Qui Europa

Mese: Settembre 2016

  • Burquini o mutande – Delitto, pena e castigo

    Burquini o mutande – Delitto, pena e castigo

    Lunedì, 26 Settembre/ 2016   

    di Patrizia Stella

     Redazione Quieuropa, Patrizia Stella, Burkini, mutande, mode, volgarità, squallore depressivo 

    Burkini o mutande – Delitto, pena e castigo 

    Dov'è finita la bellezza e femminilità della donna

    italiana di un tempo?

     

    di Patrizia Stella / Verona

    Burkini o mutande

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Burkini o mutande! Cercasi femminilità…          

    Verona  – Se fanno pena le donne musulmane totalmente coperte in spiaggia dal cosiddetto “burkini” (foto in copertina: in basso a destra) da far venire il sudore freddo, altrettanta pena fanno certe donne occidentali totalmente prive di buon gusto e di pudore che in spiaggia girano seminude con un triangolino copri pube davvero osceno. Senza dire di ragazze e ragazzine che in città girano ormai quasi tutte in mutande e canottiera con una fantasia da squallore depressivoDov'è finita la bellezza della donna italiana di un tempo elegantemente vestita con camicette di chiffon e graziose gonnelle a fiorellini? Se la donna musulmana è schiava degli uomini e della loro cultura, quella italiana ha voluto farsi schiava di una moda perversa che la rende volgare, brutta e sciocca, anche perché la espone alle voglie maschili più malsane. Che non vengano poi le ragazzine a denunciare di essere state stuprate. Mal che si vuole, non duole.

    Patrizia Stella (Copyright © 2016 Qui Europa) 

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  • Chieti inaugura la “Scalinata Giacinto Auriti”: genio della teoria monetaria, padre della proprietà popolare della moneta

    Chieti inaugura la “Scalinata Giacinto Auriti”: genio della teoria monetaria, padre della proprietà popolare della moneta

    Domenica, 25 Settembre/ 2016   

    di Sergio Basile, Presidente "Sete di Giustizia"

     Redazione Quieuropa, Scalinata Giacinto Auriti, Chieti, Sovranità dignità e Moneta, Moneta debito, sistema bancario, Sergio Basile, Giacinto Auriti, SIMEC, Brecciaio, Antonio Pimpini, Umberto Di Primio, Madonna di Fatima 

    Chieti inaugura la "Scalinata Giacinto Auriti": 

    genio della teoria monetaria, padre della

    proprietà popolare della moneta

    A dieci anni dalla scomparsa del Professor Auriti:

    l'uomo semplice destinato a cambiare la storia

     

    di Sergio Basile, Presidente "Sete di Giustizia"

    Chieti inaugura la Scalinata Auriti

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Il Professore, la scalinata, le nuove generazioni 

    Chieti  – Ieri, Sabato 24 Settembre, alle Ore 11,00, è stata inaugurata la "Scalinata Giacinto Auriti", nel centro storico della città. L'iniziativa è partita dall'avv. Antonio Pimpini, Presidente dell'Associazione "Giacinto Auriti", ed accolta con calore e partecipazione dall'amministrazione comunale, rappresentata dal sindaco Umberto di Primio (amico ed estimatore del prof Auriti). Presenti quattro dei cinque figli del "Professore": Francesca, Michela, Filippo e Raffaella Auriti.

           "La verità, non importa quando, avrà sempre la meglio"

    La dedica di una scalinata al coraggioso professore rappresenta, nello specifico, un qualcosa di altamente simbolico: le scoperte auritiane consentirebbero, infatti, se applicate fino in fondo, di innalzare la condizione umana, di far risalire la scala dei diritti sociali e della dignità, fino ad arrivare alla completa affrancazione dalle catene del debito perenne che umilia i popoli. La scoperta auritiana del valore indotto della moneta -e contestuale Teoria della Proprietà Popolare della Moneta – rappresenta una delle "novità" più rivoluzionarie della storia, in quanto capace di liberare per sempre le genti dalla schiavitù indotta dell'usura, connessa e connaturata, da oltre tre secoli, all'attività di emissione monetaria da parte delle banche centrali. La scalinata scelta è stata quella di accesso al centro storico da via Herio. Essa ha massima visibilità nella città di Chieti e ne rappresenta uno dei cuori pulsanti, frequentata com'è da studenti e giovani universitari: gli stessi ai quali Auriti dedicò, in maniera particolare, i suoi studi e la sua missione. Le nuove generazioni risalendo per la "Scalinata Giacinto Auriti", da oggi in poi ricorderanno con gratitudine quel professore dall'aria amabile e fiera, capace di proiettarli verso un futuro radioso e carico di benedizioni; capace di liberarle dalle miserie dei debiti e della disperazione, per innalzarle verso la speranza di un mondo davvero migliore, in quel campo eterno di benedizioni divine chiamato credito: fulcro della stessa Dottrina Sociale della Chiesa. Le due targhe collocate sulla scalinata sono state realizzate con pietra della Majella da Palmerio, noto scultore della pietra di Pretoro e recano impresso il SIMbolo EConometrico (SIMEC), lo strumento di "moneta di proprietà popolare" ideato dal Professore – completamente sganciato dal sistema della grande usura – che donò ad Auriti, sia pur per breve tempo, la ribalta sulla stampa mondiale.

                               "Il denaro non rappresenta altro che 

                           una nuova forma di schiavitù impersonale,

                                al posto dell’antica schiavitù personale.

                                                       (Lev Tolstoj)

      Un agricoltore… professore per hobby             

    L’identikit del Professor Giacinto Auriti, persona onesta, schietta e concreta, corrisponde alla figura di quel che si dice un “classico galantuomo d’altri tempi”. Egli fu colui il quale, per primo e meglio di chiunque altro, seppe indicare all’Italia e al mondo l’unica via possibile per la realizzazione della cosiddetta democrazia integrale, mediante la sua originale proposta di socializzazione dello strumento monetario (vedi allegati e video in calce all'articolo). Il suo apporto scientifico all’umanità fu incommensurabile, anche se assolutamente filtrato e soffocato da una forza misteriosa che oggi domina la stragrande maggioranza dei media e dei centri di irradiazione di quell’indottrinamento di massa spacciato per “sapere”. In Auriti trova sintesi un vero e proprio tsunami culturale, capace di rimettere in discussione secoli di storiografia ufficiale e l’intero impianto ideologico e concettuale sul quale si ergono l’economia classica e quella neoclassica. Egli comprese la reale portata dello strumento monetario nell’involuzione della società moderna e nell’ambito di ogni sfera sociale ed economica. Auriti – andando oltre i luoghi comuni sulla "legittima emissione della moneta" e sulla "riserva aurea" di copertura della stessa – palesò meglio di tutti la truffa della moneta-debito e del sistema bancario internazionale, enunciando, dopo oltre trent'anni di studi giuridici e monetari, precise teorie rimaste insuperate e che hanno ispirato centinaia di studiosi sparsi ai quattro angoli della Terra. Egli fu insigne docente universitario, ideologo cattolico (1), avvocato e giurista di acclarata fama, anche se amava definirsi semplicemente

                                                   "un agricoltore

                    che per hobby fa il professore universitario".

    Riconosciuto come il Padre della Teoria del Valore Indotto della Moneta, – nato a Guardiagrele (Ch) (2) – insegnò nelle Università di Roma e Teramo, Filosofia del Diritto, Diritto Internazionale e Diritto della Navigazione; ricoprì la carica di presidente in diverse commissioni internazionali, curando la parte commerciale del Codice Civile Greco.

    (1) Sergio Basile, “Il messaggio di Fatima e la rivoluzione monetaria di Giacinto Auriti!” – ww.quieuropa.it – art. del 18 aprile 2015; (2) Guardiagrele (Chieti) 10 ottobre 1923; morto a Roma l'11 agosto 2006.

     Oltre l'economia                                              

    Per comprendere davvero lo spessore del personaggio e la portata rivoluzionaria della sua teoria monetaria non si può prescindere dall'indagare la sua profonda sensibilità cristiana:

                                  “Se non avessi questa fede (cristiana) 

                              questi discorsi sulla proprietà della moneta

                                               non li avrei neanche iniziati.

                                Su queste cose vie di mezzo non ce ne sono!

                            Questa è la differenza che c'è tra la nostra scelta

                                          e quella della cultura corrente.

          Sappiamo che stiamo rischiando, però sentiamo il dovere di farlo,

            perché altrimenti le nuove generazioni non avranno altra scelta 

                                       che il suicidio e la disperazione…

                           La verità vi fa liberi! Ecco le parole di Cristo!

               Avendo scoperto certe verità abbiamo il dovere di dirlo…

                       io non ho solamente il presagio, ma molto di più: 

                                     ho la certezza della vittoria…"(3)

                                                         Giacinto Auriti

    (3) Cfr.:  S. Basile, R. Carbone, “Pasqua: il cuore del presupposto auritiano” – ww.quieuropa.it – art. dell’8 Aprile 2015.

    Chieti inaugura la Scalinata Auriti

     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     

     Nessuno può servire due padroni                          

    Non va neppure dato per scontato lo speciale legame che lo unì sempre al messaggio di Fatima, anzi, possiamo affermare che 

                     Senza Fatima non è possibile comprendere Auriti. 

    Infatti, la guerra monetaria all'ultimo sangue tra i poteri occulti e l'umanità intera, scatenata dalle forze luciferine – specie all'indomani della fondazione della Banca d'Inghilterra (4) (1694/1717), della Federal Reserve statunitense (1913) e della privatizzazione della Banca Centrale Russa (5), (1935) da parte del satanista e social-comunista, d’origine ebraica, Stalin – non è altro che una delle tappe dello scontro finale tra male e bene di cui parla l'Apocalisse. Ciò prendendo a modello ideale l’immagine delle due bestie (Cap. 13, 1-18 (6)) in lotta contro Cristo e la Chiesa: come insegnava Auriti, infatti, la moneta-debito è stata storicamente il mezzo per eccellenza che lo stesso male personificato (Satana) ha usato per sottomettere l'umanità, per renderla schiava e per cercare di annientarla spiritualmente e fisicamente. Infatti, lo slogan più comune usato nei secoli per simboleggiare la moneta è stato ed è “sterco di Satana”. Gesù, il Cristo, il Figlio di Dio incarnato, il Messia prefigurato dai profeti nell’Antico Testamento, non a caso, quando parla di Satana lo identifica in Mammona (7), alter ego del denaro, e viceversa:

       “Nessuno può servire due padroni: o odierà l'uno e amerà l'altro,

                                 o preferirà l'uno e disprezzerà l'altro: 

                                non potete servire Dio e Mammona”(8)

    (4) Cfr.: Giacinto Auriti, “La Schiavitù Monetaria: una mostruosità storica dal 1694” – www.quieuropa.it – art. ripubblicato in data 9 Marzo 2015. (5) Cfr.: Sergio Basile, Il Trucco delle multinazionali svelato da Auriti e l’inganno della borsa – www.quieuropa.it – art. del 28 Luglio 2014. (6) Apocalisse 13, 1-18: “Vidi salire dal mare una bestia che aveva dieci corna e sette teste (…) Il drago le diede la sua forza, il suo trono e la sua potestà grande (…)  Allora la terra intera presa d'ammirazione, andò dietro alla bestia e gli uomini adorarono il drago perché aveva dato il potere alla bestia e adorarono la bestia (…) le fu dato potere sopra ogni stirpe, popolo, lingua e nazione. (…) Vidi poi salire dalla terra un'altra bestia, che aveva due corna, simili a quelle di un agnello, che però parlava come un drago. (…) sedusse gli abitanti della terra. (…) Chi ha intelligenza calcoli il numero della bestia: essa rappresenta un nome d'uomo. E tal cifra è seicentosessantasei. (7) Il termine Mammona, in aramaico ed ebraico (Mamon: "tesoro sotterrato") significa ciò che dà sicurezza e concerne, pertanto, tutto quello su cui si può contare, che dà fiducia e certezza "terrena": l'accumulo dei beni, la ricchezza, il denaro. Accumulo che chiude gli orizzonti del cielo e nasconde al cuore dell'uomo il vero tesoro: quello spirituale della Vita Eterna. "Il termine Mammona – leggiamo in Wikipedia – viene usato nel Nuovo Testamento per personificare il profitto, il guadagno e la ricchezza materiale, generalmente con connotazioni negative, e cioè accumulato in maniera rapida e disonesta (…). Nell'antichità lo si fa risalire ad un demonio, genericamente nella mitologia caldeo-siriaca, quindi greca e romana, arrivando poi alla citazione di Gesù nel Vangelo". (8) Vangelo secondo San Matteo, Cap. 6,24.

     Auriti e la Vergine di Fatima                                  

    Auriti fu un grande devoto sia della Madonna di Fatima che di San Bernardino da Siena (9), il santo anti-usura per eccellenza che a cavallo tra Trecento e Quattrocento lottò con metodi non violenti ma efficaci – uno tra tutti il sostegno alla diffusione dei Monti di Pietà – contro la piaga feneratizia, amplificata dai gestori ebrei dei banchi di cambio e prestito, primi prototipi di quelle che sarebbero divenute le future banche. In onore della Vergine di Fatima egli compose una meravigliosa supplica (10) e fece edificare una chiesa in Sant’Eusanio del Sangro (Chieti), presso località Brecciaio (11). Ciò avvenne seguendo un corso che in molti reputano prodigioso e profetico.

    (9) (1380-1444). (10) vedi appendice – Allegato 5. (11) Sant’Eusanio, 13 Maggio 2015

      13 Maggio 1977                                                         

    La decisione di edificare la chiesa (sorta in data 13 maggio 1977) maturò, infatti, in seguito a due curiosissime “circostanze”:  1) il ritrovamento di un fondo di bottiglia (12) recante impresse le cifre “13.5.69”: sequenza poi collegata all’anniversario dell’apparizione di Fatima del 1917. Il coccio fu rinvenuto casualmente sulla spiaggia di Casalbordino (Chieti) mentre il professor Auriti passeggiava con la moglie (13); 2) il sogno di un’anziana signora residente a Sant’Eusanio, tale Palmina Verratti, che il giorno dopo – e quindi, curiosamente, proprio in concomitanza al ritrovamento del fondo di bottiglia – descrisse al Professore il contenuto della sua rivelazione onirica, illustrando l’immagine di ciò che da lì a poco sarebbe accaduto: la costruzione della chiesa, espressamente richiesta in sogno dalla Madonna. Il tempio fu edificato da Auriti alla Santa Vergine di Fatima anche su suggerimento di un frate, all'epoca in forza al Santuario dei Miracoli di Casalbordino – tale Padre Colombano (14), al secolo Alfredo Tiberio – che diede la sua interpretazione dei fatti, notando la corrispondenza tra la data impressa sul coccio, la ricorrenza dell’apparizione di Fatima e il sogno della Verratti.

    (12) Fondo di una bottiglia di latte. (13) L'apparizione di Fatima del 13 Maggio 1917, avvenne a ridosso della Rivoluzione d'Ottobre che avrebbe sancito la diffusione degli errori ed orrori del Comunismo in tutto il mondo, come preannunciato dalla stessa Vergine ai tre pastorelli, quale conseguenza del peccato degli uomini, allontanatisi da Dio. Qualche decennio prima  dell'apparizione in questione Papa Leone XIII ebbe una esperienza inquietante: 13 ottobre 1884, al termine della Santa Messa, il pontefice rimase immobile davanti al Tabernacolo per diversi minuti e successivamente rivelò di aver assistito ad un “colloquio” tra Nostro Signore e satana. Quest’ultimo avrebbe minacciato la facile distruzione della Chiesa, qualora avesse potuto avere più potere sui suoi seguaci; nonché più libertà per 100 anni. Il Signore avrebbe accordato questa richiesta, accettando, in pratica, il duello finale tra il signore delle tenebre e i figli della luce, testimoni del Vangelo. Non a caso il Novecento è stato, fino ad ora, il secolo più oscuro e terribile della storia; ciò che accade oggi non è altro che il naturale strascico di questo episodio e dello scatenamento del male in ogni ambito sociale ed economico. (Cfr.: Arrigo Muscio, Sergio Basile, Satana e la distruzione del Cristianesimo, dalla visione di Leone XIII ad oggi – www.quieuropa.it – Art. del 3 Febbraio 2016). (14) Auriti conobbe Padre Colombano in un pomeriggio d’estate, presso il "Santuario dei Miracoli", durante una messa nella quale il professore s’improvvisò chierichetto (da una testimonianza di Rocco Carbone: amico del professor Giacinto Auriti).

