Qui Europa

Mese: Luglio 2012

  • La Sconcertante Verità sulla Siria, al netto della Propaganda Occidentale

    La Sconcertante Verità sulla Siria, al netto della Propaganda Occidentale

    Martedì, Luglio 31th/ 2012

    – di Silvia Laporta e Sergio Basile –   

    Esteri / Siria / Usa / Ue / Italia / Sanzioni / Giulio Terzi / Barack Obama / Francia / Inghilterra / Alleati / Primavera araba / Assad / Aleppo / Conflitti / Radio francese / Testimonianze civili siriani / Ribelli controllati / esercito Libero / Stephane / Madre Agnes de la Croix / Appello Benedetto XVI / Soprusi dell'occidente  / Il dio della Guerra / Satana / Lucifero 

    La crudele verità sulla Siria, al netto della

    Propaganda Occidentale

    Le tragedie di Damasco ed Aleppo e le  falsità

    sui "Ribelli" dell' "Esercito Libero": intanto

    ieri nuove sanzioni per Damasco dall'Ue

    Le Prove Shock sulla Grande Menzogna occidentale:

    le testimonianza di una religiosa a Roma, e di un

    ragazzo siriano alla radio francese

    Aleppo, Damasco, Roma, Bruxelles, Washington –  ieri i ministri degli esteri dell'Ue hanno dato il via libera formale alla nuova tornata di sanzioni contro la Siria.  Le nuove misure prevedono un rafforzamento dell'embargo sulle armi, con la possibilità per gli stati membri di ispezionare navi e aerei dal carico ''sospetto'' nei propri porti, aeroporti e nelle acque territoriali; ciò, paradossalmente, ''nel rispetto delle leggi internazionali". Molti individui, in virtù di ciò,   saranno sottoposti a "congelamento" dei beni e al blocco dei visti. L'Ue, dal canto suo ha dichiarato di essere pronta a far fronte a tutti gli eventuali sviluppi "umanitari" della situazione in Siria (anche se di umano in Siria non c'è proprio nulla!). Lo hanno assicurato fonti europee, ricordando che è "da più di un anno" che la diplomazia Ue starebbe lavorando a piani di intervento per l'evacuazione dei cittadini europei, la gestione dei rifugiati e la distribuzione di aiuti umanitari. Ma sul lato politico il vuoto più assoluto. A decidere, inutile dirlo, sono Obama e i suoi fedelissimi sudditi-alleati.

      Il vuoto Ue nelle parole della Ashton  

    "I membri del Consiglio di sicurezza dell'Onu devono assumersi le loro responsabilità sulla Siria!". E' stato l'ultimo povero e desolante pseudo-appello dell'Alto Rappresentante Ue per la Politica Estera, Catherine Ashton, che ha espresso il suo più "profondo rammarico" per il mancato accordo sulla risoluzione a New York. E' della "massima importanza – ha sottolineato – che la comunità internazionale agisca con unità per evitare una guerra civile conseguenze tragiche per l'intera regione". Da qui l'invito della Ashton a sostenere il piano di Kofi Annan, che "resta la migliore soluzione per risolvere la situazione in Siria". Sempre a suo dire!

      La verità sulla Siria   

    In realtà la situazione in Siria non solo  è drammatica, ma è totalmente diversa da quella che ci viene raccontata in tv e da quella che leggiamo sui giornali. Nel video disponibile su you-tube, allegato nell’articolo (che vi invitiamo caldamente a vedere) troviamo – ad ulteriore prova di ciò – la testimonianza scioccante di un giovane cittadino siriano. Nei giorni scorsi, durante una famosa trasmissione radiofonica francese, "Bougeons Nous", condotta da Jean Jaques Bourdin, si parlava a proposito della Siria. La testimonianza telefonica prevista – intervento in diretta nella trasmissione – sarebbe dovuta essere quella di un’esponente dell’opposizione; ma all’ultimo minuto, vista l'indisponibilità del soggetto, è stato chiamato a prendere il suo posto un giovane siriano di nome Stephane, rifugiatosi in Francia e lontano dalla famiglia: rimasta bloccata in Siria, precisamente nella città di Hama. Le sue parole raccontano una storia nuova, strana e a dir poco sconcertante.

      La questione siriana al netto della propaganda  

    Non è vero che la popolazione siriana non sostiene la sua terra! E a sostenerlo è proprio il giovane Stephane! "Le immagini di manifestazioni che solitamente vengono mostrate – denuncia il giovane siriano – non rappresentano tutta la popolazione siriana, ma qualche migliaio di persone, una fetta molto piccola rispetto a tutta la popolazione. I media tendono a gonfiare e ad esasperare situazioni che non sono totalmente vere; occultando la voce di milioni di Siriani e accentuando quella della minoranza. Esaltando ed enfatizzando, cioè,  la voce fuori dal coro dei "cosiddetti ribelli".  Stephane, dunque, denuncia fatti gravissimi: i burattinai della guerra in Siria – quelli cioè che "controllano" i "cosiddetti ribelli" – minacciano di violenza e di morte, o di incendiare le abitazioni di quanti non assicurino loro il proprio sostegno, costringendo la popolazione ad eseguire i loro ordini in puro stile mafioso e nell’intimidazione più estrema. Dalla testimonianza traspare chiaramente come le bande armate, dunque, comandino indisturbate terrorizzando le famiglie che si rifiutassero di partecipare attivamente alle varie manifestazioni anti-Assad. "In una di queste, nella città di Hama – rivela Stephane – un poliziotto è stato addirittura impiccato e mutilato dopo la morte. Situazioni pesanti, che fanno riflettere intensamente sulla reale situazine siriana e sul nostro osannato e mitizzato Occidente.

      Un caos indotto   

    In un momento storico così buio e mistificato, in cui il rispetto per la vita non esiste più, non è giusto quindi generalizzare e gettare ombre ed infamie su tutta la popolazione siriana ed a tutto vantaggio di potenti forze occulte. Le stesse che tirano le fila di questo "Nuovo Ordine Mondiale" e di questa apocalisse: forze oscure capaci di ingenerare nei cosiddetti "ribelli al regime di  Assad" barbarie simili. Barbarie che ci ricordano molto altri teatri di guerra, che vanno dall'Iraq alla Libia, dall'all'Egitto all'Afghanistan. Le bande armate, dunque, a quanto pare – ed al netto della propaganda occidentale – non sono dalla parte della popolazione, ma vogliono creare il caos più totale all’interno della Nazione e ciò attraverso la strategia del terrore.

      L'appello inascoltato di Benedetto XVI   

    La maggioranza della popolazione è contro questo maledetto caos, contro il terrore e le guerriglie; ma soprattutto contro le barbarie e le sevizie nei riguardi della gente. Ma, evidentemente, i signori della guerra sembrano non preoccuparsi di tali dettagli, e sono completamente indifferenti e sordi anche agli accorati appelli contro i massacri in Siria, levati Domenica scorsa da Piazza San Pietro dal Pontefice, Papa Benedetto VXI.

      Una terra "libera", multietnica e multiconfessionale  

    Stephane non vuole certo spezzare una lancia a favore del regime, malgrado lo stesso confessi come "quella Siriana sia oggi una comunità multietnica e multiconfessionale che vive in piena armonia". D'altronde la veridicità di tali dichiarazioni sono dimostrate anche dal fatto che in Siria vive e prospera da decenni una delle comunità cristiane più popolose dell'interno Medioriente. Segno evidente che qualcosa non torna e che i media ci nascondono molto. L'attuale regime, dunque – secondo il giovane Stephane – paragonato agli orrori delle bande armate (le quali puniscono con la morte chiunque non sia contro il regime, considerandolo un traditore) forse è  la scelta migliore. I Siriani vogliono la libertà. Essi non sono né dalla parte della politica, né dei regimi, né tantomeno delle bande armate e dell'Occidente, ma solo della Siria stessa, la loro terra. 

      La situazione ad Aleppo   

    Intanto, oggi, è Aleppo il nuovo fronte caldo dello scontro fra le forze armate siriane e i ribelli del sedicente “Esercito Libero” filo-americano. Ribelli che dopo essere stati respinti a Damasco, nelle ultime ore, sono tornati a parlare di “battaglia decisiva”. Ormai da settimane i due fronti si stanno scontrando nella seconda città per importanza del Paese arabo, tuttavia, secondo i loro spregiudicati sponsor internazionali, sarebbe ormai all'orizzonte la battaglia decisiva per lo scacco ad Assad e per metter fine a questa crisi (o meglio, a questa pseudo-crisi indotta e pilotata). La responsabilità dei morti, secondo la propaganda ufficiale della comunità internazionale occidentale è tutta del governo di Bashar Assad che – a sentire i TG italiani ed europei – sarebbe in procinto di lanciare un attacco immane su Aleppo per metter fine alle (presunte) "proteste dell'intera popolazione". Proteste che tuttavia, a sentire la testimonianza diretta del cittadino siriano, sarebbero state gonfiate e montate ad arte dagli Usa e dai suoi alleati: Francia, Inghilterra ed Italia in primis. Lo si comprende chiaramente anche dalle parole del ministro degli Esteri italiano, Giulio Terzi, che nei giorni scorsi ha chiesto “di aumentare al massimo la pressione da parte di tutti su Assad per scongiurare il rischio di un nuovo massacro”. Affermazioni che non tengono conto delle scomodissime verità emerse sulla radio francese (vedi video in allegato) e della stessa realtà palpabile sul campo. Secondo il comandante locale del Les, Abu Omar al Halabi, infatti. "5500 ribelli sarebbero pronti a prendere il controllo dell’intera provincia".

      Uno stato sovrano sotto attacco dell'Occidente   

    Informazioni ovviamente e vergognosamente omesse e mistificate per fornire all’opinione pubblica mondiale – e a noi poveri pesciolini mediatici – di abboccare più facilmente alla grande menzogna, fornendoci un quadro parziale della situazione, che altrimenti – come ci ricorda il quotidiano "Rinascita" con grandissima onestà intellettuale – "mostrerebbe al mondo una realtà diversa: e cioè che uno Stato sovrano si sta difendendo da un tentativo di golpe finanziato dall’esterno".

      La testimonianza di Madre Agnes de la Croix   

    Ma la drammatica realtà dei fatti e lo sconcertante silenzio sui soprusi di Usa e alleati sulla Siria sono chiari anche sentendo le testimonianze dirette di altri attori involontari di questa scandalosa e sanguinosa vicenda. E' il caso, ad esempio, di Madre Agnes-Mariam de la Croix, superiora del monastero di Qara e portavoce del Centro d’informazione della Diocesi di Homs, nel corso di un’incontro che si è tenuto mercoledì scorso a Roma. La religiosa ha infatti raccontato una realtà ben diversa da quella propinata alla popolazione dai media asserviti ai regimi di Usa e Ue. La religiosa, testimone oculare della tragedia siriana, ed in stretto contatto con tutti i rappresentanti della nutrita comunità cristiana locale, ha rivelato che "le sommosse ad Aleppo sono dovute all’arrivo in città di bande armate composte di mercenari provenienti da tutta la penisola araba e da alcuni Paesi nordafricani e che gli unici siriani che le compongono sono quelli che arrivano dai villaggi situati lungo il confine con la Turchia".

