Qui Europa

Giorno: 19 Luglio 2012

  • Crisi – Regione Sicilia: sarà la nuova Grecia?

    Crisi – Regione Sicilia: sarà la nuova Grecia?

    Giovedì, Luglio 19th / 2012

    – di Maria Laura Barbuto –

    Italia / Sicilia / Default / Fallimento / Economia /Commissariamento / Debito / Nord / Sud / Regioni / Golpe / Libero / Il Giornale / L’unità / Confindustria Sicilia / Licenziamenti / Palazzo dei Normanni / Armao / Russo / Lombardo / Monti / Napolitano / Lo bello /  Maroni / Formigoni 

    Crisi – Regione Sicilia: sarà la nuova Grecia?

    Rischio di default per la Regione: arrivano 400 milioni

    dal Governo che aggiunge il “commissariamento”

    Lombardo su tutte le furie: “Non si parli di default.

    Vadano a morire ammazzati

    Roma, Palermo – La questione legata al possibile default della Sicilia, nelle ultime ore, ha accentuato il botta e risposta tra Nord e Sud, allargandone ulteriormente il divario. A quanto pare, quello dell’isola, è un debito davvero enorme che impone provvedimenti urgenti e necessari per risollevare una situazione tutt’altro che rosea. L’incontro tra il professor Mario Monti ed il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per discutere della Sicilia come della nuova “Grecia locale”, ha dato i suoi “frutti”: una lettera di “commissariamento” inviata dal Presidente del Consiglio, Mario Monti, direttamettamente a Palermo a Palazzo dei Normanni, sede dell’assemblea regionale siciliana. Anche se nello scritto non compare la parola “commissari”, si parla, appunto,  di “rischio default”: riportare notizia di un potenziale fallimento della regione ha mandato il Governatore sicialiano, Raffaele Lombardo, su tutte le furie. Lombardo, infatti, ha annunciato una personale battaglia che porterà avanti contro tutti gli organi di stampa ( Libero ed Il Giornale) che hanno veicolato titoli “non veritieri” come ad esempio “Sicilia fallita”. 

      Sicilia –  le ombre del Commissariamento  

    Per quanto riguarda il commissariamento, per Lombardo , ormai vicino alle dimissioni, si tratta di un vero e proprio golpe visto che, stando anche alle dichiarazioni rilasciate dall’assessore per l’Economia della Sicilia, Gaetano Armao, e dall’Assessore per la Salute, nonché vicepresidente della Regione, Massimo Russo, “non esiste alcun rischio di default perché il rapporto debito/pil della regione è del 6%, mentre quello statle è del 120%”. Lombardo ha dichiarato, inoltre, che “La Sicilia ha 5,5 miliardi di debito su 27 di bilancio. Si tratta di un golpe.” ed ha anche aggiunto di aver garantito, non le assunzioni, ma più di 5000 stabilizzazioni, per come riportato dal quotidiano “L’unità”.

      La furia di Lombardo contro Monti e Lo Bello  

    La furia di Lombardo si è scagliata anche contro l’ex Presidente di Confindustra Sicilia, Ivan Lo Bello, il quale aveva denunciato “poca trasparenza nei bilanci che richiede un’operazione – verità”. A questa affermazione il Presidente della Regione ha risposto dichiarando “se qualche pseudoindustriale pensa che debba licenziare 50.000 lavoratori, io non lo farò. Vadano a morire ammazzati”. Come se non bastasse, in terra sicula, lo scontro si infiamma ulteriormente sul tema delle elezioni, mentre i rappresentanti del Partito Democratico sollecitano le dimissioni di Lombardo e chiedono elezioni anticipate. Intanto il Governo provvede a rendere alla Sicilia 400 milioni di euro per tamponare il pericolo di un eventuale fallimento e ridimensionarne la crisi. Il Nord, però, tifa per un affossamento dell’isola e non intende nasconderlo: su twitter, infatti, sia il segretario della Lega, Roberto Maroni, sia il Presidente della regione Lombardia, Roberto Formigoni, si sono lasciati andare a dichiarazioni “particolari” scrivendo rispettivamente “Basta: non fateci pagare ancora una volta di i debiti folli della Sicilia” e “Lombardo di lombardo ha solo il cognome”. Ma tutto ciò non è nient’altro il riflesso di un’Italia che, nonostante sia ancora una e sola, viene divisa dagli stessi rappresentanti politici, ma soprattutto è una situazione che rispecchia una politica marcia, incompetente  e menefreghista, una politica malata. Intanto il debito: stavolta pare "quello reale" miete altre vittime, malgrado le lamentele – vedremo se reali o aleatorie – di Lombardo che rivendica i suoi cospicui crediti nei confronti di Roma.

