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  • Grecia Gabbia Sociale – Il lavoro imposto tramite il ricatto monetario

    Grecia Gabbia Sociale – Il lavoro imposto tramite il ricatto monetario

    Mercoledì,  Luglio 1st/ 2015    
     

    – di Nicola Arena, Sete di Giustizia Anguillara Sabazia 

    Redazione Quieuropa, Sete di giustizia, Nicola Arena, Anguillare Sabazia, Giacinto Auriti, guerra terrorismo, Grecia, sistema bancario, Scuola di Francoforte, ricatto monetario, moneta debito, Grande Menzogna della Tassazione, Tsipras, Caso Grecia, usura, FMI 

    Società, Economia e Moneta – E' necessario un cambiamento di rotta immediato

    Grecia Gabbia Sociale – Il lavoro imposto tramite

    il ricatto monetario

    Caso Grecia – Capire la moneta-debito: sterco satanico per eccellenza,

    utilizzato come mezzo di schiavitù per l'umanità.

    Come uscirne? La via c'è!

     

    di Nicola Arena, Sete di Giustizia Anguillara Sabazia 

    Premessa di Sergio Basile, Presidente Sete di Giustizia 

    Schiavi Grecia - Sete di Giustizia - Moneta e Lavoro

     Europa Gabbia Sociale: succo senza zuccheri aggiunti del Caso Grecia 

    Atene, Catanzaro Premessa di Sergio Basile, Presidnete Sete di Giustizia La Grecia non ha rimborsato – come ovvio che sia – la maxi rata di "prestito ad usura" all'FMI, che scadeva a mezzanotte. Alla luce di ciò, come possiamo definire oggi la Grecia, e di scorta l'Italia e la stragrande maggioranza dell'Europa, governata tramite il ricatto di un prestito monetario illegittimo da una élite liberal-capitalista e social-comunista a trazione massonico-sionista ? (1)

    (1) La legge non stabilisce di chi debba essere la proprietà della moneta e pertanto non legittima la privata BCE ad emettere euro e a prestarli a greci, italiani ed europei in generale. Viviamo dunque nella più totale illegalità e tra l'indifferenza di tutte le più influenti autorità morali, politiche, istituzionali e religiose (vedi qui Lettera a Papa Francesco – Uniti contro la Grande Usura Internazionale). 

     Verso il referendum farsa del 5 Luglio                                                             

    La Grecia è oggi costretta ad optare tra un referendum farsa (prossimo 5 luglio) per tornare alla dracma o restare nel carcere di Bruxelles; essa è dunque come quel moribondo posto dinanzi all'estrema scelta, cioé se morire impiccato o suicidarsi….  Intanto il 20 luglio scade la seconda rata di rimborso del prestito – verso la BCE – e tra un mese potrebbe esere default: ma un default sostanziale esiste già da anni!

    Schiavi Grecia - Sete di Giustizia - Moneta e Lavoro

     Grecia: omicidio o suicidio?                                                                             

    La verità è che il problema va riletto e posto al di fuori dall'opzione dracma-euro. il problema è se la Grecia deve continuare ad avere moneta a debito, o piuttosto non debba avere il necessario per "vivere" a credito (vedi qui Riflessioni sul Reddito di Cittadinanza auritiano e sull’ipotesi di fuoriuscita dall’Euro). Alexis Tsipras ha chiesto un nuovo salvataggio a FMI e BCE, ma – facendo il gioco dell'usura – non ha avuto il coraggio di dire la verità, cioé non ha avuto gli attributi per accusare di usura i propri interlocutori europei ponendosi nettamente fuori questo diabolico e "democratico" out-out (vedi qui Grecia-Italia – La Guerra del Sangue contro l’Oro non deve finire!).

     Grecia: Schiavi-lavoratori malati di debito                                                   

    La Grecia è di fatto un grande esperimento a cielo aperto: una grande gabbia sociale con 10 milioni di ignari schiavi lavoratori paganti dietro le sbarre e senza speranze, senza neppure saperlo! E' questo il succo acerbo e senza additivi e zuccheri aggiunti del "Caso Grecia" che da mesi/anni riempie senza alcun senso logico molti, o tutti i talk-show telecomandati dal banchiere di turno. La verità è molto più semplice ed immediata di quanto si possa pensare e passa dal rapporto malato tra lavoro e strumento monetario. Una rivoluzione pacifica e silenziosa, indolore ed incolore, capace però di uccidere miliardi di uomini. A capire meglio ci aiuta Nicola Arena, studioso auritiano di Sete di Giustizia, nella sua magistrale contro-analisi, focalizzata sull'interpretazione del rapporto tra lavoro e moneta.

    Sergio Basile, Presidente Sete di Giustizia 

     

    di Nicola Arena, Sete di Giustizia Anguillara Sabazia

    Schiavi Grecia - Sete di Giustizia - Moneta e Lavoro

     Gabbia Sociale – Il lavoro imposto tramite il ricatto monetario               

    Atene, Roma Nicola Arena, Sete di Giustizia Anguillara Sabazia – Ognuno deve contribuire con il suo lavoro al benessere della comunita’ in cui vive: tale giusta interpretazione del concetto di solidale convivenza civile e di obbligo morale, oltre che fisico e intellettuale, permette da sempre il raggiungimento di una progressiva forma di benessere e sviluppo della societa’. Questo comportamento sociale puo’ svilupparsi in diversi modi, 1) Può crearsi spontaneamente, come ad esempio nelle società primordiali, il lavoro, i vari ruoli e i comportamenti dei singoli individui si allineavano con dei codici esistenziali non scritti ma generati dalla necessità vitale; 2) Può essere imposto con la forza, cioè obbligando i cittadini a lavorare coattivamente, ovvero può essere prescritto in maniera meno visibile e più accettabile, cioè quella di rendere il lavoro, una necessità per l’uomo, siffatto modo di operare e programmare la società avviene per mezzo di uno strumento indispensabile che è la moneta. Il denaro assume un ruolo fondamentale nelle scelte politiche, condizionando ovviamente l'ordine precostituito e quindi degli esseri viventi.

     Moneta-Debito – Lo strumento (sterco) satanico per eccellenza              

    I detentori di questo strumento satanico (che è la moneta debito), ovverosia i grandi usurai, hanno la facoltà di rendere accettabile o meno il lavoro, inoltre possono permettersi il lusso di appropriarsi dei frutti del lavoro altrui senza lavorare e, quindi, potrebbero (e lo fanno di sicuro) corrompere intere categorie di uomini al fine di permettere l’attuazione di progetti sociali ed economici moralmente sbagliati (crisi economiche indotte, fame, miseria sociale, ingegneria sociale per destabilizzare la società – vedi qui La Terza Fase del Piano Kalergi – Comprare l’assenso alla paneuropeizzazione programmata – e corrompere e distruggere la famiglia – vedi qui La Scuola di Francoforte: la congiura della corruzione – Prima Parte e qui La Scuola di Francoforte: dalle droghe al gender – Seconda Parte – guerre – vedi qui La Guerra di Obama è la Guerra delle Banche Centrali: Giacinto Auriti insegna!, qui Giacinto Auriti e la Lettera aperta al Pentagono, per fermare il terrorismo, qui Islam e Scontro tra civiltà – Mazzini, Pike e la Pianificazione Massonica del terzo caos mondiale e qui La Mano Nascosta e il Governo Segreto del Mondo: La guerra è uno sterminio di massa pianificato – ecc.);

     Moneta, Lavoro e Tasse: il giusto equilibrio della società organica            

    3)   Con la moneta proprietà dei cittadini (vedi qui Sovranità alimentare e sostanziale: Proprietà Popolare della Moneta unica via e qui Proprietà popolare della moneta: unica via) ogni essere umano avrebbe la sua quota parte di reddito che garantirebbe la propria sopravvivenza e quella dell’intera umanità (vedi qui La Contro-Rivoluzione di Giacinto Auriti: l’era del Credito Pubblico).Inoltre la moneta avrebbe anche il ruolo di monetizzare le capacità umane, renderle visibili e immagazzinabili all’interno dei simboli monetari. Le tasse sarebbero inutili (vedi qui Spinti a far Debiti dal mitico Stato-Apparato qui La Grande Menzogna della Tassazione – Prima Parte e qui La Grande Menzogna della Tassazione – Seconda Parte: Trichet difende ancora l’Euro) perché lo stato, per ottemperare ai suoi impegni, dovrebbe semplicemente emettere direttamente moneta (anche quella emessa, in luogo delle tasse, è sempre di proprietà dei cittadini che ne creano il valore accettandola) per far lavorare le persone e quindi dare loro l’opportunità di rendersi utili alla società. Senza denaro l’intera comunità, non avendo a disposizione lo strumento che monetizzi, quantifichi e quindi materializzi le capacità umane, non potrebbe svilupparsi e progredire, con la conseguente perdita di tutta la collettività.

    Schiavi Grecia - Sete di Giustizia - Moneta e Lavoro

     Solo con la moneta proprietà del portatore (e non degli spoeculatori)  

    Ogni persona per essere utile agli altri dovrebbe essere messa nelle condizioni di farlo. Solo con la moneta proprietà questo può esser reso possibile e solo nell'ambito di una società organica (vedi qui Moneta – Limiti dei sindacati e crimini moderni della società strumentale e qui Grecia & Co – La Crisi in Sintesi raccontata da San Tommaso d’Aquino). Perché la gente dovrebbe lavorare gratuitamente, quando esiste una bella invenzione, la moneta, che nasce come un contenitore, per garantire l’immagazzinamento e la trasportabilità del valore aggiunto creato dall’uomo.

     La convenzione che mette d'accordo tutti                                                     

    La convenzione mette d’accordo tutti, le leggi ne garantiscono l’applicabilità e il rispetto, sanzionandone chi ne fa un uso distorto. Una collettività che si priva dell’utilizzo di questa invenzione è masochista. Perché dovrebbe rinunciare a farlo? Quale persona sana di mente lo farebbe? Se solo le persone fossero a conoscenza della teoria del valore indotto scoperta dal professor Giacinto Auriti, (vedi qui Il Contenitore – Una truffa oltre il dualismo lira/euro) pretenderebbe immediatamente l’applicazione della proprietà della moneta al portatore, pretenderebbe inoltre la restituzione di tutti i debiti e degli interessi passivi pagati ingiustamente sui debiti non dovuti  (vedi qui Spinti a far Debiti dal mitico Stato-Apparato qui La Grande Menzogna della Tassazione – Prima Parte e qui La Grande Menzogna della Tassazione – Seconda Parte: Trichet difende ancora l’Euro).

    Schiavi Grecia - Sete di Giustizia - Moneta e Lavoro

     Dio vigila sulle nostre azioni, nel rispetto del libero arbitrio                    

    Dio vigila sulle nostre azioni, permette agli esseri umani di errare, nel rispetto del libero arbitrio che è la massima espressione di fiducia e rispetto verso i propri figli. Se l’uomo applicherà le regole consigliate da Nostro Signore Gesù Cristo, la via della salvezza sarà spianata e anticipata già in questo meraviglioso mondo. E’ necessario quindi un cambiamento di rotta, prima che questa terra sia ulteriormente oltraggiata e insieme con essa, anche l’intera sopravvivenza umana irreparabilmente compromessa.

     Un necessario cambiamento di rotta – Nella certezza del trionfo            

    Viviamo quindi sereni e vigili con la consapevolezza dei vincitori, quando riconoscono la loro forza spirituale basata sulla certezza del trionfo. Chi ha fede sa che la tempesta si placa quando è richiesto l’intervento Divino, noi quindi dobbiamo sempre operare vivendo ogni istante conoscendo di dover lasciare un giorno questa terra, nudi come siamo arrivati e consapevoli di aver vissuto per il bene proprio e nell’interesse del prossimo. (vedi qui Il messaggio di Fatima e la rivoluzione monetaria di Giacinto Auriti, qui Pasqua: il cuore del presupposto auritiano e qui Perchè Gesù Cristo è il Dio Vero – Riflessione del Prof. Giacinto Auriti per ulteriori riflessioni e approfondimenti).

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    Nicola Arena, Sete di Giustizia Anguillara Sabazia

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    Partecipa al dibattito – Redazione Quieuropa – infounicz.europa@gmail.com

    _____________________________________________________________________________________________

     Allegato – Supplica alla Madonna di Fatima, composta dal Prof. Auriti 

    Supplica alla Madonna di Fatima
     
    “Madre Santissima, 
    oggi i popoli del mondo sono soffocati e oppressi 
    sotto il peso della grande usura che li espropria del loro denaro e dei loro beni.
    I popoli del terzo mondo, prima di essere dilaniati dalla fame, 
    sono dilaniati dal debito.
    Noi ti supplichiamo, Madre di DIO e Madre nostra, 
    di intercedere presso il Tuo Santissimo Figlio 
    perché liberi l’umanità dall’angoscia imposta dai padroni del denaro.
    Fa che sin dall’emissione ogni popolo sia riconosciuto proprietario 
    e non debitore del suo denaro.
    Fa che si sostituisca finalmente alla moneta-debito la moneta proprietà,
    al numero della bestia il numero dell’ uomo, 
    e che l’ umanità possa vivere tempi nuovi a dimensione umana".
     
    Supplica composta dal Professor. Giacinto Auriti

    ———————————————————————————————

    Con approvazione ecclesiastica. Imola. I ottobre 2002

    Supplica alla Madonna di Fatima per la difesa dalla grande usura 

    __________________________________________________________________________

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    – di Sergio Basile, Presidente "Sete di Giustizia" – Redazione Quieuropa,  Sergio Basile, Madonna di Fatima, 13 Maggio, Guardiagrele, Giacinto Auriti, Supplica alla Madonna di Fatima, Approvazione eclesiastica, Sete di Giustizia, Guardiagrele, Padre Colombano, Codice Civile Greco, Nuovo Testamento, scontro finale tra bene e male di cui parla l'Apocalisse, citazione di Gesù, San Bernardino da Siena, usurai medievali ebrei, Sant’Eusanio del Sangro, testimonianza di […]

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    Venerdì,  Giugno 26th/ 2015       – Prof. Massimo Viglione  e Redazione Qui Europa – Premessa di Sergio Basile – Direttore "Qui Europa" / SdG Redazione Quieuropa, Professor Massimo Viglione, Sergio Basile, Scuola Parentale, ideologia gender, ideologizzazione, massificazione scolastica, Indottrinamento pilotato, ancora di salvezza, ideologia gender, Confederazione Civiltà Cristiana, concreti vantaggi, totalmente libera nell’insegnamento, I docenti possono essere facilmente controllati, mai vengono discriminati, posti di […]

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    Giovedì,  Giugno 25th/ 2015       – di Timothy Matthews – Redazione Quieuropa, Centro San Giorgio, Timothy Matthews, Scuola di Francoforte, Paolo Baroni, società comunista, Satana lavora nell'ombra, Satana lavora nel silenzio, Università di Tübingen e di Francoforte, Martin Jay, Carl Grünberg, Max Horkheimer, Adolf Hitler, Columbia, Princeton, Brandeis, California, Bibbia, Famiglie, Corruzione programmata, Università, Nevitt Sanford, Aldous Huxley, L'impatto della scienza sulla società, uso delle droghe psichedeliche, Joseph Califano […]

    Mistero Marx – Dai Protocolli dei Savi di Sion all’internazionale Socialista

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    Martedì,  Luglio 1st/ 2014  – Giorgio Bongiovanni / integrazioni Redazione QE – Iniziativa di Libero Confronto, Pensa e Scrivi di Quieuropa   Integraz. a cura della Redaz. Quieuropa (Copyright © 2013 Qui Europa)   Redazione Quieuropa, Giorgio Bongiovanni, Mistero Marx, I Signori del Mondo, internazionale socialista, Karl Marx, Il Manifesto, élite occulta, nobiltà nera, comunismo, Protocolli dei Savi di Sion, banche internazionali, settore petrolifero, infiltrati nella […]

    Lucifero e il Piano di Alice Bailey per un Nuovo Ordine Mondiale

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    Giovedì,  Luglio 3rd/ 2014  – di Paolo Baroni, Centro San Giorgio e Redazione QE – Redazione Quieuropa, Redazione Centro San Giorgio, Paolo Baroni, Nuovo Ordine Mondiale, Il piano di Alice Bailey e il Nuovo Ordine Mondiale, I 10 Punti definiti nel 1922 a cura della fondatrice della Lucis Trust, Lucifer Trust,  l'Agenda degli Illuminati del 1776, rottamare Gesù Cristo, Internazionale Socialista, New Age, Il movimento della Nuova […]

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    Giovedì, Maggio 28th, 2015 – di Sergio Basile e Massimo Mancinelli  –  Redazione Quieuropa, Madonna di Fatima, Terzo Segreto di Fatima, Massimo Mancinelli, Sergio Basile, San Pio da Pietrelcina, San Giovanni Paolo II, Conciclio Vaticano II, Benedetto XV, Benedetto XVI, Popolo eletto, apostasia, tradimento di Dio, Giudeo-Massoneria, Ebraismo, Giusta interpretazione della Bibbia, nemici di Cristo, Ecumenismo, 13 Maggio 1981, Mehmet Ali Agca, […]

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    Mercoledì, Giugno 24th, 2015 – di Piero Vassallo –  Redazione Quieuropa, Falsa gnosi, Piero Vassallo, protestantesimo, luteranesimo, gnosi, Karl Rosenkranz, Alma von Stockhausen, Alexandre Kojève, Jacques Lacan, Pierre Klossowski, Jean Paul Sartre, Georges Bataille e André Breton, Alexandre Kojève, Lutero, filosofia della morte  Religione – Riflessioni su gnosi, luteranesimo, protestantesimo e modernismo Protestantesimo & Co – La falsa gnosi, da Lutero a […]

    Contro la distruzione della Famiglia Naturale e l’iper-sessualizzazione precoce dei nostri figli

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    Mercoledì, Giugno 17th, 2015 – Comunicato Stampa – Patrizia Stella, Sergio Basile –  Redazione "Qui Europa" – Redazione "Sete di Giustizia" Redazione Quieuropa, Famiglia, Marcia 20 Giugno, Piazza San Giovanni, Sergio Basile, Patrizia Stella, Redazione Sete diGiustizia, Redazione Qui Europa, Famiglia Naturale, Giuristi Cattolici, iper sessualizzazione precoce dei nostri figli, Agenda Gender, DDL Cirinnà, DDL Scalfarotto e DDL Fedeli  Famiglia […]

    1870 – I congressi e la risposta dei cattolici alle persecuzioni dello stato giudaico-massonico liberale

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    Martedì, Giugno 16th, 2015 – Redazione "Qui Europa" e Giuseppe Federici  –  tratto dal seminario di studi di Don Francesco Ricossa "i cattolici contro lo stato massonico: l'opera dei congressi (1870 – 1904)" Redazione Quieuropa, Giuseppe Federici, Don Francesco Ricossa, i cattolici contro lo stato massonico, l'opera dei congressi, liberalismo e massoneria, Giordano Bruno filosofo di riferimento della Massoneria, movimento […]

    Retroscena e grandi interrogativi dietro l’incontro tra Papa Francesco e Putin

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    Lunedì, Giugno 15th, 2015 – di Sergio Basile  –  Redazione Quieuropa,  Papa Francesco, Vladimir Putin, Incontro in Vaticano, Roma, Moneta Debito, Sergej Lavrov, questione ucraina, Donbass, Geopolitica, Nuovo Ordine Mondiale, Georg Gaenswein, Benedetto XVI, Nuovo Disordine Mondiale, Inimica Vis, Papa Leone XIII, massoneria, enciclica anti-massonica, guerra fredda, sanzioni, spartizione, Sergio Basile  Società, Geopolitica, Religione, Nuovo Ordine Mondiale Retroscena e grandi […]

  • Speciale – Guerra, Caos Mondiale e ONU: fumi nella chiesa post-conciliare

    Speciale – Guerra, Caos Mondiale e ONU: fumi nella chiesa post-conciliare

    Mercoledì,  Luglio 2nd/ 2014

     – Speciale di Sergio Basile e Vincenzo Mannello  

    Redazione Quieuropa, Sergio Basile, Vincenzo Mannello, Peter Kodwo Appiah Turkson, Mondialismo, Matteo Renzi, Giacinto Auriti, Globalizzazione e Mondialismo, Tobin Tax, Pontificio Consiglio Giustizia e Pace, George Orwell 1984, Fondo Monetario Internazionale, fumi di Satana nella Chiesa, ONU, Ucraina, internazionale socialista, Protocolli dei Savi di Sion, Origini dell'UE, Piano Kalergi 

    Speciale – Guerra, Caos Mondiale e ONU:

    fumi nella chiesa post-conciliare

    La contraddittoria e ambigua nota mondialista del

    Pontificio Consiglio Giustizia e Pace del 2011

    Video in allegato

     

    Speciale di Sergio Basile e Vincenzo Mannello

    Fumi di Satana - Mondialismo e Globalizzazione

      Uno sparo dal mondo                                                                                               

    Bagdad, Damasco, Gerusalemme, Kiev, Roma, Bruxelles – di Sergio Basile e Vincenzo Mannello  Uno sparo dal mondo! Ecco il titolo piú appropriato per una fotografia su quanto sta avvenendo oggi nel mondo, mentre scriviamo e mentre incalzano gli spot europeisti del premier non eletto Matteo Renzi, che nelle ultime ore ha inaugurato il sementre italiano di Presidenza dell'Ue. Per ora, almeno per ora, questo emblematico "sparo" s'ode appena fuori dai nostri confini o piú in là ove tramonta il sole. Ucraina, Libia, Egitto, Siria, Israele e Gaza, Libano, Irak, Nigeria, Sudan, Somalia, Yemen, Pakistan, Afghanistan sono i territori della morte nei quali il fatidico "sparo" trova grosso riscontro sui media mondiali, anche se ciò avviene in maniera strumentale ed artefatta, ed in funzione dell'asservimento ad interessi geopolitici, economici e ideologici precostituiti.  Una caterva, in aggiunta, gli "spari con silenziatore": quelli "locali" che ancora non innescano alcun interesse o  quelli considerati circoscritti a nazioni ancora "controllabili". Ciad, Sierra Leone, Repubblica del Congo, Centrafrica nel continente nero. Cina (con gli Uiguri musulmani) Ceylon, Filippine, India e tante altre nazioni nel mondo. Si tratta in molti casi di paesi e regioni dei quali molti ignoravano o ancora ignorano l'esistenza, almeno fin a quando non ne  hanno letto e/o sentito il nome in tv o non ne abbiano avuto notizia dai giornali e da internet. 

