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  • Grecia: l’operazione è riuscita! Il paziente è morto

    Grecia: l’operazione è riuscita! Il paziente è morto

    Martedì, 26 giugno / 2018

    – di Roberto Pecchioli 

     Redazione Quieuropa, Roberto Pecchioli, Grecia,  Austerità, Troika,  Ue, BCE, FMI,  MES     

    Grecia: l'operazione è riuscita! Il paziente è morto

    Grecia: 800 riforme imposte, 500mila abitanti in meno,

    due generazioni distrutte da Tsipras & Co, paladini

    dell'Europa targata Troika

     

    di Roberto Pecchioli

    GRECIA - 2 GENERAZIONI  DISTRUTTE

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Che fine ha fatto la Grecia?                                     

    Roma – di Roberto Pecchioli Suonano a distesa le campane euro entusiaste: la Grecia è fuori della crisi che la attanaglia da dieci anni, la Troika (BCE, Fondo Monetario, Commissione Europea) che l’ha commissariata si ritira. Paolo Gentiloni, il nobiluomo post comunista già primo ministro italiano in conto terzi, ha ringraziato commosso il suo omologo Tsipras, l’ex beniamino della sinistra fattosi massacratore del popolo greco: grazie per aver scommesso sull’Europa. La gioia del conte Gentiloni Silverj, unita alla soddisfazione dei gazzettieri di regime, è assai sospetta e merita mostrare i dati socio economici ufficiali dell’antica culla della nostra civiltà. Il primo dato che sgomenta è l’ampiezza degli interventi dei “benefattori” targati FMI, Meccanismo Europeo di Solidarietà e Stati dell’Unione.

                                Gli aiuti hanno superato i 241 miliardi di euro,

                                 una parte dei quali uscita da tasche italiane.

    Lasciamo per un attimo da parte gli antefatti, i trucchi contabili di lungo periodo dei governi greci per entrare nel paradiso dell’euro, peraltro posti in essere con l’indulgenza franco-tedesca e l’aiuto determinante delle banche d’affari internazionali (Goldman & Sachs in testa), nonché l’evidenza dello sfacciato assistenzialismo politico di destra e di sinistra. Cerchiamo di capire che cosa è accaduto dal 2008-2009, allorché il precipizio si è aperto sotto i piedi del popolo ellenico, privato a forza della possibilità di votare con referendum l’adesione o meno alle misure imposte dalle istituzioni finanziarie, in spregio a quella democrazia fondata ad Atene due millenni e mezzo fa.

     800 riforme economico-sociali                            

    Il PIL della Grecia è ora in lieve rialzo dopo essere disceso per anni, con una punta al ribasso del 15 per cento. I dati ufficiali sbandierano un avanzo primario del bilancio di 2,2 miliardi di euro, il 4,5 per cento del prodotto interno, il che significa che il totale è oggi di poco più di 205 miliardi, assai inferiore a quello pre crisi, nonostante l’immissione di 241 miliardi, ovvero il 120 per cento del PIL annuale.

                    Il fatto è che la maggior parte di questa cifra è servito per salvare

              l’enorme esposizione delle banche tedesche e francesi (oltre 90 miliardi),

                                               il resto sono andati in interessi.

    E il popolo greco? Ha dovuto sopportare finora circa 800 “riforme” economiche e sociali imposte dai dittatori finanziari, adesso finalmente soddisfatti. La prima parte del loro sporco lavoro è fatta. Assomiglia a quei bollettini medici in cui si dice che l’operazione è tecnicamente riuscita, ma il paziente è morto. Questo è successo alla sfortunata nazione che fu di Omero, di Platone, Aristotele e di legislatori come Solone e Pericle.

     Mezzo milione di abitanti in meno                      

    Il paragone, purtroppo, è tutt’altro che metaforico, giacché in meno di dieci anni la Grecia ha perso mezzo milione di abitanti, passando da 11,3 milioni a 10,8. La mortalità è aumentata con punte raggelanti tra i neonati e i bambini, l’aspettativa di vita è calata.

                                 Un greco su 4 non ha accesso a cure mediche

              per lo smantellamento del sistema pubblico e la mancanza di denaro

                                                           per le terapie.

    Il tasso di suicidi, i cui tristi primati hanno storicamente riguardato il Nord Europa,

                                          si è alzato del 35,7 per cento.

                               Quattro bambini su 10 vivono in povertà.

    Il dato è semplicemente ignobile e rende disgustose le congratulazioni di Gentiloni e compagni.

     Espropriata di tutto                                                  

    La Grecia è stata espropriata di tutto. La sua fragile economia è quasi interamente in mani straniere, spiccano tedeschi, francesi e cinesi. Sono stati svenduti i porti – l’antichissimo Pireo ha gli occhi a mandorla – gli aeroporti, gli immobili turistici, le ferrovie, le scarse industrie e il settore agricolo intensivo. La disoccupazione, al 10 per cento prima del governo Troika-Tsipras è adesso al 20 per cento, un successone, giacché si toccò il 28 per cento (può darsi che i dati siano ancor più disastrosi di "quelli ufficiali" – Ndr). Ma i numeri sono difficili da nascondere dietro le fumisterie contabili: solo il 35 per cento della popolazione è attiva, l’età media di chi lavora è salita per l’emigrazione massiccia dei giovani. Industria ed esportazione sono in modesta ripresa, ma ci vorranno decenni per risalire al dato pre-crisi. I disoccupati calano lievemente rispetto ai momenti più drammatici, ma lo stipendio medio di un dipendente del settore privato non supera i 500 euro, la contrattazione collettiva è stata abolita per legge. Il governo Tsipras è di sinistra, per una breve stagione fu l’idolo dei neo comunisti di casa nostra. Le pensioni sono state tagliate ben 13 volte, e nel 2019 è prevista un’altra sforbiciata; la media è inferiore a 400 euro.

      Il "buon lavoro" di Tsipras                                     

    Mancano i farmaci per molte patologie e lo stesso sistema bancario, che gli usurai si vantano di aver risanato ha un euro di impieghi su due a rischio di mancata restituzione. Tuttavia, il ministro francese Bruno Lemaire e il suo collega tedesco Olof Scholz si congratulano con Tsipras: ha fatto un buon lavoro. Parola di necrofori. L’euro non è in discussione, esultano. Gioiscono assai meno i 200 mila dipendenti tagliati nel settore pubblico, specie sanità, scuola, polizia, e l’intera popolazione il cui potere d’acquisto si è eroso di oltre il 28 per cento. In compenso, crescono i profitti greci della Germania e anche l’Italia fa la sua parte, presente nelle telecomunicazioni e nel gas con Snam, alla ricerca dei ricchi giacimenti del mediterraneo orientale. Ma hanno fatto un ottimo lavoro e, come Cesare, sono uomini d’onore, che soffrono intensamente leggendo che il 35,6 per cento dei greci è oltre la soglia della povertà. Piangono ogni notte sapendo che nel 2017 ci sono state l’enormità di 133.000 rinunce all’eredità, con un balzo del 333 per cento (trecentotrentatré, avete letto bene). Mancano i soldi per pagare le tasse relative, i beni vanno all’asta e capirete a chi finiscono. Per contenere le proteste popolari, gli incanti vengono fatti online dagli studi notarili, presi d’assalto ogni volta da folle inferocite con le lacrime agli occhi.

      Debito pubblico 190% del Pil                                 

    Il debito pubblico era attorno al 100 per cento del PIL, adesso sfiora il 190, molti vivono di carità privata. Queste sono le macerie che lascia la dittatura quasi decennale delle “istituzioni finanziarie”.

                                          La Grecia è un morto che cammina,

     come ripete un farmacista ateniese impossibilitato a rifornire i suoi clienti.

    Oltre a chi non può più permettersi terapie e medicine, oltre le carenze di approvvigionamento e distribuzione e i tagli selvaggi alla sanità, sussiste l’obbligo di fornire i farmaci antitumorali soltanto a pochi pazienti. La legge prescrive che la fornitura sia legata all’aspettativa presunta di vita, che viene direttamente indicata sulla ricetta. Insomma, i greci devono morire, per di più soffrendo senza cure, affinché le istituzioni finanziarie si riprendano i soldi che avevano improvvidamente prestato tra la fine del secolo andato e l’inizio del presente. Non furono costrette né minacciate, finanziarono abbondantemente il sistema, truccarono i conti, alimentarono la corruzione del paese. Poi, come le banche con i clienti alla prima difficoltà, imposero il rientro immediato a uno Stato (ex) sovrano.

      La verità oltre la propaganda                                 

    La verità è che la Troika non si ritira dalla Grecia. Ha infatti imposto ulteriori politiche di austerità e tagli, che troveranno ubbidienti esecutori nel prossimo governo.

                                Tsipras perderà le elezioni, ma nulla cambierà,

                  giacché gli succederà Nuova Democrazia: la destra e la sinistra

                              che hanno distrutto la Grecia si danno il cambio.

    La nazione è stata umiliata anche sul piano simbolico, costretta ad accettare che la vicina repubblica macedone (staterello ex jugoslavo in mano a trafficanti di ogni risma) entri nell’Unione Europea mantenendo il suo nome, da oltre duemila anni quello della regione greca di Alessandro Magno.

      Tsipras & Co: 2 generazioni distrutte                    

    Il prestito è stato allungato di altri dieci anni, il governo si è impegnato sino al 2060 (!!!) a realizzare avanzi di bilancio, tutti destinati a lorsignori. Facciamo un esempio tratto dal sito scenarieconomici.it. “Se lo Stato spende 100 e tassa 97 fa deficit nella misura del 3, cioè decide di lasciare 3 di ricchezza a cittadini e imprese; quando lo stato spende 100 e tassa 100 lascia zero ricchezze, quando spende 100 e tassa 103 fa invece avanzo primario. Ma dove va a prendere la differenza? Dal risparmio privato di cittadini e imprese erodendo la ricchezza collettiva. “ Raschiato il fondo del barile, e in Grecia ci sono arrivati, potranno solo imporre forme di schiavismo legalizzato, un idea meno folle di quanto sembri, al tempo della dittatura finanziaria. Ammesso che tra quarant’anni sussista ancora un popolo ellenico,

                  Tsipras ha impegnato ufficialmente due generazioni future

                                          a lavorare per banche e finanza.

    Non è l’unico, peraltro, poiché l’Italia realizza avanzi primari da ben 27 anni, vivendo ben al di sotto delle proprie possibilità, impegnata a donare sangue a Dracula.

     Senza cravatta.. alle dipendenze dei cravattari     

    Paolo Gentiloni, nel congratularsi con Quisling/Tsipras, lo ha invitato a rimettere la cravatta, cui il presidente greco aveva rinunciato. Non portava la cravatta, ma dipendeva dai cravattari, come a Roma chiamano gli strozzini. Ora può rimetterla: l’usura non ha più bisogno di maschere, stringe il cappio senza nascondersi. Aristotele, il più grande dei greci di ogni tempo, distinse l’economia dalla crematistica, cioè trarre denaro dal denaro, o, come suggerisce la prudente definizione dell’enciclopedia Treccani, la moltiplicazione delle ricchezze prescindendo dalla loro distribuzione e dal consumo. In parole chiare, l’usura che tiene in pugno il popolo che fondò la nostra civiltà e molti altri. L’esperimento in corpore vili, sta riuscendo, secondo i promotori. Dopo Atene, a chi toccherà prima che la ribellione dei popoli ristabilisca giustizia? Sorge prepotente il finale del canto XLV di Ezra Pound:

             “Ad Eleusi han portato puttane, carogne crapulano ospiti d’usura".