      Nel nome del "Dio della Guerra e del Danaro"   

    Madre Agnes – confermando le testimonianze di altri civili e, indirettamente, del giovane Stephane – ha inoltre ricordato come "la popolazione della città situata nel nord della Siria non abbia mai preso parte ad alcuna protesta anti-governativa" e che "in molti casi sono proprio queste milizie a costringere a suon di minacce la popolazione a scendere in strada". Insoma è sempre più chiara l'atroce verità di vivere in un Occidente che – prendendo spunto dalle parole del Papa – ha tradito i suoi più grandi e sacri valori morali e religiosi in nome del "Dio della Guerra" e del "Dio del Danaro". Un Dio di nome Lucifero ancor oggi lodato e venerato da un folto stuolo di seguaci accecati dal potere. Un dio falso e sanguinario, portatore di una luce oscura e menzognera, fin dal Principio.

    Silvia Laporta, Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

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      Guarda Video e Leggi gli Articoli Correlati                         

     

    Viedo You-Tube / Shock alla radio francese (RMC):

    un siriano racconta la verità sulla Siria

     http://www.youtube.com/watch?v=myKCs_90jKs

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  • Si alla Spending Review:  Tra bagarre per Voto Anticipato e Riforma elettorale

    Si alla Spending Review: Tra bagarre per Voto Anticipato e Riforma elettorale

    Martedì, Luglio 31th/ 2012

    – di Sergio Basile –

    Italia / Crisi Eurozona / Voto anticipato / Riforma elettorale / Approvazione Spending Review / Europa / Usa / Propaganda imperislistica / Austerity / Mercati / Timothy Geithner / Mario monti / Vertici / Spagna / Francia / Germania / Rajoy / Holande / Merkel / Obama / Vertici / Tagli lineari / ANCI / BCE / Lettera / Berlusconi / Bersani / Casini / Finmeccanica / Porcellum / Legge elettorale / Eni / Enel / Finanza tecno-mafiosa / Menzogne / Ronald Reagan 

    Guerra delle poltrone e "Spirito Montiano":

    E' bagarre sull'ipotesi di "voto anticipato"

    Parlamento, ok "Piano Monti": Si a  Dismissioni e

    "Spending Review". L'imbarazzante complicità di ABC

    Timoty Geithner in Europa: propaganda imperislistica

    Usa e lodi all'austerity

    Monti – Settimana decisiva per l'Euro: al via la ruota dei vertici

    Roma – La settimana appena iniziata potrebbe essere "decisiva" per l’Eurozona e lo si comprende anche dalla fitta agenda di vertici fissata dal professor Monti con i leader di Francia, Spagna e Germania. Intanto in Italia l’ipotesi “voto anticipato” è  un’incognita sempre meno aleatoria, malgrado gli inviti distensivi di Giorgio Napolitano. Negli ultimi giorni, in tal senso, abbiamo assistito ad un frenetico walzer di incontri più o meno ufficiali tra Monti e ABC (Alfano, Bersani e Casini) ovvero i tre leaders dei partiti “amici” che lo sorreggono. Ma un dato sembra ormai assodato: le caste partitiche, rispetto agli Italiani ed alle loro esigenze reali, agiscono sempre più indisturbate – in totale "libertinaggio" – e sempre più sganciate da un ideale mandato elettorale, ampliamente tradito a discapito della sovranità nazionale e degli stessi cittadini, trovatisi – grazie ad una improbabile ed anti-democratica “proprietà transitiva”  – ad appoggiare un “governo tecnico” trasformatosi a tutti gli effetti in governo politico. Come non parlare di golpe? Una combricola di “tecnici”, come se non bastasse, assolutamente incapace di risolvere i problemi del Paese, ma anzi, capace addirittura di peggiorare la situazione economica generale, appoggiando in tutto le scelte del ministro dell'"Anti-Welfare", Elsa Fornero, e abbandonando – impuniti – gli Italiani nelle braccia del neo-liberismo più distruttivo, sinonimo di dismissioni aziendali, dismissioni del patrimonio nazionale e in ultima istanza di recessione da record.

      ABC e lo sdoganamento della "bestemmia economica"  

    Altro risultato concreto della compagine governativa e dello stuolo di maggiordomi parlamentari al suo seguito, è stato il livellamento al ribasso e la compressione selvaggia dei redditi  di quasi tutte le categorie produttive e dei pensionati. Ciò in nome di una “bestemmia economica” chiamata abolizione del deficit spending: effetto dell’istituzionalizzazione del pareggio di bilancio promosso da Monti e dai suoi colleghi europei ed avallato senza discutere da Pd, Pdl e Udc. Ieri, a coronamento di ciò, alla Camera (in un clima di disarmante tranquillità) si è votato per l’approvazione di spending review e dismissioni patrimoniali. Cioè vi è votato per darla vinta a speculatori e banchieri in maniera definitiva. Si! Proprio così! Infatti i sacrifici definitivamente impostici nella giornata di ieri da questi signori serviranno proprio a ciò: a ripagare gli interessi miliardari sul debito alla speculazione bancaria.

     Avanti con i tagli lineari malgrado l'ANCI 

    Quindi avanti con  tagli lineari, malgrado le veementi proteste giunte nella settimana appena conclusasi dai sindaci italiani e dall’ANCI. Operazione legittimata dal professore in nome dei mercati ed al fine di dar compimento a quei famosi “compiti a casa” voluti dall’Europa e dagli Usa: nuovi “padroni aggiunti dell’Europa”. E la visita in Europa – ed i giudizi – del segretario al tesoro Usa Timothy Geithner al ministro tedesco delle Finanze Wolfgang Schaeuble lo dimostrano.

     L'Europa  e l'egemonia dell'imperialismo Usa  

    Ormai il futuro dell’Eurozona non sembra più una decisione spettante agi stati sovrani (smantellati quasi completamente) ma addirittura una prerogativa degli Stati Uniti. Ingerenza intollerabile che tuttavia traspare dapprima dallo strapotere delle agenzie statunitensi del rating e successivamente – come se non bastasse – dalle stesse dichiarazioni giunte nelle ultime ore dal segretario Usa, manifestatosi "fiducioso per le misure varate dall’Eurozona per riformarsi e arrivare in ultima istanza a una maggiore integrazione fra i paesi membri”; nonché "pienamente soddisfatto per il fatto che la scorsa settimana i leader europei si sono detti pronti ad intraprendere qualsiasi passo necessario per salvaguardare la stabilità finanziaria nell'euro". Quindi complimenti a profusione ed apparenti successi di facciata. Ma evidentemente e solo vuota enfasi propagandistica pro Usa e pro-Obama: presidente – è utile ricordarlo – in piena campagna elettorale. Ma la verità è ben diversa. L’approvazione della Spending Review da parte dei maggiordomi di Mario Monti porta con sé amare e paradossali verità. Allora – anche se non avremo di certo la benedizione del regime imperialistico euro-statunitense – sarebbe più realistico e decoroso parlare di porte spalancate a povertà e degrado in tutti i comuni e le città italiane, in uno tsunami mercatista che ci staaccomunando tutti alle stesse disavventure indotte e toccate ai cittadini portoghesi, irlandesi, spagnoli e greci. 

     Una menzogna lunga un anno  

    Segno inequivocabile del raggiungimento degli obiettivi egemonici di una nuova forma di imperialismo e nello stesso tempo di una menzogna lunga un anno, inaugurata con la famosa “letterina” della BCE indirizzata a Slvio Berlusconi all’indomani del fallimento del piano nazionale di privatizzazioni bocciato dal referendum popolare giusto un anno fa. Ma prendendo spunto dai diktat dei bravi a Don Abbondio nel capitolo più celebre de “I Promessi Sposi”: “questa privatizzazione sa ’da fare!”. E allora, quale miglior strada se non quella di inscenare una crisi e prendersela col “nervosismo dei mercati”, con una evanescente “Europa” e con un “governo di non eletti”? Un’occasione storica, epocale: soprattutto se si può contare sull’asservimento pressocché totale di giornali e tv. Gli stessi che stamane brindano all’asta dei Btp italiani, scordandosi che gli interessi pagati restano faraonici per colpa di uno spread alle stelle. Ma ormai ciò – nel regime Monti – sembra rientrare nella normalità. Tanto a pagare saranno i cittadini.

     Avanti tutta nel nome dello spirito di Monti  

    E allora avanti tutta con l’ipotesi di un Monti Bis, o – in alternativa – di un "Piano Monti Bis" anche senza l'ingombrante presenza fisica del professore. Ciò che conta, evidentemente, è il suo spitiro! Ipotesi caldeggiata dai leader amici come panacea per la rinascita del Paese: lo stesso Paese che ieri – in assenza di contraddittorio e discussioni di sorta – hanno appena finito di rottamare, dopo aver depredato per decenni: e con la collaborazione dello stesso Mario Monti in veste – oculatamente celata – di gran suggeritore finanziario dei governi pregressi. E – ironia della sorte – in nome di un debito creato da banche e dagli stessi uomini che ora mandano avanti il governo dei banchieri ed i piani paralleli dei loro amici della Goldman, della Trilaterale e del Bilderberg.

     I Vertici del fallimento  

    In questa ottica il proliferare degli incontri del professore, rappresenta un palese segno di debolezza e di resa: dinnanzi allo smantellamento statutario della giustizia sociale e dinnanzi alla crisi, frattanto cresciuta a livelli esponenziali, con uno spread agli stessi livelli di quello imperante durante gli ultimi giorni di regno del cavaliere.

     La grave complicità del Cavaliere nello sfacelo  

    Cavaliere che tuttavia (avendo ad oggi la maggioranza in Parlamento) resta ancora il principale complice e responsabile dello sfacelo italiano (assieme ai fedeli Bersani e Casini) e della vittoria incontrastata dell’anti-democrazia e dei poteri forti. Gli stessi incarnati da Monti, e – come del resto – dallo stesso Berlusconi e dai suoi seguaci. Anche l’ingombrante figura messianica del Professor Monti è dunque finita con lo sprofondare nella melma della recessione. Il vero risultato ottenuto, a conti fatti, resta – così come avvenne ai tempi del liberista Reagan – una redistribuzione verso l’alto e verso le banche della ricchezza nazionale. Vedi “Goldman Sachs”: la banca d’affari cara a Monti (Draghi e Prodi) diventata nel frattempo “padrona” di mezza Italia.

      ABC: i veri perdenti morali  

    Ma, agli occhi di tutti gli Italiani onesti, i veri perdenti morali di questo “devastante giochino dei ruoli”, sono stati proprio loro, i partiti di “maggioranza”: gli stessi degli scandali di “Finmeccanica”, del “Porcellum” e del debito facile. Gli stessi impresentabili personaggi che ora ci vorrebbero propinare la ricetta Monti (tagli lineari, tassazione da record del mondo e dismissioni del patrimonio statale per 20 miliardi di euro l’anno) anche dopo il 2013 e per lunghissimi anni. E ciò – come detto – anche dopo la destituzione dello stesso professore, che ormai sembra aver esaurito il suo “vero” mandato. Almeno Mussolini realizzava il suo piano egemonico senza nascondersi dietro il dito dei mercati o dell’Europa. I nostri nuovi “dittatori”, al contrario, preferiscono esercitare pieni poteri e conservare lo status quo con continui rimpalli di responsabilità. Ma dove sono finiti i dittatori di una volta? E’ alquanto probabile, dunque, che l’alleanza fra i tre – ABC – nonostante le finte discordie da telecamera, prosegua con grande passione anche dopo il voto anticipato o quello della naturale scadenza del 2013, nel tentativo di non deludere i padroni della Bce, dell’Fmi e dell’Ue.

