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  • Bruxelles: i custodi dell’usura legalizzata danno l’ultimatum all’Italia

    Bruxelles: i custodi dell’usura legalizzata danno l’ultimatum all’Italia

    Lunedì, 19 novembre / 2018

    – di Sergio Basile

     Redazione Quieuropa,  Sergio Basile, Ue, Europa, moneta debito , Procedura d'infrazione 

    Bruxelles: i custodi dell'usura legalizzata danno

    l'ultimatum all'Italia

    Nell'Europa dell'usura e del debito perenne, l'Italia verso

    la trappola della procedura d'infrazione Ue

     

    di Sergio Basile

    procedura d'infrazione ue - italia deficit

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     L'Italia verso la procedura d'infrazione                

    Bruxelles, Roma – di Sergio Basile Lo scorso martedì 13 novembre è scaduto l'ultimatum dell'Ue nei confronti del governo italiano per l'invio presso la sede della Commissione, in Rue de la Loi – Bruxelles – di una "considerevole" correzione della manovra finanziaria, richiesta per "eccesso di deficit". Pena, la probabile apertura di una procedura d'infrazione: rischio già paventato nelle scorse settimane da Jean-Cloude Juncker e soci. Dello stesso parere i ministri europei dell'economia, unanimi nel giudizio netto contro il collega Giovanni Tria e perfettamente allineati con la piramide comunitaria.  In tal solco l'ultima riunione Ecofin è parsa, come spesso accaduto in passato, perfettamente inutile; un'insensata sfilata di ministri che hanno obliato definitivamente il rovente tema della difesa della sovranità monetaria dei propri paesi. Anche perché a "comandare" sono di fatto i mercati, rigorosamente imbeccati e mai contraddetti da Bruxelles.  Spread docet! Debito docet! E così ad oggi, Conte, Salvini e Di Maio sembrano avere una missione diversa nei confronti dei guardiani dell'Unione: dilatare i tempi di allineamento al volere del padrone di turno ed evitare le sanzioni minacciate. Il prossimo 21 novembre con il rapporto sul debito potrebbe arrivare la doccia fredda Ue. Di scorta l'avvio della procedura sarebbe atteso per dicembre e potrebbe concretizzarsi in aprile. Il fatto è indubbiamente grave, specie per un paese già sovrastato da una montagna di debiti fittizi, ma di certo non meraviglia, considerato il venticello di una dittatura effettiva che spira ormai da decenni sulle capitali del Vecchio Continente. In tal senso, le ultime uscite del socialista francese d'origine ebraica, Pierre Moscovici, Commissario Ue per gli Affari Monetari, che ha intimato a Roma "una risposta forte e precisa con una correzione considerevole del deficit", sembrano inficiare "lo sforzo" che il governo rivendica di aver fatto definendo il 2,4% di deficit come tetto massimo.

     "Debito di cittadinanza" nell'occhio del ciclone  

    Nell'occhio del ciclone della finanziaria del governo Conte, il cosiddetto "reddito di cittadinanza": espressione strategica mutuata illegittimamente dal modello auritiano di moneta-credito di proprietà del portatore. Infatti, in soldoni, si tratta dell'ennesima presa in giro debitocratica che nulla c'entra con la portentosa scoperta del grande Prof. Giacinto Auriti. Dunque, la goccia che ha fatto traboccare il vaso delle infrazioni Ue non è altro che l'ennesima forma di sussidio emesso a debito, cioé messo a bilancio prendendo in prestito moneta a tassi salati dal sistema bancario privato. Più che "reddito di cittadinanza" sarebbe logico parlare di "debito di cittadinanza"; mera uscita di marketing politico più che reale svolta monetaria destinata a svincolare l'Italia dai lacci dello sheol del debito perenne. I media di regime, tuttavia, sembrano stranamente non afferrare l'abissale differenza tra i due concetti. Come fotografare questo status quo? La verità è che l'Ue non è altro che una gabbia, e l'euro – creato dal nulla, senza riserva aurea, ed emesso a debito dei cittadini dalla Bce – è il sigillo che ne sbarra i cancelli d'uscita.

     Oltre l'anti-europeismo di facciata                         

    Dinanzia ciò, evidentemente, per risultare credibili non basta più dirsi anti-euro e anti-europeisti a fasi alterne. E' necessario essere, alla luce dei fatti e della storia anche e soprattutto in favore della proprietà popolare della moneta e per la piena conquista di una sovranità monetaria reale in seno ai popoli europei: solo così l’Europa potrà essere un giorno il luogo dei popoli liberi e delle nazioni liberate, indipendenti e con una stessa moneta di proprietà del portatore. D’altronde, non dimentichiamo che l’euro — e i suoi corollari d’ingegneria finanziaria — nei disegni dei banchieri e dei credenti mondialisti al potere non è che una moneta transitoria, avente il compito di facilitare l’ingresso nell’ultima fase del dominio globale, attraverso la successiva futura introduzione di nuove e definitive forme di controllo monetario, quali la moneta elettronica e/o la moneta unica mondiale. Il problema quindi non è l’euro in sé, ma l’emissione a debito dell’euro. Pertanto anche restare nell’Eurozona potrebbe rivelarsi positivo, a condizione: 1) che l’euro sia dichiarato di proprietà degli europei e non dei privati della BCE; 2) che i trattati siano modificati al più presto.

     Sovranità limitata perenne! Parola di Ue              

    Accettiamo, oggi, debiti su debiti in maniera automatica, grazie all’azione del mitico stato-apparato che ci induce ad attualizzare e reiterare passività contro la nostra volontà e con gran leggerezza della classe politica, anche quella dei cosiddetti partiti anti-casta. Accumuliamo fin dalla nascita debiti su debiti ad un ritmo di crescita, arrotondato per difetto, pari a 400 miliardi di euro all’anno. Sì perché, come ha recentemente confermato il Tesoro, l’Italia sta emettendo titoli per questa somma ogni anno, pur trattandosi di debiti che, prima o poi, dovranno esser ripagati con tanto di interessi. Come se non bastasse, qualsiasi decisione presa dal governo imposto (di turno) o dal Parlamento non dovrà rispettare i desideri degli italiani, ma realizzare gli interessi dei guardiani dei mercati. Non è un caso se il presidente dell’Eurogruppo, Joeren Dijsselbloem, di recente, abbia fatto capire chiaramente che l’Europa non si accontenterà di riforme scritte sulla carta. Come dichiarato dall’economista Vincenzo Visco nella Primavera 2014, in un’intervista a l’Unità: Saremo a sovranità limitata Almeno fino a quando avremo un debito così alto. Praticamente – aggiungiamo – per sempre!

     Truffa del vincolo del 3% e del Patto di Stabilità  

    Oggi è legittimo parlare di sovranità limitata perenne, sulla scorta di una truffa a monte: l’Ue, infatti, ha precedentemente legato le mani alle nazioni con vincoli come quello del 3% varato a Maastricht (1992) e poi le ha sanzionate per immobilismo seppellendole di debiti sempre nuovi con l’istituzione del Patto di Stabilità (1997). Non lo trovate assurdo? È questa la ratio delle misure correttive dell’Ue per mancato rispetto dei vincoli di bilancio e la ratio delle contestuali procedure d’infrazione annesse: misure protese a destabilizzare ancor più la situazione economica generale. Infatti sul sito della Commissione europea, possiamo leggere: Il Patto di Stabilità e Crescita (PSC) è la concreta risposta dell’UE alle preoccupazioni circa la continuità nel rigore di bilancio nell’Unione Economica e Monetaria (UEM). Stipulato nel 1997, il PSC ha rafforzato le disposizioni sulla disciplina fiscale nella UEM di cui agli articoli 99 e 104, ed è entrato in vigore con l’adozione dell’euro, il 1º gennaio 1999. Astrusi tecnicismi a parte, possiamo inquadrare il Patto di Stabilità e Crescita (PSC) come un accordo iniquo, stipulato e sottoscritto nel 1997 dai paesi membri dell’Ue, proteso ad un vero e proprio commissariamento delle economie nazionali e ad una paralisi sostanziale delle rispettive politiche di bilancio, al fine di mantenere fermi i requisiti di adesione all’Eurozona: ciò grazie alla nostra ignoranza sulle dinamiche dei meccanismi monetari che le scuole pubbliche e le università si guardano bene dall’insegnare, in uno sconcertante gioco del silenzio.

     La trappola della Procedura per deficit eccessivo 

    A sigillo di questa gabbia è stato poi apposto un meccanismo punitivo, una procedura di infrazione nota come Procedura per Deficit Eccessivo (PDE), che ne costituisce il principale strumento di controllo, articolato in 3 fasi: A) avvertimento preventivo (pseudo-intimidazione); B) raccomandazione; C) sanzione. Ben due, sconcertanti quanto irrispettabili, sono i parametri collegati: 1) mantenere un deficit pubblico non superiore al 3% del PIL664 (rapporto deficit/PIL  3%); 2) mantenere un debito pubblico al di sotto del 60% del PIL o, comunque, tendente al rientro (rapporto debito/PIL< 60%). Analizzando meglio questo rapporto (deficit/PIL), scopriamo cose davvero interessanti, avendo un quadro più chiaro sulla reale portata demagogica delle cosiddette lotte politico-economiche per la crescita, poste in essere dai nostri politici, e sulle contestuali farse parlamentari. Per uscire dall’equivoco non c’è bisogno di essere geni della matematica, infatti osservando il rapporto possiamo constatare: 1) come il numeratore, cioè il deficit o debito, sia una variabile condizionata — in negativo — che cresce indefinitamente nel tempo; 2) il denominatore, cioè il PIL, o la produzione, sia invece una variabile che, per sua natura — a causa delle capacità produttive, della saturazione del mercato o della chiusura indotta di migliaia di imprese — ha un limite fisico: soglia rappresentata dall’indice tecnologico nel processo produttivo, dalla qualità della vita (che incide sul livello e sulla quantità della domanda) nonché dalla distruzione indotta della domanda interna. Il rapporto è perciò incontenibile per natura e tende ad esplodere. Ecco svelato un altro colossale inganno made in Ue, legato a doppio filo con la truffa della moneta-debito. La persistenza di tale vincolo in seno all’Unione è un altro poco pubblicizzato motivo di inibizione della cosiddetta crescita: rimuoverlo è quindi essenziale. Com’è fondamentale rinunciare al cosiddetto Fiscal Compact o Patto di bilancio europeo del 2012, che — sulla scia del Patto di Stabilità — ha ulteriormente blindato il Principio della Convergenza verso parametri rigidi, già sancito con il Trattato di Maastricht, imponendo ad esempio, nel caso dell’Italia, di tagliare 45 miliardi di debito pubblico all’anno per 20 anni (spending rewiew), col pretesto del pareggio del debito: esposizione auto-rigenerante ed inestinguibile, a causa del meccanismo della moneta-debito. Il fatto che i cosiddetti "partiti anti-casta", espressione del governo Conte, non mettano minimamente in discussione questa sconcertante realtà, dovrebbe indurre tutti noi ad una profondo riflessione che affanda evidentemente le proprie radici nella retorica della più sottile dialettica hegeliana della falsa contrapposizione.

    Sergio Basile – Direttore www.quieuropa.it

    Presidente Sete di Giustizia / Ass. Naz. Monetaria Auritiana

    infounicz.europa@gmail.com 

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  • Bimbi transgender? No! Creature di Dio con un’unica anima e sessualità

    Bimbi transgender? No! Creature di Dio con un’unica anima e sessualità

    Domenica, 4 novembre / 2018

    – di Patrizia Stella e Sergio Basile

     Redazione Quieuropa, Patrizia Stella, Bambini transgender, Ingegneria sociale, anima, paradiso 

    Bimbi transgender? No! Creature di Dio con

    un’unica anima e sessualità

    Un interrogativo da porci per fermare la deriva gender.

    L’ultima follia dell’ingegneria genetica, per

    destabilizzare l’umanità fin dalla culla

    di Patrizia Stella e Sergio Basile

    bambini transgander

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Premessa                                                                     

    Verona, Catanzaro – di Patrizia Stella e Sergio Basile La battaglia finale tra bene e male, così come annunciato dalla SS. Vergine Maria in diverse apparizioni mariane, si gioca nel nostro tempo sulla vita e la famiglia. L’abominio dei cosiddetti bimbi transgender, partorito dalla mente dei grandi manipolatori dell’umanità, santoni dell’eugenetica ed ingnegneri sociali, divenuti di colpo benefattori e difensori dell’inverosimile, si inserisce proprio in questo allucinante solco. Diverse sono le storie e teorie che il web ci presenta in diverse salse, nel tentativo di far breccia nei cuori più “intransigenti”, nell’intelletto dei più “retrogradi”, e di far accettare tutto nel grande paniere moderno della normalità, dietro l’alibi della “tolleranza”, giocando sulla psiche, sulla sensibilità e fragilità degli internauti. Ma anche, ovviamente, sull’ignoranza e sull’impossibilità di

     comprendere fino in fondo l’intreccio mirabile che esiste nell’essenza dell’uomo,

                        la creatura di Dio fatta a Sua Immagine e Somiglianza

                                   come sintesi perfetta tra corpo e anima.

    Tra queste storie sconcertanti, ma dipinte a calde tinte pastello dai media mondialisti, ne citiamo due a titolo di esempio: quella di Skyler Burns – una bimbo australiano, nato maschio, ma considerato “femmina” – e Ryland Whittington, una “bambina americana che invero si sarebbe sempre sentita maschio” ed è stata considerata  tale dai familiari. Questi due bambini sarebbero soggetti ad una sorta di malformazione fisica – tra gli “esperti” di settore c’è chi parla di disforia dell’identità sessuale – cioè sono nati con caratteristiche anatomiche che non coinciderebbero con la loro “identità di genere“: espressione – quest’ultima – di per sé bizzarra e che in alcune correnti della sociologia sviluppatesi negli Stati Uniti d’America, a partire dagli Anni Settanta, viene utilizzata per descrivere “il genere in cui una persona si identifica“. Pertanto sulla scorta delle alterazioni fisiche di questi esseri umani (preziosi ed unici esseri umani) sensazioni e stili di vita opinabili, rintracciabili nel loro contesto sociale di riferimento, in condizionamenti familiari e – in molti casi – in veri e propri esperimenti di ingegneria sociale mascherati o palesi, diventano meravigliosi pacchetti preconfezionati e dal contenuto ambiguo, presentati al vasto pubblico quasi si trattasse di un prodotto di marketing fabbricato nella catena di montaggio di una multinazionale. La strategia è sottile:

    Si specula su un problema fisico per dar vita ad un prototipo transgender,

           facendo passare il concetto che l’anima dell’individio non esiste

                 e che l’elemento corporeo supera la personalità innata

                         e l’orientamento naturale dell’essere umano,

                            condizionandolo fin nelle sfere più intime.

    Assioma assolutamente non accettabile per chi scrive e per chi crede che l’uomo abbia un’anima ed una correlata personalità, maschile o femmiile, con una precisa impronta celeste!

     Creature celesti o transgender?                              

    La verità è che tranne per pochi casi patologici, degni purtroppo del Cottolengo – perché la nostra povera natura è imperfetta e solo in Cielo potremo godere della pienezza della perfezione – per tutte le altre diciamo “insicurezze” circa il proprio sesso, giocano molto la pubblicità e il selvaggio lavaggio del cervello mediatico, che trovano spesso e volentieri terreno fertile proprio tra i genitori. Costoro, evidentemente plagiati e influenzati dai nuovi profeti dell’ingegneria umana, anziché aiutare il figlio ad amare e assecondare il proprio sesso biologico come è in natura, dove perfino il  DNA è chiaramente sessuato, lo lasciano “libero di scegliere“! Come se si dovesse scegliere fra una maglietta e una giacchina… Follia pura spesso sfociante in suicidio. La mente in molti casi è così labile che se ti dicessero che sei destinato a diventare un gatto o un angelo, magari finisci col crederci per davvero, comportandoti di conseguenza, oltre ogni raziocinio.

        Il prof. Gillieron di Losanna, che da anni studia questa sorta di patologia,

       afferma che la negazione delle differenze sessuali, generazionali e dei ruoli

                       sono indicative di sintomi di psicosi e di perversione.

    Dunque aiutiamo le persone, soprattutto i bambini deboli e vulnerabili, ad amare la propria identità e sessualità biologica che corrisponde perfettamente a quella psicologica e spirituale, “calza a pennello” come si suol dire, come in un perfetto ingranaggio di vite e bullone. Tutto il resto è voluto dal diavolo per distruggere la nostra identità di figli di Dio fatti a Sua immagine e somiglianza e destinati a godere con lui della Gloria del Paradiso: non poveri assessuati anonimi, ma esseri umani pensati da Dio fin dal principio, con una chiara identità di uomini o di donne. Parliamo di una identità strettamente personale: così come era per noi in terra sarà in Cielo, riconoscendo anche i nostri rapporti relazionali, anche se vivremo come gli angeli, cioè senza bisogno di soddisfare le necessità materiali, perché

                       la Resurrezione dei morti, a imitazione di quella di Gesù Cristo,

             riguarda soprattutto il corpo glorificato, che si ricongiungerà con l’anima,

    la quale vola già in “cielo” da subito dopo la morte, essendosi staccata dal corpo mortale

                          nell’attesa di ricongiungersi con esso alla fine del mondo,

                                             cioé alla Resurrezione dei morti.

                    Dogma di fede che si recita nel Credo e di cui non si parla più.

     Conclusioni                                                                        

    Piaccia o no, questo è il nostro vero destino di eternità: l’Inferno o il Paradiso. Tuttavia, siamo noi a sceglierlo, in quanto creature dotate di libero arbitrio. Nell’aldilà saremo noi a scegliere il nostro destino eterno a seconda se qui sulla terra abbiamo accettato o meno la legge di Dio, sia i Dieci Comandamenti che la legge che Dio stesso ha inciso nella nostra natura, perché fosse visibile a tutti. Quella famosa e mai tramontata tentazione “Sarete come Dio” si ripete anche qui, con la falsa invenzione del gender che, rifiutando l’evidenza della legge naturale, vuole creare una libertà fasulla calpestando le leggi della natura, bloccando lo sviluppo naturale, fuorviando la coscienza e la mente fino alla pazzia e spesso al suicidio. Cosa ci guadagniamo dal cambio del sesso? Solo sofferenze atroci che uno si provoca stupidamente e che non finiscono mai. Ma se la legge naturale voluta da Dio è fonte di grande gioia e consolazione perché rifiutarla? Assecondiamola e saremo felici, molto felici.

    Patrizia Stella, Sergio Basile (Copyright © 2018 Qui Europa)

    patrizia@patriziastella.com / infounicz.europa@gmail.com 

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    15 febbr

     

  • Spread e debiti perenni: andare oltre la cartolarizzazione, verso la proprietà popolare della moneta

    Spread e debiti perenni: andare oltre la cartolarizzazione, verso la proprietà popolare della moneta

    Domenica, 7 ottobre / 2018

    – di Roberto Pecchioli e Sergio Basile

     Redazione Quieuropa, Roberto Pecchioli, Sergio Basile, Giacinto Auriti, Proprietà Popolare  

    Spread e debiti perenni: andare oltre la

    cartolarizzazione, verso la proprietà

    popolare della moneta

    I titoli di Stato non sono il mezzo per ottenere la democrazia integrale:

    urge il reddito di cittadinanza auritiano (a credito).

    ► L'FMI e l'esempio emblematico del "disastro giapponese"

     

    di Roberto Pecchioli  / con il contributo di Sergio Basile

    spread e titoli di stato - debito perenne

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     La tecnocrazia e il debito perenne                         

    Roma, Bruxelles, Tokyo – di Roberto Pecchioli e Sergio Basile –  Come visto in più sedi la truffa dell'emissione monetaria a debito è un qualcosa che va avanti dal 1694/1717, cioè dalla fondazione e istituzionalizzazione della privata "Banca d'inghilterra".

                         Ma diversi sono stati nel tempo gli stadi progressivi

               che hanno ancor di più blindato ed incancrenito questa truffa:

               tra di essi un cenno particolare lo meritano la cartolarizzazione

            e contestuale iper-emissione dei titoli di stato del debito pubblico

    e la successiva trovata "usurocratica" della diabolica accoppiata rating/spread.

    Riecco lo spread. Tornano sul palcoscenico le statue di cera dell’UE, il franco-romeno-israelita massone Moscovici e l’ineffabile Juncker gran contribuente delle accise sugli spiriti, si materializzano nuovamente i fantasmi dei decimali nel bilancio dello Stato, risuonano gli ordini imperiali di sconosciuti funzionari stranieri presso i governi eletti. L’occasione è la polemica sulla legge di bilancio, assai sgradita agli gnomi di Bruxelles e ai loro domines della cupola finanziaria. Non è inutile una rinfrescata alla memoria dei connazionali, alla ricerca di bugie tutt’altro che innocenti per una visione dei fatti alternativa alla vulgata corrente della stampa e delle accademie di luminari a contratto. Una controstoria per nerd, lontana dai grafici, dagli istogrammi, dalle formule incomprensibili degli esperti, esposta senza utilizzare la lingua di legno anglotecnocratica. Partiamo da lontano, poiché il cappio che ci strangola da tre secoli a questa parte (cioé dalla nascita ed istituzionalizzazione delle banche centrali e della moneta-debito: 1717) ce lo siamo stretti al collo con rinnovata forza, ancora una volta nel 1981, allorché un ministro della sinistra DC, Beniamino Andreatta, con una semplice lettera concordata con i vertici della Banca d’Italia (Carlo Azeglio Ciampi), decretò il cosiddetto divorzio tra Tesoro e banca centrale. Venne cioè rimosso l’obbligo per l’istituto di emissione di acquistare i titoli invenduti alle aste mensili, calmierandone il tasso. Liberati gli istinti animali della finanza, pur in una situazione in cui il sistema bancario era in mano allo Stato, il debito pubblico dell’epoca, 142 miliardi di euro, il 58 per cento del PIL, triplicò in soli quattro anni, per quintuplicare nel 1994. Il divorzio più caro della storia: mille miliardi in quindici anni.

                                      Ovviamente già prima del divorzio

                         l'Italia era vittima degli strozzini internazionalisti,

    anche se il debito era targato "Italia" e il nodo attorno alla gola era più dolce

                                             (per usare un eufemismo)

     Gli internazionalizzatori                                            

    Basta comunque questo dato per destituire di fondamento la narrazione che descrive gli italiani spreconi intenti a vivere allegramente a spese altrui. Andreatta e Ciampi, da brillanti funzionari della cupola bancaria che stava rialzando la testa con rinnovato slancio, ma da nemici del popolo che dovevano servire, perseguivano un doppio obiettivo, internazionalizzare il debito pubblico,  all’epoca detenuto dalle famiglie italiane risparmiatrici (sia pur sempre indebitate verso la mangiatoia statale); gettare le basi per l'ancor più selvaggia espropriazione della sovranità monetaria (avviata con l'euro)  e per la privatizzazione del sistema bancario nazionale, che realizzarono, sempre loro, undici anni dopo, al crollo provocato della prima repubblica e immediatamente dopo la "presunta" fine (sicura metamorfosi) del comunismo sovietico, con gli accordi di spartizione del panfilo Britannia, presente tra gli altri un funzionario in carriera di nome Mario Draghi.

     Il vincolo esterno                                                         

    Ci scuserà il paziente lettore se introduciamo un concetto che ci viene propinato in tutte le salse dal sistema di comunicazione, ma mai spiegato: il vincolo esterno. Si tratta del principio per cui non possiamo spendere se prima non guadagniamo o non ci facciamo prestare soldi. Se una comunità, uno Stato non possiede mezzi di pagamento legale propri, non può fare altro che correre con il cappello in mano da chi detiene (o meglio si è appropriato) il mezzo monetario, nel nostro caso l’euro della Banca Centrale Europea. Poiché ci siamo spogliati sempre più di due enormi strumenti di sovranità, cioè di libertà, la sovranità monetaria e la determinazione del tasso di sconto, sono i banchieri a stabilire insindacabilmente se prestarci denaro, in quale quantità e determinare l’interesse (ovviamente – e lo ricordiamo specialmente ai nostalgici illusi – non va dimenticato come anche la lira fosse una distruttiva moneta-debito).

                  Se a ciò aggiungiamo che il denaro prestato non esisteva

      perché creato dal nulla, ex nihilo, e diventa reale solo perché lo accettiamo

                             e circola come il sangue per il nostro lavoro,

                              risulta chiaro chi comanda e chi obbedisce.

                Si rivela azzeccata la frase simbolo di un blog economico:

           "è strano come una discesa vista dal basso somigli a una salita".

