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  • I maestri della distruzione: rapporto tra moneta-debito e immigrazione

    I maestri della distruzione: rapporto tra moneta-debito e immigrazione

    Mercoledì, 20 giugno / 2018 

    – di Nicola Arena, Sete di Giustizia  

     Redazione Quieuropa, Nicola Arena, radici cristiane, Unione europea, dissoluzione, d'Alema 

    I maestri della distruzione: rapporto tra

    moneta-debito e immigrazione

    Per risolvere il problema dell’immigrazione dobbiamo

    dare a ogni popolo la proprietà della sua moneta

     

    di Nicola Arena / Sete di Giustizia

    RAPPORTO TRA MONETA-DEBITO E IMMIGRAZIONE

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     I maestri della distruzione delle nostre radici     

    Roma – di Nicola Arena Mentre tutto scorre nell’indifferenza più meschina, vediamo quotidianamente bande di uomini scorrazzare per le vie dei nostri centri storici, distruggendo quel che incontrano nel loro avanzare. Il motivo per cui questa gente sia presente nel nostro territorio fu "candidamente" rivelato fin dal 2011 da Massimo D’alema:

                                nei prossimi venti anni – dichiarava – abbiamo bisogno

                                                     di trenta milioni d’immigrati.

    Ovviamente parlava in nome della sua cerchia di amicizie, non certo in nome del popolo italiano. L'indignazione contro l'iper-immigrazione cresce di giorno in giorno; nel contempo in varie città italiane assistiamo a numerose proteste e violenze contro cittadini italiani da parte degli "ingestibili" ospiti forzati. Il fatto che questa gente sfoghi tutta la sua rabbia contro di noi è inaccettabile, ma è ancor di più inaccettabile il silenzio della magistratura e delle forze politiche di opposizione. Non è possibile che in uno stato indebitato fino al collasso economico, dove migliaia di attività economiche muoiono ogni anno, lasciando a casa centinaia di migliaia di padri di famiglia senza un reddito né un salario, possano arrivare milioni di persone. Chi ha permesso ciò sono gli esponenti di una cultura della morte, della distruzione dell’ordine sociale.

                                  Li possiamo identificare nei loro discorsi senza Dio,

                      a favore dell’eutanasia, degli aborti, dei matrimoni omossessuali,

                della teoria gender nelle scuole, della libertà sessuale senza freni morali,

                                e nelle manifestazioni organizzate come i gay pride.

    Sono usciti allo scoperto “finalmente”! E sono gli stessi che hanno portato la nostra Patria nell’euro, facendoci vivere momenti bui inaspettatamente tristi. Questo tipo di Unione Europea, basata unicamente su una banca centrale privata che emette un’unica moneta rigorosamente a debito dei popoli del Vecchio Continente, non può essere e non deve essere l’unico paradigma di vita possibile. Non è accettabile perdere duemila anni di storia fatta di enormi sacrifici e conquiste sociali pagate a caro prezzo.

          Chi opera per la distruzione delle radici culturali e religiose italiane ed europee

                                       sono persone che non amano il prossimo

                  e dalle quali bisogna iniziare a difendersi prima che sia troppo tardi.

     Quattro criminali malati di mente                          

    Riprendiamoci le chiavi di casa per troppo tempo lasciate in mano a persone indegne di rappresentarci. Un politico è eletto per fare gli interessi del popolo, per questo è pagato. Invece i politici di qualsiasi schieramento di governo della cosiddetta seconda repubblica, hanno creato una spaventosa crisi di valori, confondendo con la menzogna la mente del popolo. La Menzogna è amplificata dai mezzi d’informazione al servizio del crimine mondiale. Occorre una rivoluzione culturale unica nella storia, mai vista prima d'ora. E’ necessario che la gente non scenda in piazza per protestare confusamente ed inutilmente, ma si concentri a studiare le cause che stanno determinando l’invasione e la perdita della nostra Patria, della nostra sovranità. Eravamo la quinta potenza mondiale economica negli anni sessanta e lo siamo stati fino agli inizi degli anni duemila. Abbiamo avuto eccellenze in tutti i campi produttivi, nelle scienze, nelle arti, nella letteratura, nella politica.

                                           Possibile che un paese così glorioso

                      debba finire nelle mani di quattro criminali malati di mente?

    I mercanti di uomini al soldo delle cooperative rosse e delle ONG mondialiste hanno messo in moto la macchina organizzativa logistica, una sorta di ufficio di collocamento delle “risorse” umane a basso profilo e prezzo.

     Basso profilo                                                                 

    In una lettera indirizzata alle aziende della provincia di Treviso, la cooperativa Nova Facility promuoveva un’offerta di lavoro davvero conveniente e a poco prezzo. Un estratto della lettera citava così: “Si tratta di ragazzi umili, volenterosi e gentili con un’ottima resistenza fisica e che non avanzano alcuna pretesa economica”. Sono arrivate queste lettere in varie aziende della provincia di Treviso nelle quali si precisava che queste “risorse” a basso profilo e basso costo, non avanzano alcuna pretesa né a livello remunerativo né per quanto riguarda le turnazioni. Stiamo assistendo a una vera e propria disfatta dei diritti dei lavoratori, che credevamo ormai acquisiti nell’ultimo secolo.

                                        Ci si chiede dove sia la magistratura.

                      E i sindacati che fine han fatto? Quali diritti difendono?

                               E’ il mondo dell’assurdo, dove il caos avanza.

    La gente è disorientata e si rifugia mettendo la testa sotto la sabbia. La cooperativa in questione, una delle tante disseminate nella nostra amata patria, propone uno stipendio mensile di quattrocento euro alle condizioni anzidette. E il business della cosiddetta “accoglienza” cresce. Questi esseri umani sono importati per svolgere lavori faticosi, umili e senza diritti. Altri vengono lasciati scorrazzare con le tasche piene di euro e le onnipresetti cuffie per i nostri centri storici, lasciati a vagabondare vergognosamente.

             In tutti i casi esaminati si tratta di pesanti lesioni dei diritti umani

                          (dei sottopagati-schiavi, degli italiani invasi

              e dei novelli vagabondi strappati alle loro nazioni natie – Ndr).

     Come l'acqua per i pesci                                               

    E poi, in aggiunta, è giusto chiedersi: come potrebbero competere i cittadini italiani rispetto a queste nuove “risorse”? Le alternative sono due: adeguarsi o cambiare paese. Il ciclo delle emigrazioni continua. Come affermava il grande Professor Giacinto Auriti: "I vertici bancari mondiali trattano da sempre l’umanità come se fosse bestiame d’allevamento. Questi vertici sanno che il denaro per gli uomini è come l’acqua per i pesci, nei periodi di siccità si spostano dalle zone aride alle pozze d’acqua. Su questa regola i banchieri del 1800 hanno trasferito milioni di persone dall’Europa all’America del nord, creando rarità monetaria in Europa e abbondanza di moneta in America".

     L'evoluzione del negriero                                             

    Inoltre, a un livello più basso, milioni di persone sono state spostati dal continente africano a quello americano, attraverso l’oceano, su navi negriere. A quel tempo gli schiavi erano trasportati in catene, oggi invece i viaggi sono organizzati attraverso il trasporto terrestre con pullman e poi con mezzi galleggianti, pronti a essere trasbordati nelle numerose navi delle organizzazioni non governative (ONG), supportati da navi da guerra su indicazione dei governi. Allo stesso tempo milioni d’italiani ben formati professionalmente e spesso laureati vengono “accettati” dai paesi dell’Europa settentrionale, che si trovano ad avere vere risorse culturali e professionali a costo zero.

                                              La sostanza è sempre la stessa,

                          abbattere i salari proponendo "nuove offerte di lavoro"

                              da parte di paesi tenuti in povertà condizionata

                                    attraverso il perverso sistema del debito.

     Una guerra di proprietà, una guerra di religione    

    Per risolvere il problema dell’immigrazione noi dobbiamo dare a ogni popolo la proprietà della sua moneta. E' giusto dare l’ospitalità cristiana, come ci insegna il Vangelo, poi però, superata questa fase, bisogna dare agli "ospiti" il diritto e la gioia di poter ritornare nella propria terra d’origine; per farlo ciascuno deve appropriarsi della sovranità monetaria. Pertanto ogni popolo deve mettersi contro gli interessi privatistici ed egoistici della rispettiva banca centrale. Solo quando la proprietà della moneta sarà tolta dalle mani dei grandi usurai e restituita ai popoli, si potrà avere un mondo di pace e i vertici bancari la smetteranno di trattare gli esseri umani come bestiame d’allevamento. Occorre tanta preghiera per respingere questi attacchi satanici contro gli esseri umani e le nazioni. Quest’articolo non si preoccupa di apparire esagerato,

                  perché questa ancor prima che una guerra economica e sociale

     è una guerra di religione, fra i banchieri adepti del dio denaro e l’umanità intera.

                                             L'umanità per sopravvivere

               deve togliere ai banchieri privati la possibilità di emettere denaro,

                     se non lo fa vedrà cadere esanimi molti, moltissimi uomini,

                                     dissanguati in un caos senza precedenti.

    Nicola Arena (Copyright © 2018 Qui Europa)

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  • La vergogna mondialista continua: Sanzioni Ue alla Siria per il 7°anno

    La vergogna mondialista continua: Sanzioni Ue alla Siria per il 7°anno

    Martedì, 29 maggio/ 2018

    – di Sergio Basile  –

     Redazione Quieuropa, Sergio Basile, Siria, Sanzioni, Unione europea, strategia mondialista    

    La vergogna mondialista continua – Sanzioni Ue

    alla Siria per il 7° anno

    Chi ha il coraggio di definirsi ancora europeista?

    L'Unione europea ha rinnovato le sue sanzioni economiche contro la

    Siria per il settimo anno consecutivo, infierendo su un popolo

    dilaniato dalla guerra e dalla fame

     

     

    di Sergio Basile

    SANZIONI UE CONTRO LA SIRIA PER IL 7° ANNO

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Sanzioni Siria – La vergogna mondialista          

    Bruxelles – di Sergio Basile – L'Ue nelle scorse ore ha rinnovato, per il settimo anno consecutivo, le sue sanzioni contro la Siria e il Consiglio Ue ha aggiornato nel suo elenco "nero"  le informazioni sensibili relative a "soggetti particolari", reputati "a rischio democrazia", e ad entità giuridiche da tempo sotto osservazione. La lista ora comprende 259 persone e 67 entità  poste sotto divieto di espatrio e blocco dei beni. I nuovi soggetti aggiunti alla lista sarebbero stati individuati, secondo Bruxelles, per il loro ruolo nell'uso di "armi chimiche", come è avvenuto per le 4 persone inserite all'elenco delle sanzioni in data 19 marzo 2018.

                               Nella giornata di ieri, 28 maggio 2018,

    il Consiglio ha prorogato le misure restrittive dell'UE nei confronti del regime siriano

                                       fino al 1 ° giugno 2019.

    "Data la repressione in atto sulla popolazione civile – si legge nel comunicato ufficiale dell'Unione – l'UE ha deciso di mantenere le sue misure restrittive nei confronti del regime siriano e dei suoi sostenitori, in linea con la strategia dell'UE sulla Siria". Più in generale, le sanzioni attualmente in vigore contro la Siria includono un embargo petrolifero, restrizioni su alcuni investimenti, il congelamento dei beni della banca centrale siriana detenuti nell'UE, restrizioni all'esportazione di attrezzature e tecnologia che – secondo il consiglio Ue – "potrebbero essere utilizzate per la repressione interna e su apparecchiature e tecnologia per il monitoraggio o l'intercettazione di comunicazioni Internet o telefoniche". Ma questi beni e strumenti di prima necessità non sono utilizzati, così come avviene in Occidente e nel resto del mondo, anche dalla gente comune? Da anziani, donne e bambini? A Bruxelles queste banali domande non se le pongono da lunghi anni.. secoli! Come mai?

     Il massimo dell'ipocrisia                                    

    Malgrado l'ennesimo pesantissimo crimine mondialista palesato contro la dignità del popolo siriano (vera vittima delle sanzioni) il massimo dell'ipocrisia "giuridica" emerge dalla seconda parte del comunicato del Consiglio europeo:

                    "L'UE rimane impegnata a trovare una soluzione politica

                               duratura e credibile al conflitto in Siria,

    come definito nella risoluzione 2254 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite

                                e nel comunicato di Ginevra del 2012.

            Come indicato nella strategia UE sulla Siria adottata nell'aprile 2017, 

               e riaffermato nella conclusione del Consiglio del 16 aprile 2018.

    L'Unione europea ritiene che non vi può essere alcuna soluzione militare al conflitto

             e sostiene con forza il lavoro dell'inviato speciale delle Nazioni Unite".

     La testimonianza delle suore trappiste siriane      

    Come hanno ricordato in più sedi le suore trappiste di siriane, vere apostole di pace e giustizia nella martoriata Siria, l'Ue nella sua "strategica azione in difesa del popolo siriano" sembra non capire che

                           «La speranza non si uccide solo con il fucile,

                                     ma anche con le sanzioni».

    Le misure rinnovate, privano l'intero popolo, per l'ennesima volta, della propria dignità e del necessario per vivere, costringendolo in condizioni sovraumane di miseria e sofferenza. Insomma una guerra mascherata e altrettato sanguinosa – che si accompagna impietosamente alla vera guerra di aggressione militare – che va avanti da sette infiniti anni. Ecco di seguito, molto interessante e degna di nota, la risposta delle suore all'ennesima criminosa ingerenza europiesta:

        "Si sa benissimo che queste misure non colpiscono affatto chi è al potere.

                   Le sanzioni colpiscono la gente, ed in modo durissimo…

    Niente materie prime per lavorare, niente medicinali, anche per le malattie gravi

        Tutto carissimo, i prezzi degli alimenti sono arrivati a dieci volte tanto…

         Senza lavoro, in un paese in guerra, dilaga la violenza, la delinquenza,

               il contrabbando, la corruzione, la speculazione, l’insicurezza.

              Questi, sono i frutti delle sanzioni.. La gente non ne può più".

     Tutto ciò è davvero senza senso…                         

    Continuano le suore: “E' proprio questo che si vuole con le sanzioni: esasperare la gente perché faccia pressione sul governo. Benissimo? E chi lo vuole? .. Otto anni di sofferenza della gente, anni di vita tirata con i denti… Provate a immaginare quanti sono otto anni per un bambino in crescita? Quanto importanti? E’ possibile pensare di usare anni di sofferenza della gente per ottenere un risultato politico, strategico? mascherandolo poi come il bene vero della gente stessa? No, non è proprio possibile. E se non sappiamo trovare altri strumenti, allora siamo veramente  indegni di chiamarci "paesi civili".. (cioè, paesi che dovrebbero avere a cuore le sorti del popolo!!!!)  E poi si continuano a mandare soldi, aiuti.. E di questo, va detto con sincerità, qui tutti sono davvero grati, perché l’Occidente sa essere davvero molto generoso. Voi stessi che leggete, sì, tante volte avete aperto il cuore". 

    "Ma non è assurdo? Non sarebbe meglio creare lavoro, creare opportunità ?

             Fermare le speculazioni che aumentano a dismisura i costi?

                      Far ripartire la vita, ed investire in progetti? "

                                   (suore trappiste siriane)

     L'amara verità                                                       

    Alla luce dell'ennesimo comunicato europeo sulla "necessità e bonta" delle sanzioni contro il "regime (popolo) siriano" e sulla scorta dello sfogo delle suore trappiste, impegnate in prima linea in difesa dei più deboli, per missione e vocazione, possiamo concludere amaramente che

             il reale obiettivo del mondialismo europeista incarnato dal Consiglio,

                          e dalle menti oscure che ne orientano la mano

                è quello di disintegrare il popolo siriano e non quello di aiutarlo.

             Popolo in gran parte reo – fino a prova contraria – di essere cristiano

    o, comunque, non fanatico o allineato a quel movimento globale, pseudo-religioso,

      che vorrebbe asservire l'intera umanità ad un impero unico su scala planetaria,

                    a trazione giudaico-massonica e a avocazione anti-cristiana.

    Ormai quasi tutti i paesi arabi e mediorientali sono stati asserviti alla causa mondialista,

           inutile nascondersi dietro inutili e ridicoli comunicati "politiamente corretti".

                       La realtà dei fatti è ciò che conta, e i fatti "parlano chiaro".

                  Le chiacchiere e i "buoni" propositi di facciata dell'Ue stanno a zero!

     Chi ha il coraggio di definirsi ancora europeista?    

    Ovviamente in Italia, nei salotti tv dei canali mainstream, come nei Tg di regime, tutto tace da anni. Nessuno osa uscire dai solchi filo-atlantisti e l'inversione della realtà, anche sulla questione siriana, è totale: passano gli anni dall'inizio dell'aggressione militare – sono 8 – si rinnovano le sanzioni – sono 7 – ma tutto procede secondo copione. Se non bastasse la politica monetaria avallata dall'Ue contro 530 milioni di europei; se non bastassero le leggi contro la famiglia naturale e le politiche al lavoro; se non bastasse l'aver rinunciato forzatamente alle nostre sovranità (politiche, alimentari, monetarie, finanziarie, agricole, biologiche, mediche, ecc..) questa esposta, potrebbe essere la prova regina per convincere anche gli europeisti più illusi del totale fallimento del progetto Ue: un piano mondialista nato contro l'uomo, la sua anima e la sua dignità. Chi ha il coraggio di definirsi ancora europeista?

     Sergio Basile (Copyright © 2018 Qui Europa)

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  • Come per gli ultimi giorni di Costantinopoli – Ius soli e altri accidenti

    Come per gli ultimi giorni di Costantinopoli – Ius soli e altri accidenti

    Mercoledì, 12 luglio/ 2017 

    Roberto Pecchioli

     Redazione Quieuropa,  Roberto Pecchioli,  Gli ultimi giorni di Costantinopoli,  rivoluzione , Ius soli 

    Come per gli ultimi giorni di Costantinopoli

    – Ius soli e altri accidenti

    La nazione probabilmente capitolerà come avvenne per Costantinopoli,

    ma la civilizzazione della morte, presto, si spegnerà inevitabilmente

    e sarà il giorno di un'alba nuova e splendente

     

    di Roberto Pecchioli

    IUS SOLI

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Come per gli ultimi giorni di Costantinopoli       

    Roma – di Roberto Pecchioli  Narrano le storie che i dotti teologi bizantini amassero discettare del sesso degli angeli. Tale attitudine non cessò, sembra, neppure durante l’assedio di Costantinopoli da parte di Maometto II, che pose fine al millenario impero romano d’Oriente nel 1453. Poi entrò il nemico, celebrò il suo trionfo, consumò le sue vendette e la superba Bisanzio cambiò pelle, ed è ora Istanbul, culla del mondo turco e antica capitale ottomana. Nulla di insolito, dopotutto: già Tito Livio commentò così la fine e la distruzione di Sagunto, storica alleata dei Romani accerchiata da Annibale: dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur,

                       mentre a Roma si discute, Sagunto è espugnata.

    Sono gli ultimi giorni di Costantinopoli, la situazione è grave, ma non seria, come direbbe Ennio Flaiano. L’Italia sta per esalare gli ultimi respiri, già rantola, ma tutto prosegue come prima:

                       il governo regala 17 miliardi al sistema bancario,

                    Renzi fa il finto gradasso con le istituzioni europee,

         Minniti e Gentiloni non sanno che fare dinanzi all’invasione africana

    Con acuta intelligenza, anzi, un professorone liberal come Luca Ricolfi nega che si tratti di invasione: siamo noi stessi che li portiamo a riva e li accogliamo sul territorio nazionale, di che cosa stiamo parlando? Frattanto, Renzi, dopo aver probabilmente accollato all’Italia l’ondata migratoria dalla quale siamo travolti in cambio di qualche indulgenza dei gerarchi europoidi sulle questioni di bilancio, deve per forza dire o fare “qualcosa di sinistra”. A che servono, altrimenti, i film di Nanni Moretti? Ha scelto lo ius soli, ovvero l’offerta della cittadinanza a chiunque nasca in Italia.

              La nazionalità, come l’abbiamo conosciuta e vissuta da secoli,

                                             forse millenni, è finita.

    Caracalla insegna, la concessione generalizzata della cittadinanza romana determinò la fine dell’Impero Romano (assieme alla demonetizzazione del bacino del Mediterraneo, dovuta alla moneta convenzionale carica di debito e interessi diffusa dagli speculatori ebrei nei territori dell'Impero Romano – Ndr) , una istituzione ben più seria, potente e strutturata del fragile Stato italiano, figlio gracile dell’Ottocento massonico e liberale. Todos caballeros, come per gli algheresi insigniti in blocco da Carlo V, sul cui impero non tramontava mai il sole.

     Ius soli gesto di "civiltà"                                     

    Costantinopoli cede all’invasione, in tanti si affannano ad aprire le porte, agevolare gli assedianti. Lo ha detto Matteo Renzi:

                                       lo ius soli è un gesto di civiltà.

    Tutte le peggiori porcherie alle quali abbiamo assistito e che- ammettiamolo- non siamo riusciti a contrastare, vengono definite “civiltà”. Una magnifica inversione di significati, degna dei chierici bizantini impegnati a determinare il gender dell’epoca, ovvero il sesso di cherubini e serafini. Diritti e civiltà: paroline magiche credute per coazione a ripetere e svuotamento progressivo dei cervelli. Anche l’aborto fu “civiltà”… ma uccidere non è mai un gesto di civiltà.

     Anche Semiramide impallidisce                        

    Probabilmente, quest’affermazione verrà contestata da almeno un esponente della Pontificia Accademia per la Vita (sì, per la vita) fresco di nomina, per il quale l’aborto è lecito sino al quarto mese. Tuttavia, comunque la si pensi, gettare via la vita come un rifiuto da smaltire è segno di degrado, non di civiltà.

