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  • The School of Darkness – 4 – La via dell’indottrinamento

    The School of Darkness – 4 – La via dell’indottrinamento

    Domenica, 26 agosto / 2018

    di Bella Dodd –

    Traduzioni dall'originale "The School of Darkness" a cura di Sergio Basile / Qui Europa

     Redazione Quieuropa,  Sergio  Basile, Bella Dodd, Comunismo, internazionalismo, Roosevelt, Legge  

    The School of Darkness – La Scuola delle Tenebre / 4°

    Capitolo 4° – La via dell'indottrinamento

    The School of Darkness, Ed. P.J. Kennedy & Sons, New York, 1954

    (Traduzione dall'originale a cura di Sergio Basile)

     

    di Bella Dodd

    Traduzioni dall'originale "The School of Darkness" a cura di Sergio Basile

    Bella Dodd - THE SCHOOL OF DARKNESS - 4

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Capitolo Quarto                                                         

    New York – di Bella Dodd / Traduzioni dall'originale "The School of Darkess" a cura di Sergio Basile(Continua da qui The School of Darkness – 1 – 2 – 3) – Quella Primavera del 1926 ebbi un programma d'insegnamento completo da matricola, di quindici ore settimanali, in scienze politiche. Le classi erano numerose ed eravamo piuttosto sacrificati per lo spazio. Il dottor Dawson, presidente del dipartimento, un virginiano, fu il mio insegnante in tutte le lezioni in scienze politiche che seguii. Conoscevo il suo temperamento e i suoi metodi. Era un gentiluomo educato, il cui metodo di insegnamento era insolito, perché indirizzava semplicemente i suoi studenti in biblioteca e gli diceva di leggere. In classe non si entusiasmava mai, né esprimeva opinioni appassionate. Aveva insegnato a Princeton quando Woodrow Wilson era presidente lì. Era un democratico wilsoniano e sosteneva acriticamente Wilson e la Società delle Nazioni e credeva che la Corte Internazionale dell'Aja fosse l'inizio della stabilità internazionale. Era un propagandista persuasivo su tali realtà e sosteneva un nuovo sistema di gestione delle città, nonché primarie dirette e budget per i dirigenti. Non ebbi difficoltà ad accettare le sue convinzioni e a renderle mie. Mai una volta affrontammo i temi critici afferenti al governo; le nostre chiacchierate erano formali e superficiali. Ero una delle sue studentesse preferite perché mentre molti studenti si applicavano poco quando i docenti davano ampli margini di azione, io mi buttavo anima e corpo in infinite ore di lettura in biblioteca, studiando specialmente le opere di Tocqueville, Lord Bryce e Charles A. Beard, che fecero crescere il mio interesse per il governo americano e il mio apprezzamento per i fondamenti della Costituzione. Forse, perché il Dott. Dawson era della Virginia, riuscimmo ad ottenere di più di quanto non fosse accaduto negli altri stati, in merito al riconoscimento di diritti.

     La via dell'attivismo politico                                      

    Ero un'insegnante anch'io, ma non avevo una chiara visione degli obiettivi dell'insegnamento. Non sapevo cosa aspettarmi dai miei studenti. Perciò cercai di stimolarli, di farli pensare e discutere su questioni pubbliche, per prepararli all'azione nella società di domani. Volevo che imparassero attraverso l'esperienza pratica e attraverso il libro di testo. Ruth Goldstein, Margaret Gustaferro e io diventammo assistenti del Dottor Dawson. Nel 1926 la valanga di matricole trovò il college impreparato. Le strutture erano inadeguate. Noi tre tenevamo lezioni contemporaneamente in diverse sezioni dell'auditorium ed eravamo intimi amici. Lavoravamo insieme sviluppando i contenuti della programmazione dei corsi, le bibliografie e nuove tecniche d'insegnamento. Eravamo tutti iscritti alla Columbia University per la specializzazione in Scienze Politiche. A quel tempo molti professori stavano orientando il loro insegnamento verso una via non politicamente corretta nota come "muckraking" (controinformazione – Ndt).

                          Alcuni professori sostenevano pubblicamente che la guerra

              non era stata combattuta per rendere il mondo sicuro per la democrazia

    e che la Germania era stata strapazzata dal Trattato di Versailles. Fu anche il tempo in cui i professori della Columbia, appena tornati dalla London School of Economics e dal Brookings Institute, scoprivano e sperimentavano l'importanza dell'attivismo partitico e della politica pratica. Alcuni stavano iniziando ad arruolarsi nelle compagini impegnate nelle battaglie politiche locali. Questi inviarono (in missione – Ndt) gli studenti in città, nei condomini, spronandoli a suonare ai campanelli tra un piano e l'altro, per insegnare loro il processo democratico attraverso una ricerca vera e propria (pragmatica – Ndt).

     L'enzima necessario per il progresso!?                     

    Entrammo in questo nuovo tipo di attività sperimentale con entusiasmo. Selezionammo i capi politici locali con antico cinismo e poi iniziammo a spingerci nei club politici per imparare ancora di più questa affascinante professione. Uno dei miei corsi alla Columbia quell'anno ebbe ad oggetto uno studio del Senato degli Stati Uniti e dei suoi poteri per il trattato. Alcuni professori si domandarono perché mai Lindsey Rogers, considerasse questo argomento così importante da dedicargli un intero corso. Passarono solo sei anni dalla decisione afferente ad un trattato relativo agli uccelli migratori dello Stato del Missouri contro l'Olanda, e il modello della legge sui trattati non era ancora chiaro a molti. Rimasi affascinata da questo argomento. Fiorirono nuovi corsi quell'anno e giunsero nuovi professori, tra cui Raymond Moley, sia pur non ancora all'altezza del genio di Roosevelt. C'erano fermenti nell'ambito della libertà di stampa e di opinione.

                                          Noi giovani eravamo incuriositi dalle possibilità

                            di partecipazione al controllo governativo e dai diversi mezzi

                                                    per raggiungere questo obiettivo.

    Attraverso il nostro entusiasmo trasmettevamo ai nostri studenti dell'Hunter ciò che avevamo appreso. Sfidammo il pensiero tradizionale che avevano portato al College. Invitammo anche le ragazze ad essere attiviste politiche nei club. Presto i leader politici iniziarono a consultare l'Hunter per orientarsi su quale fosse la strada migliore per avviare i "bambini" alla politica. Noi non fermammo tutto ciò! Li inviammo a coppie per visitare tribunali e prigioni, assemblee legislative e istituzioni. Quando uno studente socialista chiese se i gruppi potevano visitare anche i club socialisti, noi accolsimo favorevolmente il suggerimento. Li incoraggiammo a mescolarsi con tutti i gruppi.

        In poco tempo ci convinsimo del fatto che non ci sarebbe stato progresso

                                          se non ci fossero stati dei radicali.

    Nei giorni che seguirono dalla promozione di tali slogan con cotanta disinvoltura, avemmo molte occasioni per constatare come l'aver catalogato tali persone come "giuste" (di "sinistra") rispetto ai seguaci di qualsiasi altra ideologia, avesse portato a una maggiore confusione nella vita americana. Sembrava tutto così semplice e giusto. Usando questo modello schematico mettemmo i comunisti a sinistra e poi li considerammo liberali avanzati, dopodiché fu facile considerarli come l'enzima necessario per il progresso.

                              I comunisti usurpano la posizione della sinistra,

            ma quando li si esamina alla luce di ciò che rappresentano realmente,

                 nessuno può vederli davvero come un tipo retto di reazionari

                   e il comunismo appare come il balzo indietro più reazionario

                                   nella lunga storia dei movimenti sociali.

                 Un qualcosa che cerca di cancellare in un modo rivoluzionario

                                     duemila anni di progresso dell'uomo.

    Durante i miei tredici anni di insegnamento presso l'Hunter dovetti ripetere questa falsità semantica molte volte. Non vedevo la verità sul fatto che le persone non potessero nascere "giuste" o "di sinistra" né potessero diventare "giuste" o "di sinistra" se non educate sulla base di una filosofia che fosse così scrupolosamente organizzata e allusiva come il comunismo.

     Indottrinare gli studenti sul "collettivismo"         

    Fui tra i primi rappresentanti di un nuovo tipo di insegnanti che avrebbero dovuto popolare in gran numero le università della città. Il marchio del decennio era su di noi. Con gli studenti eravamo sofisticati, intellettualmente snob, ma di solito feticisticamente "democratici". È vero che capivamo gli studenti meglio di molti insegnanti anziani; la nostra solidarietà con loro era parte del nostro essere. Durante i pomeriggi e le sere continuai il mio lavoro alla Columbia. Studiai "The Rise of Nationalism" di Carlton J. H. Hayes. Studiai in maniera approfondita A. A. Berle e Gardiner Means che trattarono delle duecento corporazioni che controllavano l'America alla fine della prima guerra mondiale. Lessi ampiamente sull'imperialismo e iniziai ad essere critica nei confronti del ruolo che il mio paese stava giocando. Scoprii la John Dewey Society e la Progressive Education Association. Mi resi conto del significato popolare di frontiera sociale. Ripetevamo con disinvoltura di aver raggiunto l'ultimo dei nostri confini naturali e che i nuovi confini da ricercare sarebbero dovuti essere sociali.

    Ci fu detto che in un prossimo futuro il mondo – ed in particolare il nostro Paese –

                              sarebbe andato verso una società collettiva,

            e nell'insegnare agli studenti bisognava prepararli per quel giorno.

    In risposta allo studio di quell'anno, afferente alla storia americana, alla politica nazionale e all'esperienza diretta nella politica locale, mia e dei miei studenti, iniziai a fare a pezzi gli studenti appartenenti a gruppi pubblici rispettati – impegnati nella chiesa, nella carità e in altre organizzazioni similari – che stavano cercando di migliorare la società secondo metodi antiquati. Ora mi rendo conto come questo approccio ebbe un effetto distruttivo su di me, ma ebbe un effetto ancora peggiore sui miei studenti più sensibili.

                                 Se avessero seguito il mio insegnamento

                            a loro non sarebbe rimasto nulla in cui credere.

                    Avevo cercato di sondare i loro vecchi modi di pensare

                      e non avevo dato loro nessuna nuova via da seguire.

                                  La ragione era semplice: non ne avevo!

                        Perché davvero non sapevo dove stavo andando.

    Più tardi, quando nel Partito Comunista incontrai uno di questi miei ex studenti, ebbi sempre la sensazione di essere stata responsabile per il suo modo di vivere; fu attraverso di me che essi avevano accettato questa fredda, dura fede con la quale vivevano. Nel 1926 non pensavo minimamente ai comunisti, tranne per il fatto di non averli preclusi come soluzione ai problemi. Mi stavo solo convincendo che bisognava fare qualcosa per aiutare ad ovviare gli errori nel mondo. Enfatizzavo i miei discorsi perché ero in collera verso coloro i quali si arricchivano senza lavorare e verso coloro i quali mostravano indifferenza verso il problema della riduzione della crescente miseria dei proletari.

     Influenza sul sistema educativo rivoluzionario russo 

    Accanto a ciò, ovviamente nei miei giorni ci furono momenti leggeri di spensieratezza. A volte, in quel tempo di proibizioni, ci incontravamo per chiacchierare e andavamo alle feste; a volte andavamo nei bistrot. Una volta portai una delle docenti più anziane dell'Hunter ad uno "speakeasy" (bar clandestino all'epoca del proibizionismo – Ndt), in parte per svago ed in parte per cortesia, pensando di mostrargli quella realtà. Bessie Dean Cooper visse la serata in relax. Era una vecchia signora robusta che insegnava Storia e dava brio all'intero dipartimento. I suoi undici gatti erano una leggenda. Quella sera mi chiese se avesse potuto lasciare uno di loro da me mentre partiva per l'Europa; gli amici stavano prendendo il sopravvento. Diedi la mia disponibilità e consegnai il gatto a mia madre, insieme al cibo, alle medicine, alla coperta, al cuscino del gatto e ad attente raccomandazioni. Mia madre diede un'occhiata a tutto questo armamentario e disse brevemente: "nutro i gatti come gatti!", e lo fece finché la padrona non fosse tornata. Alcuni anni dopo Miss Cooper si ritirò dall'Hunter e portò con sé gli undici gatti per andare a vivere in Costa Azzurra. Spesso, durante questo periodo, andavo al Teachers College della Columbia. Mi colpii sempre il gran numero di insegnanti, provenienti da quasi tutti gli stati dell'unione. Li osservavo mentre si radunavano attorno agli alberi che portavano gli stendardi dei loro stati.

                                                 Anch'io mi resi conto

          quale potentissimo effetto  avesse potuto avere il Teachers College

                       sull'educazione americana con migliaia di insegnanti

             protesi ad influenzare la politica nazionale e l'opinione pubblica. 

    Quell'anno appresi che George Counts, un collaboratore di John Dewey (filosofo e pedagogista statunitense neohegeliano – Ndr), come lui filosofo e teorico dell'istruzione, era andato in Russia. Lui, naturalmente, era stato lì prima. In effetti, aveva istituito il sistema educativo per il governo russo durante il periodo rivoluzionario. Aveva tradotto il sillabario russo in inglese e desiderava che gli insegnanti americani lo studiassero attentamente, promettendo un rapporto sulle scuole russe al suo ritorno.

     L'enfasi per l'internazionalismo                                 

    In quel periodo fui influenzata da molte istituzioni nel campus della Columbia nel corso delle lezioni alle quali partecipai. Divenni ospite frequente all'International House, alla quale fui invitata per la prima volta da uno studente di economia delle Filippine. Lì incontrai un gran numero di persone, Albert Bachman del dipartimento di francese, che aveva insegnato alla scuola di Tagore in India e che mi fece conoscere i bei studenti del Punjab, come me giovani e pieni di idee. Si creò un clima di uguaglianza e tolleranza, nella speranza che un mondo migliore sarebbe potuto nascere per mano di giovani di tutte le nazioni; un mondo in cui tutti gli uomini avessero potuto vivere e lavorare in libertà. Non eravamo consapevoli della stretta rete di potere che stava preparando il terreno per plasmare le nostre opinioni. Quell'estate ebbi la prima opportunità di confrotarmi con persone di altri paesi e di imparare come anche loro nutrissero il desiderio appassionato di migliorare i propri paesi e il mondo.

         In quest'humus iniziai a provare il desiderio di essere un cittadino del mondo.

         Era un desiderio che rendeva facile e naturale per me accettare il comunismo

                                    e la sua enfasi sull'internazionalismo.

    In merito al passato, quando avvertivo un senso di rimpianto per quello che stavo lasciando alle spalle, l'ignoravo. Accettavo il presente con tutto il suo egoismo indiretto, ma non potevo davvero adattarmi ad esso. Sempre più volevo parlare e agire solo in termini di futuro, di un futuro che non avrebbe conosciuto la corruzione del presente. Mi deprimeva che le persone vicine a me avessero potuto adattarsi ad una simile realtà. Le persone che non conoscevo, la grande massa di esseri umani sconosciuti, iniziarono a risvegliare in me un acuto senso di parentela.

                            Iniziai a trasferire i miei sentimenti personali

                   a questa massa sconfitta assolutamente sconosciuta.

             E così avvenne che cominciai a cercare la mia casa spirituale

                                         tra i diseredati della terra.

    Un insegnante non può fare a meno di trasmettere ai suoi studenti qualcosa di ciò in cui crede, ed io so di aver fatto molti danni. Ma la grazia salvifica nel mio insegnamento distruttivo di quel tempo constò nel fatto che nei miei rapporti interpersonali con gli studenti

    conservai in me qualcosa dell'essenza di ciò che Dio aveva voluto che io fossi:

                                               una donna, una madre.

    Amavo i miei studenti, tutti loro, i noiosi, i deboli, i forti, i conniventi, i contorti. Li amavo perché erano giovani e vivi, perché erano in procinto di realizzarsi e non erano stati ancora omologati nei target di una società cinica o da un potere connivente. Insegnare fu sempre la mia passione, perché nel farlo c'era un rinnovamento continuo, e in quel rinnovamento c'era sempre la promessa di quella freschezza che ci avvicinava alla perfezione. Per me le matricole erano sempre una piacevole sorpresa. Arrivavano all'università con grande determinazione e un senso di dedizione verso l'apprendimento; essi non erano ancora condizionati da considerazioni pragmatiche in merito ai posti di lavoro o alla carriera, non essendo ancora costretti ad adattarsi allo status quo. Erano come gli accoliti che stanno imparando il rituale. Se avessi potuto, durante quegli anni, avrei pregato intensamente per la conservazione di questa fiamma nei miei studenti. Quella fiamma c'è sempre ed è in tutti loro! Ma se in seguito esplode in un incendio che distrugge, o sfarfalla nel nulla, dipende in gran misura dagli insegnanti e dagli obiettivi e dalle norme che essi trasmettono.

     Non c'era ordine nella mia vita!                               

    Durante i miei primi due anni di insegnamento trascorsi infinite ore nella biblioteca della Columbia e nella sala 300 della biblioteca pubblica di New York. Per la mia dissertazione del master scelsi l'argomento: "Il Congresso è uno specchio della nazione?" Il mio lavoro non portò ad alcuna conclusione. In effetti, quando lo lessi in forma dattiloscritta,

                        ebbi l'infelice sensazione che il Congresso fosse un pò

    come quegli specchi di Coney Island che ora allargano, ora restringono il reale.

    Durante il mio lavoro lessi centinaia di brevi biografie nel Direttorio congressuale, dalla fondazione della Repubblica fino ad oggi, e trovai uno schema ripetuto molte volte: quello degli uomini che trovarono riscatto dalle loro umili origini e che lottarono per acquisire un'istruzione. Rimasi impressionata dal numero di coloro i quali dopo la scuola si iscrissero alla facoltà di giurisprudenza e successivamente entrarono in politica. Io stessa diventavo sempre più intollerante verso gli studi astratti, perché ciò sembrava non condurre da nessuna parte. Odiavo l'enfasi posta dal sistema scolastico sulla laurea. Un titolo era necessario per ottenere determinati lavori e un dottorato di ricerca; era essenziale per una promozione e un aumento del salario. Misi in dubbio il valore di molte dissertazioni conservate negli archivi. Gli argomenti scelti per le dissertazioni sembravano sempre più irrilevanti. E la mia ansiosa gioventù era desiderosa di significato, contenuto, partecipazione. Non mi rendevo conto di quello che ora so, e imparai a comprendere attraverso molti tumulti di spirito, che il senso di tutto era dentro di noi e che veniva dall'ordine. Non c'era ordine nella mia vita. Non avevo schemi con cui organizzarlo. Sentimenti ed emozioni mi commossero e sperimentai come quell'accumulo di conoscenza non mi portasse gioia di vivere.

     Il ritorno in campagna                                                

    Dopo aver consegnato il mio elaborato e aver conseguito il titolo di Master of Arts nell'estate del 1927, Ruth Goldstein e io, entrambi stanche per il duro lavoro, decidemmo di prendere un cottage per l'estate e andarcene da New York. Così, con Beatrice Feldman, una matricola dell'Hunter College, fittammo una casa sul lago Schroon, nell'Adirondack. Ero felice di tornare in campagna. Non mi ero resa conto di quanto mi mancasse la terra finché non mi ritrovai lì. Alcuni anni prima la nostra casa era stata demolita, presa dalla marcia del progresso. Durante i miei anni spesi all'università e nell'insegnamento, la vita della comunità attorno a Pilgrim's Rest era cambiata molto. Al posto del paesaggio svanito della mia infanzia c'era ora una comunità vivace, con palazzi e sottopassaggi. Dovemmo abbandonare la nostra vecchia casa perché fatiscente e non valeva più la pena ripararla. La proprietà fu venduta, la casa abbattuta e la terra divisa in lotti edificabili. A Schroon Lake, Ruth e Beatrice e io restammo da sole per molti giorni. I nostri amici venivano a trovarci nei week end e il nostro cottage si riempiva. Avevamo libri ma non leggevamo molto. Passavamo ore al lago, e a volte Ruth e Beatrice giocavano a tennis e a golf mentre io sedevo sull'erba a guardarle. Parlavamo spesso fino a tarda notte, discutendo di molti argomenti: delle teorie di John Dewey e Justice Holmes, della filosofia dell'educazione e ci ponevamo domande pratiche sulla vita, sull'amore e sul matrimonio. Discutevamo sul valore di molte delle cose che i nostri genitori avevano accettato senza farmi problemi o domande. C'è qualcosa di idilliaco in un gruppo di giovani che non cercano niente l'uno dall'altro, tranne la compagnia. Per me, che avevo visto la mia famiglia disintegrarsi, questo era come un nuovo tipo di famiglia. Ovviamente non ero l'unica ragazza che aveva visto i membri della propria famiglia prendere direzioni diverse, e neppure l'unica che stava diventando parte di una  famiglia sociale di persone affini.

     Unità e tradizione                                                         

    Era un periodo in cui nelle metropoli le grandi case familiari andavano scomparendo e i monolocali stavano diventando popolari.  Prima di allora, indipendentemente dal grado di povertà della famiglia, non si erano mai viste case con meno di tre o più stanze. Ora la cucina era finita in una piccola alcova, il letto nascosto in un armadio, e i vivevi in ​​una stanza moderna, a volte elegante e grande, ma pur sempre una stanza. Il matrimonio per il proletariato intellettuale divenne il processo di convivenza con un uomo o una donna in quartieri così asfissianti che la liberazione e la soddisfazione dovevano essere trovate fuori dalla casa, per timore che i muri di una stanza soffocassero gli abitanti. Uno degli eventi più piacevoli di quell'estate negli Adirondacks fu incontrare i Finkelstein, Louis e Carmel, ei loro figli, una graziosa bambina, Hadassah, e un bambino di nome Ezra. Carmel proveniva da una distinta famiglia inglese e parlava con un accento affascinante. Pensai di primo acchito che lei e sua figlia sembrassero personaggi venuti fuori dalla Bibbia. Il dottor Louis era un rabbino del Bronx e aveva il volto di un apostolo. Spesso i suoi fratelli "Hinky" e Maurice venivano a trovarli e mi piaceva ascoltarli mentre parlavano insieme, prendendosi allegramente in giro l'uno con l'altro. Li trovai interessanti perché non solo erano colti e profondamente interessati alle arti e alla filosofia, ma erano anche uomini di affari pratici che capivano la politica. La mia amicizia con i Finkelstein continuò per anni. In loro trovavo l'affinità e il calore di una famiglia, strettamente unita e determinata a stare insieme, impermeabile alle influenze corrosive di una grande città industriale. Mi chiesi perché le altre famiglie che conoscevo non avevano questa capacità di essere unitE.

      Sentivo che la stabilità familiare era in gran parte dovuta alla cura delle tradizioni,

    al continuo rinnovarsi dei ricordi del passato che includevano la loro amicizia con Dio

                                               e una lealtà illimitata l'uno all'altro.

    Una sera, quell'estate, rimasi a casa con i bambini. Dopo un pò di tempo vidi che Hadassah, che stava cercando di andare a dormire, aveva iniziato a piangere senza una ragione apparente. Era una bambina distaccata e pensavo che non le piacesse, ma ora mi lasciava tenere la mano mentre parlavo tranquillamente per consolarla. Era ovvio che non sapevo perché stesse piangendo, ma quando guardò verso di me, i suoi occhi scuri pieni di lacrime sembravano più vecchi di quelli di una bambina; c'era una strana paura nel modo in cui si sedeva vicino a me e piangeva. Quando finalmente si addormentò, tenendomi ancora la mano, mi sedetti ed avvertii una strana sensazione, come se avesse pianto per un lungo passato, come se duemila anni fossero stati solo una notte.

     Una pressante voglia di cambiamento                         

    Quell'autunno la mia carriera subì un brusco passaggio. Stanca della sterilità del lavoro di specializzazione, Ruth Goldstein e io entrammo alla New York University Law School. Insegnavo mattina e sera all'Hunter College e frequentavo i corsi di legge nel pomeriggio. Le lezioni alla facoltà di giurisprudenza erano molto frequentate, a volte si potevano contare diverse centinaia di studenti. Il metodo del caso (sistema di insegnamento del diritto incentrato su casi selezionati e precedenti presi ad esempio – Ndt) che aveva un valore quasi universale, non mi interessava, lo trovai noioso. Nonostante ciò lo studio della legge mi appassionava; era una disciplina che valeva la pena di padroneggiare. Trovai interessanti anche gli studenti. In una lezione mi sedetti accanto ad un giovane di nome Samuel Di Falco che ora è un giudice della Corte Suprema. Trovava da ridire su di me per aver scarabocchiato poesie sul mio taccuino quando avrei dovuto lavorare su casi. Anche Ruth mi criticò per le mie divagazioni rispetto all'oggetto dei nostri studi. In effetti era vero: mentre la sostanza della legge mi incuriosiva, perché riflesso di società del passato che aiutava a comprendere il presente, non mi interessava la procedura legale che ritenevo avesse lo scopo di preservare uno status quo ormai superato. La mia costante preoccupazione per la necessità di cambiare lo Stato mi rendeva impaziente, e in gran parte disinteressata all'ultimo anno di facoltà. Non desideravo diventare una donna di legge, pensavo piuttosto all'insegnamento (continua…).

    Bella Dodd / New York 1954

    Traduzioni dall'originale "The School of Darkness" a cura di Sergio Basile / Qui Europa

    N.B.: i titoli dei sottoparagrafi sono stati aggiunti dal traduttore e non sono presenti

    nella versione originale in lingua inglese

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    Sabato, 31 Dicembre/ 2016    – di Elizabeth Dilling (1894-1966)  –  Redazione Quieuropa, Elizabeth Dilling, Piero Pisani, Centro Sa Giorgio, esoterismo, Cabala, Sefirot, Sefer Raziel, Kabbalah, Ebraismo, Satanismo, Zohar, Metatron, Mithra, Dio Sole, Teorie luciferine, evocazione degli spiriti, amuleti, La Rosa di Sharon  Da Babilonia a Gerusalemme – Cabala ebraica, spiritismo, paganesimo e panteismo anti-cristiano / 3 Chi è Metatron, il […]

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    Mercoledì, 16 Novembre/ 2016    – di Elizabeth Dilling (1894-1966)  –  Redazione Quieuropa, Elizabeth Dilling, Piero Pisani, Centro Sa Giorgio, esoterismo, Cabala, Kabbalah, Ebraismo, Satanismo, Zohar, Spinoza, Marx, Darwin, Induismo, Gnosticismo, Panteismo, Sefirot, National Conference of Christians and Jews  Da Babilonia a Gerusalemme – Cabala ebraica, culla di gnosticismo, sincretismo, darwinismo, marxismo / 2 Cabala: alienazione e detronizzazione di Dio: glorificazione luciferina […]

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     Martedì, 15 Novembre/ 2016    – di Elizabeth Dilling –  Redazione Quieuropa, Elizabeth Dilling, Piero Pisani, Centro Sa Giorgio, esoterismo, Cabala, Kabbalah, origini occulte, Massoneria, Governo Globale, Ebraismo, Satanismo, Zohar   Da Babilonia a Gerusalemme – Qual è la divinità dell'ebraismo e della Cabala? / 1  Panteismo, magia, paganesimo: la rottamazione del Vecchio Testamento   di Elizabeth Dilling  (1)  […]

    La Mano Nascosta e il Governo Segreto del Mondo: La guerra è uno sterminio di massa pianificato

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    Mercoledì,  Aprile 29th/ 2015 – di Sergio Basile e Nicola Arena – con il contributo di Giovanni Caltabiano dissertazioni su "The Secret World Government" di Cherep Spiridovich Redazione Quieuropa, Sergio Basile, Nicola Arena, Giovanni Caltabiano, The hidden Hand, The Secret World Government, Cherep Spiridovich, Dinastia Romanov, Crimini del bolscevismo, La mano nascosta, il comitato dei Trecento, The Secret World Government, Lucifero, Satana, […]

     

    La Mano Nascosta e il Governo Segreto del Mondo – 2 – Perchè la Civiltà Cristiana è in mortale pericolo

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    Martedì,  Febbraio 16th/ 2016 – di Sergio Basile – Dissertazioni su "The Secret World Government" di Cherep Spiridovich con il contributo di Nicola Arena Redazione Quieuropa, Sergio Basile, Nicola Arena, Giovanni Caltabiano, Conflitto siriano, Siria, guerra in Siria, The hidden Hand, The Secret World Government, Cherep Spiridovich, Dinastia Romanov, Crimini del bolscevismo, La mano nascosta, The Secret World […]

    16 febbraio 2016

    Pawns in the Game: Illuminati, Satanisti, Massoneria e nascita del Comunismo

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    Mercoledì, 7 marzo / 2018  – di William Guy Carr. Tratto da Pawns in the Game (1954) –   Redazione Quieuropa, William Gut Carr, Albert Pike, Giuseppe Mazzini, Massoneria, Illuminati  Pawns in the Game: Illuminati, Satanisti, Massoneria e nascita del Comunismo La strategi

    a di Satana e dei suoi seguaci, nei rapporti tra Illuminati e Massoneria, svelati da William Guy Carr   Tratto da […]

    7 marzo 2018Commenti disabilitatiRead More

    Casaleggio, la Rete e il Nuovo Ordine Democratico

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    Sabato, 28 luglio / 2018 – di Roberto Pecchioli e Sergio Basile –  Redazione Quieuropa, Roberto Pecchioli, Casaleggio,  Movimento, M5S,  Jean Jacques Rousseau   Casaleggio, la Rete e il Nuovo Ordine Democratico L'ultima fase della rivoluzione "democratica", sotto il marchio del solito Rousseau di Roberto Pecchioli e Sergio Basile   Premessa a cura di Sergio Basile   […]

    27 luglio 2018Commenti disabilitati

     

    Il Piano Dulles, la P2, Berlusconi e il ’68

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    Venerdì, 6 luglio / 2018  – di Sergio Basile –  Redazione Quieuropa, Sergio Basile, Silvio Berlusconi, Piano Dullas, 1968,  rivoluzione,  Sbarco  Il Piano Dulles, la P2, Berlusconi e il '68 Il Piano Dulles e gli eredi del Sessantotto: il piano massonico di sovversione dei costumi italiani attraverso i media, dallo sbarco in Sicilia ai giorni nostri […]

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    Martedì, 26 settembre/ 2017  di Sergio Basile  Redazione Quieuropa,  Sergio Basile, Piano Kalergi, Comunismo, Europeismo, Massoneria  Piano Kalergi e convergenza tra europeismo e comunismo  Kalergi, Lenin e Trotsky: stessa anima, stessi obiettivi                               “Esiste anche un'altra alleanza               […]

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    Mercoledì, 11 luglio / 2018  – di Sergio Basile –  Redazione Quieuropa, Sergio Basile,  Piano Kalergi, Piano Dulles, Kalergi, protesta, magliette rosse   Piano Kalergi, magliette rosse e immigrazionismo: i disegni occulti dei seguaci dell'europeismo Profilo dei delfini dell'europeismo e crimine della paneuropeizzazione   di Sergio Basile                   […]

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    Domenica, 27 maggio/ 2018 – di Sergio Basile  –  Redazione Quieuropa, Sergio Basile, Kolbe, Protocolli dei Savi di Sion, moneta-debito, banche  Moneta-debito, crisi economiche e strategie bancarie: tutto nei Protocolli di Sion Il caos economico imperante sarebbe una delle prove maggiori  dell'autenticità del documento più sovversivo della storia   di Sergio Basile, Presidente Sete di Giustizia           […]

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    Sabato, Febbraio 21st / 2015     – di Sergio Basile – Redazione Quieuropa, Albert Pike, Giuseppe Mazzini, Massoneria, Lucifero, Scontro tra civiltà, Jacob Bohme, Swedenborg, Saint-Martin, Epiphanius, William Guy Carr, Sistema Bancario Internazionale, Cabala, Satana, sterco del demonio, moneta-debito, Giudeo massoneria e Nuovo Ordine Mondiale  L'attuale scontro fomentato tra civiltà e religioni pianificato in 2 lettere del 187o e '71 La confessione […]

    Il piano giudeo-massonico di asservimento planetario nella lettera di Baruch Levy a Karl Marx

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    Giovedì, 12 ottobre / 2017             – Lettera di Baruch Levy (rabbino) a Karl Marx –                             Documento ritrovato nel 1888       pubblicato in "La Revue de Paris – 1° giugno 1928 – Pag. 574                 […]

    Comunismo Occulto – Prima Parte

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     Lunedì, Settembre 28th, 2015 – di Alain Kérizo – Traduzione dall'originale francese Sous le Signe du Scorpion… («Sotto il Segno dello Scorpione…»), a cura di Paolo Baroni. Articolo apparso a puntate sulla rivista Sous la banniére, nn. 84, 85, 86, 87, da luglio 1999 a febbraio 2000. Reperibile alla pagina web http://www.barruel.com/scorpion.html Redazione Quieuropa,  Jüri Lina, Alain Kérizo, Comunismo, Occultismo, Sovversione satanica, Massoneria, Alain Kerizo, […]

    Comunismo Occulto – Seconda Parte

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     Mercoledì, Settembre 30th, 2015 – di Alain Kérizo – Traduzione dall'originale francese Sous le Signe du Scorpion… («Sotto il Segno dello Scorpione…»), a cura di Paolo Baroni. Articolo apparso a puntate sulla rivista Sous la banniére, nn. 84, 85, 86, 87, da luglio 1999 a febbraio 2000. Reperibile alla pagina web http://www.barruel.com/scorpion.html Redazione Quieuropa,  Comunismo, Occultismo, Sovversione satanica, Massoneria, Alain Kerizo, Centro San Giorgio, […]

    Comunismo Occulto – Terza Parte

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    Giovedì, Ottobre 8th, 2015 – di Alain Kérizo – Traduzione dall'originale francese Sous le Signe du Scorpion… («Sotto il Segno dello Scorpione…»), a cura di Paolo Baroni. Articolo apparso a puntate sulla rivista Sous la banniére, nn. 84, 85, 86, 87, da luglio 1999 a febbraio 2000. Reperibile alla pagina web http://www.barruel.com/scorpion.html Redazione Quieuropa,  Comunismo, Occultismo, Sovversione satanica, Massoneria, Alain Kerizo, Centro San Giorgio, […]

    Comunismo Occulto – Quarta Parte

    Comunismo Occulto – Quarta Parte

    Mercoledì, Gennaio 13rd, 2016 – di Alain Kérizo – Traduzione dall'originale francese Sous le Signe du Scorpion… («Sotto il Segno dello Scorpione…»), a cura di Paolo Baroni. Articolo apparso a puntate sulla rivista Sous la banniére, nn. 84, 85, 86, 87, da luglio 1999 a febbraio 2000. Reperibile alla pagina web http://www.barruel.com/scorpion.html Redazione Quieuropa,  Comunismo, Occultismo, Sovversione satanica, Massoneria, Alain Kerizo, Centro San Giorgio, Paolo […]

    Comunismo Occulto – Quinta Parte

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    Domenica, Gennaio 17th, 2016 – di Alain Kérizo – Traduzione dall'originale francese Sous le Signe du Scorpion… («Sotto il Segno dello Scorpione…»), a cura di Paolo Baroni. Articolo apparso a puntate sulla rivista Sous la banniére, nn. 84, 85, 86, 87, da luglio 1999 a febbraio 2000. Reperibile alla pagina web http://www.barruel.com/scorpion.html Redazione Quieuropa,  Comunismo, Occultismo, Sovversione satanica, Massoneria, Alain Kerizo, Centro San Giorgio, Paolo […]

    Affinità Elettive tra Ebraismo e Massoneria

    Affinità Elettive tra Ebraismo e Massoneria

    Lunedì,  Settembre 1st/ 2014 – A cura di Paolo Baroni, Centro San Giorgio e Redazione Quieuropa – Iniziativa di Libero Confronto, Pensa e Scrivi di Quieuropa Redazione Quieuropa, Paolo Baroni, Centro San Giorgio, Ebraismo, Massoneria, Affinità elettive, Léon de Poncis, bolscevismo, socialismo, Abramo Lincoln, Adam Weishaupt, diede vita alla "Setta degli Illuminati", in data 1° Maggio 1776), guerra civile americana, Padre Massimiliano […]

    Le radici occulte del Socialismo

    Le radici occulte del Socialismo

    Lunedì, 10 Ottobre/ 2016    di Jean Vandamme  Redazione Quieuropa, Jean Vandamme, Paolo Baroni, Centro Sa Giorgio, Socialismo, origini occulte, Massoneria, Governo Globale  Le radici occulte del Socialismo Gli iniziati detro ogni ideologia: apparentemente si combattono, ma il fine è lo stesso, la creazione di un unico governo mondiale, la Repubblica Massonica Universale. Il regno dell'anticristo da contrapporre […]

  • Statalizzare o Privatizzare? Proprietà dei valori monetari: unica risposta

    Statalizzare o Privatizzare? Proprietà dei valori monetari: unica risposta

    Venerdì, 24 agosto / 2018

    – di Sergio Basile

     Redazione Quieuropa, Sergio  Basile, Marx, Marxismo, Stato, Privatizzazioni, Comunismo          

    Statalizzare o Privatizzare? Proprietà dei valori monetari:

    unica risposta

    Cos'è davvero lo Stato? Quali i suoi obiettivi storici? Esiste una Terza Via

    per garantire la difesa sociale ed economica del cittadino?