                            Eleusi, luogo degli omonimi misteri, è in Grecia…

    Roberto Pecchioli (Copyright © 2018 Qui Europa)

    partecipa al dibattito: infounicz.europa@gmail.com 

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  • Piano Kalergi e convergenza tra europeismo e comunismo

    Piano Kalergi e convergenza tra europeismo e comunismo

    Martedì, 26 settembre/ 2017 

    di Sergio Basile

     Redazione Quieuropa,  Sergio Basile, Piano Kalergi, Comunismo, Europeismo, Massoneria 

    Piano Kalergi e convergenza tra europeismo

    comunismo 

    Kalergi, Lenin e Trotsky: stessa anima, stessi obiettivi

     

                                “Esiste anche un'altra alleanza

                         – a prima vista strana e sorprendente –

             ma che se ci si pensa è ben fondata e facile da capire.

    Questa alleanza è tra i nostri capi comunisti e i vostri capitalisti”

                                            Vladimir  Lenin

     

    di Sergio Basile 

    Piano Kalergi e convergenza tra Europeismo e Comunismo
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     

     Comunismo/europeismo: 2 facce una medaglia 

    Bruxelles, Mosca – di Sergio Basile – Nel 1923 Lev Trotsky, il "grande architetto" del comunismo, scrisse in un articolo per Pravda (intitolato "È maturo il tempo per lo slogan: Gli Stati Uniti d'Europa?"):

                  "L'Europa (dei banchieri – Ndr) sarà in grado non solo di mantenersi, 

                                        ma di consolidare e costruire se stessa, 

                               una volta che avrà abbattuto le barriere doganali 

            e la sua economia sarà unita alle inesauribili ricchezze naturali della Russia. 

                 "Gli Stati Uniti d'Europa" – una prospettiva puramente rivoluzionaria – 

                         è la fase successiva della nostra prospettiva rivoluzionaria".

                                                                Lev Trotsky

    Il giudeo-massone Trotsky ammise una comune "mission" tra l’esperimento comunista in Russia e il concepimento di quello che sarebbe diventato, di lì a poco, il progetto Ue in Europa, disegnando i tratti di un’istituzione comunitaria liberista nei modi e comunista nell’anima. Qualcuno obietterà: cosa c'entra l'europeismo targato BCE con il "Comunismo proletario"? Beh, innanzitutto il comunismo di "proletario" ebbe ben poco, malgrado gli slogan: nella prima assemblea rivoluzionaria praticamente non compariva nessun rappresentante del proletariato e – inoltre – le espropriazioni dei beni privati divennero prassi. Richard Kalergi, il padre spirituale dell’Ue, in aggiunta, non fu altro che un correligionario di Trotsky e Lenin, continuatore di un progetto di ampio respiro, trasversale e sostenuto non solo dai banchieri ebrei (e dalla Cia), ma anche dall’altra stampella del sistema mondialista: la giudeo-massoneria, B'nai B'rith in testa. Una grossa mano alla causa europeista la diede anche la massoneria austriaca: non va dimenticato come Kalergi fu iniziato nella loggia Humanitas di Vienna, nel 1921. Un articolo del 1925, apparso sulla rivista massonica The Beacon, elogiava l’operato del massone Kalergi e della Paneuropa in questi termini: "La Massoneria, specialmente la Massoneria austriaca, può essere eminentemente soddisfatta di avere Coudenhove-Kalergi tra i suoi membri… e può giustamente dichiarare che il fratello Kalergi combatte per le sue convinzioni paneuropee … Il programma del fratello Kalergi è un lavoro massonico del più alto ordine e poter lavorare insieme, per esso, è un compito alto per tutti i fratelli massoni". Le dichiarazioni di Lenin e Trotsky, possono allora trovare perfetta sintesi nella seguente relazione: 

                 il capitalismo bancario, a trazione sionista, finanziò il comunismo 

                           che, a sua volta, si trasformò in capitalismo di Stato, 

              evolvendo successivamente in un grande organismo sovranazionale.

    Ovviamente lo Stato, come noto dall’analisi del pensiero di Karl Marx, sarebbe dovuto essere uno strumento di conservazione del potere temporaneo, transitorio, destinato a dissolversi (evidentemente) in favore di una entità sovranazionale e federale più totalizzante. Detto fatto! Dopo la Seconda Guerra Mondiale, lo stesso capitalismo bancario decise di dar vita ad una nuova creatura in Europa: l’Unione europea. Ciò con il pretesto di una riappacificazione universale che avesse potuto garantire "un periodo di pace".

     La stessa anima, lo stesso motore: il capitalismo 

    Dunque Lenin, Trotsky e Kalergi, cioè il comunismo e l’europeismo, hanno condiviso da sempre gli stessi obiettivi, la stessa anima: il capitale bancario non è stato altro che il motore, l'alito vitale di questa anima. Non a caso il padre spirituale del Commonwealth, George Lionel Curtis, fu tra i principali collaborazionisti all’ascesa del primo governo comunista, neutralizzando la resistenza dei Romanov alle aggressioni giudaico-bolsceviche, con la paralisi del sistema del credito: all'inizio del 1916, infatti, l'alta finanza internazionale preparò il terreno alla Rivoluzione, indebolendo la Russia con la complicità dei paesi del blocco anglosassone, boicottando la cessione di credito allo zar ed ingenerando la crisi del rublo. Le difese immunitarie dei russi contro l’epidemia rivoluzionara furono così azzerate.  Evidentemente, quando si parla di capitale bancario nella mente affiorano le immagini di due città: New York e Londra. Nel Novecento Wall Street (il Financial District di Manhattan, nato nel 1914) e la City of London, le incubatrici delle grandi riforme bancarie e delle grandi rivoluzioni social-comuniste contemporanee, hanno dettato le danze dell’economia, della politica e della geopolitica a livello planetario. 

                       Wall Street e la City sono i reali centri del potere mondiale: 

      una forza, oggi, espressa solo apparentemente dal potere esecutivo dei governi. 

    L’impero giudeo-protestante Commonwealth, ancora oggi, è l’immagine speculare di una serrata regia mondiale del capitalismo ( o sistema della moneta-debito, inaugurato nel 1694 con la fondazione della Banca d’Inghilterra ) sulle prerogative vitali delle nazioni e dei popoli. La sottile corrispondenza tra europeismo, comunismo e capitalismo a questo punto è palese!

                                         “Esiste anche un'altra alleanza

                                 – a prima vista strana e sorprendente –

                      ma che se ci si pensa è ben fondata e facile da capire.

            Questa alleanza è tra i nostri capi comunisti e i vostri capitalisti”

                                                      Vladimir  Lenin

     Il Comunismo è morto?                                             

    Molti storici e giornalisti oggi sostengono, illegittimamente, specie dopo l'ascesa di Putin, che il Comunismo nel mondo sia finito, sia morto: tranne qualche isolata eccezione. Perfino la Cina – qualcuno sostiene – ha ormai ceduto al fascino del turbo-capitalismo e non è più un "paese comunista"! Ma è proprio questa la giusta chiave di lettura? No! La verità sta agli esatti antipodi! Tali "esperti", infatti, incorrono in un ciclopico errore, in quanto il mostro bicefalo, come dimostrato, non è morto, ma si è semplicemente mutato d'abito – mantenendo intatta la sua identità originaria – poiché il suo vecchio costume era ormai logoro e riconoscibilissimo. Sul versante occidentale, la nuova Unione sovietica, il nuovo progetto della giudeo-massoneria liberal-capitalista e social-comunista si chiama Unione europea. Si tratta di una grottesca creatura plasmata dalla mente di Richard Kalergi – depositario ed interprete, come visto, di un progetto mondialista a tappe – ma generata altrove, lontano dal seno del Vecchio Continente. Quello attualizzato da Kalergi è un progetto perseguito da secoli e costellato di rivoluzioni violente, rivoluzioni culturali, processi di accentramento politico, processi di regionalizzazione in macroaree, dissoluzioni silenziose di stati e nazioni, confisca delle sovranità popolari (monetaria in primis), creazione di un regime di banche centrali "debitocratico", crisi economiche artificiali e golpe.

     Ue: cartina tornasole del regime sovietico             

    L’Ue è di fatto la cartina tornasole del regime sovietico. Non a caso il primo prototipo di “Unione”, la CECA, quell’organismo sovranazionale di commissariamento reale delle fonti energetiche primarie degli stati (carbone e acciaio) aveva lo stesso nome della prima polizia segreta nata dopo la Rivoluzione giudaico-bolscevica, organizzata in ottemperanza a un decreto di Lenin del 20 dicembre 1917: Čeka.  I suoi membri erano denominati čekisti: nome oggi utilizzato in riferimento all'odierno FSB russo, successore del KGB. La Čeka era il Comitato straordinario di tutta la Russia per combattere la controrivoluzione ed il sabotaggio. L’obiettivo degli organismi di potere sovietici era quello di commissariare, cioè controllare la vita dei cittadini: attività ripresa da organismi comunitari assolutamente non eletti: i commissari europei, cioè gli uomini del sistema dediti al commissariamento! Non a caso la prima mossa di Stalin una volta conquistato il potere, fu quella di privatizzare la Banca Centrale Russa (Gosbank) e quindi di “commissariare” la vita economica di milioni di cittadini, mediante l'emissione di moneta-debito (debiti fittizi), tasse ed espropri coatti: oggi la BCE può dirsi la copia conforme di quel modello.

     Babele: iconografia e potere                                      

    Oggi i palazzi dell’Ue rappresentano iconograficamente la nuova torre di Babele, la nuova superba sfida contro Dio e il Cristianesimo portata avanti dagli “scorpioni” rivoluzionari in casacca blu-stellata. Ciò non solo nella curiosa forma (vedi l’edificio del Parlamento europeo a Strasburgo: omaggio alla biblica torre pagana) ma nei fatti: leggi e regolamenti progressisti sottilmente o palesemente anti-cristiani vengono sfornati a ritmi forsennati dall’industria comunitaria del “diritto”, con l’obiettivo di regolamentare (e quindi commissariare) gli ultimi spazi di libertà economica, sociale e religiosa rimasti "vergini". E che dire degli enormi costi sostenuti per mantenere questo faraonico apparato burocratico? Che dire degli stipendi dei funzionari e dei semplici segretari o delle spese generali dei 98 edifici dell’UE, disseminati tra Bruxelles e Strasburgo? Sono innumerevoli i documenti prodotti per illustrare e pubblicizzare centinaia di migliaia di regolamenti, direttive, decisioni, raccomandazioni e pareri che comprendono il diritto europeo. Regolamenti che – sostanzialmente – nessuno tra i “comuni mortali” conosce e conoscerà mai. Si calcola che fino ad ora sarebbero state prodotte poco meno di 500.000 pagine di regolamenti: a leggerli non basterebbe una vita! L’obiettivo evidente di questa schizofrenica iper-produzione è quello di comprimere le libertà dei singoli, andando a sindacare perfino sulla lunghezza e curvatura dei cetrioli (ordinanza numero 1677 della Commissione Europea).

     La denuncia del dissidente Bukovsky                    

    Vladimir Bukovsky, scrittore russo anticomunista, dissidente dal regime sovietico, passò alla storia come uno tra i primi prigionieri politici ad essere rinchiuso in una psikhushka: rete di ospedali psichiatrici istituiti dal governo dove venivano internati i dissidenti dell'ex-Unione Sovietica. In totale lo scrittore trascorse ben dodici anni tra prigioni, campi di lavoro ed ospedali psichiatrici e pertanto conobbe a fondo i metodi del sistema sovietico: non solo campi di concentramento, stragi, distruzione di chiese e omicidi sommari, ma anche forme di controllo totale su persone e cose, sostanziale compressione della libertà e abolizione della proprietà privata (medesimo risultato delle strategie liberal-capitaliste, visto da prospettive diverse)In un discorso tenuto a Bruxelles, nel 2006, egli paragonò l’attività regolamentativa dell’Unione europea, corroborata – tra l’altro – da una robustissima propaganda mediatico-ideologica, a quella del Gosplan, l’Organismo Sovietico di Pianificazione dello Stato, un organo di regime dedito all’iper-pianificazione ed al commissariamento di tutti gli spazi sociali ed economici della società russa post-rivoluzionaria.   Bukovsky paragonò poi il Parlamento europeo al Soviet Supremo (organo al vertice del sistema dei Soviet, dal 1938 al 1989, su cui si basava il potere in Unione Sovietica: poi riformato e trasformato in organo ad elezione indiretta, fino al 1991) e la Commissione Europea al Politburo (ufficio politico del comitato centrale del partito comunista). Bukovsky fu tra i primi a comprendere il fil rouge che univa i profeti del comunismo a quelli della Paneuropa, nonché i retaggi comunitari della trappola razziale di Kalergi. Egli in un passaggio del suo famoso intervento notò profeticamente:

            “coloro i quali si oppongono all'immigrazione incontrollata dal Terzo Mondo

                                              saranno considerati razzisti

                         e quelli che si oppongono all'integrazione europea

                                           saranno considerati xenofobi”.

