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Mese: Settembre 2017

  • Siria, né guerra, né pace: da Aleppo il racconto dei Maristi Blu

    Siria, né guerra, né pace: da Aleppo il racconto dei Maristi Blu

    Sabato, 30 settembre / 2017   

    – Lettera dalla Siria di Nabil Antaki – Maristi Blu –

     Redazione Quieuropa, Siria, Aleppo, Nabil Antaki, Maristi Blu, Guerra, accordi di de-escalation 

    Siria, né guerra, né pace: da Aleppo il racconto

    dei Maristi Blu

    Aleppo: 6oo mila persone ritornate alle loro case 

     

    Lettera dalla Siria di Nabil Antaki – Maristi Blu / Aleppo

    qui europa - Aleppo, 6oo mila persone ritornate alle loro case

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     A sei anni dal conflitto e 350 mila morti          

    Aleppo  Lettera di Nabil Antaki, Maristi Blu – Né Guerra né Pace. È così che posso definire la situazione attuale in Siria in questo settembre 2017, sei anni e mezzo dopo gli

                eventi che hanno causato la morte di più di 350.000 persone,

                                  distrutto gran parte del Paese,

                              sfollato un terzo della popolazione,

                         spinto all'esilio oltre 3 milioni di persone e

            distrutto i sogni e il futuro dei giovani e di più generazioni di Siriani.

    Attualmente, tutte le parti sembrano avere un solo obiettivo: sradicare Daech in Siria dopo averlo sconfitto in Iraq. Gli ultimi bastioni di Daech sono due città a Est: Raqqa, la capitale del sedicente Stato Islamico in Siria e Deir El Zor dove metà della città, la sua gente e la sua guarnigione furono circondati dai jihadisti per oltre 3 anni e riforniti dell'essenziale con ponti aerei. La prima è stata per metà liberata dalle truppe kurde sostenute dagli Stati Uniti. La seconda è sul punto di esserlo; l'esercito siriano, nonostante le pesanti perdite, è riuscito a liberare la città e villaggi nella provincia di Deir El Zor e ha rotto l'assedio della città raggiungendo gli abitanti circondati. I Siriani delle altre città siriane hanno prematuramente manifestato la loro gioia per la liberazione di Deir El Zor, che però non lo è ancora del tutto. Tuttavia, quando Daech sarà definitivamente battuto in queste due città e nei villaggi circostanti, sarà la sua fine in Siria.

     Gli accordi di de-escalation                                

    Nel resto della Siria, non è "né guerra né pace". Sotto l'egida della Russia e della Turchia e dell'Iran, ad Astana dove si sono svolti negoziati per molti mesi, sono stati conclusi diversi accordi per l'evacuazione dei ribelli dalle enclaves da loro occupate in varie regioni e permesso il loro trasporto nella provincia di Idlib, bastione di Al Nosra. Inoltre,

                                diversi accordi di de-escalation

                       hanno consentito di fermare i combattimenti

         e congelare la situazione in varie regioni: Damasco, Homs, Idlib…

    I Siriani, pur felicitandosi per la cessazione dei combattimenti qua e là, prendono atto che il congelamento della situazione non durerà e porterà a un caos prolungato, alla divisione o alla suddivisione in aree di influenza, se il congelamento non è accompagnato da importanti progressi nei negoziati per raggiungere un accordo politico definitivo del conflitto. Quello che ci rende un po' ottimisti è che la maggior parte dei governi arabi, occidentali e turco, che fin dall'inizio hanno sostenuto, finanziato e addirittura armato i ribelli, per la maggior parte terroristi, finalmente hanno capito che il governo siriano non sarà rovesciato dalle armi come pensavano e desideravano, e che una soluzione politica può esistere solo confermando al potere il presidente, largamente sostenuto dalla popolazione, dall'esercito siriano e dall'alleato russo. Da qui (pare – Ndr) le mutate dichiarazioni di alcuni leaders del mondo occidentale indicanti la loro priorità a combattere Daech e il terrorismo (cosa sempre ripetuta dal governo siriano da 6 anni a questa parte) e non la caduta del regime.

     Aleppo: 6oo mila persone ritornate alle loro case 

    Ad Aleppo, dalla fine del 2016 (data dell'evacuazione degli ultimi terroristi verso Idlib e della liberazione della città), la situazione a tutti i livelli è notevolmente migliorata. Come prima del luglio 2012, non esistono più una Aleppo Est e una Aleppo Ovest, ma una sola città: l'Aleppo multimillenaria. Alcune parti di Aleppo, quelle più occidentali, continuano purtroppo a ricevere proiettili di mortaio quotidianamente lanciati dai ribelli installati a 10 km dalla città sul lato di Idlib. Ma la stragrande maggioranza dei quartieri è sicura e gli Aleppini possono circolare e vivere senza la paura di un obice o del proiettile di un cecchino. Uno straniero che avesse seguito gli avvenimenti e il martirio di Aleppo, se venisse a trovarci adesso, sarebbe stupito dalla densità del traffico, dall'illuminazione degli incroci, dai bar affollati, dalle strade prima chiuse e ora riaperte al traffico, dai giardini pubblici pieni di bambini che giocano, dagli autobus per il trasporto scolastico in funzione, dai marciapiedi liberati delle migliaia di bancarelle che funzionavano come negozi e per la riapertura di molti negozi chiusi durante la guerra. L'acqua corrente ci viene nuovamente fornita almeno due giorni alla settimana e l'elettricità è fornita 12 o 15 ore al giornoTuttavia, il quadro non è poi così roseo. Questa situazione "né di guerra né di pace" non incoraggia le centinaia di migliaia di Aleppini, rifugiati o sfollati, a tornare. L'Organizzazione Internazionale per la Migrazione (IOM) ha affermato di recente che

                600.000 persone, la maggior parte della provincia di Aleppo,

                                  sono tornate nelle loro case.

    Questo numero deve essere un po' sfumato perché la maggior parte di queste persone erano sfollati interni che si erano trasferiti in un'altra zona della città o in un'altra città siriana. Questa situazione non aiuta nemmeno la ricostruzione -perché ricostruire se non c'è pace?- nè la ripresa economica, perchè gli investitori restano in attesa. Il costo della vita e la disoccupazione sono ancora molto alti e perciò la povertà. La maggioranza delle famiglie degli Aleppini ha ancora bisogno di aiuto per sopravvivere.

     Lavorare per la ricostruzione                              

    Di fronte a questa situazione e a questi nuovi sviluppi, noi Maristi Blu vogliamo favorire la ricostruzione, concentrarci sullo sviluppo umano e lavorare per ricostruire il futuro dei Siriani e della Siria. Dall'inizio del conflitto, nei momenti peggiori della guerra di Aleppo, quando i programmi di soccorso assorbivano le nostre risorse umane e materiali, abbiamo mantenuto i nostri progetti educativi e ne abbiamo iniziato di nuovi. E ora, pur continuando i nostri progetti di soccorso, abbiamo deciso di rafforzare i nostri programmi di sviluppo umano. Crediamo fermamente che far crescere l'umano contribuisca ad implementare la pace e a preparare il futuro. Tuttavia, non intendiamo fermare i nostri programmi di soccorso, la gente ne ha ancora bisogno. In quest'ottica abbiamo iniziato un nuovo progetto che abbiamo chiamato JOB, Job per lavoro in inglese e Job (Giobbe) per il profeta famoso per la sua pazienza, qualità necessaria per il successo del nostro progetto. Esso implica l'individuazione di posti di lavoro per i nostri giovani, favorire la creazione di piccoli progetti e incoraggiare la formazione professionale; ciò per rendere le famiglie finanziariamente indipendenti dagli aiuti ricevuti ormai da più di 5 anni e che un giorno dovranno naturalmente finire, per incoraggiare i giovani a rimanere nel paese e, infine, per partecipare alla ricostruzione della Siria. Un team di volontari è responsabile del progetto. Redige gli elenchi delle offerte e delle richieste di impiego e fa in modo che offerta e richiesta s'incontrino. Aiuta i giovani a immaginare e a realizzare i propri progetti di lavoro e li supporta finanziariamente. Forma altri giovani ai mestieri, inviandoli a nostre spese a centri di apprendistato e infine crea dei workshop di produzione per creare posti di lavoro garantendo la redditività dell'impresa. In questa ottica inizieremo presto una bottega di riciclaggio di abiti usati che fornirà lavoro a una dozzina di donne.
     

     La ripresa dei progetti dei Maristi Blu                  

    Il nostro centro di istruzione per adulti, M.I.T., inaugurato alla fine del 2013, ha celebrato i suoi 4 anni di esistenza due settimane fa con un incontro a cui abbiamo invitato tutti i responsabili delle associazioni caritative e per lo sviluppo di Aleppo. In 4 anni abbiamo organizzato 77 workshop di 3 giorni ciascuno con 1404 persone guidate da 28 istruttori. Inoltre, abbiamo organizzato due sessioni di 100 ore per insegnare a 35 giovani adulti "come avviare il tuo progetto". Abbiamo sostenuto finanziariamente i 6 migliori progetti in termini di fattibilità e creazione di posti di lavoro. Continueremo queste lunghe sessioni sullo stesso tema per dare al maggior numero possibile di giovani la possibilità di imparare a creare la propria attività e, quando necessario, li finanzieremo… Tutti gli altri progetti educativi continuano. I due progetti per i bambini dai 3 ai 6 anni "Imparare a crescere" e "Voglio imparare" riprendono le loro attività con i bambini il 2 ottobre, dopo che le 24 insegnanti hanno trascorso tutta l'estate creando i nostri programmi educativi. La squadra di "Skill School" per gli adolescenti ha lavorato duramente per preparare il programma per l'anno. "Taglio e cucito" continua con le mogli, le madri e le figlie, "Lotta contro l'analfabetismo", "Speranza" e "Douroub" riprenderanno presto le loro attività. Stiamo provando con tutti questi programmi ad emancipare le persone, preparare il loro futuro e dare loro strumenti per avere un'attività professionale che permetterà loro di vivere. I nostri programmi di soccorso continuano.

     Molte famiglie ancora senza risorse                       

    Riteniamo, dopo una profonda riflessione e un dialogo all'interno del nostro team, che sia sempre necessaria l'assistenza alla popolazione e che il momento per ridurre il volume del nostro aiuto o per fermarlo non sia ancora arrivato. Soprattutto perché

                 molte delle nostre famiglie sono di nuovo senza risorse,

        perchè il marito è stato richiamato a servire la patria come riservista. 

    Continuiamo a distribuire pacchi alimentari e sanitari ogni mese a circa 1000 famiglie. Aiutiamo le famiglie sfollate a pagare l'affitto delle loro case, distribuiamo l'acqua a chi ne ha bisogno. All'inizio dell'anno scolastico, abbiamo dato a tutti i bambini delle nostre famiglie buoni per l'acquisto di materiale scolastico. Il nostro programma "Goccia di latte" è al suo 29°mese di distribuzione del latte ai bambini di età inferiore ai 10 anni.

     Adattamento costante alle nuove esigenze              

     Per quanto riguarda i nostri due programmi medici, siamo lieti di annunciare che il progetto "Civili Feriti di Guerra" è, grazie a Dio, rallentato per la diminuzione dei feriti dopo la liberazione di Aleppo.  Viceversa, il nostro programma medico per aiutare i malati finanziariamente incapaci di prendersi cura di se stessi o di farsi operare si amplia moltissimo, visto il numero delle persone in grande difficoltà. In estate abbiamo organizzato nel nostro Centro un club estivo dove le famiglie e i loro figli sono venuti nei pomeriggi per rilassarsi, giocare e trascorrere momenti piacevoli sorseggiando un caffè o una bibita con i loro amici. Negli ultimi 6 anni abbiamo attraversato periodi diversi che abbiamo dovuto gestire con mezzi differenti. La situazione attuale di "Né guerra né pace" è una delle più difficili, perché le nostre risposte alla situazione non sono scontate. E' un momento che richiede a noi riflessione e adattamento costante alle nuove esigenze, e alle famiglie beneficiarie una rieducazione alla pace tanto desiderata. Vogliamo seminare la Speranza tra le persone e vederla espandersi nella fiducia, nella serenità e nell'amoreI Fratelli Maristi, nostri partner in seno ai Maristi Blu, il cui carisma e spiritualità condividiamo, in Colombia stanno tenendo attualmente il loro 22° Capitolo Generale, durante il quale i fratelli partecipanti definiranno gli orientamenti della congregazione per gli anni a venire ed eleggeranno la nuova dirigenza. La scelta di tenere il Capitolo in Colombia, al posto di tenerlo presso la casa generalizia di Roma dove si è sempre fatto, è significativa della volontà della congregazione di aprirsi verso "nuovi orizzonti" e di sottolineare la pace che si sta preparando in quel Paese, vittima di una guerra che dura da decenni. Anche noi, i Maristi Blu, sogniamo di andare verso nuovi orizzonti, verso un nuovo inizio di un tempo da costruire, da realizzare nella convivenza, la concordia, la cittadinanza responsabile e la Pace.

                                     "Né guerra né pace" 

                     era il titolo di questa lettera da Aleppo n. 31.

      Che la n. 32 tra 3 mesi vi possa dire: Nessuna guerra ma una pace vera.

     

    Nabil Antaki – Maristi Blu

    partecipa al dibattito – infounicz.europa@gmail.com

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     Mons Abou Kazen descrive le menzogne della guerra di Siria

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  • Dossier / Speciale Vaccini – Valutazioni preventive per una presa di coscienza e una scelta consapevole

    Dossier / Speciale Vaccini – Valutazioni preventive per una presa di coscienza e una scelta consapevole

    Venerdì, 29 settembre/ 2017 

    Dossier / Speciale di Antonio Bassi –

     Redazione Quieuropa, Antonio Bassi, Vaccini, valutazioni preventive, reazioni, danni gravi, minaccia 

    Dossier / Speciale Vaccini – Valutazioni preventive

    per una presa di coscienza e una

    scelta consapevole

    Ecco perché il decreto sui vaccini appare illegittimo: danni,

    reazioni gravi, forzature e carenze informative

     

    Dossier / Speciale vaccini – A cura di Antonio Bassi

    qui europa - Dossier - Speciale Vaccini - Tutto quello che non ci dicono

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Introduzione                                                               

    Roma – di Antonio Bassi –  Partendo dal presupposto che non sia necessaria né logica una presa di posizione univocamente contraria sui vaccini, è importante fare valutazioni attente e ponderate prima di acconsentire passivamente all'inoculazione forzata e non informata di sostanze estranee nel nostro organismo, soprattutto se queste possono risultare potenzialmente dannose. In generale, ogni medicinale presenta controindicazioni e nessun medicinale, a rigor di logica, dovrebbe essere assunto da una persona sana come rimedio preventivo per una potenziale malattia. 

                           Nessuno assumerebbe aspirina regolarmente 

                                            per evitare l'influenza.

    Allo stesso modo, risulta alquanto illogico vaccinarsi indiscriminatamente 

              per non incorrere nella possibilità di contrarre una malattia 

                                 che non costituisca minaccia reale. 

     Minaccia globale?                                                      

    Ciò che è possibile non è reale. In una società che gode di condizioni igienico-sanitarie ottimali e controllate, l'insorgere di epidemie che costituiscano “minaccia globale” è alquanto improbabile.

                           Una campagna di vaccinazione di massa, dunque,

                       dovrebbe essere attuata esclusivamente in presenza

                                        di condizioni che la giustifichino,

     come una pandemia che costituisca una reale minaccia per la popolazione.

    Lo scopo di questa breve ricerca, dunque, non è quello di demonizzare i vaccini ad ogni costo, e quindi indurre il lettore a praticare obiezione di coscienza (generalizzata – Ndr), ma piuttosto quello di presentare dati reali e informazioni importanti che non sono state diffuse, come vedremo, né dal Governo né dai media, né dal testo della stessa legge, onde consentire al lettore di essere in grado di fare considerazioni obbiettive e maturare scelte consapevoli e autonome.