                                  La medesima civiltà da settembre,

                            porterà nelle scuole la sessualità deviata

                                   che chiamiamo teoria del gender

                       (la Calabria potrebbe essere la prima regione

                          ad accogliere l'esperimento gender – Ndr)

    un nuovo traguardo che fa impallidire l’egiziana Semiramide, colei che secondo Dante, un italiano del passato remoto, “libito fé lìcito in sua legge”. Nuova confusione, una bomba in più nel cuore di una tardo modernità giunta ai tempi supplementari. La ruota gira, basta sesso degli angeli, ora trattiamo quello dei bambini, e non osiamo immaginare chi salirà in cattedra. Qualcuno ha già istruito i ragazzini delle medie inferiori su come indossare, o calzare (i verbi sono certo imperfetti) un profilattico, con l’aiuto di una carota. Tombola. Comunque, amiamo tanto i bambini che non mettiamo al mondo da imporre vaccinazioni a iosa, ben più di nazioni notoriamente arretrate ed insensibili all’infanzia come Germania ed Inghilterra. Un aiutino a Big Pharma insieme con l’attacco sempre più duro alla patria potestà, anzi alla potestà genitoriale, che è il nuovo sintagma politicamente corretto. E Matteo Renzi, assediato da più parti, deve dire e fare compulsivamente qualcosa di sinistra. Per questo, mentre Costantinopoli soccombe sotto mille colpi, ecco pronta una legge che inasprirà le pene per la “propaganda fascista”. Sarà reato possedere gadget del deprecato ventennio, forse dovremo autodenunciarci e fare pubblica autocritica se possediamo un busto del Duce in salotto, e guai se, salutando un amico, alzeremo troppo il braccio destro (saluto dello zelota.. che poi, stranamente, era familiare anche a corte dei soviet, nella Russia comunista e rivoluzionaria – Ndr) . E’ in agguato la psicopolizia guidata dalla signora Boldrini. Anzi, per lei dovrebbero essere abbattuti monumenti e manufatti attribuiti al fosco regime del trapassato remoto. Addio camionale Genova Serravalle, ruspa sull’ altare della patria, su ponti, edifici pubblici ed intere città. Distruggiamo Fertilia e Torviscosa, Sabaudia e l’Eur. Aboliamo, incidentalmente, anche l’INPS ed espungiamo dai codici ogni legge promulgata dal 1922 al 1945. Ci salveranno, a differenza delle vecchie zie democristiane di Longanesi, i bagnini di Chioggia, nei cui stabilimenti verranno organizzate sacche di resistenza (ohibò!) alla legge in nome dell’ordine, della disciplina e dei produttori di zippi e portachiavi con l’effigie del defunto dittatore. Magnifica e quasi commovente è stata una coraggiosa dichiarazione di uno dei fautori della nuova legge: il fascismo non è un’idea, è un crimine! Oplà, neppure Norberto Bobbio aveva osato tanto, ed è comunque tragico che le idee – anche le peggiori – vengano giudicate con tali criteri. Va da sé che l’islamismo più radicale ha diritto a valutazioni più serene e riflessive. Colpire chi è debole o non esiste è sempre più facile che opporsi a chi è forte ed arrogante. Una bella battaglia contro il fascismo che non c’è non è diversa dalle infinite discussioni del Senato romano su Sagunto. Intanto, Annibale avanzava e distruggeva la città sull’Ebro.

     Divisione, diversione e dittatura…                       

    Divisione più diversione, il tutto approfittando della calura estiva e della propensione di quel che resta del nostro popolo alla vita di spiaggia. Del tutto casualmente – il Fato è un visitatore molto frequente dello Stivale – gli incendi estivi che flagellano varie zone d’Italia potrebbero essere opera della criminalità organizzata, la quale, evidentemente, dell’educazione alla legalità e delle dispute romane se ne stropiccia. Per di più, a Palermo vengono sfregiate e distrutte statue ed immagini di uno degli ultimi eroi civili italiani, Giovanni Falcone. Non importa, le urgenze italiane sono due: lo ius soli e nuove leggi contro i simpatizzanti postumi, veri o presunti, di un governo caduto irrimediabilmente 72 anni fa. Madama Boldrini dice che i partigiani sono infastiditi dai monumenti di quell’epoca. Strano davvero che non se ne siano accorti quando erano giovani, vigorosi e numerosi: adesso i più giovani tra loro hanno almeno 90 anni e non crediamo che la loro priorità sia Piazza della Vittoria a Genova o la Stazione Centrale di Milano.  Ogni tanto, fastidiosi segnali richiamerebbero alla realtà: la disoccupazione non scende, anzi c’è chi dice che sia ben più grave delle statistiche, le banche italiane sono quello che sappiamo, gli ergastolani evadono non dal carcere, ma dai permessi premio loro attribuiti, e tanto altro ancora. In questi giorni un conoscente, pensionato di 66 anni, ex impiegato di una banca che gli ha sottratto il fondo di previdenza (il super manager Passera fecit), ha effettuato la prenotazione per una colonscopia, che gli verrà praticata nel maggio 2018. La stessa persona, il cui reddito è di 1.500 euro mensili, è preoccupata per l’affitto di casa, pagare il quale lo rende praticamente povero, e sa che è del tutto vano fare domanda per un alloggio popolare. Non è straniero, non è abbastanza povero, non è neppure un ex detenuto in difficoltà o un tossicodipendente. In compenso, potrà denunciare i possessori di calendari con il faccione di Mussolini e impedire che la suoneria di qualche telefonino diffonda canzonacce d’epoca. Quanto al merito, perseguitare le idee non è l’anticamera della dittatura, è già dittatura, per cui, usando il loro vocabolario, fascisti sono quelli del governo. Anche in questo ebbe ragione Longanesi in tempi non sospetti, quando affermò che esistevano due tipi di fascisti: quelli propriamente detti, e gli antifascisti. Il dramma è che il polemista romagnolo osservava l’Italia dei primi anni Cinquanta del secolo scorso. Il passato non passa, evidentemente. La querelle sul sesso degli angeli era in fondo più interessante, mentre i voucher adesso si chiameranno libretto famiglia e gli stranieri saranno concittadini. Peggio per loro: non potranno beneficiare degli aiuti previsti da Confindustria, delle corsie preferenziali alle ASL, dovranno pagare per intero i trasporti pubblici e avranno l’opportunità di partecipare a concorsi per duecento posti di infermiere con decine di migliaia di partecipanti. L’alternativa è fare i portapizza con motorino proprio, i portalettere privati e, per i più fortunati, un posto da commesso o cassiere in qualche centro commerciale, con orari incredibili e paghe che la generazione precedente avrebbe rifiutato con tumulti di piazza.

     Comunque vada, avete perduto!                        

    Chissà come fu la vita quotidiana nella Costantinopoli dei tempi ultimi. Probabilmente, non pochi avranno accolto con sollievo l’arrivo di un potere straniero e violento, ma almeno deciso a mettere ordine.

                                            Vedete, signori dello ius soli,

    dei regali miliardari alle banche, del favoreggiamento dell’immigrazione clandestina,

                                dell’incapacità di gestire l’ordine pubblico

                             e di dare lavoro e giustizia alla propria gente:

                                comunque vada, avete perduto.

    Se, come è assai probabile, Costantinopoli sarà conquistata, verrete spazzati via. Se invece i vostri mandanti, a Francoforte, Bruxelles, Washington o Vattelapesca, ne avranno abbastanza di voi- i segnali ci sono tutti- verrete sostituiti senza troppi complimenti. La terza eventualità è la più remota, e riguarda un soprassalto di orgoglio e dignità del popolo italiano. E’ assai improbabile, hanno lavorato bene alla distruzione i vostri padroni, e voi stessi siete stati abili a togliere carne, sangue e cervello alla nostra gente. Tuttavia, la storia, a differenza della natura, talora fa il salto e ribalta il tavolo. A noi resta una sola via: cavalcare la tigre, lavorare affinché questa lunga decadenza giunta all’agonia termini il più presto possibile.

     La civilizzazione della morte si spegnerà         

    Costantinopoli non può durare, non sappiamo se entrerà un nuovo Maometto II o qualcun altro, ma certamente qualcuno interromperà il dibattito sul sesso degli angeli, sui decimali del fiscal compact, sui saluti romani e sulle magnifiche sorti e progressive della società aperta, multiculturale, quella delle nozze invertite, dei genitori multipli, delle madri surrogate , delle igieniche iniezioni letali per i malati , la stessa che insegna ai bambini l’uso del preservativo e li mette in guardia dall’essere maschi o femmine. Magari qualcuno un giorno, probabilmente di pelle più scura degli antichi italiani, saprà anche fermare i barconi, gli scafisti e i loro armatori. Che Dio ci perdoni, ma, ad occhio e croce, nell’anno di grazia 2017, sembra più seria e “nomale” Istanbul rispetto alle mille Costantinopoli del degrado ribattezzato società aperta, libertà, democrazia, diritti. E’ lunga la notte degli esperti del sesso degli angeli. Eppure, in un modo o nell’altro, avrà fine, tornerà un’alba: la civilizzazione della morte si spegnerà inevitabilmente, e come gli ultimi uomini di Nietzsche, anche i pazzi si avvieranno al manicomio spontaneamente.

    Roberto Pecchioli (Copyright © 2017 Qui Europa)

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    Martedì,  26 Luglio/ 2016

     – di Roberto Pecchioli / Premessa e contributi di Sergio Basile –

    Redazione Quieuropa, Roberto Pecchioli, Sergio Basile, Liberal capitalismo, Social Comunismo, Europeismo, Comunitarismo, Ratzinger, Nuovo Ordine Mondiale, Fabian Society, Fabianesimo, Comunismo, Talmudismo, Unione europea, filo-sionismo, Capitalismo Zelig, sharing economy, economia di condivisione, imbroglio liberista 

    Capitalismo Zelig: l'altra faccia mondialista del

    social-comunismo

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    europeo sono figlie "moderne" della stessa mente 

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    di Roberto Pecchioli / e Sergio Basile

     

    Premessa di Sergio Basile, Direttore "Qui Europa"

    Capitalismo, l’altra faccia mondialista del Socialismo

     Premessa – Convergenza tra social-comunismo e liberal-capitalismo    

    Roma – di Sergio Basile – Oggi si parla molto di sharing economy e "consumo collaborativo", quale panacea ai mali della società moderna, globalizzata egoista e accentratrice, senza considerare le pesanti relazioni esistenti tra i fautori della stessa sharing economy e i falsi profeti del social comunismo; cioé la coincidenza sostanziale tra liberal-capitalismo (vero motore delle piattaforme della sharing economy)  e  socialismo, politico ed economico: mostri propinanti un messianismo terreno che vorrebbe ridurre tutto ad economia e materia, bandendo tutte le altre categorie morali e spirituali; chiudendo fuori dalla casa europea il "bene comune" della collettività; obliando le radici spirituali, cristiane, della "Vecchia Europa", che hanno da sempre visto la difesa della proprietà economica come una dei pilastri dello sviluppo. Nella prefazione al libro "Nuovo Disordine Mondiale", di Mons. Schooyans, in data 25 aprile 1997, il cardinal Joseph Ratzinger scriveva: "Sin dagli inizi dell'Illuminismo, la fede nel progresso ha sempre messo da parte l'escatologia cristiana, finendo di fatto per sostituirla completamente.  La promessa di felicità non è più legata all'aldilà, bensì a questo mondoEmblematico della tendenza dell'uomo moderno è l'atteggiamento di Albert Camus, il quale alle parole di Cristo "il mio regno non è di questo mondo" oppone con risolutezza l'affermazione "il mio regno è di questo mondo". Questo Eden terreno, di chiara matrice cabalistico-talmudica, ha di fatto due motori propulsivi, due facce della stessa medaglia, il liberal capitalismo e il social comunismo, entrambe protese all'espropriazione dell'universalità dei beni dei popoli.

     Libero mercato, Stato e Comunitarismo                                                       

    L'espressione del primo mostro è il cosiddetto "libero-mercato", dominato da lobbies e multinazionali (con la devota assistenza della piramide bancaria), mentre il parto del secondo è lo Stato-dio (e  il contestuale capitalismo di Stato): entrambi, dopo le grandi rivoluzioni dell'era moderna, concentrati e controllati da una cerchia di "cosiddetti eletti", alla ricerca folle e compulsiva della realizzazione di un messianismo terreno che non conosce limiti e freni morali. Il punto di contatto ideologico tra i due mostri, aventi un unico corpo "mistico" ed apparentemente posti in antitesi, è il talmudismo giudeo-massonico. Quello "tecnico-politico" è probabilmente il comunitarismo, avente Londra quale incubatrice ideale, assieme a Parigi e Bruxelles quali nuovi centri continentali di accentramento imperialistico. Il Super-stato Ue del TTIP e del TISA (1), infatti, non fa che avallare e difendere questo crimine ideologico bipolare.  Molto illuminante, per la comprensione delle premesse comunitariste all'evoluzione del progetto di accentramento europeista è – suo malgrado – il libro "Il socialismo al bivio: l'archivio di Giuseppe Faravelli, 1945-1950", considerata l'opera di punta di uno dei padri del socialismo italiano ed europeo.

    (1) Vedi qui: TTIP e TISA: i trattati Usa-Ue che uccidono la politica e la sovranità – 1 

    TTIP e TISA: annullamento totale della volontà popolare e legalizzazione del crimine – 2

     L'Ue social-comunista e liberal-capitalista – Le Origini                            

    I carteggi pubblicati in questo volume degli "Annali", dei quali ci occupammo in un articolo del 2014 (2), sono stati conservati da Giuseppe Faravelli e rappresentano una delle più ricche e preziose documentazioni sul socialismo italiano dal 1945 al 1950, vale a dire dalla Resistenza alla Guerra Fredda. Si legge nell'introduzione all'opera: "Attraverso un rapporto epistolare senza reticenze e diplomatismi è possibile ricostruire la trama e le motivazioni profonde dello scontro drammatico all'interno del PSI (allora PSIUP) e della Sinistra sul dilemma autonomia socialista/partito unico socialcomunista, che porterà alla scissione di Palazzo Barberini, e sul dilemma Fronte Popolare/Unità socialista che caratterizzerà il 18 Aprile 1948 e gli anni successivi. In modo particolare è possibile riscoprire (….) i dirigenti del sindacalismo americano  (….)  coinvolti nella partita che ha per posta l'Europa, la collocazione internazionale dell'Italia, le scelte della sinistra, la posizione del sindacato, la fine dell'alleanza antifascista, la possibilità o meno di una "terza via" europea e socialista"Ne "Il Socialismo al Bivio" (Pag. 20) è riportata una lettera di Ernesto Rossi  (politico e giornalista italiano antifascista e radicale) all'amico Giuseppe Favarelli, datata 16 Marzo 1945 ed inviata da Ginevra durante il confino in Svizzera. In essa emerge innanzitutto l'avvenuta fusione tra PC e Socialisti (PS), poi le simpatie per il partito laburista inglese, diretta derivazione della Fabian Society : "se fossi in Inghilterra – confessa Rossi a Favarelli – troverei il mio posto nel partito laburista. Mi trovo completamente d'accordo – continua – col Socialist Vanguard Group che pubblica la rivista "Socialist Commentary" ed ho molta stima per il "New Statesman" e per la "Fabian Society" (3). Dichiarazione d'amore che non lascia molto spazio alle congetture e all'immagiazione.

    (2) Vedi qui: L'Europeismo è la distruzione dell'Europa

    (3) Affiliazione filo-massonico dalla quale nacquero i principali club mondialisti (Table Round), artefici occulti delle attuali legislazioni iperliberiste e globalizzanti

     Dal Comunitarismo al Socialismo, da Kalergi al Manifesto di Ventotene 

    Ne "Il Socialismo al Bivio" spicca tra le altre la figura di primo piano di Ernesto Rossi, tra i padri promotori (con Altiero Spinelli ed Eugenio Colorni) del federalismo europeo, cioè del progetto d'ispirazione massonico-sionista chiamato "Unione europea", ripreso e attualizzato da Kalergi (4), destinato a confluire – in un livello successivo – in un progetto ancor più totalizzante, rigorosamente iper-liberista, chiamato "Stati Uniti d'Europa". Ernesto Rossi condivise con Altiero Spinelli, inoltre, la stesura del "Manifesto di Ventotene", considerato "il suo libro più importante, nonché il suo testamento morale(5).

    (4) Vedi qui: Kalergi, Comenius e Saint-Yves: i Padri del Nuovo Dis-Ordine Europeo 

    Le Forze Occulte della Sovversione: Giudaismo, Massoneria, Liberalismo & Bolscevismo

    Il Piano Kalergi – Quello che Nessuno ti ha mai detto sull’Europa

     Europeismo, Federalismo e Mondialismo: facce della stessa medaglia

    (5) Cfr.:  A. Spinelli, Il Manifesto di Ventotene, Bologna, Il Mulino, 1991, pp. 1-3; Cfr. anche: E. Rossi, «Alleanza atlantica o neutralità?», in Il Ponte, XX, 1964, n. 4; A. Spinelli, Diario europeo. 1948-1969, Bologna, Il Mulino; G. Spadaccia, «Ernesto Rossi. La battaglia federalista (a colloquio con Altiero Spinelli)», in L’Astrolabio, V, 1967

     Dal Piano Kalergi all'iperliberismo europeista (TTIP)                                   

    Oggi, non a caso l'Ue, d'estrazione social-comunista, nata col grande commissariamento del carbone e dell'acciaio realizzato dalla CECA (6), è il paradiso dei lobbisti e degli speculatori (della City of London e dintorni), ovvero dei liberisti: proprio l'Ue – pro-Israele, filo-talmudica (quanto a humus ideologico-religioso), filo-massonica, filo-sionista, social-comunista e liberal-capitalista – è in sé, una delle molteplici prove regina della convergenza evidentissima tra liberismo e social-comunismo, nonche della coincidenza tra il social-comunismo e il mondialismo massonico. L'assetto attuale del mondo e dell'Europa, non è altro che il risultato di questo folle credo, spesso ben camuffato da stampa e intellettuali di regime.

    (6) Il modello di riferimento più vicino all'attuale piano mondialista e federalista denominato "Stati Uniti d'Europa", resta l'URSS. Ricordiamo, in merito, come il primo a coniare e sdoganare il cncetto di "commissione", dal quale possiamo far derivare le origini dell'attuale istituzione comunitaria che si arroga senza alcuna legittimità popolare il potere esecutivo, fu Lenin. Egli creò la CEKA con decreto del 20 Dicembre 1917: la prima commissione speciale, non eletta dal popolo, con poteri straordinari. La Commissione UE sembra aver preso molto dal metodo CEKA: non a caso la CECA fu il primo embrione di Comunità europea, nata con l'obiettivo del commissariamento delle fonti energetiche primarie degli stati (carbone e l'acciaio).

    Sergio Basile (Copyright © 2016 Qui Europa)

    Partecipa al pubblico dibattito – infounicz.europa@gmail.com

     

    Capitalismo Zelig: l'inganno della Sharing

    Economy

    di Roberto Pecchioli (con contributi di Sergio Basile)

     

    Capitalismo, l’altra faccia mondialista del Socialismo

     Capitalismo Zelig: cambiano i nomi, la sostanza è la stessa                     

    Roma – di Roberto Pecchioli – Ho dodici anni. Vado alla sinagoga. Chiedo al rabbino qual è il significato della vita. Lui mi dice qual è il significato della vita. Ma me lo dice in ebraico. Io non lo capisco, l'ebraico. Lui chiede 600 dollari per darmi lezioni di ebraico. “  Questa è forse il passaggio più significativo del film dell'ebreo Woody Allen, Zelig. Il protagonista, Leonard Zelig, che in lingua yiddish significa benedetto, soffre di un’ignota malattia che induce profonde trasformazioni psicosomatiche dinanzi ai suoi interlocutori. In pratica, Leonard si trasforma  nella persona che ha di fronte, assumendone la personalità e l’aspetto. L’autentico Zelig del nostro tempo è il liberal capitalismo, e con il raffinato umorismo intriso di intelligenza degli ebrei colti , Woody Allen ne ha forse centrato l’essenza (sia pur parziale – Ndr) in quella frase messa in bocca al suo personaggio, sin da bambino consapevole che il senso della vita, se ne esiste uno, ha una tariffa precisa. Non vi è fenomeno della contemporaneità che non confermi tale convinzione. Il successo più clamoroso fu l’aver ricondotto le convulsioni del 1968 ad una trasformazione interna a se stesso: un nuovo capitalismo libertario, antiborghese e globalista. Lo stesso propagandato "pseudo crollo del comunismo" (in realtà mai crollato, ma allargatosi a tutto il globo – Ndr) sarebbe stato giustificato dal "desiderio di consumo" e di libertà negativa ( libertà “da”) delle masse "ex socialiste" dell’Europa Orientale, cui il capitalismo ha offerto (iu un'altra salsa – Ndr) il proprio modello di centro commerciale onnipervasivo, caos organizzato, disordine finalizzato alla rapida realizzazione dei desideri e dei capricci. Il life motive resta però sempre lo stesso (Ndr): la supremazia dell'economia e del dio-denaro su tutte le altre prerogative umane, religiose e morali (marxismo pratico – Ndr).

     Sharing Economy: la truffa ideologica del consumo collaborativo            

    Negli ultimi anni, una ulteriore forma delle straordinarie capacità adattive del sistema è quello della cosiddetta “sharing economy”, ossia del consumo collaborativo. Il termine definisce un modello economico fondato su pratiche di scambio e condivisione di beni, servizi o conoscenze. Nulla di più lontano, in apparenza, dal modello societale dello scambio “economico” di mercato. Con un colpo di reni dinanzi al quale si resta ammirati pur nella radicale opposizione, il capitalismo non solo si è appropriato di un meccanismo che avrebbe dovuto essere il contrario del mercato, ma lo sta rendendo una lucrosa espressione della “new economy”. In realtà, non vi è alcunché di nuovo: da che mondo è mondo l’uomo baratta o condivide ciò che possiede o sa fare. Una massaia ha dimenticato di comprare le uova per una torta: le chiede alla vicina, cui offre una o più fette di quella torta. Io conosco le lingue, e posso tradurre un libro o una conversazione a beneficio di qualcuno che dispone di un appartamento in montagna in cui trascorrerò le ferie. La disponibilità di un autoveicolo mi permette di aiutare un vicino non motorizzato a fare la spesa al supermercato preferito. Voglio disfarmi di vecchi dischi di vinile: un collezionista sarà felice di ritirarli, ed in cambio, ad esempio, potrà trascorrere qualche ora con una parente che non posso lasciare sola ( banca del tempo). Sono solo alcune delle possibilità, infinite davvero, di un’economia collaborativa, non legata esclusivamente al denaro misura di tutte le cose: baratto, prestito senza interesse, donazione, scambio, noleggio, autoproduzione, commercio “vernacolare”, nel senso di condotto fuori dalla logica del profitto economico monetario. Fuori dalle complicazioni intellettualistiche o teoriche, un’economia collaborativa sembrerebbe una buona soluzione per attutire l’impatto devastante della mercificazione di stampo liberista e capitalista e riportare l’uomo, la persona, la sua rete di rapporti, capacità, saperi, disponibilità al centro della vita pubblica. Questo nelle premesse e nelle aspettative di chi ne ha disegnato i contorni. Quanto ai fatti, le cose stanno ben diversamente, e rimandano al concetto di eterogenesi dei fini  descritto da Giovanni Battista Vico, cioè lo sviluppo di qualcosa in una direzione diversa, opposta a quella per cui era nato.

