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Corte Europea dei Diritti dell’Uomo

  • Famiglia – Chiarimenti doverosi sulla marcia del 20 Giugno

    Famiglia – Chiarimenti doverosi sulla marcia del 20 Giugno

    Venerdì, Giugno 12th, 2015

     L'editoriale di Sergio Basile, Direttore "Qui Europa"   

    Redazione Quieuropa,  Sergio Basile, Famiglia, Nunzio Galantino, Camillo Ruini, Dico, Marcia per la Famiglia, ddl Cirinnà, Patrizia Stella, Fabio Fazio, matrimonio omosessuale, validità del matrimonio, coppie ga, referendum Irlanda, Che tempo che fa, 20 Giugno San Giovanni, Massimo Introvigne 

    Religione, Famiglia e Società

    Famiglia – Chiarimenti doverosi sulla marcia del

    20 Giugno

    Qual è il vero messaggio della marcia del 20 giugno di

    Piazza San Giovanni? Per cosa si manifesta?

    Ddl Cirinnà e Famiglia – l'indecifrabile posizione di Introvigne e il

    contrasto sui diritti delle coppie gay nelle contrapposte posizioni

    di Mons. Nunzio Galantino e Mons. Camillo Ruini

    Ruini: È giusto tutelare i diritti di tutti; ma i veri diritti,

    non i diritti immaginari…

     

    L'editoriale di Sergio Basile, Direttore "Qui Europa" 
     
    20 Giugno - Marcia per la Famiglia
     Famiglia – 20 Giugno, quale marcia?                                                             
     

    Roma – di Sergio Basile, Direttore Qui Europa –  Nei prossimi mesi il tanto discusso disegno di legge Cirinnà (vedi qui Il massimo della corruzione: un fallimento per l’umanitàsarà posto al vaglio del Parlamento che dovrà pronunziarsi sull'eventuale riconoscimento giuridico del cosiddetto "matrimonio omosessuale". Come ben constatato da Patrizia Stella in uno dei suoi ultimi editoriali pubblicati su Qui Europa (vedi qui Il massimo della corruzione: un fallimento per l’umanità) "non si possono raccogliere panini imbottiti da un albero di fichi" per il semplice motivo che la natura dell’albero è quella… e dobbiamo accettarla. Quindi, come nota Stella, "parlare di “matrimonio omosessuale” o di “unione omosessuale” (che è un modo diplomatico per dire più o meno la stessa cosa) è un’offesa all’intelligenza perché è un'interpretazione concettuale falsa e ridicola; e ciò per il semplice fatto che manca totalmente una delle condizioni principali per la validità del matrimonio stesso e cioè la possibilità dell’atto sessuale attraverso la “compenetrazione dei due corpi”, maschile e femminile secondo la configurazione fisica, fisiologica e biologica delle differenze sessuali specifiche tra un solo maschio e una sola femmina: unione d’amore feconda e benedetta da Dio che genera la vita" .

     La Famiglia del "Sinodo"                                                                                 

    Nelle ultime settimane, inoltre – come noto –  la cellula fondamentale della società è stata posta sotto la lente d'ingrandimento degli alti prelati della "Chiesa istituzione", in preparazione dell'atteso Sinodo di Ottobre sulla Famiglia. In ballo potrebbe esserci addirittura una "apertura ai sacramenti" verso i divorziati risposati (vedi qui Sinodo Famiglia 2015 – L’Inganno Diabolico e il Grande Pericolo – 1 e qui Verso il Sinodo della Famiglia 2015: ricorriamo al Catechismo per non perdere la bussola – Seconda Parte): ipotesi estrema destinata comunque a lasciare un segno indelebile – nel bene e nel male… vedremo – sul futuro della famiglia, sul matrimonio e di riflesso sulla formazione spirituale e sull'educazione morale-religiosa delle nuove generazioni.

    20 Giugno - Marcia per la Famiglia

     Attacco alla Famiglia e Massoneria                                                                

    La sensazione (certezza per chi conosce a fondo la letteratura mondialista, le principali circolari massoniche emesse in merito e i piani occulti tramandati nei secoli dalla massoneria internazionale, di loggia in loggia, e dalle forze anti-cristiane, al fine di attaccare al cuore la famiglia e l'uomo stesso – vedi qui Indissolubilità del Matrimonio e Famiglia: esiste un antico Piano Massonico Sovversivo e qui Divorzio Breve e Agenda Massonica – Cosa fa la Chiesa? – Prima Parte) e che dietro a tutto ciò si nascondano ancora una volta le solite potenti lobby mondialiste ed anticristiane: le stesse per intenderci che tirano le fila del sistema bancario internazionale; che decidono quali paesi debbano andare in "crisi da debito pubblico" – sotto gli attacchi della grande usura monetaria e dei burattinai dello spread e del rating – e quali debbano essere – al contrario – destinate ad acquisire sempre maggior potere a livello mondiale (vedi ad esempio la Cina).

     L'altra Grande Anomalia, di cui nessuno parla…                                        

    Di sicuro un'altra grande anomalia – della quale nessuno parla – domina i preparativi della grande marcia del 20 giugno: l'assenza – fino ad ora – di istanze cattoliche contro la grande usura che sta annientando la famiglia sull'altro grande versante, quello economico e monetario (vedi qui Usura, Famiglie e Sinodo – Lettera aperta al Presidente CEI qui Il Male, la Moneta, L’asservimento Spirituale e  qui Eurovertice – Italiani e Francesi sorvegliati speciali dagli usurai).

    20 Giugno - Marcia per la Famiglia

     Roma – Verso la marcia del 20 giugno di Piazza San Giovanni                

    Dinanzi a questa anacronistica aggressione contro la famiglia il popolo cristiano – assieme a quel nutrito esercito, volontario, di cittadini rispettosi del concetto tradizionale di famiglia (immutato da secoli) a prescindere dal credo professato – sta cercando di far cerchio comune contro l'offensiva organizzata del nemico antico, malgrado l'esistenza di spinte laiciste e moderniste che minano – in parte – la credibilità della chiesa sia esternamente che sin dall'interno di alcune "ale" dei palazzi vaticani. E questo l'humus – ma anche la tensione – che ha fatto maturare il bisogno della marcia per la famiglia del prossimo 20 Giugno, che culminerà in Piazza San Giovanni (vedi qui In difesa della Famiglia e dell’uomo – Roma: il 20 Giugno tutti in Piazza San Giovanni). Tuttavia si ha il sentore che questa battaglia spirituale non possa limitarsi a semplici iniziative di protesta, ma abbia bisogno di rinnovate energie "celesti" da sprigionare attraverso il recupero della centralità della preghiera, dei sacramenti e del dialogo-confronto all'interno delle parrocchie, per troppo tempo assenti dal teatro del dibattito pubblico sui grandi temi. La consapevolezza è tutto!

     In ballo la Verità                                                                                                

    La battaglia spirituale, d'altra parte, potrebbe naufragare rovinosamente sullo scoglio del qualunquismo, qualora fosse condotta sul mero piano sociologico e politico. Non è questione di difendere parti di verità! E' in ballo la Verità stessa, in tutta la sua primordiale ed atavica essenza. I rischi della Cirinnà sono davvero molteplici e spinosi: infatti la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) qualora la proposta fosse tramutata in legge, avrebbe la possibilità di imporre le adozioni omosessuali una volta introdotte le unioni civili per via parlamentare, ed in base a criteri di cosiddetta “parità di trattamento” fra coppie eterosessuali e coppie omosessuali. Il ddl Cirinnà potrebbe dunque aggirare e surclassare l'ostacolo delle adozioni gay, che verrebbero sdoganate indirettamente anche nel nostro Paese, in virtù  di quanto sancito dalla giurisprudenza europea "illuminata".

    20 Giugno - Marcia per la Famiglia

     La non definita posizione del sociologo Massimo introvigne                   

    Sulla questione è intervenuto nei giorni scorsi Massimo Introvigne, sociologo, vice-responsabile nazionale di Alleanza Cattolica e presidente nazionale dei Comitati Sì alla famigliaLo scorso 3 giugno, nella sede romana del comitato è stata presentata una lettera con in calce la firma dello stesso Introvigne (assieme ad altri 57 intellettuali – vedi qui Unioni civili. «Una legge impresentabile») nella quale si invitano i deputati a sostenere le “proposte di legge che consolidano sotto forma di testo unico i diritti e i doveri che derivano da ogni convivenza in materia di visita in ospedale o in carcere, diritto all'abitazione e così via” e a “riconoscere i diritti e i doveri dei conviventi omosessuali tramite uno strumento che non usi l'espressione «unioni civili» e che non sia la «stessa cosa» del matrimonio”. Lo strumento è stato poi formalizzato nelle scorse settimane mediante una proposta di legge dal titolo Testo unico sui diritti dei conviventi riconoscendo le convivenze etero e omosessuali come un categoria giuridica foriera di diritti in quanto tale, anche se formalmente e rigorosamente non denominate “unioni civili”.

     Per il Cristiano Introvigne l'omosessualità è un peccato o no?               

    Tuttavia il problema di base resta intonso: l'omosessualità sembra non essere più considerata peccato! Sodoma e Gomorra sembrano non interessare più cattolici alla Introvigne… Eppure tra gli intellettuali firmatari vi sono numerosi "cattolici" perfettamente consapevoli delle prescrizioni evangeliche e bibliche in merito all'omosessualità… Essa – l'omosessualità – a quanto pare resta un aqualcosa di moralmente indecifrabile ed in ultima istanza – per proprietà transitiva – dunque accettato  anche da molti "cosiddetti cattolici", indipendentemente da qualsivoglia norma religiosa o comandamento biblico. Insomma la lettera in questione (cui comunicato giunto in redazione lo scorso 8 giugno è stato regolarmente pubblicato da Qui Europa per trasparenza e par condicio: vedi qui Unioni civili. «Una legge impresentabile»sembrerebbe uniformata al principio discutibile del “perdere la battaglia per non perdere la guerra”.

    20 Giugno - Marcia per la Famiglia

     Spiraglio aperto alla Corte Europea?                                                             

     una strategia che potrebbe somigliare tanto ad una resa sostanziale (sconfitta di fatto); cioè ad una concessione a piccole dosi di una "droga" ideologica che potrebbe compromettere l'interno impianto sociale della famiglia, giungendo piano piano, magari anche all'accoglimento  formale (o informale) del matrimonio omosessuale: essa potrebbe creare lo spiraglio d'aria necessario alla Corte Europea per imporre le adozioni omosessuali anche nella "cattolica" Italia. Insomma qui non si tratta di forma ma di sostanza… Non importa il colore o il sapore dell'intruglio che ingeriamo: l'importante è comprendere gli effetti a lungo termine di questa non chiarissima azione di protesta a metà… che qualcuno vorrebbe darci a "bere"… strumentalizzando i reali e sacrosanti motivi  sociali e religiosi che animano ed animeranno il 20 giugno la stragrande maggioranza dei manifestanti.

     Nel campo del vago… una domanda sorge spontanea…                            

    Inizialmente la manifestazione del 20 giugno a Roma era stata presentata presso tutti i movimenti cattolici e le parrocchie d'Italia, come un vero e proprio “Family Day” e contestualmente contro il ddl Cirinnà e l’introduzione dell'ideologia gender presso gli istituti scolastici. Ad oggi, tuttavia, troppo ancora rimane del campo del vago. Dinanzi a ciò una domanda sorge spontanea: quale sarà la linea seguita dalla manifestazione e dai promotori? Quella dell’ex-presidente della CEI, Camillo Ruini, o quella – più uniformata a visione moderniste – del Segretario della CEI, Nunzio Galantino?

    20 Giugno - Marcia per la Famiglia

     Le linee – Galantino o Ruini?                                                                           

    Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, durante un collegamento dalla parrocchia di San Ferdinando di Puglia (vedi video giù) nella trasmissione “Che tempo che fa” (vedi qui Monsignor Nunzio Galantino sui diritti dei gay…) rispondendo a una domanda di Massimo Gramellini e Fabio Fazio sulle parole dette dal segretario di Stato vaticano Parolin sul referendum sui matrimoni gay in Irlanda – considerata da Galantino una "sfida da cogliere" (??) contrriamente al primo che ha parlato di "sconfitta per l'umanità" – ha affermato quanto segue: “Quando i vescovi sono tutti quanti d’accordo, dite che tra di noi c’è appiattimento; quando tra i vescovi ci sono opinioni diverse, dite che litighiamo (…) Io penso che uno Stato civile non possa ignorare questo tipo di domanda. Mi piacerebbe che questo Stato non solo guardasse con grande realismo ai sacrosanti diritti degli individui che chiedono di unirsi nelle unioni civili e non solo stesse attento anche a vedere cosa veramente può fare per chi avendo un orientamento sessuale diverso chiede che questa posizione venga stabilizzata”. "Mi piacerebbe – ha poi aggiunto l'alto prelato – che questo nostro Governo, che questi nostri onorevoli la stessa passione che mettono in questa realtà la mettano anche per la famiglia”. La famiglia, invece, sembra scomparsa…".

    Video – Monsignor Nunzio Galantino sui diritti dei gay…

     Il paradosso di Mons. Galantino                                                                     

    Ma come si può conciliare – ci chiediamo e chiediamo a Galantino – l'espressione "sfida da cogliere" con il "timore della scomparsa della famiglia"? La sfida in questione è lecita o dannosa e distruttiva? Possiamo considerare una legittima sfida un palese affronto alla fede ed alla natura?

    20 Giugno - Marcia per la Famiglia

     La condivisibile (e diversa) posizione di Camillo Ruini                             

    Evidentemente diversa rispetto a quella di Mons. Galantino è l'opinione dell’ex-presidente della CEI, Mons. Camillo Ruini, che lo scorso 22 Ottobre 2014, al Corsera (vedi qui Ruini: io dico no alle unioni civili – Corsera) così rispondeva ad una domanda di Aldo Cazzullo sui presunti diritti alle unioni civili dei gay. D) CazzulloIn Italia pare vicina l’intesa sulle unioni civili (…) È un errore? R) Ruini: «Su questo punto mi sono espresso al tempo dei Dico, e non ho cambiato parereÈ giusto tutelare i diritti di tutti; ma i veri diritti, non i diritti immaginari. Se c’è qualche diritto attualmente non tutelato che è giusto tutelare, e ne dubito, per farlo non c’è bisogno di riconoscere le coppie come tali; basta affermare i diritti dei singoli. Mi pare l’unico modo per non imboccare la strada che porta al matrimonio tra coppie dello stesso sesso».

    20 Giugno - Marcia per la Famiglia

     Non dialettica democratica ma attacco alla natura e alla fede cattolica 

    Qui dunque non si tratta di dialettica democratica o opinioni! E' in ballo la radice della nostra fede rispetto alla famiglia ed alle future generazioni. E' per questa ragione che la redazione di Qui Europa parteciperà alla marcia del 20 Giugno, pur riconoscendo – contrariamente a quanto vorrebbero far passare alcuni co-promotori – la protesta come una inequivocabile testimonianza di fede nel concetto immutabile e sacro di famiglia, al di fuori da qualsivoglia strategia protesa a metterne in discussione il valore e la portata.

    Sergio Basile (Copyright © 2015 Qui Europa)   

     

    Sergio Basile (Copyright © 2015 Qui Europa)   

    Partecipa al dibattito – Redazione Quieuropa – infounicz.europa@gmail.com

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    Martedì,  Ottobre 7th/ 2014  – di Don Floriano Pellegrini e Sergio Basile – Redazione Quieuropa, Don Floriano Pellegrini, Diocesi di Belluno, Sergio Basile, Catanzaro, Italia, Diocesi di Belluno, Lettera aperta, CEI, riflettendo sulle famiglie, sinodo sulla famiglia, Papa Francesco, Usura, L'usura distrugge la famiglia, il primo vero obiettivo del sinodo, tutela della famiglia e dei giovani, […]

    Eurovertice – Italiani e Francesi sorvegliati speciali dagli usurai

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    Lunedì,  Ottobre 13th/ 2014       – Sergio Basile – Redazione Quieuropa, Sergio Basile, Bruxellex, Unione Europea, Two-Pack, commissariamento dei paesi dell'eurozona, distruzione della Grecia, Jeroen Dijsselbloem, Eurovertice, Eurogruppo, usura, Vangelo di Gesù Cristo, Vaticano, Vangelo, Turkson, Peter Kodwo Appiah Turkson, Eurss, usura, moneta debito  Eurovertice – Italiani e Francesi sorvegliati speciali dagli usurai Roma e Parigi – Famiglie […]

    Il Male, la Moneta, L’asservimento Spirituale

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    Venerdì,  Ottobre 10th/ 2014       – di Nicola Arena / Sete di Giustizia Anguillara Sabazia –  Premessa ed introduzione di Sergio Basile Redazione Quieuropa, Nicola Arena, Sete di Giustizia, Anguillara Sabazia, Giacinto Auriti, Caserta, Angela Merkel, Manuel Barroso, Herman Van Rompuy, Matteo Renzi, Martin Schulz, Sergio Basile, rate del MES, austerity-crescita, onestà e irrazionalità unite insieme danno il fanatismo, Dottrina sociale della Chiesa, diritto […]

  • Feto umano e brevettibilità – L’UE sdogana il mostro di Frankenstein

    Feto umano e brevettibilità – L’UE sdogana il mostro di Frankenstein

    Venerdì,  Luglio 18th/ 2014

     – di Sergio Basile  –

    Redazione Quieuropa, Bruxelles, Sergio Basile, clonazione, modificazione genetica, feti, embrioni, Cruz Villalon, Corte di giustizia UE, ovulo, feto, sacralità della vita, Gloria Polo, Mary Shelley, australia, il mostro di Frankenstein 

    Feto umano e brevettibilità – L'UE sdogana il mostro

    di Frankenstein 

    Le dichiarazioni dell'avvocato della Corte di Giustizia Europea,

    Pedro Cruz Villalon, aprono scenari sconcertanti… 

    Nell'impero Commonwealth, evidentemente, tutto rientra nella "norma"

     

    di Sergio Basile

    Cruz Villalon - Frankestein - EU - UE

     l'Ue e il sogno di Mary Shelley – Premessa                                                        

    Bruxellesdi Sergio Basile  – Cos'è il feto? Scientificamente (fonte wikipedia) esso è definito come "il risultato della fecondazione nei mammiferi, non ancora giunto a termine, ma dotato già delle forme e delle caratteristiche della relativa specie. Il feto, diversamente dall'embrione – si legge – non subisce particolari modificazioni negli organi, ma questi maturano strutturalmente e funzionalmente fino al parto. Il passaggio da embrione a feto – continua la nota – nella specie umana avviene intorno al 60º-70º giorno dal concepimento". E' giusto equiparare l'uomo agli animali? Nel caso dell'uomo, se ammettiamo che noi siamo qualcosa di più di semplici scimmie o animali, evidentemente c'è una componente sacra (anima) di cui tener conto che dona al feto umano una sacralità assoluta e non negoziabile. Ogni manipolazione eventuale – di qualsiasi sorta – che potrebbe interessare l'uomo, è dunque da considerare immorale e innatturale, oltre che blasfema, evidentemente!