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Martedì, 7 febbraio 2012 Italia / Ue / Mezzogiorno / Sicilia / Fondi Europei / Monti / Lombardo L’Europa nega 220 milioni: Sicilia sotto accusa L'Ue striglia Lombardo Bruxelles – L’Unione Europea ha fatto una solenne sgridata alla Regione Sicilia. E a sua volta, il presidente del Consiglio Monti ha rincarato la dose, richiamando ai […]

     

     

  • Commissione Ue verso libero scambio con Giappone

    Commissione Ue verso libero scambio con Giappone

    Giovedì, Luglio 19th/ 2012 

    – di Vincenzo Folino –

    Commissione europa / Giappone / Accordo / Libero scambio / Karel De Gucht / Corea del Sud / Politiche liberiste / Export / Disastri del liberismo / Marchionne / Fiat / Industria automobilistica / Crisi / Piigs  

    La Commissione Ue verso un accordo di libero

    scambio con il Giappone

    Marchionne vede i paradossi del suo neo-liberismo

    Bruxelles – Nella giornata di ieri la Commissione europea, nella persona di Karel De Gucht (il commissario europeo per il Commercio), ha annunciato la richiesta di ottenere, dai governi degli Stati membri, il mandato per negoziare  un accordo di libero scambio con il Giappone. Il commissario ha ricordato che il paese nipponico è il secondo partner commerciale della Ue in Asia e che, secondo i calcoli della Commissione, l'apertura dei suoi mercati alle imprese europee potrebbe aumentare il Pil dell'Unione dell'1%, le esportazioni verso il Giappone di un terzo, portando anche ad un incremento di 400mila posti di lavoro. ''Siamo chiari: nelle circostanze di crisi attuali, noi abbiamo bisogno di questi posti di lavoro e di questa crescita''- ha detto de Gucht, che ha aggiunto – "se la crescita nei prossimi 20 anni arriverà come probabile dall'Asia, trascurare il Giappone sarebbe un errore molto grave nella nostra strategia commerciale''. Ecco perché "diverse associazioni dell'industria, tra cui l'agroalimentare, la farmaceutica, il settore informatico e delle telecomunicazioni, il settore della distribuzione e dei servizi, hanno espresso il loro sostegno alla nostra richiesta".

     Malgrado la Crisi L'Europa iper-liberista mette la quinta  

    Il commissario però, pienamente consapevole delle preoccupazioni degli auto costruttori, non ha menzionato il settore automobilistico (di cui abbiamo trattato qualche giorno fà e che, per quanto riguarda l'Europa occidentale, vive momenti particolarmente difficili). Nel suo discorso de Gucht ha anche precisato che, se il Giappone non definirà una tabella di marcia per rimuovere le barriere non tariffarie entro un anno dall'inizio delle discussioni, il negoziato "sarà bloccato"; insomma, aggiunge, "non cominciamo il negoziato a mani vuote", e se il Giappone non darà il via allo smantellamento di queste barriere non tariffarie "incluso il settore automobilistico (…) fermeremo le trattative". La richiesta di questo mandato, segue all'accordo di libero scambio tra l'Unione Europea e la Corea del Sud, operativo dal 1° luglio del 2011, il quale prevede la progressiva e reciproca liberalizzazione degli scambi di beni e servizi nonché regole comuni sui problemi legati al commercio tra i due blocchi. I risultati di questo accordo con la Corea del sud, secondo il commissario, dimostrano che molte paure sono ingiustificate, se si producono prodotti di qualità.