     Il sogno, il coccio, la chiesa                                     

    Auriti cercò subito di attuare quello che sarebbe stato il volere della Santa Vergine – almeno come rivelato dall'anziana signora Verratti e come interpretato da Padre Colombano (15) – e disse alla moglie di giocare al lotto diecimila lire dell’epoca nelle cifre in questione: 13, 5 e 69. Quest’ultima in un primo momento non diede molto peso alla storia e impiegò una somma irrisoria (16); tuttavia, grande fu la sorpresa della donna quando vide che i numeri giocati erano stati estratti. La vincita, evidentemente, non era sufficiente a coprire i costi per l'edificazione del santuario. Auriti lesse in questa mancanza di fiducia da parte della moglie un segno di cambiamento, comprendendo che non doveva essere “il gioco” la strada per rendere omaggio alla Madonna: i soldi da impiegare non dovevano essere frutto di un volgare azzardo; piuttosto di lavoro e sacrifici personali. Così avvenne che in data 13 Maggio 1977 – data del 60° anniversario dell’apparizione della Madonna di Fatima – fu posta la prima pietra del tempio: il sogno della Verratti era divenuto realtà.

    (15) Da una Testimonianza diretta dell’11 Agosto 2015, resa dallo stesso Padre Colombano – vedi video “Sulle Orme di Giacinto Auriti – 11 Agosto 2015” (You Tube). (16) Mille lire.

    Chieti inaugura la Scalinata Auriti

     

     

     

     

     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     

     Dimensione spirituale della missione auritiana 

    Da quel momento gli studiosi auritiani, fedeli alla sua eredità, non possono fare a meno di cogliere la portata soprannaturale della missione; cioè la dimensione extra-materiale della sua guerra allo sterco di Satana, nata sotto il manto provvidenziale della Vergine Maria e concernente – come detto – un percorso di liberazione dalla più grande schiavitù mai esistita. Il “combattimento”, evidentemente, non si riduce ad una mera questione economica, ma assume i contorni di una vera e propria lotta tra bene e male in chiave apocalittica. La storia e le più grandi tragedie succedutesi dal Settecento ad oggi, nonché il contributo essenziale che i banchieri (giudeo-massoni e protestanti) diedero storicamente al crollo delle monarchie cattoliche, alle più sanguinose rivoluzioni massoniche (anti-cristiane) e al sorgere delle più spietate ideologie totalitarie, chiudono in maniera esemplare la portata soprannaturale del cerchio auritiano rapportato all'esperienza di Fatima e ai segreti rivelati ai tre pastorelli, Lucia, Giacinta e Francesco.

     L'aneddoto sul "pranzo offerto"                               

    Auriti, oltre ad essere un giurista e studioso di primo livello, era – ricordiamolo sempre – un "uomo spirituale". Un vero credente. Ci piace concludere, in merito, ricordando un emblematico aneddoto, datato 13 Maggio 2015: il sottoscritto e l'amico Rocco Carbone (assieme ad altri 6 convenuti da diverse regioni d'Italia, in occasione dell'anniversario dell'edificazione della Chiesa che Auriti fece edificare in Sant'Eusanio del Sangro), al termine del pranzo d'accoglienza, presso il ristorante "Mamma Rosa" – luogo che Auriti amava particolarmente – ebbero una straordinaria sorpresa. Al momento di pagare il conto, i titolari del ristorante  (Rosa e Leone) non accettarono moneta, ringraziandoci commossi per la nostra presenza. Sorpresi per il gesto e per questo curioso atteggiamento chiesimo spiegazioni, insistendo nel saldare quanto dovuto. La motivazione dei coniugi fu incredibile e – se vogliamo – riconducibile all'essenza del messaggio spirituale del nostro amato Professore. Un paio di notti prima dell'incontro – quando ancora Rocco Carbone non aveva prenotato i tavoli – la Signora Rosa (grande amica di Auriti) aveva fatto uno strano sogno: Don Giacinto (com'era conosciuto nel Paese) l'aveva avvisata provvidenzialmente dell'imminente arrivo di alcuni suoi amici presso il ristorante, raccomandandole di non addebitare loro il conto… lui stesso avrebbe provveduto a pagare per loro.. per i suoi amici…". Per farla breve quel 13 Maggio non pagammo un euro per quanto consumato, consapevoli che "Don Giacinto" ci avesse preceduto, seminado ancora una volta in quel provvidenziale e benedetto campo chiamato credito… Un brivido di commozione ci attraversò e ci accompagnò fino a sera, fin quando non ci ritrovammo tutti insieme dinazi alla statua della Madonna di Fatima, nella chiesetta voluta dal Professore. Quel giorno io festeggiai uno dei più lieti compleanni della mia vita, con in più un regalo speciale: il pranzo offerto dall'amico "Don Giacinto".

    Sergio Basile, Presidente "Sete di Giustizia"  (Copyright © 2016 Qui Europa)

    partecipa al dibattito – infounicz.europa@gmail.com

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    NOI  SIAMO  PER LA PROPRIETÀ  POPOLARE DELLA   MONETA.
    – Oggi la moneta nasce di proprietà della banca che la emette prestandola ai cittadini.
    Noi vogliamo che nasca di proprietà dei cittadini e che sia accreditata 
    ad ognuno come " REDDITO di CITTADINANZA ".

    DISEGNO DI LEGGE N°1282 SENATO XII LEGISLATURA 
    DIS. LEGGE N°1889 SENATO XIII LEGISLATURA
    Disegno di Legge proposto dal Sindacato Anti USura 
    Segretario Generale  avv. prof. Giacinto Auriti

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     Video correlati – L'inaugurazione                         

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    https://www.facebook.com/29641179834/videos/10154715537304835/

    https://www.facebook.com/29641179834/videos/10154715549279835/

    https://www.facebook.com/29641179834/videos/10154715549594835/

    Il 24 Settembre 2016, a Chieti, il sindaco Umberto Di primio ha intitolato una

    scalinata al Prof. Giacinto Auriti. Dal minuto 4.10  in poi del video

    lo possiamo ascoltare insieme al Prof. Auriti e all'Avv. Pimpini

     
     
     
     
     

     

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    L’Anticristianesimo Talmudico – Il disprezzo manifestato nel Talmud per Gesù e i Cristiani

    Sabato, 24 Settembre/ 2016   

    di Elizabeth Dillin / Traduzione Paolo Baroni Centro San Giorgio

    iniziativa di Libero Confronto / Pensa e Scrivi di "Qui Europa"

     Redazione Quieuropa, Talmud, Anticristianesimo, Offese a Gesù e a Maria, Centro San Giorgio, rabbini, Elizabeth Dilling, Jewish Encyclopedia, padre della menzogna, ebraismo, libro anticristiano  

    L'Anticristianesimo Talmudico – Il disprezzo

    manifestato nel Talmud per Gesù e i Cristiani

    Alcuni dei passi più gravi e blasfemi del Talmud ebraico contro

    Gesù Cristo Nostro Signore, la Madonna e i Cristiani

    Video in allegato: oltraggio a Gesù

     

    di Elizabeth Dilling (1)

    iniziativa di Libero Confronto / Pensa e Scrivi di "Qui Europa"

    (1) Traduzione a cura di Paolo Baroni di un estratto (pagg. 12-15) 

    dell'originale inglese The Jewish Religion: Its Influence Today (1954)

    originale: pagina web Dilling: III. The Talmud and Bible Believers

    Il disprezzo manifestato nel Talmud per Gesù e i Cristiani

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Il disprezzo talmudico per Gesù e i cristiani       

    Gerusalemme – L'oggetto supremo dell'odio nel giudaismo talmudico è Cristo, e gli obiettivi di tale odio sono unicamente i gentili (i non-ebrei)i, «le persone che sono come un asino, gli schiavi che sono considerati proprietà del padrone» 2. Di questi non-ebrei, i cristiani sono quelli più follemente detestati e aborriti perché le loro dottrine sono l'opposto di ogni dottrina talmudica. I talmudisti classificano i cristiani non solo come animali – come il resto dell'umanità non talmudica – ma quasi come insetti nocivi che devono essere sradicatiIl linguaggio nel Talmud si è virtualmente esaurito nello scovare i nomi più odiosi e disgustosi da affibbiare ai cristiani. Min (al plurale minim) viene usato in tutto il Talmud come vocabolo per designare i cristiani. Nello Shemoneh Esrei, o nelle Diciotto Benedizioni, la parola è stata cambiata poiché col passare del tempo i non-ebrei più accorti avevano compreso il vero significato di questo termine. Nella colonna di sinistra della Jewish Encyclopedia 3, alla voce «Shemoneh Esrei», il termine «zaddukim» («samaritani», ossia eretici) è stato sostituito con «apikoresim» («epicurei», ossia miscredenti). Nella colonna destra della stessa pagina, vediamo che «epicurei» è stato sostituito da Maimonide (1135-1204), un'autorità talmudica. Il riferimento è rimasto nelle edizioni non censurate del Talmud 4Il  trattato Berachoth afferma: «La benedizione relativa ai minim fu istituita in Jabneh» (la Palestina). L'arringa continua con il decreto di vendetta contro chiunque omette la benedizione contro i minim, «perché sospettiamo che possa essere un min anche lui». Afferma la Jewish Encyclopedia: anziché minim, «(le edizioni) censurate usano la parola "mumuar"». Nel Talmud 5, il termine mumuar viene utilizzato per denunciare una persona completamente squalificata che mangia carne che non è macellata in maniera kosher, mostrando così il «suo disprezzo per la legge» (del Talmud). Il Talmud 6 afferma – in un puro distillato di odio 7 – quanto segue giù (n.b.: in un altro passo, il Talmud 8 fa un'altra tirata contro coloro che classificano i minim come «persone comuni»)

                  «un rotolo di carta della Legge che è stato scritto da un min

                                             dovrebbe essere bruciato»

    (2) Kethuboth 111a. Tutte le citazioni dal Talmud che seguono sono state estratte dalla edizione della Soncino Press del 1936;  (3) Cfr. The Jewish Encyclopedia, 1905, pag. 281; (4) Berechoth 28b, Sanhedrin 27a, Horayoth 11a e Gittin 45a; (5) Sanhedrin 27a; (6) Gittin 45b; (7) Vedi Shabbat 116a; (8) Horayoth 11a;

     Il Talmud sulla Santa Comunione                          

    Riferendosi alla Santa Comunione, esso cita quelli che bevono vino consacrato ad un idolo. Cristo è l'«idolo» denunciato senza sosta dal Talmud, mentre la vera idolatria a riguardo degli spiriti, dei pianeti e dei bambini bruciati in onore di Moloch (Baal) è permessa dall'ebraismo talmudico. Ai nostri giorni, gli ebrei continuano a diffondere la loro propaganda anti-cristiana nei loro libri immorali e sovversivi, che raggiungono le profondità del fanatismo, del pregiudizio e dell'intolleranza. Ma l'insegnamento del Talmud 9 viene citato anche nella Jewish Encyclopedia (alla voce «gentili») 10, dove si dice che i libri cristiani dovrebbero essere bruciati «senza riguardo al nome di Dio che appare all'interno di essi». Una delle caratteristiche del Talmud è di accusare gli avversari di un crimine che i talmudisti compiono abitualmente.

     (9) Shabbat 116a; (10) Cfr. The Jewish Encyclopedia, pag. 617;

     Talmudismo e "Gesù il mago"                                 

    Un classico esempio è costituito da un passo 11 in cui si accusa Cristo di essere un mago. In questo passo si dice che Cristo compiva i Suoi miracoli ricorrendo alla stregoneria e facendo un uso magico del Tetragrammaton (il Sacro Nome di Dio composto in ebraico da quattro lettere) che, in uno dei passi del Talmud, si racconta che avrebbe rubato e nascosto nella Sua carne! Cristo aveva ragione nel designare i farisei come i figli del padre della menzogna (Gv 8, 44).

     (11) Sanhedrin 67a.

     Il Cristianesimo urla dall'Inferno                            

    Nel Talmud, il cristianesimo viene paragonato ad una delle due figlie di una sanguisuga del cavallo che grida dall'inferno: «Portami, portami»! Una è lo Stato, «che impone continuamente nuove tasse e nuovi diritti doganali», mentre l'altra è «Minuth» (il cristianesimo), «che adesca continuamente lo sprovveduto con il suo insegnamento erroneo». Segue un versetto biblico (mal utilizzato) come maledizione 

                  «scagliata contro coloro che si sono convertiti all'idolatria»

                                                          (il cristianesimo).

    Poi si dice che un'altra voce dell'inferno chiama dicendo di riportare nell'abisso queste due «figlie» «che piangono e gridano in questo mondo» 12.

    (12) Abodah Zarah 17a.

     Incesto e prostituzione meglio del Cristianesimo 

    Il Talmud parla di una donna che confessa che il suo figlio più giovane è il discendente del suo figlio più vecchio, che quell'incesto è stato il suo peccato meno grave, e che vuole morire in pace, ma che non può perché se l'incesto è il suo peccato più leggero «si può presumere che essa si sia anche convertita al Minuth (al cristianesimo) […], che è la ragione per cui la donna non muore […]. Se essa ha detto che la sua colpa è una delle più leggere, si può supporre che sia colpevole anche di idolatria» (il cristianesimo). Segue una storiella che parla di un rabbino che ha avuto rapporti con tutte le prostitute del mondo, il quale attraversa sette fiumi per giungere fino all'ultimo. Gli è permesso di morire in pace perché non ha commesso l'imperdonabile Minuth (la conversione al cristianesimo) 13.

    (13) Ibid.

     Morso di serpente, meglio del Cristianesimo    

    Il Talmud afferma che rabbi Ishmael (il saggio) ha un nipote che è stato morso da un serpente e vuole permette a Jacob, un discepolo di Gesù, di guarirlo, ma il nipote muore a metà di questa sentenza. Il rabbino quindi esclama: «Sii felice tu Ben Dama perché sei stato puro nel corpo e anche la tua anima è rimasta nella purezza». Chiaramente, la sua gioia è dovuta al fatto che è preferibile morire a causa del morso di un serpente che essere guarito da un cristiano 14.

    (14) Abodah Zarah 27b.

     Gesù e la latrina del Sommo Sacerdote              

    Un racconto del Talmud narra che, per aver parlato con un discepolo di Gesù, un rabbino viene sospettato di essere favorevole ai cristiani, una cosa che lo fa vergognare profondamente. Egli allora mente dicendo che Gesù avrebbe insegnato che si può fare ricorso ad una prostituta per costruire una latrina per il Sommo Sacerdote 15. Quest'ultima parte, si dice, allieta moltissimo il rabbino. Questa storia disgustosa e falsa per diffamare Cristo, tipica dei farisei, è stata ripresa da rabbi Louis Finkelstein (1895-1991) nella sua opera The Pharisees 16Finkelstein (foto grande di copertina a sinistra) attribuisce alcuni epiteti diretti al fariseismo dai cristiani nei primi secoli al contrasto tra i cristiani e i «loro ex correligionari che rimasero fedeli al fariseismo inalterato. Ciononostante, il fariseo e il cristiano rimasero sufficientemente vicini per guardarsi l'un l'altro con rispetto». Poi riporta la succitatabugia del rabbino Eliezer, che viene utilizzata come un complimento: «Rabbi Eliezer ben Hyrcanus, uno dei più ortodossi tra i saggi, elogia altamente un'interpretazione della Sacra Scrittura fornita da un cristiano dei primi tempi». Eccoci di nuovo di fronte alla diffamazione di Cristo!

