svelato il carattere “eteronomo” delle scelte, che vengono trasferite dall’ambito del politico a quello del consumo. Quanto ad un altro pensatore di grande rilievo, Ivan Illich, in Descolarizzare la società  spiega l'affievolirsi della speranza e il sorgere delle aspettative nell'orizzonte umano.  Lo ha compreso perfettamente l’apparato di riproduzione sociale del capitalismo di consumo, che ha posto la merce come aspettativa , destituendo la speranza del suo intenso valore simbolico, del suo potenziale di cambiamento condiviso, del suo slancio comunitario.

    (1) Woodstock (Ndr) fu il caso più emblematico della storia di perdita collettiva di controllo: un grande esperimento a cielo aperto, dove si testò l'uso delle nuove droghe allucinogene sui giovanim in preda all'anarchia e a terribili allucinazioni psichedeliche (altro che mito!!!)

    (2) Teoria della "Decrescita felice" di Serge Latouche (Ndr):  la teoria "socialista" del professor Latouche, in ultima istanza, porta ad accettare lo status quo dei "nostri padroni" (cioé del reggenti del grande modello liberal-capitalistico) e ad adeguarsi alle bufale pazzesche del mondialismo, incentrate sui "Limiti allo Sviluppo", teorizzati dal Club di Roma. Una teoria contro il sistema ma stranamente appoggiata da tutti i media del sistema e propinata alle masse come una sorta di nuovo Vangelo, a partire dalle università. E poi – va da sé – che senso ha far "decrescere" il popolino, convincendolo che il male del mondo siamo noi e il nostro consumo, fonte di "anidride carbonica", mentre dall'altra parte pochi eletti, che controllano media e "pseudo-scienze", crescono all'inverosimile sulle nostre carcasse? – Vedi qui per maggiori approfondimenti: Ecco perchè Non Crediamo alla Teoria della Decrescita Felice

    Abbandono delle urne

     Riscoperta delle speranze come forza sociale                                              

    Il presente è il trionfo del tipo umano disegnato dall’iperclasse (Christopher Lasch): l’uomo uscito dalla storia ed entrato nella cronaca delle breaking news e, soprattutto, nel carnevale ludico pubblicitario, non  più interessato a costruire istituzioni che blocchino l'azione dei mali scatenati dall’egoismo umano, ma anzi che ha ormai interiorizzato come definitivo lo status quo. Si affievolisce la speranza e sorgono semplici aspettative. Ma la sopravvivenza della specie umana – conclude Illich – dipende dalla riscoperta della speranza come forza sociale.

     Marketing e immagine                                                                                      

    La diminuzione progressiva degli interessati al voto si spiega essenzialmente con questo straordinario successo metaculturale del circo liberale: ciò che conta è il mercato, il possedere, l’immagine, il piacere che se ne trae , lo spettacolo cui si assiste. Dunque, vince chi è telegenico, chi comunica meglio un messaggio vuoto o equivalente agli altri, chi si presenta come variante, come novità , prodotto perfezionato dell’industria del consumo adattata alla politica, con un semplice scarto del marketing. Per molti, disinteressati o contrari all’aspetto competitivo-mercatistico delle elezioni, non andare a votare rappresenta ormai l’unica possibilità di dire no al sistema.

     Chi vota?                                                                                                               

    La trappola, tesa con scientifica precisione da chi comanda, funziona sempre, in questi anni. Votano infatti tre, quattro categorie sociologiche; i clienti, ovvero coloro che vivono, in varia misura, di politica (sono moltissimi, purtroppo) o che dalla politica si aspettano favori o vantaggi; i tifosi, quelle minoranze sempre meno ampie, prosciugate dal tempo e dalle disillusioni, che sono, a prescindere, dalla parte di qualcuno, o, più di frequente, contro qualcun altro;  gli abitudinari pigri, per i quali votare è un rito non dissimile dalla passeggiata sul corso o dall’ acquisto dei dolci domenicali; e, naturalmente, pubblico ambito da tutti i candidati, i dipendenti dalla propaganda, dagli slogan, dalla coazione a ripetere organizzata, ordinata dal sistema. Senza di loro, cala la tela. Non è un caso che il livello più alto della società, quello che un intellettuale francese, Jean Michel Groven, chiama “i superiorizzati” sia l’unico settore ad avere ricevuto una formazione culturale davvero elevata, ben diversa dalle modeste lauree “a crediti” e dal mediocre sapere strumentale per la massa dei nuovi prolet contemporanei.

    Abbandono delle urne

     Cervelli uniformati, conformisti, finta competizione                                 

    Loro dirigono i cervelli uniformati e conformisti, dunque depoliticizzati, della maggioranza. Loro organizzano, di fatto, le due, tre correnti formalmente distinte della politica, sempre loro le pongono in finta competizione per contendersi semplici quote di mercato, mai progetti alternativi, poi la vittoria spetterà ai migliori pubblicitari, ovvero ai suggeritori (adesso li chiamano spin doctors, letteralmente dottori, esperti, del colpo ad effetto) che hanno individuato in maniera più precisa l’umore popolare del momento, centrando il bersaglio, che non a caso, in inglese chiamano target. Non hanno bisogno di masse di elettori, a loro basta poter sommare alle categorie dei clienti, dei tifosi e degli abitudinari il voto di quelli che chiamerei iloti, nel linguaggio degli spartani, o pedoni, in quello degli scacchi, o semplicemente buoni consumatori globali eterodiretti. Milioni di altri, che non la bevono, o che hanno compreso che la politica non è la soluzione dei loro problemi, devono rimanere nel limbo. Questo, infine, era il messaggio che lanciava quel certo politico scafato che citavo all’inizio. Il mercato dei voti, dunque, risponde a strategie che spesso sfuggono alla sfera dell'apparente, uniformate a mirate campagne di marketing e demarketing, frutto – spesso e volentieri – di accordi sottobanco tra fazioni solo formalmente opposte (Ndr). Come spiegare, ad esempio, la curiosa e distruttiva strategia del centro-destra alle ultime amministrative di Roma, funzionali – ovvio – al successo del M5S della Raggi? Semplici errori di valutazione? Mah! (Ndr).

     Ripoliticizzare il nostro popolo su progetti "fuori dal cerchio magico"   

    Eccoci dunque al punto, al nocciolo del problema: ripoliticizzare il nostro popolo, interessarlo nuovamente alla vita pubblica.  Soprattutto, costruire un progetto che sia “fuori”. Per chi è “dentro” le opzioni sono tantissime, all’interno degli schieramenti principali .  Lo spazio è, ad avviso di chi scrive, immenso: milioni di non elettori sono avversari, o estranei, del sistema, e come loro una parte significativa di votanti grillini,  lo zoccolo duro della Lega e di Fratelli d’Italia; poi ci sono alcuni elettori di sinistra che sono tali per "nostalgia"… Infine, i giovani, che sono i perdenti per antonomasia della globalizzazione liberista: precari nel lavoro, nomadi nella vita, in difficoltà a formarsi una famiglia, confusi, non più supportati da famiglie che sappiano guidarli verso scelte libere, vittime della pubblicità, della moda, della scuola scadente e selettiva solo per censo. Milioni di vittime che sono “fuori” dal cerchio magico.  Non votano, spesso, perché manca l’offerta, e quella che c’è è tutta dentro l’orizzonte delle infinite sfumature del grigio liberale (o liberal-radical-socialista – Ndr), che sa trasformarsi, come uno zelig, ed assumere il colore gradito a ciascuno. La conclusione è che abbiamo perduto l’anima, i più maturi non hanno saputo conservarla, gli altri l’hanno regalata per indifferenza e per disabitudine a pensare, moltissimi per adesione indotta all’economia libidinale (ed ai suoi esiti politici) , come l’ha chiamata uno psicanalista come  Charles  Melman.

    Abbandono delle urne

     Alla ricerca dell'anima perduta                                                                       

    L’anima, per definizione, è fuori. Milioni di persone chiedono , spesso senza neppure saperlo, di ritrovarne una, e questo, ogni volta, è il messaggio che ci viene dalla mancata partecipazione agli spazi cosiddetti pubblici, come le elezioni. Ritrovando un’anima, tornerebbero a credere, a ritrovare la speranza ed abbandonare l’aspettativa. Ci vogliono idee diverse, disegni inediti, nuove narrazioni, come avrebbe detto Jean François Lyotard. Intanto, bisogna uscire “fuori”, all’aria aperta, e scoprire quanto è affollato e quanto ancora silenzioso. Se rimaniamo “dentro”, vinceranno sempre gli altri, tanto più bravi a gestire apparenze, inventare prodotti, escogitare nuove false libertà, inediti personaggi accattivanti prelevati da qualche talent show politico. E tutto, affinché “vincano le lavatrici”, come ha scritto un grande intellettuale russo del nostro tempo, Alexander Dugin, il creatore dell’indispensabile “quarta teoria politica”. Perché non innamorarsi di nobili battaglie "valide per tutti"? Perché non provare a recuperare la "sovranità" di pensiero, e con essa, magari, anche quella culturale e quella monetaria? In questo potremmo seguire il nobile esempio del Professor Giacinto Auriti: l'uomo che surclassò i grandi luoghi comuni, politici ed economici, del nostro tempo! (Ndr)

    Roberto Pecchioli (Copyright © 2016 Qui Europa)
     
    Partecipa al dibattito – Redazione Quieuropa – infounicz.europa@gmail.com
     

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     Allegati – Approfondimenti                                                                                   

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  • Italia, il Bel Paese dove lo Yes suona

    Italia, il Bel Paese dove lo Yes suona

    Lunedì, 6 Giugno/ 2016

    – di Roberto Pecchioli  – 

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    Costume / Colonialismo anglofono e smontaggio della lingua italiana

    Italia, il Bel Paese dove lo Yes suona

    Lo spirito dei colonizzati, i falsi colti e la grande colonizzazione:

    l'italiano rischia seriamente di scomparire sulle ali di

    un'ignoranza modaiola travestita da modernità

     

    di Roberto Pecchioli

    Italia, il Bel Paese dove lo Yes suona - Colonialismo anglofono e smontaggio della lingua italiana

     Italia, il Bel Paese dove lo Yes suona                                                              

    Roma, New York, Londra – di Roberto Pecchioli  Il penultimo trascorso è  stato un duro week end: per fortuna ho potuto assistere alla finale della Champions League in streaming, poiché non sono abbonato alla Pay-tv. Alcuni amici mi hanno chiesto la mia opinione sul job act e sulle agenzie di rating. Ho risposto che la prima follia è stata accettare il fiscal compact. Un mio parente è candidato sindaco, ed aspettava con ansia l’election day di ieri. Mi ha chiamato sullo smartphone, e gli ho risposto con un SMS (short message system). Poi sono uscito per prenotare delle analisi mediche, ma ho dimenticato la card per pagare il ticket all’Azienda sanitaria. Alla messa domenicale, il curato, giustamente, ha tuonato contro la stepchild adoption e la teoria del gender, pur riconoscendo cautamente i diritti gay. In ufficio, ho dovuto fare da tutor ad un collega che sta svolgendo training on the job e , nel pomeriggio, si è dedicato all’ e-learning. Non ho avuto il tempo di controllare sul computer le email della mia casella di posta elettronica. Dai media, ho appreso le news , tra una fiction sulla mafia e innumerevoli spot pubblicitari. In poche righe di nonsense (ahi, ahi, ahi !) ho utilizzato circa venticinque termini estranei alla lingua italiana, due dei quali – tutor e media – sono tratti da una meravigliosa lingua morta, il latino, che è la madre dell’italiano e la levatrice della nostra civiltà, ma vengono spesso pronunciati all’americana, “tiutor” e “midia” per ignoranza di molti,  poiché si dà per scontato che la parole nuove vengano tutte dalla "Merica", il paese del sogno, anzi dell’American Dream, che ha prodotto quella cosa pessima ed appiccicosa chiamata american way of life, il modo americano di vivere – e di imporre agli altri.