     Cinquant'anni di Pace?                                                                                             

    Già! In Europa "siamo in pace" grazie all'Unione Europea! Così almeno – con spot di tal guisa rimpallati di continuo da mamma Rai –  pontificano i signori della dittatura UEistaPeccato che abbiano scatenato una guerra economica coinvolgendo 530 milioni di cittadini europei e ponendo – in aggiunta – sotto schiavitù sostanziale gli abitandi delle 6 nazioni a tradizione più spiccatamente cristiana cattolica (e ortodossa) come Italia, Portogallo, Grecia, Spagna, Irlanda e Cipro. Anche se questo particolare ("insignificante"?) sfugge a molti. Troppi! Per tacere su quanto innescato in Ucraina, nazione già tristemente famosa durante il secondo conflitto bellico mondiale: guerra, non dimentichiamo, voluta dall'Internazionale Socialista (Illuminati di Baviera e soci) per destabilizzare e conquistare l'intera Europa (Stalin fece perire tre milioni di Ucraini per foraggiare le azioni belliche dell'amico-"nemico" Hitler). Guerra, quest'ultima, che se da una parte, oggi, sembra far emergere l'"eroe Putin", dall'altra getta inquietanti aloni di dubbio su quella che agli occhi di molti non è stata altro che una spartizione concordata tra due vecchi blocchi storicamente vicini ma sulla carta contrapposti, come Usa e Russia… Strategia già usata e iper-inflazionata.

    Fumi di Satana - Mondialismo e Globalizzazione

     Le vere origini dell'Unione Europea                                                                    

    Ma lor signori continuano ad insegnare ai nostri figli, tra i banchi di scuola, a ringraziare i padri fondatori dell'Europa, omettendo verità inoppugnabili come quelle che si celano dietro il "Piano Kalergi" (vedi giù il link in allegato e il video) ad esempio, e dietro le reali origini del movimento ispiratore della stessa Ue: l'organizzazione Paneuropea. Braccio destro continentale della globalizzazione delle culture e dell'economia che illustri studiosi già all'indomani della Seconda Guerra Mondiale etichettarono con l'espressione di "Nuovo Ordine Mondiale". Per fortuna, però, migliaia di cittadini italiani ed europei aprono gli occhi ogni giorno e si destano dal sonno mortale, comprendendo magari il reale volto dell'UEismo (non è mai troppo tarti) al servizio degli Usa e della Nato (e dei loro padroni occulti che alloggiano nei piani alti) per fini tutt'altro che nobili. Allora ecco cadere il celeberrimo velo dagli occhi e comprendere magari la verità sull'aggressione all'ex-Jugoslavia: vedi Serbia, "creazione indotta" del Kosovo e partecipazione attiva a molti criminosi embarghi (es.: Aleppo – Siria – Iran e Iraq), nonché a tutte le cosiddette "primavere arabe" che hanno portato al bagno di sangue odierno destabilizzando al pari di una nuova guerra mondiale (che già tra Settecento e Ottocento, come visto, i capi della massoneria internazionale e le grandi famiglie di banchieri avevavo accuratamente previsto e orientato affinché si potesse realizzare il loro insano progetto di dominio globale sotto un'unica bandiera: vedi "Protocolli dei Savi di Sion" e "Agenda degli Illuminati" – vedi qui Mistero Marx – Dai Protocolli dei Savi di Sion all’internazionale Socialista).

    Il Piano Kalergi – Quello che Nessuno ti ha mai detto sull’Europa – 1a Parte

     ONU – Un silenzio assordante ed emblematico                                             

    E l'Onu in tutto ciò che fa? Assiste, dibatte, ammonisce e – soprattutto – tace. Certo non è l'Occidente il solo "male del mondo"! Il demone della guerra alligna ovunque e si nutre dell'indifferenza e della complicità degli organismi mondialisti nati dopo il 1945 proprio con questo scopo. Filosofia a parte, dunque, ci accorgiamo ogni giorno di più come il Grande Satana ci abbia messo lo zampino, lavorando sullo spirito critico e sulla reattività morale della comunità mondiale, pienamente avvinta – pur senza particolare clamore – in veri e propri sabba infernali. Dimensioni agghiaccianti che gli accomodanti, "rassicuranti" e teatrali faccioni alla Renzi sembrano non voler cogliere. Non sembrano cioè accorgersi di questo fatidico "sparo dal mondo" …. quasi come se l'Italia fosse avvolta da un'aurea di inviolabilità. La stessa illusione che nutrirono molti dei nostri padri e nonni nei primi del Novecento… e che poi di colpo si ritrovarono a mangiare bucce di patate. La storia, come ci insegna Vico, si ripete!

     La posizione ambigua di alcuni cardinali della chiesa post-conciliare    

    Ma la chiesa post-conciliare, ci chiediamo, in tutto questo dov'è? E' indubbio, infatti, come alcuni vescovi e cardinali (e di riflesso alcuni sacerdoti) abbiano finito – in maniera palese quanto sconcertante ed anti-cristiana – per abbracciare ideologicamente questo status quo. Perchè continuano dunque a dar credito e piena adesione alle strategie mondialiste dell'ONU? E ciò malgrado le denunce levate da molteplici papi, compreso lo stesso Cardinal Ratzinger negli Anni Novanta (vedi qui – Dialoghi con la Polis 2014 – Due domande a Marco Tarquinio: Grecia e Nuovo Disordine Mondiale). Ci chiediamo ancora, alla luce degli insegnamenti del Vangelo e dei padri della Chiesa: esiste oggi un'alternativa credibile e "cristiana" a questo folle mondo globale?

    Fumi di Satana - Mondialismo e Globalizzazione

     In Guerra – La Prediletta del Dragone e la Sposa di Cristo                           

    E – soprattutto – ci ritorna in testa na domanda: fino a qual punto la "prediletta del Dragone" è penetrata nella Chiesa di Cristo? In attesa di rispondere a questo quesito inerente a quella che rimane l'autorità morale per eccellenza – la chiesa Cattolica – vi invitiamo a leggere il documento in allegato, elaborato nel 2011 dal Pontificio Consiglio "Giustizia e Pace" e titolato (vedi nel link a lato l'originle sul sito del Vaticano) Nota del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, 24 ottobre 2011: "Per una riforma del sistema finanziario e monetario internazionale nella prospettiva di un’autorità pubblica a competenza universale"Un documento che anziché da un cardinale (qual è l'autore della nota, nonché Presidente del Pontificio consiglio della Giustizia e della Pace: il cardinale ghanese Peter Kodwo Appiah Turkson) sembra scritto da Ban Ki-Moon in persona… o magari da Christine Lagarde. Va ribadito chiaramente come lo scritto non sia stato assolutamente firmato e fatto proprio da Papa Benedetto VXI, è bene ricordarlo onde evitare caos e giudizi azzardati e sommari. 

     L'opposizione di Benedetto XVI                                                                            

    Papa che, anzi, in numerose circostanze – tra le quali nella prefazione al libro di Mons. Michel Schooyans "Nuovo Disordine Mondiale" – attaccò e denunciò con vigore il mondialismo incarnato dall'ONU e dalle sue pertinenze (vedi qui Nuovo Disordine Mondiale) pagandone il prezzo in prima persona (vedi i particolari nel video allegato). Leggendo il documento in del Pontificio consiglio Giustizia e Pace del 2011 (vedi allegato) e facendo attenzione soprattutto alle frasi evidenziate in grassetto, ci accorgiamo come le citazioni riportate in merito al pensiero dei alcuni papi (e coorrelate encicliche) siano state spesso e volentieri inserite in maniera impropria e decontestualizzata. Cioè strumentale. Ci auguriamo allora che la Chiesa possa prendere le distanze da tutto ciò (mondialismo e globalizzazione) e possa andare presto (e speditamente) verso un "Concilio Vaticano Terzo", iniziando magari dalla proposta di una riforma finanziaria e monetaria in chiave evangelica ed anti-usurocratica (vedi qui la lettera scritta a Papa Francesco – Lettera a Papa Francesco – Uniti contro la Grande Usura Internazionale).

     

     Un Concilio Vaticano Terzo contro il mondialismo?                                       

    Un Nuovo Concilio che (tenendo conto dei 600 documenti di condanna contro la Massoneria emessi nella storia della chiesa e delle ultime riflessioni di Papa Francesco in merito: vedi qui Papa Francesco condannò la massoneria ma nessuno riportò la notizia) possa spazzare via dalla Casa di Cristo – e definitivamente – tutti i sulfurei fumi che – suo malgrado – oggi la avvolgono, debellando ogni morbo massonico e mondialista, in linea con quanto profeticamente rivelato dalla Madonna a Fatima nel 1913 e da Paolo VI nel 1972 «Attraverso qualche fessura» denunciò Paolo VI «il fumo di Satana è entrato nella Chiesa!». Un grido che allora scandalizzò molti anche all’interno del mondo cattolico, ma che oggi appare in tutta la sua disarmante verità e dal quale dobbiamo ripartire se vogliamo realizzare quel mondo di vera pace al quale volgiamo le nostre preghiere quotidiane.  Amen!

    Sergio Basile, Vincenzo Mannello (Copyright © 2013 Qui Europa)

    Partecipa al dibattito – infounicz.europa@gmail.com

    __________________________________________________________________________________________________________________
     
     Allegato – Doc. del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace 2011  

    A cura del

    Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace 

    Per una riforma del sistema finanziario e monetario

    internazionale nella prospettiva di un’autorità

    pubblica a competenza universale

    Città del Vaticano, 24 ottobre 2011

    N.B.:

    I sottoparagrafi sono stati titolati dalla redazione di Quieuropa

    al fine di facilitare la comprensione del complesso testo.

    Anche i video sono inseriti per mettere in evidenza la

    contraddittorietà di quanto affermato nella nota

    del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace nel 2011

    N.B.:

    La nota in questione non fu controfirmata e fatta propria

    da Papa Benedetto XVI

     

    Prefazione

    Fumi di Satana - Mondialismo e Globalizzazione

     La situazione attuale del mondo esige un'azione d'insieme                       

    Città del Vaticano – «La situazione attuale del mondo esige un’azione d’insieme sulla base di una visione chiara di tutti gli aspetti economici, sociali, culturali e spirituali. Esperta in umanità, la Chiesa, lungi dal pretendere minimamente d’intromettersi nella politica degli Stati, “non ha di mira che un unico scopo: continuare, sotto l’impulso dello Spirito consolatore, la stessa opera del Cristo, venuto nel mondo per rendere testimonianza alla verità, per salvare, non per condannare, per servire, non per essere servito” ».(1) Con queste parole, Paolo VI, nella profetica e sempre attuale Enciclica Populorum progressio del 1967, tracciava in maniera limpida « le traiettorie » dell’intima relazione della Chiesa con il mondo: traiettorie che si intersecano nel valore profondo della dignità dell’uomo e nella ricerca del bene comune, e che pure rendono i popoli responsabili e liberi di agire secondo le proprie più alte aspirazioni. La crisi economica e finanziaria che sta attraversando il mondo chiama tutti, persone e popoli, ad un profondo discernimento dei principi e dei valori culturali e morali che sono alla base della convivenza sociale. Ma non solo. La crisi impegna gli operatori privati e le autorità pubbliche competenti a livello nazionale, regionale e internazionale ad una seria riflessione sulle cause e sulle soluzioni di natura politica, economica e tecnica. In tale prospettiva, la crisi, insegna Benedetto XVI, « ci obbliga a riprogettare il nostro cammino, a darci nuove regole e a trovare nuove forme di impegno, a puntare sulle esperienze positive e a rigettare quelle negative. La crisi diventa così occasione di discernimento e di nuova progettualità. In questa chiave, fiduciosa piuttosto che rassegnata, conviene affrontare le difficoltà del momento presente ».(2) Gli stessi leader del G20, nello Statement adottato a Pittsburgh nel 2009, hanno affermato come « The economic crisis demonstrates the importance of ushering in a new era of sustainable global economic activity grounded in responsibility ».(3). Raccogliendo l’appello del Santo Padre e, al tempo stesso, facendo proprie le preoccupazioni dei popoli – soprattutto di quelli che maggiormente soffrono il prezzo della situazione attuale – il Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, nel rispetto delle competenze delle autorità civili e politiche, intende proporre e condividere la propria riflessione « Per una riforma del sistema finanziario e monetario internazionale nella prospettiva di un’autorità pubblica a competenza universale ». Tale riflessione vuole essere un contributo ai responsabili della terra e a tutti gli uomini di buona volontà; un gesto di responsabilità non solo nei confronti delle generazioni presenti, ma soprattutto di quelle future; affinché non sia mai perduta la speranza di un futuro migliore e la fiducia nella dignità e nella capacità di bene della persona umana.

    Note:

    1 PAOLO VI, Lettera enciclica Populorum progressio, n. 13.

    2 BENEDETTO XVI, Lettera enciclica Caritas in veritate, n. 21.

    3 Leaders’ Statement, The Pittsburgh Summit, September 24-25, 2009; Annex, 1.

    Premessa

    Fumi di Satana - Mondialismo e Globalizzazione

    Ogni singola persona, ogni comunità di persone, è partecipe e responsabile della promozione del bene comune. Fedeli alla loro vocazione di natura etica e religiosa, le comunità di credenti devono per prime interrogarsi sull’adeguatezza dei mezzi di cui la famiglia umana dispone in vista della realizzazione del bene comune mondiale. La Chiesa, per parte sua, è chiamata a stimolare in tutti indistintamente « la volontà di partecipare a quell’ingente sforzo con il quale, nel corso dei secoli, [gli uomini] cercano di migliorare le proprie condizioni di vita, corrisponde[ndo così] alle intenzioni di Dio ». (4)

     1. Sviluppo economico e disuguaglianze                                                                

    La grave crisi economica e finanziaria, che il mondo oggi attraversa, trova la sua origine in molteplici cause. Sulla pluralità e sul peso di queste cause persistono opinioni diverse: alcuni sottolineano anzitutto gli errori insiti nelle politiche economiche e finanziarie; altri insistono sulle debolezze strutturali delle istituzioni politiche, economiche e finanziarie; altri ancora le attribuiscono a cedimenti di natura etica intervenuti a tutti i livelli, nel quadro di un’economia mondiale sempre più dominata dall’utilitarismo e dal materialismo. Nei diversi stadi di sviluppo della crisi, si riscontra sempre una combinazione di errori tecnici e di responsabilità morali. Nel caso di scambio di beni materiali e di servizi, sono la natura e la capacità produttiva, il lavoro in tutte le sue molteplici forme, che pongono un limite alle quantità determinando un insieme di costi e di prezzi che permette, sotto certe condizioni, un’allocazione efficiente delle risorse disponibili.

     Dinamiche in materia monetaria e finanziaria                                                    

    Ma in materia monetaria e finanziaria le dinamiche sono diverse. Negli ultimi decenni sono state le banche ad estendere il credito, il quale ha generato moneta, che a sua volta ha sollecitato un’ulteriore espansione del credito. Il sistema economico è stato in tale maniera spinto verso una spirale inflazionistica che inevitabilmente ha trovato un limite nel rischio sostenibile per gli istituti di credito, sottoposti ad un pericolo ulteriore di fallimento, con conseguenze negative per l’intero sistema economico e finanziario. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, le economie nazionali sono avanzate, sebbene con enormi sacrifici per milioni, anzi per miliardi di persone che avevano dato fiducia, con il loro comportamento di produttori e imprenditori da un lato, di risparmiatori e consumatori dall’altro, a un progressivo regolare sviluppo della moneta e della finanza in linea con le potenzialità di crescita reale dell’economia. Dagli anni Novanta dello scorso secolo, si riscontra invece come la moneta e i titoli di credito a livello globale siano aumentati in misura molto più rapida della produzione del reddito, anche a prezzi correnti. Ne sono derivate la formazione di sacche eccessive di liquidità e di bolle speculative che poi si sono trasformate in una serie di crisi di solvibilità e di fiducia che si sono propagate e susseguite nel corso degli anni. 

     Le crisi dagli Anni settanta a quella del 2007                                                   

    Una prima crisi si è verificata negli anni Settanta fino ai primi anni Ottanta, ed era relativa ai prezzi del petrolio. In seguito si sono avute una serie di crisi in vari Paesi in via di sviluppo. Si pensi alla prima crisi del Messico negli anni Ottanta, oppure a quelle del Brasile, della Russia e della Corea, quindi di nuovo del Messico negli anni Novanta, della Tailandia, dell’Argentina. La bolla speculativa sugli immobili e la recente crisi finanziaria hanno la medesima origine nell’eccessivo ammontare di moneta e di strumenti finanziari a livello globale. Mentre le crisi nei Paesi in via di sviluppo, che hanno rischiato di coinvolgere il sistema monetario e finanziario globale, sono state contenute con forme di intervento da parte dei Paesi più sviluppati, la crisi scoppiata nel 2008 è stata caratterizzata da un fattore decisivo e dirompente rispetto a quelle precedenti. Essa è stata generata nel contesto degli Stati Uniti, una delle aree più rilevanti per l’economia e la finanza mondiale, coinvolgendo la moneta a cui fa tuttora capo la stragrande maggioranza degli scambi internazionali. Un orientamento di stampo liberista – reticente rispetto ad interventi pubblici nei mercati – ha fatto propendere per il fallimento di un importante istituto finanziario internazionale, immaginando in tal modo di delimitare la crisi e i suoi effetti. Ne è derivata purtroppo una propagazione di sfiducia che ha spinto a mutare repentinamente atteggiamento, sollecitando interventi pubblici sotto varie forme, di enorme portata (oltre il 20% del prodotto nazionale) al fine di tamponare gli effetti negativi che avrebbero travolto tutto il sistema finanziario internazionale.

    Note:

    4 CONCILIO VATICANO II, Costituzione pastorale sulla Chiesa nel mondo contemporaneo

       Gaudium et spes, n. 34.

    Fumi di Satana - Mondialismo e Globalizzazione

     Conseguenze della crisi                                                                                            

    Le conseguenze sulla cosiddetta « economia reale », passando attraverso le gravi difficoltà di alcuni settori – in primo luogo dell’edilizia – e attraverso il diffondersi di aspettative sfavorevoli, hanno generato una tendenza negativa della produzione e del commercio internazionale, con gravi riflessi sull’occupazione, e con effetti che ancora non hanno probabilmente esaurito tutta la loro portata. I costi per milioni, anzi miliardi di persone, nei Paesi sviluppati ma anche soprattutto in quelli in via di sviluppo, sono rilevanti. In Paesi ed aree dove mancano ancora i beni più elementari della salute, del cibo, del riparo dalle intemperie, oltre un miliardo di persone sono costrette a sopravvivere con un reddito medio di poco più di un dollaro al giorno. Il benessere economico globale, misurato in primo luogo dalla produzione del reddito ed anche dalla diffusione delle capabilities, si è accresciuto, nel corso della seconda metà del XX secolo, in una misura e con una rapidità mai sperimentate nella storia del genere umano. Ma sono anche aumentate enormemente le disuguaglianze all’interno dei vari Paesi e tra di essi. Mentre alcuni Paesi e aree economiche, quelle più industrializzate e sviluppate, hanno visto crescere notevolmente la produzione del reddito, altri Paesi sono stati di fatto esclusi dal miglioramento generalizzato dell’economia, e persino hanno peggiorato la loro situazione. 