    (15) Abodah Zarah 16b-17a. (16) Cfr. L. Finkelstein, The Pharisees («I farisei»), The Jewish Publication Society of America, Philadelphia 1946.

      Altre menzogne per ingannare                            

    All'epoca in cui la Jewish Encyclopedia venne pubblicata (nel 1905), non era ancora disponibile una traduzione inglese del Talmud con l'identificazione dei numeri di foglio. La prima, ad opera di Rodkinson nel 1903, non solo era un riassunto, ma era anche priva dei numeri di foglio. Solamente a partire dalla traduzione inglese relativamente recente del Talmud, a cura della Soncino Press, abbiamo il numero di foglio e riferimenti chiari che non richiedono ragionamenti o interpretazioni da parte dei non-ebrei. Tuttavia, nel 1905, diverse menzogne contenute nel Talmud erano ancora tenute all'oscuro agli sguardi indiscreti dei non-ebreiLa Jewish Encyclopedia del 1905 afferma: «Durante il I secolo del cristianesimo, i rabbini vissero in rapporti amichevoli con i minim» (i cristiani). Chiunque abbia una certa familiarità con la veemente polemica sul fariseismo innescata da Cristo nel Nuovo Testamento non si lascerà certo ingannare da questa asserzione. Ciononostante, per rafforzare questa bugia (quella della latrina attribuita a Gesù) viene presentata come se essa indicasse benevolenza. Riguardo alla storia anti-cristiana del morso di serpente presente nel Talmud, la Jewish Encyclopedia afferma: 

      «Ben Dama, il nipote di rabbi Ishmael, essendo stato morso da un serpente,

      permise di essere guarito per mezzo di un esorcismo praticato dal min Jacob,

                                                 un giudeo-cristiano» 17.

    Questa serie di circostanze ci mostra ancora una volta come Cristo era straordinariamente nel giusto quando disse che i farisei erano figli del padre della menzogna.

    (17) Cfr. The Jewish Encyclopedia, pag. 595.

    Il disprezzo manifestato nel Talmud per Gesù e i Cristiani

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Gesù conosceva la tradizione orale (Talmud)     

    Michael Levi Rodkinson (alias Frumkin; 1845-1904), che realizzò la prima traduzione in inglese del Talmud Babilonese, si chiede, nella sezione dedicata alla «Storia del Talmud»: «Gesù conosceva già la letteratura con cui avrebbe familiarizzato fin dai suoi primi anni di esistenza terrena? É possibile saperne di più? […]. A tali domande la classe dotta di rabbini ebrei risponde poggiando sul Talmud […]. Il Talmud è la forma scritta di ciò che, ai tempi di Gesù, era chiamata la "Tradizione degli Anziani", ed è ad essa che Cristo fa frequenti allusioni» 18.

    (18) Ai tempi di Cristo, la cosiddetta «Tradizione degli Anziani» era conservata dai farisei unicamente in forma orale. Solo dopo la caduta di Gerusalemme e la distruzione del Tempio di Salomone (anno 70 d.C.) iniziò la complessa stesura per iscritto di tale tradizione che terminò solo nel Medioevo e prese il nome di Talmud (N.d.T.).

     Il Talmud e Maria, Madre di Gesù                        

    Essa viene chiamata «Miriam, un'acconciatrice femminile di capelli». Ella «commise adulterio» 19.

                        Maria «faceva la prostituta con i falegnami» 20.

    Tutte le fonti rabbiniche attribuiscono a Gesù una «nascita illegittima […]. Il seduttore era un soldato di nome di Panthera (chiamato anche Pandira e Stada). Pappus (marito di Maria) non ha nulla a che vedere con la storia di Gesù, ed è collegato a lui solamente per il fatto che a sua moglie accadde di essere chiamata "Miriam" (Maria), che era notoriamente un'adultera». Tutta le edizioni della Toledot Yeshu («Vita di Gesù» o «Vangelo del ghetto») «contengono la storia di una disputa che Gesù ebbe con gli scribi, e che alla fine di quella disputa gli scribi dichiararono che egli era un bastardo» 21.

    (19) Sanhedrin 67a. (2o) Sanhedrin 106a-106b. (21) Cfr. Jewish Encyclopedia, voce «Gesù», pag. 170.

     Cristo viene chiamato "Balaam"                             

    Il nome di «Balaam» appare nei passi del Talmud più osceni riguardanti Gesù. Una prova che Gesù viene chiamato «Balaam» si trova nella Jewish Encyclopedia (voce «Balaam») la quale, dopo aver enumerato le Sue presunte qualità più disgustose, dichiara: «Perciò […] lo pseudonimo "Balaam" viene dato a Gesù in Sanhedrin 106b e in Gittin 57a». Nello stesso articolo, ci viene detto che il Talmud paragona i cristiani e Cristo ai seguaci del culto sessuale di Baal, a causa delle cui abominazioni 24.000 israeliti morirono di epidemia ai tempi di Balaam (Nm 25, 1-9). Il fatto che a Balaam era stato chiesto di maledire gli israeliti, cosa che non fece predicendo invece la venuta del Messia (Nm 24, 17), costituisce un fragile pretesto per fare di Gesù una maledizione come Balaam

      Cristo «viene descritto come cieco di un occhio e con un piede azzoppato, 

          e i suoi discepoli distinguibili per tre qualità moralmente corrotte». 

    Egli viene inoltre definito «uno che ha rovinato delle persone», e le Sue chiese vengono paragonate al culto nudista di Baal. E «questa ostilità contro la sua memoria (di Cristo) raggiunge il suo culmine nell'affermazione che ogni qualvolta qualcuno scopre una nota di cattiveria o il disonore nella sua vita, dovrebbe predicare ciò che ha scoperto» 22Tornando al summenzionato passo del Talmud (Sanhedrin 106a-106b), vediamo paragonare Gesù all'atto di Balaam che provocò la morte di 24.000 israeliti a causa di un'epidemia (questo fatto accadde 1.450 anni prima che Cristo nascesse). 

                                Ecco la «ricompensa» per la sua infamia. 

         Sua Madre, Maria, è colei che«faceva la prostituta con i falegnami […]. 

                                     Essi lo sottoposero a quattro morti, 

               lapidandolo, bruciandolo, decapitandolo e soffocandolo […]. 

                             Egli aveva trentatre o trentaquattro anni». 

    (22) Sanhedrin 106b.

     

     "Le cronache di Balaam" (i Vangeli)                     

    Un altro dice: «Ho letto le Cronache di Balaam in cui si afferma: "Balaam lo zoppo aveva trent'anni quando Phinehas il Ladro lo uccise"». La nota in calce spiega: «Nel Talmud, Balaam viene spesso usato  come modello di Gesù. La Madre di Gesù viene identificata, le quattro morti enumerate, "e […] tutti i passi riguardanti Balaam sono di tendenza anti-cristiana. Il nome Balaam viene utilizzato come uno pseudonimo di Gesù, Phinehas il Ladro è stato scelto per rappresentare Ponzio Pilato, e le Cronache di Balaam si riferiscono probabilmente ai Vangeli"». Verificando nella Jewish Encyclopedia il racconto ebraico su Balaam – che sarebbe Gesù – leggiamo: 

                                         «Nel caso del malvagio Balaam,

       qualunque cosa troverete scritto su di lui leggetelo a suo svantaggio» 23

     (23) Ibid. 

     Le chiese per il Talmud (tende per prostitute)    

    Le chiese cristiane vengono paragonate a tende per la prostituzione di Baal, con donne anziane che stanno all'esterno, mentre le giovani sono all'interno e fanno ubriacare i clienti, si svestono e adorano l'«idolo» (Gesù), nello stile di Baal, mediante la prostituzione 24Inserendo una calunnia nella breve menzione nella Bibbia secondo cui Balaam sarebbe stato ucciso (Nm 32, 8), il passo nel trattato Sanhedrin è così citato nella Jewish Encyclopedia: 

                        «Nel processo per uccidere Balaam (Nm 31, 8),

                             tutti i quattro metodi legali di esecuzione

           – la lapidazione, il rogo, la decapitazione e lo strangolamento –

                                              vennero impiegati» 25

                      «Egli incontrò la morte all'età di trentatre anni,

           e si dice che che non c'era posto per lui nel mondo che verrà»26.

     (24) Sanhedrin 106a. (25) Sanhedrin 106b; The Jewish Encyclopedia, pag. 657. (26) Sanhedrin cap. X, 2, 90a. 

    Il disprezzo manifestato nel Talmud per Gesù e i Cristiani

     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     

     La maledizione contro i Cristiani                           

    Il passo in Sanhedrin 90a del Talmud, nega a «Balaam» un posto nel mondo futuro 27. In questo passo si afferma che il negare la risurrezione come facevano i sadducei e i samaritani, «era opposto a ciò che la dottrina asserisce enfaticamente nella seconda delle Diciotto Benedizioni». Il «peccato» di pronunciare il sacro Tetragrammaton (Yahwéh) viene citato contro Cristo e i cristiani 28La maledizione dei cristiani, coloro che pronunciano il «Nome» come «si scrive» (il Tetragrammaton) e leggono i «libri non canonici», comincia con una Mishnàh. Vaghe digressioni per sviare un possibile lettore cristiano appaiono nelle note in calce che suggeriscono che per «libri non canonici» si possono intendere questo o quest'altro libro, ma che «ci sono, comunque, indicazioni che vogliono dire qualcosa di più». Ma la nota in calce riguardante i «libri non canonici» rivela apertamente che si tratta dei libri del Nuovo Testamento, e che la parola «sadducei» viene usata per indicare i «gentili».

    (27) Sanhedrin cap. XI. (28) Sanhedrin 36a.

     Le 18 Benedizioni (Maledizioni sui Cristiani)      

    L'ebreo ortodosso «religioso» recita a memoria le «Diciotto Benedizioni«, o «Shemoneh Esrei», tre volte nei giorni feriali della settimana, quattro volte nelle feste e di sabato. La settima e la dodicesima benedizione contengono una maledizione contro i cristiani e i non-ebrei augurando che vadano all'inferno e in perdizione

                                          Così, il «buon ebreo ortodosso» 

                   scaglia contro i cristiani sei maledizioni nei giorni feriali 

                                               e otto in quelli «speciali». 

    Notate tutte le varietà di discorsi doppi che sono state utilizzate attraverso i secoli per far sì che i non-ebrei scoprissero la verità sul «Shemoneh Esreh», che non è affatto amichevole per quelli che recitano religiosamente a memoria questa litania della «fratellanza» da sei a otto volte ogni giorno! Da notare: «Per ovviare all'interpretazione ostile il testo fu cambiato», e tutti i cambiamenti per imbrogliare i non-ebrei sono stati enumerati 29. La dodicesima benedizione, la Birkat ha-Minim (la «maledizione contro i cristiani»), «fornisce ai diffamatori del giudaismo e degli ebrei un'arma pronta per l'attacco».

    (29) Cfr. Jewish Encyclopedia, pag. 281.

     "Appello imprecativo"  e "recita quotidiana"       

    Questa «petizione contro i nemici» (i non-ebrei) viene chiamata un «appello imprecativo». Chiaramente, si tratta di un'«invocazione malvagia, di una maledizione». Più avanti, la Jewish Encyclopedia afferma cautamente che la «settima benedizione […] sembra un doppione ed è superflua». La Jewish Encyclopedia cita anche una raccomandazione dei «Saggi» per la recitazione quotidiana della «benedizione»

           «Tu sii benedetto per non avermi fatto un goy» (un non-ebreo) 30

    Nel Talmud, il cristiano che si oppone all'ebraismo viene relegato all'inferno per tutta l'eternità sotto un diluvio di «escrementi bollenti»:

                     «Chiunque si prende gioco delle parole dei Saggi

                    verrà punito bollendo negli escrementi caldi» 31.

    In questa stessa pagina, dove il cristiano comune viene condannato a questo destino eterno, si afferma che Cristo viene punito per sempre nell'inferno con «sperma bollente».

     (30) Ibid., pag. 617. (31) Gittin 57a.

     Il Talmud e le cinque morti inferte a Gesù            

    Come affermato nel Talmud e nella Jewish Encyclopedia, Gesù viene condannato a subire «quattro metodi legali di esecuzione», e viene inoltre crocifisso per aver bestemmiato contro il giudaismo dei farisei. Gesù viene prima lapidato, poi «appeso» o crocifisso 32. In un altro passo del Talmud, Gesù, chiamato con un altro nome fasullo (Ben Stada), e viene identificato come «Gesù di Nazareth» 33. A riguardo di Giuda, ci viene detto 34

           «Quando Giuda trovò Gesù non lo poté toccare in alcun modo, 

                     e nel corso di una battaglia aerea egli lo contaminò» 

    (ancora una volta ritorna nel Talmud il «concetto di latrina»). Tutti gli Apostoli di Gesù sono stati uccisi 35. I loro nomi vengono decodificati nella Jewish Encyclopedia 36Gesù è stato crocifisso come un «bestemmiatore» 37Viene detto che Gesù brucia 38il modo in cui brucia 39, confermato sulla Jewish Encyclopedia alla voice «Balaam» 40. Gesù è, 

                                           «immerso nello sterco fino alle ascelle, 

             e una stoffa dura – all'interno di una più soffice – è attorcigliata attorno al suo collo 

                              e le due estremità sciolte tirano in direzioni opposte

                                           in modo da costringerlo ad aprire la bocca. 

                                 Uno stoppino acceso è stato gettato nella sua bocca 

                       in modo da scendere nel suo corpo e bruciare i suoi intestini […].

        La sua bocca è costretta a rimanere aperta con delle tenaglie contro la sua volontà» 41. 

                                                «La pena di morte per "bruciatura" 

                      viene eseguita versando del piombo fuso nella bocca del condannato, 

                                                scottando i suoi organi interni» 42.

    (32) Sanhedrin 43a-45b. (33) Sanhedrin 67a. (34) Cfr. Jewish Encyclopedia, pag. 172. (35) Sanhedrin 43a. (36) Cfr. Jewish Encyclopedia, pag. 171. (37) Sanhedrin 46a; The Jewish Encyclopedia, pag. 166. (38) Sanhedrin 52a. (39) Yebamoth 6b. (40) Cfr. Jewish Encyclopedia, pag. 657. (41) Sanhedrin 51a. (42) Yebamoth 12b.

     Altre offese contro Gesù Cristo                                

    Come abbiamo visto, Gesù viene strangolato mentre è immerso nello sterco fino alle ascelle. Ciò viene ripetuto anche altrove 43, e notificato nella Jewish Encyclopedia 44Gesù è all'inferno dove la sua punizione consiste nel «bollire nello sperma» 45. Il soggetto viene identificato come Gesù in una nota in calce anche nella Jewish Encyclopedia alla voce «Balaam» 46I cristiani all'inferno vengono puniti «bollendo negli escrementi caldi», che è la punizione per tutti coloro che si fanno beffe «delle parole dei saggi» (ossia del Talmud). «Gesù si è macchiato di bestialità» (ha avuto rapporti con animali; N.d.T.), «ha corrotto le persone», si è «trasformato nell'inferno» 47. «Gesù zoppicava da un piede» ed «era cieco in un occhio» (come Balaam), «praticava gli incantesimi per mezzo del suo pene», «si è macchiato di bestialità con il suo asino», era uno sciocco che «non sapeva di possedere un cervello da bestia» 48Il ridicolo e cattivo uso di un versetto del Libro dei Giudici (Gdc 5, 27), che parla delle convulsioni di Sisera morente e che viene inteso come un rapporto sessuale, viene qui applicato a Gesù, con un «chiarimento» in una nota in calce di Gdc 5, 27 che afferma: «Si vuole intendere un rapporto sessuale…». 