     L'Accademia della Crusca e i neologismi anglofoni                                    

    Ogni anno, la fiorentina Accademia della Crusca, solitaria Fortezza Bastiani a difesa della lingua italiana, registra centinaia di nuovi lemmi, e sono molti quelli di ascendenza inglese. Le lingue sono vive proprio perché cambiano, e si adattano alle realtà che cambiano. Ad esempio, se noi oggi citiamo la “legge delle guarentigie”, molti italiani fanno fatica a capire che guarentigia è il termine giuridico ottocentesco per garanzia e che, nello specifico, si tratta della norma a tutela delle prerogative del papato dopo l’annessione di Roma al Regno d’Italia. Un idioma cambia e non ci si può chiudere in difesa, chiamare tenzone un combattimento o fantesca una giovane domestica. Il nostro idioma muta più di altri, giacché la storia comune  ha fatto sì che l’italiano fosse soprattutto una lingua letteraria e veicolare per i colti da Trento alla Sicilia durante secoli, ma che divenisse effettivamente la lingua di tutti gli italiani da meno di un secolo. Durante la prima guerra mondiale, molti soldati, poveri contadini gettati nella bufera, non capivano gli ordini degli ufficiali, pronunciati in italiano e, per converso, la marina del nemico austriaco aveva come lingua franca proprio l’italiano, poiché la maggior parte degli equipaggi erano triestini, istriani e dalmati, ed ignoravano il tedesco, lingua dell’impero.

     La grande colonizzazione – L'italiano rischia seriamente di scomparire

    Il punto è che l’italiano rischia seriamente di scomparire, attaccato frontalmente dall’inglese tecnologico ed economico di importazione americana, accolto in maniera pigra, acritica, talora francamente ridicola, dai giornalisti e dagli operatori dell’informazione, che impongono decine, centinaia di termini che ogni altro popolo traduce tranquillamente nella propria lingua. Per rimanere alla più stretta attualità, i francesi stanno manifestando contro la loi du travail, fotocopia della nostra, che noi chiamiamo jobs act, e chi scrive chiama ironicamente Giobatta, in Liguria diminutivo di Giovanni Battista. Centinaia e centinaia di milioni di francofoni, ispanofoni  e di lingua portoghese definiscono il computer “ordinatore”, e nessuno, tranne gli italioti, si sogna di nominare Champions League la nuova Coppa dei Campioni, giacché Lega dei Campioni è traduzione semplicissima ed egregia. Quanto al fine settimana, rari inguaribili puristi evitano come la peste il week end, e credo che solo il presidente dell’Accademia della Crusca sia disposto a chiamare, come è corretto, facsimile il fax, essendo la voce universalmente riconosciuta una semplice contrazione. Quanto al ticket, se scrivo biglietto, scontrino, tagliando, contromarca indico dei buoni sinonimi, ma non convincerò mai le Aziende Sanitarie. Chiamare Patto di Stabilità il fiscal compact , o affievolimento quantitativo il quantitative easing delle banche centrali è impresa vana, anzi espone il locutore alla ridicolizzazione. Uno strip tease è senz’altro più arrapante di un semplice spogliarello, un bond vale più di un buono del tesoro e, certamente, un fallimento è più grave di un default, così come un marchio industriale è meno attrattivo di un brand.

    Italia, il Bel Paese dove lo Yes suona - Colonialismo anglofono e smontaggio della lingua italiana

     Lo spirito dei colonizzati, falsi colti                                                                

    In un vecchio film, Maurizio Arena interpretava il ruolo di un ladruncolo cacciato di casa dalla compagna (o partner ?) che, disperato, urla alla donna: “Il nostro è più di un matrimonio, è un more uxorio!”   Per i non romanisti, nel senso del diritto romano, convivenza di tipo matrimoniale.  Ad un livello più alto, è famosa la risposta di Fra Cristoforo al buon converso Galdino, che si stupiva dell’accoglienza in convento di Agnese e Lucia“omnia munda mundis” , tutto è puro per chi è puro, al che il fraticello, probabilmente illetterato, resplicò “Basta, lei ne sa più di me.“ Ma era latino. Oggi è facile osservare come, al di là della mutevolezza e della naturale plasticità di ogni parlata, l’introduzione di vocaboli stranieri  abbia una serie di motivazioni, tutte molto negative, diverse dalla logica dei tempi. Da un lato, c’è l’esibizionismo dei falsi colti, il provincialismo tipicamente nostro che aspira sempre a conformarsi a modelli altrui, in ossequio all’antica esterofilia nazionale, gemella del più sciocco servilismo. Usare le parole straniere in qualche ambiente “fa fino” , ma in realtà altro non prova se non la condizione di colonizzati di troppi connazionali. Purtroppo, colonizzati felici o inconsapevoli, e, quel che è peggio, membri di una solida maggioranza.

     Ignoranza modaiola travestita da modernità che rapisce…                      

    Informatica ed economia fanno la parte del leone. La responsabile tecnologica del mio ufficio ha preannunciato una visita per fare un benchmark”. Ho scoperto che si tratta di un software – test per la valutazione dell' hardware (componentistica). Come Socrate, ho saputo di non sapere, e , per un breve attimo, mi sono considerato sapiente. Poi ho appreso che questo benchmark è anche un punto di riferimento per la valutazione dei fondi di investimento (hedge fund , forse), e sono crollato, come nell’occasione in cui mi è stato fatto rilevare che la corrispondenza d’ufficio deve essere redatta in corporate standard, e che nel sistema Intranet, comunque, esiste un template facilmente scaricabile. Ho ceduto, ed ho fatto il download, ma non chiedetemi di spiegarvi nella lingua di Dante di che cosa si tratta. Il fatto è, appunto, che la nostra è la lingua di Dante e di altri geni. In italiano Galilei ha spiegato i massimi sistemi dell’universo,  Leonardo ha ipotizzato con adeguate formule il volo umano, il Vasari ha commentato l’arte di secoli , San Francesco ha invocato Dio e la natura sorella, Leopardi ha scandagliato il cuore umano nelle sue straordinarie liriche. Il naufragare non è affatto dolce in questo mare…. Nello scegliere una maglietta tipo polo (slim), la commessa mi ha assicurato che modello e colore sono trendy e cool. Sinceramente, non so che significhi, e mi sono limitato a pagare, in contanti, perché detesto le cards. C’è, insomma, questa irritante ignoranza modaiola travestita da modernità che rapisce soprattutto i giovani, incapaci di esprimersi in un italiano accettabile, ma soprattutto gli operatori dell’informazione e dell’istruzione, anche universitaria, i quali non compiono alcuno sforzo per tradurre termini o concetti tecnici, politici o di costume d’importazione.

     Imbastardimento provocato (dai nostri colonizzatori)                                 

    Qui la domanda sorge spontanea: si tratta di indolenza, malavoglia, imperizia, mancanza di istruzione da parte di costoro, investiti di responsabilità nei confronti della lingua e del popolo che la parla, o non siamo di fronte ad una precisa operazione di denazionalizzazione, sradicamento, imbarbarimento provocato? Temo che ci sia un‘azione congiunta dell’ignoranza diffusa e della consapevole manipolazione linguistica, che, unite, producono un fenomeno di depauperamento lessicale, di vera e propria sostituzione di significanti, che diventano, inevitabilmente, sostituzione di significati.  Non mi riferisco solo alle intuizioni di Orwell, o alle scoperte di sociologia della comunicazione di Mc Luhan: se il mezzo è il messaggio, Giobatta, alias legge sul lavoro, alias Jobs Act veicola la normalizzazione del precariato, la sua minimizzazione dietro la pretesa neutralità scientifica di un sintagma che, suggeriscono senza parere, è universalmente accettato.

    Italia, il Bel Paese dove lo Yes suona - Colonialismo anglofono e smontaggio della lingua italiana

     Così dispotico…                                                                                                   

    Penso a cretinate come lelection day, ma a votare in più comuni ci siamo sempre andati, a battaglie condivisibili, tipo no tax day – ma forse rivolta fiscale è troppo duro, anzi hard – allo stesso week  end, che sa tanto di ferie coatte, obbligo di partecipare alle transumanze di massa verso le località turistiche, con relative code in autostrada, tutto per il PIL e per combattere lo stress da lavoro di generazioni nomadi, insicure, bisognose di continue sollecitazioni. In Francia hanno una bella espressione, metro, boulot, dodo: pendolarismo, lavoro e poi a dormire. Il week end è differente dal fine settimana, ci si affranca dalla routine – che almeno è francese –  e da un esistenza da robot  (ci crediate o meno, è lingua ceca ) e via, all’ outlet ( le rimanenze…) o allo sballo. In più, c’è l’arcano, sempre fascinoso per gli italiani, che sono dei bamboccioni , o choosy, nella colta lingua di legno della professoressa Fornero, che non aveva tutti i torti, della parola nuova, che viene da lontano, da quell’America , da cui procedono tutte le novità, tutte le idee del mondo nuovo, così distotico per noi, così pieno di promesse per i poveri di spirito.