     Il cupo futuro di Finmeccanica, Eni ed Enel  

    Ora a farne le spese saranno probabilmente altri gioielli della famiglia Italia – gli ultimi rimasti di una vastissima e prestigiosissima collezione gettata nell'oceano della speculazione – come Finmeccanica, Eni e Enel, i tre maggiori gruppi nazionali a stuzzicare ancora il palato dei mercati internazionali e degli speculatori artefici della crisi del debito. 

      Per uscire dalle grinfie della finanza tecno-mafiosa  

    Il vero problema, dunque, Monti o non Monti, è che nulla cambierà per gli Italiani se i partiti (o gli Italiani stessi nelle urne) non opteranno per strade alternative e di rottura rispetto a quella seguita finora. E per rottura s’intende ovviamente la rinazionalizzazione della Banca d’Italia, svenduta ai banchieri privati e l’abbandono del fallimantare euro e di tutti i suoi occulti e non pubblicizzati accidenti: Sistema Target 2, Euribor e predominio indotto (da nazismo bianco) dei banchieri e dell’asse franco-tedesco. Uniche vere strade per uscire dalla crisi e per ridare centralità al welfare e ai cittadini europei soggiogati da una finanza tecno-mafiosa avallata dal Trattato di Lisbona e dagli accordi di Basilea.

     La guerra delle poltrone 

    Ma l’unico vero cruccio nel quale si arrovellano le menti di ABC in queste ore – archiviata velocemente (quanto vergognosamente) la “banale pratica” della Spending Review in Parlamento – sembra essere quello della conservazione del potere e delle seggiole, mediante una riforma di legge elettorale il più vantaggiosa possibile agli schieramenti in corsa. Allora, mentre il Pdl spinge per le preferenze – trovando un alleato nell’Udc di Casini – il Pd è a favore dei collegi uninominali. E’ bene dire che attorno a questa bagarre scorrono i fiumi della demagogia. Non è affatto vero come dicono Bersani e la Finocchiaro che il ripristino delle preferenze è un ritorno al voto di scambio. Anche con il sistema maggioritario, infatti, le cose non sono andate diversamente, con i tanti casi di corruzione. La verità è che la corruzione è una costante sia nell’uno che nell’altro sistema, e che a decidere in Parlamento sono sempre più le logge ed i gruppi di potere occulti che da decenni controllano tutte le dinamiche “cosiddette democratiche” del Paese.

     Per evitare il male maggiore  

    Quindi l’unica cosa da fare sarebbe mandare a casa tutti gli schieramenti che da trent’anni a questa parte rispondono agli stessi occulti burattinai e che vorrebbero continuare a farla franca anche quando il professor Monti sarà tornato – magari a tempo pieno –  ad adempiere al suo nobile compito di leader per l'Europa della Trilateral Commission o di compiaciuto ed attivo consulente finanziario di Goldman Sachs o di altre banche d’affari made in Usa. Pertanto, onde evitare il male maggiore, sarebbe meglio lasciare che siano i cittadini a decidere chi mandare in Parlamento e non le segreterie di partito – o le logge –  per interessi diversi. Allora non proprio così fuori dal mondo e paradossali risuonano le ultime dichiarazioni di  Grillo secondo il quale "Nella discesa agli inferi, i Caronte, Berlusconi e Bersani, coloro che ci hanno traghettato nell'abisso di un enorme debito pubblico, ci danno lezioni e si propongono al governo nel 2013 come salvatori. Oltre al danno, anche la beffa. I cialtroni tornano sempre sul luogo del disastro". Beh questa volta il "Grillo Parlante" – critiche di Mastro Geppetto Napolitano a parte – sembra non aver tutti i torti a tirare le lunghe e pelose orecchie da ciuchi ai pinocchi della politica.

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Domenica, Giugno 3rd / 2012 – L'Editoriale, di Sergio Basile – Italia / Banche e Finanza / Agenzie di rating / Procura di Trani / Michele Ruggiero / Adusbef / Standard & Poor's / Moody's / Fitch Ratings / Yann Le Pallec / Deven Sharma / Analisti S&P / Eileen Zhang / Frank Gill / Moritz Kraemer […]

    L’Italia s’è Desta. Dimissioni ed elezioni anticipate: l’accorato appello di Maroni

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    Martedì, Luglio 24th / 2012 – di Maria Laura Barbuto – Italia / Crisi / Mercati / Economia / Borse / Spread / Esecutivo / Governo Tecnico / Premier / Lega Nord / Elezioni / Dimissioni / Politica / Euroburocrazia / Costituzione / Sovranità popolare / Austerità / Rigore / Roberto Maroni / Silvio Berlusconi […]

    Italia – Tentacoli sulla Riserva Aurea per salvare una Euro-gabbia da Rottamare

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    Martedì, Luglio 24th/ 2012  – di Sergio Basile –  Italia / Eurozona / Crisi Ue / Economia / Debito pubblico / Alberto Quadrio Curzio / Il Giornale / Riserve auree / Prestito garantito / Tentacoli sull'oro italiano / Speculazioni / Furbizie / Recessione / Bilderberg Club / Goldman Sachs / Jim O'Neill / Economia della […]

    Fiction-Italia – Il ritorno dei “Morti Viventi”

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    Lunedì, Luglio 23th/ 2012 – L'Editoriale, di Vincenzo Folino –  Ue / Eurozona / Agenzie di rating / reazioni della Politica / Commissione europea / Pierluigi Bersani / Mummie / Ibernati / Declassamenti impropri / Bacon / Conoscenza è potere / Silvio Berlusconi  / Morti viventi  Fiction-Italia – Il ritorno dei "Morti Viventi" Trailer ufficiale […]

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    Sabato, Luglio 21th/  2012 – di Silvia Laporta e Sergio Basile – Senato / Fiscal Compact / Mes / Debito pubblico / Crisi / Omertà / Parlamento / Monti / Napolitano/ Sardegna / Imu / Sicilia / Agricoltura / Raffaele Lombardo / Germania / Movimento 5 Stelle   Dittatura Italia – Via libera al Fiscal Compact e […]

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    Mercoledì, Luglio 18th /  2012  – Dossier-Inchiesta, di Vincenzo Folino e Sergio Basile  – Eurozona / Italia / Ingresso nella zona euro / Romano Prodi / Goldman Sachs / Moneta unica / Roberta Angelilli / Unione monetaria / Crisi economica / Vicepresidente parlamento europeo /  Euro / Bilderberg Club / Commissione Trilaterale / SME / […]

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    Martedì, Luglio 17th/ 2012  – di Silvia Laporta – Commissione Europea / crisi economica / suicidi / chiusura imprese / moneta unica/ euro / lira / Mario Monti / Germania / Svezia / Danimarca / Inghilterra / Bce / Mes / Fiscal Compact / tasse / austerity / neo-liberalismo / Spagna / morte del Welfare  […]

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    Sabato, Luglio 14th/ 2012 – di Sergio Basile – Italia / Banche e Finanza / Agenzie di rating / Procura di Trani / Moody's / Declassamento Nuovo ai danni dell'Italia / Ross Abercromby / Vice president / Senior analyst financial institutions group / Moody’s Investors Service / Johannes Wassemberg / Managing director financial institutions / Michele Ruggiero […]

     

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    Venerdì, Luglio 13th/ 2012  – L'Editoriale, di Sergio Basile – Italia / Ue / Mezzogiorno / Europarlamento / Commissione parlamentare per lo sviluppo regionale / Consiglio Ue / Proposta co-finanziamento / Politica di coesione / 2014 – 2020 / Regioni meridionali / Abruzzo / Molise / Basilicata / Sardegna / Regioni in transizione / Media europea […]

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    Mercoledì, Luglio 11th/  2012 – di Silvia Laporta – Italia / Mario Monti / Crisi economica / Ecofin / Eurogruppo / Schettino / Elezioni politiche / Governo tecnico / banche / debito pubblico / Unione europea / 2013 / Fine mandato Mario Monti   Monti : "Non resterò dopo il 2013" Le perle di saggezza del professore […]

    Ue: 48 Milioni di Disoccupati. Bisogna tornare al Welfare

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    Mercoledì, Luglio 11th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Italia / Europa / Germania / Roma / Stato sociale / Crisi stato sociale / Crisi economica / Mutualismo / Mutua / Mutuo soccorso / Stato liberale / Uguaglianza sostanziale / Welfare / Diritti / Cittadini / Economia / Disoccupazione / Fimiv / No-Profit / […]

     

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    Mercoledì, Luglio 11th/ 2012  – di Sergio Basile – Unione europea / Eurogruppo / Eurovertice / Bruxelles / Bce / Banca centrale Europea / Francoforte / Italia / Mario Monti / Manuel Barroso / Fondi Anti-Spread / Fondo Salva Stati / MES /Klaus Repling / Disgrazie / Peso sui cittadini / Immobilismo sostanziale della Bce […]

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    Giovedì,  Luglio 5th/ 2012 – di Silvia Laporta e Sergio Basile – Italia / Mini-Vertice Ue / Roma / Vacanze Romane / Mario Monti / Angela Merkel / Palazzo Madama / Vertice di Bruxelles / Unione Euoropea / Europei di calcio 2012 / Efsf /  Fondo Monetario / Fondo Salva Stati / Mes / Diritto del […]

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    Giovedì, Luglio 5th / 2012 – di Maria Laura Barbuto e Sergio Basile – Italia / Roma / Palazzo Grazioli / Politica / Vertice Pdl / Popolo della Libertà/ Alleanza Nazionale / Unione di Centro / Partito Democratico / Esecutivo / Larga Coalizione / Elezioni Politiche / Primarie / Crisi Economica / Silvio Berlusconi / […]

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    Mercoledì, Luglio 4th / 2012 – di Mario Luongo e Sergio Basile – Unione europea / Potere economico e potere politico / Liberismo economico / Diritti sociali / Diritti dell’uomo / Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo / Destra europea / CES / Sinistra europea / Sindacati europei / Trattato di Schengen / Partito popolare danese […]

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    Martedi, Giugno 19th / 2012 – di Silvia Laporta –  Italia / Decreto Sviluppo / Decreto Lavoro / Corrado Passera / Assisi / meeting internazionale economia / Parlamento / Unione Europea / sviluppo sostenibile / crisi / lavoro / economia / Project Bond / Grecia / Atene / Italia / Banche / Eurozona / Qui Europa / […]

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    Martedì, Maggio 15th / 2012  – di Sergio Basile –  Italia / Crisi Ue / Agricoltura / Caro gasolio agricolo / Decrementi produttivi / Chiusura aziende / Confagricoltura / Guerre / Accise statali / Sviluppo economico / Settore Primario / Costo carburante fuori controllo / Speculazione / Zootecnia / Sottosegretario allo Sviluppo Economico / Claudio […]