     Questione di brevettabilità?                                                                                     

    Nelle ultime ore a Bruxelles, Pedro Cruz Villalon, l'avvocato generale della Corte di Giustizia Europea, ha concluso che "un ovulo il cui sviluppo sia stato stimolato senza fecondazione e che non sia in grado di divenire un essere umano non può essere considerato un embrione umano" ed esso è quindi brevettabile. Ma l'equivoco è assoluto ed evidente! Infatti la brevettabilità è una prerogativa che riguarda il mondo della cose materiali ed immateriali. Posso definire il brevetto di un'invenzione, di un ponte particolare, di un utensile… ma cosa c'entra tutto ciò con l'uomo! Non possiamo accostare la qualità della "brevettabilità" al sostantivo "uomo" o "umano". Parliamo di due universi diversi… e paralleli! E l'embrione non è altro che il primo stadio dell'uomo stesso. o no?

    Cruz Villalon - Frankestein - EU - UE

     Frenkestein                                                                                                                  

    Tuttavia (continua Villalon) "qualora tale ovulo sia manipolato geneticamente in modo che possa svilupparsi in un essere umano (vedi il paradigma del mostro di Frankenstein), esso va considerato un embrione umano e come tale deve essere escluso dalla brevettabilita'." (…). Questa dichiarazione è in parte condivisibile eccezion fatta per il primo capoverso: infatti a nostro avviso la manipolazione genetica dell'ovulo è qualcosa di inammissibile a priori! 

     La direttiva sulla biotecnologia… OK a Frankenstein???                             

    "La direttiva sulla biotecnologia  – continua l'avvocato dell'UE – definisce le norme riguardanti la brevettabilità di invenzioni biotecnologiche. Ai sensi della direttiva, il corpo umano, nei vari stadi del suo sviluppo, non può costituire un'invenzione brevettabile." Tuttavia (e qui casca l'asino…) "un elemento isolato dal corpo umano, o diversamente prodotto mediante un procedimento tecnico (vedi ancora il paradigma del mostro di Frankestein), può essere soggetto a tutela brevettuale". In pratica creare Frankenstein, ci pare di capire, sarebbe possibile!

    Cruz Villalon - Frankestein - EU - UE

     Ipotesi non sufficiente ad inquadrare l'essere umano?                                

    L'avvocato generale ritiene che "nella valutazione se un ovulo non fecondato (partenote) debba essere considerato un embrione umano, il criterio decisivo di cui tenere conto è se esso abbia la capacità intrinseca di svilupparsi in un essere umano. Per contro, la mera circostanza che un ovulo non fecondato sia in grado di dare avvio ad un processo di divisione e differenziazione cellulare, analogo a quello di un ovulo fecondato, non è di per sé sufficiente per considerarlo un embrione umano." Ma allora cos'è – ci chiediamo con sconcerto – una cosa?

     Partenoti – Brevettabili se manipolati geneticamente                                    

    Inoltre, tenendo conto delle manipolazioni genetiche condotte con successo sui topi, l'avvocato non esclude "la possibilità che, in futuro, i partenoti umani possano essere geneticamente alterati in modo che possano svilupparsi in un essere umano." Di conseguenza, l'avvocato generale precisa che "i partenoti possono essere esclusi dalla nozione di embrioni solamente nei limiti in cui non siano stati manipolati geneticamente in modo da diventare capaci di svilupparsi in un essere umano."

    Cruz Villalon - Frankestein - EU - UE

     L'attuale legislazione UE                                                                                         

    L'avvocato aggiunge inoltre che in ogni caso – al momento – la legislazione Ue "ammette che uno Stato membro escluda i partenoti dalla brevettabilità per considerazioni di ordine etico e morale." Ma la cosa che spaventa è questa arbitrarietà di giudizio e questa relativizzazione esasperata del concetto di feto. insomma ciascuno può fare come vuole! Cìè da augurarsi dunque che uno stato non cada sotto il controllo di un ammiratore dell'opera di Mary Shelley. Altrimenti siamo fritti! Ma permetteteci un'altra non secondaria considerazione: se il progetto massonico di formazione di un unico super-stato continentale (Stati Uniti d'Europa) dovesse andare in porto e gli stati nazionali in un prossimo futuro dovessero esserre definitivamente distrutti, coda accadrebbe? Evidentemente nessuno garantirebbe più la sacralità del feto… Ed esso verrebbe accomunato ad una merce da brevettare e scambiare nel mercato. Pazzesco! Pensate che scenari potrebbero aprirsi!

     Non è un film horror! Il Commonwealth insegna!                                         

    In tal senso non possiamo che richiamarci ad un fatto che fece molto scalpore nel 2006 in Australia, dove – tra lo sconcerto delle Chiese cristiane (specie cattoliche) – il Parlamento approvò il disegno di legge sulla clonazione (fatto riportato anche in un articolo di Agenzia Fides del 7/12/2006 – vedi qui Approvato in Parlamento australiano il disegno di legge sulla clonazione…). In quell'occasione la Camera dei Rappresentanti espresse voto favorevole, dopo una lunga maratona di discussione. Alla luce di questo, capiamo come le parole di Cruz Villalon nascondano pericoli reali che vanno al di là del nostro immaginario. Pericoli che investono sempre di più l'Europa man mano che gli stati del Vecchio Continente finiscono per essere inglobati (mediante sistematici processi di globalizzazione mondialista) nell'impero unico chiamato Commonwealth: il più grande e totalizzante impero che la storia abbia mai avuto! E non è un film horror! D'altra parte sul trattamento riservato nel Regno di sua Maestà a feti ed embrioni ne abbiamo dato già prove esaustive in almeno due articoli riguardanti sempre la clonazione umana e perfino l'utilizzo di feti vivi da parte delle industrie cosmetiche (vedi qui Bambini OGM e Clonazione Umana – L’Ultima Ribellione e qui Orchi & Co – Bambini bruciati in ospedali e feti vivi utilizzati da industrie cosmetiche).

    Sergio Basile  (Copyright © 2014 Qui Europa)

    Partecipa al dibattito – infounicz.europa@gmail.com

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     Video in Allegato                                                                                                        
     

     

     

     

     

     

     

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     Link e Articoli in Allegato                                                                                        
     

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  • Brasile 2014 – L’Italia della globalizzazione indotta non paga neppure nel calcio

    Brasile 2014 – L’Italia della globalizzazione indotta non paga neppure nel calcio

    Giovedì,  Giugno 26th/ 2014
     

     – di Sergio Basile e Vincenzo Mannello 

    Redazione Quieuropa, Brasile 2014, Vincenzo Mannello, Sergio Basile, mondiali di calcio, Brasile 2014, Balotelli, Prandelli, eliminazione dell'Italia, sentenza Bosman, UE, Matteo Renzi, Piano Kelergi 

    Brasile 2014 – L'Italia della globalizzazione indotta

    non paga neppure nel calcio

    Ricordate la sentenza Bosman?

     

     

    di Sergio Basile e Vincenzo Mannello

    Italia - globalizzazione - Brasile 2014 - Mondiali di calcio

     Mal di pancia calcistici e propaganda…                                                               

    Roma, Brasilia  – di Sergio Basile e Vincenzo Mannello – L'Italia calcistica, come logico che sia, sta mal digerendo l'eliminazione dal mondiale brasiliano. Ma tra una polemica e l'altra non mancano le frecciatine alla FIGC, incapace, pare ormai da anni, di trovare nuovi campioni all'altezza della situazione e degni di disputare un mondiale. Come mai? Cosa ci sarà dietro? Beh, non sappiamo in realtà chi abbia ragione e chi no… E non vogliamo entrare nel merito delle polemiche "pallonare" con tutti i problemi gravi di usura legalizzata ed iper-immigrazione indotta che l'Italia sta vivendo e dei quali nessuno (o quasi) parla con verità… Tuttavia, un dato storico merita di essere valutato, per le curiose ripercussioni che sta avendo (nel lungo termine) anche su un piano squisitamente culturale e non solo: dalla cosiddetta sentenza Bosman qualcosa di profondò è cambiato nello sport italiano. E non solo…

     La sentenza Bosman e lo zampino internazionalista                                    

    La sentenza in questione maturò con decisione presa nel 1995 dalla Corte di Giustizia delle Comunità Europee  che consenti ai calciatori professionisti con cittadinanza UE di trasferirsi gratuitamente verso un altro club alla scadenza del proprio contratto. Essa, come qualcuno tra voi ricorderà, fu promossa dall'omonimo calciatore (Jean-Marc Bosman – vedi in foto, a sinistra) che all'epoca giocava nella Jupiler League, la massima serie belga. Il suo contratto era scaduto nel1990. Il calciatore intendeva cambiare squadra e trasferirsi al Dunkerque, una squadra francese che tuttavia non offrì al club del R.F.C. Liegi una contropartita in denaro sufficiente a chiudere la trattativa. La squadra belga, dunque, rifiutò il trasferimento. Nel frattempo, l'ingaggio del calciatore venne ridotto ed egli si ritrovò ben presto fuori dalla prima squadra.

    Italia - globalizzazione - Brasile 2014 - Mondiali di calcio

     Il merito della causa                                                                                                  

    Il giovane decise allora di portare il caso presso la Corte di Giustizia dell'UE in Lussemburgo, denunciando una restrizione al commercio. Egli – malgrado i passaggi internazionali di calciatori stranieri fossero già permessi – vinse il processo e il 15 dicembre 1995 e la corte accertò la tesi della denunciata restrizione alla libera circolazione dei lavoratori (e quindi anche dei calciatori). Ciò – sostennero – era proibito dall'articolo 39 del Trattato di Roma del 1957: trattato che ovviamente, fin dal suo concepimento, mirò a creare, in ultima istanza, un unico stato europeo attraverso la politica dei piccoli passi: gli "Stati Uniti d'Europa". A Bosman e a tutti i calciatori dell'Unione fu permesso di trasferirsi gratuitamente, alla fine del loro contratto, nel caso di trasferimento da un club appartenente ad una federazione calcistica dell'Unione Europea a un club appartenente ad un'altra federazione calcistica, sempre dell'UE. In seguito a questa storica sentenza, dal 15 dicembre 1995 un calciatore può firmare un pre-contratto con un altro club, sempre a titolo gratuito, se il contratto attuale ha una durata residua inferiore o uguale ai sei mesi.

     La globalizzazione del calcio – L'eliminazione del tetto minimo                

    Ma dettagli tecnici a parte, la sentenza Bosman mirava evidentemente ad altri scopi. Essa proibì alle leghe calcistiche nazionali degli stati UE, e anche all'UEFA – dato che ci preme sottolineare di più – di porre un tetto al numero di calciatori stranieri qualora ciò avesse "discriminato" cittadini europei. Insomma iniziò la globalizzazione del calcio e dello sport… Due gli effetti principali: la progressiva perdita d'interesse e stimolo per i vivai nazionali, nonché l'acquisto sempre maggiore di stranieri, con l'internazionalizzazione indotta della sqadre di calcio. Ovviamente il sistema (cui obiettivo è quello di plasmare il pensiero delle masse e controllarle al meglio) ci ha abituato a pensare che tutto ciò, anche nel calcio, sia e sia stato normale e meritevole di promozione (propaganda) in tutti i sensi… Ma poi puntualmente (per fortuna) spuntano – come funghi velenosi, sparsi qua e là, in un imprevedibile sottobosco culturale e di libero pensiero – le polemiche sul depotenziamento dei vivai e sul fatto che in Italia ormai non ci siano più certezze, neppure nella difesa e nel lancio di giovani promesse calcistiche. Mancano le motivazioni – si dice – e la concorrenza estera è sempre maggiore. Chissà perché!

    Italia - globalizzazione - Brasile 2014 - Mondiali di calcio

     Multiculturalismo – L'elemento culturale e la rivoluzione dei costumi  

    Ma l'elemento forse più importante della faccenda Bosman fu la rivoluzione culturale creata: essa aprì sempre più ad una immagine di multietnicità e multiculturalismo che fosse il più possibile accettata e coltivata dalle nuove generazioni, sfruttando l'immensa cassa di risonanza che è lo sport. Insomma, la formazione indotta di un unico popolo europeo e multirazziale del futuro (sull'onda di questa vergognosa ed incontrollata iper immigrazione indotta) per essere credibile e il più indolore possibile deve andare, evidentemente, di pari passo con una nuova cultura razziale  e sportiva. Se fosse una mera questione di rispetto per le diversità, per la solidarietà e per l'apertura al Prossimo, ovviamente non ci sarebbe nulla di male! Anzi! Ma tutto questo rispetto – a partire dagli spalti e dal trattamento verso le popolazioni africane e mediorientali riservato dall'élite mondialista al potere – non si vede! la questione di fondo è molto più sottile di quanto si possa pensare… D'altronde, per i pochi conoscitori del "Piano Kalergi" (il vero motore del progetto mondialista ed internazionalista chiamato Unione europea) tutto torna chiaro… Tutto assume senso! (vedi video in allegato).

     La bocca sollevò dal fiero pasto il calciator, forbendola a' Prandelli         

    Non pochi in questi giorni, dunque, sono tornati a tirare in ballo la "Bosman", rilanciando il motto: "dove sono finiti i Mancini ed i Vialli"? Dove i Conti e i Rossi, i Del Piero e i Totti, i Maldini e Baresi che hanno fatto grande il calcio italiano?" Una domanda legittima e per certi versi caduta nel vuoto di un silenzio sospetto. Fatto sta che dopo l'eliminazione – e chiudiamo la parentesi Bosman per tornare al puro aspetto calcistico della vicenda – il CT Prandelli, come noto, si è rivolto alla FIGC offrendo le proprie dimissioni irrevocabili e lamentando (probabilmente a ragione) di essere stato al centro di un "attacco da parte di ambienti ostili"; oltreché (particolare di non scarso conto) di esser diventato – suo malgrado – protagonista di un "progetto tecnico non vincente (??)". In verità il CT si è pure rivolto alla Fifa per il morso di Suarez a Chiellini, con la richiesta di far sprofondare il goleador uruguagio nel nono girone, quello che annovera i reprobi squalificati del mondiale. Verrà ascoltato? Beh, dal suo amico Matteo Renzi, sicuramente si!

    Italia - globalizzazione - Brasile 2014 - Mondiali di calcio

     Salvato dalle acque.. in tempesta?                                                                       

    Sembra, infatti, sia pronto un posto di prestigio come commissario della commissione europea per il "rinnovamento" che lo collochi al sicuro dalle accuse nazionali (e, diciamolo, un poco provinciali) di "rubare i soldi dei contribuenti" rivoltegli da giornali berlusconiani (senti chi scrive!). Quanto al "progetto tecnico non vincente", basta considerare, aldilà di qualunque giustificazione, che la nazionale azzurra ha prodotto nella due partite chiave (Costarica ed Uruguay) solo due tiri sbagliati in 180 minuti. Tutti trascorsi dai valenti calciatori – e dal "fenomeno" Balotelli compreso – a trascinarsi per i campi brasiliani in condizioni fisiche peggiori dei dispersi in deserti africani.

     Siam pronti alla morte…                                                                                           

     "Stingiamoci a coorte, siam pronti alla morte!". Così hanno gridato prima della partita della discordia i "nostri" intonandosi al suono e ai versi – spesso ironici e spesso sarcastici – dell'inno nazionale. Ma la verità è stata un'altra: non si è vista assolutamente la presunta coorte, ma solo sbrindellati giocatori che ogni tanto colpivano la palla ognuno rigorosamente per proprio conto, senza che la stessa riuscisse a raggiungere il compagno cercato; né tantomeno la porta  avversaria. La morte, quella figurata per fortuna, si è invece fatta vedere: quella del bel gioco, della freschezza atletica,  dell'intelligenza tattica, ma soprattutto del buon senso. Dalla testa di Prandelli – suo malgrado – è partita… è poi passata dai giocatori ed al povero Prandelli è tornata. Allenatore e giocatori a cantare erano pronti, a morire per la patria probabilmente di meno… Almeno questi ultimi! Ma forse, francamente, più di questo ad un tal gruppo non si poteva chiedere. Non illudiamoci!