     Aspetti non costituz. Dl 73 del 7 giugno 2017      

    Come si evince dal sito della OMS [Vedi qui] e in base alle dichiarazioni del primo ministro Gentiloni, 

                       non esistono in Italia e in Europa emergenze sanitarie 

                       che possano giustificare l'utilizzo di un decreto legge

                    per imporre alla popolazione una vaccinazione di massa.

    L'articolo 77 della Costituzione recita: “Il Governo non può, senza delegazione delle Camere [cfr. art. 76], emanare decreti che abbiano valore di legge ordinaria. Quando, in casi straordinari di necessità e di urgenza, il Governo adotta, sotto la sua responsabilità, provvedimenti provvisori con forza di legge, deve il giorno stesso presentarli per la conversione alle Camere che, anche se sciolte, sono appositamente convocate e si riuniscono entro cinque giorni [cfr. artt. 61 c. 2, 62 c. 2]. I decreti perdono efficacia sin dall'inizio, se non sono convertiti in legge entro sessanta giorni dalla loro pubblicazione. Le Camere possono tuttavia regolare con legge i rapporti giuridici sorti sulla base dei decreti non convertiti.” (grassetto aggiunto per enfasi) [La Costituzione – Articolo 77]

     Ecco perché il decreto appare illegittimo              

    Non sussistendo in Italia alcun caso di necessità ed urgenza sanitaria, come certificato dalla OMS e dichiarato dallo stesso primo ministro Gentiloni,

                 l'utilizzo del decreto legge appare del tutto illegittimo.

    La Regione Veneto ha depositato un ricorso (n.51 del 21 luglio 2017) contro il decreto legge n.73 per questione di legittimità costituzionale, il cui testo contiene moltissime informazioni sia sugli aspetti di incostituzionalità sotto il profilo giuridico, sia sull'assenza di una emergenza sanitaria e dei rischi reali di contagio delle malattie da parte della popolazione. Il testo completo è consultabile qui: N. 51 Ricorso per legittimità costituzionale.

            Inoltre, il decreto legge, secondo l'Art. 77 della Costituzione,

               prevede l'introduzione di un provvedimento provvisorio,

    mentre la legge sui vaccini sembra abbia assunto carattere permanente.

    Con la sentenza del 23 maggio 2007, numero 171, la Consulta ha sancito lʼincostituzionalità di un decreto legge per evidente mancanza dei presupposti di necessità ed urgenza. Dal testo della Sentenza: “La Corte di cassazione, con ordinanza del 17 aprile 2004, ha sollevato, in riferimento all'art. 77, secondo comma, Cost., questione di legittimità costituzionale del citato art. 7, per palese insussistenza del requisito del «caso straordinario di necessità e urgenza».” (grassetto aggiunto per enfasi) [sentenza n. 171 anno 2007 – Corte Costituzionale]. Questo è un precedente importante, e non è l'unico. Inoltre, il decreto legge deve essere presentato alle Camere (che comprendono Camera e Senato) lo stesso giorno in cui viene adottato.

        Il decreto legge 73 del 7 giugno 2017 è stato presentato alla Camera

             il 7 giugno e successivamente trasmesso al Senato l'8 giugno,

                                           con un giorno di ritardo,

    come testimonia la nota in calce sul disegno di legge stesso: “Il presente disegno di legge è stato presentato alla Camera dei deputati il 7 giugno 2017 (atto Camera n. 4533) e successivamente trasferito al Senato della Repubblica lʼ8 giugno 2017.” (grassetto aggiunto per enfasi) [Progetto di legge della 17a legislatura – Camera dei Deputati].

     Gravissime carenze informativa, sperimentazioni 

    La Corte Costituzionale (n. 307 del 14 giugno 1990) afferma che 

         "la legge che impone un trattamento sanitario deve essere accompagnata 

                      dalle cautele o condotte secondo le modalità che lo stato 

                           delle conoscenze scientifiche e lʼarte prescrivono".

    Fra queste, "la comunicazione alla persona interessata, o alle persone tenute a prendere decisioni per essa , di adeguate notizie circa i rischi di lesione o di contagio, nonché delle particolari precauzioni che, allo stato delle conoscenze scientifiche, siano verificabili ed adottabili". Tali informazioni mancano del tutto nel decreto legge. Infine,

                                sono stati imposti con la legge 29 luglio 2017 

    medicinali e sieri sperimentali che possono incidere negativamente sui bambini 

                         dal punto di vista organico, come è accaduto spesso. 

     Risarcimento del danno                                                

    La sentenza della Consulta n. 307, impone un risarcimento del danno ex articolo 2043 Codice Civile se sia carente "la comunicazione di adeguate notizie circa i rischi di lesione e delle particolari precauzioni che, allo stato delle conoscenze scientifiche, siano rispettivamente verificabili e adottabili". Del danno sarà chiamato a rispondere anche chi ha voluto una legge piena di violazioni della Costituzione. La legge non dice che al 31 dicembre 2016 le segnalazioni di reazioni avverse relative ai vaccini, insorte nel 2014, sono state 8.873. I dati relativi a decessi e casi gravi, valutati sulla base della tipologia del vaccino, evidenziano 946 casi di reazioni avverse gravi relative ai vaccini indicati nel decreto.” (grassetto aggiunto per enfasi) [La ministra Fedeli dice che le scuole devono applicare la legge sui vaccini – Non è così ministra ].

     Una improvvisa ed ingiustificata "urgenza"              

    Fino al 6 giugno 2017 i vaccini obbligatori erano 4: antidifterica (Legge del 6 giugno 1939 numero 891 – Legge del 27 aprile 1981 numero 166); antitetanica (Legge del 20 marzo 1968 numero 419); antipoliomielitica (Legge del 4 febbraio 1966 numero 51); antiepatite virale B (Legge del 27 maggio 1991 numero 165, frutto di una tangente di 600 milioni di lire elargita dalla Glaxo al ministro della sanità De Lorenzo [Cass. civ. Sez. Unite, Sent., 12-04-2012, n. 5756Lo scandalo vaccini e la condanna a De lorenzo]). Dunque, fino al 6 giugno 2017 non è stato ritenuto necessario vaccinarsi contro malattie ulteriori alle quattro elencate sopra, ma da quella data in poi 

               sono divenute improvvisamente necessarie altre sei vaccinazioni 

                                      senza una plausibile giustificazione.

     Una legge palesemente incostituzionale                    

    La legge 119 del 31 luglio 2017, palesemente incostituzionale poiché priva dei presupposti giuridici minimi di legalitàin assenza di qualsivoglia crisi sanitaria (come certificato dallʼOMS e come dichiarato pubblicamente dal primo ministro Paolo Gentiloni il 19 maggio 2017), si richiama ad una fantomatica decisione europea, di cui però non vi è traccia ufficiale. Attualmente, tra le 29 nazioni del vecchio continente (27 dellʼUnione, più Islanda e Norvegia), in 15 nazioni non esistono vaccinazioni obbligatorie, mentre in altre 14 ne esiste almeno una. Lʼobbligatorietà è assicurata in alcuni Stati mediante provvedimenti legislativi molto diversi (conseguenze penali per i genitori, sanzioni pecuniarie, o difficoltà a frequentare le scuole pubbliche) o può essere molto più mite, con sanzioni solo teoriche e mai applicate, consentendo lʼobiezione e lʼadozione di calendari vaccinali alternativi. Anche i programmi di vaccinazione differiscono considerevolmente:

                   sono diversi i vaccini, il tipo utilizzato, il numero totale di dosi,

                                      e la tempistica delle somministrazioni. 

      Il principio di autodeterminazione sanitaria            

    In seguito alla lettura dei foglietti illustrativi dei vaccini, di testi specialistici e numerose pubblicazioni scientifiche che evidenziano come i rischi legati alla pratica vaccinale siano non solo possibili e documentati ma anche frequenti, e al fatto che non siano previsti accertamenti medici preventivi per determinare il rischio connesso che tale pratica potrebbe arrecare alla salute della persona, né siano fornite informazioni accurate sugli effetti a breve o lungo termine delle sostanze contenute nei vaccini stessi, risulta perfettamente legittimo e doveroso il ricorso all'esercizio del principio di autodeterminazione sanitaria

                     Il principio di autodeterminazione in ambito sanitario 

       è stato sancito dalla Convenzione sui Diritti dellʼUomo e la biomedicina,

                          meglio conosciuta come Convenzione di Oviedo

    sottoscritta il 4 Aprile 1997, ratificata dalla legge italiana 28 marzo 2001, numero 145. Inoltre, l'Art. 32 della Costituzione Italiana recita: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. 

       Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario 

                                  se non per disposizione di legge.

              La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti

                               dal rispetto della persona umana.

    [Le vaccinazioni non sono coercibili]. Per ovviare all'Art. 32, che vieta il trattamento sanitario coercitivo se non disposto dalla legge, è stato emanato dal Governo un decreto legge atto ad autorizzare il trattamento sanitario obbligatorio.

                          Ma non esistendo una comprovata emergenza

                               che giustifichi tale decreto, esso risulta

    incompatibile con l'Art. 32 della Costituzione e quindi non costituzionale.

    Esistono ben 81 fra interrogazioni e interpellanze parlamentari sui vaccini che non hanno ancora ricevuto una risposta dal Governo.

      Sostanze dannose, feti, reazioni avverse e rischi     

    Sostanze dannose contenute nei vaccini, reazioni avverse ufficialmente registrate e rischi reali – Il vaccino tetravalente MPRV contiene il ceppo Wistar RA 27/3. Tale ceppo viene coltivato su cellule diploidi umane (MRC-5) [L. Hayflick and P.S. Moorhead, The Serial Cultivation of Human diploid[Medical research: Cell division : Nature News & Comment].

                            Si tratta di cellule provenienti da feti umani abortiti,

          prelevate molti anni fa da quei feti e riprodotte tramite necrosi tumorale,

    come spiega la stessa ditta produttrice: “la crescita di queste cellule è stata fatta aumentare grazie allʼaggiunta di un fattore di necrosi tumorale (TNF alfa)”. Peraltro, oltre ad un grave problema morale che insorge e su cui tutti i cattolici dovrebbero riflettere con attenzione (la Chiesa è perfettamente informata sull'origine di queste cellule, [Original Vatican Document – Children of God for Life]),

                             non è mai stato eseguito nessuno studio sul DNA 

                          da parte dello ISS per verificare se questa sostanza

                                       possa danneggiare i bambini vaccinati,

                                          e i genitori non vengono informati 

              né sulla presenza delle cellule di feti umani abortiti, né sugli effetti

           che esse possono determinare, né sull'esistenza di vaccini equivalenti

                                          che non contengono DNA umano

    [Original Vatican Document – Children of God for Life – vedi pag.3, nota 7]. I vaccini che contengono queste cellule umane (MRC-5, WI-38), oltre a cellule di origine animale (VERO) sono i seguenti: INFANRIX HEXA (Glaxo, ritirato nel 2012 in 20 paesi europei ma non in Italia), M-M-R VAXPRO (Pasteur), PRIORIX (Glaxo), PROQUAD (Pasteur), PENTAVAC (Pasteur), tutti inclusi nell'obbligo vaccinale [vaccini e le linee cellulari fetali. attacco alla genetica umana?]. 

                    Oltre a queste sostanze, molti dei vaccini in commercio

                             contengono mercurio (tiomersal) e alluminio,

                sostanze altamente dannose per l'essere umano [Vedi qui].

    Alcuni vaccini ampiamente utilizzati contengono anche tracce di formaldeide,

     sostanza notoriamente cancerogena e potenzialmente letale [Vedi qui].

    Unione europea ha ratificato il 18 maggio 2017 la Convenzione di Minamata, il trattato mondiale per la riduzione dellʼesposizione al mercurio. LʼUe ha depositato in maniera ufficiale presso la sede delle Nazioni Unite gli atti che hanno permesso lʼentrata in vigore della convenzione internazionale, negoziata e conclusa nel 2013 in Giappone [L'UE è pronta a ratificare la convenzione di Minamata sul mercurio)

     L'indagine della procura di Torino                              

    La Procura di Torino indaga su un esposto del Codacons che, in base alle analisi di laboratorio al microscopio elettronico effettuate da Antonietta Gatti e Stefano Montanari (specialisti in nanotecnologie), denuncia la 

                     presenza di nanoparticelle inquinanti 

                   all'interno del vaccino esavalente della GSK 

    e di altri vaccini, tutti elencati nello studio. “Il lavoro dei due scienziati è stato pubblicato a gennaio dallʼInternational Journal of Vaccines and Vaccination [Vedi qui]: secondo lo studio, il campione analizzato di quel vaccino aveva «una contaminazione da micro e nanoparticelle».”. Si tratta di materiali inorganici e non biodegradabili come alluminio, titanio, tungsteno, cromo, piombo, rame, acciaio, oro, argento e altri. [Sostanze non segnalate nel vaccino esavalente”. Indaga la procura di Torino]. 

      Una domanda fondamentale                                       

         Sono stati informati i genitori  della presenza nel vaccino

    di tali micro e nanoparticelle, delle ragioni per cui sono presenti

                      e dei potenziali rischi ad esse associati? 

    Esistendo dei rischi reali connessi ai vaccini, determinati dalla quantità di sostanze dannose che contengono, 

    i genitori devono necessariamente essere messi a conoscenza di tali rischi

            e devono avere il diritto di rifiutare ogni trattamento sanitario

    che comporti tali rischi e non sia giustificato da reale necessità o urgenza,

           in base a quanto stabilito dall'Art. 32 della nostra Costituzione.

     Decessi collegati all'antinfluenzale                               

    L'Aifa ha riportato 8873 reazioni avverse da vaccino nel 2014 e 3772 nel 2015, nonché numerosi decessi collegati al vaccino antinfluenzale [Vedi qui]. 

                Il numero di morti per possibile reazione avversa da vaccino 

                                     risulta essere piuttosto elevato

     pertanto viene da chiedersi obbiettivamente quale sia l'utilità del vaccino 

                                     in assenza di reale emergenza. 

    Il Ministro Lorenzin, Il 22 ottobre 2014, durante la trasmissione RAI “Porta a Porta”, ha dichiarato: «ricordo che solo di morbillo, di epidemia di morbillo a Londra, cioè in Inghilterra, lo scorso anno [2013] sono morti 270 bambini». Un anno dopo, il 22 ottobre 2015 alla trasmissione “Piazza Pulita”, continua con i dati falsi: «di morbillo si muore, in Europa! Cʼè stata una epidemia di morbillo a Londra lo scorso anno [2014] e sono morti più di 200 bambini». Quante epidemie mortali in Inghilterra! Nel 2013 è stato segnalato 1 decesso in un uomo di 25 anni, la cui causa di morte non è stato il virus del morbillo in sé, ma le complicanze polmonari dovute alla malattia; in ogni caso, “i test per stabilire se la causa del decesso fosse il virus non hanno dato alcun esito” (corriere.it, 26 aprile 2013). Nel 2014, i casi ufficiali di morbillo (non di morte per morbillo) confermati dal governo inglese sono stati 130 [http://www.laveritasuivaccini.it/continuano-le-bugie-delministro-lorenzin-gli-inesistenti-270-morti-per-morbillo-in-inghilterra/]. Perché mai mentire, come a voler convincere a tutti i costi sulla necessità dei vaccini? Questo tipo di allarmismo, diffuso con notizie false tramite le televisioni, è fonte di paure immaginarie che spingono la popolazione a ricorrere ai vaccini senza fare le dovute valutazioni preventive. E una falsa emergenza, non può costituire fondamento per un decreto legge   In un noto documento Glaxo Smith Kline “confidenziale rivolto agli enti regolatori”, di 1271 pagine, datato 16 dicembre 2011, le tabelle mostrano i cosiddetti “eventi avversi dellʼInfanrix Hexa Sk”, gli effetti collaterali del vaccino esavalente “emersi nel corso della sperimentazione clinica preautorizzazione o successivamente, fra lʼottobre 2009 e lo stesso mese del 2011”.  