     1967 – La denuncia di Paolo VI – Populorum Progressio                               

    I pericoli di una situazione di sviluppo economico, concepito in termini liberistici, sono stati lucidamente e profeticamente denunciati da Paolo VI – per le conseguenze nefaste sugli equilibri mondiali e sulla pace – già nel 1967, dopo il Concilio Vaticano II, con l’Enciclica Populorum progressio. Il Pontefice indicò come condizioni imprescindibili, per la promozione di un autentico sviluppo, la difesa della vita e la promozione della crescita culturale e morale delle persone. Su tali basi, affermava Paolo VI lo sviluppo plenario e planetario « è il nuovo nome della pace ».(5) A quaranta anni di distanza, nel 2007, il Fondo Monetario Internazionale riconobbe, nel suo Rapporto annuale, la stretta connessione tra un processo di globalizzazione non adeguatamente governato da un lato, e le forti disuguaglianze a livello mondiale dall’altro. (6) Oggi i moderni mezzi di comunicazione rendono evidenti a tutti i popoli, ricchi e poveri, le disuguaglianze economiche, sociali e culturali che si sono determinate a livello globale generando tensioni e imponenti movimenti migratori. Tuttavia, va ribadito che il processo di globalizzazione con i suoi aspetti positivi è alla base del grande sviluppo dell’economia mondiale del XX secolo.

    Note:

    5 Lettera enciclica Populorum progressio, nn. 76 ss.

    6 Cf. INTERNATIONAL MONETARY FUND, Annual Report 2007, pp. 8 ss.

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     Osservazioni sulla globalizzazione                                                                       

    Vale la pena di ricordare che tra il 1900 e il 2000 la popolazione mondiale si è quasi quadruplicata e che la ricchezza prodotta a livello mondiale è cresciuta in misura molto più rapida cosicché il reddito medio pro capite è fortemente aumentato. Allo stesso tempo, però, non è aumentata l’equa distribuzione della ricchezza, piuttosto, in molti casi essa è peggiorata. Ma cosa ha spinto il mondo in questa direzione estremamente problematica anche per la pace? Anzitutto un liberismo economico senza regole e senza controlli. Si tratta di una ideologia, di una forma di « apriorismo economico », che pretende di prendere dalla teoria le leggi di funzionamento del mercato e le cosiddette leggi dello sviluppo capitalistico esasperandone alcuni aspetti. Un’ideologia economica che stabilisca a priori le leggi del funzionamento del mercato e dello sviluppo economico, senza confrontarsi con la realtà, rischia di diventare uno strumento subordinato agli interessi dei Paesi che godono di fatto di una posizione di vantaggio economico e finanziario. Regole e controlli, sia pure in maniera imperfetta, sono spesso presenti a livello nazionale e regionale; tuttavia, a livello internazionale tali regole e controlli fanno fatica a realizzarsi e a consolidarsi. 

    L'ideologia utilitaristica                                                                                        

    Alla base delle disparità e delle distorsioni dello sviluppo capitalistico c’è, in gran parte, oltre all’ideologia del liberismo economico, l’ideologia utilitarista, ossia quella impostazione teorico-pratica percui: « l’utile personale conduce al bene della comunità ». È da notare che una simile « massima » contiene un’anima di verità, ma non si può ignorare che non sempre l’utile individuale, sebbene legittimo, favorisce il bene comune. In più di un caso è richiesto uno spirito di solidarietà che trascenda l’utile personale per il bene della comunità. Negli anni venti del secolo scorso alcuni economisti avevano già messo in guardia dal dare eccessivamente credito, in assenza di regole e controlli, a quelle teorie oggi divenute ideologie e prassi dominanti a livello internazionale. Un effetto devastante di queste ideologie, soprattutto negli ultimi decenni del secolo scorso e i primi anni del nuovo secolo, è stato lo scoppio della crisi nella quale il mondo si trova tuttora immerso.

    Benedetto XVI – Natura morale e ideologica della crisi                                

    Benedetto XVI, nella sua enciclica sociale, ha individuato in maniera precisa la radice di una crisi che non è solamente di natura economica e finanziaria, ma prima di tutto di natura moraleoltre che ideologica. "L’economia, infatti – osserva il Pontefice – ha bisogno dell’etica per il suo corretto funzionamento, non di un’etica qualsiasi, bensì di un’etica amica della persona".(7) Egli, poi, ha denunciato il ruolo svolto dall’utilitarismo e dall’individualismo, nonché le responsabilità di chi li ha assunti e diffusi come parametro per il comportamento ottimale di coloro – operatori economici e politici – che agiscono e interagiscono nel contesto sociale". Ma Benedetto XVI ha anche individuato e denunciato una nuova ideologia, l’ ideologia della tecnocrazia.

    Note:

    7 Cf. Lettera enciclica Caritas in veritate, n. 45.

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     2. Il ruolo della tecnica e la sfida etica                                                                 

    Il grande sviluppo economico e sociale dello scorso secolo, certamente con le sue luci ma anche con i suoi gravi coni d’ombra, è dovuto anche al continuato sviluppo della tecnica e, nei decenni più recenti, ai progressi dell’informatica e alle sue applicazioni, all’economia e in primo luogo alla finanza. Per interpretare con lucidità l’attuale nuova questione sociale, occorre senz’altro, però, evitare l’errore, figlio anch’esso dell’ideologia neoliberista, di ritenere che i problemi da affrontare siano di ordine esclusivamente tecnico. Come tali, essi sfuggirebbero alla necessità di un discernimento e di una valutazione di tipo etico. Ebbene, l’enciclica di Benedetto XVI mette in guardia contro i pericoli dell’ideologia della tecnocrazia, ossia di quell’assolutizzazione della tecnica che « tende a produrre un’incapacità di percepire ciò che non si spiega con la semplice materia » (8ed a minimizzare il valore delle scelte dell’individuo umano concreto che opera nel sistema economico-finanziario, riducendole a mere variabili tecniche. La chiusura ad un « oltre », inteso come un di più rispetto alla tecnica, non solo rende impossibile trovare soluzioni adeguate per i problemi, ma impoverisce sempre più, sul piano materiale e morale, le principali vittime della crisi. Anche nel contesto della complessità dei fenomeni la rilevanza dei fattori etici e culturali non può, dunque, essere trascurata o sottostimata.

    Note:

    8 Cf.  Lettera enciclica "Caritas in Veritate", n. 77.

    La logica del bene comune mondiale e il senso dei beni                              

    La crisi, di fatto, ha rivelato comportamenti di egoismo, di cupidigia collettiva e di accaparramento di beni su grande scala. Nessuno può rassegnarsi a vedere l’uomo vivere come « un lupo per l’altro uomo », secondo la concezione evidenziata da Hobbes. Nessuno, in coscienza, può accettare lo sviluppo di alcuni Paesi a scapito di altri. Se non si pone un rimedio alle varie forme di ingiustizia gli effetti negativi che ne deriveranno sul piano sociale, politico ed economico saranno destinati a generare un clima di crescente ostilità e perfino di violenza, sino a minare le stesse basi delle istituzioni democratiche, anche di quelle ritenute più solide. Dal riconoscimento del primato dell’essere rispetto a quello dell’avere, dell’etica rispetto a quello dell’economia, i popoli della terra dovrebbero assumere, come anima della loro azione, un’etica della solidarietà, abbandonando ogni forma di gretto egoismo, abbracciando la logica del bene comune mondiale che trascende il mero interesse contingente e particolare. Dovrebbero, in definitiva, avere vivo il senso di appartenenza alla famiglia umana in nome della comune dignità di tutti gli esseri umani: « prima ancora della logica dello scambio degli equivalenti e delle forme di giustizia, […] che le sono proprie, esiste un qualcosa che è dovuto all’uomo perché è uomo, in forza della sua eminente dignità »(9). Già nel 1991, dopo il fallimento del collettivismo marxista, il Beato Giovanni Paolo II aveva messo in guardia nei confronti del rischio di « un’idolatria del mercato, che ignora l’esistenza di beni che, per loro natura, non sono né possono essere semplici merci ».(10) Oggi occorre senz’indugio accogliere il suo ammonimento e imboccare una strada più in sintonia con la dignità e con la vocazione trascendente della persona e della famiglia umana.

    Note:

    9 GIOVANNI PAOLO II, Lettera enciclica Centesimus Annus, n. 70.

    10 Ib., n. 40.

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     3. Il governo della globalizzazione                                                                          

    Nel cammino verso la costruzione di una famiglia umana più fraterna e giusta e, prima ancora, di un nuovo umanesimo aperto alla trascendenza, appare inoltre particolarmente attuale l’insegnamento del Beato Giovanni XXIII. Nella profetica Lettera enciclica Pacem in terris del 1963, egli avvertiva che il mondo si stava avviando verso una sempre maggiore unificazione. Prendeva quindi atto del fatto che, nella comunità umana, era venuta meno la rispondenza fra l’organizzazione politica « su piano mondiale e le esigenze obiettive del bene comune universale ».(11) Per conseguenza auspicava la creazione, un giorno, di « un’Autorità pubblica mondiale ».(12A fronte dell’unificazione del mondo, propiziata dal complesso fenomeno della globalizzazione; a fronte dell’importanza di garantire, oltre agli altri beni collettivi, quello rappresentato da un sistema economico-finanziario mondiale libero, stabile e a servizio dell’economia reale, oggi l’insegnamento della Pacem in terris appare ancor più vitale e degno di urgente concretizzazione. Lo stesso Benedetto XVI, nel solco tracciato dalla Pacem in terris, ha espresso la necessità di costituire un’Autorità politica mondiale.(13) Tale necessità appare del resto evidente, se si pensa al fatto che l’agenda delle questioni da trattare a livello globale diventa costantemente più ampia. Si pensi, ad esempio, alla pace e alla sicurezza; al disarmo e al controllo degli armamenti; alla promozione e alla tutela dei diritti fondamentali dell’uomo; al governo dell’economia e alle politiche di sviluppo; alla gestione dei flussi migratori e alla sicurezza alimentare; alla tutela dell’ambiente. In tutti questi ambiti risulta sempre più evidente la crescente interdipendenza tra Stati e regioni del mondo e la necessità di risposte, non solo settoriali e isolate, ma sistematiche e integrate, ispirate dalla solidarietà e dalla sussidiarietà e orientate al bene comune universale.

    Note:

    11 GIOVANNI XXIII, Lettera enciclica Pacem in terris, n. 70.

    12 Cf. ib. nn. 71-74.

    13 Cf. Lettera enciclica Caritas in veritate, n. 67.

    Autorità mondiale?                                                                                                    

    Come ricorda Benedetto XVI, se non si persegue questa strada anche « il diritto internazionale, nonostante i grandi progressi compiuti nei vari campi, rischierebbe di essere condizionato dagli equilibri di potere tra i più forti ».(14Lo scopo dell’Autorità pubblica, rammentava già Giovanni XXIII nella Pacem in terris, è anzitutto quello di servire il bene comune. Essa, pertanto, deve dotarsi di strutture e meccanismi adeguati, efficaci, ossia all’altezza della propria missione e delle aspettative che in essa sono riposte. Questo è particolarmente vero all’interno di un mondo globalizzato, che rende persone e popoli sempre più interconnessi ed interdipendenti, ma che mostra anche il peso dell’egoismo e degli interessi settoriali, tra cui l’esistenza di  mercati monetari e finanziari a carattere prevalentemente speculativo, dannosi per l’economia reale, specie dei Paesi più deboli. È un processo complesso e delicato.

    Avanti con la logica della gradualità                                                                    

    Tale Autorità sovranazionale deve, infatti, avere un’impostazione realistica ed essere messa in atto con gradualità, con l’obiettivo di favorire anche l’esistenza di sistemi monetari e finanziari efficienti ed efficaci, ossia mercati liberi e stabili, disciplinati da un adeguato quadro giuridico, funzionali allo sviluppo sostenibile e al progresso sociale di tutti, ispirati ai valori della carità nella verità.(15) Si tratta di un’Autorità dall’orizzonte planetario, che non può essere imposta con la forza, ma dovrebbe essere espressione di un accordo libero e condiviso, oltre che delle esigenze permanenti e storiche del bene comune mondiale e non frutto di coercizione o di violenze. Essa dovrebbe sorgere da un processo di maturazione progressiva delle coscienze e delle libertà, nonché dalla consapevolezza di crescenti responsabilità.

    Note:

    14 Ib.

    15 Cf. ib.

    Mondialismo e adesione dei popoli                                                                     

    Non possono, per conseguenza, essere tralasciati come superflui elementi quali la fiducia reciproca, l’autonomia e la partecipazione. Il consenso deve coinvolgere un sempre maggior numero di Paesi che aderiscono in maniera convinta, mediante quel dialogo sincero che non emargina, bensì valorizza le opinioni minoritarie. L’Autorità mondiale dovrebbe, dunque, coinvolgere coerentemente tutti i popoli, in una collaborazione in cui essi sono chiamati a contribuire con il patrimonio delle loro virtù e delle loro civiltà. La costituzione di un Autorità politica mondiale dovrebbe essere preceduta da una fase preliminare di concertazione, dalla quale emergerà una istituzione legittimata, in grado di offrire una guida efficace e, al tempo stesso, di permettere a ciascun Paese di esprimere e di perseguire il proprio bene particolare. L’esercizio di una simile Autorità, posta al servizio del bene di tutti e di ciascuno, sarà necessariamente super partes, ossia al di sopra di ogni visione parziale e di ogni bene particolare, in vista della realizzazione delì bene comune. Le sue decisioni non dovranno essere il risultato del pre-potere dei Paesi più sviluppati sui Paesi più deboli. Dovranno, invece, essere assunte nell’interesse di tutti, non solo a vantaggio di alcuni gruppi, siano essi formati da lobby private o da Governi nazionali. Un’Istituzione sopranazionale, espressione di una « comunità delle Nazioni », non potrà peraltro durare a lungo, se le diversità dei Paesi, sul piano delle culture, delle risorse materiali ed immateriali, delle condizioni storiche e geografiche non sono riconosciute e pienamente rispettate. L’assenza di un consenso convinto, alimentato da un’incessante comunione morale della comunità mondiale, indebolirebbe l’efficacia della corrispettiva Autorità.

    L'autorità mondiale

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    Ciò che vale a livello nazionale vale anche a livello mondiale. La persona non è fatta per servire incondizionatamente l’Autorità, il cui compito è quello di porsi al servizio della persona stessa, in coerenza con il valore preminente della dignità dell’uomo. Parimenti, i Governi non devono servire incondizionatamente l’Autorità mondiale. È piuttosto quest’ultima che deve mettersi al servizio dei vari Paesi membri, secondo il principio di sussidiarietà, creando, tra l’altro, quelle condizioni socio-economiche, politiche e giuridiche, indispensabili anche all’esistenza di mercati efficienti ed efficaci, perché non iperprotetti da politiche nazionali paternalistiche, perché non indeboliti da deficit sistematici delle finanze pubbliche e dei Prodotti nazionali, che di fatto impediscono ai mercati stessi di operare in un contesto mondiale come istituzioni aperte e concorrenziali. Nella tradizione del Magistero della Chiesa, ripresa con vigore da Benedetto XVI,(16) il principio di sussidiarietà deve regolare le relazioni tra Stato e comunità locali, tra Istituzioni pubbliche e Istituzioni private, non escluse quelle monetarie e finanziarie. Così, su un ulteriore livello, deve reggere le relazioni tra una eventuale futura Autorità pubblica mondiale e le istituzioni regionali e nazionali. Un tale principio è a garanzia sia della legittimità democratica sia dell’efficacia delle decisioni di coloro che sono chiamati a prenderle. Permette di rispettare la libertà delle persone e delle comunità di persone e, al tempo stesso, di responsabilizzarle rispetto agli obiettivi e ai doveri che loro competono.

    Note:

    16 Cf. ib., nn. 57 e 67.

    Necessità dell'autorità mondiale                                                                           

    Secondo la logica della sussidiarietà, l’Autorità superiore offre il suo subsidium, ovvero il suo aiuto, quando la persona e gli attori sociali e finanziari sono intrinsecamente inadeguati o non riescono a fare da sé quanto è loro richiesto.(17) Grazie al principio di solidarietà, si costruisce un rapporto durevole e fecondo tra la società civile planetaria e un’Autorità pubblica mondiale, quando gli Stati, i corpi intermedi, le varie istituzioni – comprese quelle economiche e finanziarie – e i cittadini prendono le loro decisioni entro la prospettiva del bene comune mondiale, che trascende quello nazionale. « Il governo della globalizzazione » – si legge nella Caritas in veritate – « deve essere di tipo sussidiario, articolato su più livelli e su piani diversi, che collaborino reciprocamente ».(18) Solo così si può evitare il pericolo dell’isolamento burocratico dell’Autorità centrale, che rischierebbe di essere delegittimata da un distacco troppo grande dalle realtà sulle quali si fonda, e potrebbe facilmente cadere in tentazioni paternalistiche, tecnocratiche, o egemoniche. Un lungo cammino resta però ancora da percorrere prima di arrivare alla costituzione di una tale Autorità pubblica a competenza universale. Logica vorrebbe che il processo di riforma si sviluppasse avendo come punto di riferimento l’Organizzazione delle Nazioni Unite, in ragione dell’ampiezza mondiale delle sue responsabilità, della sua capacità di riunire le Nazioni della terra e della diversità dei suoi compiti e di quelli delle sue Agenzie specializzate.

    Note:

    17 Cf. ib., n. 57.

    18 Ib.

    Verso scelte mondiali vincolanti                                                                           

    Il frutto di tali riforme dovrebbe essere una maggiore capacità di adozione di politiche e scelte vincolanti poiché orientate alla realizzazione del bene comune a livello locale, regionale e mondiale. Tra le politiche appaiono più urgenti quelle relative alla giustizia sociale globale: politiche finanziarie e monetarie che non danneggino i Paesi più deboli; (19politiche volte alla realizzazione di mercati liberi e stabili e ad un’equa distribuzione della ricchezza mondiale mediante anche forme inedite di solidarietà fiscale globale, di cui si dirà più avanti. Nel cammino della costituzione di un’Autorità politica mondiale non si possono disgiungere le questioni della governance (ossia di un sistema di semplice coordinamento orizzontale senza un’Autorità super partes) da quelle di un shared government (ossia di un sistema che, oltre al coordinamento orizzontale, stabilisca un’Autorità super partes) funzionale e proporzionato al graduale sviluppo di una società politica mondiale. La costituzione di un’Autorità politica mondiale non può essere raggiunta senza la previa pratica del multilateralismo, non solo a livello diplomatico, ma anche e soprattutto nell’ambito dei piani per lo sviluppo sostenibile e per la pace. A un Governo mondiale non si può pervenire se non dando espressione politica a preesistenti interdipendenze e cooperazioni.

    Note:

    19 Cf. CONCILIO VATICANO II, Costituzione pastorale sulla Chiesa nel mondo

         contemporaneo Gaudium et spes, n. 70.

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     4. Riforma del sistema finanziario e monetario internazionale                 

    Verso una riforma del sistema finanziario e monetario internazionale rispondente alle esigenze di tutti i Popoli In materia economica e finanziaria, le difficoltà più rilevanti derivano dalla carenza di un insieme efficace di strutture, in grado di garantire, oltre ad un sistema di governance, un sistema di government dell’economia e della finanza internazionale. Che dire di questa prospettiva? Quali passi muovere in concreto? Con riferimento all’attuale sistema economico e finanziario mondiale vanno sottolineati due fattori determinanti: il primo è il graduale venire meno dell’efficienza delle istituzioni di Bretton Woods, a partire dai primi anni Settanta. In particolare, il Fondo Monetario Internazionale ha perso un carattere essenziale per la stabilità della finanza mondiale, quello di regolare la creazione complessiva di moneta e di vegliare sull’ammontare di rischio di credito assunto dal sistema. In definitiva non si dispone più di quel « bene pubblico universale » che è la stabilità del sistema monetario mondiale.

