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Mese: Agosto 2016

  • Moneta e Giustizia – Giacinto Auriti: “ci vuole una fabbrica di scarpe per calci in culo”

    Moneta e Giustizia – Giacinto Auriti: “ci vuole una fabbrica di scarpe per calci in culo”

     Sabato, 27 Agosto/ 2016   

    di Giacinto Auriti – Premessa di Sergio Basileria

     Redazione Quieuropa, Sergio Basile,  Sete di Giustizia, Giacinto Auriti, fabbrica di calci in culo, moneta debito, principio di giustizia, corruzione, tribunali  

    Moneta e Giustizia – Giacinto Auriti: "ci vuole

    una fabbrica di scarpe per calci in culo"

    La ricetta auritiana – Proprietà della moneta ai cittadini:

    l'unico mezzo per realizzare il "principio di giustizia"

    Video in allegato: Prof. Giacinto Auriti

     

    Intervento di Giacinto Auriti

    Premessa di Sergio Basile – Presidente Sete di Giustizia

    il museo dedicato alla cultura marinara

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Sull'inattuabilità del principio di giustizia           

    Roma – di Sergio Basile – Cos'è più facile, trovare un ago in un pagliaio o un avvocato/magistrato/giudice non influenzabile? Fate voi! Certo, provocazione a parte, la storia giudiziale e gli annessi scandali della "giustizia non giusta" sono quotidianamente sotto gli occhi di tutti, è inutile nascondersi dietro un dito! Perfino Gesù nel Vangelo ricorre alla parabola del giudice disonesto, per rapportarsi – per contrasto – con la "giustizia del mondo". La giustizia spesso e volentieri è un miraggio! Come non restare sbigottiti dinanzi all'andamento di molte cause orientate a facilitare – o realizzare in toto – gli interessi di chi può esercitare un maggior potere corruttivo? Non di rado i tribunali si trasformano in squallidi mercati, e gli attori del palcoscenico giudiziale in miseri burattini. A dominare, nella maggior parte dei casi, è l'influenza della "setta per antonomasia", la fratellanza che custodisce il "segreto dei segreti", "il "segreto della moneta": sempre pronta ad assoldare nuovi adepti da "servire" e usare. La corruzione si fonda sulla moneta e sui suoi padroni (1). Va da sé che chi può far leva su un quantitativo praticamente illimitato di moneta – poiché (magari) la accumula attraverso strade "facili" o addirittura la emette creandola dal nulla,  senza alcuna riserva aurea (2) e ne orienta a propria discrezione i flussi – possa incidere in maniera preponderante su tutti i processi socio-economici e – purtroppo – anche giudiziari. Come dice un vecchio detto:

                      "La giustizia per gli amici si interpreta…

                                    per tutti gli altri si applica!"

    Questi monopolisti risolvono a proprio favore controversie ed inconvenienti di vario genere. Ma c'è di più! Essi creano crisi economiche a tavolino; finanziano gruppi d'interesse di vario tipo (a sfavore di altri), fomentano guerre, ecc.. Insomma, orientano il corso della storia e delle comunità sociali. Sia il Professor Giacinto Auriti, il padre della Teoria del Valore Indotto della Moneta e del SIM.EC., che San Padre Pio, entrambi uniti da una salda fede nel Signore Gesù Cristo, avevano ben chiara la situazione, e vedevano nello sterco di satana (la carta-moneta emessa a debito, sulle spalle dei cittadini) l'arma principale del Male per dominare i popoli e devastare le anime; lo strumento favorito dal Padre dell'inganno per ammaliare gli uomini, salvo poi – a giochi fatti – gettarli nello sconforto più totale e nell'oblio della disperazione. Quanti potenti e corrotti gemono oggi tra le fiamme dell'inferno? Tanti! Ecco di seguito un aneddoto piuttosto eloquente, uno tra i tanti…

    (1) Cfr.: La Contromassoneria del Bene Comune;(2) n.b.: le banche centrali oggi emettono moneta-debito senza alcuna riserva aurea a copertura della stessa

      Una voce nella notte                                                  

    Un dì una persona di mia conoscenza (di cui non rivelo il nome per ovvi motivi) udì una voce nel cuore della notte, che la sveglio di soprassalto. Era una voce disperata, inconfondibile, quella del defunto padre – morto circa dieci anni prima – la voce, tremante e grave, di un uomo che chiedeva soccorso… Non si trattò assolutamente di un sogno! La "presenza" di quel richiamo d'aiuto era drammaticamente reale e nitida. L'uomo sembrava soffrire molto, in maniera inconsolabile e implorava:

                           "(nome della persona) Aiutami! Aiutami!

                   Che qui non ce la faccio più! Ti prego Aiutami!".

    Egli – come appresi di seguito – da vivo era stato un gran maestro del 33° grado della Massoneria. Il ragazzo restò molto scosso da questo episodio. Questa storia ci dice sostanzialmente due cose: che esiste una dimensione spirituale e trascendentale della quale gli adoratori della religione del materialismo non si curano minimamente (Padre Pio definiva costoro, i massoni, quali "povere e tormentate anime vaganti") e della quale dovrebbero preoccuparsi; e poi che esiste una forza, chiamata Amore, protesa alla realizzazione del bene comune e contrapposta ad un'altra forza – antitetica alla prima – cupa, élitaria e malefica, protesa a realizzare interessi assolutamente non orientati al bene di tutta lumanità. Una doppia forza, dunque, alla quale corrisponde una duplice idea di giustizia. La giustizia del mondo contrapposta alla Giustizia di Dio: è in questo dualismo che naufraga miseramente il mito del democratismo della "Rivoluzione Francese" e della triplice ripartizione dei poteri (3). Di seguito, in merito, proponiamo un intervento (testuale) molto significativo del grande Professor Giacinto Auriti, registrato nel 1999 (vedi giù il video in allegato)(4).

    (3) Libertà, Uguaglianza e Fratellanza: significato occulto secondo lo spirito massonico

    (4) ► Fare una fabbrica di scarpe per "calci in culo" – Giacinto Auriti

    La teoria della doppia verità (doppia giustizia)     

    Giacinto Auriti: "Nella storia ci sono i raccomandati di ferro e quelli che non sono raccomandati. Chi sono i raccomandati di ferro? Sono i padroni del denaro! Quando oggi i politici pretendono di giudicare la storia e la guerra che si sta combattendo, in cui sono coinvolti innocenti, bambini, ecc.., non possiamo non reagire. Però quando si vuole fare giudizio sull'opportunità di un intervento, questo giudizio non può essere fatto in nome di un principio di "giustizia" perchè la giustizia allora si deve applicare per tutti…. Non si può "ignorare", come è successo anche in Israele! Quando noi parliamo di queste cose dobbiamo cominciare a leggere la storia giustamente: qualunque dramma di genocidio va condannato, però bisogna farlo per tutti! Quelli che vogliono "fare giustizia" usano due regole: una per chi è giudicato e un'altra regola per se stessi; perchè essi hanno la forza, quindi il ragionamento che viene fatto è quello delle "molte verità". La scuola dei sofisti greci, grande scuola dei filosofi di Atene, enunciava e praticava la teoria della doppia verità, per cui ad un certo punto ognuno sostiene la verità che fa comodo; non si parla più del "discorso giustizia", del giudice che dovrebbe essere assolutamente equidistante dalle parti, ma si parla della raccomandazione e del clientelismo. Oggi in politica estera (e, spesso e volentieri, nella giustizia ordinaria – Ndr) vale questo principio.

    il museo dedicato alla cultura marinara

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Una fabbrica di scarpe per calci in culo…            

    Quand'è che noi possiamo cominciare a costruire dalla base la speranza per una Giustizia Nuova? Questo può avvenire solamente a una condizione: che si tolga dalle mani dei vertici bancari mondiali la proprietà della moneta e si faccia di ogni popolo il proprietario della sua moneta. Dare la proprietà della moneta ad un vertice usurocratico – come avviene oggi – è ridurre il politico a cameriere del banchiere. Ho detto con una battuta: oggi bisognerebbe fare una fabbrica di scarpe nuova, perchè ne manca una. Manca una qualità di scarpe: la scarpa per i calci in culo! Padre Pio fu avvicinato da un magistrato che gli disse:

          "Sà noi magistrati ci prendiamo le pratiche che ci convengono

                                                   e ce le compriamo"!

    (San) Padre Pio diede un calcio nel culo a questo magistrato e lo fece rotolare per le scale. Abbiamo trovato la logica per scrivere la storia! Le rivoluzioni si fanno a tavolino, non è vero che si fanno in piazza: io ricordo i miei compagni di scuola morti in guerra, alcuni erano fascisti, altri comunisti… io ero così costernato da questo fatto… Li conoscevo tutti e due e sapevo che erano entrambi onesti. Quello che conta non è la qualità dell'idea, ma l'onestà con cui ci si crede, perchè è questo quello che conta. Naturalmente io ho cominciato poi a pensare di costruire un'alternativa nuova: oggi siamo arrivati a quella che abbiamo definito democrazia integrale, incominciare cioé a ragionare col nostro cervello, sostituire alla moneta-debito la moneta proprietà" (Giacinto Auriti)

    Sergio Basile (Copyright © 2016 Qui Europa)

    partecipa al dibattito – infounicz.europa@gmail.com

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     Video correlato                                                         

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    NOI  SIAMO  PER LA PROPRIETÀ  POPOLARE DELLA   MONETA.

    Oggi la moneta nasce di proprietà della banca che la emette prestandola ai cittadini.

    Noi vogliamo che nasca di proprietà dei cittadini e che sia accreditata 

    ad ognuno come " REDDITO di CITTADINANZA ".

    DISEGNO DI LEGGE N°1282 SENATO XII LEGISLATURA 

    DIS. LEGGE N°1889 SENATO XIII LEGISLATURA

    Disegno di Legge proposto dal Sindacato Anti USura 

    Segretario Generale  avv. prof. Giacinto Auriti

                                  Vedi anche  Info www.simec.org

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    Mercoledì, 24 Agosto/ 2016   

    di Sergio Basile mbria

     Redazione Quieuropa, Sergio Basile, Terremoto, Amatrice, Aleppo, Siria, disastro, responsabilità, morti e feriti  

    Amatrice e dintorni come Aleppo… 

    Nel baratro della morte e della distruzione la vita

    è sacra e lo dovrebbe essere ovunque! 

    Video in allegato

     

    Sergio Basile 

    Amatrice - Aleppo

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Amatrice e dintorni come Aleppo                          

    Italia, Siria di Sergio Basile – La terra trema in Italia e, per certi versi, proprio come in Siria. Secondo la Protezione civile, il bilancio del forte sisma che ha gettato nel terrore gli abitanti di diversi centri urbani – tra Lazio, Umbria e Marche – devastando il Centro Italia, è al momento di 73 vittime. Qualche centinaio i feriti, numerosi ancora i dispersi. Mentre scriviamo giunge notizia che una bimba – di Arquata del Tronto – estratta viva dalle macerie è appena deceduta in ospedale. Ad Amatrice, paesino di 2650 anime, in provincia di Rieti (Lazio) – famoso nel mondo per esser la patria degli spaghetti alla amatriciana – c'e' ancora un bambino sotto le macerie e si sta cercando di salvarlo. Il panico e lo sconforto regnano sovrani e i fantasmi de L'Aquila tornano a tormentare la memoria degli italiani. Intanto una nuova scossa di magnituto 4.9 ha colpito Arquata del Tronto. La scossa più forte (magnitudo 6) è stata registrata alle 3.36 della scorsa notte, con epicentro vicino Accumoli. A tremare anche la patria di San Benedetto, fondatore dei benedettini e patrono d'Europa: Norcia (Perugia). E ciò a poche ore dal vertice europeo convocato a Ventotene, per la "Nuova Europa"… L'altra Europa!

    Aleppo — Quando la verità è la prima cosa a Morire

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Il valore della parola "solidarietà"                         

    A tremare, sia pur con meno danni, anche Castelsantangelo sul Nera (Macerata). Preoccupazioni anche per il Duomo di Urbino: alcune crepe sono state individuate e per evitare il peggio l'area circostante è stata prontamente transennata dalla protezione civile. Insomma scene che non augureremmo mai a nessuno, neppure ai nostri peggior nemici. Scene che ricordano molto quelle di distruzione e morte provenienti dai teatri di guerra, o meglio di "terrorismo pianificato". Pensiamo, su tutte, ad Aleppo: città che incarna in pieno le bestiali contraddizioni del nostro tempo. La città degli embarghi omicidi, degli esodi biblici e forzati, dei bambini uccisi e mutilati per sempre… Dei crimini contro l'umanità! Quante Aleppo nel mondo? Quanti terremoti? Una città ridotta ad un cumulo di macerie non dalla potenza incontrollabile del terremoto, bensì dalla terrificante azione dell'odio e dell'inganno mondialista. La vita – ci chiediamo – non è forse uguale sia ad Amatrice e dintorni che ad Aleppo? Curioso e tragico questo grave parallelismo… In queste ore nelle vene dei potenti scorre febbrile – come è giusto che sia – il sangue rosso della "solidarietà". La parola "solidarietà", per l'Italia e il suo terremoto, risuona da Washington a Bruxelles, da Berlino a Tel Aviv. Eppure la solidarietà dovrebbe avere un unico colore e parlare un'unica lingua: una lingua che non dovrebbe conoscere l'accezione "ipocrisia". Che il Dio della Pace possa parlare ai cuori dei potenti, oggi in maniera particolare. Amen!

     Sergio Basile (Copyright © 2016 Qui Europa)

    partecipa al dibattito – infounicz.europa@gmail.com

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     Video e link correlati                                                

    ► Prime immagini del terremoto Amatrice Rieti ospedale distrutto

     

    Mons Audo, Eparca di Aleppo: interessi esterni vogliono distruggere la Siria

     

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  • Musulmani in Chiesa: dilaga il fronte del “NO” tra i sacerdoti cattolici

    Musulmani in Chiesa: dilaga il fronte del “NO” tra i sacerdoti cattolici

    Martedì, 23 Agosto/ 2016   

    Redazione Qui Europa  

     Redazione Quieuropa, Redazione Qui Europa,  partecipazione alla S.Messa di musulmani, Gesù Cristo, fronte del no, Don Giuseppe Nevi, chiesa modernista, Don Mauro Renzi di Campo dell'Elba,  Vescovo di Pistoia, S.E. Fausto Tardelli, Don Gabriele Mangiarotti, San Marino, Don Alfredo Morselli, Cei 

    Musulmani in Chiesa: dilaga il fronte del "NO"

    tra i sacerdoti cattolici

    Musulmani a Messa? Il frutto di quell'eresia dell'informe

    che ha colpito la liturgia cattolica

    Video in allegato

     

    Redazione Qui Europa

    Musulmani in Chiesa - dilaga il fronte del NO tra i sacerdoti cattolici

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Musulmani in Chiesa: dilaga il fronte del "NO" 

    Roma – Dopo gli ultimi gravi fatti di "profanazione delle liturgie eucaristiche", mediante la stravagante e forzata partecipazione alla S.Messa di musulmani non credenti in Gesù Cristo, è cresciuto a dismisura il fronte del "NO allo scempio". Numerosissimi i sacerdoti che si sono opposti e si stanno opponendo fermamente a questa insensata pratica ecumenico-buonista. Tra di essi citiamo Don Giuseppe Nevi di Cremona, secondo il quale l'esperimento – caldeggiato evidentemente da alcuni membri di una chiesa modernista e non rappresentativa del vero senso religioso e delle tradizioni millenarie della Chiesa – sarebbe "frutto di quell'eresia dell'informe che ha colpito la liturgia cattolica"; molto chiaro anche Don Mauro Renzi di Campo dell'Elba, il Vescovo di Pistoia, S.E. Fausto Tardelli (in foto a destrae Don Gabriele Mangiarotti di San Marino: ”No ai musulmani a messa, così consegniamo le nostre chiese”.  Ma lo sfogo che meglio sembra riassumere la ferma opposizione dei pastori cattolici forse è quello del teologo bolognese Don Alfredo Morselli: “abbiamo profanato le  messe e le abbiamo dissacrate.  Questo è accaduto specialmente dove dall’ambone è stato permesso a musulmani di leggere il Corano, qui siamo al sacrilegio. Come si fa a mettere assieme il vero, cioè la Sacra Scrittura, con quello che è falso per antonomasia, il Corano? L’ambone è il luogo deputato esclusivamente alla proclamazione della Parola di Dio. Del resto, la presenza di musulmani alla messa non ha senso alcuno perché loro non ci credono, è stato come, lo dico in senso  biblico e senza voler offendere nessuno, dare le perle ai porci”. Una netta posizione "anti-integrazionista" è stata palesata, all'interno del folto coro dei "no", anche da Mons. Luigi Negri, Vescovo di Ferrara e Comacchio (in foto a sinistra). Un segnale positivo sembra, comunque, emergere tra il clero: i sacerdoti favorevoli alla farsa ecumenica sarebbero davvero in pochi, rispetto alla stragrande maggioranza dei sacerdoti ancora "cattolici", consapevoli dell'antiteticità del Corano, rispetto al Vangelo.