    La strada maestra non può che essere la riacquisizione della titolarità

    dei valori monetari

     

    di Sergio Basile

    PRIVATIZZAZIONI

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Il dilemma: privatizzare o statalizzare?                

    Catanzaro, Genova di Sergio Basile Privatizzare o statalizzare? E' questo il dilemma amletico che dopo il disastro di Genova e le responsabilità di Autostrade per l'Italia / Atlantia, della famiglia Benetton & soci, accompagna il dibattito nazional popolare di fine estate. In tutta franchezza riteniamo che i settori critici dell'economia di un Paese debbano essere garantiti e gestiti da un'autorità statale super-partes, se mai ne esista una, e comunque sottratti ai meri privati, dietro i quali spesso e volentieri si nascondono oscuri padroni, scomodi prestanome e monopolisti delle ricchezze mondiali, estranei ai concetti di benessere diffuso e bene comune. Ciò premesso un dubbio ci assale: la risposta al nostro dilemma si risolve davvero nel dualismo tra Stato e privati oppure c'è di più?

                  Può esistere una "terza via" che sfugge ai cronisti dell'ultim'ora tale da

          garantire il cittadino sia dalle angherie stataliste che dalle distorsioni privatistiche?

    Per capirlo, ed avendo abbastanza chiara l'oscura e sconveniente alleanza che dirige il capitale privato verso cartelli e tentazioni turbo-capitaliste – poco attente all'etica e vocate al massimo profitto – cerchiamo di capire l'essenza del contraltare al modello liberal-capitalista; cerchiamo cioé di focalizzare la natura e i reali obiettivi dello Stato, quell'entità che il grande prof. Giacinto Auriti definì senza mezzi termini un

                                                         "fantasma giuridico,

                       dietro il quale si nascondono le mangiatoie dei grandi usurai".

    Per farlo andiamo direttamente al sodo, approfondendo sotto nuovi punti luce la teoria marxista.

     Marxismo e significato (occulto) di Stato              

    L'ebreo Moses Mordekkai Levy, alias Karl Marx – 1818-1883 – insegna che  lo Stato nasce in risposta all'esigenza imprescindibile di ordine e giustizia partorita "naturalmente" dal grembo di una società divisa in classi e che da quando nella società si sarebbero acuiti i dissapori tra tali classi, periodo inaugurato con gli albori dell'era industriale, sarebbe sorta l'insopprimibile necessità di un'entità giuridica sovrana ed arbitraria capace di dirimere le lotte intestine all'interno della nuova segmentazione sociale. Lo Stato, dunque, nell'era moderna, attraverso la sanguinosa sostituzione delle costituzioni massoniche alle bibbie cattoliche ed agli scettri regali, sarebbe stato fatto ascendere per acclamazione quale sacro e sommo soggetto regolatore delle relazioni tra gli attori sociali ed economici di una nazione e massimo ente "sovrano" di rilievo costituzionale. Ma alla luce della verità storica lo Stato si è rivelato soprattutto una realtà fin troppo idealizzata e mitica che, accantonando l'etica cristiana, ha innalzato l'etica neutra del puro numero, abbracciando la dittatura relativista del democratismo numerico, nel nome di un laicismo sempre più esasperato; finendo per surrogare, sostituire, le autorità monarchiche tradizionali in favore dell'ascesa dell'homo politicus laicus. La conseguenza diretta di questa rivoluzione nei rapporti di potere è stata la deresponsabilizzazione cronica dell'élite statale dinanzi ai governati, cioé dinanzi alle masse informi, illuse dalle promesse di Marx, Rousseau e Montesquieu, ricorrendo al vecchio trucco politico dello scaricabarile, figlio della dialettica hegeliana e dell'idealismo settecentesco: vizio genetico dei teatri parlamentari dello Stato democratico. Nelle società così riprogrammate dai padroni del denaro e dai filosofi, la classe che detiene il potere economico secondo la teoria marxista avrebbe avuto bisogno dello Stato come strumento per organizzare il potere politico a difesa del potere economico. Ma questo dogma falso, non importando in sé il germe della verità, è rimasto sepolto nel campo delle utopie, dietro i paraventi del comunismo e della democrazia.

                                                    Lo Stato si è dimostrato nient'altro che

                                           lo strumento della dittatura di una classe sull'altra.

    Marx sembra riconoscere questa imbarazzante ed epocale circostanza, dando l'impressione di poterla redimere, ma lo fà in maniera contorta e perversa: egli sostiene che lo Stato deve esistere solo nella misura in cui resta necessario alla supervisione della lotta di classe: conflitto, tuttavia, alimentato e mai risolto dal marxismo. Esso si sarebbe dissolto come neve al Sole, solo con l'eliminazione delle divisioni tra classi, cioé nella genesi di una nuova società di "eguali". Invero però il livellamento di cui parla Marx, senza denunciare e combattere il cancro bancario della moneta-debito, sembra condurre a parametri diametralmente opposti a quelli osannati dalle sue premesse rivoluzionarie.

                                         Abolizione delle classi, uomini tutti uguali,

                        ma nella povertà e disperazione diffusa di tutti gli attori sociali.

    Infatti, nel momento in cui, attraverso la confisca della sovranità monetaria, l'epidemia del debito indotto e il morbo delle privatizzazioni avallate dallo stesso organismo élitario chiamato "Stato" (e il caso Benetton-Atlantia resta davvero emblematico) i cittadini saranno espropriati dell'ultima briciola della loro libertà, ovviamente si verificherà uno "stato di dittatura" totale che vorrà certamente surclassare il tradizionale modello di Stato, verso la creazione di organismi sovranazionali sempre più totalizzanti e tirannici: vedi ad esempio l'Unione europea e i trattati intercontinentali sulla promozione della globalizzazione. Quando Marx, dunque, parlò e scrisse con enfasi del superamento del socialismo di Stato  in favore della nascita della "società comunista", diceva purtroppo il vero, ma molti travisarono il senso della sua beffarda "minaccia". Oggi questo triste presagio, questa diabolica profezia si sta ormai realizzando e ne respiriamo gli effetti ogni giorno.

                                       Lo Stato si è rivelato storicamente quel che è:

                            un subdolo cavallo di troia dei potentati bancari e massonici;

                            la cosiddetta "dittatura del proletariato" auspicata da Marx

                                                     si è rivelata in realtà ciò che è:

                                          la dittatura dell'élite bancaria e massonica,

                                       protesta a schiacciare gli schiavi proletarizzati,

                     privati di ogni diritto e proprietà e improgionati nelle gabbie patrie

                                           del lavoro ripagato con un salario-debito.

      La classe occulta                                                        

    Cosa accade, dunque, quando la rivalità tra classi è fomentata da una terza oscura super-classe (i banchieri) per mezzo di un oggetto (la moneta-debito) utilizzato forzatamente da tutti gli attori della disputa?  Semplice, il lento annientamento dello Stato: non più onnipotente organo costituzionale, ma struttura di accentramento di potere temporanea, soggetta ad usura programmata, per consentire il passaggio in primis dalle monarchie cattoliche alla Repubblica massonica e di scorta da quest'ultima al "Governo Mondiale" apolide e cosmopolita.

                             Lo Stato, dunque, può essere considerato il corridoio ideale

                  utilizzato dai banchieri e dai potentati anti-cristiani (la classe occulta)

                                             per facilitare il passaggio dell'umanità

                                 dalla libertà della società organica pre-illuministica

                                              alla schiavitù della società hegeliana.

    Marx è stato il grande traghettatore, il Caronte di questo viaggio epocale di sola andata.

     Il vero volto di Marx                                                   

    Ma chi è stato davvero Karl Marx e cosa rappresenta ancora oggi per la "classe occulta"? Egli, acclarato satanista dedito alle arti cabalistiche, era membro di un'organizzazione giudeo-massonica, La Lega dei Giusti, creata dagli Illuminati di Baviera, i quali, a loro volta, furono partoriti nell'humus anticristiano e sovversivo – vicino alla finanza internazionale – dei cenacoli degli Alumbrados fondati nel 1492, in occasione dell'espulsione degli ebrei dalla Spagna cattolica. Questi Alumbrados (in lingua spagnola «Illuminati») erano degli ebrei marranos, cioé battezzati cristiani pur conservando la loro fede talmudica. Nel 1848 Marx su mandato degli Illuminati di Baviera e dei Rothschild scrisse il Manifesto del Partito Comunista, affermando la necessità di cambiamenti economici e politici, ma anche l'urgenza di mutamenti morali e spirituali. Egli credeva che la famiglia dovesse essere abolita e i figli educati da un'autorità centrale asettica protesa alla distruzione di tutti i legami e retaggi del mondo cristiano. Marx attraverso il Manifesto trasfuse il Piano degli Illuminati in un programma di carattere politico-ideologico-religioso, destinato ad essere largamente accettato, sospinto dalle false premesse della rivoluzione bolscevica. Egli palesò inoltre i veri obiettivi della sua "nuova religione proletaria" ostentando il suo odio verso Dio – il sommo bene custodito in semplicità dalle umili famiglie russe – e descrivendo con violenza il suo piano di attacco:

    «Dobbiamo combattere contro tutte le idee fondamentali della religione, dello Stato,

                                                del Paese e del patriottismo.

        L'idea di Dio è il punto chiave di una civiltà pervertita. Essa dev'essere distrutta».

      L'nganno marxista: "dittatura del proletariato"    

    La "provvidenziale" dittatura del proletariato marxista fu quindi un mero specchietto per le allodole, aun'arma intellettuale di distrazione di massa, il vero oppio dei popoli. Il concetto di dittatura del proletariato fu un escamotage ideologico per confondere, sedurre e per allontanare le masse dal culto del Vero Dio, Gesù Cristo;  esso fu espresso da Karl Marx e Friedrich Engels per la prima volta nel 1852, nella lettera a Weydemeyer (1) e di seguito nel 1875, nella Critica del Programma di Gotha (2). La dittatura del proletariato rappresentava quindi una fase di transizione in cui il potere politico doveva essere detenuto solo formalmente dai lavoratori (in realtà resi schiavi attraverso la moneta-debito e lo stesso lavoro ripagato con un salario-debito) verso la costruzione di una società senza classi e senza Stato (Comunismo), cioé verso la tappa finale del Nuovo Governo Globale: la tirannia mondiale dei banchieri.  Infatti con la falsa "dittatura del proletariato" o falsa "dittatura rivoluzionaria del proletariato" Marx ed Engels intesero brevettare una misura politica temporanea e necessaria per realizzare la "dolce" transizione verso la dittatura del comunismo politico, derivazione del comunismo esoterico (massoneria) cioé l'ultima fase della suddetta tirannide. Il potere proletario evrebbe avuto modo di agire "liberamente", ma negli asfissianti limiti della gabbia edificata dai padroni della moneta-debito, avendo solo l'illusione di poter riorganizzare i rapporti di proprietà e produzione della società capitalista.

    (1) Cfr.: Il contributo di Marx alla teoria delle classi, in Protagonisti e testi della filosofia, volume C, N. Abbagnano e G. Fornero, Paravia, 2000, pag. 356) (2) «Sebbene già nel Manifesto si parla di "interventi dispotici nel diritto di proprietà e nei rapporti borghesi di produzione", il concetto preciso di dittatura del proletariato appare solo nella già citata lettera a Weydemeyer, in cui si afferma che "la lotta delle classi necessariamente conduce alla dittatura del proletariato". L'espressione "classica" di questa teoria la si trova poi nella Critica del Programma di Gotha (1875) in cui Marx scrive che: "tra la società capitalistica e la società comunista vi è il periodo della trasformazione rivoluzionaria dell'una nell'altra. Ad esso corrisponde anche un periodo di transizione, il cui Stato non può essere altro che la dittatura rivoluzionaria del proletariato". […]Secondo Marx la dittatura del proletariato è solo una misura storica di transizione (sia pure a lungo termine), che mira tuttavia al superamento di sé medesima e di ogni forma di Stato.» (da Protagonisti e testi della filosofia, volume C, N. Abbagnano e G. Fornero, Paravia, 2000, pag. 365-66)

     Il "superamento dello Stato"                                      

    In questo mondo ideale "comunista" (mondialista) ai necessari interventi statalisti dispotici, come l'espropriazione della proprietà fondiaria, le requisizioni dei siti produttivi, la statalizzazione dei mezzi di produzione e del credito, e le stesse privatizzazioni di settori strategici (fra tutte ricordiamo quella delle banche centrali: Stalin privatizzò la Banca Cetrale Russa nel 1935), sarebbe subentrata la definitiva dittatura del sistema bancario nel suo complesso. La dittatura del proletariato fu concepita quindi come una fase di "poteri straordinari" ma transitoria, destinata a cessare una volta raggiunte le condizioni necessarie per la gestione comunista della società, cioé  una volta eliminate le condizioni che avessero determinato la divisione in classi, tramite l'omologazione economica e spirituale forzata dei cittadini, vero il basso. Allora la dittatura del proletariato come dittatura di classe non avrebbe avuto più ragion d'essere, esattamente come lo Stato, inteso come strumento di oppressione:

                   tutto sarebbe stato ricapitolato nelle mani e nella volontà arbitraria

                   dell'élite mondialista reinventatasi in nuove strutture sovranazionali.

        Questo processo avrebbe portato alla realizzazione del "superamento dello Stato"

                                                    (Aufhebung des Staates)

            ed alla sua progressiva estinzione, condizione necessaria per il comunismo.

     1989: fine del comunismo?                                        

    Secondo la scuola stalinista, la dittatura del proletariato ha avuto la sua realizzazione storica nell'Unione Sovietica e nei suoi paesi satelliti, nel periodo dal 1917 al 1989.  In realtà il 1989 non segnò affatto la fine dell'esperimento social-comunista; al contrariò coincise con l'esportazione dell'ideale comunista in tutte le nazioni della Terra, nascosto sotto nuovi vessilli e bandiere.

                Con la Caduta del Muro di Berlino e successivo rafforzamento dell'Ue,

     sulla scorta di una presunta, concordata e fittizia dissoluzione del regime comunista,

        si ingenerò nell'opinione pubblica europea e mondiale la falsa consapevolezza

                                     che il comunismo si fosse sgretolato.

                        Esso al contrario intensificò il suo intreccio occulto

                            con il neoliberismo  e con il turbo-capitalismo,

      attraverso l'implementazione a vasto raggio del "metodo democratico"

    esportato in tutto il mondo attraverso i facili entusiasmi delle nuove ideologie pacifiste,

          oppure, spesso e volentieri, con la violenza della guerra e i paraventi

                            delle "rivoluzioni colorate" e "primavere arabe".

     La sintesi del dibattito tra statalisti e privatizzatori 

    L'orizzonte fotografato, fosco e grigio, restituisce una nuova luce e prospettiva alle espressioni "privatizzare" e "statalizzare". In assenza di sovranità monetaria, esse restano due verbi infiniti assonanti, privi di verità etica ed incapaci di soddisfare esaustivamente le premesse e domande iniziali del dibattito. Urge comprenderlo e creare strumenti che oltre l'evanescenza dei fantasmi giuridici delle grandi holding e dei grandi stati sociali, facilitino davvero il passaggio del diritto reale e del potere monetario reale (e dei contestuali valori monetari) dalle mani delle élite a quelle dei cittadini. Oggi, sulla scorta del tesoro sepolto della Dottrina Sociale della Chiesa e della scoperta auritiana del Valore Indotto della Moneta (gli strumenti monetari e/o buoni hanno valore semplicemente perché vengono riconosciuti ed accettati sulla base di una mera convenzione sociale), esiste uno strumento che consente questo, si chiama

                       B.A.R., Buono Comunale di Agevolazione Reddituale,

         non è una moneta, ma accresce il potere d'acquisto di famiglie e imprese

                                                     con semplicità,

            neutralizzando gli effetti distorsivi, inflazionistici e recessivi dell'euro,

                e proteggendo le comunità sociali sia dall'invadenza statalista

                             che dalle astuzie ed angherie privatistiche.

    La sintesi ideale del dibattito tra privatizzatori e statalisti dovrebbe orientarsi su questa priorità, anziché perdersi in giochi di potere e falsi dogmi che parlano sempre e solo il linguaggio degli schiavi: il linguaggio delle grandi mangiatoie e del debito inestinguibile.

    Sergio Basile (Copyright © 2018 Qui Europa)

    partecipa al dibattito: infounicz.europa@gmail.com 

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     Video correlato – B.A.R. e sovranità monetaria   

    Intervista B.A.R. Sergio Basile e Nicola Arena – YouTube

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  • Principali tappe storiche del Nuovo Ordine Mondiale

    Principali tappe storiche del Nuovo Ordine Mondiale

    Lunedì, 20 agosto / 2018

    – di Michael Journal –

    Traduzione dell'originale inglese a cura di Paolo Baroni / Centro San Giorgio

    integrazioni e note a cura di Sergio Basile / Redazione Qui Europa

     Redazione Quieuropa, Centro San Giorgio, Storia, Nuovo  Ordine  Mondiale,  Baroni, Basile         

    Principali tappe storiche del Nuovo Ordine Mondiale

    Dalla nascita degli Illuminati di Baviera ai giorni nostri

     

           Lasciate che sia io ad emettere e a controllare il denaro di una nazione

                           e non mi importerà più nulla di chi scrive le leggi

                                         ( Mayer Amschel Rothschild )

     

    di Michael Journal

    Traduzione dall'originale "A History of the New World Order"

    a cura di Paolo Baroni / con integrazioni e note a cura di Sergio Basile

    Nuovo Ordine Mondiale

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Premessa                                                                     

    New York, Londra – Lungi dal voler essere esaustiva, questa succinta tabella cronologica (1) (che va dal 1773 ai giorni nostri) elenca le tappe più importanti del cammino forzato dell'umanità verso quel Nuovo Ordine Mondiale che le Società Segrete (giudeo-massoneria in primis) i vertici del sistema bancario internazionale e l'Alta Finanza vorrebbero instaurare sulla Terra, con il consenso o con la violenza, al posto dell'odiata civiltà cristiana. Va ricordato altresì (Ndr) che la storia della sovversione anti-cristiana e contro l'intera umanità, inizia già – e si organizza in sistema di reti sovversive ed occulte – fin dopo l'uccisione per crocifissione di Gesù Cristo. Lo strumento utilizzato fin dai tempi più remoti dai nemici di Cristo e dell'intera umanità per realizzare i loro piani di egemonia planetaria è stato quello della moneta-debito (sterco di satana: strumento puramente convenzionale, creato dal nulla e senza riserva aurea, ed emesso a debito dei popoli della Terra) sdoganato a livello mondiale nel 1694, data della nascita della privata Banca d'Inghilterra, poi istituzionalizzata nel 1717: stessa data della nascita della Gran Loggia Madre d'Inghilterra (sempre a Londra). Un'altra tappa fondamentale fu la nascita della Loggia degli Illuminati di Baviera (Ndr) a Francoforte.

    Paolo Baroni / Sergio Basile

    (1) Traduzione dall'originale "A History of the New World Order" a cura di Paolo Baroni / integrazioni e note a cura di Sergio

     1773 – Piano dei Rothschild e genesi degli Illuminati   

    1773 Il banchiere ebreo Mayer Amschel Rothschild (1744-1812) riunisce dodici dei suoi amici più influenti e li convince del fatto che se uniranno le loro risorse, potranno dominare il mondo. Questa riunione ha luogo a Francoforte (attuale sede della BCE – Banca Centrale Europea – Ndr), in Germania. Rothschild informa anche i suoi amici di aver trovato il candidato perfetto, un individuo dotato di un incredibile intelletto e di grande ingegnosità, per guidare l'organizzazione che ha progettato: quest'uomo è Johann Adam Weishaupt (1748-1830).1º Maggio 1776 – L'israelita Adam Weishaupt (nome in codice Spartacus) fonda una Società Segreta chiamata Ordine degli Illuminati. Weishaupt è docente di Diritto Canonico all'Università di Ingolstadt, in Baviera. Gli Illuminati cercano di stabilire un Nuovo Ordine Mondiale. I loro obiettivi sono i seguenti:

    – abolizione di tutti i governi legittimi;

    – abolizione della proprietà privata;

    – abolizione dell'eredità;

    – abolizione del patriottismo;

    – abolizione della famiglia;

    – abolizione della religione;

    – creazione di un Governo Mondiale.

     

    Luglio 1782 – L'Ordine degli Illuminati si congiunge con la Massoneria durante il Congresso di Wilhelmsbad. Il conte De Virieu, un membro di una Loggia martinista di Lione che assiste al Congresso, se ne allontana visibilmente scosso. Quando viene interrogato sui «tragici segreti» dei quali è venuto al corrente, egli risponde:

     

                 «Non glieli confiderò. Posso solamente dirle che tutto questo

                                    è molto più grave di quanto lei pensi».

    Secondo il suo biografo M. Costa de Beauregard, da quel momento,

     

                 «il conte de Virieu parlò della Massoneria solo con orrore» (2).

    (2) Cfr. W. T. Still, New World Order: The Ancient Plan of Secret Societies («Il Nuovo Ordine Mondiale: l'antico piano delle Società Segrete»), 1990, pag. 82.

    1785 – Un corriere degli Illuminati di nome Johann Jakob Lanz (1735-1785), un ex sacerdote cattolico, viene ucciso da un fulmine mentre sta attraversando a cavallo la città di Ratisbona. Esaminando il contenuto della sacca della sua sella, i poliziotti scoprono l'esistenza dell'Ordine degli Illuminati, e trovano piani dettagliati riguardanti l'imminente Rivoluzione Francese (1789). Le autorità bavaresi allertano il governo francese sul disastro imminente, ma le autorità francesi non tengono conto di questo avvertimento. La polizia bavarese arresta tutti i membri dell'Ordine degli Illuminati che riesce a scovare, ma Weishaupt e altri adepti riescono a nascondersi e a sottrarsi all'arresto.1796 – La Massoneria diviene un notevole problema in occasione dell'elezione del presidente degli Stati Uniti. John Adams (1735-1826) viene eletto opponendosi alla Massoneria, e suo figlio, John Quincy Adams (1767-1848), avverte della terribile minaccia alla nazione rappresentata dal lavorio segreto delle Loggie massoniche:

     

    «In coscienza e sinceramente credo che l'Ordine massonico sia, se non il più grande,

              uno dei più grandi mali morali e politici che grava su tutta l'Unione» (3).

    (3) Cfr. J. Q. Adams, Letters on Freemasonry («Lettere sulla Massoneria»), 1833.

     

    1797 John Robison (1739-1805), docente di Storia Naturale all'Università di Edinburgo, in Scozia, pubblica un libro intitolato Proofs of a Conspiracy («Prove di una cospirazione»), in cui rivela che Adam Weishaupt aveva tentato di arruolarlo. In questa opera, Robison svela gli scopi diabolici perseguiti dagli Illuminati in tutto il mondo.

     

     Ottocento – Eventi più significativi                               

    1821Georg Wilhelm Friedrich Hegel (1770-1831) formula quella che viene definita la dialettica hegeliana, il processo triadico (d'estrazione cabalistica – Ndr) mediante il quale gli Illuminati realizzeranno i loro obiettivi. Secondo la dialettica hegeliana, lo scontro tra la tesi e l'antitesi dà luogo alla sintesi. In altre parole, la tesi fomenta una crisi. Ne consegue un forte sussulto pubblico secondo cui dev'essere fatto qualcosa per risolvere il problema. Quindi, qualcuno propone una soluzione che provoca i cambiamenti realmente voluti da sempre, ma che inizialmente la gente non sarebbe stata disposta ad accettare.1828Mayer Amschel Rothschild, che aveva finanziato gli Illuminati, esprime il suo assoluto disprezzo per i governi nazionali che tentano di disciplinare i banchieri internazionali come lui affermando:

     

        «Lasciate che sia io ad emettere e a controllare il denaro di una nazione,

                            e non mi importerà più nulla di chi scrive le leggi» (4).

    (4) Cfr. The Creature from Jekyll Island («La creatura dall'isola Jekyll»), American Opinion Publishing, pag. 218.

     

    1848 – L'ebreo Moses Mordekkai Levy, alias Karl Marx (1818-1883), scrive il Manifesto del Partito Comunista. Marx è membro di un organizzazione creata dagli Illuminati chiamata La Lega dei Giusti. Non solo egli afferma la necessità di cambiamenti economici e politici, ma anche l'urgenza di mutamenti morali e spirituali. Egli crede che la famiglia dovrebbe essere abolita, e che tutti i figli dovrebbero essere educati da un'autorità centrale. Marx (che attraverso il Manifesto del Partito Comunista trasfonde il Piano degli Illuminati in un programma di carattere politico-ideologico destinato ad essere largamente accettato dietro le false premesse e i paraventi della rivoluzione bolscevica – Ndr) esprime il suo atteggiamento verso Dio scrivendo:

     

    «Dobbiamo combattere contro tutte le idee fondamentali della religione, dello Stato,

                                                del Paese e del patriottismo.

        L'idea di Dio è il punto chiave di una civiltà pervertita. Essa dev'essere distrutta».

    14 aprile 1865 – (Ndr) Viene assassinato negli Usa il Presidente Abramo Lincoln, reo di aver tentato di liberare il suo popolo dalla schiavitù bancaria imposta dai Rothschild e dai potentati massonici, attraverso l'emissione del provvidenziale Greenback. Albert Pike, Gran Comandante Supremo della Giurisdizione Meridionale del Rito Scozzese della Massoneria statunitense, gioca un ruolo essenziale in questa congiura massonica, alle dipendenza del casato Rothschild. La morte di Lincoln spiana la strada al monopolio dei banchieri ed alla futura nascita della Federal Reserve (Ndr) – 22 gennaio 1870 – In una lettera al leader rivoluzionario italiano Giuseppe Mazzini (1805-1872), Albert Pike (1809-1891) annuncia la creazione di una Società Segreta all'interno di un'altra Società Segreta:

     

                       «Dobbiamo creare un Rito superiore che rimarrà ignoto

              al quale apparterranno quei massoni di alto Grado che sceglieremo.

    Nei confronti dei nostri Fratelli in Massoneria, questi uomini dovranno impegnarsi

                                               alla segretezza più severa.

                 Attraverso questo Rito supremo governeremo ogni Massoneria,

                      ed esso diverrà l'unico centro internazionale, il più potente

                                   perché la sua direzione sarà sconosciuta» (5).

    Questa organizzazione segreta estremista viene chiamata il Nuovo e Riformato Rito Palladiano (6).

    (5) Cfr. Lady Queensborough,  Occult Theocracy («Teocrazia occulta»), pagg. 208-209. Lady Queensborough è uno pseudonimo di Edith Starr Miller. (6) Nonostante siano ben note le posizioni luciferine che Pike ha espresso nella sua opera più famosa Morals and Dogma, gli autori più seri ritengono che questa lettera indirizzata a Mazzini sia un apocrifo, e quindi falsa sarebbe anche la pretesa esistenza di un Rito Palladiano (N.d.T.).

    1870 si propagano in Italia diverse insurrezioni mazziniane di matrice giudeo-massonica (Ndr) 20 settembre 1870 – I potentati giudeo-massonici ottengono la presa di Roma, nota anche come breccia di Porta Pia: fu l'episodio del Risorgimento che sancì l'annessione di Roma al Regno d'Italia (Ndr) 1875 – L'occultista russa Helena Rottenstern von Hahn, alias Helena Petrovna Blavatsky (1831-1891) fonda la Società Teosofica. Madame Blavatsky sostiene che alcuni uomini santi tibetani nell'Himalaya, che essa designa come i «Maestri della Saggezza», comunicano con lei a Londra mediante telepatia. Essa insiste sul fatto che ormai il cristianesimo è del tutto superato, che Satana è buono e che Dio è cattivo. Essa scrive:

     

                 «I cristiani e gli scienziati dovrebbero rispettare gli indiani.

                    La Saggezza dell'India, la sua filosofia e le sue conquiste

                     dovrebbero essere rese note in Europa e in America».

    1884 – La Fabian Society viene fondata in Gran Bretagna per promuovere il socialismo. Tale Società prende il suo nome dal Generale romano Quinto Fabio Massimo (275-203 a. C.), detto «il temporeggiatore», che lottò contro l'esercito di Annibale (247-182 a. C.) con piccole scaramucce che debilitarono lentamente l'esercito nemico anziché affrontarlo in una battaglia decisiva.14 Luglio 1889 – Albert Pike pubblica le istruzioni per i ventitre Consigli Supremi del mondo. Egli rivela chi è il vero oggetto dell'adorazione massonica:

     

              «A voi, Grandi Istruttori Generali Supremi vi diciamo questo,

                  che potete ripeterlo ai Fratelli del 32º, 31º e 30º Grado:

         la religione massonica dovrebbe essere, da tutti iniziati agli alti Gradi,

                     mantenuta nella purezza della dottrina luciferina» (7).

    (7) Cfr. A. Pike, A.C. De La Rive, La Femme et l'Enfant dans la Franc-Maçonnerie Universelle («La donna e il bambino nella Massoneria Universale»), pag. 588.

    1890-1896Cecil John Rhodes (1853-1902), massone ed entusiasta studioso di John Ruskin (1819-1900) è Primo Ministro del Sud Africa, a quel tempo una colonia britannica. Egli è in grado di sfruttare e controllare le ricchezze del Sud Africa costituite dall'oro e dai diamanti. Rhodes opera per condurre tutte le zone abitabili del mondo sotto la guida di un'élite dominante. A questo scopo, egli usa parte della sua immensa ricchezza per istituire le famose Rhodes Scholarships («Borse di Studio Rhodes»).1893 – La Società Teosofica patrocina un Parlamento Mondiale delle Religioni che si tiene a Chicago. Lo scopo di questo Congresso interreligioso, il primo incontro ecumenico della Storia, è di introdurre in Occidente concetti induisti e buddisti come la credenza nella reincarnazione (l'odierno movimento ecumenico internazionale non fa altro che perseguire questo obiettivo, funzionale all'instaurazione della Repubblica Giudeo-massonica universale e all'annacquamento della somma Verità incarnata dal Cattolicesimo – Ndr).

     

     Primo ventennio del Novecento                                        

    1911 – Il Partito Socialista Inglese pubblica un opuscolo intitolato Socialism and Religion («Socialismo e religione»), nel quale si afferma chiaramente la posizione del Partito a proposito del cristianesimo:

     

           «è dunque una verità profonda che il socialismo è il nemico naturale della religione.

                                     Un socialista cristiano è infatti un anti-socialista.

                                          Il cristianesimo è l'antitesi del socialismo».

    1912 – Il Colonnello Edward Mandell House (1858-1938), un consulente del presidente statunitense Woodrow Wilson (1856-1924), pubblica Phillip Dru: Administrator, un'opera in cui promuove il «socialismo come lo aveva sognato Karl Marx». – 3 febbraio 1913 – Il 16º Emendamento alla Costituzione americana, che rende possibile al Governo Federale di imporre una tassa progressiva sul reddito, viene ratificato. Anche il punto programmatico nº 2 de Il Manifesto del Partito Comunista insisteva sulla necessità di un'imposta progressiva sul reddito (8).

    (8) In Canada, l'imposta sul reddito venne presentata nel 1917, come una «misura temporanea» per finanziare lo sforzo bellico.

    1913 – Il presidente Woodrow Wilson pubblica The New Freedom («La nuova libertà»), un libro in cui rivela quanto segue: «Da quando sono entrato in politica, molte persone mi hanno confidato privatamente le loro idee. Alcuni dei più grandi uomini degli Stati Uniti, nel campo del commercio e dell'industria, hanno paura di qualcuno, hanno paura di qualcosa. Essi sanno che in qualche luogo esiste un potere così organizzato, così sottile, così attento, così collegato, così completo e così penetrante che è meglio parlarne sottovoce quando ne parlano per condannarlo». 23 dicembre 1913 – Viene creata la Federal Reserve (in realtà non è né federale né una riserva, ma un'istituzione privata: il più potente ed autoritario cartello bancario del pianeta – Ndr). Essa era stata progettata nel corso di una riunione segreta tenuta nel 1910 sull'Isola di Jekyll, in Georgia, da un gruppo di banchieri e statisti, tra cui anche il Colonnello Edward Mandell House. Questo organismo trasferisce il potere di stampare il denaro dal Governo americano ad un gruppo privato di banchieri. Il Federal Reserve Act viene approvato in tutta fretta poco prima delle feste natalizie. Il membro del Congresso Charles A. Lindbergh Sr., padre del noto aviatore, avverte:

     

         «Questo decreto instaura il più gigantesco gruppo monopolistico della Terra.

    Quando il presidente firmerà questo atto, il governo invisibile del potere monetario,

     la cui esistenza è stata provata dal Money Trust Investigation, verrà legalizzato» (9).

    (9) Cfr. Congressional Record, vol. LI, pag. 1446. Discorso del 22 dicembre 1913.

    1916 – Tre anni dopo aver approvato il Federal Reserve Act, il presidente Woodrow Wilson osserva: «Sono l'uomo più infelice. Ho inconsapevolmente rovinato il mio Paese. Una grande nazione industriale è controllata dal suo sistema di credito. Ora il nostro sistema di credito è concentrato. Perciò, la crescita della nazione e tutte le nostre attività è nelle mani di pochi uomini. Stiamo per diventare un Paese mal governato, completamente controllato e dominato del mondo civilizzato. Non più un governo in cui c'è libertà di opinione, non più un governo guidato dalla convinzione e dal voto della maggioranza, ma un governo pilotato dall'opinione e dalla prigionia voluta da un piccolo gruppo dominante di uomini» (10)1917 – Grazie all'aiuto del sistema bancario internazionale (Ndr) e dei finanzieri di New York e di Londra, Vladimir Lenin (1870-1924) riesce a rovesciare il governo della Russia. Più tardi, Lenin dirà circa l'apparente contraddizione dei collegamenti tra grande capitale e comunismo:

       «Esiste anche un'altra alleanza – a prima vista strana e sorprendente –

                   ma che se ci si pensa è ben fondata e facile da capire.

          Questa alleanza è tra i nostri capi comunisti e i vostri capitalisti»

                                  (ricordate la dialettica hegeliana?)

    (10) Cfr. W. Wilson, The New Freedom: A Call for the Emancipation of the Generous Energies of a People, Doubleday, Page & Company, New York and Garden City, 1913.