    Gestione del mercato finanziario globale                                                               

    Il secondo fattore è la necessità di un corpus minimo condiviso di regole necessarie alla gestione del mercato finanziario globale, cresciuto molto più rapidamente dell’economia reale, essendosi velocemente sviluppato per effetto, da un lato, dell’abrogazione generalizzata dei controlli sui movimenti di capitali e dalla tendenza alla deregolamentazione delle attività bancarie e finanziarie; e dall’altro, dei progressi della tecnica finanziaria favoriti dagli strumenti informatici. Sul piano strutturale, nell’ultima parte del secolo scorso, la moneta e le attività finanziarie a livello globale sono cresciute molto più rapidamente della produzioni di beni e di servizi.

    G20 e Rischi – Questione monetaria e questione bancaria                              

    In tale contesto, la qualità del credito ha teso a diminuire sino ad esporre gli istituti di credito ad un rischio maggiore di quello ragionevolmente sostenibile. Basti guardare alle sorti di grandi e piccoli istituti di credito nel contesto delle crisi che si sono manifestate negli anni Ottanta e Novanta del secolo scorso e infine nella crisi del 2008. Sempre nell’ultima parte del XX scorso, si è sviluppata la tendenza a definire gli orientamenti strategici della politica economica e finanziaria all’interno di club e di gruppi più o meno estesi di Paesi più sviluppati. Pur non negando gli aspetti positivi di questo approccio, non si può non notare che esso non sembra rispettare pienamente il principio rappresentativo, in particolare dei Paesi meno sviluppati o emergenti. La necessità di tener conto della voce di un maggiore numero di Paesi ha, ad esempio, indotto l’allargamento dei suddetti gruppi, passando così dal G7 al G20. Questa è stata un’evoluzione positiva, in quanto ha consentito di coinvolgere, negli orientamenti all’economia e alla finanza globale, la responsabilità di Paesi con più elevata popolazione, in via di sviluppo ed emergenti.

    Dallo Shutdown Usa a quello Italico: fili spezzati

    Efficacia e ruolo dei G20 – Nuova era dell'economia Globale  

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    Nell’ambito del G20 possono pertanto maturare indirizzi concreti che, opportunamente elaborati nelle appropriate sedi tecniche, potranno orientare gli organi competenti a livello nazionale e regionale al consolidamento delle istituzioni esistenti e alla creazione di nuove istituzioni con appropriati ed efficaci strumenti a livello internazionale. Gli stessi leader del G20, nella Dichiarazione finale di Pittsburgh del 2009, affermano del resto come « la crisi economica dimostra l’importanza di avviare una nuova era dell’economia globale fondata sulla responsabilità ». 

    Crisi e riforma dell'Architettura Globale                                                            

    Per fare fronte alla crisi e aprire una nuova era « della responsabilità », oltre alle misure di tipo tecnico e di breve periodo, i leader avanzano la proposta di una « riforma dell’architettura globale per fare fronte alle esigenze del 21° secolo »; e quindi quella di « un quadro che consenta di definire le politiche e le misure comuni per generare uno sviluppo globale solido, sostenibile e bilanciato ».(20) Occorre quindi avviare un processo di profonda riflessione e di riforme, percorrendo vie creative e realistiche, tendenti a valorizzare gli aspetti positivi delle istituzioni e dei forum già esistenti. Un’attenzione specifica andrebbe riservata alla riforma del sistema monetario internazionale e, in particolare, all’impegno per dar vita a qualche forma di controllo monetario globaleperaltro già implicita negli Statuti del Fondo Monetario Internazionale. È chiaro che, in qualche misura, questo equivale a mettere in discussione i sistemi dei cambi esistenti, per trovare modi efficaci di coordinamento e supervisione.

    Note:

    20 Leaders’ Statement, The Pittsburgh Summit, September 24-25, 2009;

    cf. Annex, paragrafo 1; G-20 Framework for Strong, Sustainable, and Balanced Growth,

    §1; Leaders’ Statement, nn. 18, 13.10

     Controllo Monetario Globale                                                                                  

    È un processo che deve coinvolgere anche i Paesi emergenti e in via di sviluppo nel definire le tappe di un adattamento graduale degli strumenti esistenti. Sullo sfondo si delinea, in prospettiva, l’esigenza di un organismo che svolga le funzioni di una sorta di « Banca centrale mondiale » che regoli il flusso e il sistema degli scambi monetari, alla stregua delle Banche centrali nazionali. Occorre riscoprire la logica di fondo, di pace, coordinamento e prosperità comune, che portarono agli Accordi di Bretton Woods, per fornire adeguate risposte alle questioni attuali. A livello regionale tale processo potrebbe essere praticato con la valorizzazione delle istituzioni esistenti, come ad esempio la Banca Centrale Europea. Ciò richiederebbe, tuttavia, non solo una riflessione sul piano economico e finanziario, ma anche e prima di tutto, sul piano politico, in vista della costituzione di istituzioni pubbliche corrispettive che garantiscano l’unità e la coerenza delle decisioni comuni. Queste misure dovrebbero essere concepite come alcuni dei primi passi nella prospettiva di una Autorità pubblica a competenza universale; come una prima tappa di un più lungo sforzo della comunità mondiale di orientare le sue istituzioni alla realizzazione del bene comune. Altre tappe dovranno seguire, tenendo conto che le dinamiche che conosciamo possono accentuarsi, ma anche accompagnarsi a cambiamenti che oggi sarebbe vano tentare di prevedere. In tale processo, occorre, recuperare il primato dello spirituale e dell’etica e, con essi, il primato della politica – responsabile del bene comune – sull’economia e la finanza. Occorre ricondurre queste ultime entro i confini della loro reale vocazione e della loro funzione, compresa quella sociale, in considerazione delle loro evidenti responsabilità nei confronti della società, per dare vita a mercati ed istituzioni finanziarie che siano effettivamente a servizio della persona, che siano capaci, cioè, di rispondere alle esigenze del bene comune e della fratellanza universale, trascendendo ogni forma di piatto economicismo e di mercantilismo performativo.

    Tobin Tax – Tassazione delle Transazioni Finanziarie                                        

    Sulla base di un tale approccio di tipo etico, appare, quindi, opportuno riflettere, ad esempio: su misure di tassazione delle transazioni finanziarie, mediante aliquote eque, ma modulate con oneri proporzionati alla complessità delle operazioni, soprattutto di quelle che si effettuano nel mercato « secondario ». Una tale tassazione sarebbe molto utile per promuovere lo sviluppo globale e sostenibile secondo principi di giustizia sociale e della solidarietà; e potrebbe contribuire alla costituzione di una riserva mondiale, per sostenere le economie dei Paesi colpiti dalle crisi, nonché il risanamento del loro sistema monetario e finanziario; su forme di ricapitalizzazione delle banche anche con fondi pubblici condizionando il sostegno a comportamenti « virtuosi » e finalizzati a sviluppare l’economia reale; sulla definizione dell’ambito dell’attività di credito ordinario e di Investment Banking. Tale distinzione consentirebbe una disciplina più efficace dei « mercati-ombra » privi di controlli e di limiti. Un sano realismo richiederebbe il tempo necessario per costruire consensi ampi, ma l’orizzonte del bene comune universale è sempre presente con le sue esigenze ineludibili. È pertanto auspicabile che tutti coloro che, nelle Università e nei vari Istituti, sono chiamati a formare le classi dirigenti di domani si dedichino a prepararle alle loro responsabilità di discernere e di servire il bene pubblico globale in un mondo in costante cambiamento. È necessario colmare il divario presente tra formazione etica e preparazione tecnica, evidenziando in particolar modo l’ineludibile sinergia tra i due piani della praxis e della poièsis. Lo stesso sforzo è richiesto a tutti coloro che sono in grado di illuminare l’opinione pubblica mondiale, per aiutarla ad affrontare questo mondo nuovo non più nell’angoscia ma nella speranza e nella solidarietà.

     Conclusioni                                                                                                            

    Nelle incertezze attuali, in una società capace di mobilitare mezzi ingenti, ma la cui riflessione sul piano culturale e morale rimane inadeguata rispetto al loro utilizzo in ordine al conseguimento di fini appropriati, siamo invitati a non arrenderci e a costruire soprattutto un futuro di senso per le generazioni a venire. Non bisogna temere di proporre cose nuove, anche se possono destabilizzare equilibri di forze preesistenti che dominano sui più deboli. Esse sono un seme gettato nella terra, che germoglierà e non tarderà a portare i suoi frutti. Come ha esortato Benedetto XVI, "sono indispensabili persone ed operatori a tutti i livelli – sociale, politico, economico, professionale –, mossi dal coraggio di servire e promuovere il bene comune mediante una vita buona".(21) Solo loro riusciranno a vivere e a vedere oltre le apparenze delle cose, percependo il divario tra il reale esistente ed il possibile mai sperimentato. Paolo VI ha sottolineato la forza rivoluzionaria dell’« immaginazione prospettica », capace di percepire nel presente le possibilità in esso inscritte, e di orientare gli uomini verso un futuro nuovo.(22) Liberando l’immaginazione, l’uomo libera la sua esistenza. Mediante un impegno di immaginazione comunitaria è possibile trasformare non solo le istituzioni ma anche gli stili di vita, e suscitare un avvenire migliore per tutti i popoli. Gli Stati moderni, nel tempo, sono divenuti insiemi strutturati, concentrando la sovranità all’interno del proprio territorio. Ma le condizioni sociali, culturali e politiche sono progressivamente mutate. È cresciuta la loro interdipendenza – sicché è divenuto naturale pensare ad una comunità internazionale integrata e retta sempre più da un ordinamento condiviso –, ma non è venuta meno una forma deteriore di nazionalismo, secondo cui lo Stato ritiene di poter conseguire in maniera autarchica il bene dei suoi cittadini. Oggi tutto ciò appare surreale e anacronistico.

    Note:

    21 Cf. Lettera enciclica Caritas in veritate, n. 71.

    22 PAOLO VI, Lettera apostolica Octogesima adveniens, n. 37.

    Oltre la dimensione di stati nazionali?    

    Fumi di Satana - Mondialismo e Globalizzazione                                                           

    Oggi tutte le nazioni, piccole o grandi, assieme ai loro Governi, sono chiamate a superare quello « stato di natura » che vede gli Stati in perenne lotta tra loro. Nonostante alcuni suoi aspetti negativi, la globalizzazione sta unificando maggiormente i popoli, sollecitandoli a muoversi verso un nuovo « stato di diritto » a livello sopranazionale, sostenuto da una collaborazione più intensa e feconda. Con una dinamica analoga a quella che in passato ha messo fine alla lotta « anarchica » tra clan e regni rivali, in ordine alla costituzione di Stati nazionali, l’umanità deve oggi impegnarsi nella transizione da una situazione di lotte arcaiche tra entità nazionali, a un nuovo modello di società internazionale più coesa, poliarchica, rispettosa delle identità di ciascun popolo, entro la molteplice ricchezza di un’unica umanità. Un tale passaggio, peraltro già timidamente in corso, assicurerebbe ai cittadini di tutti i Paesi – qualunque ne sia la dimensione o la forza – pace e sicurezza, sviluppo, mercati liberi, stabili e trasparenti. « Come all’interno dei singoli Stati […] il sistema della vendetta privata e della rappresaglia è stato sostituito dall’impero della legge » – avverte Giovanni Paolo II – « così è ora urgente che un simile progresso abbia luogo nella Comunità internazionale ».(23) I tempi per concepire istituzioni con competenza universale arrivano quando sono in gioco beni vitali e condivisi dall’intera famiglia umana, che i singoli Stati non sono in grado di promuovere e proteggere da soli. Esistono, quindi, le condizioni per il definitivo superamento di un ordine internazionale « westphaliano», nel quale gli Stati sentono l’esigenza della cooperazione, ma non colgono l’opportunità di un’integrazione delle rispettive sovranità per il bene comune dei popoli. È compito delle generazioni presenti riconoscere e accettare consapevolmente questa nuova dinamica mondiale verso la realizzazione di un bene comune universale.

    Note:

    23 Lettera enciclica Centesimus annus, n. 52.

    Mistero Marx – Dai Protocolli dei Savi di Sion all’internazionale Socialista

    Il trasferimento dei poteri verso un'autorità mondiale                                          

    Certo, questa trasformazione si farà al prezzo di un trasferimento graduale ed equilibrato di una parte delle attribuzioni nazionali ad un’Autorità mondiale e alle Autorità regionali, ma questo è necessario in un momento in cui il dinamismo della società umana e dell’economia e il progresso della tecnologia trascendono le frontiere, che nel mondo globalizzato sono di fatto già erose. La concezione di una nuova società, la costruzione di nuove istituzioni dalla vocazione e competenza universali, sono una prerogativa e un dovere per tutti, senza distinzione alcuna. È in gioco il bene comune dell’umanità e il futuro stesso. In tale contesto, per ogni cristiano c’è una speciale chiamata dello Spirito ad impegnarsi con decisione e generosità, perché le molteplici dinamiche in atto si volgano verso prospettive di fraternità e di bene comune. Si aprono immensi cantieri di lavoro per lo sviluppo integrale dei popoli e di ogni persona. Come affermano i Padri del Concilio Vaticano II, si tratta di una missione al tempo stesso sociale e spirituale, che, « nella misura in cui può contribuire a meglio ordinare l’umana società, è di grande importanza per il regno di Dio ».(24) In un mondo in via di rapida globalizzazione, il riferimento ad un’Autorità mondiale diviene l’unico orizzonte compatibile con le nuove realtà del nostro tempo e con i bisogni della specie umana. Non va, però, dimenticato che questo passaggio, data la natura ferita degli uomini, non avviene senza angosce e senza sofferenze. La Bibbia, con il racconto della Torre di Babele (Genesi 11,1-9) avverte come la « diversità » dei popoli possa trasformarsi in veicolo di egoismo e strumento di divisione.

    Speciale – L’Inganno monetario dietro le grandi manovre di Bruxelles e Francoforte

    Nota 24 CONCILIO VATICANO II, Costituzione pastorale sulla Chiesa nel mondo

          contemporaneo Gaudium et spes, n. 39.

    Lo spirito di Babele                                                                                                    

    Nell’umanità è ben presente il rischio che i popoli finiscano per non capirsi più e che le diversità culturali siano motivo di contrapposizioni insanabili. L’immagine della Torre di Babele ci avverte anche che bisogna guardarsi da una « unità » solo di facciata, nella quale non cessano egoismi e divisioni, poiché non sono stabili le fondamenta della società. In entrambi i casi, Babele è l’immagine di ciò che i popoli e gli individui possono divenire, quando non riconoscono la loro intrinseca dignità trascendente e la loro fraternità. Lo spirito di Babele è l’antitesi dello Spirito di Pentecoste (Atti 2, 1-12), del disegno di Dio per tutta l’umanità, vale a dire l’unità nella diversità. Solo uno spirito di concordia, che superi divisioni e conflitti, permetterà all’umanità di essere autenticamente un’unica famiglia, fino a concepire un nuovo mondo con la costituzione di un’Autorità pubblica mondiale, al servizio del bene comune. (Città del Vaticano, 24 ottobre 2011)

    Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace

    Città del Vaticano, 24 ottobre 2011

    Europeismo, Federalismo e Mondialismo: facce della stessa medaglia

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  • Ucraina – il Parlamento Europeo apre all’abbraccio della Troika

    Ucraina – il Parlamento Europeo apre all’abbraccio della Troika

    Venerdì, Febbraio 28th/ 2014

    – Redazione "Qui Europa" –

    Russia, Ucraina, Vladimir Putin, Unione Europea, Manuel Barroso, Strasburgo, Bruxelles, Kiev, Colpo di Stato, Ucraina, La democrazia degli europeisti, Patto di libero scambio con l'UE, Parlamento Europeo, Yulia Tymoshenko, Spy story, Rivoluzione europeista liberal-socialista 

    Ucraina – il Parlamento Europeo apre

    all'abbraccio della Troika

    Strasburgo auspica l'intervento dell'usura

    internazionale e dell'FMI in soccorso 

    di Kiev…

    Ecco il vero obiettivo della "Rivoluzione europeista"

    o "liberal-socialista"

     

    Redazione Qui Europa

    Parlamento Europeo - Kiev - FMI

     Kiev e il sostegno dell'usurocrazia                                                                        

    Strasburgo, Kiev –  Nella giornata di ieri, presso l'emiciclo di Strasburgo è stata votata l'attesa risoluzione (non legislativa) sulla "questione ucraina", che già alla vigilia preannunciava – per bocca di diversi eurodeputati – "un sostegno finanziario (…), applicando al contempo sanzioni mirate contro i responsabili delle violenze". Dal testo del documento formalmente emergono tanti buoni propositi: "instaurare un dialogo costruttivo tra le forze politiche, mantenere l'integrità territoriale, combattere la corruzione e organizzare elezioni eque e libere"… Ma il passaggio più confortante (o temuto) lo si può individuare nel capoverso che recita testualmente: "al fine di aiutare l'Ucraina a far fronte al peggioramento della situazione economica e del bilancio dei pagamenti, l'Unione europea e le organizzazioni internazionali finanziarie dovrebbero offrire un pacchetto di sostegno finanziario a breve termine e uno a lungo termine necessario per avviare le riforme (…)". L'UE – si legge poi – "dovrebbe inoltre prendere l'iniziativa e organizzare una conferenza internazionale dei donatori per raccogliere fondi".

     Strasburgo chiede "giustizia"                                                                                   

    Allora avanti con i "divieti di viaggio", con il congelamento dei beni dei "responsabili" (?) della violenza in Ucraina e con lo stop al flusso di denaro proveniente dal PaeseCiliegina sulla torta: la richiesta dell'avvio di processi indipendenti per gli autori "anti-europeisti" delle violenze e dei crimini contro l'umanità… Certo, lottare e versare il sangue per ricevere il caldo e confortevole abbraccio dell'Europa Unita e del Fondo Monetario Internazionale è piuttosto curioso ed anacronistico. Non trovate?

     La supposta europeista                                                                                            

    Ma nella risoluzione approvata si ribadisce anche il fatto che "non appena sarà risolta l'attuale crisi politica, l'UE è pronta a firmare un accordo di associazione e di libero scambio con l'Ucraina e che il partenariato non è l'obiettivo finale della cooperazione UE-Ucraina". Come dire: la supposta è sempre la stessa… prenderla prima o dopo è indifferente… L'importante è prenderla! Ma il passaggio forse più fantasioso del testo è questo. Sentite un pò: "I deputati affermano che l'UE dovrebbe aiutare il governo entrante dell'Ucraina a combattere la "corruzione endemica" che ostacola lo sviluppo del Paese. La risoluzione – pertanto – esorta tutte le parti a non farsi oscurare da eventuali sentimenti di vendetta e di impegnarsi a instaurare un dialogo politico per raggiungere un compromesso ed evitare ritorsioni extragiudiziali".

    Parlamento Europeo - Kiev - FMI

     La condanna all'attacco del tempio rosso di Kiev                                            

    Ovviamente i deputati (in maggioranza) hanno altresì condannato "l'attacco alla sede centrale del Partito Comunista in Ucraina", un tempio da non profanare… a quanto pare. Dunque dopo il colpo di stato europeista l'eurocasta non aspetta altro che il copione scelto per Kiev trovi il suo "naturale e democratico" epilogo, mediante le elezioni presidenziali del 25 maggio che formalizzeranno (tranne sorprese…) lo status quo, rendendolo democratico. Ma i deputati hanno avuto un caro pensiero anche perla Russia, ricordando a Putin che "in base al Memorandum di Budapest – firmato con gli Stati Uniti e il Regno Unito nel 1994 – la Russia si è impegnata a garantire l'integrità territoriale dell'Ucraina e ad astenersi dalla coercizione economica".

     Julija Tymoshenko e Mamma Lagarde                                                                

    La più felice dell'andazzo e della risoluzione votata a Strasburgo, ad est, sembra essere Julija Tymoshenko la "perseguitata politica" fragile e indifesa, nonché eroina della "Rivoluzione Arancione": personaggio controverso e noto alle prigioni ucraine – vi finì per contrabbando di valuta nel 1995 e per tangenti nel 2001 – per i suoi rapporti particolari col politico Pavel Lazarenko che garantì alla stessa "condizioni monopolistiche nella fornitura del gas sul mercato ucraino". La stessa eroina filo-americanista avvezza alle rivoluzioni (care all'Occidente) che si prodigò tanto – in tempi non sospetti – per far apparire fraudolenti i risultati del ballottaggio tra Juscenko (suo protettore) e Yanukovich. Qualcuno già parla della Tymoshenko come del prossimo Presidente al governo del povero paese che l'Eurocamera vorrebbe ora fosse confortato da "mamma Lagarde".