     Paradossale Marchionne: nota i disastri del liberismo 

    All'opposto, invece, troviamo il pensiero del "saggio" Marchionne – in un improvviso lampo di rinsavimento – il quale ha criticato i risultati dell'accordo di libero scambio con la Corea del Sud, indicando che se sarà seguito lo stesso modello si tratterà di una scelta suicida ai danni dell'industria automobilistica. In effetti il liberista "Marchionne" questa volta tutti i torti no li ha! Peccato che in effetti sta criticando gli stessi effetti del suo bieco credo iperliberista: completamente votato all'abbattimento delle barriere, alla concorrenza spietata tra multinazionali e piccole imprese manifatturiere ed al profitto: un mare tempestoso e foriero di crisi, dove vige la legge del pesce più grande. Ed i risultati si vedono: sia nell'industria italiana che nella martoriata e depredata terra dei Piigs, i maiali da macello europei.

    Vincenzo Folino (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

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    Cari Amici, ecco come ci stanno prendendo per i fondelli

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    Mercoledì, Luglio 11th/ 2012  – di Sergio Basile – Unione europea / Eurogruppo / Eurovertice / Bruxelles / Bce / Banca centrale Europea / Francoforte / Italia / Mario Monti / Manuel Barroso / Fondi Anti-Spread / Fondo Salva Stati / MES /Klaus Repling / Disgrazie / Peso sui cittadini / Immobilismo sostanziale della Bce […]

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    Mercoledì, Luglio 4th / 2012 – di Mario Luongo e Sergio Basile – Unione europea / Potere economico e potere politico / Liberismo economico / Diritti sociali / Diritti dell’uomo / Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo / Destra europea / CES / Sinistra europea / Sindacati europei / Trattato di Schengen / Partito popolare danese […]

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    Martedì, Maggio 8th / 2012 – di Silvia Laporta – Unione Europea / Grecia / Crisi / Governi Ue / Neo-liberismo / Nuova Democrazia / Pasok / Vassilis Primikiris / Syrizia / Berlinguer / Fallimento dei tecnocrati / Troika / Eurozona / Fallimento del dogmatismo neo-liberal / Abolizione del piano di Salvataggio / Austerity / […]

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    Lunedì, Aprile  30th / 2012 – di Sergio Basile – Unione Europea / Commissione europea / Manuel Barroso / Commissione al Mercato Interno / Crescita / Recessione / Fiscal compact / Crisi / Governi Ue / Lettera / Ricette / Liberismo / Deregulation / Linea liberista / Bilderberg Club / Trilateral Commission / Mario Monti / Francoise […]

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    Giovedì,  Aprile 26th/ 2012 – di Sergio Basile – Unione europea / politica / Rigore / Fiscal Compact / Germania / Italia / Francia / Olanda / Danimarca / Papa Giovanni Paolo II / Bob Kennedy / Discorso sul Pil / Angela Merkel / francois Hollande / Nicolas Sarkozy / Mario Monti / Geert Widers /  Beppe […]

     

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    Sabato, Aprile 21th/ 2012 – di Sergio Basile – Parlamento europeo / Bruxelles / Esteri / Argentina / Espropriazione della YPF / Neoliberismo / Multinazionali / Presidente argentino Kirchner / Repsol / Spagna / Sergio Basile / Controinformazione     Caso Repsol-YPF: Parlamento Ue contro l'Argentina –  Guerra neo-liberista tra multinazionali e democrazie In ballo […]

     

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    Mercoledì, Aprile 18th / 2012 – EDITORIALE di Franco de Domenico e Sergio Basile – Europa / Spd / Sigmar Gabriel / Liberismo / Liberalismo / Austerità / John Locke / Oscar Giannino / Bruno Leoni / Ibl  / Gaetano Mosca / Giovanni Agnelli / Luigi Einaudi / Bruno Leoni /  Mario Pannunzio / Giovanni Malagodi […]

    Paradosso Monti: “La crisi è finita!” – Dalla Cina con stupore!