    Capitalismo, l’altra faccia mondialista del Socialismo

     Marxismo pratico, dietro il capitalismo della Sharing Economy             

    Il capitalismo (proprio come il marxismo – Ndr) sa volgere tutto in tornaconto, denaro, merce: reifica, ovvero fa diventare  tutto “cosa”, attribuendogli un prezzo in denaro, spingendo verso il basso persino i più nobili ideali, sovrastrutture al servizio dell’unica struttura che riconosce, la ragione strumentale ed economica. Il mondo del capitalismo totale è “l’unico”, il definitivo, e sa trarre a sé anche ciò che sembra contrastarne  la marcia trionfaleIl caso di cui parliamo è paradigmatico. Intanto, abbiamo la nostra definizione in anglo-tecno lingua, sharing economy, ed è il primo passo per abbindolare i gonzi. Il secondo è ancora migliore: sharing economy, secondo il mainstream economico liberale, è “un modo nuovo di scambiare beni e servizi”. Come è evidente, lo scambio è antico quanto l’uomo, e il termine collaborativo, partecipativo che è il significato di “sharing” è la realtà concreta di tutte le comunità umane di ogni tempo . Nuovo è l’apparato informatico che lo sostiene . Si tratta di organizzare una “piattaforma”, cioè mettere in piedi software in cui inserire e sviluppare “applicazioni” che consentono di mettere a contatto la domanda e l’offerta di qualcosa, di qualunque cosa, e gestirne da remoto il funzionamento. Prima stazione della Via Crucis: costituire una piattaforma sufficientemente articolata non è da tutti, ovviamente, ma soprattutto richiede investimenti e competenze . Si può definire esternalità di rete, ma la condivisione è iniziale e teorica: immaginiamo di voler organizzare un servizio di condivisione di brani musicali, come il famosissimo Spotyfy. Difficilmente potremo superare lo sbarramento del famoso gigante del servizio di “streaming” musicale , che lavora su milioni di brani offerti. Ecco che ritorna dalla finestra il monopolio che l’economia della condivisione intendeva far uscire dalla porta; i gestori di piattaforma non hanno certo interesse a “condividere”, ma a tessere la ragnatela del monopolio, o dell’oligopolio anche nel nuovo ambito.

     La nuova economia miracolistica… che non abbatte i costi                        

    L’idea forza della sharing economy è quella di abbattere l’intermediazione, ponendo a contatto diretto produttori, consumatori e scambiatori di beni  o servizi. Basta una comune connessione Internet, ed il gioco è fatto. Il punto è che chi gestisce la piattaforma è lui stesso un intermediario, e pretende per sé una percentuale. Il sistema Uber, che in Italia ed altrove ha scatenato la giusta reazione dei tassisti, ad esempio, trattiene per sé il 20 per cento di ogni transazione. Doppio effetto negativo: la diminuzione dei costi avvantaggia solo apparentemente il consumatore , poiché, in prospettiva macroeconomica si genera una concorrenza al ribasso che rende chi offre lavoro sempre più povero, e si concentrano in pochissime mani quegli stessi costi di intermediazione di cui si pretende l’abbattimentoNel caso di Uber, inoltre, la concorrenza nuoce allo stesso consumatore, giacché si disperdono le garanzie di un servizio su cui vigila il potere pubblico , a cominciare dal sistema assicurativo e dalla qualità generale . Chi offre la propria automobile, non di rado, è un disoccupato o un sottooccupato che si accontenta di integrare un magro reddito, alimentando la guerra tra poveri su cui prospera il sistema capitalistico. Quanto a Spotyfy, ha comunicato che venderà informazioni degli e sugli utenti agli inserzionisti. Il sistema di controllo informatico panottico guadagnerà una volta di più su di noi, utilizzando informazioni fornite spontaneamente. Tombola, anzi Bingo, per gli amerikani di casa nostra! Mentre vendono i fatti nostri agli inserzionisti, definizione assai generica, dietro la quale potrebbero celarsi forme di delazione politica o centrali di ricatto, i promotori delle piattaforme scaricano rischi e costi sui fornitori dei servizi. Pensiamo chi offre case in affitto, come Airbnb, o la più vecchia Homelink, che consente scambi di casa, specie per vacanze e brevi periodi. I contenziosi, le conflittualità, gli inevitabili contrasti tra le parti riguardano chi si è affidato al gestore. La percentuale della mediazione o del servizio tecnologico reso assomiglia sinistramente al pizzo mafioso, o ad una forma nuova di signoraggio. Ghino di Tacco, nella Radicofani medioevale, rispondeva alla medesima logica, pretendendo una somma, o passando a fil di spada chi transitava  dalle sue parti, lungo la Via Cassia, sull’alto colle a dominio delle terre senesi in vista della Tuscia.

     La falsa bandiera della condivisione                                                            

    Quanto all’aspetto fiscale della faccenda (pur vivendo in un sistema-regime usurocratico, dove parlare di evasione è speso paradossale… specie per le Pmi e le famiglie infrante – Ndr), è chiaro il carattere di evasione tributaria di molte delle transazioni che passano attraverso le piattaforme. Ad essere precisi, si tratta soprattutto di un ambito in cui il potere pubblico è in ritardo , e nelle fenditure offerte da normative che non tengono il passo del mondo che cambia pelle attraverso l’impianto della tecnologia informatica, i profitti sono immensi, e non vanno certo agli inserzionisti. Pensiamo ad esempio a Vayable, una specie di repertorio di guide turistiche di varia natura, o a Friend of Friend Travel, che propone “amici” in ogni angolo del globo, che potranno offrire ospitalità, organizzare pranzi, custodire bagagli o altro. Tutto bellissimo, basato sulla fiducia, ispirata dal “marchio”- piattaforma, ma non privo di pericoli e di autentiche illegalità. Ci sono piattaforme per preventivi relativi a lavori o progetti, competenze personali: Voulez vous diner offre cuochi e gourmet, al prezzo di dieci euro a commensale, Waze è un’applicazione GPS attraverso cui si scambiano informazioni su strade e traffico. Di recente, è stato acquistato da Google, e questo già dice tutto sulla falsa bandiera della condivisioneMolto profittevole sembra il futuro del “carpooling” e del “carsharing”, che permetteranno di noleggiare automobili o moto, abbattendo i costi di assicurazione, meccanica e le tasse automobilistiche . Si ha certezza che le case automobilistiche stanno riflettendo se entrare con tutta la loro forza in questo mercato, che costituirebbe una rivoluzione enorme, con ricadute sull’intera filiera economica legata al mondo dell’auto. Capiamo quindi che l’economia collaborativa, della condivisione o comunque la si chiami ha una maschera virginale ed accattivante ed un volto sinistro di rivoluzione non certo a favore dei consumatori, ma anche di artigiani, piccoli e medi imprenditori, e, innanzitutto, si pone l’obiettivo di scardinare qualsiasi superstite regola tributaria o sociale.

     Mercato Zelig: terminale delle grandi multinazionali                               

    Navigando in rete, un sito nella nostra lingua enfatizza i vantaggi della sharing economy, descrivendola come un eldorado del consumatore , un provvidenziale meccanismo che travolge regole rigide poiché “ogni irreggimentazione è da scardinare” . Liberismo tossico in pillole ad uso degli sciocchi, sempre disposti ad abboccare all’amo dei grandi pescatori globali, che possiedono, controllano, orientano le reti e, ahimè, sempre più, le menti. Una conseguenza tra le tante è lo sviluppo di un mercato in cui tutti comunicano con tutti, ma attraverso un mediatore occhiuto, aggressivo ed invisibile, il Mercato Zelig nella forma reticolare, sottratto ai radar, sempre meno vigili delle "istituzioni elettive", cui spetterebbe (almeno in teoria – Ndr) assicurare il bene comune. Gli osservatori più entusiasti parlano di economia 4.0, sottolineando che le reti digitali organizzate in piattaforme diventeranno la forma prevalente dei mercati del futuro. E’ proprio così, e per questo vanno individuati i rischi che corrono utenti e consumatori in un quadro di vuoto legislativo e di apparente risparmio per la disintermediazione che, in realtà, concentra il profitto su un unico soggetto, il gestore di piattaforme, figura che tenderà ad essere un semplice terminale delle grande entità multinazionali, a loro volta emanazioni del potere finanziario.   Questo per quanto riguarda pericoli e criticità del nuovo paradigma economico che cresce.

     Piccole parentesi positive del consumo collaborativo                                

    Dall’altro lato, tuttavia, resta il grande elemento positivo che dobbiamo riconoscere ed utilizzare. ll consumo collaborativo ha diversi  punti  importanti: stravolge infatti il consumismo classico e restituisce valore alla condivisione comunitaria, intacca il principio secondo cui il nuovo – nelle idee, nelle merci, nei comportamenti – è sempre meglio del vecchio e respinge la convinzione che l’unico mezzo di scambio sia il denaro, misura di tutte le cose e desiderio esso stesso. Attraverso forme varie di convivialità comunitaria, io posso cedere ciò che non mi serve o non mi interessa più, rimandando il suo destino di rifiuto; sono in grado di annodare rapporti personali nuovi, di tipo non esclusivamente strumentale; riscopro il piacere di dare, offrire, perfino donare sapendo che dall’altra parte si svilupperà il medesimo senso di reciprocità; scopro forme “vernacolari “nuove di scambio, giacché qualche ora del mio tempo, un servizio alla persona altrui, un baratto nel quale non si misura dare e avere con il bilancio dell’orafo mi proiettano in una dimensione nuova, nella quale un giusto tornaconto non è l’unico elemento, spesso neppure il più importante. Senza scomodare antichi comportamenti scoperti dagli antropologi culturali come il “poltlach” ( dono, controdono, obbligo morale di accettazione e restituzione), si può uscire dall’irrespirabile dimensione del calcolo , magari apprezzando sino in fondo l’aforisma di Oscar Wilde secondo cui dove tutto ha un prezzo, niente ha valoreE’ forse il recupero dell’idea di  “valore” la cifra essenziale della “sharing economy”, a patto , naturalmente, di sganciarla dalla strumentalità individuale: non c’è dubbio che le grandi piattaforme siano la negazione di ciò che affermano.

    Capitalismo, l’altra faccia mondialista del Socialismo

     Il vero cancro del sistema economico e la reale panacea                          

    Tuttavia, se da una parte va incoraggiata la nascita di molte piattaforme, anche piccole e locali, che creino circuiti di conoscenza diretta, stili di vita collaborativi, insieme con la ridistribuzione di cose, servizi e risorse, dall'altra non va dimenticato il nodo essenziale della società usurocratica e consumistica al tempo stesso: le risorse monetarie ed economiche che mancano all'appello dei bilanci familiari ed aziedali non possono essere mai ovviati ricorrendo a forme fantasiose di economia.. piuttosto si potrà dare ossigeno agli attori del ciclo economico e sociale, difendendo modelli di sovranità monetaria che sleghino i popoli dalla logica distruttiva della moneta debito: logica imperialistica che né il liberal-capitalismo, né il social-comunismo hanno mai neutralizzato, poiché facce della stessa medaglia (Ndr). Riconoscere il pericolo è la prima condizione per evitarlo: ciò fece il Prof. Giacinto Auriti (vedi foto in copertina), l'uomo che surclassò liberismo e socialismo (Scilla e Cariddi – Ndr) con l'attacco alla moneta-debito e l'istituzione del reddito di cittadinanza a credito in integrazione al reddito da lavoro di ciascun attore economico-sociale (moneta credito). Il liberal capitalismo, dunque, il grande Zelig, fa diventare ciascuno di noi imitatori desideranti . E’ un imbroglio, uno in più (proprio come il Comunismo – Ndr).

    Roberto Pecchioli

    con contributi di Sergio Basile (Copyright © 2016 Qui Europa)

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    TTIP e TISA: annullamento totale della volontà popolare e legalizzazione del crimine – 2

    TTIP e TISA: annullamento totale della volontà popolare e legalizzazione del crimine – 2

    Venerdì, 8 Aprile/ 2016    – di Roberto Pecchioli – Redazione Quieuropa, Roberto Pecchioli, TTIP e TISA, trattati Usa-Ue, politica e sovranità, Macchinazioni globali, sinedrio comunitario, assoluta segretezza, epurazione di mercato, abbandono massivo delle campagne,  Annullamento totale della volontà popolare; Un mondo di "crimini legali" e delinquenti legittimati e protetti, Meccanismo di Protezione degli Investimenti, ISDS, le controversie non verranno giudicate da tribunali ordinari, Organismi Geneticamente  Modificati, Popoli in balia delle multinazionali ed epurazioni […]

    TTIP e TISA: i trattati Usa-Ue che uccidono la politica e la sovranità – 1

    TTIP e TISA: i trattati Usa-Ue che uccidono la politica e la sovranità – 1

    Giovedì, 7 Aprile/ 2016    – di Roberto Pecchioli – Redazione Quieuropa, Roberto Pecchioli, TTIP e TISA, trattati Usa-Ue, politica e sovranità, Macchinazioni globali, sinedrio comunitario, assoluta segretezza, epurazione di mercato, abbandono massivo delle campagne,  salute sotto scacco, produzione e prezzi nel caos, schiavitù di massa plirusettoriale, trattato transatlantico di partenariato sul commercio e gli investimenti, Unione Europea,  liberalcapitalismo, social-comunismo  TTIP e TISA: i trattati Usa-Ue che uccidono la politica e la sovranità […]

    Oltre Brexit – Tanta euforia per cosa? – Seconda Parte

    Oltre Brexit – Tanta euforia per cosa? – Seconda Parte

    Venerdì,  24 Giugno/ 2016  – di Sergio Basile – Bruxelles. Sergio Basile, Camera dei Comuni, Brexit, UE, Europa, Bbc, BCE, City, Partito Conservatore inglese, Gran Bretagna, Unione Europea, David Cameron, Impero Commonwealth, moneta debito   Oltre Brexit – Tanta euforia per cosa? – Seconda Parte Tanta illogica euforia per Brexit: l'UK esce dalla gabbia che essa stessa a contribuito a creare e di cui […]

    Kalergi, Comenius e Saint-Yves: i Padri del Nuovo Dis-Ordine Europeo

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    Mercoledì, 25 Maggio/ 2016     – di Don Curzio Nitoglia – Redazione quieuropa, Don Curzio Nitoglia, Le Forze Occulte della Sovversione, Giudaismo, Massoneria, Kalergi, Comenius, Saint-Yves, Nuovo Disordine Europeo, Fratelli Moravi, Fratelli Boemi, Rosacroce, Johann Valentin Andreae, Consultatio de rerum humanarum emendazione, Descriptio de republica cosmopolita, cosmopolitismo, Nuovo Prdine Mondiale, impero giudeo-massonico anti-cristiano, protestantesimo, ecumenismo, Lux ex tenebris, Pontificio Consiglio della Cultura, L’eredità di Comenius, bilancio di un centenario, Alexandre Saint-Yves d’Alveydre, Mission des […]

    Le Forze Occulte della Sovversione: Giudaismo, Massoneria, Liberalismo & Bolscevismo

    Le Forze Occulte della Sovversione: Giudaismo, Massoneria, Liberalismo & Bolscevismo

    Lunedì, 9 Maggio/ 2016     – di Don Curzio Nitoglia – Redazione quieuropa, Don Curzio Nitoglia, Le Forze Occulte della Sovversione: Giudaismo, Massoneria, Liberalismo & Bolscevismo, millenarismo «gioachimita», Gioacchino da Fiore, ecclesiologia della Nuovissima Alleanza, San Tommaso d’Aquino, Somma Teologica, Vangelo e Gesù, Puritanesimo, negazione della Santissima Trinità e la Divinità di Cristo, origine ebraica di Gioacchino,  Goffredo d’Auxerre, San Bernardo di Chiaravalle, Giudaismo padre della Massoneria, Massoneria anglo-americana, Rivoluzioni, Liberismo calvinista, Americanismo teo-conservatore, Plutocrazia dell’alta finanza apolide, vera Economia, Millenarismo gioachimita, Giudaismo, […]

    Europeismo, Federalismo e Mondialismo: facce della stessa medaglia

    Europeismo, Federalismo e Mondialismo: facce della stessa medaglia

    Sabato, Maggio 10th/ 2014  – di Sergio Basile – Bruxelles, Varsavia, Washington, New York, ALDE, federalisti, Altiero Spinelli, Stati Uniti d'Europa, M5S, Belle Brillo, PFE, ideale filo-imperialista, Guy Verhofstadt, Manuel Barroso, Jacque Delors e  Richard Coudenhove Kalergi, Speech by Guy Verhofstadt at the European Policy Centre on September 21, 2000, rivoluzioni colorate, Beppe Grillo, European Policy Centre: an indipendent think tank, at the cutting edge […]

    Europa, alzati e Cammina, ma fuori dall’UE!

    Europa, alzati e Cammina, ma fuori dall’UE!

    Domenica, Aprile 6th/ 2014  – di Sergio Basile – Sergio Basile, Beppe Grillo, Ancona, europeismo, anti-politica, dissenso controllato, falsi profeti dell'europeismo contemporaneo, Piano Kalergi, Piano Delors  Europa, alzati e Cammina, ma fuori dall'UE  La Risurrezione dell'Europa dei popoli e delle sovranità non può passare per l'Europa del mondialismo, chiamata Ue  Paradossale Grillo ad Ancona: "nessuno è più europeista di me!". Ma […]

    Il Piano Kalergi – Quello che Nessuno ti ha mai detto sull’Europa – Prima Parte

    Il Piano Kalergi – Quello che Nessuno ti ha mai detto sull’Europa

    Venerdì,  Marzo 8th/ 2013 – L'editoriale di Giovanni Antonio Fois e Sergio Basile –  Il Piano Kalergi, Unione Europea, Ue, Richard Coudenhove Kalergi, Politiche europeiste, Nuovo Ordine Mondiale, Mondialismo, Messia, Capitalismo internazionale, Multiculturaismo, Premio Carlo Magno, Gli Stati uniti e l'Unità Europea, Wiston Crurchill, Loggia B'nai B'rith, Usa, Stati uniti, Teoria delle Razze, Teorie dei […]

    Il Piano Kalergi – La Terzomondializzazione dell’Europa e l’Eurocasta -Seconda Parte

    Il Piano Kalergi – La Terzomondializzazione dell’Europa e l’Eurocasta

    Sabato,  Marzo 9th/ 2013 – L'editoriale Sergio Basile e Giovanni Antonio Fois –  Il Piano Kalergi, Unione Europea, Ue, Richard Coudenhove Kalergi, Politiche europeiste, Multiculturalismo, Premio Carlo Magno, Premio Kalergi, Mescolanza razziale, Terzomondializzazione dell'Europa, Gerd Honsik, Mondialismo, NWO, Angela Merkel, Herman van Rompuy, Denuncia, Coppia tedesca, Crimini contro l'umanità, primavera araba, Robert Schuman, Mediterraneo, G.Brock Chisholm, OMS, […]

    Unione Europea, Onu e origini dell’esoterismo pubblico contemporaneo

    Unione Europea, Onu e origini dell’esoterismo pubblico contemporaneo

    Venerdì, 1 Luglio/ 2016     – di Don Curzio Nitoglia – Redazione quieuropa, Don Curzio Nitoglia, esoterismo, ONU, UE, yoga, Forze Occulte della Sovversione, Giudaismo, Massoneria, Liberalismo, millenarismo gioachimita, Israele, America, esoterismo, mondialismo, Freud, Jung, De Chardin, Fogazzaro, Blavatsky, Eliphas Levi, Magia, massoneria   Unione Europea, Onu e origini dell'esoterismo pubblico contemporaneo: Eranos, Esalen e dintorni Il volto nascosto dell’Onu e dell'Unione europea: relativismo cabalistico-massonico contro Dio, ragione […]

    La grande eresia – Commonwealth, moneta e giudaizzazione delle nazioni – 1

    La grande eresia – Commonwealth, moneta e giudaizzazione delle nazioni – 1

    Sabato, 4 Giugno/ 2016    –  di Sergio Basile – Redazione Quieuropa, Sete di Giustizia, Giacinto Auriti, Repubblica dell'usura, Valori cristiani, ebraicizzazione della società, protestantesimo, Banca d'Inghilterra, Diego Fusaro, causa ebraica, Cardinal Ratzinger, eresia giudeo-protestante, Test Act, L'Etica Protestante e lo Spirito Capitalismo, Max Weber, Protestantesimo  La grande eresia –  Commonwealth, moneta e giudaizzazione delle nazioni – I Parte Londra & dintorni – L'intreccio […]

    Italia, il Bel Paese dove lo Yes suona

    Italia, il Bel Paese dove lo Yes suona

    Lunedì, 6 Giugno/ 2016 – di Roberto Pecchioli  –  Redazione Quieuropa, Roberto Pecchioli, Roma, neologismi anglofoni, week end, Champions League, streaming, Pay-tv,  job act, rating, fiscal compact, election day, smartphone, short message system, card, ticket, stepchild adoption, gender, e-learning. computer, email, media, news ,  fiction, spot, esterofilia nazionale, ignoranza modaiola travestita da modernità, colonialismo anglofono  Costume / Colonialismo anglofono e smontaggio della lingua italiana Italia, il Bel Paese dove lo Yes suona Lo spirito dei colonizzati, […]

    Cinesizzazione e Terzomondializzazione indotta. Cosa fare?

    Cinesizzazione e Terzomondializzazione indotta. Cosa fare?

    Sabato,  Agosto 30th/ 2014 – di Chiara Comini – Sete di Giustizia e Redazione Quieuropa  – Redazione Quieuropa, Chiara Comini, Sete di Giustizia, Cinesi in Italia, Invasione cinese, Cinesizzazione dell'Italia, Terzomondializzazione dell'Italia, in fuga dalle bombe occidentali, quartiere cinese a Prato, reddito di cittadinanza, proprietà popolare della moneta, Art. 1 della Costituzione  Cinesizzazione e Terzomondializzazione indotta. Cosa fare? Riconquistare […]

     

  • Brexit, l’Isola che non c’è e i pentiti della “Democrazia”

    Brexit, l’Isola che non c’è e i pentiti della “Democrazia”

    Sabato,  2 Luglio/ 2016

     – di Roberto Pecchioli –

    Redazione Quieuropa, Roberto Pecchioli, Brexit.  Emilio Gentile, democrazia recitativa, classi dirigenti, uscita del Regno Unito, Unione Europea, Giorgio Napolitano, Ezio Mauro, Repubblica, Costanzo Preve, a Gesù venne preferito Barabba, Massimo Gramellini, Beppe Severgnini, Mario Monti, Giorgio Gori, Saviano, De Maistre 

    Brexit, l'Isola che non c'è, i pentiti della Democrazia

    I disegni dei dottori della sporca società democratista

     

    di Roberto Pecchioli

    Riflessioni sul dopo Brexit

     La gaffe del vecchio lupo rosso                                                                        

    Roma – di Roberto Pecchioli  Emilio Gentile, prestigioso storico della contemporaneità, ha introdotto il concetto di “democrazia recitativa”  con riferimento al ruolo dei capi e del loro ascendente sulle masse. Ma davvero recitativa, nel senso della finzione scenica, è la democrazia dei membri delle classi dirigenti e dei loro servi mediaticiIn occasione del referendum che ha sancito la vittoria dei favorevoli all’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, hanno veramente gettato la maschera. Poiché l’esito elettorale non è stato conforme alle loro aspettative, un coro assordante di nuovi reazionari tuona contro i mali della democrazia reale. Trascuriamo Giorgio Napolitano, rosso antico avvezzo ad ogni capriola politica, che ha sentenziato sull’ ”incauta” decisione britannica di dare la parola al popolo. I riflessi sovietici evidentemente lo condizionano ancora, e, ad anni 91, qualche gaffe ha diritto di commetterla, pur se preferiremmo vederlo alla bocciofila del suo quartiere, piuttosto che in Senato.