    Redazione Qui Europa (Copyright © 2014 Qui Europa)                                              

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    Ucraina tra Passato e Presente – Barroso, Nuovo Ordine e Cura FMI

    Ucraina tra Passato e Presente – Barroso, Nuovo Ordine e Cura FMI

    Mercoledì, Febbraio 26th/ 2014 – di Sergio Basile, Redazione "Qui Europa" – Russia, Ucraina, Vladimir Putin, Barack Obama, Imperialismo Usa, Nuovo Ordine Mondiale, Commissione Europea, Unione Europea, Manuel Barroso, Strasburgo, Bruxelles, Kiev, Colpo di Stato, Ucraina, La democrazia degli europeisti, Patto di libero scambio con l'UE, frange di europeisti assalgono polizia, Imperialismo occidentale nel mondo, Seconda guerra Mondiale, Iran […]

    C’era una volta la Romania – L’élite ha chiuso il cielo di Bucarest

    C’era una volta la Romania – L’élite ha chiuso il cielo di Bucarest

    Venerdì,  Novembre 1st/ 2013 – di S.B. Redazione Qui Europa e PoetainAzione –  Romania, Bucarest, Prostituzione, Unione della Repubblica Moldova, Redazione Qui Europa, PoetainAzione, Troika, Povertà in Romania, Comunismo, Partitismo, Ideologie politiche, Divide et impera, Stalin, Divina Provvidenza, Fatima, Conversione della Russia, Nuovo Ordine Mondiale, Crin Antonescu, Victon Ponta, Ue, EURSS  C'era una volta la Romania – L'élite ha chiuso […]

    Rubrica: I Figli della Troika – 2° Parte – Ruolo, Paradossi e Violazioni dell’FMI

    Rubrica: I Figli della Troika – 2° Parte – Ruolo, Paradossi e Violazioni dell’FMI

    Lunedì, Agosto 19th/ 2013  – I Figli della Troika – Rubrica, di Chris Richmond  Nzi –   Seconda Parte I Figli della Troika, Il Patto, Unione Europea, Chris Richmond Nzi, Fondo Monetario Internazionale, Commissione UE, Paradossi e Violazioni dell'FMI, Argentina, Unione Sovietica, Eurozona, Rifinanziamento dell'FMI, soprusi a cielo aperto contro il diritto internazionale, impennata del rapporto debito-PIL dell’Argentina, Mikhail Gorbachev, Bin Laden, Voyage, C’è posta per te, Cipro, Memorandum […]

    Rubrica – I Figli della Troika – di Chris Richmond (Prologo)

    Rubrica – I Figli della Troika – di Chris Richmond

    Domenica, Luglio 28th/ 2013  – I Figli della Troika – Rubrica, di Chris Richmond  Nzi – I Figli della Troika, Il Patto, Unione Europea, Chris Richmond Nzi, Se Osservassimo la Giustizia,  Infrangere il Patto,  Il Dissidente,   Il Tradimento,   La Dichiarazione di Guerra,   L'Esercizio del Potere oltre i Limiti del Diritto, Il Potere Fiduciario,  il Legittimo Ritiro del Mandato, Tirannia, […]

    I Figli della Troika 3 – Ricette della Commissione per Annientare le Nazioni

    I Figli della Troika 3 – Ricette della Commissione per Annientare le Nazioni

    Sabato, Novembre 16th/ 2013  – I Figli della Troika – 3 / Rubrica, di Chris Richmond  Nzi – I Figli della Troika, Il Patto, Unione Europea, Chris Richmond Nzi, Fondo Monetario Internazionale, Commissione UE, Paradossi e Violazioni dell'FMI, Christine Lagarde,  Zbigniew Brzezinski, Romania, Un Paese Distrutto, MoU supplementare, MES, Patto di Stabilità  Rubrica: I Figli della Troika – 3 – Ricette della Commissione UE […]

    Rubrica – I Figli della Troika – 1° Parte. Europa, Diritto Internazionale e Violazione dei Diritti Umani

    Rubrica – I Figli della Troika – 1° Parte. Europa, Diritto Internazionale e Violazione dei Diritti Umani

    Sabato, Novembre 16th/ 2013  – I Figli della Troika – Rubrica, di Chris Richmond  Nzi –  Prima Parte I Figli della Troika, Il Patto, Unione Europea, Chris Richmond Nzi, Se Osservassimo la Giustizia,  ONU, Organizzazioni Internazionali, Patto internazionale sui diritti civili e politici, Patto internazionale sui diritti economici sociali e culturali, Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite, Il Ricatto e le Ritorsioni […]

    Rubrica – I Figli della Troika – di Chris Richmond

    Rubrica – I Figli della Troika – di Chris Richmond

    Sabato, Novembre 16th/ 2013  – I Figli della Troika – Rubrica, di Chris Richmond  Nzi – I Figli della Troika, Il Patto, Unione Europea, Chris Richmond Nzi, Se Osservassimo la Giustizia,  Infrangere il Patto,  Il Dissidente,   Il Tradimento,   La Dichiarazione di Guerra,   L'Esercizio del Potere oltre i Limiti del Diritto, Il Potere Fiduciario,  il Legittimo Ritiro del Mandato, Tirannia, Dittatura, […]

    Concluso il G20 delle Caste Bancarie – Le Dimenticanze di Visco e Saccomanni

    Concluso il G20 delle Caste Bancarie – Le Dimenticanze di Visco e Saccomanni

    Lunedì, Luglio 22nd/ 2013 – Sergio Basile – Christine Lagarde, Fabrizio Saccomanni, G20, Mosca, Ignazio Visco, Mario Draghi, Ripresa, Instabilità politica, Giacinto Auriti, Europa, Michel barnier, Volatilità dei Mercati, Governatori delle banche centrali, potere di signoraggio, Piano finale di privatizzazione dell'Italia, Rating, Spread, target2, Ripresa  Concluso il G20 delle Caste Bancarie – Le Dimenticanze di Visco […]

    FMI-UE: Vergognoso Scambio di accuse tra gli Aguzzini della Grecia

    FMI-UE: Vergognoso Scambio di accuse tra gli Aguzzini della Grecia

    Venerdì, Giugno 7th/ 2013 – Redazione "Qui Europa"  –  Grecia, FMI, UE, Olli Rehn, Christine Lagarde, Mario Draghi, Manuel Barroso, Bruxelles, Fondo Monetario Internazionale, Ipocrisia, Schiavitù perenne, Sovranità monetaria, Aggressiva ristrutturazione del debito pubblico greco, usura internazionale, crescita,  FMI-UE: Vergognoso scambio di accuse tra gli aguzzini della Grecia Una Domanda per il Commissario Rehn   Redazione […]

    La Caduta di Kiev – 300 Morti e un Presidente di Fango

    La Caduta di Kiev – 300 Morti e un Presidente di Fango

    Domenica, Febbraio 23rd/ 2014 – Vincenzo Mannello e Redazione QE –  Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi" di "Qui Europa" Kiev, Caduta del governo ucraino, Yanukovich, Barack Obama, Bashar Assad, Scontri, trecento Morti in Ucraina, Regime di Bruxelles, La democrazia degli europeisti, Video shock, Il governo ucraino non vuol aderire al patto di libero scambio con […]

    Kiev – 100 Morti, Medaglie e Propaganda Eropeista

    Kiev – 100 Morti, Medaglie e Propaganda Eropeista

    Venerdì, Febbraio 21st/ 2014 – di Vincenzo Mannello e Sergio Basile – Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi" di Qui Europa Kiev, Scontri, Morti in Ucraina, Lorenzo Opice, Radiotirana uno, dittatura ueista, Start e Opice, Regime di Bruxelles, La democrazia degli europeisti, Video shock, Il governo ucraino non vuol aderire al patto di libero scambio con l'UE, […]

    Video shock in Kiev – L’Europeismo delle frange benedette da Bruxelles

    Video shock in Kiev – L’Europeismo delle frange benedette da Bruxelles

    Mercoledì, Febbraio 19th/ 2014 – di Vincenzo Mannello – Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi" di Qui Europa Kiev, Scontri, Ucraina, La democrazia degli europeisti, Video shock, Il governo ucraino non vuol aderire al patto di libero scambio con l'UE, frange di europeisti assalgono polizia  Video shock in Kiev – L'Europeismo delle frange benedette da Bruxelles […]

    Strasburgo – L’Eurocamera Chiede misure contro l’Ucraina

    Strasburgo – L’Eurocamera Chiede misure contro l’Ucraina

    Giovedì, Febbraio 6th/ 2014  – Redazione Qui Europa – Parlamento Europeo, Strasburgo, Ucraina, Kiev, Disordini, Vladimir Putin, Russia, Risoluzione non legislativa del Parlamento Europeo, Manifestanti europeisti, Redazione Qui Europa, Limitazioni negli spostamenti, Limitazioni patrimoniali, Commissione permanente del Parlamento Europeo in Ucraina  Strasburgo – L'Eurocamera Chiede misure contro l'Ucraina  Chiesta anche una Missione Permanente del Parlamento Europeo a Kiev  […]

    Ucraina – Il Premier Azarov si Dimette. Summit Ue: Per ora Putin tira il freno

    Ucraina – Il Premier Azarov si Dimette. Summit Ue: Per ora Putin tira il freno

    Mercoledì, Gennaio 29th/ 2014 – di Vincenzo Mannello e Sergio Basile – Ucraina, Europa, Dimissioni del Premier Azarov, Bruxelles, Kiev, Accordo di Libero Scambio, Kiev, Viktor Yanukovich, Scontri a Kiev, Unione europea, Manifestanti, Vladimir Putin, Manuel Barroso, Catherine Ashton, Dimissioni del Premier Azarov, ritiro delle leggi sull'ordine pubblico, Summit Ue di Putin, Abolizione delle leggi anti-protesta, sgombero degli edifici […]

    Ucraina – No al Libero Scambio con l’UE. E gli Europeisti non ci stanno!

    Ucraina – No al Libero Scambio con l’UE. E gli Europeisti non ci stanno!

    Giovedì, Gennaio 23th/ 2014 – di Sergio Basile – Ucraina, Europa, Bruxelles, Kiev, Accordo di Libero Scambio, Kiev, Viktor Yanukovich, Scontri a Kiev, Unione europea, Manifestanti, Vladimir Putin, Manuel Barroso,  Gazprom (South Stream) , Nabucco, OGM, Alexei Miller, Rivoluzione Arancione, James Bond  Ucraina – No al Libero Scambio con l'UE. E gli Europeisti non ci stanno! Kiev – Scontri tra un gruppo di manifestanti europeisti […]

    Forza Morale dimenticata dall’Occidente dei bari

    Forza Morale dimenticata dall’Occidente dei bari

    Lunedì,  Gennaio 27th/ 2014 – di Vincenzo Mannello – Iniziativa di libero Confronto, "Pensa e Scrivi" di "Qui Europa" Vincenzo Mannello, Libero Confronto, La Forza Morale dimenticata dall'Occidente, El Cairo, Egitto, Siria, Damasco, Aleppo, Misurata, Diritti Umani, Kiev, Ucraina, Lubang, Filippine, Usa, Unione europea, Ipocrisia europeista, Occidente  Forza Morale dimenticata dall'Occidente dei bari I bari intimano di […]

    Medioriente e il Ruolo dell’Ue, Nobel per la Pace

    Medioriente e il Ruolo dell’Ue, Nobel per la Pace

    Mercoledì, Dicembre 5th/ 2012  –  di Sergio Basile –  Medioriente e Ruolo dell'Ue, Nobel per la Pace / Medioriente: I nodi Siria e Palestina, il pretesto delle armi chimiche, la Questione Irachena e il Ruolo dell'Ue, Nobel per la Pace / Pace / Unione europea / Embargo / Iran / Teheran / Palestina / Paride Nobel / Giorgio La […]

    Italiani, Ignoranti e Ingannati: perchè non conosciamo la storia…

    Italiani, Ignoranti e Ingannati: perchè non conosciamo la storia…

    Giovedì,  Ottobre 10th/ 2013 – di Sergio Basile – OCSE, italiani popolo di ignoranti, Italia, Sionismo, massoneria, Spagna, Socialismo, Illuminismo, non conosciamo la storia, Comunismo, Illuminati di Baviera, Piano Dullas, Cia, P2, Hitler, Stalin, Berlusconi, Messico, Ue, Piano Kalergi, iper-immigrazione, Garibaldi, breccia di porta Pia, Commonwealth, esoterismo, occultismo, logge massoniche  Italiani, Ignoranti e Ingannati: perchè non conosciamo la […]

    Ecco Perchè L’Europa Rema Contro la Famiglia – Un Piano Perseguito da Secoli

    Ecco Perchè L’Europa Rema Contro la Famiglia – Un Piano Perseguito da Secoli

    Lunedì, 25th Febbraio/ 2013 – di Maria Laura Barbuto e Sergio Basile – Famiglia Tradizionale / Unione Europea / Corte dei diritti umani / Strasburgo / Vienna / Coppie gay / Adozioni / Rispetto diritti umani / Discriminazione ed uguaglianza / Sentenza / Stati europei / Vita / Natura / madre e padre / Sionismo […]

    Corporatocrazia e Imperialismo Usa – High Frequency Trading ed Economic Hitman

    Corporatocrazia e Imperialismo Usa – High Frequency Trading ed Economic Hitman

    Giovedì, Maggio 23rd/2013 – di Ulisse Scintu – Europa, Qui Europa, Unione Europea, Costituzione, Corte costituzionale, Ulisse Scintu, Stati Uniti D'America, high frequency trading, H.F.T., EHMS, economic hitman, corporatocrazia, strategia egemonica imperialista, EHEM, EHM, Otpor, NWO    Corporatocrazia Made in Usa – L'Altra Faccia del Nuovo Ordine Mondiale Utilizzo dell’High Frequency Trading e degli EHMs quali strumenti di accelerazione della strategia […]

    Shock Economy – Il Liberismo imposto con lo Shock e l’Economia del Disastro

    Shock Economy – Il Liberismo imposto con lo Shock e l’Economia del Disastro

    Mercoledì, Luglio 17th/ 2013 – di Sandro Diaz, Dissertazioni su "Shock Economy", di Naomi Klein –  – iniziativa di libero confronto – Pensa e Scrivi di Qui Europa –  Usa, Developmentalist, New deal, Roosevelt, Keynes, Crisi del 1929, FED, FMI, BCE, BM, industrializzazione protesa verso il mercato interno, sistema economico-sociale, John Maynard Keynes, liberismo selvaggio, Milton Friedman, New Deal, Developmentalism, teoria scientifica e infallibile, privatizzazione di […]

    Budapest – Testimonianze di Italo-Ungheresi: L’ideologia e l’euro hanno rovinato l’Italia

    Budapest – Testimonianze di Italo-Ungheresi: L’ideologia e l’euro hanno rovinato l’Italia

    Sabato, Novembre 2nd/ 2013  – Redazione Qui Europa e Andras Kovacs, Budapest  – Qui Ungheria, Nuova Lettera Aperta agli Italiani di Kovacs Andras, Cittadino Ungherese, Manifestazione Nazionale del 23 Ottobre, usurocrazia internazionale, Testimonianza di giovani italiani e ungheresi da Budapest, Testimonianza di Manuela, Testimonianza di Valerio, Testimonianza di Antonio, Valerio Vitaliano, FMI, Discorso di Viktor Orban  Budapest 23 […]

    Diritti fondamentali: nell’Ue regna la Menzogna. Senza Verità i Diritti sono una vuota illusione

    Diritti fondamentali: nell’Ue regna la Menzogna. Senza Verità i Diritti sono una vuota illusione

    Mercoledì, Dicembre 19th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto e Sergio Basile – Diritti fondamentali nell'Ue / Menzogna / Senza Verità i Diritti sono una vuota illusione  / Unione Europea / Parlamento europeo / Risoluzioni / Assistenza sanitaria / Aborto / Minoranze nazionali / LGBT / Diritti fondamentali / Libertà civile / Uguaglianza / Salute sessuale / Pianificazione […]

    Femen: Le Strategie del Nuovo Ordine Mondiale

    Femen: Le Strategie del Nuovo Ordine Mondiale

    Mercoledì, Maggio 29th/2013 – di Sergio Basile  –   Bruxelles, Cristianofobia, omofobia, Omosessualità, Persecuzione cristiani, Cattolici, Chiesa, Femen, Nuovo Ordine Mondiale, Vescovo di Bruxelles, Acqua santa, Francia, Belgio, Sindaci francesi, Omosessualità, Matrimoni, Pussy Riot, Francois Hollade, proteste, sindaci francesi, Strategie mondialiste, Massoneria, Monsignor Leonard, Chiesa, Arcivescovo del Belgio  Femen: Le Strategie del Nuovo Ordine Mondiale col pretesto […]

    NWO e Strategie contro la Russia di Vladimir Putin

    NWO e Strategie contro la Russia di Vladimir Putin

    Martedì, Novembre 20th/  2012   – L'Editoriale di Qui Europa – NWO e Strategie contro la Russia di Vladimir Putin / Pussy Ryot / I Burattinai del "Nuovo Ordine Mondiale" / George Soros / Mario Draghi / Mondialismo / Russia / Vladimir Putin / Siria / Libia / Cattedrale di Cristo Salvatore / Mosca / […]

    Slovenia ed Egitto, stessa regia?

    Slovenia ed Egitto, stessa regia?

    Lunedì, Dicembre 10th/ 2012  –  Redazione Qui Europa, Lubiana – Lubiana / Maribor / Slovenia / Egitto / Otpor / Rivoluzioni pianificate / Wikileaks / New World Order / Franc Kangler / Janez Janša / Rivoluzione dei Fiori / Usa / Siria / Serbia / Occupy Wall street / Dipartimento di Stato americano /  Slovenia ed Egitto – La stessa regia […]

    Il Piano Kalergi – Quello che Nessuno ti ha mai detto sull’Europa

    Il Piano Kalergi – Quello che Nessuno ti ha mai detto sull’Europa

    Venerdì,  Marzo 8th/ 2013 – L'editoriale di Giovanni Antonio Fois e Sergio Basile –  Il Piano Kalergi, Unione Europea, Ue, Richard Coudenhove Kalergi, Politiche europeiste, Nuovo Ordine Mondiale, Mondialismo, Messia, Capitalismo internazionale, Multiculturaismo, Premio Carlo Magno, Gli Stati uniti e l'Unità Europea, Wiston Crurchill, Loggia B'nai B'rith, Usa, Stati uniti, Teoria delle Razze, Teorie dei […]

    Il Piano Kalergi – La Terzomondializzazione dell’Europa e l’Eurocasta -Seconda Parte

    Il Piano Kalergi – La Terzomondializzazione dell’Europa e l’Eurocasta

    Sabato,  Marzo 9th/ 2013 – L'editoriale Sergio Basile e Giovanni Antonio Fois –  Il Piano Kalergi, Unione Europea, Ue, Richard Coudenhove Kalergi, Politiche europeiste, Multiculturalismo, Premio Carlo Magno, Premio Kalergi, Mescolanza razziale, Terzomondializzazione dell'Europa, Gerd Honsik, Mondialismo, NWO, Angela Merkel, Herman van Rompuy, Denuncia, Coppia tedesca, Crimini contro l'umanità, primavera araba, Robert Schuman, Mediterraneo, G.Brock Chisholm, OMS, […]

    Un Inganno Chiamato “Primavera Araba” – Seconda Parte

    Un Inganno Chiamato “Primavera Araba” – Seconda Parte

    Sabato,  Marzo 30th/ 2013  – Testimonianza/Dossier – Redazione Ora Pro Siria, Damasco, Aleppo – Siria, Via Crucis, Venerdì Santo, Cristo in Croce, Dramma Siriano, Via Crucis della Siria, Terrorismo, Omicidio, odio, Violenza, Persecuzioni dei cristiani di Siria, Culla della Civiltà, Culla del Cristianesimo, Terra Santa, Gerusalemme, Damasco, Aleppo, Homs, Papa Bergoglio, Papa Francesco, Giovani Libanesi, Ora Pro Siria, Un […]

    Un Inganno chiamato “Primavera Araba” – Prima Parte

    Un Inganno chiamato “Primavera Araba” – Prima Parte

    Sabato,  Marzo 30th/ 2013  – Testimonianza/Dossier – Redazione Ora Pro Siria, Damasco, Aleppo – Siria, Via Crucis, Venerdì Santo, Cristo in Croce, Dramma Siriano, Via Crucis della Siria, Terrorismo, Omicidio, odio, Violenza, Persecuzioni dei cristiani di Siria, Culla della Civiltà, Culla del Cristianesimo, Terra Santa, Gerusalemme, Damasco, Aleppo, Homs, Papa Bergoglio, Papa Francesco, Giovani Libanesi, Ora Pro […]

  • Rubrica: I Figli della Troika – 2° Parte – Ruolo, Paradossi e Violazioni dell’FMI

    Rubrica: I Figli della Troika – 2° Parte – Ruolo, Paradossi e Violazioni dell’FMI

    Sabato, Novembre 16th/ 2013 

    – I Figli della Troika – Rubrica, di Chris Richmond  Nzi –

      Seconda Parte

    I Figli della Troika, Il Patto, Unione Europea, Chris Richmond Nzi, Fondo Monetario Internazionale, Commissione UE, Paradossi e Violazioni dell'FMI, Argentina, Unione Sovietica, Eurozona, Rifinanziamento dell'FMI, soprusi a cielo aperto contro il diritto internazionale, impennata del rapporto debito-PIL dell’Argentina, Mikhail Gorbachev, Bin Laden, Voyage, C’è posta per te, Cipro, Memorandum of Understanding, Terzo Pacchetto dell’Energia europeo, Christine Lagarde 

    Rubrica: I Figli della Troika – Parte Seconda.