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    Martedì, Aprile 3rd / 2012 Italia / Crisi Ue / Esteri / Crisi Eurozona / Cina / Asia / Investitori / Vertice / Mario Monti / Interessi privati / Liberismo / Neo-liberismo / Debito pubblico / Eni / Imprese in crisi / delocalizzazione delle imprese / Svendita dell'Italia / Terra del Gragone / De Tomaspo […]

    Crisi: Pericoli e strategie dell’Ue “liberista”

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    Martedì, Febbraio 21th / 2012 – di Sergio Basile – Unione Europea / Consiglio europeo / Crescita / Crisi / Governi Ue / Lettera / Ricette / Liberismo / Deregulation / Commissione Ue  / Agenzie di rating / Abolizione progressiva delle Golden Share statali / Regolamentazione dei servizi finanziari / Mercato europeo integrato / Deregulation […]

     

     

  • Strage di Via d’Amelio, Vent’anni dopo

    Strage di Via d’Amelio, Vent’anni dopo

    Giovedì, Luglio 19th/ 2012        

    – di Mario Luongo –

    Trattativa Stato mafia / Attentato via D’Amelio / Paolo Borsellino / Giorgio Napolitano / Stragismo mafioso / Francesco Messineo / Nicola Mancino / Peppino Impastato / Ragione di Stato / Salvatore Borsellino / Corteo Agende rosse / Roberto Scarpinato / Antonio ingroia / Marcello dell'Utri  

    Trattativa stato-mafia: oggi il 20° anniversario

    della morte di Paolo Borsellino e della scorta 

    Le insensate parole di Giorgio Napolitano

    Ingroia: "Siamo nella stanza della verità, ma

    qualcuno vuol chiuderci la luce!"

    Scarpinato: i potenti che hanno mosso i fili delle

    stragi sono tra noi, ma sanno che riusciremo a

    portarli sul banco degli accusati!"         

    Roma, Palermo – Oggi ricorre il ventennale della morte del giudice Paolo Borsellino e della sua scorta nell’attentato in Via d’Amelio. Di retorica ne è stata fatta fin troppa, e non sembra il caso di continuare anche in questa sede. Purtroppo c’è da constatare con amarezza che si tratta di una retorica sterile, per non dire finta che va avanti da venti anni e non ha portato ancora a nulla; si incensa la memoria degli eroi, si giura eterna lotta ai “cattivi”, alla mafia, si fa appello al senso di unità nazionale, agli alti valori di giustizia, onestà, collaborazione, senso del dovere, coraggio. Belle parole che coprono sempre più a fatica un enorme vuoto, quello della verità e della volontà di far luce su uno dei misteri italiani più importanti.

      Una Montagna di Merda  

    La Trattativa Stato-mafia già dal nome mette in risalto l’apparente ossimoro dell’argomento: sono due elementi agli antipodi, il primo basato (in teoria) sulla legalità, il consenso, l’ordine, la politica, la giustizia, mentre il secondo è l’aberrazione di tutto ciò. È il trionfo dell’omertà, della violenza, della coercizione, dell’illegalità, della paura. È una montagna di merda, come diceva Peppino Impastato. È inconcepibile un qualsiasi rapporto tra Stato e mafia, eppure quella che è definita una presunta trattativa, diventa sempre più una realtà che in tanti ancora oggi hanno difficoltà a guardare in faccia, nonostante siano passati più di venti anni. Francesco Messineo, procuratore di Palermo ieri ha dichiarato in proposito “Sarei in contraddizione con me stesso se aggiungessi presunta. Abbiamo avviato un procedimento che è in fase di avviso di conclusione indagini basato proprio sull’ipotesi che la trattativa ci sia stata e sia stata reale.” Anche il presidente Napolitano, d'altra parte – da poco tempo – ha cominciato a chiamare col suo vero nome questa pagina a lungo ignorata della storia italiana.