     Il vero problema è in cima alla piramide calcistica… e sociale                     

    Il problema probabilmente è a monte della piramide calcistica. Molto evidentemente non sappiamo su presunte direttive giunte dall'alto… Chissà! Ormai c'è da aspettarsi di tutto! Anche che magari qualcuno, nei piani alti, abbia imposto dall'alto la convocazione di un ectoplasma calcistico chiamato Balotelli: un panchinaro anche nel suo club, che nella stagione appena trascorsa di certo non ha brillato per freschezza e risultati, rispetto ad altri suoi colleghi rimasti a casa! Ma restiamo evidentemente nel mare delle supposizioni. Il problema, intendiamoci, non è Balotelli in sé…Piuttosto quel che sta dietro questo andazzo denunciato. Balotelli è solo un ragazzo di 23 anni – magari viziato e idolatrato oltre ogni raziocinio – che merita comprensione (non ha senso colpevolizzare il solo Balotelli)… ma anche qualche tirata d'orecchi in più! Al di là di tutto una cosa è certa: lo spirito calcistico nazionale non si crea importando campioni stranieri in massa… O no? Questa è la riflessione "consolatoria" (e l'interrogativo sottile) che vi lasciamo!

    di Sergio Basile e Vincenzo Mannello (Copyright © 2014 Qui Europa)

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    Sabato, Agosto 17th/ 2013 – Speciale Egitto – di Sergio Basile, Redazione Qui Europa –  Egitto, Integralismo islamico, Catherine Ashton, Ue, USA, NATO, Sangue in Egitto, Piano Sovversivo, Morsi, Fratelli Mussulmani, Adly Mansur, Piano Yinon, Sionismo, Integralismo Islamico, Piano Kalergi, Terzomondializzazione dell'Europa, Balcanizzazione dell'Africa e del Medioriente, Islamizzazione forzata, Sharia, Libia, Siria, Afghanistan, Generale Wesley Clark, […]

    Clandestini – Il nuovo (ordine mondiale) che avanza e il gioco dei falsi dissidenti

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    Venerdì,  Ottobre 11th/ 2013 – di Maria Bianchi – Movimento 5 stelle, Andrea Buccarella, Maurizio Cioffi, eliminazione reato di clandestinità, sottosegretario Ferri, debito-truffa, Banche e multinazionali, industrie farmaceutiche, vaccini, Piano Kalergi, Nuovo Ordine Mondiale, Ordo ab Chao, Falsi dissidenti, Radicali, Pannella, Usurocrazia bancaria, JP Morgan, Casaleggio Associati    Clandestini – Il nuovo (ordine mondiale) che avanza e […]

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  • Strategie, Furti e Odissea Alitalia – Una Storia che tutti Dovrebbero Conoscere

    Strategie, Furti e Odissea Alitalia – Una Storia che tutti Dovrebbero Conoscere

    Domenica,  Maggio 19th/ 2013

     di C.Alessandro Mauceri  

    Alitalia, Linee Aeree Italiane, IRI, Ministero del Tesoro, Prodi, Francesco Staccioli, Bersani, Air France-KLM, Berlusconi, CAI, Compagnia Aerea Italiana, Roberto Colaninno, Benetton, Riva, Ligresti, Marcegaglia, Caltagirone, Gavio, Marco Tronchetti Provera, Intesa San Paolo, Corrado Passera, compagnia di bandiera, good company,  bad company, decreto legge n. 80 del 2008, Commissione Europea, Corte di Giustizia Europea, Aiuti di Stato, Corte Generale dell’Unione Europea 

    Odissea Alitalia – Una Storia che tutti

    Dovrebbero Conoscere

    Dalle Origini, alle manovre Prodi-Berlusconi, agli

    sviluppi del Caso Ryanair al Furto Legalizzato ai

    danni degli Italiani

     

     

    L'Approfondimento di C.Alessandro Mauceri 

    Alitalia - Una Storia Senza Fine

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     C'era una volta…                                                                                                         

    Roma  – C’era una volta Alitalia. Così potrebbe cominciare la favola (se avesse un lieto fine, ma come vedremo, non è così) della compagnia di bandiera italiana. La storia di Alitalia comincia nel 1947. Solo dieci anni dopo, nel 1957, Alitalia venne fusa con un’altra compagnia, Linee Aeree Italiane, divenendo la prima compagnia aerea del nostro Paese. Per decenni, fino agli anni Novanta, Alitalia rimase controllata al 100% dallo Stato (prima dall’IRI e poi dal Ministero del Tesoro). Fu allora che l’apertura del mercato ai concorrenti internazionali costrinse l’azienda a svegliarsi e a rendersi conto che quanto accaduto sino ad allora, era solo una favola e su come la realtà fosse ben diversa e amara. Appena Alitalia iniziò a confrontarsi con la concorrenza – in questa giungla chiamata libero mercato – cominciarono i problemi.

    Alitalia - L'Impronta di Romano Prodi

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     L'impronta di Romano Prodi                                                                                  

    Nel 1996, l’allora capo del governo, Romano Prodi (la stessa persona che, come presidente della Commissione  Europea, giustificherà di fatto la partecipazione di alcuni commissari, tra cui Monti, alle riunioni del Bilderberg) per risanare i bilanci in perdita, cosa fece? Rese funzionale la gestione? No, mise in vendita parte della compagnia, mantenendo, però, una quota di maggioranza. Secondo quanto affermato in tempi non sospetti da Francesco Staccioli – sindacalista Usb e cassintegrato Alitalia – la compagnia avrebbe “gettato al vento 5 miliardi di soldi pubblici”. L’apporto di capitali nuovi non cambiò il destino di Alitalia e così, nel 2006, apparve chiaro che l’azienda fosse sull’orlo del fallimento. Per "salvarla", Prodi decise di vendere un’altra fetta delle quote del Tesoro, cedendo in questo modo il controllo della compagnia. La gara indetta per promuovere l'acquisto del 39% delle azioni offerte dal governo andò deserta.  L'incaricato di turno al quale fu affidata la "patata" fu Bersani (lo stesso che alcuni anni dopo non riuscirà a creare un governo pur avendo avuto alle elezioni la maggioranza di voti e lascerà la gestione del Paese nelle mani del Bilderberg, della Trilateral e dell’Aspen). In molti, allora, accusarono il governo di aver imposto delle clausole eccessivamente restrittive che avevano avuto il risultato di far si che i potenziali investitori disertassero l’asta. Si disse che si era presentata Alitalia non come un’azienda ormai prossima al fallimento, ma come un’azienda in condizioni “da favola”.

    Alitalia - L'Impronta di Silvio Berlusconi e l'Operazione CAI

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

      L'impronta di Silvio Berlusconi                                                                            

    Ci si riprovò nel 2007, mediante una trattativa diretta. Dopo le prime consultazioni, l’offerta migliore parve essere quella di Air France-KLM. Nel 2008, frattanto, però, era cambiato il governo. E il nuovo capo del governo, Berlusconi, dimostrò di pensare alla realtà (dei propri affari) e di non credere alle favole, e dichiarò come fosse necessario «preservare l’italianità della compagnia». Quindi Super Silvio fece di tutto per ostacolare la trattativa fino a che Air France-KLM non ritirò la propria offerta affermando, con esplicito riferimento al comportamento di Berlusconi, che «in questo settore nessuna operazione di questo tipo si può fare in modo ostile e contro un governo». Così, come in una favola, si decise di cambiare nome all’Alitalia (come se questo potesse bastare a risolverne i problemi) e dietro mille polemiche (tra cui le lamentele dei sindacati degli operatori di volo e dei piloti estromessi dalle trattative) venne creata la CAI, Compagnia Aerea Italiana. La nuova società, presieduta da Roberto Colaninno, vide al proprio interno imprenditori come Benetton, Riva (la famiglia proprietaria dell’ILVA, nelle scorse settimane alla ribalta per il danno ambientale prodotto dagli impianti) Ligresti, Marcegaglia, Caltagirone (attraverso la società Acqua Marcia) Gavio e Marco Tronchetti Provera. A sostenere finanziariamente il progetto fu Intesa San Paolo, il cui amministratore delegato era – guarda un pò – Corrado Passera, lo stesso che qualche anno dopo (le coincidenze non sono una favola: sono reali) venne chiamato da Monti a ricoprire il ruolo di Ministro dei Trasporti (forse anche dopo i risultati ottenuti con l’affare Alitalia/CAI). Il costo dell’operazione per i salvatori della bandiera, anzi della compagnia di bandiera (da notare che ormai in un sistema basato sulla concorrenza di libero mercato sono pochi i Paesi industrializzati che hanno ancora  una propria ”compagnia di bandiera”) fu di circa trecentomilioni di Euro. Una bazzecola!

      Piccoli Casi di Conflitto d'Interesse                                                                      

    Subito, però, sorsero dubbi circa la correttezza dell’operazione. Molti degli azionisti della CAI, come Marco Tronchetti Provera e Benetton, erano – come noto – concessionari dello Stato. Anche la partecipazione del gruppo cui faceva capo la Marcegaglia destò qualche dubbio, dato che la sua impresa, da un lato, faceva affari con il governo e viveva di appalti pubblici e, dall’altro, in quanto presidente di Confindustria, con lo stesso governo era spesso in conflitto. E così pure Roberto Colaninno, il cui figlio, Matteo, ricopriva l’incarico di “ministro ombra” del Partito Democratico.

    Alitalia - Dall'Accordo Saltato con Air France agli Aiuti di Stato

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Lo Scandalo più grande della… Favola                                                               

    In realtà, il vero problema, ma come al solito pochi parlarono di questo, non fu la procedura,  discutibile, con cui  erano state condotte tutte le fasi della vicenda. Né i membri del gruppo che aveva acquisito Alitalia. Né il fatto che i sindacati fossero stati coinvolti in modo a dir poco anomalo nelle trattative. Il vero scandalo fu che, proprio come in una favola, dalle ceneri di Alitalia si levarono due soggetti:  la CAI, che rilevò il marchio e parte delle attività (la cosiddetta good company, che conteneva le parti “sane”) e la LAI (il vecchio acronimo di Alitalia) che si tenne i debiti e tutto il resto e che avrebbe dovuto continuare a pesare sulle casse dello Stato. L’idea era da favola: acquistare le parti sane a prezzi di svendita (l’offerta del gruppo italiano fu 700 milioni di Euro inferiore rispetto a quella fatta da Air France-KLM) e scaricare sulla bad company i debiti (stimati in 2 miliardi di Euro) e i problemi tra cui 7.000 esuberi, a cui vennero garantiti 7 anni di cassa integrazione pagati, e con soldi veri, dallo Stato. Nel 2008, lo Stato italiano decise di concedere ad Alitalia un prestito (indovinate di quanto?) di trecentomilioni di Euro, riconoscendole anche la facoltà di imputare tale somma in conto capitale. Ossia, per chi ancora non crede alle favole, il governo avrebbe dato alla neonata azienda la stessa somma che gli investitori della CAI raggruppati con il consenso e la partecipazione del governo, avevano dovuto tirar fuori per comprare Alitalia. Una situazione, per gli investitori, davvero favolosa! E sembrava essere riuscita se non che, chi l’aveva architettata, forse aveva preteso troppo, e, cercando di pagare parte dei debiti di Alitalia  (bad company) con aiuti di Stato, aveva reso la favola poco credibile. Non solo, ma, per farlo, non aveva voluto rischiare di andare in Parlamento. Quindi aveva emesso un decreto legge (n. 80 del 2008) che in quanto valido immediatamente non aveva atteso il parere da parte della Commissione Europea.

    Ryanair, Manuel Barroso

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     La Procedura d'Infrazione e lo strano gioco della Commissione               

    Siccome non tutti credono nelle favole, questo comportamento fu considerato concorrenza sleale e fu aperta una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia da parte della Corte di Giustizia Europea. L'esecutivo di Bruxelles, quindi, avviò un’indagine formale, constatando che «il prestito costituiva un aiuto di Stato illegittimo e incompatibile con il mercato comune, in quanto conferiva un vantaggio economico finanziato con risorse statali, che non sarebbe stato concesso da un investitore privato avveduto». La Commissione dunque ordinò il recupero degli aiuti. Salvo poi – misteriosamente (?) – ricredersi. Vediamo.

     Marcia indietro della Commissione e Disputa con Ryanair                            

    Come noto, un favola come si deve non può non riservare sorprese e, così, la Commissione, con una seconda decisione sorprendente, affermò che la misura relativa alla vendita dei beni di Alitalia non implicava la concessione di un aiuto di Stato agli acquirenti di quest'ultima. Questo cambio di rotta non piacque a Ryanair, principale concorrente in Italia di Alitalia, che, dopo aver depositato varie denunce presso la Commissione, chiese al Tribunale, insieme ad altre compagnie ed all'Associazione europea delle compagnie aeree a basso costo (Elfaa), di annullare le due decisioni dell'esecutivo.

      Ryanair – La Beffa e il Sorpasso                                                                               

    La Corte, invece, confermò le proprie decisioni e condannò Ryanair a pagare anche le spese legali sostenute da Alitalia/Cai proprio – ironia della sorte – nel giorno in cui la compagnia irlandese festeggiava il sorpasso di Alitalia sul mercato domestico per numero di passeggeri (oltre 3 milioni, anche se le stime sono oggetto, anche loro, di discussioni). Poche settimane fa è scaduto il lockup sulle azioni Alitalia: cioè il divieto di vendere le azioni per i soci che quattro anni fa comprarono la vecchia Alitalia in fallimento. Immediatamente dopo è scoppiato quello che potrebbe diventare un nuovo “scandalo” Alitalia.

    Ryanair - European Court - Alitalia

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

      Aiuti di Stato – Nuovo Scandalo: la Commissione mancò di Indagare!  

    Si pensava che la storia fosse finita lì e, invece, lo scorso 16 maggio 2013 (la fermezza è una delle sue caratteristiche principali a quanto si vede) la Corte europea ha confermato che la Commissione Europea – come visto nel precedente comunicato stampa inviatoci da Ryanair (vedi articolo in allegato) – mancò nell’indagare sugli “Aiuti di Stato” garantiti ad Alitalia. La decisione di oggi quindi riconferma la decisione del 2011 della Corte Generale dell’Unione Europea, la quale aveva deliberato che la Commissione aveva mancato nel suo compito di indagare sugli “Aiuti di Stato” concessi dall’Italia alla CAIQuella di Alitalia sembra essere ormai diventata una favola senza lieto fine: la  CAI continua ad essere in perdita, la vecchia dirigenza pare che rischi un processo per bancarotta causata da “dissipazione di beni aziendali” e “gestione del settore cargo economicamente abnorme” .

     L'Ultima Beffa – Gli Aiuti alla SEA, da restituire con gli Interessi                 

    La  SEA, società che gestisce gli aeroporti milanesi, secondo la Commissione Europea avrebbe ricevuto, tra il 2002 e il 2010, 360 milioni di Euro (gli aumenti di capitale di Sea Handling, una società del gruppo) “incompatibili” con le norme UE sugli aiuti di Stato e che, quindi, devono essere restituiti e “con gli interessi”

      Alitalia – Una Storia  (Tragedia) Infinita                                                                

    La verità è che la storia Alitalia tra interessi privati, politici coinvolti nella gestione di imprese e quindi in conflitto di interessi con le decisioni del governo, sprechi colossali, incarichi con compensi da capogiro concessi  a commissari di aziende in crisi perenne e chi più ne ha più ne metta, non avrà mai fineDi certo visto che i soldi per tutti questi sperperi li hanno sganciati e continuano a farlo indefessi – loro malgrado – gli Italiani con le loro tasse, per loro non ci sarà mai un lieto fine. Forse più che di “favola” sarebbe meglio parlare di “tragedia”.  

    C.Alessandro Mauceri (Copyright © 2013 Qui Europa) 

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  • La Legge è Uguale per Tutti! Guantanamo Insegna

    La Legge è Uguale per Tutti! Guantanamo Insegna

    Martedì, Aprile 23rd/ 2013

    – L'approfondimento di C.Alessandro Mauceri – 

    Corte europea dei diritti umani, carcere di Busto Arsizio, detenuti, ministro della Giustizia, Severino, governo Monti, decreto ‘salva carceri’, Guardasigilli, articolo 3 della Convenzione europea dei diritti umani, Stati Uniti d’America, Guantanamo, Cuba, Amnesty International, Nazioni Unite, Chuck Hagel, Jay Rockefeller, detenzioni clandestine, CIA, Senate Intelligence Committee, Navi Pillay, presidente dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite, Bush, Obama Camp 6. 

    Democrazia in America: La Legge è Uguale

    per Tutti! 