    Passera: immagine di un governo allo sbando

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    Venerdì, Maggio 11th / 2012 – di Silvia Laporta –  Italia / Governo Monti / Corrado Passera / Ministro allo Sviluppo Economico / Parole contraddittorie / Mea Culpa / Recessione / Futuro Buio / Giorgio Napolitano / Elsa Fornero / Vittorio Grilli / Mario Draghi / Dimissioni  / Sbugiardati / Confindustria / Fiscal Compact / […]

    Contributi ai partiti: Italia, Record Negativo

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    Domenica, Aprile 22th / 2012 – di Mirella Fuccella e Sergio Basile –  Italia / Unione europea / Europa / Record / Finanziamento pubblico ai partiti / Casta tecnocratica / Giorgio Napolitano / Modelli europei / Controinformazione / Statistiche / Mirella Fuccella / Sergio Basile / Francia / Germania / Regno Unito / Spagna / Elite politica […]

    Crisi – Le colpe dei “profeti” del Liberismo

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    Mercoledì, Aprile 18th / 2012 – EDITORIALE di Franco de Domenico e Sergio Basile – Europa / Spd / Sigmar Gabriel / Liberismo / Liberalismo / Austerità / John Locke / Oscar Giannino / Bruno Leoni / Ibl  / Gaetano Mosca / Giovanni Agnelli / Luigi Einaudi / Bruno Leoni /  Mario Pannunzio / Giovanni Malagodi […]

     

  • Sisma Emilia: chiesta attivazione Fondo di Solidarietà Ue

    Sisma Emilia: chiesta attivazione Fondo di Solidarietà Ue

    Domenica, Luglio 29th/ 2012 

    – Redazione Qui Europa – 

    Italia / Unione europea / Fondo di Solidarietà Ue / Sisma / Emilia / Lombardia / Veneto / Edifici / Abitazioni / Imprese / sms solidali / Parmiggiano reggiano / Rinascita tessuto economico  

    Sisma Emilia: chiesta attivazione Fondo

    di Solidarietà Ue

    Tessuto economico devastato – Minimo 5 anni

    per tornare alla normalità

    Danni totali del sisma stimati in 13,2 miliardi

    Bruxelles, Roma – Il Dipartimento Centrale della Protezione Civile nelle scorse ore ha inviato a Bruxelles il fascicolo relativo alla richiesta di attivazione del Fondo di Solidarietà dell'Ue per le devastazioni causate, ad oltre 35.000 edifici – dal 20 al 29 maggio scorso – dal terremoto in Emilia, Lombardia e Veneto. Sisma  cui danni sono stati stimati in circa 13,2 miliardi di euro: 700 milioni dei quali sarebbero stati stanziati soltanto per le spese di prima emergenza. Degli edifici oggetto di sopralluogo, dichiarati compromessi o parzialmente inagibili, solo per il 36% di essi è stato dato il nulla osta di immediata agibilità. Stesso risultato estimativo è stato registrato dalle verifiche speditive dei Vigili del Fuoco, poste in essere su circa 57.000 abitazioni.

       La risposta delle regioni italiane  

    Ma la situazione, come noto, è stata drammatica anche per migliaia di imprese. Ciò nonostante le iniziative di solidarietà in tutto il Paese si sono moltiplicate a vista d'occhio negli ultimi mesi, ed in tutte le regioni italiane. Quella più emblematica è stata, evidentemente, la campagna promossa in favore del recupero e della vendita delle forme di parmiggiano reggiano danneggiate. Anche la redazione di "Qui Europa" in merito ha deciso di aderire alla raccolta fondi in favore dei terremotati, mediante l'adesione alla campagna per gli sms solidali (vedi home-page in alto a sinistra) alla quale hanno risposto positivamente centinaia dei nostri più affezionati lettori, che per questo ringraziamo vivamente.

      5 anni per la rinascita del tessuto economico  

    Dai dati ufficiali diramati stamane dall'unità di crisi, il sisma avrebbe colpito  – in particolare – il 55% delle imprese presenti sul territorio: va comunque notato come lo spirito di rinascita e di rilancio dell'economia emiliana sia irrefrenabile. Secondo la maggior partre degli imprenditori intervistati – nell'ambito di un'indagine Cna-Ipsosla – la ricostruzione potrebbe essere addirittura una opportunità. Ma i tempi medi di ripristino della "normalità" si attestano comunque sui 5 anni. 

    Redazione "Qui Europa"

    (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Giovedì, Maggio 31th / 2012 – di Maria Laura Barbuto – Italia / Emilia Romagna / Terremoto / Sisma / Aiuti finanziari / Ricostruzione / Vittime / Tendopoli / Sfollati / Dispersi / Consiglio dei Ministri / Unione Europea / Fondo di solidarietà / Aumento benzina / Mario Monti / Armamenti e industria bellica / […]

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    Sabato, Giugno 2nd / 2012   – di Sergio Basile – Italia / Roma / Parata 2 Giugno / Festa della Repubblica / Demagogia / Retorica / Terremoto in Emilia / Giorgio Napolitano / Renato Schifani / Mario Monti / Roberto Maroni / Disoccupati / Perdita della sovranità nazionale / Perdita della sovranità monetaria / […]

     

  • Così il Grande Fratello ci Osserverà

    Così il Grande Fratello ci Osserverà

    Venerdì, Luglio 27th/ 2012 

    – di Sergio Basile –

    Commissione europea / Neelie Kroes / Agenda Digitale / Business on-line / Controllo / Sistema di riconoscimento elettronico / Grande Fratello / Bilderberg Club / Google / Controllo Monarch / Cia / Progetto MK-Ultra / Usa / Governo Obama / Controllo dati sensibili / Controlo mentale / Guerra sul controllo dell'informazione / Francia / Schedario eletronico di identificazione nazionale / Furto di identità / Firma elettronica / Disinformazione / Propaganda mediatica / Democrazia / Dittatura / Sergio Basile / Europa / Qui Europa 

    Caso Google e Riconoscimento elettronico

    Obbligatorio: Così il Grande Fratello

    ci osserverà   

    Commissione europea: Neelie Kroes e l'ombra

    del Bilderberg sul controllo dell'informazione

    Bruxelles – nelle ultime ore, in Commissione europea ha tenuto banco il "Caso Google", ovvero il  dissidio legale sfociato nel raggiungimento di una intesa di massima – che andrà perfezionata nelle prossime settimane – tra l'Antitrust Ue e il colosso web Usa, in merito al superamento delle presunte accuse di abuso di posizione dominante nel mercato digitale, rivolte dall'Ue a Google nei mesi scorsi.   Situazione, tra l'altro già illustrata nei giorni scorsi dal Financial Times e poi confermata dallo stesso commissario per la concorenza Joaquin Almunia. Quattro sono i punti della discordia evidenziati dall'Ue in un precedente avvertimento inviato a Google. Dopo due anni di indagini, Bruxelles aveva individuato presunte "anomalie" nel funzionamento del sito, protese a favorire – secondo i commissari interessati –  i suoi prodotti nei risultati di ricerca ed a declassare i contenuti di potenziali concorrenti diminuendone la visibilità. Secondo la Commissione, inoltre, Google avrebbe limitato lo spostamento della pubblicità verso altri motori di ricerca. 

     Un Sistema di Riconoscimento Elettronico  Obbligatorio  

    Ma il caso "Google" è solo un aspetto della battaglia web giocata a Bruxelles. Archiviata, infatti, la spinosa faccenda del liberticida ACTA – trattato internazionale cui ratifica è stata bocciata dall'Europarlamento lo scorso 4 Luglio: vedi allegati – infatti, corrono voci precise sul fatto che l’Ue stia proggettando la creazione di un sistema di riconoscimento elettronico, obbligatorio per tutti i cittadini dell’Unione, al fine dichiarato di standardizzare il business sia online che dal vivo, autenticando gli utenti tramite il ricorso alla ‘firma elettronica’. In base a questo metodo, un unico ID di autenticazione proteggerebbe  – secondo il Commissario all'Agenda Digitale Neelie Kroes – l’accesso a Internet, i dati e la maggior parte del commercio online. Secondo la Kroes l'Europa deve “adottare modalità più armoniche per le firme digitali, le identità virtuali ed i servizi di autenticazione elettronici (Eias)". Ma questo, e non è un mistero, porterebbe anche all'implementazione di servizi di autenticazione accessori alle stesse firme elettroniche, come sigilli elettronici e/o bolli, con l'indicazione precisa quanto indiscreta di data e ora.

      Così il Grande Fratello ci osserverà   

    A ben vedere, dietro parole come "efficienza", "sicurezza" e "protezione" questo metodo, esteso in teoria all'80-90% dei 500 milioni di cittadini dell'Ue, finirà per controllare sistematicamente tutto ciò che avviene sul web: una sorta di grande occhio onnivegente, di Big Brothers orwelliano sdoganato in Europa e successivamente esportato in tutto il mondo. Un piano, questo, che molti esperti di informatica e di economia globale, considerano proteso a creare un commercio unico mondiale, e tutto rigorosamente controllato, maniacalmente monitorato. E' il commissariamento mondiale dell'informazione? Ovviamente, oltretutto, questo potrebbe essere il pretesto per controllare anche altri dati sensibili e per giungere ad un vero e proprio schedaggio legalizzato e sistematico dei cittadini.

     L'ombra del Bilderberg sul controllo dell'informazione  

    E' curioso notare come la responsabile europea di tutto ciò, ovvero – come detto – la commissaria Neelie Kroes, sia una assidua partecipante del Bilderberg Club, almeno da otto anni a questa parte. Nel penultimo incontro – quello del 2011,  in Svizzera – la Kroes intervenne sotto la veste di Commissario per l’Agenda Digitale dell’Ue. Ma quale oscuro intreccio o interesse reale può legare l'Agenda Digitale dell'Ue e la sua responsabile con gli "eletti" del Bilderberg? Sicuramente uno: il controllo dei dati e delle connesse informazioni veicolate attraverso il web. Ciò al fine – evidentemente – di controllarne la "bontà" o "l'opportunità" ed indirizzarne o moderarne l'utilizzo e la fruizione. Insomma, supponiamo che in una società incentrata sulla disinformazione e sulla propaganda mediatica, – com'è quella nella quale viviamo quotidianamente – controllare e filtrare le informazioni libere è – o potrebbe essere – sicuramente un nodo strategico ed una forma di potere essenziale per l'euro-casta e per i nuovi "padroni del mondo". Un potenziale strumento aggiuntivo per tenere a bada le masse: già pesantemente condizionate e – consentiteci – pesantemente schiavizzate (vedi Eurozona) dalla trappola del debito fittizio.

     Esperimento già avviato nella "Democratica" Francia 

    Ma i signori del controllo globale, in realtà, si sono già mossi in Europa, ed esattamente nello scorso mese di Marzo, in Francia: Paese dell'Ue nel quale i deputati hanno votato – con 285 voti a favore e 173 voti contrari – a favore della creazione di uno schedario di identificazione nazionale, comprendente i dati biometrici di tutta la popolazione francese. Una legge – a sentire alcuni dei leader dei partiti votanti – utile per lottare contro il furto di identità, istituendo un megafile di dati biometrici afferente a tutta la popolazione transalpina, comprendente indicazioni su stato civile, indirizzo, altezza, colore degli occhi, impronte digitali ed altri dati sensibili. Un qualcosa mai visto prima, in nessun Paese democratico.  Ad esso ne sarebbe stato previsto un secondo, facoltativo, concernente proprio la famosa "firma elettronica" su Internet per "velocizzare e rendere più sicuri" – sostengono i deputati francesi – gli scambi commerciali e amministrativi. Sarà. ma questa versione ufficiale e "politically correct", non ci convince, e leggendo oltre capirete perchè.