    Ruolo, Paradossi e Violazioni dell'FMI

    – L'Europa e il Diritto all'Autodeterminazione dei

       Popoli negato: il paradigma cipriota

    – FMI: Macroscopici limiti legali e soprusi a cielo

       aperto contro il diritto internazionale

    – Gennaio 2014: schiavi dell'Eurozona chiamati a

      rifinanziare il Fondo

    L'Iniqua legge del Fondo Monetario Internazionale, 3 casi 

    a confronto: Argentina, Unione Sovietica ed Eurozona

     

    Rubrica – I Figli della Troika, Seconda Parte

    di Chris Richmond Nzi

    I Figli della Troika - Fondo Monetario Internazionale

     Ruolo e Disastri del Fondo Monetario Internazionale                                  

    Rubrica, I Figli della Troika – di Chris Richmond Nzi – Parigi – Nei prossimi mesi anche noi Italiani saremo chiamati ad autosalassarci ancora una volta per contribuire alla formazione della 15esima revisione generale delle quote del Fondo Monetario Internazionale. Ma visti i disastri ai quali assistiamo quotidianamente nell'Eurozona 8e non solo) è lecito chiedersi: a che servirà mai questo misterioso baraccone, del quale cogliamo solo aspetti frammentari? Beh, prima di svelare l'arcano, facciamo una breve premessa, riprendendo i contenuti essenziali di quanto detto finora. 

     Le Scappatoie Legali alla Gabbia Mondialista                                                  

    Nella Prima Parte abbiamo visto come dopo la Seconda Guerra Mondiale, i rappresentanti di vari Stati hanno pensato (erroneamente) che instaurando un potere che tenesse in soggezione tutti i paesi membri della comunità internazionale, avrebbero trovato una soluzione comune ai comuni problemi. Fu così istituita (su spinta di Rockefeller e dell'élite) un’organizzazione che – stando alle propagandate premesse iniziali – avrebbe dovuto creare le condizioni per far rispettare la giustizia internazionale, promuovere il progresso sociale e migliorare (sempre in teoria) il tenore di vita dei popoli, in un contesto di "libertà più ampio". Le Nazioni Unite. Ma l'attuale deriva della giustizia e dell'equita sullo scoglio di questo "Nuovo Ordine" voluto dall'élite mondialista, abbiamo visto come l'ONU sia – sempre più spesso – simile ad una sorta di scatola vuota, incapace di venire incontro alle reali esigienze dei popoli e delle nazioni. Specie alla luce di qualto accade in Europa, Africa e Medioriente. Abbiamo poi visto come ultimamente, qualche nazione abbia tentato di contrapporsi ai folli dettati internazionali, in parte bloccata da una strategia del terrore multilaterale, per mantenere in soggezione gli Stati, facendo credere che non ci siano possibilità di svincolarsi dal contorto sistema che regola e gestisce la Comunità internazionale. Eppure come visto – Cfr.: Prima Parte – questa è una falsa convinzione. Infatti il diritto dei trattati prevede anche che "due o più parti possano concludere un accordo avente lo scopo di modificare il trattato nei loro reciproci rapporti" e che "qualsiasi trattato ottenuto con le minacce o con l’uso della forza sarà ritenuto nullo". Abbiamo poi posto l'accento sul fatto che siccome le norme del diritto internazionale sono poste dagli Stati stessi attraverso i loro comportamenti e la loro volontà, dall’opinio necessitatis potrebbe scaturire una norma del diritto internazionale generale, inderogabile: neppure derobabile, cioè, tramite trattato. Possibile scappatoia, questa, a molti presunti vicoli ciechi.

    Principio di Liberta e Troika - I Figli della Troika

      Una Questione di Responsabilità                                                                           

    Ora, ebbene continuino ad asserire che “la legge è uguale per tutti”, siamo in possesso di prove certe che questa obiettività non viene applicata né a livello nazionale, né a livello comunitario, né tantomeno a livello internazionale. Se fosse come dicono loro, non si perderebbe tempo a discutere riguardo la riduzione di una pena ad un singolo. Di chiunque si tratti, perché “ogni soggetto deve rispondere alle conseguenze dei suoi atti”. Non avremmo pedofili che vendono “il bene”, che vengono “graziati” perché a loro dire, posseggono la chiave della Conoscenza. E dato che "nessuno, nessuno, può essere arbitrariamente privato della vita", nemmeno un qualunque ipotetico “Bin Laden” (per chi crede alle favole…) poteva essere giustiziato e gettato nell’oceano. Non doveva succedere (a patto che sia successo…), perché anche se fosse stato ritenuto colpevole di gravi violazioni del diritto internazionale, avrebbe comunque dovuto essere trattato "con umanità e col rispetto della dignità inerente alla persona". Se ogni individuo può essere processato ed eventualmente condannato per gravi violazioni dei diritti, è normale, il principio deve essere valido anche, se non maggiormente, qualora si tratti di uno Stato e/o di un’organizzazione. In ogni caso "ogni atto illecito  di un’organizzazione comporta la responsabilità internazionale dell’organizzazione stessa".

    I Figli della Troika - Fondo Monetario Internazionale

     Il Diritto all'Autodeterminazione dei Popoli                                                      

    L’obiettivo che la società internazionale ha dichiarato è quello di trovare "soluzioni ai problemi economici e sociali (…), creare condizioni di benessere per un più elevato tenore di vita e di sviluppo sia economico che sociale". A questo scopo "tutti i popoli hanno il diritto di auto-determinazione, di decidere liberamente del loro statuto politico e perseguire liberamente il loro sviluppo economico, sociale e culturale". Per di più, la legge impone che "in nessun caso un popolo può essere privato dei suoi mezzi di sussistenza", perciò, "tutti i popoli possono disporre liberamente delle proprie ricchezze e delle proprie risorse naturali". Tutti, ma dico Tutti.In questi principi proposti dalla società, risalta la stretta correlazione tra gli obblighi delle parti e l’attuazione di sane politiche economiche, il tutto, perennemente vincolato dal rispetto dei diritti fondamentali dell’uomo.

    I Figli della Troika - Diritto Internazionale e Violazione dei Diritti Umani nell'Ue

     Ruolo e Paradossi del Fondo Monetario Internazionale                             

    Essendo la causa delle crisi economico-finsanziarie l'incapacità (voluta ed indotta) di gestire in modo sano la finanza, il Fondo (FMI o IMF), che è la chiave di volta del nostro sistema economico è direttamente suscettibile al rispetto dei diritti dell'uomo. Pertanto dovrebbe essere il primo ad essere ascoltato in quanto soggetto molto ben informato dei fatti. Siccome per norma, “perché un’organizzazione internazionale commetta un illecito,  tale atto deve essere in contrasto con il diritto internazionale” è bene capire se è lecito addebitare al Fondo Monetario Internazionale atti diretti o indiretti che violano il diritto della nostra società. Prima però è opportuno premettere che tutti i servigi del Fondo hanno ragione d’essere grazie alla complicità degli Stati, che sono allo stesso tempo ideatori, creatori, padroni e soci dell’organizzazione. Una parte del Fondo proviene dagli Stati nel momento in cui sottoscrivono le sue quote, mentre l’altra è ottenuta dal Fondo mediante la revisione generale delle quote stesse. Nel 1970 l’Italia deteneva quote per un miliardo di DSP e dopo aver versato l’ultima tranche della 14esima revisione (gennaio 2013), il Belpaese ha visto la sua quota giungere 15 miliardi di DSP (19,9 miliardi di euro), ottenendo il 3,015 % di potere di voto. Ma il Fondo dispone anche di un asso nella manica, da usare quando il salvadanaio è insufficiente a soddisfare le sue scorribande. Nuovi Accordi di Prestito (NAB) servono al Fondo per incrementare il suo capitale di ulteriori 638 miliardi di euro, ma niente timore, sono soltanto generose donazioni da parte degli Stati, ovviamente. L'Italia, i NAB significano 18 miliardi da trovare. Dev’essere un grosso business questa società internazionale, ne fanno parte proprio tutti, anche Stati come Gibuti, Lesotho, Palau, Sao Tomé e St. Vincent e Grenadine!

    Grecia, FMI e UE - Responsabilità e Strategie di Olli Rehn e Troika

      FMI in perenne stato di illecito – Quando la Carta vale più dell'Uomo  

    Fatta la premessa, constatiamo che "favorire una crescita economica equilibrata" è la ragione sociale che il Fondo dichiara, anche se l’intenzione di rispettare i principi dell’uomo non viene nemmeno menzionata o presa in considerazione. Male che vada o "in caso di contrasto tra gli obblighi della Carta e gli obblighi assunti in base a qualsiasi altro accordo internazionale, perverranno gli obblighi derivanti dalla Carta". Perciò l'FMI ha facoltà di "conseguire gli scopi del Fondo", ovvero i suoi obiettivi, che non sono necessariamente i “nostri”. Ma dal momento in cui il Fondo impone la sua dottrina facendola prevalere sul diritto della società, commette un illecito internazionale e di conseguenza, può essere additato per violazione del diritto internazionale.

    I Figli della Troika - Fondo Monetario Internazionale

      L'FMI e l'impennata del Debito in Argentina dopo il 1976                          

    Dopo il golpe del ’76, grazie al potere di fornire analisi finanziarie e di "assistere gli Stati nell’elaborazione delle loro politiche", l'FMI ha causato un’impennata del rapporto debito-PIL dell’Argentina. Da 18,9 % nel ‘75, esso ha toccato quota 63,6 % nell’83. Questo mentre i golpisti acquistavano armi per 10 miliardi di dollari, incuranti degli obblighi internazionali, lasciando che il debito estero scoppiasse. Questo, onostante la presunta "assistenza tecnica" e la sorveglianza del Fondo. Ma a ben vedere esso ha semplicemente privato lo Stato argentino della possibilità di conseguimento del suo obbligo di "promuovere l’attuazione del diritto di autodeterminazione" del suo popolo. Futile dire che neanche lo sviluppo economico, sociale e culturale ha avuto grandi benefici. Il Fondo Monetario Internazionale si è reso colpevole di aver costretto uno Stato, per mezzo del controllo esercitato, a commettere almeno un atto illecito, e questa è una diretta violazione del diritto internazionale.

    I Figli della Troika - Fondo Monetario Internazionale

      I Deleteri effetti dell'FMI sull'Unione Sovietica   dopo il 1991                   

    Nel 1991, la storia si è ripetuta a danno dell’Unione Sovietica; l’obiettivo era quello di convertire (complici le ali dorate della Perestroika di Mikhail Gorbachev) la più grande economia socialista mediante la cosiddetta terapia shock. Un aggressivo regime di austerità condito da un’inflessibile politica fiscale-monetaria. Il risultato è stato l’aumento della soglia di povertà dall’1,5 % al 49% in poco più di tre anni. Neanche in questo frangente è apparsa credibile un’eventuale volontà di "creare le condizioni di stabilità e di benessere" ed un "elevato il tenore di vita" dei cittadini. Anche in questo caso il Fondo ha direttamente commesso almeno un illecito internazionale, ovvero una violazione del diritto internazionale. E pensare che – volendo credere alla favola dell'11 Settembre, politically cporrect – per meno di questo un Bin Laden sarebbe stato (a deta di Washington) "arbitrariamente privato della vita" e gettato nell’oceano.

    Principio di Liberta e Troika - I Figli della Troika

     The Evolution – Dall'FMI alla Troika                                                                   

    Oggi, nel terzo millennio, la saga prosegue con "The Evolution". Con la Commissione Europea e la Banca Centrale Europea, l'FMI ha potuto fondere la sua dottrina con le Costituzioni di 17 Stati. L’obiettivo, "mantenere ordinate le condizioni di base necessarie alla stabilità economica e finanziaria" dell'Eurozona, ovvero, ciò che il Fondo avrebbe dovuto fare, ma che non è mai stato in grado di fare.

    MES

     Trattato sulla Stabilità e MES – I Figli della Troika                                         

    Il Trattato sulla Stabilità (TSCG), il Patto di stabilità ed il celebre Meccanismo europeo di Stabilità (MES) non sono altro che le creature partorite da quest’unione. Ovvero i famigerati "Figli della Troika". Per adeguarsi agli standard prefissati dalla nuova governance economica, diversi Stati della zona euro hanno dovuto affrontare parecchie turbolenze, anche grazie all’incapacità del Fondo di "sorvegliare il modo in cui ogni Stato adempie i suoi obblighi".

    CIPRO

     Cipro, la Troika e la questione del disavanzo primario                                  

    Prendiamo in considerazione Cipro, dove appare alquanto sospetta la volontà del Fondo di tergiversare, aspettando che il sistema bancario nazionale diventi il 550% del PIL nazionale, priva di intervenire. Facendo sì che il meccanismo automatico dalla della Troika abbia potuto trovare terreno fertile per esprimere tutto il suo talento. Nonostante esistano dei diritti fondamentali dell’uomo, il governo cipriota ha attuato drastiche misure di austerità per ottenere dalla Troika 10 miliardi aiuti finanziari necessari a coprire un deficit di 9 miliardi, con l’assistenza tecnica del Fondo, ovviamente. Cipro ("giustamente", per usare un eufemismo) ha limitato i prelievi in contanti, i pagamenti elettronici ed i trasferimenti di denaro verso l’estero, preferendo preservare la liquidità e la solvibilità degli istituti di credito, a discapito di altro. Il governo ha dirottato parte dei fondi destinati alla previdenza sociale ed alle pensioni per conseguire un disavanzo primario non superiore ai 395 milioni di euro nel 2013. Ha varato un piano per assicurare la stabilità finanziaria del sistema pensionistico fino al 2060, mentre riduceva drasticamente gli emolumenti dei dipendenti e dei pensionati del settore pubblico. Una diversa tendenza per gli introiti dello Stato, che sono stati incrementati anche con l’aumento della tassa stradale e d’immatricolazione, delle accise e dei dazi per il carburante. Anche i servizi pubblici hanno subito un aumento, del 17%, e per massimizzare i ricavi, il governo ha avviato un massiccio programma di privatizzazione e sviluppato una strategia per lo sfruttamento dei suoi giacimenti di gas naturale, in linea con gli obiettivi dettati dal Terzo Pacchetto dell’Energia europeo.

    Cipro e la Troika

     Il Grottesco Memorandum of Understanding Commissione-FMI           

    Queste fuorvianti riforme sono soltanto una minima parte del Memorandum of Understanding (MoU) firmato dalla Commissione Ue con il Fondo Monetario Internazionale, a nome di Cipro. 1 milione di cittadini che alla fine della farsa avrà versato 13 miliardi di euro per averne richiesti 10, senza conoscere i dettagli e l'ammontare esatto degli interessi da pagare, perché saranno noti soltanto alla fine del programma, ovviamente. Nessuna delle politiche elencate "crea un più elevato tenore di vita", non ce n'è una che "crea condizioni di progresso e di sviluppo sociale" e di certo, questa prassi non può diventare una "soluzione ai problemi economici e sociali internazionali". Questa austerità lede il "diritto di autodeterminazione" e non lascia al popolo alcuna chance di  decidere "liberamente del proprio statuto politico". Il Fondo Monetario Internazionale ha annientano il loro diritto di perseguire "liberamente il loro sviluppo economico, sociale e culturale" delle attuali generazioni e di quelle a venire.

    Cipro e la Spoliazione delle ricchezze nazionali

     Il "Programma di Privatizzazioni" – La Spoliazione di ogni Ricchezza     

    Con il "Programma di Privatizzazione" delle imprese statali invece, il popolo cipriota ha perso il diritto di "disporre liberamente delle proprie ricchezze", ed attuando il Terzo Pacchetto dell’Energia, è stato anche privato "delle sue ricchezze naturali". E pensare che – come detto – "in nessun caso un popolo" deve "essere privato dei propri mezzi di sussistenza"In nessun casoMa in NESSUN caso.

    Commissariamento Totale

     Lo Sporco Businness del Fondo                                                                            

    La saga targata Cipro evidenzia l’evoluzione della dottrina del Fondo e dimostra la sua intenzione di continuare a perseguire i suoi obiettivi. “Il Fondo Monetario è la nostra salvezza”, affermano certi, forse perché i suoi governatori "esercitano le loro funzioni senza ricevere retribuzione"; hanno soltanto i rimborsi delle spese, anche se "in maniera ragionevole". Come dire, arrotondano con le mance. Il business con il Fondo è raccomandabile, per chi può. Mica fesso San Marino! Nel prodigarsi a macchiare le Costituzioni nazionali con l’intenzione di «promuovere e favorire le organizzazioni internazionali», i nostri rappresentanti nono hanno avuto il tempo materiale per verificare se durante il suo atto istitutivo, il Fondo venisse effettivamente vincolato dai diritti dell’uomo. Forse non tutelarci direttamente il primo giorno, ma almeno un poco più in la, usando una delle numerose modifiche apportate al suo statuto. Bla, bla, bla, bla, bla … Sempre questi discorsi pesanti!

    I Figli della Troika - Fondo Monetario Internazionale

     C'è posta per te!                                                                                                           

    Se è questo quello che pensi, non temere… stanno per riprendere le nuove stagioni di “Voyager” e “C’è posta per te”, che sapranno come ipnotizzarti con argomenti probabilmente più utili, chi lo sa. Io no di certo! Ma per certo, una cosa so: è stata anticipata alla prossima stagione (gennaio 2014) la 15esima revisione generale delle quote del Fondo Monetario Internazionale, perciò, dovremmo prepararci a ricevere tanta, ma tanta Posta. Perché se vogliamo continuare ad essere chiamati contribuenti, dobbiamo svolgere costantemente il nostro principale dovere. Contribuire.

    Chris Richmond Nzi   (Copyright © 2013 Qui Europa) 

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    Rubrica – I Figli della Troika – di Chris Richmond (Prologo)

    Rubrica – I Figli della Troika – di Chris Richmond

    Domenica, Luglio 28th/ 2013  – I Figli della Troika – Rubrica, di Chris Richmond  Nzi – I Figli della Troika, Il Patto, Unione Europea, Chris Richmond Nzi, Se Osservassimo la Giustizia,  Infrangere il Patto,  Il Dissidente,   Il Tradimento,   La Dichiarazione di Guerra,   L'Esercizio del Potere oltre i Limiti del Diritto, Il Potere Fiduciario,  il Legittimo Ritiro del Mandato, Tirannia, […]

    Rubrica – I Figli della Troika – 1° Parte. Europa, Diritto Internazionale e Violazione dei Diritti Umani

    Rubrica – I Figli della Troika – 1° Parte. Europa, Diritto Internazionale e Violazione dei Diritti Umani

    Martedì, Agosto 6th/ 2013  – I Figli della Troika – Rubrica, di Chris Richmond  Nzi –  Prima Parte I Figli della Troika, Il Patto, Unione Europea, Chris Richmond Nzi, Se Osservassimo la Giustizia,  ONU, Organizzazioni Internazionali, Patto internazionale sui diritti civili e politici, Patto internazionale sui diritti economici sociali e culturali, Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite, Il Ricatto e le […]

  • La Storia non Raccontata – Il grande Caffè e Draghi, il cattivo allievo

    La Storia non Raccontata – Il grande Caffè e Draghi, il cattivo allievo

    Mercoledì,  Ottobre 16th/ 2013

    – di Maria Bianchi –

    Prelievo forzoso, Unione Europea, Salvatore Tamburro, Usurocrazia bancaria, Fiscal Compact, Aldo Moro, Enrico Mattei, Federico Caffè, Keynes, austerity, Fondo Monetario Internazionale, Mario Draghi, sicari dell'economia globale, Churchill, Hanry Kissinger, Bildenberg, Goldman Sachs, Trilateral Commission, Brigate Rosse 

     

    La Storia non Raccontata – Il grande Caffè

    e Draghi, il cattivo allievo

    Ingannati da una vita – Ecco perchè siamo così ignoranti.

    Seconda Parte – da Federico Caffè ad Aldo Moro.

