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  • Ungheria – Piantagioni OGM distrutte. UE avanti tutta!

    Ungheria – Piantagioni OGM distrutte. UE avanti tutta!

    Mercoledì, Febbraio 12nd/ 2014

     – Redazione Qui Europa  –

    Ungheria, Mais OGM, Viktor Orban, Piantagioni OGM, Piantagioni distrutte, Libero scambio, Ucraina e Russia, annullamento del Patto di libero scambio tra Ucraina e UE, OGM TC1507 

    Ungheria – Piantagioni OGM distrutte, ma 

    il percorso è ostico. L'UE va avanti

    Il difficile e lento percorso dell'Unghheria per liberarsi

    dai semi della distruzione indotta del Creato

    Intanto Bruxelles va avanti con la distruzione del primario

    Video in allegato: OGM, la morte Verde

     

    Redazione Qui Europa

    OGM Monsanto - Ungheria

     Budapest e la strada per sbarazzarsi delle cultivazioni OGM                      

    Budapest – Nelle scorse settimane, come pochi sanno, l'Ungheria di Viktor Orban ha deciso di eliminare tutte le piantagioni  della statunitense Monsanto (leader mondiale nel settore) realizzate con semi geneticamente modificati (OGM). A dichiararlo nelle scorse settimane fu il Ministro dello Sviluppo Rurale Lajos Bognar. Ben 00 ettari di colture di mais OGM andarono in fumo, e con essi anche i relativi pollini di mais tossico. Ma il problema è ben più complesso, in quanto malgrado il divieto di produzione di OGM sia stato introdotto nel 2011, l'UE (della quale l'Ungheria fa parte) ha imposto, come noto, una zona di libera circolazione di persone e merci all'interno di tutti e 28 i suoi Paesi membri, Croazia compresa: l'utilma malcapitata nell'euro-gabbia. Ciò evidentemente impedisce agli Ungheresi di aver un pieno controllo sulla genuinità di pasta, pane ed altri generi alimentari contaminati da sostanze genetiche dannose prodotte in laboratorio. Questo degli OGM è stato uno dei principali punti critici che avrebbe convinto il premier Ucraino a fare un passo indietro rispetto al patto di libero scambio con l'UE. Malgrado ciò, l'Ungheria avrebbe ancora migliaia di ettari OGM da sistemare. Per la cronaca già nel settembre 2006 l'Ungheria vietò la coltivazione del mais transgenico MON 810 della Monsanto e pochi anni più tardi, nel 2010, ha adottato lo stesso provvedimento sulla patata arricchita di amido, Amflora, ricorrendo anche alla Corte di giustizia europea contro la sua approvazione.

     Intanto Bruxelles va avanti con la distruzione dell'ecosistema                       

    Intanto a Bruxelles si va avanti con la distruzione del Creato: ricordiamo che – come pubblicato in data 10 Dicembre 2013 – fece molto scalpore nelle settimane scorse, la notizia annunciata dalla Commissione Europea sulla riapertura del dossier per l’approvazione  in Europa della coltivazione del mais transgenico OGM, il TC1507, (in sede di Consiglio UE respinto da ben 19 Paesi ma nonostante tutto sdoganabile dalla Commissione per la "non unanimità" dei paesi UE) che produce una tossina pesticida, la Bt. Spagna, Repubblica Ceca, Slovacchia, Portogallo e Romania lo avrebbero già adottato. La tossina – come denunciammo in tempi non sospetti – sarebbe in grado di resistere a forti dosi di un potente erbicida chiamato glufosinato. Così facendo l'UE avalla l'autorizzazione di una coltivazione che ha già avuto impatti negativi su molti insetti, tra cui farfalle e falene, di cui non si conoscono ancora in dettaglio gli effetti deleteri sull’impollinazione delle api e che incoraggerà l’uso di un particolare tipo di diserbante molto tossico – ma vantaggioso per le multinazionali produttrici – al punto da essere in fase di presunta rimozione dal mercato.

     La Distruzione reale dell'Agricoltura                                                                        

    Quindi l'UE dopo aver distrutto l'agricoltura sul piano materiale ed economico – costringendo, attraverso una liberalizzazione selvaggia del mercato, a mettere in "concorrenza" piccoli agricoltori (costretti a svendere o chiudere) con grandi colossi internazionali (multinazionali) e aprendo al mercato africano caratterizzato da prezzi stracciati e anti-concorrenziali – ora sta continuando a distruggere il settore primario sin dal suo cuore, attaccando l'intero ecosistema. Il tutto è palesemente assurdo e diabolico, frutto di una dittatura che dall'economia e dalla cultura invade barbaramente ogni settore, al fine di mettere in ginocchio 530 milioni di cittadini! E non chiamateci complottisti, c'è poco da obiettare! Il tutto è fin troppo chiaro…

    Redazione Qui Europa (Copyright © 2014 Qui Europa) 

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     Articoli  e Video in Allegato                                                                                                    
     

     

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    Strasburgo – L’Eurocamera Chiede misure contro l’Ucraina

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    Giovedì, Febbraio 6th/ 2014  – Redazione Qui Europa – Parlamento Europeo, Strasburgo, Ucraina, Kiev, Disordini, Vladimir Putin, Russia, Risoluzione non legislativa del Parlamento Europeo, Manifestanti europeisti, Redazione Qui Europa, Limitazioni negli spostamenti, Limitazioni patrimoniali, Commissione permanente del Parlamento Europeo in Ucraina  Strasburgo – L'Eurocamera Chiede misure contro l'Ucraina  Chiesta anche una Missione Permanente del Parlamento Europeo a Kiev  […]

    Ucraina – Il Premier Azarov si Dimette. Summit Ue: Per ora Putin tira il freno

    Ucraina – Il Premier Azarov si Dimette. Summit Ue: Per ora Putin tira il freno

    Mercoledì, Gennaio 29th/ 2014 – di Vincenzo Mannello e Sergio Basile – Ucraina, Europa, Dimissioni del Premier Azarov, Bruxelles, Kiev, Accordo di Libero Scambio, Kiev, Viktor Yanukovich, Scontri a Kiev, Unione europea, Manifestanti, Vladimir Putin, Manuel Barroso, Catherine Ashton, Dimissioni del Premier Azarov, ritiro delle leggi sull'ordine pubblico, Summit Ue di Putin, Abolizione delle leggi anti-protesta, sgombero degli edifici […]

    Ucraina – No al Libero Scambio con l’UE. E gli Europeisti non ci stanno!

    Ucraina – No al Libero Scambio con l’UE. E gli Europeisti non ci stanno!