      Lo Stato processa se stesso   

    Dunque le indagini dei giudici palermitani sulla Trattativa con le conseguenze che in questi giorni sono sotto gli occhi di tutti ( implicazioni del segretario giuridico del Quirinale Loris D’Ambrosio, le intercettazioni su Nicola Mancino, il Capo dello Stato chiamato in causa, il conflitto di attribuzione sollevato da quest’ultimo) hanno ragion d’essere molto più importanti e radicali di quanto si pensi. Per questo il comportamento delle istituzioni e della politica, salvo qualche rara eccezione,  è stato criticato già in articoli precedenti (vedi quello pubblicato ieri). “La indagini sulla Trattiva – ha scritto Attilio Bolzoni –  è lo Stato che processa sè stesso". È lo Stato che si guarda dentro, che si autoaccusa di colpe gravissime, che si riconosce traditore per avere patteggiato con il nemico. È tutto così semplice e tutto così complicato che vent'anni dopo c'è ancora un'Italia che ha paura.” Quindi l’ossimoro di cui prima viene meno, Stato e mafia non sembrano così tanto inconciliabili, anzi. A prevalere sono la ragion di Stato, la real-politik, il pragmatismo politico, si può chiamarla in mille modi, ma la sostanza rimane uguale: i principi etici, i valori morali vengono messi in secondo piano e sacrificati sull’altare di una politica che per fermare lo stragismo mafioso degli anni 90 è scesa a patti con la mafia stessa attraverso i suoi uomini politici, rappresentanti delle forze dell’ordine e alte cariche dello Stato.

      Standing Ovation per i magistrati di Palermo   

    In uno stagno di mezze verità, false testimonianze, elementi che vengono a galla anni dopo, una presa di posizione come quella di Napolitano diventa un “macigno sulla strada della giustizia”  come afferma indignato Salvatore Borsellino, fratello di Paolo, che aggiunge “ fino a quando non sarà cancellato il peccato originale di una Seconda Repubblica fondata sulle stragi del ’92 e ’93 l’Italia non potrà mai dirsi un paese democratico e civile”. Il passato che in questo stagno ritorna a galla, pur non essendo mai stato dimenticato. Oggi l’anniversario della strage ha messo in moto a Palermo  una serie di cortei, manifestazioni, incontri sia istituzionali che civili, come il dibattito alla facoltà di Giurisprudenza di Palermo nel quale sono intervenuti i magistrati che indagano sulla Trattativa, accolti da una standing ovation, oppure il corteo delle Agende Rosse (dalla famosa agenda rossa di Borsellino, mai ritrovata dopo l’attentato), simbolo di quella parte di Italia che vuole conoscere la verità sulla strage.

      Napolitano – Parole prive di senso   

    In un momento così caratterizzato da un bisogno di giustizia, di chiarezza, di una presenza forte dello Stato, appaiono quasi prive di senso le parole del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano: “Come ha fermamente dichiarato il Presidente del Consiglio Senatore Monti non c’è alcuna ragion di Stato che possa giustificare ritardi nell’accertamento dei fatti e delle responsabilità e nella ricerca della verità specie su torbide ipotesi di trattativa tra Stato e mafia” per poi aggiungere ““E proprio a tal fine  è importante scongiurare sovrapposizioni nelle indagini, difetti di collaborazione tra le autorità ad esse preposte, pubblicità improprie e generatrici di confusione”. L'immorale e becera retorica, appunto!

      Le parole di Ingroia e Scarpinato    

    Allora possiamo comprendere e condividere pienamente le dichiarazioni giunte – in secca replica alle dichiarazioni di Marcello Dell'Utri – nelle scorse ore dal Procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia, secondo il quale "siamo entrati della stanza della verità ma siamo al buio (…) io a volte mi sento un pò pazzo – ha aggiunto Ingroia – perchè credo che si possa raggiungere la verità sui misteri del nostro Paese". Parole che fanno eco a quelle giunte da Caltanissetta, e pronunciate dal Procuratore Generale Roberto Scarpinato, secondo il quale: "i potenti che hanno mosso i fili delle stragi sono fra noi, ma oggi sanno che riusciremo a trascinarli sul banco degli accusati". Infondo è la speranza che pulsa nel cuore di tutti gli Italiani onesti.

