Qui Europa

Mese: Aprile 2018

  • Bullismo e Gender: relazioni e conseguenze

    Bullismo e Gender: relazioni e conseguenze

    Sabato, 28 aprile / 2018 

    – di Patrizia Stella 

     Redazione Quieuropa, Patrizia Stella, Bullismo, minacce ai docenti, cronaca, gender, preghiere  

    Bullismo e Gender: relazioni e conseguenze

    Ingegneria sociale: la teoria gender responsabile

    dell'imbarbarimento della personalità

    dei giovani

     

    di Patrizia Stella

    bullismo e gender

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Gender: pervertire la personalità dei giovani      

    Verona – di Patrizia Stella  Tutti i media negli ultimi giorni si dimostrano preoccupati del bullismo e delle continue offese o minacce ai docenti da parte di alunni idioti, ma si rifiutano di andare alla radice del problema, perché dovrebbero ammettere che è frutto – in parte – della stessa teoria criminale del gender che si vuole imporre nelle scuole come grande conquista. Teoria elaborata e nata nell'humus diabolico della neo-marxista e satanica Scuola di Francoforte (vedi foto in copertina) (1). Quando si insegna a un alunno sin dall’infanzia come programma scolastico a seguire la propria tendenza sessuale senza alcun freno, addirittura spingendolo a cambiare sesso anche più volte nella vita come si cambiano le scarpe,

                     questa teoria orrenda sconvolgerà come un fiume in piena

                           anche tutti gli altri aspetti della vita delle persone,

                                                 non solo quello sessuale.

    Infatti il ragazzo e poi l’adulto non sarà più in grado di dominare tutti i suoi istinti più bassi, le sue pulsioni primordiali e si abbandonerà, impotente, a tutte le aberrazioni, cioè ai cosiddetti vizi capitali: offese, bestemmie, ira, invidia, avarizia, lussuria, superbia, odio, violenza, ecc.. Vizi che poi potrebbero sfociare – inevitabilmente – anche in crimini peggiori quali omicidi o suicidi per disperazione. Inoltre, bloccare con dei farmaci lo sviluppo sessuale dei maschi e delle femmine nell’età dell’adolescenza perché possano scegliere il loro sesso è di una gravità demenziale! Ciò, ha delle conseguenze psico-fisiche incalcolabili sugli adolescenti perché rovina irreversibilmente l’uomo sia nel corpo che nell’anima. E’ peggio di uno stupro continuo e ostinato!

    (1) La Scuola di Francoforte: la congiura della corruzione – Prima Parte – Seconda Parte

     Finanziano il crimine gender… impoverendoci  

    Al di là del danno morale che ne deriva, paragonato alla peggiore delle bombe atomiche, anche questa teoria tradotta in prassi ha dei costi altissimi che fino a poco tempo fa erano tutti a carico delle famiglie interessate a questo ignobile procedimento, mentre adesso dicono che è tutto gratuito (bontà loro! Somministrare veleno gratuitamente a degli adolescenti col consenso dei genitori, è da “criminal mind”). In realtà siamo sempre noi cittadini a pagare con i soldi delle tasse che versiamo allo Stato. Con i nostri soldi, o meglio con l'inganno dell'emissione di moneta a debito da parte della BCE e, a ruota, delle banche private che – criminosamente – finanziano l'attività statale acquistando titoli di stato – processo di cartolarizzazione – prestandoci a debito il nostro stesso denaro… lo Stato, impoveredoci, "finanzia" da decenni l’aborto che ha seminato milioni di vittime innocenti; sempre con i nostri soldi lo Stato finanzia il gender, attraverso la somministrazione di farmaci costosissimi, o la preparazione/indottrinamento di docenti, mrdiante convegni, attivazioni di nuove cattedre, ecc.. con i nostri soldi (emessi a debito) lo Stato finanzia l’immigrazione selvaggia favorendo l’ingresso di tutti gli stranieri con una spesa di oltre 5 miliardi l’anno, dicono, costringendo gli italiani a emigrare per sopravvivere o a lavorare per una miseria se vogliono rimanere in patria. Questi procedimenti iniqui che hanno dei costi altissimi tutti sottratti alla sanità, alla scuola, al lavoro, alle infrastrutture, ecc.., derivano dal cosiddetto “Piano Kalergi” dal nome dell’ideatore, un filo-sionista che, da perfetto massone, ha studiato il modo di inebetire o sostituire gli abitanti del vecchio continente, l’Europa e soprattutto la cattolica Italia, che puzzano ancora troppo di cristianesimo, con la realizzazione di una sorta di “meticciato” afro-europeo senza più cultura, né religione, né cervello, né radici, né progetti, né futuro…in balìa del delirio di onnipotenza dei poteri occulti.

     La soluzione dei diabolici attacchi all'uomo         

    Anche il gender fa parte di questi progetti criminali, perché una volta che abbiamo annullato nell’uomo la consapevolezza della sua identità e dei suoi rapporti familiari e relazionali, lo abbiamo reso un povero imbecille, solo, manipolato e telecomandano dai potenti di questo povero mondo perverso. Il gender è satanico. e' il padre di tutti i crimini, proprio perché ha la capacità luciferina di plagiare il cervello dei più deboli in nome di un falso concetto di libera scelta. Libera scelta di che? di essere maschio, o femmina, o neutro, o “mix”? E perché non spaziare oltre l’umano per entrare anche nel mondo animale diventando magari cane o elefante? O uomo-uccello che vola senza aereo? O uomo-pesce che scende nelle profondità degli abissi marini? Una volta varcata la soglia imposta sapientemente da madre natura (da Dio Creatore), non c’è più limite alla fantasia più morbosa. Amare la propria identità sessuale che ci siamo trovati fin dalla nascita accettando anche i nostri limiti è segno di saggezza e felicità. Le nostre insoddisfazioni o inquietudini non saranno risolte con nessun cambiamento esterno, se non con la conversione del cuore. E’ dentro il cuore dell’uomo che si annidano le cose più sublimi o quelle più perverse che solo Dio potrà risanare. La recita umile e fiduciosa della preghiera del Padre Nostro e dell'Avemaria che ci fa sperimentare la forza e la bellezza dell'amore paterno e materno assai carente al giorno d'oggi in cui spesso manca la presenza della famiglia a risanare tante ferite, è la soluzione di tutte le crisi.

                                     La preghiera cristiana è sempre vincente

                        perché Dio ci ama e vuole sempre e solo il nostro bene,

                              anche nella prova, e non permetterà che l’uomo,

                                         fatto a sua immagine e somiglianza,

                    venga deturpato nel corpo e nell’anima per tutta l’eternità.

     

    Patrizia Stella (Copyright © 2018 Qui Europa)

    patrizia@patriziastella.com

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  • Il processo in corso per la bestializzazione dell’umanità

    Il processo in corso per la bestializzazione dell’umanità

    Lunedì, 23 marzo / 2018 

    – di Francesca C.  

     Redazione Quieuropa, Francesca C.,  satana, bestializzazione dell'umanità, anima, contesa atavica 

    Il processo in corso per la bestializzazione

    dell'umanità

    La guerra per la ristrutturazione dell'umanità ad opera del

    Serpente Antico, verso la depravazione e

    conquista delle anime

     

    di Francesca C. 

    BESTIALIZZAZIONE DELL’UMANITA’

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Introduzione – Falso mito di una metamorfosi   

    Roma – di Francesca C.  Sin dai primi anni di scuola si insegna ai bambini, come se si trattasse di una "verità assoluta", il mito di una metamorfosi che non ha nulla da invidiare a quelle greche, quello della nostra discendenza dalle scimmie. Vorrei raccontarvi anch’io una favola che potrete ritenere più o meno reale in base al vostro grado di discernimento. Per alcuni sarà una storia d’orrore, ma vista la predisposizione che molti hanno per questo genere mi auguro che la paura assuma le sembianze più rassicuranti di una progressiva catarsi. Bene, rispetto alla novella darwiniana, nella mia vi è un percorso inverso,

                                                         non si nasce bestie

                           ma ci si allontana dalle forme dell’uomo lentamente,

                 a poco a poco la bestialità, in modo discreto, accerchia lo spirito 

    finchè esso non si trova racchiuso in una figura sconosciuta che non sembra più l’armoniosa creatura precedente, un po’com’è accaduto a Pinocchio nel paese dei balocchi. Non spaventatevi però, perché a differenza di lui, da voi non si trasforma il corpo, resta lo stesso, si macchia il quadro dell’anima, come nel ritratto di Dorian Gray. Già vi immagino più sollevati, la vostra apparenza resta intatta, si scuce solo la tela dello spirito, ma quella, direte, non si vede, e ciò che è intangibile forse non esiste nemmeno, perché preoccuparsene? I reali protagonisti di ogni storia che si rispetti sono il bene ed il male, in questa saranno il Sommo Bene ed il più abietto Male, Dio ed il diavolo, satana.

     Anima: oggetto di un'atavica contesa                   

    L’oggetto di contesa è l’anima degli uomini. Ovviamente i due protagonisti hanno entrambi degli aiutanti per condurre l’uomo per mano verso l’altezza celeste spirituale o verso il basso precipizio morale.  La scelta dell’alleanza è fatta in base al solito principio della somiglianza, Dio cerca nei suoi prescelti intermediari la luce che filtra copiosa dal faro dell’amore, l’altro signore scruta invece i cuori nell’abisso, quelli da cui non proviene alcuna luminosità poiché le finestre di amore, altruismo, giustizia, bontà, fedeltà sono irrimediabilmente serrate. La storia inizia con Dio splendente che creò la sua creatura più preziosa di carne e alla quale diede, come un buon padre, un’eredità di ricche delizie. Il male, Satana, che invece di ammirare lo splendore del Padre si sentiva accecato da tanta perfezione, covò un odio insaziabile che deformò mostruosamente i lineamenti della sua bellezza e prosciugò ogni traccia del Creatore in lui. Non potendo egli stesso rivoltarsi contro la potenza invincibile del Padre decise di scagliare contro di Lui l’individuo che prediligeva, esso non era incorruttibile e si  poteva facilmente strappare dal giardino della perfezione, bastava un po’ di persuasione, era sufficiente che percepisse la propria inferiorità, il Padre doveva essere un ostacolo alla sua emancipazione. 