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  • Meeting CL Rimini – adesione al Piano Kalergi e Madonnine censurate

    Meeting CL Rimini – adesione al Piano Kalergi e Madonnine censurate

    Martedì, 23 Agosto/ 2016   

    di Sergio Basiledi  

     Redazione Quieuropa, Sergio Basile, CL, Comunione e Liberazione, Meeting di Rimini, Mondialismo, massoneria, integrazionismo, Segio Matterella, Madonnina nello zaino  

    Meeting CL Rimini – adesione al Piano Kalergi

    e Madonnine censurate

    Ennesima passerella mondialista al Meeting di

    Comunione e Liberazione e "nuove sorprese"

    Video in allegato

     

    di Sergio Basile

    Meeting CL Rimini 2016 - Piano Kalergi, passerelle mondialiste, Madonnine censurate

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Mattarella, Kalergi e i vertici di CL                       

    Rimini – di Sergio Basile – "Il confronto e l'accoglienza di culture e storie diverse sono ancora la base dell'Italia (…). Non ci difenderemo alzando muri verso l'esterno, o creando barriere divisorie al nostro interno. Al contrario!". E' stato questo il cuore del messaggio di Mattarella al Meeting di Rimini, l'ennesimo slogan integrazionista che piace a Bruxelles, malgrado gli esodi biblici che stanno investendo l'Italia, dalla Cina e dal Sud del mondo, e i gravissimi pericoli che il popolo italiano sta correndo: ennesima prova dell'adesione totale dei nostri politici di riferimento, anche e soprattutto di quelli che da "Costituzione" dovrebbero difendere l'Italia, al Piano Kalergi (1) e ai progetti di distruzione indotta dell'Europa e delle tradizioni nazionali, celati ipocritamente dietro il vessillo europeista. E' paradossale notare come il palcoscenico di un "meeting (pseudo) cattolico" venga sistematicamente utilizzato, come ormai "tradizione", per veicolare ancora una volta messaggi di chiarissima matrice massonica, protesi a confodere la mente e gli orizzonti dei giovani cristiani di domani. Come non ricordare i falsi proclami di salvezza "nazional-popolari" vomitati senza ritegno dal privatizzatore-apolide Mario Monti dal palco del Meeting 2012? Ma non è una novità! Da tempo ormai CL (Comunione e Liberazione) si presta a far da passerella alla "politica" che strizza l'occhio alla loggia, la stessa politica (anti-cristiana) figlia dei propugnatori di compromessi storici che hanno portato alla svendita pilotata dell'Italia, all'integrazionismo selvaggio, all'aborto, al divorzio e all'imbarbarimento programmato della società italiana; la stessa che oggi vede in questa ostentata "cultura dell'incontro" (falso incontro), invero, il più diabolico programma massonico degli ultimi quattro secoli, portato avanti nel tempo, con pazienza e religioso fervore, dai dissolutori assoluti delle radici cristiane dell'Europa, quali Andrae, Comenius, St. Yves, Mazzini e Kalergi (2).

    (1) Cfr.: Immigrazione: Genocidio del Popolo Europeo IL PIANO KALERGI; Cfr.: Il Piano Kalergi – Quello che Nessuno ti ha mai detto sull’Europa; Cfr.: Il Piano Kalergi – La Terzomondializzazione dell’Europa e l’Eurocasta – 2; (2) Cfr.: Kalergi, Comenius e Saint-Yves: i Padri del Nuovo Dis-Ordine Europeo

      Passerelle "mondialiste" e pacchi di Malox      

    Il mondo "cattolico" dei movimenti tipo CL, dovrebbe in teoria, in un mondo normale (e seguendo i dettami del Vangelo) opporsi a tutto ciò, protestare, indignarsi, ma questo non avviene con scientifica puntualità da ormai troppo tempo. Il cancro è in metastasi. Ci si è abituati al compromesso e all'ipocrisia e non si ha né il coraggio, né – forse – la voglia di invertire rotta. E' d'obbligo chiedersi il perché! E magari farlo a partire proprio dalle origini e dalla drammatica involuzione di quel movimento post-conciliare noto come "Comunione e Liberazione" che tanti politici "europeisti" (e "bipartizan") ha sponsorizzato – direttamente o indirettamente – alcuni dei quali posti in ruoli chiave degli ultimi goveri non eletti o delle istituzioni europee: Maurizio Lupi, Angelino Alfano e Mario Mauro, giusto per fare qualche nome. E che dire del fedelissimo Roberto Formigoni? E degli idilliaci rapporti con Andreotti, Tremonti, Berlusconi, Monti, Letta, Bersani e Renzi? Insomma un minestrone di ideologia, politica e pseudo-religione difficile da digerire, specie per un vero credente in Gesù Cristo. Pacchi di malox in arrivo per molti osservatori!

    meeting 2016 rimini

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     CL – Origini e involuzione                                       

    Ma come nasce “Comunione e Liberazione”? L’ideatore del "progetto originario" fu Don Luigi Giussani, sacerdote scomparso nel 2005, già assistente per il ramo Gioventù Studentesca (GS) di Azione Cattolica (il primo movimento catto-laico d’Italia). Molti aderirono all’organizzazione ispirati da Giussani, tuttavia nel ’68 si registrò un copioso contro-esodo e gran parte degli attivisti furono affascinati dai neonati movimenti sinistroidi, abbandonando la causa. Allora GS, sempre più lontana dai metodi e dalla aspirazioni originarie di Azione Cattolica, divenne un movimento autonomo, trasformandosi in "Comunione e Liberazione": nome-slogan concepito, in teoria, quale alternativa all’idea social-comunista di una liberazione rivoluzionaria, tanto in voga in quegli anni in Italia (ma anche oggi, sia pur con sigle e bandiere di diverso colore). La "comunione" – almeno nell'idea d'origine del movimento – doveva essere con Gesù e non con i politici europeisti, social-comunisti o liberal-capitalisti, in un modo o nell'altro, magari, invischiati nella pece nera della loggia. Ma evidentemente tra il dire e il fare ci sono in mezzo i quattrini e i finanziamenti facili. Questa è l'amara realtà dei fatti! I leader ciellini sul finire degli anni Sessanta si posero l’obiettivo di testimoniare la necessità e radicalità del Vangelo come risposta alle esigenze umane ed alla politica/democrazia (democratismo rivoluzionario.. troppo demo-cratico e sempre meno crist-iano). Tuttavia, se guardiamo alla storia del meeting degli ultimi 30 anni – ed alla luce dell'evolversi dei fatti di cui sopra – sembra che quest'ultima mitizzata prerogativa (la "democrazia": figlia legittima dello spirito della Rivoluzione Francese) (3) abbia preso largamente il sopravvento, travolgendo la prima (lo spirito evangelico) e diventando non l'oggetto da trasformare e verso cui indirizzare l'azione evangelizzatrice, bensì il fine stesso dell'azione. La fede nel Dio Trino, ancora una volta, sembra esser stata travolta dalla fede nel dio quat-trino.

    (3) Cfr.: Libertà, Uguaglianza e Fratellanza: significato occulto secondo lo spirito massonico

     Il trionfo degli imbecilli e degli apostati              

    Nel 1975, alcuni ciellini guidati da Roberto Formigoni, d'intesa con alcuni esponenti della DC, crearono un soggetto politico noto come "Movimento popolare" (scioltosi poi nel 1993). Giussani pur non riconducendolo direttamente a Comunione e Liberazione, di fatto non ne prese mai le distanze. In breve tempo questi ciellini penetrarono nei Consigli studenteschi di numerosi atenei e CL subì, volente o nolente, una nuova curiosa trasformazione, culminante nella fondazione della Compagnia delle Opere (CdO), associazione nazionale non confessionale, d'ispirazione (pseudo) cattolica capace di mettere assieme qualcosa come 36.000 imprese (con 40 sedi in Italia e 16 all’estero) godendo di una rete di relazioni imprenditoriali e bancarie di prima fascia. Insomma una lobby a tutti gli effetti, perseguente scopi di lucro accanto a quelli no-profit. Lobby o addirittura "setta" – per qualcuno – ribattezzata dal giornalista Ferruccio Pinotti con l'espressione “La lobby di Dio”. In effetti, alla luce dei molti scandali che hanno coinvolto CdO, della carrellata di ospiti osannati dal popolo ciellino e dagli strani intrecci sviluppatisi negli ultimi anni, Comunione e Liberazione si configura sempre più come una lobby con esponenti posti nei luoghi chiave della società "che conta". Una lobby che ormai si schiera apertamente, dando voce ai protagonisti in negativo della scena politica, in favore delle menzogne europeiste di tutti i "colori" e le portate. L'importante è adeguarsi al "politically correct" e dar voce ai potenti! Ora la parola d'ordine pare sia integrazionismo! Kalergi, la loggia e la CIA ringraziano! A fare le spese di questa caduta di stile e morale (cristiana) negli ultimi giorni persino la statua della Madonna, coperta presso lo stand della casa editrice "Shalom" per non urtare la sensibilità delle altre religioni (Sic!). Insomma, il trionfo degli apostati e degli imbecilli. Domenica scorsa, a metterci una pezza e a indurre ad un esame di coscienza i ciellini ci ha pensato un prete di periferia, di Vila Marina-Gatteo, diocesi di Cesena-Sarsina, che si è presentato al meeting con una madonnina nello zaino, ben visibile dietro le spalle del sacerdote (vedi foto in copertina). Che dire! Buon risveglio a tutti! Specie ai fedelissimi di CL. Che Gesù possa presto ritornare ad aprire gli occhi ai ciechi e le orecchie ai sordi.

     Sergio Basile (Copyright © 2016 Qui Europa)

    partecipa al dibattito – infounicz.europa@gmail.com

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    Venerdì,  Marzo 8th/ 2013 – L'editoriale di Giovanni Antonio Fois e Sergio Basile –  Il Piano Kalergi, Unione Europea, Ue, Richard Coudenhove Kalergi, Politiche europeiste, Nuovo Ordine Mondiale, Mondialismo, Messia, Capitalismo internazionale, Multiculturaismo, Premio Carlo Magno, Gli Stati uniti e l'Unità Europea, Wiston Crurchill, Loggia B'nai B'rith, Usa, Stati uniti, Teoria delle Razze, Teorie dei […]

    Il Piano Kalergi – La Terzomondializzazione dell’Europa e l’Eurocasta -Seconda Parte

    Il Piano Kalergi – La Terzomondializzazione dell’Europa e l’Eurocasta

    Sabato,  Marzo 9th/ 2013 – L'editoriale Sergio Basile e Giovanni Antonio Fois –  Il Piano Kalergi, Unione Europea, Ue, Richard Coudenhove Kalergi, Politiche europeiste, Multiculturalismo, Premio Carlo Magno, Premio Kalergi, Mescolanza razziale, Terzomondializzazione dell'Europa, Gerd Honsik, Mondialismo, NWO, Angela Merkel, Herman van Rompuy, Denuncia, Coppia tedesca, Crimini contro l'umanità, primavera araba, Robert Schuman, Mediterraneo, G.Brock Chisholm, OMS, […]

    La Terza Fase del Piano Kalergi – Comprare l’assenso alla paneuropeizzazione programmata

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    Sabato, Giugno 13rd, 2015 – L'editoriale di Sergio Basile, Direttore "Qui Europa"  –  Redazione Quieuropa,  Sergio Basile, Piano Kalergi, iper immigrazione programmata, capo treno accoltellato a Milano, delinquenza in aumento, annullamento dell'identità di una nazione, promesse e strategie di Matteo Renzi, Massoneria, Cristianesimo, attacco al cuore del Cristianesimo  Società, Delinquenza e Iper-immigrazione programmata La Terza Fase del Piano Kalergi – Comprare […]

    Sbarchi pilotati – Attacco al Cuore del Cattolicesimo

    Sbarchi pilotati – Attacco al Cuore del Cattolicesimo

    Lunedì,  Aprile 27th/ 2015       – di Arrigo Muscio, Sergio Basile e Redazione Qui Europa – Redazione Quieuropa, Arrigo Muscio, Sbarchi, colonia Italia, Unione Europea, cattolico-moderniste, giudaico-massoniche, Mare Nostrum e Triton, cercano di arrivare in Florida via mare, Cuba, prostituzione, attacco al cuore del Cattolicesimo,Usa, Cuba, Obama, social-comunismo, mondialismo  Sbarchi pilotati – Attacco al Cuore del Cattolicesimo La strana politica europeista sugli sbarchi e le […]

    Il Dragone si ribella mentre mangia l’Italia

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    Sabato,  2 Luglio/ 2016  – di Roberto Pecchioli – Redazione Quieuropa, Roberto Pecchioli, Dragone, Cina, BCE, illegalità, Prato, stato nello stato, traditori dei popoli, mentalità italiana, la più grande Chinatown d’Italia, Enel, Cassa Dep. E Prestiti Reti, Mediobanc, Kalergi  Il Dragone si ribella mentre mangia l'Italia Finis Italiae: il Dragone cinese con un piede nell'industria e  l'altro in BCE, Sotto […]

    Pretesto Brexit e accelerazione del processo europeista: il grande male dell’ora presente

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    Mercoledì,  29 Giugno/ 2016  – di Sergio Basile – Redazione quieuropa, Unione europea, Sergio Basile, Rensi, Hollande, Merkel, Stati Uniti d'Europa, federalismo, europeismo, mondialismo, Brexit, Unione Europea, Consiglio direttivo, Banche centrali, Corte di Giustizia, Meccanismo europeo di stabilità (MES), Trattato di Lisbona, Comunismo, lega dei senza dio militanti, Stalin, Lenin, liberal-capitalismo, Karl Marx, social-comunismo, impero bancario, Banca d'Italia, Commonwealth, […]

    I figli di Caino, il tempo del grande esodo e i cultori del facile

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    Giovedì, 23 Giugno/ 2016 – di Guliyeva Konul e Sergio Basile / Redazione Qui Europa – Quieuropa, Guliyeva Konul, Sergio Basile, Adamo ed Eva, germe di eternita e trascendenza, figli di Caino, sangue di Abele, Isis, Iside, Ishtar, Gezebel, Diana, Venere, tolleranza, vera Chiesa di Cristo, Santa Comunione  I figli di Caino, il tempo del grande esodo e i cultori del facile Stiamo vivendo il tempo del Grande Esodo, l'ultimo Esodo, […]

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    Venerdì, 1 Luglio/ 2016     – di Don Curzio Nitoglia – Redazione quieuropa, Don Curzio Nitoglia, esoterismo, ONU, UE, yoga, Forze Occulte della Sovversione, Giudaismo, Massoneria, Liberalismo, millenarismo gioachimita, Israele, America, esoterismo, mondialismo, Freud, Jung, De Chardin, Fogazzaro, Blavatsky, Eliphas Levi, Magia, massoneria   Unione Europea, Onu e origini dell'esoterismo pubblico contemporaneo: Eranos, Esalen e dintorni Il volto nascosto dell’Onu e dell'Unione europea: relativismo cabalistico-massonico contro Dio, ragione […]

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    Mercoledì, 2 Giugno/ 2016     – di Don Curzio Nitoglia / Premessa di Sergio Basile – Redazione quieuropa, Don Curzio Nitoglia, modernisti, Chiesa cattolica, Roma, Lutero, Rousseau, Locke, ebraismo, Bergoglio, eresie ebraiche, protestantizzazione della Chiesa, clero comunista e clero massonico, soggettivismo e relativismo, inconciliabilità tra ebraismo e cattolicesimo, Massoneria e Nuovo Ordine Mondiale   E' possibile un […]