    Mario Draghi: il cattivo allievo del buon maestro Caffè

    Video shock in allegato – La sinistra italiana e l'ombra

    "rossa" dei servizi segreti USA. Kissinger insegna!

     

    di Maria Bianchi

    Federico Caffè

     La Storia non raccontata – Da Federico Caffè a Moro…                                                                                                 

    Bruxelles, Roma – Stiamo assistendo impotenti all'ennesima iniquità targata UE. Mi riferisco alla proposta arrivata ieri dall'FMI di operare un prelievo forzoso sui conti correnti dell'Eurozona (addirittura del 10%). La notizia certamente non coglie di sorpresa chi ha avuto modo di informarsi correttamente, tuttavia credo che non ci renderemo conto mai abbastanza di quello che c'è in serbo per noi: la peggiore delle dittature di tutta la storia umana. L'immagine che mi viene in mente pensando a questa Euro-trappola è di un cappio che lentamente si va stringendo sempre più intorno al collo del giustiziato. Ci stiamo avvicinando sempre più ad un regime di strozzinaggio legalizzato, usurocratico, totale. Mentre un tempo hanno piegato i popoli accecandoli con faziose, perniciose ideologie, adesso lo stanno facendo con la finanza e con le solite, immancabili, ideologie. Ovviamente! Cosa, quest'ultima, che impedisce all'uomo medio italiano di aprire gli occhi e di smetterla di votare per chi non difende sul serio la nostra sovranità – nazionale in generale; monetaria in particolare – travestendo il tutto da operazioni economico-finanziarie giustificate da uno pseudo stato di necessità (ugualmente creato ad arte). 

      L'Italia sana ha il volto di questi eroi                                                                                                                                    

    Come capire, allora, come e perché siamo arrivati fino a questo punto? Dicevano gli antichi che le gesta dei grandi condottieri andavano custodite mediante la scrittura perché costituissero degli exempla: essi erano consapevoli del fatto che si deve sempre imparare dalla storia. D'altro canto un popolo senza coscienza del proprio passato è un popolo senza radici: quindi senza passato e senza futuro. Ne sono ben consapevoli i fautori dell'agenda sion-mondialista, il governo ombra che tiene davvero le redini del nostro Paese e di quasi l'intero mondo. Ma a ben vedere c'è un capitolo della storia italiana, forse il più nero, che è la chiave per capire la situazione attuale; un tempo proprio per questo mai approfondito seriamente da chi di dovere. Grazie a queste gravissime omissioni storiche siamo divenuti le vittime sacrificali di un vero e proprio sacco d'Italia, nel quale i banchieri e le masso-mafie unite sono i nuovi lanzichenecchi della situazione. L'italiano medio, in virtù di ciò disconosce completamente gli insegnamenti degli anni d'oro nei quali abbiamo avuto al governo e nelle istituzioni uomini del calibro di Aldo Moro e Giorgio La Pira; economisti valenti e liberi come Federico Caffè ed imprenditori coraggiosi come Enrico Mattei. Gli anni in cui oscuri poteri manovrati dall'Impero "rosso-nero" Sion-Anglo-Americano hanno decretato la fine della sovranità italiana. Churchill stesso ebbe a dire che «l’unica cosa che mancherà all'Italia è una totale libertà politica». Fotografia migliore della situazione attuale non poteva esserci!

     Caffè e il modello macroeconomico keynesiano                                                                                                               

    Un personaggio certamente poco noto e che merita un approfondimento è, in tal senso, Federico Caffè: uno dei principali diffusori della dottrina keynesiana. Keynes era l'economista che già 70 anni fa sosteneva che tagliare la spesa pubblica significa bloccare gli investimenti ed i consumi, generando disoccupazione. E' quello che hanno fatto in questi anni i tecnocrati di Bruxelles e continuano a fare con le folli politiche di austerity. Al centro delle riflessioni economiche di Caffè ci fu sempre la necessità di assicurare elevati livelli di occupazione e di protezione sociale, soprattutto per i ceti più deboli (cfr.: Giuseppe Amari, "Federico Caffè: un economista per il nostro tempo", Roma, Ediesse, 2009). Oltre ai suoi scritti accademici Federico Caffè fu un attento commentatore dell'attualità economica su giornali e riviste, collaborò assiduamente con "Il Messaggero" e "Il Manifesto". Gli articoli per Il Messaggero, dovuti alla richiesta di collaborazione avanzata da Aldo Maffey, e l'Ora, sono anch'essi stati raccolti in un volume (Contro gli incappucciati della finanza. Tutti gli scritti: Il Messaggero 1974-1986, L'Ora, 1983-1987, a cura di Giuseppe Amari, Castelvecchi, Roma, 2013). La concezione di un’economia democratica è riassunta nelle righe di apertura della sua ultima raccolta di scritti (In difesa del Welfare State, 1986). A più riprese Caffè affermò la necessità di arrivare a una separazione fra gestione dell’intermediazione finanziaria – affidata ai poteri pubblici – e attività produttiva: lasciata al mercato garantendo, però, condizioni effettivamente concorrenziali. Per queste ragioni, Caffè fu senza esitazione a favore di una concezione della politica economica che avesse potuto esaltare il momento discrezionale rispetto agli automatismi predicati dall’indirizzo monetarista neoliberista (cfr. Politica economica, cit., 2° vol., Problemi economici interni, 19712; Appunti sull’economia contemporanea: il ritorno agli studi sulle crisi finanziarie, «Moneta e credito», 1979, 128, pp. 445).

     Contro il neoliberismo nascente e la tecnocrazia                                                                                                             

     La sua preoccupazione per gli effetti negativi di un mercato che funziona da sé, ma senza regole eque, emerse anche nei suoi commenti sul ruolo del Fondo Monetario Internazionale (L.M. Milone, in Attualità del pensiero di Federico Caffè nella crisi odierna, 2010). Sostenitore di una concezione della cooperazione economica internazionale come collaborazione fra membri sostanzialmente paritari, Caffè lamentava il fatto che venissero adottati due pesi e due misure. Mi spiego: ai Paesi industrialmente più forti, come la Germania, veniva consentito di mantenere le proprie monete sottovalutate, e anche di attirare capitali grazie agli alti tassi di interesse reali, esportando perciò la deflazione (cfr. La problematica degli elevati tassi d’interesse reali, «Politica ed economia», 1983, 2, pp. 49 e segg.), mentre ai Paesi tradizionalmente debitori, come quelli del Terzo mondo, venivano imposte politiche restrittive e deflazioniste al proprio interno (coloniali). Secondo l'economista la rinuncia alla sovranità monetaria fu un danno immane in quanto finì per aggravare il divario fra Paesi ricchi e Paesi poveri. Dalla trattazione che Caffè sviluppa sul fenomeno dei movimenti «anormali» di capitali risulta tutta la sua diffidenza verso formule semplicistiche che affidino ad autorità sovranazionali di estrazione tecnocratica e non democratica l’esclusiva di siffatti controlli (cfr. Vecchi e nuovi trasferimenti anormali dei capitali, in Studi in onore di Marco Fanno, a cura di T. Bagiotti, 1° vol., Ricerche di metodologia e di teoria economica, 1966, in partic. pp. 36-41). 

      Caffè e le "Crisi Finanziarie"                                                                                  

    Le crisi finanziarie non dovevano più essere considerate, come al tempo degli economisti precedenti il 1929, positivi momenti di «selezione darwiniana» (Appunti sull’economia contemporanea, cit., p. 452), ma fatti patologici da superare attraverso un’effettiva collaborazione internazionale.  Nel 1982 egli elenca una specie di decalogo di orientamenti e misure di politica economica, comprendente: 1) l’attenzione per gli aspetti reali dell’economia rispetto a quelli finanziari; 2) la sospensione delle dissipazioni delle riserve valutarie per sostenere la parità della moneta; 3) il ripristino del «deposito previo» sulle importazioni (già introdotto nel 1976), per impedire le scorte speculative di prodotti importati; 4) lo stimolo alle produzioni agricole sostitutive delle importazioni; 5) l’impulso pubblico all’attività edilizia; 6) un’indagine sulle istituzioni creditizie, come preliminare a qualsiasi progetto di riprivatizzazione delle stesse; 7) l’utilizzazione delle forze giovanili nel quadro di un programma in cui lo Stato sia «occupatore di ultima istanza». Infine, due non interventi: 8) non aumentare tariffe e prezzi politici; 9) non toccare la scala mobile (Primo, secondo, terzo, quarto…, «L’Espresso», 28 novembre 1982, ora in "La solitudine del riformista", cit., pp. 241-43).

     Contro la speculazione finanziaria: una voce fuori dal coro                                                                                         

    L'intervento più coraggioso di Caffè contro la nascente dittatura della finanza fu sicuramente la sua definizione della borsa, che considera "un gioco spregiudicato che opera sistematicamente a danno di categorie innumerevoli e sprovvedute di risparmiatori, in un quadro istituzionale che, di fatto, consente e legittima la ricorrente decurtazione e il pratico spossessamento dei loro peculi" (Note e letture, «Il Manifesto», 12 marzo 1982). Per decenni Caffè ha denunciò gli autori di tali violenze che già dagli anni Settanta identificò negli “incappucciati” dell’economia.

    Federico Caffè

     La Retorica della mano invisibile                                                                          

    Alla retorica della “mano invisibile” contrappose la tesi secondo la quale i mercati e la finanza avevano un nome e un cognome ben precisi.., e come tali andavano identificati e combattuti. Eloquenti a riguardo furono le dichiarazioni di un (buono) allievo di Federico Caffè, Bruno Amoroso: «Quello che era un sistema bancario creato, così come fu creata la moneta, per una funzione vicina ai risparmiatori e a chi deve investire – questa è l'origine delle banche, quindi banche piccole – per cui chi deposita i soldi spesso anche li presta, o li prende in prestito e così via. Da questa funzione, sia il denaro quindi la moneta, sia le banche, si sono estraniate, sono diventate dei meccanismi di guadagno, con finanziarizzazione dell'economia, … è diventato uno strumento di rapina. Per cui oggi le grandi banche nazionali stanno utilizzando quella che loro chiamano "crisi", non è crisi, è un meccanismo di manipolazione e di esproprio di risparmio di milioni di persone». 

     La Tesi dello studente Mario Draghi – Euro: missione fallimentare        

    Caffè dagli anni Ottanta iniziò a criticare la sinistra (dalla quale rimase deluso perché non aveva nessuna intenzione riformatrice in favore dell'economia reale) e la finanza, ed il loro strettissimo connubbio con i poteri forti. Tra questi spiccò di certo Ignazio Visco ma soprattutto Mario Draghi. Nella sua tesi sull’Euro, scritta sotto la guida di Federico Caffè, Mario Draghi dimostrò come l’Euro fosse una missione impossibile, quindi sbagliata. Poi il soggiorno di studio negli Stati Uniti – dal quale Caffè cercò invano di farlo desistere invitandolo a rientrare in Italia per occuparsi di “cose serie” – gli cambiò le idee… il resto è oggi sotto gli occhi di tutti!

     Reclutato dai sicari dell'economia globale                                                         

    Draghi, in seguito all'esperienza statunitense, fu reclutato tra i “sicari dell’economia globale” e da allora la sua carriera fu fulminea: Banca Mondiale; Direzione italiana del Tesoro (per privatizzare le banche italiane – con la sapiente consulenza della Goldman Sachs (vedi allegato), della Lehman Brothers e dell’Ubs); direzione europea della Goldman Sachs e Banca d’Italia… Fino ad approdare alla direzione della Banca Centrale Europea. Draghi passò dunque dal ruolo – invocato da Federico Caffè – di “consigliere dei cittadini” a quello – vituperato – di “consigliere del principe”.

     Il Club System                                                                                                              

    Questa involuzione vale ancor di più oggi, in un'era nella quale non ci sono i soli “principi” ma assistiamo sempre più all'imposizione della sovrastruttura dei Clubs (Bilderberg, Goldman Sachs, Trilaterale, Club of Rome, ecc.) supportati fedelmente dalle nostre massonerie locali e dalle famose “P”. Certo è davvero paradossale vedere come quotidiani vicini alle caste – come “Corriere della Sera” e “La Repubblica” – riscoprano oggi che Caffè era un valente economista… Essi, tuttavia, dimenticano di ricordare che dagli anni Settanta – quando cioè l'economista iniziò a criticare le lobby finanziarie e l’ignoranza (?) e malafede della sinistra italiana – i suoi libri vennero praticamente ignorati dal sistema, e pubblicati solo da piccole case editrici, spesso cattoliche. Nell’epoca dei governi tecnici (dagli anni Novanta in poi) il suo nome, insieme a quello degli altri “innominabili” del mondo accademico (Augusto Graziani e Paolo Sylos Labini) non fu mai fatto. Ma quelli – come detto – furono anche gli anni in cui i suoi “cattivi allievi” iniziarono la loro iniqua scalata sociale nei palazzi del potere.

     Caffè, Moro, Auriti – Una razza a parte… Un Modello da seguire                                                                            

    Come tutti i grandi uomini che hanno avuto il coraggio di non compromettersi e andare contro questo sistema (al pari di Aldo Moro) Federico Caffè pagò a caro prezzo le sue scelte: non fu mai riconosciuto nei suoi meriti – come accadde allo stesso Giacinto Auriti ed alla sua battaglia aperta contro l'usurocrazia bancaria e sistemica – anzi, fu apertamente emarginato per essersi schierato contro gli inganni del capitalismo borsistico. Ebbe infatti ad affermare a riguardo: "lo Stato ha il dovere di informare il pubblico sul carattere ingannevole e fraudolento del mercato borsistico, sulla illusorietà di certe promesse di facili guadagni". Caffè scomparve nel nulla in circostanze mai accertate, in seguito all'uccisione di un suo amico e collega Ezio Tarantelli (autore anche di  "L'utopia dei deboli è la paura dei forti: saggi, relazioni e altri scritti accademici", FrancoAngeli, Milano, 1988) per mano delle Brigate Rosse (che in realtà sono state una copertura dei servizi segreti americani – vedi video in allegato su Aldo Moro e la telefonata di Henry Kissinger: ancor oggi tra i membri più influenti della Trilateral e del Club Bilderberg). L'economista fu dichiarato ufficialmente morto dal Tribunale di Roma nel 1998 dopo anni di inutili ricerche, ma la sua eredità è ad oggi incommensurabile…. come il suo inconfondibile "aroma". D'altronde vale sempre il detto: "l'Italia ha un buon Caffè".

    Maria Bianchi (Copyright © 2013 Qui Europa)

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    Italiani, Ignoranti e Ingannati: perchè non conosciamo la storia…

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    Giovedì,  Ottobre 10th/ 2013 – di Sergio Basile – OCSE, italiani popolo di ignoranti, Italia, Sionismo, massoneria, Spagna, Socialismo, Illuminismo, non conosciamo la storia, Comunismo, Illuminati di Baviera, Piano Dullas, Cia, P2, Hitler, Stalin, Berlusconi, Messico, Ue, Piano Kalergi, iper-immigrazione, Garibaldi, breccia di porta Pia, Commonwealth, esoterismo, occultismo, logge massoniche  Italiani, Ignoranti e Ingannati: perchè non conosciamo la […]

  • Cavia Grecia – La Visita del Mastino e la Via del Male Assoluto

    Cavia Grecia – La Visita del Mastino e la Via del Male Assoluto

    Venerdì, Luglio 19th/ 2013 

    – di Giovanni Antonio Fois e Sergio Basile – 

    Grecia, Unione Europea, BCE, Atene, protesta, Fondo Monetario Internazionale, Media, Censura mediatica, Giovanni Fois, Sergio Basile, Dio Moloch, Grande Gufo, Dittatura, Wolfgang  Schäuble,ngela Merkel, Schiavi Greci, Piazza sintagmma, Kreditanstalt für Wiederaufbau, Parlamento ellenico, licenziamenti, Bohemian Groove, Clima di paura, Olli Rehn, Samaras, Democrazia morta e sepolta, Manuel Barroso, Christine Lagarde, La Via del Male Assoluto, Usura e moneta debito, Barnard e Mosler, distruzione della cività greca, Siria, Africa, Attacco al cristianesimo 

    Cavia Grecia – La Visita del Mastino e la Via

    del Male Assoluto

    Oggi si apre l'ennesimo tavolo delle contraddizioni, con

    la visita imperiale di Wolfgang  Schäuble: all'orizzonte

    nuovi prestiti da usura e 25mila licenziamenti

    per gli schiavi greci

    Le dolci Caramelle della Troika, al gusto crauty

     

    di Giovanni Antonio Fois e Sergio Basile

    Hell - Greece

     La Visita del Mastino                                                                                                 

    Atene, Grecia – Piazza Sintagma, uno dei luoghi più famosi della capitale greca, sede del Parlamento ellenico, si è svegliata oggi con migliaia di poliziotti in tenuta antisommossa. Le strade intorno per un raggio di diversi chilometri sono chiuse al traffico e tram e metropolitane oggi non prenderanno servizio. Un clima pesante, troppo per i cittadini ateniesi ai quali è stato imposto il divieto categorico di riunirsi in manifestazioni antigovernative. Tutto questo a causa della visita del ministro dell’economia tedesco Wolfgang Schäuble, in viaggio ad Atene per incontrare le controparti greche. Nonostante la presenza della polizia, alcune persone si sono radunate di fronte al ministero delle finanze creando motivi di forte tensione. Ma del resto sappiamo bene quanto siano impopolari le manovre in corso nelle sale di potere, per le quali i Greci non possono che esprimere la loro disapprovazione. Una disapprovazione che non potrà che sfociare in sanguinosa rivoluzione, se nulla cambierà.

     Al Tavolo delle Contraddizioni                                                                              

    Lo stato ellenico, già ridotto sul lastrico, viene oggi obbligato a nuovi e sanguinosi sacrifici. Ufficialmente il tema della discussione dovrebbe essere incentrato  sul miglioramento del clima degli investimenti in Grecia e sul ruolo che può svolgere la Germania in esso. Si chiederà il cittadino greco, privato ormai del proprio lavoro, dei propri caseifici (oggi della tedesca Muller), delle proprie fabbriche (molte delle quali oggi Henkel), in parole povere del proprio avvenire e della stessa dignità di uomo, quali possano essere i vantaggi del sedersi nuovamente al tavolo delle contrattazioni con la Germania, vista oggi più che mai come un abile e spregevole strozzino. Come del resto l'intero carrozzone della Troika. Ma – a quanto pare – anche questa volta il delegato della Merkel ha portato con sé una di quelle offerte, una di quelle sorpresine "che non si possono rifiutare". Vediamo.

    Hell - Greece

     Le caramelle tedesche                                                                                               

    A fronte di 25mila licenziamenti nel settore pubblico, la Germania è disposta ad elargire agli schiavi greci la somma irrisoria di 100 milioni di euro già battezzata dal popolo come ‘’le caramelle tedesche’’. Tanto più che il prestito proviene dalla famigerata Kreditanstalt für Wiederaufbau, banca tedesca che lungi dall’essere la provvidenziale fautrice della "ripresa" (?) e l'elargitrice del cosiddetto "credito della ricostruzione", come suggerisce l’acronimo in tedesco, applica – ovvio – tassi d’interesse da usura. I partiti dell’opposizione stanno muovendo aspre critiche contro il meeting di oggi, denunciando le misure governative da stato di polizia volute dai vertici politici in vista della visita del ministro teutonico Schäuble, deciso a supportare ed orientare ad hoc il compitino impopolare del governo. In una nota del partito Syriza, coalizione di sinistra, viene sottolineato come ''ogni giorno diventa sempre più chiaro che questo governo è determinato a calpestare ogni diritto dei lavoratori e ad erodere la democrazia". Ma ormai le chiacchiere stanno a zero, e considerarsi in una democrazia è davvero paradossale. Il Parlamento, consentiteci, è morto e sepolto! Ed in ciò la situazione italiana non è troppo distante. Anzi!