      Elite, multiculturalismo e iper-immigrazione     

    Le osservazioni del dissidente russo, del 2006, hanno oggi un sapore amaramente profetico, infatti i cittadini italiani ed europei contrari all’iper-immigrazione di massa sono bollati senza mezzi termini come razzisti e / o xenofobi, e finanche “cattivi cristiani” da parte del clero modernista e filo-europeista (espressione di una chiesa decisamente avversa alla vera Chiesa di Cristo: eretica). Quindi chi si schiera contro il “Piano Kalergi” e non abbraccia l’omologazione forzata e il genocidio programmato della cultura, dei valori e delle razze europee, è marchiato e ghettizzato dal regime: proprio come avvenne a Bukovsky, in Unione Sovietica. Alla luce di ciò è lecito parlare di europeismo “rosso” e di stretto rapporto tra ideologia, linguaggio propagandistico e cultura dell’iper-immigrazione. Oggi il multiculturalismo dilaga in Europa come in Russia! Indice che l'élite per mantenere il potere confiscato ai popoli, ha bisogno di non-popoli, greggi senza identità. La questione della commistione razziale, non è assolutamente un fatto nuovo, come qualcuno vorrebbe farci credere: non si tratta di “fenomeni incontrollabili o naturali”, né recenti, ma di strategie ampliamente denunciate in diverse sedi e oggi attuate meticolosamente, secondo un rigido copione. Anche chi, malgrado tutto, ancora non crede alla veridicità del “Piano Kalergi” dovrà ricredersi. Eppure, malgrado ciò, molti cittadini, praticamente rimasti in mutande, espropriati delle loro ricchezze materiali e mentali, e invasi nei loro spazi vitali, ancora conservano gelosamente sotto la giacca, con la mano sul cuore, il seme dell’ideologia: retaggio di fantasmi del passato che ogni tanto ritornano agghindati di buoni propositi. Come disse il saggio: la madre dei cretini è sempre incinta!

    Sergio Basile (Copyright © 2017 Qui Europa)

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    L'Europeismo è la distruzione dell'Europa. Ecco perchè non dobbiamo votare

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    Junker e l’elezione degli dei illuminati

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    Giovedì,  Maggio 29th/ 2014  – di Sergio Basile e Vincenzo Mannello – Redazione quieuropa, Jean Claude Juncker, Matteo Renzi, Vincenzo Mannello, Sergio Basile, Unione europea, Elezioni 2014, PD, Commissione Trilaterale, Bilderberg Club.  Governatore della Banca Mondiale dal a989 al 1995, Governatore del Fondo Monetario Internazionale, Martin Schulz  Junker e l'elezione degli dei illuminati Tra i papabili alla Commissione Ue, Jean Cloude Junker in […]

  • Il Dragone si ribella mentre mangia l’Italia

    Il Dragone si ribella mentre mangia l’Italia

    Sabato,  2 Luglio/ 2016

     – di Roberto Pecchioli –

    Redazione Quieuropa, Roberto Pecchioli, Dragone, Cina, BCE, illegalità, Prato, stato nello stato, traditori dei popoli, mentalità italiana, la più grande Chinatown d’Italia, Enel, Cassa Dep. E Prestiti Reti, Mediobanc, Kalergi 

    Il Dragone si ribella mentre mangia l'Italia

    Finis Italiae: il Dragone cinese con un piede nell'industria e 

    l'altro in BCE, Sotto l'ala protettrice dell'Unione europea 

    e della giudeo-massoneria. Che fare?

    Video in allegato 

     

    di Roberto Pecchioli

    Il Dragone cinese si ribella mentre divora l'Italia

     Verso l'estinzione… mentre il Dragone si ribella                                         

    Firenze, Prato – di Roberto Pecchioli  Nell’anno di Dio 2015, dopo oltre un secolo, la popolazione di cittadinanza italiana è diminuita. Oltre centoquarantamila italiani in meno in un solo anno, probabilmente di più se calcolassimo le naturalizzazioni di cittadini stranieri. Ci avviamo con allegria di naufraghi verso l’estinzione, che avrà nei prossimi anni inevitabili accelerazioni. Contemporaneamente, portiamo a riva un numero spropositato di cosiddetti rifugiati, che i media neppure più citano, perché non fanno notizia e la popolazione potrebbe impensierirsi. Si parla di salvataggi in mare, come se fosse in corso una gara tra bagnini di varie zone del Bel Paese. I salvati, poi, si lamentano per il cibo ed il trattamento, e qualcuno li conduce persino alle terme: esattamente come accade ai nostri pensionati  o disoccupati. Intanto, nella periferia industriale di Firenze e Prato va in scena un’altra puntata della telenovela infinita di una nazione agonizzante: centinaia, forse migliaia di cinesi si ribellano a controlli di polizia, ingaggiano scontri con la polizia e poi scendono in piazza per protestare contro brutalità degli aguzzini in divisa e controlli di legge.

     Chinatown Italy – Il Paese dei pazzi-suicidi                                                 

    La zona che va da Prato a Sesto Fiorentino e Campi Bisenzio, oltre ad alcune zone nella parte settentrionale dello stesso territorio di Firenze costituiscono la più grande Chinatown d’Italia, ma, innanzitutto, si sono trasformate nel tempo in un’ampia enclave extraterritoriale. Centinaia e centinaia di imprese nel settore tessile, e poi un ramificato indotto che spazia dall’alimentare alla pelletteria, ai prodotti sanitari ed a tutto il resto.  Quanti siano i cinesi in quella parte di Italia sottratta a noi non è dato sapere. Le anagrafi dei comuni registrano nascite, matrimoni, nuove residenze, ma rari decessi. Non è che il dragone sia immortale, ma i documenti vengono spesso passati da persona a persona, e non è certo da escludere la compiacenza delle autorità consolari. In ogni città italiana, sempre più cinesi svolgono attività commerciali o artigiane in concorrenza al ribasso – da ogni punto di vista – con i colleghi italiani. Nel mio quartiere, almeno una ventina  di parrucchieri, sarti , empori di generi misti sono cinesi, senza contare i banchi sul mercato bisettimanale. Le leggi italiane favoriscono fiscalmente e normativamente le imprese gestite da stranieri, ed anche questa è una delle tante follie che mi convincono di vivere in un paese di pazzi e di suicidi.

     Il Dragone con un piede nell'industria e l'altro in BCE                             

    Chi scrive, per professione tratta quotidianamente merci di origine cinese destinate ad imprese cinesi in Italia.  Ha denunciato decine e decine di irregolarità penali, ed ha potuto verificare l’indifferenza degli interessati, generalmente cinesi molto anziani o donne, dunque prestanome, e la inesauribile disponibilità di contanti di cui paiono disporre. Conoscenti che operano nell’immobiliare confermano l’ampio possesso di denaro “cash” di chi acquista appartamenti, locali commerciali, capannoni ed ha gli occhi a mandorlaIl colosso orientale ha una grande capacità di penetrazione nel cuore dell’industria e della finanza italiana. Gli investimenti superano già i 17 miliardi di euro, e riguardano, ad esempio, Ansaldo Energia e Pirelli, già a maggioranza cinese. Ma sono importanti anche le partecipazioni in Enel, Cassa Dep. E Prestiti Reti, Mediobanca, il vecchio “salotto buono “ della finanza nazionale ai tempi di Enrico Cuccia e Giovanni Agnelli. Attraverso Monte Paschi e soprattutto Intesa San Paolo, i finanzieri “gialli” hanno messo piede in Bankitalia e quindi nella stessa Banca Centrale Europea. E’ la globalizzazione, bellezza, mi direte, è il mercato padrone di questo “mundus furiosus” descritto da osservatori come Giulio Tremonti.

    Il Dragone cinese si ribella mentre divora l'Italia

     Penetrazione pilotata e distruzione di una civiltà                                       

    Il punto, dunque, è il solito: siamo di fronte a fatti positivi, o non, al contrario, di un’altra delle mille vie attraverso le quali l’Italia viene svenduta?  E la penetrazione capillare, città per città, quartiere per quartiere, del commercio e dell’insediamento cinese sono un evento paragonabile alle altre forme di immigrazione che stanno sfigurando il volto della nostra Patria, o non è un meccanismo attraverso cui viene costituita una formidabile testa di ponte straniera? Ciò che sorprende non è tanto la rivolta pratese e fiorentina, ma l’evidente condizione di extraterritorialità di pezzi interi dell’Italia e delle città. Pensiamo allo storico insediamento milanese di Via Sarpi, ad analoghe realtà romane e di ogni altra città. La precisa sensazione è che le regole per loro non valgano: quelle tributarie e fiscali, quelle igieniche, quelle del Codice del Consumo e tanto altro ancora. L’occhiuta burocrazia italiana, e naturalmente anche gli organi di polizia e la Guardia di Finanza , sempre pronte a colpire qualsiasi minima irregolarità documentale a carico dei connazionali, diventa stranamente mite e comprensiva nei confronti del gigante orientale  e dei suoi cittadini, come degli altri stranieri delle duecento (duecento!!) cittadinanze presenti in Italia.

     Il Drago e la Piramide                                                                                       

    L’esperienza personale mi ha convinto che l’ampia disponibilità economica provenga da centrali molto potenti, probabilmente di malavita, con agganci di altissimo livello. Quanto ai controlli di polizia che hanno innescato la rivolta toscana, al di là di momenti in cui la situazione può essere effettivamente sfuggita al controllo dei responsabili, ho diretta cognizione di ciò che accade. Indirizzi in cui si trovano nove, dieci magazzini diversi, capannoni e costruzioni abusive, cinesi di tutte le età che spuntano da ogni parte, schiamazzi, ostilità, macchinari in funzione ad ogni ora del giorno in ambienti malsani e privi di sicurezza, ragazzini ed anziani al lavoro, merci accatastate ovunque, difficoltà ad identificare chiunque dei presenti o ad individuare i titolari, in giro torvi caporalacci dall’aria inquietante. Poco dopo, primari studi legali in azione. Questo è responsabilità nostra, dell’incuria, della sottovalutazione dei problemi, della diffusa corruzione, dell’incapacità di espellere e financo di individuare e dare un nome ai clandestini. Italia…..

    Il Dragone cinese si ribella mentre divora l'Italia

     Qui comandiamo noi!!                                                                                       

    I cinesi, pare, gridavano arroganti “qui comandiamo noi”. E’ la verità, giacché, a differenza di quanto dimostrato nella fisica da Evangelista Torricelli, il vuoto non esiste, e qualcuno si incarica di riempirlo. La Cina della via Pistoiese è la più pericolosa delle nostre mille banlieue, poiché all’illegalità corrente e diffusa, anzi alla legalità imposta da altri, si sovrappone l’economia sotterranea, la concorrenza sleale, il disprezzo per il lavoro altrui, lo schiavismo. Lentamente, ma decisamente, in ogni angolo di un  pezzo di mondo chiamato ancora per una generazione Italia, gli stessi cinesi stanno affiancando o soppiantando altre etnie nella gestione della prostituzione, con i tanti finti centri massaggi. Ne siamo al corrente tutti, fuorché lo Stato ed i suoi organi.  Siamo anzi felici, se tifosi del Milan e dell’Inter, che gruppi industriali e finanziari  dell’antico Catai abbiano comprato le due prestigiose società calcistiche milanesi.