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      Venerdì, 5 Agosto/ 2016     – di  Sergio Basile  –  Redazione Quieuropa, Sergio Basile, Michael Snyder, Mondialismo, Massoneria, guerra di religione, Bergoglio, apostasia nella  Chiesa, Roma, ecumenismo, unica religione mondiale, unico tempio di preghiera, The House of One, Berlino, San Giovanni Bosco,  Il Cattolico istruito nella sua religione   La duplice strategia dei nemici di Cristo per   la dissoluzione: ecumenismo […]

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       Domenica, 14 Agosto/ 2016     – di  Redazione Qui Europa / Centro Culturale San Giorgio  Redazione Quieuropa, Gesù Cristo, deificazione dello Stato, Stato senza dio, San Paolo, Sacre Scritture, Padre Joseph Lemann,  Mons. von Ketteler, anticristo, Magonza, Leone XIII, San Michele Arcangelo, Centro Culturale San Giorgio, Mons. Von Ketteler,  Stato, San Gottardo, Messa nera Oklahoma   Deificazione dello Stato […]

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  • Siria – La guerra della disinformazione: false petizioni e altre menzogne mediatiche

    Siria – La guerra della disinformazione: false petizioni e altre menzogne mediatiche

    Martedì, 23 Agosto/ 2016   

     – di Nabil Antaki e Redazione Qui Europa

     Redazione Quieuropa, Aleppo, Siria, Nabil Antaki, bugie mediatiche, Obama, False flag, falsa petizione, Amnesty International, Osservatorio siriano per i diritti dell'uomo 

    Siria – La guerra della disinformazione:

    false petizioni e altre menzogne

    mediatiche

    Le nuove diaboliche trovate  mediatiche dei poteri

    mondialisti per disinformare

     

    di Nabil Antaki e Redazione Qui Europa

    Siria - La guerra della disinformazione

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Premessa – L'altra guerra                                         

    Aleppo, Siria – In questi giorni sui canali di regime stiamo assistendo ad una nuova (vecchia) e vergognosa guerra non convenzionale (nella guerra): quella dell’informazione, caratterizzata da tassi di menzogna (sottile) sempre più elevati. Si susseguono a ritmi vertiginosi bugie, proclami, presunte rivelazioni atte a distrarre e pilotare l’opinione pubblica internazionale e la popolazione locale. È quanto afferma ad AsiaNews (1) il Patriarca melchita Gregorio III Laham, commentando la notizia secondo cui almeno 18mila persone sarebbero morte per torture e privazioni nelle carceri del governo siriano dall’inizio del conflitto nel marzo 2011. “Come si può credere a questa cifra, alla correttezza dei dati – si chiede il prelato – se non vi è accesso alle carceri e ci si basa solo su alcune testimonianze parziali”. Il governo siriano di Assad ha respinto con forza il rapporto, negando le accuse di torture e la stima dei morti in cella (pari, stando ai calcoli di Amnesty International, a 300 vittime al mese). Per il capo della Chiesa greco-melchita “non è possibile provare” queste cifre e verificare la veridicità di queste informazioni. Inoltre la fonte Amnesty International “non è così indipendente” e nel contesto del conflitto siriano “si sono spesso verificate manipolazioni di notizie”.

    (1) In queste ore Amnesty International ha diffuso un rapporto in base al quale emerge che fra il 2011 e il dicembre 2015 si sarebbero registratecirca 18mila vittime nelle prigioni siriane. La denuncia èsarebbe frutto dei racconti di 65 “sopravvissuti alle torture”, secondo cui vi sarebbe “un uso sistematico” della tortura, dello stupro e di maltrattamenti da parte delle guardie carcerarie delle patrie prigioni di Bashar Al-Assad.

    Aleppo — Quando la verità è la prima cosa a Morire

     Falsa petizione e altre menzogne mediatiche     

    Aleppodi Nabil Antaki – Ma altre sono le trappole. Un'amica francese mi ha appena consultato su una petizione che circola nel Web a proposito delle distruzioni causate dall'Esercito siriano e dagli aerei russi sugli ospedali di Aleppo: petizione che si chiede alle persone oneste di firmare. Essa verrebbe poi inviata come ''Lettera aperta '' a Obama e Merkel. Non firmatela credendo di aiutarci! Non firmatela per esprimerci la vostra solidarietà! Ecco quello che ho risposto alla mia amica: approfittando della simpatia delle persone per le giuste cause e della loro solidarietà con i sofferenti, le usano per i loro scopi politici. Questa lettera è uno strumento di propaganda molto abileEsattamente come: 1. L' OSDH (Osservatorio siriano per i diritti dell'uomo) che, sotto un nome che ispira fiducia, nasconde un ufficio con sede a Londra, creato dalla CIA per fare disinformazione nel conflitto siriano. I suoi dispacci sono, purtroppo, utilizzati da tutti i Media occidentali e presentati come Vangelo. 2. La macabra barzelletta sull' ''ultimo pediatra di Aleppo'' di qualche mese fa. Questa lettera ad Obama è firmata da personaggi fittizi tranne uno o due: 15 nomi inventati. Come al solito, vogliono fare l'amalgama tra le poche zone in mano ai terroristi e il resto di Aleppo. In essa si raccontano menzogne. Vi si dice, ad esempio, che 15 ospedali di Aleppo sarebbero stati bombardati in un mese!!! Se dovessimo contare tutti gli ospedali e le strutture sanitarie che, secondo i comunicati dei terroristi o di Medici senza Frontiere (MSF) sarebbero stati bombardati dall'Esercito siriano, significherebbe che la Siria ha più ospedali della Francia!''.
     

    Nabil Antaki 

    partecipa al dibattito – infounicz.europa@gmail.com

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  • La questione del “Papa eretico” – ipotesi probabile, non certezza teologica

    La questione del “Papa eretico” – ipotesi probabile, non certezza teologica

    1

    Lunedì, 22 Agosto/ 2016   

    – di Don Curzio Nitoglia

     Redazione Quieuropa, Don Curzio Nitoglia, ipotesi del Papa eretico, Bergoglio, Da Silveria, San Roberto Bellarmino  

    La questione del "Papa eretico" – ipotesi

    probabile, non certezza teologica.

    Prima Parte

    A partire da un’ipotesi non si può arrivare alla deposizione

    del Papa, né c’è chi ne avrebbe l’autorità:

    il passaggio indebito del Da Silveira 

     

    di Don Curzio Nitogia / Prima Parte

    "Papa eretico": ipotesi  probabile, non certezza teologica

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Sulla questione di un presunto "Papa eretico"    

    Roma – di Don Curzio Nitoglia – La spinosa questione del Papa eretico secondo i Dottori della Chiesa (Bellarmino, Suarez, Gaetano, Torquemada, Cano, Soto, Giovanni da San Tommaso…) e i teologi della terza Scolastica (Billot, Wernz-Vidal, Salaverri, Journet, Vellico, Mondello…) è una “ipotesi” possibile o al massimo probabile (v. in basso il paragrafo S. Tommaso d’Aquino precisa i termini: “possibile, probabile e certo”) come la chiama il Da Silveira stesso nel titolo del suo libro stampato recentemente in italiano (Ipotesi teologica di un Papa ereticoChieti, Solfanelli, 2016) e non è assolutamente una “certezza teologica” come poi il Da Silveira deduce con un passaggio indebito dal possibile/probabile (le opinioni puramente ipotetiche dei Dottori della Chiesa e dei teologi approvati più recenti) al teologicamente certo.

     Il retto ragionamento                                                

    Il ragionamento si compone di una proposizione detta “antecedente”, che è la parte motrice del ragionamento verso la conclusione (p. es., ammesso e non concesso che il Papa possa cadere nell’eresia…). La proposizione “conseguente” è la parte mossa o causata del ragionamento, ossia la conclusione del ragionamento (p. es., … il presunto Papa eretico è deposto ipso facto o deve essere deposto dall’Episcopato o dai Cardinali). La “conseguente” è causata dalla “antecedente”. Se la “antecedente” è ipotetica la “conseguente” non può essere certa, ma solo ipoteticamente possibile o al massimo probabile perché la “conclusione” non è mai superiore alla premessa “antecedente”. Quindi il passaggio dall’ipotesi possibile o probabile del Papa eretico alla sua deposizione teologicamente certa per eresia manifesta è illecito. Infatti la “conseguente” o conclusione è certamente vera solo se la “antecedente” è evidentemente certa. Inoltre come spiega il padre benedettino Paolo Carosi : “L’esistenza di un essere [p. es., la deposizione reale di un Papa, ndr] si può dimostrare solo partendo da un altro essere esistente [l’eresia reale del Papa, ndr], da una realtà oggettiva fuori della nostra conoscenza. Non si può dedurre dalle premesse ciò che in esse non è contenuto o più di quel che è contenuto. Da un vestito sognato, si arriva soltanto ad un sarto sognato [da un Papa ritenuto ipoteticamente eretico si arriva solo alla possibilità ipotetica della sua deposizione e non alla certezza della sua deposizione reale, ndr] ” (1)

    (1) Cfr.: P. Carosi, Corso di Filosofia, vol. II, Logica, Roma, Edizioni Paoline, 1959, cap. III, Il ragionamento, articolo I, § 2, Divisione del ragionamento, pp. 135-142 e cap. IV, Il metodo filosofico, art. II, § 4, Dimostrazione dell’esistenza di un essere, p. 230).

      Precisazione del Da Silveira                                    

    Il Da Silveira ha precisato in maniera molto chiara il suo pensiero, che nella “Nota dell’Autore” scritta da lui nel gennaio del 2016 poteva essere frainteso, come poi è realmente successo, in una mail inviata nel luglio del 2016 al sito www.chiesaepostconcilio.blogspot.it  della Dottoressa Maria Guarini (romaperenne@gmail.com), in cui scrive che la tesi del Papa eretico secondo lui “in ragione della forza degli argomenti che la sostengono è teologicamente certa intrinsecamente, mentre è soltanto probabile estrinsecamente, giacché vi sono molti autori di peso che non la adottano. […]. Fatta tale distinzione [intrinsecamente/estrinsecamente, ossia in sé o ab intrinseco e quanto agli autori che non la sostengono ab extrinseco, ndr], diventa chiaro che c’è una piena concordanza tra il testo del prof. De Mattei [“Introduzione” al libro del Da Silveira, Ipotesi teologica di un Papa eretico, Chieti, Solfanelli, 2016, p. 14 e 19] e quello mio”.

      Etimologia di ipotesi                                                 

    La  lingua greca, latina e italiana insegnano che “ipotesi(2) viene dal greco “hypo / sotto” e “thesis / posizione” e significa “supposizione” (dal latino sub ponere). Ora la supposizione o ipotesi in genere è una “congettura”, che cerca di spiegare un fatto, di cui non si ha una conoscenza perfetta e certa, mediante una “opinione”, che in generale è una “possibilità” o al massimo una  “probabilità”; vale a dire la “supposizione” cerca di supplire ad una verità o ad un fatto non conosciuti con certezza (p. es. un Papa possibilmente eretico; eventuale pioggia o non pioggia) mediante un’ipotesi, immaginando che qualcosa (l’eresia possibile, speculativamente o investigativamente parlando,  di un Papa; la pioggia eventuale) possa accadere in un determinato modo (Papa eretico occulto, pubblico, notorio / Pioggia leggera, forte, temporalesca). Infatti l’ipotesi o la “congettura” investigativa  (dal latino conicere / interpretare) è un giudizio (per esempio, papa Bergoglio è eretico) fondato su una intuizione o una deduzione personale e soggettiva, a partire da indizi apparenti”; essa presenta in forma ipotetica un fatto che non è certo, ma solo possibile.

    (2) Cfr. i Dizionari della lingua italiana dei professori Zingarelli, Devoto-Oli, Cortellazzo-Zolli.

    "Papa eretico": ipotesi  probabile, non certezza teologica

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Passaggio indebito: dal probabile al certo           

    Il Da Silveira quando illustra (3) (in maniera chiara e precisa) le opinioni dei Dottori e teologi della seconda e terza Scolastica parla, giustamente, di ipotesi teologica di un Papa eretico (op. cit., p. 87), ma poi, quando espone le diverse soluzioni date dai Dottori a questo quesito ipotetico e puramente possibile o al massimo probabile, rende – indebitamente – l’ipotesi una certezza teologica intrinseca, secondo la tesi di S. Roberto Bellarmino da lui interpretata come teologicamente certa differentemente dal Bellarmino medesimo, per il quale l’ipotesi del Papa eretico è solo un’opinione speculativamente o investigativamente possibile. Il medesimo Da Silveira nel riquadro riassuntivo delle cinque opinioni sul Papa eretico (pp. 30-31) scrive che il Bellarmino “sostiene l’opinione” secondo cui “il Papa non può cadere nell’eresia”, anche se per un’ipotesi puramente speculativa (“ammesso e non concesso”) “non si può escludere la possibilità di un Papa eretico”, che è quindi una mera non-ripugnanza e non una certezzaCertamente il Da Silveira è libero di aggiornare l’ipotesi bellarminiana rendendola una certezza, ma dovrebbe dichiarare che tale soluzione è la sua e non del Bellarmino e poi dovrebbe dimostrare che è certo e non solo possibile che il Papa può cadere in eresiaInoltre il fatto più grave è che il Da Silveira, il quale ritiene l’ipotesi del Papa eretico teologicamente certa intrinsecamente,  non esclude in via di principio la “deposizione” o la “perdita del Pontificato” da parte del Papa in caso di eresia pubblica e notoria

    (3) Cfr.: A. X. Da Silveira, Ipotesi teologica di un Papa eretico, Chieti, Solfanelli, 2016, cap. VII, pp. 87-98

     Non certezza teologica (un esempio)                    

    In breve la “ipotesi” del Papa eretico (secondo i Dottori e i teologi qualificati della Chiesa) indica una mera “possibilità”, al massimo una “probabilità”, non una certezza. Ora la possibilità è qualcosa (p. es. l’eresia del Papa) che può accadere ipoteticamente, ossia “ammesso e non concesso che” il Papa possa cadere in eresia, occorre stabilire, poi, ciò che occorrerebbe fare: ad esempio il card. Billot è solito scrivere “ammessa l’ipotesi” o “una volta supposto che un Papa diventi eretico” e ritiene ciò puramente ipotetico e mai realizzabile (4)Porterò un esempio banale. Proposizione “antecedente” (o premessa): ammesso e non concesso che un asino possa volare (ed è possibile eccezionalmente per un miracolo di Dio, il quale può sospendere le leggi fisiche della natura da Lui creata e dare all’asino il potere preternaturale di volare) o che un sasso lasciato cadere nel vuoto rimanga sospeso in aria senza precipitare a terra (ed è possibile remotamente per un miracolo di Dio, che sospenda la legge fisica e naturale della caduta dei gravi); la proposizione “conseguente” (o conclusione) è: che cosa bisognerebbe fare? Infatti, se Dio sospende il miracolo, il sasso potrebbe cadere in testa ad un passante, così come l’asino potrebbe, cessando di volare, schiacciare chi si trovasse sotto di lui. Allora alcuni opinerebbero di abbattere l’asino dopo aver fatto evacuare la zona sottostante, altri lo lascerebbero volare con la speranza che si allontani dal centro abitato e così via. Però il problema  dell’asino volante non è  qualcosa di reale o fisicamente certo, ma è soltanto ipoteticamente possibile da un punto di vista meramente speculativo o investigativo, poiché l’uomo normale non prende in considerazione le possibilità eccezionali (l’asino che vola), ma solo le possibilità prossime o le probabilità (l’eventualità che piova poiché le nuvole si addensano e il vento cessa e quindi sarebbe opportuno prendere l’ombrello) (5). Secondo il Da Silveira (op. cit., p. 37) Francisco Suarez (6) difende la medesima tesi del Billot, ma in maniera meno rigida. Infatti il Billot (7) la ritiene esplicitamente una “mera ipotesi, mai traducibile in atto. […]. A priori si può ritenere che Dio non lo permetterebbe mai”. Suarez e Bellarmino impiegano termini meno forti, però la sostanza della loro tesi coincide con quella del Billot, ossia secondo i due Dottori controriformistici il Papa come dottore privato può ipoteticamente e per una pura possibilità o al massimo per una probabilità e mai per una certezza teologica cadere in eresia materiale o favorire l’eresia.