     L'invertito è felice…                                                                                            

    Ha qualcosa di eufemistico, Giobatta, se il precariato diventa Jobs Act, e l’invertito è felice, anzi gay. L’adozione di bambini da parte di omosessuali è più accettabile, se tutti la definiscono stepchild adoption. Qui entra in scena anche il politicamente corretto, che però, per funzionare sino in fondo deve essere capito, e mi viene in mente il concetto di “danni collaterali”, ossia i morti, i feriti e le distruzioni dei bombardamenti, che, peraltro, essendo svolti durante missioni umanitarie, non fanno troppo male, come il fuoco amico o le pallottole vaganti.

     Colonialismo anglofono e smontaggio della lingua italiana                       

    Ecco, una pallottola vagante , anzi ormai un bombardamento vagante, è l’operazione di smontaggio della lingua italiana. Un popolo che viene privato del suo modo di esprimersi subisce un esproprio che è un crimine contro la storia. Samuel Johnson scriveva che ogni lingua è un particolare, specifico modo di rapportarsi con il mondo. Noi italiani abbiamo detto per generazioni “Ti amo” a chi ci sta nel cuore. E’ diverso, quel suono , da Ich liebe dich dei tedeschi o dal dolce S’Agapò dei greci. Noi tutti siamo nati da quelle due paroline, che i nostri genitori si sono detti chissà quando. Una lingua non è una successione di vocaboli o una serie di regole grammaticali. E’ la maniera in cui un popolo sente, vede e designa cose ed emozioni.

     L'importanza assoluta del nome nell'identità                                                 

    Nel Genesi, Dio , durante la creazione, dà un nome a ciascun elemento del creato: “Sia la luce!. E la luce fu. Dio vide che la luce era cosa buona e separò la luce dalle tenebre e chiamò la luce giorno e le tenebre notte.Solo quando le cose hanno un nome acquistano un significato, una singolarità che le anima e le distingue. Analoga è la cosmogonia del Corano, in cui il nome diventa così importante che niente sussiste davvero, prima di essere definito. Dio, ovvero Allah , poiché così si dice in arabo, riceve novantanove predicati, novantanove aggettivi che lo qualificano ciascuno in maniera distinta: egli è rahman, misericordioso, akhbar, grande, malik, re, e tanto altro. La lingua italiana è l’elemento centrale della nostra identità.

    Italia, il Bel Paese dove lo Yes suona - Colonialismo anglofono e smontaggio della lingua italiana

     Italia, il Bel Paese dove il "Si" suona                                                              

    Non è un caso che sia stata letteralmente inventata da un poeta, Dante Alighieri, la cui poesia noi possiamo leggere e comprendere nel profondo in quella stessa lingua che egli ha plasmato, traendola dalle parlate di varie zone dell’Italia. L’Italia non esisteva al tempo di Dante, né come entità politica né come sogno , ma quello stivale contornato dalle Alpi  con la Sicilia a lato, terra di Federico II e Cielo d’Alcamo con la sua rosa fresca aulentissima, era, per lui, il bel paese dove il sì suona ( Inferno, XXXIII ). Tutti gli abitanti di quella terra affermavano allo stesso modo, dunque c’era in loro qualcosa di importante in comune, il nucleo di una lingua che il genio fiorentino portò a vertici di bellezza e di significati straordinari. L’intera teologia e tutti i discorsi di vescovi e papi non reggono dinanzi ad un solo endecasillabo che è la sintesi del cristianesimo: “Vergine madre, figlia del tuo figlio “.

     Impoverire, imbastardire e abolire la lingua italiana: atto criminale      

    Questa lingua che è nostra non può essere lasciata in mano a quattro professorini della Bocconi che strologano di leveragebad bank o credit default swap, e neppure ai padroni dell’informazione che non consultano mai il dizionario per tradurre le nuove terminologie provenienti da New York, capitale del loro mondo. Non possiamo neppure sperare nella sensibilità dei docenti universitari di lingua, grammatica e letteratura italiana, troppo impegnati nei loro eruditi saggi, scritti unicamente a scopi di carriera o per polemiche autoreferenziali tra dotti. Del resto, chi li ascolterebbe, tenuto conto che la letteratura, dunque la lingua, come la filosofia, la storia o la geografia, “non serve”. Tuttavia, impoverire, imbastardire, e, alla lunga, abolire la lingua italiana è un atto criminale. Una di lingua, trono ed altare, invocava Alessandro Manzoni. Ormai ridotto a poltiglia lo Stato, privato delle sovranità e di qualunque prestigio morale agli occhi dei suoi cittadini, sbriciolato il potere unificante del cattolicesimo, la cui gerarchia era ed è sempre più nemica giurata della Nazione italiana, resta la cultura, simbolo della quale è la lingua.

    Italia, il Bel Paese dove lo Yes suona - Colonialismo anglofono e smontaggio della lingua italiana

     Una responsabilità enorme                                                                              

    La nostra non è una nazione fondata sulla comunanza di stirpe, con popolazioni di ascendenza araba, levantina, alpina, mitteleuropea. Perduta la lingua, che cosa ci resta? Proprio per questo, ci si convince che l’alluvione anglofona, dalla quale è investito anche il resto d’Europa, ma solo da noi non trova resistenza, ma anzi entusiasti banditori, sia un altro dei meccanismi per distruggere lo spirito, l’identità, il sentire comune, la volontà di stare insieme del nostro popolo. Ernest Renan sostenne che la patria è un plebiscito che si rinnova ogni giorno, ma non possiamo dire sì a noi stessi, se pensiamo yes. In qualche università pubblica, lezioni di economia e finanza vengono direttamente impartite in inglese. Ottima cosa contare su laureati  poliglotti, ma le nostre università devono formare nella nostra lingua e, qualunque sia l’indirizzo di studi, alla nostra lingua.

     Il destino del call center Italia                                                                         

    Non resta che resistere, espungendo il più possibile dai nostri discorsi e dai nostri scritti le parole straniere, ognuna delle quali ha necessariamente un corrispettivo in italiano, ed ancora più pretendere, da genitori, che l’insegnamento, vorrei dire l’addestramento all’uso dell’italiano sia considerato centrale nel percorso formativo degli studenti. In caso contrario, la neolingua dei messaggini diventerà genere letterario per incomprensione delle altre forme espressive, e nessuno sarà più capace neppure di immaginare la traduzione di centinaia di parole. Di più: come nei romanzi di Orwell e nel Mondo Nuovo di Huxley, poche decine di vocaboli (in anglo-tecno-neolingua) basteranno per esprimere la povertà intellettuale, lessicale ed interiore di intere generazioniPresumibilmente, è quello che vogliono i nostri “superiori”. Hanno vita facile, nel call center  Italia, perché ci siamo trasformati senza problemi nel bel paese dove suona lo yes del consenso bovino, dell’indifferenza, della rinuncia a pensare, del servilismo beceroUnderstand?  

    Roberto Pecchioli (Copyright © 2016 Qui Europa)
     
    Partecipa al dibattito – Redazione Quieuropa – infounicz.europa@gmail.com
     

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     Allegati – Approfondimenti                                                                                   

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    Venerdì, 3 Giugno/ 2016

    – di Roberto Pecchioli  – 

    Redazione Quieuropa, Roberto Pecchioli, Roma, 2 giugno, Repubblica Italiana,  Berlinguer ti voglio bene, Meccanismo Europeo di Stabilità, 70 anni di ipocrisia, i grandi architetti della Repubblica, Bruxelles e Francoforte, Repubblica dell'usura, Ciampi, Andreatta e Draghi, Renzi

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    di Roberto Pecchioli

    Repubblica Italiana - 70 anni di ipocrisia – Da 70 anni al servizio di potenze straniere

     Repubblica Italiana: 70 anni di ipocrisia                                                      

    Roma – di Roberto Pecchioli   La mattina della sedicente festa della Repubblica mi ha colto alla Spezia. Non è granché, la città della marina militare inventata dall’ammiraglio Brin dopo l’Unità d’Italia, ma il 2 giugno mi è sembrata il simbolo perfetto della Repubblica Italiana. Il vecchio quartiere umbertino degli arsenalotti è in mano ai dominicani, la spazzatura accumulata dovunque la fa assomigliare alla Napoli dei peggiori momenti. Mi dicono che c’è stato uno sciopero, ma la quantità di rumenta (noi la chiamiamo così) era impressionante, e non risparmiava nessuna zona, con contorno di ratti ed assemblea di gabbiani. L’azienda comunale cittadina, che si occupa di energia e di rifiuti è tra le più disastrate della Repubblica per bilancio in rosso, ed i suoi dirigenti, che qui sono tutti rigorosamente democratici, con spruzzate di Vendola, non verranno certo cacciati dal referendum di Renzi (1), che promette di spezzare le reni a tanti politici. Narrazioni, storytelling, cioè balle.

    (1) Vedi qui: Sotto falsa bandiera. Il referendum Renzi-Boschi

     La "Repubblica" non tira… e ci sono ottimi motivi!                                   

    Gruppi di ufficiali in divisa raggiungevano il bel lungomare cittadino con aria distratta per partecipare,  dovere d’ufficio, al rito annuale delle celebrazioni. Cittadini comuni, quasi nessuno, tranne pochi anziani, immagino di quelli che hanno avuto la tessera del PCI, poi PDS, quindi DS ed infine PD. La Repubblica non “tira” e ci sono ottimi motivi. Al bar, mi imbatto nel quotidiano locale, molto progressista, ça va sans dire, da poco nell’orbita della Stampa (Fiat), che delizia i lettori con molti paginoni fieramente repubblicani, a partire da un titolo involontariamente umoristico: “scelsero il futuro”. Magari lo scelsero gli americani per noi, insieme con il ministro Romita addetto agli aiutini alla causa repubblicana (leggasi brogli) , i comunisti in armi di Secchia, il truce Pertini che voleva sparare all’incolpevole Umberto di Savoia, e non scelsero affatto militari, prigionieri, giuliani ed istriani, che non poterono votare.

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     Repubblica: accanimento terapeutico nei confronti di un cadavere       

    Ordinaria amministrazione di un regime che agonizza, ma non muore, e sarebbe eutanasia: invece, c’è l’accanimento terapeutico nei confronti di un cadavere. La televisione, senza distinzione tra reti pubbliche e private, ci ha bombardato di retorica a fiumi, parate militari, festeggiamenti e parole in libertà di anziane signore per ore e ore, con un patriottico logo bianco, rosso verde ad un lato dello schermo, conservato anche durante i telefilm americani, a gloria del grande architetto dell’universo repubblicano.