      La strategia del controllo e il futuro della Democrazia 

    Ma non vi pare strano che per lottare contro un fenomeno grave ma comunque molto limitato e "circoscritto" come il "furto d'identità" (fenomeno che, dati alla mano, colpisce ogni anno circa 15.000 persone) si decida di schedare e controllare milioni di persone oneste? A noi molto! Ma d'altra parte quello del controllo è un tema annoso e del quale, tuttavia, si parla molto poco, e solo ed esclusivamente su pochissimi siti web. Non scordiamo, tuttavia, che nel mese di aprile – come trattato da "Qui Europa" – l'Unione europea, che aveva fatto da sempre della tutela delle informazioni personali il suo cavallo di battaglia, aveva deciso stranamente di cedere alle richieste Usa e di approvare, con sconcertante facilità, la cessione al Governo Obama delle informazioni sensibili relative ai passeggeri comunitari addirittura sorvolanti o in transito per gli Stati Uniti. Si tratta, inutile negarlo, di una scelta discutibile quanto inquietante. Ma possiamo ricordare, in merito, esempi "limite" ancor più eclatanti: orientati a forme di controllo ancor più sistematici. Molti ignorano come programmi per il controllo personale furono sdoganati, ad esempio,  nei decenni scorsi e sempre con la complicità dalla stessa CIA, negli Usa.

     I Confini estremi del controllo: la "Programmazione Monarch"

    E' il caso della celeberrima "Programmazione Monarch": un metodo per il controllo mentale utilizzato da numerose organizzazioni – militari e non – per scopi segreti e – pare – non proprio nobili. Nello specifico, si tratta della prosecuzione del "Progetto MK-ULTRA", un programma CIA testato su militari e civili, cui metodi sono ancor oggi a dir poco sconcertanti e sadici, poiché protesi alla traumatizzazione della vittima, con risultati efficaci quanto raccapriccianti. Accreditati studi scientifici hanno provato che il programma in questione è stato  determinante per la creazione di soggetti mentalmente controllati, e pilotati (cosiddetti handler). Pare addirittura che solo negli Usa  2 milioni di americani avrebbero subito gli orrori di questa programmazione, incentrata – in ultima istanza – anche sul simbolismo. L'immagine della farfalla ne è l'emblema iconografico più noto: la stessa utilizzata oggi – a pensarci bene, e non a caso – in settori ed ambiti più svariati della società civile: dalla tv alla moda; dall'intrattenimento alla discografia (vi sono messaggi occulti e segni evidenti di queste tecniche, ad esempio, in molti video musicali di star che ruotano intorno all'olimpo discografico americano, e non solo: vedi Lady Gaga, Katy Perry e Rihanna). Tecnica accompagnata anche da una cambinazione mirata di messaggi subliminali che spesso sfuggono ai normali sistemi umani di percezione diretta della realtà, ma non per questo privi di efficacia. Quindi di che meravigliarsi? La guerra del controllo non è una novità! E' solo che in Europa, in questo particolare momento storico, come d'altronde in tutto l'Occidente ed in Asia,  si starebbero giocando a tutto campo delle battaglie sempre più stretegiche, subdole  e mirate, portate avanti da molti governi ed organizzazioni sovranazionali sul sottilissimo filo che separa la dittatura più invasiva ed opprimente dalla democrazia. E ciò, ironia della sorte, in nome della presunta difesa dei diritti umani e della stessa democrazia.

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

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  • L’impegno Greco: Tasse in cambio di Privatizzazioni e Licenziamenti

    L’impegno Greco: Tasse in cambio di Privatizzazioni e Licenziamenti

    Giovedì, Luglio 26th/ 2012

    – di Vincenzo Folino –

    Grecia / Crisi Eurozona / Atene / Bruxelles / Troika / Samaras / Barroso / Commissione europea / Privatizzazioni / Licenziamenti / Reuters / Fondo Monetario Internazionale  / Trattativa  / Alexis Tsipras / Bce / Antoine Colombani  / Ateneo Magna Graecia / Catanzaro 

    Crisi Eurozona – La Troika ad Atene per

    "buttare fuori strada" la Grecia

    Atene – Samaras: sono tutti irresponsabili!

    Atene, Bruxelles – Nella giornata di ieri, come avviene ormai da diversi mesi, sono ripresi gli incontri tra gli ispettori della Troika (ispettori internazionali della Banca Centrale Europea, del Fondo Monetario Internazionale e della Commissione europea) e le autorità greche, per discutere di come "rimettere in carreggiata" il programma economico del Paese. Una discussione che dovrebbe durare circa una settimana, ma – come ha detto il portavoce della Commissione, Antoine Colombani – soltanto a settembre la Troika "definirà il giudizio finale sull'implementazione del programma. Prima di allora è troppo presto per trarre conclusioni". 

       I Gatti e il Topo    

    Secondo il nostro modestissimo parere, è improbabile – evidentemente – che la Grecia riesca a onorare i propri impegni. Iniqui e sanguinosi ed "anti-democratici" impegni . Ma ciò potrebbe, come annunciato ieri anche dall'agenzia britannica Reuters, far scattare la trappola per topi di "un'ulteriore ristrutturazione del debito del paese". L'agenzia di stampa britannica parla di tre fonti ufficiali dell'Ue, secondo le quali "gli ispettori della Troika non potranno che rilevare come la Grecia (già oggetto di due piani di salvataggio) sia ancora fuori strada per quel che riguarda il raggiungimento degli obiettivi di risanamento (…) ciò significa – prosegue "Reuters" – che i creditori pubblici della Grecia (Bce e Paesi dell'Eurozona: e ovviamente banchieri privati dell'Eurozona) dovranno ristrutturare parte dei 200 miliardi di euro di debito greco detenuto, per poter riportare Atene su un percorso di sostenibilità finanziaria. Anche se al momento sembra mancare del tutto la determinazione a livello di banca centrale e di governi per procedere in tale direzione". Ma la sensazione palpabile e che si tratti di un impari gioco assassino tra una banda di gatti affamati ed un topo stremato e messo nell'angolo.

       Grecia: prima cavia del "Nazismo Bianco"  

    D'altra parte, come detto ieri, dobbiamo riconoscere e far riflettere quanti ignorano le dinamiche della "fanta-economia" che la Grecia è stata la prima grande cavia di una crisi nei confronti della quale l'Europa dei potenti continua a parlarsi addosso, senza alcuna "determinazione" o volontà di voler porre in essere quei semplici provvedimenti urgenti atti a riumanizzare il rapporto tra istituzioni e cittadini ellenici. Ciò lo si nota soprattutto se prendiamo in considerazione l'operato della Bce (il suo immobilismo e le sue omissioni gravissime); la speculazione delle banche italiane sul debito greco o le politiche imperialistiche perseguite finora da Francia e Germania in pieno regime di "Nazismo Bianco": tanto per utilizzare un termine coniato a Maggio, a Catanzaro, dal nostro amico Giulietto Chiesa, nel convegno sulla crisi dell'Eurozona promosso da  "Qui Europa" alla presenza di 500 giovani calabresi, presso l'Ateneo Magna Graecia  (Vedi articolo correlato). 

       Atene – Samaras lancia "l'allarme Pil"   

    In ogni caso, dall'altro versante, il premier greco Samaras ha dichiarato che il Pil potrebbe scendere di oltre il 7% nel 2012, mentre una ripresa non è prospettabile prima del 2014. Anche se ovviamente non ci crede nessuno: neanche lui! Non meno preoccupante il fatto che "la disoccupazione ha già superato il 24%, mentre fra i giovani supera il 50%". Per quanto riguarda le riforme – ha proseguito l'europeista Samaras – "non dobbiamo fallire" (?)  e dobbiamo dimostrare che "in Grecia qualcosa è cambiato". Ma il primo ministro greco, in particolare – magari per copione –  ha anche a suo modo attaccato, o finto di farlo, tutti quei "responsabili europei" che stanno "sabotando" gli sforzi del paese per "restare a galla", e garantirne la permanenza nell'Eurozona. "sono tutti irresponsabili – ha concluso Samaras – e, in ogni caso, dimostreremo loro che hanno torto". Per il momento, nonostante l'auspicio un tantino ipocrita dell'europeista premier ellenico che –  a differenza delle proposte di inversione ad "U" paventate da sempre dal leader dell'opposizione Alexis Tsipras, leader di Siryza – continua a "trattare", legittimando in qualche modo sia questa Eurozona che la connessa austerity", il cielo sopra la Grecia, malgrado l'estate, rimane sempre piuttosto cupo, con una tempesta che sta dietro l'angolo del Monte Olimpo, sempre pronta a scatenarsi.

     L'impegno Greco: Tasse in cambio di privatizzazioni e licenziamenti 

    Ciò potrebbe accadere, per esempio, se alcune delle folli misure accettate dalla Grecia ed avallate da Samaras – per ottenere, entro settembre,  una nuova tranche da 32 miliardi di euro da restituire con gli interessi  dovessero passare così come pretenderebbero gli ispettori della "troika". Tra queste misure rientrano le privatizzazioni, ma soprattutto il licenzamento del personale del settore pubblico per 150.000 unità totali entro il periodo 2013/2014. Non rimane che dire: solidali con il popolo greco. In fondo "Siamo tutti Greci!"

       Il Silenzio e la Speranza   

    Popolo che intanto continua a protestare e ad accalcarsi nelle piazze di Atene, malgrado la TV ed i media italiani – e molti di quelli europei, controllati dall'euro-regime e dai suoi maggiordomi – abbiano deciso di stendere sul caso delle "proteste elleniche" un pietoso velo di silenzio. Ma alla fine qualcuno sembra dimenticare come nella storia tutte le dittature siano cadute! Come ci insegna il maestro Gian Battista Vico infondo e questione di "corsi e ricorsi storici". 