     L'Ue e il gravissimo caso Infanrix Hexa                       

    «Il 23 ottobre 2000 la Commissione europea ha rilasciato alla Glaxo Smith Kline Biologicals s.a. unʼautorizzazione allʼimmissione in commercio per Infanrix Hexa, valida in tutta lʼUnione europea. Lʼautorizzazione allʼimmissione in commercio è valida per un periodo illimitato» (così è scritto testualmente in un documento dellʼEMA, European Medicines Agency). 

      Nel 2012 il vaccino Infarinx Hexa è stato ritirato in 20 paesi del mondo,

                              inclusa la Germania, ma non in Italia.

    [Vaccini ritirati dal commercio | Vaccini Informa]. “Negli Stati Uniti l'ente di controllo sui farmaci, la FDA, ha intimato che il timerosal [mercurio] venga eliminato dai vaccini, già dal '99. In Italia invece ce lo teniamo. Perché?” (Report, 1/10/2000). Con il decreto del 13 novembre 2001 [Vedi qui],

              il Ministero della Salute stabiliva l'eliminazione del “mertiolato

                    o degli altri conservanti organomercuriali” dai vaccini,

    ma tale eliminazione di fatto non è avvenuta, come testimoniano i bugiardini.

     Gravi reazioni avverse e probabili sottostime             

    In un documento riservato dell'AIFA indirizzato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torino citato dal Codacons, l'Aifa svela che in questi 3 anni (2014-2016) «si sono verificate 5 reazioni gravi che hanno determinato il decesso del paziente». Il presidente dellʼIstituto Superiore di Sanità Walter Ricciardi ha però dichiarato che «mai in Italia si è verificato nella storia moderna della medicina alcuna morte in conseguenza di una vaccinazione». Trattasi ovviamente di una informazione falsa. Di nuovo, perché mentire? [Scarica allegato documento AIFA – Informasalus]. Nel testo dellʼAifa sono riportati i dati riguardo le segnalazioni di reazione avversa al vaccino esavalente "Infanrix Hexa", di titolarità della GlaxoSmithKline, registrate all'interno della Rete Nazionale di Farmacovigilanza (RNF) negli anni 2014, 2015 e 2016. Nel 2014 si sono verificate 1.857 reazioni avverse al vaccino esavalente, di cui 168 gravi (9%). Nel 2015 invece il numero è stato di 992, di cui 144 gravi (14,3%). Nel 2016 sono state segnalate 702 reazioni avverse, di cui 142 gravi (20,2%). Riassumendo, l'AIFA comunica che ci sono state nel triennio un totale di 21.658 reazioni avverse, di cui 3.351 (1.857 + 992 + 702) solo da vaccino esavalente (Infanrix Hexa). Tra le segnalazioni di reazioni avverse, le più comuni sono state: patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione; patologie del sistema nervoso: 16%; disturbi psichiatrici: 29,2% (nel 2014) e 14,1% (nel 2015).

     Bambini: deficit del neurosviluppo                                

                                    Dal 2005 al 2015 in Italia c'è stato 

    "un aumento del numero dei bambini con deficit del neurosviluppo pari al 40%". 

                 Si sono verificati anche 5 decessi in neonati prematuri 

                           vaccinati a 2-3 mesi con Infanrix e Prevnar. 

    La causa di ciò può essere ricondotta all'alluminio (neurotossico) presente al loro interno, in quanto facendo più vaccini ravvicinati si supera facilmente la soglia limite di tossicità. Per lʼonorevole Zaccagnini «i dati presentati sono comunque sottostimati, per il fatto che si rifanno alle sole segnalazioni, e c'è quindi da pensare che l'AIFA stia occultando parte della documentazione relativa alla farmacovigilanza». [Sostanze non segnalate nel vaccino esavalente”. Indaga la procura di Torino].

     Lorenzin denunciata alla Procura della Repubblica   

           Alla luce del documento e della gravità delle informazioni in esso riportate,

                il ministro Lorenzin è stata denunciata alla Procura della Repubblica

            in quanto, pur essendo a conoscenza di questi dati dal 10 maggio 2017,

                                     non solo non li ha resi noti al Parlamento,

                 ma ha comunque emesso il decreto legge 73 il 7 giugno 2017, 

                                            ignorando di fatto questi dati,

                  che riportano numeri ben più alti di "un caso su un milione". 

     Conclusioni                                                                          

    È sbagliato assumere posizioni estremiste “pro vax” o “no vax”. Ogni situazione dovrebbe essere valutata obbiettivamente e accuratamente. 

                  In assenza di una comprovata emergenza che lo giustifichi, 

                        come una malattia infettiva altamente trasmissibile, 

                     il vaccino non dovrebbe essere adottato a prescindere.

    Ma questo non significa essere contrari “senza se e senza ma”. Significa essere favorevoli nel momento in cui l'utilizzo del vaccino sia giustificato da una reale minaccia alla salute nel presente e il vaccino non comporti più rischi di quelli che sono i reali benefici. Per dovere di cronaca, e per evitare ogni allarmismo, seguono alcune informazioni e considerazioni obbiettive sulle malattie per cui è obbligatoria la vaccinazione, tratte dal testo del ricorso presentato dalla regione Veneto (n.51 del 21 luglio 2017): 

     Tratto dal ricorso della Regione Veneto                        

    2.5. […] La disciplina introdotta dalle disposizioni impugnate, in particolare dall'art. 1, comma 1, del decreto-legge – oltre a imporre una limitazione sproporzionata al diritto individuale alla salute di cui all'art. 32 della Costituzione -, appare inidonea a raggiungere gli obiettivi che si prefigge con riferimento alla maggior parte delle patologie considerate e comunque eccessiva rispetto al suo scopo. Quanto al tetano, trattandosi di una patologia con un bassissimo tasso di incidenza (un caso su un milione), con una mortalità inferiore alla metà dei casi e la cui trasmissione non avviene per contagio fra persone, la vaccinazione ha un valore limitato alla protezione del singolo individuo e non si giustifica quindi una campagna vaccinale per motivi di interesse pubblico. In altre parole, difetta, in relazione a questa patologia un vero e proprio interesse della collettività, dal momento  che la stessa, appunto, non si diffonde per contagio. Quanto all'epatite B, non esiste allo stato attuale un'emergenza di sanità pubblica che giustifichi il ricorso alla vaccinazione obbligatoria in età infantile, dato che le epatiti da HBv, come le altre a trasmissione ematica quali epatiti C e Delta, hanno mostrato negli ultimi decenni un'importante e costante riduzione dell'incidenza e che i soggetti maggiormente a rischio di contrarre la malattia sono quelli di età compresa tra i 35 e i 54 anni (con un'incidenza di 1,4 casi su 100.000), sebbene si sia assistito a un calo dell'incidenza anche in questo gruppo di popolazione.  Quanto alla difterite, non esiste alcuna emergenza sanitaria, dal momento che dagli anni '90 a oggi in Italia si sono registrati soltanto due casi di difterite respiratoria causati da C. diphtheriae produttori di tossina (uno nel 1993 dovuto a C. diphtheriae biotipo gravis e l'altro, nel 1995, dovuto a C. diphtheriae biotipo mitis). Nel periodo 2000-2014 i casi di difterite, confermati microbiologicamente presso l'ISS, sono stati due, entrambi segnalati nel Nord Italia e causati da C. ulcerans. Nello stesso periodo sono stati segnalati anche cinque casi di infezioni dovuti a ceppi di C. diphtheriae non produttori di tossina (notiziario ISS marzo 2015). Quanto alla poliomielite, l'ultimo caso nel nostro Paese si è registrato nel 1982. Quanto all'Haemophilus influenzae tipo b, l'incidenza in Italia è molto bassa, come si evidenzia dal seguente grafico dell'Istituto superiore di sanità [grafico non presente, ma reperibile sul sito dello ISS]. Quanto alla pertosse, l'incidenza negli ultimi anni si è sempre mantenuta sotto l'1 per 100.000. Quanto alla meningite, secondo i competenti organi ministeriali non risulta al momento alcuna epidemia di malattie invasive da meningococco (33), la trasmissione interpersonale non c'è o sarebbe eccezionale, i vaccini non danno garanzie di elevata efficacia e di lunga durata e possono provocare reazioni avverse di una certa gravità. Per questi motivi non vi è alcuna necessità di introdurre una vaccinazione obbligatoria su larga scala, tenuto conto che le raccomandazioni dell'OMS suggeriscono di ricorrere a tale soluzione solo laddove l'incidenza sia superiore a 10 casi  per 100.000 abitanti (nell'arco di tre mesi), ben lontana dall'attuale situazione del nostro Paese. Per quanto riguarda, infine, il morbillo, valgono le considerazioni svolte supra, al punto 1.2, sull'inidoneità delle misure introdotte dal decreto-legge a contrastare l'attuale recrudescenza dell'infezione a causa dell'assoluta peculiarità della stessa. Peraltro, anche qualora si ritenesse utile ricorrere alla vaccinazione obbligatoria unicamente per questa patologia, appare senz'altro eccessiva l'introduzione di un obbligo generale e permanente (e non già territorialmente circoscritto alle sole aree interessate e temporalmente limitato al periodo necessario al contenimento dell'infezione). Si conferma dunque, anche sotto questo profilo, l'evidente irragionevolezza delle scelte operate dal legislatore statale con l'adozione della normativa impugnata, nella misura in cui impone l'obbligo di vaccinazione per patologie non a rischio epidemico[N. 51 RICORSO PER LEGITTIMITA' COSTITUZIONALE 21 luglio 2017

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  • The Elks Magazine 1956 – Rivelazione di una cospirazione talmente mostruosa da sembrare impossibile

    The Elks Magazine 1956 – Rivelazione di una cospirazione talmente mostruosa da sembrare impossibile

    Giovedì, 28 settembre/ 2017 

    – The Elks Magazine (agosto 1956) –

     Redazione Quieuropa, Elks Magazine, Cospirazione, Lucifero, Massoneria, Attacco alla Famiglia 

    The Elks Magazine 1956 – Rivelazione di una

    cospirazione talmente mostruosa da

    sembrare impossibile 

    "La mente degli americani semplicemente non riesce a realizzare 

    l’entità del male che è stato introdotto tra di noi: una filosofia 

    che distruggerà tutto ciò che è buono e decente"

     

    Tratto da The Elks Magazine (agosto 1956)

    The Elks Magazine ‘56 - Rivelazione di una cospirazione

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     The Elks Magazine e l'Elks Lodge                          

    Chicago, New York – Il cosiddetto Ordine benevolo e protettivo degli Elks (BPOE, noto anche come Elks Lodge o semplicemente gli Elks) è una fratellanza para-massonica, tra le principali degli Usa (conta circa un milione di iscritti) fondata nel 1868 e concepita in origine, a New York, come club sociale, dove – tra l'altro – era possibile bere alcolici con particolari vantaggi fiscali. Oggi la sede centrale della "Loggia delle Alci" è a Chicago, dove è stato edificato l'Elks National Veterans Memorial, nei pressi del Lincoln Park. Lo storico organo ufficiale di stampa della fratellanza, cui molti membri risiedono anche in numerose logge massoniche regolari, è "The Elks Magazine".

     Complotto massonico contro la famiglia              

    Lo scritto che segue è tratto dal numero della rivista, edito nel mese di agosto del 1965: "Gli elementi di degrado sociale e morale a cui stiamo assistendo di questi tempi; la cultura sempre più pornografica, l’impennata dei casi di divorzio; il numero crescente di madri non sposate e bambini nati fuori dal matrimonio; l’omosessualità e il lesbismo, la perversione sessuale e l’allarmante numero di aborti, non sono fenomeni nuovi. Si tratta di una orditura geniale e diabolica che da millenni cerca di trovare uno sbocco nella cultura di massa (vedi Sodoma e Gomorra e le culture crudeli e degradate diffuse nel paese di Canaan non solo ai tempi del Vecchio Testamento) allo scopo di annientare ciò che è il cuore e fondamento di qualsiasi società giusta e dignitosa: la famiglia!

     Una missione in nome e per conto di Lucifero    

    State per conoscere chi e cosa si celi dietro questa feroce e incrollabile missione votata a sopprimere la famiglia, dividere uomini e donne, pervertire lo spirito donatoci dal Creatore e trascinare in un incubo luciferino quel poco che resterà dell’umanità dopo che l’agenda di spopolamento sarà conclusa. Un incubo in cui una parte minuscola e immensamente ricca e potente di individui si affermerà come dominatrice assoluta in nome e per conto del suo padrone: Lucifero. Nel 1956 J. Edgar Hoover, direttore dell’FBI e massone di 33° grado (e consapevole delle devianti macchinazioni luciferiane), scrisse:

                                “L’individuo comune è penalizzato

              dal trovarsi di fronte ad una cospirazione talmente mostruosa

                                          da sembrare impossibile.

            La mente degli americani semplicemente non riesce a realizzare

                        l’entità del male che è stato introdotto tra di noi.

    E respinge anche l’ipotesi che degli esseri umani possano sposare una filosofia

            che in definitiva distruggerà tutto ciò che è buono e decente.”

             ( J. Edgar Hoover, direttore dell’FBI e massone di 33° grado)

     

    Tratto da The Elks Magazine (agosto 1956)

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  • Le spregevoli verità del buddismo ( e la propaganda in Occidente )

    Le spregevoli verità del buddismo ( e la propaganda in Occidente )

    Mercoledì, 27 settembre/ 2017 

    – di Zacharias –

     Redazione Quieuropa, Buddismo, demoni, magia nera, esoterismo, Paolo Baroni 

    Le spregevoli verità del buddismo

    (e la propaganda in Occidente)

    Buddismo: filosofia di saggezza? Dall'analisi delle

    origini del fenomeno, della storia occulta e del

    profilo esoterico, pare proprio di no!

     

    Avvertenza per il lettore

    Quella che segue non è, come potrebbe far credere erroneamente il titolo, una disamina dei punti principali della dottrina buddista alla luc del cattolicesimo, ma uno scritto il cui fine è unicamente quello di sfatare una presunta superiorità di questa religione, che viene presentata dai mezzi di comunicazione occidentali da diversi decenni come un modello di saggezza e di non-violenza. 

     

    di Zacharias

    Traduzione dell'originale francese "Les ignobles vérités du Bouddhisme" 

    a cura di Paolo Baroni, Centro San Giorgio La Question.net )

    Le verità occulte del buddismo e la propaganda in Occidente

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Il buddismo di Hollywood è un (falso) mito       

    Incipit –  «Le divinità corrucciate del buddismo tibetano e mongolo derivano da una violenza simbolica della quale è lecito chiedersi se essa costituisca il ritorno di ciò che è stato represso, uno sfogo dato alla violenza reale, o al contrario il suo riflesso, o addirittura la sua causa più profonda. Bisogna ammettere che nel corso della sua movimentata storia, il buddismo è stato molto spesso dalla parte del più forte. Grazie ai suoi poteri occulti, alla sua magia nera, esso dispone di armi sovrumane capaci di distruggere i demoni. Ma chi sono i demoni? […] In ogni campo, ci sono sacerdoti tantrici che ordiscono dei sortilegi. Certamente, bisogna scegliere il campo dell'oppresso. Ma a lungo termine, tutta questa beatitudine avrà degli effetti negativi, quando ci si accorgerà che il buddismo di Hollywood è un mito».