    Giovedì, Gennaio 23th/ 2014 – di Sergio Basile – Ucraina, Europa, Bruxelles, Kiev, Accordo di Libero Scambio, Kiev, Viktor Yanukovich, Scontri a Kiev, Unione europea, Manifestanti, Vladimir Putin, Manuel Barroso,  Gazprom (South Stream) , Nabucco, OGM, Alexei Miller, Rivoluzione Arancione, James Bond  Ucraina – No al Libero Scambio con l'UE. E gli Europeisti non ci stanno! Kiev – Scontri tra un gruppo di manifestanti europeisti […]

    Qui Ungheria – Orban Contro Parassitismo Bancario e Multinazionali

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    Giovedì, Settembre 12th/ 2013 – Qui Ungheria, di Edina Karossy, Budapest – Siria, Budapest, Banca Centrale Ungherese, Ungheria, Viktor Orban, Signoraggio Bancario, Fondo Monetario Internazionale, controllo delle banche centrali, Edina Karossy, Qui Ungheria, BCE, Multinazionali, Granducato di Lussemburgo, Banche d'azzardo, Dominio Comunista, Epoca del dominio Socialista e lobbismo, Aziende austriache, Strategie del Fondo Monetario Internazionale, György Matolcsy, legge CCVIII/2011, […]

    Siria – Ecco perchè il Nuovo Ordine Mondiale la Odia

    Siria – Ecco perchè il Nuovo Ordine Mondiale la Odia

    Giovedì, Settembre 5th/ 2013 – Sergio Basile – Siria, Guerra, Nuovo Ordine Mondiale, Monsanto, USA, OGM, Signoraggio Bancario, Rothschild, OGM, Modificazioni Genetiche, Distruzione della natura, Tumori e leucemie, Fondo Monetario Internazionale, Iraq, Afghanista, Libia, Stupro delle ragazze cristiane, Rothschild e controllo delle banche centrali, Signoraggio bancario, Decreto Carli-Amato, sionismo ebraico, Casta bancaria, Fondo Monetario Internazionale, Siria […]

    Rubrica – Orban e la Sfida al Nuovo Ordine Mondiale – 1° Capitolo

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    Mercoledì, Agosto 14th/ 2013 – Rubrica: Orban e la sfida al Nuovo Ordine Mondiale, di Sergio Basile –  Ungheria, Viktor Orban, Incidente stradale, Sergio Basile, Censura Mediatica, Discorso, Risveglio delle Nazioni, Viktor Orban, Nuovo Ordine Mondiale, Europa, Unione Europea, Russia, Usa, Imperialismo Usa, Prima Guerra Mondiale, Sistema Monetario Europeo, Inizio di una Nuova Era, Seconda Guerra Mondiale, […]

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  • L’Ue Commissiona l’Orticello – La Morte dei Piccoli Agricoltori e dell’intera Creazione

    L’Ue Commissiona l’Orticello – La Morte dei Piccoli Agricoltori e dell’intera Creazione

    Mercoledì,  Maggio 15th/ 2013

    – di Maria Laura Barbuto e Jack Gioia – 

    Unione Europea, Commissione Europea, Bruxelles, Agricoltura, Piccoli coltivatori, Nuovo Ordine mondiale, Settore alimentare, Registrazione semi, Agenzia delle Varietà Vegetali, Ortaggi, Burocrazia europea, Proposta di legge sull'omologazione dei semi, Petizione online, Contadini, Multinazionali, Registrazione semi, Ben Gabel 

    Il progetto Verde dell'Ue: monopolio sui semi

    degli ortaggi e "morte" dell'Agricoltura

    La nuova proposta di legge che aumenterebbe lo strapotere

    delle multinazionali del settore ed il controllo sulla vita dei

    cittadini in virtù di un Nuovo Ordine Mondiale

    Rischi anche sulla salute: chi ci garantirà dalla diffusione e

    proliferazione di OGM e altre diaboliche novità?

    Il nostro appello: "Non restiamo fermi a guardare!".

    Firmiamo la petizione e informiamo!

     

    di Maria Laura Barbuto e Jack Gioia

    Petition Ue - Agricolture

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Bruxelles – L’Unione Europea ha inaugurato la nuova settimana puntando il dito contro i piccoli coltivatori e dipingendoli – in un anacronistico e strambo quadretto – addirittura come potenziali criminali: infatti, una nuova legge, proposta dalla Commissione europea, renderebbe completamente illegale la coltura, la riproduzione e il commercio di tutti i semi di ortaggi che non risultino “analizzati, approvati ed accettati” dall’Agenzia della Varietà Vegetali Europee.  Altro commissariamento stalinista, questa volta non in campo economico o bancario, ma agricolo.

     Registro dell'Unione – L'Ultima "buffonata verde" dell'euro-casta         

    Scacco matto ai coltivatori, insomma, in virtù di un nuovo ordine mondiale (continentale) che accentri anche questo settore, probabilmente il più importante (ricordiamo che il primario assorbe oltre il 40% del budget Ue oltre ad essere il settore più nobile e prezioso per la sopravvivenza e la crescita di oltre 500 milioni di europei) nelle mani dei vari governi  europeisti o comunque – quel che è peggio – nelle mani di una cerchia ristretta di dirigenti delle solite e celeberrime multinazionali, permettendo ai vertici Ue e del potere mondialista occulto, di regolamentare ancor più sistematicamente e ferocemente le abitudini alimentari di ogni singolo cittadino. Magari sovvertendole in maniera pressocché indisturbata come già accade con i cancerogeni e destabilizzanti (per il DNA umano) OGM e con le altre perle targate Ue.

    Monsanto-OGM-557x360

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Il Commissariamento dell'Orticello                                                                     

    Sarà, pertanto, illegale coltivare qualcosa all’interno del proprio orticello, sarà illegale provvedere da soli al proprio sostentamento o nutrirsi con i propri prodotti. Dovrà tutto essere regolarmente registrato, secondo quanto contenuto nel titolo IV della proposta di legge, in cui viene specificato che “Le varietà, per essere disponibili sul mercato in tutta l’Unione, devono essere incluse nel registro nazionale o nel registro dell’Unione e dovranno essere registrate con procedura da indirizzare all’Ufficio Comunitario della Varietà delle Piante”. Ma non finisce qui: infatti, senza troppe sorprese da parte dell’Ue, per i contadini della domenica, oltre al danno arriva  anche la beffa.

     Confusione strategica e linguaggio politichese                                                

    I piccoli coltivatori saranno costretti a pagare una tassa per la burocrazia europea per la registrazione dei propri semi. L’Ue, insomma, protagonista di assurdità continue e  trovate sempre più folli, non si smentisce mai e si nasconde dietro un linguaggio ambiguo e poco chiaro, tipico dei politici europeisti: nel documento redatto, infatti, inizialmente viene solo riportata una sorta di sintesi dei punti principali stabiliti dalla legge in questione che non corrisponde, però, a quello che effettivamente sarà determinato. Questa sintesi non ha alcun valore legale ma inquadra esclusivamente il contesto della proposta e serve come presentazione al pubblico ed ai legislatori. Cavilli burocratici che servono a rendere la pillola meno amara all’apparenza ma non nella sostanza.

    Commissione Ue - Monopolio sui semi in Agricoltura - Genocidio verde

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     La Denuncia di Ben Gabel                                                                                       

    E’ tutto ben studiato ed organizzato per mettere in ginocchio gli agricoltori e aumentare in modo determinante – ribadiamo – lo strapotere delle grandi multinazionali che operano nel settore nel tentativo di creare, un pò alla volta, un regime globale che annulli le libertà dei singoli cittadini e dei singoli lavoratori.  “I piccoli coltivatori – ha spiegato nelle scorse ore Ben Gabel, coltivatore di verdure e direttore del The Real Seed Catalogue –  hanno esigenze completamente diverse da quelle delle multinazionali. Coltivano senza usare macchine e non possono o non vogliono utilizzare spray chimici. Assistiamo ad un esempio di burocrazia folle e fuori controllo. La legge produrrà solo una serie di (inutili)  nuovi funzionari Ue ed ucciderà il diritto dei contadini di coltivare ciò che vogliono”. Per noi di Qui Europa, per come trattato e riportato in dozzine di articoli – non c’è nulla di tanto “sorprendente”: pensiamo che faccia tutto parte di un progetto che l’Ue sta concretizzando passo passo e che consiste nell’ottenere il controllo totale su ogni settore della vita economica, sociale e personale di ogni singolo cittadino. Questa amici – per chi non l'avesse ancora capito – si chiama dittatura! Ditelo a tutti quei ferventi europeisti "a prescindere" che vivono ancpora nel mondo delle favole. Svegliateli, date loro il famoso pizzicotto che li desti dall'amorevole ed idealistico coma. 