    Vincenzo Folino (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Martedì, Maggio 8th / 2012 – di Silvia Laporta – Unione Europea / Grecia / Crisi / Governi Ue / Neo-liberismo / Nuova Democrazia / Pasok / Vassilis Primikiris / Syrizia / Berlinguer / Fallimento dei tecnocrati / Troika / Eurozona / Fallimento del dogmatismo neo-liberal / Abolizione del piano di Salvataggio / Austerity / […]

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    Lunedì, Maggio 7th/ 2012 – di Sergio Basile – Grecia / Crisi Ue / Elezioni / Voto di protesta / Atene / Fondo Monetario Internazionale / Troika / Lucas Papademos / Destrra / Nuova democrazia / Sconfitta dell'austerity / Governo di unità nazionale / Governo tecnico / Rivincita / Aiuti   Atene / Merkel / Lagarde […]

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    Sabato, Marzo 17th/ 2012 Grecia / Troika / Fmi / Bce / Ue / Chiesa / Dottrina Sociale / Ripresa /Parti sociali / Massoneria / Capitalismo / Diktat / Neo-liberismo / 2013 / Crisi / Debito sovrano / Solidarietà sociale / Organizzazioni cristiane / Leone XIII  La Troika, la Rerum Novarum" e il "baratro Grecia": […]

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  • L’Italia s’è Desta. Dimissioni ed elezioni anticipate: l’accorato appello di Maroni

    L’Italia s’è Desta. Dimissioni ed elezioni anticipate: l’accorato appello di Maroni

    Martedì, Luglio 24th / 2012

    – di Maria Laura Barbuto –

    Italia / Crisi / Mercati / Economia / Borse / Spread / Esecutivo / Governo Tecnico / Premier / Lega Nord / Elezioni / Dimissioni / Politica / Euroburocrazia / Costituzione / Sovranità popolare / Austerità / Rigore / Roberto Maroni / Silvio Berlusconi / Mario Monti / Giorgio Napolitano / Unità d'Italia / 150° Compleanno 

    “Dimissioni ed elezioni anticipate”: l'accorata

    preghiera di Roberto Maroni

    Il segretario del Carroccio le canta al Governo.

    Nei prossimi giorni Maroni incontrerà i vari

    rappresentanti politici nel tentativo di

    “ripristinare la democrazia”.

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Roma –  Che a livello nazionale, nei confronti dell’operato del governo guidato dall’illustre Professor Mario Monti, ci sia un (ri)sentimento generale, è cosa certa e diffusa: a interpretare il malcontento popolare, questa volta, ci ha pensato il segretario della Lega Nord, Roberto Maroni, il quale nella giornata di ieri non si è risparmiato e le ha cantate di santa ragione a tutto il team dell’esecutivo. “Dimissioni ed elezioni anticipate” sono le parole chiave utilizzate dal leader del Carroccio nei confronti del premier italiano: sul suo profilo Facebook, infatti, Maroni ha scritto proprio questo, ricordando nello specifico le responsabilità del Governo tecnico in relazione ad uno spread altissimo (che non accenna a scendere) e al caos creato nelle borse.

       Maroni: "Al voto in Autunno!"  

    Al voto in autunno” implora il segretario della Lega, che vede nelle elezioni anticipate l’unica via d’uscita in grado di ridare stabilità alla politica ed ai mercati nazionali, “visto che – precisa Maroni – quello di Monti è un governo non più stabile né affidabile”. La drammatica situazione vissuta dai mercati ha decretato la “morte” definitiva ( senza alcuna possibilità di resurrezione politica ) di questo Governo e – a detta dello stesso rappresentante della Lega Nord – “visto che peggio di così non si può andare, tanto vale prenderne atto , interrompere l’agonia (causata) da questo esecutivo  e andare al voto in autunno” .  Agonia: nessun’altra parola avrebbe espresso meglio ciò che il caro premier sta facendo vivere al popolo italiano. L’agonia di un’euroburocrazia, alla quale siamo stati – letteralmente – costretti a sottometterci, espropriati forzatamente della nostra sovranità nazionale con la complicità di Re Giorgio Napolitano – e proprio nel 150° compleanno dell'"Amata Italia" – da una "banda tencina" che avrebbe dovuto risollevare, almeno in teoria, le sorti di un’Italia malata e preda facile delle “nazioni forti europee” e soprattutto dei "poteri forti internazionali".

       Per il "Bene" dei "Poteri Forti"    

    Ma, come generalmente accade, la pratica rompe la grammatica ed il rigore e l’austerità tanto corteggiati, si sono rivelati un bluff cosmico che non ha fatto altro che aggravare una crisi – oseremmo dire – risolvibilissima se solo si fossero seguite altre strade e se si fosse pensato realmente al bene della nazione intera. “Bisogna aprire il paracadute – ha detto Maroni – altrimenti ci sfracelliamo perché non siamo più sull’orlo del baratro, ma ci siamo completamente dentro”.  Nei prossimi giorni il politico leghista ha fissato un incontro con i rappresentanti degli altri partiti affinchè ci possa essere un accordo importante per ripristinare la democrazia, profanata da una nomina a Presidente del Consiglio di un tecnico che non è stato scelto dal popolo che, come riconosce e stabilisce la nostra Costituzione, è titolare della sovranità.

       Pezzi di Politica smascherano il "Jocker Nazionale"  

    Maroni ha previsto anche un incontro con l’ex premier, Silvio Berlusconi, al fine di discutere di un possibile rilancio del Nord. Staremo a vedere cosa succederà: per il momento pare che Monti sia stato – finalmente – smascherato. Da SuperMario si è trasformato in una sorta di Jocker nazionale. Peccato, per lui, che l’abbiano capito tutti e che l’unica via di salvezza per l’Italia sarebbe la sua firma sì, ma per le dimissioni.

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

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  • Italia – Tentacoli sulla Riserva Aurea per salvare una Euro-gabbia da Rottamare

    Italia – Tentacoli sulla Riserva Aurea per salvare una Euro-gabbia da Rottamare

    Martedì, Luglio 24th/ 2012 

    – di Sergio Basile – 

    Italia / Eurozona / Crisi Ue / Economia / Debito pubblico / Alberto Quadrio Curzio / Il Giornale / Riserve auree / Prestito garantito / Tentacoli sull'oro italiano / Speculazioni / Furbizie / Recessione / Bilderberg Club / Goldman Sachs / Jim O'Neill / Economia della truffa / Euribor / Porta aperta alla speculazione / Barclays / Depositi Over-nigth  

    Italia – Tentacoli sulla Riserva Aurea Nazionale

    Vogliono mettere le mani sul nostro oro: la terza

    riserva del mondo. Ecco come! 

    Il potenziale distruttivo dell'Euro-gabbia e dell'Euribor

    del quale nessuno parla, svelato per voi

    La discutibile intervista dell'economista Quadrio Curzio al 

    quotidiano "Il Giornale"

    Roma, Bruxelles – La scorsa settimana tra le dissennate proposte del governo del professor Mario Monti, tendenti ad estinguere il debito nazionale in gran parte "fittizio ed illegale" maturato nell'Eurozona, vi era stata quella di svendere 20 miliardi l'anno di beni pubblici rientranti nel patrimonio immobiliare "storico" italiano. Proposta che a quanto pare sarà sguita alla lettere dal professore e dai suoi scellerati ed asserviti seguaci, che – in caso di vittoria elettorale, a partire dal 2013, e se Dio non ci assiste – si adopereranno senza sosta a "regalare" pezzi d'Italia per ripagare chi specula e dissangua le ricchezze delle famiglie e delle imprese italiane. Inoltre avevamo accennato anche ad un altra ipotesi di scempio: quella protesa a conivolgere nel presunto (quanto pazzesco) "piano di risanamento" la  nostra riserva aurea – la terza del mondo, ricordiamolo – per finanziare il dittatoriale MES o per qualche altra simile sconcezza.

      L'Italia e l'ombra lunga di Goldman Sachs  

    Avevamo poi analizzato la posizione alquando ambigua del neo-liberista Mario Draghi: ex-uomo di punta per l'Europa di Goldman sachs. nonché tra i principali artefici di un piano di privatizzazione nazionale senza precedenti avviatosi segretamente nel 1992 sul piroscafo Britannia (vedi articoli correlati). Un Mario Draghi che da presidente della Bce, appena insediatosi – ricordiamolo pure – si rifiutò di intervenire in favore dell'Eurozona. Rifiutandosi cioè di acquistare i titoli del debito pubblico dei Paesi Piigs: Paesi dell'Eurozona fatti oggetto degli attacchi della speculazione internazionale e lasciati allo sbando dalla Commissione europea e dagli altri organi dell'Ue (Parlamento e Consiglio). Ciò mantenendo volutamente chiusi i rubinetti della BCE, malgrado l'art. 11 del SEBC (Sistema Europea delle Banche Centrali) prevedesse in casi urgenti interventi simili (vedi protocollo SMP ). Abbiamo poi analizzanto un'altra posizione curiosa, quello del "gran consigliere" Jim O'Neill,  presidente di Goldman Sachs Asset Management, che in tempi non sospetti dettava consigli utili per uscire dalla crisi, trovandosi curiosamente in perfetta sintonia con altri 3 ex-colleghi di Goldman Sachs: Mario Draghi ed i professori Mario MontiRomano Prodi.

      L'ipotesi "Riserve Auree"  

    Comune denominatore di quella che potremmo ribattezzare con un pizzico di "ironia" (consentitecelo) la "Strategia Goldman", è l'utilizzo del (deleterio) Meccanismo Europeo di Stabilità (o MES): arma altamente dittatoriale (direi neo-coloniale) spacciata come democratico strumento per la crescita.  Ma come finanziare il MES? Mediante, "magari", l'utilizzo delle riserve auree del Sistema Europeo delle Banche Centrali (SEBC): vista la cronica scarsità di liquidi che afflige gli stati, dovuta alla recessione ed alla speculazione da interessi bancari da pagare sulle obbligazioni sottoscritte. Pertanto avevamo avanzato l'insana ed azzardata, quanto probabilissima ipotesi – balenata nelle menti illuminate della casta – di ricorrere all'ulilizzo delle riserve auree degli stati dell'Eurozona in crisi. Tra di essi, ovviamente, quelle dell'Italia: Paese che – come detto – detiene ad oggi la terza riserva aurea del mondo. Ed  ecco come per magia il materializzarsi delle nostre previsioni, stamane, in una intervista pubblicata dal quotidiano "Il Giornale". Protagonista l'economista Alberto Quadrio Curzioprofessore emerito di Economia politica all'Università Cattolica di Milano, nonché grande amicone e consigliere indovinate di chi? Del professor Prodi.

      Paradossale Quadrio Curzio: "Per la crescita  si impegni l'Oro" 

    L'intervista Alberto Quadrio Curzio è a dir poco scioccante, a tratti imbarazzante. Almeno a nostro modesto avviso. E vi spieghiamo il perchè! Secondo lo stimatissimo economista, infatti, per la crescita – a quanto pare – non occorre sbaragliare la speculazione e tagliare le unghie alla finanza con la de-finanziarizzazione dell'economia. Nell'intervista e nelle parole di Quadrio Curzio non si fa cenno né al ruolo anti-speculativo degli acquisti di bond da parte della Bce, né di una "provvidenziale" riforma o cancellazione dell'Art. 123 del Trattato di Lisbona. Ma bensì la soluzione proposta dal luminare è il ricorso ad un "prestito garantito in oro". Cioè, la strada indicata dal fantasioso economista passa dal compromettere (a garanzia) le nostre preziosissime riserve auree nazionali. Così facendo – secondo Quadrio Curzio – il governo potrebbe evitare di innalzare il cuneo fiscale. Come a dire: per guarire un malato da una forma gravissima di varicella (provocata tra l'altro da un contagio evitabilissimo ed indotto) il medico anzichè somministrare medicine che curino la malattia alla radice, decida di correre il pericolo di tagliare una mano al paziente, per evitare – in alternativa – di tagliargli una gamba. Soluzione alquanto paradossale e fuori dalle righe.