                                                            Bernard Faure 

    ( Professore di storia delle Religioni all'Università di Stanford, California )

      Teocrazia relativamente oppressiva                     

    Parigi – di Zacharias / Traduzioni dal francese di Paolo Baroni – In Occidente, il buddismo beneficia, a torto, di un'aura di rispetto e di deferenza dovuta alla sua immagine di non violenza, di saggezza e di santità, immagine che tuttavia è ben lontana dal corrispondere alla realtà dei fatti. La Storia dimostra che il buddismo, lungi dall'essere stato la dolce e benefica scuola che ha diffuso i precetti del Buddha (566-486 a.C.) – il risvegliato – è stata una credenza che non ha derogato alla regola comune di tutte le istituzioni religiose mondane, e che ha sposato, con un fermo entusiasmo che si è manifestato in una lunga serie di  sanguinarie estorsioni, i temi più sfruttati dell'aggressività guerriera e bellicosa, e, con il pretesto di un apertura «non-dualista», all'insieme della realtà fenomenale. Inoltre, esso si è dedicato con diletto al gioco perverso delle deviazioni sessuali derivanti dai residui degli antichi culti generati direttamente delle tendenze traviate dello sciamanesimoIl buddismo tibetano è abbastanza rappresentativo di questo atteggiamento, avendo le sue diverse tendenze sempre esercitato un potere che si è imposto durante i secoli come una teocrazia relativamente oppressiva e costrittiva. In effetti, il Tibet è stato sottomesso ad un regime esclusivo di servitù installato dai nobili proprietari terrieri, funzionari e monaci «buddisti», una servitù molto spesso oppressiva:«Nel Tibet, i monaci detengono ogni potere. Si tratta di un'autentica  teocrazia in cui i poteri assoluti sono nelle mani di una divinità reincarnata (il Dalai Lama). I lama non sono solamente i giudici, i maestri e i medici, ma anche ricchi proprietari terrieri e capi politici; oltre alle rendite che riscuotono dai fattori, essi esigono regali e denaro per ogni visita rituale, per ogni benedizione e per ogni cerimonia. Nel Tibet, la simonia è una legge assolutamente applicata»

                                                           R. Loup

                   ( Martyr au Tibet («Martire nel Tibet»), Friburgo, 1950 )

     Spiritismo, idolatria, stregoneria, paganesimo   

    Dal canto suo, in Visa pour le TibetAlan Winnington (1910-1983) ha presentato il lamaismo come una «religione meccanica» che considera l'attività delle classi lavoratrici come qualcosa di dovuto per il semplice obbligo naturale che i contadini hanno nei riguardi dei monaci, i quali non hanno mai esitato ad allearsi con i nobili per sfruttarli in modo scandaloso. La sua constatazione dello stato di povertà della maggioranza della popolazione è sorprendente. I castighi corporali sono di una barbarie inaudita, se si considera che, a partire dall'inizio del XVII secolo fino a metà del XVIII secolo, le scuole rivali (Nyingmapa, Sakyapa, Kagyupa e Guélugpa) si sono dedicate a scontri armati e ad esecuzioni sommarie di rara ferocia, fatto che non è privo di rapporto con l'universo spirituale del pantheon buddista, fiorente di divinità dall'aspetto terribile e cupo, e per nulla pacifiche. Queste immagini sono destinate a colpire l'immaginario dei fedeli, i quali curvano la loro schiena davanti ad una religione carica di paganesimo idolatra che esalta gli elementi naturali e le forze intermedie (spiriti, poteri, ecc…), e che usa e abusa della stregoneria. Essi si piegano davanti a ridicole superstizioni, sollecitati soprattutto nell'osservanza dei precetti relativi alla «benevolenza materiale» (in senso proprio e figurato) che si deve ai monaci.

     Il primo Dalai Lama: messo al potere dalla Cina 

    Appare dunque evidente che, lungi dall'essere stato il regno ideale dedicato al «risveglio», secondo le caduche immagini di Epinal, il Tibet ha vissuto nell'oppressione oscurantista di una religione teocratica che si è distinta per un clericalismo infinitamente superiore ai peggiori smarrimenti del cristianesimo; non dimentichiamo che fin dal XIII secolo, l'imperatore Kublai Khan creò il primo Grande Lama, il quale aveva il compito di presiedere su tutti gli altri lama come un Papa comanda sui suoi vescovi. Numerosi secoli più tardi, l'imperatore della Cina mandò un esercito in Tibet per sostenere il Grande Lama, un uomo ambizioso di venticinque anni che si era dato il titolo di Dalai («Oceano») Lama, dirigendo l'insieme del Paese (ironia della sorte: il primo Dalai Lama fu messo al potere dall'esercito cinese…). 

                           Per accrescere la sua autorità, il primo Dalai Lama 

                   confiscò i monasteri che non appartenevano alla sua sètta, 

                                e fece distruggere tutti gli scritti buddisti 

               che erano in disaccordo con la sua rivendicazione alla divinità.

     

     Il secondo Dalai Lama: vita raffinata e lussuriosa 

    Il Dalai Lama che gli succedette si diede ad una vita raffinata e lussuriosa, godendo della compagnia di donne licenziose, eccitate dalle pratiche tantriche più «indiavolate», facendo festa e agendo in modo poco conforme ad una divinità incarnata. A causa di questo comportamento – fatto che non viene narrato dalle devote agiografie scritte da ignoranti buddisti occidentali – egli venne eliminato dai suoi stessi monaci. Del resto nel corso di circa centosettant'anni, malgrado il loro statuto riconosciuto di «déi», 

                                                    cinque Dalai Lama 

                    furono assassinati dai loro monaci o da altri cortigiani!

    Dal canto loro, lungi dall'essere rimasti sullo stesso piano dei loro omologhi tibetani, numerosi maestri Zen non si sono accontentati di essere dei complici silenziosi del potere imperiale giapponese per diversi secoli, ma sono diventati – soprattutto a partire dall'era Meiji (XIX secolo) – degli ardenti ideologi della politica nazionalista, che incoraggiava e legittimava la guerra e le estorsioni, e tutto questo in nome del buddismo.

     Maestri zen e istruzioni alla "guerra totale"            

    Brian Daizen Victoria, un universitario di origine neozelandese divenuto monaco nella tradizione Zen, nell'opera Le Zen en Guerre 1868-1945 («Zen in guerra 1868-1945»; Rowman & Littlefield Publishers, 2006), un libro abbondantemente documentato, descrive con precisione l'implicazione delle strutture buddiste nella politica espansionista e militare giapponese tra gli anni 1894-1945. Tale opera ha avuto l'effetto «di un missile a lunga gittata lanciato dall'altro capo del mondo che ha colpito al cuore le comunità zen occidentali». Quegli stessi (più che praticanti zen si tratta di «alter-mondialisti», eredi dei «valori» del Sessantotto) che credevano, ingenuamente, che il buddismo fosse esente dagli straripamenti del fanatismo religioso, hanno scoperto con orrore che le scuole Zen (Soto shû, Rinzaï shû, Nichiren shû, ecc…), quando non pregavano per la gloria dell'imperatore e del Giappone, preparavano i loro fedeli alla guerra totale. Questo libro coraggioso dovrebbe essere assolutamente letto da tutti coloro che si interessano alla storia del buddismo dell'Estremo Oriente e delle sue derive. Benedizione delle bandiere, guerre in difesa della civiltà, teorie sospette di guerra giusta: si credeva che queste immagini e questi temi fossero riservati solo all'Occidente; ora si scopre che i cosiddetti maestri dell'«illuminazione» hanno dimostrato in questo campo un 

                zelo incredibile nell'esaltazione della guerra génocida 

                                     (Manciuria, Corea, ecc…), 

            dell'omicidio sistematico, del terrorismo e della violenza, 

       un aspetto nascosto sotto il velo dell'indifferente impassibilità.

     Compassione buddista: storica collusione col potere 

    La compassione buddista, ben lungi dal proteggere l'Asia da certe derive, ha partecipato alla realizzazione di un'ideologia guerriera al servizio di un potere aggressivo e imperialista. I più grandi maestri – Kôdô Sawaki (1880-1965), Yamada Reirin (1889-1979), Hitane Jôzan, fino al celebre Daisetsu Teitarō Suzuki (1870-1966) – hanno legittimato l'alleanza tra la sciabola e lo Zen. Raccolta di fondi per lo sforzo bellico, cerimonie speciali per ottenere la vittoria, creazione di centri di addestramento, attività di informazione e di indottrinamento delle popolazioni, ecc… Questa collusione col potere è cessata solo nel 1945, e si è trasformata nel famoso «Zen di impresa» del Giappone in pieno sviluppo. Il potere imperiale è riuscito a plasmare in ogni luogo, con la complicità dei maestri di saggezza, un'inquietante «anima del Giappone eterno». Dunque, l'Occidente non è solo a dover portare il pesante fardello dell'imperante interrogativo circa le origini e la natura delle devianze totalitarie (comunismo, fascismo e nazionalsocialismo) del secolo scorso.

     Buddismo: una filosofia di saggezza?                             

    Ma più grave è sicuramente l'enorme inganno spirituale rappresentato da quella pretesa filosofia di saggezza che è il buddismo. Circondato da un prestigio che tiene all'oscuro gli occidentali a riguardo delle sue fonti reali, il buddismo è di natura assai diversa dagli stupidi cliché per turisti stanchi e depressi alla ricerca di qualcosa di esotico che vengono generosamente diffusi da decenni da tutti i media (libri, giornali, riviste, televisione, film, ecc…), senza contare il sostegno indiretto, ma tuttavia molto attivo e utile, dei seguaci della «Tradizione» guénoniana che decanta su un'aria trita e ritrita – che oggi è diventata risibile – lo stancante e menzognero ritornello dell'«unità trascendente delle religioni». 

     Abusi sessuali e poliandria                                                

    A questo titolo, è molto istruttiva la storia di June Campbell, raccontata da lei stessa in un libro commovente apparso nel 1996 e intitolato Traveller in Space: Gender, Identity and Tibetan Buddhism («Viaggiatore nello spazio: sesso, identità e buddismo tibetano»; Bloomsbury Academic). Essa ha giocato un ruolo importante a fianco di un maestro estremamente venerato dal buddismo tibetano come interprete del celebre Kalu Rinpoche (1905-1989). Essendo direttamente al suo servizio, la Campbell non soffriva per la pressione causata dagli stadi intermedi ben percepibili e scombussolanti di queste scuole, ed era dunque nelle condizioni ideali per fare un «bel viaggio spirituale» al servizio di questo monaco prestigioso.

                            Tuttavia, come racconta nel suo libro, ella fu 

     costretta dal maestro ad accettare di avere dei rapporti sessuali con lui 

    (si trattava di un «casto» monaco con tanto di abito e di voti). Poi c'erano anche relazioni sessuali con una delle persone più vicine al maestro, un suo parente. Del resto, la poliandria è assai diffusa nelle culture himalayane. Infine, una seconda maestra, molto più giovane e attratta dal fascino «spirituale» esercitato dai suoi superiori, fu introdotta nell'intimità dei due uomini, e June fu costretta ad accettare l'ultima arrivata che morì prematuramente (forse a causa di alcune eccessive «ascesi» sessuali). Al termine di quell'esperienza, vale a dire dopo la morte del venerabile Kalu, June ci mise quasi quattordici anni prima di riuscire a decidersi a raccontare la sua storia. E quello che descrive non è un viaggio meraviglioso, ma la storia di una dolorosa sofferenza. Essendole stato imposto dai due uomini un assoluto silenzio a riguardo di quelle relazioni, che avrebbero offuscato l'immagine del maestro se fossero venute a conoscenza dei discepoli, June si sentì, secondo le sue stesse parole, «abused» (abusata, imbrogliata, ingannata), e ci mise molto tempo per rimettersi in sesto. Ricordiamo, per chi non lo sapesse, che il famoso Kalu Rinpoche (vedi foto copertina) è stato probabilmente il monaco buddista più rinomato in Occidente. Egli era, ed è tuttora, riconosciuto come un vero «bodhisattva», un autentico maestro tantrico cui molti occidentali, e non dei monaci tibetani, si sono rivolti affinché egli dispensasse loro i fondamenti del VajrayanaTuttavia, il viaggio di questa sua discepola è stato deludente, e non fatico ad immaginare cosa possa aver significato per lei il dover seguire ciecamente dei maestri così imperfetti, con esigenze così basse o con inferiore esperienza. E mentre migliaia di occidentali ormai dimentichi della loro tradizione non non si segnano più quando entrano in una chiesa, non recitano più una preghiera cristiana, sono totalmente estranei ai fondamenti dottrinali del cristianesimo, e vivono le loro esistenze come stupidi atei, molti europei si gettano senza alcun discernimento ai piedi del primo lama avvinazzato e libidinoso che incontrano, (talvolta anche dei giovani incolti o degli adolescenti foruncolosi, molto più interessati ai costumi «invitanti» delle giovani devote europee, autenticamente «liberate»).

     Rituali tantrici e possessioni diaboliche                         

    Il più delle volte, questo genere di deriva tantrica conduce, con il pretesto di una presunta liberazione spirituale, a tragiche situazioni psicologiche. Questo fenomeno richiama alla mente ciò che accadeva già negli anni Trenta, quando Jean Marquès Rivière (1903-2000) lavorava a Le Voile d'Isis («Il Velo di Iside»), una rivista esoterica su cui scriveva l'élite occultista d'Europa, e di cui uno dei redattori principali era René Guénon (vedi foto copertina – 1886-1951). Proprio quest'ultimo officiò un rituale tantrico («con sangue e alcol») che lo lasciò invasato da una divinità tibetana. Fu solamente grazie all'intervento di un esorcista cattolico che Guénon poté essere liberato da quello spirito. Kalu Rinpoche diceva – probabilmente per consolare June Campbell e i suoi numerosi discepoli di passaggio – che non c'è alcun male nel desiderio, ma che al contrario esso fa parte «della natura della felicità», e che si presenta come tale quando è riconosciuto nella sua essenza «non-dualista». Ancora una volta, è dimostrata in modo patente, l'inesattezza totale di queste false teorie che si pretende essere «non-dualiste», ma fondamentalmente sessualizzate e corroborate dalla malsana esaltazione dei desideri più triviali, dominate dalle pulsioni inferiori della condizione umana, teorie pagane che non tengono conto della natura profondamente «disorientata» dell'uomo dopo il peccato originale, e su cui il sogno di una «pseudo-liberazione» – che può essere agevolmente definita pelagiana (1) nella sua visione (ciò che del resto si può dire globalmente di tutte le filosofie orientali) poggiando su tecniche necessariamente limitate (mantra, mudras, visualizzazioni, ecc…) e su concezioni falsate – è un sogno immaginario che si paga molto caro e che generalmente si conclude con amare disillusioni e con gli abissi della desolazione.

    (1) Il pelagianesimo è un'eresia ispirata al cristianesimo che prende il nome dal monaco irlandese Pelagio. Il cuore del pelagianesimo è la credenza che il peccato originale non avrebbe macchiato la natura umana e che la volontà dell'essere umano è ancora in grado di scegliere il bene o il male senza uno speciale aiuto divino.

     Dietro l'apparenza di innocenti meditazioni                  

    Il buddismo, sotto il velo di un apprendistato di innocenti tecniche meditative (di cui l'Occidente avrebbe perso la pratica, secondo le ridicole e assurde tesi guénoniane), comporta delle conseguenze dovute alla pratica di esercizi che veicolano chiaramente certe influenze spirituali ben definite, e dottrine contrarie all'insegnamento della Sacra Scrittura. Nulla è mai «neutrale» in questo campo, contrariamente a ciò che si vuole far credere agli spiriti incauti. Ne consegue che il buddismo, nelle sue differenti versioni (Tibet, Giappone, Cina e Corea), dev'essere denunciato per ciò che è, vale a dire una trappola pericolosa per un cristiano, un vicolo cieco da evitare, un itinerario moralmente pericoloso per un'anima veramente alla ricerca della Verità, un percorso incompatibile con le sante luci della Rivelazione.