     Alcuni "illustri" esempi di democrazia recitativa                                         

    Ezio Mauro, direttore di Repubblica, sacro Corano dei progressisti, il ceto medio semicolto su cui ironizzava Costanzo Preve, superlaico mangiapreti, ha ricordato che a Gesù venne preferito Barabba. Massimo Gramellini, la penna più lieve ed acuminata di casa Fiat, si è scagliato contro la “retorica della gente comune (che) ha francamente scocciato”, auspicando la nascita di cittadini evoluti (gli altri sono scimmie, forse macachi….) che conoscano le materie su cui deliberano. Beppe Severgnini, deluso nel profondo dell’animo dai suoi beneamati inglesi, ha parlato di una “decrepita alleanza” che avrebbe fatto lo sgambetto alle nuove generazioni, in ragione del forte consenso alla Brexit da parte degli elettori ultraquarantenni. Poiché l’anglofilo dalla bianca chioma è vicino ai sessanta, arriva a dare del decrepito a se stesso, pur di prendersela con gli elettori che non la pensano come lui. Irresistibilmente comica è la reazione di Mario Monti l’oligarca che, non essendo mai stato eletto da nessuno, teme che “la democrazia si possa perdere se usata male”. Ha ragione, tanto è vero che si è fatto nominare senatore a vitaQuanto a Giorgio Gori, produttore televisivo e sindaco di Bergamo per hobby, vince per distacco il Gran Premio alla migliore cazzata  (scusate, ma non mi so trattenere….) uscita dalla bocca dei vedovi della Brexit. Sentite: “Elettori disinformati producono disastri epocali. Per votare servirebbe l’esame di cittadinanza”. Fantastico, detto da uno che ha rincretinito il pubblico con i format televisivi più imbarazzanti e ci si è pure arricchito! Saviano, il pensoso intellettuale "anti camorra" (e pure filo-sionista – Ndr – vedi foto) ha paragonato gli inglesi alla maggioranza tedesca che sosteneva Hitler. Commenti sobri e sereni, toni davvero “british”, pacati, rispettosi, distaccati, soprattutto democratici.  Si tratta dei più lucidi cervelli della democrazia italiana, giornalisti e scrittori, “maitre à penser” dell’intellettualità liberale, laica, progressista, fieri difensori della repubblica democratica-nata-dalla-resistenza (1). Per un attimo, ho pensato che fossero fascisti agguerriti, pronti a capitanare una marcia su Londra ( la perfida Albione….).

    (1) Vedi qui: Repubblica Italiana: 70 anni di ipocrisia

    Riflessioni sul dopo Brexit

     La bufala della Democrazia rappresentativa                                                

    Non ho mai creduto, neppure per un attimo, alla democrazia rappresentativa, per cui mi è venuto in mente un vecchio adagio, secondo cui bisogna essere lieti quando la nostra verità fiorisce sulla bocca del nemico. Ma non è così, no davvero, e si impone una riflessione profonda su quanto è successo. Non sulle scelte del popolo britannico, che ha avuto l’opportunità (almeno così pare, anche se abbiamo già fatto ampliamente cenno all'esistenza di una precisa volontà dell'élite britannica, mondialista, di voler uscire dalla gabbia Ue – Ndr (2) ) di decidere da sé sul proprio futuro , ed è una fortuna per la quale dovremmo ammirare (salvo biscotti – Ndr – (2)) una nazione che ha ancora il senso di se stessa, ma sulla vera natura delle classi dirigenti, senza condini e bandiere, che hanno certificato, insieme con il basso livello civile e morale che già conoscevamo, la loro profonda falsità e svelato la loro vera natura. Essi odiano il popolo sovrano, detestano la democrazia , sono contrari all’autonomia ed all’autodecisione delle nazioni, mentono spudoratamente affermando di credere a principi che, al contrario, aborronoCatilina, il grande ribelle romano, che seppe morire eroicamente con le armi in pugnoforse il primo populista della storia, odiato dagli oligarchi come Cicerone, affermò “siamo schiavi di coloro a cui faremmo paura se la repubblica esistesse davvero“. Questa è oggi la condizione degli europei, ed in particolare degli italiani, i cui dirigenti politici ed orientatori dell’opinione pubblica sono come i personaggi citati, che disprezzano, deridono e manipolano la volontà nostra, tutte le volte che si esprime in modo difforme alle loro preferenze.

    (2) Vedi qui: Oltre Brexit – Tanta euforia per cosa?

     Al di là di Nigel Farage l' "eroe dei popoli"…                                                

    Indipendentemente dalla molto probabile volontà dell'élite finanziaria e massonica della City e della nobiltà inglese di voler uscire dall'Ue (Ndr) ipotesi non da scartare e prevista in tempi non sospetti, malgrado i colpi di teatro di Nigel Farage (Ndr) (3) abbiamo, tuttavia, ascoltato ogni genere di sconcezze: gli inglesi che hanno votato “leave” sarebbero ignoranti, il voto dei vecchi (la parola politicamente corretta anziani stavolta non è uscita dalle loro boccucce indignate), indegni di prendere decisioni, incapaci di intendere e di volere. C’è chi si è spinto a deprecare il voto degli agricoltori e degli operai, e immagino questi intransigenti paladini dell’uguaglianza in abiti del Settecento, con codino e giustacuore nei giardini di Versailles prima del 14 luglio, a porgere omaggi alla povera Maria Antonietta, che salì sul patibolo innocente. Sono sempre gli stessi, sempre cortigiani, vil razza dannata come canta Rigoletto, cambiano le corti, i re non hanno più la corona, sono tecnocrati, azionisti, ceo, il nuovo acronimo anglofilo che designa i presidenti di consigli d’amministrazione. Il popolo fa sempre schifo, bisogna fingere di ascoltarlo, fargli credere di contare, ma in realtà è “democrazia in quanto ché comandiamo noi”. In Italia, questo, tra l'altro, è il vecchio complesso di superiorità del Partito d’Azione, il gruppetto di intellettuali di obbedienza massonicaascendenza protestantica e anti italiana che pretendeva di guidare lo stesso PCI. Togliatti, cui va riconosciuta cultura politica e caratura culturale – ma non buona fede: fu l'artefice, infatti, del famoso elogio del grande assassino e massone rosso, dichiarando tra lo sconcerto delle anime rette "dove c'è pace c'è Stalin" – li mise alla porta senza complimenti.

    (3) Vedi qui: 

    Oltre Brexit – il vero nodo da sciogliere tra Bruxelles e Londra – Prima Parte 

    Oltre Brexit – Tanta euforia per cosa? – Seconda Parte

    Riflessioni sul dopo Brexit

     I saggi al tempo delle Repubbliche giudeo-massoniche                            

    A Severgnini, che parla di “decrepita alleanza”, giacché sarebbero solo pensionati ed anziani i votanti anti UE, ricordiamo che la Costituzione su cui lui ed i suoi sodali spargono incenso da eleganti turiboli  riconosce il diritto di voto a tutti ed il voto è uguale, unico, libero e segreto. Quanto all’accusa di avere sottratto futuro ai giovani britannici, la paura del futuro, l’indeterminatezza, la scarsa propensione a scegliere, a rischiare, ad affrontare la vita è purtroppo caratteristica molto diffusa proprio tra le ultime generazioni. Educati dai troppi Severgnini alla prudenza, all’accettazione di tutto, all’amore per le comodità , alla paura per il rischio e per il nuovo, potremmo facilmente rovesciare le accuse, affermando che molti hanno voluto conservare l’Unione Europea perché è l’unico orizzonte che conoscono. Colpa dei pessimi maestri, decrepiti davvero, se sono generazioni il cui sogno è il check in all’aeroporto, il volo low cost, il futuro dalle radici divelte, fatto di lavoretti dove capita e residence ammobiliati all’Ikea. Ezio Mauro, esponente del giornalismo di potere di obbedienza "laica" (se di vera laicità si può davvero parlare, nel tempo delle "Repubbliche giudeo-massoniche" – Ndr – (4) ), democratica, antifascista e progressista, corrente torinese, ha attaccato i politici, i quali, indicendo un referendum, si sarebbero “spogliati delle loro responsabilità“ . Traduzione: certe cose il popolo non le capisce, decidano i servi dei “superiori”. Se noi non capiamo, non sarà forse perché lui  e la compagnia teatrale dei giornali e delle TV ci hanno raccontato balle? E come mai, capiamo invece benissimo se votiamo contro Berlusconi, o, per rimanere in tema di referendum, siamo saggi se votiamo per l’aborto libero, se respingiamo (2006) le riforme istituzionali dei brutti, sporchi e cattivi ? Scriveva Gòmez Dàvila che il democratico che perde le elezioni dovrebbe, se è coerente, riconoscere di avere torto. Impossibile, loro sono saggi, colti, aperti, tolleranti, hanno uso di mondo, “sanno”. Il loro vecchio sogno è una dittatura degli “esperti”, fumosa categoria di uomini e donne dotati di saperi quasi esoterici, frutto di studi e conoscenze inaccessibili ai più. Pensiero che non pensa, li liquidò Heidegger. Io non capisco,  portatore come sono di un’ignoranza invincibile, perché l’opinione di un ingegnere debba valere più di quella di una commessa, eccetto il caso di dover erigere edifici.

    (4) Vedi qui: Ital-Israel – Palazzo Montecitorio: la Knesset italiana?

     Un pensionato dello Yorkshire…                                                                   

    In rete, in questi giorni, circolava una frase di uno sciocco, dotato purtroppo di connessione informatica. Sentite: un pensionato dello Yorkshire cosa può vedere della vita se non l’orizzonte limitato che gli resta?  Un suo omologo delle Isole Orcadi scozzesi, che ha votato per il “remain” ha senza dubbio un orizzonte più vasto. Razzismo antropologico, razzismo generazionale, e della peggiore fatta. Non importa che il pessimo pensionato dello Yorkshire ha lavorato duro per quaranta e più anni, tirato avanti la famiglia, cresciuto i figli. Quel che conta che è vecchio, dunque non capisce  e non ha diritto di decidere, neppure per quel minuscolo quarantacinque milionesimo di potere elettorale. In più, stando nello Yorkshire, senza neppure un programma Erasmus per la terza età, non comprende la meraviglia delle megalopoli, le magnifiche sorti e progressive dei cittadini metropolitani, cosmopoliti, dotati di valigetta con trolley di dimensioni compatibili con le tariffe Ryan Air. Ha vinto il suo pub fumoso  rispetto al magnifico Mc World dove ci si può ingozzare di carne agli estrogeni e patate OGM, in corsa per rientrare al proprio (provvisorio) ufficio o luogo di lavoro, o completare il giro delle agenzie interinali alla ricerca di un lavoro, magari per sei mesi a Riga, Lettonia, con licenza di sballo sabatale e vacanze finali a Sharm, Isis permettendo, perché occorre “divertirsi”. Forse l’odiato pensionato della provincia inglese, che da giovane amava i Beatles e i Rolling Stones, non ha creduto ai testi di John Lennon e non apprezza un mondo  come quello descritto da Imagine. Quello piace ai narcisisti della classe alta, che sanno tutto, e vorrebbero un esame per gli elettori; a proposito, poiché sono generalmente per l’accoglienza di tutti gli stranieri, come la mettiamo con lo “ius soli” ? Forse i musulmani vorranno la legge islamica, i cinesi pretenderanno di mangiare cani. Meno male che la meravigliosa, superiore civiltà libera, liberista, liberale, libertaria, tollerante, colta, accogliente, progressista e non so quante altre belle cose, ah sì , democratica dell’Occidente insegnerà a tutti ciò che è bene e ciò che non lo è.

    Riflessioni sul dopo Brexit

     Ritorno al reale                                                                                                   

    Diciamola tutta: si sono tolti la maschera una volta per sempre, e le loro facce sono risultate ancora più brutte dei simulacri. Per loro, non la religione, demodé, è l’oppio dei popoli, ma la democrazia diretta.  A parte una sapiente minoranza, di cui essi fanno parte per diritto o per cooptazione (una volta si chiamava aristocrazia, oggi oligarchia) tutti gli altri sono membri di una rumorosa plebe che, per il proprio bene, deve ascoltare gli arabeschi ideologici con cui il potere riproduce se stesso, votare solo ogni tanto – la mitica stabilità – scegliendo dei finti rappresentanti tra squadre che hanno in comune il colore della maglia, e per il resto lascino fare ai superiori, agli esperti, agli "economisti", ai dottori di tutte le materie. Ai discepoli che gli chiedevano come distinguere i buoni dai cattivi, Gesù Cristo, Nostro Signore, rispose “dai frutti li riconoscerete”. Se è così, alla larga da Monti e Napolitano, Giorgio Gori e Severgnini, Gramellini e, vivaddio, anche da Saviano l’uomo di GomorraOswald Spengler, Gilbert Chesterton, il filosofo contadino Gustave Thibon ci hanno richiamato a quello che il pensatore francese chiamava ritorno al reale.

     Analfabeti funzionali                                                                                         

    Il mondo metropolitano è senz’altro più viziato, meno riflessivo, meno capace di buon senso di chi vive in realtà meno grandi e disumane, ed un futuro in cui risorga l’idea di bene comune non potrà che partire da comunità più piccole, conviviali , capaci di donazione o sacrificio. Tuttavia, nessuno pensa che i cittadini di Londra o New York valgano meno di quelli dello Yorkshire o della Ciociaria. Se gli intellettuali organici della mondializzazione, gli agenti sciocchi di Cosmopoli che cliccano “mi piace” a qualunque volgarità, panzana o corbelleria in rete si credono migliori, facciano pure. Ma sappiano, per usare il loro lessico povero, impreciso, invertito,  imposto dai messaggi SMS o, per i più intellettuali , dai cinguettii in 140 caratteri di Twitter,  che sono razzisti, ignoranti, incolti, retrogradi e che, se venisse applicata la proposta di Gori di assegnare la patente di elettore solo a chi supera certi esami, non pochi di loro retrocederebbero al rango di analfabeti funzionali. Non è poi colpa loro, ma dei maestri che si sono scelti od a cui non si sono ribellati. Facciamoci quattro risate, ed immaginiamo un voto “ponderato” sulla base del Gori-pensiero. Sei hai più di sessant’anni, il tuo voto vale il venti per cento in meno di quello di tuo figlio. Hai la laurea in economia alla Bocconi? Mezzo voto in più di un laureato in Agraria, il doppio di un ragioniere, il triplo di un muratore, il quadruplo di una casalinga. Se ti piacciono le opere di Pollock o Rothko, ti entusiasmi per il taglio di Lucio Fontana o la “Merda d’artista” di Manzoni (Piero, non quel "barboso dei Promessi Sposi"… ), hai diritto ad un voto in più di un semplice ammiratore di Raffaello o di chi non ha tempo per l’arte in quanto deve tirare la vita. La passione per la musica atonale cara a Thomas Adorno o la citazione delle canzoni di Jovanotti varrà più di ‘O sole mio. Nessuna tessera elettorale per i fans di Orietta Berti: Finché la barca sarà vietata quanto il Mein Kampf. Se conosci il significato di leverage, cash flow, quantitative easing, put, call, credit crunch, fai bingo – tombola per gli italiani inguaribili, che giocavano con fagioli o vecchi bottoni – ed acquisisci il diritto a fare brogli elettorali sul voto postale come in Austria.

     I dottori della sporca società democratista                                                  

    Scherzi a parte, la “società aperta” cara a Popper si è piuttosto raffreddata: saranno gli spifferi delle finestre del popolaccio che, oltretutto, tifa la nazionale italiana, anziché contro come Travaglio ed altri furbissimi. In realtà, stanno lavorando con grande intensità per toglierci la parola, o quel che ne resta. Finché votiamo disciplinatamente per i fiduciari dei grandi capi, scelti accuratamente in stanze di cui non conosciamo né indirizzi né serrature, tutto bene. I rappresentati, tutto sommato, ce li lasciano scegliere, tanto la partita è già truccata dalla stampa, dal denaro, dalla grancassa pubblicitaria, dal marketing. Se però vogliamo la democrazia diretta, ovvero decidere personalmente su qualcosa – ammesso che, considerando brogli, lacci e laccetti vari, possa essere ancora possibile .. o lo sia mai stato – tutto cambia. La domanda posta ai britannici era chiara e comprensibile persino ai frequentatori dei pub di West Bromwich o alle beghine di Saint Mary Mead, il paesino di Miss Marple: volete rimanere nell’Unione Europea, o lasciarla? Hanno risposto e se i domestici a tariffa del clero politico, giornalistico ed accademico credessero che la sovranità appartiene al popolo, accetterebbero il verdetto, salvo dissentire e lavorare per ribaltarlo, prima o poi. Personalmente, ricevo lezioni di democrazia da decenni, a scuola, dai partiti dell’arco costituzionale, da professori e docenti di varia estrazione, da conduttori televisivi , opinionisti come Alba Parietti o l’allegra compagnia di Maria De Filippi. Forse sarò ripetente, ma democrazia, credo, è – o dovrebbe essere – diretto coinvolgimento nelle decisioni. Il referendum ne è l’esempio più chiaro, come nei vecchi verbali di polizia: a domanda risponde. Ci resterebbe, dunque, il referendum, ammesso che possa ancora servire a qualcosa, in una democrazia "democratista", dove a farla da padrone è il potere corruttivo e totalizzante della legge del vuoto numero, alimentato dal veleno chiamato "moneta-debito" (5); in una "democrazia" dove le squadre in campo, al fischio d'inizio della partita, spesso e volentieri conoscono già il risultato della partita, con arbitri comparse che girano per il campo per dar parvenza di "vero" e "legittimo" (Ndr).

    (5) Vedi qui: La più maestosa opera satanica della storia: la moneta-debito 

    Moneta-debito e Debito pubblico: siamo vittime di un ciclopico plagio culturale

    Riflessioni sul dopo Brexit

     L'isola che non c'è                                                                                              

    Un pensiero tradizionale non può accettare l’assolutizzazione della democrazia nella sua forma liberale (cioé la dittatura del nuomero chiamata democratismo), fondata sull’universalismo e l’individualismo, tanto meno come forma politica obbligatoria che vanifica nei fatti ogni possibilità di scelta. La sua versione rappresentativa è una sofisticata manipolazione del popolo da parte di élites , e la concreta realizzazione è stata perfettamente descritta da Vilfredo Pareto. Le società borghesi – e l’attuale, che è post borghese – accettano di buon grado la disuguaglianza materiale (il denaro e il potere d’acquisto ingenerato in maniera falsa e assolutamente parziale dalla falsissima moneta-debito – Ndr) ma negano tutte le altre forme di disuguaglianza, specie spiritualeNon possono dunque che prendere atto del diritto di ogni popolo a partecipare alla scelta del destino comune, come teorizzò Moeller Van Den BruckSe un uomo un voto è un teorema non vero; se le decisioni – come sempre – devono essere assunte “altrove”, senza o contro i popoli,  abbiamo la decenza di dircelo con sincerità: parola sconosciuta, per statuto, alla maggioranza dei dottori dei nuovi templi moderni (Ndr). La (fantascientifica??) metafisica del popolo sovrano, se è un'altra delle tradizioni, idee, consuetudini delle quale liberarci a favore di banchieri, ottimati, amministratori del condominio mondo, venga revocata in dubbio, abrogata espulsa dall’agenda. Smettiamola con le finzioni delle costituzioni, delle elezioni, delle narrazioni virtuose di un‘ isola che non c’è (6). Il pensionato dello Yorkshire, come il creativo metropolitano cittadino del mondo o il contadino del Monferrato legato alla sue zolle, lo studente appena maggiorenne capiranno e sceglieranno. Oggi, non c’è più destra , né sinistra (probabilmente luoghi comuni da oltre tre secoli – Ndr) esiste chi è a favore di questa sporca e finta democrazia in maschera e chi non lo è: gli oligarchi ed i loro pretoriani della classe media semicolta metropolitana, e tutti gli altri. Se, come ci dite ogni dì dal 1789, "la maggioranza vince", perderete, vedovi inconsolabili della democrazia, democratista (Ndr), a sovranità limitata.

    (6) Vedi qui: Giacinto Auriti: l’uomo che surclassò liberismo e socialismo

     

    Roberto Pecchioli (Copyright © 2016 Qui Europa)

    Partecipa al dibattito – Redazione Quieuropa – infounicz.europa@gmail.com

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  • Pretesto Brexit e accelerazione del processo europeista: il grande male dell’ora presente

    Pretesto Brexit e accelerazione del processo europeista: il grande male dell’ora presente

    Mercoledì,  29 Giugno/ 2016

     – di Sergio Basile –

    Redazione quieuropa, Unione europea, Sergio Basile, Rensi, Hollande, Merkel, Stati Uniti d'Europa, federalismo, europeismo, mondialismo, Brexit, Unione Europea, Consiglio direttivo, Banche centrali, Corte di Giustizia, Meccanismo europeo di stabilità (MES), Trattato di Lisbona, Comunismo, lega dei senza dio militanti, Stalin, Lenin, liberal-capitalismo, Karl Marx, social-comunismo, impero bancario, Banca d'Italia, Commonwealth, mondialismo ed accentramento europeista 

    Pretesto Brexit e accelerazione del processo europeista: 

    il grande male dell'ora presente

    Storicamente l'UE è un'organizzazione mondialista e 

    massonico-bancaria protesa all'annientamento

    delle nazioni e dei popoli europei

    Stati Uniti d'Europa – Il commissariamento finale dei popoli

    e delle nazioni, dietro il pretesto Brexit

     

    di Sergio Basile

    Pretesto Brexit e accelerazione del processo europeista

     Dietro l'europeismo targato Merkel-Hollande-Renzi                                 

    Bruxelles, Londra – di Sergio Basile – Nelle ultime ore i profeti mondialisti del "Nuovo Disordine Europeo", capeggiati dalla triade Renzi-Hollande-Merkel sono usciti allo scoperto, facendo intendere la volontà di accelerare quel liberticida processo di paneuropeizzazione del continente, noto come "Stati Uniti d'Europa", in nome della sicurezza comune e della "democrazia", quale risposta ideale all' "esame di coscienza" sulla "Brexit", invitando Cameron a far le valigie e ad abbandonare al più presto l'euro-gabbia (fatta ovviamente "per i servi e gli schiavi" – Vedi qui Oltre Brexit – Tanta euforia per cosa? – Seconda Parte). Purtroppo molti ingorano come la realizzazione del super-stato Ue (Stati Uniti d'Europa) sia da sempre il grande sono della giudeo-massoneria internazionalista e di Mazzini: nonché il vero obiettivo di federalisti, radicali, social-comunisti e liberal capitalisti. Alla resa dei conti, dunque, l'uscita dei padroni coloniali anglofoni dall'euro-gabbia si sta rivelando sempre di più ciò che penso che sia: un grande colpo di teatro, un "biscotto" preconfezionato per dare la possibilità ai sudditi di Sua Maestà di mettersi definitivamente al sicuro dalle ipocrite manovre totalitariste dell'Ue, e per agevolare la fase finale della mondializzazione dell'Europa, cioé la nascita del "super-stato europeista", sulle ceneri degli stati (e delle nazioni cristiane). Ciò mentre in Italia, gli pseudo dissidenti del Movimento 5 Stelle (forse il movimento più mondialista di tutti, malgrado la finta opposizione di facciata) sbraitano in Parlamento, attravero il "prode" Di Battista, tutto il loro amore per la nobile "costruzione europea"… che a loro modo di vedere andrebbe "cambiata" e non rottamata: ritornello comodo che gli europeisti e i massoni ripetono da decenni, con vaghe promesse, sostenendo insopportabili chiacchiere da treno.