     C'è una Petizione da Firmare!                                                                                

    Svegliamoci e non lasciamoci incatenare passivamente dai burocrati che pensano di potersi nascondere dietro un dito. On-line è disponibile una petizione (VEDI ALLEGATO) che ha già raccolto oltre 26.000 firme, la cui sottoscrizione è importantissima per salvare i diritti degli agricoltori ma anche il diritto dei singoli cittadini di poter mangiare ciò che vogliono e non ciò che viene proposto dalle grandi corporazioni.

     C'è un Pianeta da Salvare! Un Futuro da Difendere!                                     

    C’è bisogno che la nostra voce di protesta arrivi a Bruxelles perché nel caso in cui la proposta in questione dovesse trasformarsi in legge l’unica speranza che ci rimarrebbe sarebbe quella che “i prodotti dell’orto” vadano di traverso ai nostri politici… ma noi speriamo in qualcosa di molto di più per la società e per la nostra vita. Facciamo presto, prima che la maggior parte dei semi tradizionali diventi "fuorilegge", e prima che la Monsanto e le  sue altre "nobili sorelle" non ci stermini tutti con una delle sue mosse da "soluzione finale", controllando in maniera totale ed arbitraria tutte le coltivazioni del pianeta che Dio nella Sua immensa misericordia ha creato per l'uomo. Ma ci chiediamo: non bastavano già signoraggio, vaccini, scie chimiche, pandemie artefatte, Codex A, RFID, euro, OGM Monsanto, HAARP, Eurogendfor, Eugenetica, Land-grabbing, Alfatossine, Aspartame, Estrogeni, Diossina, dentifrici, detergenti e profumi velenosi, Pedofilia, Ideologia gender, Attentati e rivolte false, Immigrazione di disperati, Guerre, persecuzioni e colonizzazioni a distruggere la serenità ed il futuro dei nostri figli e dell'intera umanità? Evidentemente no! E l'ultimo attacco al Creato lo dimostra! Una cosa pare inequivocabile: tutto concorre alla nostra angosciosa estinzione, salvo Provvidenziali Interventi. Inutile negarlo: siamo in mano a satanisti di alto rango. Che ci crediate o no!

    Maria Laura Barbuto, Jack Gioia (Copyright © 2013 Qui Europa)

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     Petizione, Video e  Articoli Correlati  – Approfondimenti                                                          

    Qui Europa 

     

     

    FIRMA E INVIA LA PETIZIONE ON-LINE PER SALVARE IL FUTURO DELL'AGRICOLTURA IN EUROPA E IL FUTURO DEI NOSTRI FIGLI… VOGLIONO BANDIRE I SEMI NATURALI… L'ULTIMA MOSTRUOSITA' DELL'UNIONE EUROPEA – http://seedpolicy.arche-noah.at/en/eu-seed-law/take-action/unterschreiben

     

     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
    OGM
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     

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  • PAC – L’Appello delle Associazioni Italiane – l’UE Premi il Biologico!

    PAC – L’Appello delle Associazioni Italiane – l’UE Premi il Biologico!

    Venerdì, Marzo 8th/ 2013

    – di Maria Laura Barbuto – 

    Unione Europea, Italia, Strasburgo, Pac, Biologico, Agricoltura biologica, Finanziamenti europei, Fai, Touring Club, Produzioni intensive, Revisione Pac 

    Pac – "L'Europa premi il biologico!"

    L'appello all'Ue, sottoscritto da diverse

    associazioni italiane, per una revisione

    della Politica Agricola Comune

    Pac - OGM

    Strasburgo, Roma – “Più sussidi  per le aziende più virtuose che garantiscono benifici per ambiente e società”: l’appello pensato e sottoscritto da diverse associazioni giunge a Strasburgo con l’intento di sollecitare una revisione concreta della politica agricola comune. A breve, l’Unione Europea, attraverso le sue istituzioni, sarà chiamata a pronunciarsi sulla questione relativa all'assetto definitivo della Pac per il periodo 2014-2020. Periodo che si preannuncia difficile, vista la crisi indotta, e che lascia l’amaro in bocca per le possibili soluzioni di finanziamento previste per l’agricoltura. La lamentela  nei confronti della conduzione europea della Politica Agricola Comune, che sarà esaminata dagli europarlamentari,  ha come portavoce associazioni come il Fondo Ambiente Italiano (FAI) e il Touring Club che hanno ricordato attraverso questo appello la necessità “di premiare il biologico” e hanno denunciato che “la maggior parte dei sussidi è stata distribuita a favore delle produzioni intensive ad impatto negativo” .  Ma l’Unione Europea, purtroppo, non riesce quasi mai a far fronte alle difficoltà sociali, politiche ed economiche dei suoi paesi membri (anzi!). Dubitiamo seriamente che cominci a farlo proprio adesso. 

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2013 Qui Europa)

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  • Agricoltura: Nuova Riforma PAC, Beffa sulla Trasparenza

    Agricoltura: Nuova Riforma PAC, Beffa sulla Trasparenza

    Mercoledì, Febbraio 6th/ 2013

    – di Maria Laura Barbuto – 

    Agricoltura: Nuova Riforma PAC, Beffa sulla Trasparenza / Riforma della Pac / Unione Europea / Parlamento Europeo / Commissione agricoltura / Bruxelles / Politica Agricola Comune / Pac / Agricoltori / Agricoltura / Finanziamenti / Trasparenza / Socialisti & Democratici / Conservatori / Pdl / PPe / Ciolos / Capoulas Santos / La Via 

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    Polemica tra Socialisti & Democratici e conservatori

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    un teatrino tutto made in Ue che favorisce

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    European Parliament - PAC

    Bruxelles- Il Parlamento europeo nella settimana appena conclusasi ha approvato  la proposta di riforma della politica agricola comune, Pac post-2014. L’obiettivo che la Commissione agricoltura e sviluppo rurale dell'Eurocamera si è proposta di raggiungere – alemo stando a quanto dichiarato – consiste nel tentativo di rendere protagonisti il lavoro e l’impresa.  “l’Approvazione dei quattro testi di cui si compone la riforma rappresenta una tappa importante – sostiene il commissario europeo alla politca agricola , Dacian Ciolos – in quanto essa prevede una distribuzione più equa degli aiuti diretti ai produttori, l’introduzione di un tetto sull’ammontare dei contributi per agricoltore, la nozione di agricoltore attivo, e l’aver collegato il 30% degli aiuti all’attuazione di misure ambientali”. Maggiore razionalizzazione delle risorse, dunque, nei confronti dell'agricoltura europea, anche se questo non basta per cantare vittoria. Il problema è infatti a monte: non si può continuare a parlare di liberalizzazione del settore puntando solo sulle sovvenzioni. E poi perchè nessuno parla dei gravissimi danni che gli OGM stanno causando all'umanità? (vedi allegati)

     PAC – Un Problema di Trasparenza Sostanziale  

    Ma in questo frangente a far storcere il naso è soprattutto la trasparenza. Dagli eurodeputati conservatori, infatti, è arrivato il rigetto della proposta della Commissione europea che prevedeva di rendere pubblici i nomi di tutti i beneficiari  delle sovvenzioni Ue  alle aziende agricole e l’importo ricevuto: come avveniva fino a qualche tempo fa. “Nessuno può invocare privacy quando si tratta di denaro pubblico” – ha affermato il relatore della riforma sulla Pac e portavoce del gruppo Socialisti e Democratici, S&D, Louis Capoulas Santos – “Si tratta di una mossa scandalosa che va contro la trasparenza e l’equità e che danneggia la stessa agricoltura e non dimentichiamo che la sicurezza avvantaggerebbe, probabilmente, le organizzazioni criminali”.