    Zacharias ( La Question.net )

    Traduzione dell'originale francese "Les ignobles vérités du Bouddhisme" 

    a cura di Paolo Baroni, Centro San Giorgio

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  • Piano Kalergi e convergenza tra europeismo e comunismo

    Piano Kalergi e convergenza tra europeismo e comunismo

    Martedì, 26 settembre/ 2017 

    di Sergio Basile

     Redazione Quieuropa,  Sergio Basile, Piano Kalergi, Comunismo, Europeismo, Massoneria 

    Piano Kalergi e convergenza tra europeismo

    comunismo 

    Kalergi, Lenin e Trotsky: stessa anima, stessi obiettivi

     

                                “Esiste anche un'altra alleanza

                         – a prima vista strana e sorprendente –

             ma che se ci si pensa è ben fondata e facile da capire.

    Questa alleanza è tra i nostri capi comunisti e i vostri capitalisti”

                                            Vladimir  Lenin

     

    di Sergio Basile 

    Piano Kalergi e convergenza tra Europeismo e Comunismo
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     

     Comunismo/europeismo: 2 facce una medaglia 

    Bruxelles, Mosca – di Sergio Basile – Nel 1923 Lev Trotsky, il "grande architetto" del comunismo, scrisse in un articolo per Pravda (intitolato "È maturo il tempo per lo slogan: Gli Stati Uniti d'Europa?"):

                  "L'Europa (dei banchieri – Ndr) sarà in grado non solo di mantenersi, 

                                        ma di consolidare e costruire se stessa, 

                               una volta che avrà abbattuto le barriere doganali 

            e la sua economia sarà unita alle inesauribili ricchezze naturali della Russia. 

                 "Gli Stati Uniti d'Europa" – una prospettiva puramente rivoluzionaria – 

                         è la fase successiva della nostra prospettiva rivoluzionaria".

                                                                Lev Trotsky

    Il giudeo-massone Trotsky ammise una comune "mission" tra l’esperimento comunista in Russia e il concepimento di quello che sarebbe diventato, di lì a poco, il progetto Ue in Europa, disegnando i tratti di un’istituzione comunitaria liberista nei modi e comunista nell’anima. Qualcuno obietterà: cosa c'entra l'europeismo targato BCE con il "Comunismo proletario"? Beh, innanzitutto il comunismo di "proletario" ebbe ben poco, malgrado gli slogan: nella prima assemblea rivoluzionaria praticamente non compariva nessun rappresentante del proletariato e – inoltre – le espropriazioni dei beni privati divennero prassi. Richard Kalergi, il padre spirituale dell’Ue, in aggiunta, non fu altro che un correligionario di Trotsky e Lenin, continuatore di un progetto di ampio respiro, trasversale e sostenuto non solo dai banchieri ebrei (e dalla Cia), ma anche dall’altra stampella del sistema mondialista: la giudeo-massoneria, B'nai B'rith in testa. Una grossa mano alla causa europeista la diede anche la massoneria austriaca: non va dimenticato come Kalergi fu iniziato nella loggia Humanitas di Vienna, nel 1921. Un articolo del 1925, apparso sulla rivista massonica The Beacon, elogiava l’operato del massone Kalergi e della Paneuropa in questi termini: "La Massoneria, specialmente la Massoneria austriaca, può essere eminentemente soddisfatta di avere Coudenhove-Kalergi tra i suoi membri… e può giustamente dichiarare che il fratello Kalergi combatte per le sue convinzioni paneuropee … Il programma del fratello Kalergi è un lavoro massonico del più alto ordine e poter lavorare insieme, per esso, è un compito alto per tutti i fratelli massoni". Le dichiarazioni di Lenin e Trotsky, possono allora trovare perfetta sintesi nella seguente relazione: 

                 il capitalismo bancario, a trazione sionista, finanziò il comunismo 

                           che, a sua volta, si trasformò in capitalismo di Stato, 

              evolvendo successivamente in un grande organismo sovranazionale.

    Ovviamente lo Stato, come noto dall’analisi del pensiero di Karl Marx, sarebbe dovuto essere uno strumento di conservazione del potere temporaneo, transitorio, destinato a dissolversi (evidentemente) in favore di una entità sovranazionale e federale più totalizzante. Detto fatto! Dopo la Seconda Guerra Mondiale, lo stesso capitalismo bancario decise di dar vita ad una nuova creatura in Europa: l’Unione europea. Ciò con il pretesto di una riappacificazione universale che avesse potuto garantire "un periodo di pace".

     La stessa anima, lo stesso motore: il capitalismo 

    Dunque Lenin, Trotsky e Kalergi, cioè il comunismo e l’europeismo, hanno condiviso da sempre gli stessi obiettivi, la stessa anima: il capitale bancario non è stato altro che il motore, l'alito vitale di questa anima. Non a caso il padre spirituale del Commonwealth, George Lionel Curtis, fu tra i principali collaborazionisti all’ascesa del primo governo comunista, neutralizzando la resistenza dei Romanov alle aggressioni giudaico-bolsceviche, con la paralisi del sistema del credito: all'inizio del 1916, infatti, l'alta finanza internazionale preparò il terreno alla Rivoluzione, indebolendo la Russia con la complicità dei paesi del blocco anglosassone, boicottando la cessione di credito allo zar ed ingenerando la crisi del rublo. Le difese immunitarie dei russi contro l’epidemia rivoluzionara furono così azzerate.  Evidentemente, quando si parla di capitale bancario nella mente affiorano le immagini di due città: New York e Londra. Nel Novecento Wall Street (il Financial District di Manhattan, nato nel 1914) e la City of London, le incubatrici delle grandi riforme bancarie e delle grandi rivoluzioni social-comuniste contemporanee, hanno dettato le danze dell’economia, della politica e della geopolitica a livello planetario. 

                       Wall Street e la City sono i reali centri del potere mondiale: 

      una forza, oggi, espressa solo apparentemente dal potere esecutivo dei governi. 

    L’impero giudeo-protestante Commonwealth, ancora oggi, è l’immagine speculare di una serrata regia mondiale del capitalismo ( o sistema della moneta-debito, inaugurato nel 1694 con la fondazione della Banca d’Inghilterra ) sulle prerogative vitali delle nazioni e dei popoli. La sottile corrispondenza tra europeismo, comunismo e capitalismo a questo punto è palese!

                                         “Esiste anche un'altra alleanza

                                 – a prima vista strana e sorprendente –

                      ma che se ci si pensa è ben fondata e facile da capire.

            Questa alleanza è tra i nostri capi comunisti e i vostri capitalisti”

                                                      Vladimir  Lenin

     Il Comunismo è morto?                                             

    Molti storici e giornalisti oggi sostengono, illegittimamente, specie dopo l'ascesa di Putin, che il Comunismo nel mondo sia finito, sia morto: tranne qualche isolata eccezione. Perfino la Cina – qualcuno sostiene – ha ormai ceduto al fascino del turbo-capitalismo e non è più un "paese comunista"! Ma è proprio questa la giusta chiave di lettura? No! La verità sta agli esatti antipodi! Tali "esperti", infatti, incorrono in un ciclopico errore, in quanto il mostro bicefalo, come dimostrato, non è morto, ma si è semplicemente mutato d'abito – mantenendo intatta la sua identità originaria – poiché il suo vecchio costume era ormai logoro e riconoscibilissimo. Sul versante occidentale, la nuova Unione sovietica, il nuovo progetto della giudeo-massoneria liberal-capitalista e social-comunista si chiama Unione europea. Si tratta di una grottesca creatura plasmata dalla mente di Richard Kalergi – depositario ed interprete, come visto, di un progetto mondialista a tappe – ma generata altrove, lontano dal seno del Vecchio Continente. Quello attualizzato da Kalergi è un progetto perseguito da secoli e costellato di rivoluzioni violente, rivoluzioni culturali, processi di accentramento politico, processi di regionalizzazione in macroaree, dissoluzioni silenziose di stati e nazioni, confisca delle sovranità popolari (monetaria in primis), creazione di un regime di banche centrali "debitocratico", crisi economiche artificiali e golpe.

     Ue: cartina tornasole del regime sovietico             

    L’Ue è di fatto la cartina tornasole del regime sovietico. Non a caso il primo prototipo di “Unione”, la CECA, quell’organismo sovranazionale di commissariamento reale delle fonti energetiche primarie degli stati (carbone e acciaio) aveva lo stesso nome della prima polizia segreta nata dopo la Rivoluzione giudaico-bolscevica, organizzata in ottemperanza a un decreto di Lenin del 20 dicembre 1917: Čeka.  I suoi membri erano denominati čekisti: nome oggi utilizzato in riferimento all'odierno FSB russo, successore del KGB. La Čeka era il Comitato straordinario di tutta la Russia per combattere la controrivoluzione ed il sabotaggio. L’obiettivo degli organismi di potere sovietici era quello di commissariare, cioè controllare la vita dei cittadini: attività ripresa da organismi comunitari assolutamente non eletti: i commissari europei, cioè gli uomini del sistema dediti al commissariamento! Non a caso la prima mossa di Stalin una volta conquistato il potere, fu quella di privatizzare la Banca Centrale Russa (Gosbank) e quindi di “commissariare” la vita economica di milioni di cittadini, mediante l'emissione di moneta-debito (debiti fittizi), tasse ed espropri coatti: oggi la BCE può dirsi la copia conforme di quel modello.

     Babele: iconografia e potere                                      

    Oggi i palazzi dell’Ue rappresentano iconograficamente la nuova torre di Babele, la nuova superba sfida contro Dio e il Cristianesimo portata avanti dagli “scorpioni” rivoluzionari in casacca blu-stellata. Ciò non solo nella curiosa forma (vedi l’edificio del Parlamento europeo a Strasburgo: omaggio alla biblica torre pagana) ma nei fatti: leggi e regolamenti progressisti sottilmente o palesemente anti-cristiani vengono sfornati a ritmi forsennati dall’industria comunitaria del “diritto”, con l’obiettivo di regolamentare (e quindi commissariare) gli ultimi spazi di libertà economica, sociale e religiosa rimasti "vergini". E che dire degli enormi costi sostenuti per mantenere questo faraonico apparato burocratico? Che dire degli stipendi dei funzionari e dei semplici segretari o delle spese generali dei 98 edifici dell’UE, disseminati tra Bruxelles e Strasburgo? Sono innumerevoli i documenti prodotti per illustrare e pubblicizzare centinaia di migliaia di regolamenti, direttive, decisioni, raccomandazioni e pareri che comprendono il diritto europeo. Regolamenti che – sostanzialmente – nessuno tra i “comuni mortali” conosce e conoscerà mai. Si calcola che fino ad ora sarebbero state prodotte poco meno di 500.000 pagine di regolamenti: a leggerli non basterebbe una vita! L’obiettivo evidente di questa schizofrenica iper-produzione è quello di comprimere le libertà dei singoli, andando a sindacare perfino sulla lunghezza e curvatura dei cetrioli (ordinanza numero 1677 della Commissione Europea).

     La denuncia del dissidente Bukovsky                    

    Vladimir Bukovsky, scrittore russo anticomunista, dissidente dal regime sovietico, passò alla storia come uno tra i primi prigionieri politici ad essere rinchiuso in una psikhushka: rete di ospedali psichiatrici istituiti dal governo dove venivano internati i dissidenti dell'ex-Unione Sovietica. In totale lo scrittore trascorse ben dodici anni tra prigioni, campi di lavoro ed ospedali psichiatrici e pertanto conobbe a fondo i metodi del sistema sovietico: non solo campi di concentramento, stragi, distruzione di chiese e omicidi sommari, ma anche forme di controllo totale su persone e cose, sostanziale compressione della libertà e abolizione della proprietà privata (medesimo risultato delle strategie liberal-capitaliste, visto da prospettive diverse)In un discorso tenuto a Bruxelles, nel 2006, egli paragonò l’attività regolamentativa dell’Unione europea, corroborata – tra l’altro – da una robustissima propaganda mediatico-ideologica, a quella del Gosplan, l’Organismo Sovietico di Pianificazione dello Stato, un organo di regime dedito all’iper-pianificazione ed al commissariamento di tutti gli spazi sociali ed economici della società russa post-rivoluzionaria.   Bukovsky paragonò poi il Parlamento europeo al Soviet Supremo (organo al vertice del sistema dei Soviet, dal 1938 al 1989, su cui si basava il potere in Unione Sovietica: poi riformato e trasformato in organo ad elezione indiretta, fino al 1991) e la Commissione Europea al Politburo (ufficio politico del comitato centrale del partito comunista). Bukovsky fu tra i primi a comprendere il fil rouge che univa i profeti del comunismo a quelli della Paneuropa, nonché i retaggi comunitari della trappola razziale di Kalergi. Egli in un passaggio del suo famoso intervento notò profeticamente:

            “coloro i quali si oppongono all'immigrazione incontrollata dal Terzo Mondo

                                              saranno considerati razzisti

                         e quelli che si oppongono all'integrazione europea

                                           saranno considerati xenofobi”.

      Elite, multiculturalismo e iper-immigrazione     

    Le osservazioni del dissidente russo, del 2006, hanno oggi un sapore amaramente profetico, infatti i cittadini italiani ed europei contrari all’iper-immigrazione di massa sono bollati senza mezzi termini come razzisti e / o xenofobi, e finanche “cattivi cristiani” da parte del clero modernista e filo-europeista (espressione di una chiesa decisamente avversa alla vera Chiesa di Cristo: eretica). Quindi chi si schiera contro il “Piano Kalergi” e non abbraccia l’omologazione forzata e il genocidio programmato della cultura, dei valori e delle razze europee, è marchiato e ghettizzato dal regime: proprio come avvenne a Bukovsky, in Unione Sovietica. Alla luce di ciò è lecito parlare di europeismo “rosso” e di stretto rapporto tra ideologia, linguaggio propagandistico e cultura dell’iper-immigrazione. Oggi il multiculturalismo dilaga in Europa come in Russia! Indice che l'élite per mantenere il potere confiscato ai popoli, ha bisogno di non-popoli, greggi senza identità. La questione della commistione razziale, non è assolutamente un fatto nuovo, come qualcuno vorrebbe farci credere: non si tratta di “fenomeni incontrollabili o naturali”, né recenti, ma di strategie ampliamente denunciate in diverse sedi e oggi attuate meticolosamente, secondo un rigido copione. Anche chi, malgrado tutto, ancora non crede alla veridicità del “Piano Kalergi” dovrà ricredersi. Eppure, malgrado ciò, molti cittadini, praticamente rimasti in mutande, espropriati delle loro ricchezze materiali e mentali, e invasi nei loro spazi vitali, ancora conservano gelosamente sotto la giacca, con la mano sul cuore, il seme dell’ideologia: retaggio di fantasmi del passato che ogni tanto ritornano agghindati di buoni propositi. Come disse il saggio: la madre dei cretini è sempre incinta!