     La vera, occulta, natura dell'UE e il suo obiettivo primario                       

    Atteggiamenti davvero anacronistici che non fotografano la reale natura dell'Unione. Forse sarebbe il caso di ricordarla brevemente a Grillo, Di Battista & associati. Quello che nessuno dice né agli italiani né ai cittadini degli altri Paesi europei, è che questa auspicata “cessione” di sovranità verso il super stato federale europeista avrà  in futuro conseguenze tutt’altro che “democratiche”. Si tratta di azioni condotte con la strategia dei piccoli passi. La strategia che – come già detto in altre sedi – mira alla creazione degli Stati Uniti d'Europa anti-cristiani: un mostro politico che obbligherà 500 milioni di cittadini e oltre, a soccombere alle medesime leggi, dove aborto, gender, iper-immigrazionismo e altre perle massoniche saranno il pane quotidiano e nessuno potrà opporsi, semplicemente perché non ci saranno più alternative. il tutto passando per seppellimento programmato delle nazioni cristiane e delle loro nobilissime tradizioni.

    Europeismo - Elezioni 2014 - ecco perchè io non voto

     Pretesto Brexit – Verso gli Stati Uniti d'Europa                                           

    I paesi dell'UE dovranno sottostare ad uniche leggi (anti-cristiane) perderanno il diritto di avere un proprio esercito, un diritto penale autonomo, dovranno abbandonare definitivamente il sogno di raggiungere una "sovranità monetaria", con il "legittimo" trasferimento di tutti quei blandi poteri che restano, verso Bruxelles. Non a caso il dopo Brexit è stato visto come il pretesto ideale per l'accentramento: nelle scorse ore il ministro degli esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier e il suo omologo francese Jean-Marc Ayrault hanno presentato una proposta di una maggiore integrazione europea basato su tre aree principali: 1) sicurezza interna ed esterna; 2) crisi dei migranti; 3) cooperazione economica.

     Il modello "Fabian Society"                                                                                    

    Questa offerta – rivista e corretta – è la stessa identica strategia, dei piccoli passi, studiata e sdoganata in passato, senza troppa pubblicità, da una delle organizzazioni comunitariste/internazionaliste (o internazional-socialiste) più potenti ed organizzate, chiamata "Fabian Society". L'organizzazione anglosassone è considerata alla base dei processi di globalizzazione che molti falsi dissidenti (di destra, centro e sinistra) oggi fingono di combattere, senza fare alcun cenno a tale macroscopica realtà.  Non a caso, infatti, il motto ufficiale della stessa organizzazione comunitarista ed élitaria è ancora oggi "When I strike, I strike hard!” (quando colpisco, colpisco duro) e non a caso i suoi simboli iconografici sono due: la tartaruga protesa all'attacco (determinata e dall'incedere deciso ed inesorabile, malgrado la lentezza dell'azione, spesso impercettibile…) e il lupo nascosto sotto la pelle dell'agnello.

     La strategia dei piccoli passi… il motto della Fabian Society                    

    La Fabian Society (leggiamo dal Treccani) è "un'associazione socialista sorta a Londra nel 1893-94 attorno a intellettuali (G.B. Shaw, S. Webb, H.-G. Wells). Ispirata alla tattica militare temporeggiatrice di Fabio Massimo, era vicina alle elaborazioni del socialismo riformista del continente e si riallacciava ad alcuni tratti del pensiero politico inglese, risentendo altresì dell’influenza marxista (Fabian essays in socialism, 1889). Propugnatrice di programmi circoscritti e di una serie graduale di riforme, fu presente nei congressi delle Trade Unions e contribuì alla formazione del Labour Party (1900), del quale ha costituito il maggior centro di elaborazione strategica. Rinnovata nel 1938 da B. Webb e G.D.H. Cole, pur rimanendo limitata nel numero degli associati (massimo 8400, nel 1946) ha fortemente alimentato il dibattito politico e influenzato la pubblica opinione". Mai una riforma decisa e unica, piuttosto decine di piccoli significativi interventi, piccoli lentissimi passi: è questa la vera essenza della cosiddetta "rivoluzione liberale e democratica" che oggi si nasconde dietro la parola europeismo e dietro le organizzazioni comunitariste ed internazionaliste che lo sorreggono! Oggi si cede il potere militare, o sue parti, un’altra volta il potere di decidere in campo finanziario (es.: Two Pack – (1)), un’altra volta l’obbligo di adeguare le leggi dei singoli Paesi alle decisioni dell’Unione Europea. Poi è la volta della politica fiscale e di bilancio comune, con la scusa della lotta all'evasione o dell'implementazione di un sistema impositivo omogeneo a tutti i Paesi Ue (vedi qui – Dittatura UE  ), e via così… Poi l'esercito comune in chiave antiterrorismo: lo stesso alimentato dal mondialismo massonico che "architetta" gli attentati dell'Isis e dell'integralismo islamico.

    (1) Vedi qui – Two pack – Ora l’Ue potrà imporre anche modifiche alle leggi finanziarie

     Premesse comunitariste dell'UE – Rossi, Favarelli e la via europeista    

    Molto illuminante, per la comprensione delle premesse comunitariste all'evoluzione del progetto di accentramento europeista è – suo malgrado – il libro "Il socialismo al bivio: l'archivio di Giuseppe Faravelli, 1945-1950". I carteggi pubblicati in questo volume degli "Annali" sono stati conservati da Giuseppe Faravelli e rappresentano una delle più ricche e preziose documentazioni sul socialismo italiano dal 1945 al 1950, vale a dire dalla Resistenza alla Guerra Fredda. Si legge nell'introduzione all'opera: "Attraverso un rapporto epistolare senza reticenze e diplomatismi è possibile ricostruire la trama e le motivazioni profonde dello scontro drammatico all'interno del PSI (allora PSIUP) e della Sinistra sul dilemma autonomia socialista/partito unico socialcomunista, che porterà alla scissione di Palazzo Barberini, e sul dilemma Fronte Popolare/Unità socialista che caratterizzerà il 18 Aprile 1948 e gli anni successivi. In modo particolare è possibile riscoprire (….) i dirigenti del sindacalismo americano  (….)  coinvolti nella partita che ha per posta l'Europa, la collocazione internazionale dell'Italia, le scelte della sinistra, la posizione del sindacato, la fine dell'alleanza antifascista, le possibilità o meno di una "terza via" europea e socialista"Ne "Il Socialismo al Bivio" spicca tra le altre la figura di primo piano di Ernesto Rossi, politico e giornalista italiano antifascista e radicale, tra i padri promotori (con Altiero Spinelli ed Eugenio Colorni) del federalismo europeo, cioè del progetto d'ispirazione massonico-sionista chiamato "Unione europea" (2), destinato a confluire – in un livello successivo – in un progetto ancor più totalizzante chiamato "Stati Uniti d'Europa". Ernesto Rossi condivise con Altiero Spinelli, inoltre, la stesura del "Manifesto di Ventotene", considerato "il suo libro più importante, nonché il suo testamento morale(3).

    (2) Vedi qui: Il Piano Kalergi – Quello che Nessuno ti ha mai detto sull’Europa

    Europeismo, Federalismo e Mondialismo: facce della stessa medaglia

    Europa, alzati e Cammina, ma fuori dall’UE!

    (3) Vedi qui: Cfr.:  A. Spinelli, Il Manifesto di Ventotene, Bologna, Il Mulino, 1991, pp. 1-3; Cfr. anche: E. Rossi, «Alleanza atlantica o neutralità?», in Il Ponte, XX, 1964, n. 4; A. Spinelli, Diario europeo. 1948-1969, Bologna, Il Mulino; G. Spadaccia, «Ernesto Rossi. La battaglia federalista (a colloquio con Altiero Spinelli)», in L’Astrolabio, V, 1967

    Pretesto Brexit e accelerazione del processo europeista

     Comunitarismo, Stati Uniti d'Europa e nascita del partito radicale        

    Ne "Il Socialismo al Bivio" (Pag. 20) è riportata una lettera di Ernesto Rossi all'amico Giuseppe Favarelli, datata 16 Marzo 1945 ed inviata da Ginevra durante il confino in Svizzera. In essa emerge innanzitutto l'avvenuta fusione tra PC e Socialisti (PS), poi le simpatie per il partito laburista inglese, diretta derivazione della Fabian Society : "se fossi in Inghilterra – confessa Rossi a Favarelli – troverei il mio posto nel partito laburista. Mi trovo completamente d'accordo – continua – col Socialist Vanguard Group che pubblica la rivista "Socialist Commentary" ed ho molta stima per il "New Statesman" e per la "Fabian Society". Più tardi, il 20 gennaio del 1956, Rossi fu tra i promotori della costituente del Partito Radicale, assieme a personaggi come Bruno Villabruna, Eugenio Scalfari (l'attuale direttore di "La Repubblica") e Leo Valiani. "L’assemblea si conclude con il reincarico al Comitato, denominato Giunta esecutiva, con la nomina di una direzione di quattordici membri. Viene inoltre formato uno speciale comitato di studio per i problemi economici, sociali e della scuola" (costituito oltre che da uomini come Calogero, Compagna, Boneschi, Messineo, da  Rossi e dallo stesso Scalfari).  "Il segretario della giunta e il vero animatore di un movimento politico che si presentava con caratteri del tutto originali – leggiamo – fu il direttore de  "Il Mondo", Mario Pannunzio" (4).

    (4Cfr.: Verbale del Primo Convegno nazionale – Italia: Roma, 4/5 Febbraio 1956 – Sede radicale a Via della Colonna Antonina.

     Convergenze storiche e humus che portò alla nascita dei "Radicali"        

    Ciò avveniva contestualmente a due fatti di non secondaria importanza. Anzi! La Rivoluzione Ungherese (5) e l'apertura dei lavori del XX Congresso del PCUS, nel quale Kruscev denunciava gli "errori" strategici di Stalin (senza ripudiare gli orrori del comunismo) e proponeva una nuova strategia di dominio, basata su una la coesistenza pacifica e – ovviamente – materialistica ed anticlericale, sulla scia dei principi del marxismo (6):  Il rapporto, proteso comunque ad osannare i meriti del comunismo (…) così terminava (tra gli applausi della sala): "Degni di gloria immortale sono i servizi resi dai soldati sovietici e dai loro comandanti, dai lavoratori politici di ogni rango; dopo l'annien­tamento di notevole parte dell'esercito, nei primi mesi di guerra, non per­sero la testa e seppero riorganizzarsi mentre i combattimenti proseguivano. Essi crearono a rafforzarono, (….) un esercito forte ed eroico (…). Le magnifiche imprese di centinaia di milioni di persone, in oriente ed occidente, durante la lotta contro la minaccia di un dominio fascista che pendeva su di noi, rimarranno per secoli e millenni nella memoria dell'umanità grata. La parte principale e il merito maggiore della vittoriosa conclusione della guerra spettano al partito comunista, alle forze armate dell'Unione Sovietica e a decine di milioni di cittadini sovietici educati dal partito(7)L'europeismo (osannato dal "Manifesto di Ventotene" di Rossi e Spinelli) nacque dunque – come visto in altre sedi – con lo zampino degli USA e delle forze massonico-sioniste (8) mediante l'azione univoca e il contributo decisivo diformazioni partitiche internazionaliste (figlie di una ideologia di netto stampo marxista) tutte accomunate dal medesimo linguaggio ed animate dagli stessi obiettivi. Il vero problema, in realtà, è proprio questo: capire, alla luce di queste inconfutabili verità storiche, chi prende oggi le decisioni a livello europeo, surrogandosi alla volontà popolare di 530 milioni di cittadini.

    (5Vedi qui:

     Ungheria – La Marcia per la Libertà: Testimonianze sull’Inganno Comunista

    (6Cfr.: Rapporto Kruscev XX Congress PCUS

    (7Cfr.: Rapporto Kruscev XX Congress PCUS

    (8Vedi qui: Il Piano Kalergi – Quello che Nessuno ti ha mai detto sull’Europa

     Chi ha in mano il vero potere?                                                                               

    Chi ha in mano il vero potere dell'Ue quindi è molto chiaro, com'è chiaro l'inconciliabilità tra l'essere europeisti e l'essere anti-massonici. Con chi stanno, dunque, i cosiddetti dissidenti grillini e leghisti-federalisti? Con le nazioni e le culture nazionali o con la Massoneria e la cultura giudeo-massonica generatrice dell'Unione Europea? Chi e cosa si nasconde dietro quella bandiera blu e a stelle dorate? La questione, a ben vedere, va oltre l'esistenza e l'egemonia di gruppi mondialisti come Bilderberg, commissione Trilaterale, Club di Roma, ecc.. Infatti alle spalle di tali organizzazioni mondialiste vi sono ideologie ed un humus politico e religioso (esoterico) davvero poco indagato. Anche da personaggi come lo stesso Daniel Estulin, che si limita a tracciarne dei profili molto superficiali, glissando inspiegabilemnte sulla "portata religiosa e luciferina" dell'architrave europeista. Alla vigilia delle grandi manovre di Renzi, Hollande, Merkel & soci, per il cosiddetto "rinnovo dell'Unione" (massonica) europea, la risposta a questi interrogativi sopra esposti, potrebbe evincersi (come in parte riscontrato in altre sedi dal sottoscritto (9) ) dall'analisi storica di alcuni dei personaggi più autorevoli delle istituzioni UE e del Parlamento europeo, vicini guardacaso a gruppi d'estrazione socialista, federalista, liberale e radicale, ma anche dall'analisi del funzionamento delle stesse strutture comunitarie. Questioni sulle quali i maedia di regime troppo spesso glissano, tra le pieghe di un silenzio assordante e tra il pacco bufala (democratico) della Brexit: l'ultimo grande pretesto europeista (10per l'accentramento (totalitarista) "democratico" di Bruxelles.

    (9Vedi qui: Europeismo, Federalismo e Mondialismo: facce della stessa medaglia

    (10Vedi quiOltre Brexit – Tanta euforia per cosa? – Seconda Parte

    Europeismo - Elezioni 2014 - ecco perchè io non voto

     Un potere di facciata – Meri certificatori dei decisioni élitarie                 

    Come si può pensare (e mi riferisco all'ultimo sproloquio grillino di Di Battista in aula) di amare gli europei e dirsi nel contempo "amanti" dell'Europa tecnostruttura, o di "volerla cambiare", come blaterano ad esempio gli euroscettici alla Salvini, Borghezio, Grillo, ecc… Magari difendendo anche la BCE, pur rinnegando "l'euro", a fasi alterne… come tira il vento (M5S). L'Ue non va cambiata o rafforzata, ma va rottamata, in quanto il potere lo detiengono un pugno di uomini non eletti, a loro volta espressione di poteri oscuri ancor più élitari. L'Eurocamera è puro teatro. Non tutti sanno, tuttavia,  che le principali funzioni del Parlamento Europeo sono di semplice orientamento e proposta. Le funzioni dell'Eurocamera, infatti, sono: il “controllo” sull'operato della Commissione Europea; l'esame delle proposte legislative della Commissione (non da solo ma insieme al Consiglio UE); l'approvazione del bilancio annuale dell'Unione (sempre insieme al Consiglio). In realtà tali “decisioni” e “scelte” non sono delegate solo al Parlamento, ma devono essere prese e condivise con altri “enti”: nessuno dei quali, tuttavia, eletto dai cittadini dell’Unione Europea. Davvero non si può dirsi "europesiti" e amanti della verità e della libertà in una tecno-struttura dove le decisioni che contano sono prese da personaggi non eletti da nessuno. Non scherziamo! Il potere del Parlamento europeo, vale la pena di ricordarlo, è solo quello di avallare decisioni prese da “altri”. Soggetti che non sono stati eletti né scelti in base a criteri meritocratici né in base a criteri selettivi “trasparenti”: essi sono stati semplicemente “incaricati”. Ad esempio, abbiamo detto che molte delle decisioni del Parlamento devono essere “condivise” con il Consiglio. Ebbene il Consiglio UE  è composto da un “rappresentante” a livello ministeriale per ciascuno Stato membro (art. 16 del Trattato sull'Unione europea) scelto in funzione della materia oggetto di trattazione. Questo “rappresentate”, quindi non è stato eletto o scelto dai cittadini, ma “incaricato” da qualcun altro con metodi che non hanno nulla a che vedere con processi elettorali equi o – come si dice – "democratici”. Metodi – aggiungiamo – introdotti per la prima volta nella storia durante l'epoca bolscevica, da Lenin in persona: il primo a sdoganare su larga scala il termine ed il concetto élitario e poco "democratico" di "commissione" (di nominati) dotata di pieni ed arbitrari poteri esecutivi.

     Alle origini del "commissariamento europeista": una struttura leninista  

    La Čeka – da Večeka o "Commissione straordinaria di tutte le Russie per combattere la controrivoluzione e il sabotaggio" – fu il primo prototipo di "commissione" dotata di potere esecutivo ed arbitrario, istituita il 20 dicembre 1917 da Lenin e Feliks Edmundovic Dzerzinskij, con lo scopo di combattere i  cosiddetti "nemici" del nuovo regime russo. Essa evolse poi nel KGB. Dalla Čeka si passò al GPU, all'NKVD, per finire all'FSB. La Čeka, nel 1918, cambiò ancora in: "Commissione straordinaria di tutte le Russie per combattere la controrivoluzione, la speculazione e l'abuso di potere". «In nome del nostro domani – si leggeva su un documento ufficiale del gruppo – metteremo al rogo Raffaello, distruggeremo i musei, schiacceremo i fiori dell'Arte». Ovvio che, con una simile «rivoluzione totale» da portare a compimento, il Partito comunista e i suoi «ingegneri delle anime umane» non si sarebbero più fermati fino a quando gli individui sottoposti al suo imperio non si fossero finalmente trasformati in «rotelle» impersonali e sostituibili di un «ingranaggio tecnico». Come può evincersi – tra l'altro – anche da un altra formazione di potere comunista (arbitrario ed élitaria) del tempo: la "Lega dei senza dio Militanti".

     Nuovi metodi, vecchi risultati, uguali obiettivi                                                

    Parliamo evidentemente di organizzazioni disumanizzanti e perfettamente allineate, al cosiddetto «demone della distruzione e demiurgo della creazione» che fu Lenin. Oggi, ovviamente, i metodi sono più sottili e meno appariscenti, più subdoli: non si reprime più il nemico delle "rivoluzionarie riforme" con la repressione fisica, ma con la repressione debitocratica esercitata attraverso armi finanziarie e speculative, banche centrali, euro, spread e "moneta-debito". Ma poco importa: i risultati, a ben vedere, sono gli stessi… In Grecia ad esempio, il sistema usurocratico imposto dall'Unione europea sta mietendo altrettante vittime. Le sacche di sangue negli ospedali, ad esempio, sono ad oggi insufficienti per tutti (11). Anche l'attenzione per la desacralizzazione dell'uomo e della società ha indubbie ed evidentissime attinenze. Allora i cristiani venivano uccisi fisicamente  e perseguitati con ogni sorta di tortura… Oggi la "crisi" indotta e "sostenuta" (dall'UE e dai suoi organi) costringe le giovani mamme ad abortire e spinge i giovani alla convivenza quasi forzata, per non parlare dell'iper-immigrazione e del genderismo, innalzate a bandiere di "democrazia". Conclude il quadretto, infatti, l'attacco gender all'uomo ed alla sua identità e l'inesistenza programmata di politiche per la famiglia. L'Italia è uno specchietto esemplare di questa sottile e perversa realtà, in un momento storico che mai come prima ha visto – inoltre – un incremento esponenziale  del numero dei suicidi e degli aborti ed un attacco così robusto e programmato verso il sacramento del matrimonio.

    (11Vedi qui: Sangue – In Grecia è Emergenza

    Follia Grecia – Questa non è Austerity, sono Sacrifici Umani

    Europeismo - Elezioni 2014 - ecco perchè io non voto

     Ceka/Ceca – Un nuovo tipo di terrore…  Curiose analogie                        

    Anche allora, come oggi, a dettare le regole (poi ratificate da un gruppetto di fedeli passacarte chiusi nei recinti di presunte assemblee popolari "democratiche") vi fu l'azione di una "Commissione" investita dei più ampi poteri esecutivi. Nella prima metà del Novecento, la propaganda mediatica era di certo più debole ed impreparata rispetto ad oggi (non esisteva internet, la TV satellitare, il cinema di massa). Ma come riuscire, dunque, ad imporre al mondo intero un simile programma di "riforme rivoluzionarie" in così breve tempo? Semplice, i gerarchi comunisti si servirono del cosiddetto «Terrore rosso di massa» (12).  La commissione comunista permise allo stato totalitario di reggersi sull'arbitrio più totale. A tale riguardo va ricordato come un alto funzionario della Ceka,Iosif Unslicht, nelle sue memorie su Lenin (datate 1934), osservava con sconcertante e compiaciuto orgoglio: «Lenin trattava con implacabile brutalità i gretti membri del partito che deprecavano la spietatezza della Ceka (…)». Il partito, dunque, forniva l'Ideologia (un costrutto che nessuno poteva mettere in discussione ed uniformato al motto machiavelliano: «tutto è lecito, lavoriamo per la Storia» (13), la Commissione (Ceka) rappresentava invece una «meravigliosa macchina per distruggere l'essere umano» fornendo il braccio operativo che attuava l'arbitrio assoluto dettato dall'ideologia stessa. Omicidi, torture e clima del sospetto – come nota Paolo Sensini in "Lenin l'Architetto del Terrore" – non furono eccessi dovuti alla guerra civile, ma piani preordinati per creare il nuovo «homo sovieticus». Tema trattato magistralmente ne "Il terrore rosso in Russia: 1918-1923" dello storico russo Sergej Mel'gunov: il libro fu tradotto in diverse lingue in tutta Europa, fuorché in Italia, paese-colonia (anglo-americana e giudeo-bolscevica (14)) nel quale – guardacaso – non ha mai trovato nessun editore disposto a farne conoscere i compromettenti contenuti.