     Benigni Roberto: il violinista-buffone di corte ( cioé di regime )            

    Basta, basta, basta! E invece no, a sera abbiamo avuto il dubbio piacere di goderci un disgustoso pistolotto elettorale a favore del sì nel referendum di ottobre da parte del buffone ufficiale di corte, un altro del giglio magico-esoterico, Roberto Benigni da Castiglion Fiorentino . Il violinista di regime, antico protagonista di un monumento della cinematografia universale come “Berlinguer ti voglio bene”, già autore di entusiaste emissioni televisive a favore della "costituzione più bella del mondo" (quella italiana, per gli ignari), si è prodotto nel consueto one man show dove ha unito in un minestrone indigeribile libertà, democrazia, repubblica, voto alle donne, referendum.

     Noi preferiamo Rigoletto                                                                                 

    Ogni regime ha bisogno dei suoi giullari, o buffoni di corte: l’autoproclamata democrazia non fa eccezione, e Benigni assolve perfettamente al suo compito. Noi continuiamo a preferire Rigoletto che, capito chi è davvero il Duca di Mantova (“questa o quella per me pari sono…”) seduttore di sua figlia Gilda, trama per ucciderlo, con il tragico epilogo che conosciamo. Gilda uccisa per errore ed il povero padre disperato: il potere ha vinto un’altra volta.

     Sempre questione di immondizia                                                                  

    Nella felice repubblica italiana nata-dalla-resistenza, il settantesimo compleanno che, anche dopo la legge Fornero, dovrebbe significare età della pensione, è stato accompagnato da una geniale trovata: ricordare l’anniversario del voto alle donne. Di qui l’alluvione di attempate intellettuali “de sinistra”, reduci di tutte le finte battaglie, esponenti politiche in disarmo, tutte riesumate nell’occasione per intrattenere gli utenti della TV sempre più di Stato.  Associare il voto alle donne alla repubblica è stato geniale. Peccato che il 2 giugno 1946 la repubblica non ci fosse ancora e gli elettori, e le elettrici, siano stati convocati dal ….luogotenente del Regno! Dettagli.  Da italiano infastidito da decenni di indottrinamento, ho associato l’immondizia mattutina, quella maleodorante che sfregiava le strade della Spezia, a quella delle trasmissioni di potere, e, per un’ardita associazione di idee, mi è venuta in mente una pubblicità di una certa carta, dieci piani di morbidezza. E’ stato un attimo, temo il vilipendio e la psicopolizia, ed allora ecco un’altra libera associazione psicanalitica: i due minuti di odio obbligatorio prescritti dal Grande Fratello ai cittadini di Oceania in 1984 di Orwell nei confronti dell’arcinemico (inesistente) Emmanuel Goldstein.

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     I patrioti internazionalisti, son "pronti alla morte" ?                                 

    Qui non è diverso, con la differenza che i due minuti erano in fondo una modica quantità, mentre i custodi dei patri lari hanno bisogno di bombardamenti molto prolungati. Da alcuni anni, inoltre, hanno riscoperto la bandiera tricolore ed il patriottismo. Ultimo rifugio dei mascalzoni, come sapeva José Ortega  Y Gasset, anch’esso è diventato un obbligo, anzi un atto d’ufficio, come quello che ha portato gli ufficiali spezzini della Marina alla cerimonia locale. I telegiornali ci hanno mostrato i mandarini e le dame di regime cantare a voce spiegata l’Inno di Mameli alla parata militare romana del 2 giugno. Unica, lodevole eccezione, Madama Boldrini, la presidenta, e per la prima volta nella vita sono stato dalla sua parte. Internazionalista, funzionaria dell’ONU, nemica giurata di muri e frontiere, immigrazionista di ferro, perché dovrebbe esser “pronta alla morte” perché “l’Italia chiamò”?  La sua altera eleganza, peraltro, sarebbe messa in crisi dall’elmo di Scipio di cui dovrebbe cingersi la testa. Tutti gli altri, lì a mentire spudoratamente davanti alle telecamere: pensate al patriottismo di Renzi, o alla disponibilità di Padoan, della garrula signora Pinotti o dell’eterea Madia a morire per l’Italia . In più, è sempre in prima fila il presidente “emerito” Napolitano. Gran patriota, prima servitore dell’URSS e poi, dal famoso viaggio in America del 1978, degli USA (d'altronde il linguaggio esoterico del potere, dietro le bandiere e i compassi, è lo stesso. Identico. E Napolitano, il cosmo-patriota 'de no artri, lo conosce molto bene. Ndr) e, da ultimo, commissario del popolo…. della Commissione Europea.  Amano talmente l’Italia che hanno cancellato in pochi anni la sovranità proclamata da quella Costituzione al cui solo pensiero si commuovono sino alle lacrime.

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     Da 70 anni al servizio di potenze straniere                                                   

    Le leggi finanziarie e le regole del gioco monetario le scrivono tra Bruxelles e Francoforte,(2) – e tra Londra e New York – l’esercito che fanno sfilare armato di fucili di latta è al servizio da 70 anni di una potenza straniera (70, quanti la repubblica, sarà un caso?), la sovranità monetaria è in mano ad una banca straniera e privata, (3) e la Commissione dell’UE ci impone insieme le dimensioni delle zucchine, la capacità dei profilattici e l’obbligo di salvataggio delle banche con i soldi di correntisti ed obbligazionisti, vietandoci al contrario di salvare distretti industriali o settori produttivi in crisi. Sono patrioti da quando hanno completato lo smontaggio dell’Italia.

    (2) Vedi qui: L’Inganno monetario dietro le grandi manovre di Bruxelles e Francoforte

    (3) Vedi qui: Popoli schiavi del debito e falsa elemosina

    BCE  Moratoria e Delegittimazione della BCE: Rottamare la Fabbrica del Debito

     La vergogna massima                                                                                       

    Ricordate il 2011, un secolo e mezzo di unità nazionale?  Un’alluvione di retorica e di panzane in salsa tricolore, con la stessa disinvoltura di chi pubblicizza una marca di pomodori pelati o un venditore di auto usate. Nessun accenno alla guerra civile del Sud, ma anche fantastiche acrobazie verbali per non ricordare il fatto che, guarda un po’, l’Italia era stata unita attraverso l’azione del Regno Sardo Piemontese, nel bene e nel male, più ombre che luci, ma comunque da loro, non dai partigiani dell’ANPI  o dal maresciallo Badoglio (Adua, Caporetto, 8 settembre). Ciampi, uomo delle banche, lo stesso che ha distrutto la lira da banchiere centrale, venerabile maestro dei politici svenditori della sovranità nazionale e popolare, ci esortava al “patriottismo costituzionale”, Mattarella, più modestamente, ha sussurrato di "dignità per i migranti". Chi pensa agli italiani, quelli in carne e ossa, magari quelli che vorrebbero un lavoro stabile? Le parate militari, cui opportunamente non hanno partecipato i marò provvisoriamente liberi dall’India, che sono stati arrestati in quanto hanno sparato per ordine espresso della Repubblica, non nascondono l’impotenza delle nostre Forze Armate ed il ruolo di bagnini di salvamento di fronte ad un’emergenza storica come quella dell’invasione provocata dall’Africa.  Da quando l’Italia non “è” più, gran sventolio di bandiere, patriottismo obbligatorio quanto lo spirito antinazionale di prima, occhi bagnati di lacrime all’inno nazionale, e cantano senza vergogna la menzogna massima: “l’Italia s’è desta“.

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     La Repubblica dell'usura                                                                                  

    Loro però dormivano della grossa, e non era il sonno del giusto, quando Ciampi, Andreatta e Draghi svendevano i gioielli di famiglia al tempo delle grandi privatizzazioni degli anni 90, o permettevano alla Banca d’Italia di decidere il tasso di sconto, inaugurando l’era del debito (4). Russavano tutti accettando il cambio di lire 1936,27 per un euro, dormiva D’Alema  con il pio Oscar Luigi Scalfaro bombardando la Serbia e abolendo la legge bancaria che distingueva tra istituti di credito e deposito e banche d’affari. Più recentemente, i sonniferi hanno permesso leggi come il pareggio di bilancio in Costituzione, il Patto di Stabilità (quello del rapporto deficit/PIL(5)) . La narcosi doveva essere tremenda votando il Meccanismo Europeo di Stabilità (6), con cui regaliamo 85 miliardi di euro ad un fondo destinato a farci prestiti a strozzo, e certo dormiranno come angioletti quando si tratterà di approvare il Trattato Transatlantico di Partenariato (7) che darà l’ultimo colpo di piccone al loro stesso potere, oltreché alla sovranità del popolo italiano.

    (4) Vedi qui: Spinti a far Debiti dal mitico Stato-Apparato 

    Saremo a Sovranità Limitata, fino a quando avremo un Debito così alto… Praticamente per sempre

    (5) Vedi qui: Patto di Stabilità – Come l’Europa dal 97 chiede il suicidio dell’economia italiana 

    (6) Vedi qui: L’euforia di Regling, il MES avrebbe Raggiunto il suo Obiettivo

    (7) Vedi qui: TTIP e TISA: i trattati Usa-Ue che uccidono la politica e la sovranità – 1 

    TTIP e TISA: annullamento totale della volontà popolare e legalizzazione del crimine – 2 

    La lezione di Auriti e i pericoli degli accordi di libero mercato Usa-Ue

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     Il Piave mormorava… Schengen no!                                                              

    Poi si svegliano come tarantolati per urlare a gola spiegata che "Schengen non si tocca", ovvero che le frontiere non si controllano, e tacciano di ogni nefandezza chi si oppone al loro vangelo apocrifo. Ma sono le stesse frontiere per cui sono morti in tanti nel Risorgimento e nella Grande Guerra. Il Piave mormorava, quando le truppe marciavano verso la frontiera, per far contro il nemico una barriera. Marciavano, imperfetto, passato. Ora le marce riguardano i diritti degli omosessuali, nuova classe levatrice della storia, come il proletariato dei "poveri" Marx e Engels: infondo grandi padri  spirituali e architetti si questo sistema (Ndr).

     I mantenuti della Repubblica settantenne                                                    

    L’Italia, no, non si è desta; la sua classe dirigente, con duemilatrecento invitati, era tutta ad ingozzarsi al ricevimento per la festa della Repubblica  al Quirinale, ben svegli . Svegli e vigili come i loro numerosi maggiordomi di rango, sindaci, alta dirigenza pubblica, generali e colonnelli taglia extralarge, presidenti e consiglieri d’amministrazione di enti pubblici e società partecipate, industriali foraggiati come i cotonieri del New Deal, banchieri falliti , parrucconi vari, nani, ballerine e buffoni di corte. Solo loro devono cantare l’inno nazionale, loro, i mantenuti della repubblica settantenne. Una vecchia signora dal gagliardo appetito attorniata da tronisti  e gigolò.