     Sotto l'ala protettrice dell'Unione europea                                                   

    La Cina è vicina fu il titolo di un fortunato film di Marco Bellocchio all’epoca dell’ubriacatura maoista di tanta parte degli intellettuali europei, che Mario Scelba chiamava  il culturame. Adesso è qui, e godiamocela tutta. In TV, intanto, i cinesi mandano i loro “colletti bianchi”, che si lamentano invocando legalità (!!!!) esprimendosi in perfetto vernacolo toscano, tanto che si possono distinguere le varianti locali delle parlate.  Qualunque addetto ai lavori può confermare la sporcizia di molti locali e ristoranti, l’enorme massa di denaro sottratto al fisco attraverso la sottofatturazione (le transazioni sono regolate in larga parte nella madre patria), fenomeno che l’Unione Europa non può (non vuole) arginare  in quanto le leggi comunitarie proteggono in ogni modo il commercio  e legano le mani agli Stati ghettizzati e svuotati (seguendo le deliranti visioni di Kalergi & Soci (1)), i pericoli per la salute che vengono da prodotti che solo in parte entrano direttamente in Italia, dove i controlli, tutto sommato, si fanno, ma attraverso altri Stati più compiacenti o attraverso porti, come il Pireo o quelli romeni, di diretta proprietà cinese.

    (1)Vedi qui: Immigrazione: Genocidio del Popolo Europeo IL PIANO KALERGI

     Il Piano Kalergi – Quello che Nessuno ti ha mai detto sull’Europa

    Il Piano Kalergi – La Terzomondializzazione dell’Europa e l’Eurocasta – 2

    Il Dragone cinese si ribella mentre divora l'Italia

     Ormai sono in tutti i cortili e anche dentro casa                                          

    Non è infrequente scoprire ospedali abusivi (la parola ospedale ovviamente non descrive la realtà di quelle strutture), per cui esiste un notevole contrabbando di farmaci, che è un reato grave. Inoltre, la rete di imprese cinesi si comporta come un kombinat, od uno Stato nella Stato, importando dalla madrepatria persino la carta igienica e le scope, oltre alla mole impressionante di bevande e di prodotti alimentari etnici, che provvedono alla comunità ed ai ristoranti diffusi capillarmente. Non vi è città, inoltre, dove non abbiano iniziato a rastrellare  bar anche in zone prestigiose, distribuendo soprattutto loro prodotti. Evidentemente, agli italiani sta bene così. Del resto, nelle città dove più forte è la pressione dei clandestini africani tratti a riva dalla marina da guerra più buona del mondo, la nostra, si sta diffondendo un tipico fenomeno occidentale: nessuno vuole i nuovi arrivati, anche se tutti negano scandalizzati razzismo o xenofobia, ma la protesta si acquieta d’incanto quando i malcapitati vengono trasferiti più in là, salvo il riaccendersi della bega presso i nuovi vicini. In America la chiamano nimby, acronimo di “non nel mio cortile”. Il punto è che ormai sono in tutti i cortili ed anche dentro casa, come dimostrano occupazioni abusive, requisizioni di alberghi ed altro.

     Senza problemi, senza pietà…                                                                         

    I cinesi no, si arrangiano benissimo tra loro , pagano sull’unghia e ci scacciano “dolcemente”. Sarà che la mia famiglia è originaria di Campi Bisenzio, e che considero quel torrente come il mio fiume dell’anima, un po’ come Ungaretti con il Serchio. “Questo è il Serchio al quale hanno attinto duemil’anni forse di gente mia campagnola  e mio padre e mia madre.“ Forse, ma vedere come è ridotto quel pezzo sempre più grande della Toscana, culla della cultura, della lingua e dell’anima italiana  mi strazia l’anima. Evidentemente, faccio parte di una minoranza. Gli italiani sono indifferenti di fronte all’invasione, alla sostituzione di popolazione, all’illegalità, alla prospettiva di lasciare un patrimonio immenso di vita, cultura, sapienza, in mano a gente che non saprà che farsene e lo distruggerà senza problemi (e senza pietà – Ndr)Anche questo è un fatto, di fronte al quale si resta sbigottiti. A Prato comandano i cinesi, in mille periferie arabi o sudamericani, gli africani ci stanno invadendo con l’aiuto dell’esercito che paghiamo per difendere una vecchia idea del passato chiamata confine.

     Pellerossa italici – Se non ci svegliamo finiamo in "riserva"                      

    O ci svegliamo, ma presto, molto presto, o non potremo fare altro che chiuderci in qualche riserva, se ce la  concederanno; come gli indiani d’America, diventeremo dei cittadini di serie B (o Z) che si adattano, molto italianamente, alla nuova realtà, o potremo offrire ai nostri figli la poco onorevole professione di attrazione turistica per i neoitaliani del 2030. Ci faremo fotografare vestiti da Pulcinella, da antichi operai della Fiat, da gondolieri, da mafiosi, magari a Firenze ci travestiranno da Dante Alighieri o da Leonardo, con sullo sfondo la cupola del Brunelleschi, divenuta grande moschea o tempio buddista.

    Il Dragone cinese si ribella mentre divora l'Italia

     Giudeo-massoni & Co, vogliono convincerci che sarà bellissimo            

    E’ quel che ci aspetta, anche se non ci crediamo, mentre giudeo-massoni internazionalisti e cosmopoliti, preti (quelli venduti al nemico non sono pochi… Ndr), intellettuali, sinistrorsi di ogni sfumatura ci vogliono convincere che sarà bellissimo. Sarà uno schifo invece, una morte indegna per un popolo che avrà dato ragione a chi lo considerava una semplice espressione geografica. Ce la stiamo meritando, questa “finis Italiae” che si avvicina per mille segni, di cui l’urlo del dragone è solo un sintomo, l’ultimo in ordine di tempo.   Non ci ribelleremo, se non quando sarà troppo tardi, non ci lamenteremo a voce troppo alta, per non sembrare cattivi, razzisti, xenofobi, populisti.  Temo, qualche volta , di essere l’ultimo a pensare, come Ungaretti, che “è il mio cuore il paese più straziato”.

     Forse sarebbe il caso di…                                                                                  

    Forse sarebbe il caso di recuperare la nostra identità, a partire dalla nostra anima, uscendo dall'onnipresente logica del supermercato. Forse sarebbe il caso di iniziare a pregare, staccandoci dall'iper materialismo masso-cinese. Forse sarebbe il caso di non comprare più cinese e comprare qualche quintale di dignità… ovviamente negli spacci del nostro spirito (Ndr).

    Roberto Pecchioli (Copyright © 2016 Qui Europa)

    Partecipa al dibattito – Redazione Quieuropa – infounicz.europa@gmail.com

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     Articolo allegato – Consigliato                                                                                            

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    PRATO: IL GHETTO DELLO SPACCIO – YouTube

    Dalla Cina con Furore – YouTube

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    Immigrazione: Genocidio del Popolo Europeo IL PIANO KALERGI

     
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    Mercoledì,  Gennaio 15th/ 2014 – di QE e Vincenzo Mannello – Iniziativa di libero Confronto, pensa e Scrivi di "Qui Europa" Roma, Sicilia, Italia, Abolizione del reato di immigrazione clandestina, Piano Kalergi, Movimento 5 Stelle, Vincenzo Mannello, Libero Confronto, genocidio indotto della Nazione Italiana  M5S, Kalergi & Co – In Italia non esisterà più il reato di immigrazione clandestina […]

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    E a voi che voglio parlare! – L’unica salvezza dalla catastrofe in atto

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    Martedì,  Giugno 30th/ 2015       – Sete di Giustizia Lamezia Terme e Sergio Basile – Redazione Quieuropa, Il Lione, Rivoluzione d'Ottobre, il vero Spirito della Rivoluzione, Eric Laurent, La corde pour les pendre, Gianni Agnelli, Kruscev, Radio France, Pio XI, Quadragesimo Anno, imperilismo internazionale dl denaro, comunismo e capitalismo, moneta debito, Giacinto Auriti, Massoneria, […]

  • Oltre Brexit – Tanta euforia per cosa? – Seconda Parte

    Oltre Brexit – Tanta euforia per cosa? – Seconda Parte

    Venerdì,  24 Giugno/ 2016

     – di Sergio Basile –

    Bruxelles. Sergio Basile, Camera dei Comuni, Brexit, UE, Europa, Bbc, BCE, City, Partito Conservatore inglese, Gran Bretagna, Unione Europea, David Cameron, Impero Commonwealth, moneta debito  

    Oltre Brexit – Tanta euforia per cosa? – Seconda Parte

    Tanta illogica euforia per Brexit: l'UK esce dalla gabbia

    che essa stessa a contribuito a creare e di cui ha

    ben salde le chiavi. Cosa ci aspetta?

     

    di Sergio Basile

    BREXIT - CAMERON - AURITI

     Brexit – Il giorno dopo                                                                                      

    Bruxelles, Londra – di Sergio Basile  La Gran Bretagna ha scelto la Brexit e subito il popolo anti-Ue, di pancia, stamane ha "giustamente" esultato. Ma per cosa la maggior parte degli antieuropeisti dovrebbe esser tanto feliceCosa cambia in concreto negli equilibri di potere dei piani alti della piramide? Beh, quasi nulla.. e vedremo perché. Anzi! Il leader storico degli euroscettici dell'Ukip, Nigel Farage – fratello di un noto speculatore finanziario della City… per intenderci – si è subito lasciato andare in una pirotecnica esplosione di dichiarazioni, manifestando la propria incontenibile gioia per il successo degli anti-europeisti. Eppure l'uscita dell'UK dalla UE, era un'ipotesi ben accolta anche presso larghi settori di punta della piramide di potere della City of London, malgrado le dichiarazioni di facciata e le chiacchiere della stampa allineata. Certo, un segnale chiaro di odio per l'eurogabbia c'è stato, ma il quadro è più complesso di ciò che vogliono farci credere. "Questa è l'alba di un Regno Unito indipendente, oggi è il nostro Independence Day, è arrivato il momento di liberarci da Bruxelles": questo il ritornello di Farage. Ma sappiamo benissimo che le cose non stanno proprio così. Quando mai Londra, in concreto, è stata dipendente da Bruxelles e Francoforte? Non scherziamo!!

     Padroni e servi                                                                                                     

    Certo, euforia a parte, da una prima sommaria analisi, l'Unione Europea sembra la vera sconfitta morale delle consultazioni. Ma forse si dimentica il dato essenziale, cioé che l'UE è fatta per i servi, non per i padroni. Infatti, come ribadito dal sottoscritto anche in altre sedi, la radice del problema non consta nell'appartenenza o meno, di facciata, all'Unione europea da parte dei britannici; il vero problema, piuttosto, è l'adesione "indiretta" alla moneta-debito chiamata euro.  Chi ha di fatto il controllo dell'euro? Non è forse l'impero anglofono? Ovviamente l'euro, moneta distruttiva per la maggior parte delle economie europee, specie per quelle dei paesi cattolici del Sud Europa, torna utilissima agli speculatori della City che, da sempre, si arricchiscono e controllano il continente, e non solo finanziariamente, proprio giocando sul debito e sull'acquisto dei titoli di stato dei paesi colpiti maggiormente dalla ghigliottina dello spread e dall'usura europeista (cosiddetti PIGS – maiali…). Anche per questo il Regno Unito, storicamente cuore dell'impero Commonwealth e delle forze anti-cattoliche (giudeo-massoniche e protestanti) come insegnò, tra l'altro, il grande professor Giacinto Auriti (Sete di Giustizia e Sovranità – Auriti, il Commonwealth e la Moneta Debito), si è ben guardata, negli anni, ad aderire direttamente ad una moneta unica concepita per il controllo e la sottomissione dei popoli dei paesi "rivali". L'UK, dunque, si è sempre defilata dal subire i devastanti effetti dell'euro, in quanto espressione della vera élite mondialista che domina il pianeta.