     Ribellione contro il patriarcato celeste              

    Ricordatelo bene o lettori, Satana odia Dio Padre, il patriarcato è una minaccia alla sua intrusione, ove regna l’autorità del Padre egli non può entrare. La ribellione dei figli servirà ad esorcizzare la minaccia della potestà paterna. Che bella trovata! La malvagità spesso possiede un genio affilato.

                                 Recidere i vincoli fra Padre Celeste e figli terreni

                                             divenne l’ossessione del Maligno.

    Egli voleva che quegli esseri maledetti costruissero con i mattoni della loro vanità la torre della superbia per poi vederli crollare, con gioia infernale, nella melma dell’abiezione Desiderava ardentemente che facessero la sua fine e che l’Onnipotente voltasse anche a loro il suo sguardo con ribrezzo. Non avrebbe potuto allontanare facilmente l’uomo dal giusto  sentiero, la sua voce sarebbe parsa troppo feroce, ma se la creatura che doveva affiancare l’uomo, la donna, gli avesse suggerito con dolcezza il tradimento, allora egli l’avrebbe colto, come colse il frutto della corruzione.

                                  Si delineò la  diabolica strategia del Nemico,

            quella che usa anche oggi, sussurrare con labbra di miele principi di fiele,

                       far passare l’odio attraverso un canale patinato d’amore,

                                       condannare attraverso l’assoluzione.

    Il padre dell’inganno individuò nella compagna dell’uomo una possibile alleata anche per la realizzazione del suo secondo mostruoso piano, distruggere il sacro vincolo della famiglia che Dio aveva predisposto. Come detestava quegli esseri così simili a Colui a cui appartenevano, li avrebbe deturpati volentieri fino a scorticare in loro ogni qualità lodevole! Con il tempo ed i giusti metodi ci sarebbe riuscito a portare con sé almeno una buona parte. Egli era perdente in partenza ed i suoi sinistri lampi di soddisfazione, erano distruggere il creato, le leggi divine e portare via al Padre Celeste il maggior numero di figli che potesse.

             Dio li amò tanto da donargli la cosa più grande: la libertà di scegliere.

       Di questo meraviglioso dono si servì il diavolo per la sua opera di distruzione.

     L'inganno di satana e il piano antico                     

    Satana è il più astuto e spietato calcolatore e pensò che gli uomini non potessero essere certi dell’esistenza di Dio, essi non sapevano di avere un’anima immortale da preservare limpida ed un corpo carnale da rispettare, egli comprese che credevano realtà solo la materia dell’illusione imperfetta nella quale vivevano. Tutto questo rappresentava un enorme vantaggio per il mostro, avrebbe fatto credere ad essi che solo il visibile fosse reale, che l’unica esistenza fosse sulla terra e che i piaceri provenissero dal potere e dai sensi. Com’era soddisfatto! L’uomo peccando gli aveva aperto una feritoia per la sovversione! Non potendo parlare agli uomini dall’alto della sua imponenza

                    Dio intese che solo la carne avrebbe potuto comprendere la carne

                              e mandò suo Figlio che col Suo Sangue pagò il prezzo

                                                      dell’ingratitudine umana.

    Le anime più pie compresero e formarono la sua Chiesa. Satana li perseguitò in ogni modo ma Dio dimostrò il suo potere prendendo uno strumento di persecuzione, Saulo e trasformandolo in un emblema della cristianità. 

     Denaro di satana: idolo creato per la discordia 

    Se Gesù aveva comandato agli umani di amarlo e di amarsi come fratelli il demone cercò un idolo di discordia per sfamare i loro desideri terreni, il denaro, il nuovo culto feticista che avrebbe sottomesso il mondo.

            Le persone non dovevano più preoccuparsi di accumulare amore ma soldi.

                  Il diavolo diede all’umanità affamata di vanità il suo vitello dorato.

    Dio cercò le anime più sensibili per diffondere il disprezzo per l’idolatria malata dei soldi e dei sensi e le trovò fra coloro che si spogliarono di ogni sospiro vano per seguire i precetti di Cristo. Satana cercò allora i pionieri del sapere, gli intellettuali, si appigliò al loro senso di superiorità, gli parlò come al primo uomo: tu sei il solo dio di te stesso. Essi credettero e divulgarono la cieca fede nell’uomo-dio. Nacquero l’Umanesimo, il Rinascimento e con essi risorse lo spettro del progresso nel quale l’uomo si ergeva a sovrastare Dio.

     Il prescelto e la ristrutturazione dell'uomo       

    Molti ancora erano troppo attaccati al Padre e satana volle creare il suo esercito del Male, ma per farlo doveva trovare un uomo come lui. Ve n’erano di crudeli, traditori, malvagi ma per il suo progetto ne serviva uno speciale. Quando ormai disperava di trovarlo vide Rotschild, egli era l’uomo che stava aspettando. Come quando Dio scrutò Antonio, Agostino, Francesco, tanto rise il malvagio quando vide quell’uomo colmo di sé, prostrato all’idolo d’oro, quello che guardava gli altri come vermi indegni, lui era il prescelto per la setta fatale. Il diavolo gli parlò di tutto ciò che la sua intelligenza avrebbe potuto raggiungere e di come avrebbe potuto ristrutturare e schiavizzare l’umanità. Il banchiere accettò e l’adorò. Così

                               il suo compito divenne riunire in tutto il mondo

           uomini disumani, bramosi di soldi e potere, artisti ed intellettuali cinici:

                   Rockefeller, Weishaupt, Robespierre, Marx sono alcuni di loro.

                     Così dovevano essere gli schiavi di satana, privi di umanità,

               ed egli che non avrebbe potuto mai dargli il cielo gli diede la terra

          così che la infettassero con la loro sovranità iniqua, i loro libri bugiardi,

                                  gli insegnamenti perversi, le false chiese.

    I loro obiettivi sarebbero stati in primis eliminare Dio, dissolvere la famiglia, cancellare le nazioni, distruggere i valori cristiani. Egli li istruì così bene su come spargere fiori avvelenati che nessuno dubitò che fossero benefattori dell’umanità, dimenticando che essi non amavano gli uomini ma odiavano Dio. I granelli della loro distorta sapienza costituiscono le sabbie del deserto spirituale nel quale annegano i loro simili malvagi o sprovveduti.

     La nuova religione del progresso (satanico)     

    Tutti erano l’eco di colui che li aveva adottati, essi predicavano con un’unica lingua biforcuta la sola religione del progresso che si sarebbe solo potuta esprimere in una sfida estrema alla natura.

                              Di certo si doveva chiamare antidoto il veleno

                                      altrimenti nessuno l’avrebbe bevuto.

    Si sarebbe creato il problema dell’arretratezza per giungere alla soluzione, il superamento, ovvero l’obiettivo iniziale. Ovunque satana piazzò le sue sentinelle della sovversione: nei media, alla presidenza, nelle scuole, nelle multinazionali, nelle società, ma quelli che più apprezzava erano nei servizi segreti e nelle organizzazioni internazionali. Dio fece uomo e donna ed il diavolo volle che finanziassero l’inversione dei sessi attraverso propagande distorte che hanno il solo scopo di rovesciare le leggi naturali. L’uguaglianza poi ha un suono terrificante, da romanzo distopico alla Huxley.

                       L’uomo e la donna devono completarsi nella differenza

                                      e non annullarsi nella somiglianza.

        Invece il padre del capovolgimento voleva offendere profondamente Dio.

            Quale migliore affronto se non annullare i concetti di uomo e donna

                                        in nome di una libertà perversa!

     Così satana creò il femminismo e l'aborto legale   

    Parlò con la donna, la sua più antica alleata, le disse che avrebbe dovuto odiare l’uomo perché l’opprimeva, doveva emularlo quindi per diventare superiore. I sudditi della bestia, la Cia e la signora Steinhem parlarono di liberazione della donna dall’oppressione della famiglia. Molte gli diedero ascolto ma

                        quelle con giudizio rifiutarono il femminismo

                            poiché era l’annientamento della donna.

    Satana, l’astuto, usa sempre la stessa tattica: il vittimismo, l’emancipazione ed i diritti, i tre scalini per introdurre ogni nefandezza.   La vittoria di Satana però è stato l’aborto, cosa può esserci di più esaltante per il demonio se non la distruzione della vita mentre è ancora palpitante. La donna, creata per essere madre amorevole come la Madonna che invece trucida i suoi figli. Tutto l’inferno schiamazza per il compiacimento. Un'altra decisione che rende lieto il padre dell’inferno è quando l’uomo sceglie consapevolmente di distruggersi con il suicidioCosì satana ha sparso nella musica, nei libri, nei film questo atto come se fosse un’azione eroica invece che rappresentare un oltraggio alla vita. Però nella sua mediocrità, il diavolo sa che non può sempre pretendere l’auto-annullamento e quindi si accontenta di creare nell’individuo crepe che gradualmente lo eroderanno come un vecchio rudere.

     La strategia della dipendenza                                     

    Quelle che più utilizza sono le dipendenze, droghe, alcol, pornografia, medicinali, tutto fa brodo per gettare la gente nel calderone infernale. Molte sono le armi psicologiche con le quali l’essere demoniaco può torturare la mente delle sue vittime: insoddisfazione, paure, complessi. Egli si tuffa in queste lesioni per suggerire ai malcapitati la via larga per sfuggire ai loro problemi. Queste soluzioni porteranno le persone ad una lenta deriva etica.