    Parole non di un saggio o di un filosofo, ma di un personaggio dei fumetti, Pippo, l’amico di Topolino. Abbiamo il vincolo esterno che impone di vendere il frutto del lavoro collettivo del nostro popolo e abbiamo una "moneta-debito" esterofila e di proprietà degli usurai di turno, rigorosamente non di proprietà del popolo. Lo Stato prima del divorzio si finanziava – sia pur sempre a debito dei cittadini –  nei tempi in cui possedeva la banca centrale e controllava le banche commerciali, emettendo prevalentemente BOT, buoni del tesoro ordinari a breve termine, acquistati attraverso i canali postali e creditizi dalle famiglie italiane come risparmio garantito e sufficientemente remunerato. Differenti sono i CCT, certificati di credito del Tesoro, il cui valore reale è variabile in base al mercato, investimenti di medio termine. Oggi BOT per almeno 400 miliardi sono in mano alle banche commerciali che li depositano a tassi negativi presso la Banca Centrale, un’immensa ricchezza ferma da cui trae profitto solo la cupola finanziaria, pagata per custodire gli impulsi elettronici che hanno sostituito i titoli di proprietà cartacei.

     Il trucco della cartolarizzazione (titoli di Stato)      

    Ovvio che i risparmiatori italiani non li acquistino nella certezza di rimetterci, ponendo sul mercato la notevole ricchezza privata italiana, pari ad almeno 4.200 miliardi, due volte e mezzo il PIL. Lentamente, ma costantemente, essa passa di mano trasferendosi ai signori del rischio altrui.

                      Da anni, nel mercato dei titoli pubblici prevale il BTP,

       buono del tesoro poliennale con scadenza anche a lunghissimo termine,

                            che impegna chi lo emette fino a trent’anni,

    alimenta un vorticoso giro speculativo e lascia il Tesoro alla mercé dei mercati.

    Lo spread che tanto eccita i commentatori è la differenza di rendimento, a parità di scadenza, tra il buono considerato più sicuro, tedesco, dai tassi più bassi, e quello degli altri Stati. Perché l’eurosistema non preveda l’emissione di buoni propri, gli Eurobond inutilmente chiesti da Giulio Tremonti, non è un mistero:

    come non è un mistero per chi ha compreso il trucco del signoraggio bancario,

               e della cartolarizzazione (finanziamento tramite titoli di stato)

       il fatto che anche i bond sono strumenti – sia pur nelle mani dello Stato – 

                        destinati ad indebitare e dunque ad infelicitare

               e controllare le masse ignoranti e accondiscendenti (Ndr).

     L'ingerenza dell'FMI sull'Iva del Giappone               

     L'altissimo debito interno del Giappone (paese a cosiddetto "debito sovrano")

           e gli interventi impositivi sull'IVA del Fondo Monetario Internazionale

                                                         delle ultime ore

                       sono in merito un esempio davvero emblematico e chiaro,

                                   sulla truffa assoluta dei titoli di Stato.

    "La managing director dell'Fmi, Christine Lagarde, ha invitato il governo a ravvivare e rendere più incisive le politiche dell'«Abenomics» , in particolare sul fronte delle riforme finalizzate a aumentare la produttività, comprese quelle del lavoro. «Per ridurre le incertezze di politica economica, affrontare le sfide demografiche e ridurre i rischi sulla sostenibilità del debito è necessaria una cornice fiscale credibile per il medio e lungo termine – recita il rapporto dell'Fmi riguardante il Paese che ha il rapporto peggiore tra debito e Pil in area Ocse – Al fine di finanziare crescenti costi della sicurezza sociale e ridurre i rischi sulla sostenibilità dell'indebitamento, il consolidamento (fiscale) dovrebbe incentrarsi su un graduale aumento dell'imposta sui consumi finché raggiunga almeno il 15% con aumenti graduali e continui (rispetto al livello attuale dell'8%)" (1).

    (1) Fonte "Il Sole24 Ore"6 ottobre 2018 / «Dovete raddoppiare l'Iva sul medio termine». I compiti dell'Fmi al Giappone

     I derivati: l'altra faccia del casino finanziario             

    Il casinò finanziario (ma si può omettere l’accento per chi trae denaro dal denaro) ha inoltre inventato ulteriori meccanismi, i cosiddetti derivati. I più comuni sono i CDS (Credit Default Swaps), strumenti di copertura destinati a trasferire ad altri il rischio. Si può scommettere indefinitamente al rialzo o al ribasso sui dei conti pubblici, cioè sulla capacità o meno di rimborsare i BTP a scadenza da parte degli Stati.

            Basta un’oscillazione più elevata di quella normalmente accettata

                               dai modelli matematici degli operatori,

          o una voce, magari diffusa ad arte, per scatenare ondate di vendite

                                      seguendo l’effetto gregge.

    Le aste odierne sono dette marginali, poiché il BTP va a chi offre il tasso più elevato, cui sono costretti ad adeguarsi l’offerente e gli altri compratori. Ma, qui sta il punto, chi sono i partecipanti all’asta, i cosiddetti investitori istituzionali? Un gruppo ristretto, un cartello di pochi giganti della finanza comprendente il gotha affaristico del mondo, Citygroup, Goldman Sachs, Morgan Stanley eccetera. Gli unici italiani sono Unicredit e Intesa San Paolo, massimi partecipanti di Bankitalia, di cui conosciamo la prevalente composizione azionaria estera. Non ci toglieremo il cappio dal collo se continueremo a riservare il controllo della moneta a un cartello di speculatori internazionali che agiscono in sintonia e possiedono direttamente almeno 700 miliardi di nostri titoli, e molti altri attraverso partecipazioni e incroci azionari. La prima mossa sarebbe – secondo gli economisti – quella di imporre alla Banca d’Italia, che resta un soggetto di diritto pubblico, di comportarsi come la sua omologa tedesca, la Bundesbank, che, in caso di aste nelle quali il collocamento non è totale, non accetta vendite a tassi più elevati, ma trattiene i bond invenduti per piazzarli al momento più favorevole. Nonostante il Trattato di Maastricht, la Buba agisce come elemento di equilibrio del sistema tedesco. Ma al di là di questi palliativi debitocratici, bisogna agire sul "cancro del debito" in maniera netta e decisa.

     Di chi deve essere la proprietà della moneta?          

    Bisogna comprendere una volta per tutte che la cartolarizzazione è un inganno, poiché la pratica dell'acquisto dei titoli di Stato per finanziare l'economia di un Paese, in definitiva non permette agli stati di finanziarsi, ma produce solo debito e quindi schiavitù e malessere, povertà, disperazione e morte:

                                            la principale prerogativa di uno Stato

                 – come ci insegnano Lincoln, Kennedy, Ezra Pound e Giacinto Auriti –

                                     consta nel creare la propria moneta-credito

                     per far fronte  al proprio fabbisogno finanziario ed economico.

                                                   Tutto il resto è aria fritta!

    Tale moneta, poi, per liberare davvero l'umanità dai ceppi del debito deve essere creata ed emessa a credito dei cittadini ed attribuita al popolo in proprietà (reddito di cittadinanza a credito o "auritiano") cioé non deve assere accantonata tra le voci di debito del bilancio degli stati. In caso contrario, infatti, interessi e tasse annullerebbero ed inficierebbero gli sforzi economici e lavorativi dei cittadini. La conclusione è che la situazione è molto difficile, agire è complicato ma non impossibile, a patto che vengano assunte decisioni condivise da un popolo unito. Sappiamo che la tradizione di divisione intestina, il preferire lo straniero all’avversario interno è antica quanto la nostra nazione. Tuttavia, se intendiamo conservare non solo sovranità e indipendenza, ma la concreta proprietà del nostro denaro, frutto del sudore nostro e dei padri, da trasmettere ai figli, non vi sono alternative. La strada è stretta ma non del tutto impraticabile. Quel giorno i popoli torneranno a respirare. Sino ad allora, dovremo accettare un destino da servi o, al massimo, difenderci con meccanismi del tipo di quelli esposti, elaborati da studiosi estranei al potere dei signori del denaro. La Cartagine finanziaria non può essere riformata, ma sconfitta attraverso la volontà popolare e la proprietà popolare di meri valori convenzionali chiamati "moneta".

    L'unica strada percorribile per liberare l'umanità dai lacci del debito onnipresente

    è quella tracciata dal grande Prof. Giacinto Auriti. Tutto il resto è noia! E' debito!

     

    Roberto Pecchioli /  Sergio Basile (Copyright © 2018 Qui Europa)

    partecipa al dibattito: infounicz.europa@gmail.com 

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    Allegato

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     B.A.R.: risposta odierna all'usura legalizzata        

    Oggi, in tempo di rarefazione monetaria indotta ed usura legalizzata, in tempo di spread e moneta-debito creata dal nulla (e senza riserva), la storia si ripete. I veri cattolici non possono stare a guardare e devono riscoprire il nobile ed antico esempio della Chiesa Cattolica, orientato sulla resistenza non violenta e sulla proposta attiva ed alternativa, ricalcando le orme dei loro avi. Oggi urge trasformare le comunità sociali (a partire dai comuni) in cooperative di credito solidali e orientate al mutuo soccorso, proprio com'era al tempo di Mosé (mille e duecento anni prima dell'Incarnazione di Cristo) ed al tempo dei santi francescani (Mille e Duecento / Mille e Quattrocento), durante il "bistrattato" Medioevo. La Dottrina Sociale della Chiesa attende giustizia e vuol ririvere sia nell'anima dei credenti che nelle loro opere. Il grande Professor Giacinto Auriti, padre della Teoria del Valore Indotto della Moneta e del SIMEC, lo aveva capito realizzando tale "Dottrina" attraverso l'immissione nel circuito economico-sociale di valori monetari convenzionali a credito e di proprietà del portatore (e non degli usurai). Egli ideando e promuovendo il SIMEC realizzò un vero e proprio miracolo economico-sociale nel comune di Guardiagrele, fino ad allora tra i centri italiani più colpiti dalla piaga del suicidio da insolvenza. Oggi si può e si deve agire con convinzione e determinazione: le armi di mutuo soccorso esistono, basta utilizzarle.

             Non farlo vorrebbe dire rientrare nella categoria degli stupidi e degli sprovveduti;

                    non rendere giustizia al nostro glorioso passato, alla nostra Fede e a Dio,

                alla storica battaglia contro l'usura ebraica posta in essere dai santi medievali

                                                          e dalla Chiesa Cattolica.

    A tal fine è stato creato il B.A.R. – Buono Comunale di Agevolazione Reddituale, uno strumento capace di dare ai sindaci la possibilità di prendere in mano il destino dei propri cittadini. Un'arma non violenta capace di mettere in moto la macchina economica della propria comunità sociale con efficienza e semplicità. Che ciascuno torni ad essere proprietario dei propri valori monetari, altrimenti l'usura indotta farà piazza pulita dei nostri cari, delle nostre famiglie e della nostra civiltà, costringendoci al suicidio, all'espatrio o alla disperazione. Non facciamoci complici dei grandi usurai e storici padroni oscuri della moneta-debito, nemici di Cristo e dell'umanità: l'immobilismo è un suicidio annunziato! L'immobilismo, una volta compreso il male e trovata la panacea, è un crimine ancor più grande!

    Sergio Basile 

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     Video correlato – B.A.R. e sovranità monetaria   

    Intervista B.A.R. Sergio Basile e Nicola Arena – YouTube

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    di Sergio Basile

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     Premessa: Sulla lunga strada della sovranità      

    Catanzaro – di Sergio Basile Il Tiramisù è uno dei dolci più conosciuti della tradizione culinaria italiana: famoso fin dagli Anni Sessanta è diventato negli ultimi decenni il simbolo per eccellenza della dolcezza nostrana nel mondo. La tradizione ne contende la paternità tra Roberto Linguanotto e Speranza Garatti. Così come avvenne per il perfezionamento della ricetta del dolce in seno a tali affermati chef, la scoperta che tutto il mondo ci invidia, la strada verso la sublime scoperta monetaria del Professor Giacinto Auriti – il genio di Guardiagrele – è stata costellata da febbrili decenni di studio in materia giuridica e monetaria, ma anche da concatenate intuizioni e stadi di crescita, progressive e rinnovate consapevolezze, esperimenti, osservazioni e comparazioni con gli studi di grandi uomini del passato che hanno portato alla prodezza empirica dell'elaborazione auritiana:

                            il dolce ideale, confezionato a vantaggio dell'umanità,

                  per contrastare l'amarezza senza fondo della piaga feneratizia!

    Serebbe un errore, tuttavia, separare e decontestualizzare la scoperta auritiana dal fil rouge della storia passata e trapassata. Auriti si pone, evidentemente, in continuità con un glorioso passato, ricapitolato mirabilmente nell'esperienza anti-usurocratica dei "francescani" Monti di Pietà medievali e nella tradizionale Dottrina Sociale della Chiesa, figlia a sua volta dell'originaria "Dottrina Monetaria di Mosé": miracolo spirituale ed economico che, oltre mille anni prima della venuta di Gesù Cristo, vide nascere in Medioriente la prima moneta-convenzionale a credito della storia (il Mamré) e le prime cooperative creditizie, organizzate in tribù. Quindi, come in pittura la perfezione del gioco d'ombre e del realismo di Caravaggio non poté realizzarsi senza le premesse sugli studi della prospettiva di Giotto;  come l'elicottero sperimentale di Enrico Forlanini (1877) non avrebbe avuto ragion d'essere senza gli studi sulla "vite aerea" del Codice Atlantico (1480) di Leonardo Da Vinci, oggi non potremmo celebrare a pieno le lodi del professor Auriti, e non potremmo apprezzarne il genio assoluto, senza riconoscere e comprendere la grandezza dei suoi predecessori ed il loro contributo alla causa della libertà. Ovviamente, cedere alla facile tentazione di tracciare un'ipotetica scala di valori sul grado di sensibilità di tali giganti della storia, "classificando" personaggi di epoche diverse – protagonisti a loro volta di diversi stadi di perfezionamento della fattispecie giuridico-monetaria – rispetto alla "verità auritiana", risulterebbe anacronistico. Ogni facile paragone tra Auriti e i suoi storici predecessori, volto magari a ridimensionare lo spessore di questi ultimi o a colorarne i contorni con un filo di ironia, risulterebbe infatti fortemente ingeneroso e inopportuno verso costoro.

    Il fatto che il genio Giotto non comprese il segreto del contrasto dei chiaroscuri e della luce

               nel miracolo della tridimensioalità delle figure, chiara al genio Caravaggio,

                                  di certo non può esser un motivo valido

                       ad adombrare la grandezza del primo rispetto al secondo.

    Ciò dal momento che gli eventi storici, come ben sappiamo e come ci insegna Gian Battista Vico, hanno sempre seguito moti evolutivi unici ma ciclici e sono stati caratterizzati da stadi di sviluppo ben definiti e ugualmente preziosi. Questa realtà evoca l'immagine dei granelli di sabbia di una clessidra, cadenti a cascata e in perfetta successione. Essi segnano il tempo e perseguono una comune missione: riempire la base dello strumento vitreo svuotando nel contempo la parte superiore, seguendo un preciso ritmo. Così è per i giganti che precedettero la scoperta auritiana: tante tessere di un domino che hanno segnato la storia degli ultimi venti secoli, facilitando la comprensione dello strumento monetario, verso lo smascheramento delle strategie dell'usura internazionale. Esse hanno riempito di valore e dignità la base della società (la comunità sociale degli esseri viventi) svuotando di senso e valore i vertici del potere monetario e politico.

                 L'inarrivabile Prof. Giacinto Auriti e i suoi illustri predecessori,

                  sul lungo e tortuoso sentiero della lotta all'usura monetaria

                 – tra i quali citiamo il tandem presidenziale Lincoln-Kennedy –

                    rappresentano un modello per tutti gli studiosi di moneta

                               che si accostano seriamente all'argomento.

    Si tratta di un terreno di ricerca ostico ed impervio che, in un modo o nell'altro, non può che ricondurre le fila dell'indagine storica ai misteri del cartello bancario e ai complotti "religiosi" orchestrati dalle grandi famiglie di banchieri internazonalisti, d'estrazione ebraica e fede talmudica, capaci di influenzare con la nascita delle banche centrali, le loro pertinenze e le loro azioni concertate, il destino di intere nazioni e continenti. La volontà univoca e il comun denominatore all'azione degli eroi che contrastarono il cartello bancario e la "rivoluzione monetaria", può evincersi nell'indomabile necessità di mettere in dubbio i dogmi bancari. Tale priorità l’aveva avvertita, sia pur parzialmente e con pathos probabilmente minore rispetto ai primi, anche Aldo Moro, dando segnali incoraggianti dal suo esecutivo, malgrado la disastrosa esperienza del “compromesso storico” sancito dalla stretta di mano con Enrico Berlinguer il 28 giugno 1977.

    Sergio Basile (Copyright © 2018 Qui Europa)

     

    Moro, Kissinger e l'usura: nuove ricostruzioni

    e ipotesi

    Nuovi spunti di riflessione sul caso più scottante della politica italiana

    a 44 anni dalla minaccia di Henry Kissinger, durante la storica

    visita di Aldo Moro alla Casa Bianca

    (Memorandum of Conversation, White House, Washington, 25 settembre 1974)

     

    di Sergio Basile

    Scritto tratto, in parte, da: "Il Prezzo della Libertà. La Grande Truffa della Moneta in 5 Mosse"

    di Sergio Basile, Ed. Solfanelli, 2018

    moro - kissinger

     

     

     

     

     

     

     

     

     

      

     

     Il Caso Moro e l'usura da moneta-debito             

    Washington, Romadi Sergio BasileMoro nella seconda metà degli anni Sessanta, decise di sottrarsi, sia pur in parte, dal pressing forzato dei potentati bancari e di "risollevare l’economia nazionale" emettendo biglietti di Stato a corso legale, "pare" senza bisogno di chiedere prestiti via Bankitalia o FMI (1): così facendo egli avrebbe posto (restiamo rigorosamente nel condizionale) l’obiettivo morale di assolvere ai bisogni del popolo italiano, ricorrendo alla cosiddetta

                                             emissione sovrana senza debito.

    Ma, come vedremo, questa pagina di storia resta ancora avvolta da dense nebbie, difficilmente diramabili, per ragioni che spiegheremo di seguito. Trent’anni dopo il Professor Auriti ebbe il gran merito di superare questa sia pur provvidenziale ricetta dei "biglietti di Stato", comprendendo — rispetto a Moro, ma anche ad Abramo Lincoln, John F. Kennedy, Andrew Jackson ed altri eroi della contro-rivoluzione monetaria — l’importanza di elargire a ciascun cittadino la propria quota di moneta-credito, attribuendone loro la proprietà diretta (reddito di cittadinanza a credito) e andando così oltre la mera spendita di moneta statale senza debito. In tal guisa Auriti aprì nuovi orizzonti di sviluppo socio-economico, sormontando l’ottica  del circoscritto limite dell'investimento statale e liberando inimmaginabili "valori" ed energie economico-finanziarie, fino ad allora sconosciuti alla sfera degli economisti classici: incapaci storicamente di comprendere a fondo il concetto di "moneta-credito". La panacea alla guerra del sangue contro l’oro giunse grazie alla scoperta della Teoria del Valore Indotto della Moneta (2), l’unica arma pacifica capace di ridonare dignità ai cittadini in un contesto di democrazia integrale, svincolando la coscienza nazionale da perigliose e fuorvianti elucubrazioni economiche innestate sia nel mito del dio-stato che nel giogo dell’onnipotente banca centrale.

    (1) Fondo Monetario Internazionale  / FMI / IFM – Il Fondo Monetario Internazionale (International Monetary Fund) è un'organizzazione internazionale a carattere universale (e mondialista) istituita il 27 dicembre 1945 (nata ufficialmente nel maggio del 1946) e composta dai governi nazionali di 189 Paesi. Con la Banca Mondiale rientra nelle cosiddette organizzazioni internazionali di Bretton Woods. (2) Cfr.: Sergio Basile, "Il Prezzo della Libertà. La Grande Truffa della Moneta in 5 Mosse", Ed. Solfanelli, 2018 – Capitolo XII; Conclusioni – par. 7.

     La politica monetaria di Aldo Moro                      

    L’impegno di Aldo Moro nella ridefinizione della politica monetaria nazionale fu significativo ma marginale, o meglio non decisivo, e comunque segnato dai ben noti fatti di cronaca nera consumatisi in quei drammatici anni. Lo statista democristiano tra gli Anni Sessanta e Settanta finanziò la spesa pubblica per cinquecento miliardi di lire attraverso l’emissione di biglietti di Stato da 500 lire (emissioni Aretusa (3) e Mercurio (4): (*) la prima emissione fu normata con i DPR del 20 giugno 1966 e 20 ottobre 1967, del Presidente Giuseppe Saragat (5); (*) la seconda mediante DPR del 14 febbraio 1974, firmato Giovanni Leone (6). Le 500 lire di Moro erano emesse senza ricorrere al processo bancario e debitocratico della cartolarizzazione (Cfr.: 8.3.1) e con dicitura “Repubblica Italiana”, perché immesse nel circuito economico direttamente dallo Stato, per la spesa pubblica. Esse prevedevano, in aggiunta, la scritta “Biglietto di Stato a corso legale”, in quanto garantite dall’autorità statale. Essendo slegati dalla Banca d’Italia, tali biglietti di Stato, secondo una delle tesi più diffuse tra numerosi studiosi di settore, “non avrebbero generavano debito e interessi passivi”: cioé sarebbero stati agli antipodi dei biglietti emessi sia da Bankitalia (1947) che dall’odierna BCE. Le 500 lire del 1947 recavano impressa, invece, la scritta “Banca  d’Italia” assieme alla dicitura “Pagabile a vista al portatore” (perché cambiabili con monete statali).

        L’Italia in quel frangente storico poteva emettere monete ma non banconote,

    che doveva acquistare dal Fondo Monetario Internazionale tramite la Zecca di Stato.

                         Moro permise l’emissione di monete a valore 500 lire,

                   nonché (in deroga) l’emissione contemporanea del cartaceo.

    In seguito all’assassinio del politico, che si consumò a Roma il 9 maggio 1978, e alle dimissioni anticipate di Leone, l’Italia smise di emettere cartamoneta di Stato, tornando sistematicamente schiava dell’usura internazionale e dei processi bancari di cartolarizzazione.

     Moro, Mattei, Caffé, Dossetti, La Pira                      

    Moro, con la sua parentesi politica, malgrado il compromesso rosso, provò in qualche modo a cambiare gli equilibri internazionali: passo sancito anche dalla sfida lanciata al monopolio dell’FMI e, in aggiunta, al tentativo di realizzare la sovranità energetica del Paese, cercata da Enrico Mattei, passando per il pieno sviluppo e l’indipendenza dell’ENI.

                Furono questi i tasselli che accomunarono nel bene e nel male

                        le vite di Enrico Mattei (ucciso nel 1962), Aldo Moro

               e Federico Caffé (scomparso misteriosamente il 15 aprile 1987).

    Va ricordato ad onor di cronaca come Caffé, sia pur formatosi nel fumoso humus statalista di stampo neo-keynesiano, fu integerrimo e prezioso consulente dello statista della DC, nonché suo collaboratore all’interno di un gruppo allargato, esteso a uomini di chiaro stampo cattolico del calibro di Giuseppe Dossetti e Giorgio La Pira.

    (3) Vedi DPR 20-06-1966 e 20-10-1967 del presidente Giuseppe Saragat per le 500 lire cartacee biglietto di Stato serie Aretusa. (4) Vedi DPR 14-02-1974, del Presidente Giovanni Leone per le 500 lire cartacee biglietto di stato serie Mercurio, DM 2/4/1979.    (5) Biglietto di Stato serie Aretusa – Legge 31 maggio 1966.   (6) Biglietto di stato serie Mercurio – DM del 2 aprile 1979.

     La fuorviante pista a senso unico                                 

    Tra l’altro, va ricordato, come lo stesso Mattei scelse di appoggiare Moro apertamente, urtando evidentemente gli interessi della grande usura internazionale, padrona della moneta-debito e, secondo proprietà transitiva, di gran parte delle fonti energetiche planetarie. Per anni si indagò sul Caso Moro a senso unico, dissertando sul ruolo delle Brigate Rosse con tesi aleatorie e parziali, cercando di dare all’omicidio una connotazione politica in senso stretto o addirittura partitica, circoscrivendo quanto accaduto all’interno dei meri confini nazionali. Seguendo l’oscuro fil rouge brigatista, un’altra curiosa analogia che unì Caffé e Moro, fu l’omicidio del professor Ezio Tarantelli, allievo, amico e collaboratore di Federico Caffé, ucciso sempre dalle “fantomatiche” BR in data 27 marzo 1985. Qualche anno dopo l’omicidio, tuttavia, un vento nuovo spirò su Roma, andando a smorzare l’afa estiva che avanzava e l’ancor più insopportabile cappa di omertà: nel giugno e luglio del 1982, qualcuno iniziò a tirare in ballo gli Stati Uniti d’America. A rompere il ghiaccio bollente fu la stessa moglie dello statista, Eleonora Chiavarelli Moro in una esplosiva testimonianza:

            l’assassinio — sostenne la Chiavarelli, in tribunale — avrebbe fatto seguito

                      a serie minacce di morte avanzate da colui che indicò come

                                    una figura politica americana di alto livello.