    (4) Cfr.: L. Billot, De Ecclesia Christi, Prato, Giachetti, 1909, tomo I, p. 615-616; cfr. A. Da Silveira, op. cit., p. 34, nota 7: (5) Cfr. P. Carosi, Corso di Filosofia, vol. I, Gnoseologia, Roma, Edizioni Paoline, 1959, parte II, sezione III,  art. 2, Gli stati del soggetto conoscente, pp. 260-278; (6) De Fide, disp. X, sect. VI, n. 11, Parigi, Vivès, tomo XII, 1858, p. 319) e S. Roberto Bellarmino (De Romano Pontifice, lib. IV, cap. 7, Milano, Battezzati, vol. II, 1858; (7) Tractatus de Ecclesia Christi, Prato, Giachetti, 1909, tomo I, pp. 617-618.

      Tesi di S.Roberto Bellarmino e don Ballerini  

    La tesi del Da Silveira secondo alcuni è assai vicina a quella di San Roberto Bellarmino e di un altro teologo di Verona, don Pietro Ballerini (1698-1769), che ha scritto due opere sul Primato del Papa (8) e sui rapporti tra Papa e Concilio ecumenico (9)Se si studia bene il pensiero di don Pietro Ballerini si vede che secondo lui il Papa è obbligato a sottomettersi alla fede soprannaturale e alla morale naturale e divina; non ha nessuna autorità umano/ecclesiastica sopra di lui, ma il suo potere è limitato da quello di Dio di cui è il Vicario in terra; soltanto quando definisce e obbliga a credere è infallibile; come dottore privato opinando su questioni non ancora definite può errare; infine in caso di eventuale e possibile eresia esterna il Ballerini non si oppone alla possibilità che il Papa vi cada, non trattandosi di definizioni, ma ritiene che ciò non si è mai verificato nella corso della storia della Chiesa e non si verificherà mai. In breve ciò che don Pietro Ballerini  mantiene come certissimo è che il Papa nel definire non errerà mai; infine come ipotesi investigativa “ammesso e non concesso” che il Papa cada in errore contrario alla fede, dovrebbe essere ammonito e corretto e dopo due ammonizioni, se si ostina nell’errore, si dichiara da se stesso eretico e decaduto dal Pontificato, ma tutto ciò deve essere opera non di giurisdizione bensì di carità (10). Anche dallo studio testé citato 8vedi nota) di padre Tarcisio Facchini si capisce bene che l’ipotesi di don Pietro Ballerini segue l’opinione del Bellarmino, ma non quella del Da Silveira secondo cui il problema del Papa eretico è teologicamente certo e non è un’ipotesi o opinione investigativa, che ci si pone per arrivare alla vera soluzione del problema (11).

    (8) Cfr.: De vi ac ratione primatus Romanorum Pontificum, Verona, 1766; (9) Cfr.: De Potestate ecclesiastica Summorum Pontificum et Conciliorum generalium, Verona, 1765, Roma, De Propaganda Fide, II ed., 1850; (10) De Potestate ecclesiastica Summorum Pontificum et Conciliorum generalium, Verona, 1765, cap. 9, nn. 3-8; cap. 15, n. 21; cfr. T. Facchini, Il Papato principio di unità e Pietro Ballerini di Verona, Padova, Il Messaggero di S Antonio, 1950, pp. 126-128; (11) cfr. P. Carosi, Corso di Filosofia, cit., vol. I, Gnoseologia, parte I, cap. II, § 2, Il retto stato mentale all’inizio, pp. 64-65

     La tesi di S. Tommaso d'Aquino (probabilità)

    S. Tommaso d’Aquino precisa i termini: possibile, probabile e certo. La sana filosofia scolastica  precisa ogni termine in maniera scientifica e inequivocabile. 1°) “Probabilità” – La “probabilità” è l’assenso ad una tesi (è verosimile che pioverà; è verosimile che papa Bergoglio è eretico) dato in maniera non ferma e certa a causa della non evidenza o incertezza della tesi (pioverà; papa Bergoglio è eretico), cui aderisco senza fermezza e certezza e quindi con la paura di errare ovvero che la tesi contraria (è normalmente o prossimamente possibile che non pioverà; è normalmente o prossimante possibile che papa Bergoglio non è eretico) possa essere vera, ma la possibilità della tesi contraria è prossima o normale (se cessa il vento, è probabile o verosimile che piova; papa Bergoglio non è eretico). S. Tommaso d’Aquino scrive: “opinio significat actum intellectus qui fertur in unam partem contraddictionis cum formidine errandi(12). Siccome la proposizione cui aderisco (pioverà; Bergoglio è eretico) non è evidente e certa, allora do soltanto un assenso infermo dell’intelletto dietro la spinta della volontà, che deve intervenire per muove la mia intelligenza ad aderire alla tesi che sembra essere probabile o verosimile, nonostante la tesi contraria sia possibile prossimamente e normalmente (non pioverà; Bergoglio non è eretico).

    (12) S. Th., I, q. 79, a. 9, ad 4; Id., I-II, q. 105, a. 2, ad 8; cfr. III Sent., dist. 23, q. 2, a. 2, sol. 1; De Veritate, q. 14, a. 1

      La tesi di S. Tommaso d'Aquino (possibilità)

    La “possibilità” secondo S. Tommaso d’Aquino è l’assensoinfirmus in unam partem cum formidine errandi”, Essa è diversa dalla probabilità poiché la possibilità è solo remotamente o eccezionalmente realizzabile (p. es. una madre che odia il figlio è una “possibilità morale” grazie alla sospensione della leggi morali dell’agire umano; un asino che non cade se gettato nel vuoto o che vola è una “possibilità fisica” mediante la sospensione delle leggi fisiche da parte di Dio), mentre nella probabilità una sola tesi è verosimile o probabile intrinsecamente (pioverà) e la contraddittoria (non pioverà) è possibile prossimamente o normalmente(13).

    (13) S. Th., I, q. 2, a. 3;  I, q. 25, a. 3, ad 4;  I, q. 46, a. 1, ad 1; Id., I-II, q. 40, a. 2, ad 1;  I-II, q. 109, a. 4, ad 2; Id., II-II, q. 17, a. 1;  II-II, q. 21, a. 1.

       La tesi di S. Tommaso d'Aquino (certezza)

    La “certezza” non è una opinione e neppure una probabilità, ma è un’adesione ferma, senza paura di sbagliarsi (p. es. “2 + 2 = 4”; “il tutto è più grande della parte”): l’evidenza totale dell’oggetto (2 + 2 = 4) causa la certezza o l’adesione ferma dell’intelletto senza paura di errore. S. Tommaso d’Aquino insegna: “certitudo proprie dicitur firmitas adhaesionis cognitivae in suum cognoscibile” (III Sent., dist. 26, q. 2, a. 4, sol. 1). Come si vede la certezza ammette  vari gradi: 1°) la “certezza assoluta o metafisica” che è fondata sulla natura dell’oggetto; per esempio  il triangolo ha tre angoli e non c’è neppure la possibilità remota ed eccezionale del contrario perché neanche Dio per miracolo può fare che il triangolo, restando tale, abbia quattro angoli. Egli può trasformare un triangolo in un quadrato, ma non  può fare che il triangolo non abbia tre angoli, sarebbe assurdo, contraddittorio e lederebbe la sapienza onnipotente di Dio, ponendo in Lui una deficienza; 2°) la “certezza fisica” che è fondata sulle leggi della natura; p. es. che il grave lasciato nel vuoto cade è certo, ma è possibile eccezionalmente il contrario per un miracolo dell’onnipotenza di Dio, che può sospendere le leggi della natura fatte da Lui senza contraddirsi, per cui per miracolo qualcuno che sta precipitando da un grattacielo può non cadere a terra; 3°) la “certezza morale” che è fondata sul modo normale dell’agire umano, per esempio normalmente la madre ama il figlio, ma è remotamente o eccezionalmente possibile il contrario: il mostro morale umano, ossia la madre ammalata o degenerata che odia e uccide il figlio. L’ipotesi del Papa eretico, quindi, non è una certezza, ma  è una pura possibilità o non ripugnanza teologicamente ipotetica e al massimo potrebbe essere una probabilità; perciò i Dottori della seconda Scolastica si son posti il quesito se, “[proposizione antecedente] ammesso e non concesso che il Papa possa cadere in eresia, [proposizione conseguente o conclusione] è deposto ipso facto (R. Bellarmino) o deve essere deposto dopo le ammonizioni canoniche dei Vescovi o dei Cardinali (Gaetano)?”. Si noti la forma interrogativa, ipotetica, dubitativa e non assertiva di ciò che, invece, secondo il Da Silveira sarebbe teologicamente “certo” e quindi non ipotetico e non dubitativo.

     Possibile chiedere di "ammonire" il Papa?

    Perciò chiedere al S. Collegio cardinalizio di ammonire papa Bergoglio è lecito, doveroso e salutare se ci si limita a metterne in luce gli errori e a chiedergli nel modo dovuto di correggerli come ha fatto mons. Brunero Gherardini con Benedetto XVI riguardo all’ermeneutica della continuità del Concilio Vaticano II(14), ma è fonte di caos e di scismi (15) se si vuole deporre o costatare la deposizione del PapaSi costruisce sul possibile o il non certo, ossia sulla sabbia o addirittura sulle nuvole. Infatti “il governo della Chiesa è monarchico, ma, per quanto assoluta, la volontà del monarca è limitata dal diritto divino naturale o positivo. […]. Il potere di giurisdizione del Papa non conosce sulla terra altri limiti  che quelli ad esso assegnati dal diritto divino e dalla costituzione divina della Chiesa” (16).

    (14) Cfr.: B. Gherardini, Concilio Ecumenico Vaticano II. Un discorso da fare, Frigento, Casa Mariana Editrice, 2009;  (15) Cfr.: La duplice strategia dei nemici di Cristo per la dissoluzione: ecumenismo e scisma nella Chiesa(16) F. Roberti-P. Palazzini, Dizionario di Teologia Morale, Roma, Studium, IV ed., 1968, vol. II, p. 1253 e 1255, voce Pontefice, Sommo;

    "Papa eretico": ipotesi  probabile, non certezza teologica

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

      Le responsabilità di Francesco I                           

    Ora Francesco I ha oltrepassato oggettivamente i limiti impostigli dal diritto divino e dalla divina costituzione della Chiesa e quindi è non solo lecito, ma doveroso metterlo davanti alle sue responsabilità e ammonirlo di ritrattare i suoi errori oggettivi (come successe a Giovanni XXII quando negò che la Madonna in Cielo godesse della Visione Beatifica, fu ammonito e si corresse). Tuttavia non si può pretendere di arrivare alla sua deposizione dopo la constatazione della sua eventuale eresia formale e notoria… e vedremo il perché (continua nella seconda parte)

    Don Curzio Nitogia  (Copyright © 2016 Qui Europa) 

    Cfr.: doncurzionitoglia.net

    Partecipa al dibattito – Redazione Quieuropa – infounicz.europa@gmail.com

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  • L’imbarbarimento dei costumi: da popolo a plebaglia in giro per l’Europa ( l’eredità di Marx )

    L’imbarbarimento dei costumi: da popolo a plebaglia in giro per l’Europa ( l’eredità di Marx )

    Lunedì, 22 Agosto/ 2016   

    – di Sergio Basile e Roberto Pecchioli

       Iniziativa di libero confronto "Pensa e Scrivi" di Qui Europa

     Redazione Quieuropa, Roberto Pecchioli, Sergio Basile, Karl Marx, Consumismo, tribù, Formentera, Degenerazione dei costumi, Imbarbarimento della società, Comunitarismo, Socialismo, Ateismo, Materialismo, anima, modello hegeliano, Engels ed Hegel  

    L'imbarbarimento dei costumi: da popolo a

    plebaglia in giro per l'Europa

    ( l'eredità di Marx )

    Capitalismo e veleno marxista: origini dell'imbarbarimento

    di una società senza Dio

    di Roberto Pecchioli / e Sergio Basile

    Iniziativa di Libero Confronto "Pensa e Scrivi" di Qui Europa

    Introduzione, integrazioni e note di Sergio Basile – Direttore "Qui Europa"

     

    L'eredità di Marx

     Premessa di Sergio Basile

    l'EREDITA' DI MARX

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Premessa – L'imbarbarimento programmato     

    Premessa/Introduzione – di Sergio Basile – La nostra società va sempre più verso l'imbarbarimento programmato, seguendo il velenoso orientamento filosofico (e "religioso") che Hegel, Engels e Marx "donarono" all'umanità, sotto dettatura delle sette occulte che ne animarono le "gesta". Tutto è materia, tutto è materialismo, l'anima non esiste! Tutto è da provare e da sperimentare sosteneva Marx. Il marxismo è – storicamente – l'assist ideale più prezioso che l'élite mondialista potesse fornire ai seguaci del liberal-capitalismo e del turbo-capitalismo. Disorientando gli uomini dal vero credo e dalla sana spiritualità cristiana, tipica della società organica medievale, essi (i membri del gregge umano) hanno finito per volgere la loro adorazione a se stessi e verso il biblico vitello d'oro. Fa sorridere il (falso) tentativo di molti autori marxisti, neo-marxisti e comunitaristi di contrapporre il socialismo e il marxismo ai mali del capitalismo. Quasi come se dal grembo del social-comunismo potesse nascere un germe-panacea ai mali moderni dello shopping complulsivo e del dio quat-trino, quale surrogato ideale al Dio Trino.

     Il veleno-satanico marxista (Oulanem)                

    Quando si parla di Carlo Marx (1818-1883) nelle università italiane (1), tuttavia, l'esaltazione del personaggio è pressoché totale. Ovviamente nessuno osa uscire dal seminato e rimarcare i rapporti tra marxismo, giudeo-massoneria ed ebraismo: intese pienamente raccolte, come "preziosa" eredità, dalla neo-marxista Scuola di Francoforte (2) che un ruolo decisivo ebbe nella scristianizzazione e nell'imbarbarimento della società occidentale (e non solo). Il '68 fu un prodotto (una primizia) degli eredi di Marx e Francoforte. Rapporti stretti e indistricabili quelli tra marxismo, ebraismo e giudeo-massoneria, ammantati, tuttavia, di strategica, falsa prodigalità e "amore per il proletariato". D'altra parte Marx ebbe stretti rapporti con Giuseppe Mazzini, all'epoca capo supremo della massoneria europea e posto all'apice dela piramide degli Illuminati (setta pseudo-giudeo-massonica in orbita Rothschild). Benché il satanista Mazzini criticasse Marx –  almeno così pare – mantenne fruttuosi rapporti con lui. Entrambi, tra l'altro, ebbero l’incarico di orientare "spiritualmente" e creare la Prima Internazionale. La "filantropia marxista" come riscatto sociale del proletariato è, dunque, un falso mito costruito ad arte dall'intellighenzia massonico-mondialista soltanto dopo la sua morte. Marx desiderava non liberare ma schiavizzare la società, rendendola succube di una élite di eletti e perennemente sottomessa, infelice (vedi Oulanem). Egli desiderava distruggere le fondamenta della società, al fine della costruzione di un "Nuovo Mondo", un "Nuovo Ordine" (caotico) che fosse funzionale agli interessi di dominio dell'élite mondialista (giudeo-massonica). In Oulanem (operetta satanica semi-sconusciuta al vasto pubblico) Marx esce allo scoperto e lo riconosce senza giri di parole.

    (1) Cfr.: Mistero Marx – Quello che le Università Occultano   

    (2) Cfr.: La Scuola di Francoforte: dalle droghe al gender

    La Scuola di Francoforte: la congiura della corruzione

     Oulanem: qual è il dio di Marx?                             

    Egli crede in Dio, ma crede nel dio del male, augurando all’umanità – in maniera esplicità – l'eterna perdizione. Operette "sataniche" come Oulanem, lo dimostrano definitivamente e inequivocabilmente. Egli proclamava ciò come suo ideale filosofico e "spirituale". Il suo fine – concertato con le sette occulte che ne favorirono l'ascesa e il successo  (Vedi Setta della Mano Nascosta) – era la distruzione della religione cattolica in primis e del "Vecchio Mondo": fine statutario – fateci caso – dei seguaci dell'ebraismo talmudico. Il socialismo, la preoccupazione per il proletariato, l’umanitarismo non furono altro che subdoli pretesti. L'odio verso il Cristianesimo lo portò ad esultare nel momento in cui  Charles Darwin confezionò il suo "The Origin of Species": opera che, seondo il profeta rosso de "Il Capitale", avrebbe assestato « un colpo mortale » al Dio dei cristiani.