     Le Visite Imperiali, la Strategia del terrore ed i masso-partiti                      

    In occasione della visita del ministro Schäuble, il governo – come detto – è dovuto correre ai ripari per la seconda volta (la prima era stata in occasione della "visita imperiale" della Merkel) imponendo il divieto di raduni, creando un clima di paura e dimostrando, in questo modo, come in effetti i padroni arroganti dell'Europa illuminata temano la presenza massiccia del popolo. Nonostante il panorama si presenti in tutta la sua drammaticità a poche migliaia di chilometri dalle nostre case, i principali organi d’informazione italiani non ritengono queste notizie degne delle loro pagine. Ciò, consolidando una vergognosa tendenza che non conosce fine, né colori politici: perchè non scordiamo come dietro ogni TV di bandiera ci siano i masso-partiti. Non scordiamolo mai!  Noi dell’Osservatorio vogliamo invece dar voce alla disperazione dei nostri fratelli greci, caduti in un vortice finanziario  e di corruzione senza precedenti nella storia e senza via d’uscita, ricordando alle caste masso-mafiose che illegittimamente oggi detengono il potere, che ogni giorno sempre nuove persone si spintonano ed affollano nelle strade e nelle piazze elleniche al fine di raggiungere un pò di cibo e generi alimentari di fortuna tra la folla, e ciò al fine di sopravvivere in questo inferno. Magari (e scusateci lo spietato sarcasmo stile casta) al fine di andare avanti e pagare altre tasse…

    Hell - Greece

     Follia Troika e Sacrifici Sospetti – L'Ottica del male Assoluto                     
     

    Ma allora ci chiediamo: che senso ha comprare ancora i giornali della casta? Che senso ha pagare il canone TV, per vedere i nostri fratelli greci e domani i nostri stessi cari morire di stenti e umiliazioni? Beh forse l'unico senso lo si può trovare in un'ottica di "male assoluto", di un compito diabolico da portare a termine. Qualcuno potrebbe bollarci come esagerati, ma l'incontro che tra pochi giorni si terrà nel misterioso bosco "Bohemian Groove" negli States, tra i potenti della Terra, che si raduneranno come per tradizione attorno ad un "mistico fuoco" ai piedi del Grande Gufo di pietra (il sanguinario Dio Moloch) parla chiaro. Sarà un caso? Beh, ormai non ci si stupisce più di nulla, ed abbiamo imparato a guardare verso nuovi, tetri ed insoliti orizzonti. In passato si è vociferato addirittura di sacrifici umani compiuti in quel sacrilego luogo. E addirittura alla presenza di presidenti e capi di stato. Sveglia! Le favole sono finite. Ora è il tempo di leggere la cruda realtà con occhi nuovi e alieni da ogni forma di illusione, stile monarch. Guardacaso l'immagine scelta per la Grecia al momento del conio dell'euro, è stata proprio quella del gufo. Sarà un semplice caso?

      Luoghi comuni e chiacchiere sulla ripresa – La Diabolica Casta               

    Capirete anche voi, dunque, come le chiacchiere sulla ripresa (anche quelle sulla simile situazione Italiana) stiano a zero! Non ci sarà nessuna ripresa, finché la diabolica casta avrà in mano la "bacchetta magica" dell'usura da moneta-debito. E lo diciamo chiaro  e forte anche ai seguaci di Barnard e Mosler,  che sminuiscono la tragedia del "signoraggio", evitando (non si sa perchè) di indicarlo come il vero "crimine più grande". Capirete anche come sia necessario evadere dalla gabbia Ue al più presto (Grillo o non Grillo, e chiacchiere, zainetti, biciclette e distintivi a parte) e lo si capisce ancor più analizzando le fesserie pronunciate di recente da Olli Rehn (commissario per gli Affari Monetari della Commissione UE) che – come visto nelle scorse settimane – levò una "strategica" contestazione all'indirizzo dell'FMI, dopo le ipocrite ammissioni di errori giunte da parte dello stesso Fondo Monetario Internazionale proprio sulla  spinosa e sconcertante questione greca. Certo, parlare di errori col senno di poi, e dopo centinaia di suicidi e famiglie finite in mezzo alla strada è davvero sconcertante, per non dire vergognoso. Una sorta di "mea culpa" forzato e strumentale che coinvolge ancora una volta nell'occhio del ciclone dell'opinione pubblica europea la stessa Troika (Ue, Bce, FMI), ovvero Manuel Barroso, Mario Draghi e Christine Lagarde

    grecia -Troika

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

      Neppure il Sangue laverà le loro colpe                                                               

    Una vergogna! Un marchio indelebile sulle loro famiglie e sulle famiglie delle stesse caste, che la storia non potrà cancellare. Neppure – evidentemente – col sangue. Ma d'altronde il paradigma Africa è lì, dinnanzi a noi da secoli, e se non fosse per qualche missionario, l'Africa per tuti, ma proprio tutti, sarebbe solo una sorta di magazzino o una sorta di toilette all'aperto, di pubblico dominio. La novità è che ora l'Africa si sta "europeizzando", mentre l'Europa si sta paneuropeizando, seguendo l'antico copione CIA buttato giù dal conte Kalergi (vedi allegati) e proprio a partire da quei paesi a più antica tradizione cattolica e cristiana. E non è un caso! Siria e Palestina insegnano! In questo esperimento dell'élite illuminata sull'antica e cristiana Grecia, trasformatasi in antica cavia d'Europa ed in terra di "sacrifici umani", la stessa opposizione resta a guardare, parlando ancora di vie d'uscita democratiche. Mah! Ma cos'è poi la Democrazia? Beh, rispondetevi da soli! Per tutti i Greci che leggeranno questo articolo e che volessero inviarci proposte, testimonianze e richieste di aiuto o sfoghi, questa è la mail a cui scrivere infounicz.europa@gmail.com. Siamo con voi! Non mollate!

    Giovanni Antonio Fois, Sergio Basile (Copyright © 2013 Qui Europa)

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    Giovedì, Giugno 27th/ 2013

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    di Maria Bianchi
     
    Berlusconi, lagarde, sarkozy
     
     Corruzione e mal costume – I casi Berlusconi, Lagarde e Sarkozy            
     

    Roma, Parigi – Pare che la corruzione non sia un vizio tutto italiano ma ci accomuni anche – e non solo – ai nostri cugini d'oltralpe. A poco più di 48ore dalla chiusura (salvo ricorsi) del "Caso Ruby" che ha visto protagonista – suo malgrado – il nostro solito ex-Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nel modo in cui tutti sappiamo (7 anni in primo grado che, anche se dovessero essere confermati nei successivi gradi di giudizio, visto l'attuale sistema italiano della "giustizia", probabilmente non verrano mai scontati…) in Francia si sta abbattendo un altro ciclone mediatico di straripante portata che coinvolge addirittura anche l'attuale direttrice dell'FMI, Christine Lagarde. Per altro non nuova ad accuse di tal tenore e gravità.

     

     Arresto Tapie – Anche Lagarde nell'occhio del ciclone                                   

     

    E' stato, infatti, tratto in stato di fermo Bernard Tapie, finanziere ed ex patron dell'Olimpic Marsiglia, sotto inchiesta per truffa riguardo all'arbitrato del 2008 fra l'imprenditore e la banca Crédit Lyonnais. Tapie sarà interrogato dagli inquirenti sugli oltre 400 milioni di euro ricevuti nel 2008, quando la Lagarde era Ministro delle Finanze (nel contestatissimo e odiato governo Sarkozy) per mettere fine al contenzioso con il Crédit Lyonnais sulla vendita di Adidas negli anni novanta. Dalla fine di maggio, sono state incriminate tre persone con il sospetto di "frode organizzata" (anche l'ex braccio destro della Lagarde, Stephane Richard, il quale avrebbe ammesso che ci sarebbero state delle riunioni all'Eliseo per pilotare le trattative sottraendole di fatto alla giustizia ordinaria).

    Berlusconi, lagarde, sarkozy

     Le Rivelazioni di "Le Monde"                                                                                 

     

    Secondo quanto emerso la scorsa settimana dal quotidiano Le Monde, l'arbitrato in questione sarebbe stato "truccato". Almeno secondo la ricostruzione degli inquirenti. In particolare, secondo il giornale che ha avuto accesso al dossier giudiziario, gli inquirenti avrebbero rivelato "un'intesa tra Tapie, un arbitro e l'entourage di Sarkozy". Ma in particolare "i documenti e le testimonianze raccolte dai giudici – ha svelato Le Monde – sembrano dimostrare l'esistenza di un accordo precedente all'arbitrato". Nella vicenda è rientrato anche Stephane Richard, il numero uno di Orange/France Telecom iscritto nel registro degli indagati, al quale è stata comunque confermata la fiducia e che non dovrà dunque lasciare il suo incarico. Tra gli indagati anche Jean-Francois Rocchi – responsabile della gestione dei passivi del Crédit Lyonnais dopo il "quasi fallimento" del 1993 – e uno dei giudici dell'arbitrato, Pierre EstoupSecondo i giudici tali personaggi coinvolti nello scandalo, avrebbero di fatto "costretto lo Stato ad accettare un compromesso contrario ai suoi interessi": l'arbitrato, infatti,  si chiuse  con la condanna dell'ente che gestiva il debito della banca a pagare 285 milioni di euro a Tapie, cifra che raggiunse quota 400 milioni con gli interessi.

     Poltrona dell'FMI in bilico per Christine Lagarde                                           

    La Lagarde, per il momento e dopo due giorni di interrogatori del Tribunale dei Ministri, è "testimone assistita": il tribunale cioè non la ritiene estranea ai fatti, ma garantirà i suoi diritti fino a quando non deciderà, eventualmente, di metterla sotto esame. Nel frattempo il portavoce del governo francese ha già detto che se messa sotto inchiesta Christine Lagarde (già nei mesi scorsi fu accusata – come visto – di crimini contro l'umanità per il "Caso Grecia" – vedi articolo in allegato) dovrebbe lasciare la guida del FMI. Altri macigni dunque, che pesano sull'operato del FMI dopo l'affaire Strauss-Kahn (in questi giorni in Sudan, addirittura per aprire una banca) coinvolto – come ricorderete – in uno scandalo sessuale tutt'altro che chiaro, che favorì proprio l'ascesa della Lagarde. Ma le tensioni per casa Lagarde vengono anche dalla Germania in seguito ad un libro denuncia scritto dall'ex broker tedesco della Banca di Francoforte, Dirk Mueller, che ha levato contro il Fondo Monetario Internazionale (guidato – come noto – dalla Lagarde e c0n sede a Parigi) l'accusa di aver in pratica schiavizzato la povera Grecia attraverso un'azione strategica (mirata e senza scrupoli) della famigerata Troika, in quanto – pare – allettato tra l'altro anche dai giacimenti sottomarini milionari presenti nell'Egeo. Insomma un'altra brutta pagina che travolge ancora una volta l'élite europeista, da Roma a Parigi.

    Maria Bianchi (Copyright © 2013 Qui Europa)

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    FMI-UE: Vergognoso Scambio di accuse tra gli Aguzzini della Grecia

    Venerdì, Giugno 7th/ 2013

    – Redazione "Qui Europa"  

     Grecia, FMI, UE, Olli Rehn, Christine Lagarde, Mario Draghi, Manuel Barroso, Bruxelles, Fondo Monetario Internazionale, Ipocrisia, Schiavitù perenne, Sovranità monetaria, Aggressiva ristrutturazione del debito pubblico greco, usura internazionale, crescita, 

    FMI-UE: Vergognoso scambio di accuse tra

    gli aguzzini della Grecia

    Una Domanda per il Commissario Rehn

     
    Redazione Qui Europa 
     
    Grecia, FMI e UE - Responsabilità e Strategie di Olli Rehn e Troika
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     L'FMI e la Tardiva e Strumentale contestazione di Rehn all'FMI             
     

    Bruxelles – Nelle scorse ore il vicepresidente della Commissione europea Olli Rehn (commissario per gli Affari Monetari) ha levato una "strategica" contestazione all'indirizzo dell'FMI, dopo le ipocrite ammissioni di errori giunte ieri da parte dello stesso Fondo Monetario Internazionale sulla  spinosa e sconcertante questione greca. Certo, parlare di errori col senno di poi, e dopo centinaia di suicidi e famiglie finite in mezzo alla strada è davvero sconcertante, per non dire vergognoso. Una sorta di "mea culpa" forzato e strumentale che coinvolge ancora una volta nell'occhio del ciclone dell'opinione pubblica europea la stessa Troika (Ue, Bce, FMI), ovvero Manuel Barroso, Mario Draghi e Christine Lagarde. "Penso che sia ingiusto – ha dichiarato Rehn – che l'Fmi tiri in ballo l'Ue, e che esso stia solo cercando di ripulirsi la coscienza scaricando le responsabilità sulle spalle europee".

    grecia -Troika

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Parole vuote e subdole – Una domanda per Olli Rehn                                  

    Ma già nella giornata di ieri la Commissione aveva replicato alle accuse dell'FMI, puntando il dito sull'aggressiva ristrutturazione del debito pubblico greco e sull'assenza di misure a favore della crescita. Che coraggio a parlare di crescita! Quando mai – a memoria d'uomo – un Paese posto sotto le grinfie dell'usura internazionale si è mai potuto rialzare con le proprie gambe, senza finire in una sorta di schiavitù perenne? Parole francamente inutili e alquanto ipocrite da tutti i membri di quest'euro-casta, che ci ha davvero stancato. Piuttosto Olli Rehn dovrebbe spiegare agli europei come poter uscire dalla cosiddetta "crisi" senza il recupero della propria sovranità monetaria. Ma temiamo che Olli Rehn possa mai spiegare questo dilemma shaekesperiano. Il perchè è facile: è praticamente impossibile! 

    S.P. – Redazione Qui Europa

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    Grecia, Recessione al 5% – Ministero della Difesa occupato dai leoni feriti della Hellenic Shipyards

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  • Grecia, il silenzio dei Media Continua: Anche Questi sono Crimini contro l’Umanità

    Grecia, il silenzio dei Media Continua: Anche Questi sono Crimini contro l’Umanità

    Venerdì,  Marzo 15th/ 2013

     di Giovanni Antonio Fois  

    Grecia, Euro, Svendita, Privatizzazioni, tedeschi, Samaras, Yannis Stournaras, Atene, Grecia, Austerity, Austerità, BCE, Taiped, Sistema bancario internazionale, Signoraggio bancario, Miseria, povertà, fame, AlphaBank, Eurobank Equities Investment, Banca Nazionale, Banca del Pireo, Muller, Yogurt greco, Boroume.gr, proteste e fame ad Atene, Unione europea, Troika, Crimini contro l'umanità 

    Grecia, il silenzio dei Media continua: anche

    questi sono crimini contro l'umanità

    La Grecia urla al mondo la sua disperazione.

    Nessuna risposta. Scene apocalittiche nelle

    Piazze e nelle strade

    La Taiped sotto supervisione della Troika sta svendendo tutto

    per pochi euro: si profila un ritorno alla schiavitù perenne

    Il Lato Oscuro e Disumano della "Ricetta Privatizzazioni"

     

    di Giovanni Antonio Fois

    Dittatura Troika n Grecia - Eurogendfor

    Grecia, Atene – Ore 12,50. In una delle piazze principali della capitale greca i venditori ambulanti stanno sbaraccando l’allestimento del mercato rionale. Alcuni giornalisti, giunti sul posto, intervistano i commercianti, per conto del telegiornale nazionale. Molti esprimono la propria rassegnazione, avendo guadagnato poco o niente dalla mattinata lavorativa. Del resto il contante manca per tutte le fasce della popolazione e nessuno può più permettersi neppure un frutto fresco. Sullo sfondo, intanto, dozzine di persone, affamate, raccattano quel poco che rimane nelle cassette semivuote, sperando in qualche foglia d’insalata, un'arancia magari. Se si è fortunati. Il vergognoso silenzio dei Media stride con i nobili principi della professione di ‘’giornalista’’ e l’intera popolazione mondiale rimane all’oscuro di quanto sta accadendo. Nonostante le numerose proteste dei cittadini greci per mezzo di manifestazioni e cortei, nessun mezzo d’informazione approfondisce la questione, dimostrando il proprio asservimento agli alti vertici internazionali ed alla BCE. Anche ieri migliaia di persone si sono riversate nelle strade ateniesi marciando pacificamente fin sotto il Parlamento. L’iniziativa, indetta dall’Adedy, uno dei principali sindacati ellenici, ha voluto testimoniare al mondo l’affanno e le deprivazioni del popolo greco, protestando contro le privatizzazioni che contribuiscono cospicuamente alla distruzione del Paese e contro la politica governativa nel settore pubblico che prevede decine di migliaia di licenziamenti.

     La Tapeid sta svendendo la Grecia 

    La disumana Troika (Ue, Bce, Fmi) procede con il terzo memorandum (denominato "Lacrime e Sangue’’) che è molto più che una politica d’austerity. 53 miliardi sono troppi per questo Paese che, malgrado le numerose sforbiciate, risulta ormai palesemente costretto allo sfacelo. 28 tra i più grandi ed importanti edifici pubblici sono finiti tra le mani del Taiped, ovvero l'Ente Nazionale per la Valorizzazione delle Proprietà dello Stato, che ha indetto una gara internazionale per la svendita degli stessi, avvalendosi del "consiglio’’ dei principali istituti bancari del Paese (l'AlphaBank, la Eurobank Equities Investment, la Banca Nazionale e la Banca del Pireo). Ovviamente numerosi investitori stranieri stanno già presentando le loro proposte al fine di sottrarre al popolo sedi ministeriali, di enti pubblici e persino la centrale di Polizia della capitale. Gli "squali" della finanza sono già in agguato per accaparrarsi il tutto a pochi spiccioli, sulla scorta di quanto avvenne poche settimane fa per i caseifici greci, oggi Muller. Alla faccia della valorizzazione!

     Media – Criminali Complici dei Poteri Forti 

    Importanti segnali d’allarme vengono lanciati da tutti i principali enti di monitoraggio e d’informazione del Paese, deliberatamente ignorati da quelli esteri. Le giovani generazioni risultano le più colpite, impossibilitati ad avere un impiego duraturo e a maturare esperienza, rimanendo privi d’un passato e d’un futuro professionale. Nonostante le numerose notizie positive, chiaramente di copertura, che arrivano dalle maggiori agenzie stampa italiane, sicure di una prossima ripresa, i dati relativi alla disoccupazione appaiono disarmanti. Sul totale della popolazione, ad oggi, il 26 % non ha un’occupazione e, per quel che riguarda i giovani, l’indice schizza al 61%. Anche chi lavora non se la passa affatto bene: gli stipendi sono ben al disotto della media europea (vicini alla media asiatica o africana) e più della metà di questi non vengono pagati per tempo. Un lavoratore su tre, come se non bastasse, non risulta assicurato.

     La Terzomondializzazione della Grecia 

    Anche i bambini cominciano a sentire l'insostenibile peso dell'imbroglio di questa crisi indotta, arrivando a scuola affamati ogni mattina. Boroume.gr, sito internet che promuove la distribuzione delle eccedenze alimentari alla popolazione, denuncia il fatto che 60 ragazzi su 313, con un’età compresa tra 13 e 15 anni, non porta alcuna merenda da casa. I genitori, costretti da tempo alla fame per dare qualcosa ai propri figli, oggi non riescono più ad adempiere al loro ruolo naturale di garanti del fabbisogno necessario alla prole, ricorrono a gesti eclatanti pur di avere un minimo di ascolto. Una donna sordomuta, divorziata e con due figli, si è arrampicata su di un’installazione artistica della capitale, minacciando di gettarsi nel vuoto. Questa madre disperata si è vista tagliare anche il misero assegno di disabilità, secondo le nuove politiche’’antisociali’’, ed è stata costretta all’estremo gesto anche se, fortunatamente, i vigili del fuoco sono riusciti a trarla in salvo.

     Morire d'Indifferenza – Come in Africa 

    Questa è la realtà greca, che nessuno vi racconta! I poteri centrali temono che si possa diffondere la paura della miseria anche nelle altre nazioni del sud europeo, fomentando possibili moti di rivolta. Lasciando quindi il popolo ellenico alla deriva, le alte sfere del mondo politico e finanziario internazionali e gli stessi Media, a loro asserviti, compiono quotidianamente crimini contro l’umanità. Una condotta vergognosa arriva a sfociare a volte in affermazioni di tipo sarcastico, che fanno raggelare il sangue. E’ il caso ad esempio di Mediobanca che, a seguito delle elezioni nazionali, ha affermato: "La commedia italiana si trasforma in una tragedia greca’’: chiediamo a lorsignori: non è che per caso sono state le politiche che avete sostenuto in questi anni (oltre che una classe politica inetta, cialtrona e ladra) a portarci molto vicini alla Grecia? Domande retoriche… Quanto a noi non ci resta che farci promotori di questa denuncia, diffondendo queste notizie a tutti, nei luoghi di lavoro, in famiglia e sul web. D'indifferenza si muore!

    Giovanni Antonio Fois (Copyright © 2013 Qui Europa)

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    http://www.youtube.com/watch?v=ekcZoORSIg0 – GRECIA CENSURATA 2013 -ECCO COSA SUCCEDE E CHE NON VEDIAMO

     

     

     

    http://www.youtube.com/watch?v=QB2A77eUEG0 – Atene, Grecia 07-11-2012 DOVE STA' LA SOVRANITA' POPOLARE

     

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