     L'incontro a Washington e la Minaccia di Kissinger 

    Dello stesso tenore fu la denuncia resa in sede processuale da Corrado Guerzoni, portavoce di Aldo Moro. La frase incriminata sarebbe stata la seguente:

                        Lei deve smettere di perseguire il suo piano politico (…)

                        Qui, o lei smette di fare questa cosa, o la pagherà cara,

                                          veda lei come la vuole intendere.

    Una cosa è certa: il 25 settembre 1974 il Presidente Aldo Moro, in visita ufficiale negli Stati Uniti, a Washington, incontrò il Segretario di Stato Henry Kissinger (vedi foto giù in allegato: Memorandum of Conversation, White House, Washington, 25 settembre 1974, del quale prorio oggi, 25 settembre 2018, corre il 44° anniversario). Subito dopo il colloquio lo statista fu colpito da un malore e soccorso da Mario Giacovazzo (suo medico personale) e Giuseppe Giunchi (medico personale del Presidente Giovanni Leone): entrambi spinsero affinché Moro facesse rientro anticipato in Italia. Molti storici hanno offerto ricostruzioni parallele a quella ufficiale proprio in seguito a questi poco pubblicizzati eventi, fatti di portata epocale ma inspiegabilmente epurati dai libri di “storia”. Durante il processo, Guerzoni identificò la suddetta figura politica americana di alto livello in Henry Kissinger.

     Nuove luci e ombre sul Caso Moro                               

                           Ma Moro fu dunque un eroe o la semplice vittima sacrificale

                           di un sistema di cui lo stesso, volente o nolente, era parte?

    La verità assoluta la potremo cogliere solo al cospetto di Dio. Tuttavia riteniamo che la questione dell’emissione delle 500 lire di Moro aliene da qualsiasi laccio debitocratico sia un evento storico di difficile codificazione, ancora sospeso tra verità e mito e in buona parte avvolto nel mistero. Ciò poiché, ad oggi,

                    non adeguatamente avvalorato da alcun documento probatorio,

              gap riconducibile ai polverosi ed impenetrabili archivi della Banca d’Italia,

                      di Palazzo Chigi e del Palazzo delle Finanze di Via XX Settembre.

    A sostenere questa tesi citiamo, per completezza storica, anche autorevoli studiosi auritiani del calibro del Professor Normanno Malaguti, del Professor Francesco Cianciarelli — collaboratore di una vita del grande Professor Giacinto Auriti — e del Professor Antonio Pantano, quest'ultimo tra i massimi esperti di Ezra Pound. Comunque è altrettanto vero che, come sostiene il Professor Pantano, nel recente regime repubblicano ad autonomia limitata impostoci dal 1° gennaio 1948, i “biglietti di Stato” emessi furono moltissimi, come risulta dalla pubblicazione iconografica in due volumi, degli anni Settanta, della Banca Popolare di Novara (da nostra intervista al professor Antonio Pantano – 30 luglio 2018). D’altra parte anche dalla seconda metà dell’Ottocento furono emessi molti biglietti di Stato e sicuramente senza debito (da nostra intervista al professor Normanno Malaguti – 28 giugno 2018). Come argomentato dai suddetti studiosi, le 500 lire emesse sotto il Governo Moro furono le ultime, ma — anche a loro dire — non costituirono ragione per accreditare Moro, in senso assoluto, come “virtuoso” (da nostre interviste ai professori Francesco Cianciarelli e Antonio Pantano – luglio 2018). Secondo altre tesi e come sostenuto dallo stesso Professor Pantano:

             “La soppressione dello statista fu probabilmente dovuta al non

             aver condiviso con i suoi colleghi delle ingenti somme conferite

                                        da Gheddafi a partire dal 1972”.

    A nostro avviso la pista Kissinger-Usa non è comunque trascurabile e resta fino ad ora la più accreditata, sia pur la meno battuta. Infatti concordiamo tutti sul fatto che la dissoluzione sistematica della “sovranità monetaria” italiana fu riconducibile certamente agli Americani. Come ricorda Pantano (intervista del 30 luglio 2018):

    “Gli Alleati iniziarono con 640 miliardi di Am-lire stampati negli USA nel giugno del 1942

                                     e ristampati anche in Italia fino al 1949-50.

                        Il regime usurocratico italiano nel 1965 regolò con leggi

                                         la residua circolazione assorbendola”.

    Moro comunque – e questa è una certezza storica che nessuno potrà mai sottrargli – ebbe il merito acclarato di aver sfidato apertamente il Fondo Monetario Internazionale, longa manus degli Stati Uniti d’America e del Governo Mondiale: la vera ragione della sua morte risiede, probabilmente, nella memoria storica dei fatti legati a quel Memorandum e a quella tragica, sconcertante e febbrile mattinata del 25 settembre 1974, all'ombra del bianco colonnato in stile neoclassico della White House: simbolico richiamo – ci scuserete la divagazione – dei farisaici sepolcri imbiancati di evangelica memoria.

    Sergio Basile (Copyright © 2018 Qui Europa)

    Scritto tratto, in parte, da:

    "Il Prezzo della Libertà. La Grande Truffa della Moneta in 5 Mosse", di Sergio Basile,

    Ed. Solfanelli, 2018

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      Memorandum of Conversation, White House, Washington, 25/9/1974 

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     Video correlato – B.A.R. e sovranità monetaria   

    Intervista B.A.R. Sergio Basile e Nicola Arena – YouTube

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  • Borghezio: violenze sui cristiani in Nigeria. Cosa fa l’Ue?

    Borghezio: violenze sui cristiani in Nigeria. Cosa fa l’Ue?

    Lunedì, 3 settembre / 2018

    Comunicato stampa di Mario Borghezio

     Redazione Quieuropa, Parlameto europeo, Mario Borghezio, Cristiani, Nigeria,  strage        

    Borghezio: violenze sui cristiani in Nigeria.

    Cosa fa l'Ue?

    Interrogazione alla Commissione europea, dopo l'ultima grande strage

    (500 persone massacrate solo nello Stato di Benue)

     

    Comunicato stampa di Mario Borghezio

       strage in nigeria

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     L'Ue fermi le violenze sui cristiani in Nigeria!    

    (Premessa – In Nigeria continua tra l'indifferenza la spietata mattanza di cristiani. Negli ultimi anni, dal giugno 2015 ad oggi, sarebbero stati uccisi oltre 16 mila cristiani, da Boko Haram e dai pastori musulmani di etnia Fulani – Ndr) – Bruxelles Comunicato stampa di Mario Borghezio In merito alle notizie di nuove violenze in Nigeria contro i cristiani, l’europarlamentare Mario Borghezio ha indirizzato un’interrogazione alla Commissione Europea. “Come testimoniato da diversi vescovi locali – spiega Borghezio – nei territori della cosiddetta ‘middle belt’ della Nigeria si sono susseguiti tragici scontri contro i cristiani, che sono costati, nel solo Stato di Benue, la vita ad oltre 500 persone. Responsabili dei massacri della popolazione cristiana, principalmente dedita all’agricoltura, sono i pastori musulmani di etnia Fulani, spesso equipaggiati con armi automatiche”. E spiega: “Mentre i media nigeriani cercano di minimizzare la motivazione etnico-religiosa (forse perché l’attuale Presidente Buhari è di etnia Fulani) parlando di scontri per le terre, molti commentatori e diversi vescovi locali confermano la rapida escalation contro i cristiani, denunciano la colpevole inattività della Polizia Federale e paventano rischi simili alla tragedia del Ruanda in caso tale situazione non venga fermata al più presto”. Pertanto Borghezio chiede:

                                   “Come intende intervenire la Commissione

               per difendere e tutelare le popolazioni cristiane minacciate in Nigeria?

         Intende sollevare con urgenza la questione in sede di colloqui internazionali?”.

     

    Comunicato stampa di Mario Borghezio / Deputato europeo

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    – Lunedì, 27 agosto / 2018 –

    di Sergio Basile e Giovanna Maddalena Sisto

     Redazione Quieuropa,  Dublino, ipocrisia, pedofilia, Talmud, Chiesa, Benedetto XVI, Bergoglio 

    La bufala della Chiesa pedofila: montatura storica,

    realtà aumentata, bluff ideologico

    Pedofilia: la strategia ipocrita dei nemici della Chiesa e della

    massoneria, per distruggere la credibilità di tutto il clero

    e annientare la fede nel cuore dei credenti

     

    di Sergio Basile e Giovanna Maddalena Sisto

    Bufala chiesa pedofila

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Riflessione sulla missione punitiva di Bergoglio 

    Dublino, Roma – di Sergio Basile e Giovanna Maddalena Sisto La piaga della pedofilia nella Chiesa Cattolica, statistiche alla mano, occupa uno spazio davvero marginale, eppure la stampa negli ultimi giorni sta ingigantendo oltremodo il fenomeno con titoli da prima pagina che fotografano ben altre realtà, aumentate e romanzate, che non trovano assolutamente corrispondenza nella vita reale. Quello della pedofilia sembra essere diventato ad un tratto "il problema della Chiesa": l'aborto (cioé l'uccisione legalizzata di un essere umano indifeso) e la scristianizzazione, per contro, sembrano non entrare più di tanto tra le preoccupazioni delle gerarchie vaticane. Molto strano davvero!

    "Un'ora e mezza di faccia a faccia diretto con otto vittime di preti pedofili. Per ribadire ancora una volta la volontà della sua Chiesa di non voltare più lo sguardo e la politica di tolleranza zero verso i responsabili degli abusi. Papa Francesco ha concluso così la prima giornata della sua visita in Irlanda, Paese fra i più colpiti dalla piaga della pedofilia dei religiosi. (…) Il Papa è arrivato in Irlanda parlando di "crimini ripugnanti", per la Chiesa e per lui stesso, "causa di sofferenza e di vergogna". Ha toccato il tema subito, al Castello di Dublino, in apertura della visita per l'Incontro mondiale delle famiglie, parlando davanti alle autorità, alla società civile e al corpo diplomatico. Poi ha ribadito il concetto nella messa nella cattedrale della città".

    Così Repubblica, storicamente una delle frecce anti-cattoliche più affilate e penetranti in dotazione alla faretra del club comunista, ed ancora – malgrado il sensibile calo dei lettori – una delle più efficaci armi di distrazione di massa, ha commentato la missione punitiva di Bergoglio in terra d'Irlanda. Bergoglio, come un disco rotto, è tornato sull'argomento, spiazzando tutti, anche nella giornata di ieri, durante la SS. Messa con le famiglie, anziché affrontare con enfasi e preoccupazione il tema spinoso e gravissimo della storica legalizzazione dell'aborto nella "cattolica Irlanda", voluta dopo il Si al referendum dello scorso 25 maggio.  A molti la sua più che una visita pastorale sulla vocazione cristiana delle famiglie,  è parsa una vera e propria missione punitiva a senso unico,

                     quasi come se la Chiesa Cattolica si fosse trasformata d'improvviso

            nella responsabile universale di tutti i crimini di genere, commessi nel mondo.

               Una sorta di enorme parafulmine posto dinanzi al tribunale unico globale.

    Vista l'enfasi ingiustificata sul binomio cognitivo forzato Chiesa-pedofilia, verrebbe da chiedersi: su mandato di chi questa improbabile contro-crociata? La risposta è appena dietro l'angolo! A ben vedere, specie negli ultimi anni, accade fin troppo frequentemente che certi “zelanti” pastori facciano a gara per rivangare, a ritmi periodici, le solite questioni trite e ritrite sulla pedofilia di certa parte del clero, come apparso ultimamente a caratteri cubitali in prima pagina, non solo su Repubblica, ovviamente, ma perfino su “Avvenire” e “Famiglia Cristiana”, e con un'ostentazione disgustosa di chi si gloria di sputare nel piatto in cui mangia. Allora, in sintonia con quanto già espresso dalla stimata scrittrice, ed amica, Patrizia Stella

             "E’ ora di chiarire una volta per tutte la questione e mettere a tacere,

                    non solo i giornalisti laici, ma soprattutto certo clero fanatico

                         ed ignorante, dal retrogusto amaramente bergogliano”

     Il tribunale mondialista dei giudizi sommari      

    Allora accade che, cavalcando l'onda anomala di Dublino e della "missione" del "vescovo di Roma", si vada avanti tra giudizi sommari e tribunali popolari in puro stile termidoriano, tanto chi mai potrà controllare il numero effettivo dei ragazzi molestati? La rivoluzione è stata accesa e la ghigliottina è pronta per tutti!

                     Calunniate calunniate, qualche cosa resterà, diceva Voltaire!

    D'altronde è ormai risaputo che i calunniatori e i corrotti non ci rimettono nulla perché protetti anche da eventuali denunce. Ma squarciando il velo della falsa retorica e del luogo comune, da un'analisi storica dei fatti più approfondita ed oggettiva, e' sconcertante constatare come la propaganda a senso unico sulla pedofilia sia diventata un'arma contro la Chiesa Cattolica nel suo complesso. Negli anni Quaranta/Cinquanta – come rivelava nel 1954 la grande scrittrice italo-statunitense Bella V. Dodd, nel suo libro autobiografico "The School of Darkness"

                    mille e cento falsi preti comunisti/massoni furono infiltrati

            dal Partito Comunista americano – CPUSA – nella Chiesa Cattolica,

                                   nelle piu' alte sfere, per destabilizzarla.

            Costoro avviarono ogni sorta di nefandezza morale e dottrinale

                            per corrompere dall'interno la Sposa di Cristo

    e trasfigurare in negativo la sua immagine dinanzi ai tribunali rivoluzionari pronti a gettare sentenze preconfezionate sui prelati e su duemila anni di storia. Fu proprio in quegli anni che il problema pedofilia, curiosamente, iniziò a divampare. I casi di "veri preti pedofili" purtroppo ci sono, negarlo sarebbe anacronistico, e questo non è l'obiettivo del presente articolo. Ma costoro sono una percentuale statisticamente irrisoria rispetto alla maggioranza dei casi complessivi e rispetto ai reati di pedofilia commessi strategicamente dai falsi preti massoni, per infangare il nome di Santa Madre Chiesa (Cattolica).

            L’Istat parla di una percentuale minima, cioè dello 0,1% in tutto il mondo

                          di sacerdoti cattolici che si macchiano di questo peccato,

    dato ben al di sotto alla percentuale che si riscontra anche per molte altre istituzioni

      sociali, civili, religiose, sportive, mediche, militari, ecc., delle quali nessuno parla mai!

                                                    _____________________

    Secondo i dati CENSIS, che si basano sui dati ministeriali elaborati dal prof. Mastronardi,

                       circa lo 0,07% dei casi di pedofilia in Italia riguarda il clero;

       questa è infatti la percentuale di sacerdoti italiani condannati per pedofilia in 50 anni,

                mentre nella società civile esistono invece 21 mila casi di pedofilia ogni anno

                                                             (1 ogni 400 minori)

    Allora si tende ad estirpare la pagliuzza, mentre l'evangelica ed invisibile trave continua ad occupare il teatro della storia, ma i commedianti non ne avvertono l'ingombro, anzi la cavalcano con fierezza e ipocrisia.

     La linea di Benedetto XVI e Giopanni Paolo II             

    Il 16 maggio 2011 la Congregazione per la Dottrina della Fede pubblicò una lettera «per aiutare le Conferenze Episcopali nel preparare Linee guida per il trattamento dei casi di abuso sessuale nei confronti di minori da parte di chierici», nella quale si invitano i vescovi ad applicare le norme del Diritto canonico e a collaborare con le autorità civili. In particolare, i vescovi devono: incontrare ed ascoltare le vittime di abusi sessuali, seguendo l'esempio di Benedetto XVI; creare ambienti sicuri per i minori allo scopo di riconoscere ed intervenire in caso di abuso sessuale; prestare attenzione alla formazione dei seminaristi e dei sacerdoti appena ordinati, ricordando le parole di Giovanni Paolo II: «Non c'è posto nel sacerdozio e nella vita religiosa per chi potrebbe far male ai giovani»; cooperare con le autorità civili. Infine, il testo riassume la legislazione in vigore per questi delitti, ricorda che la prescrizione è di vent'anni, calcolati a partire dal compimento del diciottesimo anno di età della vittima e fornisce indicazioni sul modo di agire nel trattare i casi di abuso sessuale. Il 20 marzo 2010 Benedetto XVI ha pubblicato una lettera pastorale rivolta ai fedeli cattolici d'Irlanda. In essa il Papa ha spiegato di «condividere lo sgomento e il senso di tradimento […] sperimentato al venire a conoscenza di questi atti peccaminosi e criminali e del modo in cui le autorità della Chiesa in Irlanda li hanno affrontati», chiedendo ad essa «in primo luogo di riconoscere davanti al Signore e davanti agli altri, i gravi peccati commessi contro ragazzi indifesi» e accusando la «preoccupazione fuori luogo per il buon nome della Chiesa e per evitare gli scandali, che hanno portato come risultato alla mancata applicazione delle pene canoniche in vigore e alla mancata tutela della dignità di ogni persona». Rivolgendosi poi ai sacerdoti e ai religiosi colpevoli di tali abusi, ha scritto: «Avete tradito la fiducia riposta in voi da giovani innocenti e dai loro genitori. Dovete rispondere di ciò davanti a Dio onnipotente, come pure davanti a tribunali debitamente costituiti. Avete perso la stima della gente dell'Irlanda e rovesciato vergogna e disonore sui vostri confratelli. Quelli di voi che siete sacerdoti avete violato la santità del sacramento dell'Ordine Sacro, in cui Cristo si rende presente in noi e nelle nostre azioni. Insieme al danno immenso causato alle vittime, un grande danno è stato perpetrato alla Chiesa e alla pubblica percezione del sacerdozio e della vita religiosa»

     Un'ipocrita regia                                                                  

    Alla luce dei dati statistici sopra riportati e di queste due diverse linee di demarcazione del problema, affrontate in termini del tutto diversi (antitetici) da Benedetto XVI e Giovanni Paolo II, rispetto a Bergoglio, risulta chiaro il fatto che oggi più che mai ci sia  un'ipocrita regia che omette delle verità inconfutabili: non dice come il libro di riferimento dei massoni – assieme alla Cabala – cioé il Talmud, consideri la pedofilia "normale", circoscrivendo il problema nel solo ambito "cattolico". Hollywood stessa, acclarata enclave giudeo-massonica, è un covo di immoralità sessuale di ogni specie, dove i casi di abusi sessuali su minori, negli ultimi decenni – quelli passati in un modo o nell'altro tra le maglie di una fitta rete di omertà – neppure più si contano. Eppure, guardacaso, ad emergere in negativo a livello mediatico è sempre e solo la Chiesa Cattolica. Come mai?

       Nel Talmud la pedofilia viene giustificata, anzi è permesso il "possesso" di ragazze

               con età inferiore a 14 anni, definite “schiave designate a tal scopo”.

    Il "libro sacro" a seguaci dell'ebraismo e a giudeo-massoni, inoltre, per adulterio intende

                         solo l’effettivo atto sessuale, inteso come penetrazione.

             Ogni altra forma di rapporto perverso, di conseguenza, è giustificato.

    Perfino il rapporto sessuale con un bambino di età inferiore ai tre anni, nel Talmud,

                                                  non è ritenuto adulterio.

                                   _______________________________

        “I rapporti sessuali con un bambino al di sotto degli 8 anni d’età sono leciti.”

                                                (Talmud, Sanhedrin, 69b)

    Eppure negli ultimi anni, molti film hollywoodiani (si pensi al premio Oscar "Il Caso Spotlight"), nati nell'humus dell'infelice e dorata isola ebraico-massonica più incensata e potente al mondo, sembrano non contemplare questa realtà, remando forsennatamente a senso unico contro l'odiata Chiesa Cattolica, pur sapendo che il fenomeno dell'infiltrazione giudeo-massonica nella Chiesa è oggi una realtà inconfutabile; pur sapendo – d'altro canto – che tutti i testi sacri del Cattolicesimo condannano apertamente la pedofilia, come uno degli abomini più gravi agli occhi del Signore; pur sapendo (come la stragrande maggioranza degli ebrei e dei massoni che dominano Hollywood sanno) che il Talmud, al contrario della Sacra Bibbia, legittima la pedofilia. Dunque l'ipocrisia regna sovrana e l'occulta regia anti-cristiana che muove la macabra danza mediatica emerge in tutto il suo squallore. In merito il recente caso delle accuse al "Coro di Ratisbona" è solo l'ultimo colpo basso di una lunga serie di attacchi strategici, ben architettati e mirati, alla Chiesa di Cristo.  Per fortuna il Vangelo a differenza del Talmud non approva la pedofilia ma la maledice, e per fortuna c'e' il 99% dei sacerdoti cattolici che la deplorano e combattono in ogni sede. Costoro, tuttavia, non fanno notizia, non trovano i favori dei media manovrati dalla giudeo-massoneria. Anche Bergoglio, dunque, dall'alto del suo ministero "cattolico" (?) dovrebbe parlare di questi scandali taciuti, anziche' vedere solo quello che i media corrotti vogliono farci vedere e credere.

     Una bufala storica montata ad arte                         

                 Illuminati dal faro della storia, della religione e della verità oggettiva,

            possiamo concludere cha la pedofilia del clero cattolico è una semi-bufala,

              una realtà aumentata e deformata; una panzana in gran parte inventata

     sotto il pontificato di Benedetto XVI per screditare e far sparire la Chiesa tradizionale

    che praticamente non esisteva sotto il pontificato di Giovanni Paolo II, il "santo subito". Non ci sarebbero riusciti a far passare questo fantasioso teorema con autorevoli personaggi del calibro di Papa Sisto che – proverbialmente – "non perdonava neanche a Cristo". Egli – 227° papa della Chiesa Cattolica (1585-1590) – con una serie quasi infinita di bolle sconvolse motu proprio le decisioni del Concilio di Costanza (1414-1418). Tra l'altro, impose al clero l'obbligo assoluto di indossare il camicione. Tolse quest'obbligo il mondialista Giovanni XXIII, colui il quale inaugurò il Concilio Vaticano II favorendo l'infiltrazione della Massoneria nella Chiesa Cattolica; ovvero colui il quale eliminò anche la celebrazione della Santa Messa in latino. Benedetto XVI aveva ripristinato il rito latino e aveva programmato importanti riforme riprendendo aspetti della tradizione che avrebbero ridato dignità alla Chiesa. Scandalo e peggio aveva provocato la sua lectio magistralis all'Università di Ratisbona in Baviera il 12 settembre 2006. Il discorso causò violente reazioni anche nel mondo islamico, soprattutto a causa di una citazione dell'imperatore bizantino Manuele II Paleologo, tratta da un suo scritto sulla guerra santa redatto intorno al 1400. Al discorso di Ratisbona seguirono proteste di piazza, incendi di chiese e di luoghi di culto cattolici nei paesi islamici di qualsiasi tendenza, sciita o sunnita o ismaelita, ecc., crimini in effetti mai terminati. Perfino la massonica Commissione europea – probabilmente per salvare la faccia – difese la libertà di espressione del Papa. Così pure l'autore dei versi satanici, lo scrittore indiano Salman Rushdie:

        "sono scioccato! (dichiarò). La Chiesa ci ha messo 400 anni per scusarsi con Galileo,

                    ma il mondo islamico ha preteso che il Papa si scusasse in 8 minuti".

    Lo sciita iraniano ayatollah Khomeini condannò a morte Salman Rushdie, che tuttora vive nel Regno Unito sotto protezione. Male furono destinati gli editori del libro: uno fu ammazzato, gli altri feriti. Condanne per Benedetto XVI piovvero dai gesuiti e dalla Federazione delle Conferenze Episcopali dell'Asia (FABC). Improvvisamente si scoprì che i preti erano pedofili dagli anni '30. Pedofili a tutto spiano sotto il defunto santo subito.