    Dal sistema delle "Porte Girevoli" ai Lager del terrore

    Made in Usa

    I Paradossi del Sistema Guantanamo e la miopia occidentale 

     

    L'Approfondimento di C. Alessandro Mauceri

    Democrazia in America - Carceri

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

      La Legge è…                                                                                                                      

    Washington, Roma, Guantanamo – Qualche mese fa – ma come al solito la maggior parte dei giornali ha dedicato poca attenzione a certe notizie –  la Corte europea dei diritti umani di Strasburgo ha condannato l’Italia per trattamento inumano e degradante di sette carcerati detenuti nel carcere di Busto Arsizio e in quello di Piacenza e ha condannato in nostro Paese – come già ampliamente trattato dall'Osservatorio Nazionale Qui Europa – a pagare un risarcimento di 100mila Euro per danni morali per le condizioni in cui i detenuti sono costretti a vivere. Nella sentenza, inoltre, la Corte ha invitato l'Italia a porre “immediatamente” rimedio alle condizioni di vita dei "residenti" particolari che sempre più numerosi affollano le carceri. Poco dopo il  ministro della Giustizia, Severino affermava che a seguito di questa sentenza era "profondamente avvilita”, ma non stupita e che si sarebbe battuta “perché le condizioni dei detenuti fossero state degne di un Paese civile”. Stando a quanto affermato dal ministro Paola Severino per il sistema carcerario italiano sarebbero da prendere urgenti ed improrogabili “misure strutturali”. E, infatti, il governo Monti si è subito mosso in questo senso: nei primi mesi del 2012 è stato varato il decreto ‘salva carceri’ (divenuto legge nel febbraio del 2012), che ha proposto una soluzione alla situazione ormai drammatica delle carceri. Infatti, come ha riferito il Guardasigilli, i detenuti che nel novembre del 2011 erano 68.047, sono ora scesi a 65.725.

     Nel Paese delle Porte Girevoli                                                                                      

    Entrambi, però, hanno trascurato di far presente come tale diminuzione del numero di detenuti sia stata realizzata mediante il cosiddetto sistema delle “porte girevoli”, vale a dire gli ingressi in carcere per soli due-tre giorni, e sulla durata della detenzione domiciliare allungata da 12 a 18 mesi.  Misure che non hanno affatto risolto il problema delle carceri, ma  lo hanno solo nascosto statisticamente.

     La Violazione dell'Art.3 della Convenzione Europea dei Diritti Umani        

    In realtà, la situazione di degrado delle carceri italiane era già ben nota. Infatti, negli ultimi quattro anni, l’Italia è stata condannata già quattro volte da Strasburgo, di cui l’ultima l’estate scorsa per aver violato l’articolo 3 della Convenzione europea dei diritti umani che sancisce che "nessuno può essere sottoposto a trattamenti inumani e degradanti". A poco serve la giustificazione della stessa corte che tale violazione in Italia non è stata volontaria, ma è stata dovuta a “inerzia e mancanza di diligenza”. Eppure, senza nulla levare alle colpe ed alle responsabilità di cui possono andare fieri i nostri governanti, c’è chi, nel settore carceri, sta peggio di noi.

     Usa  VS  Italia – Guantanamo batte San Vittore                                                     

    Il Paese che forse più di ogni altro al mondo si è levato a paladino, almeno dal punto di vista mediatico, per la salvaguardia dei diritti dei cittadini sono senza dubbio gli Stati Uniti d’America, al punto di portare le proprie forze armate in giro per tutto il pianeta, al fine di imporre ai governi che non sembravano rispettarli, i diritti dei propri cittadini. Forse sarà stato l’enorme sforzo fatto per compiere questa missione ad aver fatto sì che gli Stati Uniti d’America dimenticassero i diritti dei detenuti nelle proprie carceri e, in modo particolare nel carcere di Guantanamo.

      Universo Guantanamo – Il Buco Nero della Giustizia Usa                               

    Il campo di prigionia di Guantanamo è una struttura detentiva statunitense di massima sicurezza interna alla base navale di Guantanamo, sull'isola di Cuba. Il numero di prigionieri detenuti nella prigione di Guantanamo oggi ammonta a 166  (sebbene si siano raggiunti massimi di oltre 800 unità). Il problema è che di questi carcerati, detenuti da 11 anni o poco meno, non solo non si sa nemmeno quanti siano esattamente (da un recente inchiesta è emerso che una ventina di loro non risultavano nei registri pur essendo detenuti e altri dieci sono stati rintracciati rinchiusi in altre carceri dopo essere scomparsi dai registri di Guantanamo) ma, il più delle volte, non si sa nemmeno per quale motivo siano stati incarcerati:  solo per 10 di loro, infatti, pare sia  stato formalizzato un capo d'imputazione con conseguente rinvio a giudizio.

      Prigione o Lager?                                                                                                             

    E la cosa più grave è che questa situazione è nota già da molto tempo: nel 2006 Amnesty International pubblicò un rapporto nel quale affermava che il 93% dei 554 detenuti esaminati , nel marzo 2004, erano da considerarsi a tutti gli effetti “combattenti nemici”. Eppure, stando al rapporto, ai detenuti non era stato concesso un rappresentante legale e molti di loro avevano rinunciato a partecipare alle udienze dei CSRT Combatant Status Review Tribunal, dove venivano  utilizzate prove segrete e testimonianze estorte sotto tortura. Fu forse per questo motivo che nell'agosto 2005, un imprecisato numero di reclusi iniziò lo sciopero della fame per protestare contro la perdurante mancanza di accesso a una corte indipendente e contro le dure condizioni di detenzione, che sarebbero state caratterizzate anche da violenze e pestaggi. Diversi detenuti denunciarono di essere stati vittime di aggressioni fisiche e verbali e di aver riportato lesioni causate dall'inserimento brutale di cannule e tubi nel naso. Ovviamente il governo americano negò qualsiasi maltrattamento. Nel novembre 2005, tre esperti in diritti umani delle Nazioni Unite furono inviati per un’ispezione a Guantanamo, ma poiché il governo americano impose restrizioni contrastanti con quanto normalmente stabilito dagli standard internazionali sulle ispezioni di questo tipo, si rifiutarono di visitare la base. E tutto continuò come prima.  

     Cibo ingurgitato attraverso il naso ed altre follie Made in Usa                         

    A febbraio 2013 al neo-segretario alla Difesa americano, Chuck Hagel, fu consegnata una lettera sottoscritta da oltre 50 avvocati difensori dei detenuti per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sul dramma silenzioso dei 166 prigionieri trattati nel completo disprezzo delle più normali norme del diritto internazionale che pure gli Stati Uniti d’America continuano a imporre a tutti i Paesi del mondo. Alcuni dei detenuti in sciopero della fame, sarebbero anche stati sottoposti ad alimentazione forzata, con i medici militari che avrebbero utilizzato un metodo che prevede l’inserimento di un apposito tubo nel naso del detenuto per far passare elementi nutritivi direttamente nello stomaco. Tale procedura è quasi universalmente considerata come una forma di torturaDopo aver letto le 6.000 pagine sul programma di detenzioni clandestine della CIA preparato dal Senate Intelligence Committee, il senatore  Jay Rockefeller affermò che il rapporto era stato condotto da persone “ignoranti sulla questione”.

     Finanche l'ONU ha condannato il "Modello Guantanamo"                               

    Più di recente, Navi Pillay, presidente dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite, ha affermato che  "la detenzione arbitraria e perpetua per la maggioranza dei detenuti a Guantanamo, già prosciolti da ogni accusa o processo, e pronti ad essere trasferiti nei loro rispettivi Paesi, o in Paesi terzi disposti ad accoglierli, è una sistematica violazione del diritto internazionale da parte degli Stati uniti". E ha aggiunto: "Guantanamo deve essere chiusa, come più volte annunciato dalla stessa amministrazione Obama, impegno che è sempre stato disatteso. Oltre la metà dei 166 detenuti – ha proseguito Pillay – è ancora prigioniera a Guantanamo, malgrado sia già stata prosciolta dall'amministrazione Bush nel 2006 e successivamente anche da Obama. Di fatto i prigionieri continuano ad essere rinchiusi a languire a Guantanamo a incarcerazione perpetua, malgrado gli Stati uniti si ergano a padrini dei diritti umani e siano sempre pronti a condannare la violazione di tali diritti da parte di altri". 

      Tutto tace sotto il cielo di Guantanamo                                                                      

    E infatti, nel 2009, il presidente Barack Obama firmò l'ordine di chiusura del carcere. Ad oggi, però, a Guantanamo  niente è cambiato e da sessanta giorni, 136 detenuti su 166 hanno proclamato uno sciopero della fame a Camp 6, il comparto speciale di massima sicurezza. E nessuno, né Strasburgo (che pure per quattro volte negli ultimi quattro anni ha sanzionato l’Italia per il regime delle carceri) né l’ONU né il Vaticano né la Nato, ha mosso un dito per impedire che i diritti civili di centinaia di persone venissero violati, costantemente e continuamente, da chi poi si proponeva agli occhi del mondo come il paladino di questi diritti.

    C.Alessandro Mauceri (Copyright © 2013 Qui Europa)

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    Martedì, Dicembre 4th/ 2012 – Sergio Basile, Maria Laura Barbuto –  Linea Repressiva di Bruxelles / direttive Ue / Maglia Nera dell'Italia / Unione Europea / Europa / Commissione Ue / Corte di Giustizia / Crisi / Infrazioni / Diritto Ue / Leggi europee / Norme  / Trasporti / Mercato interno /    Direttive Ue – […]

     

  • Italia – Tra Carcerati Abusati e Carcerati di Massa

    Italia – Tra Carcerati Abusati e Carcerati di Massa

    Sabato, Dicembre 12th/  2013  

    – di Vincenzo Folino e Sergio Basile –

    Europa Chiama Italia – Tra Carcerati Abusati e Carcerati di Massa / Corte Europea dei diritti Umani / Strasburgo / Sovraffollamento / Carceri / detenuti / Carcere di Busto Arsizio / Carcere di Piacenza / Roma / Catanzaro / Bologna / Palermo / Carcere di Rebibbia / Piano carceri / Nuovi Penitenziari / Pene detentive / Pene alternative / Costruzione di Nuovi Penitenziari / Inganno totale / Crisi indotta / Spread / Carcerati nelle proprie case / Tutti in carcere / Crisi fasulla / Crisi indotta / Vincenzo Folino 

    Italia – Carcerati Abusati Carcerati di Massa

    Carceri – la Corte Europea condanna l'italia: 

    Vivere in 3 metri quadrati è una follia!

    Nel 2009 la Prima condanna, poi il Bluff del Piano Carceri 

     

     di Vincenzo Folino e Sergio Basile

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Italia – Carcerati abusati e Carcerati di massa                                                     

    Strasburgo – Qualche giorno fa la Corte Europea dei Diritti Umani di Strasburgo ha condannato il nostro Paese per trattamento inumano e degradante, su ricorso di sette  detenuti del carcere di Busto Arsizio e in quello di Piacenza. Secondo la sentenza l’Italia avrebbe violato i diritti dei soggetti  ricorrenti, tenendoli in celle dove gli stessi avrebbero avuto  a disposizione meno di 3 metri quadrati; così l’Italia dovrà pagare ad ognuno di essi un risarcimento di 100 mila euro per danni morali. I giudici si sono soffermati sulle condizioni generiche delle nostre carceri, con particolare attenzione al problema del sovraffollamento: condizioni  per cui l’appellativo di “incivili” non è affatto abusato.

     Vivere in 3 metri quadrati – Problema di natura Strutturale                          

    Il problema, infatti, non riguarda esclusivamente i due istituti presi in esame, ma si tratta bensì di un fenomeno che potremmo definire “tipico” del nostro Paese, anzi, per usare le parole della Corte, si tratta di un "problema di natura strutturale” che coinvolge un pò tutti, da Roma a Catanzaro, da Bologna a Palermo. Dato purtroppo confermato dai più di 550 ricorsi di altri detenuti,  giunti alla stessa Corte in seguito alla sentenza.  Da qui l’invito alle autorità italiane a dotarsi, entro un anno, di un sistema di ricorso interno che dia modo ai detenuti di rivolgersi ai tribunali italiani per denunciare le proprie condizioni di vita nelle prigioni e avere un risarcimento per la violazione dei loro diritti. Il tutto, è bene ribadirlo, non costituisce affatto una novità. E lo stesso vale per la condanna ricevuta dal nostro Paese: non è la prima e molto probabilmente non sarà nemmeno l’ultima.

     Il Bluff del "Piano Carceri" e la Prima Condanna – Luglio 2009                   

    La prima condanna – luglio del 2009 – riguardò un detenuto del carcere romano di Rebibbia. In seguito a questa prima condanna l'Italia mise a punto il cosiddetto ''Piano carceri'', un programma che avrebbe dovuto portare alla costruzione di nuovi penitenziari, all'ampliamento di quelli esistenti, oltre che allo sviluppo di pene alternative al carcere. Inutile dire che la gran parte di questi progetti (fatta qualche minima accezione) non ha ancora visto la luce. Lasciamo le vostre considerazioni a questo semplice dato: dalla contabilità speciale del Commissario delegato fu tirato fuori – tra 2010/2011 –  1 milione e seicentomila euro. Fondi, di conseguenza, presumibilmente riferibili alle sole spese di funzionamento della struttura commissariale e ai compensi dei vari soggetti attuatori e consulenti. Soggetti questi, i cui curricula e le cui competenze in materia di appalti pubblici di lavori e di edilizia penitenziaria, ad oggi, non è ancora dato conoscere.

     Italia – "Magagne Strutturali" e "Interessi ad orologeria"                                

    Non aggiungiamo altro! Le magagne sono una caratteristica intrinseca del nostro sistema e per approfondire l’argomento non basterebbe un intero quotidiano. Ma i problemi non sono solo di natura pratica. Altri problemi vanno a toccare il cuore della “società civile”, il suo quasi completo disinteresse verso l’altro, verso i problemi degli altri. Il fatto è che in Italia si parla davvero raramente di Diritti Umani, e quando se ne parla, guarda caso, siamo in periodo di campagna elettorale. Inoltre quando si parla di diritti lo si fa sempre dandone una visione edulcorata, limitandosi a delle affascinanti ma inutili posizioni di principio. Dopodicchè tutto torna alla normalità: torna il disinteresse generale.

     L'Eta dell'Inganno chiamato crisi – Il Carcere dentro Casa                             

    Tutti noi sappiamo di vivere in un periodo di forte tensione, questi – dicono i "custodi" del sistema – sono anni duri, gli anni della crisi e dello spread. Ma pochi, pochissimi sanno davvero la verità: cioè che siamo nel tempo dell'inganno totale, della falsità sistematica e della crisi indotta, spacciata per crisi globale. Tutto questo ha portato tantissime persone, tantissime famiglie, a vivere ogni giorno il proprio carcere dentro la propria casa, dentro la propria mente. L'Italia è diventata una società di carcerati, di ergastolani, destinati a scontare una colpa (?) perenne all'interno delle quattro mura domestiche. Ma questo – per quanto gravissimo – non fa che darci un quadro più completo del grado di involuzione della nostra cosiddetta "società civile". D'altra parte, tuttavia, ciò non giustifica assolutamente l’indiferrenza verso il dolore degli "altri reclusi", il popolo dei penitenziari. E questo vale a maggior ragione se abbiamo a che fare con un dolore indotto, ovvero evitabile. Per tornare al "poblema carceri", dunque, esse non devono essere degli hotel a 5 stelle, la permanenza – ovviamente – non può e non deve essere neanche lontanamente paragonata ad una vacanza, ma la dignità dei detenuti, quella, non la si dovrebbe toccare. 

    Vincenzo Folino, Sergio Basile (Copyright © 2013 Qui Europa)

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    L’Italia non rispetta i diritti umani

    L’Italia non rispetta i diritti umani

    Venerdì, Maggio 4th / 2012 Unione europea / Italia / Diritti / Corte europea / Carceri / Giustizia lenta / Sovraffollamento  / Record di ricorsi / Amnistie / Irragionevole durata dei procedimenti / Credibilità internazionale / Durata dei procedimenti / Inefficienze sistematiche / Sovraffollamento delle carceri / Credibilità internazionale / Margine di valutazione nazionale / […]

    Austerity e Nuova Legge di Stabilità: La Dittatura che uccide la Cultura e gli Italiani

    Austerity e Nuova Legge di Stabilità: La Dittatura che uccide la Cultura e gli Italiani

    Giovedì, Ottobre 11th/ 2012 – di Sergio Basile – Eurozona / Italia / Cultura / Tagli alla cultura / Progetto erasmus / Nuova Legge di stabilità / Parlamento Italiano / Unione europea / Disoccupazione / Carrozzoni politici / Mes / Fiscal Compact / Propaganda mediatica / Macelleria Sociale / Ambigui sondaggi / Disoccupazione / Welfare […]

    Italia – La Regina Nera delle Infrazioni comunitarie, perchè?

    Italia – La Regina Nera delle Infrazioni comunitarie, perchè?