     La Responsabilità del PPE  

    Le parole di Copoulas Santos hanno tuttavia generato un'eco negativa e fastidiosa alle orecchie dei conservatori e del Partito Popolare Europeo (PPE) che sono considerati i primi responsabili della mancata trasparenza a seguito del voto espresso e fanno sentire la propria voce attraverso le dichiarazioni rilasciate dall’eurodeputato italiano per il gruppo del Pdl, Giovanni La Via. “Questo attacco gratuito contribuisce a rendere una visione distorta della realtà e l’articolo 35 del Regolamento finanziario dell’Unione Europea prevede già specifiche indicazioni  riguardanti la pubblicazione delle informazioni sui destinatari di tutti i finanziamenti Ue”.

     Un Regalo alla Criminalità Organizzata  

    E quindi, alla luce di ciò, perché rigettare la proposta? L’unione Europea continua a riempirsi la bocca di belle parole, ma scivola continuamente su bucce di banana facilmente evitabili. Eppure parlano della valorizzazione di imprese e lavoro. Con quale coraggio? Queste sono cose serie che non meritano di essere ridotte a fenomeni da circo o barzellette. Eppure, non si rendono conto, questi nostri rappresentanti, che ormai fanno davvero ridere. E pensare che il 40% dei fondi del budget complessivo dell'Ue ogni anno va proprio all'agricoltura. Sarebbe interessante, a questo punto, sapere la percentuale che finisce nelle tasche della criminalità organizzata. Ma qualcuno a Bruxelles vuole abbassare il sipario anche su quest'ennesimo atto.

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2013 Qui Europa)

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  • Bruxelles verso il libero ingresso agli Ogm – Fermiamoli! Pretendiamo solo Biologico

    Bruxelles verso il libero ingresso agli Ogm – Fermiamoli! Pretendiamo solo Biologico

    Sabato, Ottobre 20th/ 2012

    –  di Silvia Laporta e Sergio Basile –

    Commissione Europea / Ogm/ prodotti alimentari industriali / Efsa / mais transgenico/ trasparenza/ interventi legislativi Ue/ Mara Bizzotto / appello / John Dalli / clausola di salvaguardia / Syngenta / Brasile / Valmir mota de oliveira / pistoleiros / Aspartame / coca cola / Merendine / Zucchero industriale / Apocalisse / Cancro / Multinazionale svizzera / Ciorrado Clini / Manuel Barroso / Cavie da laboratorio / Landgrabbing 

    Contraddizioni Ue sull'alimentazione:

    rendere sicuro l'utilizzo di sostanze

    aromatizzanti e dare il libero

    ingresso ai funesti Ogm

    L'eurodeputata leghista Mara Bizzotto rivolge

    un'accorato appello alla Commissione Barroso

    Gli Ogm sono tra noi e danneggiano anche in Dna umano 

    Bruxelles –  La Commissione europea, nelle scorse ore, ha adottato due atti legislativi per regolarizzare l'uso delle sostanze aromatizzanti nei prodotti alimentari di tipo industriale. Grazie a questi due interventi, promossi ad opera dell'Autorità Europea della Sicurezza Alimentare (EFSA) e di altri organismi scientifici, sarà possibile migliorare la trasparenza dell'informazione  in merito ai cibi di produzione industriale. Sarà più facile sapere quali sostanze vengano utilizzate ed in quali dosi esse siano usati per la lavorazione dei suddetti alimenti. Ma a quanto pare – come vedremo più avanti – ciò non rappresenta una "sicurezza" in senso assoluto. lo è fino ad un certo punto! Le sostanze autorizzate andranno a far parte di determinati elenchi in base alla categoria del prodotto al quale possono essere aggiunte. Questi elenchi saranno poi resi disponibili in un database on-line, in modo da offrire una maggiore trasparenza nei confronti dei consumatori, che potranno confrontare i prodotti acquistati. Ma ce la vedete una nonna di 85 anni a navigare in internet per sapere se ciò che mangia possa nuocere alla propria salute o a quella dei suoi nipolti, o possa presentare spiacevoli controindicazioni? Io no, per nulla!

     4oo sostanze (ancora) sospette mantenute sul mercato unico 

    Il primo testo legislativo licenziato da Bruxelles, nelle scorse ore, prevede una nuova lista di sostanze aromatizzanti. Solo quelle che appaiono sull'elenco saranno legali, le altre verranno abolite in un tempo massimo di 18 mesi. Infatti il provvedimento avrà efficacia da Aprile 2013. Fino a quel periodo tanti auguri a tutti! Il secondo testo legislativo riguarda, invece, le misure transitorie per gli aromi e sarà applicato già dal corrente mese di Ottobre. Nell'elenco sono presenti ben 2100 sostanze aromatizzanti autorizzate, 400 delle quali, tuttavia, sono ancora oggetto di valutazione da parte dell'EFSA. Pertanto di ambigua ed incerta natura e portata. Ma Bruxelles non sembra porsi con troppi patemi d'animo il problema.

     Il provvidenziale e coscienzioso appello della Bizzotto 

    Intanto l'europarlamentare della Lega Nord, Mara Bizzotto, in risposta a ciò ha scritto un provvidenziale appello al ministro per le Politiche Agricole Mario Catania e al ministro dell'Ambiente Corrado Clini, per chiedere l'applicazione della clausola di salvaguardia prevista dalla stessa normativa Ue, per mantenere l'Italia un paese "Ogm Free". Si fa per dire! Essi sono tra noi! Come direbbe la protagonista di uno horror in puro stile holliwoodiano! La Commissione europea, infatti, sta valutando – accanto agli Ogm già presenti in territorio europeo – la possibilità di importare in Europa anche una "nuova perla", il celeberrimo mais geneticamente modificato "Mir 162", prodotto dalla multinazionale Syngenta: lobby svizzera leader mondiale nel settore, che nel 2007 finì nell'occhio del ciclone dell'opinione pubblica mondiale per le accuse mossele contro dal movimento "Via Campesina", secondo il quale la multinazionale in Brasile avrebbe  addirittura assoldato i pistoleiros della milizia privata NF, responsabili dell'uccisione dell'attivista Valmir Mota de Oliveiradel Movimento ecologista dei Sem Terra (Mst) – e membro della stessa Via Campesina – a Santa Tereza do Oeste, nello stato brasiliano del Paranà. 