     Ci vorrebbe un Papa Sisto V                                     

    Papa Sisto V ci avrebbe messo poco a sistemare la quaestio. La sua risolutezza non fu mai un mistero per i veri storici: egli non esitò a rompere le relazioni diplomatiche con i paesi che utilizzavano la propaganda per affossare la Chiesa. Scomunicò senza mezzi termini e tentennamenti diversi principi e re. E – badate bene – scomunicare voleva dire cancellare i diritti di successione per gli eredi al trono e dispensare i sudditi dall'obbedienza al re. Egli aveva perfino finanziato la spedizione dell'Invincibile Armata di Filippo II di Spagna contro l'Inghilterra. Ma una tempesta fece quello che non riuscì a fare la marina inglese. Papa Sisto, "che non la perdono' neanche a Cristo", come scrisse in un sonetto romanesco Maria Gioachino Raimondo Belli nel 1800, tra le altre mille cose fece erigere l'obelisco in Piazza San Pietro. Morte lo colse mentre progettava il trasporto del Santo Sepolcro in Italia: era stato professore di metafisica, diritto canonico e teologia come Benedetto XVI. Gliel'avrebbe fatta vedere lui a quelli che accusano categoricamente i preti di pedofilia, gettando indiscriminatamente un alone di vergogna e sventura su tutta la Madre Chiesa,  e che piangono per essere stati sedotti da preti pedofili, per ottenere lauti risarcimenti e infangare sistematicamente la Sposa di Cristo. Ebbene si! Ci vorrebbe proprio un Sisto V!

    Sergio Basile, Giovanna Maddalena Sisto (Copyright © 2018 Qui Europa)

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    Giovedì,  19 giugno / 2014

     – di Chiara Comini  

    Redazione quieuropa, Unione europea, Chiara Comini, Onu, Pedofilia, Kinsey Institute 

    L’ONU accredita con uno speciale riconoscimento un

    Istituto che ha legami con la pedofilia

    Il piacere del diavolo e la via dell'Europa Mondialista

     

    di Chiara Comini

    Onu, Europa e Pedofilia - Kinsey Institute

     Mondialismo e Pedofilia – La curiosa via dell'ONU                                   

    New York, Bruxelles – di  Chiara Comini – Il Kinsey Institute for Research in Sex, Gender and Reproduction, è un istituto fondato nel 1947 presso l’Indiana University che ha come fine quello di indagare, diffondere e sensibilizzare la gente alla cultura del sesso. Questo organismo è stato accreditato lo scorso 23 Aprile dal Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite (ECOSOC ) con uno speciale status. ECOSOC è uno dei 6 organi delle Nazioni Unite impegnato nei seguenti settori: 1) sviluppo sostenibile; 2) sviluppo sociale; 3) questioni di genere; 4) popolazione e sviluppo; 5) diritti dell'umanità. Uno dei punti principali di cui si occupa Ecosoc è “il rispetto universale per i diritti umani e le libertà fondamentali per tutti a prescindere da razza, sesso, etnia religione o lingua.” Le Organizzazioni Non Governative possono lavorare con le Nazioni Unite ed entrano in ECOSOC con lo status di “Consultative”. Esistono poi tre categorie di Consultative: la prima è detta General Category, ed è la più importante,  poi troviamo la Special Category, definita un livello intermedio, e  infine Roster. Definito l’ambito in cui ci troviamo, torniamo a parlare del Kinsey Institute, che appunto è stato insignito del titolo "Special Category" nella sua collaborazione con le Nazioni Unite. Ciò che lascia perplessi è che tale ente sia stato fondato da Alfred Kinsey (vedi link in allegato:  il Nuovo Ordine Sessuale finanziato dai Rockefeller) una persona a dir poco di dubbia fama. Novaterrae, in un articolo del 29 Gennaio 2014, ci racconta a riguardo: "Alfred Kinsey ha affermato che i bambini sono sessuali fin dall’infanzia". Le sue fonti principali erano uomini adulti che hanno registrato i particolari dei loro contatti sessuali con i bambini per il suo libro Sexual Behavior in the Human Male.

     Sexual Behavior in the Human Male                                                            

    Un uomo ha fornito dettagli a Kinsey dei propri abusi perpetrati tra il 1917 e il 1948, illustrando il tutto nella Tabella 34 nel libro di Kinsey. Si registra il numero di “orgasmi” in determinati periodi di tempo da parte di bambini a partire da appena cinque mesi fino a 14 anni. L’orgasmo è definito come “violente convulsioni”, “singhiozzi, grida o reazioni più violente, a volte con abbondanza di lacrime (soprattutto tra i bambini più piccoli)”, “dolore lancinante”, o si descrive che il bambino “si allontanerà con forza dal partner e potrà fare tentativi violenti per evitare di raggiungere l’orgasmo, anche se trae un certo piacere dalla situazione.” Non sfugge qualcosa? Cito nuovamente: "Orgasmo definito come “violente convulsioni”, “singhiozzi, grida o reazioni più violente, a volte con abbondanza di lacrime (soprattutto tra i bambini più piccoli)”, “dolore lancinante”.

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Il piacere del diavolo e l'UE                                                                                

    E’ folle chi legge, se pensa che qui si voglia far passare una palese violenza sessuale nei confronti di bambini, addirittura di neonati (“ a partire da appena cinque mesi”), come qualcosa che in realtà dà piacere? Come qualcosa di naturale? E chiediamoci: come è possibile che un bambino di cinque mesi si mostri accondiscendente per un rapporto sessuale? Il dubbio allora è solo uno: si vuol far passare la pedofilia come qualcosa di normale o la si vuol chiamare in un altro modo? Siamo alla follia pura!Follia approvata dall’Unione Europea, la quale evidenzia in ogni modo possibile la sua “apertura” verso la pedofilia; basta leggere il documento dell’OMS sugli Standard per l’educazione sessuale in Europa, che come Kinsey (uno dei padri della teoria del genere),  parte dal presupposto che il bambino è già da sempre sessualizzato. Con queste premesse la conseguenza è che la pedofilia diviene un orientamento del tutto lecito e legittimo. Già nello scandalo Dutroux troviamo una lista di nomi di “potenti”, tra cui persone di alte cariche anche a livello europeo. Alla luce di tutto ciò la domanda spontanea è: quale direzione ha intenzione di prendere l’Europa in tal senso? Sembra abbastanza chiara se si analizzano obiettivamente i pochi suddetti fatti, che sono solo alcuni esempi. Molte persone oggi non si rendono conto  che questo rappresenta una reale preoccupazione, qualcosa su cui occorre informarsi e prendere posizione. Molti pensano che siano fandonie, paradossi. Il punto, però, è nella sua assurdità molto semplice: perché in un mondo che fa attenzione a tutto, che giustamente pretende garanzie su garanzie nei confronti dei lavoratori, specie se a contatto con minori, l’ONU collabora con un istituto per le ricerche sul sesso, genere e riproduzione, fondato da un pedofilo?

     Jones: "Kinsey era un maniaco sessuale, pedofilo, dedito alle orge…"     

    Leggiamo dal Corriere della sera del 13/12/97: Secondo James Jones, uno storico rispettato, Kinsey era un maniaco sessuale: masochista (in età avanzata si autocirconcise con un coltellino senza anestesia) dedito alle orge, con tendenze pedofile, non alieno dai ricatti e fondamentalmente gay, nonostante il matrimonio. Non a caso, i soggetti delle sue ricerche, tutti volontari, sarebbero stati in buona parte molestatori, prostitute, pervertiti e così via". Jones racconta che Kinsey seduceva gli studenti, soprattutto i maschi, per soddisfare i propri appetiti e giungeva al punto di organizzare orge tra i collaboratori e i volontari, con la partecipazione anche della moglie e di filmarli, un po’ per tenerli in pugno, e un po’ per studiare la sessualità dal vivo. "Con questo sistema – aggiunge lo storico – egli riuscì a farsi finanziare da alcune fondazioni, inclusa la Rockefeller.”

     L'allarme rosso – Una domanda che dobbiamo porci                                  

    Quanto mancherà, continuando di questo passo, che si arrivi alle battaglie per far passare la pedofilia come un normale orientamento sessuale? Ci sono già organizzazioni che lo richiedono, e… se si pensa che la pedofilia è ben radicata ai vertici del potere, diffusa più di quanto non si creda tra le alte cariche; se analizziamo obiettivamente i passi dell’Unione Europea e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) in tal senso; se consideriamo le dichiarazioni di qualche noto personaggio, in linea con il pensiero del  ‘bambino sessualizzato’ … non possiamo evitare di porci qualche domanda.

    Chiara Comini (Copyright © 2014 Qui Europa)

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    Domenica, 26 agosto / 2018

    di Bella Dodd –

    Traduzioni dall'originale "The School of Darkness" a cura di Sergio Basile / Qui Europa

     Redazione Quieuropa,  Sergio  Basile, Bella Dodd, Comunismo, internazionalismo, Roosevelt, Legge  

    The School of Darkness – La Scuola delle Tenebre / 4°

    Capitolo 4° – La via dell'indottrinamento

    The School of Darkness, Ed. P.J. Kennedy & Sons, New York, 1954

    (Traduzione dall'originale a cura di Sergio Basile)

     

    di Bella Dodd

    Traduzioni dall'originale "The School of Darkness" a cura di Sergio Basile

    Bella Dodd - THE SCHOOL OF DARKNESS - 4

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Capitolo Quarto                                                         

    New York – di Bella Dodd / Traduzioni dall'originale "The School of Darkess" a cura di Sergio Basile(Continua da qui The School of Darkness – 1 – 2 – 3) – Quella Primavera del 1926 ebbi un programma d'insegnamento completo da matricola, di quindici ore settimanali, in scienze politiche. Le classi erano numerose ed eravamo piuttosto sacrificati per lo spazio. Il dottor Dawson, presidente del dipartimento, un virginiano, fu il mio insegnante in tutte le lezioni in scienze politiche che seguii. Conoscevo il suo temperamento e i suoi metodi. Era un gentiluomo educato, il cui metodo di insegnamento era insolito, perché indirizzava semplicemente i suoi studenti in biblioteca e gli diceva di leggere. In classe non si entusiasmava mai, né esprimeva opinioni appassionate. Aveva insegnato a Princeton quando Woodrow Wilson era presidente lì. Era un democratico wilsoniano e sosteneva acriticamente Wilson e la Società delle Nazioni e credeva che la Corte Internazionale dell'Aja fosse l'inizio della stabilità internazionale. Era un propagandista persuasivo su tali realtà e sosteneva un nuovo sistema di gestione delle città, nonché primarie dirette e budget per i dirigenti. Non ebbi difficoltà ad accettare le sue convinzioni e a renderle mie. Mai una volta affrontammo i temi critici afferenti al governo; le nostre chiacchierate erano formali e superficiali. Ero una delle sue studentesse preferite perché mentre molti studenti si applicavano poco quando i docenti davano ampli margini di azione, io mi buttavo anima e corpo in infinite ore di lettura in biblioteca, studiando specialmente le opere di Tocqueville, Lord Bryce e Charles A. Beard, che fecero crescere il mio interesse per il governo americano e il mio apprezzamento per i fondamenti della Costituzione. Forse, perché il Dott. Dawson era della Virginia, riuscimmo ad ottenere di più di quanto non fosse accaduto negli altri stati, in merito al riconoscimento di diritti.

     La via dell'attivismo politico                                      

    Ero un'insegnante anch'io, ma non avevo una chiara visione degli obiettivi dell'insegnamento. Non sapevo cosa aspettarmi dai miei studenti. Perciò cercai di stimolarli, di farli pensare e discutere su questioni pubbliche, per prepararli all'azione nella società di domani. Volevo che imparassero attraverso l'esperienza pratica e attraverso il libro di testo. Ruth Goldstein, Margaret Gustaferro e io diventammo assistenti del Dottor Dawson. Nel 1926 la valanga di matricole trovò il college impreparato. Le strutture erano inadeguate. Noi tre tenevamo lezioni contemporaneamente in diverse sezioni dell'auditorium ed eravamo intimi amici. Lavoravamo insieme sviluppando i contenuti della programmazione dei corsi, le bibliografie e nuove tecniche d'insegnamento. Eravamo tutti iscritti alla Columbia University per la specializzazione in Scienze Politiche. A quel tempo molti professori stavano orientando il loro insegnamento verso una via non politicamente corretta nota come "muckraking" (controinformazione – Ndt).

                          Alcuni professori sostenevano pubblicamente che la guerra

              non era stata combattuta per rendere il mondo sicuro per la democrazia

    e che la Germania era stata strapazzata dal Trattato di Versailles. Fu anche il tempo in cui i professori della Columbia, appena tornati dalla London School of Economics e dal Brookings Institute, scoprivano e sperimentavano l'importanza dell'attivismo partitico e della politica pratica. Alcuni stavano iniziando ad arruolarsi nelle compagini impegnate nelle battaglie politiche locali. Questi inviarono (in missione – Ndt) gli studenti in città, nei condomini, spronandoli a suonare ai campanelli tra un piano e l'altro, per insegnare loro il processo democratico attraverso una ricerca vera e propria (pragmatica – Ndt).

     L'enzima necessario per il progresso!?                     

    Entrammo in questo nuovo tipo di attività sperimentale con entusiasmo. Selezionammo i capi politici locali con antico cinismo e poi iniziammo a spingerci nei club politici per imparare ancora di più questa affascinante professione. Uno dei miei corsi alla Columbia quell'anno ebbe ad oggetto uno studio del Senato degli Stati Uniti e dei suoi poteri per il trattato. Alcuni professori si domandarono perché mai Lindsey Rogers, considerasse questo argomento così importante da dedicargli un intero corso. Passarono solo sei anni dalla decisione afferente ad un trattato relativo agli uccelli migratori dello Stato del Missouri contro l'Olanda, e il modello della legge sui trattati non era ancora chiaro a molti. Rimasi affascinata da questo argomento. Fiorirono nuovi corsi quell'anno e giunsero nuovi professori, tra cui Raymond Moley, sia pur non ancora all'altezza del genio di Roosevelt. C'erano fermenti nell'ambito della libertà di stampa e di opinione.

                                          Noi giovani eravamo incuriositi dalle possibilità

                            di partecipazione al controllo governativo e dai diversi mezzi

                                                    per raggiungere questo obiettivo.

    Attraverso il nostro entusiasmo trasmettevamo ai nostri studenti dell'Hunter ciò che avevamo appreso. Sfidammo il pensiero tradizionale che avevano portato al College. Invitammo anche le ragazze ad essere attiviste politiche nei club. Presto i leader politici iniziarono a consultare l'Hunter per orientarsi su quale fosse la strada migliore per avviare i "bambini" alla politica. Noi non fermammo tutto ciò! Li inviammo a coppie per visitare tribunali e prigioni, assemblee legislative e istituzioni. Quando uno studente socialista chiese se i gruppi potevano visitare anche i club socialisti, noi accolsimo favorevolmente il suggerimento. Li incoraggiammo a mescolarsi con tutti i gruppi.

        In poco tempo ci convinsimo del fatto che non ci sarebbe stato progresso

                                          se non ci fossero stati dei radicali.

    Nei giorni che seguirono dalla promozione di tali slogan con cotanta disinvoltura, avemmo molte occasioni per constatare come l'aver catalogato tali persone come "giuste" (di "sinistra") rispetto ai seguaci di qualsiasi altra ideologia, avesse portato a una maggiore confusione nella vita americana. Sembrava tutto così semplice e giusto. Usando questo modello schematico mettemmo i comunisti a sinistra e poi li considerammo liberali avanzati, dopodiché fu facile considerarli come l'enzima necessario per il progresso.

                              I comunisti usurpano la posizione della sinistra,

            ma quando li si esamina alla luce di ciò che rappresentano realmente,

                 nessuno può vederli davvero come un tipo retto di reazionari

                   e il comunismo appare come il balzo indietro più reazionario

                                   nella lunga storia dei movimenti sociali.

                 Un qualcosa che cerca di cancellare in un modo rivoluzionario

                                     duemila anni di progresso dell'uomo.

    Durante i miei tredici anni di insegnamento presso l'Hunter dovetti ripetere questa falsità semantica molte volte. Non vedevo la verità sul fatto che le persone non potessero nascere "giuste" o "di sinistra" né potessero diventare "giuste" o "di sinistra" se non educate sulla base di una filosofia che fosse così scrupolosamente organizzata e allusiva come il comunismo.

     Indottrinare gli studenti sul "collettivismo"         

    Fui tra i primi rappresentanti di un nuovo tipo di insegnanti che avrebbero dovuto popolare in gran numero le università della città. Il marchio del decennio era su di noi. Con gli studenti eravamo sofisticati, intellettualmente snob, ma di solito feticisticamente "democratici". È vero che capivamo gli studenti meglio di molti insegnanti anziani; la nostra solidarietà con loro era parte del nostro essere. Durante i pomeriggi e le sere continuai il mio lavoro alla Columbia. Studiai "The Rise of Nationalism" di Carlton J. H. Hayes. Studiai in maniera approfondita A. A. Berle e Gardiner Means che trattarono delle duecento corporazioni che controllavano l'America alla fine della prima guerra mondiale. Lessi ampiamente sull'imperialismo e iniziai ad essere critica nei confronti del ruolo che il mio paese stava giocando. Scoprii la John Dewey Society e la Progressive Education Association. Mi resi conto del significato popolare di frontiera sociale. Ripetevamo con disinvoltura di aver raggiunto l'ultimo dei nostri confini naturali e che i nuovi confini da ricercare sarebbero dovuti essere sociali.

    Ci fu detto che in un prossimo futuro il mondo – ed in particolare il nostro Paese –

                              sarebbe andato verso una società collettiva,

            e nell'insegnare agli studenti bisognava prepararli per quel giorno.

    In risposta allo studio di quell'anno, afferente alla storia americana, alla politica nazionale e all'esperienza diretta nella politica locale, mia e dei miei studenti, iniziai a fare a pezzi gli studenti appartenenti a gruppi pubblici rispettati – impegnati nella chiesa, nella carità e in altre organizzazioni similari – che stavano cercando di migliorare la società secondo metodi antiquati. Ora mi rendo conto come questo approccio ebbe un effetto distruttivo su di me, ma ebbe un effetto ancora peggiore sui miei studenti più sensibili.

                                 Se avessero seguito il mio insegnamento

                            a loro non sarebbe rimasto nulla in cui credere.

                    Avevo cercato di sondare i loro vecchi modi di pensare

                      e non avevo dato loro nessuna nuova via da seguire.

                                  La ragione era semplice: non ne avevo!

                        Perché davvero non sapevo dove stavo andando.

    Più tardi, quando nel Partito Comunista incontrai uno di questi miei ex studenti, ebbi sempre la sensazione di essere stata responsabile per il suo modo di vivere; fu attraverso di me che essi avevano accettato questa fredda, dura fede con la quale vivevano. Nel 1926 non pensavo minimamente ai comunisti, tranne per il fatto di non averli preclusi come soluzione ai problemi. Mi stavo solo convincendo che bisognava fare qualcosa per aiutare ad ovviare gli errori nel mondo. Enfatizzavo i miei discorsi perché ero in collera verso coloro i quali si arricchivano senza lavorare e verso coloro i quali mostravano indifferenza verso il problema della riduzione della crescente miseria dei proletari.

     Influenza sul sistema educativo rivoluzionario russo 

    Accanto a ciò, ovviamente nei miei giorni ci furono momenti leggeri di spensieratezza. A volte, in quel tempo di proibizioni, ci incontravamo per chiacchierare e andavamo alle feste; a volte andavamo nei bistrot. Una volta portai una delle docenti più anziane dell'Hunter ad uno "speakeasy" (bar clandestino all'epoca del proibizionismo – Ndt), in parte per svago ed in parte per cortesia, pensando di mostrargli quella realtà. Bessie Dean Cooper visse la serata in relax. Era una vecchia signora robusta che insegnava Storia e dava brio all'intero dipartimento. I suoi undici gatti erano una leggenda. Quella sera mi chiese se avesse potuto lasciare uno di loro da me mentre partiva per l'Europa; gli amici stavano prendendo il sopravvento. Diedi la mia disponibilità e consegnai il gatto a mia madre, insieme al cibo, alle medicine, alla coperta, al cuscino del gatto e ad attente raccomandazioni. Mia madre diede un'occhiata a tutto questo armamentario e disse brevemente: "nutro i gatti come gatti!", e lo fece finché la padrona non fosse tornata. Alcuni anni dopo Miss Cooper si ritirò dall'Hunter e portò con sé gli undici gatti per andare a vivere in Costa Azzurra. Spesso, durante questo periodo, andavo al Teachers College della Columbia. Mi colpii sempre il gran numero di insegnanti, provenienti da quasi tutti gli stati dell'unione. Li osservavo mentre si radunavano attorno agli alberi che portavano gli stendardi dei loro stati.

                                                 Anch'io mi resi conto

          quale potentissimo effetto  avesse potuto avere il Teachers College

                       sull'educazione americana con migliaia di insegnanti

             protesi ad influenzare la politica nazionale e l'opinione pubblica. 

    Quell'anno appresi che George Counts, un collaboratore di John Dewey (filosofo e pedagogista statunitense neohegeliano – Ndr), come lui filosofo e teorico dell'istruzione, era andato in Russia. Lui, naturalmente, era stato lì prima. In effetti, aveva istituito il sistema educativo per il governo russo durante il periodo rivoluzionario. Aveva tradotto il sillabario russo in inglese e desiderava che gli insegnanti americani lo studiassero attentamente, promettendo un rapporto sulle scuole russe al suo ritorno.

     L'enfasi per l'internazionalismo                                 

    In quel periodo fui influenzata da molte istituzioni nel campus della Columbia nel corso delle lezioni alle quali partecipai. Divenni ospite frequente all'International House, alla quale fui invitata per la prima volta da uno studente di economia delle Filippine. Lì incontrai un gran numero di persone, Albert Bachman del dipartimento di francese, che aveva insegnato alla scuola di Tagore in India e che mi fece conoscere i bei studenti del Punjab, come me giovani e pieni di idee. Si creò un clima di uguaglianza e tolleranza, nella speranza che un mondo migliore sarebbe potuto nascere per mano di giovani di tutte le nazioni; un mondo in cui tutti gli uomini avessero potuto vivere e lavorare in libertà. Non eravamo consapevoli della stretta rete di potere che stava preparando il terreno per plasmare le nostre opinioni. Quell'estate ebbi la prima opportunità di confrotarmi con persone di altri paesi e di imparare come anche loro nutrissero il desiderio appassionato di migliorare i propri paesi e il mondo.

         In quest'humus iniziai a provare il desiderio di essere un cittadino del mondo.

         Era un desiderio che rendeva facile e naturale per me accettare il comunismo

                                    e la sua enfasi sull'internazionalismo.

    In merito al passato, quando avvertivo un senso di rimpianto per quello che stavo lasciando alle spalle, l'ignoravo. Accettavo il presente con tutto il suo egoismo indiretto, ma non potevo davvero adattarmi ad esso. Sempre più volevo parlare e agire solo in termini di futuro, di un futuro che non avrebbe conosciuto la corruzione del presente. Mi deprimeva che le persone vicine a me avessero potuto adattarsi ad una simile realtà. Le persone che non conoscevo, la grande massa di esseri umani sconosciuti, iniziarono a risvegliare in me un acuto senso di parentela.

                            Iniziai a trasferire i miei sentimenti personali

                   a questa massa sconfitta assolutamente sconosciuta.

             E così avvenne che cominciai a cercare la mia casa spirituale

                                         tra i diseredati della terra.

    Un insegnante non può fare a meno di trasmettere ai suoi studenti qualcosa di ciò in cui crede, ed io so di aver fatto molti danni. Ma la grazia salvifica nel mio insegnamento distruttivo di quel tempo constò nel fatto che nei miei rapporti interpersonali con gli studenti

    conservai in me qualcosa dell'essenza di ciò che Dio aveva voluto che io fossi:

                                               una donna, una madre.

    Amavo i miei studenti, tutti loro, i noiosi, i deboli, i forti, i conniventi, i contorti. Li amavo perché erano giovani e vivi, perché erano in procinto di realizzarsi e non erano stati ancora omologati nei target di una società cinica o da un potere connivente. Insegnare fu sempre la mia passione, perché nel farlo c'era un rinnovamento continuo, e in quel rinnovamento c'era sempre la promessa di quella freschezza che ci avvicinava alla perfezione. Per me le matricole erano sempre una piacevole sorpresa. Arrivavano all'università con grande determinazione e un senso di dedizione verso l'apprendimento; essi non erano ancora condizionati da considerazioni pragmatiche in merito ai posti di lavoro o alla carriera, non essendo ancora costretti ad adattarsi allo status quo. Erano come gli accoliti che stanno imparando il rituale. Se avessi potuto, durante quegli anni, avrei pregato intensamente per la conservazione di questa fiamma nei miei studenti. Quella fiamma c'è sempre ed è in tutti loro! Ma se in seguito esplode in un incendio che distrugge, o sfarfalla nel nulla, dipende in gran misura dagli insegnanti e dagli obiettivi e dalle norme che essi trasmettono.