    Sergio Basile (Copyright © 2017 Qui Europa)

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  • Siria – Lettera di Padre Daniel Maes: un nuovo coraggio, come mai prima

    Siria – Lettera di Padre Daniel Maes: un nuovo coraggio, come mai prima

    Lunedì, 25 settembre / 2017   

    Lettera di Padre Daniel Maes, Siria

     Redazione Quieuropa, Siria, Aleppo, falsità, Lettera di Padre Daniel Maes, coraggio, guerra 

    Siria – Lettera di Padre Daniel Maes: un

    nuovo coraggio, come mai prima

    La lotta quotidiana per la sopravvivenza nell'esperieza di

    Padre Daniel: testimone oculare dell'aggressione

    terroristica in Siria

     

    Lettera di Padre Daniel Maes, Siria

    Siria -  Lettera di Padre Daniel Maes -  Un nuovo coraggio

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Uno strano senso di sicurezza                          

    Qara, Deir Ezzor  Lettera di Padre Daniel – La catena montuosa dei Monti anti-Libano, i nostri vicini incrollabili e impressionanti, è sempre stata testimone silenziosa della nostra vita quotidiana. Ai piedi dei Monti i nostri compaesani avevano i loro alberi da frutto. Le ciliegie di Qara erano conosciute in tutto il Medio Oriente per la loro qualità superiore. Questo paradiso è andato subito perduto appena i terroristi vi hanno fatto la loro tana. Tutto è stato distrutto, e da allora la nostra vita quotidiana minacciata. Infatti da quel momento il ritornello quotidiano era: "oggi non si può andare al campo grande", "oggi non si può lavorare in giardino", "oggi per la sicurezza è meglio non mangiare fuori”… Dalla scorsa settimana, i terroristi e ISIS provenienti dalla regione di confine e in tutto il Qalamoun sono stati cacciati via. Ci sono alcuni soldati presenti per togliere le mine e per controllare le frontiere, ma sono finite le sparatorie, i colpi di cannone, nelle vicinanze o nelle lontananze, e sono finiti anche i movimenti di truppe.

     Uno strano silenzio                                          

    Uno strano silenzio. È come ci mancasse qualcosa. Invece no, dobbiamo adattarci di nuovo a quella deliziosa pace e armonia siriana che abbiamo conosciuto prima della guerra. E all'improvviso la situazione è di nuovo come prima della guerra. Già due gruppi vogliono visitarci durante il weekend. Sono 70 persone, uomini e donne. Solo che al momento non ci sono camere disponibili nel nuovo edificio, tutto è pieno di aiuti umanitari che escono ed entrano continuamente. E' vero che abbiamo ampi spazi e che abbiamo tanti materassi e possiamo liberare qualche camera. Possiamo provarci, tutti sono benvenuti se accettano le limitazioni della situazione. Tutto è preparato al meglio. All'ultimo momento tuttavia i 2 gruppi decidono di aspettare e di rimandare la loro visita. Accipicchia.

     La lotta quotidiana per la sopravvivenza           

    Nel frattempo, in Deir Ezzor c’è già un'atmosfera di festa dopo la liberazione repentina, ma allo stesso tempo c'è un urgente bisogno di aiuto. Viene caricato un camion con aiuti umanitari e i nostri due confratelli partono mercoledì mattina per diversi giorni per aiutare la popolazione martirizzata di Deir Ezzor. Allo stesso tempo, si lavora non-stop nelle piccole “imprese” di Qâra. Le 35 donne che hanno iniziato lavoretti con l’uncinetto e la maglia, producono oggi vestiti creativi. I loro prodotti sono distribuiti all’estero. Anch'io porto ogni volta una borsa piena, quando possibile. Alcuni dicono che è stupido perché ci sono tanti negozi con bei capi a buon prezzo. Eppure noi continuiamo la distribuzione in modo legale. Infatti regaliamo tutto ai nostri amici e benefattori, e loro ci donano liberamente un po’ di soldi: alla fine abbiamo abbastanza soldi per poter pagare queste donne. La prossima volta potrete leggere sul nostro sito internet commoventi testimonianze di donne che hanno perso tutto e talvolta anche i loro mariti e che ora vivono in Qâra con i loro genitori o suoceri, e possono sopravvivere solo grazie a questo loro lavoro a maglia creativo.
     

     Il convoglio di primo soccorso a Deir Ezzor       

    I nostri due fratelli sono partiti mercoledì mattina verso Deir Ezzor con un convoglio di aiuti umanitari e un equipaggio di Mar Yakub: cinque camion e due ambulanze. Erano anche accompagnati da due medici, due infermieri e un gruppo di ragazzi e ragazze, che indossavano una giacca rossa con il segno della nostra comunità. Venerdì sera sono ritornati esausti. Per due ore abbiamo ascoltato senza fiato ciò che hanno visto e sperimentato. Hanno guidato le macchine per ore nel deserto ardente. Avvicinandosi al Deir Ezzor, la strada, appena liberata, era piena di profonde buche. Lungo la strada c’erano alcuni cadaveri dei terroristi. C’erano anche grandi bossoli vuoti di mine disseminate. Un camion ha bucato una gomma e un altro ha avuto altri problemi e cosi sono stati costretti a trasbordare tutto in un'altra vettura. Tutti hanno aiutato, anche i due medici e le due infermiere che erano sulle ambulanze. Alla fine, quando il convoglio è arrivato davanti alle porta della città, ha dovuto aspettare: Asmaa al-Assad, la moglie del presidente, aveva provveduto a inviare decine di camion di aiuti umanitari ed era inteso che questi camion dovevano entrare per primi in città. Dopo un tempo di attesa e di informazioni avanti e indietro, al nostro convoglio era finalmente consentito di entrare fino al centro della città. La popolazione e i soldati, che erano da tre anni assediati da IS, per tutto questo tempo erano stati riforniti solo via aerea. La Mezzaluna Rossa aveva fornito cibo attraverso paracadute.
     
                        Nonostante questi aiuti, tanti sono morti, 
     
           soprattutto bambini, a causa di sottoalimentazione o infezioni.
     

     Fame e sete: il caos del primo soccorso              

    Il primo soccorso è stato caotico. Migliaia di persone, molte di loro visibilmente affamate, si spingevano fra loro mendicando per cibo e bevanda. Infine l'esercito è dovuto intervenire per riportare l'ordine. Così ad ognuno è stato consegnata una borsa con dieci patate, cinque uova, una scatola di latte in polvere, acqua … Le decine di camion della moglie del presidente hanno provveduto che finalmente ogni persona fosse in grado di mangiare e bere. Inizialmente c'era una tanica di acqua e una sola tazza per dissetare una decina di persone. Nonostante il fatto che tante case ed edifici sono stati distrutti, la ricchezza che aveva questa regione è visibile nelle numerose ville e case belle, circondate da palme.
     
             La miseria in cui queste persone sono sopravvissute per anni
     
    ci fa porre la domanda: perche’ noi ci preoccupiamo di tante cose così futili?
     
     
     

    Padre Daniel Maes, Siria

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     Mons Abou Kazen descrive le menzogne della guerra di Siria

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    Martedì, Ottobre 22nd/ 2013 – Redazione Qui Europa – Redazione Qui Europa, Siria, Cristiani, Esodo, Arcivescovo Marayati, Comunità Internazionale, Profughi Siriani, 17 Paesi, Europa, Esodo forzato e indotto, Genocidio di un popolo, Libano, Damasco, Aleppo, Derrate alimentari carissime, Responsabilità e doveri dellì'Occidente, Assad ripristina l'arteria stradale Aleppo-Homs  Siria – Le Politiche Occidentali incoraggiano l'esodo dei Cristiani La […]

    Gli angeli di Homs e la nostra Sete di Giustizia

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    Venerdì,  Ottobre 3rd/ 2014  – di Sergio Basile – Presidente Sete di Giustizia – Redazione Quieuropa, Sergio Basile, Homs, strage di bambini, fondamentalismo islamico, nuova consapevolezza, Giacinto Auriti, finanziamenti occulti agli squadroni della morte, moneta-debito, sistema bancario internazionale, rivoluzioni e primavere, progresso, coscienza Sete di Giustizia  Gli angeli di Homs e la nostra Sete di Giustizia Dedicato […]

    Testimonianza di Samaan Daoud – Dal Cuore della Siria Inerme

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    Sabato, Maggio 23rd, 2015 – Testimonianza di Samaan Daoud – Contributo della Redazione di "Piccole Note" Redazione Quieuropa,  Siria, Isis, redazione piccole note, Samaan Daoud, Simbolismo satanico, logge sataniche, genocidio del popolo siriano, Giordania, Turchia, Israele e Libano fermi, Isis & soci  Genocidio del popolo siriano – attacco al cuore del Cristianesimo Testimonianza di Samaan Daoud – […]

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    Lunedì,  Marzo 16th/ 2015 – di Giuseppe Nazzaro, Vescovo emerito di Aleppo – Redazione Quieuropa, Sergio Basile, ISIS, Vescovo di Aleppo, strategie mondialiste, Attacco degli Usa e delle forze alleate, Padre Georges Abou Khazen, schizofrenia di Obama e soci, Isis, tagliagole, presepe, rimozione della croce dagli edifici pubblici  Riflessioni su un anniversario – di Mons. Nazzaro, Vescovo Emerito di […]

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    Sabato, Ottobre 10th, 2015 – Testimonianza di Yousef, giovane cristiano siriano –  Redazione Quieuropa,  Siria, Turchia, testimonianza, Yousef, Istanbul, Damasco, imprigionati in un campo profughi, nel campo di detenzione  Siria – Il calvario di un popolo colpevole di essere cristiano Sira – Il dramma dei profughi nella testimonianza di Yousef, cristiano detenuto in Turchia Testimonianza di Yousef, […]

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    Oggi gli angeli della morte volavano sopra il cielo di Damasco

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    Martedì, Febbraio 24th / 2015     – Redazione Qui Europa –  Redazione Quieuropa, Siria, Testimonianza da Damasco, Jihadisti, governi massonici occidentali, ribelli siriani  Testimonianza dalla Siria Oggi gli angeli della morte volavano sopra il cielo di Damasco Una telefonata da Damasco, in una normale giornata di inferno   Redazione Qui Europa  Siria – Ogni giorno come se […]

  • Il Piano Kalergi – Origini, intrecci, retroscena e panacee alla disintegrazione dell’Europa

    Il Piano Kalergi – Origini, intrecci, retroscena e panacee alla disintegrazione dell’Europa

    Domenica, 24 settembre/ 2017 

    di Sergio Basile

     Redazione Quieuropa,  Sergio Basile, Piano Kalergi, Lionel George Curtis, Mondialismo, Europa 

    Il Piano Kalergi – Origini, intrecci, retroscena

    e panacee alla disintegrazione dell'Europa

    Analisi logica del complotto per la Paneuropa

    e dei suoi uomini chiave

     

    di Sergio Basile 

    Unione europea - orgini

     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     

     Piano Kalergi: Origini e risvolti del complotto   

    Roma, Bruxelles, Londra – di Sergio Basile – I principali tratti somatici del mondialismo (credo religioso dedito alla realizzazione della grande repubblica giudeo-massonica universale) sono l'unità "religiosa" dei correligionari, l'apolidismo (assenza di spirito di nazione) è il trasversalismo, sia geografico che politico! Di seguito potremo cogliere il valore di tale affermazione dallo spettro radiografico di alcuni personaggi chiave della storia del Novecento, posti illegittimamente su due fronti opposti dalla maggioranza degli storici contemporanei. 

                                         Il famigerato “Piano Kalergi”,

             di cui finalmente si inizia a parlare diffusamente sul web,

                                 dopo lunghi anni di assordante silenzio,  

    non è altro che il piano mondialista per la realizzazione della cosiddetta

    “Paneuropa”, la nuova Europa post-cristiana (anti-cristiana) e massonica

    smembrata a riplasmata per mezzo di due principali fenomeni indotti, apparentemente incompatibili e slegati tra loro: 1) i separatismi etnici (crisi che possano minare l’unità delle nazioni in un frangente storico in cui necessiterebbe ritrovare, al contrario, un'identità nazionale comune che faccia da collante alle numerose spinte disintegrative: vedi l'attuale rigurgito separatista in Catalogna, curiosamente ben pubblicizzato dai media di regime); 2) l’invasione programmata del Vecchio Continente da parte di popolazioni afro-asiatiche, dovuta ad una incontrollata e criminosa iper-immigrazione di massa: con particolare riferimento all’area nordafricana e alla Cina. Il “Piano Kalergi è invero un piano antico, concepito ed implementato con diabolica tenacia, nei secoli, dalle forze anti-cristiane e da alcuni padri del mondialismo quali: Kominsky (o Comenius: 1592 – 1670), Johann Valentin Andreae (1586 – 1654), Saint-Yves d’Alveydre (1842 -1909): occultisti, giudeo-massoni e credenti luciferini, devoti alle pratiche talmudiche. Nel corso del Novecento l’eredità di questi "pionieri del paneuropeismo" è stata colta e riproposta con forza all’attenzione dei governi da Richard Coudenhove-Kalergi, che ne ha dettato le linee programmatiche nel libro “Praktischer Idealismus” (1925): una sorta di testamento spirituale dell’europeismo contemporaneo, animato da una frenesia mondialista di accentramento continentale a livello politico, votato – sul piano sociale – al multiculturalismo più estremo e all’inevitabile processo di dissoluzione degli spiriti nazionali e delle identità, che ha visto nella nascita dell’Unione europea una tappa essenziale del suo graduale e lento processo di sviluppo. Un progetto benedetto dai potentati bancari e dai Rothschild.

     Il contributo del sistema bancario                        

    Sul lato politico ed economico il Piano Kalergi poggia, infatti, sul supporto dell'alta finanza e del sistema bancario centralizzato (sistema delle banche centrali) che attraverso l'emissione di moneta-debito creata dal nulla con un semplice atto tipografico, da tre secoli permette la creazione – sempre dal nulla – di enormi flussi monetari e finanziari tali da "creare nuove anime paneuropee": cioé tali da corrompere, con il diabolico fascino del danaro, gli uomini chiave deputati al controllo dei flussi migratori.

                                              Il denaro-debito è divenuto, quindi,

         oltre che il metro di misura delle libertà e dei diritti di famiglie e imprese

             anche il termometro della nuova febbre dell'invasione anti-cristiana

                                                                del continente!

     L'anima nera di Kalergi                                           

    Per capire la missione di Kalergi non si può prescindere dall’analisi della sua anima: egli eredita dal padre l’amore per il talmudismo-cabalistico anti-cristiano e per la causa sionista del “Grande Israele”, trovando nell’occultismo e nelle pratiche divinatorie e luciferine, la sua viscerale inclinazione “religiosa”: tale slancio culminerà con l’iniziazione del giovane alle loggia giudeo-massonica Humanitas di Vienna (1921): egli fu iniziato nella stessa città in cui fu iniziato il profeta del comunismo Trotskij, con padrino Victor Adler (1852-1918). Kalergi, come detto in più sedi, auspica la realizzazione di un Nuovo Ordine Mondiale giudaico-massonico e la contestuale emersione del “popolo eletto” e del suo credo, come l'Araba Fenice, dalle ceneri della “Vecchia Europa” cristiana, attraverso l’attacco violento all’identità europea: la scomparsa delle razze e con essa la disintegrazione delle culture, delle identità nazionali e dei credi religiosi, cattolicesimo in testa. La sua delirante visione, eredità della filosofia talmudico-massonica e rosacrociana – d'intesa col mito unitario poi fatto proprio da Altiero Spinelli – guarda all'edificazione degli Stati Uniti d’Europa: un unico governo continentale, con una moneta unica (emessa a debito per schiavizzare ed imprigionare i popoli e le famiglie europee nelle proprie rispettive case) e uniche leggi da imporre ad una sub-umanità resa bestiale dalla gabbia del sangue, cioé da una commistione razziale innaturale e assolutamente pilotata dai potentati giudeo-massonici, utilizzando strumentalmente il cavallo di troia dell’islam. Uomini neutri, senza riferimenti – sessuali, religiosi e culturali – né principi; aperti a qualsiasi stravaganza culturale e neo-pagana: è questa l'immagine dell'idilliaca nuova società europea sognata del figlio spirituale di Andrae e Comenius.