     Test parziali e largamente insufficienti 

    Ma c'è un altro punto molto oscuro da mettere a fuoco: Il mais transgenico, al quale la  Commissione europea di Manuel Barroso vorrebbe dare l'ok, senza tanti fronzoli, ha già ricevuto (addirittura) il parere favorevole dell'Efsa: l'ente che – come visto – sarebbe deputato proprio alla sicurezza dei cibi diffusi nell'Unione. Ma a quanto pare tutto ha un prezzo nel nuovo paradiso delle lobby Ue! Ciò, ovviamente, non è affatto sufficiente a scongiurare possibili effetti negativi sulla salute dell'uomo. I test effettuati, infatti, risulterebbero essere addirittura troppo brevi, per rilevare gli effetti nocivi a lungo termine sull'uomo. Una fregatura bella e buona, cari lettori! Di più, uno scempio disumano!

     L'agghiacciante studio di Sèralini sulla pericolosità degli Ogm 

    Ma l'eurodeputata leghista Mara Bizzotto, non si è fermata qui, ed ha richiesto al Commissario alla Sanità John Dalli di prendere in considerazione una valutazione ufficiale e certificata posta in essere sulla base di un altro studio condotto – sugli stessi alimenti transgenici – dal ricercatore francese, dell'università di Caen, Gilles-Eric Sèralini, che ha dimostrato la pericolosità degli Ogm, in particolare del mais trasgenico NK603, già incautamente e paradossalmente autorizzato dall'Unione europea, per fare l'ennesimo favore alla multinazionale di turno.

     NO agli OGM – Chiedete solo Biologico: Danni enormi 

    Il rilascio delle autorizzazioni, sia di coltivazione che di importazione, dovrebbe essere sospeso ad ogni livello: esso rappresenta un gravissimo ed imponderabile  pericolo sia per l'agricoltura (poichè, come noto, inibisce la fertilità naturale dei terreni, legando a vita i piccoli agricoltori alle multinazionali fornitrici dei semi geneticamente modificati in laboratorio) che per i consumatori, non risolvendo affatto il problema della fame del mondo (poichè come visto la capacità di produzione  dei terreni diminuisce progressivamente ed inesorabilmente) e creando addirittura danni allo stesso DNA umano, come dimostrano recenti ricerche (vedi link del video in allegato). Senza parlare del vergognoso fenomeno del landgrabbing, che consiste nell'espropriazione di migliaia di ettari di terreni agricoli, in molti stati africani – come già trattato e denunciato in altri articoli dal nostro osservatorio – a discapito delle popolazioni autoctone e delle tribù che vivono in tali aree, al fine di destinarli a coltivazioni intensive per scopi industriali. Macelli su macelli, insomma! Fenomeni disumani che costringono alla fame milioni di uomini e con-causano ogni giorno la morte di migliaia di bambini africani, tra l'indifferenza dei potenti della Terra.

     OGM – Un terreno minato, un potenziale sconosciuto 

    Ma gli effetti deleteri degli Ogm potrebbero essere tanti altri, ad oggi sfuggenti, poichè non accuratamente studiati ed approfonditi, ma non per questo magari meno nocivi o cancerogeni rispetto ad altri noti. Ne è esempio lo studio fatto sull'ormai celeberrimo aspartame (lo zucchero prodotto a livello industriale e presente in cibi e bevande di larghissimo uso e consumo come la coca-cola, le merendine. le gomme da masticare o lo yogurt industriale, solo per citarne alcuni) che secondo recenti studi, assunto in dosi giornaliere eccessive, causerebbe addirittura la leucemia. eppure l'aspartame era stato bollato e spacciato, anni fa, come prodotto sicuro, sulla base di superficiali esami, rivelatisi poi inconsistenti e addirittura fraudolenti. Alla luce di ciò, non c'è da stare tranquilli: dareste ai vostri figli alimenti geneticamente modificati dei quali non conoscete accuratamente gli effeti collaterali che essi potrebbero causare a distanza di dieci anni o più? Penso proprio di no! Alla luce di ciò possiamo parlare di un ennesimo grande tranello messo a punto tra gli euro-burocrati e le grandi multinazionali. Un tranello dalla portata devastante per noi e per il Creato che Nostro Signore ci ha provvidenzialmente donato nel Suo immenso Amore.

     Il mercato invaso 

    Intanto, senza dare nell'occhio e con molta superficialità, sono già 8 i paesi che coltivano prodotti Ogm, in Europa: Spagna, Romania, Slovacchia, Portogallo, Polonia, Germania, Svezia e Repubblica Ceca. Pertanto, nel mercato unico, prodotti derivanti da Ogm possono potenzialmente finire quotidianamente nei nostri piatti, e nel nostro organismo, sotto i nostri nasi. Per tacere sui semi che ogni giorno invadono incontrollati il mercato unico. Nel mese di giugno scorso, il nostro osservatorio ha voluto vagliare sul campo il grado di penetrazione dei semi Ogm nei consorzi agrari e nei mercati italiani. Ci siamo recati in Calabria, nel capoluogo della regione, Catanzaro. Su 10 marche diverse di semi di avena, mais, orzo, solo uno su dieci non era Ogm. "Questo perchè – ci spiegava uno dei rivenditori intervistati –  costano meno, in quanto frutto di produzioni industriali, e pertanto più appetibili per gli agricoltori che vogliono spendere di meno perchè i costi di produzione di settore sono già troppo alti per colpa delle politiche neo-liberiste dell'Ue che ci aprono alla concorrenza di Paesi come la Cina o dei Paesi del Mediterraneo come Algeria e Tunisia, sono per fare un esempio". Paesi dove produrre lo stesso chilo di arance o avena costa un quarto rispetto ad un paese Ue come l'Italia. Fenomeno, questo della proliferazione degli Ogm, comune oggi a tutte le regioni italiane.

     L'Appello di "Qui Europa" – Mangiamo "Biologico"! 

    Ad andarne di mezzo ovviamente sempre i cittadini dell'Unione, diventati una sorta di cavie umane da laboratorio. Ed i risultati ovviamente li vedremo magari tra vent'anni. Uno scempio che deve finire! Il nostro governo deve intervenire applicando la clausola di salvaguardia , al fine di tutelare tutti i cittadini italiani. Altrimenti sarà l'Apocalisse! Ma la responsabilità maggiore, oltre che dei nostri cari amici agricoltori, deve essere anche nostra: prima di coltivare o di fare la spesa dovremmo chiedere e pretendere solo cibi (o semi) rigorosamente biologici e "NON OGM", anche se costano qualcosa in più. Ne va della nostra vita e del futuro del nostro pianeta!