    "Su in alto costruirò il mio trono,
           Fredda e tremenda sarà la sua vetta.
           Terrore superstizioso ne sarà il baluardo,
           Suo ministro, l'angoscia più nera.
           Chi lo guarderà con occhio sano
           Distoglierà pallido e muto come morto lo sguardo,
           Afferrato da forza di morte cieca e tremante.
           Possa la buona sorte scavargli la tomba 

    Potrò allora marciare in trionfo,
      Come un dio, fra le rovine del loro regno.
     Ogni mia parola è fuoco e azione
    Il mio petto è uguale a quello del Creatore.(*).

    (*) (Da Oulanem / Marx sognava di rovinare il mondo creato da Dio)

       Sorgono i vapori infernali e mi riempiono il cervello
           Sin che impazzisco e mi si cambia il cuore.
           Vedi tu questa spada?
           Me l'ha venduta il prìncipe delle tenebre (*).
           Per me batte l'ore e dà i segni.
           Sempre più audacemente suono la danza della morte.

    (*) (probabile riferimento al rituale satanico giudeo-massonico)

     Ed essi son anche Oulanem, Oulanem,
           Il nome risuona ancora come la morte,
           Risuona ancora sino a spegnersi miseramente (…).
           Ho però nelle mie giovani braccia,
           Di che stringervi e schiacciarvi (l'umanità personificata)
           Con la forza d'una tempesta,
           Mentre per entrambi l'abisso si disserra nel buio.
           Sprofonderai, ed io ti seguirò ridendo,

           Sussurrandoti all'orecchio, 
    « Discendi, Vieni con me, amico! » (*) 

    (*) Marx desidera trascinare tutta l'umanità nell’abisso riservato per il Diavolo e i suoi angeli – si veda Apocalisse 20,3)

     Capitalismo e veleno marxista: felice connubio 

    "Tutto è materia", recita il verbo marxista, accogliendo nelle vene il veleno di Oulanem; l'uomo è sostanzialmente "struttura" (economia e denaro: non spirito e materia assieme); il residuo/risultato della sottrazione tra l'uomo e la sua sostanza (inguaribilmente materialistica: secondo Marx) è la cosiddetta sovrastruttura: un qualcosa di accidentale, secondario, marginale; un contenitore che ingloba anche valori, famiglia e sentimenti religiosi. Insomma bazecole! Dalla dicotomia struttura/sovrastruttura Marx indica alle nuove generazioni la via maestra (per l'auspicata perdizione), relegando, paradossalmente, l'umanità nelle braccia del consumismo più becero e dell'edonismo sfrenato. Nella prefazione a Per la critica dell’economia politica – 1859 – egli getta le basi della concezione materialistica della storia (alla quale era pervenuto in seguito alla revisione critica della filosofia hegeliana (3)  del diritto: concezione rivoluzionaria e anti-organica che concepisce la storia e le vicende dei popoli come pura attività strumentale di dominio, nella quale, evidentemente, non c'è spazio per l'adorazione al trascendente, per il bene comune e per il "servizio" dell'uomo all'uomo: postulati che sono poi l'essenza del Cristianesimo). Al centro di tale concezione sta l’idea secondo la quale i rapporti giuridici e le forme dello Stato hanno le loro radici nei "rapporti materiali dell’esistenza", cioè – in ultima istanza – nei rapporti di produzione (cioé nel denaro e nell'idolo: essenza del comunismo, ma anche del capitalismo). secondo Marx e i marxisti suoi successori «l’insieme di questi rapporti di produzione costituisce la struttura economica della società, ossia la base reale sulla quale si eleva una sovrastruttura giuridica e politica e alla quale corrispondono forme determinate della coscienza sociale». Secondo Marx questa realtà «condiziona, in generale, il processo sociale, politico e spirituale della vita».

    (3) Cfr.: di Georg Wilhelm Friedrich Hegel (1770 – 1831)

    Il segreto di Karl Marx

     

      La curiosa ammissione di Engels                          

    Più tardi anche un altro falso profeta di nome Friedrich Engels  (1820-1895), suo malgrado, riconobbe implicitamente le responsabilità (gravissime) dell'impianto delineato da Marx. In una lettera a J. Bloch del 21 sett. 1890 Engels scrisse: «Che i discepoli diano talora all’aspetto economico più posto di quanto gli spetti, è in parte colpa di Marx e mia. Di fronte ai nostri avversari noi dovevamo porre l’accento su questo principio fondamentale che costoro negavano e non sempre avemmo il tempo e l’occasione di mettere nel giusto risalto gli altri momenti partecipi dell’azione reciproca». Se consideriamo l'humus settario dell'incubatrice delle teorie hegeliane, engeliane e marxiste (talmudismo giudeo-massonico, Alta finanza ed élite bacaria internazionalista) comprendiamo, tuttavia, come i cosiddetti "avversari" di cui parla Engels, siano in realtà i sui più stretti "compagni" rivoluzionari" (compari degli "eroi del proletariato"). Compagni che qualcuno chiama oggi "capitalisti", senza comprendere – o rifiutandosi deliberatamente di farlo – la vera radice del male.

     Il germe del disordine                                               

    Più avanti il compagno Gramsci (1891-1937) nei Quaderni del carcere, riabilitò, in parte, la cosiddetta "sovrastruttura", riassegnando un grande rilievo alle ideologie (sovrastruttura per Marx), esaltando la loro capacità di mobilitare masse di uomini, e quindi di cambiare la società nel suo complesso. Il problema è che – in questa enorme contraddizione di termini – l'ideologia social-comunista portava in sé il germe del disordine sociale, negando l'influenza della religione (cristiana), dello spirito, dell'etica e dell'anima (bazecole per i marxisti). Insomma, una sovrastruttura rossa intrisa di "mito strutturale" non poteva che esplodere in una enorme deflagrazione di contraddizioni: incongruenze ideologiche e "spirituali" cui frutti sono stati il Sessantotto e – venendo ai giorni nostri – l'amore smodato per il consumo, per la bramosia del possesso, quale surrogato ideale ai beni dello spirito e dell'anima, completamente disconosciuti e relegati in uno strano oblio. Lo spirito marxista trova, quindi, perfetta sintesi nell'attuale deriva edonistica e consumistica e nell'imbarbarimento dei costumi sociali e morali ai quali assistiamo quotidianamente, specie in questa calda estate di false flag e scontati eccessi. Essi sono i complici – poco occulti – della trasformazione di un popolo e di una nazione, in un'orda di barbari. Non è un caso, evidentemente, l'appartenenza di Marx, all'albero genealogico Rothschild (vedi allegato).

    Sergio Basile (Copyright © 2016 Qui Europa)

    albero genealogico marx - legami con casa Rothschild

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Karl Marx rientra nell'albro genealogico dei Rothschild

     

    Plebaglia in giro per l'Europa?

    contributo di Roberto Pecchioli

    L'eredità di Marx - Imbastardimento programmato dei popoli

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     L'involuzione della specie                                        

    Roma, Formentera – di Roberto Pecchioli  Le cronache estive abbondano di notizie enfatizzate ad arte per sopperire alla scarsità di informazioni importanti. Nell’anno di grazia 2016, purtroppo, tra guerre al portone di casa, sbarchi di finti profughi, proteste di cittadini infastiditi non dal loro arrivo, ma dalla vicinanza fisica alle loro abitazioni od ai luoghi di vacanza, "crisi bancaria" e giochi olimpici – con annesse nuotatrici italiane lesbo – le “news” (chiamarle così fa tanto cosmopolita…) abbondano. Ciononostante, nella cronaca che una volta si sarebbe definita bianca, quella, per intenderci, da chiacchiere leggere sotto l’ombrellone, una notizia colpisce e costringe a qualche riflessione. Nell’isola di Formentera, la sorellina minore della vicina Ibiza, e meta turistica quasi altrettanto gettonata, cresce l’ostilità contro i turisti italiani, con liti e scritte sui muri “fuera los italianos”. Sappiamo tutti per esperienza personale quanto le giovani generazioni europee vivano in maniera totalizzante i periodi di vacanza, di cui parlano per mesi prima e dopo, a cui affidano sogni e desideri, e durante le quali dormono pochissimo o non dormono affatto per giorni e giorni, pur di cogliere tutte le occasioni di un divertimento elevato a scopo della vita. Molti inglesi si distinguono in negativo per l’ubriachezza e per le continue risse, tedeschi e nordici sfogano nell’Europa meridionale le pulsioni represse dalle loro parti e sembrano godere nell’infrangere quelle regole che per tutto l’anno in patria seguono come soldatini. Gli italiani, sino a pochi anni fa, erano apprezzati, da turisti, per la propensione a spendere con liberalità ed anche perché il loro comportamento, al netto di qualche eccesso o caso isolato, era generalmente migliore rispetto a quello di molti altri. Non è più così: siamo diventati europei anche in questo, evviva! Sarà l’omologazione consumistica, l’ascolto della stessa musica ritmata ed obiettivamente fracassona, sarà che viaggiamo di più, ma gli italiani, ed innanzitutto la generazione Erasmus si distingue in negativo.  In particolare, si diffondono due difetti distinti, ma complementari: l’ignoranza e la volgarità.

     Indifferenza morale: malattie delle classi ricche 

    Nel suo Diario intimo, lo scrittore svizzero Henri Fréderic Amiel scrisse un aforisma di bruciante verità:

      “Se l’ignoranza e le passioni sono i nemici della moralità nel popolo,

                          bisogna confessare che l’indifferenza morale

                                       è la malattia delle classi colte.

    Nella realtà italiana contemporanea, rispetto a queste parole, occorre prendere atto che non esistono più classi colte, o aristocratiche, ma solo ricche, e che alla parola cultura si può sostituire la più generica “istruzione”. Molti italiani, infatti, sono istruiti, ed ostentano il titolo di dottore con enfasi ben maggiore di quanta ne avesse un eroe di guerra mostrando le medaglie conquistate sul campo. Eppure, la decadenza italiana è frutto del combinato disposto di volgarità ed ignoranzaUn’ignoranza di tipo nuovo, quella che sperimentiamo ogni giorno tra i connazionali; non si tratta più della modesta istruzione, o dell’analfabetismo delle precedenti generazioni, ma di qualcosa di assai peggiore.  Innanzitutto esiste l’ignoranza del finto colto, i cui titoli di studio sono stati acquisiti (evito di scrivere conquistati…) in una scuola di mediocre livello, con insegnanti troppo spesso interessati solo agli orari più favorevoli (sabato o lunedì devono essere liberi, perbacco!), alle graduatorie per i trasferimenti, alle infinite riunioni che organizzano per i più disparati motivi, e, all’università con il grottesco sistema dei crediti e l’ossimoro della laurea breve. Si tratta in genere di persone persuase che il pezzo di carta li abbia proiettati di diritto nella classe dirigente, con gli onori relativi – denaro e prestigio sociale – ma senza le responsabilità ed i doveri connessi.

     Il prototipo dell'ignorante strutturale                   

    Poi ci sono gli ignoranti “strutturali”, o funzionali, quelli che se ne infischiano di tutto, vivono alla giornata, felici di sé più di sazi bovini d’allevamento , pronti a tutto, perché “si vive una volta sola”, decisi a rivendicare ogni diritto, pretendere di decidere su tutto, quelli che hanno un’opinione precisa su qualunque cosa – inevitabilmente la più diffusa e promossa dal potere – specie su ciò di cui non sanno nulla. Uno di costoro, alla vista dell’immagine sullo schermo del p/c di chi scrive (il grande quadro La scuola di Atene di Raffaello) ha esclamato: quanti bei colori, sembra fatta col computer!  Un altro esponente della categoria, analizzata con tanta perfezione dall’opera di Ortega e di cui ha dato la più fulminante definizione Maurizio Blondet, selvaggi con telefonino, tra i tanti tatuaggi che ornano il corpo accuratamente depilato, ne ostenta uno con il nome del suo cane in alfabeto maori, utilissimo in Nuova Zelanda. Madamina, il catalogo è questo. A Formentera, un piccolo guappo italiota ha sparato un razzo dal suo yacht (il pane a chi non ha denti…) provocando un incendio in una zona protetta di grande pregio, l’isolotto di Espalmador con i fanghi naturali, le dune, il mare dal colore straordinario. Un isolano ha detto, molto opportunamente, che i cretinetti italiani dal baccano facile (e non solo gli italiani) sono inconsapevoli di dove si trovano, ignari della bellezza che sfiorano e calpestano. Un’ignoranza soddisfatta, unita all’indifferenza morale che imitano dalle classi agiate, di cui in vacanza vedono da vicino barche, ville, luoghi di ritrovo, modi di vita.

     Neoplebi consumiste (figlie di Marx)                     

    Gli unici interessi di queste neoplebi consumiste e desideranti (per usare un'espressione cara al  teorico marxista Costanzo Preve: che tuttavia non coglie la strettissima relazione tra marxismo, materialismo e patologie consumistiche – Ndr) sono la cura maniacale per il corpo, che mostrano con compiaciuto esibizionismo, compresi naturalmente costosi tatuaggi senza significato, o con simbolismi imbarazzanti, il presenzialismo, che spazia dalla spiaggia alla moda come Formentera sino alla sagra delle frittelle, al concerto di massa, alla frequentazione di discoteche; sono l'attenzione smodata e idolatrica (Ndr) per palestre e centri benessere.  Arrivano nelle località prescelte con i voli “low cost” muniti di zaini o trolley dalle misure  rigorosamente entro i limiti della gratuità del trasporto, dormono quel poco sulle spiagge. Nel caso di Formentera, sembra che le loro principali occupazioni, oltre alle urla scomposte, ai giochi rumorosi in spiaggia, alla musica a tutto decibel e naturalmente a contorsioni ed approcci fisici al limite dell’osceno, sia quello di partecipare ad aperitivi nei locali trendy, esibire le tenute più bizzarre, ridere sguaiatamenteIl quadro odierno, aggravato dalla stagione estiva in cui si allentano gli ultimi freni e cadono le residue barriere della buona educazione, ci mostra plebi scarmigliate coperte di stracci  firmati (la moda impone pantaloni strappati), non di rado seminude anche lontano dalle spiagge – si sprecano gli ombelichi al vento con perline, anelli o disegni – arroganti e inutilmente rumorose, che non si siedono ma si stravaccano, che non cedono il passo, si muovono in branco e sembrano vivere in una dimensione di noncuranza per tutto e tutti.

      L'ostentazione del tamarro                                      

    Se si recano nei locali o nelle discoteche, mostrano le acconciature più bizzarre, indossano gli abiti più strani o azzardati, l’atteggiamento da gran donne navigate e un po’ sgualdrine, o , per gli uomini, quello dei tamarri vestiti a festa e gran conquistatori. Tutti ostentano l’ultimo modello di i-phone, per cui sono stati disposti a code interminabili, e smanettano accanitamente sui tasti del display. Michelangelo Antonioni fece la sua fortuna artistica sul tema dell’incomunicabilità, ma tutti costoro, che cosa hanno di così urgente o definitivo da comunicare al mondo via sms o mms,? In genere l’ultimo autoscatto o selfie, realizzato dovunque ed in qualsiasi situazione o postura, con l’aiuto dell’apposita bacchetta-prolunga  venduta dagli ambulanti di colore, da commentare accanitamente, massimo 140 caratteri su Twitter, e consegnare all’eternità attraverso le reti sociali, come Facebook o  Instagram . La volgarità è in quello che fanno e come lo fanno, nella condotta quanto nell’atteggiamento, nel linguaggio fatto di parolacce a raffica e poche parole multiuso, nel disprezzo evidente di tutto e nell’indifferenza stolida, ignara della bellezza e della complessità. Paiono a loro agio solo nei non luoghi: aeroporti, supermercati, locali di divertimento: quelli sono tutti uguali, Milano, Ibiza, Vladivostok, che meraviglia il mondo globale a taglia unica!