                                Gesù ha tentato di sedurre le donne, 

            è stato scomunicato da un rabbino ed ha adorato un mattone, 

                   era un seduttore d'Israele e praticava la magia 49

    (43) Sanhedrin 106b. (44) Cfr. Jewish Encyclopedia, pag. 657. (45) Gittin 57a. (46) Cfr. Jewish Encyclopedia, pag. 469. (47) Sanhedrin 105a. (48) Sanhedrin 105a-105b. (49) Sanhedrin 107b; Jewish Encyclopedia, pag. 170.

      Maledizione della Risurrezione di Gesù                

    Gesù viene citato nell'indice del trattato talmudico Sanhedrin, «la raccolta principale del diritto penale del Talmud», che mostra il numero di pagina in cui Egli viene denunciato. La risurrezione di Gesù viene maledetta

                    «Guai a colui che torna vivo in nome di Dio» 50.

    Il processo di Gesù: «Fu grazie all'azione dei sacerdoti che Gesù fu portato di fronte a Ponzio Pilato». I sacerdoti del Sinedrio «avevano ragione nel sentirsi offesi dall'azione di Gesù che voleva purificare il Tempio», il luogo, secondo il Talmud, in cui probabilmente ebbe luogo il suo processo. Il suo grido «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato» fu in tutte le sue implicazioni una smentita delle sue esagerate pretese. La forma della sua punizione ha confutato queste pretese agli occhi degli ebrei. Nessun Messia che gli ebrei potrebbero riconoscere come tale avrebbe sofferto una simile morte; perché, come afferma il Libro del Deuteronomio, «l'appeso è una maledizione di Dio» (Dt 21, 23). Questo passo si riferisce ad un «figlio malvagio», e il talmudista Rashi ben Eliezer (1040-1105) aggiunge che è «un insulto a Dio». Questa affermazione la si trova anche nella Jewish Encyclopedia alla voce «Gesù» 51. Altri insulti e accuse contro Gesù e Sua madre – Gesù è un «bastardo» e via di seguito – vengono riferiti nella stessa Jewish Encyclopedia 52.

     (50) Sanhedrin 106a. (51) Cfr. Jewish Encyclopedia, pag. 166. (52) Ibid., pag. 170.

    Elizabeth Dilling 

    Traduzione a cura di Paolo Baroni / Centro Culturale San Giorgio

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     Video allegato                                                           

    Ebrei contro Gesù – YouTube

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    Lunedì,  Settembre 8th/ 2014  – Redazione Watch.pair / Centrosangiorgio / Quieuropa – Traduzioni a cura di Paolo Baroni, Centrosangiorgio Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi" di Quieuropa Redazione Quieuropa, Cabala ebraica, Kabbalah, nucleo dottrinale di ogni sètta massonica, sette luciferine, Talmud e giuridismo, Kabbalah e misticismo, contro lo spirito vetero-testamentario, giudaismo chassidico,  Michael Sidlofsky, I Maestri della Luce Accecante, Zohar, misticismo New Age, la Kabbalah è […]

    Gli oscuri misteri della Kabbalah ebraica – 4 – Contraddizioni cabalistiche e Verità bibliche

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    Giovedì,  Settembre 11st/ 2014  – Redazione Watch.pair / Centrosangiorgio / Quieuropa – Traduzioni a cura di Paolo Baroni, Centrosangiorgio Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi" di Quieuropa Redazione Quieuropa, Cabala ebraica, Kabbalah, ebraismo, dottrina esoterica, Sepher Yetzirah, contemplazioni di Abramo, Zohar, Adamo, Libro della Creazione, Adolphe Franck, Libro della Luce, Sepher-Ha-Zohar, Adolphe Franck, Misteri della Saggezza, impartiti ad Adamo da Dio, Giardino dell'Eden, angelo Razael, Seth, Enoch, Noè, Abramo, Mosè, Monte […]

    Gli oscuri misteri della Kabbalah ebraica – 5 – Attacco alla Genesi e divine alterazioni

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    Venerdì,  Settembre 12nd/ 2014  – Redazione Watch.pair / Centrosangiorgio / Quieuropa – Traduzioni a cura di Paolo Baroni, Centrosangiorgio Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi" di Quieuropa Redazione Quieuropa, Sergio Basile, Paolo Baroni, Cabala ebraica, Kabbalah, ebraismo, dottrina esoterica, The Hebrew Goddess, Hebrew Myths: The Book of Genesis, Robert Graves, Raphael Patai I, Claudius, oggetto di studio da parte di chi è coinvolto nell’occulto e […]

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    Sabato,  Settembre 13rd/ 2014  – di Pietro Ferrari, premessa di Sergio Basile – Redazione Agerecontra / Redazione Quieuropa Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi" di Quieuropa Redazione Quieuropa, Redazione Agerecontra, Pietro Ferrari, Sergio Basile, Gnosticismo, Ateismo pratico, idolatria del nulla, ideologie totalitaristiche, mimosa e simbologia massonica, cremazione, la costatazione dell’imperfezione umana e del mondo contrasta con la perfezione […]

     

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    Sabato,  Settembre 27th/ 2014  – di Sergio Basile – Redazione Quieuropa, Sergio Basile, Nuovo Ordine Mondiale, Kabbalah, Bibbia Satanica, Georgia Guidestone, Depopolamento mondiale, mondialismo, Protocolli dei Savi di Sion, rituali e sacrifici, Sigmund Freud, Scuola diFrancoforte, Zevi Shabbatai, mille e 666, numerologia, Mosè, Salvezza in Gesù Cristo  Kabbalah e Nuovo Ordine Mondiale  Gli oscuri misteri della Kabbalah […]

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    Giovedì, Febbraio 18th, 2016 – di Paolo Baroni, Centro San Giorgio  – Redazione Qui Europa, Paolo Baroni, Centro San Giorgio, Comunismo, Massoneria,  filiazione massonica dell'ideologia comunista, sesso, droga e rock'n'roll, Nuovo Ordine Mondiale, filiazione massonica dell'ideologia comunista, satanismo, corruzione della società, teosofia, George Harrison,  Jerry Rubin,   Willy Münzenberg, Tempio di Salomone, Papa Leone XIII, Mons Delassus, massone Lafargue, Congresso massonico di Liegi del 1865, Madame Helena Petrovna Blavatsky, Annie Besant, occultista John Symonds, Aleister […]

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    Padre Massimiliano Kolbe – La Milizia dell’Immacolata e la lotta contro Massoneria e Sionismo

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    Mercoledì,  Agosto 6th/ 2014 – di  A. Serramazza, Pres. Milizia dell'Immacolata Calabria e S. Basile – Redazione Quieuropa, Rita Angela Serramazza, Sergio Basile, Milizia dell'Immacolata, Padre Massimiliano Kolbe, massoneria, naturalismo, Papa Leone XIII, Milizia dell'Immacolata, Giacinto auriti, processione massonica inneggiante a Lucifero, dogma dell'Immacolata Concezione, Sete di Giustizia, Europa, Giappone, Giacinto Auriti, Redazione Quieuropa, naturalismo massocino, Il Cavaliere dell'immacolata, Hiram Abiff, architetto del Tempio di Salomone, vertice […]

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    Padre Massimiliano Kolbe e la Giudeo-Massoneria – 2 – Denuncia di Leone XIII sull’associazione infernale

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    Venerdì,  Marzo 6th/ 2015 – A cura di Centro San Giorgio e Redazione "Qui Europa"   – Redazione Quieuropa, Centro San Giorgio, Redazione Qui Europa, Milizia dell'Immacolata, Padre Massimiliano Kolbe,  associazione infernale, Naturalismo, massoneria, Papa Leone XIII, Milizia dell'Immacolata, Il Cavaliere dell'immacolata, Massoneria  Padre Massimiliano Kolbe e la Giudeo-Massoneria – 2 Denuncia di Leone XIII sull'associazione infernale Naturalismo, Ossessione per il Segreto, liquidazione sistematica […]

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      Martedì,  Marzo 10th/ 2015 – A cura di Centro San Giorgio e Redazione "Qui Europa"   – Redazione Quieuropa, Centro San Giorgio, Redazione Qui Europa, Milizia dell'Immacolata, Padre Massimiliano Kolbe,  Il Cavaliere dell'immacolata, Massoneria, Corpo mistico, le avanguardie protestanti, la testa del serpente, Papa Leone XIII, Humanum Genus,  I Protocolli dei Savi di Sion  Padre Massimiliano Kolbe e la Giudeo-Massoneria – 3 […]

    Padre Kolbe e la Massoneria – 4 – Tattiche e strategie dell’Armata dell’Anticristo

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    Mercoledì,  Marzo 18th/ 2015 – A cura di Centro San Giorgio e Redazione "Qui Europa"   – Redazione Quieuropa, Centro San Giorgio, Redazione Qui Europa, Milizia dell'Immacolata, Padre Massimiliano Kolbe,  Il Cavaliere dell'immacolata, Massoneria, Piano massonico del 1953, Protocolli dei Savi di Sion, monopolio assoluto su stampa e media, Attacco alla Chiesa, Mano nascosta, pestinenza e armata dell'Anticristo, aborto, divorzio, […]

    Testimonianza shock di un medico ex-massone

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    Martedì,  Marzo 31st/ 2015 – Su segnalazione di Giuseppe F. – Iniziativa di Libero confronto, "Pensa e Scrivi" di "Qui Europa" Redazione Quieuropa, Testimonianza shock di un medico ex massone, anima, perdere l'anima, rito di possessione diabolica, testimonianza shock, setta satanica, milizia di Satana, Corpo mistico di Satana, rito magico, forza della preghiera, Ave Maria e […]

    Testimonianza shock alla TV finlandese – La Verità sulla Massoneria: parla un ex-33

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    Martedì, Aprile 15th/ 2014 – Redazione Losai / iniziativa di Libero Confronto  –  Occulto e massoneria, laura Caselli, Redazione Losai, Qui  Europa, Juhani Julin, Gerber Weldon, tv finlandese, parla un ex 33, verità e menzogne sul GADU,Helsinky, Madonna di Fatima, TV7.fi, infiltrazioni della massoneria nella Chiesa, I fumi di Satana non prevarranno sulla Chiesa   Juhani Julin decide di […]

    Massoneria – Profetica Maledizione di Don Bosco del 1855 e Visione di Padre Pio del 1913

    Massoneria – Profetica Maledizione di Don Bosco del 1855 e Visione di Padre Pio del 1913

    Domenica,  Agosto 3rd/ 2014 – di Sergio Basile – Redazione Quieuropa, Sergio Basile, Padre Pio, San Giovanni Bosco, Le profezie sulla Casa Savoia, lettera di Padre Pio sulla massoneria, 1917, Massoneria, Politica, Savoia, Piemonte, Legge Rattazzi, soppressione degli ordini religiosi, infame setta della massoneria, la visione e le confessioni di Gesù sulla massoneria a Padre Pio, il tradimento di […]

     

  • Motivazioni e moventi veri di Lutero… errori ed eresie

    Motivazioni e moventi veri di Lutero… errori ed eresie

    Venerdì, 23 Settembre/ 2016   

    di Corrado Gnerre

     Redazione Quieuropa, Corrado Gnerre, Confederazione Civiltà Cristiana, Martin Lutero, Riforma Protestante, volontarismo, fideismo, transustanziazione, 95 tesi, eresia protestante  

    Motivazioni e moventi veri di Lutero…

    errori ed eresie

    Perché nacque la Riforma Protestante? Quali furono

    i suoi reali motivi? Quali i miti da sfatare?

    Eresie ed errori del Protestantesimo

     

    di Corrado Gnerre / Confederazione Civiltà Cristiana

    lutero

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Perché nacque la Riforma Protestante?               

    Wittemberg, Erfurt – Con il termine “Riforma” s’intende quella importante rivolta religiosa che diede vita al Protestantesimo. Rivolta che ebbe origine con Martin Lutero (1483-1546), il quale, nella notte del 31 ottobre del 1517, espose al pubblico 95 tesi con cui si scagliò contro la Chiesa cattolicaPerché nacque la Riforma? Prima di tutto va negato ciò che solitamente si afferma e cioè che la Riforma sarebbe nata dalla cosiddetta “vendita delle indulgenze”. In quegli anni si costruiva la nuova Basilica di San Pietro e per finanziare i lavori si decise di raccogliere in tutta la cristianità offerte per lucrare indulgenze. In Germania l’operazione venne affidata ad un personaggio tutt’altro che edificante, Johan Tetzel. Ma attenzione: questo non fu il vero motivo della nascita della Riforma! Un altro mito da sfatare è quello secondo cui Lutero avrebbe voluto solo “riformare” la Chiesa. Faccio un esempio per farmi capire. Se prendo un vaso prezioso molto impolverato, un conto sarebbe se mi limitassi a spolverarlo, facendolo tornare alla lucentezza originaria, altro se lo scagliassi a terra facendolo in mille pezzi e poi pretendessi di ricostruirlo a mio piacimento. “Riformare” significa tornare alla forma originaria (ri-formare); ebbene, Lutero non riformò ma distrusse tutto. Un solo esempio: su sette sacramenti ne conservò solo due: il Battesimo e l’Eucaristia (ma sarebbe meglio dire uno e mezzo, poi vedremo perché).

     Il faso mito della lotta alle indulgenze                  

    Torniamo alle indulgenze. Che la Chiesa del tempo non navigasse in buone acque, è vero. Era quello un periodo assai triste e non era raro trovare cardinali e prelati che preferissero la lettura di Orazio e Seneca piuttosto che delle Scritture. Ma Lutero era fin troppo intelligente per non poter capire che la possibile non santità degli uomini di Chiesa non compromette la santità della Chiesa stessa. Lo aveva capito San Francesco, certamente più sapiente di Lutero ma indubbiamente meno colto, figuriamoci se non lo poteva capire lui, il monaco che tradurrà l’intera Bibbia in tedesco moderno. Tanto lo poteva capire che quando nel 1510 andò a Roma, da novizio, non si scandalizzò della corruzione nei sacri palazzi e concluse così come dovrebbe saper concludere ogni cristiano: un conto è la fallibilità degli uomini altro la santità della Chiesa. Ma poi, dopo l’affissione delle 95 tesi, iniziò ad affermare che il Vescovo di Roma (cioè il Papa) era un “anticristo”, e ciò indipendentemente dal comportamento, degno o indegno che fosse. Insomma, è Lutero stesso a dirlo: non faccio quello che faccio perché scandalizzato da monsignor Tizio o da monsignor Caio, ma perché la Chiesa così com’è non è la chiesa di Cristo. Scrisse a papa Leone X una lettera che accompagnava il suo trattato Sulla libertà religiosa: 

                    «Mi sono scagliato contro le dottrine empie, 

                     e ho severamente criticato i miei avversari, 

                           non a causa dei loro cattivi costumi, 

                               ma a causa della loro empietà».