    BREXIT - CAMERON - AURITI

     L'UK fuoriesce dalla gabbia di cui ha le chiavi                                             

    L'Ue è e resta, malgrado le facili euforie, una ricetta "prelibata" – al veleno – destinata a soli pochi "privilegiati". Come dire, una bella torta al cianuro, destinata ai soliti "maiali". Quindi il vero punto non è tanto quello di esultare per i padroni che escono, quanto studiare vere ricette di salvezza per i "servi" che restano. L'egemonia totale sulle teste e sulle famiglie degli europei che restano nella "Gabbia", Brexit o non Brexit, è di fatto esercitata dallo strapotere riconosciuto alle banche centrali (es.: BCE) e al grande cuore finanziario dell'impero Commonwealth: la City of London, motore di quel movimento ideologico-religioso chiamato "British Israel" (1) e della correlata corrente filo sionista chiamata anglo-israelismo. Questi sono i grandi temi dei quali dovrebbero occuparsi i popoli. Io personalmente non mi sento di esultare più di tanto per un biscottone preconfezionato che ha un insopportabile profumo di stantio… Anzi, fossi negli anti-europeisti euforici (pue essendo un profondo anti-europeista) inizierei seriamente a preoccuparmi, perché evidentemente qualcosa di pesante e "puzzolente" è nell'aria. Ricordiamo che oggi fuoriesce il Regno Unito dall'UE, non l'Italia. Ricordiamolo bene! Fuoriesce il Paese che ha colonizzato – e continua a farlo con la moneta, il terzo azioniariato in BCE e la City – l'Europa e il mondo intero. I dominatori dell'Europa e del Commonweath, di cui tutto il mondo è espressione e colonia monetaria, escono dall'Ue. E allora?

    (1) Vedi qui British Israel, Ecumenismo e Protestantesimo – 1

                              British Israel, Ecumenismo e Protestantesimo – 2

    La grande eresia – Commonwealth, moneta e giudaizzazione delle nazioni – 1

    BREXIT - CAMERON - AURITI

     La gabbia è fatta per i servi                                                                               

    La gabbia è fatta per i servi, non per i padroni. Noi tutti – miracoli a parte – siamo e resteremo colonia monetaria anglo-americana, e TTIP e TISA, in aggiunta, sono alle porte (2). Ora, con Brexit, ovviamente Sua Maestà e i suoi sudditi non ne godranno le "dolci primizie". Cioé, probabilmente, non godranno del gusto di quelle profumate bacche avvelenate dagli OGM, ecc.., destinate al "resto dell'Antico Continente", quello di serie B, di cui fa parte anche l'anglo-ItaliaNon comprendo francamente tutta questa euforia per Brexit e per un dato strategico ben acquisito ed, evidentemente, meditato da tempo. Non scordiamoci, tra l'altro, che noi siamo "il Bel Paese dove lo Yes suona".  Gli "euforici della democrazia" le vere ragioni della Brexit temo che le comprenderanno solo nei prossimi mesi, e a farne le spese non saranno di certo né il fratello di Farage, né gli altri speculatori della City. Né tantomeno la Regina e i suoi fedeli cortigiani. God Save the Queen! (Sic!). God Save Nigel Farage (Sic!).

    (2) Vedi qui 

    TTIP e TISA: i trattati Usa-Ue che uccidono la politica e la sovranità – 1 

    TTIP e TISA: annullamento totale della volontà popolare e legalizzazione del crimine – 2

     

    Sergio Basile – Presidente "Sete di Giustizia" (Copyright © 2016 Qui Europa)

    Partecipa al dibattito – Redazione Quieuropa – infounicz.europa@gmail.com

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      Oltre Brexit – Prima Parte                                                                                          

    Oltre Brexit – il vero nodo da sciogliere tra Bruxelles e Londra – Prima Parte

    Oltre Brexit – il vero nodo da sciogliere tra Bruxelles  e Londra

    Martedì,  Febbraio 23rd/ 2016  – di Sergio Basile – Bruxelles. Camera dei Comuni, Boris Jo nson, Europa, Bbc, Partito Conservatore inglese, Gran Bretagna, Unione Europea, David Cameron, Impero Commonwealth, moneta debito   Oltre Brexit – il vero nodo da sciogliere tra Bruxelles e Londra Impero Commonwealth e colonie monetarie: quel che Cameron non dice   di Sergio Basile  Brexit – Domani il Parlamento Europeo pone la […]

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  • Confronto sui cambi – Moneta e Metro di giudizio di valore: una questione di giustizia

    Confronto sui cambi – Moneta e Metro di giudizio di valore: una questione di giustizia

    Mercoledì, 20 Aprile/ 2016   

    – di Nicola Arena / Sete di Giustizia –

    Redazione Quieuropa,  Sete di Giustizia, Nicola Arena, Giacinto Auriti, BCE, Banca d'Italia, Debito Pubblico, Valore indotto, Moneta Debito, giudizi di valore, cambi fissi, paradigma del binario, proprietà popolare della moneta  

    Economia e Moneta / Confronto sui cambi e sul concetto di "valore"

    Confronto sui cambi – Moneta e Metro di giudizio

    di valore: una questione di giustizia

    Può la grandezza spirituale "valore", essere misurata?

     

    di Nicola Arena / Sete di Giustizia Anguillara Sabazia

    cambi - giacinto auriti - moneta

     Confronto sui cambi e sul "valore"                                                                 

    Roma   di Nicola Arena  Spesso sentiamo parlare di "unità di misura" associate alle varie grandezze fisiche. Nell'’articolo "Il mercato dei cambi: una colossale truffa" abbiamo posto l’attenzione su un tema nascosto e – curiosamente – preso in considerazione poche volte, sia dagli economisti che dagli esperti di politiche monetarie. Tant’è vero che molti studiosi sono in contrasto d’idee, vista la non facile interpretazione dei parametri di riferimento. Stiamo parlando della "moneta come unità di misura di valore". Nell’articolo sopra citato, abbiamo dato un'interpretazione personale (e quindi non un dogma, ma semplicemente un'idea oggetto di riflessione) partendo dalle insuperate riflessioni e dagli studi del grande Professor Giacinto Auriti, conseguenti ed afferenti alla sua scoperta principale: il valore indotto della monetaRicordiamo brevemente, di seguito, alcuni passi fondamentali della teoria auritiana: vera ed unica panacea contemporanea alla crisi-truffa del debito che travolge le nazioni, per volontà di una oscura élite di esaltati (vedi qui Spinti a far Debiti dal mitico Stato-Apparato e qui Debito Pubblico verso un nuovo record storico – Cosa non ci dicono sui Titoli di Stato).

     Moneta – Valore della misura                                                                           

    Il professor Auriti affermava che la moneta essendo un’unità di misura è al tempo stesso necessariamente valore della misura (vedi qui valore della misura – YouTube). Questo in considerazione del fatto che ogni unità di misura ha la caratteristica di quello che deve misurare. Come il metro misura la lunghezza e possiede la qualità della lunghezza, la stessa cosa vale per tutte le altre unità di misura (vedi qui Auriti non sbaglia! Ecco perchè la teoria auritiana resta valida ed insuperata). Accade però che un’interpretazione "diversa dal solito" possa richiedere degli approfondimenti tendenti ad assumere una valutazione influenzata da un proprio giudizio.

     Valore: grandezza spirituale                                                                             

    Il valore, ricordiamo, è una grandezza spirituale, ovverosia creata dalla nostra mente, in un rapporto previsionale su fasi di tempo susseguenti. Per esempio la penna (notava Auriti) ha valore perché prevedo di scrivere, il libro ha valore perché prevedo di leggerlo. Il contadino zappa l’orto perché prevede di concimarlo, poi di piantarlo e in seguito di raccoglierne i frutti. Dal momento della previsione al momento del godimento di quei frutti, si crea nella mente del contadino il giudizio di valore. Nel momento in cui si verifica un qualunque evento che ne pregiudichi l’avverarsi della fase successiva, il valore varia, perché varia la previsioneRitorniamo quindi al concetto di "unità di misura" e poniamoci qualche domanda. Una in particolare: può una grandezza spirituale, qual è il valore, essere misurata?

     Sulla misurazione delle grandezze                                                                   

    Le grandezze fisiche possono essere misurate, alcune con relativa facilità, altre attraverso sistemi di misurazione molto complessi che richiedono strumenti di precisione altamente tecnologici. Soffermiamoci dunque anche sulla differenza abissale che esiste fra lo strumento di misura e l’unità di misura. Puntualizziamo questo, perché a volte si fa confusione fra le due cose: spesso si pensa che un metro poiché sottoposto alle alte temperature estive può allungarsi e quindi variare le sue dimensioni. In realtà il metro non potrà mai cambiare: quello che è suscettibile di variazione è il prodotto, il bene, caratterizzato da una sostanza materiale che, per ovvi motivi, non può che variare. Ad esempio, un tratto di binario ferroviario lungo, per l’appunto, un metro, d’estate alle alte temperature potrà subire degli aumenti di lunghezza o viceversa, d’inverno, degli accorciamenti della sua lunghezza, ma ribadiamo, l’unità di misura rimarrà sempre un metro, inalterabile e immutabile.

    cambi - giacinto auriti - moneta

     Può la grandezza spirituale "valore", essere misurata?                              

    Ritorniamo quindi alla domanda posta in precedenza: la grandezza spirituale "VALORE" – che varia continuamente e da soggetto a soggetto – è possibile misurarla? L'unità di misura del valore può essere variabile? Alla prima domanda possiamo rispondere con relativa facilità, poiché l’essere umano possiede la capacità di rendere uniforme un giudizio attraverso uno strumento molto importante che è la convenzione (1). Tutte le unità di misura sono convenzioni e le stesse quindi hanno la caratteristica di poter essere impiegate dalle istituzioni preposte per punire, persino penalmente, chi non le rispetta. Pensiamo ad esempio agli incidenti stradali che si verificano per essere passati al semaforo con il rosso (eppure è solo uno fra i tanti colori).

    (1) La convenzione è una fattispecie giuridica protesa a mettere d’accordo i partecipanti ad essa, per trarne reciproci benefici e per regolare controversie che possono nascere da un’interpretazione soggettiva del medesimo evento.

     Convenzione e moneta (Valore convenzionale della moneta)                  

    La convenzione applicata al campo monetario permette ai cittadini che la usano di "creare il valore della moneta" (2). Si accetta la moneta perché si prevede di ricevere da altri beni e servizi. Il valore dei beni può cambiare costantemente per innumerevoli circostanze – oggettive o soggettive – che mutano la previsione sul godimento degli stessi. Per ovviare a tutte queste variabili e rendere la convenzione stabile, si è ricorso all’utilizzo di un altro importante "blocco delle variazioni dei giudizi di valore" applicato ai prodotti. Questo blocco del valore circoscritto ai prodotti è il fattore prezzo.

    (2) Il valore della moneta – creato per convenzione – è la previsione resa oggettiva attraverso un mezzo, la moneta, di poter comprare, cedendo in cambio beni e servizi. Vedi qui per approfondimenti:  Essenziale differenza fra il valore della moneta e il valore del lavoro umano

     Prezzo e Valore                                                                                                      

    Spesso quindi facciamo difficoltà a distinguere il PREZZO dal VALORE, proprio perché sono due concetti intrinsecamente correlati. Avendo chiaro il concetto auritiano fondamentale, secondo il quale "il valore lo crea chi accetta", s’inizia a capire come chi non accetta un determinato prezzo applicato ad un prodotto, ovviamente non lo valorizza e quindi non lo compraLa grandezza VALORE quindi si può misurare, quando si è costretti o si vuole spontaneamente usare il denaro per comprare degli oggetti/beni, utilizzando il prezzo imposto dal venditore e misurandolo con il mezzo monetaIl PREZZO di vendita può oscillare per numerosissimi fattori, ma l’unità di misura di essi no.