     La via della volgarità                                                  

    Arrivano le ferie, e se scelgono Ibiza o Formentera, giro dei locali notturni con sballo, consumo compulsivo di alcolici o droghe – bisogna pur tenersi svegli per la settimana low cost, spiaggia al pomeriggio, e, sempre, urla, maleducazione, fastidiose risate di gruppo, poi gelato ed aperitivo alla moda, ci si cambia, e via, verso nuove avventure, nuove precarie conoscenze, esperienze sempre più estreme. Lo cantava Vasco, Voglio una vita spericolata, una vita come Steve Mc Queen, una vita che non si dorme mai. Ogni epoca ha i suoi maestri. Quel che c’è attorno non interessa nessuno, i colori dei tramonti mediterranei come le meraviglie della natura o le opere d’arte; interessano solo i parallelepipedi delle discoteche, le luci psichedeliche, il ritmo scandito dai disc jockey, al massimo le colorate elaborazioni dei creatori di cocktails e la fantasia dei gelatai. Dinanzi alle Tre Cime di Lavaredo, dal lato di San Candido, spettacolo della natura che commuove ed ispira pensieri profondi, stupore e meraviglia , un chiassoso gruppo disceso dal torpedone turistico compì, in successione, due gesti: il primo fu scattare compulsivamente foto con il cellulare, il secondo posizionare in gran fretta  figli, amici o parenti di fronte alle straordinarie montagne dolomitiche.  La comitiva risalì frettolosamente sul bus ad un cenno della guida, ma tutti potevano dimostrare, foto alla mano, di essere stati proprio lì, davanti ad un maestoso monumento del creato. La volgarità è quella: non guardare, non voler capire, non avere alcun interesse duraturo, passare  oltre rapidamente , trascurare tutto ciò che non interessa, anzi non intriga in quell’istante. Altrettanto volgare è imporre la propria presenza con schiamazzi o urla, esattamente come ostentare il corpo o la bizzarria del vestiario.

     Primitivismo puro                                                    

    Quanto ai tatuaggi, rappresentano assai bene la regressione della specie. Arte antichissima e non di rado pregevole, nelle civiltà a noi più vicine è stata utilizzata quasi sempre da categorie o gruppi sociali marginali, o stigmatizzati, come carcerati o marinai. Generalmente, l’iconografia aveva un simbolismo preciso e riconoscibile. Oggi, indipendentemente dall’indubbio talento di certi professionisti, si tratta  per lo più di arabeschi  astratti, oppure, ed è persino peggio, di qualsiasi disegno che accontenti manie, ghiribizzi o preferenze improvvise dei committenti: ecco allora coloratissime ciliegie dietro le orecchie, stemmi di squadre di calcio, nomi di fidanzati/e, disegni di animali, adesso anche frasi da Baci Perugina, da sottocultura di gruppo o da suburra. Di frequente, la presenza di tatuaggi si accompagna ad anelli al naso, orecchini e piercing. Primitivismo puro, ritorno allo stadio tribale!

    L'eredità di Marx - Imbastardimento programmato dei popoli

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Il conformismo degli anti-conformisti                 

    Può, una generazione siffatta (intrisa di materialismo e marxismo pratico – Ndr) comportarsi civilmente a Formentera o altrove? E comunque, chi si sarebbe incaricato, negli ultimi decenni, di insegnare qualcosa, o, orrore massimo, trasmettere buona educazione? Il problema più complicato è far comprendere la negatività di molte condotte: si viene derisi, nel caso migliore non ascoltati, più spesso tacciati di essere prigionieri del passato, e, massimo del ridicolo, di essere conformisti. Neppure li sfiora l’evidenza che i conformisti sono loro, gli urlatori tatuati pieni di alcool, arroganti e triviali. Becerume. La presente è una generazione becera, inconsapevole, vittima di quella precedente (vittima del Sessantotto – Ndr) vissuta nella dogmatica della libertà senza limiti ( libertà “da” qualunque cosa) che, a furia di aborrire i divieti, ha proibito il pensiero libero (o meglio ogni traccia di spiritualità e di "anima" – Ndr) la decenza, il decoro, il rispetto per sé e per il prossimo, spacciato e scambiato per anticaglia borghese. Non sanno che proprio la gente semplice era quella che più teneva ad indossare l’abito ben tenuto, il cappello perfettamente calzato, ad essere pettinati e sbarbati: magari solo per imitazione, ma era così.

     Generazione perduta                                                

    Torniamo quindi agli esempi, alle responsabilità drammatiche, davvero storiche delle classi dirigenti. Pensiamo a Lapo Elkann, colto strafatto tra le braccia di un transessuale, a cantanti ed attori che cambiano amanti come una ballerina i costumi di scena, a politici ladri e mentitori, alle trasmissioni televisive costruite sulle risse o le liti più grossolane, i modelli della velina e del tronista, o, al contrario del sedicente manager o finanziere in giacca e cravatta pacchiana per imbrogliare i gonzi, le cantanti truccate e pressoché travestite (Madonna docet), i docenti (ai paroloni ci tengono) che si fanno dare del tu, si vestono come i muratori al cantiere o le donne delle pulizie al lavoro, dall’aria infastidita , sovente sboccati.Padri e madri, poi, quando ci sono, non vieterebbero ai rampolli neppure i baccanali o le fughe scolastiche, pagano senza fiatare tutti i capricci, con la scusa che tanto i soldi se li procurerebbero in modo peggiore o che loro, in giovinezza, non hanno potuto fare le stesse cose. Inutile attardarsi  in analisi sociologiche sofisticate: questa è la terza generazione perduta, e non ce lo lasceremo dire dagli isolani di Formentera, i cui connazionali non sono migliori, tra bevute giovanili di massa ( il “botellòn) , il vandalismo di strada e la vasta adesione a movimenti che fanno dell’odio campanilistico una bandiera.

     Il vero "cafone"                                                           

    Dall’Italia meridionale si è diffuso ovunque l’epiteto di cafone, riferito a chi ha modi rozzi e comportamenti volgari. Ma i cafoni altro non erano che i contadini poveri, i dannati di un lavoro durissimo, ingrato e privo di reddito. Il termine derivò probabilmente dall’abitudine di molti contadini di recarsi alla fiere con una fune arrotolata alla vita ( c’a fune)  , per portar via il bestiame. Ignazio Silone, lo scrittore di Fontamara, utilizzò  molto quella parola, con affetto, riferita ai suoi amati contadini abruzzesi, illuso che nel futuro il termine avrebbe assunto una valenza positiva. No, si è solo trasferito a qualcuno che con la terra , faticosa e bassa, non ha niente a che fare, ma vive in uno vuoto spirituale ben peggiore di quei poveri braccianti analfabetiQuest’ampia generazione di beceri analfabeti funzionali potrebbe, ma non vuole. Ciò che vuole è rotolarsi tra ferie, acquisti compulsivi, tanto c’è il babbo, o, per chi ha un’età adulta, l’American Express o il credito al consumo, esperienze sempre nuove, ogni volta un po’ oltre, perché l’asticella, come nel salto alle Olimpiadi, va posta sempre più in alto, affinché ci sia il brivido, l’emozione, l’adrenalina. 

     Gregge monodimensionale e ben addomesticato 

    Chiamiamoli "cafoni", se proprio non ci sono altri vocaboli nella nostra lingua, impoverita proprio dalle semplificazioni da messaggini, dalle sigle e dalla pigrizia. Ma nel nostro caso cafone è parola del politicamente corretto: plebe è più netto e più vero. Come gli altri europei e più di loro – in qualcosa sappiamo ancora primeggiare – non siamo più un popolo e nemmeno una tribù, che ha comunque regole, capi e principi (o almeno rischiamo di non esserlo più – Ndr). Solo una plebe senza un volto ed un cuore, uomini ad una dimensione, come li descrisse Marcuse (Scuola di Francoforte – (*) – Ndr) , uno dei peggiori responsabili  dell’ involuzione, aizzata da tribuni che non si chiamano più Tiberio e Caio Gracco, ma , per una paradossale inversione dei ruoli, sono i super potenti e super ricchi. Quelli che controllano i nostri consumi, le nostre preferenze, i gusti, persino la forma dei nostri corpi, quelli che sanno dove ci troviamo e perché.   Forse non meritiamo neppure il nome di plebe. Siamo ormai un gregge, indisciplinato solo in apparenza, ma in realtà fatto e vissuto come ci vuole il pastore: gli serviamo ignoranti, beceri, urlanti e sparsi. Era più difficile condurre al macello i cafoni di una volta, gente che sotto l’abito rozzo ed i modi spicci conservava l’anima.

    (*) Cfr.: La Scuola di Francoforte: la congiura della corruzione  

    La Scuola di Francoforte: dalle droghe al gender

    contributo di Roberto Pecchioli

    Iniziativa di Libero Confronto "Pensa e Scrivi" di Qui Europa

    Partecipa al dibattito – Redazione Quieuropa – infounicz.europa@gmail.com

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    Sabato, Febbraio 20th, 2016 – di Paolo Baroni, Centro San Giorgio  – Redazione Qui Europa, Paolo Baroni, Centro San Giorgio, Comunismo, Massoneria,  filiazione massonica dell'ideologia comunista, sesso, droga e rock'n'roll, Nuovo Ordine Mondiale, filiazione massonica dell'ideologia comunista, satanismo, corruzione della società, Adorno, Marcuse, Scuola di Francoforte, Distruzione di una nazione, distruzione del senso morale, degenerazioni sessuali, divorzio, distruzione della famiglia, […]

    Giovani fedeli all’ebraismo: siamo destinati a dominare il mondo – Risposta ideale di due grandi santi

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    Mercoledì, 10 Agosto/ 2016    – di Redazione Qui Europa / Premessa Redazione Antimassoneria – /  Redazione Quieuropa, Redazione Antimassoneria, Nuovo Ordine Mondiale, ebrei, Talmud, San Giovanni Bosco, San Massimiliano Kolbe    Giovani fedeli all'ebraismo: siamo destinati   a dominare il mondo    La confessione: i goym saranno nostri schiavi!  Parlano i protagonisti del New World Order  La risposta ideale della Chiesa, […]

    Comunismo Occulto – Prima Parte

    Comunismo Occulto – Prima Parte

     Lunedì, Settembre 28th, 2015 – di Alain Kérizo – Traduzione dall'originale francese Sous le Signe du Scorpion… («Sotto il Segno dello Scorpione…»), a cura di Paolo Baroni. Articolo apparso a puntate sulla rivista Sous la banniére, nn. 84, 85, 86, 87, da luglio 1999 a febbraio 2000. Reperibile alla pagina web http://www.barruel.com/scorpion.html Redazione Quieuropa,  Jüri Lina, Alain Kérizo, Comunismo, Occultismo, Sovversione satanica, Massoneria, Alain Kerizo, […]

    Comunismo Occulto – Seconda Parte

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     Mercoledì, Settembre 30th, 2015 – di Alain Kérizo – Traduzione dall'originale francese Sous le Signe du Scorpion… («Sotto il Segno dello Scorpione…»), a cura di Paolo Baroni. Articolo apparso a puntate sulla rivista Sous la banniére, nn. 84, 85, 86, 87, da luglio 1999 a febbraio 2000. Reperibile alla pagina web http://www.barruel.com/scorpion.html Redazione Quieuropa,  Comunismo, Occultismo, Sovversione satanica, Massoneria, Alain Kerizo, Centro San Giorgio, […]

    Comunismo Occulto – Terza Parte

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    Giovedì, Ottobre 8th, 2015 – di Alain Kérizo – Traduzione dall'originale francese Sous le Signe du Scorpion… («Sotto il Segno dello Scorpione…»), a cura di Paolo Baroni. Articolo apparso a puntate sulla rivista Sous la banniére, nn. 84, 85, 86, 87, da luglio 1999 a febbraio 2000. Reperibile alla pagina web http://www.barruel.com/scorpion.html Redazione Quieuropa,  Comunismo, Occultismo, Sovversione satanica, Massoneria, Alain Kerizo, Centro San Giorgio, […]

    Comunismo Occulto – Quarta Parte

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    Mercoledì, Gennaio 13rd, 2016 – di Alain Kérizo – Traduzione dall'originale francese Sous le Signe du Scorpion… («Sotto il Segno dello Scorpione…»), a cura di Paolo Baroni. Articolo apparso a puntate sulla rivista Sous la banniére, nn. 84, 85, 86, 87, da luglio 1999 a febbraio 2000. Reperibile alla pagina web http://www.barruel.com/scorpion.html Redazione Quieuropa,  Comunismo, Occultismo, Sovversione satanica, Massoneria, Alain Kerizo, Centro San Giorgio, Paolo […]

    Comunismo Occulto – Quinta Parte

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    Domenica, Gennaio 17th, 2016 – di Alain Kérizo – Traduzione dall'originale francese Sous le Signe du Scorpion… («Sotto il Segno dello Scorpione…»), a cura di Paolo Baroni. Articolo apparso a puntate sulla rivista Sous la banniére, nn. 84, 85, 86, 87, da luglio 1999 a febbraio 2000. Reperibile alla pagina web http://www.barruel.com/scorpion.html Redazione Quieuropa,  Comunismo, Occultismo, Sovversione satanica, Massoneria, Alain Kerizo, Centro San Giorgio, Paolo […]

    Mao, servo di Satana – Come la Cina fu asservita al Nuovo Ordine Mondiale – 1

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    Giovedì,  Aprile 9th/ 2015 – Traduzione a cura di Paolo Baroni, Centro San Giorgio – Redazione Quieuropa, Paolo Baroni, Centro san Giorgio, Cina, Comunismo, Socialismo, Nuovo Ordine Mopndiale, Cina, Stati Uniti, Mao Tse Tung, satana, discepolo di satana,  New World Order, Jon Halliday, Jung Chang, Mao: la storia sconosciuta,  Lin Piao, Chiang Ching-kuo , Lunga Marcia, Chiang Kai-shek, principe Mikasa, Partito Comunista cinese, Partito Nazionalista  Nuovo Ordine […]

    Mao, servo di Satana – Il vero volto del Comunismo: primo nemico il popolo – 2

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    Domenica,  Aprile 12nd/ 2015 – Traduzione a cura di Paolo Baroni, Centro San Giorgio – Redazione Quieuropa, Mao servo di satana, seconda Parte, Paolo Baroni, Centro san Giorgio, Cina, Comunismo, Socialismo, Nuovo Ordine Mopndiale, Cina, Stati Uniti, Mao Tse Tung, satana, discepolo di satana,  New World Order, Jon Halliday, Jung Chang, Mao: la storia sconosciuta,  Lin Piao, Chiang Ching-kuo , Lunga Marcia, Chiang Kai-shek, principe […]

    La Mano Nascosta e il Governo Segreto del Mondo: La guerra è uno sterminio di massa pianificato

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    Mercoledì,  Aprile 29th/ 2015 – di Sergio Basile e Nicola Arena – con il contributo di Giovanni Caltabiano dissertazioni su "The Secret World Government" di Cherep Spiridovich Redazione Quieuropa, Sergio Basile, Nicola Arena, Giovanni Caltabiano, The hidden Hand, The Secret World Government, Cherep Spiridovich, Dinastia Romanov, Crimini del bolscevismo, La mano nascosta, il comitato dei Trecento, The Secret World Government, Lucifero, Satana, […]

    Ratzinger e il Nuovo Disordine Mondiale. La trappola per ridurre il numero dei commensali alla tavola dell’umanità

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    Lunedì, Giugno 1st, 2015 – Prefazione del Card. Joseph Ratzinger – 1997 –  al libro "Nuovo disordine mondiale. La grande trappola per ridurre il numero dei commensali alla tavola dell’umanità" di Mons. Michel Schooyans Redazione Quieuropa,  Nuovo Disordine Mondiale, Papa Benedetto XVI, Cardinal Joseph Ratzinger, Gender, Conferenza di Pechino, Nuovo Ordine Mondiale, Ideologia gender, Joseph Ratzinger, Michel Schooyans, Cairo, Una […]

    Adam Weishaupt, l’Ordine degli Illuminati e il Piano per il Governo Mondiale nell’ora presente

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    Giovedì,  Luglio 2nd/ 2015       – di Sete di Giustizia Lamezia Terme e Sergio Basile – Redazione Quieuropa, Sete di Giustizia Lamezia Terme, Adam Weishaupt, illuminati, Matteo Renzi, Giuseppa Mazzini, Albert Pike, Satanasso, Satana, Giudeo-Massoneria, Illuminati di Baviera, Protocolli dei Savi di Sion, Rivoluzione Francese, Rivoluzione Bolscevica  Giudeo-Massoneria e Sovversione Sociale – All'origine del caos presente Adam […]

    Nuovo Ordine Mondiale – Sinarchia satanica che si vince con le armi dello Spirito

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    Giovedì, Maggio 28th, 2015 – di Sergio Basile e Massimo Mancinelli  –  Redazione Quieuropa, Madonna di Fatima, Terzo Segreto di Fatima, Massimo Mancinelli, Sergio Basile, San Pio da Pietrelcina, San Giovanni Paolo II, Conciclio Vaticano II, Benedetto XV, Benedetto XVI, Popolo eletto, apostasia, tradimento di Dio, Giudeo-Massoneria, Ebraismo, Giusta interpretazione della Bibbia, nemici di Cristo, Ecumenismo, 13 Maggio 1981, Mehmet Ali Agca, […]