    Giovedì, Ottobre 11th/ 2012 – di Sergio Basile e Federica Santoro – Italia / Unione europea / procedure d'infrazione /  Joaquin Almunia / Mario Monti / Innalzamento aliquota IVA / Romano Prodi / Commissione Prodi / Direttiva Bolkestein /  Ici / Imu / Chiesa cattolica / Principio di Sussidiarietà / Politiche liberiste / Politiche neoliberiste […]

    Dittatura colorata di Democrazia – Così la Casta ci Distrae dal Cancro Europeo

    Dittatura colorata di Democrazia – Così la Casta ci Distrae dal Cancro Europeo

    Venerdì, Gennaio 4th/2013 – di Sergio Basile – Dittatura colorata di Democrazia / Roma /  Italia / Mario Monti / Beautifull / Silvio Berlusconi / Mario Monti / Pieluigi Bersani / Niki Vendola / Cimitero galleggiante / Spinte verso l'astensionismo / Eurogabbia / Rottamazione dell'Eurogabbia / Susanna Camusso / CGIL / CGA di Mestre / Tassazione […]

    Diritti fondamentali: nell’Ue regna la Menzogna. Senza Verità i Diritti sono una vuota illusione

    Diritti fondamentali: nell’Ue regna la Menzogna. Senza Verità i Diritti sono una vuota illusione

    Mercoledì, Dicembre 19th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto e Sergio Basile – Diritti fondamentali nell'Ue / Menzogna / Senza Verità i Diritti sono una vuota illusione  / Unione Europea / Parlamento europeo / Risoluzioni / Assistenza sanitaria / Aborto / Minoranze nazionali / LGBT / Diritti fondamentali / Libertà civile / Uguaglianza / Salute sessuale / Pianificazione […]

    Borghezio: l’Ue verifichi se in Campania esiste lo Stato di Diritto

    Borghezio: l’Ue verifichi se in Campania esiste lo Stato di Diritto

    Giovedì, Dicembre 6th/ 2012 –  di Mario Borghezio, deputato europeo –    Comunicato Stampa   Borghezio: l'Ue verifichi se in Campania esiste lo Stato di Diritto / Italia / Napoli / Scampia / Bruxelles / Parlamento europeo / Omicidio Scampia / Campania / Unione europea / Eurozona / Mario Borghezio / Comunicato Stampa / Lega Nord / Programma di […]

    Schiavi europei, da oggi attenti a quello che mangiate

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    Venerdì, Settembre 28th/ 2012  – di Silvia Laporta – Parlamento europeo / Unione Europea / Schiavi europei / Mangiare sano / carne / pesce / orgine controllata / abolizione del marchio di qualità / prodotti ittici / Angelo Rosso / European Joint Research Center  / Massimo Gallesio / Carmen Fraga / Europarlmento / Lobby / […]

    Italia: record Ue di sentenze inapplicate

    Italia: record Ue di sentenze inapplicate

    Venerdì, Aprile 13th / 2012 – di Maria Laura Barbuto – Italia / Corte Europea / Riforma giudiziaria / Record europeo sentenze inapplicate / Lentezza processi / Risarcimenti / Michele Vietti / Roberta Angelilli / Parlamento europeo  Corte Europea – Italia: primato per inadempienze 2500 sentenze inapplicate e ritardi nei risarcimenti.   Necessita una riforma giudiziaria.   […]

    Sconcerto a Strasburgo: Famiglia tradizionale? Concetto restrittivo!

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    Mercoledì, Marzo 16th / 2012 Parlamento Europeo / Strasburgo / Famiglia / Veld / Matrimoni Gay / Cassazione / Italia / Mauro Strasburgo: Famiglia tradizionale? concetto restrittivo! Sconcerto del Ppe, delle comunità cristiane e dei giuristi del "diritto di famiglia" Dall'Europarlamento: no a definizioni restrittive di idea "famiglia". La cellula della società in pericolo Ad orologeria, […]

    Schiavitù minorile: stranieri in balia del crimine!

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    Venerdì, Settembre 21st/ 2012 –  di Maria Laura Barbuto – Italia / Roma / Schiavitù / Criminalità organizzata / Reati / Libertà / Dignità umana / Minori / Minorenni /Stranieri / Immigrati / Immigrazione / Lavori forzati / Rapine / Prostituzione / Illegalità / Statistiche / Forze dell’Ordine / Distruzione dello stato sociale  Minorenni stranieri […]

    Direttive Ue – La Maglia Nera dell’Italia e la Linea Repressiva di Bruxelles

    Direttive Ue – La Maglia Nera dell’Italia e la Linea Repressiva di Bruxelles

    Martedì, Dicembre 4th/ 2012 – Sergio Basile, Maria Laura Barbuto –  Linea Repressiva di Bruxelles / direttive Ue / Maglia Nera dell'Italia / Unione Europea / Europa / Commissione Ue / Corte di Giustizia / Crisi / Infrazioni / Diritto Ue / Leggi europee / Norme  / Trasporti / Mercato interno /    Direttive Ue – […]

  • Legge 40 – Si accende la polemica sulla sentenza di Strasburgo

    Legge 40 – Si accende la polemica sulla sentenza di Strasburgo

    Giovedì, Agosto 30th / 2012

    – di Sergio Basile –

    Corte europea dei Diritti Umani / Strasburgo / Italia / Roma / Legge 40 / Legge 194 / Interruzioni di gravidanza / Donne / Mamme / Figli / Diritti fondamentali / Risoluzione  Parlamentare / Crimini contro l’Umanità / Madre Teresa di Calcutta / Balduzzi / Ricorso / Feto / procreazione assistita / Carlo Casini / Movimento per la Vita / Lupi / Sacconi / Mussolini / Onida / Bagnasco / CEI / Vescovi italiani / Forum delle Associazioni Familiari / Diritti del Feto / Eurodeputati 

    Analisi preimpianto e aborto – Si accende

    la polemica sulla sentenza di Strasburgo

    che "rimanda" l'Italia sulla Legge 40

    La posizione di Bagnasco, dei parlamentari italiani,

    dei Movimento per la Vita e dell'eurodeputato

    Carlo Casini

    L'Analisi comparativa e di merito di "Qui Europa"

    Strasburgo, Roma – Nelle ultime ore, secondo le dichiarazioni rese martedì dai giudici della Corte Europea dei diritti umani, dopo una votazione unanime, emerge che la Legge 40/2004 sarebbe “incoerente”: essa metterebbe dei paletti alla procreazione assistita che urterebbero con la legge 194 sull’aborto. Una vera e propria bocciatura, dunque, per una legge verso la quale si era opposta in ricorso una coppia italiana. Ma che vuol dire ciò? Semplice: secondo Strasburgo è impossibile che “le norme sulla procreazione in vigore nel nostro Paese possano convivere con quelle che regolano l’aborto”. La legge sui ricorsi, ora, riconosce tre mesi di tempo all’Italia per opporsi alla discussa decisione. Secondo il Ministro Balduzzi, tuttavia, sarà necessario – prima di avviare qualsiasi contromisura –  ben interpretare le motivazioni della sentenza. Gli scenari che a questo punto potrebbero aprirsi, non sono facili per Roma: una sorta di piccolo sisma di fine estate che potrebbe destabilizzare e non poco l’esecutivo. Come la prenderà, ad esempio, il cattolico Riccardi qualora Monti e i suoi ministri decidano di assecondare la decisione di Strasburgo e non fare ricorso?

     Al centro l'analisi embrionale preimpianto 

    Il cuore della polemica, nello specifico, riguarda l’analisi preimpianto degli embrioni, cioè quella pratica che consente di comprendere se negli embrioni siano presenti eventuali malattie. In Italia – come noto – alle coppie feconde è vietata sia la procreazione assistita sia l’analisi preimpianto degli embrioni. Tuttavia – nota Strasburgo – esiste anche una legge sull’interruzione di gravidanza (aborto) che consente di "stroncare il feto" fino al quinto mese nel caso sia affetto da gravi patologie quali, ad esempio, la fibrosi cistica. Dunque nella legislazione italiana si paleserebbeo fin da una prima analisi delle leggi poste in parallelo (La 40 e la 194) delle contraddizioni.

     Legge 40 e aborto terapeutico: le contestazioni nello specifico 

    Ma leggendo nel dettaglio i termini della sentenza, ci si rende conto come la Corte europea dei diritti umani abbia bocciato la legge 40 – nello specifico – per quanto riguarda l'impossibilità per una coppia fertile, ma portatrice sana di fibrosi cistica, di accedere alla diagnosi preimpianto degli embrioni. In particolare, Secondo la Corte – cui decisione diverrà definitiva entro tre mesi se non giungerà alcun ricorso di revisione dinnanzi alla “Grande Camera” – l'incoerenza sarebbe dovuta al fatto che in Italia esiste un'altra legge dello Stato che consente alla coppia di procedere con un aborto terapeutico nel caso in cui il feto venga trovato affetto da fibrosi cistica. Pertanto, i divieti sanciti nella legge 40 avrebbero violato il diritto al rispetto della vita privata e familiare della coppia ricorrente (Rosetta Costa e Walter Pavan) a cui lo Stato dovrà versare nel complesso 17,500 mila euro.

     L'aborto e questione della salvaguardia della madre 

    Ma l'interpretazione di Strasburgo lascia comunque molte riserve, soprattutto in merito ai riferimenti ed alle reali cause che legittimano oggi l'esperibilità della Legge 194, in merito alla salvaguardia della salute della mamma. Componente non tenuta in debita considerazione dai giudici della Corte europea dei Diritti Umani. Essi, infatti, criticano per lo più – stando ai fatti – la posizione dell’Italia in relazione al fatto che “la legge 40 ha lo scopo di proteggere la salute del bambino e della donna, e di evitare il rischio di derive eugenetiche: cioè della possibilità di stabilire chi deve vivere o non vivere a seconda delle sue doti e delle sue caratteristiche". Non si vede come – scrive la Corte Europea – la protezione degli interessi invocati dall’Italia possa conciliarsi con la possibilità di procedere a un aborto terapeutico di un feto malato”. Ma d'altra parte la nostra obiezione ai giudici punta sul fatto che la loro interpretazione della Legge 40 non terrebbe conto del fatto che la legge sull'aborto (Legge 194) supererebbe il solo ambito della vita del feto, per estendersi anche alla "salvaguardia della vita della mamma" nei parti travagliati. Ciò non vuol dire giustificare la legge sull'aborto (anzi!), ma solo ridefinire i giusti confini giurisprudenziali della vicenda.

     Le reazioni dei parlamentari 

    Le reazioni dei parlamentari alle novità piovute sul cielo di Roma, da Strasburgo, hanno molto diviso esponenti appartenenti alle medesime coalizioni. Commenti positivi alla sentenza sono giunti da Alessandra Mussolini (Pdl); decisamente contrari, invece, (e dunque favorevoli all’avvio dell’iter per il ricorso da parte del governo Monti) deputati berlusconiani come Lupi e Sacconi. Secondo il centrista Luca Volontè: “Quella della Corte europea è una sentenza immotivata e ideologica”. Quasi unanimi, invece, i cori di approvazione pro-Strasburgo nel Pd e nell’Idv. Secondo Valerio Onida – ex presidente della Corte Costituzionale – la Corte dei Diritti dell'Uomo ha "scavalcato" i giudici italiani bocciando la legge 40 sulla procreazione assistita, ma ora il Parlamento italiano si deve comunque adeguare alle indicazioni europee permettendo la diagnosi preimpianto. In poche parole, chi comanda è Strasburgo! 

     Il senso della difesa della sacralità dedlla vita all'ombra della Croce  

    Ma il vero punto – che “Qui Europa” ha sempre sostenuto nella sua indipendente  e ferma linea editoriale – è che l’aborto stesso – e la stessa legge sull'aborto, che fu il risultato di un semplice compromesso politico – rappresenta qualcosa di inconcepibile e barbaro, indipendentemente dall’età del feto, dall'analisi preimpianto o dall’analisi di accidenti ad esso connessi. Che cambia da uno a sei mesi? Non è sempre la vita di un essere umano ad essere distrutta? Come diceva Madre Teresa di Calcutta, “l'aborto resta il più grande crimine perpetrato ai danni dell’umanità”, e – aggiungiamo – a prescindere dalle fedi religiose. Dunque: perché vietare prima una cosa che invece cinque mesi dopo (quando l’essere vivente è molto più sviluppato) è consentita? Conta solo il punto di vista della madre o anche quello dello stesso feto? In effetti alla luce di ciò – sotto questo particolare profilo –  la contraddizione nella legislazione itaiana esiste ed è palese! E non sarebbe neppure la prima volta che l’incongruenza emerge nei tribunali italiani. Ma il punto è che contrariamente a quanti ammettono l'aborto, per il cristiano (ma anche per molti laici, se non per tutti) la vita dovrebbe essere qualcosa di sacro ed intoccabile a prescindere dallo stato di salute del feto, poichè scintilla divina e frutto della volontà di Dio: una volontà spesso misteriosa, ma pur sempre di salvezza. E ciò anche nel dolore, grazie a "quell'assurdo" ma grandioso "mistero" rivelato chiamato "Croce". Dunque scegliere di abortire, è un diritto, certo, ma anche – come diceva la Serva di Dio Madre Teresa – un peccato gravissimo contro l'umanità! Il più grave di tutti! Ma – aggiungiamo – è un "cosiddetto diritto"  inpiegabilmente, a senso unico: sicuramente non democratico, poiché non tiene conto del parere del feto. Quanti figli nati in condizioni di grave precarietà oggi possono ringraziare la madre di averli messi al mondo comunque e di non aver abortito? Tanti, tantissimi, e chi scrive ne è un esempio tangibile. 

     Il commento di Bagnasco 

    “Una sentenza singolare”. E’ stato questo il commento del Presidente della Cei, il cardinale Angelo Bagnasco,  secondo il quale "bisogna ripensarci a livello nazionale, sia di tecnici sia di esperti, sia per merito sia per metodo perché non si è passati attraverso la magistratura italiana: c'è stato un suo superamento, un surclassamento”. Ma il presidente dei vescovi italiani, nella sua ultima dichiarazione, ha allargato il problema, finendo per criticare l’intero calderone europeo. “È l'ora di una solidarietà lungimirante, dell'assoluta concentrazione sui problemi prioritari dell'economia e del lavoro, della rifondazione della politica e della partecipazione, della riforma dello Stato: problemi che hanno al centro la persona e ne sono il necessario sviluppo – ha detto l'arcivescovo di Genova – quando prevale una "visione particolaristica la società si sfalda". 

     L'Europa sulla soglia di una deriva eugenetica 

    Secondo il ministro della Salute, Renato Balduzzi, bisognerà proporre al Consiglio dei Ministri (CdM) di ricorrere contro la sentenza della Corte europea dei diritti umani di Strasburgo – ricordiamolo –  ancora non definitiva. Balduzzi ha esplicitato questo orientamento in una intervista a Radiovaticana, incentrata sui rischi ed i pericoli di una deriva eugenetica. Secondo il ministro il ricorso sarebbe  giustificato dal fatto che “il bilanciamento del nostro ordinamento tra la soggettività giuridica dell’embrione, la tutela della salute della madre e di altri valori è stato considerato dalla giurisprudenza e dalla Consulta rispettoso dei valori costituzionali coinvolti".

     Ricorso: il si del Forum delle Famiglie e del Movimento per la Vita 

    Soddisfazione, per la posizione palesata dal ministro nella giornata di ieri è stata espressa dal Forum delle associazioni familiari e del Movimento per la vita, e dai rispettivi leaders Francesco Belletti e Carlo Casini, secondo i quali, a fronte del ricorso italiano, la Grande Chambre di Strasburgo ribalterà la sentenza di primo grado come è già successo recentemente sugli stessi temi. Inoltre, il presidente del Forum – Belletti – ha sottolineato anche “l’errata interpretazione” da parte dei giudici di Strasburgo della Legge 194 presa a confronto. Infatti – come sostenuto anche dal nostro Osservatorio – quella norma non consente l’aborto perché il feto è malato, ma solo perché la donna dichiara che è a rischio la propria salute

     L'Embrione è una persona! Uno di noi! 

    Lapidario e secco il commento di Carlo Casini: "È evidente la volontà di punire l’Italia, ed il fatto che fondamentale sia – nella difesa della vita – l’iniziativa dei cittadini e del Movimento per la Vita, presso le laiche istituzioni Ue (iniziativa promossa dallo stesso Carlo Casini e ribattezzata "Uno di noi") protesa ad ottenere, mediante la raccolta di un milione di firme nei 27 Paesi membri, un pieno riconoscimento giuridico del fatto che l’embrione umano è appunto una persona, "uno di noi", titolare di tutti i diritti". Ora la palla passa al governo, che avrà tempo per il ricorso fino al 28 Novembre.

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

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      Articoli Correlati e video – Approfondimenti                                   

    Gloria polo – Testimonianza data a Caracas il 5 Maggio 2005, nell'America Latina

    ed in Europa, a Fatima (Lisbona) nel  Febbraio 2007, ed in altri santuari

    (Vedi Video in Galleria Multimediale di "Qui Europa")

     

    http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=LoBU2S5gPhY#!