    (12Cfr.: Stephane Courtois. Il libro nero del comunismo. Capitolo 4: Il Terrore rosso. Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1998

    (13Cfr.: Donald Rayfield – Stalin e i suoi boia. Un'analisi del regime e della psicologia stalinisti, Garzanti 2005

    (14Vedi quiItal-Israel – Palazzo Montecitorio: la Knesset italiana?

     28 Commissari – 500 milioni di cittadini commissariati                              

    Ma – a proposito di curiosi e calzanti parallelismi storici – analizziamo un altro degli aspetti (legato alla sfera del potere decisionale a livello comunitario) della Commissione Europea che si rifà a ben vedere sempre ai metodi decisionali della stessa commissione comunista detta Ceka. Sarà un caso – ci chiediamo – che il primo embrione dell'UE si chiamo CECA? L'organo esecutivo che ha sede a Bruxelles, infatti, è colui che emana le leggi ed i decreti, gestisce il bilancio, soprassiede all’applicazione delle norme comunitarie nei vari settori, riprende gli Stati membri che non si adeguano ai regolamentisanziona gli Stati inadempienti (spesso e volentieri in ragione a meccanismi ingannevoli e assurdi (15) ) rappresenta l’Unione nella politica estera ed invia le direttive ai governi. Ebbene, la Commissione, come noto, è composta da 28 commissari, scelti tra “personalità di spicco” degli Stati membri (cui si aggiungono il Presidente e l'Alto Rappresentante dell'Unione per gli Affari Esteri e la politica di Sicurezza, PESC, in veste di vicepresidente). I commissari non sono legati da alcun titolo di rappresentanza con lo Stato da cui provengono, anzi: in quanto membri della Commissione devono agire nell'interesse generale dell'Unione e non nell’interesse dei singoli Paesi (16). È per questo che la Commissione viene definita come "organo di individui" (a differenza del Consiglio che è definito come "organo di Stati"). Anche il diritto di cedere agli elettori il potere dei eleggere il Presidente della Commissione, sancito dal TUE,  pare sia stato messo in discussione in più occasioni: del resto, alzi la mano chi ha visto in Italia un solo spot con la candidatura a presidente della Commissione Europea.

    (15Vedi qui 

    Patto di Stabilità – Come l’Europa dal 97 chiede il suicidio dell’economia italiana

    (16Vedi art. 17 del Trattato sull'Unione Europea, TUE

    BCE - Misure Mario Draghi - Debito

     Il Commissariamento del potere monetario – la BCE                                

    Altro organo dotato di forti poteri decisionali (dato anche il potere economico che detiene) è la Banca Centrale Europea. L'organizzazione della BCE, creata sulla falsariga della FED Usa e della Bundesbank tedesca, la quale prevede che organi direttivi siano (art. 109 del Trattato) il Comitato esecutivo (presieduto dal Presidente o Governatore e da quattro membri nominati dal Consiglio europeo: quindi nessuno eletto dai cittadini) e il Consiglio direttivo, che è costituito dai membri del Comitato esecutivo e dai rappresentanti delle altre banche appartenenti all'eurosistema (con l'esclusione dei rappresentanti delle Banche centrali dei Paesi non aderenti all'euro). Ancora una volta, come vedete, nessuno che sia stato eletto legittimamente! Per tacere sui privati proprietari che di fatto gestiscono la proprietà della BCE. La Banca Centrale Europea, infatti, (come pochi sanno)  e come si può vedere dal suo sito ufficiale (17) non è di proprietà dei popoli europei o degli stati, ma è di proprietà delle banche centrali degli stati, cioè di banche private (spacciate per pubbliche) territorialmente presenti in ciascuno dei paesi Ue aderenti all’Eurosistema (vedi SEBC). E poi il terzo azionista è curiosamente il Regno Unito, per essendo l'UK fuori dall'Eurozona e ora addirittura fuori dall'UE.

    (17Vedi qui  ECB: European Central Bank home page

     Dietro la BCE                                                                                                                  

    Come molti ignorano, ipnotizzati dalla propaganda "europeista" di regime, le suddette banche centrali, non hanno affatto l’obbligo di essere inquadrate come pubbliche. L'esempio emblematico e più diretto è quello di Bankitalia: istituto cui partecipanti al capitale sono per il 96% banche private in virtù da quanto deciso col celeberrimo Decreto Carli-Amato dell'11 Luglio 1992 (18). Ovviamente essendo la banca centrale una S.P.A., le quote appartengono agli azionisti – specie a quelli di maggioranza – e di conseguenza ai proprietari di tali banche. Rothschild in testa. Possiamo facilmente prendere coscienza del fenomeno analizzando il seguente diagramma strutturale. Queste banche private, ovviamente, non hanno mai avuto a cuore – né allora, né tantomeno oggi – il bene comune e lo sviluppo delle società, ma – ovviamente – la massimizzazione dei loro profitti el'annientamento degli uominicostretti a regime di schiavitù reale mediante l'espropriazione dell'universalità dei loro beni riconducibile al diabolico meccanismo della moneta-debito. Maccanismo del quale abbiamo gìà ampliamente parlato in molteplici contesti (19). 

    (18Vedi qui Britannia & Co – Quel che Renzi avrebbe dovuto ricordare alla Merkel

    (19) Vedi quiNell’era della moneta-debito, tutto il male viene raccolto dentro un simbolo

    Ogni strumento è progettato per raggiungere uno scopo… Anche l’Ue

    BCE - Misure Mario Draghi - Debito

     Proprietari della Banca d'Italia dopo il Decreto Carli-Amato del 1992   

    Gruppo Intesa (27,2% + 17,23% San Paolo)    Banca Carige (3,96%) 

    Gruppo Capitalia (11,15%)                               BNL (2,83%) 

    Gruppo Unicredito (10,97%)                           MPS(2,50%) 

    Assicurazioni Generali (6,33%)                     Gruppo La Fondiaria (2%) 

    Altri privati (5,65%)                                           Gruppo Premafin (2%) 

    INPS (5%)                                                                Cassa di Risp. di Firenze (1,85%)

    Banca Carige (3,96%)                                          RAS (1,33%)

     I Proprietari della Banca Centrale Europea                                                        

    Banca Nazionale della Germania (23,40%)    Banca Centrale di Svezia (2,66%)

    Banca della Francia (16,52%)                            Banca nazionale d'Austria (2,30%)                

    Banca d’Inghilterra (15,98%)                            Banca del Portogallo (2,01%)            

    Banca d'Italia (14,57%)                                       Banca Naz. della Danimarca (1,72%)   

    Banca della Spagna (8,78%)                               Banca di Finlandia (1,43%)

    Banca della Grecia (2,16%)                                 Banca Centrale d’Irlanda (1,03%)

    Banca d’Olanda (4,43%)                                      Banca del Lussemburgo (0,17%)

    Banca Nazionale del Belgio (2,83%)   

    N.B.:

    La Banca  d’Inghilterra (nazione imperiale posta alla base del Commonwealth)

    è proprietaria – azionista – della BCE, pur non essendo parte dell'Eurozona.

    Non lo trovate alquanto strano e rivelatorio?                           

     I Proprietari della Federal Reserve USA                                                   

    Rothschild Bank di Londra            Kuhn Loeb Bank di New York

    Warburg Bank di Amburgo             Israel Moses Seif Banks d’Italia

    Rothschild Bank di Berlino            Goldman, Sachs di New York

    Lehman Brothers di New York      Warburg Bank di Amsterdam

    Lazard Brothers di Parigi               Chase Manhattan Bank di New York

    BCE - Misure Mario Draghi - Debito

     Schiavizzazione delle masse mediante la Moneta-Debito                         

    Viene così a palesarsi, dietro il paravento della "democrazia" europeista, palesando l'inganno più occultato della storia: l'esistenza di un debito che non si potrà mai estinguere (20). Attraverso questo meccanismo, tali gruppi di potere possono decidere le sorti di intere nazioni: farle fallire oppure salvarle, forzarle ad adottare una forte politica di privatizzazione in modo da far divenire ciò che prima era di tutti, acquistabile da chi ha più denaro perchè può crearlo dal nulla…. (21) Non a caso i comunisti sotto Stalin furono i primi a privatizzare (da cosiddetti "paladini del proletariato") la Banca Centrale Russa, facendo gli interessi dei veri padri della rivoluzione: i massoni e banchieri statunitensi ed ebraico-sionisti (22). Tale logica scriteriata e diabolica – ricordiamo che Stalin e Lenin oltre ad essere esoteristi, erano anche massoni appassionati di esoterismo e satanismo (23) – fu causa di numerosi suicidi di piazza e della morte per fame e freddo di milioni di persone. Le analogie con l'attuale deriva europeista sono davvero impressionanti. Ma oggi come allora (nella prima metà del Novecento), il mostro unico massonico-bancario (o liberal-capitalista e social-comunista, che dir si voglia) non esitò ad avviare una campagna di espropriazioni, privatizzazioni ed accorpamenti di immense proprietà – nelle mani di pochi eletti – di proporzioni uniche nella storia, incentrate su opere di "collettivizzazione forzata" e su genocidi programmati (Vedi giù, video in allegato).

    (20Vedi qui: Inganno monetario – La Consapevolezza del bene e le chiavi del Regno

    (21Vedi qui

    Ma la nostra analisi non finisce qui! La storia ed i parallelismi continuano con la Corte di Giustizia, che è composta – come pochi sanno – da un giudice per ogni Stato membro, assistito da otto avvocati generali. Naturalmente sia i giudici che gli avvocati generali sono nominati di comune accordo dai governi degli Stati membri (e non dai Parlamenti, cioè da chi è stato eletto). Ancora una volta si tratta di soggetti scelti da persone non elette democraticamente e vicine all'élite massonico-europeistaE così, via discorrendo  per le varie “agenzie” (sono diverse decine) sparse in giro per l’Europa e delegate alla gestione o all’analisi di problemi specifici, dall’immigrazione clandestina alla ricerca, dalla formazione ai problemi del traffico marittimo: nessuna di queste, sebbene gestite grazie ai soldi dei contribuenti europei, è diretta da persone elette dai cittadini europei. Si tratta – ovviamente – di personaggi eletti (illuminati dalla fulgida luce dell'europeismo) e fedelissimi alla causa mondialista (24).

    (24Vedi qui Europeismo, Federalismo e Mondialismo: facce della stessa medaglia 

     MES                                                                                                                     

    Per non parlare dei fondi autonomi e degli enti ultimi nati, come il Redemption Found e i suoi oscuri ed ambigui reggenti o il Meccanismo Europeo di Stabilità (MES), detto anche Fondo salva-Stati permanente, istituito nel 2011, in seguito alle modifiche al Trattato di Lisbona (art. 136) e nato come fondo finanziario europeo per la presunta (ed illusoria) "stabilità finanziaria" della zona Euro (e quindi non legato a tutti i Paesi UE). Esso, tuttavia, ha assunto ben presto il ruolo di organizzazione intergovernativa: infatti la sua struttura è organizzata con un “consiglio di governatori” formato da “rappresentanti” degli Stati membri ed un consiglio di amministrazione. Tutte persone mai elette da nessun cittadino europeo e non assoggettabili a processi o perquisizioni, poste a garanzia della gabbia usurocratica europeista (25). Eppure a questo ente è stato attribuito il potere di imporre ai singoli Stati alcune scelte sulla politica macroeconomica interna. Quindi un potere enorme ben al di là dei confini nazionali, sebbene lasciato nelle mani di persone selezionate non si sa sulla base di quali criteri (e di certo non elette). E si potrebbe continuare a lungo. La verità è che, passo dopo passo, goccia dopo goccia, tutti i governi che si sono succeduti negli ultimi decenni (anche quelli nominati da Parlamenti illegittimi, eletti con un sistema elettorale incostituzionale) hanno permesso che si creasse un sistema di gestione della “cosa pubblica” italiana, che, non solo non è più italiano (dato che è stato ceduto e continua a esserlo, giorno dopo giorno, senza che nessuno dica una sola parola), ma (cosa ancora peggiore) non è diretto da soggetti eletti dai cittadini europei.

    (25Vedi qui: L’euforia di Regling, il MES avrebbe Raggiunto il suo Obiettivo

    Europeismo - Elezioni 2014 - ecco perchè io non voto

     Ua strategia antica di 300 anni e più…                                                          

    Oggi, tutte le decisioni che riguardano gli oltre 500 milioni di europei, vengono prese da gruppi di potere a trazione massonico-bancaria (questo è il loro vero nome) durante riunioni a porte chiuse. Ma  a ben vedere questo andazzo è la naturale conseguenza di un sistema nato all'indomani dei grandi sconvolgimenti epocali che interessarono l'Inghilterra e la Francia durante l'Ottocento e la fine del Settecento. Sconvolgimenti che furono posti quali pilastri alla nascita dello stato liberale e che furono suggellati con la celeberrima tripartizione del potere dettata dal Barone di Montesquieu, che nel suo schema, liquidò provvidenzialmente il potere monetario, che da allora in poi – col benestare dei governi liberal-massonici che sostituirono le monarchie cattoliche cadute sotto il peso dei debiti bancari – fu una prerogativa ad esclusiva spettanza dell'élite illuminata (liberal-capitalistica e social-comunistaprovvidenzialmente distinta dall'intellighenzia occulta in partiti ed ideologie apparentemente opposti e conflittuali. Questo se ci pensate è stato il grande limite di un filosofo ed economista come Karl Marx. Non aver compreso – o meglio aver nascosto ed a tratti alimentato – tale incredibile inganno, da sempre presente nel Dna dell'élite mondialista.

     Ecco perchè la democrazia e l'europeismo sono balle!!!                             

    Alla luce di ciò, si comprendono due cose: 1) la democrazia dal 1789 in poi è stata solo una favola enfatizzata a dovere per catturare ed imprigionare attraverso il "diritto-non-diritto" quanti più polli possibili; 2) l'europeismo, ultima creatura nata da questa matrigna secolare chiamata "democrazia" (liberale, liberal-capitalista o social-comunista che dir si voglia) è un grande inganno retto per l'annientamento programmato dei popoli e delle nazioni. Per chi avesse ulteriori dubbi, dopo aver letto questo articolo, e si sente di dichiararsi ancora europeista o magari "federalista" (sinonimo), consigliamo di indagare la storia delle vere origini dell'UE mediante la conoscenza dello sconcertante "Piano Kalergi" (26)

    (25Vedi il video quiImmigrazione: Genocidio del Popolo Europeo IL PIANO KALERGI

     L'europeismo e lo squarcio del velo                                                                 

    Allora comprendiamo il vero motivo per il quale il bilancio dello Stato italiano, la spesa sociale, gli aiuti alle imprese, ma anche le medicine da prendere o la scelta dei prodotti da mangiare o meno, le opere pubbliche da realizzare, tutto viene deciso da “soggetti”non-eletti. Comprendiamo perchè i fondi comunitari siano stati trasformati in strumenti elitari e atti ad alimentare un vergognoso clientelismo politico-elettorale e capiamo anche perchè anziché ascoltare le istanze di giustizia e libertà levate dai popoli europei, l'élite di Bruxelles abbia pensato (sotto l'ala protettrice di Usa e Nato) di creare i super-poliziotti europei, con poteri praticamente illimitati, chiamati eurogendfor. Dopo tutto questo possiamo dirci ancora sani di mente e difensori dell'europeismo? Possiamo auspicare la nascita del super-stato europeo? 

    Sergio Basile – Presidente "Sete di Giustizia" (Copyright © 2016 Qui Europa)

    Partecipa al dibattito – Redazione Quieuropa – infounicz.europa@gmail.com

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  • Oltre Brexit – Tanta euforia per cosa? – Seconda Parte

    Oltre Brexit – Tanta euforia per cosa? – Seconda Parte

    Venerdì,  24 Giugno/ 2016

     – di Sergio Basile –

    Bruxelles. Sergio Basile, Camera dei Comuni, Brexit, UE, Europa, Bbc, BCE, City, Partito Conservatore inglese, Gran Bretagna, Unione Europea, David Cameron, Impero Commonwealth, moneta debito  

    Oltre Brexit – Tanta euforia per cosa? – Seconda Parte

    Tanta illogica euforia per Brexit: l'UK esce dalla gabbia

    che essa stessa a contribuito a creare e di cui ha

    ben salde le chiavi. Cosa ci aspetta?

     

    di Sergio Basile

    BREXIT - CAMERON - AURITI

     Brexit – Il giorno dopo                                                                                      

    Bruxelles, Londra – di Sergio Basile  La Gran Bretagna ha scelto la Brexit e subito il popolo anti-Ue, di pancia, stamane ha "giustamente" esultato. Ma per cosa la maggior parte degli antieuropeisti dovrebbe esser tanto feliceCosa cambia in concreto negli equilibri di potere dei piani alti della piramide? Beh, quasi nulla.. e vedremo perché. Anzi! Il leader storico degli euroscettici dell'Ukip, Nigel Farage – fratello di un noto speculatore finanziario della City… per intenderci – si è subito lasciato andare in una pirotecnica esplosione di dichiarazioni, manifestando la propria incontenibile gioia per il successo degli anti-europeisti. Eppure l'uscita dell'UK dalla UE, era un'ipotesi ben accolta anche presso larghi settori di punta della piramide di potere della City of London, malgrado le dichiarazioni di facciata e le chiacchiere della stampa allineata. Certo, un segnale chiaro di odio per l'eurogabbia c'è stato, ma il quadro è più complesso di ciò che vogliono farci credere. "Questa è l'alba di un Regno Unito indipendente, oggi è il nostro Independence Day, è arrivato il momento di liberarci da Bruxelles": questo il ritornello di Farage. Ma sappiamo benissimo che le cose non stanno proprio così. Quando mai Londra, in concreto, è stata dipendente da Bruxelles e Francoforte? Non scherziamo!!

     Padroni e servi                                                                                                     

    Certo, euforia a parte, da una prima sommaria analisi, l'Unione Europea sembra la vera sconfitta morale delle consultazioni. Ma forse si dimentica il dato essenziale, cioé che l'UE è fatta per i servi, non per i padroni. Infatti, come ribadito dal sottoscritto anche in altre sedi, la radice del problema non consta nell'appartenenza o meno, di facciata, all'Unione europea da parte dei britannici; il vero problema, piuttosto, è l'adesione "indiretta" alla moneta-debito chiamata euro.  Chi ha di fatto il controllo dell'euro? Non è forse l'impero anglofono? Ovviamente l'euro, moneta distruttiva per la maggior parte delle economie europee, specie per quelle dei paesi cattolici del Sud Europa, torna utilissima agli speculatori della City che, da sempre, si arricchiscono e controllano il continente, e non solo finanziariamente, proprio giocando sul debito e sull'acquisto dei titoli di stato dei paesi colpiti maggiormente dalla ghigliottina dello spread e dall'usura europeista (cosiddetti PIGS – maiali…). Anche per questo il Regno Unito, storicamente cuore dell'impero Commonwealth e delle forze anti-cattoliche (giudeo-massoniche e protestanti) come insegnò, tra l'altro, il grande professor Giacinto Auriti (Sete di Giustizia e Sovranità – Auriti, il Commonwealth e la Moneta Debito), si è ben guardata, negli anni, ad aderire direttamente ad una moneta unica concepita per il controllo e la sottomissione dei popoli dei paesi "rivali". L'UK, dunque, si è sempre defilata dal subire i devastanti effetti dell'euro, in quanto espressione della vera élite mondialista che domina il pianeta.

    BREXIT - CAMERON - AURITI

     L'UK fuoriesce dalla gabbia di cui ha le chiavi                                             

    L'Ue è e resta, malgrado le facili euforie, una ricetta "prelibata" – al veleno – destinata a soli pochi "privilegiati". Come dire, una bella torta al cianuro, destinata ai soliti "maiali". Quindi il vero punto non è tanto quello di esultare per i padroni che escono, quanto studiare vere ricette di salvezza per i "servi" che restano. L'egemonia totale sulle teste e sulle famiglie degli europei che restano nella "Gabbia", Brexit o non Brexit, è di fatto esercitata dallo strapotere riconosciuto alle banche centrali (es.: BCE) e al grande cuore finanziario dell'impero Commonwealth: la City of London, motore di quel movimento ideologico-religioso chiamato "British Israel" (1) e della correlata corrente filo sionista chiamata anglo-israelismo. Questi sono i grandi temi dei quali dovrebbero occuparsi i popoli. Io personalmente non mi sento di esultare più di tanto per un biscottone preconfezionato che ha un insopportabile profumo di stantio… Anzi, fossi negli anti-europeisti euforici (pue essendo un profondo anti-europeista) inizierei seriamente a preoccuparmi, perché evidentemente qualcosa di pesante e "puzzolente" è nell'aria. Ricordiamo che oggi fuoriesce il Regno Unito dall'UE, non l'Italia. Ricordiamolo bene! Fuoriesce il Paese che ha colonizzato – e continua a farlo con la moneta, il terzo azioniariato in BCE e la City – l'Europa e il mondo intero. I dominatori dell'Europa e del Commonweath, di cui tutto il mondo è espressione e colonia monetaria, escono dall'Ue. E allora?

    (1) Vedi qui British Israel, Ecumenismo e Protestantesimo – 1

                              British Israel, Ecumenismo e Protestantesimo – 2

    La grande eresia – Commonwealth, moneta e giudaizzazione delle nazioni – 1

    BREXIT - CAMERON - AURITI

     La gabbia è fatta per i servi                                                                               

    La gabbia è fatta per i servi, non per i padroni. Noi tutti – miracoli a parte – siamo e resteremo colonia monetaria anglo-americana, e TTIP e TISA, in aggiunta, sono alle porte (2). Ora, con Brexit, ovviamente Sua Maestà e i suoi sudditi non ne godranno le "dolci primizie". Cioé, probabilmente, non godranno del gusto di quelle profumate bacche avvelenate dagli OGM, ecc.., destinate al "resto dell'Antico Continente", quello di serie B, di cui fa parte anche l'anglo-ItaliaNon comprendo francamente tutta questa euforia per Brexit e per un dato strategico ben acquisito ed, evidentemente, meditato da tempo. Non scordiamoci, tra l'altro, che noi siamo "il Bel Paese dove lo Yes suona".  Gli "euforici della democrazia" le vere ragioni della Brexit temo che le comprenderanno solo nei prossimi mesi, e a farne le spese non saranno di certo né il fratello di Farage, né gli altri speculatori della City. Né tantomeno la Regina e i suoi fedeli cortigiani. God Save the Queen! (Sic!). God Save Nigel Farage (Sic!).