      La complicità del modernismo cattolico              

    Oggi purtroppo il fenomeno "dell'invasione dell'Europa" viene presentato come un “naturale corso degli eventi storici”, anche da buona parte del mondo cattolico – intorpidito dalla propaganda, lasciato imputridire nell’ignoranza o corrotto da agenti sionisti, a tutti i livelli – che anziché contrastare l’avanzata giudeo-massonica e l’annientamento stesso dello spirito cattolico, rema contro i propri interessi, aprendo porte e finestre all'islam, magari convinto della giusta (ma anti-evangelica) causa “dell’accoglienza a prescidere…. e ad ogni costo…”. Ciò dimenticando la lezione sull’accoglienza di San Tommaso d’Aquino, che poneva come condizione necessaria all’ospitalità dello straniero – sia pur eccezionale e temporanea – il rispetto delle leggi, della religione e degli usi e costumi dei popoli accoglienti. Qui, ovviamente, più che di accoglienza si tratta di vera e propria invasione pilotata: cioé conquista, colonizzazione! I media collusi con il mondialismo apolide (anche e soprattutto quelli di "presunta area cattolica", controllati dal regime) ci ripropongono i soliti copioni, da anni, in tutte le salse, ricorrendo a sciagurate e rassicuranti parole chiave (come solidarietà, civiltà, dovere, responsabilità, unità, cultura dell’amore e dell’accoglienza) e perfino all’ausilio dei sermoni domenicali di compiacenti e sciagurati sacerdoti, che utilizzano santuari universali della cristianità – come Assisi e San Pietro – per plagiare le masse: ormai i luoghi comuni sull’inevitabile processo di fuga delle popolazioni islamiche dai teatri della guerra si sprecano. La chiesa filo-europeista finisce per utilizzare lo stesso vocabolario dei soloni dell’alta finanza e dell’Ue sionista, protendendo altresì sia per l’abolizione del reato di clandestinità che per lo sdoganamento dello ius soli, alimentando l’anacronistica follia multiculturale e la stonata sinfonia ecumenicaNessun sacerdote filo-europeista, oggi, sembra difendere più le politiche di sostegno alla famiglia: eppure lotta all’aborto, sostegni finanziari ai giovani e alle nuove famiglie, se ben implementate basterebbero a controbilanciare questo raccapricciante calo demografico in atto, bloccando o quantomeno attenuando in maniera del tutto naturale l’emorragia di un processo di sostituzione etnica che ormai è sotto gli occhi di tutti.

     Paneuropeismo e moneta-debito                            

    In questo folle disegno massonico, che richiama alla memoria gli ammonimenti dei profeti della Bibbia contro le seduzioni della Grande prostituta biblica (Babilonia è guardacaso la culla delle credenze e superstizioni che sono alla base del paganesimo giudeo-massonico) la questione monetaria assume un rilievo di primo piano: lo sterco di satana diviene ancora una volta protagonista della storia, rievocando ben note e drammatiche pagine evangeliche. L’euro fu infatti concepito dai profeti dell'europeismo (tra di essi un ruolo chiave lo ebbe il Romano Prodi: riciclatosi da sempre quale pseudo-adepto di fede "cattolica") per innescare una crisi, l’unica crisi capace di indurre i popoli e le nazioni a desiderare come estrema panacea al disastro continentale in atto, la beneamata “unità” politica e di tutti i principali poteri (esecutivo, legislativo, giuridico e monetario) nelle mani di un unico capo ed in seno ad un unico centro di potere continentale, sull'asse Londra-Bruxelles.

     Partitismo politico: falsa panacea                            

    I popoli, dinanzi a questo attacco contro il diritto, il credo e la libertà, auspica a tratti una soluzione politica a questo caos, dimenticando come lo stesso fenomeno del partitismo politico fu ideato dai custodi della sinarchia mondialista, proprio in vista di questi risultati, sulle ali del motto “divide et impera”. Pertanto dovrebbe essere superfluo ricordare come storicamente sia la destra che la sinistra che i movimenti cosiddetti “centristi” (stile DC in Italia), radicali, liberali, ecc.., abbiano lavorato occultamente al piano della Paneuropa, sia pur con piccole variazioni sul tema. Come non ricordare la strepitosa sintonia, rivelata in altri scritti (vedi allegati) tra Kalergi, Adenauer, Schumann e De Gasperi? Come non ricordare il portentoso contributo alla causa paneuropeista data da radicali, socialisti e liberali? (vedi qui L'Europeismo è la distruzione dell'Europa. Ecco perchè non dobbiamo votare). Nell'opera "Il Socialismo al Bivio", ad esempio, spicca la figura di Ernesto Rossi, politico e giornalista italiano antifascista e radicale, tra i padri promotori (con Altiero Spinelli ed Eugenio Colorni) del federalismo europeo, cioè del progetto d'ispirazione massonico-sionista dell'Unione europea, destinato a confluire – in un livello successivo – in un progetto ancor più totalizzante chiamato per l'appunto: "Stati Uniti d'Europa". Ernesto Rossi condivise con Altiero Spinelli, inoltre, la stesura del "Manifesto di Ventotene", considerato "il suo libro più importante, nonché il suo testamento morale" (1)Ne "Il Socialismo al Bivio" (Pag. 20) è riportata una lettera di Ernesto Rossi all'amico Giuseppe Favarelli, datata 16 Marzo 1945 ed inviata da Ginevra durante il confino in Svizzera. In essa emerge innanzitutto l'avvenuta fusione tra PC e Socialisti (PS), poi le simpatie per il partito laburista inglese, diretta derivazione della Fabian Society : "se fossi in Inghilterra – confessa Rossi a Favarelli – troverei il mio posto nel partito laburista. Mi trovo completamente d'accordo – continua – col Socialist Vanguard Group che pubblica la rivista "Socialist Commentary" ed ho molta stima per il "New Statesman" e per la "Fabian Society". Ovviamente – aggiungiamo – avere simpatica per la "Fabian Society", equivale ad aver simpatia per il Commonwealth britannico(anima del N.W.O.), per l'anglo-israelismo e per l'alta finanza londinese.

    (1) (Cfr.:  A. Spinelli, Il Manifesto di Ventotene, Bologna, Il Mulino, 1991, pp. 1-3; Cfr. anche: E. Rossi, «Alleanza atlantica o neutralità?», in Il Ponte, XX, 1964, n. 4; A. Spinelli, Diario europeo. 1948-1969, Bologna, Il Mulino; G. Spadaccia, «Ernesto Rossi. La battaglia federalista (a colloquio con Altiero Spinelli)», in L’Astrolabio, V, 1967)

    La grande finanza della City of London e di Wall Street, infatti, non a caso, ha da sempre foraggiato i movimenti politici di tutti gli schieramenti europei, tramite il connivente sistema delle banche centrali e della moneta emessa a debito e senza riserva aurea. A nulla serve, alla luce di tali inoppugnabili verità storiche, invocare la riesumazione di cadaveri socialisti o liberali, quale “soluzione alla crisi”. Anzi!! A nulla servono i pittoreschi e mitici proclami di filosofi neo-marxisti o neo-nazisti, neo-liberisti o radicali alla rinascita di “una nuova passione per la politica”, quale provvidenziale superamento del blocco delle coscienze degli uomini di responsabilità. 

                        L’humus culturale e religioso che diede vita 

             al disgraziato fenomeno del partitismo politico, infatti, 

                 è lo stesso che architettò il graduale disfacimento 

     della gloriosa civiltà cristiana e della società organica e teocentrica, 

         in favore di modelli hegeliani immanentisti e paganeggianti. 

    La luce tenebrosa dei retaggi della grande Babilonia, incarnati nei secoli dal neo-paganesimo talmudico-cabalistico delle società segrete e dei gruppi massonico-mondialisti (Table Round in testa) a partire dal Rinascimento ha cercato di trasformare la società cristiana, riuscendoci gradualmente – specie a partire dal Settecento – proprio attraverso la sostituzione dello spirito politico a quello religioso. La soluzione al caos presente, dunque, non può che essere spirituale e religiosa, in primis. Non si può controbattere ad un attacco di natura religiosa e spirituale con panacee squisitamente politiche. Come non si può spegnere un grande incendio con la polvere da sparo. Ecco perché è necessario iniziare a dare un nome a tutte le cose, sbugiardando pubblicamente i falsi profeti e rifiutandosi di adeguarsi ai nuovi luoghi comuni della politica, dell’ecumenismo e del multiculturalismo a tutti i costi…

     Priorità e correttivi per contrastare il "Piano"       

    Altra importante opera da realizzare è quella di ridimensionare il cieco vigore dei partiti e dei gruppi politici, rimodulandolo ed orientandolo verso orizzonti di verità. E’ inutile inneggiare al marxismo, se esso stesso è la culla del sionismo-massonico; è inutile celarsi dietro dogmi nazionalistici ed ultraconservatori, se non si comprende l’identità del vero nemico da contrastare e la portata profondamente religiosa della guerra in atto; è inutile protestare ed inondare di variopinte bandiere le piazze, se non si cerca di realizzare contesti di sovranità monetaria autonomi e paralleli ai tradizionali flussi monetari debitocratici: senza autonomia monetaria, infatti, nessuna reazione sarà mai possibile: sarebbe come pretendere di scalare una montagna innevata senza aver preventivamente la liquidità necessaria ad acquistare degli scarponi da neve. 

               La precisa e scrupolosa conoscenza del fenomeno mondialista 

                          è dunque essenziale e propedeutica a qualsivoglia 

                   azione di riscatto politico, religioso, sociale ed economico. 

                      Bisogna irradiare nelle menti delle nuove generazioni 

               la verità sull’ipocrisia sistemica del partitismo politico e sulla 

                      connivenza storica di esso con il sistema mondialista: 

    gli storici nemici di Gesù Cristo e dei cristiani furono e sono gli stessi che gestiscono le fila del sistema bancario e dell’alta finanza; questi ultimi furono e sono gli stessi che da sempre animano e fomentano le rivoluzioni e le guerre mondiali, che creano e foraggiano i partiti; che plasmano e diffondono le culture totalitarie e che fomentano e gestiscono i processi di disintegrazione indotta delle culture nazionali e degli slanci religiosi dei popoli (anche tramite l'ecumenismo). La distruzione del Cristianesimo-Cattolico, in primis, è il principale ed atavico obiettivo dei nemici della storia e della verità.

    Unione europea - orgini

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Due personaggi chiave                                             

                                          Molto illuminante, in tal senso, 

                      è l’occulto rapporto rigorosamente filtrato e taciuto 

                                  dagli storici moderni e contemporanei, 

                              tra due personaggi chiave del mondialismo, 

                quali Richard Coudenhove-Kalergi e George Lionel Curtis

    quest’ultimo (seconda foto grande da sinistra) fondatore della Table Round, del CFR e padre spirituale del Commonwealth britannico (cuore operativo del Nuovo Ordine Mondiale), nonché co-artefice "tecnico" del successo della Rivoluzione giudaico-bolscevica in RussiaNei due personaggi si sintetizzano e fondono diversi progetti mondialisti, apparentemente antitetici, ma invero portati avanti da un’unica mente anti-cristiana: la Rivoluzione Comunista (piano sovversivo giudaico-bolscevico orientato alla conquista e distruzione della Madre Russia Cristiana e dello stesso popolo russo), la rivoluzione liberal-capitalista (Curtis era vicino al padre del liberismo Von Mises, di cui era dedito sostenitore); l’egemonia mondiale del modello anglo-statunitense dell'impero Commonwealth e dell'asse anglosassone Londra-Washington, uniformato ai canoni religiosi e filosofici dell’anglo-israelismo massonico di matrice giudaico-protestante (vedi qui Conoscere il Nuovo Ordine Mondiale – British Israel, Ecumenismo e Protestantesimo); la nascita dell’Unione europea.  I due ambigui personaggi, Kalergi e Curtis, la loro amicizia e i loro punti di contatto, sono infine la prova ulteriore e definitiva dell’esistenza di un complotto mondiale trasversale e senza confini geografici, che sovrasta i partiti e sussiste sulla base di un'unica e sostanziale divergenza: non già quella tra blocchi ed aree continentali (Cina-Usa; Usa-Russia; Ue-Russia, ecc..) ma quella tra popoli indifesi e ignari (da una parte) ed élite mondialista (anti-cristiana, giudeo-massonica, democratista, social-comunista e liberal-capitalista) dall’altra. Tutto il resto è falsità e propaganda! Questa uniformità di piani e vedute, che gli storici al soldo dei banchieri si sono sforzati di nascondere tra le pieghe della storia, se ci pensate ridimensionano e vanificano anche i tentativi di creare false contrapposizioni politiche ed ideologiche tra Gran Bretagna e Unione europea, con quella eccezionale macchina di propaganda e marketing passata alla storia come "Brexit". L'Ue, infatti, come rimarcato in più sedi, è di fatto il carcere edificato dall'alta finanza e dal sistema bancario, dei quali City of London e Wall Street sono la massima espressione mondiale. Come potrebbero i governi britannici anglo-israeliti e filo-massonici, storicamente asserviti al progetto della Paneuropa anticristiana e del "Grande Israele" remare contro il loro stesso progetto? Impossibile!

     Lionel Curtis: prototipo dell'uomo mondialista        

    Curtis, sostenitore ed amico di Kalergi, contribuendo attivamente al blocco del credito contro la Russia di Nicola II Romanov (ed al contestuale successo del comunismo bolscevico), ingenerando la crisi del rublo al tempo dell’avvio della grande operazione terroristico-bolscevica del 1917 contro la cristianità e sostenendo – parimenti – sia la nascita del grande impero giudeo-massonico chiamato Commonwealth (di cui fu pioniere e padre spirituale) che la stessa Paneuropa kalergiana, incarna meglio di tutti la verità sui tratti somatici dell’uomo mondialista contemporaneo: politico e trasformista, massone, filo-europeista, esperto di finanza, apolide, ipocrita, scaltro, cinico, trasversale, esaltato, inebriato di occultismo, élitario, hegeliano, determinato, fedele al credo luciferino.

                Se i cercatori di verità non sapranno disarmare e smascherare

                 questo degenerato prototipo umano di “uomo mondialista”,

                             nessuna reale rinascita sarà mai possibile.

    Prima la conoscenza della verità, poi l'azione consapevole e convinta che non può prescidere da una rinascita spirituale uniformata ai più alti valori cristiani! Solo così l'Europa potrà difendere la sua reale identità ed evitare la disintegrazione, soccombendo allo tsunami dell'iper-immigrazione e dell'omologazione.

    Sergio Basile (Copyright © 2017 Qui Europa)

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    L'Europeismo è la distruzione dell'Europa. Ecco perchè non dobbiamo votare

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    Giovedì,  Maggio 29th/ 2014  – di Sergio Basile e Vincenzo Mannello – Redazione quieuropa, Jean Claude Juncker, Matteo Renzi, Vincenzo Mannello, Sergio Basile, Unione europea, Elezioni 2014, PD, Commissione Trilaterale, Bilderberg Club.  Governatore della Banca Mondiale dal a989 al 1995, Governatore del Fondo Monetario Internazionale, Martin Schulz  Junker e l'elezione degli dei illuminati Tra i papabili alla Commissione Ue, Jean Cloude Junker in […]

  • 23 settembre – Festa di san Pio da Pietrelcina. Ti aiutiamo a capire cosa ha sofferto per noi

    23 settembre – Festa di san Pio da Pietrelcina. Ti aiutiamo a capire cosa ha sofferto per noi

    Sabato, 23 settembre/ 2017 

    di Corrado Gnerre – Il Cammino dei tre sentieri

    introduzione di Sergio Basile 

     Redazione Quieuropa,  Padre Pio, San Pio da Pietrelcina, Sofferenza, redenzione, umanità  

    23 settembre – Festa di san Pio da Pietrelcina. 