    Silvia Laporta, Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Pac – 8000 Emendamenti alla Proposta di Riforma avanzata dal Commissario Ue, Ciolos

    Giovedì, Ottobre 4th/ 2012

    – Redazione Qui Europa –

    Unione europea / PAC / Politica Agricola Comune / Greening / Consiglio europeo / Parlamento europeo / Consilium / Commissione europea / Commissione Agricoltura / Dacian Ciolos / Commissario europeo all'agricoltura / 57 miliardi per la PAC / Emendamenti record / Riforma PAC / Paolo De Castro / Commissione agricoltura del Parlamento europeo / Trattato di Lisbona / Ingresso della Croazia nell'Ue / Procedura di codecisione / Finanziamenti all'agricoltura / Novità 

    Pac – 8000 emendamenti alla proposta di

    Riforma della Politica Agricola Comune

    avanzata dal Commissario Ue, Ciolos

    De Castro: "Permangono i dubbi sul Greening"

    Dal 2013 beneficerà della "torta verde" da 57 miliardi anche

    la Croazia, prossimo stato membro ad entrare nell'Ue

    Bruxelles, Roma –  Entro Natale 2012 la tanto agoniata riforma della PAC – Politica Agraria Comune  2014-2020 – potrebbe avere una prima importante svolta, anche se il voto finale sulla stessa dovrebbe pervenire solo nella prossima estate 2013: essa pertanto dovrebbe entrare in vigore nella sua nuova veste solo il 1° gennaio 2014 In particolare l'iter legislativo, secondo quanto stabilito dai trattati Ue, prevede l'avvio dei negoziati tra gli organi competenti – Parlamento, Consiglio e Commissione – tra gennaio e febbraio 2013. Negoziati al termnine dei quali il testo concordato sarà presentato alla seduta plenaria dell'Europarlamento, a StrasburgoL'impasse attuale è rappresentato dalla mancanza di convergenza tra Commissione europea e Parlamento in merito al cosiddetto Quadro finanziario pluriennale. Le nuove consultazioni in merito saranno avviate solo il prossimo novembre, mediante la convocazione di un Consiglio europeo "speciale". Altro tema caldo da affrontare,  sarà poi quello del cosiddetto "greening"(entità e modalità dei pagamenti diretti all'agricoltura verde): come da proposta avanzata dal commissario europeo all'Agricoltura,  Dacian Cioloş.

     I Dubbi di De Castro sul "Greening" 

    In merito, nelle scorse ore è intervenuto l'italiano Paolo De Castro (Sd) – presidente della Commissione agricoltura e dello sviluppo rurale del Parlamento europeo: "Non esiste sostenibilità ambientale – ha dichiarato De Castro – senza sostenibilità economica. Questa Pac vuole premiare i comportamenti virtuosi. Il problema resta come raggiungere gli obiettivi di una Pac più verde, con meno burocrazia, più flessibile, senza aumentare i costi per imprese e stati membri. La proposta di Cioloş, per accedere ai finanziamenti diretti del greening – prosegue – aumenta i costi per gli agricoltori del 15%, obbliga a tenere nelle aziende tre colture e a mettere a riposo il 7% della superficie. Noi la stiamo modificando identificando anche il beneficiario: l'agricoltore vero, attivo". Quindi tendenzialmente dovrebbe cessare il consueto pagamento dei contributi a pioggia: essi dal 2014 verranno elargiti solo a chi esplica in prima persona attività agricola. Gli agricoltori dell'Ue, in virtù di tale variazione dovrebbero spartirsi qualcosa come 57 miliardi di euro all'anno: oltre al 40% dell'intero budget comunitario. Ma visto l'ingresso della Croazia nell'Ue, dal 1° Gennaio 2013, Il Parlamento si è mosso per una risoluzione che invita comunque la Commissione a non ridurre il budget.

     Record PAC – 8000 emendamenti sulla torta da 57 miliardi 

    Ma "Sul tavolo – evidenzia Paolo De Castro ci sono almeno altri 9 nodi cruciali da sciogliere che alimentano il confronto tra il Consiglio e la Commissione agricoltura dello stesso parlamento". E già! Questo perchè la nuova PAC per la prima volta – in relazione a quanto previsto dal   Trattato di Lisbona, che ha cambiato gli equilibri sul tavolo – sarà il risultato (si aspica armonico) di una coedecisione tra Parlamento e Consiglio europeo (cioè l'insieme dei 27 capi di stato e di governo facenti capo all'Unione). Il testo della Riforma PAC sarà dunque unico e deciso di comune accordo tra questi due organi, tenendo sempre in considerazione – ovviamente – la proposta della Commissone europea (Commissione agricoltura) del rumeno Cioloş. Proposta  che tuttavia, ad oggi,  ha raccolto la cifra record di  8000 emendamenti, in un  enciclopedico fascicolo di circa 600 pagine presentato a Bruxelles.

     PAC – Questa volta qualcuno resterà a pancia vuota 

    Ma perchè tanti emendamenti? Ce lo spiega parzialmente lo stesso De Castro, secondo il quale, in pratica il pericolo di rimanere a pancia vuota non è poi così inverosimile. Ecco perchè:  "Aumentano i paesi dell Unione senza aumentare il budget. Questo vuol dire – spiega De Castro – che qualcuno dovrà rinunciare a qualcosa. Se ci sarà un taglio molto forte – ribadisce – sarà difficile trovare un accordo sulla proposta". 

    (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Francia: l’Ue sospenda la coltura del Mais OGM Mon810

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  • Riforme Ue – Gli Orizzonti di Agricoltura e Pesca

    Riforme Ue – Gli Orizzonti di Agricoltura e Pesca

    Mercoledi, Luglio 11th/  2012 

    – di Vincenzo Folino –

    Unione europea / Politica Agricola Comune / Italia / Riforma della PAC / Mario Catania / Dacian Ciolos / Agricoltura / Campagne / Paolo De Castro / Giuseppe Politi / Feamp / PCP / Pesca / Alain Cadec / Fep 

    Riforma PAC e PCP – Agricoltura e Pesca tutte

    le incognite per il futuro di settori strategici

    L'Ue va avanti malgrado le palesi divergenze con

    l'Italia e con i Paesi Mediterranei

    Ogni anno la PAC assorbe oltre al 40% del Bilancio Ue

    Riforma Pac e Fondo Europeo Pesca – Le Riforme Ue Remano contro i Paesi Mediterranei

    Bruxelles, Roma, Lecce –  In occasione della sesta Conferenza economica della Cia, tenutasi a Lecce il 28 e 29 giugno, è tornata alla ribalta la questione relativa alla riforma della PAC (Politica Agricola Comune). Ma, prima di addentrarci nella notizia, facciamo prima una breve premessa storica.

      PAC – Una doverosa premessa storica    

    Fin dai tempi del MEC, il problema più spinoso nella costruzione di un mercato comune  riguardò i prodotti dell’agricoltura; fin dai primi regolamenti della PAC, concordati all’inizio del 1962, passando per una “politica dei prezzi” e per una “europeizzazione delle pratiche produttive”. Tale politica si è rivelata non solo estremamente complessa – e quasi priva di risultati soddisfacenti, saccheggiando le casse del palazzo europeo assorbendo circa il 40% del bilancio Ue – ma è anche stata, troppo spesso, espressione dei diversi interessi nazionali e strettamente connessi il più delle volte agli interessi privatistici della ricca borghesia terriera, che ne è stata una sorta di occulta ispiratrice. Così, nel tempo, si sono succeduti diversi tentativi volti a “riformare” la Politica Agricola Comune: basti pensare al processo subito dalla PAC negli anni ‘70/80, stimolato in particolar modo da Margaret Tatcher, ed ai diversi piani “agricoltura” finanziati negli anni dalle diverse istituzioni europee. Perciò, il progetto di una “nuova” Riforma PAC 2014-2020, voluta e proposta da Dacian Ciolos, dal 2010 commissario europeo per l’Agricoltura e lo Sviluppo rurale (all’interno della seconda Commissione Barroso) certamente non è una novità, anzi, nel lungo periodo, rappresenta un indicatore della inadeguatezza dei decisori europei nell’affrontare i problemi legati al settore agricolo.