    30 maggio 1919 – Durante una riunione convocata dal Colonnello House, personaggi influenti inglesi e personalità americane fondano a Londra il Royal Institute of International Affairs e l'Institute of International Affairs negli Stati Uniti. A tale incontro partecipano vari socialisti appartenenti alla Fabian Society, incluso il celebre economista inglese John Maynard Keynes (1883-1946).

     

     Gli Anni '20                                                                   

    1920Winston Churchill (1874-1965) riconosce il collegamento tra gli Illuminati di Baviera e la Rivoluzione bolscevica in Russia. Egli osserva: «Questo movimento tra gli ebrei non è affatto nuovo. Dai giorni di Spartacus-Weishaupt a quelli di Karl Marx, di Trotsky, di Bela Kun, di Rosa Luxemburg e di Emma Goldman, questa cospirazione mondiale per il rovesciamento della civiltà e per la ricostituzione della società sulla base di uno sviluppo frenato, di una malevolenza invidiosa e di un'impossibile uguaglianza è costantemente avanzata. Essa ha avuto un ruolo assolutamente riconoscibile nella tragedia della Rivoluzione Francese. è stata la molla di ogni movimento sovversivo durante il XIX secolo, e ora finalmente questa banda di straordinarie personalità che provengono dalla malavita delle grandi città d'Europa e d'America hanno preso per i capelli i russi e sono praticamente divenuti i padroni incontrastati di quell'enorme impero» (11).

     

    (11) Cfr. W. Churchill, «Zionism versus Bolshevism» («Sionismo contro bolscevismo»), in Illustrated Sunday Herald, febbraio 1920. Tutti i rivoluzionari citati da Churchill nel suo articolo erano ebrei, così come lo furono e lo sono tutt'oggi quasi tutti gli animatori della cospirazione.

     

    19201931Louis T. McFadden (1876-1936) è presidente dell'House Committee on Banking and Curency. A Riguardo della Federal Reserve, come membro del Congresso, nota McFadden: «Quando il Federal Reserve Act è stato approvato, gli americani non hanno percepito che si trattava dell'instaurazione di un sistema bancario mondiale. Una sorta di super-Stato controllato dai banchieri e dagli industriali internazionali che agiscono di concerto per asservire il mondo al loro capriccio.

     

               Ogni sforzo è stato fatto dalla Federal Reserve per celare i suoi poteri,

                   ma la verità è che questa entità ha usurpato il ruolo del governo.

                Essa controlla tutto, e controlla tutte le nostre relazioni con l'estero.

                                 Essa costituisce e destituisce governi a volontà».

    A proposito della Grande Depressione del 1929 e dell'accettazione da parte del Paese del New Deal proposto dalla Federal Reserve, egli asserisce:

     

    «Non si è trattato di un evento accidentale. è stato un avvenimento attentamente preparato.

          I banchieri internazionali hanno cercato di provocare una condizione di disperazione

                              in modo da emergere come i dominatori di noi tutti» (12).

    (12) Cfr. Congressional Record, del 10 giugno 1932.

     

    1921 – Il Colonnello House riorganizza il ramo americano dell'Institute of International Affairs trasformandolo nel Council on Foreign Relations (CFR) (13).15 dicembre 1922 – Il Council on Foreign Relations esalta il Governo Mondiale sulla sua rivista Foreign Affairs. Scrive l'autore Philip Kerr: «è chiaro che non ci sarà alcuna pace né prosperità per tutta l'umanità finché la Terra resterà divisa in cinquanta o sessanta Stati indipendenti, fino a quando un tipo di sistema internazionale verrà creato. Il vero problema di oggi è quello del Governo Mondiale». 1928 – Viene pubblicato il libro di Herbert Gordon Wells (1866-1946) intitolato The Open Conspiracy: Blue Prints for a World Revolution («La cospirazione aperta: modelli di una rivoluzione mondiale»; Doubleday, Doran and Company, New York). Ex socialista della Fabian Society, Well scrive:

     

             «La politica mondiale della Cospirazione Aperta deve indebolire,

                       cancellare, incorporare e sostituire i governi esistenti.

    La Cospirazione Aperta è l'erede naturale degli entusiasmi socialisti e comunisti;

                        potrebbe governare a Mosca prima che a New York.

             Il carattere della Cospirazione Aperta sarà esposto chiaramente.

                                        Essa sarà una religione mondiale».

    (13) Nei successivi sessant'anni, l'80% dei posti di comando in ogni amministrazione – sia democratica che repubblicana – è stato occupato da membri appartenenti a questa organizzazione.

     

     Dagli Anni '30 alla Seconda Guerra Mondiale                

    1933 – Viene stampata l'opera di Herbert Gordon Wells The Shape of Things to Come («La forma delle cose a venire»). Wells predice una Seconda Guerra Mondiale che scoppierà circa nel 1940, e sarà originata da una disputa tedesco-polacca. Dopo il 1945, ci sarebbe stata una crescente mancanza della sicurezza pubblica in aree «criminalmente infette». Il piano per il «moderno Stato Mondiale» sarebbe riuscito al suo terzo tentativo, e sarebbe scaturito da qualcosa che sarebbe accaduto a Basra, in Iraq. Inoltre, il libro afferma:

     

    «Sebbene il Governo Mondiale sia stato pianificato per realizzarsi in diversi anni,

          e benché sia stato sconfinatamente temuto e non visto di buon occhio,

                                   esso non troverà alcuna opposizione».

     

    1933 – L'emblema dell'Ordine degli Illuminati di Baviera appare sul rovescio della banconota americana da un dollaro. Alla base della Piramide tronca, composta da tredici piani, è possibile leggere la data dell'anno di fondazione della sètta: 1776 (MDCCLXVI, in numeri romani). L'Occhio che irradia la sua luce in tutte le direzioni è l'Occhio onniveggente che rappresenta la Società Segreta fondata da Weishaupt. Il motto latino «Annuit cœptis» significa «la nostra impresa (la cospirazione) sarà coronata da successo» Sotto, le parole «Novus Ordo Seclorum» svelano lo scopo dell'impresa: la costituzione di un «Nuovo Ordine Sociale» o un «Nuovo Ordine Mondiale». – 21 novembre 1933 – In una lettera al Colonnello Edward Mandell House, il presidente Franklin Delano Roosevelt (1882-1945) scrive:

     

                             «La verità è – come io e lei ben sappiamo –

                   che fin dai giorni della presidenza di Andrew Jackson,

          un elemento finanziario si è impossessato del nostro Governo».

    Marzo 1942 – In un articolo, la rivista Time affronta il tema del Federal Council of Churches («Consiglio Federale delle Chiese»), che più tardi diverrà il National Council of Churches («Consiglio Nazionale delle Chiese»), una parte del World Council of Churches («Concilio Mondiale della Chiese»), sottolineando lo sforzo per instaurare un'autorità religiosa globale. Un comitato di direzione di questo organismo si dichiara favorevole a:

     

    • Un Governo Mondiale dei poteri delegati;

    • Forti e immediate limitazioni alla sovranità nazionale;

    • Controllo internazionale su tutti gli eserciti e sulla marina militare.

    I rappresentanti (375) di alcune delle trenta denominazioni asseriscono che «un nuovo ordine della vita economica è sia imminente che imperativo» – un nuovo ordine che sia realizzerà certamente o «attraverso la cooperazione volontaria all'interno della struttura della democrazia o attraverso una rivoluzione esplosiva». – 28 giugno 1945 – Durante un discorso tenuto a Kansas City, il presidente americano Harry Truman (1884-1972) glorifica il Governo Mondiale:

     

           «Sarà facile per le nazioni confederarsi in una Repubblica Mondiale

              come per noi lo è stato riunirsi in una federazione di Stati Uniti».

    24 ottobre 1945 – Lo statuto delle Nazioni Unite diventa effettivo: nasce l'ONU (il terreno fu donato dai Rockefeller – Ndr). In quella stessa data, il senatore dell'Idaho Glen Hearst Taylor (1904-1984) presenta al Senato la Risoluzione nº 183, in cui si fà appello al Senato americano affinché si dichiari favorevole alla creazione di una Repubblica Mondiale che includa una forza di polizia internazionale. La stessa Guerra Mondiale viene fomentata dai principali potentati massonico-governativi per destabilizzare l'Europa e il mondo e spianare la strada alla falsa democrazia e alle repubbliche massoniche, che avrebbero concorso al lavoro delle società segrete verso la progressiva abolizione delle sovranità nazionali e verso la creazione di organismi mondialisti a carattere continentale, come l'UE (Ndr).  Nel 1948 nasce lo Stato illegittimo d'Israele (Ndr) a spese del popolo palestinese (cristiano e mussulmano) quale coronamento del sogno della giudeo-massoneria e del sionismo internazionale: movimento politico filo ebraico e filo-massonico fondato da Theodor Hertzl (Ndr).

     

     Gli Anni Cinquanta                                                          

    7 febbraio 1950 – L'ebreo James P. Warburg (1896-1969), membro eminente dell'Alta Finanza internazionale e del Council on Foreign Relations, dichiara davanti al Sottocomitato per le Relazioni con l'Estero del Senato statunitense:

     

                «Che vi piaccia o no, avremo un Governo Mondiale, o col consenso o con la forza».

    9 febbraio 1950 – Il Sottocomitato per le Relazioni con l'Estero del Senato presenta la Risoluzione nº 66 che afferma: «Per poter realizzare la pace e la giustizia universale, il presente Statuto delle Nazioni Uniti dovrebbe essere mutato per offrire una vera Costituzione mondiale» (14).1952 – La World Association of Parliamentarians for World Government («L'Associazione Mondiale dei Parlamentari per il Governo Mondiale») stende una mappa progettata per illustrare come le truppe avrebbero occupato e controllato le sei regioni in cui gli Stati Uniti e il Canada sarebbero stati divisi come parte del loro piano di un Governo Mondiale.1954 – Il principe Bernardo d'Olanda (1911-2004) crea il Bilderberg Club: statisti e banchieri internazionali che si incontrano segretamente su una base annuale. – 1954Bella V Dodd, ex dirigente del Partito Comunista Americano, convertitasi al cattolicesimo, scrive "The School of Darkness" (La Scuola delle Tenebre) denunciando il complotto ordito dal comunismo (dietro la regia della giudeo-massoneria) per destabilizzare e sovvertire tutte le istituzioni ed in particolare il nemico più odiato: la Chiesa Cattolica. La Dodd denuncia l'infiltrazione di 1100 falsi sacerdoti massoni all'interno della Chiesa, per destabilizzarla ed annientarla dall'interno (Ndr) – 25 gennaio 1959 (Ndr) – Viene aperto il Concilio Vaticano II, che segna una pesantissima infiltrazione delle forze sovversive giudeo-massoniche all'interno della Chiesa Cattolica: inizia una profonda guerra spirituale e dottrinale all'interno della Chiesa.

     

    (14) Cfr. J. P. Baratta, The Politics of World Federation: From World Federalism to Global Governance («Le politiche della Federazione Mondiale: dal Federalismo Mondiale al Governo Globale»), 2003, pag. 582.

     

     Gli Anni Sessanta                                                               

    1961 – Il Documento nº 7277, pubblicato dal Dipartimento di Stato USA, intitolato Freedom From War: The U.S. Program for General and Complete Disarmament in a Peaceful World («Libertà dalla guerra: il programma americano per il disarmo completo e generale in un mondo pacificato»), descrive un piano in tre fasi per disarmare tutte le nazioni e armare l'ONU in vista di una tappa finale in cui si afferma che «nessuno Stato dovrebbe avere il potere militare per sfidare la Forza di Pace progressivamente fortificata delle Nazioni Unite». – Il 27 aprile 1961 il presidente statunitense John Fitzgerald Kennedy tenne un coraggioso e famoso discorso, denunciando la cospirazione mondialista (Ndr):

     

    " Signore e signori, la parola "segretezza" è ripugnante in una società libera e aperta e noi, come popolo, ci siamo opposti, intrinsecamente e storicamente, alle società segrete, ai giuramenti segreti e alle riunioni segrete. Siamo di fronte, in tutto il mondo, ad una cospirazione monolitica e spietata, basata soprattutto su mezzi segreti per espandere la sua sfera d'influenza, sull'infiltrazione anziché sull'invasione, sulla sovversione anziché sulle elezioni, sull'intimidazione anziché sulla libera scelta.

    È un sistema che ha reclutato ampie risorse umane e materiali nella costruzione di una macchina affiatata, altamente efficiente, che combina operazioni militari, diplomatiche, di intelligence, operazioni economiche, scientifiche e politiche.  Le sue azioni non vengono diffuse, ma tenute segrete. I suoi errori non vengono messi in evidenza, ma vengono nascosti. II suoi dissidenti non sono elogiati, ma ridotti al silenzio.

    Nessuna spesa viene contestata. Nessun segreto viene rivelato. Ecco perché il legislatore ateniese Solone decretò che evitare le controversie fosse un crimine per ogni cittadino. Sto chiedendo il vostro aiuto nel difficilissimo compito di informare e allertare il popolo americano. Convinto che con il vostro aiuto l'uomo diventerà ciò che per cui è nato: un essere libero e indipendente " .

    4 giugno 1963Kennedy firma l'ordine esecutivo 11110, con il quale (seguendo l'esempio di Abramo Lincoln) emette biglietti di stato sgravati da debito per contrastare il monopolio della Federal Reserve e l'azione della Grande Usura legalizzata esercitata dal sistema bancario-massonico – 22 novembre 1963 – Viene assassinato a Dallas il Presidente Kennedy: egli  – 1966 – Il professor Carroll Quigley (1910-1977), il mentore di Bill Clinton all'Università di Georgetown, è l'autore di un grosso volume intitolato Tragedy and Hope: A History of the World in Our Time («Tragedia e speranza: una storia del mondo nel nostro tempo»), in cui afferma:

     

              «Esiste ed è esistita per una generazione, una rete internazionale

                che opera, con una certa estensione, nello stesso modo radicale

                                             in cui agiscono i comunisti.

           Infatti, questa rete, che possiamo identificare con il nome "Round Table"

    (cui fondatore fu Lionel George Curtis, il padre spirituale del Commonwealth Britannico – Ndr),

          non ha nessun problema a collaborare con i comunisti, o con altri gruppi,

                                 e si comporta spesso in questa maniera.

    Io conosco le attività di questa rete perché la studio da vent'anni e ho avuto il permesso per due anni, nei primi anni Sessanta, di esaminare le sue carte e i suoi documenti segreti. Non provo avversione per questa rete e per la maggior parte dei suoi scopi, e sono stato, per molti anni della mia vita, vicino ad essa e a numerosi dei suoi strumenti. Ho nutrito qualche riserva, sia in passato che recentemente, su alcune delle sue linee di condotta, ma in generale la mia principale discordanza di opinione è che essa vuole rimanere segreta, mentre io credo che il suo ruolo nella Storia sia così significativo da meritare di essere conosciuto». –

     

     Gli Anni Settanta                                                              

    Aprile 1972 – Nel suo punto chiave indirizzato all'Association for Childhood Education International («Associazione Internazionale per Istruzione dell'Infanzia»), Chester M. Pierce, docente di Educazione e Psichiatria alla Facoltà di Medicina dell'Università di Harvard, afferma:

     

    «Ogni bambino americano che accede alle istituzioni scolastiche all'età di cinque anni

        è alienato perché viene a scuola ancora legato all'ideale di patria, ai suoi genitori

                                  e alla credenza in un Essere soprannaturale.

           Tocca a voi, cari insegnanti, fare in modo che tutti questi bambini ammalati

                             divengano il bambino internazionale del futuro».

    Luglio 1973 – Il banchiere internazionale ebreo, membro fedele del sovversivo Council on Foreign Relations, David Rockefeller, fonda una nuova organizzazione chiamata Trilateral Commission («Commissione Trilaterale»), il cui scopo ufficiale è «armonizzare la politica, le relazioni economiche, sociali e culturali tra le tre più grandi regioni economiche del mondo» (da qui il nome «Trilaterale»). Egli invita il futuro presidente Jimmy Carter a divenirne uno dei membri fondatori. Zbigniew Brzezinski è il primo direttore dell'organizzazione. Secondo detto organismo, le tre maggiori aree economiche del mondo sono: l'Europa, il Nord America e l'Estremo Oriente (Giappone, Corea del Sud, Taiwan, ecc…). Se, con il pretesto di dover congiungere le forze per essere in grado di affrontare la competizione economica con le due altre regioni economiche, i Paesi membri di ognuna di queste tre regioni decidono di unificarsi in un solo Paese formando tre super-Stati, il Governo Mondiale diverrà molto più vicino. Come i socialisti della Fabian Society, la Trilateral Commission realizza passo dopo passo lo scopo finale (il Governo Mondiale). Il social-comunismo è la nuova religione laica prescelta per realizzare quest'opera, surrogandosi nell'animo delle masse al posto dell'odiato cattolicesimo. A livello economico invece viene perseguito il modello liberal-capitalista, per poter accelerare la privatizzazione, il controllo delle ricchezze mondiali e la globalizzazione, mediante l'abolizione delle frontiere tra gli stati, l'abolizione del protezionismo e gli accordi di libero scambio internazionale (Ndr), 

     

                 Tale mèta è stata quasi raggiunta in Europa con il Trattato di Maastricht,

                    che è stato perfezionato nel 1993, costringendo tutti i Paesi membri

                        della Comunità Europea ad abolire le loro barriere commerciali

                                   e a consegnare le loro politiche valutarie e fiscali

                       ai tecnocrati della Commissione Europea di Bruxelles, in Belgio.

              Nel gennaio del 2002, tutti i Paesi che hanno aderito alla Comunità Europea

    abbandonano le loro valute nazionali sostituendole con un'unica valuta comune: l'euro.

    Inoltre, il Trattato di Nizza rimuove diversi poteri nazionali per affidarli alla Commissione Europea. Quello che era stato iniziata quasi innocentemente nel 1952 come la CEE (Comunità Economica Europea) e prima ancora con un'autorità comune per regolare il commercio del carbone e l'industria dell'acciaio fra le nazioni europee (CECA – Ndr – organismo che realizza di fatto il commissariamento e controllo delle riserve energetiche dei paesi aderenti – Ndr), viene finalmente trasformata in un super-Stato europeo. Jean Monnet (1888-1979), un economista socialista francese e fondatore della CEE, aveva questo in mente quando disse:

     

                  «Un'unione politica seguirà inevitabilmente un'unione economica».

     

    Inoltre, egli affermò nel 1948: «La creazione di un'Europa Unita dev'essere considerata un passo essenziale verso la creazione di un mondo unito», realizzando il sogno mondialista del padre spirituale dell'Unione Europea, o Paneuropa, il massone sionista Richard Kalergi, amico di Theodor Hertzl (Ndr). A riguardo l'area del Nord America, la fusione dei suoi Paesi membri è in corso con il passaggio di libero scambio tra il Canada e l'USA, e poi con il Messico. Si suppone che in futuro questo accordo di libero scambio includerà anche tutti i Paesi dell'America Centrale e del Sud, con una sola valuta per tutti. – 1973 – Il Club di Roma, un organismo (mondialista di matrice massonica – Ndr) che agisce per conto dell'ONU, pubblica un rapporto intitolato Regionalized and Adaptive Model of the Global World System («Modello regionalizzato e adattabile del Sistema Globale Mondiale»). Tale rapporto suddivide il mondo intero in dieci regioni.1979 – Alla Federal Emergency Management Agency («Agenzia Federale per la Gestione dell'Emergenza») vengono conferiti enormi poteri.

     

              In caso di «emergenza nazionale», essa ha il potere di sospendere le leggi,

    di spostare intere popolazioni, di arrestare e incarcerare cittadini senza alcun mandato

                                e di tenerli in prigione senza un regolare processo.

            Essa può confiscare proprietà, approvvigionamenti, cibo, sistemi di trasporto,

                                             e può sospendere la Costituzione.

    Non solo essa è l'ente più potente degli Stati Uniti, ma non è stata creata mediante una legge costituzionale emanata dal Congresso. La Federal Emergency Management Agency è stata creata mediante un ordine esecutivo presidenziale. Un ordine esecutivo diventa una legge semplicemente se firmato dal presidente; esso non dev'essere approvato dai rappresentanti o dai senatori del Congresso. Ad esempio, lo stato di «emergenza nazionale» potrebbe essere causato da un attacco terroristico (reale o indotto: vedi 11 Settembre – Ndr) , da una catastrofe naturale, o da un crollo della borsa. Ecco alcuni ordini esecutivi che permettono alla Federal Emergency Management Agency di sospendere la Costituzione e la Carta dei Diritti. Tali ordini sono in vigore da quasi trent'anni, e potrebbero messi in atto in qualsiasi momento dalla penna presidenziale (i contenuti sono a dir poco inquietanti e dipingono un sistema dittatoriale – nascosto dietro il falso velo della "Democrazia" – mai visto sulla faccia della Terra – Ndr):

     

    • Nº 10995: Diritto di confisca di tutti i mezzi di comunicazioni degli Stati Uniti;

    • Nº 10997: Diritto di confisca di ogni forma di energia elettrica, combustibile e minerale, pubblica e privata;

    • Nº 10999: Diritto di confisca di tutti i mezzi di trasporto, inclusi i veicoli personali di ogni genere, e controllo totale di ogni strada pubblica, di ogni porto marittimo e di ogni idrovia;

    • Nº 11000: Diritto di sequestrare qualsiasi individuo e di dividere ogni singola famiglia per creare «forze-lavoro» da trasferire in ogni luogo ritenuto necessario dal Governo;

    • Nº 11001: Diritto di confisca di ogni struttura sanitaria o destinata all'istruzione, e di tutti ogni istituto a scopo sociale, pubblico e privato;

    • Nº 11002: Diritto a costringere alla registrazione tutti gli uomini, tutte le donne e tutti i bambini residenti negli Stati Uniti;

    • Nº 11003: Diritto di confisca di ogni spazio aereo, degli aeroporti e di ogni mezzo aereo;

    • Nº 11004: Diritto alla confisca di ogni attività edilizia e finanziaria per stabilire «aree designate al trasferimento», e costringere la popolazione all'abbandono di aree classificato come «pericolose»;

    • Nº 11005: Diritto di confisca di tutte le ferrovie, delle vie fluviali dell'entroterra e di tutti gli edifici adibiti a deposito, pubblici e privati;

    • Nº 11921: Autorizzati piani per stabilire il controllo statale dei salari e delle retribuzioni, del credito e del flusso di denaro negli istituti di credito americani.

     Gli Anni Ottanta                                                          

    Novembre 1982 (Ndr) – In clima di "Guerra Fredda", si acuisce la fittizia campagna mondiale statunitense contro Mosca; Novembre 1983 (Ndr) – i sovietici sospendono i negoziati per la riduzione degli armamenti strategici (START) iniziati a Washington nel giugno 1982. – 1984 Gorbacev viene ricevuto a Londra da Margaret Thatcher che lo giudicherà un uomo «con il quale si può lavorare». 1985: L'agenda del Nuovo Ordine Mondiale  avanza sulle ali del falso dualismo tra Mikhail Gorbacev e Ronald Reagan: entrato alla Casa Bianca il 20 gennaio 1981, Reagan rianimò propagandisticamente lo spirito di crociata anticomunista contro “l’Impero del Male”: si trattò di uno specchietto per le allodole tale da  confondere le acque, aiutando ad equivocare l'agenda mondialista e lo spirito collaborativo Usa-Russia (Ndr). Febbraio 1986la Perestrojka costituisce una degradazione significativa del tessuto economico russo. 1989 – Caduta del Muro di Berlino e successivo rafforzamento dell'Ue (sulla scorta di una presunta, concordata e fittizia dissoluzione del regime comunista): si ingenerò nell'opinione pubblica la falsa consapevolezza che con il crollo del muro, anche il comunismo si fosse sgretolato (Ndr). Esso al contrario intensificò il suo intreccio occulto con il neoliberismo attraverso l'implementazione a vasto raggio del "metodo democratico" esportato in tutto il mondo, spesso, con la violenza della guerra e delle "rivoluzioni colorate" e "primavere arabe" (Ndr).

     Prima metà degli Anni Novanta                              

    29 gennaio 1991 – Il presidente George Bush Sr., plaude al Nuovo Ordine Mondiale durante un messaggio alla nazione: «Non si tratta soltanto di una piccola nazione, ma di una grande idea: un Nuovo Ordine Mondiale, nel quale nazioni diverse l'una dall'altra si uniscono in un impegno comune per raggiungere un traguardo universale dell'umanità: pace e sicurezza, libertà e Stato di diritto […], per realizzare le aspirazioni universali dell'umanità […], basato su principî condivisi e sulla legge […]. L'illuminazione di mille punti di luce […]. Ora il vento del cambiamento è tra noi». Da notare che la teosofa Alice Bailey (1880-1949) utilizzò l'espressione «punti di luce» per descrivere il processo di illuminazione intellettuale occulta.Giugno 1991 – I leader mondiali si incontrano per un'altra riunione a porte chiuse del Bilderberg Club a Baden Baden, in Germania. In quell'occasione, David Rockefeller afferma:

    «Siamo grati al Washington Post, al New York Times, al Time e alle altre grandi pubblicazioni i cui direttori hanno presenziato alle nostre riunioni e che rispettano le loro promesse di discrezione da quasi quaranta anni. Sarebbe stato impossibile per noi sviluppare il nostro piano mondiale se fossimo stati sotto le luci dei riflettori durante quegli anni. Ma il mondo ora è più sofisticato e più preparato a marciare verso un Governo Mondiale. L'autorità sovranazionale di un'élite intellettuale e di banchieri internazionali è certamente preferibile all'autodeterminazione nazionale praticata nei secoli passati» (15).

    (15) A pag. 405 delle sue Memoirs («Memorie»), scrive David Rockefeller: «Allo stesso modo, c'è chi crede che noi (Rockefeller) siamo parte di una Cabala segreta che opera contro gli interessi degli Stati Uniti, definendo me e la mia famiglia "internazionalisti" e accusandoci di cospirare con altri in tutto il mondo per costruire una struttura politica ed economica globale e più integrata; un mondo unito, se volete. Se questa è l'accusa, mi riconosco colpevole e ne sono orgoglioso».

     

    29 ottobre 1991David Funderburk, ex ambasciatore statunitense in Romania, afferma durante un discorso pubblico tenuto nel North Carolina:

     

      «George Bush si sta circondando di persone che credono in un Governo Mondiale.

        Essi ritengono che il sistema sovietico e il sistema americano siano convergenti».

    21 maggio 1992 – In una nota indirizzata al Bilderberg Club riunito ad Evian, la Francia, l'ex Segretario di Stato Henry Kissinger dichiara: «Oggi, gli americani si sentirebbero oltraggiati se le truppe dell'ONU entrassero a Los Angeles per ripristinare l'ordine; ma un domani sarebbero loro molto grati! Ciò è specialmente vero se venisse loro detto che c'era una minaccia esterna, reale o fittizia, che mette in pericolo la nostra stessa esistenza. Dopo di che, tutti i popoli del pianeta supplicheranno i leader mondiali di liberarli da questo male. L'unica cosa che l'uomo teme veramente è l'ignoto. Di fronte a questo scenario, i diritti individuali verranno soppressi di buon grado purché venga loro garantito l'ordine e la pace garantiti da parte di un Governo Mondiale».20 luglio 1992 – la rivista Time pubblica un articolo intitolato «The Birth of the Global Nation» («La nascita della nazione globale»), di Strobe Talbott, uno studioso di Rhodes, nonché compagno di stanza di Bill Clinton all'Università di Oxford, direttore del Council on Foreign Relations e membro della Commissione Trilaterale  (16), in cui scrive:

     

                               «La nazione, come la conosciamo, diventerà desueta;

                           tutti gli Stati riconosceranno un'unica autorità globale […].

                       Tutte le nazioni sono fondamentalmente convenzioni sociali […].

    Nessuna di queste cose, che a molti sembrano permanenti o persino sacre, sussisteranno;

                     infatti, queste istituzioni sono del tutto artificiali e provvisorie […].

                   Dopo tutto, la sovranità nazionale non è stata una grande idea […].

       Ma è chiaro che gli eventi nel nostro secolo, meraviglioso e terribile allo stesso tempo,

                       vanno necessariamente in direzione di un Governo Mondiale».

    (16) Talbott è stato ominato Deputato Ministro di Stato dal presidente Clinton.

    1993 – Un secondo Parlamento Mondiale delle Religioni si riunisce a Chicago in occasione del 100º anniversario del primo Convegno. Come durante il precedente incontro, si cerca di riunire tutte le religioni del mondo in un'«unica cosa armoniosa», ma si tenta anche di farle amalgamare attraverso gli elementi originali delle loro credenze comuni. Le religioni tradizionali monoteistiche, come il cristianesimo, sono considerate incompatibili con l'«illuminazione individuale», e devono essere quindi drasticamente modificate. 18 luglio 1993 – Il membro del Council on Foreign Relations e della Commissione Trilaterale (l'ebreo) Henry Kissinger scrive sul Los Angeles Times, a proposito North American Free Trade Agreement:

     

       «Quello che il Congresso dovrà ratificare non è un semplice accordo commerciale,

                           ma l'architettura di un nuovo sistema internazionale […],

                                un primo passo verso un nuovo Ordine Mondiale».

    1994 – Nello Human Development Report («Rapporto sullo Sviluppo Umano»), pubblicato dal Programma di Sviluppo dell'ONU, c'è una sezione intitolata «Global Governance for the 21st Century»Governo Globale per il XXI secolo»). L'amministratore di questo programma è stato nominato da Bill Clinton. Il suo nome è James Gustave Speth. La frase di apertura del rapporto dice:

     

      «I problemi dell'umanità non possono più essere risolti da un governo nazionale.

                           Ciò di cui abbiamo bisogno è un Governo Mondiale.

            Esso può essere realizzato rafforzando il sistema delle Nazioni Unite».

    3 maggio 1994 – Il presidente Bill Clinton firma la Direttiva Presidenziale nº 25, e poi la classifica top secret in modo che gli americani non possano sapere nulla del suo contenuto (17).23 settembre 1994 – I mondialisti si rendono conto che un numero crescente di persone inizia a prendere coscienza di cosa sta accadendo; essi dispongono di un tempo limitato per perfezionare le loro politiche. Parlando alla cena degli ambasciatori alle Nazioni Unite, David Rockefeller commenta:

     

    «La presente finestra di opportunità, durante la quale è probabile che venga edificato

                        un Ordine Mondiale veramente pacato ed interdipendente,

                                non rimarrà ancora aperta per molto tempo […].

                                  Siamo sul limite di una trasformazione globale.

                    Tutto ciò di cui abbiamo bisogno è della crisi per eccellenza,

                            e le nazioni accetteranno il Nuovo Ordine Mondiale».

    (17) Il sommario del PDD-25, reso pubblicato ai membri di Congresso, autorizza il presidente a prendere il controllo delle unità militari americane e di porsi al comando dell'ONU.

     Seconda metà degli Anni Novanta                               

    Marzo 1995 – I delegati dell'ONU si incontrano a Copenaghen, in Danimarca, per discutere i vari metodi per imporre tasse globali agli abitanti del mondo.Settembre 1995 – La rivista Popular Science descrive un'installazione top secret della Marina Militare Americana chiamata HAARP (High-Frequency Active Auroral Research Program), nello Stato dell'Alaska. Questo progetto sarebbe in grado di irradiare una potente energia radioattiva nella parte superiore dell'atmosfera della Terra. Una delle mète del programma è di sviluppare la capacità di «manipolare il clima a livello locale» utilizzando le tecniche ideate da Bernard Eastlund  (18).

     

    (18) Questo programma è stato iniziato nel 1990.

     

    27 settembre 1995 – Ha luogo a San Francisco il World Forum, patrocinato dalla Fondazione Gorbachev. Il presidente della Fondazione Jim Garrison guida la riunione che raccoglie grandi personalità provenienti da tutto il mondo, inclusa Margaret Thatcher, Maurice Strong, George Bush, Mikhail Gorbachev e altri. La conversazione verte sull'unicità dell'umanità e sul futuro Governo Globale. Tuttavia, il termine «Governo Globale» viene usato al posto di «Nuovo Ordine Mondiale», giacché il secondo è divenuto un peso politico, un vocabolo che mette in stato di allerta gli oppositori del Governo Globale.1996 – Viene pubblicato un rapporto dell'ONU intitolato Our Global NeighborhoodIl nostro vicinato globale»), di 420 pagine. Esso delinea un piano per il «Governo Globale» in cui si caldeggia una Conferenza Internazionale sul Governo Globale nel 1998 allo scopo di sottoporre al mondo i trattati e gli accordi necessari da ratificare entro l'anno 2000. 

     

     Terzo Millennio: l'ultimo ventennio                              

     

    11 settembre 2001 (Ndr): l'attentato alle Torri Gemelle (pilotato dai mondialisti), apre la strada dell'occupazione militare degli Usa delle ultime aree di resistenza mediorientali e africane (Ndr). 1 gennaio 2002  In Europa viene adottato l'euro: moneta unica emessa a debito dalla BCE, studiata dai mondialisti, che genererà una spaventosa spinta inflazionistica e recessiva nei paesi dell'Eurozona. A Madrid, il 6 maggio 2002, il presidente del Messico Vicente Fox affermerà:
     

          «Infine, il nostro obiettivo a lungo termine è di stabilire con gli Stati Uniti,

                       ma anche con il Canada, altro nostro partner regionale,

    un insieme di collegamenti e di istituzioni simili a quelli creati dall'Unione Europea».

    2003 – Il mondo è sull'orlo di un'altra Guerra Mondiale», e lo «stato di emergenza» viene evocato dai mondialisti per imporre la legge marziale e magari anche un microchip universale da inserire sotto la pelle… Intanto gli Usa avviano la "Guerra Preventiva" in Medioriente. 30 dicembre 2006 (Ndr) – Viene giustiziato Saddam Hussein, sulla base di una falsa accusa: detenere armi di distruzione di massa (Ndr). 2007 (Ndr) – il mondialismo, dietro il paravento della crisi della Lehmann Brothers e dei mutui subprime, innesca una spirale recessionistica ed una crisi indotta e fittizia a livello globale: la moneta-debito bancaria e l'euro in Europa (grazie agli accordi di Basilea 3 e all'azione criminale delle agenzie di rating) mandano in tilt l'economia di intere nazioni: falliscono centinaia di migliaia di aziende e il numero dei suicidi cresce a livello esponenziale, proporzionale all'incremento del tasso di povertà ed inversamente proporzionale alla caduta del tasso di natalità dei paesi aderenti all'Eurozona (specie quelli cattolici ed ortodossi: i più colpiti); 2009 (Ndr) Il sistema bancario-massonico internazionale spinge il neonato Bitcoin: moneta mondiale elettronica, destinata (nel loro piano ideale) ad ottenere il controllo delle ricchezze reali delle masse e a facilitarne il controllo su scala mondiale, mediante il sistema blockchain (Ndr); 15 marzo 2011 (Ndr) Scoppia la Guerra di aggressione in Siria. Intanto si cerca di accelerare il processo di globalizzazione e di perfezionare gli ultimi accordi di libero scambio a livello internazionale (Ndr). I mondialisti fomentano l'iper-immigrazione di massa in Europa, in attuazione del "Piano Kalergi" (Ndr) e, a livello internazionale, sono a un passo dalla realizzazione della grande opera giudeo-massonica del "Nuovo Ordine Mondiale", ma con l'aiuto di Dio, essi non avranno l'ultima parola!