    Repubblica Italiana - 70 anni di ipocrisia – Da 70 anni al servizio di potenze straniere

     L'Italietta tronista dorme… L'Europa dei popoli e delle sovranità no!   

    Purtroppo, siamo noi a dormire. In Francia stanno lottando contro la legge sul lavoro, in Belgio sfilano  a decine di migliaia contro le politiche antisociali del governo, in Germania trecentomila sudditi di Frau Merkel hanno manifestato contro il TTIP, in Gran Bretagna mettono in questione la stessa permanenza nell’Unione Europea, bulgari, austriaci, ungheresi e persino macedoni ( extra UE) difendono le frontiere. In Spagna si vota per la seconda volta in pochi mesi perché non si sono formate maggioranze politiche a favore dell’austerità, in Grecia si combatte come si può, all’insaputa degli altri europei. L’Italia no, isola felice nella quale non esiste disoccupazione, la sicurezza civica è garantita, ladri ed assassini stanno tutti al sicuro dietro le sbarre, l’immigrazione è sotto controllo ed entrano solo valenti lavoratori richiesti a gran voce da un sistema industriale in ascesa, i giovani hanno un radioso futuro e gli anziani possono usufruire di ottime pensioni e servizi sanitari rapidi ed a buon mercato. Le mafie sono un retaggio del passato e un caso di corruzione è così rarocome un dì senza vento a Catanzaro”.

     Come nel gran ballo del Titanic                                                                       

    L’Italia dorme, sazia ed indottrinata dal Benigni di turno, irretita oggi da Renzi come ieri dal Cavaliere. L’elmo di Scipio è fuori moda,  scomodo da portare, e questo Scipio, poi, non è neppure uno stilista con  griffePer illustrare lo stato di questo popolo sfatto, non si sa se pensare al gran ballo del Titanic, che durò sino allo schianto contro l’iceberg assassino, o se ricordare il finale del Sabato del Villaggio leopardiano, con il triste risveglio dopo l’attesa: “Godi, fanciullo mio; stato soave, stagion lieta è cotesta. /Altro dirti non vo'; ma la tua festa/ Ch'anco tardi a venir / non ti sia grave.” Meglio, molto meglio, per descrivere la festa volgare del potere che celebra se stesso, mettere uno accanto all’altro due quadri francesi dell’Ottocento, L’ orgogliosa, retorica, falsa “Libertà che guida il popolo” di Delacroix e la realistica drammatica Zattera della Medusa di Géricault, tutti contro tutti. Meglio ancora, la Torre di Babele di Pieter Bruegel: ognuno estraneo a tutti gli altri.

    Roberto Pecchioli (Copyright © 2016 Qui Europa)
     
    Partecipa al dibattito – Redazione Quieuropa – infounicz.europa@gmail.com
     

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     Allegato – Approfondimenti                                                                                   

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  • E’ possibile un Accordo Pratico tra Cattolici e Modernisti? No!

    E’ possibile un Accordo Pratico tra Cattolici e Modernisti? No!

    Mercoledì, 2 Giugno/ 2016   

     – di Don Curzio Nitoglia / Premessa di Sergio Basile –

    Redazione quieuropa, Don Curzio Nitoglia, modernisti, Chiesa cattolica, Roma, Lutero, Rousseau, Locke, ebraismo, Bergoglio, eresie ebraiche, protestantizzazione della Chiesa, clero comunista e clero massonico, soggettivismo e relativismo, inconciliabilità tra ebraismo e cattolicesimo, Massoneria e Nuovo Ordine Mondiale  

    E' possibile un Accordo Pratico tra Cattolici

    e Modernisti? No!

    Il Modernismo è la Grande Eresia profetizzata a Fatima,

    nel "Terzo Segreto" (eresia giudeo-massonica)

    Ecco perché dobbiamo temere la mano tesa dal modernismo:

    esso vuol cambiare la sostanza della Chiesa di Cristo,

    come predetto da molti santi e mistici, come

    denunciato da numerosi papi

     

    Premessa di Sergio Basile

    Cattolici e Modernisti - inconciliabilità

     Inconciliabilità e antiteticità tra Cattolicesimo e Giudeo-Massoneria    

    Il Talmud è il "libro sacro" caro a giudei e massoni. Esso rinnega Gesù Cristo e Maria Santissima con espressioni blasfeme, che fanno cadere, miseramente, come un castello di carte, tutti i possibili slanci ecumenici oggi tanto in voga. Oggi la tendenza dell'ecumenismo (e della contestuale modernizzazione della Chiesa) è quella di realizzare una sorta di nuovo panteismo, proteso ad appiattire tutto e ad omogenizzare Gesù Cristo assieme a tutti gli altri credi e "pseudo-divinità" pagane. Si cerca cioé di conciliare in un unico abbraccio, tra l'altro, i seguaci del Talmud con i seguaci del Vangelo. Follia

     Ecumenismo e unica religione mondiale                                                      

    L'obiettivo dei propugnatori della nuova religione "ecumenico-cattolica" è quello di creare, in nome di una tolleranza di facciata (massonica) una nuova religione unica mondiale che sia funzionale all'instaurazione "legittima" di una Repubblica Universale Giudeo-Massonica (Nuovo Ordine Mondiale). Il cosiddetto "nuovo ordine" (o dis-ordine) deve passare necessariamente dalla distruzione del cosiddetto "vecchio-ordine" (ordine millenario Cristiano) previo uno strategico abbassamento ed annacquamento dei principi e dogmi cristiani di sempre: ciò a partire dalla desacralizzazione della SS. Eucaristia (vedi nota 1) e dei riti tradizionali, così come avvenne in epoca luterana e calvinista.

    Nota 1

    Eucaristia: come riceverla correttamente, seguendo gli insegnamenti di Cristo e della Chiesa

    Cattolici e Modernisti - inconciliabilità

     Talmud: il libro proibito ai cattolici                                                               

    Presso la Chiesa cattolica il Talmud fu inserito nell'Indice dei libri proibiti e ritenuto un testo che un cristiano poteva leggere solo previo consenso del proprio vescovo.  La giustificazione di questo divieto potrebbe ricavarsi da ciò che il Talmud dice, ripetutamente, di Gesù e Maria, l'uno impostore e l'altra donna poco seria (prostituta che frequentava carpentieri); inoltre nel Talmud viene suggerito e codificato l'atteggiamento (tutt'altro che tollerante) che un buon ebreo deve avere di fronte ad un cristiano. Esso indica com'è lecito raggirare un cristiano e soprattutto con quale tipo di rifiuto deve essere trattato l'ebreo che passa al cristianesimo. I cristiani che passano alla Massoneria sono, dunque, di fatto dei traditori di Cristo: non a caso il Rito Scozzese Antico ed Accettato (vedi nota 2)  prevede l'ingresso del fratello massone nella grande famiglia dell'ebraismo: il massone diviene parte integrande della terra promessa della Repubblica universale (Nuovo Ordine Mondiale).

    Nota 2 Sommario dei 33 gradi del R.S.A.A.

     11° grado – Massone: ebreo adottivo e traditore-negatore di Gesù          

    Ciò prevede il passaggio all'undicesimo grado della Massoneria di RSAA: "11° Ensoph – Cavaliere Eletto: UOMO SENZA DIOapogèo del Popolo perfetto massonico. Il massone diventa ebreo adottivo. La ragione umana è divina essa stessa, quindi indipendente da ogni autorità: essa è sovrana: La pietra grezza è diventata pietra cubica, cioè massone perfetto. L’uomo è Dio a se stesso! Così egli compie i suoi doveri verso se stesso!"(vedi nota 3) L'uomo Dio a sé stesso è, come noto, il fondamento del satanismo. Può tutto ciò – ci chiediamo – conciliarsi col messaggio universale e salvifico di Gesù Cristo? Assolutamente no! Quali basi e fondamenti ideologici ha, dunque, l'ecumenismo, intriso com'è di relativismo giudeo-massonico(vedi nota 4)

    Nota 3 Sommario dei 33 gradi del R.S.A.A.

    Nota 4Piano Massonico del 1995 – Eliminazione del Sacrificio Eucaristico 

    Direttive del Gran Maestro della Massoneria ai Vescovi cattolici massoni, per distruggere la chiesa

    Sergio Basile (Copyright © 2016 Qui Europa)

     

     

    E' possibile un Accordo Pratico tra Cattolici 

    e Modernisti? No!

     

    di Don Curzio Nitoglia

    Cattolici e Modernisti - inconciliabilità

      Accordo unilaterale                                                                                                                                          

    Roma – di Don Curzio Nitoglia – Recentemente si discute sulla possibilità di un accordo “unilaterale”, solamente pratico e non dottrinale, tra neo-modernisti e cattolici fedeli. Molte sono le opinioni a riguardo di questo problema. Cerchiamo di vedere ciò che ha insegnato su tale questione il campione dell’antimodernismo: papa Giuseppe Sarto, di cui cito nel presente articolo tre documenti non molto noti, in cui egli mostra la gravità dell’errore modernista e la falsità dei modernisti, che sono lupi travestiti da pecore (Mt., VII, 15), per cui – come insegna il Papa – accordarsi con loro significherebbe mettere la pecora in bocca al lupo.

     Tre insegnamenti di San Pio X                                                                       

    I – La Chiesa non teme la persecuzione esterna, ma la guerriglia interna – Nell’Allocuzione “Accogliamo” (18 aprile 1907) San Pio X mette bene in evidenza che la Chiesa non teme la persecuzione aperta come “quando gli editti dei Cesari intimarono ai primi cristiani di abbandonare il culto a Gesù Cristo o di morire”. Ciò che San Pio X teme di più è l’infiltrazione nella Chiesa del morbo modernista, il quale si nasconde nelle sue viscere per distruggerla, se mai fosse possibile. Oggi, purtroppo, tale virus non solo si è infiltrato nel seno della Chiesa, ma è giunto al suo vertice ed opera la “rivoluzione in cappa e tiara”.