    La Mano Nascosta e il Governo Segreto del Mondo – 2 – Perchè la Civiltà Cristiana è in mortale pericolo

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    Martedì,  Febbraio 16th/ 2016 – di Sergio Basile – Dissertazioni su "The Secret World Government" di Cherep Spiridovich con il contributo di Nicola Arena Redazione Quieuropa, Sergio Basile, Nicola Arena, Giovanni Caltabiano, Conflitto siriano, Siria, guerra in Siria, The hidden Hand, The Secret World Government, Cherep Spiridovich, Dinastia Romanov, Crimini del bolscevismo, La mano nascosta, The Secret World […]

    Schema temporale di scristianizzazione della società

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     Domenica, Febbraio 7th, 2016 – Redazione Qui Europa  – Redazione Qui Europa, Schema della scristianizzazione della società temporale, Rivoluzione nella Chiesa, Rivoluzione Umanista, Rivoluzione Protestante, Rivoluzione Bancaria, Rivoluzione Monetaria, Rivoluzione Socialista, rivoluzione Liberale, Nuova Rivoluzione, Nuovo Ordine Mondiale, satanismo pratico, satanismo scientifico    Schema temporale di scristianizzazione della società  La Cristianità non è un ordine qualsiasi, ma l'unico vero […]

    Conoscere il Nuovo Ordine Mondiale – British Israel, Ecumenismo e Protestantesimo – 1

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    Martedì,  Aprile 14th/ 2015 – di Sergio Basile – Redazione Quieuropa,  Nuovo Ordine Mondiale, British Israel, Ecumenismo e Protestantesimo,  Giudeo-Massoneria, minando la cultura cristiana, unità "spirituale" delle chiese a livello mondiale, ecumenica, Fratellanza Mondiale, messaggio eucaristico e salvifico del Cristo, regno di Dio sulla terra, Richard Brothers, John Wilson, Lady Diana, Royal Family, Principe di Galles,  Rabbi Jacob Snowman, comunità giudeo-britannica, re britannici, Stato di Israele. La madre della […]

    Conoscere il Nuovo Ordine Mondiale – British Israel, Ecumenismo e Protestantesimo – 2

    Conoscere il Nuovo Ordine Mondiale – British Israel, Ecumenismo e Protestantesimo – 2

    Giovedì,  Aprile 30th/ 2015 – di Sergio Basile – Redazione Quieuropa,  Nuovo Ordine Mondiale, British Israel, Ecumenismo e Protestantesimo,  Giudeo-Massoneria, minando la cultura cristiana, unità "spirituale" delle chiese a livello mondiale, ecumenica, Fratellanza Mondiale, messaggio eucaristico e salvifico del Cristo, regno di Dio sulla terra, visione razzista ed élitaria del popolo di Dio, William Smith, Epiphanius, la Provvidenza ha scelto come guida il popolo nordico, falsa e strumentale filantropia, falce […]

    Le origini ebraiche della Massoneria – 1

    Le origini ebraiche della Massoneria

    Mercoledì, Febbraio 10th, 2016 – di Don Isidore Bertrand (1829-1914) – Redazione Quieuropa,  Massoneria, Gesù Cristo, Lucifero,  gnosticismo, Don Isidore Bertrand,  Mons. Ernest Jouin, Revue Internationale des Sociétés Secrètes, Giudeo-Massoneria, Padre Enrico De Rosa,  La Civiltà Cattolica, Monsignor Umberto Benigni,  La Franc-maçonnerie, secte juive née du Talmud , Kabbalah, Talmud, Grand'Oriente di Francia, Kahal, Sinedrio, insegnamento orale farisaico,  Eliphas Levi, patriarca dell'occultismo moderno, Gran Kahal  Le origini ebraiche della Massoneria  Ebrei talmudisti, […]

    Le origini ebraiche della Massoneria – 2 – Riti, termini, simboli

    Le origini ebraiche della Massoneria – 2 – Riti, termini, simboli

    Venerdì, Febbraio 12th, 2016 – di Don Isidore Bertrand (1829-1914) – Redazione Quieuropa,  Massoneria, Gesù Cristo, Lucifero,  gnosticismo, Don Isidore Bertrand, Kabbalah, Talmud, Grand'Oriente di Francia, Kahal, Terminologia massonica, Boaz, Joachin, Tempio di Salomone, Hiram, Alleanza Israelita Universale, Zippora, Sefora, Sem, Cam, Iafet, Nijan, Jiar, Sivan, Thamous, Ab, Aloul, Thisch'ri, Marhheschvan, Chisler, Tebeth, Sliebat e Adar, Cavalieri Rosa-Croce, Menorah, Salomone regna  Le origini ebraiche della Massoneria – 2 Riferimenti all'ebraismo nei diversi riti massonici:  terminologie, simbolismi, parole d'ordine Relazione […]

    Le origini ebraiche della Massoneria – 3 – Nemici irriducibili di Dio e dei Cattolici

    Le origini ebraiche della Massoneria – 3 – Nemici irriducibili di Dio e dei Cattolici

    Martedì, Febbraio 16th, 2016 – di Don Isidore Bertrand (1829-1914) – Redazione Quieuropa,  Massoneria, Gesù Cristo, Lucifero,  Eblis, Caino, Lilith, Eva, Satana, gnosticismo, Don Isidore Bertrand, Kabbalah, Talmud, Cavalieri Kadosh, Geometria, Generazione e Gnosi, tutti i tesori dei popoli passeranno nelle loro mani  Le origini ebraiche della Massoneria – 3 Fratelli irriducibili nemici di Dio e dei Goyim (Cattolici) Massoni ed ebrei talmudisti, accomunati dalla fede anti-cristiana ►Video in […]

  • Il Lato Oscuro dei Beatles – The Devil’s Disciples

    Il Lato Oscuro dei Beatles – The Devil’s Disciples

    Venerdì, 19 Agosto/ 2016   

    di Jeff Godwin

     Redazione Quieuropa, Jeff Godwin, Paolo Baroni, The White Album, Sharon Tate, Lennon e McCathney, Revolution 9, Centro Culturale San Giorgio, Beatles, The Devil's Disciples, I discepoli del diavolo, Rock e satanismo, Mark David Chapman 

    Il Lato Oscuro dei Beatles – The Devil's Disciples

    Paganesimo e satanismo nei Beatles e John Lennon:

    da Revolution 9 agli strani omicidi Tate e Lennon.

    Gli intrecci con Aleister Crowley e Charles Manson

    Video in allegato

     

    di Jeff Godwin

    Traduzione di un estratto (pagg. 83-95) dall'originale inglese The Devil's Disciples («I disceopoli del diavolo»; Chick Publications, Chino 1985), a cura di Paolo Baroni / Centro Culturale San Giorgio

    Il Lato Oscuro dei Beatles

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

      Premessa                                                                    

    Londra – di Jeff Godwin – I Beatles furono il primo gruppo rock ad utilizzare le cover dei dischi non solo come un mezzo per attirare l'attenzione degli acquirenti, ma soprattutto per trasmettere in maniera visiva la loro filosofia e il loro stile di vita. La copertina di Sergeant Pepper's Lonely Heart Club Band (Parlophone 1967) rappresenta alla perfezione questo nuovo concetto di reclamizzare la propria immagine. Ogni tentativo di spiegare questa novità non può nemmeno lontanamente descrivere l'impatto che questo tipo di comunicazione ha avuto sul mondo della pubblicità e su quello dell'industria discografica. Come in ogni altro progetto di questa natura, ispirato dall'inferno, c'è più di quanto l'occhio possa vedere. Dietro la facciata sgargiante e psichedelica dell'album, c'è tutta una serie di «indizi» subliminali che sono apparsi anche sugli altri album che i Beatles hanno pubblicato fino al loro scioglimento avvenuto nel 1970. Alla fine degli anni Sessanta, il disc jockey di una stazione radiofonica sparse la voce secondo cui il bassista Paul McCartney era morto, ucciso in un incidente automobilistico in Inghilterra. Si diffuse la diceria che il McCartney che appariva sulle fotografie fosse un sosia. Anche se negò fermamente qualsiasi partecipazione attiva in questa beffa crudele ai danni di milioni di adolescenti in tutto il mondo, il leader dei Beatles John Lennon non riuscì mai a fornire chiarimenti plausibili su come questa frottola fosse cominciata. Egli diceva di non aver idea del perché ogni copertina dei Beatles contenesse un nuovo indizio sulla «morte» di Paul. In realtà, tutta la faccenda porta il marchio del senso dell'umorismo cinico e sarcastico di Lennon.

    missing paul mc cartney - life

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Subliminal Media Man  – Paul is death?               

    Tra Lennon e McCartney c'è sempre stata una forte rivalità musicale: l'arguto sarcasmo sociale di Lennon contro le canzoni melodiche e sdolcinate di Paul. Infatti, John Lennon odiava così tanto il suo status di semidio dovuto alla popolarità e al successo, da distruggere questa sua immagine fenomenale e innocente nei primi anni Settanta attraverso una lunga serie di bed-in, di «bagismo» e di «proteste in favore della pace». Inoltre, egli è sempre stato un «subliminal media man», che inseriva i suoi «indizi» e i suoi «trucchi» vocali quasi impercettibili in numerose canzoni per prendersi gioco dei critici e dei fans! Lennon stesso ha affermato: «Intendo dire che ci siamo fatti qualche risata inserendo questo, quello o quest'altro in un modo divertente. Alcuni intellettuali hanno interpretato questo atteggiamento come se si trattasse unicamente del modo di percepire le cose di una generazione giovanile simbolica, ma noi abbiamo preso sul serio alcune parti di questo ruolo» (2). Ecco le ragioni di quello che è potuto divenire uno scherzo crudele, favorito da un pubblico ingenuo e adorante, messo in atto da un gruppo il cui successo mondiale stava tramontando dopo quasi cinque anni ininterrotti di popolarità. A partire dal 1968, Lennon iniziò ad odiare la sua notorietà e il suo falso status sociale, e iniziò a provare un'intensa antipatia per la dimensione unica di Paul McCartney, che serviva a perpetuare il mito dei Beatles (3). Cosa – dal punto di vista di Lennon – poteva esserci di meglio dell'«uccisione» simbolica di Paul, che avrebbe simultaneamente sepolto i Beatles e rastrellato milioni di dollari da fans affranti? Se tale piano è esistito, si può dire che è riuscito alla perfezione. Poiché stavano iniziando a scivolare dal piedistallo della popolarità globale, la diceria della «morte» di Paul conferì agli ex ragazzini di Liverpool uno sprone indispensabile. I fans si lanciarono sui negozi di dischi per poter acquistare l'ultimo album dei Beatles; i giornalisti, in tutte le più famose riviste musicali e anche nella stampa normale, scrissero pagine e pagine sulla farsa che stava frodando migliaia di adolescenti addolorati. Ancora una volta i Beatles erano sulla cresta dell'onda.

    (2) Cfr. J. Wenner, Lennon Remembers («Lennon ricorda»), Straight Arrow Books, 1971, pag. 97; (3) Dopo la morte per overdose del loro impresario Brian Epstein, avvenuta nel 1967, McCartney divenne il leader dei Beatles, sovraintendendo le prove, la produzione di film e di album, e la conduzione generale di quella straordinaria macchina da soldi che erano i Beatles. Fino a quella tempo, John Lennon era stato il leader indiscusso del gruppo.

     Misticismo metafisico pagano in Lennon            

    Nell'indagare sulla vita di John Lennon, ho trovato numerose e grosse discordanze tra quello che diceva e insegnava in pubblico e quello che leggeva e pensava in privato. Il misticismo metafisico pagano era la sua particolare ossessione privata. Alcune diavolerie occulte come la Numerologia, i Tarocchi, la Meditazione Trascendentale, lo spiritismo e la divinazione dominarono ogni sua ora di veglia. Tutto il suo tempo, quotidiano, mensile e annuale, era regolato da superstizioni paganeYoko Ono contribuì in maniera strumentale allo sviluppo di questo fascino interiore per l'occulto, sebbene la responsabilità finale sia da attribuire unicamente a Lennon. Dopo qualche tentennamento iniziale, egli si immerse precipitosamente nella ricerca della sperimentazione psichica all'interno del piano astrale. Non dimentichiamo che per molti anni, l'ex beatle fece consumo dell'LSD più potente sul mercato. Ma nell'ultima parte della sua vita il palato di Lennon per gli allucinogeni era più che pronto per un'altra enorme (e alla fine fatale) dose di dottrina demoniaca.

    Omicidio John Lennon

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Dualismo diabolico e omicidio Lennon                

    Ciò nonostante, il John Lennon pubblico era totalmente un'altra cosa: pace, amore, moglie, famiglia ed energica fede nella fratellanza universale dell'uomo, il quale siede comodamente nelle mani di un generoso Creatore. Questo era l'immagine di John Lennon che il mondo ha percepito attraverso i media, il tutto condito con una sfumatura e un tocco di stravaganza sul modello del comico Harpo Marx (1888-1964). Tuttavia, Lennon pagò un prezzo molto alto per il suo status di divo mondiale. Egli fu ferito a morte l'8 dicembre 1980, di fronte alla suo lussuoso appartamento situato nel sontuoso Palazzo Dakota, per mano di un ex fan dei Beatles, mentalmente disturbato di nome Mark David Chapman (vedi foto sopra). In una valutazione psichiatrica di Chapman che apparve sul numero di ottobre della rivista Rolling Stone, lo psichiatria Daniel Schwartz e lo scrittore Murray Kempton hanno riportato questi commenti rivelatori: «(Chapman) mi ha detto che può sentire la presenza dei demoni di Satana intorno a lui […]. "Posso sentire i loro pensieri. Sento i loro pensieri. Posso sentirli parlare, non dal di fuori, ma dall'interno"» (4). «(Chapman) mi ha anche confidato che sono stati i demoni di Satana che gli hanno dato la forza e l'opportunità di compiere quel gesto» (l'omicidio di Lennon) (5). La polizia descrisse il grassoccio assassino venticinquenne durante il suo arresto come se fosse ipnotizzato. Non vi sembra tutto troppo ovvio? La causa remota della morte orribile di John Lennon è abbastanza chiara, mi sembra. Come lui stesso aveva ammesso, nel corso della sua gioventù Lennon era un violento, un antisociale, un ladro di strada e un teppista con gravi disturbi di carattere emotivo e grossi squilibri.

    (4) Cfr.: Cfr. Rolling Stone, del 15 ottobre 1981, nº 354, pag. 15; (5) Cfr.: Ibidem

     Eccessi, propaganda, depravazione                      

    Questi problemi furono in parte causati dall'abbandono del padre Freddie e dalla morte accidentale della madre Julia quando John era ancora un adolescente. Lennon camminava per le strade di Liverpool con i capelli impomatati alla Elvis e con un giubbotto di cuoio nero, imprecando contro i passanti e vomitando commenti brutali e sarcastici contro gli storpi e gli invalidi costretti sulle sedie a rotelle. Egli maltrattò le sue ragazze, trangugiò pillole e bevve liquore fino a sbronzarsi; e tutto questo prima di aver compiuto i vent'anni! Quando la carriera dei Beatles salì alle stelle, Lennon poté abbandonarsi alla depravazione e agli appetiti più egoisti. Orge, prostitute, marijuana, LSD, cocaina, eroina e meditazione trascendentale. Nel volgere di breve tempo, Lennon fece dell'autodistruzione una modo di essere «in». Più tardi, il suo lucido agnosticismo gli permise di pronunciare discorsi filocomunisti, interviste e canzoni, e più velatamente di manifestare il proprio disprezzo per ogni forma di patriottismo e per la fede cristiana. A questo punto della sua vita – approssimativamente nel 1969 – John Lennon era già divenuto un vile e disgustoso strumento di Satana.