    Ti aiutiamo a capire cosa ha sofferto per noi 

    L'opera di corredenzione di San Pio: croce e tormento

    dell'anima, per il bene delle anime, seguendo

    l'esempio di Gesù Cristo Nostro Signore

     

    di Corrado Gnerre – Il Cammino dei tre sentieri

    introduzione di Sergio Basile 

    S. Pio da Pietrelcina - Senso cristiano e valore salvifico della sofferenza

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Se mi ami non piangere (Sant'Agostino)
     
    Se mi ami non piangere! Se tu conoscessi il mistero immenso del cielo dove ora vivo,
    se tu potessi vedere e sentire quello che io vedo e sento in questi orizzonti senza fine,
    e in questa luce che tutto investe e penetra, tu non piangeresti se mi ami.
    Qui si è ormai assorbiti dall’incanto di Dio,
    dalle sue espressioni di infinità bontà e dai riflessi della sua sconfinata bellezza.
    Le cose di un tempo sono così piccole e fuggevoli al confronto.
    Mi è rimasto l’affetto per te: una tenerezza che non ho mai conosciuto.
    Sono felice di averti incontrato nel tempo, anche se tutto era allora così fugace e limitato.
    Ora l’amore che mi stringe profondamente a te è gioia pura e senza tramonto.
    Mentre io vivo nella serena ed esaltante attesa del tuo arrivo tra noi, tu pensami così!
    Nelle tue battaglie, nei tuoi momenti di sconforto e di solitudine, 
    pensa a questa meravigliosa casa,
    dove non esiste la morte, dove ci disseteremo insieme,
    nel trasporto più intenso alla fonte inesauribile dell’amore e della felicità.
    Non piangere più, se veramente mi ami!
    Sant’Agostino )
     

     La corredenzione del mondo                                  

    Introduzione  – di sergio Basile – Lo scritto sopracitato, Se mi ami non piangere (Sant'Agostino), è una straordinaria finestra sull'eternità, che supera la portata devastante del dolore e della sofferenza umana, dando senso cristiano – altissimo – alla lacrime e alla sofferenza terrena, nonché alla morte. L'esistenza, l'accettazione e l'attuazione eroica della passione di Cristo fino alla morte di croce – mirabile, esemplare ed estrema opera di amore e di redenzione dell'umanità, dal male e dal peccato – così come l'esistenza del Paradiso e l'accettazione eroica della passione sulla propria pelle e nella propria vita, da parte di molti giusti, santi e mistici, come San Pio da Pietrelcina, specularmente testimoniano e prefigurano all'estremo opposto l'esistenza dell'egoismo senza limiti, del male personificato, satana, e dell'Inferno: luogo di perdizione eterno e terribile delle anime cattive allontanatesi da Dio e dal suo piano di salvezza. Eppure molti oggi così come non comprendono il senso cristiano della sofferenza e della morte, non credono parimenti all'inferno ( Ndr –  vedi qui: La visione dell’Inferno nella società moderna e le rivelazioni di Fatima) e di conseguenza, considerandosi liberi di agire in piena anarchia, alieni dal messaggio cristiano e dal rispetto di ogni principio morale e religioso, non comprendono assolutamente la portata salvifica della Passione di Cristo, né il sacrificio estremo di molti santi e giusti, accostatisi all'opera corredentrice di Gesù, per sommo amore. Il seguente scritto (tratto dall'Epistolario di San Pio da Pietrelcina) nella sua crudezza, ci aiuta a comprendere come la salvezza del mondo e delle anime sia una questione estremamente seria che riguarda ciascuno di noi e assolutamente non esente dal dolore e dalla sofferenza, dell'anima e del corpo.

                             La sofferenza cristiana dei giusti rappresenta

                                 quel che manca alla passione di Cristo

                                 per la redenzione dell'intera umanità.

        Essa diviene pertanto opera preziosissima ed unica di corredenzione.

    San Pio rappresenta un modello altissimo di vita cristiana e di accettazione conformante alla salvifica passione di Gesù: questo dolore dà senso al dolore di ciascuno di noi,  alle malattie, alla perdita temporanea dei nostri cari, alle croci della vita, specie se ben orientate ed accettate quali parti di un grande e misterioso disegno divino di salvezza. Senza la luce della fede, ovviamente, il dolore finisce per diventare fonte di disperazione inesauribile e frustrazione senza limiti. Sta a noi, dunque, cogliere il senso del dolore e santificarlo al fine di guadagnare il sommo ed eterno bene.

                         La salvezza delle anime dall'Inferno, infatti, 

                              è una questione di primaria importanza, 

              per compartecipare alla quale molti santi come Padre Pio, 

                  furono disposti ad accettare il sacrificio della Croce, 

                        conformandosi alla Passione di Cristo

    Sergio Basile 

     

    di Corrado Gnerre – Il Cammino dei tre sentieri

    S. Pio da Pietrelcina - Senso cristiano e valore salvifico della sofferenza

     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     

      Il terrore della solitudine                                        

    Pietrelcina – di Corrado Gnerre – San Pio da Pietrelcina è il Santo della “sofferenza vicaria”. Egli è stato inchiodato alla Croce per cinquant’anni (partecipando all'opera di corredenzione di molte anime – Ndr). San Pio Ricevette le stimmate visibili il 20 settembre del 1918 e queste sparirono il 20 settembre del 1968. Di lì a tre giorni morì. Ma San Pio non ha sofferto solo per le stimmate. Ha sofferto sin da subito. In occasione della festa vi offriamo alcuni passaggi di sue lettere che ben descrivono le prove che si da subito la provvidenza volle che patisse. “Fratel mio, il mio martirio è superlativamente grande. Il povero cuore vorrebbe sfogare le sue ambasce, ma non ne vedo il modo. Egli è irrequieto, e non sa dove posarsi. La compagnia dei miei e delle persone care non riesce affatto a riempire il gran vuoto che sento in me, anzi a dirvi il vero, le loro cure mi accrescono il martirio del cuore, e più che mai vado esperimentando il terrore della solitudine. Quando avrà fine questo tormento?”(1) “(…) ciò che più è doloroso in questo stato per l’anima è quello di perdere ogni facilità di fare orazione e di meditare e di essere lasciata al buio in una piena e penosa aridità.”(2) “Le desolazioni spirituali sono insoffribili; si vanno sempre più maggiormente incalzando. L’autorità soltanto è quella che mi sostiene in mezzo a tanto buio. Il mio cuore è irrequieto; cerca di posarsi e non sa dove. Il vuoto che sento in me mi riempie di spavento. La memoria non rammenta quasi più nulla; l’intelletto cerca la verità prima e quando sembra apprenderla ed intenderne qualche cosa, tutta di un tratto viene piombata nelle più fitte tenebre.(3) “Invero tutto è tristezza intorno a me e non vi è parte alcuna che non sia in alta afflizione: la parte sensitiva è posta in un’amara e terribile aridità; le potenze tutte dell’anima in un vuoto di tutte le loro apprensioni, che mi riempie di un estremo spavento.”(4)

    (1) Padre Pio da Pietrelcina, Epistolario, IV, pp.190-191. (2) Padre Pio da Pietrelcina, Epistolario, II, 45. (3) Padre Pio da Pietrelcina, Epistolario, I, 364. (4) Padre Pio da Pietrelcina, Epistolario, I, 270.

     Nessun raggio di luce                                            

    “Vi sono certi momenti in cui sul cielo dell’anima mia si addensano nubi sì oscure e tenebrose, da non lasciare intravedere neanche debolmente un raggio di luce. E’ l’alta notte per la povera anima. Tutto l’inferno su di lei si riversa con i suoi ruggiti cavernosi, tutta la mala vita passata e quel che più è spaventoso è che l’anima istessa con la sua fantasia e la sua immaginazione sembra votata a congiurare contro se stessa. I belli giorni passati all’ombra del suo Signore spariscono del tutto dalla mente. Lo strazio che prova la povera anima è tale, che non saprei differenziarlo dalle pene atrocissime che soffrono i dannati nell’inferno.”(5)

    (5) San Pio da Pietrelcina, Epistolario, I, 186.

     Il deserto dell'anima di Padre Pio                       

    “Il buon Gesù ha posto in una estrema desolazione il mio spirito; a stento sento di sentire di vivere la vita dei figlioli di Dio. Tutto è deserto, tutto è sconforto per l’anima in questi momenti di trepidazione e di speranza. (…). Di tanto in tanto una tenuissima luce che viene dall’alto, tanto per rassicurare la povera anima che il tutto è regolato dalla provvidenza divina (…), ma ahimé! di lì a poco ella, la povera anima, viene immersa in una desolazione ben più funesta di quella di prima. (…). (Poi) nell’alta punta dello spirito sente simile ad un lieve soffiare di vento primaverile quella bellissima assicurazione del divin maestro che non può cadere un capello dal nostro capo, senza la permissione del nostro Padre celeste, che egli veglia paternalmente su di lei, e che provandola con simili desolazioni, lo fa sempre per amore e per la sua perfezione. E così, o padre, l’amarezza della prova viene addolcita dal balsamo della bontà e della misericordia di Dio.(6) “(…) questa mia speranza in Gesù accresceva sempre più la collera della milizia di satana contro di me. Ed, ahimè, con quante lagrime, con quanti sospiri, con quanti gemiti chiedevo l’aiuto del cielo! Ma questo mi pareva che fosse divenuto di bronzo.”(7)

    (6) Padre Pio da Pietrelcina, Epistolario, I, 263. (7) Padre Pio da Pietrelcina, Epistolario, I, 128.

     La storia dei santi: maestra dell'umanità          

    “La vita è per me insopportabile e solo la sopporto per piacere allo Sposo delle anime che così vuole, sebbene però, e non ve lo nascondo, assai violenza bisogna che mi faccia per emettere quest’atto di rassegnazione. In certi momenti è tale la forza che fo a me stesso per quest’atto di rassegnazione da dislogarmi tutte le ossa. Il desiderio di essere sciolto per unirmi a lui è una spada che mi trafigge e mi trapassa il cuore da più anni; è una fiamma che mi va consumando lentamente.(8) “Ai mondani sembra incredibile che vi siano delle anime che soffrono nel vedersi dalla provvidenza prolungata la vita. Eppure la storia dei santi è e sarà la maestra dell’umanità. Dalle pene atrocissime che le anime dei giusti soffrono nel vedersi lontane dal loro centro, possiamo formarci, o Raffaelina, una languida idea di ciò che dette anime soffrono persino nel dover soddisfare ai bisogni più necessari della vita, quali sono il mangiare, il bere e il dormire. E se Iddio pietoso non accorre, specie in certi momenti ed in certi giorni, con una specie di miracolo col togliere loro la riflessione nel mentre che adempiono a questi atti necessari della vita, per le poverine è tale il tormento che esperimentano nel fare un atto solo di simil fatta, di cui non possono esse esentarsi, che io, senza tema di mentire, non saprei trovare un po’ di assimilazione se non in ciò che dovettero esperimentare quei martiri che furono bruciati vivi dando così loro la vita a Gesù in testimonianza della loro fede. Forse per qualcuno questa similitudine, potrebbe sembrare una esagerazione bella e pura, ma so io, mia cara Raffaelina, quello che mi dico. Il giorno dell’universale giudizio vedremo purtroppo queste anime che senza aver dato il loro sangue per la fede, dico che le vedremo coronate, al pari dei martiri, con la palma del martirio.”(9)

    (8) Padre Pio da Pietrelcina, Epistolario, II, 14. (9) Padre Pio da Pietrelcina, Epistolario, II, 53.

     Una croce per co-redimere le anime                   

    “Cosa devo dirvi delle cose appartenenti al mio spirito? Il mio stato si va facendo sempre più critico, e la prova è giunta sino al punto da poter quasi dire: non ne posso più. Dio mio, dove si andrà a finire di questo passo? Non vedi che io muoio in ogni istante senza lasciare mai di vivere di quella vita che non vorrebbe vivere e che si sopporta per solo motivo di non contravvenire ai vostri giusti ed eterni ed eterni voleri?”(10) “L’è questa spina conficcata sempre lì nel cuore, che non mi lascia libero un istante. Io non riesco, figliuola mia, a rimuoverla nemmeno per un istante. Con questa croce conficcata nell’alta punta dello spirito, ogni bene mi è di tormento, ogni occupazione, ogni distrazione mi è noiosa, la vita stessa mi è pesante ed amara. Vi penso, meglio, la sento, la veggo sempre lì il giorno, l’ho sempre presente nei miei sogni la notte. Essa è sempre la prima che mi si presenta al pensiero e allo svegliarmi è sempre la prima che mi si presenta per lacerare il cuore, e l’ultima con cui e sopra di cui mi addormento. Deh, mia buona figliuola, aiutami.”(11)

    (10) Padre Pio da Pietrelcina, Epistolario, I, 513. (11) Padre Pio da Pietrelcina, Epistolario, III, p.723.

    Corrado Gnerre –  Il Cammino dei Tre Sentieri

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  • Lettera di una madre preoccupata – I miei figli  hanno avuto gravi reazioni ai vaccini

    Lettera di una madre preoccupata – I miei figli hanno avuto gravi reazioni ai vaccini

    Venerdì, 22 settembre/ 2017 

    di Mirella Fuccella

     Redazione Quieuropa,  Caccini, Mirella Fuccella,  abusi vaccinali, strategia. divieto analisi prevaccinale 

    Lettera di una madre preoccupata – I miei figli

    hanno avuto gravi reazioni ai vaccini

    Orwell 2017  – Vaccini: qual è la stretegia del Ministero della Salute?

     

    di Mirella Fuccella – Lettera alla redazione

    vaccini-lettera-alla-redazione-una-mamma-preoccupata-gravi-reazioni-sui-miei-figli

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Vaccini: imposizioni e strani divieti su analisi    

    Salerno – di Mirella Fuccella Sono una mamma di tre figli che hanno avuto gravi reazioni ai vaccini. In seguito all'approvazione della legge Lorenzin mi sono iscritta ad un gruppo per la libera scelta vaccinale e ad un gruppo di persone che hanno subito danni da vaccino. Attraverso tali gruppi sono venuta a conoscenza di

                                         tutta una serie di soprusi

                         che stanno avvenendo in varie parti d'Italia

                             a danno dei bambini e dei loro genitori.

    Ecco alcuni esempi piu' eclatanti: 1) in una testimonianza proveniente dal Nord Italia viene segnalato che è stata emanata una circolare da parte del Ministero che vieta ai pediatri di prescrivere qualsiasi tipo di analisi prevaccinale (cosa che invece sarebbe previsto dalla legge), se i pediatri le prescrivono saranno accusati di danno all'erario. Pensiamo che tale circolare riguardi i pediatri di tutta Italia perché anche da noi, in Campania, i pediatri rifiutano di prescrivere tali analisi. 2) molte persone in provincia di Belluno si sono sentite dire che tutti i laboratori di analisi sia pubblici che privati hanno il divieto assoluto di fare esami anticorpali, anche laddove le persone paghino di tasca propria. In pratica se un bambino ha già avuto il morbillo o altra malattia è impossibile dimostrarlo perché le analisi sono vietate! 3) altre persone dalla Sicilia segnalano che addirittura sono stati modificati i range di riferimento per le analisi anticorpali. Quindi persone che prima risultavano immuni alla rosolia, ora risultano non immuni. Cosa impossibile, visto che la rosolia, una volta contratta, "regala" immunità praticamente per tutta la vita. Mi auguro che si possa fare chiarezza in merito a queste cose, perché, al tempo del "controllo totale" alla George Orwell e della "Fattoria degli animali… totale"… i maiali artefici della rivoluzione contro l'uomo, sono ormai usciti allo scoperto (Ndr):

                          ormai è evidente che al Ministero della Salute

                        pensino a tutto tranne che alla salute pubblica,

    soprattutto ciò che conta è  il profitto delle multinazionali farmaceutiche…

        la disintegrazione delle coscienze e l'annullamento dell'essere (ndr)


    Mirella Fuccella (Copyright © 2017 Qui Europa)

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