     La distruzione delle nazioni                                     

    Satana era molto infastidito dalle nazioni, esse erano uno specchio identitario, custodivano l’orgoglio della propria cultura cristiana, quindi cercò un rimedio per spazzare via il concetto di Paese, e questo era la mescolanza, i soprusi agli abitanti autoctoni, l’importazione forzata di moltissima gente di una cultura ostile. Con questa trovata avrebbe potuto dissolvere nel caos i principi, ogni entità statale ed accrescere l’odio. I politici, soprattutto europei, sempre pronti a genuflettersi al Signore del male accolsero l’idea malsana chiamandola accoglienza dello straniero, sarebbe suonato male demolizione del nostrano. Satana si intende bene di eufonia. Lo spettacolo che il demonio guarda con compiacimento sono le guerre, vedere gli umani ammazzarsi è un godimento irrinunciabile, osserva i conflitti come noi assistiamo a un bel film. I suoi adepti infatti non hanno mai mancato l’ordine di finanziare entrambe le parti in lotta.

                               Il demonio ha disseminato i suoi agenti ovunque,

              soprattutto nella tv poiché lentamente ogni immagine inaccettabile

    sarebbe stata assorbita dall’abitudine che l’avrebbe ammorbidita e resa plausibile.

    L’opinione può essere pilotata con i mass media, le masse possono essere convinte da propagande falsamente umanitarie, ai giovani basta offrire modelli volgari e depravati. Se poi qualche voce isolata avesse squarciato il silenzio dell’approvazione si sarebbe potuta ridicolizzare o silenziare per sempre. Mancava solo l’ultimo pezzo al puzzle satanico: la Chiesa.

     L'attacco alla Sposa di Cristo                                         

    Il demonio allora ispirò ed insinuò la subdola azione di una setta anticattolica e filo-modernista all'interno degli apparati di vertice del Vaticano e della Chiesa, al fine di attaccare i capisaldi della fede tradizionale così come custodita dai Vangeli e dai padri della Chiesa nei secoli, in duemila anni di storia. Molti però, purtroppo, non vedono ciò che sta accadendo veramente, perdendo il senso dello scontro spirituale che sta interessando proprio il seno della Sposa di Cristo:

                         seguendo alcuni falsi maestri, lupi travestiti da agnelli,

        costoro vedono le  sembianze delle loro anime mutare irrimediabilmente,

                                           diventando ferine quasi bestiali.

    Le parole di molti di costoro sono semplici e volgari: essi hanno perso la complessa razionalità che contraddistingue gli esseri umani dagli altri animali. Le azioni di molti di costoro sono dettate dal bisogno di approvazione, ammirazione o dalla sete di guadagno. Gli istinti di molti di costoro comandano le rispettive anime, poiché le persone solide le muove la ragione ma quelle deboli le dirigono i piaceri. Le loro coscienze brancolano come cani nell’oscurità illimitata e si perdono nei tetri labirinti della perdizione. Dio continua a tender la mano anche a questi bruti, prima che la società perversa bestializzi anche l’ultimo barlume di umanità che loro resta. Essi non vedono quello slancio del Padre che annaspa disperato nel vuoto per riportare a casa i suoi figli e regalargli il suo regno straordinario che avrebbe dovuto accoglierli sin dal principio. Costoro hanno seguito il demone dell’io e non riescono più a sentire le chiamate di Dio. Santi, testimoni dell’aldilà sono stati inviati, profeti, messaggi divini, miracoli ma essi non percepiscono più altro che il mondo e solo quando questo si squarcerà e cadranno all’inferno capiranno.

     L'altro esercito                                                                   

    Oltre all’esercito dannato vi è anche un altro gruppo di guerrieri, figli della luce, essi pregano e contribuiscono a far riconoscere di nuovo il Padre ai figli per la definitiva riconciliazione. Queste due milizie stanno ancora combattendo. Qui si ferma la mia narrazione ed il finale resta aperto. La storia sarebbe troppo lunga per essere continuata ma in ogni favola il bene vince sempre il male: nemmeno in questa accadrà diversamente. I fedeli continuano a difendere la verità e stanno già insorgendo contro questa diabolica profanazione di ogni valore. I più piccoli saranno tanti David che annienteranno l’Establishment di Golia. Vi saranno prove di tribolazione molto ardue per coloro che non tradiranno il Padre ma quando si lacererà l’illusione terrena il Bene trionferà.

     Francesca C. (Copyright © 2018 Qui Europa)

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  • L’Idealismo e il disordine moderno – 1 – Idealismo, relativismo e materialismo

    L’Idealismo e il disordine moderno – 1 – Idealismo, relativismo e materialismo

    Domenica, 22 aprile, 2018

    – Di Jean Daujat, traduzioni e premessa di Paolo Baroni, Centro San Giorgio  –

     Redazione Quieuropa, Jean Daujat, Paolo Baroni, Centro San Giorgio, idealismo, caos moderno  

    L'idealismo e il disordine moderno – 1 –

    Idealismo, relativismo e materialismo

    Idealismo, le origini filosofiche del caos moderno: vietato giungere

    alla verità. Porte aperte al relativismo e al materialismo

     

    Di Jean Daujat

    Traduzione dell'originale francese L'idéalisme et le désordre moderne, 

    con traduzioni a cura di Paolo Baroni, Centro San Giorgio

    idealismo

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    (*) In copertina – foto grandi da sinistra: Cartesio, Fichte, Kant, Hegel
     

     Idealismo – la filosofia che domina la modernità 

    Roma Introduzione a cura di Paolo Baroni, Centro San Giorgio – Dietro ogni vicenda storica, dietro ogni rivoluzione, dietro ogni corrente politica c'è sempre una filosofia. Di più: si potrebbe dire che non c'è un solo atto umano che non sia dettato da una determinata concezione filosofica che riguardi l'uomo nella sua totalità. Da qui l'importanza vitale di conoscere la filosofia dominante nel mondo cosiddetto «moderno»: l'idealismo. Anche se tale forma di pensiero affiora già nelle speculazioni degli antichi filosofi greci, essa si è manifestata in tutta la sua portata nell'Europa dell'Ancien Régime a partire dal XVII secolo.

                              Iniziata con il cogito ergo sum di Cartesio,

                  essa si è via via sviluppata soprattutto in terra tedesca

    fino a diventare il pilastro portante di tutto il pensiero contemporaneo.

    E giacché il pensiero tende a tradursi negli atti, tutta la Storia moderna è un continuo susseguirsi di azioni compiute sotto l'influenza di questo sistema di pensiero. E visto che la sua ultima istanza è in definitiva l'azione fine a se stessa,

                    l'uomo ha finito per rinunciare al bene dell'intelletto,

    quella potenza dello spirito che lo guida naturalmente al bene e al vero.

                               Ne è derivato un disordine universale

    partorito dal divorzio imposto dall'idealismo tra la realtà e la ragione:

                                                      il relativismo.

     Prefazione: idealismo e talk-show                         

    Uno dei format più diffusi alla televisione è indubbiamente quello del talk-show. Normalmente, in questo tipo di trasmissioni si cerca di affrontare un problema morale, sociale o politico di attualità cercando di fornire a chi è all'ascolto delle risposte. Gli ospiti invitati al programma, in veste di «esperti» dell'argomento trattato, prendono a turno la parola, sotto l'attenta supervisione di un conduttore che ha il compito di moderare la discussione. Tutti parlano e ognuno espone la propria opinione, ossia quella che sembra essere la «sua verità». Poiché il più delle volte gli esperti chiamati a parlare provengono da schieramenti politici o ideologici assai diversi, lo spettatore sente sullo stesso argomento tutta una pletora di spiegazioni e di possibili soluzioni individuali in netto contrasto tra loro.

                               Alla fine della trasmissione, in teoria,

       lo spettatore dovrebbe avere un'idea più chiara di quel problema

                     e di come risolverlo. Ma la realtà è ben diversa.

    Di fronte ad opinioni così differenti e discordanti tra loro, è facile che lo spettatore, soprattutto se non possiede una profonda conoscenza dell'argomento trattato, uscirà da quell'ascolto piuttosto frastornato e confuso. Il più delle volte finisce per abbracciare la tesi di chi ha espresso idee più vicine al suo colore partitico, senza tuttavia giungere ad una maggiore conoscenza di quella specifica problematica o a delle soluzioni pratiche. Ho preso come esempio questo genere di trasmissioni perché riflette più di altri quello che è diventato il modello imperante nell'attuale società di affrontare ogni genere di questione.

                     L'uomo moderno, imbevuto com'è di pluralismo

                                    e di rispetto per la diversità,

                sembra aver perduto il concetto di verità conoscibile.

      In tutti i campi non esiste più nulla di stabile, di veritiero, di certo,

    di assoluto e di immutabile, ma solo opinioni personali intercambiabili

              a seconda delle necessità o del capriccio del momento.

     La dittatura del relativismo                           

    La realtà, che di per sé dovrebbe essere oggettiva e conoscibile, cambia a seconda della percezione personale che ne ha l'individuo. Ne consegue che per l'uomo la realtà è divenuta inconoscibile, e quindi non può più ricorrere alla ragionevolezza e al buon senso comune, perché tutto è divenuto soggettivo, discutibile, incerto. Come dice un celebre adagio, «l'unica verità assoluta è che non esiste alcuna verità assoluta». Questo stato d'animo generalizzato conduce inevitabilmente a quella che è stata giustamente definita «dittatura del relativismo», ossia alla mancanza di certezze, anticamera del trionfo del disordine e dell'illogicità. Ora, è evidente che ci troviamo di fronte ad una malattia sociale gravissima le cui radici più profonde sono immerse in una corrente di pensiero filosofico: l'idealismo, una filosofia che è frutto di quella ribellione satanica contro ogni ordine e Colui che lo ha creato e che ci ha dato l'intelletto per conoscerLo attraverso la realtà.