     

    Traduzione dall'originale inglese A history of the New World Order

    a cura di Paolo Baroni / Centro San Giorgio

    integrazioni e note a cura di Sergio Basile / Redazione Qui Europa

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    Le origini ebraiche della Massoneria – 1

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    Le origini ebraiche della Massoneria – 2 – Riti, termini, simboli

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  • Genova e la tragedia del Ponte Morandi: aveva ragione Ezra Pound

    Genova e la tragedia del Ponte Morandi: aveva ragione Ezra Pound

    Martedì, 14 agosto / 2018

    – di Roberto Pecchioli

     Redazione Quieuropa, Roberto Pecchioli,  Genova,  Ponte Morandi,  Crollo, tragedia, usura, Pound  

    Genova e la tragedia del Ponte Morandi: aveva ragione

    Ezra Pound

    Un'opera così non può crollare dopo soli 50 anni…

    Senza sovranità  monetaria assistiamo, ogni giorno che passa,

    alla demolizione programmata della Nazione

     

    di Roberto Pecchioli 

    con integrazioni a cura di Sergio Basile

    Crollo Ponte Morandi Genova

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Non volevamo crederci…                                         

    Genova – di Roberto Pecchioli Non volevamo crederci. Il crollo del Ponte Morandi, che noi genovesi, con una punta di provincialismo da colonizzati chiamavamo ponte di Brooklyn, è una tragedia sconvolgente, per il suo carico di vittime, dolore, distruzione e per le conseguenze terribili che si trascineranno per anni. Non è il tempo degli sciacalli, ma dei soccorsi, del cordoglio, dell’aiuto, della collaborazione. Tuttavia, non si può tacere, tenere a freno la collera per un’altra tragedia sinistramente italiana:

                un’opera di quell’importanza non può crollare dopo soli 50 anni.

    Per chi scrive c’è un che di personale, quasi di intimo nel dolore di queste ore. Bambini, partecipammo nel 1967 all’inaugurazione del ponte con tutte le scolaresche di Genova. Muniti di bandierina tricolore, appostati di fronte al palco, seguimmo la cerimonia, vedemmo con la meraviglia dell’età il Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat attorniato da uomini in alta uniforme e dall’imponente figura del grande cardinale Siri, storico arcivescovo della città. Abbiamo percorso migliaia di volte quel ponte lunghissimo, settanta metri sopra la vallata del torrente Polcevera piena di case popolari e capannoni industriali della ex Superba, ogni giorno per decenni lo abbiamo visto e sfiorato andando al lavoro. Non c’è più ed è colpa di qualcuno. Parlano di fulmini, di un intenso nubifragio e di cedimento strutturale. Aspettiamo a tranciare giudizi, ma nel mattino della vigilia di ferragosto pioveva e basta. Nessuna alluvione, dagli anni 70 ne ricordiamo almeno sei, devastanti, nella città di Genova. Non sappiamo quanti fulmini si siano abbattuti in mezzo secolo sul manufatto dell’ingegner Morandi (pochi sapevano che a lui fosse intitolata l’opera), né quanta pioggia abbia bagnato da allora le imponenti strutture. Non accettiamo, non riconosceremo mai come valida la sbrigativa giustificazione di queste ore. Sarà qualunquismo da Bar Sport,

                   ma ci risulta che ponti romani siano in piedi da due millenni

    e non crediamo nell’incapacità dei progettisti. Però, negli ultimi decenni i crolli sono stati tantissimi, come le tragedie dovute all’incuria, all’insipienza, alla corruzione diffusa.

     L'infrastruttura di base verso la Francia             

    Il ponte (lungo 1182 metri e alto 90) con la strada sopraelevata che corre a mare nella zona centrale della città (gemello del Ponte General Rafael Urdaneta, in Venezuela – foto piccola in alto a destra – e in parte del più vecchio "Ponte Morandi di Catanzaro": ponte ad arcata unica, inaugurato nel 1962, alto 112 metri e lungo poco meno di 500 – foto piccola in basso a destra – Ndr), è l’ultima grande opera di una ex grande città. Nel 1967, Genova era un polo industriale con centinaia di fabbriche, importanti compagnie navali (l’armatore Angelo Costa fu per decenni presidente di Confindustria) la sede europea di multinazionali come Shell, Mobil, Esso, i cantieri navali, il gruppo Ansaldo, il porto più importante del Mediterraneo. Dopo la strada “camionale” del 1935 verso l’appennino, per realizzare la quale con sbocco sul porto fu spianata la montagna di San Benigno che divideva Genova dal suo ponente, il ponte rappresentava l’infrastruttura base per collegare finalmente la Liguria e l’Italia con la Francia. Mezzo secolo dopo, non abbiamo quasi più industrie, Genova ha perso un quarto dei suoi abitanti, è unita al Norditalia, pardon divisa dall’area più produttiva del paese dalla stessa strada degli anni 30, mentre la ferrovia per la Francia ha ancora un lungo tratto a binario unico. Identica sorte per i collegamenti tra i porti di Savona e La Spezia e l’entroterra.

     Da metropoli a cimitero                                          

    Da oggi, dobbiamo sopportare anche la tragedia del crollo della più importante infrastruttura in esercizio, piangere decine di morti e accettare la spiegazione che trattasi di tragica fatalità, pioggia, fulmini e saette. Non ci crediamo perché abbiamo visto all’opera la classe dirigente che ha trasformato in una quarantina d’anni una metropoli in un cimitero. Clientelismo sfacciato, una politica da curatori fallimentari o da necrofori, la grande bruttezza che ha sfigurato il mare e la collina, interi quartieri indegni di una nazione civile, il Diamante, le Lavatrici, il Cep, lo stesso Biscione, parte di Begato, palazzi costruiti esattamente sull’alveo di torrenti pericolosi, con le ricorrenti tragedie di cui siamo stati testimoni. I genovesi, o quel che ne resta, hanno affidato per decenni città, provincia e regione a una classe politica di livello infimo, che ha trascinato in basso il ceto economico e finanziario. E’ crollata l’industria pubblica, la vecchia Cassa di Risparmio, ora Carige, tanto importante da detenere il 4 per cento di Bankitalia, è nella bufera da anni per affari vergognosi, deficit mostruosi e dirigenti condannati in sede penale. La vecchia Italsider, ora Ilva, in gran parte è stata smantellata e quel che resta è sotto minaccia di chiusura. Al suo posto abbiamo una strada a scorrimento (relativamente) veloce, un piccolo sollievo ora che non c’è più il ponte. Il cosiddetto Terzo Valico, ovvero la linea veloce per Milano, in ritardo di almeno 30 anni, va avanti piano, tra polemiche e denari che vanno e vengono. La multinazionale Ericsson ha suonato la ritirata, distruggendo le speranze di un’ “industria pensante” che a Nizza, 190 chilometri da qui, è realtà da decenni ( Sophie Antipolis).

     Una tragedia italiana                                                

    Madamina, il catalogo è questo. Su tutto ciò si abbatte un evento funesto e terribile come il crollo del nostro ponte di Brooklyn. L’autostrada che porta alle luci di Sanremo e all’inferno migrante di Ventimiglia era considerata la più cara d’Italia. Un dubbio privilegio.

                  Ma dov’erano i politici liguri il cui compito era imporre la manutenzione,

           sorvegliare le infrastrutture di una terra che vive essenzialmente di due attività,

                                                      il turismo e i trasporti?

    Abbiamo quattro porti mercantili, raggiungere i quali sino a oggi era difficile, adesso è un’impresa da premio Nobel; alcune delle nostre località sono mete turistiche internazionali, Portofino, le Cinqueterre, Alassio, la Riviera dei Fiori. Ma, dicono le autorità preposte, è bastato un fulmine durante un temporale estivo ad abbattere per duecento metri, esattamente al centro, un ponte costruito decenni dopo il vero ponte di Brooklyn e molti secoli dopo la Lanterna, che guarda dall’alto, illumina le vergogne e ne ha viste tante. Una tragedia italiana, metafora e paradigma di una decadenza iniziata giusto pochi anni dopo la trionfale inaugurazione del ponte. Una città, Genova, che ha anticipato storicamente eventi di portata nazionale. I primi a volere l’unificazione della Patria, i primi nell’industria e nel commercio, ma poi i pionieri della denatalità, del degrado dei centri storici (con Genova, Ventimiglia), della deindustrializzazione, i settentrionali assistiti quasi quanto certe aree del Sud, l’arretratezza delle infrastrutture, i giovani che scappano. Fummo anche tra i primi ad affidarci politicamente alla sinistra: si trattava di una sinistra in gran parte comunista, astiosa, dogmatica, chiusa, testarda.

     Con Usura nessuno ha una solida casa…            

    Hanno regnato su un giardino e lo hanno trasformato in cimitero. Non diciamo e non pensiamo che buttino giù i ponti, ma sta di fatto che le pochissime opere realizzate nell’ultimo mezzo secolo sono le bonifiche delle aree industriali dismesse, al posto delle quali sono sorti poli commerciali legati ai soliti noti (Coop e affini) e varie colate di cemento per erigere imponenti centri direzionali in buona parte deserti, poiché c’è davvero poco da dirigere, da queste parti.  Le opere del passato sono obsolete, come l’invecchiata camionale e la ferrovia, l’autostrada che sbocca in porto è un budello pericoloso con code quotidiane di mezzi pesanti, accedere all’aeroporto è impresa acrobatica, nonostante la vicinanza alla città e la possibilità di costruire una bretella ferroviaria di un chilometro o poco più. Della metropolitana genovese il tacere è bello, poiché non solo è tra le più corte dell’universo, ma le sue stazioni sono soggette a frequenti allagamenti. Il ponte che univa le due parti della Liguria da oggi non c’è più. Viene il magone al pensiero di ciò che era, visto e vissuto con i nostri occhi, e ciò che è, ma ancor più fa tremare la certezza che da molte parti d’Italia altri possano descrivere situazioni analoghe o peggiori. Per questo fa tanto soffrire la tragedia del Ponte Morandi, orgoglioso simbolo caduto della nostra infanzia. Oltre il lutto di tante famiglie, è il segnale, un altro, di una nazione che, lei sì, è ormai preda del cedimento strutturale. Se anche fosse vero che un manufatto di migliaia di tonnellate è crollato per un fulmine e un po’ d’acqua, disgraziato davvero il paese dove accadono, giorno dopo giorno, da Nord a Sud, eventi di questo tipo. La tragedia è del 14 agosto. Mezza Italia è chiusa per ferie, l’altra metà implode, si accartoccia su se stessa: cedimento strutturale. Insieme, dichiarano fallimento; bancarotta fraudolenta.

                      Eppure i fondi per far fronte alle manutenzioni straordinarie di questo

              e di altre dozzine di ponti crollati negli ultimi anni, c'erano e ci sarebbero stati!

                              Ci sarebbero in abbondanza: basterebbe stamparli dal nulla,

                  come fa ogni giorno la BCE con il denaro-debito che si annida minaccioso

             nelle nostre tasche e che viene creato senza alcuna riserva aurea a copertura.

                     La moneta infatti, essendo uno strumento puramente convenzionale,

    deve essere stampata in quantità tale da ottimizzare il livello dei beni e servizi di un Paese,

    creando altresì esternalità positive in maniera tale da rendere davvero fruibili i servizi creati

                                                        ed i beni posti sul mercato.

           Ad esempio la manutenzione di un ponte rientra nelle cosiddette esternalità positive:

       infatti non basta costruire una infrastruttura: lo Stato, o meglio il popolo di una nazione,

                              deve anche dotarsi della moneta sufficiente a garantire

                    la sicurezza ed il corretto utilizzo e funzionamento dell'opera creata.

                   Aveva ragione Ezra Pound: "Con usura nessuno ha una solida casa".

           In tempo d'usura programmata (demolizione programmata di una nazione)

    succede questo ed altro! Allora chiediamoci tutti con un briciolo di onestà intellettuale:

                                         se non ora la sovranità monetaria quando?

                                                             (Ndr / Sergio Basile).

     

    Roberto Pecchioli (Copyright © 2018 Qui Europa)

    con integrazioni a cura di Sergio Basile

    partecipa al dibattito: infounicz.europa@gmail.com 

    Segui su Facebook la nuova pagina – Qui Europa news | Facebook

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     Il video del crollo del Ponte Morandi a Genova   

    Il video del crollo in diretta del ponte Morandi a Genova

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     28 – 4 – 2016: Interrogazione sul Ponte Morandi 

    ShowDoc – Interrogazione sullo stato del "Ponte Morandi" – Senato

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      Con Usura – Ezra Pound – Testo e video               

    CANTO XLV, “Contro l’usura” – Ezra Loomis Pound

     

     

     

    Con usura

    Con usura nessuno ha una solida casa
    di pietra squadrata e liscia
    per istoriarne la facciata,
    con usura
    non v’è chiesa con affreschi di paradiso
    harpes et luz
    e l’Annunciazione dell’Angelo
    con le aureole sbalzate,
    con usura
    nessuno vede dei Gonzaga eredi e concubine
    non si dipinge per tenersi arte
    in casa, ma per vendere e vendere
    presto e con profitto, peccato contro natura,
    il tuo pane sarà staccio vieto
    arido come carta,
    senza segala né farina di grano duro,
    usura appesantisce il tratto,
    falsa i confini, con usura
    nessuno trova residenza amena.
    Si priva lo scalpellino della pietra,
    il tessitore del telaio
    CON USURA
    la lana non giunge al mercato
    e le pecore non rendono
    peggio della peste è l’usura, spunta
    l’ago in mano alle fanciulle
    e confonde chi fila. Pietro Lombardo

    non si fe’ con usura
    Duccio non si fe’ con usura
    né Piero della Francesca o Zuan Bellini
    né fu «La Calunnia» dipinta con usura.
    L’Angelico non si fe’ con usura, né Ambrogio de Praedis,
    Nessuna chiesa di pietra viva firmata: Adamo me fecit.
    Con usura non sorsero
    Saint Trophine e Saint Hilaire,
    Usura arrugginisce il cesello
    arrugginisce arte ed artigiano
    tarla la tela nel telaio, nessuno
    apprende l ‘arte d’intessere oro nell’ordito;
    l’azzurro s’incancrena con usura; non si ricama
    in cremisi, smeraldo non trova il suo Memling
    Usura soffoca il figlio nel ventre
    arresta il giovane drudo,
    cede il letto a vecchi decrepiti,
    si frappone tra giovani sposi
                                  CONTRO NATURA
    Ad Eleusi han portato puttane
    Carogne crapulano
    ospiti d’usura.

    (Ezra Loomis Pound)

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  • The School of Darkness – 3 – Il nuovo credo di Bella

    The School of Darkness – 3 – Il nuovo credo di Bella

    Venerdì, 10 agosto / 2018

    di Bella Dodd –

    Traduzioni dall'originale "The School of Darkness" a cura di Sergio Basile / Qui Europa

     Redazione Quieuropa,  Sergio  Basile, Bella Dodd, Comunismo,  College, Marxismo,  Nuovo  credo 

    The School of Darkness – La Scuola delle Tenebre / 3°

    Capitolo 3° – Il nuovo credo di Bella

    The School of Darkness, Ed. P.J. Kennedy & Sons, New York, 1954

    (Traduzione dall'originale a cura di Sergio Basile)

     

    di Bella Dodd

    THE SCHOOL OF DARKNESS - Marxismo

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Capitolo Terzo                                                            

    New York – di Bella Dodd / Traduzioni dall'originale "The School of Darkess", a cura di Sergio Basile(Continua da qui The School of Darkness – 1 – L’infanzia di Bella e qui The School of Darkness – 2 – La nuova vita in America) – Nell'autunno del 1917 iniziai a frequentare l'Evander Childs High School anche se le mie condizioni erano migliorate di poco e dovevo usare le stampelle. La mamma mi incoraggiava ad andare avanti e spesso mi raccontava di santi che avevano subito deformità fisiche, rassicurandomi sul fatto che se ci avessi messo il cuore avrei potuto realizzare qualsiasi cosa, nonostante il mio handicap fisico.

             Così iniziai gli anni del liceo, armata di stampelle e di grandi speranze.

    Camminai per dieci isolati verso la scuola e presi posto nella mia nuova classe. Fin dall'inizio non chiesi favori e gli insegnanti e i compagni di classe presto si resero conto su quanto tenessi alla mia indipendenza. Quell'inverno ebbi la mia prima protesi per camminare. Non era molto bella, ma era meglio delle stampelle. Allora iniziai davvero ad entrare nel vivo delle attività scolastiche. Provavo a fare tutto quello che facevano gli altri studenti, anche a fare delle escursioni. Mi iscrissi al Naturalists' Club e andai con i membri delle Palisades, alla ricerca di fiori e ad avvistare uccelli. Se mi stancavo, mi sedevo per un pò finché gli altri non fossero tornati. In quei giorni, nonostante le mie difficoltà, ero una ragazza felice.

                  Amavo la vita a caro prezzo e trovavo gioia nelle cose semplici.

    A volte, quand'ero all'aperto, mi fermavo ad ascoltare, perché sentivo il mondo intero sussurrarmi. Il vento primaverile sembrava parlare di cose lontane e belle. A volte di notte, quando la luna splendeva attraverso il castagno accanto alla mia finestra e sentivo l'odore dell'iris, dei lillà e dei mughetti, sentivo le lacrime agli occhi e non sapevo perché.

     L'iscrizione al liceo e la svolta                                  

    Il corpo studentesco dell'Evander Childs High School contava allora oltre un migliaio di ragazzi e ragazze. Erano per lo più figli di americani di estrazione scozzese, irlandese e tedesca, ma c'erano anche figli di italiani, russi e di altre comunità europee. Appartenevamo a fedi diverse: protestanti, cattolici, ebrei. Eravamo accomunati dal fatto di essere figli di genitori di estrazione sociale modesta, né ricchi né poveri. Nessuno cercava di rimarcare le nostre differenze o di sfruttarle. Un giorno una ragazza dell'East Bronx con cui avevo parlato di politica, un argomento che stava iniziando a interessarmi, mi portò la copia di un giornale che non avevo mai visto prima. The Call era una pubblicazione socialista. Quel documento diede una svolta al mio pensiero. Ne cercai altre copie. Sentivo il mio cuore battere per l'eccitazione mentre leggevo gli articoli sulla giustizia sociale. Persino la poesia sulle condizioni dei poveri e sulle disuguaglianze delle loro vite, suscitava il mio interesse. Infatti, per la prima volta sentii una chiamata, una vocazione. Inconsciamente mi arruolai, anche se solo emotivamente, nell'esercito di coloro che dissero che avrebbero combattuto l'ingiustizia sociale, e cominciai a trovare il linguaggio della sfida inebriante. Un orgoglio ostinato si sviluppò nella mia capacità di esprimere giudizi. Al liceo non potevo frequentare i soliti corsi di educazione fisica così mi fu concessa un'ora di studio con Miss Genevieve O'Connell, l'insegnante di ginnastica, che mi diede lezioni di anatomia e igiene. Fu l'unica influenza religiosa che sperimentai al liceo. Quando seppe che ero cattolica, mi invitò a partecipare con lei agli incontri di un club femminile al Cenacolo di St. Regis a New York City. Il sabato pomeriggio incontrammo un piccolo gruppo di ragazze e andammo al convento presso la 140th Street a Riverside Drive. Giunti lì ci sedemmo in cerchio e cucimmo semplici indumenti per i poveri mentre una suora leggeva. Non ero interessata ai libri letti, ma la semplicità, la calma, l'accettazione di qualcosa di reale e immutabile, mi colpii. Il Cenacolo non diede risposte dirette alle domande che stavo cominciando a pormi, forse perché non le chiesi ad alta voce. Andai a diversi ritiri nei fine settimana e fui molto attratta dall'atmosfera della casa che chiesi di poter fare un ritiro privato. Ma si rilevò un fallimento. Ero così impreparata nelle cose spirituali e così ignorante riguardo alle questioni della Fede che non potevo imparare alcuna lezione dalle letture spirituali datemi dalla suora incaricata di guidarmi. Nonostante questo fallimento, so che quei week end al Cenacolo mi diedero qualcosa di prezioso e duraturo. Lì percepii la profonda pace della vita spirituale e il servizio della Benedizione, al quale partecipai  per la prima volta, mi commosse. Durante  le brevi preghiere, l'incenso, l'ostensorio, la musica, rappresentavano un poema di fede per me che amavo la poesia. Molte, molte volte nei momenti più particolari nel mio continuo girovagare, mi tornò alla mente il Tantum ergo cantato dalle suore in quella deliziosa piccola cappella.

        Ma sebbene il mio cuore volesse accettare ciò che sentivo con commozione dentro di me,

                non potevo, perché avevo già un orgoglio incrostato nel mio stesso intelletto

                                che respingeva ciò che reputavo non scientifico.

    Su questi punti e sulla scienza che si opponeva alla religione, io riflettevo con argomentazioni superficiali prevalentemente nei circoli educativi dell'epoca. Durante i miei quattro anni all'Evander Childs ottenni buoni voti in Storia inglese e in Scienze e vinsi una borsa di studio statale che mi aiutò ad andare al college. Il giorno degli scrutini tenni stretto il mio diploma ai libri di Shelley e Keats: i miei premi per l'eccellenza raggiunta in inglese. Fiera dei premi, il mio principale orgoglio constava nel fatto che fui scelta come la ragazza più rappresentativa della mia classe.

     L'esperienza universitaria all'Hunter College              

    In autunno entrati a far parte dell'Hunter, il college femminile di New York. Avevo deciso di diventare un'insegnante. Iniziai ad imparare con abnegazione. C'erano molti campi che volevo esplorare. Vivevo a casa e viaggiavo avanti e indietro ogni giorno sulla nuova metropolitana di Pelham Bay, recentemente estesa al nostro quartiere. Il mio primo guardaroba universitario consisteva in due vestiti, un velo blu, un abito in percalle, una gonna nera, due maglioni lavorati a maglia da mamma e una vasta collezione di colletti bianchi inamidati che indossavo con i miei maglioni. Oggi il vestiario di una ragazza universitaria, non importa quanto povera, sarebbe senza dubbio più grande, ma non fui mai consapevole del mio guardaroba inadeguato. Era una caratteristica dell'Hunter College, perché gli studenti, anche quelli di famiglie agiate, erano più interessati alle cose della mente. Il college si rivelò diverso dal liceo e all'inizio sembrava più noioso. La scuola superiore di tipo coeducativo era stata più impegnativa. L'Hunter College era in quel momento in uno stato di transizione, si stava trasformando da un'accademia femminile per la formazione degli insegnanti a un vero college (università – Ndt). Malgrado l'accreditamento ai corsi di laurea, l'atmosfera e il personale dell'Hunter erano sempre gli stessi di quando era stato un istituto signorile di formazione per docenti. A causa di questa differenza c'era un indefinito senso di distanza tra facoltà e studenti, accentuato dal fatto che alcuni membri dello staff ci ricordavano costantemente che stavamo ricevendo un'istruzione gratuita dalla città e dovevamo essere grati. C'era una corrente di risentimento tra gli studenti che, invero, ritenevano di ottenere soltanto quello a cui avevamo diritto. Dean Annie Hickenbottom era una bella donna di mezza età, graziosa e ben educata, anch'essa diplomata all'Hunter Normal School. Le ragazze l'adoravano, ma in modo paternalistico. Ascoltavamo quanto ci diceva, con compostezza, più con le orecchie che con le nostre menti: spesso ci diceva quanto fosse importante per le ragazze di Hunter indossare cappelli e guanti e parlare solo con voci basse e raffinate. Sebbene il personale fosse composto principalmente da vecchi protestanti anglosassoni, scozzesi e irlandesi, c'erano alcune eccezioni. C'erano diversi cattolici nel Dipartimento dell'Istruzione e alcuni insegnanti ebrei, tra cui la dottoressa Adele Bildersee, che insegnava inglese e che spesso parlava ai suoi allievi della bellezza delle grandi festività ebraiche e leggeva a voce alta le antiche preghiere e gli scritti con un tono che mostrava come amasse ed ammirasse la loro bellezza e credesse nella loro verità. La gentile signora che insegnava Storia medievale, la dottoressa Elizabeth Burlingame, era considerata eccessivamente sentimentale da parte dello staff. Forse lo era. Eppure le ero profondamente grata per avermi fatto apprezzare il Medioevo. Da lei non scaturiva una fredda elencazione di fatti, ma una calda comprensione del periodo.

           Mi trasmise un grande amore per il tredicesimo secolo (Duecento – Ndt)

    ed in merito alla reale comprensione del ruolo della Chiesa cattolica in quell'epoca.

    Sfortunatamente il suo insegnamento riguardava un passato che consideravamo morto.

     L'incontro con Sarah Parks                                                

    La docente che mi colpii di più come persona fu Sarah Parks: insegnava inglese alle matricole e Il suo fare aveva poco del passato; era tutto incentrato sul presente e proiettato verso il futuro. Era diversa dal resto dei membri della facoltà, attenti all'etichetta. Non era più ortodossa di quanto non osassero esserlo gli studenti; arrivava a scuola senza cappello, con i capelli biondi che volavano al vento mentre montava in bici lungo Park Avenue. Evidentemente, Dean Annie Hickenbottom non disse nulla a Miss Parks. Ciononostante, noi studenti sapevamo bene cosa avrebbe detto se ci avesse visti percorrere la Sessantottesima strada in bicicletta e senza cappello. Si sarebbe scandalizzata. Ma sono certa che sarebbe stata ancor più scandalizzata da alcune delle teorie sociali esposte da Miss Parks. Ma all'epoca ad Hunter l'aula era il regno dell'insegnante e nessuno osava intromettersi.

                   Le teorie sociali di Miss Parks erano per me inquietanti ed eccitanti.

    Durante il mio primo anno alla Hunter, mi unii al Newman Club, ma solo il tempo necessario per perderne interesse in maniera rapida, perché a parte il suo profilo sociale tutte le altre attività sembravano puramente formali. C'era poca discussione seria sui principi della Fede e quasi nessuna enfasi sulla partecipazione cattolica negli affari del mondo. Nella mia arroganza giovanile considerai la sua atmosfera anti-intellettuale. Il consigliere di facoltà del Club era una cara piccola signora che mi sembrava così lontana dalla realtà da non poter comprendere l'ampio divario tra l'isolamento della sua vita di clausura e i problemi che affliggevano gli studenti. Dopo un pò rinunciai ad alimentare il confronto con suggerimenti e non cercai più di integrarmi nel Newman Club, anche se mi sembrava ancora il posto giusto per me.

                        Avevo difficoltà a trovare un'ideale appartenenza identitaria.

                                      Per la prima volta iniziai a sentirmi a disagio.

                          Andai alla deriva frequentando un'altra cerchia di amici,

          ragazze con una forte spinta intellettuale permeata di senso di responsabilità

                                                       per la riforma sociale.

     Ruth Goldstein e le nuove ragazze del college              

    La mia migliore amica era Ruth Goldstein. Spesso andavo a casa sua, dove sua madre, una moglie e donna saggia e bella, con un'aria da Vecchio Testamento, ci viziava con la sua buona cucina e dispensava buoni consigli. Durante le festività ebraiche di Rosh Hashana e della Pasqua, la signora Goldstein mi invitò ai pasti e alle attività familiari. Le antiche cerimonie mi colpirono; fu stimolante vedere come questa famiglia fosse rimasta fedele alla storia del proprio popolo e come in questa nuova terra avessero rafforzato con la preghiera il proprio senso di unità con il passato. Mentre guardavo le candele risplendere e udivo le preghiere in ebraico, ero consapevole del fatto che la mia famiglia non era così legata, e ora non sembrava appartenere a nessun luogo.

                                        Nonostante i nostri devoti genitori,

                  noi bambini sembravamo andare alla deriva in direzioni diverse.

    All'Hunter College vi erano anche i figli di molti stranieri. Diventai amica di diverse ragazze i cui genitori avevano preso parte alla rivoluzione russa del 1905 (La rivoluzione russa del 1905 ebbe luogo nell'Impero zarista sull'onda della sconfitta nella guerra russo-giapponese. Essa fu fomentata dai primi nuclei giudeo-bolscevichi, che confluirono successivamente nei soviet e nel partito – Ndt). Le ragazze erano cresciute ascoltando i loro genitori discutere di teorie socialiste e marxiste. Sebbene a volte ridessero di loro, esse rappresentavano di fatto il nucleo delle future attività comuniste, piene dell'idealismo frustrato dei loro genitori e del loro senso di missione messianica. Gli amici dell'Hunter College provenivano da gruppi diversi. Ero accolta da tutti ma non mi sentivo parte di nussuno di loro. Passavo molte ore a discutere con loro. Giù nel seminterrato dell'edificio della Sessantottesima Strada c'era una stanza che avevamo trasformato in una sala da thè informale e in un luogo di incontro.

                   Lì sviluppammo una sorta di nostro proletariato intellettuale.

                         Discutevamo di rivoluzione, sesso, filosofia, religione,

         senza essere guidati da alcuna regola su ciò che fosse giusto o sbagliato

                                                  (nessuna morale – Ndt).

    Parlavamo di una futura unità di forze mentali, di tradizione, di un nuovo mondo che avremmo aiutato a costruire al di fuori dell'egoismo presente.

         Dal momento che non avevamo credenze comuni, ci lasciammo andare

      ad un pensiero lassista permeato dall'agnosticismo per la nostra religione

                                 e dal pragmatismo per la nostra filosofia.

    C'erano comunità religiose all'epoca ad Hunter. Il mio gruppo le considerava dei club sociali da prendere o lasciare, a propria discrezione. Alcuni di noi osavano dire apertamente: "Dio non c'è!". Molti di noi dicevano: "Forse c'è e forse no!".

     Primo approccio con l'ideologia comunista                   

    All'epoca nel campus c'erano alcuni comunisti , ma avevano un'importanza irrilevante. Erano un gruppo in giacca di pelle, che mostrava poco interesse nel farsi capire o nel cercare di comprendere gli altri. I loro discorsi riguardavano principalmente la necessità di porre fine alla concentrazione della ricchezza nelle mani di poche famiglie e la glorificazione della rivoluzione russa. Erano interessati anche alla buona musica e alla letteratura europea e leggevano le riviste di "opinione", come The Nation e The New Republic. La mia formazione religiosa era stata superficiale. Da bambina ero andata in chiesa con Mammarella. Mi era stato insegnato a dire le preghiere. Nella nostra casa erano appesi vari quadri sacri e il crocifisso. Ma non sapevo nulla delle dottrine della mia fede. Conoscevo molto di più i dogmi del Concordato Inglese. Comunque ritenevo che fosse necessario dedicarci all'amore verso il prossimo. Sarah Parks ci spronava al nuovo e al non sperimentato. Da lei ascoltai per la prima volta un discorso favorevole sulla rivoluzione russa. La paragonò alla Rivoluzione francese che, a suo dire, aveva avuto un grande effetto liberatorio sulla cultura europea, cosa che un giorno  avrebbe compiuto anche la rivoluzione in Russia. Fu lei a portare in classe libri sul comunismo e li prestò a quelli di noi che volevano leggerli. Durante il mio primo anno con lei come insegnante scrissi due temi, uno su come coltivare le rose, l'altro sul monachesimo. Diede a entrambi buoni voti, ma quello sul monachesimo portò scritto in calce l'infausto piccolo ordine: "Vieni a trovarmi". Era troppo onesta per non dare un buon voto se il lavoro era ben fatto, ma doveva anche dire la sua sull'argomento. Quando entrai, mi sembrò comprensiva e mi chiese come ero giunta a scegliere un argomento del genere. Provai a raccontarle della mia lettura nel corso di Storia medievale e di quanto gli uomini e le donne altruisti del Medioevo, che avevano servito l'umanità mettendosi da parte, avessero suscitato la mia impressione. "E ti sembra una constatazione normale per te, una ragazza di diciassette anni?" chiese lei sprezzante. Era una domanda a cui non potevo rispondere, e il suo astuto disprezzo sollevò dubbi nella mia mente.  Alla fine del mio primo anno decisi che dovevo guadagnare dei soldi per far fronte alle spese per l'anno seguente. Così trovai un impiego nella vendita di libri, una scelta piuttosto audace dato che avevo ancora difficoltà a camminare a grandi distanze senza dolore. Il libro che vendetti quell'estate si chiamava Volume Library, un testo pieno di fatti e informazioni per bambini. Costava da nove a quindici dollari, a seconda della rilegatura. La mia area di vendita era un settore della contea di Westchester. Dato che era a una certa distanza da casa, affittai una stanza nella casa di una famiglia di contadini nei pressi del monte Kisco. Vendetti libri per tutta l'estate e mi dimostrai un buon agente. Era un lavoro stancante, ma quell'estate realizzai abbastanza soldi per pensare ai vestiti, alla paghetta e alle spese scolastiche per l'anno seguente. In autunno tornai ad Hunter. Ero una ragazza diversa in molti aspetti, rispetto a quella entrata all'università l'anno prima. In un anno il mio pensiero era cambiato.

    Ora parlavo con disinvoltura della scienza e dell'evoluzione dell'uomo e della società

                            ed ero scettica nei confronti dei concetti religiosi.

    Mi ero lasciata trasportare dall'idea che coloro che credevano in un Creatore fossero anti-intellettuali e che la credenza in un aldilà non fosse scientifica. Ero tollerante verso tutte le religioni. Andavano bene, dissi, per quelli che avevano bisogno di loro, ma per un essere umano che era in grado di pensare da solo non c'era bisogno di qualcosa a cui appoggiarsi. Uno poteva reggersi da solo. Questo nuovo approccio alla vita era una cosa inebriante. Mi prese e mi condizionò.

     Nel vicolo cieco dell'ideologia marxista                          

    Quel secondo anno non ebbi Sarah Parks come insegnante. Ma spesso parlavo con lei, perché invitava alcuni di noi nel suo appartamento e cercavamo i suoi consigli come se fosse una specie di decano non ufficiale. Per noi che l'amavamo, Sarah Parks portava una ventata d'aria fresca in un contesto intellettuale sterile, dove a volte gli studiosi sembravano inutili e dove le chiavi  della Phi Beta Kappa (la più prestigiosa società d'onore nel campo delle arti e delle scienze degli Stati Uniti – Ndt) venivano diffuse ad ampio raggio. Iniziammo a parlare con disprezzo delle gerarchie e dei livelli. Ricordo che discutemmo sul fatto che un vero intellettuale avrebbe dovuto accettare le chiavi, poiché espressione di quello status quo, ma abrebbe dovuto utilizzarle  per stimolare l'istinto competitivo della marmaglia: spesso quindi esse non rappresentavano un vero valore intellettuale. Convenimmo sul fatto che dovevamo essere mossi dal desiderio di giungere ad una reale cultura cooperando con gli altri studiosi e non animati da uno spirito di competizione. La signorina Parks conduceva una vita frenetica perché molti di noi volevano consultarla. Era un fattore importante nel prepararci ad accettare una filosofia materialista deridendo senza pietà ciò che lei chiamava "putrefazione secca" della società esistente. Sono sicura che aiutò alcuni studenti, ma fece poco per coloro i quali erano già così svuotati di convinzioni da non credere in nulla. Costoro non poterono che volgere i loro passi verso la grande delusione del nostro tempo, verso la filosofia social-comunista di Karl Marx.

                     Mise in discussione gli schemi morali di comportamento esistenti

                               e con il suo approccio pragmatico ai problemi morali,

                                            deviò alcuni di noi in un vicolo cieco. 

    In quei tempi di saturazione sessuale che  furono gli Anni Venti, i giovani intellettuali

            erano più interessati alla vita intorno a loro che alle promesse dello spirito.

                       Era il tempo delle "maschiette", dei capelli corti a caschetto,

    delle gonne sfrangiate, degli abiti informi, della ruggine spirituale e del dominio fisico.

    Ci consideravamo l'intellighenzia e sviluppammo il nostro codice comportamentale. Sprezzanti del passato e nauseati dalla crudezza e dalla bruttezza di quell'epoca, ci consideravamo l'avanguardia di una nuova cultura. Nel mio ultimo anno fui eletta rappresentante di classe. Molti dei miei amici e io fummo coinvolti nei movimenti studenteschi autonomi. Era un'occasione in più per sentirsi importanti, per esprimere il nostro dissenso ai nostri sostenitori, e allo stesso tempo per far sentire che stavamo facendo qualcosa per i nostri compagni studenti, mostrando un senso di missione sociale. Alla riunione del Consiglio degli studenti ragazze brillanti portarono splendide proposte di ogni tipo e io, pronta a sostenere l'esperimento e il nuovo, ascoltai con entusiasmo tutti.