    Lennon death - Yoko ono

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Strumento e vittima dei demoni                            

    All'inizio degli anni Settanta, Lennon e sua moglie Yoko Ono ebbero un bambino, Sean. Sull'ex beatle calarono i riflettori e per cinque anni non produsse alcun disco. Nel 1980, lui e la Ono produssero in collaborazione con Double Fantasy (Geffen Records), un album che decanta con devozione appassionata la moglie e la famiglia. Poi i demoni spinsero Mark David Chapman ad assassinare John Lennon, che morì orrendamente e in modo patetico. La sua esistenza fenomenale fu annullata in un attimo. Lo stile di vita depravato che Lennon aveva coltivato in gioventù si ritorse contro di lui. I demoni con cui aveva flirtato per molti anni si rivoltarono contro di lui e lo fecero a pezzi quando tentò di sfuggirgli. Questo è il modo in cui Satana tratta i suoi discepoli. Semplicemente il diavolo non permise che ciò accadesse! Lennon non era più utile come schiavo del diavolo, e cessò di esistere. Sebbene Lennon abbia spesso parlato di Gesù Cristo paragonandolo ad un grande filosofo, non si ha notizia che egli si sia mai avvicinato alla religione. I frutti della sua vita, sebbene onorassero gli standard del mondo, non erano certo quelli di un buon cristiano. La vita di quest'uomo penoso dovrebbe essere una lezione per tutti noi. Solo recentemente, alcuni squarci di quell'oscuro periodo di semi-ritiro che ha preceduto la sua morte, avvenuta nel 1980, hanno iniziato ad affiorare, e il ritratto che dipingono certo non è dei più edificanti.

     Dakota Day  (tarocchi e satanismo)                      

    Nell'opera Dakota Days, scritta da John Green, Lennon viene descritto com'era al naturale, lontano dai riflettori. Green era il lettore personale dei Tarocchi di Yoko e John. Specialmente Yoko ricorreva quotidianamente ai suoi apprezzati consigli per ogni questione, banale o importante, della sua vita. Per anni, Green è stato alle dipendenze dei Lennon, dormendo al loro seguito in una cuccetta situata nella suite del Dakota per essere prontamente disponibile in ogni orario per un consulto divinatorio. Yoko si rifiutava di prendere la più piccola decisione senza prima aver «chiesto alle carte». Inizialmente Lennon era più scettico, ma dopo avere constatato l'abilità di Green e i successi ottenuti nelle previsioni, abbracciò anch'egli la divinazione. La pratica moderna dei Tarocchi deve tantissimo al mago nero inglese Aleister Crowley (1875-1947), un personaggio inquietante il cui nome spunta in continuazione quando si parla dei rapporti tra rock e satanismo. Crowley spese gran parte della sua vita indagando e redefinendo gli antichi Tarocchi. Nelle pagine di Dakota Days si legge di un viaggio di Green e Yoko in Sud America per consultare una bruja (una strega). Yoko diede alla bruja 60.000 dollari in cambio di un intero set di incantesimi riguardanti la carriera e la salute. Alla fine del loro viaggio, la strega sacrificò una colomba su di un altare e chiese a Yoko di firmare col sangue una sorta di patto satanico. Terrificata, la moglie di Lennon implorò Green di compiere quel gesto al suo posto; e così, Green firmò con il nome di Yoko.

     Adorato come una divinità …                                  

    Secondo John Green, il quadretto romantico di John Lennon «marito e padre di famiglia», ripresentato con insistenza dai media, era fondamentalmente falso. Sebbene inizialmente si sia preso cura del piccolo Sean, Lennon si stancò rapidamente della routine e scaricò le proprie responsabilità. Green riporta che l'ex Beatle diede un calcio al bambino in un momento di rabbia, e di aver spesso sottoposto la moglie alle crudeltà più incredibili e ad umiliazioni pubbliche, servendosi della sua intelligenza, della sua «acida arguzia» e della sua lingua sarcastica per offenderla. La vera ragione del suo ritiro a vita privata fu l'incapacità di scrivere nuove canzoni e l'impossibilità di porre un rimedio a questo problema. Per sua stessa ammissione, Lennon era diventato una creatura umana incredibilmente complessa che aveva raggiunto una posizione in cui pochi uomini erano giunti, per tutti gli anni Sessanta. Lennon fu adorato come una divinità. Dall'inizio degli anni Settanta fino alla sua morte, egli fu rispettato come il più saggio dei filosofi, meglio di quanto potesse offrire la stessa Bibbia. Ciò avvenne in un momento storico in cui il nostro mondo era come affamato di saggezza. John Lennon realmente era un saggio? Gli uomini veramente saggi non permettono che ogni aspetto della loro vita sia regolato e dominato da un misero numero, come invece accadde a Lennon! Volete alcuni esempi? Eccoli. Per l'ex Beatle, il numero 9 possedeva un significato incredibilmente potente e mistico sugli eventi futuri.

    revolution 9

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Revolution 9 – White Album                                   

    Lennon nacque il 9 ottobre 1940. Anche suo figlio Sean è nato il 9 ottobre. Dopo la sua nascita in un'Inghilterra lacerata dalla guerra, il piccolo John e sua madre Julia si trasferirono in un'abitazione situata al nº 9 di Newcastle Road. I Beatles iniziarono la loro corsa alla celebrità mondiale iniziando a suonare a Liverpool al Cavern Club, nel 1961. anni dopo, nel 1970, essi si divisero. Lennon sposò Yoko Ono nel 1969. L'aveva incontrata il 9 novembre 1966. Essi si trasferirono dall'Inghilterra a New York nel 1971. John visse in quella città per 9 anni, fino alla sua morte nel 1980. L'ultimo album dei Beatles – Abbey Road (EMI) – venne registrato nel 1969. Sopra il suo letto nella suite al Dakota, Lennon aveva appeso al muro un numero 9. Nel 1969, egli cambiò ufficialmente il suo nome da John Winston Lennon in John Ono Lennon. Yoko l'aveva spinto a compiere questo passo in modo che il significato numerologico delle lettere del suo cognome divenisse il 9. Egli si vantava spesso del fatto che tra lui e Yoko Ono ci fossero 9 anni di differenza d'età. Lennon disse di aver avvistato un UFO mentre si trovava sul tetto del Dakota alle del mattino. John e il lettore personale di Tarocchi di Yoko celebrarono una cerimonia nuziale pagana nel 1975 per commemorare il loro 6º anniversario di matrimonio. Essi insistettero sul fatto che la cerimonia doveva iniziare alle 9 di sera. John Lennon scrisse molte canzoni incentrate sul numero 9, come One After 909#9 Dream e la famosa Revolution 9. Contenuto nel White Album, questo brano di otto minuti e quindici secondi è composto da rumori elettronici mescolati a frammenti confusi di dialogo parlato e musica campionati dalla radio inglese, il tutto messo insieme da una voce che con accento britannico ripete più volte la stessa frase: «Number 9, number 9, number 9.…»(«Numero 9, numero 9, numero 9…»). Se questa sezione viene rovesciata è possibile sentire un'altra frase: «Turn me on dead man, turn me on dead man, turn me on dead man» («Eccitami uomo morto, eccitami uomo morto, eccitami uomo morto…»). Inoltre dalla sequenza rovesciata di tre 9, si otterrebbe, 6-6-6, il satanico numero della bestia (Ndr). Fu ascoltando questa frase che un dj – basandosi anche su altri indizi – mise in giro la voce secondo cui «Paul è morto». Da dove proveniva questa enigmatica voce? Si trattava di una frase ripetuta da un ingegnere del suono nello studio in cui Revolution 9 venne registrata, ossia l'Abbey Road Studio #9.

    Il Lato Oscuro dei Beatles

     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     

     White Album, Manson e l'omicidio Tate             

    Tutto questo potrebbe essere avvenuto per pura coincidenza o potrebbe trattarsi di un ennesimo esempio della follia di John Lennon, se non fosse per Charles Manson. Ilguru dotato di grande magnetismo, capo sètta californiana detta The Family, diceva spesso ai suoi adepti di aver captato «voci segrete» provenire dal White Album che gli dicevano di fare a pezzi l'attrice Sharon Tate (1943-1969) e i suoi amici. La carneficina ebbe luogo il 9 agosto 1969! La gente pensò che Charles Manson fosse semplicemente uno psicopatico tossicodipendente quando disse di sentire voci giungere da quel disco. Non sapevano che quell'album contiene realmente dei messaggi! Manson era un ammiratore così sfegatato dei Beatles da tracciare dei paralleli tra la Bibbia e il potere dei suoi déi: i Beatles. Egli leggeva e citava spesso ai suoi seguaci un passo preso dal Libro dell'Apocalisse. Eccolo: «Queste cavallette avevano l'aspetto di cavalli pronti per la guerra. Sulla testa avevano corone che sembravano d'oro e il loro aspetto era come quello degli uomini. Avevano capelli, come capelli di donne, ma i loro denti erano come quelli dei leoni. Avevano il ventre simile a corazze di ferro e il rombo delle loro ali come rombo di carri trainati da molti cavalli lanciati all'assalto» (Ap 9, 7-9). Egli diceva che le facce di uomini con capelli di donne erano ovvi riferimenti ai Beatles, e che le corazze di ferro e il rombo delle ali erano le chitarre elettriche che portavano sui loro toraci, col rumore della loro musica che urlava come carri lanciati in battaglia. Un demente? É probabile. Una persona sotto un'influenza demoniaca? Indubbiamente. Una coincidenza? Stento a crederlo. C'è solo uno domanda cui non è mai stata data una risposta soddisfacente: com'è possibile o anche solo concepibile che Revolution 9 di John Lennon, scritta e registrata in un altro continente, abbia parlato alla mente contorta di un pazzo che era convinto che quel brano fosse una profezia adempiuta nei Beatles? Revolution 9, Revolution 9… Credo che in questa faccenda ci sia di mezzo la mano di Satana.

     Simbolismo e Numerologia                                    

    Nella Numerologia, il numero 9 è il numero finale, la fine della linea, per così dire, l'ultimo numero di conteggio più alto prima di ricominciare nuovamente con gli altri numeri. È anche il 6 rovesciato, e il numero 6 rappresenta l'uomo. La tragica fine e la raccapricciante ironia tra la vita sciupata di John Lennon e il suo fascino occulto per il numero 9 si realizzò l'8 dicembre 1980, quando venne ucciso a colpi di pistola a New York da Mark David Chapman. In Inghilterra, la patria di John, era già il 9 dicembre! Ecco una rassegna degli indizi, album dopo album, connessi alla diceria secondo cui Paul McCartney era morto. Sulla cover dell'LP Sergeant Pepper's Lonely Heart Club Band Paul non è in linea con gli altri Beatles e uno dei personaggi famosi alle sue spalle tiene la mano aperta sulla sua testa, la Mano della Morte. Da notare che il tipo calvo in alto, il secondo da sinistra, è il Mago Nero Aleister Crowley! Parlando di questa cover, Ringo Starr ebbe a dire: «Abbiamo pensato di raggruppare le persone che ci piacciono e ammiriamo» (6). Sul retro della stessa copertina, al contrario degli altri beatles, McCartney dà la schiena alla macchina fotografica. In una fotografia stampata all'interno della cover appaiono i Fab Four; McCartney ha una toppa cucita sul braccio sinistro della sgargiante uniforme in cui appare la sigla OPD, che in inglese starebbe per Officially Pronounced Dead Dichiarato Ufficialmente Morto»). In Magical Mystery Tour (Parlophone 1967): sulla copertina di questo album tutti i quattro Beatle indossano una strana maschera stile Halloween. Paul porta quella di un tricheco, simbolo della morte nella cultura russa. Sulla retro della stessa copertina, tutti i membri del gruppo indossano uno smoking bianco. Tutti hanno un garofano rosso all'occhiello, tranne McCartney che ne ha uno nero.

    (6) Cfr.: Hit Parader, ottobre 1976, pag. 14.

     The White Album: rivoluzione rock                      

    Nel White Album, gli indizi sono nei testi, e precisamente in tre canzoni di John Lennon: Glass OnionRevolution #9 e I'm So TiredGlass Onion contiene queste parole: «Here's another clue for you all/ The walrus was Paul» («Ecco un altro indizio per tutti voi/ Il tricheco era Paul»). Revolution #9" contiene una voce misteriosa e disincarnata che ripete al contrario la frase «Turn me on dead man» («Eccitami uomo morto»). Se ascoltata a rovescio, una frase incomprensibile alla fine di I'm So Tired dice: «Paul is a dead man. Miss him, miss him»  («Paul è un uomo morto. Ci manca, ci manca»). Abbey Road: sulla cover di questo LP, i Beatles se ne vanno a zonzo per un quartiere inglese attraversando un passaggio pedonale (vedi foto sopra). John Lennon è vestito completamente in bianco; Paul, che indossa un abito scuro, non è al passo con gli altri beatles. Inoltre, egli è a piedi nudi (il simbolo del cadavere nella mitologia induista). Sulla targa di una Wolkswagen parcheggiata nella strada è scritto 28IF, che vorrebbe dire che se McCartney fosse stato ancora vivo avrebbe avuto ventotto anni. In questo modo è iniziata l'era del concept (o communication) album. Da una serie di bravate pubblicitarie inscenate dal gruppo più famoso gruppo del mondo – i Beatles – tutta una nuova generazione di gruppi rock avrebbe raccolto i frutti di questo ingannevole modo di comunicare. L'attenzione del consumatore inconsapevole era stata intensamente spostata sulle cover rock, e non solo sulla musica contenuta nel disco. A partire da quel momento, le tematiche illustrate si sono lentamente evolute fino ad arrivare all'occultismo o al satanismo più integrale, riflesso sulle luccicanti copertine rock. Questo fenomeno orribile crebbe in maniera esponenziale a metà degli anni Settanta, con l'avvento di band come i Black sabbath e i Kiss.

    Jeff Godwin / Traduzioni Paolo Baroni/ Centro San Giorgio

    partecipa al dibattito – infounicz.europa@gmail.com

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    Aleppo — Quando la verità è la prima cosa a Morire

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Quando la verità è la prima cosa a morire           

    Aleppo – Viviamo tempi difficili e sappiamo che in guerra la prima cosa a morire è sempre la verità.  Quando non è palese disinformazione si tratta di servizi o articoli orientati a carpire la benevolenza o l'orrore di chi ascolta, vede, legge.. Anche questo video dei bimbi estratti (vivi per fortuna) (1) da un luogo bombardato, non sfugge a questa logica.  In questo caso lo scopo è semplice: fermare la liberazione di Aleppo dai ribelli jihadisti.  Quando la battaglia infuria e l'alleanza Siriani, Russi, Iraniani fa progressi diventa necessario demonizzarli e additarli come gli assassini che colpiscono deliberatamente i civili o gli ospedali.  Nessuno dice che questi civili, quando non sono le famiglie stesse dei jihadisti, sono usati da costoro deliberatamente come scudi umani.  Purtroppo è così: i civili pagano sempre il fatto di essere in mezzo a una battaglia, sia che parteggino per l'una o l'altra parte. Ma la cosa peggiore è quando queste vittime non sono accidentali ma deliberatamente volutePer fare un esempio basta vedere la differenza di trattamento riservata all'odierno video girato dai ribelli e un altro dove il bambino sgozzato (2) non è certo una morte accidentale. 

    (1) Vedi Video: Bombe su Aleppo, il dolore dei bimbi

    (2) Vedi Video: +18 Video. Aleppo – Ribeli sgozzano un bambino

    Aleppo — Quando la verità è la prima cosa a Morire

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     La strategia delle bestie / La Domanda                

    Così oggi si invoca la cessazione dei bombardamenti (3) e l'ONU minaccia il fermo dei sossorsi umanitari, (vedi foto copertina: Staffan De Mistura, Inviato speciale del Segretario Generale dell'ONU per la Siria) dando molto risalto all'operato degli Elmetti Bianchi (finanziati dal Qatar) per i quali magari si proporrà anche la candidatura al Nobel per la pace. Poco importa se loro stessi sono una delle parti belligeranti (ci sono immagini che li ritraggono armati di kalashnikov e con la bandiera di alNusra).  Troviamo solo uno stigma verso questo gruppo di bestie feroci, senza però attardarsi a chiedere che siano messi tutti in condizioni di non nuocere: anzi, si minimizza dicendo che si tratta di qualche caso isolato che non rappresenta la totalità dei ribelli. Credo che in casi come questi, senza abdicare alla nostra umanità, dovremmo fermarci un momento a riflettere su quale Siria, quale Iraq, quale Medio Oriente, quale mondo vogliamo e cercare di capire quali sono le forze che in questo frangente lo perseguono.  Non è un lavoro da poco: richiede un'attenzione quotidiana ma non possiamo esimerci dal farlo.

    (3) Cfr.: Aleppo: sembra la fine del mondo – Crimini contro l’umanità

    Gb.P / Ora Pro Siria – Redazione QE

    partecipa al dibattito – infounicz.europa@gmail.com

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    ► Bombe su Aleppo, il dolore dei bimbi

     

     Warning: +18 Video. Aleppo rebels behead a child

     

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