    Paolo Baroni, Centro San Giorgio

     

    Fonti e Manifestazioni dell'Idealismo – 1 –

    Idealismo, relativismo e materialismo

    Di Jean Daujat

    idealismo

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

      Fonti e manifestazioni dell'idealismo                  

    Parigi di Jean Daujat – Mai come oggi l'uomo ha disposto di tanto potere e di tanti mezzi per dominare la natura… e tuttavia, mai nessun altro secolo ha visto colare così tante lacrime e così tanto sangue; l'umanità contemporanea è colpita dalla sciagura e dall'angoscia, e il forte grido della sofferenza umana che sale da tutte le parti riecheggia del disordine in cui viviamo nello stesso momento in cui auspica un mondo nuovo.

                 Ciò accade perché non ci sono che progetti di riforma

                                        e movimenti rivoluzionari.

    Ma tutto è inutile se non si conosce la causa del disordine moderno: solo sopprimendo la causa è possibile sopprimere il male. La condizione preliminare di tutti i nostri sforzi è dunque quella di ricercare la causa del male: un disordine che si estende a tutta la condizione umana e vizia un'intera civiltà può venire solamente dal modo stesso in cui l'uomo concepisce ed orienta la sua vita, vale a dire da un'attitudine dello spirito. Tale attitudine, che ha trascinato l'umanità intera nel disordine e sulla strada della sciagura e che, come vedremo, ha deformato la struttura stessa dell’essere umano, è

                   l'idealismo che impregna sempre di più la mentalità

                   e la psicologia tutt'intera dell'uomo contemporaneo:

                                atteggiamento di orgoglio dell'uomo

              che vuole trarre tutto dalle costruzioni del proprio spirito,

    ridurre tutto alle proprie idee e dominare tutto secondo le proprie idee

     e che si rifiuta di sottomettersi al reale e alle condizioni che il reale impone alla sua vita. L'uomo è l'artefice della propria rovina perché cozza contro una realtà che ignora, perché rifiuta le condizioni reali del proprio bene, perché vuole trarre tutto da sé stesso e seguire solamente le mire del proprio spirito. Tale è il fatto fondamentale che occorre analizzare e spiegare, e che è indispensabile comprendere a fondo. Ma prima occorre rispondere ad un'obiezione: alcuni saranno stupiti di questa accusa rivolta all'idealismo, quando spesso è nel materialismo che è stata vista la causa principale delle nostre disgrazie e del disordine attuale. Più avanti, dimostreremo che

      anche il materialismo moderno è una conseguenza dell'idealismo.

     Che cos'è l'idealismo?                                                

    La maggior parte delle parole che terminano con il suffisso «ismo» designano una concezione che non ammette nient'altro che ciò che è stato congiunto a tale suffisso per formare la parola: ad esempio, il materialismo è la concezione che non ammette nient'altro che la materia. Etimologicamente parlando,

                                     l'idealismo è la filosofia che

                   non ammette nient'altro che le idee o il pensiero.

    Non è possibile comprendere a fondo questa filosofia che nella sua opposizione alle convinzioni spontanee del senso comune. Quest'ultimo ammette senza discussione che la realtà conosciuta esiste indipendentemente dal pensiero che la conosce, e che il pensiero deve conformarsi alla realtà da conoscere per conoscerla com'è. La verità è questa conformità del pensiero al reale, mentre si è nell'errore se il pensiero non corrisponde alla realtà. È proprio questa dipendenza del pensiero rispetto alla realtà conosciuta che nega l'idealismo che afferma l'autonomia assoluta del pensiero. Per l'idealismo, non esiste alcuna realtà conosciuta dal pensiero ed esistente indipendentemente da esso; non c'è che il pensiero, indipendente da ogni realtà da conoscere, il pensiero interamente autonomo che è solamente creazione o sviluppo dell'attività intellettuale. Dunque, tutto è costruzione dello spirito.

     Idealismo e materialismo                                          

                                            Inizialmente, l'idealismo,

                    ammettendo solamente ciò che è interno al pensiero,

                                   appare come un puro spiritualismo.

           Ma non è difficile comprendere come esso conduca al materialismo

                              e distrugga la nozione stessa di spirituale.

    Se si ammette, col senso comune, che il pensiero è la conoscenza di una realtà, esso è anche presenza in noi della realtà conosciuta, perché la realtà conosciuta è in un certo qual modo presente in noi nella conoscenza che ne abbiamo (ad esempio, la persona a cui pensiamo è in un certo qual modo presente in noi nel nostro pensiero). Questa presenza della realtà conosciuta nel pensiero che la conosce non è una presenza materiale, ma una presenza immateriale, e così scopriamo il carattere immateriale o spirituale del pensiero.

                        Ma questa scoperta dello spirituale diventa impossibile

                           se il pensiero non è più la conoscenza di una realtà,

                            ma un semplice prodotto dell'attività intellettuale.

    Cosa accadrà se abbiamo un tale pensiero piuttosto che un altro se questo non è la verità conosciuta che a noi si impone? Non potranno essere che le nostre inclinazioni che ci porteranno a pensare a questo piuttosto che a quest'altro; penseremo non più secondo ciò che è vero, ma a seconda dei nostri interessi,della nostra cupidigia, dei nostri sentimenti, dei nostri istinti, delle nostre passioni, e quindi, in definitiva, in funzione dello stato dei nostri nervi e delle nostre ghiandole.

                                 Il pensiero diventa un prodotto del cervello

                                       come la bile è un prodotto del fegato.

    L'idealismo non conduce solamente al materialismo, ma anche al pragmatismo,

                          ovvero alla filosofia che sopprime ogni conoscenza

                                  per non riconoscere nient'altro che l'azione;

    se non ci sono più verità da conoscere, non rimane che cercare l'utilità, l'interesse, la riuscita, l'efficacia; tutti i problemi non sono nient'altro che problemi d'azione e di successo; l'uomo non è nulla di più di un'azione che produce il proprio pensiero.(fine prima parte)

    Jean Daujat,

    con traduzioni e lntroduzione a cura di Paolo Baroni

     Centro San Giorgio  / www.dici.org/thomatique_read.php?id=000169

    Partecipa al dibattito – Redazione Quieuropa – infounicz.europa@gmail.com

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  • Le tasse, il denaro contante, il denaro virtuale e la perdita di libertà

    Le tasse, il denaro contante, il denaro virtuale e la perdita di libertà

    Sabato, 21 aprile / 2018 

    – di Nicola Arena, Sete di Giustizia  

     Redazione Quieuropa, Nicola Arena, Giacinto Auriti, Denaro contante, moneta elettronica 

    Le tasse, il denaro contante, il denaro virtuale

    e la perdita di libertà  

    Il fenomeno della dematerializzazione del contante nasconde crimini

    contro l'umanità: è il più grande attacco alle libertà dei singoli.

    Perché dematerializzare il denaro? perché fidarsi dei banchieri?

     

    di Nicola Arena / Sete di Giustizia

    DENARO VIRTUALE

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Denaro virtule e compressione della libertà        

    Prestare un valore pari a tutti i beni misurabili (come fanno i banchieri centrali)

                             significa in pratica che si è già proprietari

                     di tutti i beni corrispondenti al denaro che si presta. 

    Roma – di Nicola Arena – Se consideriamo che il denaro viene fatto stampare a costo tipografico (comunque nullo) o creato attraverso una tastiera del computer semplicemente digitando dei numeri e chi ha il potere di digitare quei numeri si appropria istantaneamente dei beni corrispondenti al valore digitato, comprendiamo quanto sia importante per un popolo avere la piena autonomia di poter creare quei numeri cioè avere la SOVRANITA’ MONETARIA e più precisamente la PROPRIETA’ POPOLARE DELLA MONETA. Nelle banconote notiamo la materia, ovverosia la carta e l’inchiostro per la grafica e notiamo anche dei numeri che ne decretano il valore. Il valore nominale è certificato sia dai numeri, che da tutto il resto e quindi per essere visibile e dimostrabile ha bisogno di questi elementi. Il denaro contante svolge la funzione di garantire al portatore il diritto di poter acquistare beni e servizi al suo fabbisogno, in piena autonomia, anonimato e libertà.

             Un bene oggetto di diritto qual è appunto il valore indotto,

                                         materializzato nel simbolo,

        garantisce e certifica la proprietà del bene stesso a chi lo possiede.

     La certosina strategia della dematerializzazione 

                                Perché allora i grossi istituti bancari

                   stanno propagandando l’eliminazione del contante?

    Semplice, l’eliminazione del contante nega la certezza di quei diritti allo stesso portatore, infatti, l’uomo non sarà più un portatore di un bene reale convenzionale ma semplicemente un possessore di un mezzo che per essere impiegato deve utilizzare un circuito esterno gestito da altri, i quali possono concedere o negare il diritto di utilizzo a proprio grado e piacimento. Un popolo che ha il potere di raddoppiare il valore dei beni che produce, può considerarsi un popolo libero (tecnica di dominazione socialista, come visto ed analizzato in altre sedi – vedi nota 1).

    (nota 1)  Bitcoin, strumento mondiale di controllo delle ricchezze reali

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     La moneta smaterializzata                                        

                                 La moneta è un contenitore di valore

                     e se viene smaterializzato il contenitore svanisce.

    L’abolizione del contante smaterializza, di fatto, il bene oggetto di diritto qual è appunto la moneta. Abbiamo spiegato pocanzi che il valore, essendo un concetto spirituale/mentale, per essere materializzato ha bisogno di un supporto cartaceo o metallico.

                           L’intento quindi di smaterializzare il valore

                   è quindi quello di togliere al portatore i suoi diritti.