     L'elaborazione di un codice d'onore                            

    Il nostro piccolo gruppo protestò con indignazione mentre leggemmo delle fortune ammassate da persone il cui lavoro più duro constava nello strappare il nastro adesivo in un ufficio di Wall Street. In città si viveva un tempo di ostentazione della volgarità, e il nostro gruppo divenne quasi ascetico per mostrare il suo disprezzo delle cose materiali. Mentre ripenso a quel gruppo febbrile, così ansioso di aiutare il mondo, cercando qualcosa a cui dedicarsi, la nostra serietà appariva patetica. Avevamo tutti una forte volontà di fare del bene. Avevamo ricevuto un regalo tetro e volevamo trasformarlo in un futuro meraviglioso per i poveri e i tormentati. Ma non avevamo le basi per sviluppare un pensiero solido o un'azione efficace.

                                       Non perseguivamo obiettivi concreti

       perché non avevamo una buona visione della natura e del destino dell'uomo.

    Avevamo sentimenti ed emozioni, ma non esistevano modelli per tracciare il futuro. Successivamente, durante il mio primo anno di università, partecipai con Mina Rees, presidente del Consiglio studentesco, ad una conferenza inter-collegiale al Vassar College. Il Vassar ci fece sentire a casa durante i cinque giorni di permanenza. I giorni e le serate nei dormitori in cui ci intrattenevamo erano densi di chiacchiere e di entusiasmanti scambi di idee. Alla conferenza si discusse di molte cose tra cui le sorellanze (confraternite – Ndt) e la loro possibile abolizione. Non mi aveva mai preoccupato il fatto di non aver mai fatto parte di alcuna sorellanza. Ora, ascoltando aspre critiche nei loro confronti da parte di un gruppo di delegati, sentii di non essere stata troppo attenta riguardo a questo problema. Le avevo sempre considerate piuttosto infantili ma la conferenza sembrava considerarle un problema sociale. Discutemmo dell'importanza di un codice d'onore sotto la supervisione degli studenti, in linea con il codice che animava le nostre discussioni in merito alla questione delle punizioni dei crimini: era da interpretarsi con carattere sanzioniatorio o dissuasivo? La maggior parte del gruppo optò per la seconda soluzione. Ma dissi la mia e sostenni che sicuramente bisognava prendere in considerazione entrambe le ipotesi. Nel mio ultimo anno fui eletta presidente del Consiglio degli studenti. Quell'anno guidai il movimento per l'introduzione di un codice d'onore ad Hunter. Anche in quell'anno portai la politica nel movimento studentesco autonomo ponendo in essere le prime indagini elettorali funzionali alle elezioni presidenziali. Successivamente feci arrabbiare Dean Hickenbottom insistendo su una serie di conferenze sull'igiene sociale. Fui sostenuta da un gruppo di politici scolastici e imparai il valore di un gruppo strettamente organizzato: ero entusiasta del potere che aveva.

     Il mio nuovo credo                                                   

    Nel corso dell'anno precedente la professoressa Hannah Egan, che insegnava nel dipartimento dell'educazione, mi fermò un giorno nella sala. E mi domandò: "Perché non vieni mai al Newman Club?". Provai a trovare una scusa educata e valida. Notando la mia confusione, mi disse con severità: "Bella Visono, da quando sei stata eletta al Consiglio degli Studenti e sei diventata popolare sei andata dritta all'inferno". Rimasi sbalordita. Pensai che questo rimprovero avesse un sapore di antico.  Ma anch'io ero costernata. Mi consolai ripetendo una battuta di Abu Ben Adhem:

                      "Then write me as one who loves his fellow men."

                       ( Allora scrivimi come uno che ama i suoi simili )

    Quell'espressione mi rallegrò molto, e mi allegerii della responsabilità personale che Miss Egan stava cercando di caricare su di me, la cosa importante, dissi, era amare il mio prossimo: questo era il nuovo credo, il credo della comunione, ed era chiaro che il mondo ne aveva bisogno. Era una bella frase che manteneva un pò del significato della Croce anche quando negava la divinità del Crocifisso: era un credo che accettava volentieri il dolore e l'auto-immolazione, ma era scettico nei confronti di una promessa di redenzione; continuavo ad auto-convincermi del fatto che non avevo più bisogno di quel Credo vecchio stile; ora ero moderna, ero una seguace della scienza e stavo per dedicare la mia vita al servizio dei miei simili. Nel giugno del 1925 mi laureai con lode. Inizialmente  posi come priorità quella di pensare al mio futuro immediato: avevo già sostenuto gli esami per l'insegnamento nelle scuole elementari e superiori di New York City e data la scarsità di insegnanti vantavo una buona graduatoria. Il giorno dopo iniziai a casa di Ruth Goldstein. Ci eravamo entrambe iscritte per la sessione estiva alla Columbia University, con l'intenzione di fare un master universitario, quando la sorella maggiore di Ruth, Gertrude, ci sorprese entrambi chiedendoci perché stavamo andando alla Columbia e disse:

                                        "Ora che il college è finito,

              voi ragazze dovete trovare un lavoro e anche un uomo"

    Ruth e io sorridemmo alle sue parole. Tuttavia ci indussero a pensare. Durante i miei anni all'universitrà ero stata una studentessa, una politica e una riformatrice. Ora, che avevo più tempo per riflettere, mi resi conto di essere anche una donna. Mi resi anche conto che la mia educazione non aveva fatto molto per addestrarmi come donna.

     Verso un nuovo intervento                                       

    Da un po 'di tempo avevo saputo che dovevo sottopormi a un ulteriore intervento chirurgico al piede. Ora che ero libera dal lavoro scolastico, presi una decisione improvvisa. Andai al St. Francis Hospital nel Bronx. Scelsi un ospedale che non conoscevo. Alla suora che sembrò intervistarmi dissi che avevo bisogno di un intervento chirurgico al piede e volevo il nome del miglior chirurgo collegato all'ospedale. Mi diede il nome del dottor Edgerton e il suo indirizzo in Park Avenue. Andai immediatamente a trovarlo. Il dottor Edgerton era un uomo alto più di un metro e ottanta e aveva un aspetto talmente grande e rassicurante che ebbi subito fiducia in lui. Gli mostrai il mio piede e gli chiesi: "Cosa ne pensa?" La sua risposta fu diretta e categorica. "È un'amputazione marcia" disse. "Può fare qualcosa per me?" Chiesi timidamente. "Certo che posso!" rispose. "Un'amputazione pulita e sarai in grado di camminare facilmente! Ti prometto che sarai in grado di ballare e di pattinare sei settimane dopo aver lasciato l'ospedale." C'era un'ulteriore questione importante da discutere. "Quanto costerà?" chiesi. Avanzò quella che era senza dubbio una modesta somma per i suoi servizi. Con un'autostima che sorprese anche me dissi: "Non ho più soldi, dottor Edgerton, sono appena uscita dall'università, ma avrò un lavoro non appena starò bene per pagarla il ​​più velocemente possibile". Mi sorrise e disse: "correrò il rischio" e si preparò a farmi entrare all'ospedale St. Francis la mattina dopo. Ero in ottime mani. Le infermiere francescane responsabili erano competenti e anche gli assistenti delle infermiere laiche. Quando entrai nell'ospedale e fui interrogata sulla mia religione, dissi che ero stata cattolica ma che ora ero una libera pensatrice, facendo indubbiamente una dichiarazione con spavalderia giovanile. Mentre ripenso a quella volta, penso che sia stato un peccato che nessuno abbia prestato attenzione a quella mia affermazione sulla religione. Le suore entravano e uscivano dalla mia stanza ed erano efficienti e amichevoli. Una volta o due vidi un prete che passava, ma nessuno venne a parlarmi. Nessuno mi parlò di questioni religose mentre ero lì. Se lo avessero fatto, avrei potuto rispondere. Sei settimane dopo il mio ritorno a casa iniziai a camminare bene, come aveva promesso il dottor Edgerton.

     L'insegnante Bella Visono                                         

    Presto ottenni un posto come insegnante sostitutivo nel Dipartimento di storia del Seward Park High School che dal punto di vista disciplinare, di basso livello, era considerata una scuola difficile. Insegnavo in sei classi Storia medievale ed europea. Quando apparsi sulla scena, gli studenti erano rimasti senza insegnante per settimane e si trovavano a livello del lancio del gessetto e delle gomme. Giunsi ad assolvere il mio compito di insegnante con un senso di venerazione per il mio lavoro, intenzionata a mantenere i miei ideali, ma come tutti i giovani insegnanti imparai che c'era un mare tra la teoria e la pratica. È in classe che un insegnante impara come insegnare. Tutti i corsi impartiti sui metodi di insegnamento servirono solo da orientamento per focalizzare l'obiettivo di base. I ragazzi evidentemente avevano deciso di mettermi alla prova. Nel mio secondo giorno di insegnamento entrai in aula per ritrovarmi dinanzi ad un incendio, appiccato in fondo alla stanza. Mi diressi verso i detriti fumanti, spensi il fuoco e acciuffai i quattro ragazzi più vicini. "Chi ha acceso il fuoco?" chiesi. Essi negarono di avere a che fare con la faccenda. Per il momento non c'era altro da fare. Il fuoco fu spento e la lezione di storia europea poté iniziare. Decisi di risolvere il problema senza chiamare il capo del dipartimento o l'assistente del preside. Chiesi aiuto a uno dei ragazzi più grandi. "Evans" dissi, "tu sei più grande degli altri, aiutami con questo problema." Evans si grattò la testa e disse pensieroso: "Ascolti, signorina Visono, quello che deve fare è mostrare loro che può prendere la loro borsa, dopodiché si calmeranno". Fu un buon consiglio! Lavorai duramente per stimolare l'interesse e si calmarono. Nel resto del mandato scolastico  non si verificarono più dimostrazioni violente. In linea con il mio acuto interesse per la politica, provai ad interessare i miei giovani studenti. Gli feci portare in classe i giornali e avviai vivaci discussioni. La maggior parte dei ragazzi portarono i quotidiani e quando annunciai questa scelta uno dei miei studenti, il giovane Morris Levine, un pò infastidito disse:

                           "Miss Visono, cosa vuole che legga, il Times?

                            Io non posseggo né azioni né obbligazioni".

    Il contratto al Seward Park si sarebbe concluso all'inizio di febbraio. Qualche tempo dopo, all'inizio del nuovo anno, il 1926, il dottor Dawson, il presidente del dipartimento di Scienze Politiche dell'Hunter College, mi chiamò e mi offrì un posto al college, dove iniziai ad insegnare nel febbraio dello stesso anno (continua…).

    Bella Dodd / New York 1954

    Traduzioni dall'originale "The School of Darkness" a cura di Sergio Basile / Qui Europa

    N.B.: i titoli dei sottoparagrafi sono stati aggiunti dal traduttore e non sono presenti

    nella versione originale in lingua inglese

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    The School of Darkness – 2 – La nuova vita in America

    Martedì, 7 agosto / 2018

    di Bella Dodd –

    Traduzioni dall'originale "The School of Darkness" a cura di Sergio Basile / Qui Europa

     Redazione Quieuropa,  Sergio  Basile, Bella Dodd, Comunismo, Stati Uniti, Nuova vita in America 

    The School of Darkness – La Scuola delle Tenebre / 2

    Capitolo 2° – La nuova vita in America

    The School of Darkness, Ed. P.J. Kennedy & Sons, New York, 1954

    (Traduzione dall'originale a cura di Sergio Basile)

     

    di Bella Dodd

    SCHOOL OF DARKNESS

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Capitolo Secondo                                                      

    New York – di Bella Dodd / Traduzioni dall'originale "The School of Darkess", a cura di Sergio Basile(Continua da qui The School of Darkness – 1 – L’infanzia di Bella) –  La ragione per cui mia madre non era tornata in Italia da me per cinque lunghi anni, me la spiegò in seguito mio padre: c'era stata una terribile depressione in America, ed era stato impossibile per lui raccogliere i soldi necessari a mia madre per affrontare il viaggio, e poi una bambina piccola non poteva viaggiare da sola. Fui imbarazzata nell'incontrare mio padre. Era biondo, con gli occhi azzurri e riservato, l'opposto di mia madre. Ma nonostante i suoi modi non estroversi, sentivo che mi amava. Era gentile e fece di me una brava donna di casa. Nella nostra nuova abitazione erano rimasti solo quattro figli, gli altri si erano sposati e avevano una casa propria. Vennero a vedere la "nuova sorella" e mi fecero una grande festa. Ma mi presero tutti in giro per il mio vestito, il mio vestito migliore, quello rosso della cresima, lo stesso che tutti i bambini di Avigliano avevano ammirato. Risero di me ed insistettero affinché mi recassi in un emporio per comprare un vestito americano. Con grande riluttanza misi via il bellissimo vestito rosso da principessa e con esso l'ultimo dei miei anni in Italia.

                  Allora cercai con zelo di diventare una tipica bambina americana.

    I tre fratelli ancora a casa erano abbastanza gentili, ma avevano i loro interessi che non erano certamente quelli di una bambina di sei anni e che non parlava neppure inglese. Ma mia sorella di diciassette anni, Caterina, che chiamavano con il nome americano di Katie, si prese cura di me. Era una ragazza alta, snella e bellissima, con grandi occhi grigi. Lei era molto gentile. Non le piaceva il nome con cui mi chiamavano, Maria Assunta, e quando apprese che mi ero battezzata con un altro nome, Isabella, insistette per chiamarmi Bella. Katie mi portò a scuola.

     La nuova vita in America                                        

    Siccome ero molto intelligente decise di iscrivermi a scuola con un anno di anticipo, asserendo che ero nata nel 1902 (anziché nel 1904). In quei primi giorni di istruzione non aveva avuto difficoltà a farmi iscrivere al secondo anno. Per alcuni giorni fui presa in giro al grido di "wop, wop" (espressione denigratoria e stereotipata, utilizzata nei paesi anglosassoni, in particolare negli Usa, per indicare le popolazioni dell'Europa Sud-occidentale di lingua neolatina, con particolare riferimento agli italiani, considerati generalmente spavaldi, volgari e violenti, secondo un luogo comune – Ndt) ma non prestai attenzione a loro. Non sapevo cosa volessero dire e nel momento in cui lo feci fui accettata come leader della mia classe. Mi piaceva andare e venire da scuola, specialmente girovagare e fissare i tumuli di merce accatastata lungo la strada. Si potevano comprare frutta, peperoni, dolci e persino vestiti e cappelli lì. Mi piaceva guardare i piccioni in strada che si pavoneggiavano con i loro cappotti grigi e rosa e le ali d'argento. Mia madre non condivideva la mia gioia per la città.

                            A volte commentava:  "se vivessimo in campagna!"

    Solo più tardi appresi quanto odiasse le strade sporche, i pettegolezzi dei suoi vicini, l'appartamento stretto. C'erano dei parchi, naturalmente, ma l'avevano resa ancora più nostalgica per i campi aperti. Mia madre era una donna instancabile. Poteva fare una quantità di lavoro infinita, senza mai dimostrare segni di cedimento. Per me pianificò ben presto un programma di lavoro e di gioco; cercò di aiutarmi ad imparare l'inglese, anche se il suo era tutt'altro che buono. Indicava un calendario e ripeteva ogni mese e ogni giorno nel suo inglese curioso e tenero e io le ripetevo le parole. Poi prendeva la scopa e indicava le ore e i minuti sull'orologio della cucina vecchio stile, e ancora una volta ripetevo ciò che lei diceva. Penso che uno dei motivi di questi sforzi educativi fosse il tenermi occupata dopo la scuola, in quanto non tollerava che passassi il tempo nelle strade della città.

     Tra presente e passato                                            

    Mi insegnò a cucire e a fare l'uncinetto: a volte prendeva un filo grosso e mi mostrava punti semplici. "Un giorno ti divertirai col tuo abito nuziale", disse solennemente, e quando non mostrai interesse per questa idea aggiunse: "Ad ogni modo, è un peccato stare in ozio". La mia famiglia mi piacque, ma soprattutto adoravo Katie. L'amavo non solo perché era gentile, ma perché era bellissima, con i suoi capelli, una nuvola sul viso, la vita sottile, i suoi bei vestiti. Mia madre disse che assomigliava a suo padre che era stato un ufficiale di cavalleria. Presto appresi che Katie a diciassette anni si era innamorata di Joe, un giovane alto dalle dita lunghe e sottili e dal temperamento di una star dell'opera. La mia nuova famiglia mi portò pian piano a pensare al passato, e il pensiero tornò all'altra mia famiglia nella lontana Avigliano. A volte, quando mi sentivo infelice e pensavo che mio padre fosse freddo o mia madre preoccupata, immaginavo di tornare da Taddeo. In quei momenti prendevo il mio abito rosso della cresima dalla scatola, il fazzoletto bianco di Mammarella, che mi aveva legato sotto il mento e, indossando i vestiti, immaginavo di essere ad Avigliano. In quattro mesi riuscii a parlare inglese abbastanza bene da godermi la scuola che frequentavo: la scuola pubblica numero uno. Questa scuola aveva ancora le caratteristiche di quello che era stato in precedenza, una scuola di beneficenza, una delle ultime cosiddette "soup schools" (scuole a tempo pieno per bambini poveri, nelle cui mense servivano la zuppa come menu principale – Ndt). In alcune vecchie case vicine, in arenaria, vi erano due vecchie signore che ogni mattina aprivano le lezioni con la preghiera e il canto "Columbia, the Gem of the Ocean". Quando fui pronta per la terza elementare, ci trasferimmo da East Harlem. Alla fine mia madre aveva convinto mio padre che non potevamo più sopportare di vivere nella scomodità delle case popolari. Quindi ci trasferimmo in una casa a Westchester, ma anche questa casa non risultò soddisfacente e ci trasferimmo diverse volte.

     Nella grande casa a Castle Hill                              

    Alla fine, papà aprì un'attività commerciale di successo e diversi anni dopo mamma acquistò una grande casa con un terreno coltivabile, vicino a Castle Hill: qui trascorsi il resto della mia gioventù. C'erano sessantaquattro acri di terra e una grande casa un pò sgangherata. La mamma prima di andare a viverci aveva tanto desiderato questa fattoria. Era di proprietà di Mattie e Sadie Munn, due signorine (zitelle – Ndt) che vivevano vicino a noi. Erano anziane e la mamma si prendeva cura di Miss Sadie, che era invalida. Si occupava anche della loro casa e le vecchie signore dipendevano da lei. Quando morirono andammo a vivere nella loro casa. Gli ex occupanti avevano chiamato la casa coloniale "Pilgrim's Rest". Non c'erano luci ma lampade a cherosene. Il tetto perdeva e c'era solo un bagno esterno. Ma ho amato questa casa fin dal primo momento, specie la mia stanza al secondo piano che era letteralmente tra le braccia di un enorme albero, bello sempre, ma soprattutto quando i suoi fiori, in primavera, s'illuminavano come candele bianche. La nostra casa era sempre piena di bambini. I figli dei miei fratelli andavano e venivano. Katie portava spesso il suo bambino. Inoltre, c'erano cani, gatti, galline, oche e di tanto in tanto una capra o un maiale. La mamma accudiva tutti bene: comprò così tanti mangimi per i polli e per gli uccelli selvatici, che questi consideravano ormai la nostra casa come una sorta di ospitale albergo, tanto che mio padre si lamentava di aver speso più cibo rispetto a quello che si produceva con le uova. Ma io non credevo questo, perché la mamma era una buona manager. Gestiva la sua fattoria con aiutanti assunti ma era la migliore lavoratrice di tutti. Coltivavamo ogni sorta di prodotti, sufficienti sia per noi stessi che per rifornire le vendite presso il negozio di mio padre; alcuni prodotti venivano venduti anche presso il mercato di Washington. Avevamo pochi soldi, ma avevamo una casa, un pezzo di terra buona e una madre piena di risorse e d'inventiva. Non ci preoccupavamo neppure quando i soldi erano limitati. Ricordo un dolce particolare che lei preparava per noi bambini quando i soldi scarseggiavano. Eravamo particolarmente felici quando mescolava la neve fresca, con zucchero e caffè, preparando  per noi la sua versione di granità al caffé (consuetudine anticamente molto diffusa in diverse regioni del Mezzogiorno d'Italia – Ndt).

     Volevamo essere americani!                                     

    Avevamo come vicine di casa famiglie scozzesi, irlandesi e tedesche. C'erano due chiese cattoliche non lontane da noi, la Chiesa della Sacra Famiglia, frequentata in gran parte da tedeschi e quella di St. Raymond, frequentata dai cattolici irlandesi. Non frequentavamo nessuna delle due chiese e mio padre e mia madre smisero presto di ricevere i sacramenti e di andare a messa. Ma la mamma cantava ancora canzoni dei santi e ci raccontava storie religiose dalla cantina dei suoi ricordi.

                    Sebbene noi considerassimo ancora la nostra famiglia cattolica,

                                      non praticavamo più il cattolicesimo.

    La mamma esortava noi bambini ad andare in chiesa, ma presto seguimmo l'esempio dei nostri genitori. Penso che mia madre fosse condizionata dal suo povero inglese e dalla mancanza di vestiti consoni. Anche se il crocifisso era ancora sui nostri letti e la mamma accendeva le candele della veglia davanti alla statua della Madonna, noi bambini maturammo l'idea che tali cose ormai appartenessero al nostro passato italiano e ora  volevamo essere americani. Con abnegazione e inconsapevolezza ci allontanammo dalla cultura della nostra gente, alla ricerca di qualcosa di nuovo. Per me questa ricerca iniziò nelle scuole pubbliche e nelle biblioteche. C'era una scuola pubblica a mezzo miglio da casa nostra: al numero dodici. Il dottor Condon, il preside, un uomo che nutriva molti interessi, amava vedere i suoi alunni marciare verso scuola al suono del tamburo. Era capace di interrompere le lezioni e di invitare tutti a marciare, con i suonatori di tamburi in testa. In questa scuola c'era la lettura della Bibbia quotidiana, officiata dallo stesso dott. Condon. Imparai ad amare i salmi e i proverbi che ci leggeva, ad ammirare il loro linguaggio poetico. Vicino alla nostra casa su Westchester Avenue c'era la chiesa episcopale di San Pietro e su Castle Hill c'era la canonica. Nell'architettura e nel paesaggio, queste chiese inglesi s'ispiravano alla basilica di San Pietro. I terreni circostanti si estendevano per mezzo miglio o più. In estate raccoglievamo le more e in primavera le violette e la stella di Betlemme. San Pietro era una vecchia chiesa; nel suo cimitero c'erano lapidi con nomi oscurati dalle intemperie. A volte, la domenica pomeriggio, vagavo nel cimitero cercando di riconoscere le persone dai loro nomi. Grazie alla mia costante lettura di libri sulla storia americana pensavo a tutti quei morti come pellegrini, puritani o eroi della guerra civile. Spesso adagiavo su quelle tombe mazzi di fiori, come segno di rispetto per gli uomini e le donne di quel passato americano. Volevo appassionatamente far parte dell'America: come una pianta, stavo cercando di mettere radici.

                      Avevamo tagliato i legami con il nostro passato

                          ed era difficile trovare una nuova identità.

    Il sacerdote di San Pietro, il dottor Clendenning, era un dignitoso e gentile gentiluomo che per strada salutavamo con rispetto mentre camminava o mentre ci recavamo in canonica. Di fronte a San Pietro c'era un edificio per le attività ecclesiastiche ed io ci passavo quan'ero sulla via di ritorno dalla scuola. Vicino c'era la biblioteca di Huntington e feci amicizia con la bibliotecaria.

     Il prototipo dell'uomo americano                               

    Era interessata ai bambini a cui piacevano i libri e fu lei a suggerirmi di frequentare il circolo del cucito pomeridiano presso la parrocchia di San Pietro. A capo di questo circolo c'era Gabrielle Clendenning, la figlia del ministro. Ci incontravamo una volta a settimana, cucivamo e cantavamo. Fu qui che per la prima volta imparai canzoni semplici come "Onward, Christian Soldiers" e "Rock of Ages Cleft for Me". Gli altri bambini erano soliti attraversare la strada prestando servizi in chiesa. Decisi di unirmi a loro in questo perché mi consideravo cattolica, anche se in realtà ero consapevole di non avere quasi nessun legame con la mia Chiesa. Spiegai a Miss Gabrielle che ai cattolici non era permesso frequentare nessun'altra chiesa. Sembrava capire e non obiettò o discusse mai con me al riguardo. Quando i bambini tornavano dai servizi, prendevamo thè e biscotti. Era una compagnia molto piacevole. Spesso Gabrielle Clendenning invitava i bambini a cavalcare con lei sul suo carretto da pony. Per me era un'esperienza eccezionale; significava essere accettata tra le persone che amavo. La madre di Gabrielle, mi disse la bibliotecaria, era la figlia di Horace Greeley. Non sapevo chi fosse Horace Greeley, ma mi disse che era stato un famoso editore e un patriota americano. Ricordo questa famiglia come apportatrice di un'influenza salutare sul nostro vicinato. Rispecchiavano quel che consideravo il prototipo dell'uomo americano. La vita in quella piccola comunità era pacifica. Il nostro quartiere era pieno di persone che si rispettavano a vicenda nonostante le differenze di razza o religione. Non eravamo consapevoli delle differenze ma della gentilezza reciproca. Il signor Weisman, il farmacista e la signora Fox, i proprietari del negozio di dolciumi, i McGraths, i Clendennings e i Visonos, vivevano tutti insieme senza alcun pregiudizio di ostilità o disuguaglianza. Abbiamo accettato le nostre differenze e abbiamo rispettato ogni persona per le sue qualità. Era un buon posto dove crescere un figlio.

     Un viscerale amore per la lettura e un anno nero   

    Diversi anni prima che mi diplomassi alla scuola pubblica, al civico dodici, era scoppiata la Prima Guerra Mondiale. Diventai un'avida lettrice di giornali. Leggevo la raccapricciante propaganda che caricava i tedeschi di atrocità. La mia immaginazione fu stimolata al massimo. Dopo di allora, non persi mai l'abitudine di leggere il giornale. E ciò che lessi lasciò la sua impronta su di me. Nell'autunno del 1916 ero pronta per l'Evander Childs High School. Ma per un anno non potei iscrivermi,

                                         fu un anno duro e terribile per me.

    Stavo tornando a casa sulla carrozza un caldo giorno di luglio e stavo salutando il conducente. D'un tratto la carrozza si fermò e non so cosa sia successo dopo, ma fui scaraventata in strada e il mio piede sinistro andò sotto le ruote del carro. Non svenni. Soggiacqui lì in strada finché mio padre non accorse: mi prese in braccio e con le lacrime che gli rigavano il viso, mi portò da un medico. Quando arrivò l'ambulanza, mi venne un gran dolore, ma il dottore che si sedette accanto a me fu così gentile che non volli arrecargli particolare disturbo. Scherzammo insieme fino al Fordham Hospital. Mentre mi portavano dentro, svenni. Quando tornai cosciente c'era l'odore dell'etere e un dolore che mi attraversava senza pietà. L'espressione sul volto di mia madre, seduta accanto a me mi disse che era accaduto qualcosa di estremamente grave:

             quello stesso giorno seppi che il mio piede sinistro era stato amputato.

    La mamma giunse all'ospedale con gran premura, carica di arance e fiori e qualsiasi cosa pensava potesse interessarmi. Era un'estate calda e afosa. Ci fu uno sciopero dei mezzi pubblici e mia madre dovette percorrere molte miglia fino all'ospedale. Durante quell'anno terribile non salto mai neppure un giorno di visita. È stato un momento amaro per me. Ero nel reparto femminile, perché ero alta per la mia età. Vidi molte donne morire nella sofferenza. Fui particolarmente colpita da una vecchia signora, che venne all'ospedale con un'anca rotta e morì di cancrena dopo che le ebbero amputato la gamba. Quella notte e per molte notti successive non riuscii a dormire. La mia ferita non si rimarginava bene. Stavo in quell'ospedale da quasi un anno: trattamento dopo il trattamento, operazione dopo operazione, con pochi miglioramenti. Cinque volte fui portata in sala operatoria; per cinque volte annusai l'odore nauseante dell'etere. Il massimo della desolazione fu quando giunse il giorno di apertura della scuola e vidi dalla finestra dell'ospedale i bambini che passavano con i libri in braccio. Ero così triste che il giovane Dr. John Conboy si fermò a chiedere cosa c'era che non andava. "Oggi avrei iniziato il liceo", gli dissi tra le lacrime. "Ora resterò indietro con il latino!". Il latino era la materia che preferivo più di ogni altra. Per me era il simbolo di una vera educazione. Quel pomeriggio il dottor Conboy mi portò la grammatica latina che aveva usato al college e promise di aiutarmi. Iniziai subito a studiarla. Durante il tempo della mia degenza in ospedale mi registrai come "cattolica", ma  non vidi mai nessuno dalla mia Chiesa. Ogni tanto un prete entrava nel reparto, ma io ero troppo timida per chiamarlo. Comunque, arrivarono la dottoressa Clendenning e Gabrielle, e loro mi scrissero delle lettere. Una volta la dottoressa Clendenning mi portò un piccolo libro di poesie e detti religiosi. Sulla copertina bianca c'erano fiori, e il frontespizio era una riproduzione di "The Gleaners" (le spigolatrici) con il titolo: Palette d'Or (tavolette d'oro). Lessi e rilessi quel libro.

     Il ritorno a casa e la morte di Katie                          

    Quando fu evidente che le operazioni chirurgiche non erano altro che dolore, la mamma decise di portarmi a casa. Trascorsi i successivi sei mesi nella fattoria e la mamma si prendeva cura di me. Andati in giro con le stampelle fin quando non fu possibile applicare sul mio piede una protesi. Un medico specializzato in medicina generale veniva a casa nostra per curarmi una volta a settimana, perché l'operazione non era stata ben fatta e le ferite guarivano lentamente.

                     Passai la maggior parte del mio tempo a leggere e scrivere poesie

                               e a coltivare il mio rapporto d'amicizia con mia madre.

    Ero così felice di essere lontana dall'ospedale che mi sentivo quasi contenta. Durante questo periodo la nostra famiglia subì numerosi lutti.

                                      Mia sorella Katie perse il suo secondo figlio

                       e non molto tempo dopo morì colpita dall'epidemia influenzale.

                   Mamma soffrì terribilmente e i suoi capelli castani divennero bianchi.

    Mi faceva male vederla soffrire così. I suoi figli si erano sposati ed erano andati via da casa; una figlia era morta, l'altra era invalida. Durante quel periodo, costretta in casa, passai la maggior parte del mio tempo a leggere. Mia madre mi portava libri dalla biblioteca locale e lessi anche la pila di quelli lasciati a casa nostra dai Munns. Poiché quella famiglia era stata metodista, i libri includevano una varietà di innari, vecchie bibbie, commenti e le prediche di John Wesley. C'era anche la copia di un libro di Sheldon intitolata In His Steps, che destò in me una profonda impressione. Le vecchie Bibbie sulle quali studiavo, contenevano illustrazioni affascinanti. Mi piacevano i sermoni di John Wesley. Ancora oggi la sua robustezza mi conforta, così ferma e dritta come le querce inglesi sotto le quali stava in piedi per parlare alla sua congregazione. In questi vecchi libri consunti, c'era naturalmente molta della semplicità del Vangelo e da loro elaborai una piccola preghiera che non lasciai mai più. Anche quando non ci credevo più, ne ripetevo spesso le parole come si fa con la poesia preferita. Questa preghiera, ispiratami dai libri di John Wesley, recitava così: "Caro Dio, salva la mia anima e perdona i miei peccati, per amore di Gesù Cristo. Amen!" (continua…).

    Bella Dodd / New York 1954

    Traduzioni dall'originale "The School of Darkness" a cura di Sergio Basile / Qui Europa

    N.B.: i titoli dei sottoparagrafi sono stati aggiunti dal traduttore e non sono presenti

    nella versione originale in lingua inglese

    (Copyright © 2018 Qui Europa) partecipa al dibattito: infounicz.europa@gmail.com 

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    THE SCHOOL OF DARKNESS – BY BELLA V DODD – PDF

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  • The School of Darkness – 1 – L’infanzia di Bella

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    Domenica, 5 agosto / 2018

    di Bella Dodd –

    Traduzioni dall'originale "The School of Darkness" a cura di Sergio Basile / Qui Europa

     Redazione Quieuropa,  Sergio  Basile, Bella Dodd, Comunismo, School of  Darkness, Picerno, Potenza   

    The School of Darkness (La Scuola delle Tenebre) / 1

    – L'infanzia di Bella e la partenza per gli Usa

    Il libro che smascherò gli inganni della falsa religione comunista,

    perpetrati dall'oscura alleanza con il sistema bancario

     

    di Bella Dodd

    Traduzioni dall'originale "The School of Darkness" a cura di Sergio Basile

    Bella Dodd - Communism - School of Darkness

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Premessa                                                                     

    Catanzaro – di Sergio BasileLa Basilicata diede i natali ad un personaggio straordinario, molto conosciuto in America, a cavallo tra gli Anni Quaranta e Sessanta, ma completamente ignoto alla storiografia di regime di casa nostra, ancora oggi. Si tratta di Maria Assunta Isabella Visono, al secolo Bella Dodd, nata nel 1904 in una fattoria di Picerno, comune di cinquemila abitanti nella provincia di Potenza. La piccola all’età di sei anni fu costretta ad emigrare a New York, per raggiungere il padre e il resto della famiglia. Maria Isabella, per tutti ormai "Bella Dodd", si dimostrò fin da giovane un'anima viva, intraprendente e coraggiosa; indomabile e animata da un orgoglioso spirito di rivalsa che solo chi ha vissuto in contesti di disagio e precarietà può maturare. Ben presto si laureò in Legge, divenendo di seguito professoressa di scienze politiche. Grazie alle sue doti e al suo carisma fece carriera nel mondo sindacale e fu nominata capo dell’Unione degli Insegnanti dello Stato di New York e di seguito – ingannata dalla suadente promessa comunista di eterei paradisi terrestri di uguaglianza e giustizia universale – fu tra i membri più attivi del Consiglio Nazionale del Partito Comunista degli Stati Uniti (CPUSA), fino al 1949. Bella Dodd visse, sia pur non direttamente, gli orrori delle guerre mondiali, ma ebbe il gran merito di non accontentarsi mai delle ricostruzioni storiche preconfezionate che il sistema mediatico centralizzato spacciava a piene mani attraverso le maglie della fragile e multietnica società americana (specchio della Pan-Europa di oggi). Nel 1952 accadde qualcosa di provvidenziale nella vita di Bella, una vera e propria rinascita che coincise con la sua ri-conversione spirituale al Cattolicesimo. La giovane italo-americana, fin da piccola devota a Sant'Antonio, ma poi allontanatasi dalla fede, realizzò un personalissimo incontro con Gesù Cristo, quel Signore che da piccola, in Basilicata, nelle campagne di Picerno, aveva imparato a pregare, ma che a contatto con le distrazioni della vivace e progressista società americana, aveva ben presto dimenticato, per seguire altre chimere mondane.

                        Solo dopo il suo ritorno alla fede dei padri – solo allora –

            ella comprese i reali obiettivi del partito, cioé di quella contro-chiesa

                                che stava servendo nell'oscurità più remota,

                        da alto funzionario del Partito Comunista Americano.