    Mario Luongo  (Copyright © 2012 Qui Europa)

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  • Dittatura Italia: Benvenuti nello stato liberista di “benessere socialista”

    Dittatura Italia: Benvenuti nello stato liberista di “benessere socialista”

    Giovedì, Luglio 19th/  2012

    – di Silvia Laporta –

    Crisi economica / Bce / Mario Draghi / agenzie di rating / Disoccupazione / crisi del settore della costruzioni / Mario Ciaccia / Ministro delle Infrastrutture / Banca d'Italia / Usa / Cassa Integrazione / debito illegale / Fillea / Filca / Feneal / Patto di Stabilità  / Parlamento / Fiscal Compact  / Barzelleta / Giuliano Amato 

    La crisi pilotata continua a mietere vittime:

    meno mezzo milione di posti di lavoro 

    Illusioni di Bankitalia: la recessione finirà nel 2013

    L'ipocrisia della casta e la trasformazione latente

    dello stato di benessere, suggellata dalla ratifica 

    del Fiscal Compact in Parlamento

    La Barzelletta di Amato "consulente agli sprechi"

    Roma – Tempi duri. La disoccupazione è salita pericolosamente all’11 % – secondo stime ufficiali: anche se ci sono regioni dove è addirittura al 50% – e aumenta il ricorso alla Cassa Integrazione, scendono le retribuzione reali, si flettono i consumi, i debiti aumentano e prosegue la fuga di capitali stranieri. Ne abbiamo parlato mille volte della crisi "pilotata" e dei suoi effetti trasversali sulla vita dei cittadini, uniche vittime di un debito illegale ed immorale che i media continuano a trattare nella stragrande maggioranza dei casi con un'aurea di "normalità" davvero sconcertante. Il prezzo da pagare sta diventando troppo alto e, giorno dopo giorno, cresce l’insofferenza e la frustrazione. 400 mila posti di lavoro spazzati via nel settore delle costruzioni, mezzo milione contando gli indotti. Per denunciare l’inadeguatezza dei provvedimenti governativi a riguardo, i sindacati di categoria, hanno organizzato un presidio sotto il ministero delle Infrastrutture, per ottenere perlomeno un tavolo di confronto in cui, il vice ministro Mario Ciaccia, si dice intenzionato all’apertura e alla trattativa per il rilancio. Un modesto risultato teorico che però, se non sarà affiancato anche da un tornaconto pratico, vedrà l’economia del settore delle costruzioni pericolosamente in ginocchio.

      Intanto la Camera ratifica il recessivo Fiscal Compact  

    Intanto, mentre tra il compiacimento della maggioranza del Parlamento, stamane, si è giunti – in un'aula decimata dalle assenze – alla ratifica dello scellerato e recessivo "fiscal compact". Lo stesso sventurato provvedimento rinviato dai Tedeschi; per far ripartire il settore, i sindacati ripropongono la piattaforma unitaria della manifestazione nazionale dello scorso 3 Marzo, sottolineando che in questi mesi il governo non ha dato un’adeguata  risposta in termini di crescita e tutela sociale; ma, nel frattempo, la situazione di crisi  ha continuato a dilagare indisturbata. 

      La proposta dei sindacati  

    La piattaforma unitaria sollecita una politica di rilancio delle infrastrutture che si concentri su obbiettivi prioritari condivisi. Il pacchetto di proposte inizia con il varo di piani di intervento sulle città, gli incentivi per la messa in sicurezza del rischio sismico e per il risparmio energetico; continuando poi con l’attuazione della patente a punti per la qualificazione dell’impresa e del Durc  ( il documento di regolarità contributiva ) per congruità nei lavori privati , insieme allo sblocco selettivo del Patto di Stabilità per gli enti locali, in modo di consentire ai Comuni virtuosi di fare investimenti. Fillea, Filca e Feneal sollecitano anche misure per agevolare l’accesso al credito di privati e imprese impiegando le banche per immettere liquidità sul mercato utilizzando i fondi prestati dalla Bce, insieme all’avvio degli accordi per rilanciare la ripresa dei distretti e delle aree industriali.