      Contro la Transustanziazione                                

    Per quanto invece riguarda il secondo mito (cioè che Lutero avrebbe voluto solo riformare la Chiesa), basti vedere ciò che fece il monaco tedesco. Abolì: il sacerdozio ministeriale, il primato di Pietro, il potere temporale. Affermò la salvezza solo attraverso la Fede, una giustificazione non reale ma apparente (la Grazia non rende veramente giusti ma spinge Dio a considerare giusto l’uomo quando invece non lo è davvero), la libera interpretazione delle Scritture. Negò l’esistenza del Purgatorio. Ridusse i sacramenti da sette a due: Battesimo ed Eucaristia; ma, come ho detto prima, sarebbe meglio dire a uno e mezzo, perché dell’Eucaristia rifiutò il concetto di transustanziazione per accettare solo quello di consustanziazione. In parole più semplici: con l’Eucaristia, secondo Lutero, l’ostia non si trasformerebbe solo in Corpo di Gesù, ma, accanto alla sostanza dell’ostia ci sarebbe la sostanza del Corpo di Gesù. Ciò comportava l’impossibilità di adorare il Santissimo Sacramento perché l’adorazione sarebbe stata rivolta non solo al Corpo di Gesù ma anche all’ostia e ciò avrebbe comportato un atto d’idolatria. Si capisce bene come questa teoria luterana costituisca la possibilità per i suoi seguaci di arrivare a negare totalmente la presenza reale di Gesù nell’ostia consacrata.

    lutero

     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     

      I reali motivi della Riforma di Lutero                  

    Infine Lutero apportò modifiche sostanziali alla cristologiaDunque, Lutero non fu spinto da ciò che solitamente si dice: corruzione della Chiesa, “vendita delle indulgenze” e quant’altro. Ci fu dell’altro. Visto poi che è sapienza comune del cristiano il saper distinguere tra santità della Chiesa e peccabilità degli uomini di Chiesa, non ci si accorge che se si afferma che tutto ciò che Lutero fece, lo fece solo perché scandalizzato dalla corruzione della Chiesa del tempo (e molto spesso questo lo si dice per motivi ecumenici), a pagarne le conseguenze è la stessa memoria di Lutero. In tal caso, infatti, Lutero figurerebbe come un personaggio dall’intelligenza e dalla preparazione teologica tutt’altro che interessanti. Allora quali furono i veri motivi che spinsero Lutero? Mi sembra che si possano ridurre almeno a tre. Uno culturale, uno filosofico ed un altro psicologico.

     Motivo Culturale (rifiuto dell'autorità)                  

    Il motivo culturale ci fa capire che Lutero era figlio dei suoi tempi; tempi di successo dell’umanesimo e del filologismo come “segni” di un evidente antiautoritarismo. Per umanesimo s’intende un vasto movimento culturale e spirituale sorto nei primi decenni del 1400 in Italia, incentrato sullo studio e sulla valorizzazione dell’uomo. Per filologismo s’intende lo studio critico dei testi comprendente la ricerca delle fonti e la loro analisi. L’abolizione luterana del Primato di Pietro, del sacerdozio ministeriale e del Magistero sono segni chiari di questo rifiuto del concetto di autorità.

     Motivo Filosofico (trionfo del nominalismo)        

    Passiamo al motivo filosofico. I tempi di Lutero segnavano il trionfo del cosiddetto nominalismo (negazione del valore degli universali) che fu un’estremizzazione della ragione per cui i fatti e le idee erano messi sullo stesso piano. Questo nominalismo avrebbe determinato nel protestantesimo tanto una causa scatenante quanto una causa reagente. Causa scatenante: il razionalismo che venne fuori dal nominalismo facilitò l’insorgere del soggettivismo (senza gli universali non è possibile la metafisica e, senza la metafisica, è possibile solo il soggettivismo). Causa reagente: la reazione allo scetticismo del razionalismo nominalistico condusse facilmente alla fiducia nella sola fede, cioè al fideismo; e infatti il Protestantesimo è convintamente fideista.

     Motivo Psicologico (assenza di vocazione)            

    E infine il motivo psicologico. Lutero, in realtà, non aveva la vocazione né alla vita monastica né al sacerdozio; da qui la sua infelicità. Una tesi molto accreditata afferma che quando era all’Università di Erfurt, si batté a duello con un compagno, Gerome Bluntz, uccidendolo. Ed entrò nel monastero degli agostiniani solo per sfuggire alla giustizia. Lui stesso lo dice:

                «Mi sono fatto monaco perché non mi potessero prendere.

                            Se non lo avessi fatto, sarei stato arrestato.

       Ma così fu impossibile, visto che l’ordine agostiniano mi proteggeva».

    Questa assenza di vocazione lo rese nevrotico e infelice. Si narra che durante la sua prima Messa, al momento dell’offertorio, stava per fuggire e fu trattenuto dal suo superiore. Potremmo chiederci: ma se eventualmente si sbaglia la vocazione, è possibile mai che il Signore non dia la grazia sufficiente per andare avanti? Certamente. Il problema di Lutero fu un altro e cioè che non volle rendersi docile alla Grazia. Quando si abbandona tutto e si tradisce la verità è sempre perché si è prima abbandonato la preghiera. Lutero stesso scrisse nel 1516, cioè prima della svolta della sua vita:

      «Raramente ho il tempo di pregare il Breviario e di celebrare la Messa.

                    Sono troppo sollecitato dalle tentazioni della carne,

                                          del mondo e del diavolo». 

    Fu così che credette di trovare la soluzione della sua infelicità nella Lettera ai Romani (1,17): «Il giusto vivrà per la sua fede». Per la salvezza non occorre nessun sforzo di volontà se non quello di abbandonarsi ciecamente alla fede nel Signore (fideismo).

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     Volontarismo e Fideismo in Lutero                      

    In Lutero dunque si ritrova tanto il volontarismo quanto il fideismo. Il volontarismo: darsi una vocazione che non si ha; il fideismo: negare totalmente qualsiasi contributo della volontà. Due errori completamente diversi, ma, proprio perché errori, dalla origine comune. L’ipotesi di una successione diacronica di volontarismo e di fideismo in Lutero troverebbe conferma negli Esercizi spirituali di Sant’Ignazio di Loyola, contemporaneo di Lutero, che impostò la spiritualità del suo Ordine (i Gesuiti) in chiara prospettiva antiluterana. Scrive Sant’Ignazio: «Ci sono tre tempi o circostanze per fare una buona e sana elezione. Il primo: è quando Dio nostro Signore muove e attrae tanto la volontà che, senza dubitare né poter dubitare, l’anima devota segue quello che le è mostrato, come fecero san Paolo e san Matteo nel seguire Cristo nostro Signore. Il secondo: quando si riceve molta chiarezza e conoscenza per mezzo di consolazioni e desolazioni, e per l’esistenza del discernimento degli spiriti. Il terzo: è il tempo di tranquillità. L’uomo, considerando prima perché è nato, e cioè per lodare Dio nostro Signore e salvare la sua anima, e desiderando questo, elegge come mezzo uno stato o un genere di vita nell’ambito della Chiesa, per essere aiutato nel servizio del suo Signore e nella salvezza della propria anima. È tempo di tranquillità quello in cui l’anima non è agitata da vari spiriti e usa delle sue potenze naturali liberamente e tranquillamente». Dunque, dice sant’Ignazio, è molto importante non sbagliare la propria vocazione avendo come unico scopo quello di rendere gloria a Dio. Che ci sia anche un’allusione all’esperienza di Martin Lutero?

    Corrado Gnerre / Confederazione Civiltà Cristiana

    partecipa al dibattito – infounicz.europa@gmail.com

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  • Senza Cristo nessuna Pace, altro che incontri interreligiosi!

    Senza Cristo nessuna Pace, altro che incontri interreligiosi!

    Giovedì, 22 Settembre/ 2016   

    di Patrizia Stella

     Redazione Quieuropa, Patrizia Stella, Congresso Eucaristico, Genova, Bergoglio, Genova, Eucaristia sommo bene  

    Senza Cristo nessuna Pace, altro che incontri

    interreligiosi! 

    Gesù Cristo è l'unico e sommo bene! Eppure c'è chi salta

    il Congresso Eucaristico… Bergoglio.

     

    di Patrizia Stella

    Il Primato dell’Eucaristia

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Bergoglio salta il Congresso Eucaristico              

    Genova  – Si è concluso domenica 18 settembre il Congresso Eucaristico a Genova presieduto dal card. Bagnasco, Presidente della Cei, con l’arrivo dal mare del Santissimo Sacramento posto in un prezioso Ostensorio, al centro di una motovedetta, sulla quale erano stati soccorsi anche molti migranti quasi a significare che l’amore che ci spinge a soccorrere il prossimo ci deriva dalla forza che ci dà Gesù.  Alla presenza di molti Sacerdoti, Vescovi, religiosi e fedeli laici, l’Ostensorio con l’Ostia Santa prima è stato collocato su un altare all’interno del porto per la pubblica adorazione, poi è stato trasferito in una preziosa urna d’argento e portato a spalle in processione da alcuni operai del porto lungo le vie di Genova tra canti, invocazioni e momenti di silenzio orante fino alla Basilica di San Lorenzo, dove il card. Bagnasco ha concluso il Congresso con S. Messa e omelia, invocando alla fine la benedizione di Dio su tutta la città di Genova e sull’Italia intera, e ribadendo che non c’è lavoro per quanto duro e faticoso come quello in un porto navale, che non possa essere sostenuto dalla presenza viva e vera di Gesù che sempre soccorre chi si affida a Lui. Quale media ha parlato di questo evento straordinario e commovente della nostra fede cristiana che ha visto un’altissima partecipazione di fedeli molto raccolti e commossi? Tranne due pagine su Avvenire, tutto è passato sotto il più rigoroso silenzio anche per la decisione sconcertante di Bergoglio di non partecipare a tale Congresso Eucaristico, a differenza degli altri Papi che erano soliti concluderlo con la loro presenza, omelia e benedizione, sottovalutando con questa sua assenza tutto l’evento che dovrebbe essere invece il primo e più grande impegno per i Pastori della Chiesa cattolica, a maggior ragione per un Papa che deve segnare “il tono” della vita spirituale di tutta la Chiesa. Invece solo un brevissimo cenno alla fine dell’Angelus di mezzogiorno a S. Pietro, come fosse un argomento di secondaria o decima importanza.

     Leggere i segni dei tempi                                          

    Ma che cos’è alla fine il Congresso Eucaristico? Dicono! Che cosa ha di tanto importante il Santissimo Sacramento da venire esposto all’adorazione pubblica e portato perfino in processione, (come al giorno del Corpus Domini a Roma, pure disertato da Bergoglio) col rischio di oscurare l’importanza di altri incontri interreligiosi con autorità a livello mondiale che possono decidere le sorti dell’umanità? Come possiamo pensare di risolvere i problemi grossi che attanagliano l’Italia e il mondo a forza di adorazioni eucaristiche? Roba di altri tempi, dicono. Adesso abbiamo altre soluzioni, più consone con la nostra epoca storica che è uscita dall’oscurantismo religioso per entrare nella modernità sotto la guida di un papa eccezionale come Francesco!!! Infatti adesso ciò che sta a cuore ai cattolici adulti e vaccinati sotto l’egida di Bergoglio è solo trovare la soluzione per vivere nella “PACE” senza l’incubo delle bombe o del coltello sotto la gola. Di tutto il resto (preghiera, Messa, Sacramenti, Gesù Cristo, vita eterna, peccato, grazia, Inferno, Paradiso, ecc.).ai cattolici della Chiesa della modernità non gliene può importar di meno. Trovato l’accordo per la pace internazionale e le giuste soluzioni per lavoro, casa e passatempi, del resto non sappiamo che farcene, affermano, almeno così traspare molto chiaramente dall’eloquenza di certi comportamenti, spesso più efficaci delle stesse parole. Eppure la storia insegna che, dopo ogni incontro interreligioso promosso dal Vaticano, succede qualche grosso disastro. Non ci ha insegnato proprio nulla quel terremoto con apicentro la Basilica di S. Francesco in Assisi, dopo quel primo incontro interreligioso del 1986? Meglio imparare a leggere i segni dei tempi.

     Senza Cristo nessuna Pace                                        

    Stolti! Quale pace, quale benessere, quale giustizia potremmo mai sperare se non la invochiamo da Gesù, vero Dio e vero uomo, Autore della pace? C’è il Salmo n. 2 che riferendosi ai potenti dice “Ma chi sono costoro? Il Signore dall’alto dei cieli ride di loro, se ne fa beffe… oggi ci sono e domani non più.” Il Signore della Vita darà la Sua Vita a coloro che si affidano a Lui.

                                         “Io sono la Risurrezione e la Vita.

                 Chi vive e crede in me, dice Gesù, non morirà in eterno!”

    Il Primato dell’Eucaristia

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     In nessun altro c'è salvezza!                                    

    Quale autorità politica ha mai promesso questo? Neppure sono capaci di darti la casa comunale davanti a un tuo preciso diritto… figuriamoci poi la Vita Eterna! Ma che cos’è questa Vita Eterna che ci permette di vivere anche dopo la morte? E’ quella che ci ha promesso non un mortale qualunque, ma Gesù, nostro Dio e Salvatore, afferma con forza San Paolo (lettera ai Filippesi 2,10-11)

                         “Nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi,

                                   nei Cieli, sulla terra e sotto terra,

                  e ogni lingua proclami che Gesù Cristo è il Signore,

                                           a gloria di Dio Padre” 

    San Pietro gli fa eco con questa famosa frase: 

                                 “In nessun altro c’è salvezza!

        Non vi è infatti altro nome dato agli uomini sotto il cielo

             nel quale è stabilito che possiamo essere salvati!” 

                                                  (Atti 4,12) 

    Salvati da chi? Da che cosa? Dalla guerra e dalle calamità? Molti si chiedono. Una volta si recitavano le cosiddette “Rogazioni” dove, davanti all’avanzare di calamità o altro, si supplicava il Signore con queste parole: “Dalla peste, dalla fame e dalla guerra liberaci o Signore” (A peste, fame et bello…); “Dai fulmini e dalla tempesta liberaci o Signore”          (A fulgura et tempestate…); “Dal flagello del terremoto liberaci o Signore” (A flagello terremotis…)

      Chi non è con me è contro di me!                             

    Perché esisteva la consapevolezza della precarietà della vita umana soggetta al male e al diavolo e della necessità di ricorrere umilmente all’aiuto di Dio. Eppure il Signore Gesù, pur apprezzando queste preghiere perché gli sta a cuore la nostra felicità anche su questa terra, e pur insegnandoci a non rinunciare alla nostra intelligenza e volontà nella costruzione della città terrena, non intende per salvezza solo la liberazione dalle disgrazie o il conseguimento del giusto benessere… sarebbe troppo poco.  Lui, Gesù, il Salvatore è venuto per darci la Vita e darcela in abbondanza. E’ venuto per farci partecipi nientemeno che della sua Vita, cioè la Vita Eterna, dopo averci liberato dal giogo del peccato e della morte.  Ci sembra poco? Pertanto non esiste nessuna autorità al mondo – né Vescovi, né Papa – che possa indurre un fedele a rinnegare o sottovalutare Comandamenti e Sacramenti, né con parole né con gesti, e quando ciò si dovesse verificare è d’obbligo dissentire da codesti Pastori perché rischiamo di giocarci l’anima nell’Inferno per sempre. E’ meglio obbedire a Dio piuttosto che agli uomini. Ebbene, questo nostro Gesù, questo “Signore Super-Potente” che viene dal Cielo dichiarandosi Dio, che afferma di amarci, di volere il nostro bene, che si è fatto umile e piccolo nascendo in una grotta per non incuterci timore, che è morto in croce per noi, che ci invita a non aver paura del male, della malattia e neppure della morte perché poi Lui ci porterà con sé in Paradiso per godere con Lui e con i nostri cari per tutta l’eternità….. ebbene, questo Signore Potente e meraviglioso molti di noi lo snobbano perché devono correre agli incontri interreligiosi ad Assisi dove il centro del mondo sono i cosiddetti “potenti” di questa terra e, al massimo, l’unico riferimento spirituale da invocare perché accontenta tutti è un falso dio, cioè Satana! Non si scherza con la Parola di Dio! Perché come dice Gesù

                                                       “Chi non è con me,

                                 è contro di me e chi non raccoglie con me,

                                                                disperde”. 