     Non c'era ordine nella mia vita!                               

    Durante i miei primi due anni di insegnamento trascorsi infinite ore nella biblioteca della Columbia e nella sala 300 della biblioteca pubblica di New York. Per la mia dissertazione del master scelsi l'argomento: "Il Congresso è uno specchio della nazione?" Il mio lavoro non portò ad alcuna conclusione. In effetti, quando lo lessi in forma dattiloscritta,

                        ebbi l'infelice sensazione che il Congresso fosse un pò

    come quegli specchi di Coney Island che ora allargano, ora restringono il reale.

    Durante il mio lavoro lessi centinaia di brevi biografie nel Direttorio congressuale, dalla fondazione della Repubblica fino ad oggi, e trovai uno schema ripetuto molte volte: quello degli uomini che trovarono riscatto dalle loro umili origini e che lottarono per acquisire un'istruzione. Rimasi impressionata dal numero di coloro i quali dopo la scuola si iscrissero alla facoltà di giurisprudenza e successivamente entrarono in politica. Io stessa diventavo sempre più intollerante verso gli studi astratti, perché ciò sembrava non condurre da nessuna parte. Odiavo l'enfasi posta dal sistema scolastico sulla laurea. Un titolo era necessario per ottenere determinati lavori e un dottorato di ricerca; era essenziale per una promozione e un aumento del salario. Misi in dubbio il valore di molte dissertazioni conservate negli archivi. Gli argomenti scelti per le dissertazioni sembravano sempre più irrilevanti. E la mia ansiosa gioventù era desiderosa di significato, contenuto, partecipazione. Non mi rendevo conto di quello che ora so, e imparai a comprendere attraverso molti tumulti di spirito, che il senso di tutto era dentro di noi e che veniva dall'ordine. Non c'era ordine nella mia vita. Non avevo schemi con cui organizzarlo. Sentimenti ed emozioni mi commossero e sperimentai come quell'accumulo di conoscenza non mi portasse gioia di vivere.

     Il ritorno in campagna                                                

    Dopo aver consegnato il mio elaborato e aver conseguito il titolo di Master of Arts nell'estate del 1927, Ruth Goldstein e io, entrambi stanche per il duro lavoro, decidemmo di prendere un cottage per l'estate e andarcene da New York. Così, con Beatrice Feldman, una matricola dell'Hunter College, fittammo una casa sul lago Schroon, nell'Adirondack. Ero felice di tornare in campagna. Non mi ero resa conto di quanto mi mancasse la terra finché non mi ritrovai lì. Alcuni anni prima la nostra casa era stata demolita, presa dalla marcia del progresso. Durante i miei anni spesi all'università e nell'insegnamento, la vita della comunità attorno a Pilgrim's Rest era cambiata molto. Al posto del paesaggio svanito della mia infanzia c'era ora una comunità vivace, con palazzi e sottopassaggi. Dovemmo abbandonare la nostra vecchia casa perché fatiscente e non valeva più la pena ripararla. La proprietà fu venduta, la casa abbattuta e la terra divisa in lotti edificabili. A Schroon Lake, Ruth e Beatrice e io restammo da sole per molti giorni. I nostri amici venivano a trovarci nei week end e il nostro cottage si riempiva. Avevamo libri ma non leggevamo molto. Passavamo ore al lago, e a volte Ruth e Beatrice giocavano a tennis e a golf mentre io sedevo sull'erba a guardarle. Parlavamo spesso fino a tarda notte, discutendo di molti argomenti: delle teorie di John Dewey e Justice Holmes, della filosofia dell'educazione e ci ponevamo domande pratiche sulla vita, sull'amore e sul matrimonio. Discutevamo sul valore di molte delle cose che i nostri genitori avevano accettato senza farmi problemi o domande. C'è qualcosa di idilliaco in un gruppo di giovani che non cercano niente l'uno dall'altro, tranne la compagnia. Per me, che avevo visto la mia famiglia disintegrarsi, questo era come un nuovo tipo di famiglia. Ovviamente non ero l'unica ragazza che aveva visto i membri della propria famiglia prendere direzioni diverse, e neppure l'unica che stava diventando parte di una  famiglia sociale di persone affini.

     Unità e tradizione                                                         

    Era un periodo in cui nelle metropoli le grandi case familiari andavano scomparendo e i monolocali stavano diventando popolari.  Prima di allora, indipendentemente dal grado di povertà della famiglia, non si erano mai viste case con meno di tre o più stanze. Ora la cucina era finita in una piccola alcova, il letto nascosto in un armadio, e i vivevi in ​​una stanza moderna, a volte elegante e grande, ma pur sempre una stanza. Il matrimonio per il proletariato intellettuale divenne il processo di convivenza con un uomo o una donna in quartieri così asfissianti che la liberazione e la soddisfazione dovevano essere trovate fuori dalla casa, per timore che i muri di una stanza soffocassero gli abitanti. Uno degli eventi più piacevoli di quell'estate negli Adirondacks fu incontrare i Finkelstein, Louis e Carmel, ei loro figli, una graziosa bambina, Hadassah, e un bambino di nome Ezra. Carmel proveniva da una distinta famiglia inglese e parlava con un accento affascinante. Pensai di primo acchito che lei e sua figlia sembrassero personaggi venuti fuori dalla Bibbia. Il dottor Louis era un rabbino del Bronx e aveva il volto di un apostolo. Spesso i suoi fratelli "Hinky" e Maurice venivano a trovarli e mi piaceva ascoltarli mentre parlavano insieme, prendendosi allegramente in giro l'uno con l'altro. Li trovai interessanti perché non solo erano colti e profondamente interessati alle arti e alla filosofia, ma erano anche uomini di affari pratici che capivano la politica. La mia amicizia con i Finkelstein continuò per anni. In loro trovavo l'affinità e il calore di una famiglia, strettamente unita e determinata a stare insieme, impermeabile alle influenze corrosive di una grande città industriale. Mi chiesi perché le altre famiglie che conoscevo non avevano questa capacità di essere unitE.

      Sentivo che la stabilità familiare era in gran parte dovuta alla cura delle tradizioni,

    al continuo rinnovarsi dei ricordi del passato che includevano la loro amicizia con Dio

                                               e una lealtà illimitata l'uno all'altro.

    Una sera, quell'estate, rimasi a casa con i bambini. Dopo un pò di tempo vidi che Hadassah, che stava cercando di andare a dormire, aveva iniziato a piangere senza una ragione apparente. Era una bambina distaccata e pensavo che non le piacesse, ma ora mi lasciava tenere la mano mentre parlavo tranquillamente per consolarla. Era ovvio che non sapevo perché stesse piangendo, ma quando guardò verso di me, i suoi occhi scuri pieni di lacrime sembravano più vecchi di quelli di una bambina; c'era una strana paura nel modo in cui si sedeva vicino a me e piangeva. Quando finalmente si addormentò, tenendomi ancora la mano, mi sedetti ed avvertii una strana sensazione, come se avesse pianto per un lungo passato, come se duemila anni fossero stati solo una notte.

     Una pressante voglia di cambiamento                         

    Quell'autunno la mia carriera subì un brusco passaggio. Stanca della sterilità del lavoro di specializzazione, Ruth Goldstein e io entrammo alla New York University Law School. Insegnavo mattina e sera all'Hunter College e frequentavo i corsi di legge nel pomeriggio. Le lezioni alla facoltà di giurisprudenza erano molto frequentate, a volte si potevano contare diverse centinaia di studenti. Il metodo del caso (sistema di insegnamento del diritto incentrato su casi selezionati e precedenti presi ad esempio – Ndt) che aveva un valore quasi universale, non mi interessava, lo trovai noioso. Nonostante ciò lo studio della legge mi appassionava; era una disciplina che valeva la pena di padroneggiare. Trovai interessanti anche gli studenti. In una lezione mi sedetti accanto ad un giovane di nome Samuel Di Falco che ora è un giudice della Corte Suprema. Trovava da ridire su di me per aver scarabocchiato poesie sul mio taccuino quando avrei dovuto lavorare su casi. Anche Ruth mi criticò per le mie divagazioni rispetto all'oggetto dei nostri studi. In effetti era vero: mentre la sostanza della legge mi incuriosiva, perché riflesso di società del passato che aiutava a comprendere il presente, non mi interessava la procedura legale che ritenevo avesse lo scopo di preservare uno status quo ormai superato. La mia costante preoccupazione per la necessità di cambiare lo Stato mi rendeva impaziente, e in gran parte disinteressata all'ultimo anno di facoltà. Non desideravo diventare una donna di legge, pensavo piuttosto all'insegnamento (continua…).

    Bella Dodd / New York 1954

    Traduzioni dall'originale "The School of Darkness" a cura di Sergio Basile / Qui Europa

    N.B.: i titoli dei sottoparagrafi sono stati aggiunti dal traduttore e non sono presenti

    nella versione originale in lingua inglese

    (Copyright © 2018 Qui Europa) partecipa al dibattito: infounicz.europa@gmail.com 

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    16 febbraio 2016

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    Domenica, 27 maggio/ 2018 – di Sergio Basile  –  Redazione Quieuropa, Sergio Basile, Kolbe, Protocolli dei Savi di Sion, moneta-debito, banche  Moneta-debito, crisi economiche e strategie bancarie: tutto nei Protocolli di Sion Il caos economico imperante sarebbe una delle prove maggiori  dell'autenticità del documento più sovversivo della storia   di Sergio Basile, Presidente Sete di Giustizia           […]

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     Lunedì, Settembre 28th, 2015 – di Alain Kérizo – Traduzione dall'originale francese Sous le Signe du Scorpion… («Sotto il Segno dello Scorpione…»), a cura di Paolo Baroni. Articolo apparso a puntate sulla rivista Sous la banniére, nn. 84, 85, 86, 87, da luglio 1999 a febbraio 2000. Reperibile alla pagina web http://www.barruel.com/scorpion.html Redazione Quieuropa,  Jüri Lina, Alain Kérizo, Comunismo, Occultismo, Sovversione satanica, Massoneria, Alain Kerizo, […]

    Comunismo Occulto – Seconda Parte

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     Mercoledì, Settembre 30th, 2015 – di Alain Kérizo – Traduzione dall'originale francese Sous le Signe du Scorpion… («Sotto il Segno dello Scorpione…»), a cura di Paolo Baroni. Articolo apparso a puntate sulla rivista Sous la banniére, nn. 84, 85, 86, 87, da luglio 1999 a febbraio 2000. Reperibile alla pagina web http://www.barruel.com/scorpion.html Redazione Quieuropa,  Comunismo, Occultismo, Sovversione satanica, Massoneria, Alain Kerizo, Centro San Giorgio, […]

    Comunismo Occulto – Terza Parte

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    Giovedì, Ottobre 8th, 2015 – di Alain Kérizo – Traduzione dall'originale francese Sous le Signe du Scorpion… («Sotto il Segno dello Scorpione…»), a cura di Paolo Baroni. Articolo apparso a puntate sulla rivista Sous la banniére, nn. 84, 85, 86, 87, da luglio 1999 a febbraio 2000. Reperibile alla pagina web http://www.barruel.com/scorpion.html Redazione Quieuropa,  Comunismo, Occultismo, Sovversione satanica, Massoneria, Alain Kerizo, Centro San Giorgio, […]

    Comunismo Occulto – Quarta Parte

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    Mercoledì, Gennaio 13rd, 2016 – di Alain Kérizo – Traduzione dall'originale francese Sous le Signe du Scorpion… («Sotto il Segno dello Scorpione…»), a cura di Paolo Baroni. Articolo apparso a puntate sulla rivista Sous la banniére, nn. 84, 85, 86, 87, da luglio 1999 a febbraio 2000. Reperibile alla pagina web http://www.barruel.com/scorpion.html Redazione Quieuropa,  Comunismo, Occultismo, Sovversione satanica, Massoneria, Alain Kerizo, Centro San Giorgio, Paolo […]

    Comunismo Occulto – Quinta Parte

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    Domenica, Gennaio 17th, 2016 – di Alain Kérizo – Traduzione dall'originale francese Sous le Signe du Scorpion… («Sotto il Segno dello Scorpione…»), a cura di Paolo Baroni. Articolo apparso a puntate sulla rivista Sous la banniére, nn. 84, 85, 86, 87, da luglio 1999 a febbraio 2000. Reperibile alla pagina web http://www.barruel.com/scorpion.html Redazione Quieuropa,  Comunismo, Occultismo, Sovversione satanica, Massoneria, Alain Kerizo, Centro San Giorgio, Paolo […]

    Affinità Elettive tra Ebraismo e Massoneria

    Affinità Elettive tra Ebraismo e Massoneria

    Lunedì,  Settembre 1st/ 2014 – A cura di Paolo Baroni, Centro San Giorgio e Redazione Quieuropa – Iniziativa di Libero Confronto, Pensa e Scrivi di Quieuropa Redazione Quieuropa, Paolo Baroni, Centro San Giorgio, Ebraismo, Massoneria, Affinità elettive, Léon de Poncis, bolscevismo, socialismo, Abramo Lincoln, Adam Weishaupt, diede vita alla "Setta degli Illuminati", in data 1° Maggio 1776), guerra civile americana, Padre Massimiliano […]

    Le radici occulte del Socialismo

    Le radici occulte del Socialismo

    Lunedì, 10 Ottobre/ 2016    di Jean Vandamme  Redazione Quieuropa, Jean Vandamme, Paolo Baroni, Centro Sa Giorgio, Socialismo, origini occulte, Massoneria, Governo Globale  Le radici occulte del Socialismo Gli iniziati detro ogni ideologia: apparentemente si combattono, ma il fine è lo stesso, la creazione di un unico governo mondiale, la Repubblica Massonica Universale. Il regno dell'anticristo da contrapporre […]

  • Principali tappe storiche del Nuovo Ordine Mondiale

    Principali tappe storiche del Nuovo Ordine Mondiale

    Lunedì, 20 agosto / 2018

    – di Michael Journal –

    Traduzione dell'originale inglese a cura di Paolo Baroni / Centro San Giorgio

    integrazioni e note a cura di Sergio Basile / Redazione Qui Europa

     Redazione Quieuropa, Centro San Giorgio, Storia, Nuovo  Ordine  Mondiale,  Baroni, Basile         

    Principali tappe storiche del Nuovo Ordine Mondiale

    Dalla nascita degli Illuminati di Baviera ai giorni nostri

     

           Lasciate che sia io ad emettere e a controllare il denaro di una nazione

                           e non mi importerà più nulla di chi scrive le leggi

                                         ( Mayer Amschel Rothschild )

     

    di Michael Journal

    Traduzione dall'originale "A History of the New World Order"

    a cura di Paolo Baroni / con integrazioni e note a cura di Sergio Basile

    Nuovo Ordine Mondiale

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Premessa                                                                     

    New York, Londra – Lungi dal voler essere esaustiva, questa succinta tabella cronologica (1) (che va dal 1773 ai giorni nostri) elenca le tappe più importanti del cammino forzato dell'umanità verso quel Nuovo Ordine Mondiale che le Società Segrete (giudeo-massoneria in primis) i vertici del sistema bancario internazionale e l'Alta Finanza vorrebbero instaurare sulla Terra, con il consenso o con la violenza, al posto dell'odiata civiltà cristiana. Va ricordato altresì (Ndr) che la storia della sovversione anti-cristiana e contro l'intera umanità, inizia già – e si organizza in sistema di reti sovversive ed occulte – fin dopo l'uccisione per crocifissione di Gesù Cristo. Lo strumento utilizzato fin dai tempi più remoti dai nemici di Cristo e dell'intera umanità per realizzare i loro piani di egemonia planetaria è stato quello della moneta-debito (sterco di satana: strumento puramente convenzionale, creato dal nulla e senza riserva aurea, ed emesso a debito dei popoli della Terra) sdoganato a livello mondiale nel 1694, data della nascita della privata Banca d'Inghilterra, poi istituzionalizzata nel 1717: stessa data della nascita della Gran Loggia Madre d'Inghilterra (sempre a Londra). Un'altra tappa fondamentale fu la nascita della Loggia degli Illuminati di Baviera (Ndr) a Francoforte.

    Paolo Baroni / Sergio Basile

    (1) Traduzione dall'originale "A History of the New World Order" a cura di Paolo Baroni / integrazioni e note a cura di Sergio

     1773 – Piano dei Rothschild e genesi degli Illuminati   

    1773 Il banchiere ebreo Mayer Amschel Rothschild (1744-1812) riunisce dodici dei suoi amici più influenti e li convince del fatto che se uniranno le loro risorse, potranno dominare il mondo. Questa riunione ha luogo a Francoforte (attuale sede della BCE – Banca Centrale Europea – Ndr), in Germania. Rothschild informa anche i suoi amici di aver trovato il candidato perfetto, un individuo dotato di un incredibile intelletto e di grande ingegnosità, per guidare l'organizzazione che ha progettato: quest'uomo è Johann Adam Weishaupt (1748-1830).1º Maggio 1776 – L'israelita Adam Weishaupt (nome in codice Spartacus) fonda una Società Segreta chiamata Ordine degli Illuminati. Weishaupt è docente di Diritto Canonico all'Università di Ingolstadt, in Baviera. Gli Illuminati cercano di stabilire un Nuovo Ordine Mondiale. I loro obiettivi sono i seguenti:

    – abolizione di tutti i governi legittimi;

    – abolizione della proprietà privata;

    – abolizione dell'eredità;

    – abolizione del patriottismo;

    – abolizione della famiglia;

    – abolizione della religione;

    – creazione di un Governo Mondiale.

     

    Luglio 1782 – L'Ordine degli Illuminati si congiunge con la Massoneria durante il Congresso di Wilhelmsbad. Il conte De Virieu, un membro di una Loggia martinista di Lione che assiste al Congresso, se ne allontana visibilmente scosso. Quando viene interrogato sui «tragici segreti» dei quali è venuto al corrente, egli risponde:

     

                 «Non glieli confiderò. Posso solamente dirle che tutto questo

                                    è molto più grave di quanto lei pensi».

    Secondo il suo biografo M. Costa de Beauregard, da quel momento,

     

                 «il conte de Virieu parlò della Massoneria solo con orrore» (2).

    (2) Cfr. W. T. Still, New World Order: The Ancient Plan of Secret Societies («Il Nuovo Ordine Mondiale: l'antico piano delle Società Segrete»), 1990, pag. 82.

    1785 – Un corriere degli Illuminati di nome Johann Jakob Lanz (1735-1785), un ex sacerdote cattolico, viene ucciso da un fulmine mentre sta attraversando a cavallo la città di Ratisbona. Esaminando il contenuto della sacca della sua sella, i poliziotti scoprono l'esistenza dell'Ordine degli Illuminati, e trovano piani dettagliati riguardanti l'imminente Rivoluzione Francese (1789). Le autorità bavaresi allertano il governo francese sul disastro imminente, ma le autorità francesi non tengono conto di questo avvertimento. La polizia bavarese arresta tutti i membri dell'Ordine degli Illuminati che riesce a scovare, ma Weishaupt e altri adepti riescono a nascondersi e a sottrarsi all'arresto.1796 – La Massoneria diviene un notevole problema in occasione dell'elezione del presidente degli Stati Uniti. John Adams (1735-1826) viene eletto opponendosi alla Massoneria, e suo figlio, John Quincy Adams (1767-1848), avverte della terribile minaccia alla nazione rappresentata dal lavorio segreto delle Loggie massoniche:

     

    «In coscienza e sinceramente credo che l'Ordine massonico sia, se non il più grande,

              uno dei più grandi mali morali e politici che grava su tutta l'Unione» (3).

    (3) Cfr. J. Q. Adams, Letters on Freemasonry («Lettere sulla Massoneria»), 1833.

     

    1797 John Robison (1739-1805), docente di Storia Naturale all'Università di Edinburgo, in Scozia, pubblica un libro intitolato Proofs of a Conspiracy («Prove di una cospirazione»), in cui rivela che Adam Weishaupt aveva tentato di arruolarlo. In questa opera, Robison svela gli scopi diabolici perseguiti dagli Illuminati in tutto il mondo.

     

     Ottocento – Eventi più significativi                               

    1821Georg Wilhelm Friedrich Hegel (1770-1831) formula quella che viene definita la dialettica hegeliana, il processo triadico (d'estrazione cabalistica – Ndr) mediante il quale gli Illuminati realizzeranno i loro obiettivi. Secondo la dialettica hegeliana, lo scontro tra la tesi e l'antitesi dà luogo alla sintesi. In altre parole, la tesi fomenta una crisi. Ne consegue un forte sussulto pubblico secondo cui dev'essere fatto qualcosa per risolvere il problema. Quindi, qualcuno propone una soluzione che provoca i cambiamenti realmente voluti da sempre, ma che inizialmente la gente non sarebbe stata disposta ad accettare.1828Mayer Amschel Rothschild, che aveva finanziato gli Illuminati, esprime il suo assoluto disprezzo per i governi nazionali che tentano di disciplinare i banchieri internazionali come lui affermando:

     

        «Lasciate che sia io ad emettere e a controllare il denaro di una nazione,

                            e non mi importerà più nulla di chi scrive le leggi» (4).

    (4) Cfr. The Creature from Jekyll Island («La creatura dall'isola Jekyll»), American Opinion Publishing, pag. 218.

     

    1848 – L'ebreo Moses Mordekkai Levy, alias Karl Marx (1818-1883), scrive il Manifesto del Partito Comunista. Marx è membro di un organizzazione creata dagli Illuminati chiamata La Lega dei Giusti. Non solo egli afferma la necessità di cambiamenti economici e politici, ma anche l'urgenza di mutamenti morali e spirituali. Egli crede che la famiglia dovrebbe essere abolita, e che tutti i figli dovrebbero essere educati da un'autorità centrale. Marx (che attraverso il Manifesto del Partito Comunista trasfonde il Piano degli Illuminati in un programma di carattere politico-ideologico destinato ad essere largamente accettato dietro le false premesse e i paraventi della rivoluzione bolscevica – Ndr) esprime il suo atteggiamento verso Dio scrivendo:

     

    «Dobbiamo combattere contro tutte le idee fondamentali della religione, dello Stato,

                                                del Paese e del patriottismo.

        L'idea di Dio è il punto chiave di una civiltà pervertita. Essa dev'essere distrutta».

    14 aprile 1865 – (Ndr) Viene assassinato negli Usa il Presidente Abramo Lincoln, reo di aver tentato di liberare il suo popolo dalla schiavitù bancaria imposta dai Rothschild e dai potentati massonici, attraverso l'emissione del provvidenziale Greenback. Albert Pike, Gran Comandante Supremo della Giurisdizione Meridionale del Rito Scozzese della Massoneria statunitense, gioca un ruolo essenziale in questa congiura massonica, alle dipendenza del casato Rothschild. La morte di Lincoln spiana la strada al monopolio dei banchieri ed alla futura nascita della Federal Reserve (Ndr) – 22 gennaio 1870 – In una lettera al leader rivoluzionario italiano Giuseppe Mazzini (1805-1872), Albert Pike (1809-1891) annuncia la creazione di una Società Segreta all'interno di un'altra Società Segreta:

     

                       «Dobbiamo creare un Rito superiore che rimarrà ignoto

              al quale apparterranno quei massoni di alto Grado che sceglieremo.

    Nei confronti dei nostri Fratelli in Massoneria, questi uomini dovranno impegnarsi

                                               alla segretezza più severa.

                 Attraverso questo Rito supremo governeremo ogni Massoneria,

                      ed esso diverrà l'unico centro internazionale, il più potente

                                   perché la sua direzione sarà sconosciuta» (5).

    Questa organizzazione segreta estremista viene chiamata il Nuovo e Riformato Rito Palladiano (6).

    (5) Cfr. Lady Queensborough,  Occult Theocracy («Teocrazia occulta»), pagg. 208-209. Lady Queensborough è uno pseudonimo di Edith Starr Miller. (6) Nonostante siano ben note le posizioni luciferine che Pike ha espresso nella sua opera più famosa Morals and Dogma, gli autori più seri ritengono che questa lettera indirizzata a Mazzini sia un apocrifo, e quindi falsa sarebbe anche la pretesa esistenza di un Rito Palladiano (N.d.T.).

    1870 si propagano in Italia diverse insurrezioni mazziniane di matrice giudeo-massonica (Ndr) 20 settembre 1870 – I potentati giudeo-massonici ottengono la presa di Roma, nota anche come breccia di Porta Pia: fu l'episodio del Risorgimento che sancì l'annessione di Roma al Regno d'Italia (Ndr) 1875 – L'occultista russa Helena Rottenstern von Hahn, alias Helena Petrovna Blavatsky (1831-1891) fonda la Società Teosofica. Madame Blavatsky sostiene che alcuni uomini santi tibetani nell'Himalaya, che essa designa come i «Maestri della Saggezza», comunicano con lei a Londra mediante telepatia. Essa insiste sul fatto che ormai il cristianesimo è del tutto superato, che Satana è buono e che Dio è cattivo. Essa scrive:

     

                 «I cristiani e gli scienziati dovrebbero rispettare gli indiani.