      Ciolos: "senza l'Italia niente riforma PAC"   

    Dopo mesi di veti e disaccordi circa tale riforma, in occasione della Conferenza di Lecce, Dacian Ciolos, in una "bilaterale" con il ministro delle Politiche agricole Mario Catania,  ha sostenuto che il negoziato in corso procede nella direzione auspicata anche dai paesi mediterranei e che, "senza l’Italia a bordo la riforma non si farà". Ciolos ha spiegato che, "al di là di alcune politiche settoriali, non possiamo dimenticare che la riforma deve rivolgersi a 27 paesi e se non risponde in modo equilibrato a tutti perdiamo credibilità. L’obiettivo della Pac e sostenere gli agricoltori, non solo in una prospettiva di breve e medio periodo, ma per i prossimi decenni. Si tratta di coniugare gli aspetti finanziari con quelli relativi alla sopravvivenza stessa dell’agricoltura, come la tutela dei suoli agricoli, la biodiversità e la conservazione delle acque".

      Una Riforma che non soddisfa l'Italia   

    Ha affermato anche che la prima funzione della Pac è quella di favorire la permanenza di “agricoltori attivi” nelle campagne, e per quanto riguarda la nuova distribuzione degli aiuti ha aggiunto che "l’uguaglianza non è possibile. L’obiettivo della Commissione non è arrivare allo stesso pagamento per ettaro ovunque". Purtroppo, però, la credibilità di cui parla il commissario Ciolos (non solo in questo settore), è stata da tempo messa in secondo piano, così come i veri bisogni di contadini, agricoltori, imprese agricole più o meno grandi, fino a giungere ai problemi relativi alla manodopera e a quelli riguardanti la tutela ecologica dell’ambiente.  “Quando il gioco si fa duro, i duri iniziano a lottare”. Un’espressione famosa, certo, ma forse non è venuta alla mente del ministro Catania quando, nella fase più calda del negoziato, ha affermato che "anche se non è la riforma che avremmo scritto noi" (ovvero, potremmo dire, anche se non difende gli interessi dell’agricoltura italiana nel suo complesso), "alla fine sono sicuro che la condivideremo". Il ministro Catania ha affermato che "gli aiuti completamente disaccoppiati (previsti dalla riforma in questione) sono una risposta sbagliata alle sfide che ci troviamo davanti. Certo, essere riusciti ad evitare il “flat rate” è stato sicuramente positivo, ma non vogliamo una Pac che abbia questo come punto finale, come prospettiva storica successiva. L’attuale distribuzione degli aiuti diretti si deve snodare su un lasso temporale che impedisca uno strappo repentino che avrebbe conseguenze traumatiche su molte produzioni". Ma nonostante tutto questo, il ministro Catania ha parlato di un segnale forte, riferendosi alla presunta apertura politica del commissario europeo Dacian Ciolos, rispetto "all’atteggiamento dogmatico" mostrato inizialmente su certi temi, come per esempio a proposito del contestatissimo “greening” (il riferimento è a una nuova forma di pagamenti diretti, i “pagamenti all’agricoltura verde” o componente “ecologica”, che rientra nel cosiddetto processo di inverdimento o greening della Pac), o del  meccanismo di gestione dello sviluppo rurale, ed ha garantito il suo appoggio alla riforma, andando nella direzione di un patto Roma-Bruxelles. Peccato che solo pochi giorni fa lo stesso Ciolos sosteneva che "non c’è nessun “piano b”, perché il “piano a” sulla riforma della PAC  è credibile". Ma allora, di che apertura stiamo parlando? Di certo non riguarda la direzione auspicata dai paesi mediterranei, come le parole delle ultime ore vorrebbero farci credere, e la paura è che lo slogan della Conferenza, “Far crescere l’agricoltura per far crescere l’Italia”, rimanga solo uno specchio per le allodole.

      Il "Criterio della Superficie" è iniquo   

    Alla conferenza è intervenuto anche il presidente della Cia (Confederazione Italiana Agricoltori) Giuseppe Politi, il quale, con maggiore franchezza, invece, ha chiesto "più equilibrio nella distribuzione delle risorse fra Stati membri", ed ha sostenuto che il criterio non può essere solo la superficie, in quanto questo si traduce in un privilegio per i Paesi e le produzioni continentali, a scapito delle produzioni caratteristiche delle agricolture mediterranee. "Noi chiediamo – continua – che la ripartizione tenga conto delle specificità e del valore delle produzioni, ma anche della disparità del costo della vita nei diversi stati" (per informazioni a riguardo, rivolgersi a mister spread). L’agricoltura resta uno dei comparti fondamentali dell’economia dentro e fuori i confini nazionali. Un settore prioritario perché, come ha affermato Politi, produce beni irrinunciabili, indispensabile per la sicurezza alimentare globale (già per altro pesantemente minata dalla diffusione per mano della stessa Ue di produzioni OGM) un settore ricco di potenzialità che però vanno sostenute e valorizzate. Per questo abbiamo bisogno di politiche mirate che riportino l’agricoltura al centro dell’agenda del Paese, per un futuro di crescita e sviluppo. Però, come ha sottolineato lo stesso Politi, la proposta dell’esecutivo di Bruxelles "non va nella giusta direzione (…) ecco perché chiediamo sostanziali modifiche"La scadenza prevista per adottare le nuove regole è fissata per la fine del 2013. Una scadenza che il presidente della commissione Agricoltura dell’Europarlamento Paolo De Castro, anch’egli intervenuto alla Conferenza della Cia, non assicura possa essere rispettata. Quest’ultimo infatti, il 18 giugno scorso ha presentato una sorta di controriforma (con una raffica di emendamenti "aperti" fino al 13 luglio) a sostegno delle politiche agricole mediterranee, ed ha ribadito la necessità di riflettere su come riuscire a completare l’intero iter istituzionale entro la data prevista, e su come, per far ciò, sia necessario che le decisioni del Consiglio e quelle della Commissione vengano prese di comune accordo.

      Il nuovo FEP: nuove regole, nuovo stallo  

    Ma c’è anche un altro settore in cui si avverte una forte tensione, quello della pesca nel suo complesso, dove tra nuove regole FEAMP (nuovo Fondo per gli Affari Marittimi e della Pesca) e riforma PCP (riforma della Politica Comune della Pesca), il futuro sembra tutt’altro che roseo. A testimoniarlo sono le parole di Alain Cadec, europarlamentare francese e vicepresidente della Commissione pesca del Parlamento europeo, oltre che  relatore per quanto riguarda la “proposta di regolamento della Commissione per il Feamp”. Quando si parla di certi argomenti, bisogna sempre tener presente che il mare rappresenta uno dei beni comuni fondamentali,  un patrimonio da tutelare stando attendi alla sua biodiversità e alla sua fondamentale importanza ecologica. Come nel caso della riforma della PAC, anche nel caso della riforma della PCP e del nuovo FEP (il Fondo europeo per la pesca), il tempo a disposizione per la sua attuazione (dovrebbe essere operativo a partire dal primo gennaio 2014) non è detto sia sufficiente, visto il duro scontro che si profila tra le istituzioni. Secondo la Commissione esiste un eccesso di capacità di pesca della flotta comunitaria, e bisogna prenderne atto.