     Irrazionale allungamento e accorciamento arbitrario della convenzione 

    Non possiamo permetterci di variare a nostro piacimento un’unità di misura di grandezza spirituale, se abbiamo inizialmente stabilito – attraverso una convenzione – di oggettivarla e renderla visibileL’andamento dei prezzi è variabile ma l’unità di misura di essi non deve variare, altrimenti si verifica la condizione della non certezza del diritto, perché modificando da un minuto all’altro la convenzione, non si permette di rispettarla. Chi decide quindi di poter variare il valore della moneta, in questo periodo sono le banche centrali, le quali possono creare spinte inflazionistiche in alcune aree e deflazionistiche in altre (3).

    (3) Ciò agendo sui meccanismi di emissione a debito della moneta e sul livello degli interessi. Non va neppure scordato e sottovalutato l'utilizzo improprio dello strumento giuridico – vedi qui Basilea 3

    cambi - giacinto auriti - moneta

     Il paradigma giuridico                                                                                       

    In campo giuridico, nelle fasi processuali, ad esempio, si sovrappongono vari giudizi sui comportamenti assunti dalle parti in causa: quindi i giudizi di valore variano al variare delle persone e dei tempi in cui si crea un pensiero, non per questo si possono variare le leggi da un minuto all’altro, da un'ora all'altra (e in corso di processo). Essendo la moneta una fattispecie giuridica essa viene legalizzata attraverso il corso legale (nel caso dell’euro, corso forzoso) pertanto non può essere cambiata in continuazione – né, tantomeno, da un minuto all'altro – la legge che ne determina l’unità di misura.

     Il paradigma del metro e del binario                                                              

    Per rendere chiara quest’affermazione possiamo usare l’esempio in precedenza esposto, che è questo: un binario misura 1000 metri e d’estate, a causa della dilatazione termica del metallo di cui è costituito, può raggiungere una lunghezza maggiore. E' ovvio che non possiamo permetterci di far diventare l’unità di misura elastica perché il binario si accorcia o si allunga, non avrebbe alcun senso. Il metro rimane metro, qualsiasi cosa accada al binario (per questo motivo nei tratti ferroviari sono progettati degli spazi compensativi per permettere al prodotto (binario) di accorciarsi o allungarsi.

     Una questione di buon senso                                                                           

    Per questi motivi riteniamo sia utile che il CAMBIO FISSO fra le monete sia una GARANZIA DI DIRITTO per gli esseri umani. Non si possono accettare le variazioni delle convenzioni da un minuto all’altro (il tutto è assurdo, immorale e disastroso per gli effetti reali sull'economia (Ndr) per la gioia degli speculatori). Dunque, poiché l’essere umano è riuscito a oggettivare un concetto spirituale fluttuante, attraverso un simbolo, siamo certi che l’essere umano saprà riuscire a oggettivarne anche la relativa unità di misura che è la monetaFacendo ciò si toglierebbe dalle mani dei grandi speculatori la possibilità di manipolare i prezzi derivanti dalla variazione dei cambi (e monopolizzare impropriamente la scena economico-finanziaria mondiale – Ndr). Con l’istituzione dei cambi fissi, previa attuazione della proprietà popolare della moneta (4), otterremo la fine degli attacchi speculativi legalmente possibili attraverso la fluttuazione continua dei cambi delle divise. Se ci saranno attacchi speculativi, essi saranno più visibili e facilmente individuabili.

    (4) Vedi giù per approfondimenti:

    Proprietà Popolare della Moneta – Come uscire dalla crisi-truffa e riprendersi i propri soldi 

    La Contro-Rivoluzione di Giacinto Auriti: l’era del Credito Pubblico 

    Proprietà popolare della moneta: unica via

    cambi - giacinto auriti - moneta

     Una "regolarità" inaccettabile                                                                          

    Con la fluttuazione dei cambi delle valute, il valore retribuito da un lavoratore per produrre un prodotto (spirituale o materiale) e quindi il tempo di vita di una persona impiegato per produrre beni e servizi, è manipolato da entità esterne. Avviene che la vita di alcune persone in alcune aree geografiche valga meno della vita di altre persone. A volte sentiamo dire che in alcuni paesi con 500 € al mese si possono trascorrere le vacanze con assoluto relax. Tutto questo a discapito di chi, lavorando in quei luoghi, deve accontentarsi di una misera paga per soddisfare le esigenze di chi ha una valuta artatamente più forte. Questo è inaccettabile!!

     Un confronto costruttivo … per il "bene comune"                                       

    Queste precisazioni – ribadiamo – sono scaturite da un’interpretazione puramente personale derivata dall'analisi degli studi delle teorie, monetarie e non solo, del professor Giacinto Auriti. Per questo motivo lo scrivente non ha la pretesa di voler affibbiare al Professor Auriti le proprie considerazioni contenute nel presente articolo (5). Questa doverosa precisazione è d’obbligo per prevenire eventuali conclusioni affrettate. Il professor Auriti non si è mai espresso apertamente su questi temi e quando l’ha fatto, i tempi erano precedenti alla sua scoperta del valore indotto della moneta. Ci piacerebbe pertanto conoscere – anche se ciò rimarrà, almeno per ora… un sogno – la risposta diretta del professor Auriti in merito alla questione sollevata (e alla luce della sua scoperta). Lasciamo ai lettori la possibilità di un confronto, poiché su quest’argomento non vi sono concordanze di opinioni. Per la piena attuazione della dottrina sociale della Chiesa l’unica certezza disponibile è questa: ognuno dev’essere dichiarato proprietario dei soldi che possiede. La vita degli esseri umani non dev’essere valorizzata dalle banche centrali ma dalla capacità di ogni singolo popolo di produrre beni e servizi scambiabili reciprocamente e funzionali al soddisfacimento del proprio benessere sociale ed economico.

    Nicola Arena / Sete di Giustizia Anguillara Sabazia (Copyright © 2016 Qui Europa)

    Partecipa al dibattito – Redazione Quieuropa – infounicz.europa@gmail.com

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  • Debito Pubblico verso un nuovo record storico – Cosa non ci dicono sull’emissione monetaria e sui Titoli di Stato

    Debito Pubblico verso un nuovo record storico – Cosa non ci dicono sull’emissione monetaria e sui Titoli di Stato

    Martedì, 12 Aprile/ 2016   

    di Sergio Basile –

    Redazione Quieuropa, Sergio Basile, Sete di Giustizia, Giacinto Auriti, BCE, Banca d'Italia, Debito Pubblico, Cartolarizzazione, Emissione monetaria, origini del debito pubblico, origini dei titoli di Stato, Moneta Debito, nuovo record del Debito Pubblico  

    Economia e Moneta / Origini occulte dei Titoli di Stato e del Debito Pubblico

    Debito Pubblico verso un nuovo record storico

    – Cosa non ci dicono sull'emissione monetaria

     e sui Titoli di Stato

    Di chi è la Moneta? A chi appartiene, insomma, il potere di stampare

    e di immettere nel sistema il denaro, le banconote

    che tutti utilizziamo quotidianamente? 

     

    di Sergio Basile

    sete di giustizia - Debito Pubblico Record

     Premessa – Debito Pubblico Maggio 2016: verso un nuovo record         

    Roma   di Sergio Basile  Il debito pubblico in Italia è in continuo aumento, malgrado livelli di tassazione da record del mondo. Diverse stime economiche incrociate e statistiche di settore, convergono sul fatto che il debito continuerà a salire a ritmi incalzanti sino a Maggio 2016, segnando un nuovo record ed attestandosi tra 2.259 e 2.269 miliardi di euro. Purtroppo ancora in troppi ignorano il nodo del problema: esso (il debito pubblico) è inestinguibile, poiché connaturato alla stessa emissione della moneta-debito, da parte della banca centrale. Queste stime, dunque, non possono che  peggiorare sempre più, in quanto per ogni euro emesso (prestato…) il contribuente dovrà ripagare, mediante i complessi e sottili meccanismi della tassazione, un euro e 10 centesimi.. e anche più.

     Espropriazione pilotata dell'universalità dei beni                                       

    Siamo di fronte alla più colossale truffa della storia (vedi qui La più maestosa opera satanica della storia: la moneta-debito) protesa all'espropriazione pilotata dell'universalità dei beni dei cittadini, da parte di una famelica élite di privati, animata da un insano "spirito religioso". Allora capirete come queste stime, alla resa dei conti, non possono che meravigliare chi ignora il grande segreto-truffa dell'emissione a debito di carta-straccia, priva di costi di produzione (vedi qui L’essenza della truffa monetaria da Signoraggio – Il Denaro non ha Costi di Produzione) e priva di qualsiasi copertura aurea che ne possa legittimare in qualche modo l'emissione. Segreto svelato in maniera integrale e definitiva dal grande Prof. Giacinto Auriti (vedi qui Moneta-debito e Debito pubblico: siamo vittime di un ciclopico plagio culturale).

     Origini occulte del processo di cartolarizzazione del debito pubblico     

    Questa truffa antica (vedi qui La Schiavitù Monetaria: una mostruosità storica dal 1694) passa oggi, come del resto abbiamo potuto constatare amaramente durante tutto il Noveceto, dalle operazioni di cartolarizzazione. Una curiosità che non dovrebbe lasciarci indifferenti consta nel fatto che i grandi architetti che orchestrarono (con la complicità del sistema bancario internazionalista) la Rivoluzione Comunista in Russia, furono gli stessi a spingere per lo sdoganamento e l'adozione su larga scala (da parte dei cosiddetti "stati democratici") di quegli strumenti di distruzione e controllo di massa chiamati "titoli del debito pubblico o titoli di stato" (vedi qui Il Sionismo e l’arma economico-finanziaria – Confessioni di un rabbino).

    Sergio Basile / Presidente Sete di Giustizia (Copyright © 2016 Qui Europa)

    Partecipa al dibattito – Redazione Quieuropa – infounicz.europa@gmail.com

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  • Il mercato dei cambi: una colossale truffa

    Il mercato dei cambi: una colossale truffa

    Domenica, Marzo 20th / 2016    

    – di Nicola Arena, Sete di Giustizia –

    Redazione Quieuropa, Nicola Arena, Giacinto Auriti, Moneta debito, Mario Draghi, BCE, mercato dei cambi, Quadragesimo Anno, Pio XI, banchieri centrali  

    Il mercato dei cambi: una colossale truffa

    L'inganno della borsa e il controllo del prezzo dei prodotti

    al tempo del debito perenne e inestinguibile

     

    di Nicola Arena, Sete di Giustizia

    Mercato dei cambi - grande truffa

     Il mercato dei cambi valute è una colossale truffa                                      

    Roma, Milano, Francoforte – di Nicola Arena, Sete di Giustizia  Il mercato dei cambi valute è una colossale truffa, accettata ormai da quasi tutti gli economisti, dagli operatori economici, dal mondo politico, dalla magistratura e da tutte le categorie di lavoratori. A tal proposito, per meglio comprendere questo concetto, occorre precisare che le monete sono unità di misura del valore. Ogni unità di misura si può definire tale proprio perché rappresenta una grandezza di riferimento immutabile nello spazio e nel tempo. I banchieri, con l'inganno, nel corso dei secoli hanno trasformato i metri in corpi elastici utilizzabili secondo la loro convenienza del momento. L'aspetto più grottesco è che questa deformazione culturale, grazie al plagio mediatico e ad un serrato retaggio pseudo-culturale, è sempre più percepita da tutti come un fatto logico. La follia è divenuta normalità! Nel momento in cui lo studio di una materia si occupa di mettere in relazione molteplici aspetti di natura sociale ed economica, si sviluppa un’interrelazione complessa che lega innumerevoli variabili in termini quantitativi di beni e servizi realizzati o realizzabili da uomini e macchine e qualitativi/emozionali che riguardano ovviamente solo le persone coinvolte.