                    La Saggezza dell'India, la sua filosofia e le sue conquiste

                     dovrebbero essere rese note in Europa e in America».

    1884 – La Fabian Society viene fondata in Gran Bretagna per promuovere il socialismo. Tale Società prende il suo nome dal Generale romano Quinto Fabio Massimo (275-203 a. C.), detto «il temporeggiatore», che lottò contro l'esercito di Annibale (247-182 a. C.) con piccole scaramucce che debilitarono lentamente l'esercito nemico anziché affrontarlo in una battaglia decisiva.14 Luglio 1889 – Albert Pike pubblica le istruzioni per i ventitre Consigli Supremi del mondo. Egli rivela chi è il vero oggetto dell'adorazione massonica:

     

              «A voi, Grandi Istruttori Generali Supremi vi diciamo questo,

                  che potete ripeterlo ai Fratelli del 32º, 31º e 30º Grado:

         la religione massonica dovrebbe essere, da tutti iniziati agli alti Gradi,

                     mantenuta nella purezza della dottrina luciferina» (7).

    (7) Cfr. A. Pike, A.C. De La Rive, La Femme et l'Enfant dans la Franc-Maçonnerie Universelle («La donna e il bambino nella Massoneria Universale»), pag. 588.

    1890-1896Cecil John Rhodes (1853-1902), massone ed entusiasta studioso di John Ruskin (1819-1900) è Primo Ministro del Sud Africa, a quel tempo una colonia britannica. Egli è in grado di sfruttare e controllare le ricchezze del Sud Africa costituite dall'oro e dai diamanti. Rhodes opera per condurre tutte le zone abitabili del mondo sotto la guida di un'élite dominante. A questo scopo, egli usa parte della sua immensa ricchezza per istituire le famose Rhodes Scholarships («Borse di Studio Rhodes»).1893 – La Società Teosofica patrocina un Parlamento Mondiale delle Religioni che si tiene a Chicago. Lo scopo di questo Congresso interreligioso, il primo incontro ecumenico della Storia, è di introdurre in Occidente concetti induisti e buddisti come la credenza nella reincarnazione (l'odierno movimento ecumenico internazionale non fa altro che perseguire questo obiettivo, funzionale all'instaurazione della Repubblica Giudeo-massonica universale e all'annacquamento della somma Verità incarnata dal Cattolicesimo – Ndr).

     

     Primo ventennio del Novecento                                        

    1911 – Il Partito Socialista Inglese pubblica un opuscolo intitolato Socialism and Religion («Socialismo e religione»), nel quale si afferma chiaramente la posizione del Partito a proposito del cristianesimo:

     

           «è dunque una verità profonda che il socialismo è il nemico naturale della religione.

                                     Un socialista cristiano è infatti un anti-socialista.

                                          Il cristianesimo è l'antitesi del socialismo».

    1912 – Il Colonnello Edward Mandell House (1858-1938), un consulente del presidente statunitense Woodrow Wilson (1856-1924), pubblica Phillip Dru: Administrator, un'opera in cui promuove il «socialismo come lo aveva sognato Karl Marx». – 3 febbraio 1913 – Il 16º Emendamento alla Costituzione americana, che rende possibile al Governo Federale di imporre una tassa progressiva sul reddito, viene ratificato. Anche il punto programmatico nº 2 de Il Manifesto del Partito Comunista insisteva sulla necessità di un'imposta progressiva sul reddito (8).

    (8) In Canada, l'imposta sul reddito venne presentata nel 1917, come una «misura temporanea» per finanziare lo sforzo bellico.

    1913 – Il presidente Woodrow Wilson pubblica The New Freedom («La nuova libertà»), un libro in cui rivela quanto segue: «Da quando sono entrato in politica, molte persone mi hanno confidato privatamente le loro idee. Alcuni dei più grandi uomini degli Stati Uniti, nel campo del commercio e dell'industria, hanno paura di qualcuno, hanno paura di qualcosa. Essi sanno che in qualche luogo esiste un potere così organizzato, così sottile, così attento, così collegato, così completo e così penetrante che è meglio parlarne sottovoce quando ne parlano per condannarlo». 23 dicembre 1913 – Viene creata la Federal Reserve (in realtà non è né federale né una riserva, ma un'istituzione privata: il più potente ed autoritario cartello bancario del pianeta – Ndr). Essa era stata progettata nel corso di una riunione segreta tenuta nel 1910 sull'Isola di Jekyll, in Georgia, da un gruppo di banchieri e statisti, tra cui anche il Colonnello Edward Mandell House. Questo organismo trasferisce il potere di stampare il denaro dal Governo americano ad un gruppo privato di banchieri. Il Federal Reserve Act viene approvato in tutta fretta poco prima delle feste natalizie. Il membro del Congresso Charles A. Lindbergh Sr., padre del noto aviatore, avverte:

     

         «Questo decreto instaura il più gigantesco gruppo monopolistico della Terra.

    Quando il presidente firmerà questo atto, il governo invisibile del potere monetario,

     la cui esistenza è stata provata dal Money Trust Investigation, verrà legalizzato» (9).

    (9) Cfr. Congressional Record, vol. LI, pag. 1446. Discorso del 22 dicembre 1913.

    1916 – Tre anni dopo aver approvato il Federal Reserve Act, il presidente Woodrow Wilson osserva: «Sono l'uomo più infelice. Ho inconsapevolmente rovinato il mio Paese. Una grande nazione industriale è controllata dal suo sistema di credito. Ora il nostro sistema di credito è concentrato. Perciò, la crescita della nazione e tutte le nostre attività è nelle mani di pochi uomini. Stiamo per diventare un Paese mal governato, completamente controllato e dominato del mondo civilizzato. Non più un governo in cui c'è libertà di opinione, non più un governo guidato dalla convinzione e dal voto della maggioranza, ma un governo pilotato dall'opinione e dalla prigionia voluta da un piccolo gruppo dominante di uomini» (10)1917 – Grazie all'aiuto del sistema bancario internazionale (Ndr) e dei finanzieri di New York e di Londra, Vladimir Lenin (1870-1924) riesce a rovesciare il governo della Russia. Più tardi, Lenin dirà circa l'apparente contraddizione dei collegamenti tra grande capitale e comunismo:

       «Esiste anche un'altra alleanza – a prima vista strana e sorprendente –

                   ma che se ci si pensa è ben fondata e facile da capire.

          Questa alleanza è tra i nostri capi comunisti e i vostri capitalisti»

                                  (ricordate la dialettica hegeliana?)

    (10) Cfr. W. Wilson, The New Freedom: A Call for the Emancipation of the Generous Energies of a People, Doubleday, Page & Company, New York and Garden City, 1913.

    30 maggio 1919 – Durante una riunione convocata dal Colonnello House, personaggi influenti inglesi e personalità americane fondano a Londra il Royal Institute of International Affairs e l'Institute of International Affairs negli Stati Uniti. A tale incontro partecipano vari socialisti appartenenti alla Fabian Society, incluso il celebre economista inglese John Maynard Keynes (1883-1946).

     

     Gli Anni '20                                                                   

    1920Winston Churchill (1874-1965) riconosce il collegamento tra gli Illuminati di Baviera e la Rivoluzione bolscevica in Russia. Egli osserva: «Questo movimento tra gli ebrei non è affatto nuovo. Dai giorni di Spartacus-Weishaupt a quelli di Karl Marx, di Trotsky, di Bela Kun, di Rosa Luxemburg e di Emma Goldman, questa cospirazione mondiale per il rovesciamento della civiltà e per la ricostituzione della società sulla base di uno sviluppo frenato, di una malevolenza invidiosa e di un'impossibile uguaglianza è costantemente avanzata. Essa ha avuto un ruolo assolutamente riconoscibile nella tragedia della Rivoluzione Francese. è stata la molla di ogni movimento sovversivo durante il XIX secolo, e ora finalmente questa banda di straordinarie personalità che provengono dalla malavita delle grandi città d'Europa e d'America hanno preso per i capelli i russi e sono praticamente divenuti i padroni incontrastati di quell'enorme impero» (11).

     

    (11) Cfr. W. Churchill, «Zionism versus Bolshevism» («Sionismo contro bolscevismo»), in Illustrated Sunday Herald, febbraio 1920. Tutti i rivoluzionari citati da Churchill nel suo articolo erano ebrei, così come lo furono e lo sono tutt'oggi quasi tutti gli animatori della cospirazione.

     

    19201931Louis T. McFadden (1876-1936) è presidente dell'House Committee on Banking and Curency. A Riguardo della Federal Reserve, come membro del Congresso, nota McFadden: «Quando il Federal Reserve Act è stato approvato, gli americani non hanno percepito che si trattava dell'instaurazione di un sistema bancario mondiale. Una sorta di super-Stato controllato dai banchieri e dagli industriali internazionali che agiscono di concerto per asservire il mondo al loro capriccio.

     

               Ogni sforzo è stato fatto dalla Federal Reserve per celare i suoi poteri,

                   ma la verità è che questa entità ha usurpato il ruolo del governo.

                Essa controlla tutto, e controlla tutte le nostre relazioni con l'estero.

                                 Essa costituisce e destituisce governi a volontà».

    A proposito della Grande Depressione del 1929 e dell'accettazione da parte del Paese del New Deal proposto dalla Federal Reserve, egli asserisce:

     

    «Non si è trattato di un evento accidentale. è stato un avvenimento attentamente preparato.

          I banchieri internazionali hanno cercato di provocare una condizione di disperazione

                              in modo da emergere come i dominatori di noi tutti» (12).

    (12) Cfr. Congressional Record, del 10 giugno 1932.

     

    1921 – Il Colonnello House riorganizza il ramo americano dell'Institute of International Affairs trasformandolo nel Council on Foreign Relations (CFR) (13).15 dicembre 1922 – Il Council on Foreign Relations esalta il Governo Mondiale sulla sua rivista Foreign Affairs. Scrive l'autore Philip Kerr: «è chiaro che non ci sarà alcuna pace né prosperità per tutta l'umanità finché la Terra resterà divisa in cinquanta o sessanta Stati indipendenti, fino a quando un tipo di sistema internazionale verrà creato. Il vero problema di oggi è quello del Governo Mondiale». 1928 – Viene pubblicato il libro di Herbert Gordon Wells (1866-1946) intitolato The Open Conspiracy: Blue Prints for a World Revolution («La cospirazione aperta: modelli di una rivoluzione mondiale»; Doubleday, Doran and Company, New York). Ex socialista della Fabian Society, Well scrive:

     

             «La politica mondiale della Cospirazione Aperta deve indebolire,

                       cancellare, incorporare e sostituire i governi esistenti.

    La Cospirazione Aperta è l'erede naturale degli entusiasmi socialisti e comunisti;

                        potrebbe governare a Mosca prima che a New York.

             Il carattere della Cospirazione Aperta sarà esposto chiaramente.

                                        Essa sarà una religione mondiale».

    (13) Nei successivi sessant'anni, l'80% dei posti di comando in ogni amministrazione – sia democratica che repubblicana – è stato occupato da membri appartenenti a questa organizzazione.

     

     Dagli Anni '30 alla Seconda Guerra Mondiale                

    1933 – Viene stampata l'opera di Herbert Gordon Wells The Shape of Things to Come («La forma delle cose a venire»). Wells predice una Seconda Guerra Mondiale che scoppierà circa nel 1940, e sarà originata da una disputa tedesco-polacca. Dopo il 1945, ci sarebbe stata una crescente mancanza della sicurezza pubblica in aree «criminalmente infette». Il piano per il «moderno Stato Mondiale» sarebbe riuscito al suo terzo tentativo, e sarebbe scaturito da qualcosa che sarebbe accaduto a Basra, in Iraq. Inoltre, il libro afferma:

     

    «Sebbene il Governo Mondiale sia stato pianificato per realizzarsi in diversi anni,

          e benché sia stato sconfinatamente temuto e non visto di buon occhio,

                                   esso non troverà alcuna opposizione».

     

    1933 – L'emblema dell'Ordine degli Illuminati di Baviera appare sul rovescio della banconota americana da un dollaro. Alla base della Piramide tronca, composta da tredici piani, è possibile leggere la data dell'anno di fondazione della sètta: 1776 (MDCCLXVI, in numeri romani). L'Occhio che irradia la sua luce in tutte le direzioni è l'Occhio onniveggente che rappresenta la Società Segreta fondata da Weishaupt. Il motto latino «Annuit cœptis» significa «la nostra impresa (la cospirazione) sarà coronata da successo» Sotto, le parole «Novus Ordo Seclorum» svelano lo scopo dell'impresa: la costituzione di un «Nuovo Ordine Sociale» o un «Nuovo Ordine Mondiale». – 21 novembre 1933 – In una lettera al Colonnello Edward Mandell House, il presidente Franklin Delano Roosevelt (1882-1945) scrive:

     

                             «La verità è – come io e lei ben sappiamo –

                   che fin dai giorni della presidenza di Andrew Jackson,

          un elemento finanziario si è impossessato del nostro Governo».

    Marzo 1942 – In un articolo, la rivista Time affronta il tema del Federal Council of Churches («Consiglio Federale delle Chiese»), che più tardi diverrà il National Council of Churches («Consiglio Nazionale delle Chiese»), una parte del World Council of Churches («Concilio Mondiale della Chiese»), sottolineando lo sforzo per instaurare un'autorità religiosa globale. Un comitato di direzione di questo organismo si dichiara favorevole a:

     

    • Un Governo Mondiale dei poteri delegati;

    • Forti e immediate limitazioni alla sovranità nazionale;

    • Controllo internazionale su tutti gli eserciti e sulla marina militare.

    I rappresentanti (375) di alcune delle trenta denominazioni asseriscono che «un nuovo ordine della vita economica è sia imminente che imperativo» – un nuovo ordine che sia realizzerà certamente o «attraverso la cooperazione volontaria all'interno della struttura della democrazia o attraverso una rivoluzione esplosiva». – 28 giugno 1945 – Durante un discorso tenuto a Kansas City, il presidente americano Harry Truman (1884-1972) glorifica il Governo Mondiale:

     

           «Sarà facile per le nazioni confederarsi in una Repubblica Mondiale

              come per noi lo è stato riunirsi in una federazione di Stati Uniti».

    24 ottobre 1945 – Lo statuto delle Nazioni Unite diventa effettivo: nasce l'ONU (il terreno fu donato dai Rockefeller – Ndr). In quella stessa data, il senatore dell'Idaho Glen Hearst Taylor (1904-1984) presenta al Senato la Risoluzione nº 183, in cui si fà appello al Senato americano affinché si dichiari favorevole alla creazione di una Repubblica Mondiale che includa una forza di polizia internazionale. La stessa Guerra Mondiale viene fomentata dai principali potentati massonico-governativi per destabilizzare l'Europa e il mondo e spianare la strada alla falsa democrazia e alle repubbliche massoniche, che avrebbero concorso al lavoro delle società segrete verso la progressiva abolizione delle sovranità nazionali e verso la creazione di organismi mondialisti a carattere continentale, come l'UE (Ndr).  Nel 1948 nasce lo Stato illegittimo d'Israele (Ndr) a spese del popolo palestinese (cristiano e mussulmano) quale coronamento del sogno della giudeo-massoneria e del sionismo internazionale: movimento politico filo ebraico e filo-massonico fondato da Theodor Hertzl (Ndr).

     

     Gli Anni Cinquanta                                                          

    7 febbraio 1950 – L'ebreo James P. Warburg (1896-1969), membro eminente dell'Alta Finanza internazionale e del Council on Foreign Relations, dichiara davanti al Sottocomitato per le Relazioni con l'Estero del Senato statunitense:

     

                «Che vi piaccia o no, avremo un Governo Mondiale, o col consenso o con la forza».

    9 febbraio 1950 – Il Sottocomitato per le Relazioni con l'Estero del Senato presenta la Risoluzione nº 66 che afferma: «Per poter realizzare la pace e la giustizia universale, il presente Statuto delle Nazioni Uniti dovrebbe essere mutato per offrire una vera Costituzione mondiale» (14).1952 – La World Association of Parliamentarians for World Government («L'Associazione Mondiale dei Parlamentari per il Governo Mondiale») stende una mappa progettata per illustrare come le truppe avrebbero occupato e controllato le sei regioni in cui gli Stati Uniti e il Canada sarebbero stati divisi come parte del loro piano di un Governo Mondiale.1954 – Il principe Bernardo d'Olanda (1911-2004) crea il Bilderberg Club: statisti e banchieri internazionali che si incontrano segretamente su una base annuale. – 1954Bella V Dodd, ex dirigente del Partito Comunista Americano, convertitasi al cattolicesimo, scrive "The School of Darkness" (La Scuola delle Tenebre) denunciando il complotto ordito dal comunismo (dietro la regia della giudeo-massoneria) per destabilizzare e sovvertire tutte le istituzioni ed in particolare il nemico più odiato: la Chiesa Cattolica. La Dodd denuncia l'infiltrazione di 1100 falsi sacerdoti massoni all'interno della Chiesa, per destabilizzarla ed annientarla dall'interno (Ndr) – 25 gennaio 1959 (Ndr) – Viene aperto il Concilio Vaticano II, che segna una pesantissima infiltrazione delle forze sovversive giudeo-massoniche all'interno della Chiesa Cattolica: inizia una profonda guerra spirituale e dottrinale all'interno della Chiesa.

     

    (14) Cfr. J. P. Baratta, The Politics of World Federation: From World Federalism to Global Governance («Le politiche della Federazione Mondiale: dal Federalismo Mondiale al Governo Globale»), 2003, pag. 582.

     

     Gli Anni Sessanta                                                               

    1961 – Il Documento nº 7277, pubblicato dal Dipartimento di Stato USA, intitolato Freedom From War: The U.S. Program for General and Complete Disarmament in a Peaceful World («Libertà dalla guerra: il programma americano per il disarmo completo e generale in un mondo pacificato»), descrive un piano in tre fasi per disarmare tutte le nazioni e armare l'ONU in vista di una tappa finale in cui si afferma che «nessuno Stato dovrebbe avere il potere militare per sfidare la Forza di Pace progressivamente fortificata delle Nazioni Unite». – Il 27 aprile 1961 il presidente statunitense John Fitzgerald Kennedy tenne un coraggioso e famoso discorso, denunciando la cospirazione mondialista (Ndr):

     

    " Signore e signori, la parola "segretezza" è ripugnante in una società libera e aperta e noi, come popolo, ci siamo opposti, intrinsecamente e storicamente, alle società segrete, ai giuramenti segreti e alle riunioni segrete. Siamo di fronte, in tutto il mondo, ad una cospirazione monolitica e spietata, basata soprattutto su mezzi segreti per espandere la sua sfera d'influenza, sull'infiltrazione anziché sull'invasione, sulla sovversione anziché sulle elezioni, sull'intimidazione anziché sulla libera scelta.

    È un sistema che ha reclutato ampie risorse umane e materiali nella costruzione di una macchina affiatata, altamente efficiente, che combina operazioni militari, diplomatiche, di intelligence, operazioni economiche, scientifiche e politiche.  Le sue azioni non vengono diffuse, ma tenute segrete. I suoi errori non vengono messi in evidenza, ma vengono nascosti. II suoi dissidenti non sono elogiati, ma ridotti al silenzio.

    Nessuna spesa viene contestata. Nessun segreto viene rivelato. Ecco perché il legislatore ateniese Solone decretò che evitare le controversie fosse un crimine per ogni cittadino. Sto chiedendo il vostro aiuto nel difficilissimo compito di informare e allertare il popolo americano. Convinto che con il vostro aiuto l'uomo diventerà ciò che per cui è nato: un essere libero e indipendente " .

    4 giugno 1963Kennedy firma l'ordine esecutivo 11110, con il quale (seguendo l'esempio di Abramo Lincoln) emette biglietti di stato sgravati da debito per contrastare il monopolio della Federal Reserve e l'azione della Grande Usura legalizzata esercitata dal sistema bancario-massonico – 22 novembre 1963 – Viene assassinato a Dallas il Presidente Kennedy: egli  – 1966 – Il professor Carroll Quigley (1910-1977), il mentore di Bill Clinton all'Università di Georgetown, è l'autore di un grosso volume intitolato Tragedy and Hope: A History of the World in Our Time («Tragedia e speranza: una storia del mondo nel nostro tempo»), in cui afferma:

     

              «Esiste ed è esistita per una generazione, una rete internazionale

                che opera, con una certa estensione, nello stesso modo radicale

                                             in cui agiscono i comunisti.

           Infatti, questa rete, che possiamo identificare con il nome "Round Table"

    (cui fondatore fu Lionel George Curtis, il padre spirituale del Commonwealth Britannico – Ndr),

          non ha nessun problema a collaborare con i comunisti, o con altri gruppi,

                                 e si comporta spesso in questa maniera.

    Io conosco le attività di questa rete perché la studio da vent'anni e ho avuto il permesso per due anni, nei primi anni Sessanta, di esaminare le sue carte e i suoi documenti segreti. Non provo avversione per questa rete e per la maggior parte dei suoi scopi, e sono stato, per molti anni della mia vita, vicino ad essa e a numerosi dei suoi strumenti. Ho nutrito qualche riserva, sia in passato che recentemente, su alcune delle sue linee di condotta, ma in generale la mia principale discordanza di opinione è che essa vuole rimanere segreta, mentre io credo che il suo ruolo nella Storia sia così significativo da meritare di essere conosciuto». –

     

     Gli Anni Settanta                                                              

    Aprile 1972 – Nel suo punto chiave indirizzato all'Association for Childhood Education International («Associazione Internazionale per Istruzione dell'Infanzia»), Chester M. Pierce, docente di Educazione e Psichiatria alla Facoltà di Medicina dell'Università di Harvard, afferma:

     

    «Ogni bambino americano che accede alle istituzioni scolastiche all'età di cinque anni

        è alienato perché viene a scuola ancora legato all'ideale di patria, ai suoi genitori

                                  e alla credenza in un Essere soprannaturale.

           Tocca a voi, cari insegnanti, fare in modo che tutti questi bambini ammalati

                             divengano il bambino internazionale del futuro».

    Luglio 1973 – Il banchiere internazionale ebreo, membro fedele del sovversivo Council on Foreign Relations, David Rockefeller, fonda una nuova organizzazione chiamata Trilateral Commission («Commissione Trilaterale»), il cui scopo ufficiale è «armonizzare la politica, le relazioni economiche, sociali e culturali tra le tre più grandi regioni economiche del mondo» (da qui il nome «Trilaterale»). Egli invita il futuro presidente Jimmy Carter a divenirne uno dei membri fondatori. Zbigniew Brzezinski è il primo direttore dell'organizzazione. Secondo detto organismo, le tre maggiori aree economiche del mondo sono: l'Europa, il Nord America e l'Estremo Oriente (Giappone, Corea del Sud, Taiwan, ecc…). Se, con il pretesto di dover congiungere le forze per essere in grado di affrontare la competizione economica con le due altre regioni economiche, i Paesi membri di ognuna di queste tre regioni decidono di unificarsi in un solo Paese formando tre super-Stati, il Governo Mondiale diverrà molto più vicino. Come i socialisti della Fabian Society, la Trilateral Commission realizza passo dopo passo lo scopo finale (il Governo Mondiale). Il social-comunismo è la nuova religione laica prescelta per realizzare quest'opera, surrogandosi nell'animo delle masse al posto dell'odiato cattolicesimo. A livello economico invece viene perseguito il modello liberal-capitalista, per poter accelerare la privatizzazione, il controllo delle ricchezze mondiali e la globalizzazione, mediante l'abolizione delle frontiere tra gli stati, l'abolizione del protezionismo e gli accordi di libero scambio internazionale (Ndr), 

     

                 Tale mèta è stata quasi raggiunta in Europa con il Trattato di Maastricht,

                    che è stato perfezionato nel 1993, costringendo tutti i Paesi membri

                        della Comunità Europea ad abolire le loro barriere commerciali

                                   e a consegnare le loro politiche valutarie e fiscali

                       ai tecnocrati della Commissione Europea di Bruxelles, in Belgio.

              Nel gennaio del 2002, tutti i Paesi che hanno aderito alla Comunità Europea

    abbandonano le loro valute nazionali sostituendole con un'unica valuta comune: l'euro.