    Il Primato dell’Eucaristia

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Con voi tutti i giorni!                                                

    Il Santissimo Sacramento cioè in pratica la Santa Ostia consacrata ed esposta all’adorazione dei fedeli ci ricorda che Gesù rimane con noi tutti i giorni fino alla fine del mondo con la sua presenza non simbolica, ma reale! Fatto che avviene nella Santa Messa al momento della Consacrazione dove, per opera dello Spirito Santo e attraverso la mediazione indispensabile del sacerdote consacrato, si realizza questa promessa meravigliosa di Gesù: 

                         “Io resterò con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo”.  

    Questo prodigioso miracolo avviene ogni giorno nella vicina chiesa dove viviamo e lavoriamo, quelle chiese che ormai sono per lo più deserte e abbandonate mentre nostro Signore Gesù Cristo rimane ad attenderci con amore infinito nell’Ostia Santa custodita dentro il Tabernacolo per aiutarci, soccorrerci, farsi cibo per noi. Quale prodigio più strepitoso di questo! (vedi C.C.C. dal n. 271 al 294). Almeno fino a quando una futura, probabile persecuzione potrebbe privarci anche di LUI, di nostro Signore Gesù Cristo, dell’unico nostro vero bene.

     Il sommo bene                                                           

    Sono molti i miracoli cosiddetti “eucaristici” l’ultimo avvenuto recentemente in Brasile il 15 agosto 2016 dove l’Ostia grande dalle mani del sacerdote si librò nell’aria e grondò sangue che venne raccolto in una ampolla. Si calcola che solo in Italia i miracoli eucaristici degni di rilievo siano almeno 25 e vale la pena di acquistare l’ultimo libro dal titolo “I Miracoli eucaristici nel mondo” edizioni Shalom (pag. 384, prezzo euro 10,00 codice 8735).  Grande è sempre stata l’efficacia di questo Sacramento anche in casi di gravi pericoli, come ci narra l’esempio di S. Chiara che, munita solo dell’ostensorio con l’Ostia Santa, sfidò e bloccò l’avanzata dei Saraceni che salivano verso il centro Italia, o l’esempio di Marco d’Aviano nell’assalto di Vienna nel 1683, oltre ad altri episodi straordinari come cessazione dalla peste e da varie calamità ecc. ecc. Leviamoci quel falso pudore di chi si sente “superman” e diciamo a Gesù con la semplicità dei bambini, da cuore a cuore:

                              “Mio Gesù, sei Fantastico, sei Grande,

                           ti amo con tutto il cuore sopra ogni cosa,

                                   perché sei tu l’unico mio Bene!”.

    Patrizia Stella (Copyright © 2016 Qui Europa) patrizia@patriziastella.com

    partecipa al dibattito – infounicz.europa@gmail.com

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  • Indignati per tutto quello che stiamo subendo, che vediamo, sentiamo: noi di Aleppo

    Indignati per tutto quello che stiamo subendo, che vediamo, sentiamo: noi di Aleppo

    Mercoledì, 21 Settembre/ 2016   

    di Nabil Antaki / Maristi Blu, Aleppo

     Redazione Quieuropa, Aleppo, Siria, Nabil Antaki, Russia, Usa, Turchia, Al-Nusra, Mahmoud, bombe, gas e chiodi 

    Indignati per tutto quello che stiamo subendo,

    che vediamo, sentiamo: noi di Aleppo 

    Rivolta e Compassione – Lettera da Aleppo N. 27

     

    di Nabil Antaki / Maristi Blu, Aleppo

    Aleppo - bambino di 6 anni senza gambe e braccia

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Indignati per tutto quello che stiamo subendo   

    Aleppo, Siria  – La tregua negoziata tra i russi e gli americani è entrata in vigore 5 giorni fa. Finora, è stata abbastanza rispettata. Gli Aleppini di confessione musulmana hanno potuto celebrare l'Eid al Adha (Festa del Sacrificio), nelle strade e nei giardini pubblici, senza il timore dei mortai e delle bombole di gas piene di chiodi e di esplosivi che i ribelli lanciavano su Aleppo da 4 anni e 2 mesi facendo ogni giorno numerose vittime. Finora, non vi è stata nessuna strage, come accadde 70 giorni fa durante la festa del Fitr, quando colpi di mortaio lanciati sui quartieri civili, su strade piene di famiglie in festa hanno fatto decine di morti, soprattutto bambini. Ma gli Aleppini stanno in guardia, essi sono scettici circa il rispetto prolungato della tregua, dal momento che quest'ultima non riguarda i due gruppi riconosciuti come terroristi dalla comunità internazionale, Daech e al-NusraLa situazione è recentemente diventata molto complicata.

     Confusione organizzata                                            

    Vi è ora una internazionalizzazione del conflitto sul terreno. Da un lato, la Turchia, che per anni ha sostenuto i terroristi lasciandoli transitare attraverso i suoi confini e armandoli, è diventata un attore diretto sul campo. In effetti, il suo esercito è entrato Siria (senza l'accordo della Siria, che è uno stato sovrano, membro fondatore delle Nazioni Unite) per così dire "combattere Daech" ma soprattutto per combattere le milizie curde che controllano diverse città e villaggi nella zona di confine, sul lato siriano della Turchia meridionale. Ora queste milizie sono supportate, consigliate e armate dagli Stati Uniti, che sono, in linea di principio, gli alleati della Turchia. Che confusione. D'altra parte, gli Stati Uniti hanno ammesso che essi avevano una base in Siria con dei membri delle forze speciali sul lato di Hasaka, in Siria orientale. Infine, non si evoca più la ripresa dei negoziati e le posizioni rimangono congelate.

     Vetrine, tregue strategiche, sofferenze ignorate  

    Aleppo, la nostra città soffre sempre! I media occidentali ne hanno fatto la vetrina mediatica del conflitto. Gli Aleppini avrebbero fatto a meno di questa reputazione. Soffrono da oltre 4 anni e non vedono l'ora che questo incubo finisca. Essi si ribellano quando i media parlano solo della sofferenza dei civili di alcuni quartieri di Aleppo orientale controllati dai ribelli e terroristi e che contano 250.000 abitanti. Le sofferenze del milione e mezzo di Aleppini dell'ovest di Aleppo vengono ignorate. Sono indignati per le decine di colpi di mortaio, razzi o bombole di gas che cadono quotidianamente sui quartieri civili di Aleppo senza che nessuno protesti. Sono indignati per il taglio totale di energia elettrica da lungo tempo, poiché le centrali elettriche sono nella parte dei ribelli. Sono indignati per il taglio totale dell'acqua durante l'ondata di calore estiva (40 gradi all'ombra), costretti ad utilizzare l'acqua dei 300 pozzi perforati in città negli ultimi 2 anni. Sono indignati per il blocco che subiscono ogni tot di tempo e la penuria conseguente. Essi si ribellano nel vedere, ogni volta che l'esercito siriano avanza un po' o vince una battaglia per allentare la morsa che i terroristi hanno imposto ad Aleppo, i governi e i media gridare al crimine contro l'umanità e chiedere una tregua per fermare l'avanzata dell'esercito siriano.

    Aleppo - bambino di 6 anni senza gambe e braccia

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Mahmoud, 6 anni: senza gambe e senza braccia 

    I drammi che noi viviamo o che vediamo, sono così numerosi che ne siamo continuamente rivoltati. Alcuni esempi: Mahmoud, un bambino di 6 anni (vedi foto in copertina), senza padre, è nato senza braccia. Viveva con la madre, la sorella e lo zio in una piccola città del governatorato di Aleppo sotto il controllo di Daech. Questo gruppo non consente agli abitanti delle città che controlla di emigrare, li tiene come scudi umani. La famiglia, come molti altri, ha deciso di lasciare la città di notte per venire a Aleppo. Mahmoud era portato da suo zio, quando una mina posta da Daech, è esplosa uccidendo lo zio e tranciando le gambe e i piedi di Mahmoud. Abbiamo dovuto amputarlo. E ora Mahmoud è senza braccia e senza gambe. Compassione e rivolta.

     L'esodo continua                                                         

    Il progetto immobiliare 1070 è composto da decine di edifici incompiuti a causa della guerra, senza pareti, senza bagno, solo il pavimento e il tetto. Essi sono stati occupati da centinaia di famiglie sfollate, che avevano lasciato i loro appartamenti nel luglio 2012, quando i ribelli hanno invaso i loro quartieri, e si sono rifugiate ad Aleppo sotto il controllo dello stato siriano. Erano dapprima state alloggiate in scuole pubbliche poi trasferite al "1070" dove si sono stabilite con teloni come pareti, con taniche per l'acqua e secchi per i servizi igienici. Un mese fa, 1070 è stato il bersaglio, per più giorni consecutivi, di mortai e razzi lanciati da terroristi di Al Nosra prima che invadessero il quartiere. Questi sfollati, per la 3° volta, hanno abbandonato i loro morti e feriti e quel poco che avevano racimolato in 4 anni di miseria per andare a vivere sotto le tende piantate sullo spartitraffico nel bel mezzo della circonvallazione. Compassione e rivolta. L'esodo degli abitanti di Aleppo, in particolare i cristiani, continua. Dopo Europa e Canada, ora è la volta dell' Australia per il rilascio dei visti ai rifugiati siriani. I cristiani di Aleppo sono solo un quarto rispetto a prima della guerra. Tra rivolta e compassione, noi Maristi Blu continuiamo i nostri programmi per le famiglie sfollate e per i più poveri.

     I progetti dei "Maristi Blu" per i sofferenti        

    Il progetto "Maristi Blu per gli sfollati" continua a distribuire cesti alimentari e igienico-sanitari mensili a 850 famiglie. Li aiutiamo anche a pagare il prezzo di sottoscrizione di "1 Ampere" ai generatori privati ​da cui ottenere luce per qualche lampadina di notte. Diamo loro ogni mese un poco di carne o di pollo. Affittiamo per loro piccoli appartamenti in cui alloggiare. Quest'anno, per il rientro a scuola, abbiamo dato materiale scolastico a tutti i bambini che frequentano la scuola in aggiunta al nostro aiuto a pagare le tasse universitarie. Il progetto "civili feriti di guerra" continua a curare, gratuitamente, i civili di tutte le fedi, feriti da proiettili o da schegge, nell'ospedale St Louis gestito dalle Suore di San Giuseppe dell'Apparizione. Il "Progetto Medico dei Maristi Blu' finanzia più di 100 azioni mediche al mese per aiutare i pazienti che non possono permettersi il costo di un intervento chirurgico, un ricovero in ospedale, una radiografia o anche una consulenza o le analisi di laboratorio. Il progetto "Ho sete", continua a distribuire acqua gratuitamente alle famiglie di cui ci prendiamo cura. I nostri 4 furgoni, dotati di serbatoi, fanno la spola per tutto il giorno tra i pozzi e gli appartamenti. Il progetto "goccia di latte" distribuisce ogni mese a quasi 3000 bambini di età compresa da pochi giorni a 10 anni, i quantitativi di latte sufficienti per un mese. All'inizio dell'estate, abbiamo attrezzato una parte del nostro cortile per farne un giardino con altalene, scivoli ecc … Abbiamo così inaugurato il nostro Spazio-Estate di divertimento in cui le famiglie vengono a trascorrere cinque pomeriggi a settimana in un luogo più sicuro che i loro quartieri. I bambini giocano sotto la supervisione di educatori e gli adulti trascorrono un momento piacevole giocando a carte, a backgammon o semplicemente per rilassarsi sorseggiando un caffè, tè o soda e sgranocchiando dei semi. I nostri 2 bus fanno andata e ritorno tra il nostro centro e i quartieri. Questa iniziativa ha portato gioia a tutti ed è stata una buona terapia anti-stress. La nostra squadra di visite agli sfollati si è ampliata con diversi volontari, vecchi Maristi della Famiglia Champagnat. Visitano regolarmente le famiglie a casa, anche quando abitano nelle periferie più pericolose come la "1070", per costruire solidarietà, informarsi sulle loro esigenze e cercare di porvi rimedio.

    Aleppo - bambino di 6 anni senza gambe e braccia

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Com-passione: uno dei nostri valori                     

    I nostri progetti educativi stanno andando bene. Gli insegnanti dei 2 progetti "Imparare a crescere" e "Voglio imparare" si incontrano, dall'inizio di settembre, ogni mattina per corsi di formazione e programmi di apprendimento in attesa dell'anno scolastico. Questo sarà difficile dato il numero record di domande di ammissione e le domande accolte nonostante lo spazio esiguo.  Tutti i bambini del "Voglio imparare" e che non frequentavano la scuola per vari motivi, hanno superato questa estate i test di livello del Ministero dell'Educazione Nazionale e si uniranno al programma scolastico, senza partire da zero. Si tratta di una questione di orgoglio per i bambini, i loro genitori e per noi.  "Skill School", continua a soddisfare gli adolescenti. Il loro numero ha raggiunto 75, che è il massimo della nostra capacità. Il nostro centro di formazione per adulti, "il M.I.T.", oltre alle sessioni di tre giorni organizzate da 3 anni più volte al mese, introdurrà tra pochi giorni una nuova formula. Una sessione di 100 ore che si sviluppa su 8 settimane, 3 pomeriggi a settimana, per permettere alle persone che lavorano di partecipare. Il tema è "Come intraprendere il proprio progetto?". Abbiamo assunto i migliori esperti di Aleppo per aiutare i giovani adulti ad intraprendere e completare un progetto e guadagnarsi da vivere. Insegneremo, in modo pratico, ai partecipanti come trovare l'idea di un progetto, come raggiungerlo, come valutare il costo del prodotto, come fare un budget, come stabilire un piano d'azione, come ottenere il finanziamento, come fare il marketing e le vendite. Alla fine della sessione, i partecipanti presenteranno i loro progetti alla giuria di esperti e li aiuteremo a finanziare i migliori progetti realizzabili. Il nostro progetto "lotta contro l'analfabetismo" ha concluso la sua prima sessione di 40 partecipanti. Tutti hanno passato l'esame del Ministero della Cultura e hanno ricevuto un certificato che attesta che sono di livello 4° anno elementare. Bisogna vedere la felicità di questi grandi adulti che ricevono i loro certificati e tutti orgogliosi di saper leggere e scrivere. Continuiamo a sostenere le famiglie, ad essere in ascolto, a fornire supporto psicologico, a capire i loro bisogni, a ridare loro la dignità spesso violata, per dare una speranza e far sentire che siamo solidali con loro. Indignati per tutto ciò che stiamo subendo, vediamo, ascoltiamo e sentiamo, sì, noi Maristi Blu siamo indignati. Non possiamo accettare l'inaccettabile. La com-passione è uno dei nostri valori. Condividiamo le sofferenze dei nostri fratelli e sorelle, il loro sconforto, la loro disperazione e i loro drammi. La solidarietà è il nostro modo di vivere la carità e l'amore con loro e per loro.