    VIDEO TESTIMONIANZA – PRIMA PARTE

    http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=SsEopqF5biw

    VIDEO TESTIMONIANZA – SECONDA PARTE

    http://www.youtube.com/watch?v=mBMkPlAwDbI&feature=player_embedded

    VIDEO TESTIMONIANZA – TERZA PARTE ( SULL'ABORTO )

     

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    Mercoledì, Marzo 7th / 2012 Commissione Ue / Salute / Esteri / Unicef / Infibulazione / Africa / Chiesa Ue-Unicef: progetto contro le infibulazioni. Africa: qualcosa cambia Mutilazioni: “peccato mortale” per la Chiesa e per la morale Bruxelles – Ue e Unicef nelle scorse ore hanno presentato un progetto mirante alla sensibilizzazione delle comunità africane […]

    Scienza e tecnologia: il potere dell’uomo per creare disuguaglianze

    Scienza e tecnologia: il potere dell’uomo per creare disuguaglianze

    Martedì , Marzo 6th / 2012 Italia / Roma / Etica / Scienza /Tecnologia / Responsabilità / Religione Scienza e tecnologia: il potere dell’uomo per creare disuguaglianze Responsabilità è la parola d’ordine per il futuro della scienza. Riflessioni sul progresso spirituale. Roma – Tecnologia e scienza, oggi, sono i motori che determinano i cambiamenti della società. “Responsabilità” […]

     

  • Evasione fiscale: Contraddizioni Ue

    Evasione fiscale: Contraddizioni Ue

    Sabato, Giugno 9th / 2012 

    –  di Silvia Laporta –

    Unione europea / Italia / Lussemburgo / Roma / Corte europea / Corte di Cassazione / Abuso del diritto / Governo Monti / Disegno di loegge delega / Riforma fiscale / Art. 6 / contraddizione con la giurisprudenza della cassazione / Evasione / Multinazionali / grandi aziende / Legge di comodo 

    Evasione fiscale: le grandi contraddizioni

    dell’Unione europea

    Il curioso contrasto all'abuso di diritto nell'Ue 

    Evasione Fiscale – Contraddizioni dell’Ue

    Roma, Lussemburgo – Una situazione di evasione fiscale preoccupante, da definire patologica in Italia, ma non solo. La Corte di Cassazione, negli ultimi anni, ha elaborato  la figura “dell’abuso del diritto”, quale strumento di contrasto alla pianificazione fiscale aggressiva , soprattutto a opera delle grandi imprese. Ciò implica che, un’operazione  può essere disconosciuta dal fisco quando non siano riconosciute serie e determinanti ragioni economiche diverse dal risparmio d’imposta. La lotta contro l’evasione fiscale e l’individuazione di strumenti idonei per bloccare questa “piaga” sono oggi, come noto, delle prerogative degli organi comunitari. In questa prospettiva si pone il disegno di legge-delega dell’attuale governo sulla riforma fiscale.  L’articolo 6, in particolare, contiene delle disposizioni che vanno in contraddizione con i principi affermati dalla giurisprudenza.

      Contraddizioni della Corte europea  

    Le contraddizioni della Corte di Lussemburgo sono evidenti: da un lato, questa chiede all’Italia di combattere l’evasione fiscale, dall’altro, all’occorrenza, accantona le proprie prerogative legittimando e favorendo implicitamente condoni per le tasse di competenza interna. Ciò traspare da diversi avvenimenti. Il 29 marzo 2012, ad esempio: nella causa tra l'Agenzia delle Entrate e la società 3M Italia, alla quale veniva richiesto il pagamento di svariate decine di milioni di euro. Ma anche nel 2010, quando la causa era pendente dinanzi alla Corte di Cassazione, veniva emanato il decreto-legge n. 40, il cui art. 3 consentiva la chiusura di moltissime liti col fisco mediante il pagamento di una somma pari al 5% del totale preteso dall'amministrazione finanziaria. La Cassazione – nel suddetto ultimo episodio – si era rivolta alla Corte di Lussemburgo per chiedere se una rinuncia quasi  totale all'imposizione fiscale potesse essere  compatibile coi principi enunciati nell'ordinamento comunitario.

      Il contrasto all'abuso di diritto negli stati Ue  

    La Corte di Giustizia rispose però che per le imposte nelle quali la competenza è attribuita agli Stati membri (e cioè, le imposte dirette, a differenza dell'Iva: che come noto è indiretta e sui consumi) non esiste alcuna norma o principio dell'ordinamento comunitario i quali impongano agli Stati membri di adottare misure di contrasto all'abuso del diritto in materia fiscale. Questo, in parole povere, vuol dire che gli Stati membri dell'Unione, sono liberi anche di non combattere l’evasione fiscale. L’applicazione di questo “condono”, in pratica, porterà a perdite considerevoli nelle entrate fiscali. Perdite cospicue soprattutto se collegate a fatturati miliardari e milionari di grosse aziende e multinazionali, ovviamente. Insomma una lotta all’evasione fiscale di “comodo”. Magari da far pagare soltanto agli imprenditori onesti, esonerando ovviamente quelli che davvero se lo meriterebbero.

     

    Silvia Laporta  (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Sacralità della Vita e straordinaria Testimonianza di Gloria Polo

    Sacralità della Vita e straordinaria Testimonianza di Gloria Polo

    Sabato, Giugno 9th / 2012

    – di Maria Laura Barbuto –

    Corte di Giustizia Europea / Lussemburgo / Roma / Fatima / Caracas Fecondazione Artificiale / Aborto / Sacralità della Vita / Convegno / Magna Carta / Nuova Italia / Legge 194 / Eugenia Roccella / La straordinaria esperienza di Gloria Polo / Gloria Polo / Esperienza unica / Viaggio dopo la morte / Un tunnel di luce / Incontro con il Signore e la Vergine Maria / Miracolo della guiarigione / Testimonianza / Sacramenti / Eucarestia / Confessione / Amore al prossimo / Divorzio / Perdono / Conversione / Anima / Immagine di Dio / Luce meravigliosa / Paradiso / Inferno / Tenebre / Diavolo / Demoni / Oscurità / Luce / Esperienza ultraterrena / Un benefattore sconosciuto / Peccato / Amore / Disegno di Dio / Giudizio Divino / Maria Laura Barbuto / Qui Europa 

    Elogio alla vita: no alla fecondazione artificiale

    La vita umana ha inizio con il concepimento. La

    fecondazione come mercificazione del corpo

    Appendice: la straordinaria esperienza di gloria Polo:

    l'anima e la sacralità della Vita 

     

    di Maria Laura Barbuto

    La Sacralità della Vita Umana – La Straordinaria esperienza di Gloria Polo

    Lussemburgo, Roma, Fatima, Caracas –  L’unione tra uomo e donna, da che mondo è mondo, ha come scopo quello di generare nuova vita. La scienza, con i suoi “passi da gigante” ha tentato di dettare legge sulla natura umana e, pertanto, sulla volontà Divina. Si parla ancora di fecondazione eterologa, si parla di embrioni e di figli in provetta, dimenticando che la vita è sacra, che è il dono di Dio più bello e prezioso e che ciascuno di noi possiede con sé fin dal concepimento un'anima che il Creatore accende nel nostro essere come una fiamma.

      Rischi dell'eterologa                                                                                         

    Giovedì scorso, nella Città Eterna, si è svolto un seminario organizzato  dalle fondazioni Magna Carta e Nuova Italia, nel quale si è discusso sul divieto di brevettibilità di procedure medico–scientifiche che comportino la distruzione di embrioni: in base a quanto stabilito dalla Corte di Giustizia Europea lo scorso ottobre. L’attenzione dei relatori si è focalizzata, in particolare, sui rischi che corrono le donne che decidono di sottoporsi alla fecondazione assistita: “gravi, anzi gravissimi – ha affermato la giornalista e politica italiana, Eugenia Roccella – eppure, la fecondazione artificiale viene presentata alle future mamme come una pratiche indolore e semplice” . Essa può portare anche alla produzione mensile di 80 ovociti, tenendo conto che, secondo il processo naturale, ne vengono prodotti uno o due. Fecondazione artificiale, dunque, come mercificazione del corpo, sfruttamento e potenziamento di virtù naturali, snaturate da pratiche scientifiche.

      Fecondazione eterologa – La sentenza della Corte europea              

    La sentenza con cui si è pronunciata la Corte Europea assume, oggi, un’importanza determinante perché stabilisce – oseremmo dire “finalmente” – che la vita umana ha inizio con il concepimento. Tanti gli articoli in archivio che abbiamo dedicato a questa tematica, tanti quelli dedicati alla “condanna” dell’aborto e della legge 194 che regolamenta l'abominevole e sacrilega pratica dell’interruzione di gravidanza. Tornare su questo argomento più e più volte significa, per noi di Qui Europa, tentare di sensibilizzare i nostri lettori e non solo, al più grande valore in assoluto, che è proprio quello della vita umana. 

    Appendice – Testimonianza di Gloria polo 

      La Testimonianza straordinaria di Gloria Polo                        

    Carissimi lettori, elle righe che seguono, la redazione di "Qui Europa" ha deciso di riportare in forma integrale la testimonianza straordinaria resa dalla dottoressa Gloria Polo a Caracas il 5 Maggio 2005, e a Fatima (Lisbona) nell'ultima settimana del Febbraio 2007. Un'esperienza unica, frutto di un evento reale e documentato accaduto a Bogotà, nei pressi dell'Università, il Venerdì 5 Maggio del 1995 (riportato poi in centinaia di chiese in tutta l'America Latina) scientificamente provato da referti medici ed articoli di numerosi quotidiani, nonché approvato dalla stessa Chiesa Cattolica come episodio eccezionale, reale e concreto. Una testimonianza che vi invitiamo a leggere e meditare nel profondo, attraverso la quale si comprende la "sacralità della vita" come dono di Dio, da vivere non in maniera superficiale ma con atteggiamento di grande responsabilità e ringraziamento verso Colui che ce l'ha donata, poichè parte essenziale di un unico grande disegno d'amore per l'umanità. La Misericordia di Dio si manifesta, in questo straordinario evento, grazie alla intensa e spontanea preghiera di un paesano sconosciuto di Gloria Polo. Buona lettura

      Un evento straordinario                                                                    

     "La signora Gloria Polo, dentista a Bogotà (Colombia), era a Lisbona e Fatima, l’ultima settimana di Febbraio 2007, per dare la sua testimonianza. Sul suo sito internet: www.gloriapolo.com, appare un estratto (in inglese) di un intervista che lei ha dato a Radio Maria in Colombia. Noi ringraziamo il signor Ph. D. di aver voluto volentieri farci la traduzione.  “Fratelli e sorelle, è meraviglioso per me condividere con voi in questo istante, l’ineffabile grazia che mi ha dato Nostro Signore, ormai più di dieci anni fa. Mi trovavo all’Università Nazionale della Colombia a Bogotà (nel maggio 1995). Con mio nipote, dentista come me, noi preparavamo una lezione. Quel venerdì pomeriggio, mio marito ci accompagnò perchè noi dovevamo prendere dei libri alla Facoltà. Pioveva molto e mio nipote ed io stessa, ci riparavamo sotto un piccolo ombrello. Mio marito, coperto da un impermeabile si avvicinò alla biblioteca del Campus. Mio nipote ed io lo seguivamo, ci siamo diretti verso degli alberi per sfuggire agli scrosci d’acqua.

      La vita "cambiata" da un fulmine                                                    

    In quell’attimo siamo stati tutt’e due colpiti da un fulmine. Mio nipote è morto sul colpo; era giovane e nonostante la sua giovane età, si era consacrato a Nostro Signore; aveva una grande devozione per Gesù Bambino.  Portava ogni giorno la Sua Santa Immagine in un cristallo di quarzo sul suo petto. Secondo l’autopsia il fulmine era passato per l’immagine; carbonizzò il suo cuore e uscì sotto i suoi piedi.  Esteriormente non presentava alcuna traccia di bruciature.  Per quanto mi riguarda, il mio corpo fu bruciato in modo orribile, sia all’interno che all’esterno. Questo corpo che voi ora avete davanti, risanato, lo è per la grazia della misericordia divina. Il fulmine mi aveva carbonizzato, io non avevo più i seni e praticamente tutta la mia carne e una parte delle mie costo erano scomparse. Il fulmine è uscito dal mio piede destro dopo aver bruciato quasi completamente il mio stomaco, il mio fegato, i miei reni e i miei polmoni. Io praticavo la contraccezione e portavo una spirale intra uterina in rame. Il rame essendo un eccellente conduttore d’elettricità, carbonizzò le mie ovaie. Mi trovai perciò con un arresto cardiaco, senza vita, il mio corpo aveva dei soprassalti a causa dell’elettricità che aveva ancora. Ma questo è solamente per quello che riguarda la parte fisica di me stessa perché, quando la mia carne fu bruciata, nello stesso istante mi ritrovai in un bellissimo tunnel di luce bianca, piena di gioia e di pace; nessuna parola può descrivere la grandezza di quel momento di ferità. L’apoteosi dell’istante era immensa.

      Oltre la vita                                                                                               

    Io mi sentivo felice e piena di gioia, perché non ero più soggetta alla legge di gravità. Alla fine del tunnel, io vidi come un sole da dove proveniva una luce straordinaria. Ve la descriverei come bianca per darvene una certa idea, ma in realtà. Nessun colore di questa terra è paragonabile a questo splendore. Io ne percepivo la sorgente di tutt’amore e pace.  Nel mentre che mi elevavo, realizzai che stavo morendo. In quell’istante ho pensato ai miei figli e mi sono detta: “Oh, mio Dio, i miei figli, che penseranno di me? La mamma molto attiva che ero stata, non ha mai avuto tempo da dedicare a loro!” Mi era possibile vedere la mia vita quale era stata realmente e questo mi rattristava. Io lasciavo la casa ogni giorno per cambiare il mondo e non ero mai stata capace di occuparmi dei miei figli.  In quell’istante di vuoto che provavo a causa dei miei figli io vidi qualcosa di magnifico: il mio corpo non faceva più parte dello spazio e del tempo. In un istante mi era possibile abbracciare con lo sguardo tutto il mondo: quello dei vivi e quello dei morti. Ho potuto sentire i miei nonni e i miei genitori defunti. Ho potuto stringere a me tutto il mondo, era un bellissimo momento!  Capii allora di aver sbagliato credendo alla reincarnazione di cui mi ero fatta avvocato. Io avevo l’abitudine di “vedere” dappertutto mio nonno e mio bisnonno. Ma là essi mi abbracciavano ed ero in mezzo a loro. Nel medesimo istante noi eravamo vicini a tutte le persone che io avevo conosciuto nella mia vita. Durante questi così belli fuori dal mio corpo, io avevo perduto la nozione del tempo. Il mio modo di vedere era cambiato: (sulla terra) io distinguevo tra chi era grasso, chi era di altra razza o disgraziato, perché avevo sempre dei pregiudizi.

      L'anima                                                                                                      

    Fuori del mio corpo io consideravo le persone interiormente (l’anima). Com’è bello vedere la gente interiormente (l’anima)! Io potevo conoscere i loro pensieri e i loro sentimenti. Io li abbracciavo tutti in un istante mentre continuavo a salire sempre più in alto e piena di gioia. Capii allora che potevo godere di una vista magnifica, di n lago di una bellezza straordinaria.  Ma in quel momento, sentii la voce di mio marito che piangeva e mi chiamava singhiozzando:”Gloria, ti prego, non andartene! Gloria svegliati! Non abbandonare i ragazzi, Gloria” L’ho guardato e non solo l’ho visto ma ho sentito il suo profondo dolore. E il Signore mi ha permesso di tornare anche se non era mio desiderio. Io provavo una si grande gioia, tanta pace e felicità! Ed ecco che discendo ormai lentamente verso il mio corpo ove io giacevo senza vita. Esso era posto su una barella, al centro medico del Campus. Io potevo vedere i medici che mi facevano l’elettrochoc e tentavano di rianimarmi dopo l’arresto cardiaco che avevo avuto.

      Corpi carbonizzati                                                                                   

    Noi siamo rimasti lì per due ore e mezzo. Prima, questi dottori non ci potevano toccare perché i nostri corpi erano ancora troppo conduttori di elettricità; dopo quando poterono, si sforzarono di richiamarci alla vita. Io mi posai vicino alla testa e sentii come uno choc che mi entrò violentemente all’interno del mio corpo. Questo fu doloroso perché questo faceva scintille da tutte le parti. Io mi vidi incorporato a qualcosa di così stretto. Le mie carni morte e bruciate mi facevano male. Esse sprigionavano fumo e vapore. Ma la ferita più orribile era quella della mia vanità: Io ero una donna di mondo, un dirigente, un’ intellettuale, una studiosa schiava del suo corpo, della bellezza e della moda. Io facevo della ginnastica quattro ore al giorno, per avere un corpo snello: massaggi terapie, diete di ogni genere, etc.

      Questa era la mia vita                                                                             

    Questa era la mia vita, una routine che mi incatenava al culto della bellezza del corpo. Io mi dicevo: “Ho dei bei seni, tanto vale mostrarli. Non c’è nessuna ragione di nasconderli.” Lo stesso per le mie gambe, perché io credevo di avere delle belle gambe e un bel petto! Ma in un istante, avevo visto con orrore che avevo passato la mia vita a prendere cura del mio corpo. L’amore per il mio corpo era divenuto il centro della mia esistenza. Ora, in questo momento, non avevo più corpo, niente petto, niente se non un orribile buco. Il mio seno sinistro in particolare era sparito. Ma il peggio, era che le mie gambe non erano che piaghe aperte senza carne, completamente bruciate e carbonizzate. Di là, mi trasportano all’ospedale ove mi dirigono d’urgenza alla sala operatoria ove cominciano a raschiare e pulire le bruciature. Quando ero sotto anestesia, ecco che esco di nuovo dal mio corpo e che vedo ciò che i chirurghi sono in procinto di farmi. Io ero preoccupata per le mie gambe. Di colpo passai un momento orribile: tutta la mia vita, io non ero stata che una cattolica di “regime”: Il mio rapporto con il Signore era la Santa Messa della domenica, per non più di 25 minuti, là dove l’omelìa del sacerdote era più breve, perchè non ne potevo sopportare di più. Tale era la mia relazione con il Signore. Tutte le correnti (di pensiero) del mondo m’avevano influenzato come una banderuola.