    (2) Vedi qui 

    TTIP e TISA: i trattati Usa-Ue che uccidono la politica e la sovranità – 1 

    TTIP e TISA: annullamento totale della volontà popolare e legalizzazione del crimine – 2

     

    Sergio Basile – Presidente "Sete di Giustizia" (Copyright © 2016 Qui Europa)

    Partecipa al dibattito – Redazione Quieuropa – infounicz.europa@gmail.com

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      Oltre Brexit – Prima Parte                                                                                          

    Oltre Brexit – il vero nodo da sciogliere tra Bruxelles e Londra – Prima Parte

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    Mercoledì, Maggio 27th, 2015 – Redazione Qui Europa –  Redazione Quieuropa,  Parlamento Europeo, Bruxelles, Ue, emissione monetaria a debito, iper immigrazione di massa, oro carta, BCE, vero sviluppo di una nazione, G 7, Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito, Stati Uniti, mondialismo, propaganda  Sviluppo e tutela ambientale – L'UE verso il G7 dei paradossi Oggi, Mercoledì 27 Maggio, i deputati […]

    Unione Bancaria: Parlamento Europeo approva nomine membri Comitato di risoluzione unico

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    Mercoledì,  Dicembre 17th/ 2014     – di Sergio Basile – Redazione Quieuropa, Sergio Basile, Giacinto Auriti, Unione Bancaria, Parlamento europeo, impero europeo del debito, Bruxelles, Francoforte, risoluzione, single resolution board,Elke König (DE) per la posizione di Presidente; Timo Löyttyniemi (FI) per la posizione di vicepresidente; Mauro Grande (IT); Antonio Carrascosa (ES); Joanne Kellermann (NL); Dominique Laboureix  Unione Bancaria: Parlamento Europeo approva nomine membri Comitato di […]

  • Siria – Nuove Sanzioni Ue, Nuovi Crimini contro l’umanità

    Siria – Nuove Sanzioni Ue, Nuovi Crimini contro l’umanità

    Lunedì,  30 Maggio / 2016    
     

    – di Sergio Basile –

    Redazione Quieuropa, Sergio Basile, Siria, Aleppo, Consilium, Donald Tus, Bruxelles, Ue, Unione Europea, crimini contro l'umanità, Sanzioni, Assad, Terrorismo, Testimonianza Cristiana, Terrasanta, Persecuzioni contro i Cristiani, martiri, famiglie in fuga, genocidio del popolo siriano, ipocrisia e silenzio, Onu, Vertici vaticani, europeismo, Isis, Usa, Gran Bretagna, Francia, Qatar, Arabia Saudita, Italia 

    Siria – Nuove Sanzioni Ue, Nuovi Crimini

    contro l'umanità

    Persiste l'ipocrita cappa di silenzio dell'Ue, di parte dei

    vertici vaticani, filo-europeisti, e dell'Onu.

    Il rovesciamento della verità sui crimini in Siria resta una

    delle contraddizioni più grandi del nostro tempo:

    informare è un dovere comune

     

    di Sergio Basile

    Siria - Bruxelles - Nuove Sanzioni Ue fino al 1° Giugno 2017

     Consiglio Ue rinnova sanzioni contro la Siria (cioé contro il popolo)     

    Bruxelles, Aleppo, Damasco – di Sergio Basile   Lo scorso 27 Maggio, malgrado gli accorati appelli contrari provenienti da sacerdoti e laici, cristiani e non – puntualmente ignorati (1) – l'Ue ha deciso di rinnovare per un altro anno le sanzioni contro la Siria, o meglio contro il perseguitato popolo siriano. Le terribili sofferenze inferte ("secondo giustizia" – Sic!!) ad una popolazione allo stremo delle proprie forze psico-fisiche, saranno cioé riacuite fino all'1 giugno 2017. Ce lo chiede l'europeismo!

    (1) Vedi qui: Siria – La petizione per fermare le sanzioni e il doppio volto dell’Ue 

    Basta sanzioni alla Siria e ai Siriani – Lettera alla Redazione 

    La petizione, l’appello – Basta sanzioni alla Siria 

    Appello delle suore trappiste siriane – contro le sanzioni che annientano il popolo

    Siria - Bruxelles - Nuove Sanzioni Ue fino al 1° Giugno 2017

     Un voto contro il "regime siriano" ?                                                               

    Ovviamente il sito (2) del Consiglio europeo (3), organo responsabile di questo grave atto, difende la scelta, con motivazioni di facciata a dir poco disarmanti: "Il 27 maggio 2016 – si legge –  il Consiglio ha prorogato le misure restrittive dell'UE nei confronti del regime siriano. (…) con l'imposizione e l'applicazione di sanzioni nei confronti del regime e dei suoi sostenitori. L'UE mantiene l'impegno a trovare una soluzione duratura al conflitto in Siria. (…) L'UE rafforzerà il proprio ruolo politico a sostegno di una ripresa credibile dei colloqui tra le parti siriane coordinati dall'inviato speciale delle Nazioni Unite De Mistura con l'obiettivo di raggiungere un accordo su un'autentica transizione politica in Siria" (virdolettato Ndrconformemente alla dichiarazione di Vienna del 17 maggio 2016 (…). L'UE – si legge infine – continuerà a sostenere la "fornitura di aiuti umanitari" a tutti i siriani che li necessitano in zone assediate e di difficile accesso".

    (2) Vedi qui: Consilium / comunicato 295/16  – 27 maggio 2016

    (3) Consiglio europeo: organo costituito dai capi di Stato o di governo dei 28 Stati membri dell'UE, dal presidente del Consiglio europeo, dal presidente della Commissione europea e – solo quando si discutono temi di politica estera – dall'alto rappresentante Ue per gli affari esteri e la politica di sicurezza (oggi l'italiana Federica Mogherini, in carica dal 1º novembre 2014).

    Siria - Bruxelles - Nuove Sanzioni Ue fino al 1° Giugno 2017

     Le sanzioni votate ( sulle spalle del popolo )                                                

    "Le sanzioni in vigore al momento continua il comunicato ufficiale del Consiglio Ue –  includono segnatamente un embargo sul petrolio, restrizioni su alcuni investimenti, un congelamento dei beni della banca centrale siriana nell'UE, restrizioni all'esportazione di attrezzature e tecnologie "che potrebbero essere usate a fini di repressione interna" (virdolettato Ndsnonché di attrezzature e tecnologie per il monitoraggio o l'intercettazione delle comunicazioni telefoniche od online. Inoltre, più di 200 persone e 70 entità sono oggetto di un divieto di viaggio e di un congelamento dei beni a causa della repressione violenta contro la popolazione civile in Siria (…)".

     Denuncia del vescovo siriano di Hassaké, prima del voto europeista     

    In merito, qualche giorno prima del voto, il Vescovo siriano di Hassakè, Mons. Jacques Behnan Hindo, aveva denunciato per l'ennesima volta (come riportato dal blog "Piccole Note", del 24 Maggio)  le gravissime, scellerate, decisioni europeiste (e dell'intera comunità internazionale targata Onu) in questi termini: "Una tragedia senza fine si è abbattuta sulla popolazione siriana. Le sanzioni imposte strangolano ancora di più la Siria. In aggiunta le organizzazioni non governative e l’Onu invece di aiutarci, ci affamano". Il prelato, testimone oculare dei crimini, in attesa del voto del Consiglio europeo, aveva analizzato la questione, sostanzialmente sotto 2 punti di vista: i presunti "aiuti" e il (presunto) "contrasto alle forze del male" (identificate per Onu e Ue, nel regime di Assad).

     Quali aiuti? A chi?                                                                                               

     1) I cosiddetti aiuti – "L'Onu – aveva ammonito Mons. Hindo – compra prodotti fuori dalla Siria per poi distribuirli (sotto forma di aiuti umanitari) in mamiera scriteriata: un terzo dei finanziamenti, infatti, finisce al personale Onu; il resto viene assorbito dai costi di trasporto". Le imprese siriane, dunque, sono tagliate fuori da questo "provvidenziale" ciclo economico e in tal modo l'Onu finisce per "ingrassare" altri ingranaggi e "gonfiare" altre tasche. "All’Occidente non interessa far finire questa guerra, dal momento che persegue i propri interessi, che poi sono in linea con quelli dell’Arabia Saudita, del Qatar e della Turchia (…) e ciò sotto gli occhi complici dei servizi segreti di Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna e Italia (che sembrano non vedere i mercenari provenienti da tutto il mondo, assoldati dallo stesso Occidente e alleati mediorientali, per fare il gioco sporco – Nds).

    Siria - Bruxelles - Nuove Sanzioni Ue fino al 1° Giugno 2017

     Il "contrasto al Male della Siria"                                                                     

    2) Il presunto contrasto armato alle forze sovversive e distruttive che annientano la Siria (Assad, per Ue, Consiglio europeo e Onu – Nds) – "Ci sono anche dei siriani tra le fila dei miliziani – aveva denunciato il vescovo siriano – reclutati con un sistema di arruolamento antico ma sempre efficace. Il libero esercito siriano paga 10.000 lire siriane al mese: al Nusra, la più terribile milizia jihadista (le cui stragi non hanno eco in Occidente) paga 25.000 lire, mentre Daesh, ovvero l’Isis, 50.000 lireCifre astronomiche per i normali stipendi siriani, che hanno sedotto i cuori di tanta povera gente che così ha trovato l’America (…). E che dire delle migliaia di pik-up Honda bianchi, con tanto di mitragliatrice posizionata nel retro, arrivate nel Paese: veicoli nuovi fiammanti che qualcuno ha comprato e girato ai miliziani e che oggi fanno bella mostra di sé in tutto il Paese. I “ribelli moderati” non esistono! I miliziani passano da un gruppo all’altro con estrema facilità, come anche le armi che l’Occidente fornisce ai loro protetti.

     Un mondo alla rovescia: la menzogna è verità, il bianco è nero               

    Guerra sporca, quella siriana, dove tutto è ribaltato e dove tutto è usato per uno scopo diverso da quello dichiarato. Anche il recente cessate il fuoco – secondo il vescovo siriano – è stato usato a scopo bellico: per rifornire di armi i jihadisti e per farne entrare di nuovi dai confini turchi: circa diecimila. Non abbiamo bisogno di protettori, abbiamo solo bisogno di essere lasciati in pace…" (dichiarazione di Mons. Jacques Behnan Hindo).

     Il vero obiettivo dell'europeismo e della sua "anima nera"                       

    Il vero "contrasto" al neminodifeso (propagandisticamente) dalle  forze europeiste e dall'ONU (4)   alla resa dei conti è uniformato unicamente a disintegrare il popolo siriano, in gran parte reo di essere cristiano o, comunque, non fanatico o allineato al mondialismo (Nuovo Dis-Ordine Mondiale5) cioé a quel movimento globale, pseudo-religioso, che vorrebbe asservire l'intera umanità ad un impero unico su scala planetaria, a trazione giudaico-massonica e a vocazione anti-cristiana. Ovviamente in Italia, nei salotti tv dei canali mainstream, come nei Tg di regime, tutto tace. Nessuno osa  uscire dai solchi; l'inversione della realtà è totale: forse troppo evidente e folle per essere creduta fino in fondo dall'intera comunità.

    (4)  La denuncia di Mons. Hindo è stata solo una delle ultime di un'infinita, inascoltata, serie

    (5) Vedi qui:  

    Nuovo Ordine Mondiale – Sinarchia satanica che si vince con le armi dello Spirito

    Kalergi, Comenius e Saint-Yves: i Padri del Nuovo Dis-Ordine Europeo 

    Ratzinger e il Nuovo Disordine Mondiale

    Siria - Bruxelles - Nuove Sanzioni Ue fino al 1° Giugno 2017

     L'assordante silenzio dei vertici vaticani e delle reti pseudo-cattoliche 

    Ma quel che meraviglia di più è l'assordante silenzio dei cosiddetti canali filo-cattolici, ad oggi, evidentemente, controllati da una grande mano invisibile che decide ciò che e "bene" sapere. Che decide, cioé, il grado di consapevolezze che le coscienze dei fedeli devono raggiungere affinché il "Grande Fratello" non venga disturbato. Intanto i crimini europeisti contro l'umanità continuano a consumarsi sotto il cielo di Aleppo, Damasco e dintorni. L'unico slancio di umanità, per il momento, resta quello dell'accoglienza ipocrita e strategica dei disperati sui barconi: ultima frontiera del piano immigrazionista (5) verso il quale anche gran parte dei vertici vaticani sembra convergere ormai da tempo. Malgrado gli "alberi piantati " in nome della giustizia (6) e  i "crimini invisibili" celati dietro le nuove, "provvidenziali", sanzioni europee.

    (5) Vedi qui: L’élite integrazionista del “Piano Kalergi” premia Bergoglio? 

    Kalergi, Comenius e Saint-Yves: i Padri del Nuovo Dis-Ordine Europeo 

    Il Piano Kalergi – Quello che Nessuno ti ha mai detto sull’Europa – Prima Parte / Seconda Parte 

    La Terza Fase del Piano Kalergi – Comprare l’assenso alla paneuropeizzazione programmata 

    Sbarchi pilotati – Attacco al Cuore del Cattolicesimo

    (6) Vedi qui: L’incontro per la Pace in Vaticano: bilanci e prospettive oltre i cerimoniali 

    Aleppo e il genodicio idrico tra il silenzio della comunità Internazionale

     

    Sergio Basile (Copyright © 2016 Qui Europa)

    Partecipa al dibattito – infounicz.europa@gmail.com

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     Video Allegato – il Piano Kalergi                                                                                      
     

    Immigrazione: Genocidio del Popolo Europeo IL PIANO KALERGI

     
    Immigrazione: Genocidio del Popolo Europeo IL PIANO KALERGI
     

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     Allegati – Approfondimenti                                                                                               

    Siria – La petizione per fermare le sanzioni e il doppio volto dell’Ue

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    Basta sanzioni alla Siria e ai Siriani – Lettera alla Redazione

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    La Mano Nascosta e il Governo Segreto del Mondo – 2 – Perchè la Civiltà Cristiana è in mortale pericolo

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    Martedì,  Febbraio 16th/ 2016 – di Sergio Basile – Dissertazioni su "The Secret World Government" di Cherep Spiridovich con il contributo di Nicola Arena Redazione Quieuropa, Sergio Basile, Nicola Arena, Giovanni Caltabiano, Conflitto siriano, Siria, guerra in Siria, The hidden Hand, The Secret World Government, Cherep Spiridovich, Dinastia Romanov, Crimini del bolscevismo, La mano nascosta, The Secret World […]

    Kalergi, Comenius e Saint-Yves: i Padri del Nuovo Dis-Ordine Europeo

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    Mercoledì, 25 Maggio/ 2016     – di Don Curzio Nitoglia – Redazione quieuropa, Don Curzio Nitoglia, Le Forze Occulte della Sovversione, Giudaismo, Massoneria, Kalergi, Comenius, Saint-Yves, Nuovo Disordine Europeo, Fratelli Moravi, Fratelli Boemi, Rosacroce, Johann Valentin Andreae, Consultatio de rerum humanarum emendazione, Descriptio de republica cosmopolita, cosmopolitismo, Nuovo Prdine Mondiale, impero giudeo-massonico anti-cristiano, protestantesimo, ecumenismo, Lux ex tenebris, Pontificio Consiglio della Cultura, L’eredità di Comenius, bilancio di un centenario, Alexandre Saint-Yves d’Alveydre, Mission des […]

    Le Forze Occulte della Sovversione: Giudaismo, Massoneria, Liberalismo & Bolscevismo

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    Lunedì, 9 Maggio/ 2016     – di Don Curzio Nitoglia – Redazione quieuropa, Don Curzio Nitoglia, Le Forze Occulte della Sovversione: Giudaismo, Massoneria, Liberalismo & Bolscevismo, millenarismo «gioachimita», Gioacchino da Fiore, ecclesiologia della Nuovissima Alleanza, San Tommaso d’Aquino, Somma Teologica, Vangelo e Gesù, Puritanesimo, negazione della Santissima Trinità e la Divinità di Cristo, origine ebraica di Gioacchino,  Goffredo d’Auxerre, San Bernardo di Chiaravalle, Giudaismo padre della Massoneria, Massoneria anglo-americana, Rivoluzioni, Liberismo calvinista, Americanismo teo-conservatore, Plutocrazia dell’alta finanza apolide, vera Economia, Millenarismo gioachimita, Giudaismo, […]

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    Mercoledì, 5 Maggio/ 2016     – di Sergio Basile – Redazione quieuropa, Sergio Basile, Premio Carlo Magno, Papa Francesco, Aquisgrana, Herman Van Rompuy, gabbia europea del debito e della moneta dell'usura legalizzata, monometallismo argenteo, Piano Kalergi, integrazionismo, giudeo-massoneria  L'élite integrazionista del "Piano Kalergi"  premia Bergoglio? UE – Il premio internazionale "Carlo Magno" a Bergoglio. Strategie mondialiste e paradossi – L'antitesi del […]

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    Venerdì, Marzo  25th/ 2016    – di Padre Giacobbe Elia – esorcista incaricato per la Diocesi di Roma dal 1987,  sacerdote, discepolo del Servo di Dio, Padre Candido Amantini Redazione Quieuropa, Padre Giacobbe Elia, Stragi a Bruxelles, Incomplrensibile minuto di silenzio, élite occidentale, guerra di religione, mondialismo luciferino, islam  Stragi a Bruxelles – Incomprensibile minuto di silenzio dell'élite europeista Stragi, ancora stragi dietro i fili di astuti burattinai occidentali   […]

    Il Piano Kalergi – Quello che Nessuno ti ha mai detto sull’Europa – Prima Parte

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    Venerdì,  Marzo 8th/ 2013 – L'editoriale di Giovanni Antonio Fois e Sergio Basile –  Il Piano Kalergi, Unione Europea, Ue, Richard Coudenhove Kalergi, Politiche europeiste, Nuovo Ordine Mondiale, Mondialismo, Messia, Capitalismo internazionale, Multiculturaismo, Premio Carlo Magno, Gli Stati uniti e l'Unità Europea, Wiston Crurchill, Loggia B'nai B'rith, Usa, Stati uniti, Teoria delle Razze, Teorie dei […]

    Il Piano Kalergi – La Terzomondializzazione dell’Europa e l’Eurocasta -Seconda Parte

    Il Piano Kalergi – La Terzomondializzazione dell’Europa e l’Eurocasta

    Sabato,  Marzo 9th/ 2013 – L'editoriale Sergio Basile e Giovanni Antonio Fois –  Il Piano Kalergi, Unione Europea, Ue, Richard Coudenhove Kalergi, Politiche europeiste, Multiculturalismo, Premio Carlo Magno, Premio Kalergi, Mescolanza razziale, Terzomondializzazione dell'Europa, Gerd Honsik, Mondialismo, NWO, Angela Merkel, Herman van Rompuy, Denuncia, Coppia tedesca, Crimini contro l'umanità, primavera araba, Robert Schuman, Mediterraneo, G.Brock Chisholm, OMS, […]

    La Terza Fase del Piano Kalergi – Comprare l’assenso alla paneuropeizzazione programmata

    La Terza Fase del Piano Kalergi – Comprare l’assenso alla paneuropeizzazione programmata

    Sabato, Giugno 13rd, 2015 – L'editoriale di Sergio Basile, Direttore "Qui Europa"  –  Redazione Quieuropa,  Sergio Basile, Piano Kalergi, iper immigrazione programmata, capo treno accoltellato a Milano, delinquenza in aumento, annullamento dell'identità di una nazione, promesse e strategie di Matteo Renzi, Massoneria, Cristianesimo, attacco al cuore del Cristianesimo  Società, Delinquenza e Iper-immigrazione programmata La Terza Fase del Piano Kalergi – Comprare […]

    Sbarchi pilotati – Attacco al Cuore del Cattolicesimo

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    Lunedì,  Aprile 27th/ 2015       – di Arrigo Muscio, Sergio Basile e Redazione Qui Europa – Redazione Quieuropa, Arrigo Muscio, Sbarchi, colonia Italia, Unione Europea, cattolico-moderniste, giudaico-massoniche, Mare Nostrum e Triton, cercano di arrivare in Florida via mare, Cuba, prostituzione, attacco al cuore del Cattolicesimo,Usa, Cuba, Obama, social-comunismo, mondialismo  Sbarchi pilotati – Attacco al Cuore del Cattolicesimo La strana politica europeista sugli sbarchi e le […]

    Islam e Scontro tra civiltà – Mazzini, Pike e la Pianificazione Massonica del terzo caos mondiale

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    Sabato, Febbraio 21st / 2015     – di Sergio Basile – Redazione Quieuropa, Albert Pike, Giuseppe Mazzini, Massoneria, Lucifero, Scontro tra civiltà, Jacob Bohme, Swedenborg, Saint-Martin, Epiphanius, William Guy Carr, Sistema Bancario Internazionale, Cabala, Satana, sterco del demonio, moneta-debito, Giudeo massoneria e Nuovo Ordine Mondiale  L'attuale scontro fomentato tra civiltà e religioni pianificato in 2 lettere del 187o e '71 La confessione […]

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    Siria – Come l’Occidente appoggia l’ISIS sottobanco

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     Martedì,  Ottobrebre 27th/ 2015  – di Padre Daniel Maes, Siria – Redazione Quieuropa, Padre Daniel Maes, Siria, Qara, fabbrica di candele, gruppo Bilderberg, Francois hollande, Barack Pbama, Arabia Saudita, ISIS, Turchia, David Cameron, UK, terrorismo internazionale  Siria – Come l'Occidente appoggia l'ISIS sottobanco Lettera di Padre Daniel Maes da Qara: bugie e ipocrisie, questi i "grandi valori" di […]

    Siria – Le Politiche Occidentali incoraggiano l’esodo dei Cristiani

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    Martedì, Ottobre 22nd/ 2013 – Redazione Qui Europa – Redazione Qui Europa, Siria, Cristiani, Esodo, Arcivescovo Marayati, Comunità Internazionale, Profughi Siriani, 17 Paesi, Europa, Esodo forzato e indotto, Genocidio di un popolo, Libano, Damasco, Aleppo, Derrate alimentari carissime, Responsabilità e doveri dellì'Occidente, Assad ripristina l'arteria stradale Aleppo-Homs  Siria – Le Politiche Occidentali incoraggiano l'esodo dei Cristiani La […]

    La Guerra di Obama è la Guerra delle Banche Centrali: Giacinto Auriti insegna!