     Una questione matematica                                                                              

    La matematica essendo una scienza esatta non lascia spazio alle emozioni e a tutte le forme di manifestazioni sociali, ne consegue che ogni qualvolta le formule matematiche sono applicate in campi riguardanti gli aspetti pratici della vita umana, devono essere impiegate esclusivamente per il raggiungimento del benessere umano. La matematica applicata all’economia, deve essere utilizzata tenendo in considerazione gli aspetti primari degli esseri umani e della vita sul nostro pianeta, essa (l’economia) non deve mai tralasciare gli aspetti emozionali, perché se così fosse, l’essenza stessa delle formule matematiche andrebbe a sostituire l’essenza della vitaPer far comprendere il pensiero sopra esposto usiamo un esempio semplice: ogni valore monetario corrisponde al costo dei prodotti che si vogliono acquistare. Poniamo quindi ad esempio uno scambio commerciale fra due paesi o comunità. In un’equazione che pone X (quantità di valori monetari in valuta estera), Y (prezzo per unità di misura espresso in valuta nazionale), e Z (quantità di prodotti): X = Y Z

     Il sistema dei cambi fasullamente fluttuanti                                                

    In questo ragionamento dove le due componenti x e y sono strettamente ancorate fra loro, l’unica variabile diventa, giustamente, la quantità di prodotti reali. Per questo motivo all’aumentare o diminuire dei prodotti, corrisponde una variazione dei loro costiNe consegue che, nel caso le valute fossero a cambio fisso facilmente convertibili fra loro, come avviene con le altre unità di misure (es. kg. In libbre – Metri in piedi ecc.), la quantità di moneta estera corrisponderebbe sempre alla medesima quantità di prodotti scambiabili nel tempo. Per questo la variazione dei prezzi sarebbe scelta secondo un accordo di libero scambio import/export fra i vari paesi. In questi scambi commerciali le banche centrali non avrebbero alcun potere di falsificare i prezzi dei prodotti, come avviene oggi, con il sistema dei cambi fasullamente fluttuanti.

    Mercato dei cambi - grande truffa

     Da chi è deciso il valore dei prodotti?                                                            

    Occorre precisare che questa dimostrazione è possibile soltanto ed esclusivamente nel momento in cui sarebbe attuata la vera giustizia monetaria che contempli un sistema economico basato sulla circolazione della moneta proprietà e non sul debito come invece avviene oggi. Infatti, con il sistema attuale, potendo modificare a proprio piacimento le due variabili x e y, inevitabilmente il valore dei beni prodotti è deciso da chi, come insegnava il Prof. Auriti, ha sia il potere di programmare le spinte inflazionistiche o deflazionistiche e anche quello di ritoccare le unità di misura (cioè le banche centrali) e non dalle comunità interessate direttamente negli scambi. Chi Emette la moneta, non la può prestare (ovverosia addebitare) perché il valore è creato convenzionalmente dall’intera comunità che l’accetta in cambio di beni e servizi resi. Per questo motivo che le scelte sui prezzi dei propri prodotti dovrebbe essere prerogativa esclusiva dei governi nazionali sovrani interessati negli scambi e non delle Banche centrali.

     La truffa della borsa e il controllo del prezzo dei prodotti                         

    Riprendiamo quindi il nostro ragionamento. Notiamo perciò adesso che le banche centrali avendo il libero arbitrio sulla creazione del denaro, attraverso il sistema dei cambi, possono programmare il valore umano a proprio piacimento. Può accadere per esempio che un contadino indiano sviluppando ore e ore di fatica, nelle varie fasi che vanno dalla semina alla raccolta del grano, alla fine del ciclo produttivo viene a trovarsi inspiegabilmente a veder deprezzare il proprio prodotto, non perché di scarsa qualità, ma perché deciso così da entità esterne. Perché un prodotto può valere poco? In certi casi per un motivo oggettivo e reale, in altri casi per i motivi sopra esposti: un banchiere decidendo di manipolare il cambio delle monete per una determinata data, permette a chi controlla la borsa di decidere il prezzo dei prodotti. Ne consegue che le due componenti l’equazione sopra riportata, x e y diventano delle variabili elastiche nelle mani di chi ha il potere di deformarle, ovverosia le banche centrali.

     Papa Pio XI – Il potere dispotico dei conttrollori del danaro                     

    In questo sistema economico impazzito, i grandi usurai dettano le regole di vita della popolazione mondiale. Poche persone sulla terra detengono con l’inganno la quasi totalità delle ricchezze del pianeta a discapito della rimanente parte della popolazione mondiale. Queste verità fanno emergere sempre più il divario fra gli esseri umani. Chiudiamo il nostro pensiero ponendo l’attenzione su quello che, quasi un secolo fa, Papa Pio XI in una famosa enciclica chiamata “Quadragesimo Anno” riportava con queste chiarissime parole: "E in primo luogo ciò che ferisce gli occhi è che ai nostri tempi non vi è solo concentrazione della ricchezza, ma l'accumularsi altresì di una potenza enorme, di una dispotica padronanza dell'economia in mano di pochi, e questi sovente neppure proprietari, ma solo depositari e amministratori del capitale, di cui essi però dispongono a loro grado e piacimento. Questo potere diviene più che mai dispotico in quelli che, tenendo in pugno il danaro, la fanno da padroni; onde sono in qualche modo i distributori del sangue stesso, di cui vive l'organismo economico, e hanno in mano, per così dire, l'anima dell'economia, sicché nessuno, contro la loro volontà, potrebbe nemmeno respirare". 

     

    Nicola Arena (Copyright © 2016 Qui Europa)

    Partecipa al dibattito – Redazione Quieuropa – infounicz.europa@gmail.com

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  • Popoli schiavi del debito e falsa elemosina BCE

    Popoli schiavi del debito e falsa elemosina BCE

    Sabato, 12 marzo / 2016    

    – di Sergio Basile, Presidente Sete di Giustizia –

    Redazione Quieuropa, Sergio Basile, Sete di Giustizia, Giacinto Auriti, Basilea 3, Moneta debito 

    BCE taglia costo denaro. Super-regali ai banchieri che decidono di "prestare"

    Popoli schiavi del debito inestinguibile e falsa 

    elemosina BCE

    Niente di nuovo per famiglie e imprese (non bancabili) che

    dovrebbero sperare in una fantomatica elemosima 

    dei banchieri

     

    di Sergio Basile, Presidente Sete di Giustizia

    BCE - Misure Mario Draghi - Debito

     BCE, non cambia nulla! Draghi continua a prestare denaro a debito    

    Francoforte – di Sergio Basile, Sete di Giustizia  Nelle ultime ore la BCE (Banca centrale europea) ha deciso di tagliare i tassi di riferimento del costo del denaro per le banche private, mentre il programma d'acquisto di titoli di Stato o quantitative easing (1) è salito di 20 miliardi al mese, raggiungendo quota 80. La Bce potrà acquistare anche i titoli emessi dalle aziende più solide (non solo, dunque, titoli di Stato). Mario Draghi ha parlato nello specifico di quattro operazioni di finanziamento agevolato (cosiddette aste Tltro): esse partiranno dal prossimo mese di giugno, con scadenze variabili da tre a quattro anni. La "novità" è che i tassi ora potranno "scendere in negativo". Gli istituti di "credito" privati, gli unici davvero beneficati da questa misura, potranno prendere denaro dalla BCE  e saranno "remunerati per farlo", ma solo a patto di mettere il denaro in circolo e non depositarlo nei caveau o investirlo in titoli.

    (1) Quantitative easing – Modalità di emissione monetaria mediante la quale la banca centrale acquista dalle banche private una predeterminata e annunciata quantità di denaro o attività finanziarie (azioni o titoli) con effetti e ricadute positive dirette non su sull'economia delle famiglie e delle imprese, ma sulla struttura di bilancio delle stesse banche. L'altra via di emissione monetaria è quella della vendita o acquisto di titoli governativi, nelle cosiddette "aste", che in realtà aste non sono: dal momento che non esiste competizione reale tra le banche private acquirenti, che ricevono quantitativi di denaro  uniformi dalla BCE ed a prezzi stracciati, per poi "rivenderlo" ai popoli a tassi maggiori. Vedi di seguito per aprofondimenti:

     BCE e Quantitative Easing: il trucco per estorcere col sorriso la ricchezza reale dei popoli

     Basilea 3 – Il vero nodo della questione                                                        

    Ma il nodo della questione, l'ago della bilancia, ovviamente non è questo! Esso si chiama, piuttosto, come vedremo di seguito, Basilea 3. L'operazione di Draghi è di fatto un'operazione di puro marketing bancario. Si tratta dell'indoramento di una pillola amarissima (la pillola del debito inestinguibile) presentata come panacea ai mali di sempre (il debito inestinguibile). In pratica famiglie e imprese per poter godere di questi presunti "benefici" dovrebbero sperare nell'elemosia dei banchieri privati e nel loro "buon animo", mentre con la mano sinistra continuerebbero a vedere crescere la loro quota di debito pro-capite connessa alla stessa emissione del fanta-denaro BCE.

     Perché non si remunerano direttamente famiglie e imprese?                 

    Non sarebbe più semplice, per Mario Draghi, remunerare direttamente famiglie e imprese, attribuendo un reddito di cittadinanza a credito, seguendo la ricetta del grande professor Giacinto Auriti? Evidentemente si, se si volesse davvero risolvere il problema della cosiddetta "crisi"; e se non si trattasse di un sistema di usura creato ad hoc dal sistema bancario, per mettere sotto scacco i popoli, specie quelli del Sud Europa (cristiani, non protestanti).

     BCE – giornali filo-europeisti esultano e salutano "Supermario"            

    giornali pro-BCE e filo-europeisti, perfettamente allineati con questo sistema di usura legalizzata – perché il danaro in realtà viene sempre prestato a debito dei cittadini, quando dovrebbe essere accreditato loro pro-quota, come reddito di cittadinanza – vedi nota (2) – hanno dipinto Mario Draghi al pari di un superman, descrivendo la sua linea d'intervento con paroloni e concetti tecnici di difficile lettura per i "comuni mortali" non esperti di economia e politiche monetarie. Tutti hanno comunque esultato, quasi come se il debito annesso alle operazioni di emissione monetaria della BCE fosse d'improvviso svanito nel nulla.

    (2) La Contro-Rivoluzione di Giacinto Auriti: l’era del Credito Pubblico

     Quattro colossali iceberg                                                                                  

    Ma così non è! Anzi la questione è grottesca, paradossale! In realtà l'operazione di remunerazione in favore degli istituti di credito privati (3) che "vengono premiate se concedono prestiti a famiglie e imprese", cozza contro quattro colossali iceberg: 1) l'esistenza di robusti sigilli bancari definiti dagli accordi di Basilea 3 che obbligano le imprese-bancarie ad aumentare il loro coefficiente patrimoniale di riserva obbligatoria, rendendo praticamente impossibile la concessione di credito ai comuni mortali;  2) la piena ed assoluta arbitrarietà da parte dei banchieri e dei pochissimi uomini (Rothschild & Co) nel decidere se e a chi prestare fanta-denaro (perché creato dal nulla, senza alcuna copertura aurea dalle banche centrali – vedi nota 4);  3) l'addebitamento del denaro emesso dalla BCE in seno alla collettività, con conseguente ulteriore esplosione del debito pubblico degli stati. Inoltre il cosiddetto patto di stabilità con questo meccanismo non farà che andare fuori controllo, dal momento che il rispetto del coefficiente debito/Pil minore o uguale al 3% non potrà essere mai rispettato (5). Infatti il debito (numeratore) aumenta sempre più, mentre il Pil (denominatore della frazione) non fa che scendere per motivazioni legate alla disoccupazione galoppante, alla crisi delle imprese ed alla drastica riduzione della ricchezza reale del paese, sempre più nelle mani di speculatori e investitori esteri; 4) L'incapacità reale di poter chiedere prestiti da parte di famiglie e imprese, perché non bancabili in quanto già indebitate o comunque redditiualmente deboli.