     Attacco senza confini alla libertà dei singoli          

    Ne consegue evidentemente la fine della libertà individuale dell’essere umano di poter decidere in piena autonomia come accedere e utilizzare i propri risparmi di valore. Ci dicono che l’eliminazione del contante aiuterebbe la lotta all’evasione fiscale. Occorre a questo punto essere chiari e non dare nulla per scontato, come il falso dogma che le tasse siano giuste e perciò ritenere doveroso che bisogna perseguire legalmente chi cerca di non pagarle. Oppure secondo la famosa frase che se tutti pagano, tutti pagano meno. Tutto sbagliato se si considerano almeno due fattori: (1) Il valore monetario è creato convenzionalmente dai cittadini che accettando quella moneta; (2) Un governo per far funzionare l’apparato statale non avrebbe bisogno di finanziarsi sottraendo potere d’acquisto dalle tasche degli stessi cittadini. Premesso ciò, possiamo spiegare con argomenti logici che il sistema di tassare i cittadini, per dare loro in cambio beni e servizi, era un concetto giusto quando la moneta era d’oro, per cui la rarità del metallo prezioso e quindi della materia di cui era costituita la moneta, non permetteva altrimenti.

     Dalla scoperta del valore indotto di Auriti              

    Tutti sappiamo che con la scoperta del valore indotto, la rarità non esiste più, come non esiste nemmeno più la riserva d’oro a dare valore alla moneta. Se la proprietà della moneta fosse dei cittadini, mancando la rarità della stessa, non occorrerebbe impoverire i cittadini, togliendo loro potere d’acquisto attraverso la tassazione. Allora perché le tasse aumentano e le banche e i governi impiegano tutto il loro potere per contrastare chi non le paga? La spiegazione è semplice, ma per scoprirla, bisogna ricercarne i motivi scendendo proprio nei particolari, ovverosia nei momenti in cui si crea il denaro e come questo viene dato in possesso ai governi.

       Attualmente in quasi tutto il mondo il denaro (creato come er magia, dal nulla)

                                        viene fornito ai governi degli stati

                             solo in prestito con l’aggiunta degli interessi.

     Una restituzione impossibile                                       

    Chi dà in prestito una cosa ovviamente la rivuole indietro. I governi quindi devono restituire un po’ alla volta questo denaro e gli interessi. Come lo restituiscono? Da dove prelevano i soldi poiché non li possono stampare? Semplice e chiaro, li ritirano dalle tasche dei cittadini attraverso le tasse e gli interessi bancari. Ecco spiegato il motivo per cui tutti vogliono che si paghino le tasse, non certo perché le tasse servirebbero ad avere servizi, ma semplicemente per

                                              mascherare il vero motivo

          che è quello di sottrarre sempre più potere d’acquisto alla popolazione

                indebitandola sempre più in un circolo improduttivo (e vizioso)

             che porta alla perdita di tutti i beni in possesso dei cittadini stessi.

    Attraverso la creazione di denaro a debito avviene una magia troppo evidente per essere notata: la quantità di denaro creato corrisponde alla quantità di valori di beni reali. Nel momento quindi che un governo decide, anzi è costretto dalle regole imposte dai banchieri, a indebitare il proprio popolo, questo ha già perso l’equivalente dei beni corrispondenti, se aggiungiamo le tasse, il popolo avrà perso da subito anche i beni corrispondenti al valore delle tasse. Poiché il popolo deve pur vivere, deve quindi lavorare per produrre i beni necessari per il proprio benessere. 

     La logica del ladro                                                 

    Riepilogando: il popolo crea convenzionalmente un valore monetario di 100 (ma non sapendolo s’indebita nei confronti dei banchieri che creano solo simboli numerici senza valore); Quindi il popolo perde quei 100 creati e s’indebita di ulteriori 100; in definitiva perde stupidamente ciò che è suo e lo chiede in prestito con gli interessi, per cui

               il costo del denaro (come ci ha insegnato il Prof. Giacinto Auriti)

                        è all’origine del 200% cui si aggiungono gli interessi.

    In queste condizioni i popoli avranno sempre necessità di denaro e s’indebiteranno sempre più nei confronti dei banchieri. Comprendiamo tutti quindi come il debito oltre ad essere una truffa, è allo stesso tempo impagabile con altro denaro,

                          alla fine i popoli impiegheranno tutti i loro sforzi

                            per pagare con i loro prodotti e col loro lavoro,

                               ciò che non possono pagare con il denaro,

                                    perché è loro impedito di produrlo.

    DENARO VIRTUALE

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Perché aver fiducia nei banchieri?                         

    Tutto si basa sulla fiducia, perché quindi gli esseri umani dovrebbero aver fiducia nei banchieri? Quali sono i presupposti perché una persona o un gruppo di persone sono resi meritevoli di fiducia da parte degli altri?

             Innanzitutto la fiducia si costruisce sull’onestà, sulla trasparenza,

                         sulla coerenza e sul rispetto della parola “data”

                 o delle clausole contrattuali accettate in fase di accordo.

                        In poche parole, l’affidabilità genera la fiducia.

    Da anni studiamo cosa sia il valore indotto della moneta scoperto dal Professor Giacinto Auriti. Per eliminare i ladruncoli di denaro, parliamo della piccola criminalità, ovverosia, borseggiatori, ladri d’appartamento, ecc., occorre innanzitutto capire i motivi che generano questi comportamenti incivili, illegali e moralmente detestabili. Il più delle volte questi atteggiamenti criminali sono indotti dal bisogno di soddisfare i bisogni primari della persona. Mancanza di un lavoro retribuito, difficoltà familiari di vario genere, mutui sulla prima casa o affitto, malattie improvvise che richiedono cure mediche costose, acquisto dell’auto e mantenimento, bollette di luce, acqua, gas, tasse varie, acquisto libri scolastici, cure odontoiatriche impreviste ecc.., ecc..  in pratica la mancanza di denaro genera il bisogno di denaro, nel momento in cui per varie ragioni non si riesce con metodi legali al reperimento del denaro necessario, spesso chi non ha nulla da perdere compie azioni immorali come appunto il furto di denaro. Può sembrare paradossale ma il ladro materiale di denaro è un inconsapevole alleato dei banchieri, infatti entrambi contribuiscono alla sottrazione di denaro dalle tasche dei cittadini, solo che i banchieri lo fanno legalmente e senza un bisogno reale se non quello di umiliare la dignità dei propri simili sottomettendoli al loro volere.

     Le tasse per regolare l'inflazione?                               

    Molti sono convinti che per regolare l’inflazione, cioè la diminuzione del potere d’acquisto della moneta contestualmente a un aumento dei prezzi, sia necessario prelevare dalla circolazione attraverso le tasse una parte di questa moneta. Anche questa è un’altra bugia per infondere nelle menti delle persone l’idea che le tasse siano giuste.

         Il ladro vuole che il derubato si convinca che sia doveroso essere derubati,

                                anzi che il derubato guardi con disprezzo

                         coloro che non vogliono accettare queste regole

                 e quindi fanno di tutto per nascondere i propri risparmi.

    Ovviamente l’inflazione non deriva solo da un eccesso di moneta in circolazione, deriva da tantissimi fattori, come ad esempio la concentrazione delle ricchezze in mano a pochi e come motivo primario il fatto di dover produrre il doppio dei beni ulteriori beni, già alla partenza, per cui in origine si ha il 200% di inflazione cui si aggiungono gli interessi, un altro motivo è la rarità monetaria imposta dai padroni del denaro, proprio attraverso l’imposizione fiscale. Infatti, per compensare la perdita del potere d’acquisto i negozianti sono costretti ad aumentare il prezzo dei prodotti.

     La sovranità appartiene al popolo                         

    La perdita della sovranità in tutte le sue forme genera il bisogno di acquistare i prodotti che prima si producevano in modo autonomo, basti pensare alla sovranità alimentare, energetica ecc. Come diceva Ezra Paund “il contadino fa paura all’usuraio” infatti, un popolo in grado di produrre i propri prodotti autonomamente, dall’energia, ai prodotti agricoli, industriali ecc. non ha bisogno di comprarli dai paesi stranieri e quindi non ha bisogno di denaro per comprarli. Quindi i banchieri da quando hanno inventato la prima moneta nominale, la sterlina inglese creata nel 1694, fanno di tutto per rendere sempre maggiore il bisogno dei popoli di tutto il mondo di avere denaro.

     Una follia troppo grande per essere notata         

    Quindi sottraggono denaro attraverso le tasse per creare ulteriore bisogno di denaro sempre a debito. Ormai

                                 il debito dei popoli di tutto il mondo

                          è pari a circa cinquanta volte il pil mondiale,

    cioè a cinquanta volte il valore di tutti i beni presenti sull’intero pianeta.

                   Questa è una follia troppo grande per essere notata.

     Proprio per questo bisogna riflettere su tutto quello che ci propongono

                   i mezzi d’informazione in mano al sistema bancario.

    Chi controlla il denaro controlla il mondo e manipola i pensieri dell’uomo, creando nella sua mente falsi desideri, convinzioni, percezioni, bisogni, emozioni ecc. I banchieri da sempre vogliono avere il controllo della quantità di denaro in possesso di ognuno di noi, attraverso il controllo delle nostre spese, non si accontentano più di indebitarci, ma pretendono sempre più.

    DENARO VIRTUALE

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Conclusioni: importanza della liquidità               

                            La liquidità fornisce protezione dei dati

                   e può quindi fungere da garante delle libertà civili

              nel caso in cui un'amministrazione abusi dei suoi poteri.

    L'abolizione del denaro fisico può essere considerata un tentativo di rafforzare il controllo sui cittadini. La fiducia nelle autorità pubbliche si corroderebbe. Tutto si basa sulla fiducia, perché quindi gli esseri umani dovrebbero aver fiducia nei banchieri? Quali sono i presupposti perché una persona o un gruppo di persone vengano rese meritevoli di fiducia da parte degli altri? Perché dovremmo cedere il diritto di detenere i nostri risparmi nelle mani dei banchieri, o meglio, nei server dei banchieri? Innanzitutto – ribadiamo ancora – la fiducia si costruisce sull’onestà, sulla trasparenza, sulla coerenza e sul rispetto della parola data o delle clausole contrattuali accettate in fase di accordo. In poche parole,

                                 l’affidabilità genera la fiducia

    e il sistema bancario mondiale in tutti questi secoli ha seminato

          distruzione e morte attraverso l’eterna guerra mondiale.