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    Mercoledì,  Agosto 27th/ 2014 – di Sergio Basile – Redazione Quieuropa, Sergio Basile, Giacinto Auriti, Sarajevo, Genova, G8, Galli da combattimento, Barack Obama, sionismo internazionale, wahhabiti, integralismo islamico, ruolo delle banche centrali, moneta debito, Siria, Washington, intervento di Terra, debito, monopoli, globalizzazione, Abruzzo Press, Dragurin Dimitrievié, Francesco Ferdinando d'Asburgo, Norodna Obdrana, Ujedinjenje ili Smrt, Dragurin Dimitrievié, Vojislav Tancosié, Sofia Chotek  La Guerra di Obama è la […]

    Giacinto Auriti e la Lettera aperta al Pentagono, per fermare il terrorismo

    Giacinto Auriti e la Lettera aperta al Pentagono, per fermare il terrorismo

    Sabato,  Luglio 23rd/ 2014  – di Sergio Basile e Rocco Carbone / Sete di Giustizia / SAUS – Redazione Quieuropa, Rosso Carbone, Sergio Basile, Sete di Giustizia, SAUS, Giacinto Auriti, Pentagono, Terrorismo, Passo falso, Lettera aperta al Pentagono, Il Manifesto, Video Foley, guerra al terrorismo, clima da guerra fredda, Giacinto Auriti e la guerra del sangue contro l'oro  […]

    Gli angeli di Homs e la nostra Sete di Giustizia

    Gli angeli di Homs e la nostra Sete di Giustizia

    Venerdì,  Ottobre 3rd/ 2014  – di Sergio Basile – Presidente Sete di Giustizia – Redazione Quieuropa, Sergio Basile, Homs, strage di bambini, fondamentalismo islamico, nuova consapevolezza, Giacinto Auriti, finanziamenti occulti agli squadroni della morte, moneta-debito, sistema bancario internazionale, rivoluzioni e primavere, progresso, coscienza Sete di Giustizia  Gli angeli di Homs e la nostra Sete di Giustizia Dedicato […]

    Ratzinger e il Nuovo Disordine Mondiale. La trappola per ridurre il numero dei commensali alla tavola dell’umanità

    Ratzinger e il Nuovo Disordine Mondiale. La trappola per ridurre il numero dei commensali alla tavola dell’umanità

    Lunedì, Giugno 1st, 2015 – Prefazione del Card. Joseph Ratzinger – 1997 –  al libro "Nuovo disordine mondiale. La grande trappola per ridurre il numero dei commensali alla tavola dell’umanità" di Mons. Michel Schooyans Redazione Quieuropa,  Nuovo Disordine Mondiale, Papa Benedetto XVI, Cardinal Joseph Ratzinger, Gender, Conferenza di Pechino, Nuovo Ordine Mondiale, Ideologia gender, Joseph Ratzinger, Michel Schooyans, Cairo, Una […]

    Nuovo Ordine Mondiale – Sinarchia satanica che si vince con le armi dello Spirito

    Nuovo Ordine Mondiale – Sinarchia satanica che si vince con le armi dello Spirito

    Giovedì, Maggio 28th, 2015 – di Sergio Basile e Massimo Mancinelli  –  Redazione Quieuropa, Madonna di Fatima, Terzo Segreto di Fatima, Massimo Mancinelli, Sergio Basile, San Pio da Pietrelcina, San Giovanni Paolo II, Conciclio Vaticano II, Benedetto XV, Benedetto XVI, Popolo eletto, apostasia, tradimento di Dio, Giudeo-Massoneria, Ebraismo, Giusta interpretazione della Bibbia, nemici di Cristo, Ecumenismo, 13 Maggio 1981, Mehmet Ali Agca, […]

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      Approfondimenti                                                                                                               

    Gli oscuri misteri della Kabbalah ebraica – Prima Parte – Le Origini

    Gli oscuri misteri della Kabbalah ebraica – 2 – L’opera rinascimentale dei cabalisti

    Gli oscuri misteri della Kabbalah ebraica – 3 – Cabalizzazione dell’ebraismo

    Gli oscuri misteri della Kabbalah ebraica – 4 – Contraddizioni cabalistiche e Verità bibliche

    Gli oscuri misteri della Kabbalah ebraica – 5 – Attacco alla Genesi e divine alterazioni

    Gli oscuri misteri della Kabbalah ebraica – 6 – Gnosticismo, idolatria del nulla e ateismo pratico

    Gli oscuri misteri della Kabbalah ebraica – 7 – La Bibbia Satanica del NWO

    Affinità Elettive tra Ebraismo e Massoneria

  • Siria – La petizione per fermare le sanzioni e il doppio volto dell’Ue

    Siria – La petizione per fermare le sanzioni e il doppio volto dell’Ue

    Giovedì, 26 Maggio/ 2016   

     – di Fra Firas da Aleppo / Redazione Qui Europa / Redazione Ora Pro-Siria –

    Redazione quieuropa, siria, Fra Firas da Aleppo, Pirellone, consiglio regionale della Lombardia, Unione europea, Raffaele Cattaneo, padre Ibrahim Alsabagh, collegio di Terra Santa dei frati francescani ad Aleppo, inermi cittadini di al-Zara, Aleppo, Latakia, Jableh, Tartous, nascita di Daesh 

    Siria – La petizione per fermare le sanzioni

    e il doppio volto dell'Ue

    Cresce il fronte delle adesioni pro-Siria, ma i crimini

    contro l'umanità e il silenzio occidentale sono

    assordanti: negli ultimi giorni escalation

    di violenza e morte

     

    di Fra Firas da Aleppo / Redazione Qui Europa / Redazione Ora Pro-Siria

    Siria, Ue, Sanzioni e Bombe

     Petizione Pro-Siria – firma anche il PdC regionale, Cattaneo                                                             

    Milano, Aleppo, Bruxelles – di Fra Firas da Aleppo / Redazione Qui Europa / Redazione Ora Pro Siria – Continua la campagna di sensibilizzazione finalizzata alla cessazione delle inique sanzioni poste in essere dall'UE, contro il perseguitato popolo siriano (1) depositario e custode più antico, e forse più verace, dell'eredità cristiana (Il Cristianesimo è nato in Siria). Intanto alla corposa lista delle sottoscrizioni dell'appello pro-Siria nelle ultime ore si è aggiunto anche il Presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Raffaele Cattaneo, che ha aderito di buon grado alla petizione (2). L’adesione è avvenuta ieri in occasione dell’incontro a Palazzo Pirelli con padre Ibrahim Alsabagh, parroco della comunità latina di Aleppo.

    (1) Vedi qui: Basta sanzioni alla Siria e ai Siriani – Lettera alla Redazione

    (2) Vedi qui: Basta sanzioni alla Siria)

     Bombe e morte sul colleggio francescano – Testimonianza di Fra Firas  

    D'altra parte, in Siria, continuano gli orrori e i crimini contro l'umanità: l'integralismo viene fomentato e promosso – con tutto il suo strascico di morte – e mentre le bombe continuano a cadere, il coccodrillo europeo finge di piangere gli ennesimi morti del mare, con fini ben precisi (3). Tra il mirino delle forze del male, ben camuffate da angeli di giustizia e "democrazia" gli istituti religiosi: "nei giorni scorsi un missile ha colpito il collegio di Terra Santa dei frati francescani ad Aleppo, convento tanto caro ed amato da tutti gli aleppini, in particolare dalle famiglie che si recano qui numerose ogni giorno per prendere aria pulita e recuperare le energie che la guerra in atto ha sciupato. Una donna anziana e malata è stata uccisa. Altre due ferite gravemente! Panico e terrore hanno colpito le altre venti donne che il convento aveva ospitato dopo che la loro casa di ricovero è stata bombardata un anno fa: ora non sappiamo nè come nè dove sistemarle! Ad Aleppo purtroppo non vi è più un luogo tranquillo al cento per cento. Il Signore abbia pietà di noi e ci benedica con la Sua Pace. Padre Eduardo ed io (Fra Firas) stiamo pregando per la defunta e per tutte le persone innocenti che sono vittime del conflitto odioso in Siria. Vorremmo che vi associaste alla nostra preghiera per tutti affinché cessi il male, e al posto dell'odio regni la pace e l'amore!".

    (3) Vedi qui: Immigrazione: IL PIANO KALERGI

    Sanzioni Siria – Testo petizione  inviato a Rappresentante Ue Mogherini e Renzi

     Perché non c'è un'indignazione come per Parigi e Bruxelles?                  

    Osservando quel che sta accadendo in Siria in queste ore, sarebbe legittimo aspettarsi un'indignazione almeno pari a quella degli attentati di Parigi e di Bruxelles, ma gli almeno 148 morti degli attentati perpetrati ad Aleppo, Latakia, Jableh, Tartous (che non sono 'roccaforti del regime' ma città plurietniche e recentemente rifugio di sfollati interni da luoghi invivibili), come pure il massacro della scorsa settimana degli inermi cittadini di al-Zara, non toccano le nostre coscienze allo stesso modo. Del resto, perché aspettarselo?  Questo Occidente così attento ad occuparsi di pseudodiritti e a fare astratti proclami sulla pace e sulla fratellanza, non si accorge che tanta gente muore proprio per i propri errori e la propria insipienza nella gestione di questa guerra tra i Siriani e il resto del mondo.

     Il documento del Consiglio europeo non fotografa la verità                    

    Si ribadisce, anche nel documento  emesso il 23 Maggio dal Consiglio Europeo, che si tratta di 'guerra civile' e che c'è un regime “che perpetra attacchi contro il suo stesso popolo” (???), ma quello che è sotto gli occhi di tutti è altro: c' è il Male che ormai è incontenibile, basti pensare al martellamento costante dei mortai dei terroristi sui quartieri cristiani di Aleppo, ai due missili jihadisti sulla casa di riposo per anziani nel Collegio di Terra Santa dei Francescani (di cui sopra) alle 7 autobombe detonate da suicidi assassini, alla donna che fingendosi incinta ricorre al pronto soccorso e si fa esplodereQuesto Male in ogni caso non nasce per una guerra di liberazione e aneliti di giustizia da parte di un popolo vessato e schiacciato da 'un regime criminale'.

    Petizione – Basta sanzioni alla Siria

     Guerra di religione fomentata e coperta dall'Occidente                            

    Come sovente denunciato da Patriarchi e Vescovi siriani, nasce per disegni geopolitici che sono altrove, calcoli e progetti che hanno favorito la nascita di Daesh e dei mille altri gruppi più o meno 'moderati', ma accomunati nel loro progetto di conquista e sottomissione e la conseguente estromissione dei Cristiani dalla Siria e dall'Iraq. Davanti a tutto questo ci si aspetterebbe da parte della UE un soprassalto di coscienza che lenisca le sofferenze della popolazione siriana, abolendo le sanzioni comminate alla Siria già da 5 anni. Lo vorremmo con tutto il cuore ma non ci speriamo. La politica UE semplicemente non esiste, e la UE ed i suoi "governanti" forse si limitano ad eseguire ordini. In questo quadro tragico e oscuro, i cristiani continuano a ribadire cosa ci si aspetta dall'Occidente.  Questi pastori continuano a restare tra la propria gente adoperandosi in ogni modo per costruire un Medio Oriente più umano, più giusto, rispettoso e comprensivo delle identità. Un lavoro incessante che ci verrà testimoniato anche in questi giorni da Fra Ibrahim Alsabagh, Parroco nella parrocchia di San Francesco ad Aleppo, nel suo giro di testimonianze in Italia (4)

    (4) Vedi qui appuntamenti e incontri pubblici sulla Siria, in Italia

    Fra Firas da Aleppo / Redazione Qui Europa / Redazione di Ora pro Siria

    Partecipa al dibattito – infounicz.europa@gmail.com

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     Allegati – Approfondimenti                                                                                               

    Basta sanzioni alla Siria e ai Siriani – Lettera alla Redazione

    Basta sanzioni alla Siria e ai Siriani – Lettera alla Redazione

    Domenica, 22 Maggio/ 2016    – Comitato italiano “Basta sanzioni alla Siria e ai Siriani” – Redazione Quieuropa, Aleppo, Siria, Crimini contro l'Umanità, Aleppo, guerra dell'acqua, sanzioni, Unione europea,  Suore trappiste, testimonianza, genocidio del popolo siriano, Nobel per la Pace Maguire  Basta sanzioni alla Siria e ai Siriani – Lettera alla Redazione    In attesa del summit di Bruxelles, […]

    La petizione, l’appello – Basta sanzioni alla Siria

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    Mercoledì 18 Maggio / 2016  – Comitato italiano contro le sanzioni alla Siria  – Siria, Redazione Qui Europa, Aleppo, Crimini contro l'Umanità, Aleppo, guerra dell'acqua, sanzioni, Unione europea,  Suore trappiste, testimonianza, Sanzioni, annientamento della Siria, sanzioni inique, genocidio del popolo siriano, sanzioni internazionali  La petizione, l'appello – Basta sanzioni alla Siria In questi cinque anni le sanzioni alla Siria hanno […]

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     Video Allegato – il Piano Kalergi                                                                                      
     

    Immigrazione: Genocidio del Popolo Europeo IL PIANO KALERGI

     
    Immigrazione: Genocidio del Popolo Europeo IL PIANO KALERGI
     
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    Banalizzazione dell’orrore: lettera dai Maristi di Aleppo

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    Domenica, Settembre 20th, 2015 – di Nabil Antaki – Redazione Quieuropa,  Siria, Suore trappiste, testimonianza, annientamento della Siria, sanzioni inique, genocidio del popolo siriano, Banalizzazione dell'orrore, problema idrico, problema elettrico, Gli sgozzamenti che non fanno più notizia,  La questione dei "veri profughi"  Genocidio del popolo siriano – La Verità che l'Occidente tace Banalizzazione dell'orrore: lettera dai Maristi di Aleppo  Siria – Le […]

    Testimonianza/Appello delle suore trappiste siriane – contro le sanzioni che annientano il popolo

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    Sabato, Luglio 18th, 2015 – Testimonianza/Appello delle suore trappiste siriane – Redazione Quieuropa,  Siria, Suore trappiste, testimonianza, Sanzioni, annientamento della Siria, sanzioni inique, genocidio del popolo siriano, sanzioni internazionali  Genocidio del popolo siriano – attacco al cuore del Cristianesimo Testimonianza/Appello delle suore trappiste siriane – contro le sanzioni che annientano il popolo Le Monache siriane: "vi chiediamo di operare per […]

    Aleppo – Testimonianza di Fra Ibrahim: una comunione meravigliosa, malgrado la morte

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    Martedì,  Maggio 5th/ 2015       – Redazione Qui Europa – Testimonianza di Fra Ibrahim Sabbagh, parroco latino di Aleppo Redazione Quieuropa, Siria, Aleppo, Terrorismo, Fra Ibrahim Sabbagh, Testimonianza Cristiana, Terrasanta, Persecuzioni contro i Cristiani, martiri, famiglie in fuga, meravigliosa comunione  Aleppo – Testimonianza di Fra Ibrahim: una comunione meravigliosa, malgrado la morte Prima dell'inizio della persecuzione, vivevano ad […]

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    Giovedì,  Giugno 12nd/ 2014    – di Sergio Basile, Redazione Papaboys 3.0 e redazione Quieuropa – Iniziativa di Libero Confronto, di Quieuropa Redazione Quieuropa, Sergio Basile, Roma, Papa Francesco, Papaboys 3.0, Shimon Peres, Mahmoud Abbas, Patriarca di Costantinopoli Bartolomeo I e del custode di Terra Santa padre Pizzaballa, la trama sempre più robusta di una convivenza rispettosa e pacifica, Giovanni Paolo II, Elias Akleh […]

    Frans, dì al giovane uomo vestito di bianco accanto a te…

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    Domenica, 10 Aprile/ 2016    – Testimonianza di  padre Nouras Sammour –  Redazione Qui Europa / Redazione Ora Pro Siria – Redazione Quieuropa, Redazione Ora Pro Siria, Gesù di Nazareth, Testimonianza di  padre Nouras Sammour, Ya Rabb, padre Frans van der Lugt, era il pastore, oggi la sua presenza continua  Frans, dì al giovane uomo vestito di bianco accanto a te…           […]

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    Siria – Come l’Occidente appoggia l’ISIS sottobanco

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     Martedì,  Ottobrebre 27th/ 2015  – di Padre Daniel Maes, Siria – Redazione Quieuropa, Padre Daniel Maes, Siria, Qara, fabbrica di candele, gruppo Bilderberg, Francois hollande, Barack Pbama, Arabia Saudita, ISIS, Turchia, David Cameron, UK, terrorismo internazionale  Siria – Come l'Occidente appoggia l'ISIS sottobanco Lettera di Padre Daniel Maes da Qara: bugie e ipocrisie, questi i "grandi valori" di […]

    Sira – Il dramma dei profughi nella testimonianza di Yousef, cristiano detenuto in Turchia

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    Sabato, Ottobre 10th, 2015 – Testimonianza di Yousef, giovane cristiano siriano –  Redazione Quieuropa,  Siria, Turchia, testimonianza, Yousef, Istanbul, Damasco, imprigionati in un campo profughi, nel campo di detenzione  Siria – Il calvario di un popolo colpevole di essere cristiano Sira – Il dramma dei profughi nella testimonianza di Yousef, cristiano detenuto in Turchia Testimonianza di Yousef, […]

    Gli angeli di Homs e la nostra Sete di Giustizia

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    Venerdì,  Ottobre 3rd/ 2014  – di Sergio Basile – Presidente Sete di Giustizia – Redazione Quieuropa, Sergio Basile, Homs, strage di bambini, fondamentalismo islamico, nuova consapevolezza, Giacinto Auriti, finanziamenti occulti agli squadroni della morte, moneta-debito, sistema bancario internazionale, rivoluzioni e primavere, progresso, coscienza Sete di Giustizia  Gli angeli di Homs e la nostra Sete di Giustizia Dedicato […]

    Gli Obiettivi reali del fondamentalismo, secondo il vescovo di Aleppo

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    Mercoledì,  Ottobre 1st/ 2014  – di Sergio Basile – Redazione Quieuropa, Sergio Basile, ISIS, Vescovo di Aleppo, strategie mondialiste, Attacco degli Usa e delle forze alleate, Padre Georges Abou Khazen, schizofrenia di Obama e soci  Gli Obiettivi reali del fondamentalismo, secondo il  vescovo di Aleppo Questa non è una guerra di religione tra Cristianesimo e Islam, ma un […]

    7 Settembre, Giornata Mondiale di preghiera per la Pace in Siria

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    Martedì,  Settembre 2nd/ 2014   – di Padre Giuseppe Nazzaro, Aleppo  – Redazione Quieuropa, Siria, Giornata di preghiera per la Siria, Padre Giuseppe Nazzaro, Aleppo, Roma, Mons. Mtanoius Haddad, Medioriente, Gesù Cristo, presenza cristiana, persecuzioni in Siria, Vicario apostolico di Aleppo  7 Settembre, Giornata Mondiale di preghiera per la Pace in Siria  Lettera di Padre Giuseppe Nazzaro, […]

    Patriarchi d’Oriente sul fondamentalismo: immediata presa di posizione di tutti i capi religiosi e inchiesta

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    Venerdì, Agosto 29th/ 2014  – Comunicato dei patriarchi d'Oriente – dal Patriarcato latino di Gerusalemme Damasco, Cristianesimo, Lettera dei Patriarchi orietali, Siria, I figli della Risurrezione,  appello della Chiesa ortodossa, Necessita un'immediata presa di posizione comune di tutti i capi religiosi, sconcertati dall'immobilismo, Finanziamenti occulti delle frange fondamentaliste, il procuratore della Corte penale internazionale apra un'inchiesta, Patriarcato latino di Gerusalemme, Gaza, Siria, Iraq  I Patriarchi d’Oriente: “l’estremismo religioso  costituisce una […]

    L’Indifferenza Mediatica dei nostri governanti verso Aleppo e i genocidi di cristiani nel mondo: arma Mondialista

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    Lunedì,  Maggio 12th/ 2014  – di C.Alessandro Mauceri / Sergio Basile / Redazione Quieuropa – Libia, Silvio Berlusconi, Mu'ammar Gheddafi, Matteo Renzi, Roberto Maroni, Mario Monti, Ospedale Kindi, AleppoNigeria, Somalia, Mali, Congo, Pakistan, Egitto, Frans Van der Lugt, Siria, Center for the Study of Global Christianity, CESNUR, Accademia di Scienze Umane e Sociali, Barrett, BBC, martiri, C.Alessandro […]

    Anche tu hai una Risurrezione – Appello al mondo del Patriarca d’Oriente

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    Domenica di Pasqua, Aprile 20th/ 2014  – Lettera Pasquale di Sua Beatitudine Gregorios III, Patriarca  di Antiochia e di tutto l'Oriente, di Alessandria e di Gerusalemme – Damasco, Cristianesimo, Lettera del Patriarca Gregorios III , Appello al mondo del Patriarca di antiochia, Verso la Pasqua, Siria, I figli della Risurrezione,  appello della Chiesa di Damasco, ci rivolgiamo a tutti: il Presidente del […]

    Siria – Testimonianza di Mons. Audo: Noi cristiani viviamo nella Paura

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    Mercoledì, Aprile 2nd/ 2014 – di Mons. Antoine Audo, Vescovo in Aleppo, Siria  – Mons. Antoine Audo, Vescovo di Aleppo, Siria, Persecuzione contro i cristiani in Siria, Testimonianza di monsignor Audo, Libano, Iraq, Famiglie povere, caritas cattolica, cecchini e sequestri di persona in Siria, Cafod  Siria – Noi cristiani viviamo nella paura La nostra fede è in […]

    Speciale Siria – Straordinaria Testimonianza di Padre Maes, sul NWO nel Paese culla del Cristianesimo

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    Lunedì, Agosto 19th/ 2013 – Straordinaria Testimonianza oculare di Padre Daniel Maes, Siria –   Redazione Qui Europa Siria, Aleppo, Cristiani, Persecuzione contro i cristiani, complotto massonico, Padre Daniel Maes, Straordinaria testimonianza di Padre Maes, Homs, Damasco, Bashar Al Assad, Guerra occidentale contro la Siria, La Resistenza del Grande Popolo Siriano, 6000 profughi al giorno e minorenni […]

    Sono state liberate le suore di Maaloula rapite a Dicembre

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    Lunedì, Marzo 10th/ 2014 – Redazione Ora Prosiria  – Siria, Redazione Ora Prosiria, Suore liberate, Suore rapite in Dicembre Maaloula, Civili uccisi a sangue freddo, Video Shock delle esecuzioni, fronte al-Nusra, Al-Qaeda, Persecuzione contro i cristiani in Siria  Sono state liberate le suore di Maaloula rapite a Dicembre I rapitori sarebbero squadroni integralisti militanti del […]

    Padre Jacques Mourad – “La miracolosa fuga dall’Isis”

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    Giovedì,  Gennaio 14th/ 2016 – di Gian Micalessin  – Redazione Quieuropa, Padre Jacques Mourad, Gesù Cristo, Samaan, Cristianesimo, Gian Micalessin, Siria, persecuzione dei cristiani, sionismo, wahabismo, Isis, Al Baghdadi, miracolosa fuga dall'Isis, Gli occhi della guerra  Siria – Padre Jacques Murad – “La miracolosa   fuga dall’Isis” Padre Jacques Mourad ripercorre la sua esperienza: "Lui mi guardò rammaricato. Sa… dovremo ucciderla!"    di […]

    Siria – Padre Daniel: abiteranno sicuri. Egli stesso sarà la pace!

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    Mercoledì,  Gennaio 6th/ 2016 – di Padre Daniel Maes, Siria – Redazione Quieuropa, Gesù Cristo, Cristianesimo, Padre Daniel Maes, Siria, persecuzione dei cristiani, Qara, terrorismo internazionale, sionismo, wahabismo  Siria – Padre Daniel: abiteranno sicuri. Egli stesso sarà la pace! La perseveranza dei testimoni della verità avrà la meglio!   Testimonianza di Padre Daniel Maes, Siria  Algeria – masse di musulmani tornano […]