    (3) Che in virtù dell'art. 123 del Trattato di Lisbona sono legittimate ad avere praticamente a costi bassi il denaro dalla BCE per poi "rivenderlo" obbligatoriamente agli Stati e quindi ai cittadini, a tassi ben più alti (da usura); (4) L’essenza della truffa da Signoraggio – Il Denaro non ha Costi di Produzione; (5) Patto di Stabilità – Come l’Europa dal 97 chiede il suicidio dell’economia

     La dote negata ai popoli e la via maestra di Giacinto Auriti                     

    Ricapitolando, possiamo concludere che il direttorio dell'Eurotower ha agito sul tasso sui depositi – "tassa implicita" caricata sulla liquidità che le banche depositano presso la Bce – e sul tasso delle operazioni di rifinanziamento principale (6). Questo è vero! Ma da quanto detto sopra, emerge la velleità e strategicità – in negativo – di questi mezzucci, subordinati al diktat di Basilea 3 (7) che di certo non risolvono né il problema della fabbrica del debito onnipresente, né il problema dei cosiddetti mercati secondari del rifinanziamento agli stati: aperazione relegata all'arbitrio del Grande Satana privato, incarcato dal sistema bancario privatizzato e dai suoi oscuri reggenti. Finché l'emissione a debito del denaro continuerà a sussistere, nulla potrà mai cambiare. Anzi! Dinanzi a questa grandissima bufala concettuale, ci chiediamo in tutta franchezza quali rischi possa mai correre chi crea il denaro dal nulla (le banche centrali) e perché di tale dote non possano goderne direttamente i popoli (a credito – vedi nota 7). Ma dubito cha ad oggi Mario Draghi abbia voglia di rispondere a queste domande. Sapranno e vorranno i nascenti movimenti politici cristiano-cattolici accogliere queste istanze di giustizia? Noi vigileremo!

    (6) Cioé il tasso applicato alla maggioranza delle operazioni con le quali la Banca centrale offre liquidità alle banche private

    (7)  Basilea 3 e la nuova ricetta per cambiare il settore bancario? Diffidiamo!

    (8) La Contro-Rivoluzione di Giacinto Auriti: l’era del Credito Pubblico

    Sergio Basile, Presidente Sete di Giustizia (Copyright © 2016 Qui Europa)

    Partecipa al dibattito – Redazione Quieuropa – infounicz.europa@gmail.com

     
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    grecia - grexit

     Premessa – Grecia: la nostra Sete di Giustizia                                             

    Atene – (fonte RAINEWS 29 Giugno 2015 – Paura Grexit affonda i mercati europei – e ANSA 21 giugno 2015 Grecia: code a bancomat con paura chiusura banche – Primopiano). "Ad Atene Borsa e banche restano chiuse a partire da oggi – 29 gIUGNO 2015 – dopo la decisione del Consiglio di stabilità finanziario greco e l'annuncio del premier Tsipras che ha incolpato la Banca centrale europea di avere imposto questa misura. (il solito "democratico" e strategico rimpallo di responsabilità – Ndr). La piazza finanziaria greca, rende quindi noto un comunicato ufficiale dell'istituto, rimarrà chiusa fino al 7 luglio, mentre le banche lo saranno fino al sei. Il timore di una Grexit sta già influenzando pesantemente i mercati finanziari europei dopo il crollo, stamane, di quelli asiatici. Milano in avvio di seduta ha aperto infatti con l'indice Ftse Mib a -2,1%, poi è colata a picco con l'apertura dei titoli bancari e di Fiat, che per una decina di minuti non erano riusciti a fare prezzo. L'indice Ftse Mib ha segnato -4,82% a 22.653 punti" (fonte RAINEWS Paura Grexit affonda i mercati europei).

     Verso il Grexit?                                                                                                   

    "Con il miliardo di euro prelevato ieri20 Giugno 2015 – dai propri depositi in banca e con una cifra non ancora calcolata per la giornata odierna, i risparmiatori greci hanno ritirato dalle banche del Paese quasi quattro miliardi in quattro giorni. Una vera e propria emorragia, lenta ma inesorabile, che testimonia del profondo e diffuso timore dei greci i quali, a causa della sempre più ridotta liquidità degli istituti di credito, si aspettano già da lunedì non solo che le banche restino chiuse ma che il governo sia costretto anche ad imporre il controllo dei capitali. Sono passati poco più di due anni, ma tutti i greci ricordano bene quello che successe il 16 marzo del 2013 (vedi qui Caso Cipro – La Decisione dell’Eurogruppo e L’Apertura dei Saldi di Primavera, qui Stalin è tra noi! I Nuovi Tranelli Bancari per Dominare il Popolo Italiano, qui Stratagemma Cipro – I Tatticismi dell’Ue  e qui La Verità sul Caso Cipro – Un Gioco Sottile) ai "cugini" ciprioti che quella mattina si svegliarono con le banche chiuse (lo restarono per due settimane per evitare la corsa agli sportelli) e l'impossibilità di prelevare dai bancomat più di 300 euro al giorno su ciascun conto. Impossibili anche i trasferimenti da conto a conto sulla stessa banca e impensabile andare all'estero con più di 5.000 euro in contante addosso. Inoltre, nessuno accettava più assegni, considerati quasi carta straccia in quanto potevano essere depositati ma non incassati. Ma sui risparmiatori greci aleggia anche la paura del default e della possibilità che il loro Paese sia costretto ad uscire dall'eurozona: questo riporterebbe nelle loro tasche la vecchia valuta, la dracma, ma quasi certamente svalutata del 30-40%.  (fonte ANSA Grecia: code a bancomat con paura chiusura banche – Primopiano).

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     La Guerra del sangue contro l'oro                                                                   

    Atene, Roma, Bruxelles – di Lione / Sete di Giustizia La Grecia dovrà pagare 18,6 miliardi di euro entro domani sera. Il Parlamento europeo ha chiesto in vertice straordinario per le prossime ore. La "questione Grecia", dunque, tiene ancora banco in Europa (vedi qui prima parte – Grecia-Italia – La Guerra del Sangue contro l’Oro non deve finire!). Quello che più sorprende di questa agghiacciante vicenda storica contemporanea, ancora una volta, è l’assoluta indifferenza e superficialità con la quale i potentati della terra, che ricordiamo sono un’esigua minoranza, attraverso tecniche organizzative finalizzate al controllo totale, gestiscono da assoluti padroni, e non solo in Grecia, la vita di  milioni, anzi miliardi di esseri umani in tutto il mondo, gestendo il denaro in maniera illegittima: cioè prestandolo a titolo oneroso ai popoli-padroni reali dello stesso. Alla luce di queste micidiali e menzognere contraddizioni, è utile interrogarsi ancora una volta sul significato della parola "crisi", ricorrendo alla saggezza di San Tommaso d'Aquino.

     L'insegnamento di San Tommaso d'Aquino – due tipologie di beni         

    Per "crisi" intendiano quella artificiale rarefazione monetaria nella economia reale (ossia mancanza di denaro circolante sotto qualsiasi forma) dovuta al fatto che l’Alta Finanza Internazionale non vuole cedere la proprietà della moneta (che essa crea dal nulla), ai Cittadini, ma si limita soltanto a venderne l’utilizzo: pertanto non esiste più la riserva aurea, come noto (vedi qui Oro e Valore della Moneta: ecco perchè il denaro deve appartenere al popolo, qui Nuovo Ordine – Come stravolsero il sistema dei cambi per mettere le mani sul mondo e qui Da Lincoln ad Auriti – L’unica via per uscire dalla crisi). San Tommaso d’Aquino (1) nella Summa Theologica (vedi anche qui Moneta – Limiti dei sindacati e crimini moderni della società strumentale) distingue due tipologie di beni: 1) quelli destinati al loro consumo (2) e; quelli che non hanno il consumo come fine bensì il loro utilizzo (3); per la 1° tipologia (quelli destinati al loro consumo), la concessione dell’uso implica necessariamente anche la cessione del bene stesso, ossia un passaggio di proprietà dietro un equo compenso, che l’acquirente deve versare al possessore del bene ceduto; per la 2° tipologia (quelli che non hanno il consumo come fine, ma l’utilizzo degli stessi), l’uso del bene non implica la cessione del bene stesso, che viene soltanto dato in uso per un tempo limitato; in questo caso, il possessore di detto bene può tranquillamente chiedere due compensi, ossia la restituzione del bene più un equo compenso per il suo utilizzo

    (1) Filosofo, sacerdote, nonché dottore (dimenticato) della Chiesa cattolica.

    (2) Frutta, verdura,  pane, pasta, latte, carne, pesce, sapone, carta igienica, denaro …

    (3) Casa, automobile, alcune tipologie di macchinari, attrezzi vari ecc…

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     A quale categoria di beni appartiene il denaro?                                           

    Il denaro è un bene che appartiene alla prima tipologia: esso viene perciò consumato per acquistare il necessario che serve per vivere, e pertanto è illecito che lo si dia agli stati come se fosse un bene d’uso ossia, attraverso la formula del prestito con interesse. L’Organismo Sociale poi, tramite il Ministro del tesoro, si troverà  sempre indebitato nei confronti dei gestori del credito, in quanto avviene inesorabilmente che, al momento della restituzione del denaro ricevuto in prestito dalle banche, si è costretti a chiedere un ulteriore prestito per pagare gli interessi maturati. Ecco allora crearsi un circolo vizioso che arricchisce sempre di più le agenzie di credito e, nel contempo, indebita ed impoverisce gli stati, cioè i cittadini. L’Organismo Sociale perde così la sua autonomia per dipendere dai signori della moneta. Ecco spiegato il nocciolo del problema. 

     Quale soluzione?                                                                                                 

    Nazionalizzare la BCE (4) , ossia far si che questa diventi (cosa improbabile) la banca degli Stati che fanno parte dell’Unione Europea, oppure – qualcuno suggerisce – uscire dall’Europa e tornare alla Sovranità Politica e Monetaria Nazionale, probabilmente al più presto possibile: anche se come spiegato in più sedi il problema non consta nella differenza tra lira ed euro, quanto nella proprietà della valuta (vedi qui Riflessioni sul Reddito di Cittadinanza auritiano e sull’ipotesi di fuoriuscita dall’Euro). La somma ricetta consta – come insegnato dal grande Prof. Giacinto Auritinel reliazzare la cosiddetta democrazia integrale sulla scorta della visione di società organica presentata dallo stesso San Tommaso d'Aquino (vedi qui Moneta – Limiti dei sindacati e crimini moderni della società strumentale). Come farlo praticamente? Semplice: con il reddito di cittadinanza emesso a credito e con la proprietà popolare della moneta (vedi qui L’essenza della truffa più infame della Storia: un sistema che premia furbi e disonesti, qui La moneta Proprietà, come volano dell’economia e qui La Vera Ricchezza di una Nazione).

    (4)  Che è una istituzione detenuta da banche private, alcune delle quali, addirittura, non aderiscono neanche all’Euro, ma che svolge una funzione pubblica; è, in sostanza, una banca pubblica strutturata come una Spa, con una autonomia propria autonomia rispetto alla politica, che non può invece dire la stessa cosa, in quanto ne è da questa pesantemente condizionata. 

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    Lione / Sete di Giustizia / Redazione QE (Copyright © 2015 Qui Europa)

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