    Nabil Antaki, Maristi Blu (Copyright © 2016 Qui Europa)

    partecipa al dibattito – infounicz.europa@gmail.com

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  • Ciampi: una disgustosa beatificazione di regime

    Ciampi: una disgustosa beatificazione di regime

    Mercoledì, 21 Settembre/ 2016   

    di Roberto Pecchioli

     Redazione Quieuropa, Roberto Pecchioli, Carlo Azeglio Ciampi, Repubblica, Sovranità Monetaria, Britannia, divorzio Tesoro-Bankitalia, Partito d'Azione, Massoneria, Grand'Oriente d'Italia 

    Ciampi: una disgustosa beatificazione

    di regime

    Fedelissimo esecutore del copione dettato sul

    Britannia: dai suoi frutti lo riconoscerete…

     

    di Roberto Pecchioli

    Ciampi: disgustosa beatificazione di regime

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Ciampi: una disgustosa beatificazione                 

    Roma  – Parce sepulto, perdona chi è sepolto, è l’invocazione di Polidoro ad Enea nel poema virgiliano. Ed allora perdoniamo, con enorme fatica, Carlo Azeglio Ciampi, che ci ha lasciati alla bella età di 95 anni, per  raggiungere l’Oriente divino, a gloria del grande architetto dell’universo. Il banchiere livornese, fatto presidente della Repubblica dopo essere stato Primo Ministro e ministro del Tesoro senza essere mai eletto dal voto popolare, è stato oggetto di una disgustosa beatificazione di regime “post mortem” che innalza un enorme  polverone d’incenso ad un personaggio tra i peggiori e più deleteri della pur sinistra storia della Repubblica italiana. Un quotidiano ha osato titolare che egli fu l’uomo che “salvò l’Italia”. La verità, fuori dalle balle diffuse a reti unificate, con gran tramestio di grembiulini, compassi ed elogi pronunciati da innumerevoli pulpiti, è completamente, assolutamente, radicalmente opposta alle litanie lauretane che abbiamo dovuto leggere ed ascoltare. Cerchiamo allora di ristabilire i fatti, attorno alla figura del defunto falso padre della patria, ricordando che Tommaso d’Aquino ammoniva a non tacere mai la verità, neppure dinanzi al timore dello scandalo. O, come nel caso presente, al rischio di incorrere nelle democratiche ire di un potere che non tollera veri dissensi.

      Dal Partito d'azione al "divorzio"                        

    Ciampi era un brillante tecnocrate, per quanto di  formazione umanistica, e la sua unica tessera politica, presa negli anni della guerra, fu quella del Partito d’Azione, come ricordava, con gli occhi umidi di pianto, il Manifesto, quotidiano comunista, a prova ulteriore della contiguità con finanza e poteri riservati forti degli ex difensori dei lavoratori e degli sfruttati. Il Partito d’Azione, spazzato via dal miserrimo consenso elettorale racimolato, fu una congrega di illustri personaggi, quasi tutti in odore di massoneria, che, dal pulpito di un antifascismo esagitato, lavoravano per un’Italia che uscisse dalla sue tradizioni e dalla sua storia, per diventare una provincia dell’impero del liberalismo progressista. Tra loro, i peggiori maestri della cultura italiana , da Norberto Bobbio ad Alessandro Galante Garrone, e politici che si riciclarono poi negli altri partiti dell’arco costituzionale, come Ugo La Malfa, uomo del sistema bancario e degli inglesi, o Riccardo Lombardi ed Ernesto De Martino, socialisti filocomunisti. Chiusa la parentesi giovanile, Ciampi entrò in Banca d’Italia, facendovi una rapida carriera. Il suo ruolo divenne centrale nella vita nazionale soprattutto dal 1981, quando, in accordo con un altro tecnocrate già prestato alla politica, Beniamino Andreatta, fu ispiratore e protagonista del primo, drammatico, atto di svendita della sovranità popolare e nazionale, il cosiddetto divorzio tra il Tesoro, quindi il Governo nazionale eletto dal popolo e la Banca centrale, Bankitalia appunto. Realizzata con un vero e proprio colpo di Stato del tutto irrituale – una semplice lettera indirizzata da Andreatta ai vertici di Via Nazionale ( Ciampi….), l’operazione consisteva nel permettere alla banca centrale di non acquistare più obbligatoriamente i titoli di Stato eventualmente invenduti alle aste periodiche, calmierandone quindi i tassi.

     Il Paese tra le braccia della speculazione            

    Lasciato alla mercé del mercato finanziario, da allora aumentò in maniera vertiginosa la spesa per interessi passivi, ed iniziò la corsa drammatica ed infinita del debito pubblico italiano, sino a quella data tra i più contenuti d’Europa e del mondo. Nel 1981, la spesa per interessi fu di circa 29 miliardi di lire. Dieci anni dopo, 147 miliardi. Salvò la Patria….. Nel 1992, in piena tempesta di fine prima repubblica, dilapidò in poche settimane le riserve di Bankitalia per 60mila miliardi di lire ( avete letto bene) per opporsi all’attacco contro la nostra valuta alimentato da George Soros a nome dei Rothschild. Effetto? Lira svalutata del 30 per cento e, la svendita dell’IRI a prezzi stracciati ai soliti noti, specie quelli legati a all’immenso sistema della famiglia dello Scudo Rosso. Delle due l’una: o Ciampi era un fesso, e non lo era affatto,  o la sua azione era finalizzata a scopi chiaramente antinazionali.

    Ciampi: disgustosa beatificazione di regime

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Fedele esecutore del copione del Britannia         

    Fu poi presente alla famosa riunione sul panfilo Britannia che organizzò le privatizzazioni che smembrarono i gioielli del sistema Italia, e regalarono, di fatto, le banche di interesse nazionale alla speculazione finanziaria, e privatizzarono la stessa Banca d’ Italia. Nel 1994, poi, Ciampi si ritrovò a palazzo Chigi, agli ultimi rantoli della prima repubblica, ed assistette impassibile alla stipula dei primi prestiti con le banche d’affari fondati sul famigerato sistema dei “derivati”. Con Morgan e Stanley , il suo governo sottoscrisse clausole capestro che, vent’anni dopo, permisero agli strozzini di pretendere il rientro immediato del prestito, regalando quattro miliardi di euro degli italiani , che un altro salvatore della patria, Monti, girò a Morgan & Stanley.

      Dai frutti lo riconoscerete…                                   

    Da Presidente della repubblica, lavorò dietro le quinte per cedere ulteriori pezzi di sovranità nazionale alle oligarchie finanziarie ed agli eurocrati loro mandatari. Adesso si favoleggia di un suo spirito patriottico, che avrebbe favorito un ritorno del sentimento nazionale e del la bandiera tricolore. Anche su questo la verità è diversa: da vecchio “azionista”, Ciampi detestava l’Italia reale, ed il suo patriottismo era quello che Jurgen Habermas chiamava “costituzionale”, un sentimento freddo e burocratico basato sulle presunte buone leggi dello Stato e non certo sui sentimenti e la storia nazionale. C’è di più: dietro la nuova retorica tricolore, egli nascose l’intenso lavoro di cessione della sovranità, la svendita di interi settori produttivi, il favoreggiamento delle prime ondate migratorieQuanto al suo ruolo di protagonista nella costruzione del sistema monetario che ha portato all’Euro, è talmente noto che non vale la pena spendere altre parole, se non rammentare che “dai frutti li riconoscerete”. I frutti sono quelli che vediamo tutti i giorni, e rendono la memoria di Carlo Azeglio Ciampi particolarmente negativa. C’è chi ha parlato di tradimento, una categoria difficile da applicare alla politica: noi preferiamo affermare che il banchiere livornese mai eletto, sempre nominato, è stato un consapevole nemico della sovranità del popolo italiano, ed un valente, scrupoloso funzionario dei poteri forti.

      L'eloquente cordoglio del Grand'Oriente            

    Per il resto, interessante è il cordoglio del Grande Oriente d’Italia, la maggiore organizzazione massonica italiana, quello di un prelato di fama “progressista” come monsignor Paglia, e, per un tocco di eccentricità, anche quello di Roberto Benigni, giullare di regime e, sembra, confidente del Venerato – forse venerabile- maestro.  Riposi in pace, comunque. Il male fatto è tutto sulle nostre spalle, ma almeno, da oggi, risparmieremo diverse decine di migliaia di euro dei ricchi vitalizi che ne facevano il più pagato pensionato d’Italia.  Non è mai troppo, tuttavia, per un salvatore della patria …..

    Roberto Pecchioli (Copyright © 2016 Qui Europa)

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  • I misteri di Carlo Azeglio Ciampi, l’uomo del Divorzio Tesoro-Bankitalia

    I misteri di Carlo Azeglio Ciampi, l’uomo del Divorzio Tesoro-Bankitalia

    Martedì, 20 Settembre/ 2016   

    Redazione Antimassoneria / Redazione Qui Europa

     Redazione Quieuropa, Carlo Azeglio Ciampi, Repubblica, Sovranità Monetaria, moneta-debito, divorzio con i Tesoro, Banca d'Italia, massoneria, Britannia, alta finanza, provatizzazione e swvendita dell'Italia   

    I misteri di Carlo Azeglio Ciampi, l'uomo

    del Divorzio Tesoro-Bankitalia

    Quando massoneria e gerarchia ecclesiastica deviata

    si uniscono per ricordare la scomparsa di un soldato

    del G.A.D.U

     

    a cura di 

    Redazione "Antimassoneria" / integrazioni e note Redazione "Qui Europa"

    I misteri di Carlo Azeglio Ciampi

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Ciampi, l'uomo del golpe monetario                     

    Roma  – Come faranno certi signori ad essere così longevi? (ma forse la vera domanda è: perché il Signore concede loro tanto tempo? Per tentare di recuperare che cosa? – Ndr).  David Rockefeller ha festeggiato il suo 101esimo compleanno; Giorgio Napolitano è giunto a 91 candeline. Carlo Azeglio Ciampi si è fermato il 16 Settembre del 2016 all’età di 95 anni. Ovviamente non mancheranno incensi e adulazioni. Molto "dobbiamo" a Ciampi se l’Italia oggi versa in queste condizioni. Anche dopo l’attentato a Giovanni Paolo II, Alì Agca, verrà graziato nel 2000 dall’allora Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, che nella sua brillantissima carriera fu anche governatore della Banca d’ItaliaMinistro del tesoro e del bilancio e della programmazione economica. A Ciampi si devono le rovinose privatizzazioni dei gioielli di stato, a beneficio delle grandi corporations controllate dall’alta finanza ebraica con la completa svendita dell’Italia; la svalutazione della lira; e la disastrosa entrata dell’Italia nella UE.

     L'uomo P2 del divorzio Bankitalia-Tesoro          

    Ma Ciampi fu soprattutto l'uomo del divorzio più disastroso della storia economica dell'Italia (1 – Ndr). Ciampi fu indicato come un appartenente alla P2 dal giudice Felice Casson. Le voci sulla concreta affiliazione di Ciampi alla Massoneria sono tra l’altro anche confermate dal suo "rivale" Lamberto Dini, direttore generale di Bankitalia sotto il suo governatorato, e dalla vedova del banchiere Calvi, che rivelò in diverse occasioni di aver appreso da suo marito che Licio Gelli si vantava con lui di aver personalmente contribuito a far nominare Azeglio Ciampi e Lamberto Dini, affiliati alla P2, ai vertici dell’istituto di via Nazionale. Ma in tutto questo Ciampi è stato anche molto vicino ad alcuni alti esponenti di parte della gerarchia ecclesiastica (marcia) ossia di quella gerarchia (caduta nel compromesso col nemico – Ndr) che si sta a tutt’oggi adoperando per la distruzione della Chiesa Cattolica. Ovviamente pochi organi di informazione si sono prodigati nell’illustrare l’eredità che il defunto ex governatore della Banca d’Italia, divenuto per “merito” presidente della Repubblica (il minuscolo è voluto) ci ha lasciato.

    (1 – Ndr) Nel Luglio del 1981 si consumò il primo tristissimo capitolo del famoso divorzio tra Banca d'Italia e Tesoro: ciò avvenne attraverso la prima disastrosa collocazione di titoli del debito pubblico italiano sotto il nuovo regime di politica monetaria. Da lì in poi la speculazione sul debito pubblico subì una colossale impennata e il debito iniziò a lievitare. Prima di allora la Banca d’ Italia era un organo tecnico direttamente dipendente e controllato dal Tesoro, anche se, come detto in altre sedi – vedi qui la Costituente rifiutò di inserire la Sovranità Monetaria – Qui Europa – la prima Costituente rifiutò di porre l'azione di emissione monetaria sotto il controllo del Parlamento, tradendo ab-origine gli interessi degli Italiani. Cfr.: Spinti a far Debiti dal mitico Stato-Apparato

     Ciampi sul Britannia                                               

    Subito dopo la sua partecipazione al summit tenutosi a bordo dello yacht Britannia (2) nel 1992 di proprietà della Regina Elisabetta (vedi foto di copertina) e sotto la supervisione di Mario Draghi, George Soros, Giulio Tremonti, carico di finanzieri britannici della City – in cui verranno decise le sorti della nostra Lira e di tutte le nostre imprese nazionali, regalate alle multinazionali gestite dall’alta finanza ebraica – la carriera di Ciampi fece un notevole passo in avanti. Come fece Ciampi – già governatore della Banca d’Italia dal ’79 al 1993 – a divenire il primo presidente del Consiglio non eletto dal popolo in un “governo tecnico di transizione” dal ’93 al ’94, dopo il maremoto di Tangentopoli ?(3) A voi la facile risposta! Egli proseguì poi la sua ascesa rivestendo la carica di ministro dell’interno (1994); fino a divenire ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica ( dal 1996 al 1997 e poi dal 1998-1999). La sua brillantissima carriera si concluse ovviamente con la prima carica della Stato. Tutto ciò potrebbe rappresentare per molti "illusi" e poco informati, un mistero, soprattutto se si considera che Ciampi fosse laureato in lettere e quindi privo di qualsiasi qualifica come economista (anche se poi conseguì un'altra laurea in giurisprudenza – Ndr). In tutta la sua carriera mai nessuno ebbe modo di capacitarsi delle sue presunte competenze in ambito finanziario. Ciampi non scrisse mai una parola su temi economici su alcun giornale. Misteri del Grande Architetto!

    (2) Cfr.: Britannia & Co – Quel che Renzi avrebbe dovuto ricordare alla Merkel

    (3) Governo tecnico o governo a squadra e compasso che dir si voglia…

    I misteri di Carlo Azeglio Ciampi

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     La "difesa della lira"                                                 

    Ciampi tra l’altro, come detto, fu anche uno dei responsabili della famosa “difesa della lira”, una manovra disastrosa che costò ben 60mila miliardi ai contribuenti italiani, senza però riuscire nell'impresa. Ovviamente il politico stava eseguendo solo gli ordini dei cosiddetti poteri forti internazionali. Le documentazioni sull’affiliazione di Ciampi alla massoneria cosiddetta “deviata” come la P2 (…) sono state pubblicate da diversi autori tra cui Ferruccio Pinotti nel suo saggio “Fratelli d’Italia” senza che questi venissero mai smentiti, né tanto meno querelati dal diretto interessato. Ma guarda caso anche la cosiddetta “massoneria buona” (Sic!) ha voluto manifestare il proprio dolore per la perdita di questo soldato che tanto bene ha fatto per la causa del Grande Architetto, non meno di quella “massoneria (cosiddetta) deviata” che ne ha sostenuto l’ascesa.