     Il modernismo è la grande eresia                                                                   

    Il modernismo è “la grande eresia” (Marcel De Corte), che non è uscita fuori della Chiesa per combatterla faccia a faccia, ma si è celata in essa per cambiarne la sostanza e rimpiazzarla con un falso cristianesimo rinnovato e modernizzato, il quale ha fatto suoi i princìpi fondamentali della modernità: il soggettivismo e il relativismo. Secondo questi princìpi tutto è una produzione della mente dell’uomo, anche la religione e persino Dio, e perciò non v’è una verità oggettiva, certa e assoluta, ma tutto è relativo rispetto a ciò che pensa il soggetto umano, che prende il posto di Dio. San Pio X chiama i modernisti “ribelli” perché “professano e diffondono sotto forme subdole gli errori mostruosi sulla evoluzione del dogma”.

     2 caratteristiche principali del modernismo                                                

    Ecco messe in luce due caratteristiche principali del modernismo: 1°) il nascondimento della sua vera natura sotto apparenza di verità e di ortodossia2°) la mostruosità del suo errore, che è talmente grave da portare al cambiamento sostanziale della religione cattolica qualora lo si assecondi. Infatti se il dogma muta continuamente, intrinsecamente e sostanzialmente, si passa da una verità ad un’altra totalmente diversa e quindi ad una religione, che non è più quella cattolica tradizionale rivelata da Gesù e trasmessa dagli Apostoli, ma quella inventata di sana pianta dal soggettivismo del pensiero umano, che si reputa creatore della realtà. È per questo che il Papa definisce il modernismo “non un’eresia, ma il compendio e il veleno di tutte le eresie”.

    Cattolici e Modernisti - inconciliabilità

     Dobbiamo temere la mano tesa dal modernismo                                       

    Quindi anche noi come Papa Sarto dobbiamo temere non tanto la persecuzione aperta della Tradizione apostolica, quanto la mano tesa del modernismo, che all’inizio vorrebbe farci agire assieme a lui per poi farci diventare speculativamente ammodernati inavvertitamente. “Chi non agisce come pensa finisce per pensare come agisce”. Se il cattolico agisce assieme ai modernisti finirà presto o tardi per pensare come loro senza accorgersene.

     II – La guerra occulta e il modernismo                                                          

    Nell’Enciclica Communium Rerum del 21 aprile 1909 San Pio X torna sul tema e stigmatizza soprattutto “un genere di guerra, intestina e domestica, ma quanto più occulta, tanto maggiormente pericolosa. Essa è mossa da figli snaturati che si annidano nel seno stesso della Chiesa per lacerarlo. I loro dardi vengono lanciati contro la stessa anima della Chiesa, come alla radice del tronco, per ferire con colpo sicuro e mirato”. Qui bisogna pesare il significato di ogni singola parola: 1°) “guerra intestina e domestica”, cioè una sorta di guerra civile, che è la più brutta e la più crudele delle guerre perché in essa combattono fratelli contro fratelli, facenti parte di una stessa società civile temporale. Ora la guerra cui si riferisce Pio X è ancora più brutta perché coloro che si combattono in essa fanno parte della Chiesa di Cristo, che è una società d’ordine soprannaturale, le cui membra formano il Corpo Mistico di Cristo e la Comunione dei Santi. È quindi una guerra interna alla Chiesa. Dunque molto più pericolosa di quella interna alla società temporale;

     Guerra occulta, guerra massonica                                                                       

    2°) “quanto più occulta tanto maggiormente pericolosa”: la guerra che i modernisti combattono contro la Chiesa e i suoi fedeli è pericolosissima perché è una “guerra occulta”, nascosta, segreta. Il carattere segreto del modernismo, definito da San Pio X “foedus clandestinum / setta segreta” (Motu proprio, Sacrorum Antistitum, 1° settembre 1910), lo riallaccia alla massoneria, la setta segreta per eccellenza e nemica giurata della Chiesa, che è all’origine del modernismo, grazie all’occultismo

     Daveri cattolici a eretici                                                                                         

    3°) “mossa da figli snaturati”: i modernisti che combattono la Chiesa ne sono figli, poiché erano cattolici, ma son diventati eretici, essendo il modernismo “la somma di tutte le eresie”, e quindi sono figli snaturati. Infatti un figlio per natura ama la madre e non la combatte4°) “che si annidano nel seno della Chiesa per lacerarlo”, il fine dei modernisti è la lacerazione della Chiesa e la sua trasformazione in una società filantropica e neo-gnostica. Per ottenere questo scopo si nascondono nel suo seno, non si palesano eretici quali sono e cercano di trasformarla silenziosamente dal di dentro. Essi fanno come il lupo, che fa il suo nido nella foresta per uscirne fuori al momento opportuno e far strage di pecore;

     Vano e impossibile collaborare con i modernisti                                              

    5°) che “lanciano i loro dardi contro la stessa anima della Chiesa, come alla radice del tronco”: i modernisti non si accontentano di negare uno o qualche dogma, come han fatto tutti gli eretici prima di essi, ma vogliono colpire l’anima stessa della Chiesa per ucciderla e rifarne una nuova a seconda dei loro gusti e della loro smania di novità. Essi vanno alla “radice” del “tronco” (ossia della Chiesa) per svellerlo/a o seccarlo/a. Anche questa caratteristica dei modernisti ci mostra il loro odio implacabile verso la Chiesa e la non conciliabilità con i cattolici fedeli alla Tradizione apostolica, alla S. Scrittura e al Magistero costante della Sposa di Cristo. Per cui sarebbe vano pensare di poter collaborare con i modernisti a restaurare la Chiesa quando il loro scopo è la sua distruzione.

    Cattolici e Modernisti - inconciliabilità

     Il modernismo vuol cambiare la sostanza della Chiesa di Cristo             

    Il Papa (San Pio X – vedi sopra: prima foto grande da sinistra) prosegue: “Il loro proposito è di intorbidare le sorgenti della vita e della dottrina cristiana e di disperdere il sacro deposito della fede; di sconvolgere i fondamenti della costituzione divina; […] di dare alla Chiesa una forma nuova”. Ancora una volta San Pio X insiste nel mostrare la gravità estrema del modernismo, che attacca le sorgenti e non solo qualche dogma della religione cristiana e quindi vorrebbe inquinarla totalmente “disperdendo il deposito della fede”. Il modernismo attacca i fondamenti della costituzione divina della Chiesa e vorrebbe trasformarla sostanzialmente in un movimento di vaga religiosità sentimentalistica. È per questo motivo che il Papa qualifica il modernismo come “rovinoso morbo”, il quale “cova latente e nascosto, come il veleno, nelle vene e nelle viscere della società moderna”. Questa è la società o il mondo moderno con cui i neo-modernisti hanno voluto dialogare a patire da Giovanni XXIII, non per confutarlo o convertirlo, ma accogliendolo.

     Apertura alla modernità                                                                                    

    Papa Giovanni XXIII nel Discorso di apertura del Concilio (11 ottobre 1962) ha detto: “feriscono talora l’orecchio suggestioni di persone […] che nei tempi moderni non vedono che prevaricazione e rovina; vanno dicendo che la nostra età, in confronto con quelle passate, è andata peggiorando. […]. A Noi sembra di dover dissentire da cotesti profeti di sventura, che annunziano sempre eventi infausti ” (1). Paolo VI nel Discorso di apertura del 2° periodo del Concilio (29 settembre 1963) ha detto: “Il Concilio cercherà di lanciare un ponte verso il mondo contemporaneo(2). Ancora Paolo VI nell’Omelia della nona sessione del Concilio (7 dicembre 1965) ha detto: “La religione di Dio che si è fatto uomo s’è incontrata con la religione (perché tale è) dell’uomo che si fa Dio. Che cosa è avvenuto? Uno scontro, una lotta, un anatema? Poteva essere, ma non è avvenuto. […]. Una simpatia immensa lo ha tutto pervaso. […]. Dategli merito in questo almeno, voi umanisti moderni, rinunciatari alla Trascendenza delle cose supreme, e riconoscerete il nostro nuovo umanesimo: anche noi, noi più di tutti siamo i cultori dell’uomo! […]. Una corrente di affetto e di ammirazione si è riversata dal Concilio sul mondo umano moderno. […]. Invece di deprimenti diagnosi, incoraggianti rimedi; invece di funesti presagi, messaggi di fiducia sono partiti dal Concilio verso il mondo contemporaneo: i suoi valori sono stati non solo rispettati, ma onorati, i suoi sforzi sostenuti, le sue aspirazioni purificate e benedette” (3). Sempre Paolo VI ha detto che la Chiesa contemporanea va cercando “alcuni punti di convergenza tra il pensiero della Chiesa e la mentalità caratteristica del nostro tempo(4).

    (1) Enchiridion Vaticanum, Documenti. Il Concilio Vaticano II, EDB, Bologna, IX ed., 1971, p. [39]

    (2) Enchiridion Vaticanum, Documenti. Il Concilio Vaticano II, EDB, Bologna, IX ed., 1971, p. [109]

    (3) Enchiridion Vaticanum, Documenti. Il Concilio Vaticano II, EDB, Bologna, IX ed., 1971, p. [282-283]

    (4) Osservatore Romano, 25 luglio 1974

    Cattolici e Modernisti - inconciliabilità

     La risposta di Bergoglio a Scalfari ( modernità ed ecumenismo )            

    Francesco I ha risposto a Eugenio Scalfari: “Il Vaticano II, ispirato da papa Giovanni e da Paolo VI, decise di guardare al futuro con spirito moderno e di aprire alla cultura moderna. I padri conciliari sapevano che aprire alla cultura moderna significava ecumenismo religioso e dialogo con i non credenti. Dopo di allora fu fatto molto poco in quella direzione. Io ho l’umiltà e l’ambizione di volerlo fare” (Repubblica, 1° ottobre 2013, pag. 3).

     Nuove forme della guerra eterna                                                                     

    In tutto ciò Pio X vede delle nuove forme della guerra eterna che si combatte contro la verità divina e che nel tempo presente è tanto più pericolosa quanto più sono insidiose le armi di una vaga religiosità, di cui si servono e dietro cui si nascondono i nemici della Chiesa. Queste armi son definite da Pio X : “strumenti con i quali si vogliono conciliare le cose più diverse, come il delirare della falsa scienza umana e l’insegnamento della fede divina, tra l’ondeggiare frivolo del mondo”. In breve non si può conciliar l’inconciliabile: il Vaticano II e la Tradizione apostolica.