        Lo spread e le inconciliabili "Teorie del Nulla"  

    Il concetto che vorrebbero far passare come la "panacea ai mali (indotti) della Nazione", dunque, passerebbe per il ricorso ad un "prestito con garanzia in oro per rilanciare la crescita attraverso un abbattimento del cuneo fiscale contributivo e investimenti in infrastrutture". Per l'economista la fiscalità orientata al risanamento può crescere, dunque, con un prestito garantito da oro. Ma la domanda è: se la recessione (indotta dall'Euro-sistema e dal sistema Target 2) non frena la sua folle corsa, che ne sarà delle riserve auree italiane? Perchè fidarsi di queste previsioni? Perchè giocare con il fuoco, continuare a fidarsi e ad avallarle tutto ciò, quando oggi lo stesso governo Monti propone addirittura di uscire dalla crisi del debito (debito artifizioso ed indotto) svendendo 20 miliardi l'anno di patrominio pubblico nazionale? evidentemente qualcosa o qualcuno è letteralmente impazzito! Ma il professor Quadrio Curzio è capace addirittura di  superarsi, sostenendo poi che "le recenti dichiarazioni di Mario Draghi (BCE) sull'irreversibilità dell'euro e sul fatto che la Bce interverrà in modo non convenzionale dovrebbero alleggerire le pressioni sugli spread. Peccato che proprio ieri il professor Mario Monti – in merito avesse contraddetto tale teoria, sostenendo che lo spread ed i giudizi del rating piovuti nelle ultime ore come una pioggia acida sull'Italia, fossero ingenerose ed assurde, quanto inaspettate. Allora cari professori "illuminati" perchè non fate pace con voi stessi e vi decidete? Il rating e lo spread sono strumenti inaffidabili di destabilizzazione economica oppure, al contrario, misuratori affidabili, "nervosi" e "pensanti" da acquietare con sacrifici e dichiarazioni accomodanti?  

      Per la vera crescita "De-finanziarizziamo l'economia reale"! 

    La sensazione, o meglio la certezza, è che siamo allo sbando, e che i "mercati", il "rating" e lo "spread" abbiano definitivamente fatto il loro corso e fallito completamente la loro "missione": sporca o confusa che sia! Bisogna definitivamente de-legittimare le "agenzie della discordia" (Standard & Poor's, Fitch ratings e Moody's) e tornare a parlare di economia reale, mandando a casa – ed alla svelta – quanti ancora vorrebbero farci credere che le imprese e le famiglie (come le stesse banche, di Basilea 2) dovrebbero sottostare alla pazzia ed all'aleatorietà di questi perversi strumenti di caos e destabilizzazione economica e sociale.

      I sintomi di una "follia europeista acuta"  

    Dunque molti sono ancora i sintomi acuti (vedi articoli correlati) di una euro-follia dilagante che getta le sue basi in un europeismo cieco e bieco: primato dei privati nel controllo del sistema bancario europeo; rifinanziamento pubblico obbligato – per gli stati dell'Eurozona – presso le banche privare; immobilismo della BCE; finanziarizzazione dell'economia e uso spropositato di derivati e ricorso anti-economico e speculativo ai depositi over-nigth; subalternanza della sovranità statale al giudizio delle società private del rating ed alle lobby; Strenua difesa dell'euro, a discapito del Welfare e della sacralità della dignità umana; utilizzo ad oltranza dello scellerato ed arbitrario Sistema (di pagamenti interbancari) Target 2 e del Tasso "Euribor": quest'ultimo tornato prepotentemente sotto-accusa negli ultimi giorni. Vediamo cos'è!

      Definizione di "Euribor"  

     

    L'Euribor è un “marchio registrato” di esclusiva proprietà dell’associazione privata delle banche europee (Euribor-EBF); per definizione esso è il "tasso d’interesse a cui i depositi a termine interbancari sull’Euro vengono offerti da una primaria banca a un’altra primaria banca della zona dell’Unione monetaria europea (UEM) alle 11.00 ora di Bruxelles”. Ma in effetti, i tassi d'interesse forniti dalle singole banche sono “autocertificati”: ciò equivale a dire  che gli istituti di credito hanno piena discrezionalità nel dimostrare che possono effettivamente contrattare prestiti ai tassi comunicati. Questo è pertanto un sistema piuttosto "anarchico" e "discrezionale" (arbitrario) incentrato sull'assenza di controlli e su meri criteri opportunistici. Ne è esempio lo scandalo del caso "Libor", tasso: manipolato dalla banca Barclays e forse da altre. L’Euribor (tasso interbancario offerto in euro) come molti ignorano è stato introdotto con la nascita dell'euro nel 1999, tramite il concorso delle banche europee di maggior spessore,  unitesi nel determinare un tasso di interesse base che potesse tornare utile alle transazioni finanziarie che interessano le moneta unica.  Il fine perseguito è stato, almeno in teoria, quello di modulare sullo stesso livello i tassi di interesse, con lo scopo di avere un unico punto di riferimento per le operazioni finanziarie interbancarie per – udite udite –  evitare speculazioni. Ma solo in teoria per l'appunto!

       "Tasso Euribor": un'ulteriore portone aperto alla speculazione  

    Alla fine, invece, i professori dell'euro hanno finito per confezionare un sistema gabbia che (all'interno del già illustrato disastroso "Sistema Target 2" – vedi articoli correlati) ha ingenerato di fatto profonde disparità di trattamento tra i vari Paesi dell'Eurozona, ed addirittura – in molti casi – tra le stesse banche di un medesimo Paese membro. Chi vigila sull'Euribor? Praticamente nessuno! E' una giungla selvaggia ed anarchica nella quale i più furbi prevalgono:  ed in particolare le banche meno solide o più spregiudicate, che hanno la meglio su quelle più virtuose e corrette, che vengono fortemente penalizzate dalle prime. Questo evidentemente accade per un vizio intrinseco all' "Euro-gabbia" legato al fatto che i paesi e le stesse banche presentano situazioni economiche molto diverse tra loro, e quindi non sono suscettibili di confronto ad un tasso uniforme. Quindi è logico – lo capirebbe anche un bambino: ma non evidentemente i nostri illuminati professoroni –  che per sormontare gli evidenti  ostacoli e limiti dell’Euribor, andrebbe creato uno strumento più flessibile che tenga conto della diversità dei vari istituti di credito e delle loro situazioni patrimoniali, premiando esclusivamente quelle che hanno dimostrato nel tempo una maggiore onestà ed una gestione economica più oculata: magari accordando loro  accessi al credito BCE, più facilitati. 

       I paradossi del "Tasso Euribor"  

    Il "Tasso Eurobor" – usando un eufemismo – può essere considerato alla luce di quanto esposto alla stregua di una amara ciliegina posta su una altrettanto indigesta torta  preconfezionata ad arte dai "distratti" pasticceri europeisti: Romano Prodi e i suoi fidati "consiglieri" in primis. Pur se poco conosciuto (o addirittura occultato) esso è un qualcosa che tutti dovrebbero conoscere, soprattutto quando ci si appresta a sottoscrivere un mutuo da migliaia di euro. Spesso, infatti, chi ha il mutuo indicizzato all’Euribor (Euro Interbank Offered Rate) non sa che si tratta né – come detto – di un “marchio registrato” privato; né come esso viene calcolato e che effetti comporta.  Lacuna informativa gravissima, soprattutto perchè da esso spesso e volentieri possono dipendere sensibili variazioni di rate da un mese all’altro. Pertanto, una volta appresi questi elementi, forse adesso sapremo controbbattere meglio alle forzate posizioni europeiste – oggi difese a spada tratta da una parte esigua di Italiani e ma molti media e luminari universitari – sull'Euro-gabbia ed i i suoi accidenti. O meglio suoi suoi  "eccezionali meccanismi" economico-finanziari da poker. Meditiamo gente!

    Sergio Basile  (Copyright © 2012 Qui Europa)

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  • Spagna, tra Accentramento e Pareggio di Bilancio: le Regioni insorgono alla Macelleria Sociale

    Spagna, tra Accentramento e Pareggio di Bilancio: le Regioni insorgono alla Macelleria Sociale

    Martedì, Luglio 24th/ 2012 

    – di Mario Luongo –

    Crisi economica Spagna / Mariano Rajoy / Sistema amministrativo spagnolo / Partito popolare / Andalusia / Consiglio di politica fiscale e finanziaria / Spending review / Bilanci truccati / Madrid / Valencia / Catalogna / Mercati obbligazionari / Titoli di Stato / Belgio /  Rapporto tra investimenti esteri e investimenti all’estero  

    Spagna – I nodi di Rajoy: Accentramento e

    Pareggio di Bilancio

    Ma le regioni insorgono alla "Macelleria Sociale"

    Euribor e Target 2: "l'insostenibile pesantezza dell'essere"

    Madrid, Bruxelles – Il sistema amministrativo iberico basato sul decentramento dell’autonomia regionale sta conoscendo in questi giorni una crisi che ne metterà probabilmente in discussione il futuro. Il Partito Popolare di Mariano Rajoy, conservatore e di centro destra, già dagli inizi del suo governo puntava ad una centralizzazione più marcata nell’amministrazione statale, contrassegnata da un forte regionalismo fin dalla fine del franchismo. Questa volontà accentratrice ha spaccato in due il Paese, contrapponendo i favorevoli al progetto (o quanto meno chi invocasse l'accentramento come panacea ai mali sia nazionali che europei) e chi invece non accettava un cambio di rotta nell’andamento della politica. Fatto sta che le regioni storicamente estranee all’ala conservatrice ed “europeista”, come la socialista Andalusia ( da marzo con un governo formato da socialisti e Izquierda Unida ) i Paesi Baschi o la Catalogna – liberal democratica – sono rimasti nella loro politica basata su una forte autonomia e decentramento, facendo accantonare parzialmente i propositi di Rajoy.

       La sorpresa di Mariano   

    Ma questa non è stata una vera e propria batosta per il Presidente del Governo spagnolo, la sorpresa è arrivata qualche mese più tardi, con i risultati del Consiglio di Politica fiscale e finanziaria avente come oggetto i tagli alla spesa pubblica per limitare il deficit all’1,5 %. Paradossalmente le brutte notizie sono arrivate più dalle zone che Rajoy non si aspettava: Madrid e Valencia, roccaforti del Partito Popolare hanno presentato documenti nei quali i conti dei loro bilanci erano ben più gravi di quanto dichiarato in precedenza. In pratica le “prime della classe” di Rajoy hanno imbrogliato durante l’esame e neanche di poco stando ai dati: la Comunidad de Madrid aveva un debito pari quasi al doppio di quanto dichiarato, 2,2%  invece di 1,13%, mentre per Valencia si attestava al 4,5% invece che a 3,68%.

       Agevolazioni a senso unico    

    La situazione spagnola si è aggravata maggiormente con l’acuirsi della crisi che ha portato il governo centrale a prendere una decisione molto discussa; Rajoy ha deciso di non estendere a tutte le regioni le "condizioni agevolate” proposta da Bruxelles alla capitale, scatenando proteste da parte delle restanti regioni. Ora, che le condizioni dell’Ue siano oggetto di discordia non è certo per invidia o per eccessiva convenienza, ma il motivo è più radicato e va ricercato appunto nel carattere fortemente regionale del sistema amministrativo spagnolo che come già spiegato lascia molta autonomia alle singole regioni. L’Andalusia, ad esempio, da tempo sta attuando una spending review, senza però toccare settori importanti come istruzione e sanità, sempre in cima alla lista delle voci da tagliare in ogni governo, secondo un’ottica miope e alla lunga controproducente.