    Da anni studiamo cosa sia il valore indotto della moneta scoperto dal Professor Giacinto Auriti ed è per questo motivo che proviamo a spiegare che il vero nemico da combattere, se vogliamo salvare l’umanità da tutti i disastri socio economici sociali e soprattutto spirituali, è il grande usuraio.

    Nicola Arena (Copyright © 2018 Qui Europa)

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     Video – B.A.R. – Buono Agevevolaz. Reddituale    

    Intervista B.A.R. Sergio Basile e Nicola Arena – YouTube

     

    https://www.youtube.com/watch?v=mh1J-WOrTjI
    2 lug 2017 

    Intervista B.A.R. – Sergio Basile e Nicola Arena

     

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    Giacinto Auriti – L’uomo che distrusse la logica massonica delle lobby

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    Venerdì,  Ottobre 31st/ 2014       – di Don Floriano Pellegrini e  Sergio Basile – Redazione Quieuropa, Don Floriano Pellegrini, Sergio Basile, Giacinto Auriti, reddito di cittadinanza, logica delle lobby, globalizzazione, democrazia, sistema bancario internazionale, fede all'ateismo, proprietà popolare della moneta, la via del debito e del controllo totale, la massificazione dei popoli, Vladimir Putin, ritratto politico […]

    Modello Blackrock e Accentramento Mondiale – La Profezia di Giacinto Auriti

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    Mercoledì,  Aprile 16th/ 2014 – di C.Alessandro Mauceri e Sergio Basile  – De Benedetti, Sorgenia, Mps, Intesa Sanpaolo, Unicredit, Ubi, Bpm, Banco Popolare, Ignazio Visco, Bankitalia, CIR, Fabio Pavesi, Sole 24 Ore, Vado Ligure, Blackrock, Larry Fink, C.Alessandro Mauceri, Sergio Basile, Giacinto Auriti, Spa, fantasma giuridico, riforma del diritto commerciale greco, accentramento di tutte le ricchezze mondiali […]

    Denaro-debito e Cabala: il maledetto trucco per schiavizzare i popoli

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    Mercoledì, 2 Novembre/ 2016    di Matteo Mazzariol / Presidente Movimento Distributista Italiano  Redazione Quieuropa, Movimento Distributista, Chesterton, Matteo Mazzariol, banchieri, Cabala, Moneta Debito, satanismo, magia, schiavitù  Denaro-debito e Cabala: il maledetto trucco per schiavizzare i popoli Il nesso fondamentale tra cabala e pane quotidiano è costituito dal denaro ed in particolare dal meccanismo di creazione […]

    III Cerchio VII Girone infernale: è questo il posto più adeguato per i banchieri?

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    Lunedì, 31 Ottobre/ 2016    di Matteo Mazzariol / Presidente Movimento Distributista Italiano  Redazione Quieuropa, Movimento Distributista, Chesterton, Matteo Mazzariol, banchieri, Medici, San Tommaso d'Aquino, Dante Alighieri  III Cerchio VII Girone infernale: è questo il posto più adeguato per i banchieri? Lo snaturamento dello strumento denaro: origini e cause dell'usura in San Tommaso d'Aquino e Dante […]

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    Il Sionismo e l’arma economico-finanziaria – Confessioni di un rabbino

    Martedì,  Luglio 29th/ 2014 – Redazione Qui Europa – Redazione Quieuropa, Sergio Basile, sionismo-ebraico, ebraismo sionista, messianesimo terreno, comunismo, ebraismo moderno, sionismo, arma economico finanziaria per la conquista del mondo, controllo dell'oro e delle ricchezze, titoli di stato del debito pubblico e moneta debito, rabbino Waton  Il Sionismo e l'arma economico-finanziaria Dichiarazioni del rabbino Waton sui titoli di […]

     
     
  • Mi piace! Attenti alla psicometria digitale – Tecniche digitali di controllo di massa

    Mi piace! Attenti alla psicometria digitale – Tecniche digitali di controllo di massa

    Venerdì, 20 marzo / 2018 

    – di Roberto Pecchioli –

     Redazione Quieuropa, Roberto Pecchioli, Facebook, Cambridge Analytica, Mark Zucherberg 

    Mi piace! Attenti alla psicometria digitale

    Tecniche digitali di controllo di massa: le nuove frontiere

    del dominio globale

     

    di Roberto Pecchioli 

    PSICOMETRIA DIGITALE
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     

     Webeti                                                                         

    Roma – di Roberto Pecchioli  Passata la festa, gabbato lo santo. Si sta attenuando la polemica alimentata dalla società dello spettacolo nel villaggio globale relativa al furto e all’utilizzazione politica dei dati di Facebook da parte di Cambridge Analytica. Ci stupiamo dello stupore. Il circo della disinformazione di massa ha scoperto e reso di pubblico dominio che 

             i nostri dati personali, raccolti, processati e profilati dai social media 

                              e dall’intera filiera della rete non sono protetti,

                  ma vengono conservati, analizzati, studiati e compravenduti.

    Quando i bambini fanno oh, come nella canzone di Povia… Occorre rendere merito al decalogo delle tecniche di manipolazione sociale diffuso da Noam Chomsky. Al primo punto c’è la strategia della distrazione. Mettiamola così: eravamo disattenti, non ci accorgevamo di nulla, intenti al ruolo passivo di spettatori o di “webeti”. Niente paura: creato ad arte il problema, basta fornire la soluzione (secondo punto). Mark Zuckerberg, guru, santone di Facebook, ma soprattutto accorto padrone globale, ce l’ha: obbligo di autorizzazione dei genitori per gli utenti minorenni. La montagna partorisce il classico topolino: nel mare della rete, nessuno controllerà e tutto continuerà come prima. Intanto il giovane miliardario digitale ha abbandonato per qualche ora l’amata maglietta grigia a maniche corte e si è presentato al parlamento americano in giacca e cravatta. Una finta Canossa, un finto Enrico IV ha facilmente evitato la scomunica ponendosi a disposizione del governo americano. D’ora in poi, collaborerà con più fervore con lo Stato profondo (CIA, NSA, apparato industriale e militare) che controlla la superpotenza, alla faccia della privacy e dei nostri diritti. Un’altra fazione del mega potere lo ha avvertito: possiamo far crollare in Borsa il titolo Facebook, la vecchia e la nuova economia devono mettersi insieme per costruire una tenaglia sempre più robusta. E’ il principio della rana bollita, ovvero la gradualità dell’azione. La rana non si accorge che l’acqua nel pentolone in cui è caduta viene scaldata progressivamente. Quando se ne rende conto, è troppo tardi. E’ quello che sta capitando a centinaia di milioni di utenti della rete che solo adesso, a rana bollita, stanno capendo di essere caduti in trappola. Qualche giorno fa, Jeff Bezos, padrone di Amazon, ha reso noto trionfalmente di avere cento milioni di abbonati ai suoi servizi di vendita online. Un popolo intero di cui egli sa tutto, come Zuckerberg della sterminata massa di utenti di Facebook, o Google, il potentissimo motore di ricerca con 900.000 (sì, novecentomila) server nell’intero pianeta.

     Profilazione                                                               

    Dobbiamo saperlo: ogni volta che ci connettiamo, una quantità di cervelloni nutriti di algoritmi iniziano a lavorare. Svolgono un’operazione detta profilazione, cioè scoprono tutto di noi, proprio tutto, anche e soprattutto quello che teniamo più nascosto. Ci conoscono meglio di quanto ciascuno conosca se stesso. Non a caso, è il decimo punto del decalogo di Chomsky. Un altro ci informa che il potere si rivolge a noi come a dei bambini. Il meccanismo è visibile nella pubblicità, in cui, insieme con i toni euforici, o ipnotici, o volti a enfatizzare l’istinto sessuale, è ricorrente il richiamo all’elemento infantile. Puntualmente, bambini di tutte le età fanno oh; in queste settimane, è di moda, anzi è “virale” lo stupore per le manovre dei giganti tecnologici. Guarda un po’, ci controllano, conoscono i nostri gusti, le nostre idee politiche, i nostri sentimenti religiosi, e naturalmente, se ne servono. Abbiamo imparato diverse parole nuove: una è profilazione, ovvero la

                       ricostruzione di ogni aspetto della nostra personalità

    un’altra è metadati, l’unione e il processamento informatico dei miliardi di informazioni che ogni giorno forniamo attraverso il nostro comportamento digitale, il data mining”, cioè la caccia spietata di ogni ragguaglio su tutti gli aspetti delle nostre vite.

     

     Psicometria                                                                    

    La nuova scienza che usano i padroni globali si chiama psicometria. Si tratta dei

                                         metodi di indagine psicologica

                    tendenti a misurare le funzioni mentali in generale e 

                 le caratteristiche psichiche degli individui in particolare.