      L'inferno non esiste!?                                                                             

    Un giorno, quand’ero già Dentista professionista avevo sentito un prete affermare che l’inferno come i diavoli, non esistevano. Ora questa era la sola cosa che mi tratteneva per frequentare la Chiesa. Sentendo tale affermazione, io mi dissi che saremo andati tutti in paradiso, indipendentemente da quello che noi siamo e mi allontanai completamente dal Signore. Le mie conversazioni divennero malsane perché non potevo più reprimere il peccato. Io cominciai a dire a tutti che il diavolo non esisteva e che quella era una invenzione dei preti, che c’era della manipolazione… Quando uscivo con i miei colleghi dell’università, dicevo loro che Dio non esisteva e che noi eravamo un prodotto dell’evoluzione. Ma in quell’istante, là, nella sala operatoria, io ero veramente terrificata vedevo dei diavoli venire verso di me perché io ero la loro preda. Dai muri della sala operatoria io vidi spuntare molta gente. All’inizio, sembravano normali, ma in seguito essi avevano dei visi pieni di odio, detestabili. In quel momento, per una certa perspicacia che mi fu data, capii che io appartenevo a ciascuno di loro.

      Le conseguenze del peccato                                                                  

    Io compresi che il peccato non era senza conseguenze e che la menzogna più infame del demonio, era quella di far credere che egli non esisteva. Io li vedevo tutti venire a cercarmi, immaginate il mio spavento! Il mio spirito intellettuale e scientifico non mi era di nessun aiuto. Io volevo ritornare nel mio corpo , ma quello non mi lasciava entrare. Io corsi allora verso l’esterno della stanza, sperando di nascondermi da qualche parte tra i corridoi dell’ospedale ma di fatto finii di saltare nel vuoto. Io cadevo in un tunnel ce mi aspirava verso il basso. All’inizio c’era della luce e questo assomigliava a un alveare d’api. C’era moltissima gente. Ma presto cominciai a discendere passando per dei tunnels completamente oscuri. Non c’è alcun paragone tra l’oscurità di quel luogo e la più totale oscurità della terra quando non potrebbe comparire la luce delle stelle. Questa oscurità suscita sofferenza, orrore e vergogna. L’odore era pestilenziale.  Quando infine finii di discendere questi tunnels, io atterrai su una piattaforma. Io che avevo l’abitudine di dichiarare che avevo una volontà d’acciaio e che nulla era troppo per me… là, la mia volontà non serviva a niente, io non riuscivo affatto a risalire.

      Un gigantesco baratro                                                                              

    A un certo punto, io vidi aprirsi al suolo come un gigantesco baratro e vidi un immenso abisso senza fondo. La cosa più orribile di questo buco spalancato era che vi si percepiva l’assenza assoluta dell’amore di Dio e questo, senza la minima speranza. Il precipizio mi aspirava ed io ero terrificata. Sapevo che se andavo là dentro, la mia anima ne moriva. Io ero trascinata verso questo orrore, qualcuno m’aveva preso per i piedi. Il mio corpo entrava ormai in questo buco e fu un momento di estrema sofferenza e di spavento. Il mio ateismo mi abbandonò e cominciai a gridare verso le anime del Purgatorio per avere dell’aiuto. Mentre urlavo, sentivo un dolore fortissimo perché mi fu dato di capire che migliaia e migliaia di esseri umani si trovavano là, soprattutto dei giovani. E’ con terrore che sento stridore di denti, grida orribili, e dei gemiti che mi scuotevano nel più profondo del mio essere. Mi sono stati necessari degli anni prima di rimettermi perché ogni volta che mi ricordavo di questi istanti, piangevo pensando alle loro terribili sofferenze. Compresi che è là che vanno le anime dei suicidi, che in un attimo di disperazione, si ritrovano in mezzo a questi orrori. Ma il tormento più indicibile, era l’assenza di Dio. Non si poteva percepire Dio. In quei tormenti, mi sono messa a gridare: “Chi ha potuto commettere un errore simile?” Io sono quasi una santa: non ho mai rubato, non ho mai ucciso, ho dato da mangiare ai poveri, ho fatto cure dentarie gratuite a che ne necessitava; che ci faccio qui? Io andavo alla Messa la domenica… io ho mai mancato alla messa domenicale non più di cinque volte nella mia vita! Allora perché sono qui? Io sono cattolica, vi prego, sono cattolica, fatemi uscire di qui!” Mentre gridavo che ero cattolica scorsi un debole bagliore. E io vi posso assicurare che in quel posto la più piccola luce era il più bello dei doni. Io vidi dei gradini al di sopra del precipizio e ho riconosciuto mio padre, deceduto cinque anni prima.

      La luce della preghiera                                                                             

    Molto vicina e quattro gradini più in alto, stava mia madre in preghiera, illuminata di più dalla luce. Il vederli, mi riempì di gioia e dissi loro: ”Papà, Mamma, fatemi uscire! Vi supplico, fatemi uscire!  Quando si chinarono verso l’abisso. Voi dovreste vedere il loro immenso dispiacere. Il quel posto, voi potete percepire i sentimenti degli altri e sentire le loro pene. Mio padre si mise a piangere tenendo la testa tra le sue mani:”Figlia mia, figlia mia!” diceva. Mamma pregava e capii che essi non mi potevano far uscire di là, la mia pena si accrebbe della loro perché essi condividevano la mia. Così, io mi misi a gridare di nuovo: “Vi supplico, fatemi uscire di qui! Io sono cattolica! Chi ha potuto commettere un tale errore? Vi supplico, fatemi uscire di qui! Questa volta, una voce si fece sentire, una voce così dolce che fece tremare la mia anima. Tutto allora fu inondato d’amore e di pace e tutte queste tetre creature che mi circondavano scapparono perché esse non possono stare di fronte all’Amore. Questa voce preziosa mi dice: ”Benissimo, poiché tu sei cattolica, dimmi quali sono i comandamenti di Dio.”

      Il comandamento dell'Amore                                                                

    Ecco una mossa sbagliata da parte mia. Sapevo che aveva dieci comandamenti, punto e nient’altro. Che fare? Mamma mi parlava sempre del primo comandamento d’amore: non avevo che da ripetere ciò che lei mi diceva. Pensai di improvvisare e nascondere così la mia ignoranza degli altri (comandamenti). Io credevo di potermela cavare, come sulla terra dove trovavo sempre una buona scusa; e mi giustificai difendendomi per mascherare la mia ignoranza. Dissi: “Amerai il Signore, tuo Dio al di sopra di tutto ed il prossimo come te stesso”. Sentii allora: “Benissimo, li hai tu amati?” I risposi. “Sì li ho amati, li ho amati, li ho amati!” E mi fu risposto: “No. Tu non hai amato il Signore tuo Dio al di sopra di tutto e ancora meno il tuo prossimo come te stessa. Tu ti sei creata un dio che tu adattavi alla tua vita e tu te ne servivi solamente nel caso di urgente bisogno.

      Una preghiera "interessata"                                                                   

    Tu ti prosternavi davanti a lui quando eri povera, quando la tua famiglia era umile e quando desideravi andare all’università. In quei momenti, tu pregavi sovente e ti inginocchiavi per delle ore per supplicare il tuo dio di farti uscire dalla miseria; perché ti accordasse il diploma che ti permetteva di diventare qualcuno. Ogni volta che tu avevi bisogno di soldi tu recitavi il rosario. Ecco la tua relazione con il Signore”.  Sì, devo riconoscere che prendevo il rosario e aspettavo del denaro in cambio, tale era la mia relazione con il Signore. Mi fu dato da vedere subito il diploma preso e la notorietà ottenuta, non ebbi mai il minimo sentimento d’amore per il Signore. Essere riconoscente, no, mai! Quando aprivo gli occhi al mattino, io non avevo mai un grazie per il giorno nuovo che il Signore mi dava da vivere, non Lo ringraziavo mai per la mia salute, per la vita dei miei figli, per tutto ciò che mi aveva donato. Era l’ingratitudine più totale. Io non avevo compassione per i bisognosi. In pratica, tu collocavi il Signore così in basso che avevi più confidenza con i responsi di Mercurio e di Venere.

      Bugie – Astrologia e reincarnazione                                                    

    Tu eri accecata dall’Astrologia, proclamando che le stelle dirigevano la tua vita! Tu vagabondavi verso tutte le dottrine del mondo, Tu credevi che saresti morta per rinascere ancora! E tu hai dimenticato la misericordia. Tu ti sei dimenticata che sei stata riscattata dal Sangue di Dio. Ora mi mette alla prova con i dieci comandamenti. Ora mi dimostra che pretendevo di amare Dio ma che in realtà, era satana che io amavo.  Così, un giorno, una donna era entrata nel mio studio dentistico per offrirmi i suoi servizi di magìa ed io le avevo detto: “Non ci credo, ma lasciate questo portafortuna qui nel caso che funzioni”. Io avevo messo in un angolo, un ferro da cavallo ed un cactus, tenuti per allontanare le energie cattive.

      I 10 Comandamenti – Dio e il Prossimo                                             

    Come tutto questo era vergognoso! Questo fu un esame della mia vita a partire dai dieci comandamenti. Mi fu mostrato quel che era stato il mio comportamento faccia a faccia col mio prossimo. Mi fu fatto vedere come io pretendessi di amare Dio mentre avevo l’abitudine di criticare tutti, di puntare il dito su ciascuno, io la santissima Gloria! Mi si mostrò come ero invidiosa ed ingrata! Io non avevo mai provato riconoscenza verso i miei genitori che mi avevano dato il loro amore ed avevano fatto tanti sacrifici per educarmi e mandarmi all’Università. Dall’ottenimento del diploma, essi divennero anche miei inferiori; aveva anche vergogna di mia madre a causa della sua povertà, della sua semplicità e della sua umiltà. Per quanto concerne il mio comportamento come moglie,mi fu mostrato che mi lamentavo sempre, dalla mattina alla sera. Se mio marito mi diceva: “Buongiorno”, io replicavo: “Perché questo giorno sia buono quando fuori piove”. Mi lamentavo anche continuamente dei miei figli: Mi fu mostrato che non avevo mai amato né avuto compassione per i miei fratelli e sorelle della terra.

      Malati e orfani                                                                                              

    E il Signore mi dice: “Tu non hai mai avuto considerazione per i malati nella loro solitudine, tu non hai mai tenuto loro compagnia. Tu non hai mai avuto compassione degli orfani, di tutti questi bambini infelici”. Io avevo un cuore di pietra dentro un guscio di noce. Su questa prova dei dieci comandamenti, io non avevo una mezza risposta corretta. Era terribile, devastante! Io ero completamente sconvolta. E mi dicevo: “Almeno on mi potrà rimproverare di avere ucciso qualcuno! Per esempio, compravo delle provviste per i bisognosi; questo non era per amore, piuttosto per apparire generosa, e per il piacere che avevo di manipolare quelli che erano nel bisogno. Dicevo loro: “Prendete queste provviste e andate al mio posto alla riunione dei genitori e dei professori perché io non ho il tempo di parteciparvi”.

      Dio di se stessa                                                                                             

    Inoltre, amavo essere circondata da persone che mi incensavano. Mi ero fatta una certa immagine di me stessa. Il tuo dio era il denaro, mi ha ancora detto. Tu sei stata condannata a causa del denaro. E’ per questa ragione che sei sprofondata nell’abisso e che tu ti sei allontanata dal Signore. Noi eravamo stati effettivamente ricchi, ma alla fine eravamo diventati insolvibili, senza un soldo e peni di debiti. Per tutta risposta, gridai: “ Che denaro? Sulla terra, noi abbiamo lasciato un sacco di debiti!”

      La via della menzogna                                                                               

    Quando venni ad un secondo comandamento, io vidi con tristezza che nella mia infanzia, avevo presto capito che la menzogna era un eccellente mezzo per evitare le severe punizioni di mamma. Io cominciai mano nella mano con il padre della menzogna (satana) e divenni bugiarda. I miei peccati aumentavano come le mie menzogne. Io avevo osservato come mamma rispettava il Signore ed il Suo Nome Santissimo. I vi trovai un’arma per me e mi misi a bestemmiare il Suo Nome. Dicevo: Mamma, io giuro su Dio che…”. E così evitavo le punizioni. Immaginate le mie menzogne , implicando il Nome Santissimo del Signore… E notate, fratelli e sorelle che le parole non sono mai vane perché quando mia madre non mi credeva, avevo preso l’abitudine di dirle: “ Mamma, se io mento, che un fulmine mi colpisca qui e subito”. Se le parole sono volate via con il tempo, si riscontra che il fulmine mi ha bella e ben colpito; mi ha carbonizzato ed è grazie alla misericordia divina che io ora sono qui. Mi fu mostrato come, io che mi dichiaravo cattolica, non rispettassi nessuna delle mie promesse e come utilizzavo futilmente il nome di Dio.

      La Domenica – Il Giorno del Signore                                                    

    Io fui sorpresa di vedere che alla presenza del Signore, tutte queste orribili creature che mi circondavano, si prosternavano in adorazione. Io vidi la Vergine Maria ai piedi del Signore che pregava ed intercedeva per me. Per quel che riguarda il rispetto del giorno del Signore. Ero pietosa e ne provai un dolore intenso. La voce mi diceva che le domeniche, passavo quattro o cinque ore ad occuparmi del mio corpo; io non avevo nemmeno dieci minuti di azione di grazia o di preghiera da consacrare al Signore. Se cominciavo un rosario, mi dicevo: “ Lo posso fare durante la pubblicità, prima del telefilm”. La mia ingratitudine di fronte al Signore mi fu rimproverata. Quando non volevo partecipare alla Messa, dicevo a mamma: “ Dio è dappertutto, perché dovrei andare lì?… La voce mi ricordò ugualmente che Dio vegliava su di me notte e giorno e che in cambio io non Lo pregavo per niente; e le domeniche, non Lo ringraziavo e non Gli manifestavo la mia gratitudine o il mio amore. Al contrario, prendevo cura del mio corpo, ne ero schiava e dimenticavo totalmente che avevo un’anima e che la dovevo nutrire.

      Parola di Dio, Sacramenti, Eucarestia e Confessione                     

    Ma mai la nutrii della parola di Dio, perché dicevo che chi legge la Parola di Dio (Bibbia), diviene pazzo.  E per quanto concerne i Sacramenti, avevo sbagliato in tutto. Dicevo non sarei mai andata a confessarmi perché quei vecchi signori erano peggiori di me. Il diavolo mi stornava dalla confessione ed è così che impediva la mia anima d’essere pulita e di guarire. La bianca purezza della mia anima ne pagava il prezzo ogni volta che peccavo. Satana lasciava il suo marchio: un marchio oscuro. Eccetto che per la mia prima Comunione , io non avevo mai fatto una buona confessione. A partire di là, non ho mai ricevuto il Signore degnamente. La mancanza di coerenza aveva raggiunto un tale degrado che io bestemmiavo:“ La Santa Eucaristia? Si può immaginare Dio vendo in un pezzo di pane?” Ecco in che stato era ridotta la mia relazione con Dio. Non avevo mai nutrito la mia anima e più ancora , criticavo i preti costantemente. Voi dovevate vedere come mi ci dedicavo! Dalla mia più tenera infanzia, mio padre aveva l’abitudine di dire che quella gente là erano ancora più donnaioli dei laici. E il Signore mi dice: “Chi sei tu per giudicare così i Miei consacrati? Questi sono degli uomini e la santità di un sacerdote è sostenuta dalla sua comunità che prega per lui, che l’ama e lo aiuta. Quando un prete commette un errore, è la sua comunità che ne è responsabile, mai lui”. Ad un certo momento della mia vita, accusai un prete di omosessualità e la comunità ne fu informata. Voi non potete immaginare il male che ho fatto!

      "Onorerai il padre e la madre!"                                                                

    Per quanto attiene al quarto comandamento “Onorerai tuo padre e tua madre” come vi ho detto, il Signore mi fece vedere la mia ingratitudine faccia a faccia dei miei genitori. Io mi lamentavo perché essi non potevano offrirmi tutte quelle cose di cui disponevano i miei compagni. Io ero ingrata verso di essi per tutto quello che hanno fatto per me ed io non ero nemmeno arrivata al punto dove dicevo che non conoscevo mia madre perché lei non era al mio livello. Il Signore mi mostrò come avrei pertanto potuto osservare questo comandamento. In effetti io avevo pagato le fatture delle medicine e del medico quando i mie genitori erano malati, ma come analizzavo tutto in funzione dei soldi. Io allora ne approfittai per manipolarli ed ero arrivata a schiacciarli. Io mi sentivo male nel vedere mio padre piangere tristemente perché anche se fu un buon padre che m’aveva insegnato a lavorare duramente ed ad intraprendere, egli aveva dimenticato un dettaglio importante: che io avevo un’anima e che per il suo cattivo esempio la mia vita aveva cominciato a vacillare. Egli fumava, beveva, andava dietro alle donne a tal punto che un giorno suggerii a mamma di abbandonare suo marito. “Tu non dovrai più continuare per lungo tempo con un uomo come lui. Sii dignitosa, fagli vedere che vali qualcosa”. E mamma risponde: “No mia cara, io soffro ma mi sacrifico perché ho sette figli e perché alfine della giornata, tuo papà dimostra di essere un buon padre; non potrei mai andarmene e separarvi da vostro padre; di più se io me ne andassi, chi pregherebbe per la sua salvezza. Io sono la sola che lo possa fare perché tutte queste pene e ferite che mi infligge, io le unisco alle sofferenze di Cristo sulla Croce. Ogni giorno dico al Signor: il mio dolore è niente in confronto della vostra Croce, così, vi prego, salvate mio marito e i miei figli”.