       Catalogna – Ricorso contro Rajoy    

    Caso ancora più importante è quello della Catalogna, che al Consiglio di Politica fiscale e finanziaria ha presentato un documento nel quale puntualizzava di essere sulla via dell’austerità già da tempo e di aver attuato tagli importanti e (non solo simbolicamente) rilevanti come quelli sugli stipendi pubblici, unico esempio spagnolo finora. Ed è stata la Catalogna stessa ad impugnare un ricorso alla Corte costituzionale in merito alle decisioni prese dal governo centrale da Luglio, ritenendo che invadano le stesscompetenze regionali.

       Le anomalie di "Target 2" ed "Euribor"   

    In un momento storico in cui i mercati obbligazionari, stando ai dati, stanno provocando una frattura in Europa tra le regioni a seconda del loro debito e dei tassi più o meno bassi dei titoli di Stato, le ulteriori fratture interne nei singoli stati (la Spagna è solo uno dei tanti esempi ) non giovano certamente, soprattutto nel breve termine. La solidità interna di un paese è uno dei fattori principali che attira eventuali investimenti esteri, specie in un’Europa ancora incerta su molte questioni e su un ritorno alle valute nazionali sempre dietro l’angolo. Generalmente, in condizioni "normali", dovrebbe essere così, ma non di certo in questa Europa: quando cioè la "macelleria sociale" è pianificata e creata ad hoc dall'euro-gabbia e dai suoi iniqui sistemi bancari e finanziari. Vedi Sistema Target 2 e vedi iniquo tasso "Euribor". Questo spiega come uno Stato come la Germania attira più capitali esteri rispetto all’Italia o alla Spagna: perchè avvantaggiata in maniera sostanziale dal sistema "Target 2". (Vedi articoli correlati). Anche il Belgio, che di certo non si trova in una situazione interna più rosea della nostra ( anzi ha un deficit di bilancio del 3%, maggiore del nostro 2% ed un debito pubblico che supera di poco il 100% del Pil nel 2012) è premiato da questa serie di contingenze, in primis il movimento dei capitali che ha una buona percentuale tra gli investimenti finanziari all’estero e quelli esteri al proprio interno. In questo modo l’afflusso di capitali esteri nel Belgio supera il deflusso, comportando un aumento negli acquisti dei titoli di Stato. Ma anche in questo caso determinante appare il sistema "Target 2" del quale abbiamo abbondantemente parlato nell'editoriale dal titolo "Schiavi di un Debito Illegale: Parte Terza: "Il Sistema Target 2". A completare la frittata, poi, ci pensa lo schizzofrenico e discrezionalissimo rating, che ha finito per "graziare" paesi come il Belgio o la Francia (Paese con un Debito privato d'impresa pari a 8000 miliardi di euro: contro gli appenna 40 delle imprese italiane) e penalizzare inpiegabilmente un Paese solido come l'Italia. 

       Le Rinascita che non si vuole  

    Questo sistema (Target 2) dunque, fa la differenza rispetto a stati come Spagna ed Italia che, nonostante una situazione abbastanza similare, non compensano la fuoriuscita di capitali con l’ingresso di altri. Situazione evidentemente voluta e favorita dai governi, dall'Ue e dalle maggioranze parlamentari inermi e protese a spalleggiare l'euro-casta. Forse è il caso che anche nella classe di Rajoy  (come anche in quella di Mario Monti beninteso) i maestri smettano di fare i ciechi leader della classe e bluffare, ma inizino a rendere la situazione un pò più stabile per il bene del Paese e per i poveri scolari delle regioni più svantaggiate. D'altra parte il "debito" non è un dogma: vedi Giappone e Usa.

    Mario Luongo  (Copyright © 2012 Qui Europa)

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  • Fiction-Italia – Il ritorno dei “Morti Viventi”

    Fiction-Italia – Il ritorno dei “Morti Viventi”

    Lunedì, Luglio 23th/ 2012

    – L'Editoriale, di Vincenzo Folino – 

    Ue / Eurozona / Agenzie di rating / reazioni della Politica / Commissione europea / Pierluigi Bersani / Mummie / Ibernati / Declassamenti impropri / Bacon / Conoscenza è potere / Silvio Berlusconi  / Morti viventi 

    Fiction-Italia – Il ritorno dei "Morti Viventi"

    Trailer ufficiale su "TG Cazzate 24": film in onda

    già sui vostri schermi

    I media, la politica scoppiata e la "Strategia del Dissenso"

    Controllato

    Roma – In questi giorni si è parlato, e molto, dell'ennesimo declassamento "subito" dall'Italia da parte dell'agenzia di rating americana Moody's. Quella stessa agenzia che, val sempre la pena ricordarlo, insieme alle sue compagne, tra cui la ormai celeberrima Standard & Poor's, aveva illegittimamente declassato l'Italia, finendo nel mirino delle procure, e ancor prima – negli Usa – aveva sostenuto la solidità e affidabilità di Lehman Brothers e di altri istituti bancari, i primi a chiudere i battenti, e da cui si è scatenata la crisi dei mutui subprime del 2007 e 2008; società private "pagate" dalle banche, dalle finanziarie e dalle assicurazioni, quindi non al servizio degli Stati, ma semmai dei loro finanziatori, delle lobby americane di cui sono espressione: e che siedono all'interno dei rispettivi consigli di amministrazione. Allora qualcuno si potrebbe chiedere, ma qual è il fatto nuovo? Qual è la novità? Essa sta nel fatto che, diversamente dagli anni e dai mesi passati, non ci si è limitati ad accettare passivamente i "giudizi" dell'agenzia, ma c'è stata quantomeno una reazione, quantomeno si è potuta registrare, semplicemente, una risposta della politica: anche se tardiva ed ipocrita. Segno che il sistema sta cedendo: sull'onda delle gigantesche proteste dilagate in mezz'Europa.

        Ibernati redivivi e mummie fuori dai sepolcri   

    Per esempio – scoprendo l'acqua calda, e dopo mesi di scellerato mutismo – ha risposto la Commissione europea, affermando che la tempistica del declassamento è sospetta (che acume!); ha parlato Pierluigi Bersani, il quale ha affermato (dopo esser stato svegliato da uno stato d'ibernazione profonda) che l'operato di Moody's "segnala l'intenzione di attaccare l'euro usando il nostro Paese per scardinare il sistema" (che statista!); si è lasciato andare a "misurati" coniati anti-eurpopeisti, ed anti-euro, anche il Cavaliere. Anche sul "Mondo", ad esempio, qualche giorno fà, si poteva leggere: "Sebbene ignorato dai mercati la settimana scorsa, il declassamento dell'Italia da parte dell'agenzia di rating giova solo alla speculazione, e potrebbe essere l'avvisaglia di una sua offensiva ad agosto", quindi, si chiedeva una storica "penna" come quella di Ennio Caretto: a chi giova questo incessante assedio al nostro paese? (e non solo al nostro). Una domanda più che leggittima – a questo punto della storia, o della "euro-frittata" – oltre che giustificata, e che ovviamente non deve essere riferita esclusivamente all'operato di queste agenzie, ma deve essere allargata alle decisioni prese dalla Commissione e dal Consiglio in materia di politica fiscale ed economica, alle azioni intraprese (e soprattutto a quelle non intraprese – vedi mancato acquisto di titoli del debito pubblico degli stati sotto attacco – dalla Bce.

        La conoscenza è potere   

    Insomma, è necessario aguzzare le orecchie e guardarsi bene attorno, soprattutto ora che le mummie della politica sembrano destarsi dai loro sepolcri d'oro. E' necessario informarsi; "la conoscenza è potere" diceva Bacone; niente di più vero, soprattutto in un periodo storico come quello attuale, un periodo che, sotto la sua falsa aurea di "democraticità" e di "rispetto per la diversità (culturale e non)", nasconde in realtà un progetto totalitaristico ed "occulto", ma ben definito. Un "Piano" che volendolo rappresentare in forma di grafico, avrebbe come coordinate: "livello del debito", "livello dell'assoggettazione" e "livello di schiavitù raggiunta", il tutto per calcolare i propri ricavi e i propri interessi. Alla fine si arriva sempre qua; l'uomo sarà anche egoista per natura, ma la lotta per l'esistenza che viviamo oggi, guidata dagli uomini in giacca e cravatta a suon di vendite, svendite, fallimenti, ricapitalizzazioni, quote di mercato, titoli, azioni, risulta essere molto più spietata e perversa che nel passato, in quanto intrensicamente "astratta", ma anche realmente e duramente infallibile. Abbiamo accenato alla democrazia. 

         La strategia del "Dissenso controllato"    

    Ebbene, uno degli ultimi accesi dibattiti in ambito Europeo, si riferisce proprio alla questione della "leggittimità democratica" dell'Unione, quella che tanti vedono come una sua ferita aperta, il suo più grande tallone d'Achille. In realtà non penso che questa sia la principale preoccupazione dei decisori politici, anzi! Potrebbe forse esserlo diventata in tempi recenti, ma solo in maniera estemporanea e per mera strategia politica: per propagandare un "finto quanto perentorio ed aleatorio dissenso". Ma non, dunque, un dissenso aperto e mirato, ma bensì un dissenso fumoso e "rigorosamente controllato". Ciò, evidentemente, solo per quei politici e potenti nazionali che, all'interno del loro paese, rischiano di perdere, a causa dell'Europa o dell'appoggio dato al governo dei banchieri, parte del loro potere, diciamo contrattuale. Vedi Bersani, Casini e Berlusconi: i veri co-artefici – con Monti, e con la complicità dei media di bandiera – del declino del Paese. Media ribattezzati per l'occasione "TG Cazzate 24". Termine sdoganato da "Qui Europa" la scorsa settimana dopo una serie interminabile di "fregnacce" TV sparate sul "nervosismo dei mercati" e sulla futura "auspicabile" continuità politica delle misure intraprese dal governo Monti.

       La strategica legittimazione politica dei "tecnici" 

    Come più volte ribadito, questa "crisi pilotata" è servita per giustificare l'adozione di certi strumenti e misure a livello europeo. Infatti, nel contesto della crisi finanziaria si è registrato un notevole incremento nell'attività legislativa, in particolar modo per quanto riguarda le strutture di governance dell'Uem (Unione Europea Monetaria). Abbiamo così assistito alla vergognosa e gravissima "legittimazione politica" del "governo tecnico" in Italia, e nel contempo all'approvazione del "six-pack" del 2011, alla firma del "fiscal compact", nel marzo del 2012, all'accetazione (il 28 e 29 giugno dello stesso anno) di una serie di proposte contenute nel "Rapporto Van Rompuy", dal nome del presidente del Consiglio europeo; allo sdoganamento del MES che dovrebbe entrare in vigore a Settembre. Proposte che vanno a toccare dei punti fondamentali, dalla supervisione dei sistemi bancari nazionali, alla questione in assoluto più delicata da essere considerata, quella, appunto, della leggittimità e del controllo anti-democratico sul sistema.

    Vincenzo Folino (Copyright © 2012 Qui Europa)

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