     L'eliminazione degli aiuti di rottamazione delle barche  

    Sarà anche vero, ma come precisa Cadec, un’affermazione del genere è difficile da provare, pertanto, "è necessario valutarla con precisione, prima di agire su tale fattore in modo indifferenziato". Senza una modifica della PCP, "il Feamp sarà solo uno strumento destinato ad accompagnare l’uscita dei pescatori dal settore, nel quadro di una riconversione che non vogliono". Cadec, inoltre, si è mostrato apertamente contrario, sia alla prevista eliminazione degli aiuti pubblici per la “rottamazione” delle imbarcazioni, sia alla dotazione che la Commissione intende assegnare alla politica marittima integrata. Una previsione di spese, circa 430 milioni di euro in media all’anno, che appare eccessiva, visto che corrisponde a più di quattro volte dell’attuale bilancio della politica stessa. In più, nel documento di riforma della Pcp non ci sono commenti circa i criteri di ripartizione dei fondi comunitari tra gli Stati membri che, diversamente dalla situazione odierna, dovrebbero tener maggiormente conto delle “differenze nazionali” e della dimensione e dislocazione delle flotte a livello nazionale. Come sostiene Federcoopesca, bisogna insistere sulla necessità di avere un quadro giuridico di riferimento chiaro per quanto riguarda i rigetti in mare, ma anche per gli altri punti chiave di questa riforma; bisogna rivendicare una maggiore autonomia degli Stati membri nelle scelte di gestione degli stock, e bisogna anche attuare scelte nette e coraggiose in tema di “tracciabilità” del prodotto.

    Vincenzo Folino (Qui Europa)

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    Nuova PAC: “lista nera per i falsi agricoltori”

    Lunedì, Maggio 7th / 2012

    Unione Europea / Parlamento Europeo / Commissione Europea / Corte dei Conti Europea / Consiglio agricolo Ue / Lussemburgo / Bruxelles / Riforma Pac / Risorse comunitarie / Lista nera / Aeroporti / Circoli Sportivi / Campi da Golf / Società Ferroviarie / Società immobiliari / Agricoltori in attività / Dacian Ciolos / Mario Catania 

    Nuova PAC: "lista nera per i falsi agricoltori" 

    Esclusi dai finanziamenti aeroporti, centri sportivi,

    società immobiliari e ferroviarie

    Lussemburgo, Bruxelles – Che la riforma della Pac, Politica Agricola Comune,  prevista per il periodo 2014-2020 non fosse cosa facile, già l’avevamo detto in un precedente articolo del 7 aprile scorso: la Corte dei Conti europea aveva giudicato il quadro normativo troppo complesso, sottolineando la mancanza di obiettivi strategici e l’ambiguità della definizione di “agricoltori in attività” che faceva temere che i finanziamenti potessero finire anche nelle tasche di chi non esercita alcuna attività effettiva. Davanti a queste difficoltà, in occasione del "Consiglio agricolo" Ue della settimana scorsa, il commissario europeo, Dacian Ciolos, per far fronte ai “rimproveri” da parte della Corte, ha avanzato la proposta di una sorta di lista nera di soggetti che, in futuro, non potranno ricevere gli aiuti europei. Tra essi aeroporti,  circoli sportivi, campi da golf, società immobiliari e ferroviarie che, nonostante possiedano anche terreni agricoli, saranno esclusi dal nuovo sistema di finanziamento promosso dall’Ue. L’ipotesi di Ciolos si basa, dunque, sull’idea di esclusione e non su quella di definizione netta del concetto di “agricoltori in attività” ma, nonostante ciò, essa rappresenta comunque un passo avanti nella gestione della politica agricola comune.

      Aumento degli aiuti per i giovani agricoltori  

    Altri punti salienti della riforma in questione riguardano l’aumento degli aiuti destinati ai giovani agricoltori che “trova l’Italia – a detta del Ministro per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Mario Catania – pienamente disposta ad appoggiare il commissario Ciolos”, nonostante al nostro paese non piaccia totalmente l’idea della lista nera. Ogni Stato membro, su proposta dello stesso Catania, avrà un margine di flessibilità nello stabilire chi sono gli agricoltori attivi in maniera da investire, nel migliore dei modi, le risorse comunitarie. Tra due mesi, le misure previste per la Pac approderanno nell’aula dell’Europarlamento dove saranno presentate le controproposte di riforma. Intanto, il ministro Catania, ha incontrato i colleghi dell’Irlanda e della Polonia e, soprattutto con quest’ultimo, ha discusso delle modalità di ripartizione degli aiuti europei constatando che “ da parte di Varsavia non c’è più quella rigidità iniziale che rischiava di rendere ancor più complicati eventuali accordi per la politica agricola comune”. Quindi, Pac si o Pac no? I dubbi di certo rimangono e, probabilmente non saranno neanche sciolti: speriamo solo che, nel frattempo, qualcuno non si improvvisi agricoltore in aeroporto o in stazione per ottenere i finanziamenti europei! Del resto, tutto è possibile.

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

  • Pac – Corte Conti critica Riforma

    Pac – Corte Conti critica Riforma

    Venerdì, Aprile 20th/ 2012

    – di Maria Laura Barbuto –

    Unione Europea / Commissione Europea / Corte dei Conti / Parlamento europeo / Parere / Riforma Pac / Burocrazia / Agricoltori in attività / Commissione Agricoltura / Paolo De Castro  / Aiuti diretti agli agricoltori / Programmi di sviluppo rurale / Organismi pagatori e beneficiari / Definizione di agricoltori in attività / Comagri / Commissione Agricoltura del Parlamento europeo / Complessità del quadro normativo  

    Pac – Corte dei Conti critica Riforma:

    “complessa e priva di obiettivi specifici”

    La definizione di “agricoltore in attività”?

    Lascia seri dubbi!

    Lussemburgo, Bruxelles –  Quadro normativo ancora troppo complesso, difficoltà di semplificazione e mancanza di obiettivi strategici specifici: così si è pronunciata la Corte dei Conti europea in merito alla riforma della Politica Agricola Comune (Pac), proposta dalla Commissione lo scorso ottobre 2011. La riforma del settore agroalimentare, che verrà eventualmente adottata a partire dal 2014, è stata giudicata complessa sia nel primo pilastro, ovvero quello degli "Aiuti diretti agli agricoltori", sia nel secondo pilastro relativo ai "Programmi di sviluppo rurale" e la Corte, che ha il compito di controllare le spese a livello comunitario, nonostante abbia riconosciuto il tentativo di semplificazione della Commissione, si è espressa negativamente riguardo le difficoltà di una potenziale gestione di tale politica da parte di “organismi pagatori e beneficiari”.

      PAC – Ma chi sono i destinatari delle risorse?  

    Fa storcere il naso, perché non specificata nel dettaglio, anche la definizione, contenuta nella riforma, di “agricoltori in attività”, ovvero coloro che dovrebbero essere gli effettivi destinatari delle risorse. Proprio questo punto ha ulteriormente “impensierito” la Corte, il cui timore principale è che i fondi europei possano finire anche nelle tasche di chi non esercita, effettivamente, alcuna attività.

      PAC – Complessità del "Quadro normativo"  

    Il parere espresso dalla Corte, che sarà presentato al Parlamento europeo a fine mese, trova pienamente d’accordo il presidente della Commissione agricoltura dell'Euroassemblea (Comagri), l’onorevole Paolo De Castro, il quale ha affermato  che “ condivide totalmente quanto stabilito dall’organismo di controllo europeo circa la complessità del quadro normativo, la mancanza di semplificazione, l’imprecisata definizione di agricoltore attivo e la scarsa ambizione della proposta sia sul versante economico che su quello ambientale”. Dunque, troppi tecnicismi e burocrazia che, se non semplificati, non permetteranno di certo il progresso dell’agricoltura ma, sicuramente, riusciranno a favorire il “furbetto del quartierino” di turno. 

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)