      La stima-bufala di Bankitalia   

    La recessione in Italia finirà non prima del 2013. E’ la "stima-bufala" contenuta nel Bollettino Economico della Banca d’Italia che, però, aggiunge subito – mettendo le mani avanti – che i  veri risultati non si avranno prima nel 2014. Ma queste previsioni verranno mantenute sempre se lo spread non impennerà e, bisogna ricordare, che sono sempre e solo previsioni diffuse dalla Banca d’Italia – istituto come noto sotto l'egemonia dei privati: privatizzata nel 92 da Amato – uno dei corresponsabili della recessione. A giudicare dalla situazione italiana, sembra quasi una “favoletta” che piace loro raccontarci per tenerci buoni buoni e tranquilli; siccome continuerà a perpetrarsi lo stesso sistema dittatoriale e al servizio delle banche e delle agenzie di rating. Queste, oggi, come in passato, più volte indagate e messe sotto accusa per il loro operato, continuano il loro lavoro di truffa e sottomissione ingiustificata delle imprese. Persino Mario Draghi, presidente della Bce – dopo uno strategico sonno – ha finalmente aperto gli occhi – o cambiato gli occhiali – e ora,   sta scoprendo – come un bambino scopre la luce – le incongruenze tra analisti e uffici delle agenzie che producono il rating.  E allora, potremo chiederci: ma come mai questi apparati esistono ancora ma soprattutto vengono considerati come metri di giudizio affidabili? Forse perché la “convenienza” non è unilaterale, ma coinvolge soprattutto la Bce.

      Italia – Stato "Dittatoriale" di "Benessere Socialista"  

    Non sarebbe più semplice “levarle di mezzo”? Beh, se questo non viene fatto, c’è sicuramente una motivazione di interesse, un interesse che vogliono tenerci nascosto dietro le frasi ipocrite di Mario Draghi, in questa ormai "sanguinosa" e palese guerra tra casta e plebe, in uno stato dittatoriale di "benessere socialista", caratterizzato da una precarietà sempre più diffusa e ben distribuita (grazie ad un cuneo fiscale da record del mondo) e dalla scomparsa della borghesia, e dalla concentrazione delle ricchezza nazionale nelle mani di una circoscritta élite di "vincitori senza scrupoli e valori morali".

     La barzelleta di Giuliano Amato "Consulente agli sprechi"  

    E lo si capisce anche dai piccoli particolari. Sapete chi ha nominato Mario Monti come "consulente agli sprechi"? Un signore che guadagna 1047,00 euro di pensione, ma non al mese (che avevate capito) al giorno.Un altro impresentabile "gran tecnico venerabile" da 50 anni in sella alla politica: due volte Presidente del Consiglio; sei volte Ministro della Repubblica; nonché Presidente dell’Istituto della Enciclopedia Treccani; impresentabile conduttore televisivo proteso a spiegarci la crisi dalle reti RAI, ma soprattutto colui il quale privatizzò nel 1992 (con il celeberrimo decreto "Carli-Amato" la Banca d'Italia, privando gli Italiani della propria sovranità monetaria nazionale e regalandola ai banchieri privati. In pratica tra i più fedeli esecutori del famoso "piano segtreto dei privatizzatori del Britannia" del quale abbiamo più volte parlato. Ma gli Italiani, probabilmente lo ricordano ancor più per la famosa "rapina dei conti correnti" degli Anni Novanta, avvenuta all’improvviso, o per la vergognosa riforma delle pensioni. Un Amato, oggi non troppo "amato", dunque. L'uomo giusto di Monti per la lotta agli sprechi. Proprio lui, con quei miseri 31.411 euro di pensione al mese.  Che vergogna!