    Inoltre, il Trattato di Nizza rimuove diversi poteri nazionali per affidarli alla Commissione Europea. Quello che era stato iniziata quasi innocentemente nel 1952 come la CEE (Comunità Economica Europea) e prima ancora con un'autorità comune per regolare il commercio del carbone e l'industria dell'acciaio fra le nazioni europee (CECA – Ndr – organismo che realizza di fatto il commissariamento e controllo delle riserve energetiche dei paesi aderenti – Ndr), viene finalmente trasformata in un super-Stato europeo. Jean Monnet (1888-1979), un economista socialista francese e fondatore della CEE, aveva questo in mente quando disse:

     

                  «Un'unione politica seguirà inevitabilmente un'unione economica».

     

    Inoltre, egli affermò nel 1948: «La creazione di un'Europa Unita dev'essere considerata un passo essenziale verso la creazione di un mondo unito», realizzando il sogno mondialista del padre spirituale dell'Unione Europea, o Paneuropa, il massone sionista Richard Kalergi, amico di Theodor Hertzl (Ndr). A riguardo l'area del Nord America, la fusione dei suoi Paesi membri è in corso con il passaggio di libero scambio tra il Canada e l'USA, e poi con il Messico. Si suppone che in futuro questo accordo di libero scambio includerà anche tutti i Paesi dell'America Centrale e del Sud, con una sola valuta per tutti. – 1973 – Il Club di Roma, un organismo (mondialista di matrice massonica – Ndr) che agisce per conto dell'ONU, pubblica un rapporto intitolato Regionalized and Adaptive Model of the Global World System («Modello regionalizzato e adattabile del Sistema Globale Mondiale»). Tale rapporto suddivide il mondo intero in dieci regioni.1979 – Alla Federal Emergency Management Agency («Agenzia Federale per la Gestione dell'Emergenza») vengono conferiti enormi poteri.

     

              In caso di «emergenza nazionale», essa ha il potere di sospendere le leggi,

    di spostare intere popolazioni, di arrestare e incarcerare cittadini senza alcun mandato

                                e di tenerli in prigione senza un regolare processo.

            Essa può confiscare proprietà, approvvigionamenti, cibo, sistemi di trasporto,

                                             e può sospendere la Costituzione.

    Non solo essa è l'ente più potente degli Stati Uniti, ma non è stata creata mediante una legge costituzionale emanata dal Congresso. La Federal Emergency Management Agency è stata creata mediante un ordine esecutivo presidenziale. Un ordine esecutivo diventa una legge semplicemente se firmato dal presidente; esso non dev'essere approvato dai rappresentanti o dai senatori del Congresso. Ad esempio, lo stato di «emergenza nazionale» potrebbe essere causato da un attacco terroristico (reale o indotto: vedi 11 Settembre – Ndr) , da una catastrofe naturale, o da un crollo della borsa. Ecco alcuni ordini esecutivi che permettono alla Federal Emergency Management Agency di sospendere la Costituzione e la Carta dei Diritti. Tali ordini sono in vigore da quasi trent'anni, e potrebbero messi in atto in qualsiasi momento dalla penna presidenziale (i contenuti sono a dir poco inquietanti e dipingono un sistema dittatoriale – nascosto dietro il falso velo della "Democrazia" – mai visto sulla faccia della Terra – Ndr):

     

    • Nº 10995: Diritto di confisca di tutti i mezzi di comunicazioni degli Stati Uniti;

    • Nº 10997: Diritto di confisca di ogni forma di energia elettrica, combustibile e minerale, pubblica e privata;

    • Nº 10999: Diritto di confisca di tutti i mezzi di trasporto, inclusi i veicoli personali di ogni genere, e controllo totale di ogni strada pubblica, di ogni porto marittimo e di ogni idrovia;

    • Nº 11000: Diritto di sequestrare qualsiasi individuo e di dividere ogni singola famiglia per creare «forze-lavoro» da trasferire in ogni luogo ritenuto necessario dal Governo;

    • Nº 11001: Diritto di confisca di ogni struttura sanitaria o destinata all'istruzione, e di tutti ogni istituto a scopo sociale, pubblico e privato;

    • Nº 11002: Diritto a costringere alla registrazione tutti gli uomini, tutte le donne e tutti i bambini residenti negli Stati Uniti;

    • Nº 11003: Diritto di confisca di ogni spazio aereo, degli aeroporti e di ogni mezzo aereo;

    • Nº 11004: Diritto alla confisca di ogni attività edilizia e finanziaria per stabilire «aree designate al trasferimento», e costringere la popolazione all'abbandono di aree classificato come «pericolose»;

    • Nº 11005: Diritto di confisca di tutte le ferrovie, delle vie fluviali dell'entroterra e di tutti gli edifici adibiti a deposito, pubblici e privati;

    • Nº 11921: Autorizzati piani per stabilire il controllo statale dei salari e delle retribuzioni, del credito e del flusso di denaro negli istituti di credito americani.

     Gli Anni Ottanta                                                          

    Novembre 1982 (Ndr) – In clima di "Guerra Fredda", si acuisce la fittizia campagna mondiale statunitense contro Mosca; Novembre 1983 (Ndr) – i sovietici sospendono i negoziati per la riduzione degli armamenti strategici (START) iniziati a Washington nel giugno 1982. – 1984 Gorbacev viene ricevuto a Londra da Margaret Thatcher che lo giudicherà un uomo «con il quale si può lavorare». 1985: L'agenda del Nuovo Ordine Mondiale  avanza sulle ali del falso dualismo tra Mikhail Gorbacev e Ronald Reagan: entrato alla Casa Bianca il 20 gennaio 1981, Reagan rianimò propagandisticamente lo spirito di crociata anticomunista contro “l’Impero del Male”: si trattò di uno specchietto per le allodole tale da  confondere le acque, aiutando ad equivocare l'agenda mondialista e lo spirito collaborativo Usa-Russia (Ndr). Febbraio 1986la Perestrojka costituisce una degradazione significativa del tessuto economico russo. 1989 – Caduta del Muro di Berlino e successivo rafforzamento dell'Ue (sulla scorta di una presunta, concordata e fittizia dissoluzione del regime comunista): si ingenerò nell'opinione pubblica la falsa consapevolezza che con il crollo del muro, anche il comunismo si fosse sgretolato (Ndr). Esso al contrario intensificò il suo intreccio occulto con il neoliberismo attraverso l'implementazione a vasto raggio del "metodo democratico" esportato in tutto il mondo, spesso, con la violenza della guerra e delle "rivoluzioni colorate" e "primavere arabe" (Ndr).

     Prima metà degli Anni Novanta                              

    29 gennaio 1991 – Il presidente George Bush Sr., plaude al Nuovo Ordine Mondiale durante un messaggio alla nazione: «Non si tratta soltanto di una piccola nazione, ma di una grande idea: un Nuovo Ordine Mondiale, nel quale nazioni diverse l'una dall'altra si uniscono in un impegno comune per raggiungere un traguardo universale dell'umanità: pace e sicurezza, libertà e Stato di diritto […], per realizzare le aspirazioni universali dell'umanità […], basato su principî condivisi e sulla legge […]. L'illuminazione di mille punti di luce […]. Ora il vento del cambiamento è tra noi». Da notare che la teosofa Alice Bailey (1880-1949) utilizzò l'espressione «punti di luce» per descrivere il processo di illuminazione intellettuale occulta.Giugno 1991 – I leader mondiali si incontrano per un'altra riunione a porte chiuse del Bilderberg Club a Baden Baden, in Germania. In quell'occasione, David Rockefeller afferma:

    «Siamo grati al Washington Post, al New York Times, al Time e alle altre grandi pubblicazioni i cui direttori hanno presenziato alle nostre riunioni e che rispettano le loro promesse di discrezione da quasi quaranta anni. Sarebbe stato impossibile per noi sviluppare il nostro piano mondiale se fossimo stati sotto le luci dei riflettori durante quegli anni. Ma il mondo ora è più sofisticato e più preparato a marciare verso un Governo Mondiale. L'autorità sovranazionale di un'élite intellettuale e di banchieri internazionali è certamente preferibile all'autodeterminazione nazionale praticata nei secoli passati» (15).

    (15) A pag. 405 delle sue Memoirs («Memorie»), scrive David Rockefeller: «Allo stesso modo, c'è chi crede che noi (Rockefeller) siamo parte di una Cabala segreta che opera contro gli interessi degli Stati Uniti, definendo me e la mia famiglia "internazionalisti" e accusandoci di cospirare con altri in tutto il mondo per costruire una struttura politica ed economica globale e più integrata; un mondo unito, se volete. Se questa è l'accusa, mi riconosco colpevole e ne sono orgoglioso».

     

    29 ottobre 1991David Funderburk, ex ambasciatore statunitense in Romania, afferma durante un discorso pubblico tenuto nel North Carolina:

     

      «George Bush si sta circondando di persone che credono in un Governo Mondiale.

        Essi ritengono che il sistema sovietico e il sistema americano siano convergenti».

    21 maggio 1992 – In una nota indirizzata al Bilderberg Club riunito ad Evian, la Francia, l'ex Segretario di Stato Henry Kissinger dichiara: «Oggi, gli americani si sentirebbero oltraggiati se le truppe dell'ONU entrassero a Los Angeles per ripristinare l'ordine; ma un domani sarebbero loro molto grati! Ciò è specialmente vero se venisse loro detto che c'era una minaccia esterna, reale o fittizia, che mette in pericolo la nostra stessa esistenza. Dopo di che, tutti i popoli del pianeta supplicheranno i leader mondiali di liberarli da questo male. L'unica cosa che l'uomo teme veramente è l'ignoto. Di fronte a questo scenario, i diritti individuali verranno soppressi di buon grado purché venga loro garantito l'ordine e la pace garantiti da parte di un Governo Mondiale».20 luglio 1992 – la rivista Time pubblica un articolo intitolato «The Birth of the Global Nation» («La nascita della nazione globale»), di Strobe Talbott, uno studioso di Rhodes, nonché compagno di stanza di Bill Clinton all'Università di Oxford, direttore del Council on Foreign Relations e membro della Commissione Trilaterale  (16), in cui scrive:

     

                               «La nazione, come la conosciamo, diventerà desueta;

                           tutti gli Stati riconosceranno un'unica autorità globale […].

                       Tutte le nazioni sono fondamentalmente convenzioni sociali […].

    Nessuna di queste cose, che a molti sembrano permanenti o persino sacre, sussisteranno;

                     infatti, queste istituzioni sono del tutto artificiali e provvisorie […].

                   Dopo tutto, la sovranità nazionale non è stata una grande idea […].

       Ma è chiaro che gli eventi nel nostro secolo, meraviglioso e terribile allo stesso tempo,

                       vanno necessariamente in direzione di un Governo Mondiale».

    (16) Talbott è stato ominato Deputato Ministro di Stato dal presidente Clinton.

    1993 – Un secondo Parlamento Mondiale delle Religioni si riunisce a Chicago in occasione del 100º anniversario del primo Convegno. Come durante il precedente incontro, si cerca di riunire tutte le religioni del mondo in un'«unica cosa armoniosa», ma si tenta anche di farle amalgamare attraverso gli elementi originali delle loro credenze comuni. Le religioni tradizionali monoteistiche, come il cristianesimo, sono considerate incompatibili con l'«illuminazione individuale», e devono essere quindi drasticamente modificate. 18 luglio 1993 – Il membro del Council on Foreign Relations e della Commissione Trilaterale (l'ebreo) Henry Kissinger scrive sul Los Angeles Times, a proposito North American Free Trade Agreement:

     

       «Quello che il Congresso dovrà ratificare non è un semplice accordo commerciale,

                           ma l'architettura di un nuovo sistema internazionale […],

                                un primo passo verso un nuovo Ordine Mondiale».

    1994 – Nello Human Development Report («Rapporto sullo Sviluppo Umano»), pubblicato dal Programma di Sviluppo dell'ONU, c'è una sezione intitolata «Global Governance for the 21st Century»Governo Globale per il XXI secolo»). L'amministratore di questo programma è stato nominato da Bill Clinton. Il suo nome è James Gustave Speth. La frase di apertura del rapporto dice:

     

      «I problemi dell'umanità non possono più essere risolti da un governo nazionale.

                           Ciò di cui abbiamo bisogno è un Governo Mondiale.

            Esso può essere realizzato rafforzando il sistema delle Nazioni Unite».

    3 maggio 1994 – Il presidente Bill Clinton firma la Direttiva Presidenziale nº 25, e poi la classifica top secret in modo che gli americani non possano sapere nulla del suo contenuto (17).23 settembre 1994 – I mondialisti si rendono conto che un numero crescente di persone inizia a prendere coscienza di cosa sta accadendo; essi dispongono di un tempo limitato per perfezionare le loro politiche. Parlando alla cena degli ambasciatori alle Nazioni Unite, David Rockefeller commenta:

     

    «La presente finestra di opportunità, durante la quale è probabile che venga edificato

                        un Ordine Mondiale veramente pacato ed interdipendente,

                                non rimarrà ancora aperta per molto tempo […].

                                  Siamo sul limite di una trasformazione globale.

                    Tutto ciò di cui abbiamo bisogno è della crisi per eccellenza,

                            e le nazioni accetteranno il Nuovo Ordine Mondiale».

    (17) Il sommario del PDD-25, reso pubblicato ai membri di Congresso, autorizza il presidente a prendere il controllo delle unità militari americane e di porsi al comando dell'ONU.

     Seconda metà degli Anni Novanta                               

    Marzo 1995 – I delegati dell'ONU si incontrano a Copenaghen, in Danimarca, per discutere i vari metodi per imporre tasse globali agli abitanti del mondo.Settembre 1995 – La rivista Popular Science descrive un'installazione top secret della Marina Militare Americana chiamata HAARP (High-Frequency Active Auroral Research Program), nello Stato dell'Alaska. Questo progetto sarebbe in grado di irradiare una potente energia radioattiva nella parte superiore dell'atmosfera della Terra. Una delle mète del programma è di sviluppare la capacità di «manipolare il clima a livello locale» utilizzando le tecniche ideate da Bernard Eastlund  (18).

     

    (18) Questo programma è stato iniziato nel 1990.

     

    27 settembre 1995 – Ha luogo a San Francisco il World Forum, patrocinato dalla Fondazione Gorbachev. Il presidente della Fondazione Jim Garrison guida la riunione che raccoglie grandi personalità provenienti da tutto il mondo, inclusa Margaret Thatcher, Maurice Strong, George Bush, Mikhail Gorbachev e altri. La conversazione verte sull'unicità dell'umanità e sul futuro Governo Globale. Tuttavia, il termine «Governo Globale» viene usato al posto di «Nuovo Ordine Mondiale», giacché il secondo è divenuto un peso politico, un vocabolo che mette in stato di allerta gli oppositori del Governo Globale.1996 – Viene pubblicato un rapporto dell'ONU intitolato Our Global NeighborhoodIl nostro vicinato globale»), di 420 pagine. Esso delinea un piano per il «Governo Globale» in cui si caldeggia una Conferenza Internazionale sul Governo Globale nel 1998 allo scopo di sottoporre al mondo i trattati e gli accordi necessari da ratificare entro l'anno 2000. 

     

     Terzo Millennio: l'ultimo ventennio                              

     

    11 settembre 2001 (Ndr): l'attentato alle Torri Gemelle (pilotato dai mondialisti), apre la strada dell'occupazione militare degli Usa delle ultime aree di resistenza mediorientali e africane (Ndr). 1 gennaio 2002  In Europa viene adottato l'euro: moneta unica emessa a debito dalla BCE, studiata dai mondialisti, che genererà una spaventosa spinta inflazionistica e recessiva nei paesi dell'Eurozona. A Madrid, il 6 maggio 2002, il presidente del Messico Vicente Fox affermerà:
     

          «Infine, il nostro obiettivo a lungo termine è di stabilire con gli Stati Uniti,

                       ma anche con il Canada, altro nostro partner regionale,

    un insieme di collegamenti e di istituzioni simili a quelli creati dall'Unione Europea».

    2003 – Il mondo è sull'orlo di un'altra Guerra Mondiale», e lo «stato di emergenza» viene evocato dai mondialisti per imporre la legge marziale e magari anche un microchip universale da inserire sotto la pelle… Intanto gli Usa avviano la "Guerra Preventiva" in Medioriente. 30 dicembre 2006 (Ndr) – Viene giustiziato Saddam Hussein, sulla base di una falsa accusa: detenere armi di distruzione di massa (Ndr). 2007 (Ndr) – il mondialismo, dietro il paravento della crisi della Lehmann Brothers e dei mutui subprime, innesca una spirale recessionistica ed una crisi indotta e fittizia a livello globale: la moneta-debito bancaria e l'euro in Europa (grazie agli accordi di Basilea 3 e all'azione criminale delle agenzie di rating) mandano in tilt l'economia di intere nazioni: falliscono centinaia di migliaia di aziende e il numero dei suicidi cresce a livello esponenziale, proporzionale all'incremento del tasso di povertà ed inversamente proporzionale alla caduta del tasso di natalità dei paesi aderenti all'Eurozona (specie quelli cattolici ed ortodossi: i più colpiti); 2009 (Ndr) Il sistema bancario-massonico internazionale spinge il neonato Bitcoin: moneta mondiale elettronica, destinata (nel loro piano ideale) ad ottenere il controllo delle ricchezze reali delle masse e a facilitarne il controllo su scala mondiale, mediante il sistema blockchain (Ndr); 15 marzo 2011 (Ndr) Scoppia la Guerra di aggressione in Siria. Intanto si cerca di accelerare il processo di globalizzazione e di perfezionare gli ultimi accordi di libero scambio a livello internazionale (Ndr). I mondialisti fomentano l'iper-immigrazione di massa in Europa, in attuazione del "Piano Kalergi" (Ndr) e, a livello internazionale, sono a un passo dalla realizzazione della grande opera giudeo-massonica del "Nuovo Ordine Mondiale", ma con l'aiuto di Dio, essi non avranno l'ultima parola!

     

    Traduzione dall'originale inglese A history of the New World Order

    a cura di Paolo Baroni / Centro San Giorgio

    integrazioni e note a cura di Sergio Basile / Redazione Qui Europa

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  • The School of Darkness – 2 – La nuova vita in America

    The School of Darkness – 2 – La nuova vita in America

    Martedì, 7 agosto / 2018

    di Bella Dodd –

    Traduzioni dall'originale "The School of Darkness" a cura di Sergio Basile / Qui Europa

     Redazione Quieuropa,  Sergio  Basile, Bella Dodd, Comunismo, Stati Uniti, Nuova vita in America 

    The School of Darkness – La Scuola delle Tenebre / 2

    Capitolo 2° – La nuova vita in America

    The School of Darkness, Ed. P.J. Kennedy & Sons, New York, 1954

    (Traduzione dall'originale a cura di Sergio Basile)

     

    di Bella Dodd

    SCHOOL OF DARKNESS

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Capitolo Secondo                                                      

    New York – di Bella Dodd / Traduzioni dall'originale "The School of Darkess", a cura di Sergio Basile(Continua da qui The School of Darkness – 1 – L’infanzia di Bella) –  La ragione per cui mia madre non era tornata in Italia da me per cinque lunghi anni, me la spiegò in seguito mio padre: c'era stata una terribile depressione in America, ed era stato impossibile per lui raccogliere i soldi necessari a mia madre per affrontare il viaggio, e poi una bambina piccola non poteva viaggiare da sola. Fui imbarazzata nell'incontrare mio padre. Era biondo, con gli occhi azzurri e riservato, l'opposto di mia madre. Ma nonostante i suoi modi non estroversi, sentivo che mi amava. Era gentile e fece di me una brava donna di casa. Nella nostra nuova abitazione erano rimasti solo quattro figli, gli altri si erano sposati e avevano una casa propria. Vennero a vedere la "nuova sorella" e mi fecero una grande festa. Ma mi presero tutti in giro per il mio vestito, il mio vestito migliore, quello rosso della cresima, lo stesso che tutti i bambini di Avigliano avevano ammirato. Risero di me ed insistettero affinché mi recassi in un emporio per comprare un vestito americano. Con grande riluttanza misi via il bellissimo vestito rosso da principessa e con esso l'ultimo dei miei anni in Italia.

                  Allora cercai con zelo di diventare una tipica bambina americana.

    I tre fratelli ancora a casa erano abbastanza gentili, ma avevano i loro interessi che non erano certamente quelli di una bambina di sei anni e che non parlava neppure inglese. Ma mia sorella di diciassette anni, Caterina, che chiamavano con il nome americano di Katie, si prese cura di me. Era una ragazza alta, snella e bellissima, con grandi occhi grigi. Lei era molto gentile. Non le piaceva il nome con cui mi chiamavano, Maria Assunta, e quando apprese che mi ero battezzata con un altro nome, Isabella, insistette per chiamarmi Bella. Katie mi portò a scuola.

     La nuova vita in America                                        

    Siccome ero molto intelligente decise di iscrivermi a scuola con un anno di anticipo, asserendo che ero nata nel 1902 (anziché nel 1904). In quei primi giorni di istruzione non aveva avuto difficoltà a farmi iscrivere al secondo anno. Per alcuni giorni fui presa in giro al grido di "wop, wop" (espressione denigratoria e stereotipata, utilizzata nei paesi anglosassoni, in particolare negli Usa, per indicare le popolazioni dell'Europa Sud-occidentale di lingua neolatina, con particolare riferimento agli italiani, considerati generalmente spavaldi, volgari e violenti, secondo un luogo comune – Ndt) ma non prestai attenzione a loro. Non sapevo cosa volessero dire e nel momento in cui lo feci fui accettata come leader della mia classe. Mi piaceva andare e venire da scuola, specialmente girovagare e fissare i tumuli di merce accatastata lungo la strada. Si potevano comprare frutta, peperoni, dolci e persino vestiti e cappelli lì. Mi piaceva guardare i piccioni in strada che si pavoneggiavano con i loro cappotti grigi e rosa e le ali d'argento. Mia madre non condivideva la mia gioia per la città.

                            A volte commentava:  "se vivessimo in campagna!"

    Solo più tardi appresi quanto odiasse le strade sporche, i pettegolezzi dei suoi vicini, l'appartamento stretto. C'erano dei parchi, naturalmente, ma l'avevano resa ancora più nostalgica per i campi aperti. Mia madre era una donna instancabile. Poteva fare una quantità di lavoro infinita, senza mai dimostrare segni di cedimento. Per me pianificò ben presto un programma di lavoro e di gioco; cercò di aiutarmi ad imparare l'inglese, anche se il suo era tutt'altro che buono. Indicava un calendario e ripeteva ogni mese e ogni giorno nel suo inglese curioso e tenero e io le ripetevo le parole. Poi prendeva la scopa e indicava le ore e i minuti sull'orologio della cucina vecchio stile, e ancora una volta ripetevo ciò che lei diceva. Penso che uno dei motivi di questi sforzi educativi fosse il tenermi occupata dopo la scuola, in quanto non tollerava che passassi il tempo nelle strade della città.

     Tra presente e passato                                            

    Mi insegnò a cucire e a fare l'uncinetto: a volte prendeva un filo grosso e mi mostrava punti semplici. "Un giorno ti divertirai col tuo abito nuziale", disse solennemente, e quando non mostrai interesse per questa idea aggiunse: "Ad ogni modo, è un peccato stare in ozio". La mia famiglia mi piacque, ma soprattutto adoravo Katie. L'amavo non solo perché era gentile, ma perché era bellissima, con i suoi capelli, una nuvola sul viso, la vita sottile, i suoi bei vestiti. Mia madre disse che assomigliava a suo padre che era stato un ufficiale di cavalleria. Presto appresi che Katie a diciassette anni si era innamorata di Joe, un giovane alto dalle dita lunghe e sottili e dal temperamento di una star dell'opera. La mia nuova famiglia mi portò pian piano a pensare al passato, e il pensiero tornò all'altra mia famiglia nella lontana Avigliano. A volte, quando mi sentivo infelice e pensavo che mio padre fosse freddo o mia madre preoccupata, immaginavo di tornare da Taddeo. In quei momenti prendevo il mio abito rosso della cresima dalla scatola, il fazzoletto bianco di Mammarella, che mi aveva legato sotto il mento e, indossando i vestiti, immaginavo di essere ad Avigliano. In quattro mesi riuscii a parlare inglese abbastanza bene da godermi la scuola che frequentavo: la scuola pubblica numero uno. Questa scuola aveva ancora le caratteristiche di quello che era stato in precedenza, una scuola di beneficenza, una delle ultime cosiddette "soup schools" (scuole a tempo pieno per bambini poveri, nelle cui mense servivano la zuppa come menu principale – Ndt). In alcune vecchie case vicine, in arenaria, vi erano due vecchie signore che ogni mattina aprivano le lezioni con la preghiera e il canto "Columbia, the Gem of the Ocean". Quando fui pronta per la terza elementare, ci trasferimmo da East Harlem. Alla fine mia madre aveva convinto mio padre che non potevamo più sopportare di vivere nella scomodità delle case popolari. Quindi ci trasferimmo in una casa a Westchester, ma anche questa casa non risultò soddisfacente e ci trasferimmo diverse volte.