     III – Apostasia universale dalla fede                                                               

    Nell’Enciclica “Editae saepe” (26 maggio 1910) Papa Sarto ci avverte che i modernisti “sovvertono la dottrina, le leggi e le istituzioni della Chiesa, avendo sulle labbra il grido di un’umanità più colta […] perché con questi nomi grandiosi possono più agevolmente celare la malvagità dei loro intendimenti”. Quindi aggiunge: “E quali in realtà siano le loro mire, quali le loro trame, qual la via che intendono percorrere, nessuno di voi lo ignora, e i loro disegni furono già da Noi denunciati e condannati. Essi si propongono un’apostasia universale dalla fede e dalla disciplina della Chiesa, un’apostasia tanto peggiore di quella antica eresia che mise in pericolo il secolo di Carlo Borromeo; un’apostasia che tanto più astutamente serpeggia occulta nelle vene stesse della Chiesa, quanto più sottilmente trae da princìpi erronei le conseguenze estreme”.

     Obiettivi dei modernisti                                                                                    

    Anche qui occorre pesare ogni singola parola: 1°) i modernisti si propongono “un’apostasia universale dalla fede e dalla disciplina della Chiesa”, ossia il fine del modernismo è non solo l’eresia o la negazione di uno o più dogmi, ma il cambiamento sostanziale di religione, che si chiama apostasia o l’abbandono di tutta la dottrina della fede2°) “un’apostasia tanto peggiore di quella antica eresia che mise in pericolo il secolo di Carlo Borromeo”; infatti nel secolo di San Carlo serpeggiava l’eresia luterana, che negava molti dogmi della fede, ma non tutta la dottrina della fede; 3°) un’apostasia che “tanto più astutamente serpeggia occulta nelle vene stesse della Chiesa, quanto più sottilmente trae da princìpi erronei le conseguenze estreme”: la novità e la forza del modernismo è il voler serpeggiare, come una vipera velenosa, nel più intimo della Chiesa, senza uscirne come avevano fatto i luterani; inoltre esso trae dai suoi perversi princìpi le conclusioni più radicali ed estreme; il modernista non si ferma alle mezze misure, ma arriva alle conseguenze più estreme, se inizialmente non lo fa pubblicamente e apertamente (Giovanni XXIII) è solo per non venire scoperto e continuare a serpeggiare nell’interno della Chiesa per guastarla, trasformarla e spargere di lì il suo veleno a piene mani (Francesco I).

     La conciliazione tra cattolicesimo tradizionale e modernismo è inattuabile          

    Perciò l’accordo, la conciliazione tra cattolicesimo tradizionale e modernismo è inattuabile. Infatti o il modernista si converte, abbandona il soggettivismo relativista e si fa cattolico; oppure il cattolico, inavvertitamente, pian piano, diventa almeno praticamente, se non teoreticamente, modernistaAttenzione alla mano tesa e all’accordo presentato come unilaterale, che, se accettato, diventa bilaterale. Ieri la “mano tesa” al cattolicesimo era quella del comunismo dal “volto umano” (Gramsci, Bloch, Rodano) e molti cattolici son divenuti apostati passando al comunismo materialista e ateo asserendo: “come si fa a rifiutare una ‘mano tesa’ unilateralmente da un’entità che sembrava tanto temibile, ma che si è mostrata così caritatevole?”. Oggi è quella del neo-modernismo, che sembra aver abbandonato l’odio verso la Tradizione (palpabile ai tempi di Paolo VI) ed esser disposto a concederle dei diritti o almeno una pratica tolleranza.

    Cattolici e Modernisti - inconciliabilità

     Bergoglio: un modernista dal volto umano?                                                

    Purtroppo lo stesso ritornello che stava in bocca ai cattolici progressisti di ieri lo si ritrova in bocca ai tradizionalisti di oggi: “finalmente un modernista dal ‘volto umano’: Francesco I. Come si fa a rifiutare la sua ‘mano tesa’ alla Tradizione?”. Atteniamoci, invece, al monito di Leone XIII, il quale, raccomandando la concordia e l’unità nel combattere l’errore, aggiunge: “…e qui bisogna stare in guardia di non lasciarsi andare ad essere conniventi con l’errore, o ad opporgli più debole resistenza che la verità non comporti”. I veri cattolici, che si sentono in sicuro possesso della verità e della giustizia, non vengono a transazioni e non cercano di annacquare il cristianesimo. Essi esigono il pieno rispetto dei loro diritti, che son quelli di Dio. Coloro invece che non si sentono sicuri del possesso della verità (poiché stanchi o ingenui) non riescono ad esigere di tener soli il campo, senza farne parte a chi reclama il rispetto dei propri diritti in base ad altri princìpi. Ecco la trappola del “compromesso storico/teologico”! ecco Davide stringere la mano a Golia e non colpirlo in fronte con la fionda, la pietra e l’aiuto del Signore!

     Influenze di Cartesio, Lutero, Locke e Rousseau                                         

    Il concetto di parità di culto (messa di San Pio V e Novus Ordo Missae) e di tolleranza per principio (doppia appartenenza alla Tradizione e al Modernismo) è un prodotto del soggettivismo relativista filosofico (Cartesio), del libero esame religioso (Lutero) e della molteplicità delle confessioni (Locke) e delle concezioni socio-politiche (Rousseau). Infine è una logica conseguenza delle opinioni dei modernisti che ritengono, in fatto di religione, non esservi posto per i dogmi e le formule dogmatiche, e che soltanto la coscienza o meglio “l’esperienza religiosa” dei singoli individui dia il criterio e la norma per la professione della fede e l’esercizio del culto. È l’accettazione del dialogo con la Modernità, iniziato da Giovanni XXIII e portato alle estreme conseguenze da Francesco I, fatto solo con la misericordia, o meglio, l’arrendevolezza e senza la giustizia (5), ossia senza confutarne gli errori.

    (5) Vedi qui: Misericordismo, male moderno – Dio è Giustizia, non solo Misericordia

     Pio XII – Conseguenze funeste di un accordo col modernismo                          

    Un accordo pratico col neo-modernismo porterebbe immancabilmente poco a poco al rinchiudersi della Tradizione in sagrestia con il riconoscimento ufficiale da parte del modernismo come è avvenuto agli Indiani d’America, rinchiusi nelle riserve e regolarmente riconosciuti. Ma lo spirito cattolico “non si lascerà mai chiudere nelle quattro mura del tempio. La separazione fra la religione e la vita, fra la Chiesa e il mondo è contraria alla idea cristiana e cattolica(6)La Società moderna è travagliata da una febbre di rinnovamento che fa paura ed è infestata da uomini che si prevalgono di tanta nostra sofferenza per costruirvi l’impero dei loro arbìtri, la tirannide dei loro vizi, il nido delle lussurie e delle rapine. Mai il male ha assunto caratteristiche tanto vaste e apocalittiche, mai abbiam conosciuto altrettanto pericolo. Da un’ora all’altra noi possiamo perdere non la vita soltanto, ma tutta la civiltà e ogni speranza. Sembra che anche a noi il Signore dica ‘non è ancor giunta la mia ora ’, ma l’Immacolata, la Madre di Dio, la Vergine che è l’immagine e la tutela della Chiesa, Essa ci ha dato, già a Cana, la prova di saper e poter ottenere l’anticipo dell’ora di Dio. E noi abbiamo bisogno che quest’ora venga presto, venga anticipata, venga resa immediata, poiché quasi potremmo dire: ‘O Madre, noi non ne possiamo più! ’. Per i nostri peccati noi meritiamo gli ultimi eccidi, le più spietate esecuzioni. Noi abbiamo cacciato il suo Figlio dalle scuole e dalle officine, dai campi e dalle città, dalle vie e dalle case. L’abbiam cacciato dalle stesse chiese, abbiamo preferito Barabba. È veramente l’ora di Barabba […]. Con tutto ciò, fiduciosi in Maria, sentiamo che è l’ora di Gesù, l’ora della redenzione […]. Dica Maria, come a Cana: ‘Non hanno più vino ’; e lo dica con la stessa potenza d’intercessione e, se Egli esita, se si nega, vinca le sue esitazioni come vince, per materna pietà, le nostre indegnità. Sia Madre pietosa a noi, Madre imperiosa a Lui. Acceleri l’ora sua, che è l’ora nostra. Non ne possiamo più, o Maria. L’umana generazione perisce, se tu non ti muovi. Parla per noi, o silenziosa, parla per noi, o Maria! ”. (Papa Pio XII)

    6) Vedi qui: Pio XII, Discorso ai Parroci e quaresimalisti di Roma, del 16-03-1946


    Don Curzio Nitoglia / doncurzionitoglia.net / doncurzionitoglia.wordpress.com

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     Video – Come la Massoneria è entrata nella Chiesa ( Don Curzio Nitoglia )         
     
     
     
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     Articoli Consigliati – Approfondimenti                                                                         

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    Lunedì, 9 Maggio/ 2016     – di Don Curzio Nitoglia – Redazione quieuropa, Don Curzio Nitoglia, Le Forze Occulte della Sovversione: Giudaismo, Massoneria, Liberalismo & Bolscevismo, millenarismo «gioachimita», Gioacchino da Fiore, ecclesiologia della Nuovissima Alleanza, San Tommaso d’Aquino, Somma Teologica, Vangelo e Gesù, Puritanesimo, negazione della Santissima Trinità e la Divinità di Cristo, origine ebraica di Gioacchino,  Goffredo d’Auxerre, San Bernardo di Chiaravalle, Giudaismo padre della Massoneria, Massoneria anglo-americana, Rivoluzioni, Liberismo calvinista, Americanismo teo-conservatore, Plutocrazia dell’alta finanza apolide, vera Economia, Millenarismo gioachimita, Giudaismo, […]

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    Martedì, Giugno 16th, 2015 – Redazione "Qui Europa" e Giuseppe Federici  –  tratto dal seminario di studi di Don Francesco Ricossa "i cattolici contro lo stato massonico: l'opera dei congressi (1870 – 1904)" Redazione Quieuropa, Giuseppe Federici, Don Francesco Ricossa, i cattolici contro lo stato massonico, l'opera dei congressi, liberalismo e massoneria, Giordano Bruno filosofo di riferimento della Massoneria, movimento […]

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    Martedì,  31 Maggio / 2016       – di Elia Menta – Redazione Quieuropa, Elia Menta, Storia della Chiesa, Mons. Umberto Benigni, San Pio X, Contributo della Chiesa alla civiltà umana, Don Francesco Ricossa  Mons. Umberto Benigni – Il grande contributo della Chiesa di Cristo, all'umana civiltà  Ristampa della Storia Sociale della Chiesa: l'opera del principale collaboratore di San Pio X, […]

