Le tasse, il denaro contante, il denaro virtuale e la perdita di libertà

Sabato, 21 aprile / 2018 

– di Nicola Arena, Sete di Giustizia  

 Redazione Quieuropa, Nicola Arena, Giacinto Auriti, Denaro contante, moneta elettronica 

Le tasse, il denaro contante, il denaro virtuale

e la perdita di libertà  

Il fenomeno della dematerializzazione del contante nasconde crimini

contro l'umanità: è il più grande attacco alle libertà dei singoli.

Perché dematerializzare il denaro? perché fidarsi dei banchieri?

 

di Nicola Arena / Sete di Giustizia

DENARO VIRTUALE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 Denaro virtule e compressione della libertà        

Prestare un valore pari a tutti i beni misurabili (come fanno i banchieri centrali)

                         significa in pratica che si è già proprietari

                 di tutti i beni corrispondenti al denaro che si presta. 

Roma – di Nicola Arena – Se consideriamo che il denaro viene fatto stampare a costo tipografico (comunque nullo) o creato attraverso una tastiera del computer semplicemente digitando dei numeri e chi ha il potere di digitare quei numeri si appropria istantaneamente dei beni corrispondenti al valore digitato, comprendiamo quanto sia importante per un popolo avere la piena autonomia di poter creare quei numeri cioè avere la SOVRANITA’ MONETARIA e più precisamente la PROPRIETA’ POPOLARE DELLA MONETA. Nelle banconote notiamo la materia, ovverosia la carta e l’inchiostro per la grafica e notiamo anche dei numeri che ne decretano il valore. Il valore nominale è certificato sia dai numeri, che da tutto il resto e quindi per essere visibile e dimostrabile ha bisogno di questi elementi. Il denaro contante svolge la funzione di garantire al portatore il diritto di poter acquistare beni e servizi al suo fabbisogno, in piena autonomia, anonimato e libertà.

         Un bene oggetto di diritto qual è appunto il valore indotto,

                                     materializzato nel simbolo,

    garantisce e certifica la proprietà del bene stesso a chi lo possiede.

 La certosina strategia della dematerializzazione 

                            Perché allora i grossi istituti bancari

               stanno propagandando l’eliminazione del contante?

Semplice, l’eliminazione del contante nega la certezza di quei diritti allo stesso portatore, infatti, l’uomo non sarà più un portatore di un bene reale convenzionale ma semplicemente un possessore di un mezzo che per essere impiegato deve utilizzare un circuito esterno gestito da altri, i quali possono concedere o negare il diritto di utilizzo a proprio grado e piacimento. Un popolo che ha il potere di raddoppiare il valore dei beni che produce, può considerarsi un popolo libero (tecnica di dominazione socialista, come visto ed analizzato in altre sedi – vedi nota 1).

(nota 1)  Bitcoin, strumento mondiale di controllo delle ricchezze reali

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Moneta elettronica: l’apoteosi del nulla, la perfetta moneta satanica

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 La moneta smaterializzata                                        

                             La moneta è un contenitore di valore

                 e se viene smaterializzato il contenitore svanisce.

L’abolizione del contante smaterializza, di fatto, il bene oggetto di diritto qual è appunto la moneta. Abbiamo spiegato pocanzi che il valore, essendo un concetto spirituale/mentale, per essere materializzato ha bisogno di un supporto cartaceo o metallico.

                       L’intento quindi di smaterializzare il valore

               è quindi quello di togliere al portatore i suoi diritti.

 Attacco senza confini alla libertà dei singoli          

Ne consegue evidentemente la fine della libertà individuale dell’essere umano di poter decidere in piena autonomia come accedere e utilizzare i propri risparmi di valore. Ci dicono che l’eliminazione del contante aiuterebbe la lotta all’evasione fiscale. Occorre a questo punto essere chiari e non dare nulla per scontato, come il falso dogma che le tasse siano giuste e perciò ritenere doveroso che bisogna perseguire legalmente chi cerca di non pagarle. Oppure secondo la famosa frase che se tutti pagano, tutti pagano meno. Tutto sbagliato se si considerano almeno due fattori: (1) Il valore monetario è creato convenzionalmente dai cittadini che accettando quella moneta; (2) Un governo per far funzionare l’apparato statale non avrebbe bisogno di finanziarsi sottraendo potere d’acquisto dalle tasche degli stessi cittadini. Premesso ciò, possiamo spiegare con argomenti logici che il sistema di tassare i cittadini, per dare loro in cambio beni e servizi, era un concetto giusto quando la moneta era d’oro, per cui la rarità del metallo prezioso e quindi della materia di cui era costituita la moneta, non permetteva altrimenti.