    Si è sviluppata a partire dalla diffusione dei test psicologici per raggiungere l’attuale precisione a seguito della rivoluzione informatica. I terreni favoriti della psicometria al servizio del controllo sociale, il cui scopo finale, non dimentichiamolo mai, è il dominio delle nostre menti, sono i nuovi media tipo Facebook e i grandi motori di ricerca, ma funziona egregiamente anche la profilazione attraverso le carte di credito e le carte di fidelizzazione dei supermercati e centri commerciali. L’intero meccanismo ricorda da vicino le intuizioni di George Orwell su neolingua e bipensiero: un’importante catena commerciale italiana distribuisce una card il cui nome è Fidaty, con la ipsilon finale tanto fina per via dell’allusione cosmopolita. Ma il luogo prediletto di chi ci misura la vita è quel semplice gesto, il clic sull’icona del pollice alzato. Mi piace! e il gioco è fatto. Nessun sito o blog può ormai farne a meno: è semplice, interattivo, ipertestuale. Soprattutto è assai utile a qualcuno per sapere tutto di noi. La psicometria ha fatto passi da gigante e il suo profeta, guarda caso, è quel giovanotto dal viso efebico, uno proprio come noi, Mark Zuckerberg. Una delle applicazioni sperimentali elaborate si chiama Mypersonality, in collaborazione con l’università di Cambridge. Gli specialisti, dopo aver ottenuto con stratagemmi molto discutibili da ben 70 mila persone le risposte a un centinaio di domande mirate, hanno costituito quello che definiscono con orgoglio il maggiore database psicologico della storia. Attraverso di esso, l’applicazione acquisisce il numero e gli indirizzi informatici dei “mi piace”, l’età, i test e le immagini condivise (i post) il sesso degli internauti, ciò che hanno pubblicato, la loro localizzazione geografica, il numero di contatti e persino il loro stato sentimentale. Uno dei promotori, Michal Kosinski, già nel 2012 affermò di

      essere in grado, con meno di 70 “mi piace” elaborati, per l’esattezza 68,

                di individuare il colore della pelle di un utente di Facebook.

    Nel 90 per cento dei casi è in condizioni di stabilire l’orientamento sessuale; 

             per l’ideologia politica, l’indice di successo è dell’85 per cento.

    Ovviamente, conosce alla perfezione i tratti del nostro carattere per “farci incontrare persone simili”. Quelli come lui sono, bisogna ripeterlo? benefattori dell’umanità. Nessuno si impegna in studi tanto complessi senza uno scopo preciso. Il più immediato, ovviamente, è influire sulle nostre scelte di consumo sino a determinarle in anticipo, ma il gioco è ben più grande. Lo ha dimostrato il caso Cambridge Analytica, trapelato chissà perché, naturalmente con annesso retrogusto neo moralistico: ad appropriarsi dei dati sono i cattivi, Trump e i suoi strateghi, Putin, ecc..

                La verità, naturalmente, è che tutti utilizzano quelle fonti

                                                  per i loro scopi.

    Si è saputo che le poste pubbliche tedesche hanno venduto i dati di milioni di utenti, mentre il governo israeliano ha tranquillamente ammesso di fare commercio della banca dati della sanità pubblica. Tutto a fin di bene, sia chiaro… Sapranno di più sulle malattie, ci cureranno meglio, affermano.

             Intanto Big Pharma sa quando abbiamo preso il raffreddore,

                                se soffriamo di allergie stagionali

                             e quali farmaci ci sono stati prescritti.

    PSICOMETRIA DIGITALE

     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     

     Il reale obiettivo                                                        

    Invitiamo i lettori a fare una prova della capillarità del controllo esercitato dai signori della rete. Riunite qualche amico o i vostri familiari, e fate, dai rispettivi smartphone o computer, una ricerca su Google con la medesima parola chiave. Vedrete che la prima pagina proposta – quella che nel 90 per cento dei casi sceglieremo per gli approfondimenti – è diversa per ciascun navigatore. Segno che sanno meglio di noi come la pensiamo, a quali fonti preferiamo informarci, quali interessi coltiviamo e tanto altro. Hanno individualizzato la loro capacità di penetrare in ognuno di noi.

        E’ evidente che lo scopo non è di inondarci di messaggi pubblicitari.

       Quella è la superficie che cela un gigantesco progetto di dominazione,

    controllo sociale, una dittatura digitale e tecnocratica di inaudita potenza,

                                         la più pervasiva della storia.

     Vivere nell'universo G.A.F.A.                                 

    Il fatto è che chi possiede il significato delle parole, controlla presente e futuro, per cui chi mette in guardia contro il sistema è, nel migliore dei casi, un visionario e poi, via dileggiando, un complottista che crede nei rettiliani, uno psicopatico, un paranoico. Così, continuiamo a cedere dati, rivelare stili di vita, relazioni, “filìe” e fobie, specie attraverso quell’atteso, liberatorio “mi piace” per non rimanere isolati nel ciberspazio. Vivere fuori dall’universo GAFA (Google, Apple, Facebook, Amazon) si trasforma in una resistenza impossibile, simile a quella dei soldati giapponesi nella giungla a guerra finita, oppure lo sterile passaggio al bosco del Ribelle di Junger. Le nostre tracce digitali sono il nostro autentico diario di vita, le relazioni che intratteniamo, le amicizie che coltiviamo diventano un’esposizione di prodotti in vendita per i giganti globali.

                 Siamo costretti a far parte di una grande asta planetaria

                     che ci espropria della libertà, del diritto all’intimità,

                                                    della personalità.

      Mi piace?                                                                    

    La cronaca mostra che le prime vittime sono le generazioni più giovani, esposte a una serie di rischi inediti di matrice tecnologica. Pensiamo al fenomeno chiamato impropriamente bullismo, il cui terreno favorito è nelle reti sociali (cyberbullismo) e permea l’esistenza dei nostri figli e non solo la loro. La vita intera, minuto per minuto, è esposta al mondo. Fotografiamo noi stessi in tutte le situazioni, anche le più intime o imbarazzanti, tutti vedono dove siamo, che cosa facciamo, sanno che cosa pensiamo o mangiamo.

                                    Ci esponiamo nudi, dentro e fuori,

                                    al giudizio impietoso di chiunque.

    Per i giovani è quasi un imperativo, un obbligo per far parte del gruppo. Chi è fuori, in un tempo di disgustoso conformismo, diventa il bersaglio dei peggiori sentimenti altrui, sotto forma di un invito suadente: commenta. Quante sofferenze sta causando questo esibizionismo virale, quante personalità sta ferendo o disturbando nella loro formazione, quante paure alimenta il giudizio a cui ci sottoponiamo inermi in attesa dell’approvazione (mi piace!) o dell’insulto sanguinoso di tante ombre non più persone nascoste dalla tastiera.

                                     Alcuni hanno persino il loro troll,

          qualcuno che li perseguita con denigrazione, insulto, offese, odio.

    Intanto, silenziosi algoritmi continuano a profilare. Registrano, mettono a confronto, elaborano statistiche e ci vendono al miglior offerente. In fondo, il caso più innocuo è quello della ragione commerciale. Stanno mettendo all’asta proprio me, con il mio nome e cognome, le mie idee, le simpatie e le avversioni, i difetti e anche i miei vizi, nascosti a molti, ma non a loro. La psicometria, unita alla matematica degli algoritmi, ci vende mille volte al dì. Ma se qualcuno mi vende, significa che mi possiede, è il mio padrone e io sono il suo schiavo. Mi piace?

    Roberto Pecchioli (Copyright © 2018 Qui Europa)

    partecipa al dibattito:

    infounicz.europa@gmail.com / redazione.quieuropa@gmail.com

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  • Diario di Bordo – 19 aprile 2018: è tempo di tornare ad essere uomini

    Diario di Bordo – 19 aprile 2018: è tempo di tornare ad essere uomini

    Giovedì, 19 aprile / 2018 

    – di Chiara Mangolini 

     Redazione Quieuropa, Chiara Mangolini, Diario di Bordo, Orwell, The Truman Show, Mondialismo 

    Diario di Bordo – 19 aprile 2018: è tempo di

    tornare ad essere uomini

    La società hegeliana vocata alla disintegrazione di ogni valore

    morale espone ogni singolo ad un pericolo mortale.

    Che fare?

     

    di Chiara Mangolini 

    DIARIO DI BORDO

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Diario di bordo                                                          

    Sanremo – di Chiara Mangolini  Il mare è grosso, minaccioso, le onde s’ingrossano a vista ma i marinai sembrano non curarsene e sonnecchiano a prua. Troppe parole e troppi silenzi.

                              Ormai si naviga in uno scandirsi quotidiano

                                    di notizie da prima pagina non dette

    di sconcertanti fatti che qualche anno fa lasciavano il tempo per il giusto clamore, ma oggi son finiti in una sordida massificazione, nel dimenticatoio della storia che tutti i giorni si scrive sotto i nostri occhi. Guerre indotte e mascherate da operazioni di pace, crisi economiche provocate (fittizie) e disintegrazione di ogni valore, aborti di massa, povertà dilagante, schiavitù di massa di interi popoli, ecc.., sono fenomeni che sembrano non destare più il pubblico sconcerto. Stiamo navigando così. Abbiamo perso la rotta da un pezzo e non vediamo la riva da troppo. Forse non sappiamo abbastanza o forse non ne possiamo più di sapere. Un tempo eravamo anche sbigottiti, ora non ci stupisce più nulla, tanta è la follia raggiunta. Cosa abbiamo fatto? Che stiamo combinando a distanza di qualche anno dall'irrobustirsi dell'attacco "scientifico" e strategico di questo sistema mondialista? Qual è il nostro atteggiamento quotidiano dinanzi alla propaganda, alla violenza economico-sociale e alla distruzione morale e materiale, verso la quale assistiamo spesso impotenti, indolenti e passivi?

                   Qualcuno ha parlato, qualcuno magari ha anche scritto,

                             troppi han taciuto, pochi hanno pregato Dio,

            riconoscendo la dimensione spirituale della guerra totale in atto.