    Forte di questa consapevolezza e in reazione a quella che definì "La Scuola delle Tenebre" – contro i suoi retaggi e i suoi subdoli insegnamenti – decise di dedicare tutti i suoi ultimi giorni alla denuncia di quel falso mito, rivelando pubblicamente le strategie usate dai comunisti (giudeo-massoni) per destabilizzare e distruggere l'acerrimo nemico di sempre: la Chiesa Cattolica. L'eroica Bella Dodd, dimostrando un coraggio da fiera donna del Sud (Italia), decise di rinnegare un passato di menzogne e ipocrisie e a partire dal 1952 fornì testimonianze preziosissime e dettagliate sull'infiltrazione comunista nella Chiesa, nello Stato, negli istituti scolastici, nelle università e in ogni comparto pubblico ed istituzionale della società americana (e non solo); e lo fece in pompa magna, dinanzi alla Commissione per le attività americane della Camera. Ma la Dodd non si limitò a questo: raccolse dati e nomi, ricostruì fitte trame bancarie e pubblicò tutto in un libro denuncia dalla portata devastante, con un emblematico titolo, che ben sintetizzava la "guerra di religione" in atto, avviata dai potentati giudeo-massonici (per l'occasione nascosti dietro i vessilli rossi del Comunismo) contro la Chiesa Cattolica. Nel 1954 “School of Darkness” (la Scuola delle Tenebre) fu un successo senza eguali, malgrado i tentativi di censura e boicottaggio dei poteri forti:

                 la Dodd fu tra i primi studiosi di settore a dimostrare sistematicamente

    come il comunismo non fu altro che una farsa perpetrata dai finanzieri internazionali

              “per controllare l’uomo comune” e promuovere la tirannia mondiale

                                               (o Nuovo Ordine mondiale).

    L'opera della Dodd fu basilare per comprendere le dinamiche e gli intrecci sviluppati tra le logge le banche e i partiti, fiutando la pista dei sovvenzionamenti che i grandi banchieri e finanzieri internazionalisti stanziarono fin dal cuore di Wall Street e della City di Londra, verso Mosca, San Pietroburgo e gli altri numerosi focolai rivoluzionari appiccati dalla falsa ideologia comunista. La conversione di Bella Dodd per il grande paese americano fu un momento importante per la realizzazione di una coscienza comune sul fronte cattolico anti-comunista ed anti-cospirazionista in generale. In gergo americano ella fu quella che si dice una "revert". Cresciuta cattolica, rifiutò la sua fede nella vita adulta e alla fine ritornò alla Chiesa sotto la guida del vescovo Fulton Sheen nel 1952. Morì nel 1969. Lo scritto che segue, la traduzione del primo capitolo della sua grande opera (The School of Darkness: praticamente introvabile e – tra l'altro – mai tradotta in italiano) vuol essere un gesto di gratitudine, un mio piccolo omaggio personale alla memoria di questa grande donna, che può considerarsi uno dei più eroici paladini della contro-rivoluzione, di sempre. Che la sua storia e la sua testimonianza, sottratta alla polvere e al buio delle cantine, possano servire a ciascuno di noi per cercare sempre la via della Verità e conservare quel sano spirito critico che è il sale della vita, nella consapevolezza che oltre la materia esiste un universo infinito, invisibile, fatto di spirito e che l'uomo – nel bene e nel male – può utilizzare le armi dello spirito per la devastazione dell'umanità (delle anime e della materia) o per la rinascita e prosperità della stessa, nonché per la salvezza della propria anima.

    Sergio Basile (Copyright © 2018 Qui Europa)

     

    The School of Darkness – La Scuola delle Tenebre / 1

    Capitolo 1° – L'infanzia di Bella e la partenza per gli Usa

    The School of Darkness, Ed. P.J. Kennedy & Sons, New York, 1954

    (Traduzione dall'originale a cura di Sergio Basile)

     

    di Bella Dodd

    THE SCHOOL OF DARKNESS

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Capitolo Primo                                                           

    New York, Picerno (PZ) – di Bella Dodd / Traduzioni dall'originale "The School of Darkess", a cura di Sergio BasileCapitolo Primo / Premessa – Sono nata nel sud Italia in una fattoria che era stata della famiglia di mia madre per generazioni, ma potevo considerarmi davvero un’americana nata sul suolo italiano come risultato di una serie di incidenti. E fu un incidente che mi tenne in Italia fino a quando non ebbi compiuto sei anni. Solo anni dopo seppi che una delle ragioni per cui mia madre mi aveva lasciato lì era la speranza che un giorno lei fosse riuscita a persuadere suo marito, a New York con gli altri suoi figli, a tornare con loro in Italia. Per lei quella fattoria vicino Potenza rappresentava la vita, ma non fu mai in grado di persuaderli, perché l'America era il posto da loro scelto. Mia madre era rimasta vedova quando il più giovane dei suoi nove figli era ancora un bambino. Con l'aiuto dei figli più grandi gestì la fattoria. Se Rocco Visono non fosse venuto a Potenza dalla sua casa di Lugano, senza dubbio sarebbe rimasta lì per il resto della sua vita. Ma Rocco si innamorò di Teresa Marsica che, nonostante i suoi nove figli e una dura vita di lavoro, era ancora attraente, con gli occhi scuri e luminosi e i modi vivaci. Rocco era venuto a visitare una sorella sposata con un funzionario governativo e aveva incontrato Teresa nel vicino villaggio di Picerno. Scalpellino di mestiere, trovò lavoro a Potenza mentre Teresa si stava decidendo. Era quasi persuasa, ma esitò quando venne a sapere che Rocco aveva intenzione di andare a New York. Ci volle molto tempo per convincerla a fare il grande passo. Guardava il fertile terreno del suo campo e vedeva crescere bene la lattuga e i fagioli: questa era stata la fattoria di suo padre, quella di suo nonno e quella del padre di quest’ultimo.

    Come avrebbe potuto abbandonarla e attraversare l'Atlantico verso l'incertezza?

                       Avrebbe mai trovato una terra da amare e lavorare?

    Ma il sereno pretendente dagli occhi azzurri era persistente, e anche i bambini erano dalla sua parte, desiderosi di andare in America, perché Rocco aveva raccontato loro storie brillanti della vita lì, della libertà e della possibilità di arricchirsi.

     Verso il sogno americano                                           

    Litigarono e implorarono la madre finché lei non cedette. I tre ragazzi più grandi sarebbero dovuti andare con il loro padre eletto e mia madre e gli altri si sarebbero uniti a loro più tardi. Comunque Teresa, per ragioni sue, aveva insistito sul fatto che non l'avrebbe sposato fino a quando non fosse arrivata in America. Alla fine Teresa dovette cedere e i quattro partirono per gli Stati Uniti. Da East Harlem inviavano entusiaste lettere. C'erano molti italiani che vivevano lì ed era come una colonia di gente di casa; lei avrebbe dovuto raggiungerli al più presto. Allora Teresa accettò l'inevitabile: disse addio ai suoi vicini e ai suoi amati campi, alla casa che l'aveva protetta per tutta la vita e in cui tutti i suoi figli erano nati. Ma affidò la fattoria a un parente perché non poteva sopportare di venderla: un giorno sarebbe potuta tornare. Con sei bambini s’apprestò ad intraprendere il lungo viaggio verso la sua nuova vita. I tre ragazzi più grandi e Rocco la portarono in trionfo nel loro appartamento di cinque stanze sulla 108a strada. Teresa era felice di rivederli, ma guardò con sgomento le stanze. Fu solo parzialmente confortata quando sua sorella, Maria Antonia, che era stata in America per qualche tempo, venne ad accoglierla.

                      Nel gennaio del 1904 Rocco Visono e Teresa Marsica

                   si sposarono nella Chiesa di Santa Lucia a East Harlem.

    Al sentire le parole del prete avvertì una nostalgia come mai prima. Il ricordo del passato, di Fidelia, sua madre, Saverio, suo padre e gli operai della fattoria;

            vide sé stessa e i suoi fratelli e sorelle, tutti in ginocchio insieme

           per la preghiera familiare nel grande salone del casale di Picerno.

     Ritorno in Italia e nascita di Maria Isabella            

    Diversi mesi dopo arrivò una lettera dall'Italia che diceva a Teresa che c'erano problemi con la gestione della sua proprietà. A questa notizia, persuase Rocco che doveva tornare indietro per sistemare le cose, forse affittare la fattoria a persone responsabili. Nel momento in cui fu in mare aperto Teresa si rese conto di essere incinta. Era costernata. L'attività in Italia avrebbe potuto richiedere mesi e il bambino sarebbe potuto nascere lì. Gli affari della fattoria avrebbero potuto richiedere più tempo di quanto si aspettasse.

                                Nell'ottobre del 1904 nacqui a Picerno

                 e fui battezzata con il nome di Maria Assunta Isabella.

    Con l'approvazione di mio padre, Teresa decise di tornare negli Stati Uniti e lasciarmi sotto le cure di una madre affidataria. Sperava di tornare entro un anno, ma passarono ben cinque anni prima che potesse rivedermi. Avevo quasi sei anni quando vidi mio padre, i miei fratelli e mia sorella per la prima volta.

     Tra le amorevoli cure di Mammarella e Taddeo       

    La donna che divenne mia madre adottiva e balia era la moglie di un pastore di Avigliano. Il suo bambino era morto e lei era felice di prendersi cura di me. Per cinque anni vissi con queste persone semplici e, sebbene ci fosse poco lusso nella piccola casa di pietra, ricevetti amorevoli cure da entrambi i miei genitori adottivi. Li rivedo e i miei ricordi risalgono al mio terzo anno. Mammarella era una brava donna e io le ero molto devota. Ma fu a suo marito, Taddeo, che andò il mio amore più profondo. Non c'era nessun altro bambino in famiglia e mi diede tutto il suo affetto genitoriale. Ricordo la loro casa col caminetto, il tavolo preparato per cena, io in braccio a Taddeo, avvolta nel suo grande manto di pastore. Successivamente, nei giorni difficili, desideravo spesso di essere di nuovo quella piccola bambina che sedeva lieta godendo del loro amore protettivo. Mia madre mandava soldi regolarmente e offriva ai miei genitori adottivi più conforto di quanto avrebbero potuto fornire i piccoli salari di Taddeo. Di tanto in tanto Mammarella cercava di fare di Taddeo qualcosa di più di un pastore da collina. Non amava il suo essere lontano da casa in inverno. In quella zona montuosa dell'Italia faceva freddo in inverno; così le pecore furono spinte verso la Puglia, regione più calda dove il pascolo era migliore. Anche in estate Taddeo soggiornava spesso tutta la notte sulle colline. Poi io e Mammarella andammo da lui portando cibo e coperte in modo che anche noi potessimo dormire all'aperto.

     Mentre marito e moglie parlavano, io mi perdevo nei campi, alla ricerca di fiori e farfalle.

                                   Ricordo di aver corso da una collina all'altra.

                                 Le mie dita ansiose si allungarono verso l'alto,

                perché il cielo sembrava così vicino che pensavo di poterlo toccare.

    Sarei tornata stanca per trovare Mammarella che lavorava a maglia e Taddeo, che mi intagliava sempre nuove scarpe di legno. Indossai un paio di scarpe di cuoio, solo poco prima di partire per l’America.

     Il Cielo, il pellegrinaggio, la scoperta del Purgatorio 

    Taddeo mi alimentava con il latte caldo dalle sue pecore e cercava di spiegarmi il Cielo. Una volta disse: "Non importa, piccola, forse un giorno toccherai il cielo. Forse". Poi mi raccontava storie sulle stelle, e credevo quasi che appartenessero a lui e che potesse spostarle nei cieli. Mi addormentai avvolta in una coperta e quando mi svegliai mi ritrovai nel mio letto a casa nostra ai margini del villaggio. Ho vaghi ricordi delle cose della religione. Ricordo di essere stata portata diversi giorni e notti sulle spalle di Taddeo in pellegrinaggio con molte persone che camminavano attraverso una foresta profonda, verso un santuario: doveva essere primavera perché i boschi erano ricoperti di viole. Da allora non ho mai più rivisto violette blu senza sentire nella mia mente il vocio delle preghiere dette insieme a quella gente.

                      Uno dei bambini mi parlò di un posto chiamato purgatorio.

    Disse che se io avessi permesso al vescovo di mettere del sale sulla mia lingua, bagnandomi la fronte con acqua benedetta (Sacramento della Cresima –  Ndt) sarei salita in cielo e se non lo avessi fatto, sarei rimasta in purgatorio per anni e anni. Dissi questo a Taddeo e per una volta non fui consolata:

                                 disse che il purgatorio era un posto grigio,

             senza alberi e senza colline, ma disse che sarebbe stato lì con me.

     S. Antonio mi avrebbe fatto ritrovare la via smarrita  

    Di seguito parlai con Mammarella e mi disse che, anche se ero giovane, mi avrebbe fatto cresimare, perché il vescovo stava venendo nella nostra città per officiare la cerimonia. Ciò richiese grandi preparativi. Ricevetti un nuovo vestito rosso con un collo alto, cucito "stile principessa". Ebbi il mio primo paio di scarpe di cuoio. Quando venne il grande giorno, andai in chiesa presto. Era ancora quasi vuota, tranne che per la presenza di un gruppetto irrequieto di bambini in attesa della cresima. I pochi posti disponibili nella grande chiesa furono collocati verso l'altare, riservati ai nobili della città. Tutti gli altri si inginocchiavano sul pavimento di pietra. Mi inginocchiai anch'io e mi guardai attorno, soffermandomi sulle statue.

                         Ebbi una particolare predilezione per Sant'Antonio,

                            con il sorriso tenero e Gesù Bambino in braccio.

               Taddeo mi disse che Sant'Antonio avrebbe vegliato su di me

                                  e mi avrebbe tenuto lontano dal male;

    e che se avessi perso qualcosa, Sant'Antonio mi avrebbe aiutato a ritrovarlo.

     Una visita inaspettata                                                        

    Una sera a cena sentimmo dei passi frettolosi e una voce eccitata che diceva: “Una lettera d'amore…”. “Forse è di mia madre", dissi, "e ci saranno soldi per Mammarella". Quando l'aprii, vidi solo una lettera minuscola e niente soldi. Nessuno mi disse di cosa parlava la lettera. Settimane dopo ero sola in casa, vicino al fuoco. Febbraio era freddo quell'anno. Taddeo era in Puglia e non sarebbe tornato per qualche tempo. Mammarella era andata alla fontana del villaggio per prendere l’acqua. Sentii strani passi sui ciottoli: la porta si aprì e comparve una donna alta e scura con un cappotto pesante che mi guardava e senza pronunciare una parola mi abbracciò. Poi si tolse il velo e vidi che aveva i capelli neri e folti, un po 'grigi, ma morbidi e ondulati. La guardai con stupore. "Tu chi sei?" chiesi. Lei mi rispose in italiano, ma sembrava diverso da quello del nostro villaggio. "Sono un’amica delle persone che vivono qui. Dov'è il pastore?" "Non è qui, è in Puglia." "Ti piace lui?" "Lo amo più di chiunque altro al mondo! Gli voglio tanto bene." La fissai e mi chiesi perché avrebbe dovuto fare queste domande. "Certo che lo fai!” (disse lei tranquillamente). "Vieni qui e siediti sulle mie ginocchia mentre ti racconto una storia, ma prima, dimmi: lo ami più di tua madre?". "Certo! Non conosco nemmeno mia madre!". La strana signora mi sorrise. "Ascolta cara, ho avuto una bambina, una volta”. Mentre ascoltavo cominciai a sentirmi a disagio. “Un dì dovetti andare in una terra sconosciuta dove non avrei potuto prendermi cura di lei, e così trovai un uomo buono e gentile che disse che lo avrebbe fatto per me. Si chiamava Taddeo". " Taddeo?" All'improvviso capii e scivolai dalle ginocchia della donna." “Sei la mia vera madre!?” Mi accarezzò i capelli e disse:

              "Sono venuta fin dall'America per la mia bambina e speravo che mi amasse!”

                                           Qualcosa nella sua voce mi conquistò.

    Allora mi volsi verso di lei e le gettai le braccia al collo e poi mi sedetti accanto a lei finché non sopraggiunse Mammarella. Ero mezza addormentata e mi ricordai solo che dissi: "Questa è mia madre, la mia vera madre!” Rispose: “devi amare tua madre! Quella sera se ne andò di nuovo, ma disse che sarebbe tornata entro una settimana e che mi avrebbe portato in America con lei: da quel momento fu tutta una preparazione febbrile. Taddeo disse che sarebbe tornato a casa prima che io fossi partita.

     Gli ultimi giorni con Taddeo e Mammarella                  

    Per me quella settimana con i miei compagni di gioco fu memorabile. "Ti ha portato regali?" Chiesero i bambini. "Andrai in pullman a Potenza?” “Le case in America sono fatte di vetro?” Mi chiese un altro bambino. “Nessuno è povero lì? Tutti sono contenti e mangiano i maccheroni tutti i giorni!

                      Mangiare i maccheroni ogni giorno era il massimo per i bambini

            la cui dieta principale erano i fagioli e la polenta: l'essenza della plutocrazia.

    Tornerai?” qualcuno chiese. In qualche modo questa era la prima volta che pensavo di andarmene e mi sentivo un pò scossa, ma risposi con audacia: "Certo che lo farò, e un giorno vi porterò tutti con me in America"Nessuna ulteriore parola per mia madre era arrivata da Taddeo alla vigilia della mia partenza. Mammarella aveva preparato una meravigliosa cena di pasta arricata e noci e calamaretti farciti con uvetta. C'era vino bianco dolce. Era come il carnevale! Aspettammo Taddeo, ma quando lui non venne, ci sedemmo e mangiammo in silenzio. Quindi ripulimmo il tavolo.

                              Mi sedetti con la testa contro la sedia di Mammarella:

            stava piangendo, ma si fermò quando vide che anche io iniziai a piangere.

                 Mi prese tra le sue braccia e cantò per me una canzone sui santi.

    Taddeo non era ancora arrivato. Temevo di non rivederlo più. Cercai di fissare per sempre la sua immagine dentro di me, così non l’avrei scordata mai più. Mammarella mise la cenere sulle braci e andammo a letto; ma non riuscivo a dormire. All'improvviso udii passi pesanti sui ciottoli. Quando la porta si aprì ero già tra le sue braccia. Avevo i piedi freddi, si tolse il manto e lo avvolse attorno a loro e li strofinò. Mammarella entrò, accese il fuoco e cominciò a riscaldare la polenta. Rimasi seduta tra le sue braccia mentre Taddeo ci parlava del suo viaggio di ritorno: "Ho viaggiato per metà della notte e non avevo idea che sarebbe stato così freddo ad Avigliano". Devo subito tornare all'ovile della valle perché ho lasciato le pecore in custodia a Filippi. Mi disse che sarebbe potuto restare solo un'ora con noi.

     "Sant'Antonio mi ha portato qui", mi disse. "Mi ha aiutato ad arrivare qui in tempo,

                  non dimenticare mai che lui ti aiuterà ad arrivare dove devi

                                           e a trovare quello che perdi."

    Prestai poca attenzione alle sue parole. Ero felice di sedermi accanto al fuoco e di guardarlo mentre mangiava la polenta e immergeva il pane nel vino rosso. Poi si alzò, indossò il lungo mantello e si avvolse la sciarpa intorno al collo. "Questo scialle è troppo sottile… Ascolta, piccola, mi manderai una lettera dall'America?" I miei occhi si riempirono di lacrime. Mi baciò e disse con tono rassicurante:

                                    "Ecco, tesoro, un giorno tornerai…

                       Ora vai in una bella casa dove sarai una signorina

                 e avrai vestiti di seta e forse due paia di scarpe di cuoio."

    "Non voglio andare”, dissi piangendo in preda al panico. "Non voglio.. non lo farò!" Mi tenne finché non smisi di singhiozzare e poi disse: "Ora devo davvero andare, Addio tesoro!" e mi consegnò a Mammarella e si affrettò a uscire di casa. Faticai a divincolarmi e lo rincorsi. Non avevo lo scialle e il mio vestito volava nel vento. Continuai a chiamare, "Taddeo! Taddeo!", corsi giù per la strada fino a quando arrivai in piazza e potei vedere Taddeo e Filippi che guidavano le pecore davanti a loro. C’era un freddo pungente e il terreno era ghiacciato. Chiamavo Taddeo ancora e ancora. Avevo messo il mio primo paio di scarpe di cuoio da mostrargli e le stringhe slegate mi fecero inciampare; la pelle dura mi faceva male ai piedi. Giacevo nella neve e singhiozzavo. Mammarella mi trovò lì, mi prese in braccio e mi portò in casa, adagiandomi tra le coperte calde. Rimase con me finché non mi fui addormentata. Il giorno dopo mi pettinarono accuratamente, con grande premura e mi vestirono con l’abito rosso della cresima. Le scarpe di pelle nuove erano allacciate intorno alle mie caviglie. Mammarella tirò fuori la sua scatola da matrimonio e ne estrasse un fazzoletto di seta bianca. "L'ho indossato quando ero ragazza", disse, mentre lo piegava in un triangolo e me la legava sotto il mento. Poi siamo andati dall’autista del bus che stava aspettando per portarmi via. "Madonna, questa creatura e tutta occhi!", disse. Mammarella e io ci sedemmo in silenzio nell'autobus e osservammo il desolato paesaggio di montagna e le distese di neve che si inerpicavano lungo la strada. Finalmente, insensibili per il freddo, raggiungemmo la stazione ferroviaria di Potenza. Mammarella mi accompagnò nello scompartimento del treno e mi baciò.

                  Non potevo piangere perché non avevo più lacrime da versare.

    Poi ero da sola, su un treno con estranei verso la strada per Napoli, dove mia madre doveva incontrarmi.

     In viaggio verso l'ignoto                                                     

    Era la prima volta per me, non ero mai stata su un treno, ma non lo trovavo strano. Guardai fuori dalla finestra il panorama che cambiava. Dopo un po’ la neve e le montagne erano scomparse, all’orizzonte solo erba e pianura, con alberi di ulivo qua e là. D’un tratto vidi un gregge di pecore bianche con un pastore e pensai a Taddeo. Ma Taddeo era ormai molto indietro e io ero da sola.

                Avevo lasciato tutto ciò che mi apparteneva e stavo andando verso l'ignoto.

    Il mio compartimento era quasi vuoto. Il capotreno aveva promesso a Mammarella che si sarebbe preso cura di me. Alla fine, mentre sedevo sulla panca di legno, mi addormentai, appoggiandomi al mio fagotto di vestiti, esausta per lo strano movimento del treno. Era notte quando il treno arrivò a Napoli. Il bigliettaio entrò e raccolse il mio bagaglio. "Vieni subito", disse, e lo seguii verso l’uscita. C'era mia madre che aspettava con ansia il mio arrivo. Era alta, dritta e rassicurante. La salutai con entusiasmo e mi rese felice vedere il suo sorriso affettuoso mentre correva verso di me. Ero spaventata dinanzi allo spettacolo di Napoli. C'erano mendicanti che si lamentavano e chiedevano l’elemosina nel nome di San Rocco. C'erano bambini sporchi nelle strade. C'era rumore e confusione. Volevo tornare indietro al nostro tranquillo paesino, dove le persone erano povere, ma pulite e orgogliose. Comunque quando il giorno successivo salpammo per l'America, ero felice (continua…).

    Bella Dodd / New York 1954

    Traduzioni dall'originale "The School of Darkness" a cura di Sergio Basile / Qui Europa

    N.B.: i titoli dei sottoparagrafi sono stati aggiunti dal traduttore e non sono presenti

    nella versione originale in lingua inglese

    (Copyright © 2018 Qui Europa) partecipa al dibattito: infounicz.europa@gmail.com 

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    Mercoledì, 7 marzo / 2018  – di William Guy Carr. Tratto da Pawns in the Game (1954) –   Redazione Quieuropa, William Gut Carr, Albert Pike, Giuseppe Mazzini, Massoneria, Illuminati  Pawns in the Game: Illuminati, Satanisti, Massoneria e nascita del Comunismo La strategia di Satana e dei suoi seguaci, nei rapporti tra Illuminati e Massoneria, svelati da William Guy Carr   Tratto da […]

    7 marzo 2018Commenti disabilitatiRead More

     

    Casaleggio, la Rete e il Nuovo Ordine Democratico

    Casaleggio, la Rete e il Nuovo Ordine Democratico

    Sabato, 28 luglio / 2018 – di Roberto Pecchioli e Sergio Basile –  Redazione Quieuropa, Roberto Pecchioli, Casaleggio,  Movimento, M5S,  Jean Jacques Rousseau   Casaleggio, la Rete e il Nuovo Ordine Democratico L'ultima fase della rivoluzione "democratica", sotto il marchio del solito Rousseau di Roberto Pecchioli e Sergio Basile   Premessa a cura di Sergio Basile   […]

    27 luglio 2018Commenti disabilitati

     

    Il Piano Dulles, la P2, Berlusconi e il ’68

    Il Piano Dulles, la P2, Berlusconi e il ’68

    Venerdì, 6 luglio / 2018  – di Sergio Basile –  Redazione Quieuropa, Sergio Basile, Silvio Berlusconi, Piano Dullas, 1968,  rivoluzione,  Sbarco  Il Piano Dulles, la P2, Berlusconi e il '68 Il Piano Dulles e gli eredi del Sessantotto: il piano massonico di sovversione dei costumi italiani attraverso i media, dallo sbarco in Sicilia ai giorni nostri […]

    Piano Kalergi e convergenza tra europeismo e comunismo

    Piano Kalergi e convergenza tra europeismo e comunismo

    Martedì, 26 settembre/ 2017  di Sergio Basile  Redazione Quieuropa,  Sergio Basile, Piano Kalergi, Comunismo, Europeismo, Massoneria  Piano Kalergi e convergenza tra europeismo e comunismo  Kalergi, Lenin e Trotsky: stessa anima, stessi obiettivi                               “Esiste anche un'altra alleanza               […]

    Il Piano Kalergi – Origini, intrecci, retroscena e panacee alla disintegrazione dell’Europa

    Il Piano Kalergi – Origini, intrecci, retroscena e panacee alla disintegrazione dell’Europa

    Domenica, 24 settembre/ 2017  di Sergio Basile  Redazione Quieuropa,  Sergio Basile, Piano Kalergi, Lionel George Curtis, Mondialismo, Europa  Il Piano Kalergi – Origini, intrecci, retroscena e panacee alla disintegrazione dell'Europa Analisi logica del complotto per la Paneuropa e dei suoi uomini chiave   di Sergio Basile                          […]

    Piano Kalergi, magliette rosse e immigrazionismo

    Piano Kalergi, magliette rosse e immigrazionismo

    Mercoledì, 11 luglio / 2018  – di Sergio Basile –  Redazione Quieuropa, Sergio Basile,  Piano Kalergi, Piano Dulles, Kalergi, protesta, magliette rosse   Piano Kalergi, magliette rosse e immigrazionismo: i disegni occulti dei seguaci dell'europeismo Profilo dei delfini dell'europeismo e crimine della paneuropeizzazione   di Sergio Basile                   […]

    Moneta-debito, strategie bancarie, crisi: tutto nei Protocolli di Sion

    Moneta-debito, strategie bancarie, crisi: tutto nei Protocolli di Sion

    Domenica, 27 maggio/ 2018 – di Sergio Basile  –  Redazione Quieuropa, Sergio Basile, Kolbe, Protocolli dei Savi di Sion, moneta-debito, banche  Moneta-debito, crisi economiche e strategie bancarie: tutto nei Protocolli di Sion Il caos economico imperante sarebbe una delle prove maggiori  dell'autenticità del documento più sovversivo della storia   di Sergio Basile, Presidente Sete di Giustizia           […]

    Kolbe e i Protocolli di Sion: il libro fondamentale della massoneria

    Kolbe e i Protocolli di Sion: il libro fondamentale della massoneria

     

    Sabato, 26 maggio/ 2018 – Articolo estratto da Chiesa viva n° 125 / Premessa a cura di Sergio Basile  –  Redazione Quieuropa, San Massimiliano Kolbe, Protocolli dei Savi di Sion, massoni, sionismo  Padre Kolbe e i Protocolli dei Savi Anziani di Sion: il libro fondamentale della massoneria Nei Protocolli è rimarcata la strategia farisaica dell'ebraismo: utilizzare la massoneria e […]

    25 maggio 2018Commenti disabilitatiRead More

    Islam e Scontro tra civiltà – Mazzini, Pike e la Pianificazione Massonica del terzo caos mondiale

    Islam e Scontro tra civiltà – Mazzini, Pike e la Pianificazione Massonica del terzo caos mondiale

    Sabato, Febbraio 21st / 2015     – di Sergio Basile – Redazione Quieuropa, Albert Pike, Giuseppe Mazzini, Massoneria, Lucifero, Scontro tra civiltà, Jacob Bohme, Swedenborg, Saint-Martin, Epiphanius, William Guy Carr, Sistema Bancario Internazionale, Cabala, Satana, sterco del demonio, moneta-debito, Giudeo massoneria e Nuovo Ordine Mondiale  L'attuale scontro fomentato tra civiltà e religioni pianificato in 2 lettere del 187o e '71 La confessione […]

    Il piano giudeo-massonico di asservimento planetario nella lettera di Baruch Levy a Karl Marx

    Il piano giudeo-massonico di asservimento planetario nella lettera di Baruch Levy a Karl Marx

    Giovedì, 12 ottobre / 2017             – Lettera di Baruch Levy (rabbino) a Karl Marx –                             Documento ritrovato nel 1888       pubblicato in "La Revue de Paris – 1° giugno 1928 – Pag. 574                 […]

    Comunismo Occulto – Prima Parte

    Comunismo Occulto – Prima Parte

     Lunedì, Settembre 28th, 2015 – di Alain Kérizo – Traduzione dall'originale francese Sous le Signe du Scorpion… («Sotto il Segno dello Scorpione…»), a cura di Paolo Baroni. Articolo apparso a puntate sulla rivista Sous la banniére, nn. 84, 85, 86, 87, da luglio 1999 a febbraio 2000. Reperibile alla pagina web http://www.barruel.com/scorpion.html Redazione Quieuropa,  Jüri Lina, Alain Kérizo, Comunismo, Occultismo, Sovversione satanica, Massoneria, Alain Kerizo, […]

    Comunismo Occulto – Seconda Parte

    Comunismo Occulto – Seconda Parte

     Mercoledì, Settembre 30th, 2015 – di Alain Kérizo – Traduzione dall'originale francese Sous le Signe du Scorpion… («Sotto il Segno dello Scorpione…»), a cura di Paolo Baroni. Articolo apparso a puntate sulla rivista Sous la banniére, nn. 84, 85, 86, 87, da luglio 1999 a febbraio 2000. Reperibile alla pagina web http://www.barruel.com/scorpion.html Redazione Quieuropa,  Comunismo, Occultismo, Sovversione satanica, Massoneria, Alain Kerizo, Centro San Giorgio, […]

    Comunismo Occulto – Terza Parte

    Comunismo Occulto – Terza Parte

    Giovedì, Ottobre 8th, 2015 – di Alain Kérizo – Traduzione dall'originale francese Sous le Signe du Scorpion… («Sotto il Segno dello Scorpione…»), a cura di Paolo Baroni. Articolo apparso a puntate sulla rivista Sous la banniére, nn. 84, 85, 86, 87, da luglio 1999 a febbraio 2000. Reperibile alla pagina web http://www.barruel.com/scorpion.html Redazione Quieuropa,  Comunismo, Occultismo, Sovversione satanica, Massoneria, Alain Kerizo, Centro San Giorgio, […]

    Comunismo Occulto – Quarta Parte

    Comunismo Occulto – Quarta Parte

    Mercoledì, Gennaio 13rd, 2016 – di Alain Kérizo – Traduzione dall'originale francese Sous le Signe du Scorpion… («Sotto il Segno dello Scorpione…»), a cura di Paolo Baroni. Articolo apparso a puntate sulla rivista Sous la banniére, nn. 84, 85, 86, 87, da luglio 1999 a febbraio 2000. Reperibile alla pagina web http://www.barruel.com/scorpion.html Redazione Quieuropa,  Comunismo, Occultismo, Sovversione satanica, Massoneria, Alain Kerizo, Centro San Giorgio, Paolo […]

    Comunismo Occulto – Quinta Parte

    Comunismo Occulto – Quinta Parte

    Domenica, Gennaio 17th, 2016 – di Alain Kérizo – Traduzione dall'originale francese Sous le Signe du Scorpion… («Sotto il Segno dello Scorpione…»), a cura di Paolo Baroni. Articolo apparso a puntate sulla rivista Sous la banniére, nn. 84, 85, 86, 87, da luglio 1999 a febbraio 2000. Reperibile alla pagina web http://www.barruel.com/scorpion.html Redazione Quieuropa,  Comunismo, Occultismo, Sovversione satanica, Massoneria, Alain Kerizo, Centro San Giorgio, Paolo […]

    Affinità Elettive tra Ebraismo e Massoneria

    Affinità Elettive tra Ebraismo e Massoneria

    Lunedì,  Settembre 1st/ 2014 – A cura di Paolo Baroni, Centro San Giorgio e Redazione Quieuropa – Iniziativa di Libero Confronto, Pensa e Scrivi di Quieuropa Redazione Quieuropa, Paolo Baroni, Centro San Giorgio, Ebraismo, Massoneria, Affinità elettive, Léon de Poncis, bolscevismo, socialismo, Abramo Lincoln, Adam Weishaupt, diede vita alla "Setta degli Illuminati", in data 1° Maggio 1776), guerra civile americana, Padre Massimiliano […]

    Le radici occulte del Socialismo

    Le radici occulte del Socialismo

    Lunedì, 10 Ottobre/ 2016    di Jean Vandamme  Redazione Quieuropa, Jean Vandamme, Paolo Baroni, Centro Sa Giorgio, Socialismo, origini occulte, Massoneria, Governo Globale  Le radici occulte del Socialismo Gli iniziati detro ogni ideologia: apparentemente si combattono, ma il fine è lo stesso, la creazione di un unico governo mondiale, la Repubblica Massonica Universale. Il regno dell'anticristo da contrapporre […]

    Giovani fedeli all’ebraismo: siamo destinati a dominare il mondo – Risposta ideale di due grandi santi

    Giovani fedeli all’ebraismo: siamo destinati a dominare il mondo – Risposta ideale di due grandi santi

    Mercoledì, 10 Agosto/ 2016    – di Redazione Qui Europa / Premessa Redazione Antimassoneria – /  Redazione Quieuropa, Redazione Antimassoneria, Nuovo Ordine Mondiale, ebrei, Talmud, San Giovanni Bosco, San Massimiliano Kolbe    Giovani fedeli all'ebraismo: siamo destinati   a dominare il mondo    La confessione: i goym saranno nostri schiavi!  Parlano i protagonisti del New World Order  La risposta ideale della Chiesa, […]

    Auriti – Il sangue contro la carta: tecnica della setta per appropriarsi dei valori reali

    Auriti – Il sangue contro la carta: tecnica della setta per appropriarsi dei valori reali

    Giovedì, 12 ottobre / 2017  – di Giacinto Auriti: ricordi e pensieri –  Redazione Quieuropa, Giacinto Auriti, L'Alternativa, sangue contro oro, oro carta, massoneria   Auriti – Il sangue contro la carta: tecnica della setta per appropriarsi dei valori reali Titolo originale: "Il sangue contro l'oro"   di Giacinto Auriti /  L'Alternativa n. 4 – 15 settembre 1973  Seguici anche su facebook – Giacinto Auriti: ricordi […]

    Dominio Rothschild – Evoluzione dei rapporti tra Finanza, Massoneria e Comunismo / 1

    Dominio Rothschild – Evoluzione dei rapporti tra Finanza, Massoneria e Comunismo / 1