 Dalla scoperta del valore indotto di Auriti              

Tutti sappiamo che con la scoperta del valore indotto, la rarità non esiste più, come non esiste nemmeno più la riserva d’oro a dare valore alla moneta. Se la proprietà della moneta fosse dei cittadini, mancando la rarità della stessa, non occorrerebbe impoverire i cittadini, togliendo loro potere d’acquisto attraverso la tassazione. Allora perché le tasse aumentano e le banche e i governi impiegano tutto il loro potere per contrastare chi non le paga? La spiegazione è semplice, ma per scoprirla, bisogna ricercarne i motivi scendendo proprio nei particolari, ovverosia nei momenti in cui si crea il denaro e come questo viene dato in possesso ai governi.

   Attualmente in quasi tutto il mondo il denaro (creato come er magia, dal nulla)

                                    viene fornito ai governi degli stati

                         solo in prestito con l’aggiunta degli interessi.

 Una restituzione impossibile                                       

Chi dà in prestito una cosa ovviamente la rivuole indietro. I governi quindi devono restituire un po’ alla volta questo denaro e gli interessi. Come lo restituiscono? Da dove prelevano i soldi poiché non li possono stampare? Semplice e chiaro, li ritirano dalle tasche dei cittadini attraverso le tasse e gli interessi bancari. Ecco spiegato il motivo per cui tutti vogliono che si paghino le tasse, non certo perché le tasse servirebbero ad avere servizi, ma semplicemente per

                                          mascherare il vero motivo

      che è quello di sottrarre sempre più potere d’acquisto alla popolazione

            indebitandola sempre più in un circolo improduttivo (e vizioso)

         che porta alla perdita di tutti i beni in possesso dei cittadini stessi.

Attraverso la creazione di denaro a debito avviene una magia troppo evidente per essere notata: la quantità di denaro creato corrisponde alla quantità di valori di beni reali. Nel momento quindi che un governo decide, anzi è costretto dalle regole imposte dai banchieri, a indebitare il proprio popolo, questo ha già perso l’equivalente dei beni corrispondenti, se aggiungiamo le tasse, il popolo avrà perso da subito anche i beni corrispondenti al valore delle tasse. Poiché il popolo deve pur vivere, deve quindi lavorare per produrre i beni necessari per il proprio benessere. 

 La logica del ladro                                                 

Riepilogando: il popolo crea convenzionalmente un valore monetario di 100 (ma non sapendolo s’indebita nei confronti dei banchieri che creano solo simboli numerici senza valore); Quindi il popolo perde quei 100 creati e s’indebita di ulteriori 100; in definitiva perde stupidamente ciò che è suo e lo chiede in prestito con gli interessi, per cui

           il costo del denaro (come ci ha insegnato il Prof. Giacinto Auriti)

                    è all’origine del 200% cui si aggiungono gli interessi.

In queste condizioni i popoli avranno sempre necessità di denaro e s’indebiteranno sempre più nei confronti dei banchieri. Comprendiamo tutti quindi come il debito oltre ad essere una truffa, è allo stesso tempo impagabile con altro denaro,

                      alla fine i popoli impiegheranno tutti i loro sforzi

                        per pagare con i loro prodotti e col loro lavoro,

                           ciò che non possono pagare con il denaro,

                                perché è loro impedito di produrlo.

DENARO VIRTUALE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 Perché aver fiducia nei banchieri?                         

Tutto si basa sulla fiducia, perché quindi gli esseri umani dovrebbero aver fiducia nei banchieri? Quali sono i presupposti perché una persona o un gruppo di persone sono resi meritevoli di fiducia da parte degli altri?

         Innanzitutto la fiducia si costruisce sull’onestà, sulla trasparenza,

                     sulla coerenza e sul rispetto della parola “data”

             o delle clausole contrattuali accettate in fase di accordo.

                    In poche parole, l’affidabilità genera la fiducia.

Da anni studiamo cosa sia il valore indotto della moneta scoperto dal Professor Giacinto Auriti. Per eliminare i ladruncoli di denaro, parliamo della piccola criminalità, ovverosia, borseggiatori, ladri d’appartamento, ecc., occorre innanzitutto capire i motivi che generano questi comportamenti incivili, illegali e moralmente detestabili. Il più delle volte questi atteggiamenti criminali sono indotti dal bisogno di soddisfare i bisogni primari della persona. Mancanza di un lavoro retribuito, difficoltà familiari di vario genere, mutui sulla prima casa o affitto, malattie improvvise che richiedono cure mediche costose, acquisto dell’auto e mantenimento, bollette di luce, acqua, gas, tasse varie, acquisto libri scolastici, cure odontoiatriche impreviste ecc.., ecc..  in pratica la mancanza di denaro genera il bisogno di denaro, nel momento in cui per varie ragioni non si riesce con metodi legali al reperimento del denaro necessario, spesso chi non ha nulla da perdere compie azioni immorali come appunto il furto di denaro. Può sembrare paradossale ma il ladro materiale di denaro è un inconsapevole alleato dei banchieri, infatti entrambi contribuiscono alla sottrazione di denaro dalle tasche dei cittadini, solo che i banchieri lo fanno legalmente e senza un bisogno reale se non quello di umiliare la dignità dei propri simili sottomettendoli al loro volere.