    Silvia Laporta (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Il portale di Barca sbarca sul Web: Open-Coesione è Online

    Giovedì, Luglio 18th/ 2012 

    – di Vincenzo Folino –

    Italia / Open Coesione / Banca dati / Open date / Ministero per la Coesione territoriale / Fabrizio Barca / Governo Monti / Notte Piccante / Catanzaro 

    Barca sbarca sul web: "Open-Coesione" è online:

    ma la vera "Coesione" passa per il Welfare State

    Finora pochi progetti a buon fine e gestiti, spesso, a 

    senso unico.  

    Il caso di Catanzaro: "Notte Piccante 2011", stanziati 300.000

     euro, spesi 250.000

    Roma – Nelle scorse ore, il ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca, ha presentato il nuovo progetto “Open-Coesione”, un portale del governo (consultabile all'indirizzo www.opencoesione.gov.it) che, attraverso visualizzazioni e mappe, consente di consultare un’amplissima banca dati, relativa ai progetti di coesione territoriale finanziati dallo Stato e dalle Regioni, soprattutto  con fondi europei, per il periodo 2007/2013. Un portale che si affianca a quello inaugurato un paio di mesi fa dal collega alle Infrastrutture Corrado Passera, il portale del CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica). Sulla homepage di “Open-Coesione” si legge: "I dati sono pubblicati perché i cittadini possano valutare se i progetti corrispondono ai loro bisogni e se le risorse vengono impegnate in modo efficace".

      Coesione? Finora solo politiche anti-welfare  

    Sono belle parole, certamente, ed in linea teorica lo è anche l'auspicio; ma per le persone comuni, per quelle che non fanno parte di nessuna "cricca", la diffidenza rimane, forse perché negli anni hanno assunto la consapevolezza che i "bisogni dei cittadini" e l' "efficacia degli interventi", non sono mai stati al centro dell'interesse dei diversi governanti. E lo dimostrano in maniera inequivocabile tutte le manovre del governo protese alla definitiva distruzione del Welfare State (Stato Sociale) il vero collante della coesione sociale. Stamane tale eresia sarà suggellata definitivamente con l'approvazione del Fiscal Compact in Parlamento. Tutto il resto, per citare la battuta di un celebre film, sono "chiacchiere e distintivo!". In ogni caso, sempre dalla homepage del sito emerge che, su un complessivo di 99,286 miliardi di euro (risorse totali per il periodo 2007-2013) e spendibili fino alla fine del 2015, finora ne sono stati stanziati soltanto 33,4, ed effettivamente pagati soltanto 14,4, su un totale di progetti pari a 467,257 miliardi. Insomma, già da questi dati grezzi si può constatare, se mai ce ne fosse bisogno, che molto di più poteva e può essere fatto, soprattutto nel Mezzogiorno.

      Open-Coesione e le solite cricche 

    L'obiettivo formale dovrebbe rispecchiare le parole del ministro Barca, il quale ha parlato di un "cambio di grammatica" e di "un passo irreversibile della pubblica amministrazione nel segno della trasparenza, secondo la filosofia dell'Open Data, i dati aperti". Nel portale si può fare una ricerca per Provincia, Comune, settore, microintervento, e così via; cittadini, giornalisti, analisti, amministratori pubblici, grazie ad "opencoesione" dovrebbero disporre della possibilità di controllare come vengono spesi i fondi comunitari, di sapere quali e quanti progetti sono stati finanziati nella loro città o nel loro quartiere.

      Catanzaro – 300.000 euro alla Notte Piccante nel 2011  

    Per esempio, essendo io che scrivo molto affezionato alla mia città natale, Catanzaro, ho provato a fare una ricerca, inserendo nella barra dei progetti "Notte Piccante", il nome di un evento cittadino organizzato dal comune; dalla ricerca sono emersi tre risultati, tra i quali il seguente: ED. 2011 LA NOTTE PICCANTE, che ha avuto un finanziamento pubblico di 300.000 euro (di fondi provenienti interamente all'Ue), dei quali ne sono stai spesi l'83%, ovvero 250.000 euro…a questo punto, sta ai catanzaresi giudicare.

    Vincenzo Folino (Copyright © 2012 Qui Europa)

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