    Domenica, 8 Gennaio/ 2017     – di  Sergio Basile e Don Curzio Nitoglia  Redazione Quieuropa, Don Curzio Nitoglia, Sergio Basile, Redazione luococomune, Alta Finanza, Giudeo Massoneria, Rothschild, Finanza, Comunismo, Italia, Occupazione, influenza Rothschild sull'Italia, Sistema Bancario   Evoluzione dei rapporti tra Alta-Finanza,   Giudeo-Massoneria e Comunismo:   dominio Rothschild / 1 Il lato occulto della storia: 150 anni di dittatura Rothschild,  150 anni […]

    Libertà, Uguaglianza e Fratellanza: significato occulto secondo lo spirito massonico

    Libertà, Uguaglianza e Fratellanza: significato occulto secondo lo spirito massonico

    Venerdì,  29 Luglio/ 2016  – di Sergio Basile – Redazione Quieuropa, Talmud, Mons. Leone Meurin, Don Isidore Bertrand, Clotilde Bersone, Epiphanius, San massimiliano Kolbe o San Giovanni Bosco, massoneria, logge massoniche, rivoluzione, sovversione sociale, Albert Pike, Eliphas Levi, Giuseppe Mazzini,  ideali rivoluzionari, Libertà, Uguaglianza, Fratellanza, Grand'Oriente d'Italia, Gustavo Raffi, RAI, Humanum Genus, Leone XIII  Libertà, Uguaglianza e Fratellanza: significato occulto […]

    Le Forze Occulte della Sovversione: Giudaismo, Massoneria, Liberalismo & Bolscevismo

    Le Forze Occulte della Sovversione: Giudaismo, Massoneria, Liberalismo & Bolscevismo

    Lunedì, 9 Maggio/ 2016     – di Don Curzio Nitoglia – Redazione quieuropa, Don Curzio Nitoglia, Le Forze Occulte della Sovversione: Giudaismo, Massoneria, Liberalismo & Bolscevismo, millenarismo «gioachimita», Gioacchino da Fiore, ecclesiologia della Nuovissima Alleanza, San Tommaso d’Aquino, Somma Teologica, Vangelo e Gesù, Puritanesimo, negazione della Santissima Trinità e la Divinità di Cristo, origine ebraica di Gioacchino,  Goffredo d’Auxerre, San Bernardo di Chiaravalle, Giudaismo padre della Massoneria, Massoneria anglo-americana, Rivoluzioni, Liberismo calvinista, Americanismo teo-conservatore, Plutocrazia dell’alta finanza apolide, vera Economia, Millenarismo gioachimita, Giudaismo, […]

    La Massoneria favorisce e propaga il Comunismo che è opera ebraica

    La Massoneria favorisce e propaga il Comunismo che è opera ebraica

    Lunedì, 17 Ottobre/ 2016    – di Maurice Pinay –  Redazione Quieuropa, Maurice Pinay, Paolo Baroni, Centro Sa Giorgio, Socialismo, origini occulte, Massoneria, Governo Globale, Ebraismo, Diffusione del Comunismo in Russia, Diffusione del Comunismo in Italia, Mazzini, Garibaldi, Depretis, Togliatti, Anti messianismo  La Massoneria favorisce e propaga il Comunismo che è opera ebraica Il complotto contro la Chiesa: […]

    Massoneria, Comunismo e Corruzione della gioventù: direttive marxiste per il Nuovo Ordine – 2

    Massoneria, Comunismo e Corruzione della gioventù: direttive marxiste per il Nuovo Ordine – 2

    Sabato, Febbraio 20th, 2016 – di Paolo Baroni, Centro San Giorgio  – Redazione Qui Europa, Paolo Baroni, Centro San Giorgio, Comunismo, Massoneria,  filiazione massonica dell'ideologia comunista, sesso, droga e rock'n'roll, Nuovo Ordine Mondiale, filiazione massonica dell'ideologia comunista, satanismo, corruzione della società, Adorno, Marcuse, Scuola di Francoforte, Distruzione di una nazione, distruzione del senso morale, degenerazioni sessuali, divorzio, distruzione della famiglia, […]

    Massoneria, Comunismo e Corruzione della gioventù: Piano per un Nuovo Ordine Mondiale – 1

    Massoneria, Comunismo e Corruzione della gioventù: Piano per un Nuovo Ordine Mondiale – 1

    Giovedì, Febbraio 18th, 2016 – di Paolo Baroni, Centro San Giorgio  – Redazione Qui Europa, Paolo Baroni, Centro San Giorgio, Comunismo, Massoneria,  filiazione massonica dell'ideologia comunista, sesso, droga e rock'n'roll, Nuovo Ordine Mondiale, filiazione massonica dell'ideologia comunista, satanismo, corruzione della società, teosofia, George Harrison,  Jerry Rubin,   Willy Münzenberg, Tempio di Salomone, Papa Leone XIII, Mons Delassus, massone Lafargue, Congresso massonico di Liegi del 1865, Madame Helena Petrovna Blavatsky, Annie Besant, occultista John Symonds, Aleister […]

    Apparizioni di satana nelle logge massoniche

    Apparizioni di satana nelle logge massoniche

    Sabato, 25 Giugno/ 2016     – di Redazione Qui Europa – Redazione quieuropa, Leone Maurin, Duca di Frontignan, Abate Giord, satana, apparizioni di satana, Frammassoneria sinagoga di Satana, Blackwood Magazine  Apparizioni di satana nelle logge massoniche "Era costui un giovane di una ventina d'anni… il suo sguardo era di una tristezza infinita, di una disperazione profonda" La Massoneria […]

    Leone XIII – Massoneria: Nemica Potenza del Maligno Demone

    Leone XIII – Massoneria: Nemica Potenza del Maligno Demone

    Martedì, 6 Settembre/ 2016    di Papa Leone XIII Titoli dei paragrafi aggiunti dalla Redazione  Redazione Quieuropa, Leone XIII, Inimica Vis, Massoneria, Setta massonica, enciclica, formazioni militari, vescovi, l'errore che non contrastate   INIMICA VIS – Leone XIII ai Vescovi d’Italia ch’Egli vorrebbe virili nei confronti della setta massonica Massoneria: “Nemica Potenza del Maligno Demone”   di Papa Leone XIII […]

    Testimonianza shock di un medico ex-massone

    Testimonianza shock di un medico ex-massone

    Martedì,  Marzo 31st/ 2015 – Su segnalazione di Giuseppe F. – Iniziativa di Libero confronto, "Pensa e Scrivi" di "Qui Europa" Redazione Quieuropa, Testimonianza shock di un medico ex massone, anima, perdere l'anima, rito di possessione diabolica, testimonianza shock, setta satanica, milizia di Satana, Corpo mistico di Satana, rito magico, forza della preghiera, Ave Maria e […]

    Testimonianza shock alla TV finlandese – La Verità sulla Massoneria: parla un ex-33

    Testimonianza shock alla TV finlandese – La Verità sulla Massoneria: parla un ex-33

    Martedì, Aprile 15th/ 2014 – Redazione Losai / iniziativa di Libero Confronto  –  Occulto e massoneria, laura Caselli, Redazione Losai, Qui  Europa, Juhani Julin, Gerber Weldon, tv finlandese, parla un ex 33, verità e menzogne sul GADU,Helsinky, Madonna di Fatima, TV7.fi, infiltrazioni della massoneria nella Chiesa, I fumi di Satana non prevarranno sulla Chiesa   Juhani Julin decide di […]

    Massoneria – Profetica Maledizione di Don Bosco del 1855 e Visione di Padre Pio del 1913

    Massoneria – Profetica Maledizione di Don Bosco del 1855 e Visione di Padre Pio del 1913

    Domenica,  Agosto 3rd/ 2014 – di Sergio Basile – Redazione Quieuropa, Sergio Basile, Padre Pio, San Giovanni Bosco, Le profezie sulla Casa Savoia, lettera di Padre Pio sulla massoneria, 1917, Massoneria, Politica, Savoia, Piemonte, Legge Rattazzi, soppressione degli ordini religiosi, infame setta della massoneria, la visione e le confessioni di Gesù sulla massoneria a Padre Pio, il tradimento di […]

    Il diavolo nella cultura gnostica ed esoterica

    Il diavolo nella cultura gnostica ed esoterica

    Lunedì, Giugno 8th, 2015 – Giuseppe Federici e Redazione Qui Europa –  Redazione Quieuropa,  Giuseppe Federici, Massoneria, demonio, diavolo, esoterismo, cultura gnostica, Ermetismo, alchimia e cabala ebraica, Padre Massimiliano Maria Kolbe  Società, Religione e Massoneria Il diavolo nella cultura gnostica ed esoterica Nella massoneria si è parlato e si parla molto del diavolo. Nella chiesa cattolica modernista ormai […]

    La più maestosa opera satanica della storia: la moneta-debito

    La più maestosa opera satanica della storia: la moneta-debito

    Lunedì,  Gennaio 18st/ 2016  – di Nicola Arena, Sete di Giustizia / introduzione di Sergio Basile – Redazione Quieuropa, Sete di Giustizia, Nicola arena, Giacinto Auriti, moneta, moneta debito, confusione tra soggetto e oggetto, la più maestosa opera satanica della storia  Storia ed Economia – Moneta-Debito: la più grande truffa contro i popoli La più maestosa opera […]

    Balfour e il sionismo – Origini e obiettivi delle politiche imperialiste del Regno Unito e d’Israele

    Balfour e il sionismo – Origini e obiettivi delle politiche imperialiste del Regno Unito e d’Israele

    Sabato, 19 agosto / 2017   – di Don Curzio Nitoglia –  Redazione Quieuropa, Don Curzio Nitoglia, Sionismo, Ebraismo, Dichiarazione Balfour  Balfour e il sionismo  Origini e obiettivi delle politiche imperialiste del Regno Unito e d'Israele ►Video in allegato   di Don Curzio Nitoglia con integrazioni a cura della Redazione di Qui Europa     […]

    Mortalium Animos – Pio XI contro il modernismo: in difesa della verità rivelata da Gesù

    Mortalium Animos – Pio XI contro il  modernismo: in difesa della verità  rivelata da Gesù

    Domenica, 2 Luglio/ 2017   – Enciclica di Papa Pio XI / Mortalium Animos, 1928 –  Redazione Quieuropa, Pio XI, Moderrnismo, Mortalium Animos, Enciclica, Gesù Cristo, Protestantesimo  Mortalium Animos – Pio XI contro il modernismo: in difesa della verità rivelata da Gesù L'enciclica di un Papa trasparente e coraggioso contro le feroci adulazioni moderiste dei […]

    Mistero Marx – Quello che le Università Occultano

    Mistero Marx – Quello che le Università Occultano

    Giovedì,  Giugno 5th/ 2014   – di Sergio Basile – Dissertazioni su "L'altra faccia di Karl Marx" di Richard Wurmbrand Sergio Basile, Redazione Quieuropa, L'altra faccia di Karl Marx, Richard Wurmbrand, Karl Heinrich Marx, materialismo storico, Lotta rivoluzionaria tra due fazioni sapientemente contrapposte, sterco di Satana, il giovane Marx,  Il "Cristiano" Marx – Dalla lode del sacrificio alla strana metamorfosi, l'essenza del sacrificio cristiano, Oulanem,  inversione tipica del satanismo e delle […]

    Mistero Marx – Ruolo dei Sindacati e paradosso del Plusvalore secondo Auriti

    Mistero Marx – Ruolo dei Sindacati e paradosso del Plusvalore secondo Auriti

    Giovedì,  Giugno 11st/ 2014   – di Sergio Basile – Dissertazioni su "La Malattia del Plusvalore" di Auriti e intorno al caso Alitalia e contestuale ruolo dei Sindacati  Sergio Basile, Redazione Quieuropa, Maurizio Lupi e Giuliano Poletti, Giacinto Auriti,  caso Alitalia, segretari generali  sindacati, Cgil, Cisl, Uil, Gabriele del Torchio, Caso Alitalia, Karl Marx, dottrina sociale della Chiesa  Mistero Marx – Ruolo dei […]

    Mistero Marx – Dai Protocolli dei Savi di Sion all’internazionale Socialista

    Mistero Marx – Dai Protocolli dei Savi di Sion all’internazionale Socialista

    Martedì,  Luglio 1st/ 2014  – Giorgio Bongiovanni / integrazioni Redazione QE – Iniziativa di Libero Confronto, Pensa e Scrivi di Quieuropa   Integraz. a cura della Redaz. Quieuropa (Copyright © 2013 Qui Europa)   Redazione Quieuropa, Giorgio Bongiovanni, Mistero Marx, I Signori del Mondo, internazionale socialista, Karl Marx, Il Manifesto, élite occulta, nobiltà nera, comunismo, Protocolli dei Savi di Sion, banche internazionali, settore petrolifero, infiltrati nella […]

    Lucifero e il Piano di Alice Bailey per un Nuovo Ordine Mondiale

    Lucifero e il Piano di Alice Bailey per un Nuovo Ordine Mondiale

    Giovedì,  Luglio 3rd/ 2014  – di Paolo Baroni, Centro San Giorgio e Redazione QE – Redazione Quieuropa, Redazione Centro San Giorgio, Paolo Baroni, Nuovo Ordine Mondiale, Il piano di Alice Bailey e il Nuovo Ordine Mondiale, I 10 Punti definiti nel 1922 a cura della fondatrice della Lucis Trust, Lucifer Trust,  l'Agenda degli Illuminati del 1776, rottamare Gesù Cristo, Internazionale Socialista, New Age, Il movimento della Nuova […]

    La stampa di regime e la Mano Nascosta in guerra contro i popoli

    La stampa di regime e la Mano Nascosta in guerra contro i popoli

    Lunedì,  Settembre 22th/ 2014  – di Cristiano Tresoldi e Redazione QE – Premessa di Sergio Basile Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi" di Quieuropa Redazione Quieuropa, Cristiano Tresoldi, Sergio Basile, Informazione, giornalismo, disinformazione, ideologia, verità storica, Mano nascosta, giornali e sistema bancario, giornali e moneta, indipendenza, falso dissenso, Mano nascosta, Cherep Spiridovich, Wall Street, ambasciate  La stampa […]

    Don Luigi Villa – Profilo della Massoneria

    Don Luigi Villa – Profilo della Massoneria

    Venerdì,  Novembre 7th/ 2014       – di Don Luigi Villa –  tratto da "La Massoneria e la Chiesa Cattolica" Redazione Quieuropa, La massoneria e la chiesa cattolica, Luigi Villa, Chiesa Viva, Massoneria, profanazione di ostie consacrate, sette, carrierismo, potere, Lucifero, vendita dell'anima, rapporti di potere all'interno e all'esterno della loggia, Chiesa Cattolica  Don Luigi Villa […]

    Affinità Elettive tra Ebraismo e Massoneria

    Affinità Elettive tra Ebraismo e Massoneria

    Lunedì,  Settembre 1st/ 2014 – A cura di Paolo Baroni, Centro San Giorgio e Redazione Quieuropa – Iniziativa di Libero Confronto, Pensa e Scrivi di Quieuropa Redazione Quieuropa, Paolo Baroni, Centro San Giorgio, Ebraismo, Massoneria, Affinità elettive, Léon de Poncis, bolscevismo, socialismo, Abramo Lincoln, Adam Weishaupt, diede vita alla "Setta degli Illuminati", in data 1° Maggio 1776), guerra civile americana, Padre Massimiliano […]

    Naturalismo – Essenza della Massoneria, Religione Solare e Laica

    Naturalismo – Essenza della Massoneria, Religione Solare e Laica

      Martedì,  Luglio 15th/ 2014  – di Padre Florido Giantulli, Centro San Giorgio – Redazione Quieuropa, Nuovo Ordine Mondiale, Massoneria, Religione solare e laica, Naturalismo, Giordano Gamberini, Logge Giustinianee, List of Lodges Masonic 1973, Grand'Oriente d’Italia, Palazzo Giustiniani, Padre Augustin Barruel , Léo Taxil, Il linguaggio massonico, i riti religiosi e la religiosità solare, San Giovanni, Giano e l'allegoria del Sole, Padre Florido Giantulli, […]

    Rapporti tra Giudaismo e Massoneria

    Rapporti tra Giudaismo e Massoneria

    venerdì, 26 maggio/ 2017     – di  Don Curzio Nitoglia  Redazione Quieuropa, Don Curzio Nitoglia, ebraismo, massoneria, congiura, giudaismo, Cabala, panteismo, En Sof  Rapporti tra Giudaismo e Massoneria / 2 – Cabala e teologia massonica La concezione massonica di dio: emanazione del nulla. Deificazione dell'uomo, panteismo ed ateismo: realizzazione dell'antica tentazione demoniaca         […]

    “Per padre il Diavolo”: introduzione al problema ebraico, secondo la tradizione cattolica

    “Per padre il Diavolo”: introduzione al problema ebraico, secondo la tradizione cattolica

    martedì, 23 maggio/ 2017    Per padre il diavolo, di  Don Curzio Nitoglia Invito alla lettura di Padre Pablo Natalucci  Redazione Quieuropa, Don Curzio Nitoglia, ebraismo, massoneria, per padre il diavolo, problema ebraico, Padre Pablo Natalucci   "Per padre il Diavolo": introduzione al problema ebraico, secondo la tradizione cattolica di Don Curzio Nitoglia   Invito alla […]

    Assoluta inconciliabilità tra Fede cristiana e Massoneria

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    Martedì, 16 maggio/ 2017     – di  Don Floriano Pellegrini  Redazione Quieuropa, Don Floriano Pellegrini, ebraismo, massoneria, Cristianesimo, Ratzinger   L’assoluta inconciliabilità tra Fede cristiana  e Massoneria I documenti del 1983 e del 1985 che ribadiscono l'inconciliabilità tra Cristianesimo e Massoneria e l'impossibilità per un cattolico ad aderire ad una loggia massonica   di Don Floriano Pellegrini         […]

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  • La moneta e il controllo dei comportamenti umani come in un domino

    La moneta e il controllo dei comportamenti umani come in un domino

    Venerdì, 3 agosto / 2018

    – di Nicola Arena, Sete di Giustizia  

     Redazione Quieuropa, Giacinto Auriti, Nicola Arena, moneta-debito,  Domino,  Sociologia            

    La moneta e il controllo dei comportamenti

    umani come in un domino

    Il sistema monetario mondiale, che muove l’intera economia e

    quasi tutti i comportamenti umani, funziona come

    un gigantesco domino

     

    di Nicola Arena / Sete di Giustizia

    Ezra Pound - Moneta

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     La previsione comportamentale                            

    Roma – di Nicola Arena / Sete di Giustizia In una società complessa, dove l’uomo non si pone più domande sul senso della propria esistenza, sul perché delle cose che ci circondano, sull’essenza spirituale del pensiero umano, è davvero difficile rompere la barriera dell’involucro percettivo e uscire dagli schemi abilmente preordinati. I mezzi d’informazione, sono strumenti variabili che muovono i pensieri a nostra insaputa, con una precisione probabilistica quasi matematica. Il controllo dei comportamenti umani, attraverso esperimenti sociali e strumenti come i social network, atti a controllare e verificare ogni nostro giudizio, atteggiamenti ed emozioni, hanno il compito di raggruppare i dati concernenti le nostre abitudini, per poi utilizzarli all’occorrenza. La tecnologia sofisticata permette, a chi la controlla attraverso l’immagazzinamento dei dati emotivi riguardanti ognuno di noi, la previsione comportamentale, con determinati imput preordinati, del singolo individuo o d’intere comunità.

                         Chi controlla questo enorme mondo d’informazioni

              riesce in pochissimo tempo a incanalare atteggiamenti di massa

                                                 in modo preordinato.

    Questo avviene anche attraverso la programmazione temporale di eventi, esempio l’instaurarsi di una protesta collettiva di grandi proporzioni, programmata da una certa opposizione politica per una determinata data e in una precisa area geografica del mondo, magari, qualche mese prima di elezioni democratiche.

        Il sistema usurocratico mondiale realizza, nelle menti collettive, le mode,

        costruisce il tifo calcistico o elettorale e ci divide a scompartimenti stagni.

                   Il controllo dei comportamenti impulsivi degli esseri umani

          è da sempre ricercato, per chi ha come unico fine quello di dominare

                                e sottomettere al proprio volere i popoli.

    Chi può permettersi di mantenere un sistema così complesso e costoso e chi ha a disposizione senza limiti tutto il denaro del mondo, ovverosia, chi controlla il pacchetto di maggioranza delle banche centrali, cioè poche migliaia di persone al mondo.

     Il limite della percezione sensoriale                       

    In questo momento di crisi valoriali ed economiche, l’uomo non mostra alcun interesse a scoprire la natura giuridica della moneta, pensando sia un argomento che non lo riguardi da vicino e, quindi, non meriti attenzione: ci convincono infatti, attraverso un costante martellamento mediatico condizionato, che esistono cose più importanti da fare e pensare. Questo disinteresse, indotto da un sistema mediatico e scolastico, provoca enormi danni all’umanità, perché non permette all’uomo di focalizzare l’attenzione sulla propria centralità nel mondo e sulla sua dignità spirituale.

                                    L’uomo moderno avulso da qualsiasi problema

                                       più grande della sua percezione sensoriale,

    si comporta come chi, nascendo e continuando la sua esistenza con un cappio al collo,

                 si rifiuta di interessarsi alla struttura, al modo in cui viene eseguito

                                 e i motivi per cui è stato creato il nodo scorsoio,

                               egli non si pone nemmeno il problema di conoscere

                                   chi tenga in mano la cima opposta della corda,

                                       perché per lui sono cose poco importanti.

    Il fatto di credere in qualcosa e autoconvincersi che quella realtà sia l’unica accettabile, porta l’uomo a generare dei comportamenti relativamente prevedibili, proprio da quelli che creano le credenze popolari. Per esempio, se ci fanno credere che siano le tasse a dare valore alla moneta, allora pensiamo che le tasse siano giuste e quindi saremo convinti del fatto che esse accrescano il valore della moneta, rendendola più importante. Siamo anche indotti a pensare agli evasori fiscali come esseri malvagi. A volte per rivendicare i propri diritti negati, c’è gente che afferma: questo è un mio diritto perché io pago le tasse.

     Manipolazione del pensiero: effetto domino         

    In definitiva, la manipolazione del pensiero e la modellabilità dello stesso fanno assumere ai macchinatori la capacità di modellare e plasmare i comportamenti, come in un grande gioco del domino, dove ogni tassello preordinato è mosso dal movimento del precedente senza margini di errori. Il risultato finale sarà sorprendente e strettamente collegato, ma solo per chi ha potuto notare tutti i passaggi. Per lo spettatore distratto o per quelli cui viene impedito di assistere a tutti i movimenti complessivi, sarà molto difficile poter mentalmente risalire ai movimenti che hanno generato il risultato finale. In questo mondo sconosciuto della moneta, gli esseri umani, non partecipando al processo generativo della costruzione dello strumento, non potranno mai comprendere i motivi dei risultati finali che lo stesso processo genera. Nel gioco del domino, Inoltre, ogni qualvolta si osserva uno o pochi tasselli, difficilmente si potrà prevedere gli effetti generati da tutto l’impianto, soprattutto quando la programmazione degli eventi desiderati è lontana dal punto di osservazione. Quando poi gli elementi sono veramente tanti, è pressoché impossibile poterne prevedere gli effetti. Più è complesso il sistema e più non si comprende quale possa essere il risultato finale, soprattutto se il punto d’osservazione è parziale.

              Solo i progettisti e pochi addetti ai lavori sapranno come andrà a finire,

        proprio perché loro hanno chiaro in mente quale obiettivo devono raggiungere.

       A volte spostare i tasselli in corso d’opera, solo per puro divertimento dell’autore,

            o per delle variazioni di programma, non fa perdere di vista il loro obiettivo.

     Moneta fattispecie sociologico-giuridica                 

    I programmatori sanno bene quali sono le dinamiche del gioco e quali interventi apportare e , se necessario a volte, eliminando dei tasselli che sono d’ostacolo alla riuscita del progetto.

                        La moneta essendo una fattispecie di sociologia giuridica,

          mossa dalla previsione del comportamento altrui nei confronti del proprio,

                       obbliga l’uomo a comportarsi come il tassello del domino,

                spingendo le relazioni interpersonali a scambiarsi reciprocamente

                                             idee, merci, servizi e tempo.

    L’energia posseduta dalla moneta è quella che muove i comportamenti, perché è essa stessa creata da una previsione mentale. Chi può prevedere i comportamenti è solo chi è in grado di causarli, come il progettista dello specifico domino. Il sistema monetario mondiale, che muove l’intera economia e, come abbiamo già accennato, quasi tutti i comportamenti umani, composti da innumerevoli variabili, in realtà funziona come un gigantesco domino che, per essere compreso, deve necessariamente essere visto con ”l'occhio” (il grande occhio) del progettista. Nel momento in cui si volesse analizzare sono una parte dell’economia mondiale, per esempio di una nazione, tralasciando tutte le altre aree geografiche del mondo è come se si volesse riuscire a prevedere il risultato finale del processo economico mondiale, analizzando un solo settore del gigantesco domino, tralasciando tutti gli altri. Non è possibile. Soprattutto perché i manipolatori possono in qualsiasi momento agire in altre aree geografiche attraverso il controllo delle variabili comportamentali programmate, in modo da influire sugli effetti finali senza perderne il controllo. Questo avviene per esempio, attraverso la manipolazione dei cambi delle valute nei vari continenti e la monopolizzazione dell’intero comparto produttivo.

     Parte del gioco                                                                  

    La perdita del controllo da parte dei grandi usurai progettisti del domino mondiale, nel quale ognuno di noi è solo un tassello, spostato e posto all’occorrenza, secondo un piano preordinato, si può ottenere solo nel momento in cui l’umanità si accorge di essere parte del gioco. La perdita del controllo da parte degli usurai è possibile solo se gli esseri umani comprenderanno che l’energia del movimento (la moneta) è creata da ogni singolo partecipante alla vita collettiva.

                  Se gli uomini capissero di essere esseri spirituali portatori di energia,

                                                          quella del pensiero,

                                 potrebbero utilizzarla per il proprio benessere,

                         opponendosi alle azioni programmate dei grandi usurai

                                           e bloccando il loro gioco infernale.

    Solo la condivisione d’idee, la fede e la conoscenza sulla moneta, che muove i comportamenti previsionali, da parte di tutti, potranno impedire ai manipolatori del pensiero di appropriarsi del valore previsionale collettivo. L’umanità, quindi sarà liberata dal debito non dovuto, solo con la conoscenza della verità e come disse Gesù Cristo: la verità ci renderà liberi.

    Nicola Arena (Copyright © 2018 Qui Europa)

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     Video correlato – B.A.R. e sovranità monetaria   

    Intervista B.A.R. Sergio Basile e Nicola Arena – YouTube

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  • L’alleanza oscura e il Comunismo: School of Darkness. La straordinaria storia di Bella Dodd

    L’alleanza oscura e il Comunismo: School of Darkness. La straordinaria storia di Bella Dodd

    Giovedì, 2 agosto / 2018

    di Sergio Basile

     Redazione Quieuropa,  Sergio  Basile, Bella Dodd, Comunismo, Banchieri, School of  Darkness          

    L'alleanza oscura e il Comunismo: School of Darkness.

    La straordinaria storia di Bella Dodd

    Dalla Basilicata a New York: la donna che contribuì a smascherare la

    falsa religione comunista, svelando gli intrecci tra sistema bancario

    e alta finanza

     

    di Sergio Basile

    Bella Dodd - Communism - School of Darkness

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Premessa                                                                     

    Catanzaro – di Sergio BasileTra le materie scolastiche più mistificate di sempre, troviamo sul podio sicuramente la storia e l'economia, la cui comprensione necessita oggi di "approfondimenti privati", se non si vuol diventare vittime ignoranti di un bestiale ingranaggio di massificazione del sapere organizzato che ha il fine ultimo di confondere ed indottrinare, cioé controllare. La tesi secondo la quale "i vincitori scrivono la storia" e le masse asservite la imparano è sacrosanta e lo è ancor di più se si considera il legame simbiotico che intreccia irreversibilmente materie apparentemente diverse come storia, economia, diritto e religione. A questo punto, assodata l'esistenza di un "fiume unico del sapere" che condiziona i nostri giorni, una domanda è d'obbligo: chi scrive la storia?

                                              Il Professor Giacinto Auriti,

                geniale padre della "Scoperta del Valore Indotto della Moneta"

                       e della teoria della "Proprietà Popolare della Moneta",

                         colui il quale portò all'attenzione del vasto pubblico

                  il crimine della moneta-debito e del signoraggio bancario,

                                  individuandone cause, sintomi e panacee

                             e fornendo nuove chiavi di lettura del mondo,

     amava ricordare ai suoi allievi universitari che la storia la scrivono i filosofi,

                             mentre i politici la eseguono sotto dettatura

                                    e spesso senza neppure accorgersene.

    Sopra i filosofi troviamo poi i capi religiosi, capaci con le loro verità rivelate o menzogne assolute di orientare la penna dei filosofi, contribuendo – nel bene e nel male – a fare la storia. Per barcamenarsi in questa fitta giungla di fatti ed eventi strutturalmente interrelati, malgrado le apparenze, è necessario conoscere le gesta e leggere le testimonianze di uomini liberi, capaci di sfidare il sistema dell'informazione massificata e i signori dell'indottrinamento e difendere la verità a costo della propria vita. Su questa via maestra Gesù Cristo Nostro Signore può considerarsi il faro assoluto della storia, capace attraverso i secoli, i millenni, di animare gli spiriti più umili e i cercatori di verità, spronandoli con il suo esempio, il suo estremo gesto d'amore e la sua risurrezione, a sfidare i "signori della storia" e  "padroni (a tempo determinato) del mondo". L'indagine sulla vita dei santi è storicamente una bussola insostituibile per compredere la storia e trarre da essa isegnamento, ma non è l'unica ancora di salvezza che la Provvidenza ci ha regalato! Eroi del calibro di Giacinto Auriti, Abramo Lincoln, Ezra Pound, Thomas Sankara e John Kennedy,  ad esempio, ci hanno aiutato a fabbricare i "giusti occhiali" per leggere l'economia, partendo dalla conoscenza dello strumento monetario; parimenti personaggi del calibro di Cherep Spiridovich (primo in foto da destra), William Guy Car (secondo in foto da destra), Elizabeth Dilling (seconda in foto da sinistra), San Massimiliano Maria Kolbe, Gary Allen, Henry Delassus e Aleksandr Solgenitsin (solo per citare alcuni tra i nomi più accreditati) ci hanno liberato dai lacci dello sheol della propaganda, regalandoci una visione chiara e netta dei processi storici; di una contro-storia sviluppatasi nel sottobosco di un mondo parallelo.  Tal contesto ci permette di cogliere a pieno anche il senso della celebre confessione dell’illustre drammaturgo statunitense Gore Vidal, che asserì come: la Democrazia fosse la sensazione di poter scegliere e il Getsemani di un uomo fosse la Disneyworld di un altro. Lo stesso dichiarò nel 1984:

    «Io credo che la maggior parte di quella che noi consideriamo la storia umana

                                            sia probabilmente un falso.

    Noi non abbiamo alcun modo di sapere, a parte quello che ci hanno raccontato.

    Ciò che sappiamo è che la Storia è stata scritta da coloro che vinsero le guerre,

                                 pertanto ne conosciamo solo un lato…

    Chi governa vuole che nessuno giunga alla radice dei problemi perché, se vi giungesse,

                            allora il popolo potrebbe cambiare governo.

    Oggi, chi governa esercita il suo potere attraverso la televisione e la stampa,

                                    dando false immagini del mondo!»

                                                      ( Gore Vidal )

     La Grande storia di Bella Dodd                                  

    In merito c'è da riconoscere che la Basilicata diede i natali ad un personaggio straordinario, molto conosciuto in America, a cavallo tra gli Anni Quaranta e Sessanta, ma completamente ignoto alla storiografia di regime di casa nostra, ancora oggi. Si tratta di Maria Assunta Isabella Visono, al secolo Bella Dodd, nata nel 1904 in una fattoria di Picerno, comune di cinquemila abitanti nella provincia di Potenza. La piccola Maria all’età di sei anni fu costretta ad emigrare a New York, per raggiungere il padre: una delle innumerevoli e tristi pagine di emigrazione forzata alle quali furono avvezze le comunità sociali meridionali, a partire da quella tragedia storica che fu l'Unità d'Italia. Maria, per tutti ormai "Bella Dodd", si dimostrò fin da giovane un'anima viva, intraprendente e coraggiosa; indomabile e animata da un orgoglioso spirito di rivalsa che solo chi ha vissuto in contesti di disagio e precarietà può maturare. Ben presto si laureò in Legge, divenendo di seguito professoressa di scienze politiche. Grazie alle sue doti e al suo carisma fece carriera nel mondo sindacale e fu nominata capo dell’Unione degli Insegnanti dello Stato di New York e di seguito – ingannata dalla suadente promessa comunista di eterei paradisi terrestri di uguaglianza e giustizia universale – fu tra i membri più attivi del Consiglio Nazionale del Partito Comunista degli Stati Uniti (CPUSA), fino al 1949. Bella Dodd visse, sia pur non direttamente, gli orrori delle guerre mondiali, ma ebbe il gran merito di non accontentarsi mai delle ricostruzioni storiche preconfezionate che il sistema mediatico centralizzato spacciava a piene mani attraverso le maglie della fragile e multietnica società americana (specchio della Pan-Europa di oggi).

     La conversione e l'eroica denuncia                             

    Nei primi anni '50, la crisi del '29 era ormai un brutto ricordo e la moderna società post-bellica, smaniosa di rinascita e abbagliata dai flash del falso progresso aveva staccato il biglietto per lo spettacolo del secolo; essa si apprestava ad ammirare la rappresentazione di gran teatro di un fantomatico boom economico ad orologeria: fasti che da lì a poco avrebbero rivelato alla modernità il velenoso risvolto della medaglia, preparando il salato conto del debito inestinguibile, prezzo dello "sviluppo" e anticamera della decadenza, gettato sulla pelle delle masse compiaciute ed ignare. Proprio nel bel mezzo del "secolo oscuro", mentre gli States si apprestavano a divenire i gendarmi del mondo (difensori della democrazia globale); mentre la musica nera ammaliava il mondo con nuove sonorità e il Rock, dal Soul e dal Blues muoveva alla conquista delle anime delle nuove generazioni; mentre il dollaro si ergeva a moneta leader e la droga con Woodstock, da lì a poco (1969) con la complicità dei governi si apprestava a diventare un fenomeno di costume, accadde qualcosa di provvidenziale nella vita di Bella, una vera e propria rinascita che coincise con la sua ri-conversione spirituale al Cattolicesimo. La giovane italo-americana realizzò un personalissimo incontro con Gesù Cristo, quel Signore che da piccola, in Basilicata, nelle campagne di Picerno, aveva imparato a pregare, ma che a contatto con le distrazioni della vivace e progressista società americana, aveva ben presto dimenticato, per seguire altre chimere mondane.

                        Solo dopo il suo ritorno alla fede dei padri – solo allora –

            ella comprese i reali obiettivi del partito, cioé di quella contro-chiesa

                                che stava servendo nell'oscurità più remota,

                        da alto funzionario del Partito Comunista Americano.

    Forte di questa cnsapevolezza e in reazione a quella che definì "La Scuola delle Tenebre" – contro i suoi retaggi e i suoi subdoli insegnamenti – decise di dedicare tutti i suoi ultimi giorni alla denuncia di quel falso mito, rivelando pubblicamente le strategie usate dai comunisti (giudeo-massoni) per destabilizzare e distruggere l'acerrimo nemico di sempre: la Chiesa Cattolica. L'eroica Bella Dodd, dimostrando un coraggio da fiera donna del Sud (Italia), decise di rinnegare un passato di menzogne e ipocrisie e a partire dal 1952 fornì testimonianze preziosissime e dettagliate sull'infiltrazione comunista nella Chiesa, nello Stato e in ogni comparto pubblico ed istituzionale della società americana; e lo fece in pompa magna, dinanzi alla Commissione per le attività americane della Camera.