     L'elogio del GOI                                                        

    Di seguito riportiamo l’omaggio reso del Grand’Oriente d’Italia al compianto Carlo Azeglio Ciampi, pubblicato sul sito ufficiale del GOI: “Il Grande Oriente d’Italia partecipa commosso al dolore degli italiani per la scomparsa di Carlo Azeglio Ciampi, presidente della Repubblica dal 1999 al 2006, ex presidente del consiglio, varie volte ministro e per 14 anni governatore della Banca d’Italia.  “Ciampi per noi massoni – ha detto il Gran Maestro Stefano Bisi, ricordandone la figura – che abbiamo profondi valori e crediamo nei simboli, e’ stato un grande uomo al servizio del suo Paese. Ha ridato a tutti gli italiani l’orgoglio di essere italiani facendo onorare nel modo giusto la parata del 2 giugno,  l’inno nazionale e altri simboli che erano stati un po’ trascurati da un Paese che spesso dimentica la propria Storia. Il suo alto senso dello Stato, la sua continua opera di trasmissione dei valori enunciati dalla Costituzione e la sua applicazione civica lo fanno entrare di diritto nel Pantheon dei padri della Patria”.  Ciampi, che si è spento in una clinica romana all’età di 95 anni, nel corso della sua vita ha sempre guardato alla Massoneria e al Grande Oriente d’Italia con profondo rispetto per il ruolo storico svolto dalla Libera Muratoria non solo nel periodo risorgimentale. Alla moglie Franca ed ai familiari vanno le condoglianze del Gran Maestro e di tutti i fratelli del Grande Oriente d’Italia. Nel discorso di fine anno del 2003 il presidente Carlo Azeglio Ciampi rivolge alcune parole ai giovani, ricordando loro l’importanza della solidarietà e dell’ambiente da salvaguardare: ”Cercate di vivere in armonia con i ritmi della natura” (sito grande oriente)

     Un uomo al servizio del Paese?                              

    Che la massoneria celebri con tanto trasporto uno dei suoi uomini “al servizio del Paese" entrato nel “Pantheon dei Padri della Patria” (…) possiamo anche capirlo. Ciò che è  difficile da accettare è la posizione ufficiale di gran parte dell’alta gerarchia ecclesiastica che da alcuni anni esprime pareri conformi a quelli dei muratori (pensare tutti i Santi Papi che hanno lottato per combattere l’influenza nefasta della massoneria nel mondo!) In un telegramma indirizzato alla moglie, la signora Franca Pilla, papa Bergoglio afferma che Ciampi ha ricoperto «le pubbliche responsabilità con signorile discrezione e forte senso dello Stato». «Nel ricordare la sincera amicizia che legava questo illustre uomo delle istituzioni a San Giovanni Paolo II»Questo è l’addio dato dall’Osservatore Romano: “Ciampi è stato un tecnico dalla robusta formazione umanista e un economista di quella generazione che ha imparato i principi della democrazia e del bene comune vivendone la privazione in tempi bui”.

     L'uomo della "provvidenza" per Avvenire            

    Avvenire ricorda con commozione il suo carattere sanguigno, ironico e schietto,  la“sana laicità” di questo nuovo padre della patria scomparso, nonché il suo impegno per salvare la nostra moneta e la nostra economia che lo costrinse a fare scelte dolorose (dolorose non per lui sicuramente NdR)“Partigiano, di cultura azionista. Laico ma non laicista, anzi cattolico praticante, con 10 lunghi anni di studi dai Gesuiti, fino al diploma classico. ‘Ero l’unico credente in un movimento di atei’, raccontò lui stesso di sé ricordando la figura del professor Guido Calogero, filosofo – un po’ eretico – dell’idealismo, condannato al confino a Scanno, in Abruzzo, dove Ciampi lo raggiungerà, dopo il rifiuto ad aderire alla Repubblica di Salò”. E ancora continua Avvenire: “Infatti, un giudizio condiviso dalla stragrande maggioranza degli italiani vede il suo settennato caratterizzato da un’opera continua di garante dell’unità del Paese, cercando anche di recuperare, come ha detto qualcuno, (la memoria condivisa: riscoperta del concetto di Patria) difesa puntuale della Costituzione e così via”. (sarà il Grande Oriente questo “qualcuno? NdA). E “a ciò corrisponde il grande affetto degli italiani e la nostra stima, che lo accompagnano nel momento in cui lascia il Quirinale.” Come definire queste osservazioni dei giornali che si definiscono “cattolici”? Un vero e proprio rigetto dei principi cristiani e un voltafaccia all’opera dei santi papi che nei secoli hanno combattuto la massoneria da Clemente XII nel 1738, fino a Pio XII.

    I misteri di Carlo Azeglio Ciampi

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Papa Pio IX e le persecuzioni massoniche           

    Nessun papa come il Beato Pio IX soffrì l’assalto dei frammassoni, definito da Garibaldi “mezzo metro cubo di letame”. Pio IX fu perseguitato dai fratelli risorgimentalisti persino da morto, quando i massoni assaltarono la processione funebre cercando di buttare la salma del Papa nel TevereCosì si esprimeva Francesco Crispi a riguardo della diversità di ideali e fini tra la Chiesa Cattolica e la libera muratoria e sugli obiettivi che andavano raggiunti: “La questione del Papa non si può risolvere che in due modi: o con la rivoluzione o con la Conciliazione. La rivoluzione è la sola che può imporre l’Italia a Roma. La rivoluzione la quale non dovrebbe essere solamente politica, ma religiosa, è la sola che potrà dare all’Italia la vera capitale. Con la conciliazione entriamo in un ordine di idee del tutto differente, noi siamo obbligati a transigere: la Chiesa Romana signori è Cattolica, cioè Universale. Questa condizione che è una forza per lei è un danno per noi. La Chiesa Cattolica romana non può quindi diventare una Chiesa nazionale, e voi non potete trattarla come tutte le altre chiese, il cui capo è un suddito del re. Essa per la sua indole universale bisogna che viva da sé, che non si assoggetti ad alcuna potestà temporale, perchè altrimenti le mancherebbe quell’indipendenza che vogliono in Essa le nazioni le quali credono in Lei. Il Pontefice romano non può divenire cittadino di un grande stato discendendo dal trono su cui lo venera tutta la cattolicità, bisogna che sia principe e signore a casa sua a nessuno secondo, d’altra parte il re d’Italia non può sedere accanto ad un monarca a lui superiore”.

     Questione di coerenza, di vita e di morte            

    Quello che capì Crispi era che Roma andava presa, conquistata a tutti i costi a beneficio del nuovo Stato massonico. E’ un vero peccato che i signori della gerarchia e i giornalisti che scrivono per le maggiori testate cosiddette “cattoliche” abbiano dimenticato la violenza e la tragicità di quelle cannonate del 1870, ignorando la lunga e dolorosa passione della Chiesa per essere assorbita nel marasma dei grandi poteri forti anch’essi ahimè universali.  Ed è un vero peccato che coloro che ricordino loro certi eventi debbano continuare ad essere linciati dal nuovo pensiero ufficiale di una certa gerarchia che di cattolico non ha proprio nulla, ma del resto come disse San Tommaso Moro:

    “Se ho contro di me tutti i vescovi, ho con me tutti i Santi e i Dottori della Chiesa”

    tra cui i santi Papi e San Giovanni Bosco, San Massimiliano Kolbe e tutti i Santi  che hanno lottato per abbattere questo male. La massoneria, quella "buona".

    Redazione "Antimassoneria" / antimassoneria.altervista.org

    integrazioni e note a cura della Redazione di "Qui Europa"

    partecipa al dibattito – infounicz.europa@gmail.com

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    Martedì, 6 Settembre/ 2016    di Papa Leone XIII Titoli dei paragrafi aggiunti dalla Redazione  Redazione Quieuropa, Leone XIII, Inimica Vis, Massoneria, Setta massonica, enciclica, formazioni militari, vescovi, l'errore che non contrastate   INIMICA VIS – Leone XIII ai Vescovi d’Italia ch’Egli vorrebbe virili nei confronti della setta massonica Massoneria: “Nemica Potenza del Maligno Demone”   di Papa Leone XIII […]

    Giovani fedeli all’ebraismo: siamo destinati a dominare il mondo – Risposta ideale di due grandi santi

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    Mercoledì, 10 Agosto/ 2016    – di Redazione Qui Europa / Premessa Redazione Antimassoneria – /  Redazione Quieuropa, Redazione Antimassoneria, Nuovo Ordine Mondiale, ebrei, Talmud, San Giovanni Bosco, San Massimiliano Kolbe    Giovani fedeli all'ebraismo: siamo destinati   a dominare il mondo    La confessione: i goym saranno nostri schiavi!  Parlano i protagonisti del New World Order  La risposta ideale della Chiesa, […]

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    Venerdì,  29 Luglio/ 2016  – di Sergio Basile – Redazione Quieuropa, Talmud, Mons. Leone Meurin, Don Isidore Bertrand, Clotilde Bersone, Epiphanius, San massimiliano Kolbe o San Giovanni Bosco, massoneria, logge massoniche, rivoluzione, sovversione sociale, Albert Pike, Eliphas Levi, Giuseppe Mazzini,  ideali rivoluzionari, Libertà, Uguaglianza, Fratellanza, Grand'Oriente d'Italia, Gustavo Raffi, RAI, Humanum Genus, Leone XIII  Libertà, Uguaglianza e Fratellanza: significato occulto […]

    Apparizioni di satana nelle logge massoniche

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    Sabato, 25 Giugno/ 2016     – di Redazione Qui Europa – Redazione quieuropa, Leone Maurin, Duca di Frontignan, Abate Giord, satana, apparizioni di satana, Frammassoneria sinagoga di Satana, Blackwood Magazine  Apparizioni di satana nelle logge massoniche "Era costui un giovane di una ventina d'anni… il suo sguardo era di una tristezza infinita, di una disperazione profonda" La Massoneria […]

    Henry Delassus: “L’Americanismo e la Congiura Anticristiana”

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     Sabato, 25 Giugno/ 2016     – di Don Curzio Nitoglia – Redazione quieuropa, Mons. Henry Delassus, Don Curzio Nitoglia, Le Forze Occulte della Sovversione, Giudaismo, Massoneria, Liberalismo, millenarismo gioachimita, Israele, America, esoterismo, massoneria, ecumenismo e mondialismo, Adolfo Crémieux, Magistero della Chiesa, condanna dello spirito americanista, Bergoglio, Pio VI, libertà assoluta della persona umana, libertà di pensiero, Gregorio XVI, Pio IX, separatismo tra stato e Chiesa, Leone XIII, liberalismo largo, tolleranza dogmatica, cosmopolitismo, mondialismo, globalizzazione,  infiltrandosi in ogni nazione, […]

    Massoneria e Satanismo – Prima Parte

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    Sabato, 18 Giugno/ 2016 – Centro Orientamenti e Tradizione e Forza Nuova Osservatorio Antisette Pavia – Quieuropa,  Centro San Giorgio, Massoneria, Satana, gnosticismo, Centro Orientamenti e Tradizione e Forza Nuova Osservatorio Antisette Pavia, Cecilia Gatto Trocchi, Banca Mondiale,  Fondo Monetario Internazionale, Banca Centrale Europea, NATO, Council on Foreign Relations, Royal Institute of International Affairs, origine della Gnosi, ONU, CFR, Perché gli gnostici venerano il Serpente, Massoneria, Gnosticismo, New Age, Ecumenismo, fondamenta […]

    Massoneria e Satanismo – Seconda Parte

    Massoneria e Satanismo – Seconda Parte

    Mercoledì, 22 Giugno/ 2016 – Centro Orientamenti e Tradizione e Forza Nuova Osservatorio Antisette Pavia – Quieuropa,  Centro San Giorgio, Massoneria, Satana, gnosticismo, Centro Orientamenti e Tradizione e Forza Nuova Osservatorio Antisette Pavia, ONU,  Helena Petrovna Blavatsky,  Annie Besant,  Rito Egiziano di Memphis-Misraim, Alice Bailey, Seconda Guerra Mondiale,  guerra di religione combattuta in gran parte con armi mentaliinvocazione ed evocazione dei demoni,  Satana, Palazzo di Vetro dell'ONU, […]

  • Convegno (Gela) – Dignità, Sovranità e Moneta: presentazione del B.A.R., prototipo di nuova moneta-locale

    Convegno (Gela) – Dignità, Sovranità e Moneta: presentazione del B.A.R., prototipo di nuova moneta-locale

    Venerdì, 16 Settembre/ 2016   

    Redazione Qui Europa

     Redazione Quieuropa, Gela, Sovranità dignità e Moneta, Moneta debito, sistema bancario, Sergio Basile, Nicola Arena, BAR, Giacinto Auriti, Rocco Pardo, Casa del Volontariato, dal Cesvop, dalle associazioni “Formica Operosa”, “Servirti”, “Fenice del Sud”, “Gela Famiglia, Centro di Cultura e Spiritualità Cristiana Salvatore Zuppardo, Buono Comunale di Agevolazione Reddituale, Domenico Messinese, Mons. Rosario Gisana, SIMEC 

    Convegno (Gela) – Dignità, Sovranità e Moneta:

    presentazione del B.A.R., prototipo di nuova

    moneta-locale

    Sabato 17 settembre, ore 18,00, sala don Pino Puglisi

    Casa del Volontariato, via Ossidiana (Gela)

     

    Sete di Giustizia / Redazione Qui Europa

    Gela - Dignità Sovranità Moneta

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Gela – "Dignità, Sovranità e Moneta"                   

    Gela  – Domani sabato 17 Settembre, alle ore 18,00, nella sala don Pino Puglisi della Casa del Volontariato di Gela (Caltanissetta), in via Ossidiana, si terrà il convegno “Dignità, Sovranità e Moneta”, promosso dalla Casa del Volontariato, dal Cesvop, dalle associazioni “Formica Operosa”, “Servirti”, “Fenice del Sud”, “Gela Famiglia, "Centro di Cultura e Spiritualità Cristiana Salvatore Zuppardo", “Sete di Giustizia” e “Qui Europa”, con il patrocinio del Comune di Gela. Relazioneranno Sergio Basile, studioso auritiano ed economista, presidente di “Sete di Giustizia" e direttore di “Qui Europa” e Nicola Arena,  già membro della Scuola di Studi Giuridici e Monetari “Giacinto Auriti”, nonché membro del direttivo di Sete di Giustizia" e “Qui Europa. Il convengo sarà moderato dal prof. Rocco Pardo dell’Istituto Comprensivo “Salvatore Quasimodo” di Gela. Sarà presente anche il Vescovo di Piazza Armerina, S.E. Monsignor Rosario Gisana. Aprirà il convegno, per un saluto istituzionale, il sindaco di Gela, Domenico Messinese.

     Buono comunale di Agevolazione Reddituale  

    Nell'occasione sarà presentato all'attenzione dei cittadini, del consiglio comunale e dei rappresentanti delle associazioni – e realtà imprenditoriali locali – il B.A.R. (Buono comunale di Agevolazione Reddituale), un buono di integrazione reddituale (sorta di moneta-convenzionale locale) orientato ad accrescere il potere d'acquisto reale dei cittadini, strumento nato su iniziativa di Sergio Basile e Nicola Arena – e su vivo interesse dell'amministrazine comunale di Gela – sulla scorta dell'esperienza auritiana dal SIMEC e del "reddito di cittadinanza a credito", riconducibile all'indimenticato Prof. Giacito Auriti, padre della Teoria del Valore Indotto della Moneta

     L'unica panacea alla "crisi"                                  

    La prima parte del convegno, che precederà la presentazione del B.A.R. (con contestuale confronto/dibattito pubblico) vertirà sull'analisi storica ed economica del sistema bancario e della moneta, quale strumento convenzionale di regolamentazione e facilitazione degli scambi, nonché sulle reali dinamiche della "crisi" (indotta), che sta devastando l'intero tessuto socio-economico nazionale, annullando il potere d'acquisto dei cittadini. La seconda parte si concentrerà, invece, sull'importanza della socializzazione dello strumento monetario e della "proprietà popolare della moneta", quale reale ed unica panacea all'usurocrazia ed al golpe monetario in atto, spacciato per "crisi economica internazionale".

    Redazione Qui Europa  (Copyright © 2016 Qui Europa)

    partecipa al dibattito – infounicz.europa@gmail.com

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