      La sacralità della vita – Le piaghe dell'aboro e del divorzio            

    Da parte mia, non riuscivo a comprenderla e divenni ribelle, cominciai a prendere la difesa delle donne, ad incoraggiare l’aborto, la coabitazione ed il divorzio. Quando venne al quinto comandamento, il Signore mi fece vedere l’assassinio orribile che avevo fatto commettendo il più orribile dei crimini: l’aborto. Di più, io avevo finanziato diversi aborti perché io sostenevo che una donna aveva il diritto di sceglie di rimanere incinta o no. Mi fu dato da leggere nel Libro della Vita e fui profondamente mortificata, perché una ragazzina di 14 anni aveva abortito su miei consigli. Io avevo ugualmente prodigato dei cattivi consigli a delle ragazzine tre delle quali erano mie nipoti parlando loro della seduzione, della moda, consigliando loro di approfittare del loro corpo, e dicendo loro di usare la contraccezione: Questo è una specie di corruzione dei minori che aggravava l’orribile peccato dell’aborto.

      Aborto – Sacrificio a Satana                                                                       

    Ogni volta che viene versato il sangue di un bambino, è un olocausto a satana, che ferisce e fa tremare il Signore. Io vidi nel libro della Vita come la nostra anima si formava, al momento che il seme perviene nell’ovulo Una bella scintilla scocca, una luce che come un raggio di sole di Dio Padre. Appena il ventre della mamma è in seminato si illumina della luce dell’anima. Durante l’aborto, l’anima geme e grida per il dolore e se ne ode il grido al Cielo perché ne è scosso. Questo grido risuona ugualmente all’Inferno, ma è un grido di gioia. Quanti bambini sono uccisi ogni giorno! E’ una vittoria dell’Inferno. Il prezzo di questo sangue innocente libera ogni volta un demone di più. Io, mi sono immersa in questo sangue e la mia anima divenne totalmente ottenebrata. In seguito a questi aborti, avevo perduto la percezione del peccato. Per me, tutto era O. K.. E che dire di tutti quei bambini a cui io avevo rifiutato la vita a causa della spirale (anticoncezionale) che utilizzavo. E così sprofondavo ancora di più nell’abisso. Come potevo affermare che io non avevo mai ammazzato! E tutte le persone che io ho disprezzato, odiato, che non ho amato! Anche così sono stata un’assassina perché non si uccide solamente con una pallottola della pistola. Si può egualmente uccidere odiando, commettendo degli atti di cattiveria, invidiando ed essendo gelosi.

      La fedeltà coniugale                                                                                     

    Per quel che riguarda il sesto comandamento, mio marito fu l’unico uomo della mia vita. Ma mi fu dato di vedere che ogni volta che mettevo in mostra il mio petto e che portavo i miei pantaloni – leopardati Io incitavo gli uomini all’impurità e li inducevo al peccato. Di più, io consigliavo alle donne d’essere infedeli al loro marito, predicavo contro il perdono e incoraggiavo il divorzio. Realizzai allora che i peccati della carne sono terribili e condannabili anche se il mondo attuale trova accettabile che ci si comporti come degli animali. Era particolarmente doloroso vedere come i peccati d’adulterio di mio padre avevano ferito i suoi figli. I miei tre fratelli divennero delle copie conforme al loro padre, donnaioli e bevitori, incoscienti del torto che facevano ai loro figli. Ecco perché mio padre piangeva con tanto dispiacere constatando che il cattivo esempio che aveva dato s’era ripercosso su tutti i suoi figli.

      "Non rubare!"                                                                                                 

    Quanto al settimo comandamento – non rubare – io che mi giudicavo onesta, il Signore mi fece vedere il cibo che era sprecato nella mia casa mentre il resto del mondo soffriva la fame. Egli mi disse: “Io avevo fame e guarda quello che tu hai fatto con quello che ti ho dato, come l’hai sprecato! Io avevo freddo e tu guarda come eri schiava della moda e delle apparenze, buttando via tanto denaro nelle diete per dimagrire. Del tuo corpo ne hai fatto un dio! Mi fece comprendere che io avevo una parte di colpa nella povertà del mio paese. Mi dimostrò anche che ogni volta che criticavo qualcuno, rubavo il suo onore. Sarebbe stato più facile per me rubare del denaro, perché il denaro, si può sempre restituire, ma la reputazione!… Di più io derubavo i miei figli la grazia i avere una madre tenera e piena d’amore. Io abbandonavo i miei figli per andare nel mondo, li lasciavo davanti alla televisione, al computer, ai video giochi; e per tacitarmi la coscienza, compravo loro dei vestiti di marca. Com’è orribile! Che immenso dispiacere!

      Il Libro della Vita: come un film                                                              

    Nel Libro della Vita si vede tutto come in un film. I miei figli dicevano: ”Speriamo che mamma non rientri troppo presto e che ci siano degli ingorghi perché è fastidiosa e brontolona”. Infatti, io avevo rubato loro la madre, avevo rubato loro la pace che dovevo portare nella mio focolare. Non avevo insegnato l’amore di Dio né l’amore del prossimo. E’ semplice: se non amo i miei fratelli, non ho niente a che vedere con il Signore: se io non ho della compassione, io non ho niente a che vedere con Lui non più.

      Le false testimonianze  e la bramosia del danaro                               

    Ora parlerò delle false testimonianze e della menzogna perché ero diventata un’esperta nella materia. Non ci sono bugie innocenti, tutto viene da satana che è il loro padre. Le colpe che ho commesso con la lingua erano veramente spaventose. Ho visto come ho ferito con la mia lingua. Ogni volta che io spettegolavo, che mi facevo beffe di qualcuno, o gli attribuivo un sopranome dispregiativo, io ferivo quella persona. Quanto un sopranome può far male! Io potevo complessare una donna chiamandola: “la grossa”… Nel corso di questo giudizio sui dieci comandamenti, mi si mostrò che tutti miei peccati avevano come causa la bramosìa, questo desiderio malsano. Mi sono vista felice con tanti soldi. E il denaro divenne la mia ossessione. E’ veramente triste, perché per la mia anima il momento più terribile era stato quando avevo a disposizione molto denaro. Io avevo anche pensato al suicidio. Avevo tanto denaro e mi sentivo sola, vuota, amara e frustrata. Questa ossessione del denaro mi allontanò dal Signore e fece sì che mi allontanai delle sue mani. Dopo l’esame dei 10 comandamenti, il Libro della Vita mi fu mostrato. Io avrei voluto le parole adeguate per descriverlo. Il mio Libro della Vita cominciò quando le cellule dei miei genitori si unirono. Presso che immediatamente, ci fu una scintilla, una magnifica esplosione e un’anima era così formata, la mia, creata dalle mani di Dio, nostro padre, un Dio così buono! E’ veramente meraviglioso! Egli veglia su di noi 24 ore su 24. Il Suo Amore era il mio castigo perché Lui non guardava il mio corpo di carne ma la mia anima e Lui vedeva come mi allontanavo dalla salvezza. Io vorrei anche dirvi che a quel punto ero un’ipocrita! Io dicevo ad una amica: “Sei incantevole in questo abito, ti sta così bene!” Ma io pensavo tra me e me: è un vestito grottesco, e si crede pure una regina! Nel Libro della Vita, tutto appariva esattamente tale e quale l’avevo pensato si vede anche l'ambiente interno dell’anima. Tutte le mie menzogne erano esposte ed ognuno poteva vederle. Marinavo sovente la scuola, perché mamma perché mamma non mi permetteva di andare dove volevo. Per esempio, le mentivo a proposito di un lavoro di ricerca che dovevo fare alla biblioteca universitaria e di fatto, andavo invece a vedere un film porno o a bere una birra i un bar con degli amici. Quando penso che mamma ha visto sfilare la mia vita e che niente è stato dimenticato! Il Libro della Vita è veramente bellissimo. Mia madre aveva l’abitudine di mettere nel mio cestino delle banane per il mio pranzo, pasta di guava così del latte, perché nella mia infanzia, eravamo poverissimi. Mi capitava di mangiare le banane e di buttare per terra le bucce senza pensare che qualcuno poteva scivolare su di esse e farsi male.

      Mancanza di carità                                                                                          

    Il Signore mi mostrò come una persona scivolò su una delle mie bucce di banana; avrei potuto ucciderla per la mia mancanza di compassione. L’unica volta della mia vita che mi confessai con dispiacere e pentimento, quando una donna mi rese 4500 pesos in più in un negozio alimentare di Bogotà. Mio padre ci aveva insegnato l’onestà. Andando al lavoro, mentre guidavo, mi resi conto dell’errore. “Quest’idiota m’ha dato 4500 peso in più e devo subito ritornare al suo negozio”, mi dissi. C’era un ingorgo enorme e decisi di non tornare indietro. Ma il rimorso l’avevo dentro di me ed andai a confessarmi la domenica seguente accusandomi di aver rubato 4500 pesos senza averli restituiti. Io non prestai ascolto alle parole del confessore. Ma sapete cosa mi disse il Signore? “Tu non hai compensato questa mancanza di carità. Per te, non era che del denaro per le piccole spese, ma per quella donna che non guadagnava che il minimo, quella somma rappresentava tre giorni di nutrimento”. Il Signore mi mostrò come ella ne soffrì, privandosi per più giorni così anche i suoi due piccoli che avevano fame.

      I Tesori Spirituali                                                                                              

    In seguito il Signor mi fa la seguente domanda: ”Che tesori spirituali porti?” Dei tesori spirituali? Le mie mani sono vuote! “A cosa ti serve, aggiunse, di possedere due appartamenti, delle case e degli uffici se tu non puoi nemmeno portarmene non sarà ciò che un po’ di polvere? Che hai fatto dei talenti che ti ho dato? Tu avevi una missione: questa missione, era quella di difendere il Regno dell’Amore, il Regno di Dio”. Sì, avevo dimenticato che avevo un’anima, così come mi potevo ricordare che avevo dei talenti; tutto questo bene che non ho potuto fare , ha offeso il Signore. Il Signore mi parlò ancora della mancanza d’amore e di compassione. Mi parlò ugualmente della mia morte spirituale. Sulla terra, ero viva, ma in realtà ero morta. Se voi poteste vedere cos’è la morte spirituale*! E’ come un’anima odiosa, un’anima amara e disgustata di tutto, piena di peccati e che ferisce tutto il mondo. Io vedevo la mia anima che esteriormente, era ben agghindata e stava bene, ma interiormente era una vera fogna e la mia anima abitava nelle profondità dell’abisso. Non è strano che fossi così acre e depressa. E il Signore mi disse: “La tua morte spirituale e cominciata quando tu hai cessato di essere sensibile al tuo prossimo”. Io ti avvertii mostrandoti la loro miseria. Quando tu vedevi dei servizi televisivi, dei morti, dei rapimenti, la situazione dei rifugiati, tu dicevi: “povera gente, com’è triste”. Ma in realtà, ma in realtà tu provavi dolore per essi, tu non sentivi niente nel tuo cuore. Il peccato ha cambiato il tuo cuore in pietra”. Voi non potete immaginare la grandezza del mio dolore quando il Mio Libro della Vita si richiuse.

      Per padre Satana                                                                                                

    Io avevo dispiacere per Dio, mio Padre, per essermi comportata così perchè, a riscatto di tutti i miei peccati, per la mia salvezza, di tutte le mie indifferenze e dei miei orribili sentimenti, il Signore a cercato di attendermi fino alla fine. Mi ha inviato delle persone che ebbero una buona influenza su di me. Mi ha protetto fino ala fine. Dio mendica la nostra conversione! Sia ben inteso, io non avrei potuto biasimarlo di condannarmi Di mia propria volontà, io scelsi come mio padre, satana, al posto di Dio. Dopo che il Libro della Vita si richiuse, mi accorsi che mi stavo dirigendo un pozzo nel cui fondo c’era una botola. Nel mentre vi precipitavo cominciai a chiamare tutti i Santi del Cielo per salvarmi. Voi non avte un’idea di tutti i nomi dei Santi che mi vennero in mente, a me che ero una pessima cattolica! Chiamai Sant’Isidoro o San Francesco d’Assisi e quando la mia lista finì, cadde il silenzio. Provai allora un grande vuoto ed una pena profonda. Pensavo che tutte le persone della terra, credevano che fossi morta in odore di santità, può essere che essi stessi s’attendessero la mia intercessione! E guardate dove atterravo! Alzai allora gli occhi e il mio sguardo incrociò quello i mia madre. Con un grandissimo dolore gridai verso di lei: “Mamma, come ho vergogna! Sono condannata, mamma. Là dove vado, tu non mi vedrai mai più.

      Una grazia magnifica – Una "seconda occasione"                                   

    In quel momento una grazia magnifica le fu accordata. Ella si tendeva senza muoversi ma le sue dita si misero a puntare verso l’alto. Delle scaglie si distaccarono dolorosamente dai miei occhi: l’accecamento spirituale. Rividi allora in un istante la mia vita passata, quando un mio paziente una volta mi disse. “Dottore, voi siete troppo materialista, e un giorno voi avrete bisogno di questo: in caso di pericolo immediato, chiedete a Gesù Cristo di coprirvi del Suo Sangue, perché mai Egli vi abbandonerà. Egli pago il prezzo del Suo Sangue per voi”. Con grandissima vergogna, mi misi a singhiozzare: “Signore Gesù, abbiate pietà di me! Perdonatemi, datemi una seconda occasione!” E il più bel momento della mia vita mi si presenta, non ci sono parole per descriverlo. Gesù viene e mi tira fuori dal pozzo e tutte quelle orribili creature si appiattirono al suolo. Quando mi depose, mi disse con tutto il Suo amore: “Stai per ritornare sulla terra, ti do una seconda possibilità”. Ma precisò che non era a causa delle preghiere della mia famiglia. “E’ giusto da loro parte implorare per te. Questo è grazie all’intercessione di tutti quelli che ti sono estranei e che hanno pianto, pregato e hanno alzato il loro cuore con un profondo amore per te”. Vidi molte luci accendersi, come delle piccole fiamme d’amore. Io vidi delle persone che pregavano per me. Ma c’era una fiamma molto più grande, era quella che mi dava molta più luce e che brillava più d’amore. Tentai di conoscere chi fosse questa persona.

      La forza straordinaria della Preghiera e della Carità                               

    Il Signore mi disse. Colui che ti ama tanto, neanche ti conosce”. Mi spiegò che quest’uomo aveva letto un ritaglio di giornale del mattino. Era un povero paesano che abitava ai piedi della Sierra Nevada di Santa Marta ( a nord-est della Colombia). Questo pover’uomo si era recato in città per acquistare dello zucchero di canna. Lo zucchero era stato avvolto nella carta da giornale e c’era una mia foto, tutta bruciata come ero. Come l’uomo mi vide così, senza neanche aver letto l’articolo interamente, cadde inginocchio e cominciò a singhiozzare con profondo amore. Disse: “Signore, abbiate pietà della mia piccola sorella. Signore salvatela. Se voi la salvate vi prometto che andrò in pellegrinaggio al Santuario di Buga ( che si trova nel sud-ovest della Colombia). Ma Vi prego, salvatela”. 

      Un benefattore sconosciuto                                                                             

    Immaginate questo pover’uomo, non si lamentava di aver fame, e aveva una grande capacità d’amore perché si offriva di attraversare tutta una regione per qualcuno che neanche conosceva! E il signore mi disse: “Questo è amare il suo prossimo”. E aggiunse: “ Tu sta per tornare (sulla terra) e darai la tua testimonianza non mille volte, ma mille volte mille volte.

      La Testimonianza – Un'occasione per l'umanità                                       

    E sventura a quelli che non cambieranno dopo aver inteso la tua testimonianza, perché essi saranno giudicati più severamente, come te quando ritornerai qui un giorno; lo stesso per i miei consacrati, i sacerdoti, perché non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire”.  Questa testimonianza , fratelli e sorelle miei, non è una minaccia. Il Signore non ha bisogno di minacciarci. E’ una occasione che vi si presenta, e a Dio grazie, io ho esperimentato ciò che è necessario per vivere!  Quando qualcuno di voi morirà e si aprirà davanti a lui il suo Libro della Vita, voi vedrete tutto quanto come io l’ho visto.  E noi tutti vedremo come siamo, la sola differenza è che noi sentiremo i nostri pensieri alla presenza di Dio: La cosa più bella è che il Signore sarà di fronte a noi, mendicando ogni giorno la nostra conversione affinché diventiamo una nuova creatura con Lui, perché senza di Lui non possiamo fare niente. Che il Signore vi benedica tutti abbondantemente. Gloria a Dio.

    Gloria Polo  

    Testimonianza data a Caracas il 5 Maggio 2005, nell'America Latina

    ed in Europa, a Fatima (Lisbona) nel  Febbraio 2007, ed in altri santuari

    (Vedi Video in Galleria Multimediale di "Qui Europa")