     Ci siamo dimenticati di essere uomini                 

    Dinanzi a questo spettacolo macabro e grottesco, tipico esempio di copione hegeliano, tipico esempio del

                        trionfo del relativismo e dell'idealismo più bieco

                dinanzi alla realtà oggettiva ed alla verità (alla giustizia)

    il non provare più sconcerto, meraviglia, dovrebbe farci preoccupare e non poco. Molti sembrano disinteressarsi al fatto che la crisi economica sia in realtà indotta e che le banche centrali – con il beneplacido dei governi collusi – stampino moneta a debito (e senza riserva aurea) truffandoci ed impoverendoci e che a causa di questo non poche persone si sono suicidate o versano nella disperazione più totale; Molti sembrano indifferenti al fatto che i nuovi educatori "mondialisti", figli di un velenoso progresso che si insinua sempre più in tutti i meandri della società, vogliano insegnare la sessualità ai bambini fin dal passeggino e che essere donna o uomo sia un fatto convenzionale e non biologico: ciò per rovinare loro il cervello e la personalità. Tralascio qui l'elenco di tali follie, come il gioco del dottore tra bambini dello stesso sesso. Troppi sembrano disinteressarsi alle sorti della propria anima ed a cercare la verità sulla vita e la morte. Neppure la catastrofe dell'iper-immirazione di massa e il riversamento di milioni di africani in Europa sembra impersierirci più… Ci troviamo dinanzi ad un attacco eugenetico contro gli italiani e gli europei senza precedenti nella storia; siamo dinanzi ad una sistematica e mostruosa guerra di religione, ma pochi sembrano comprenderlo e interessarsi al problema, come sotto l'effetto di un potente anestetico. Allora, tra qualche decennio, essuno dovrà meravigliarsi del fatto che saremo etichettati dalle future generazioni, cioé dai nostri figli e nipoti, come  vigliacchi e pazzi incoscienti. Nessuno potrà farlo, poiché

                                         ci siamo dimenticati di essere uomini.

    Guardandoci allo specchio ostentiamo sicurezza e uno strano orgoglio, pur chiudendo gli occhi della nostra coscienza a questi gravi, gravissimi fatti. In effetti abbiamo una grande responsabilità rispetto al presente sfacelo: abbiamo scavalcato mamma coscienza e ci siamo costruiti una nostra realtà parallela, rifugiandoci nelle nostre poche sicurezze rimaste. E' la storia a offrirci la sua amara sentenza.

     Due più due fa cinque!                                            

    Aveva ragione Orwell: ci hanno detto che due più due fa cinque e tutti ci crediamo. Hanno ragione i signori della farsa, i fabbricanti di illusioni, con i loro subdoli slogan: “vedrai che ci crederanno!”. Basta darci un film (prodotto e distribuito da costoro), pop corn (rigorosamente OGM) un paio di quotidiani che strillano quel che gli pare (di proprietà di costoro o comunque controllati) e noi siamo tranquilli. Perché, tanto “lo ha detto la tv!”, il Grande Fratello di orwelliana memoria. Non crediamo di assolverci per questo! Anzi! Non proviamo a dire che non possiamo farci niente! Infatti tra qualcosa e niente ci può essere un abisso a questo puntoRicordiamoci che navighiamo in acque piene di squali, ma se non remiamo tutti, la barca rischia di affondare.

                                               – Diario di bordo 19 Aprile 2018 –

                         Gli squali si avvicinano quando sentono odore di sangue.

                    Quel sangue ha il sapore della nostra paura, e sgorga a frotte.

    Del resto come non comprendere molti di noi fuorviati e smarriti? In un mondo dove gira tutto al contrario ti gira anche un po' la testa. E' un mondo strano e duramente attaccato anche nella dimensione più alta e sacra: quella spirituale. Un mondo dove il Papa ci dice che Dio non è cattolico e forse pure che l'inferno non esiste e che i divorziati possono fare la comunione (si veda “Amoris Laetiziae”) in quanto il peccato sarebbe magicamente diventato solo un fatto di coscienza: come se nel Vangelo non fosse chiaro che l'adulterio è peccato. Un mondo di paradossi dove molti pseudo prelati sostengono che il demonio non esiste (il nemico sarebbe – secondo costoro – la metafora del male che sta dentro ognuno di noi…) e dove le donne sposano i cani e i “prima-ero-donna” partoriscono;

                                                 un mondo alla rovescia

                              dove è un diritto uccidere ma non lo è vivere!

    Un mondo dove gli uteri si affittano e i pedofili hanno un partito tutto loro; dove se stai troppo male ti staccano la spina come se fossi un robot giocattolo. Tutto ciò dà sempre più la sensazione di essere dentro un colossale “the Truman show”.

     Via d'uscita                                                               

    C'è sicuramente una via d'uscita. Si chiama verità! Verità nello Spirito, nella preghiera e nella riscoperta della dignità di ogni singolo. Di ogni anima! Cominciamo, dunque, a non diventare complici ammettendo la dimensione spirituale della lotta e dotandoci delle idonee armi spirituali per fronteggiare il Nemico. Chi non riconosce il Nemico e lotta, ha perso in partenza. Ognuno segua la sua parte e ognuno stia ai propri remi. Perché poi non dovremmo avvisare i fratelli se il Papa e gli uomini di responsabilità sbagliano? San Paolo lo fece con San Pietro e le prime comunità cristiane lo fecero con i loro contemporanei devoti agli idoli. Per il catechismo è un diritto denunciare gli errori. Certo, sarà Dio un giorno a giudicare! Ma l'Onnipotente giudicherà anche noi per aver omesso di avvisare le sue pecorelle del pericolo. Saremo giudicati per la nostra indifferenza e per la nostra accidia.

                                     Diaro di bordo 19 Aprile 2018:

        abbiamo poche scialuppe di salvataggio ed il mare è in tempesta.

    Chiara Mangolini  (Copyright © 2018 Qui Europa)

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  • Siria: la posta in gioco

    Siria: la posta in gioco

    Martedì, 17 aprile / 2018 

    – di Maria Antonietta Carta 

     Redazione Quieuropa, Siria, Attacco, Mediterraneo, Usa, ONG, pretesti e strategie 

    Siria: la posta in gioco dietro

    l'ipocrita invasione

    Retroscena e possibili scenari dietro la

    battaglia di Ghouta

     

    di Maria Antonietta Carta

    Siria, ipocrita invasione

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     L'invasione e la solita ipocrita  indignazione       

    Damasco – di Maria Antonietta Carta  L’ennesima denuncia pretestuosa, secondo un collaudato copione, di un attacco chimico attribuito al governo di Damasco da parte delle solite organizzazioni non governative finanziate da Paesi occidentali – puntuali all’appello i famigerati White Helmets, cinici terroristi camuffati da angelici soccorritori – è stata accolta dalla stampa mainstream con la

                                            solita ipocrita ‘’indignazione’’

                                volta a farci digerire la volontà imperiale

                                     di sbranare definitivamente la Siria.

    Gli USA, dopo la "sconfitta" del cosiddetto ‘’Stato islamico‘’ e la riunione ad Ankara lo scorso 4 aprile tra i leaders di Russia, Turchia e Iran, paventando l’estromissione dal teatro siriano, annunciano bombardamenti con la giustificazione appunto di punire Damasco per l’attacco chimico. Così le avvisaglie di un conflitto bellico fuori dall’ambito territoriale in cui ha avuto origine sembrano incombere su un Mediterraneo sempre più invaso da navi da guerra, portaerei e sottomarini provenienti da ogni direzione per una folle partita a scacchi dalle incalcolabili conseguenze.

     Posizione dell'Italia: appendice di Washington     

    E l’Italia? L’Italia, come d’altronde la Francia, non ha più alcuna politica estera. È solo un'appendice di Washington, e

                                                  lo dimostrano i nostri politici,

          che per far parte del futuro governo devono giurare fedeltà indefettibile

                                     all’impero ed alla NATO suo braccio armato,

    nonostante un’economia depauperata da decenni di ‘’crisi’’ e guerre ‘’umanitarie’’

    a partire dalle guerre jugoslave, quelle dell’area mediorientale e africana, da embarghi imposti a destra e a manca – che sono un’altra forma iniqua di belligeranza contro i popoli – da spese militari sempre più esorbitanti e soprattutto dalla follia di una guerra che, partendo dalle coste siriane, rischia appunto di sconvolgere l’intera area mediterraneaDi chi la colpa se il Mediterraneo diventa sempre più simile a un vulcano in eruzione? chiede, retoricamente, l’autore del seguente articolo: conoscitore profondo di fatti mediorientali e di geopolitica, notoriamente non proprio simpatizzante del governo siriano ma eticamente e razionalmente avverso alla guerra contro la Siria. Intanto, anche oggi, la Siria e il suo popolo subiscono l’ennesimo scellerato sacrificio sull’ altare in cui si celebra l’ingordigia di vecchi e nuovi imperialismi.

     Nota storica                                                                    

    Nel 27 a.C., Roma comprende, come anteriormente Alessandro Magno, l’importanza strategica della Siria, crocevia dei tre mondi. Dal suo territorio si poteva controllare la Giudea, inviare spedizioni armate contro l’Egitto, contenere l’avanzata delle tribù dall’Arabia e avere una finestra aperta sull’Asia. L’Eufrate era fondamentale per le sue mire espansionistiche in quanto permetteva il controllo di Parti e Sasanidi. L’eterna e complessa ‘’Questione d’Oriente’’- che si perpetua fino ad oggi e vede sempre la Siria al centro delle brame universali – nelle relazioni tra il mondo occidentale-marittimo e l’Asia, ha origini remote. Per esemplificare al massimo, diremo che rimonta almeno al III-II millennio a.C., con le lotte per il dominio di Siria e Canaan prima tra L’Egitto e la Mesopotamia, poi tra i popoli dell’Asia Minore e, nel I millennio a.C., tra il mondo greco-egeo e l’Iran. Per non parlare dell’epoca delle Crociate (ricordo tra le tante la battaglia dell’Ager Sanguinis, nell’attuale provincia di Idleb, chiamata anche battaglia di Sarmada, avvenuta il 28 giugno 1119 tra l'esercito del Principato d'Antiochia, comandato da Ruggero di Salerno e l'esercito di al-Ghazi, governante di Aleppo) e dell’epoca ottomana…

     Maria Antonietta Carta

     http://oraprosiria.blogspot.com/2018/04/siria-la-posta-in-gioco-dietro-la.html 

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