     Nella grande casa a Castle Hill                              

    Alla fine, papà aprì un'attività commerciale di successo e diversi anni dopo mamma acquistò una grande casa con un terreno coltivabile, vicino a Castle Hill: qui trascorsi il resto della mia gioventù. C'erano sessantaquattro acri di terra e una grande casa un pò sgangherata. La mamma prima di andare a viverci aveva tanto desiderato questa fattoria. Era di proprietà di Mattie e Sadie Munn, due signorine (zitelle – Ndt) che vivevano vicino a noi. Erano anziane e la mamma si prendeva cura di Miss Sadie, che era invalida. Si occupava anche della loro casa e le vecchie signore dipendevano da lei. Quando morirono andammo a vivere nella loro casa. Gli ex occupanti avevano chiamato la casa coloniale "Pilgrim's Rest". Non c'erano luci ma lampade a cherosene. Il tetto perdeva e c'era solo un bagno esterno. Ma ho amato questa casa fin dal primo momento, specie la mia stanza al secondo piano che era letteralmente tra le braccia di un enorme albero, bello sempre, ma soprattutto quando i suoi fiori, in primavera, s'illuminavano come candele bianche. La nostra casa era sempre piena di bambini. I figli dei miei fratelli andavano e venivano. Katie portava spesso il suo bambino. Inoltre, c'erano cani, gatti, galline, oche e di tanto in tanto una capra o un maiale. La mamma accudiva tutti bene: comprò così tanti mangimi per i polli e per gli uccelli selvatici, che questi consideravano ormai la nostra casa come una sorta di ospitale albergo, tanto che mio padre si lamentava di aver speso più cibo rispetto a quello che si produceva con le uova. Ma io non credevo questo, perché la mamma era una buona manager. Gestiva la sua fattoria con aiutanti assunti ma era la migliore lavoratrice di tutti. Coltivavamo ogni sorta di prodotti, sufficienti sia per noi stessi che per rifornire le vendite presso il negozio di mio padre; alcuni prodotti venivano venduti anche presso il mercato di Washington. Avevamo pochi soldi, ma avevamo una casa, un pezzo di terra buona e una madre piena di risorse e d'inventiva. Non ci preoccupavamo neppure quando i soldi erano limitati. Ricordo un dolce particolare che lei preparava per noi bambini quando i soldi scarseggiavano. Eravamo particolarmente felici quando mescolava la neve fresca, con zucchero e caffè, preparando  per noi la sua versione di granità al caffé (consuetudine anticamente molto diffusa in diverse regioni del Mezzogiorno d'Italia – Ndt).

     Volevamo essere americani!                                     

    Avevamo come vicine di casa famiglie scozzesi, irlandesi e tedesche. C'erano due chiese cattoliche non lontane da noi, la Chiesa della Sacra Famiglia, frequentata in gran parte da tedeschi e quella di St. Raymond, frequentata dai cattolici irlandesi. Non frequentavamo nessuna delle due chiese e mio padre e mia madre smisero presto di ricevere i sacramenti e di andare a messa. Ma la mamma cantava ancora canzoni dei santi e ci raccontava storie religiose dalla cantina dei suoi ricordi.

                    Sebbene noi considerassimo ancora la nostra famiglia cattolica,

                                      non praticavamo più il cattolicesimo.

    La mamma esortava noi bambini ad andare in chiesa, ma presto seguimmo l'esempio dei nostri genitori. Penso che mia madre fosse condizionata dal suo povero inglese e dalla mancanza di vestiti consoni. Anche se il crocifisso era ancora sui nostri letti e la mamma accendeva le candele della veglia davanti alla statua della Madonna, noi bambini maturammo l'idea che tali cose ormai appartenessero al nostro passato italiano e ora  volevamo essere americani. Con abnegazione e inconsapevolezza ci allontanammo dalla cultura della nostra gente, alla ricerca di qualcosa di nuovo. Per me questa ricerca iniziò nelle scuole pubbliche e nelle biblioteche. C'era una scuola pubblica a mezzo miglio da casa nostra: al numero dodici. Il dottor Condon, il preside, un uomo che nutriva molti interessi, amava vedere i suoi alunni marciare verso scuola al suono del tamburo. Era capace di interrompere le lezioni e di invitare tutti a marciare, con i suonatori di tamburi in testa. In questa scuola c'era la lettura della Bibbia quotidiana, officiata dallo stesso dott. Condon. Imparai ad amare i salmi e i proverbi che ci leggeva, ad ammirare il loro linguaggio poetico. Vicino alla nostra casa su Westchester Avenue c'era la chiesa episcopale di San Pietro e su Castle Hill c'era la canonica. Nell'architettura e nel paesaggio, queste chiese inglesi s'ispiravano alla basilica di San Pietro. I terreni circostanti si estendevano per mezzo miglio o più. In estate raccoglievamo le more e in primavera le violette e la stella di Betlemme. San Pietro era una vecchia chiesa; nel suo cimitero c'erano lapidi con nomi oscurati dalle intemperie. A volte, la domenica pomeriggio, vagavo nel cimitero cercando di riconoscere le persone dai loro nomi. Grazie alla mia costante lettura di libri sulla storia americana pensavo a tutti quei morti come pellegrini, puritani o eroi della guerra civile. Spesso adagiavo su quelle tombe mazzi di fiori, come segno di rispetto per gli uomini e le donne di quel passato americano. Volevo appassionatamente far parte dell'America: come una pianta, stavo cercando di mettere radici.

                      Avevamo tagliato i legami con il nostro passato

                          ed era difficile trovare una nuova identità.

    Il sacerdote di San Pietro, il dottor Clendenning, era un dignitoso e gentile gentiluomo che per strada salutavamo con rispetto mentre camminava o mentre ci recavamo in canonica. Di fronte a San Pietro c'era un edificio per le attività ecclesiastiche ed io ci passavo quan'ero sulla via di ritorno dalla scuola. Vicino c'era la biblioteca di Huntington e feci amicizia con la bibliotecaria.

     Il prototipo dell'uomo americano                               

    Era interessata ai bambini a cui piacevano i libri e fu lei a suggerirmi di frequentare il circolo del cucito pomeridiano presso la parrocchia di San Pietro. A capo di questo circolo c'era Gabrielle Clendenning, la figlia del ministro. Ci incontravamo una volta a settimana, cucivamo e cantavamo. Fu qui che per la prima volta imparai canzoni semplici come "Onward, Christian Soldiers" e "Rock of Ages Cleft for Me". Gli altri bambini erano soliti attraversare la strada prestando servizi in chiesa. Decisi di unirmi a loro in questo perché mi consideravo cattolica, anche se in realtà ero consapevole di non avere quasi nessun legame con la mia Chiesa. Spiegai a Miss Gabrielle che ai cattolici non era permesso frequentare nessun'altra chiesa. Sembrava capire e non obiettò o discusse mai con me al riguardo. Quando i bambini tornavano dai servizi, prendevamo thè e biscotti. Era una compagnia molto piacevole. Spesso Gabrielle Clendenning invitava i bambini a cavalcare con lei sul suo carretto da pony. Per me era un'esperienza eccezionale; significava essere accettata tra le persone che amavo. La madre di Gabrielle, mi disse la bibliotecaria, era la figlia di Horace Greeley. Non sapevo chi fosse Horace Greeley, ma mi disse che era stato un famoso editore e un patriota americano. Ricordo questa famiglia come apportatrice di un'influenza salutare sul nostro vicinato. Rispecchiavano quel che consideravo il prototipo dell'uomo americano. La vita in quella piccola comunità era pacifica. Il nostro quartiere era pieno di persone che si rispettavano a vicenda nonostante le differenze di razza o religione. Non eravamo consapevoli delle differenze ma della gentilezza reciproca. Il signor Weisman, il farmacista e la signora Fox, i proprietari del negozio di dolciumi, i McGraths, i Clendennings e i Visonos, vivevano tutti insieme senza alcun pregiudizio di ostilità o disuguaglianza. Abbiamo accettato le nostre differenze e abbiamo rispettato ogni persona per le sue qualità. Era un buon posto dove crescere un figlio.

     Un viscerale amore per la lettura e un anno nero   

    Diversi anni prima che mi diplomassi alla scuola pubblica, al civico dodici, era scoppiata la Prima Guerra Mondiale. Diventai un'avida lettrice di giornali. Leggevo la raccapricciante propaganda che caricava i tedeschi di atrocità. La mia immaginazione fu stimolata al massimo. Dopo di allora, non persi mai l'abitudine di leggere il giornale. E ciò che lessi lasciò la sua impronta su di me. Nell'autunno del 1916 ero pronta per l'Evander Childs High School. Ma per un anno non potei iscrivermi,

                                         fu un anno duro e terribile per me.

    Stavo tornando a casa sulla carrozza un caldo giorno di luglio e stavo salutando il conducente. D'un tratto la carrozza si fermò e non so cosa sia successo dopo, ma fui scaraventata in strada e il mio piede sinistro andò sotto le ruote del carro. Non svenni. Soggiacqui lì in strada finché mio padre non accorse: mi prese in braccio e con le lacrime che gli rigavano il viso, mi portò da un medico. Quando arrivò l'ambulanza, mi venne un gran dolore, ma il dottore che si sedette accanto a me fu così gentile che non volli arrecargli particolare disturbo. Scherzammo insieme fino al Fordham Hospital. Mentre mi portavano dentro, svenni. Quando tornai cosciente c'era l'odore dell'etere e un dolore che mi attraversava senza pietà. L'espressione sul volto di mia madre, seduta accanto a me mi disse che era accaduto qualcosa di estremamente grave:

             quello stesso giorno seppi che il mio piede sinistro era stato amputato.

    La mamma giunse all'ospedale con gran premura, carica di arance e fiori e qualsiasi cosa pensava potesse interessarmi. Era un'estate calda e afosa. Ci fu uno sciopero dei mezzi pubblici e mia madre dovette percorrere molte miglia fino all'ospedale. Durante quell'anno terribile non salto mai neppure un giorno di visita. È stato un momento amaro per me. Ero nel reparto femminile, perché ero alta per la mia età. Vidi molte donne morire nella sofferenza. Fui particolarmente colpita da una vecchia signora, che venne all'ospedale con un'anca rotta e morì di cancrena dopo che le ebbero amputato la gamba. Quella notte e per molte notti successive non riuscii a dormire. La mia ferita non si rimarginava bene. Stavo in quell'ospedale da quasi un anno: trattamento dopo il trattamento, operazione dopo operazione, con pochi miglioramenti. Cinque volte fui portata in sala operatoria; per cinque volte annusai l'odore nauseante dell'etere. Il massimo della desolazione fu quando giunse il giorno di apertura della scuola e vidi dalla finestra dell'ospedale i bambini che passavano con i libri in braccio. Ero così triste che il giovane Dr. John Conboy si fermò a chiedere cosa c'era che non andava. "Oggi avrei iniziato il liceo", gli dissi tra le lacrime. "Ora resterò indietro con il latino!". Il latino era la materia che preferivo più di ogni altra. Per me era il simbolo di una vera educazione. Quel pomeriggio il dottor Conboy mi portò la grammatica latina che aveva usato al college e promise di aiutarmi. Iniziai subito a studiarla. Durante il tempo della mia degenza in ospedale mi registrai come "cattolica", ma  non vidi mai nessuno dalla mia Chiesa. Ogni tanto un prete entrava nel reparto, ma io ero troppo timida per chiamarlo. Comunque, arrivarono la dottoressa Clendenning e Gabrielle, e loro mi scrissero delle lettere. Una volta la dottoressa Clendenning mi portò un piccolo libro di poesie e detti religiosi. Sulla copertina bianca c'erano fiori, e il frontespizio era una riproduzione di "The Gleaners" (le spigolatrici) con il titolo: Palette d'Or (tavolette d'oro). Lessi e rilessi quel libro.

     Il ritorno a casa e la morte di Katie                          

    Quando fu evidente che le operazioni chirurgiche non erano altro che dolore, la mamma decise di portarmi a casa. Trascorsi i successivi sei mesi nella fattoria e la mamma si prendeva cura di me. Andati in giro con le stampelle fin quando non fu possibile applicare sul mio piede una protesi. Un medico specializzato in medicina generale veniva a casa nostra per curarmi una volta a settimana, perché l'operazione non era stata ben fatta e le ferite guarivano lentamente.

                     Passai la maggior parte del mio tempo a leggere e scrivere poesie

                               e a coltivare il mio rapporto d'amicizia con mia madre.

    Ero così felice di essere lontana dall'ospedale che mi sentivo quasi contenta. Durante questo periodo la nostra famiglia subì numerosi lutti.

                                      Mia sorella Katie perse il suo secondo figlio

                       e non molto tempo dopo morì colpita dall'epidemia influenzale.

                   Mamma soffrì terribilmente e i suoi capelli castani divennero bianchi.

    Mi faceva male vederla soffrire così. I suoi figli si erano sposati ed erano andati via da casa; una figlia era morta, l'altra era invalida. Durante quel periodo, costretta in casa, passai la maggior parte del mio tempo a leggere. Mia madre mi portava libri dalla biblioteca locale e lessi anche la pila di quelli lasciati a casa nostra dai Munns. Poiché quella famiglia era stata metodista, i libri includevano una varietà di innari, vecchie bibbie, commenti e le prediche di John Wesley. C'era anche la copia di un libro di Sheldon intitolata In His Steps, che destò in me una profonda impressione. Le vecchie Bibbie sulle quali studiavo, contenevano illustrazioni affascinanti. Mi piacevano i sermoni di John Wesley. Ancora oggi la sua robustezza mi conforta, così ferma e dritta come le querce inglesi sotto le quali stava in piedi per parlare alla sua congregazione. In questi vecchi libri consunti, c'era naturalmente molta della semplicità del Vangelo e da loro elaborai una piccola preghiera che non lasciai mai più. Anche quando non ci credevo più, ne ripetevo spesso le parole come si fa con la poesia preferita. Questa preghiera, ispiratami dai libri di John Wesley, recitava così: "Caro Dio, salva la mia anima e perdona i miei peccati, per amore di Gesù Cristo. Amen!" (continua…).

    Bella Dodd / New York 1954

    Traduzioni dall'originale "The School of Darkness" a cura di Sergio Basile / Qui Europa

    N.B.: i titoli dei sottoparagrafi sono stati aggiunti dal traduttore e non sono presenti

    nella versione originale in lingua inglese

    (Copyright © 2018 Qui Europa) partecipa al dibattito: infounicz.europa@gmail.com 

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     The School of Darkness – By Bella Dodd – PDF    

    THE SCHOOL OF DARKNESS – BY BELLA V DODD – PDF

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    Casaleggio, la Rete e il Nuovo Ordine Democratico

    Sabato, 28 luglio / 2018 – di Roberto Pecchioli e Sergio Basile –  Redazione Quieuropa, Roberto Pecchioli, Casaleggio,  Movimento, M5S,  Jean Jacques Rousseau   Casaleggio, la Rete e il Nuovo Ordine Democratico L'ultima fase della rivoluzione "democratica", sotto il marchio del solito Rousseau di Roberto Pecchioli e Sergio Basile   Premessa a cura di Sergio Basile   […]

    27 luglio 2018Commenti disabilitati

     

    Il Piano Dulles, la P2, Berlusconi e il ’68

    Il Piano Dulles, la P2, Berlusconi e il ’68

    Venerdì, 6 luglio / 2018  – di Sergio Basile –  Redazione Quieuropa, Sergio Basile, Silvio Berlusconi, Piano Dullas, 1968,  rivoluzione,  Sbarco  Il Piano Dulles, la P2, Berlusconi e il '68 Il Piano Dulles e gli eredi del Sessantotto: il piano massonico di sovversione dei costumi italiani attraverso i media, dallo sbarco in Sicilia ai giorni nostri […]

    Piano Kalergi e convergenza tra europeismo e comunismo

    Piano Kalergi e convergenza tra europeismo e comunismo

    Martedì, 26 settembre/ 2017  di Sergio Basile  Redazione Quieuropa,  Sergio Basile, Piano Kalergi, Comunismo, Europeismo, Massoneria  Piano Kalergi e convergenza tra europeismo e comunismo  Kalergi, Lenin e Trotsky: stessa anima, stessi obiettivi                               “Esiste anche un'altra alleanza               […]

    Il Piano Kalergi – Origini, intrecci, retroscena e panacee alla disintegrazione dell’Europa

    Il Piano Kalergi – Origini, intrecci, retroscena e panacee alla disintegrazione dell’Europa

    Domenica, 24 settembre/ 2017  di Sergio Basile  Redazione Quieuropa,  Sergio Basile, Piano Kalergi, Lionel George Curtis, Mondialismo, Europa  Il Piano Kalergi – Origini, intrecci, retroscena e panacee alla disintegrazione dell'Europa Analisi logica del complotto per la Paneuropa e dei suoi uomini chiave   di Sergio Basile                          […]

    Piano Kalergi, magliette rosse e immigrazionismo

    Piano Kalergi, magliette rosse e immigrazionismo

    Mercoledì, 11 luglio / 2018  – di Sergio Basile –  Redazione Quieuropa, Sergio Basile,  Piano Kalergi, Piano Dulles, Kalergi, protesta, magliette rosse   Piano Kalergi, magliette rosse e immigrazionismo: i disegni occulti dei seguaci dell'europeismo Profilo dei delfini dell'europeismo e crimine della paneuropeizzazione   di Sergio Basile                   […]

    Moneta-debito, strategie bancarie, crisi: tutto nei Protocolli di Sion

    Moneta-debito, strategie bancarie, crisi: tutto nei Protocolli di Sion

    Domenica, 27 maggio/ 2018 – di Sergio Basile  –  Redazione Quieuropa, Sergio Basile, Kolbe, Protocolli dei Savi di Sion, moneta-debito, banche  Moneta-debito, crisi economiche e strategie bancarie: tutto nei Protocolli di Sion Il caos economico imperante sarebbe una delle prove maggiori  dell'autenticità del documento più sovversivo della storia   di Sergio Basile, Presidente Sete di Giustizia           […]

    Kolbe e i Protocolli di Sion: il libro fondamentale della massoneria

    Kolbe e i Protocolli di Sion: il libro fondamentale della massoneria

     

    Sabato, 26 maggio/ 2018 – Articolo estratto da Chiesa viva n° 125 / Premessa a cura di Sergio Basile  –  Redazione Quieuropa, San Massimiliano Kolbe, Protocolli dei Savi di Sion, massoni, sionismo  Padre Kolbe e i Protocolli dei Savi Anziani di Sion: il libro fondamentale della massoneria Nei Protocolli è rimarcata la strategia farisaica dell'ebraismo: utilizzare la massoneria e […]

    25 maggio 2018Commenti disabilitatiRead More

    Islam e Scontro tra civiltà – Mazzini, Pike e la Pianificazione Massonica del terzo caos mondiale

    Islam e Scontro tra civiltà – Mazzini, Pike e la Pianificazione Massonica del terzo caos mondiale

    Sabato, Febbraio 21st / 2015     – di Sergio Basile – Redazione Quieuropa, Albert Pike, Giuseppe Mazzini, Massoneria, Lucifero, Scontro tra civiltà, Jacob Bohme, Swedenborg, Saint-Martin, Epiphanius, William Guy Carr, Sistema Bancario Internazionale, Cabala, Satana, sterco del demonio, moneta-debito, Giudeo massoneria e Nuovo Ordine Mondiale  L'attuale scontro fomentato tra civiltà e religioni pianificato in 2 lettere del 187o e '71 La confessione […]

    Il piano giudeo-massonico di asservimento planetario nella lettera di Baruch Levy a Karl Marx

    Il piano giudeo-massonico di asservimento planetario nella lettera di Baruch Levy a Karl Marx

    Giovedì, 12 ottobre / 2017             – Lettera di Baruch Levy (rabbino) a Karl Marx –                             Documento ritrovato nel 1888       pubblicato in "La Revue de Paris – 1° giugno 1928 – Pag. 574                 […]

    Comunismo Occulto – Prima Parte

    Comunismo Occulto – Prima Parte

     Lunedì, Settembre 28th, 2015 – di Alain Kérizo – Traduzione dall'originale francese Sous le Signe du Scorpion… («Sotto il Segno dello Scorpione…»), a cura di Paolo Baroni. Articolo apparso a puntate sulla rivista Sous la banniére, nn. 84, 85, 86, 87, da luglio 1999 a febbraio 2000. Reperibile alla pagina web http://www.barruel.com/scorpion.html Redazione Quieuropa,  Jüri Lina, Alain Kérizo, Comunismo, Occultismo, Sovversione satanica, Massoneria, Alain Kerizo, […]

    Comunismo Occulto – Seconda Parte

    Comunismo Occulto – Seconda Parte

     Mercoledì, Settembre 30th, 2015 – di Alain Kérizo – Traduzione dall'originale francese Sous le Signe du Scorpion… («Sotto il Segno dello Scorpione…»), a cura di Paolo Baroni. Articolo apparso a puntate sulla rivista Sous la banniére, nn. 84, 85, 86, 87, da luglio 1999 a febbraio 2000. Reperibile alla pagina web http://www.barruel.com/scorpion.html Redazione Quieuropa,  Comunismo, Occultismo, Sovversione satanica, Massoneria, Alain Kerizo, Centro San Giorgio, […]

    Comunismo Occulto – Terza Parte

    Comunismo Occulto – Terza Parte

    Giovedì, Ottobre 8th, 2015 – di Alain Kérizo – Traduzione dall'originale francese Sous le Signe du Scorpion… («Sotto il Segno dello Scorpione…»), a cura di Paolo Baroni. Articolo apparso a puntate sulla rivista Sous la banniére, nn. 84, 85, 86, 87, da luglio 1999 a febbraio 2000. Reperibile alla pagina web http://www.barruel.com/scorpion.html Redazione Quieuropa,  Comunismo, Occultismo, Sovversione satanica, Massoneria, Alain Kerizo, Centro San Giorgio, […]

    Comunismo Occulto – Quarta Parte

    Comunismo Occulto – Quarta Parte

    Mercoledì, Gennaio 13rd, 2016 – di Alain Kérizo – Traduzione dall'originale francese Sous le Signe du Scorpion… («Sotto il Segno dello Scorpione…»), a cura di Paolo Baroni. Articolo apparso a puntate sulla rivista Sous la banniére, nn. 84, 85, 86, 87, da luglio 1999 a febbraio 2000. Reperibile alla pagina web http://www.barruel.com/scorpion.html Redazione Quieuropa,  Comunismo, Occultismo, Sovversione satanica, Massoneria, Alain Kerizo, Centro San Giorgio, Paolo […]

    Comunismo Occulto – Quinta Parte

    Comunismo Occulto – Quinta Parte

    Domenica, Gennaio 17th, 2016 – di Alain Kérizo – Traduzione dall'originale francese Sous le Signe du Scorpion… («Sotto il Segno dello Scorpione…»), a cura di Paolo Baroni. Articolo apparso a puntate sulla rivista Sous la banniére, nn. 84, 85, 86, 87, da luglio 1999 a febbraio 2000. Reperibile alla pagina web http://www.barruel.com/scorpion.html Redazione Quieuropa,  Comunismo, Occultismo, Sovversione satanica, Massoneria, Alain Kerizo, Centro San Giorgio, Paolo […]

    Affinità Elettive tra Ebraismo e Massoneria

    Affinità Elettive tra Ebraismo e Massoneria

    Lunedì,  Settembre 1st/ 2014 – A cura di Paolo Baroni, Centro San Giorgio e Redazione Quieuropa – Iniziativa di Libero Confronto, Pensa e Scrivi di Quieuropa Redazione Quieuropa, Paolo Baroni, Centro San Giorgio, Ebraismo, Massoneria, Affinità elettive, Léon de Poncis, bolscevismo, socialismo, Abramo Lincoln, Adam Weishaupt, diede vita alla "Setta degli Illuminati", in data 1° Maggio 1776), guerra civile americana, Padre Massimiliano […]

    Le radici occulte del Socialismo

    Le radici occulte del Socialismo

    Lunedì, 10 Ottobre/ 2016    di Jean Vandamme  Redazione Quieuropa, Jean Vandamme, Paolo Baroni, Centro Sa Giorgio, Socialismo, origini occulte, Massoneria, Governo Globale  Le radici occulte del Socialismo Gli iniziati detro ogni ideologia: apparentemente si combattono, ma il fine è lo stesso, la creazione di un unico governo mondiale, la Repubblica Massonica Universale. Il regno dell'anticristo da contrapporre […]