 Le tasse per regolare l'inflazione?                               

Molti sono convinti che per regolare l’inflazione, cioè la diminuzione del potere d’acquisto della moneta contestualmente a un aumento dei prezzi, sia necessario prelevare dalla circolazione attraverso le tasse una parte di questa moneta. Anche questa è un’altra bugia per infondere nelle menti delle persone l’idea che le tasse siano giuste.

     Il ladro vuole che il derubato si convinca che sia doveroso essere derubati,

                            anzi che il derubato guardi con disprezzo

                     coloro che non vogliono accettare queste regole

             e quindi fanno di tutto per nascondere i propri risparmi.

Ovviamente l’inflazione non deriva solo da un eccesso di moneta in circolazione, deriva da tantissimi fattori, come ad esempio la concentrazione delle ricchezze in mano a pochi e come motivo primario il fatto di dover produrre il doppio dei beni ulteriori beni, già alla partenza, per cui in origine si ha il 200% di inflazione cui si aggiungono gli interessi, un altro motivo è la rarità monetaria imposta dai padroni del denaro, proprio attraverso l’imposizione fiscale. Infatti, per compensare la perdita del potere d’acquisto i negozianti sono costretti ad aumentare il prezzo dei prodotti.

 La sovranità appartiene al popolo                         

La perdita della sovranità in tutte le sue forme genera il bisogno di acquistare i prodotti che prima si producevano in modo autonomo, basti pensare alla sovranità alimentare, energetica ecc. Come diceva Ezra Paund “il contadino fa paura all’usuraio” infatti, un popolo in grado di produrre i propri prodotti autonomamente, dall’energia, ai prodotti agricoli, industriali ecc. non ha bisogno di comprarli dai paesi stranieri e quindi non ha bisogno di denaro per comprarli. Quindi i banchieri da quando hanno inventato la prima moneta nominale, la sterlina inglese creata nel 1694, fanno di tutto per rendere sempre maggiore il bisogno dei popoli di tutto il mondo di avere denaro.

 Una follia troppo grande per essere notata         

Quindi sottraggono denaro attraverso le tasse per creare ulteriore bisogno di denaro sempre a debito. Ormai

                             il debito dei popoli di tutto il mondo

                      è pari a circa cinquanta volte il pil mondiale,

cioè a cinquanta volte il valore di tutti i beni presenti sull’intero pianeta.

               Questa è una follia troppo grande per essere notata.

 Proprio per questo bisogna riflettere su tutto quello che ci propongono

               i mezzi d’informazione in mano al sistema bancario.

Chi controlla il denaro controlla il mondo e manipola i pensieri dell’uomo, creando nella sua mente falsi desideri, convinzioni, percezioni, bisogni, emozioni ecc. I banchieri da sempre vogliono avere il controllo della quantità di denaro in possesso di ognuno di noi, attraverso il controllo delle nostre spese, non si accontentano più di indebitarci, ma pretendono sempre più.

DENARO VIRTUALE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 Conclusioni: importanza della liquidità               

                        La liquidità fornisce protezione dei dati

               e può quindi fungere da garante delle libertà civili

          nel caso in cui un'amministrazione abusi dei suoi poteri.

L'abolizione del denaro fisico può essere considerata un tentativo di rafforzare il controllo sui cittadini. La fiducia nelle autorità pubbliche si corroderebbe. Tutto si basa sulla fiducia, perché quindi gli esseri umani dovrebbero aver fiducia nei banchieri? Quali sono i presupposti perché una persona o un gruppo di persone vengano rese meritevoli di fiducia da parte degli altri? Perché dovremmo cedere il diritto di detenere i nostri risparmi nelle mani dei banchieri, o meglio, nei server dei banchieri? Innanzitutto – ribadiamo ancora – la fiducia si costruisce sull’onestà, sulla trasparenza, sulla coerenza e sul rispetto della parola data o delle clausole contrattuali accettate in fase di accordo. In poche parole,

                             l’affidabilità genera la fiducia

e il sistema bancario mondiale in tutti questi secoli ha seminato

      distruzione e morte attraverso l’eterna guerra mondiale.

Da anni studiamo cosa sia il valore indotto della moneta scoperto dal Professor Giacinto Auriti ed è per questo motivo che proviamo a spiegare che il vero nemico da combattere, se vogliamo salvare l’umanità da tutti i disastri socio economici sociali e soprattutto spirituali, è il grande usuraio.

Nicola Arena (Copyright © 2018 Qui Europa)

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Intervista B.A.R. Sergio Basile e Nicola Arena – YouTube

 

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2 lug 2017 

Intervista B.A.R. – Sergio Basile e Nicola Arena

 

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