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    Domenica, 29 Maggio / 2016 – Festa del Corpus Domini – di Claudio Prandini  –  – integrazioni e note a cura della Redazione di "Qui Europa" – Redazione Quieuropa, Redazione Parrocchie.it, Claudio Prandini, Gesù Cristo, Sacrificio Eucaristico, Festa del Corpus Domini, Comunione nelle mani, importanza del Corpo e Sangue di Cristo, Comunione in bocca, protestantizzazione dell'Eucaristia, insegnamento dei […]

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    Giovedì, Maggio 28th, 2015 – di Sergio Basile e Massimo Mancinelli  –  Redazione Quieuropa, Madonna di Fatima, Terzo Segreto di Fatima, Massimo Mancinelli, Sergio Basile, San Pio da Pietrelcina, San Giovanni Paolo II, Conciclio Vaticano II, Benedetto XV, Benedetto XVI, Popolo eletto, apostasia, tradimento di Dio, Giudeo-Massoneria, Ebraismo, Giusta interpretazione della Bibbia, nemici di Cristo, Ecumenismo, 13 Maggio 1981, Mehmet Ali Agca, […]

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    Mercoledì,  Marzo 30th/ 2016  – Redazione Qui Europa  – Traduzione della rivista spagnola Roca viva, Febbraio 1997, José Abascal, Madrid Redazione Qui Europa, direttiva massonica, lotta costante e metodica per far scomparire la Chiesa cattolica, presenza reale di Cristo nell’Eucaristia, vergintà di Maria, Stato di scisma e di apostasia, Contestazione del Papa e della sua dottrina; Controllo delle edizioni […]

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    Venerdì,  Marzo 8th/ 2013 – L'editoriale di Giovanni Antonio Fois e Sergio Basile –  Il Piano Kalergi, Unione Europea, Ue, Richard Coudenhove Kalergi, Politiche europeiste, Nuovo Ordine Mondiale, Mondialismo, Messia, Capitalismo internazionale, Multiculturaismo, Premio Carlo Magno, Gli Stati uniti e l'Unità Europea, Wiston Crurchill, Loggia B'nai B'rith, Usa, Stati uniti, Teoria delle Razze, Teorie dei […]

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    La Terza Fase del Piano Kalergi – Comprare l’assenso alla paneuropeizzazione programmata

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    Sabato, Giugno 13rd, 2015 – L'editoriale di Sergio Basile, Direttore "Qui Europa"  –  Redazione Quieuropa,  Sergio Basile, Piano Kalergi, iper immigrazione programmata, capo treno accoltellato a Milano, delinquenza in aumento, annullamento dell'identità di una nazione, promesse e strategie di Matteo Renzi, Massoneria, Cristianesimo, attacco al cuore del Cristianesimo  Società, Delinquenza e Iper-immigrazione programmata La Terza Fase del Piano Kalergi – Comprare […]

    Sbarchi pilotati – Attacco al Cuore del Cattolicesimo

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    Lunedì,  Aprile 27th/ 2015       – di Arrigo Muscio, Sergio Basile e Redazione Qui Europa – Redazione Quieuropa, Arrigo Muscio, Sbarchi, colonia Italia, Unione Europea, cattolico-moderniste, giudaico-massoniche, Mare Nostrum e Triton, cercano di arrivare in Florida via mare, Cuba, prostituzione, attacco al cuore del Cattolicesimo,Usa, Cuba, Obama, social-comunismo, mondialismo  Sbarchi pilotati – Attacco al Cuore del Cattolicesimo La strana politica europeista sugli sbarchi e le […]

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    Sabato,  Agosto 16th/ 2014   – di Sergio Basile – Redazione Quieuropa, Siria, Iraq, sionismo, integralismo islamico, NATO, Gaza, impero britannico, Bretton Woods, Arabia Saudita, Corona inglese, Balfour, Mister Hempher, setta wahhabita, Illuminati di Baviera, Walter Rothschild, Ayyub Sabri Pasha, ataturk, stato d'israele, Varg Vikernes, Giovani Turchi, Prima Guerra Mondiale, Kemal Ataturk, Libia post-Gheddafin Nathan Mayer Rothschild, Illuminati di Baviera, 1861 unità massonico-sionista dell'italia   Speciale – Così il sionismo creò […]

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    Mondanizzazione e giudaizzazione massonica nella Chiesa, da Lutero ad oggi – 1

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    Sabato,  9 Aprile/ 2016  – di Floriana Castro / Antimassoneria  – Redazione Qui Europa, Redazione Antimassoneria, Floriana Castro, Messia, Lutero, Protestantesimo, giudaizzazione della Chiesa  Mondanizzazione e giudaizzazione massonica  nella Chiesa, da Lutero ad oggi – 1 Breve storia dell’assedio (temporaneo) alla civiltà cristiana  da parte della giudeo-massoneria    di Floriana Castro / Antimassoneria  L'ondata massonico-protestante contro la Chiesa di Cristo […]

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    Lunedì, Giugno 1st, 2015 – Prefazione del Card. Joseph Ratzinger – 1997 –  al libro "Nuovo disordine mondiale. La grande trappola per ridurre il numero dei commensali alla tavola dell’umanità" di Mons. Michel Schooyans Redazione Quieuropa,  Nuovo Disordine Mondiale, Papa Benedetto XVI, Cardinal Joseph Ratzinger, Gender, Conferenza di Pechino, Nuovo Ordine Mondiale, Ideologia gender, Joseph Ratzinger, Michel Schooyans, Cairo, Una […]

    Prepariamoci alle grandi battaglie!

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    Lunedì, Settembre 21st, 2015 – di Patrizia Stella – Redazione Quieuropa,  Patrizia Stella, Prepariamoci alle grandi battaglie, scontro di civiltà, massoneria mondiale, tacito consenso di molti dei nostri governanti, Primavera Araba, ruolo della Chiesa Cattolica, gravissima responsabilità di certe autorità ecclesiastiche, verso la catastrofe, Papa Benedetto, Vescovo di Roma Bergoglio, Gesù Cristo, Concilio di Trento Vicario di Cristo, tu sei Pietro, tutto ciò che scioglierai […]

    L’Europa che ci rovina

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    Lunedì,  Luglio 20th/ 2015     – di Patrizia Stella – Redazione Quieuropa, Patrizia Stella, Bruxelles, Unione europea, Grecia, sistema bancario, Massoneria, debiti fittizi, cibi, uomo, rapporti, Nuovo Ordine Mondiale, Papa Bergoglio, schiavi nell'Unione europea, Satana, servitori di Satana, L'eletta del Dragone, satanisti in azione  Economia e Società / Le "Riforme" europeiste della matrigna Ue L'Europa che ci rovina Debiti fittizi […]

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    Lunedì, Luglio 13rd/ 2015  – di Pasquale Leone / Sete di Giustizia Lamezia e Redazione Qui Europa – Redazione Qui Europa, Pasquale Leone, Muro di Berlino, Secolo breve, 1914, Grande Guerra, Prima Guerra Mondiale, 1989, Caduta del Muro di Berlino, moderno sistema bancario, liberalismo, massoneria, socialismo, Commonwealth, Rivoluzione Protestante  Storia e Mondialismo / Indagine sul "Secolo Breve" (1914-1989) Dalla Grande Guerra (1914) alla […]

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    Gli oscuri misteri della Kabbalah ebraica – Prima Parte – Le Origini

    Gli oscuri misteri della Kabbalah ebraica – 2 – L’opera rinascimentale dei cabalisti

    Gli oscuri misteri della Kabbalah ebraica – 3 – Cabalizzazione dell’ebraismo

    Gli oscuri misteri della Kabbalah ebraica – 4 – Contraddizioni cabalistiche e Verità bibliche

    Gli oscuri misteri della Kabbalah ebraica – 5 – Attacco alla Genesi e divine alterazioni

    Gli oscuri misteri della Kabbalah ebraica – 6 – Gnosticismo, idolatria del nulla e ateismo pratico

    Gli oscuri misteri della Kabbalah ebraica – 7 – La Bibbia Satanica del NWO

    Affinità Elettive tra Ebraismo e Massoneria

     

  • Associazione Famiglia Domani: Dal Family Day alla Marcia per la Vita – Roma, Martedì 15 Marzo

    Associazione Famiglia Domani: Dal Family Day alla Marcia per la Vita – Roma, Martedì 15 Marzo

    Sabato,  Febbraio 27th/ 2016

     – di Associazione Famiglia Domani  –

    Redazione Qui Europa, Roma, Famiglia, Associazione Famiglia Domani, Gender, rivoluzione sessuale, Appuntamento, Tommaso Scandroglio, Virginia Coda Nunziante, Marcia per la Vita, Dal Family Day alla Marcia per la Vita  

    Conferenza – Dal Family Day alla Marcia per la Vita

    Associazione Famiglia Domani – Roma, 15 Marzo 2016, ore 18,30

    Interventi previsti:

    ► Prof. Tommaso Scandroglio: docente di Filosofia del Diritto

    ► Virginia Coda Nunziante: portavoce "Marcia per la Vita"

     

     di Associazione Famiglia Domani

    Dal Family Day alla Marcia per la Vita

     Conferenza – Dal Family Day alla Marcia per la Vita                                 

    Roma – di Associazione Famiglia Domani  Il 25 febbraio 2016 il Senato ha approvato l'introduzione nelle nostre leggi dello pseudo-matrimonio omosessuale (vedi qui e qui ). Si tratta, dopo il divorzio e l'aborto, di una nuova storica tappa nella distruzione dei valori familiari, sancita, anche questa volta, da uomini di governo che si dicono "cattolici". Il popolo cattolico sta però reagendo e ha intenzione di fare sentire sempre più forte la sua voce. Ne parleranno Tommaso Scandroglio, docente di Filosofia del Diritto e Virginia Coda Nunziante, portavoce della Marcia per la Vita. La conferenza sul tema Dal Family Day alla Marcia per la Vita si terrà martedì 15 marzo alle ore 18.30 presso la sala conferenze della nostra sede di Roma, Piazza Santa Balbina 8. Ti aspettiamo!

    Associazione Famiglia Domani

    Partecipa al dibattito – Redazione Quieuropa – infounicz.europa@gmail.com

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    Riflessioni fuori dal coro sui cosiddetti “diritti civili” – Prima Parte

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     Domenica, Gennaio 31st, 2016 – Redazione Qui Europa –  Redazione Quieuropa, Redazione Qui Europa, Prof. stefano Fontana, Dittatura del relativismo, ddl Cirinnà, Obama Care, Roma, circo Massimo, Family Day 2016, Scuola di Francoforte   Family Day, il giorno dopo – Riflessioni sulla  dittatura del relativismo e sul ddl Cirinnà Relativismo: finta tolleranza e subdola guerra alla […]

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