             "Negli anni '30 abbiamo infiltrato millecento uomini nel sacerdozio (seminari)

                                           per distruggere la Chiesa dall'interno.

     L'idea era che questi uomini fossero ordinati e avessero raggiunto posizioni di influenza

                                      e autorità come Monsignori e Vescovi. (…)

                                 Ad oggi essi sono nei posti più alti della Chiesa

                                   e lavorano per condizionare il cambiamento

                  al fine di indebolire l'efficacia della Chiesa contro il comunismo. (…)

            Assisterete a cambiamenti tali che non riconoscerete la Chiesa cattolica".

                                                             ( Bella Dodd )

     School of Darkness                                                           

    Ma la Dodd non si limitò a questo: raccolse dati e nomi, ricostruì fitte trame bancarie e pubblicò tutto in un libro denuncia dalla portata devastante, con un emblematico titolo, che ben sintetizzava la "guerra di religione" in atto, tra potentati giudeo-massonici (per l'occasione nascosti dietro i vessilli rossi del Comunismo) e la Chiesa Cattolica. Nel 1954 “School of Darkness” (la Scuola delle Tenebre) fu un successo senza eguali, malgrado i tentativi di censura e boicottaggio dei poteri forti:

                 la Dodd fu tra i primi studiosi di settore a dimostrare sistematicamente

    come il comunismo non fu altro che una farsa perpetrata dai finanzieri internazionali

              “per controllare l’uomo comune” e promuovere la tirannia mondiale

                                               (o Nuovo Ordine mondiale).

    Ad oggi il libro è ovviamente introvabile persino nel circuito dell’usato. Esso si pose in scia con altre importanti opere di denuncia come Secret World government or The Hidden Hand, di Cherep Spiridovich (1926), aprendo la strada a Pawns in the Game, di William Guy Carr (1956). Contemporanea di Bella Dodd, fu un'altra grandissima scrittrice americana, Elizabeth Dilling, uno dei massimi esperti di sempre di giudeo-massoneria, Talmud, Cabala e sovversione anticristiana. Tra i suoi scritti un particolare cenno meritano The Red Network, A Who's Who And Handbook Of Radicalism For Patriots (1934); The Roosevelt Red Record and Its Background (1936); The Octopus (1940) e The Plot Against Christianity (1954). Libri che consigliamo vivamente all'attenzione dei lettori!

     L'oscura alleanza                                                                

    L'opera della Dodd fu basilare per comprendere le dinamiche e gli intrecci sviluppati tra le logge le banche e i partiti, fiutando la pista dei sovvenzionamenti che i grandi banchieri e finanzieri internazionalisti stanziarono fin dal cuore di Wall Street e della City di Londra, verso Mosca, San Pietroburgo e gli altri numerosi focolai rivoluzionari:

                  una fitta rete di incendi ideologici appiccati dai signori del denaro,

                                                       seguaci del Male,

                             al fine di sovvertire l'ordine cristiano del mondo,

      favorendo il passaggio dalla gloriosa società cristiana, teocentrica ed organica

                      ad una società atea, nichilista, hegeliana e anti-cristica.

    La prova del trasferimento di fondi dai banchieri di Wall Street alle attività rivoluzionarie internazionali è ormai definitivamente assodata: ricordiamo in merito anche Under the Sign of the Scorpion. The rise and fall of the Soviet Empire” (“Sotto il segno dello Scorpione” – Ed. Referent, Stoccolma 2002) un altro pregevole studio (da leggere assolutamente) dello scrittore  Juri Lina. Tra le tante prove fornite dalla Dodd, un cablogramma di William Boyce Thompson, un direttore della Federal Reserve di New York, nonché forte azionista della Chase Bank (controllata dai Rockefeller), secondo il quale egli stesso contribuì per 1 milione di dollari alla propaganda della Rivoluzione Bolscevica. Ella ricostruì e provò, ad esempio, anche i finanziamenti diretti del banchiere newyorkese Eugene Boissevain, in favore di John Reed, membro americano del Comitato Esecutivo della Terza Internazionale. Ovviamente i finanziamenti alla rivoluzione giudeo-bolscevica giunsero da tutti i fratelli di loggia, compresi quelli europei: tedeschi, inglesi, svedesi, ecc.. I due terzi del sostegno economico-finanziario agli scorpioni rossi venne proprio dall’occidente. Addirittura fu lo stesso Times , il 10 marzo 1920, a confermare il complotto:

    “Si può considerare ormai come accettato che la Rivoluzione Bolscevica del 1917 è stata finanziata e sostenuta principalmente dall’alta finanza ebraica attraverso la Svezia: ciò non è che un aspetto della messa in atto del complotto del 1773. Estrema importanza assume, sempre al riguardo della rivoluzione russa del febbraio del 1917, il fatto che, non affatto casualmente, il governo fosse costituito principalmente da massoni, tra questi risaltava Kerensky (che da lì a poco sarebbe diventato capo del primo esecutivo comunista – Ndr). E’ anche rivelatore il libro “Rossija nakanune revoljucii” di Grigorij Aronson, che fu pubblicato nel 1962 a New York e che riporta delle missive di E. D. Kuskova, moglie del massone Prokopovic, legato da grande amicizia al confratello Kerensky. In una di queste lettere, datata 15 novembre 1955, si legge: “Avevamo la ‘nostra’ gente dappertutto. (…). Fino a questo momento il segreto di questa organizzazione non è stato mai divulgato, eppure l’organizzazione era enorme. Al tempo della rivoluzione di febbraio tutta la Russia era coperta da una rete di logge”.

     Un patto senza confini                                                     

    L'appoggio all'ascesa e diffusione del Comunismo fu dunque trasversale. In merito, abbiamo già ricordato in altri studi (1) il ruolo del padre spirituale  del Commonwealth (nonché fondatore della Table Round) Lionel George Curtis sia nella paralisi del rublo (blocco anglofono del credito deciso contro lo Zar, per indebolire ed inficiare la reazione contro-rivoluzionaria) che nell'ascesa del governo Kerensky e nel decollo programmatico della Paneuropa kalergiana (futura Unione Europea). Pertato la Rivoluzione Bolscevica fu sovvenzionata anche con capitali britannici! Lo stesso Lenin ammise l'arcano, riconoscendo, secondo i canoni più puri della dialettica hegeliana l'alleanza oscura, sempre esistita, tra padroni della moneta-debito, capitalisti e comunismo: un perfetto gioco tra le parti attuato per ingannare le masse e confiscare loro sia la sovranità monetaria che quella spirituale, tagliando le gambe della Vera Religione con la falce dell'ideologia e schiacciando nel baratro della sofferenza i Cristiani (e di scorta tutti i popoli della Terra) con il martello della Rivoluzione.

               “Esiste anche un’altra alleanza – a prima vista strana e sorprendente –

                 ma se ci pensate sopra è in effetti ben fondata e semplice da capire.

                    Questa è l’alleanza tra i nostri capi comunisti e i vostri capitalisti”.

                                                           ( Vladimir Lenin )

    (1)  Cfr.: Il Piano Kalergi – Origini, intrecci, retroscena e panacee alla disintegrazione dell’Europa ; Cfr.:  Piano Kalergi e convergenza tra europeismo e comunismo

     Dialettica hegeliana e Nuovo Ordine Mondiale           

    Questa satanica alleanza fu propedeutica al sorgere delle più aberranti ideologie del Novecento, che servirono da alibi allo scoppio delle Guerre Mondiali. Lo schema, imprestato dalla Cabala e dall'idealismo settecentesco, di Hegel e Fichte, fu quello tipico della tradizione idealista (2 – Cfr.: Casaleggio, la Rete e il Nuovo Ordine Democratico)  e illuminista: Tesi-Antitesi-Sintesi; Destra-Sinistra-Centro; Comunismo-Nazismo-Guerre Mondiali. In questo gioco al massacro, il banchiere anglofono finanziò l'URSS (1917) e nel cotempo sostenne in nazionalsocialismo hitleriano (1933). Il falso profeta Hegel, eroe della giudeo-massoneria contro la Civiltà Cattolica medievale (pre-rinascimentale e comunque pre-illuministica) trovò dunque nei banchieri giudeo-massoni (americani, anglofoni e occidentali in generale) i suoi più fervidi sostenitori e ideali discepoli. Scrive Hegel, nella Fenomenologia dello Spirito:

    La gemma scompare quando sboccia il fiore, e si potrebbe dire che ne viene confutata; allo stesso modo, quando sorge il frutto, il fiore viene, per così dire, denunciato come una falsa esistenza della pianta, e il frutto subentra al posto del fiore come sua verità. Ora, queste forme non sono semplicemente differenti l’una dall’altra, ma l’una soppianta l’altra in quanto sono reciprocamente incompatibili. Nello stesso tempo, però, la loro natura fluida le rende momenti dell’unità organica, in cui non solo non entrano in contrasto, ma sono necessarie l’una quanto l’altra; e soltanto questa pari necessità costituisce la vita del Tutto.

                                                  “Se si riconosce che il comunismo

                              non è un programma per la condivisione del benessere,

                                                bensì un metodo per il suo controllo,

      allora l’apparente paradosso del super-ricco che promuove il comunismo non è più tale.

         Diventa il logico, persino il perfetto strumento per megalomani in cerca di potere.

            Il comunismo non è il movimento delle masse oppresse, ma dell’élite economica”.

                                                         ( Gary Allen – 1936-1986)

                     ( scrittore anti-cospirazionista americano, autore di The Rockefeller file )

    Il definitivo sigillo alle confessioni di Bella Dodd, Cherep spiridovich, Elizabeth Dilling, William Guy Carr e degli altri coraggiosi eroi della contro-rivoluzione, fu apposto sul libro eterno della Verità dal grande scrittore russo Aleksandr Solgenitsin (1918-2008) che denunciò pubblicamente a New York

                             “L’intera esistenza dei nostri aguzzini (i capi comunisti)

                  è sempre dipesa dall’assistenza economica del mondo occidentale.

                              Noi (russi) siamo schiavi dalla nascita. Siamo nati schiavi!

    Non sono più giovane, e anch’io sono nato schiavo; ciò è ancor più vero per i più giovani.

                   Noi siamo schiavi, ma aneliamo alla libertà. Voi però siete nati liberi.

                                   Se è così, perchè allora aiutate i nostri aguzzini?”.

                                            ( Aleksandr Solgenitsin – 1918-2008 )

    Bella Dodd - Communism - School of Darkness

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     La conversione di Bella e la Via della Verità        

    La conversione di Bella Dodd, per il grande paese americano, fu un momento importante per la realizzazione di una coscienza comune sul fronte cattolico anti-comunista ed anti-cospirazionista in generale. In gergo americano ella fu quella che si dice una "revert". Cresciuta cattolica, rifiutò la sua fede nella vita adulta e alla fine ritornò alla Chiesa sotto la guida del vescovo Fulton Sheen nel 1952. Morì nel 1969.

                               La rinascita spirituale, e di scorta intellettuale, della Dodd

                  fu indispensabile al fine di cogliere la portata religiosa del Comunismo:

    non un sistema di governance, non una teoria di redistribuzione economica delle ricchezze,

                                   non un principio di emancipazione dei popoli,

                    ma semplicemente una falsa e oscura religione pagana, satanica.

                                 Una religione fatta di precisi codici, riti e simboli,

                     riconducibili alle antiche credenze caldeo-babilonesi ed egizie,

             trasmessi, infettati, agli atavici e irriducibili rinnegatori del Cristianesimo

                     durante la cattività babilonese e la schiavitù in terra d'Egitto.

    Il passaggio dal Comunismo, per contrasto, fu parimenti importante, nella formazione della sua identità. L'inganno rosso era sbocciato nel suo animo nobile, da uno slancio naturale serbato per la causa dei poveri; d'altra parte il Comunismo era stato presentato alle masse ignoranti come la "religione laica dei poveri e degli oppressi". Ma nel 1952 i suoi occhi si aprirono, aiutando milioni di americani ad uscire dal tunnel della Sinagoga di Satana celata sotto i vessilli rossi.

            "Con le migliori motivazioni e il desiderio di servire i lavoratori del mio paese,

          io e migliaia come me, eravamo stati portati a tradire proprio queste persone".

                                                           ( Bella Dodd )

    Quando incontrò il vescovo Sheen per la prima volta, Questi la portò in una piccola cappella nella sua casa per pregare davanti a una statua della Madonna e le regalò un rosario. Imparando di più sulla Chiesa e sulla vera fraternità, possibile solo sotto la paternità di Dio, Dodd vide com'era stata sottoposta al lavaggio del cervello dal partito

                                             "Una forza dominante e aggressiva

       che conteneva molte caratteristiche malvagie della società materialista esistente"

                                                           ( Bella Dodd )

    e in che cosa "la vita individuale e la libertà erano sacrificabili nell'interesse della classe" secondo i voleri dei profeti del Comunismo. La sua storia conta perché mostra in modo così eloquente come gli istinti più profondi e idealistici della natura umana, l'impulso ad amare, a soffrire per una causa, a sacrificarsi e a desiderare di cambiare in meglio la società possa essere pervertito dagli uomini malvagi e come la verità possa essere contorta e strumentalizzata per fini opposti. Che la sua storia e la sua testimonianza, sottratta alla polvere e al buio delle cantine, possano servire a ciascuno di noi per cercare sempre la via della Verità e conservare quel sano spirito critico che è il sale della vita.

    "Chiunque vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua

         perché chiunque vorrà salvare la sua vita, la perderà; ma chi perderà la sua vita

                                    per amor mio e dell’evangelo, la salverà.

    Che gioverà infatti all’uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde l’anima sua?

                 O che cosa potrebbe dare l’uomo in cambio dell’anima sua?

                          Perché chi si vergognerà di me e delle mie parole,

                       in mezzo a questa generazione adultera e peccatrice,

                              anche il Figlio dell’uomo si vergognerà di lui,

                quando verrà nella gloria del Padre suo, con i santi angeli".”

                                ( Vangelo Secondo S. Marco – 8, 34-38)

     

    Sergio Basile (Copyright © 2018 Qui Europa)

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    Venerdì, 6 luglio / 2018  – di Sergio Basile –  Redazione Quieuropa, Sergio Basile, Silvio Berlusconi, Piano Dullas, 1968,  rivoluzione,  Sbarco  Il Piano Dulles, la P2, Berlusconi e il '68 Il Piano Dulles e gli eredi del Sessantotto: il piano massonico di sovversione dei costumi italiani attraverso i media, dallo sbarco in Sicilia ai giorni nostri […]

    Piano Kalergi e convergenza tra europeismo e comunismo

    Piano Kalergi e convergenza tra europeismo e comunismo

    Martedì, 26 settembre/ 2017  di Sergio Basile  Redazione Quieuropa,  Sergio Basile, Piano Kalergi, Comunismo, Europeismo, Massoneria  Piano Kalergi e convergenza tra europeismo e comunismo  Kalergi, Lenin e Trotsky: stessa anima, stessi obiettivi                               “Esiste anche un'altra alleanza               […]

    Il Piano Kalergi – Origini, intrecci, retroscena e panacee alla disintegrazione dell’Europa

    Il Piano Kalergi – Origini, intrecci, retroscena e panacee alla disintegrazione dell’Europa

    Domenica, 24 settembre/ 2017  di Sergio Basile  Redazione Quieuropa,  Sergio Basile, Piano Kalergi, Lionel George Curtis, Mondialismo, Europa  Il Piano Kalergi – Origini, intrecci, retroscena e panacee alla disintegrazione dell'Europa Analisi logica del complotto per la Paneuropa e dei suoi uomini chiave   di Sergio Basile                          […]

    La Mano Nascosta e il Governo Segreto del Mondo: La guerra è uno sterminio di massa pianificato

    La Mano Nascosta e il Governo Segreto del Mondo: La guerra è uno sterminio di massa pianificato

    Mercoledì,  Aprile 29th/ 2015 – di Sergio Basile e Nicola Arena – con il contributo di Giovanni Caltabiano dissertazioni su "The Secret World Government" di Cherep Spiridovich Redazione Quieuropa, Sergio Basile, Nicola Arena, Giovanni Caltabiano, The hidden Hand, The Secret World Government, Cherep Spiridovich, Dinastia Romanov, Crimini del bolscevismo, La mano nascosta, il comitato dei Trecento, The Secret World Government, Lucifero, Satana, […]

    La Mano Nascosta e il Governo Segreto del Mondo – 2 – Perchè la Civiltà Cristiana è in mortale pericolo

    La Mano Nascosta e il Governo Segreto del Mondo – 2 – Perchè la Civiltà Cristiana è in mortale pericolo

    Martedì,  Febbraio 16th/ 2016 – di Sergio Basile – Dissertazioni su "The Secret World Government" di Cherep Spiridovich con il contributo di Nicola Arena Redazione Quieuropa, Sergio Basile, Nicola Arena, Giovanni Caltabiano, Conflitto siriano, Siria, guerra in Siria, The hidden Hand, The Secret World Government, Cherep Spiridovich, Dinastia Romanov, Crimini del bolscevismo, La mano nascosta, The Secret World […]

    16 febbraio 2016Commenti disabilitatiRead More

    Piano Kalergi, magliette rosse e immigrazionismo

    Piano Kalergi, magliette rosse e immigrazionismo

    Mercoledì, 11 luglio / 2018  – di Sergio Basile –  Redazione Quieuropa, Sergio Basile,  Piano Kalergi, Piano Dulles, Kalergi, protesta, magliette rosse   Piano Kalergi, magliette rosse e immigrazionismo: i disegni occulti dei seguaci dell'europeismo Profilo dei delfini dell'europeismo e crimine della paneuropeizzazione   di Sergio Basile                   […]

    Pawns in the Game: Illuminati, Satanisti, Massoneria e nascita del Comunismo

    Pawns in the Game: Illuminati, Satanisti, Massoneria e nascita del Comunismo

    Mercoledì, 7 marzo / 2018  – di William Guy Carr. Tratto da Pawns in the Game (1954) –   Redazione Quieuropa, William Gut Carr, Albert Pike, Giuseppe Mazzini, Massoneria, Illuminati  Pawns in the Game: Illuminati, Satanisti, Massoneria e nascita del Comunismo La strategia di Satana e dei suoi seguaci, nei rapporti tra Illuminati e Massoneria, svelati da William Guy Carr   Tratto da […]

    7 marzo 2018Commenti disabilitatiRead More

    Moneta-debito, strategie bancarie, crisi: tutto nei Protocolli di Sion

    Moneta-debito, strategie bancarie, crisi: tutto nei Protocolli di Sion

    Domenica, 27 maggio/ 2018 – di Sergio Basile  –  Redazione Quieuropa, Sergio Basile, Kolbe, Protocolli dei Savi di Sion, moneta-debito, banche  Moneta-debito, crisi economiche e strategie bancarie: tutto nei Protocolli di Sion Il caos economico imperante sarebbe una delle prove maggiori  dell'autenticità del documento più sovversivo della storia   di Sergio Basile, Presidente Sete di Giustizia           […]

    Kolbe e i Protocolli di Sion: il libro fondamentale della massoneria

    Kolbe e i Protocolli di Sion: il libro fondamentale della massoneria

     

    Sabato, 26 maggio/ 2018 – Articolo estratto da Chiesa viva n° 125 / Premessa a cura di Sergio Basile  –  Redazione Quieuropa, San Massimiliano Kolbe, Protocolli dei Savi di Sion, massoni, sionismo  Padre Kolbe e i Protocolli dei Savi Anziani di Sion: il libro fondamentale della massoneria Nei Protocolli è rimarcata la strategia farisaica dell'ebraismo: utilizzare la massoneria e […]

    25 maggio 2018Commenti disabilitatiRead More

    Islam e Scontro tra civiltà – Mazzini, Pike e la Pianificazione Massonica del terzo caos mondiale

    Islam e Scontro tra civiltà – Mazzini, Pike e la Pianificazione Massonica del terzo caos mondiale

    Sabato, Febbraio 21st / 2015     – di Sergio Basile – Redazione Quieuropa, Albert Pike, Giuseppe Mazzini, Massoneria, Lucifero, Scontro tra civiltà, Jacob Bohme, Swedenborg, Saint-Martin, Epiphanius, William Guy Carr, Sistema Bancario Internazionale, Cabala, Satana, sterco del demonio, moneta-debito, Giudeo massoneria e Nuovo Ordine Mondiale  L'attuale scontro fomentato tra civiltà e religioni pianificato in 2 lettere del 187o e '71 La confessione […]

    Il piano giudeo-massonico di asservimento planetario nella lettera di Baruch Levy a Karl Marx

    Il piano giudeo-massonico di asservimento planetario nella lettera di Baruch Levy a Karl Marx

    Giovedì, 12 ottobre / 2017             – Lettera di Baruch Levy (rabbino) a Karl Marx –                             Documento ritrovato nel 1888       pubblicato in "La Revue de Paris – 1° giugno 1928 – Pag. 574                 […]

    Comunismo Occulto – Prima Parte

    Comunismo Occulto – Prima Parte

     Lunedì, Settembre 28th, 2015 – di Alain Kérizo – Traduzione dall'originale francese Sous le Signe du Scorpion… («Sotto il Segno dello Scorpione…»), a cura di Paolo Baroni. Articolo apparso a puntate sulla rivista Sous la banniére, nn. 84, 85, 86, 87, da luglio 1999 a febbraio 2000. Reperibile alla pagina web http://www.barruel.com/scorpion.html Redazione Quieuropa,  Jüri Lina, Alain Kérizo, Comunismo, Occultismo, Sovversione satanica, Massoneria, Alain Kerizo, […]

    Comunismo Occulto – Seconda Parte

    Comunismo Occulto – Seconda Parte

     Mercoledì, Settembre 30th, 2015 – di Alain Kérizo – Traduzione dall'originale francese Sous le Signe du Scorpion… («Sotto il Segno dello Scorpione…»), a cura di Paolo Baroni. Articolo apparso a puntate sulla rivista Sous la banniére, nn. 84, 85, 86, 87, da luglio 1999 a febbraio 2000. Reperibile alla pagina web http://www.barruel.com/scorpion.html Redazione Quieuropa,  Comunismo, Occultismo, Sovversione satanica, Massoneria, Alain Kerizo, Centro San Giorgio, […]

    Comunismo Occulto – Terza Parte

    Comunismo Occulto – Terza Parte

    Giovedì, Ottobre 8th, 2015 – di Alain Kérizo – Traduzione dall'originale francese Sous le Signe du Scorpion… («Sotto il Segno dello Scorpione…»), a cura di Paolo Baroni. Articolo apparso a puntate sulla rivista Sous la banniére, nn. 84, 85, 86, 87, da luglio 1999 a febbraio 2000. Reperibile alla pagina web http://www.barruel.com/scorpion.html Redazione Quieuropa,  Comunismo, Occultismo, Sovversione satanica, Massoneria, Alain Kerizo, Centro San Giorgio, […]

    Comunismo Occulto – Quarta Parte

    Comunismo Occulto – Quarta Parte

    Mercoledì, Gennaio 13rd, 2016 – di Alain Kérizo – Traduzione dall'originale francese Sous le Signe du Scorpion… («Sotto il Segno dello Scorpione…»), a cura di Paolo Baroni. Articolo apparso a puntate sulla rivista Sous la banniére, nn. 84, 85, 86, 87, da luglio 1999 a febbraio 2000. Reperibile alla pagina web http://www.barruel.com/scorpion.html Redazione Quieuropa,  Comunismo, Occultismo, Sovversione satanica, Massoneria, Alain Kerizo, Centro San Giorgio, Paolo […]

    Comunismo Occulto – Quinta Parte

    Comunismo Occulto – Quinta Parte

    Domenica, Gennaio 17th, 2016 – di Alain Kérizo – Traduzione dall'originale francese Sous le Signe du Scorpion… («Sotto il Segno dello Scorpione…»), a cura di Paolo Baroni. Articolo apparso a puntate sulla rivista Sous la banniére, nn. 84, 85, 86, 87, da luglio 1999 a febbraio 2000. Reperibile alla pagina web http://www.barruel.com/scorpion.html Redazione Quieuropa,  Comunismo, Occultismo, Sovversione satanica, Massoneria, Alain Kerizo, Centro San Giorgio, Paolo […]

    Affinità Elettive tra Ebraismo e Massoneria

    Affinità Elettive tra Ebraismo e Massoneria

    Lunedì,  Settembre 1st/ 2014 – A cura di Paolo Baroni, Centro San Giorgio e Redazione Quieuropa – Iniziativa di Libero Confronto, Pensa e Scrivi di Quieuropa Redazione Quieuropa, Paolo Baroni, Centro San Giorgio, Ebraismo, Massoneria, Affinità elettive, Léon de Poncis, bolscevismo, socialismo, Abramo Lincoln, Adam Weishaupt, diede vita alla "Setta degli Illuminati", in data 1° Maggio 1776), guerra civile americana, Padre Massimiliano […]

    Le radici occulte del Socialismo

    Le radici occulte del Socialismo

    Lunedì, 10 Ottobre/ 2016    di Jean Vandamme  Redazione Quieuropa, Jean Vandamme, Paolo Baroni, Centro Sa Giorgio, Socialismo, origini occulte, Massoneria, Governo Globale  Le radici occulte del Socialismo Gli iniziati detro ogni ideologia: apparentemente si combattono, ma il fine è lo stesso, la creazione di un unico governo mondiale, la Repubblica Massonica Universale. Il regno dell'anticristo da contrapporre […]

    Giovani fedeli all’ebraismo: siamo destinati a dominare il mondo – Risposta ideale di due grandi santi

    Giovani fedeli all’ebraismo: siamo destinati a dominare il mondo – Risposta ideale di due grandi santi

    Mercoledì, 10 Agosto/ 2016    – di Redazione Qui Europa / Premessa Redazione Antimassoneria – /  Redazione Quieuropa, Redazione Antimassoneria, Nuovo Ordine Mondiale, ebrei, Talmud, San Giovanni Bosco, San Massimiliano Kolbe    Giovani fedeli all'ebraismo: siamo destinati   a dominare il mondo    La confessione: i goym saranno nostri schiavi!  Parlano i protagonisti del New World Order  La risposta ideale della Chiesa, […]

    Henry Delassus: “L’Americanismo e la Congiura Anticristiana"

    Henry Delassus: “L’Americanismo e la Congiura Anticristiana”

     Sabato, 25 Giugno/ 2016     – di Don Curzio Nitoglia – Redazione quieuropa, Mons. Henry Delassus, Don Curzio Nitoglia, Le Forze Occulte della Sovversione, Giudaismo, Massoneria, Liberalismo, millenarismo gioachimita, Israele, America, esoterismo, massoneria, ecumenismo e mondialismo, Adolfo Crémieux, Magistero della Chiesa, condanna dello spirito americanista, Bergoglio, Pio VI, libertà assoluta della persona umana, libertà di pensiero, Gregorio XVI, Pio IX, separatismo tra stato e Chiesa, Leone XIII, liberalismo largo, tolleranza dogmatica, cosmopolitismo, mondialismo, globalizzazione,  infiltrandosi in ogni nazione, […

    Auriti – Il sangue contro la carta: tecnica della setta per appropriarsi dei valori reali

    Auriti – Il sangue contro la carta: tecnica della setta per appropriarsi dei valori reali

    Giovedì, 12 ottobre / 2017  – di Giacinto Auriti: ricordi e pensieri –  Redazione Quieuropa, Giacinto Auriti, L'Alternativa, sangue contro oro, oro carta, massoneria   Auriti – Il sangue contro la carta: tecnica della setta per appropriarsi dei valori reali Titolo originale: "Il sangue contro l'oro"   di Giacinto Auriti /  L'Alternativa n. 4 – 15 settembre 1973  Seguici anche su facebook – Giacinto Auriti: ricordi […]

    Dominio Rothschild – Evoluzione dei rapporti tra Finanza, Massoneria e Comunismo / 1

    Dominio Rothschild – Evoluzione dei rapporti tra Finanza, Massoneria e Comunismo / 1

    Domenica, 8 Gennaio/ 2017     – di  Sergio Basile e Don Curzio Nitoglia  Redazione Quieuropa, Don Curzio Nitoglia, Sergio Basile, Redazione luococomune, Alta Finanza, Giudeo Massoneria, Rothschild, Finanza, Comunismo, Italia, Occupazione, influenza Rothschild sull'Italia, Sistema Bancario   Evoluzione dei rapporti tra Alta-Finanza,   Giudeo-Massoneria e Comunismo:   dominio Rothschild / 1 Il lato occulto della storia: 150 anni di dittatura Rothschild,  150 anni […]

    Libertà, Uguaglianza e Fratellanza: significato occulto secondo lo spirito massonico

    Libertà, Uguaglianza e Fratellanza: significato occulto secondo lo spirito massonico

    Venerdì,  29 Luglio/ 2016  – di Sergio Basile – Redazione Quieuropa, Talmud, Mons. Leone Meurin, Don Isidore Bertrand, Clotilde Bersone, Epiphanius, San massimiliano Kolbe o San Giovanni Bosco, massoneria, logge massoniche, rivoluzione, sovversione sociale, Albert Pike, Eliphas Levi, Giuseppe Mazzini,  ideali rivoluzionari, Libertà, Uguaglianza, Fratellanza, Grand'Oriente d'Italia, Gustavo Raffi, RAI, Humanum Genus, Leone XIII  Libertà, Uguaglianza e Fratellanza: significato occulto […]

    Le Forze Occulte della Sovversione: Giudaismo, Massoneria, Liberalismo & Bolscevismo

    Le Forze Occulte della Sovversione: Giudaismo, Massoneria, Liberalismo & Bolscevismo

    Lunedì, 9 Maggio/ 2016     – di Don Curzio Nitoglia – Redazione quieuropa, Don Curzio Nitoglia, Le Forze Occulte della Sovversione: Giudaismo, Massoneria, Liberalismo & Bolscevismo, millenarismo «gioachimita», Gioacchino da Fiore, ecclesiologia della Nuovissima Alleanza, San Tommaso d’Aquino, Somma Teologica, Vangelo e Gesù, Puritanesimo, negazione della Santissima Trinità e la Divinità di Cristo, origine ebraica di Gioacchino,  Goffredo d’Auxerre, San Bernardo di Chiaravalle, Giudaismo padre della Massoneria, Massoneria anglo-americana, Rivoluzioni, Liberismo calvinista, Americanismo teo-conservatore, Plutocrazia dell’alta finanza apolide, vera Economia, Millenarismo gioachimita, Giudaismo, […]

    La Massoneria favorisce e propaga il Comunismo che è opera ebraica

    La Massoneria favorisce e propaga il Comunismo che è opera ebraica

    Lunedì, 17 Ottobre/ 2016    – di Maurice Pinay –  Redazione Quieuropa, Maurice Pinay, Paolo Baroni, Centro Sa Giorgio, Socialismo, origini occulte, Massoneria, Governo Globale, Ebraismo, Diffusione del Comunismo in Russia, Diffusione del Comunismo in Italia, Mazzini, Garibaldi, Depretis, Togliatti, Anti messianismo  La Massoneria favorisce e propaga il Comunismo che è opera ebraica Il complotto contro la Chiesa: […]

    Massoneria, Comunismo e Corruzione della gioventù: direttive marxiste per il Nuovo Ordine – 2

    Massoneria, Comunismo e Corruzione della gioventù: direttive marxiste per il Nuovo Ordine – 2

    Sabato, Febbraio 20th, 2016 – di Paolo Baroni, Centro San Giorgio  – Redazione Qui Europa, Paolo Baroni, Centro San Giorgio, Comunismo, Massoneria,  filiazione massonica dell'ideologia comunista, sesso, droga e rock'n'roll, Nuovo Ordine Mondiale, filiazione massonica dell'ideologia comunista, satanismo, corruzione della società, Adorno, Marcuse, Scuola di Francoforte, Distruzione di una nazione, distruzione del senso morale, degenerazioni sessuali, divorzio, distruzione della famiglia, […]

    Massoneria, Comunismo e Corruzione della gioventù: Piano per un Nuovo Ordine Mondiale – 1

    Massoneria, Comunismo e Corruzione della gioventù: Piano per un Nuovo Ordine Mondiale – 1

    Giovedì, Febbraio 18th, 2016 – di Paolo Baroni, Centro San Giorgio  – Redazione Qui Europa, Paolo Baroni, Centro San Giorgio, Comunismo, Massoneria,  filiazione massonica dell'ideologia comunista, sesso, droga e rock'n'roll, Nuovo Ordine Mondiale, filiazione massonica dell'ideologia comunista, satanismo, corruzione della società, teosofia, George Harrison,  Jerry Rubin,   Willy Münzenberg, Tempio di Salomone, Papa Leone XIII, Mons Delassus, massone Lafargue, Congresso massonico di Liegi del 1865, Madame Helena Petrovna Blavatsky, Annie Besant, occultista John Symonds, Aleister […]

    Apparizioni di satana nelle logge massoniche

    Apparizioni di satana nelle logge massoniche

    Sabato, 25 Giugno/ 2016     – di Redazione Qui Europa – Redazione quieuropa, Leone Maurin, Duca di Frontignan, Abate Giord, satana, apparizioni di satana, Frammassoneria sinagoga di Satana, Blackwood Magazine  Apparizioni di satana nelle logge massoniche "Era costui un giovane di una ventina d'anni… il suo sguardo era di una tristezza infinita, di una disperazione profonda" La Massoneria […]

    Leone XIII – Massoneria: Nemica Potenza del Maligno Demone

    Leone XIII – Massoneria: Nemica Potenza del Maligno Demone

    Martedì, 6 Settembre/ 2016    di Papa Leone XIII Titoli dei paragrafi aggiunti dalla Redazione  Redazione Quieuropa, Leone XIII, Inimica Vis, Massoneria, Setta massonica, enciclica, formazioni militari, vescovi, l'errore che non contrastate   INIMICA VIS – Leone XIII ai Vescovi d’Italia ch’Egli vorrebbe virili nei confronti della setta massonica Massoneria: “Nemica Potenza del Maligno Demone”   di Papa Leone XIII […]

    Testimonianza shock di un medico ex-massone

    Testimonianza shock di un medico ex-massone

    Martedì,  Marzo 31st/ 2015 – Su segnalazione di Giuseppe F. – Iniziativa di Libero confronto, "Pensa e Scrivi" di "Qui Europa" Redazione Quieuropa, Testimonianza shock di un medico ex massone, anima, perdere l'anima, rito di possessione diabolica, testimonianza shock, setta satanica, milizia di Satana, Corpo mistico di Satana, rito magico, forza della preghiera, Ave Maria e […]

    Testimonianza shock alla TV finlandese – La Verità sulla Massoneria: parla un ex-33

    Testimonianza shock alla TV finlandese – La Verità sulla Massoneria: parla un ex-33

    Martedì, Aprile 15th/ 2014 – Redazione Losai / iniziativa di Libero Confronto  –  Occulto e massoneria, laura Caselli, Redazione Losai, Qui  Europa, Juhani Julin, Gerber Weldon, tv finlandese, parla un ex 33, verità e menzogne sul GADU,Helsinky, Madonna di Fatima, TV7.fi, infiltrazioni della massoneria nella Chiesa, I fumi di Satana non prevarranno sulla Chiesa   Juhani Julin decide di […]

    Massoneria – Profetica Maledizione di Don Bosco del 1855 e Visione di Padre Pio del 1913

    Massoneria – Profetica Maledizione di Don Bosco del 1855 e Visione di Padre Pio del 1913

    Domenica,  Agosto 3rd/ 2014 – di Sergio Basile – Redazione Quieuropa, Sergio Basile, Padre Pio, San Giovanni Bosco, Le profezie sulla Casa Savoia, lettera di Padre Pio sulla massoneria, 1917, Massoneria, Politica, Savoia, Piemonte, Legge Rattazzi, soppressione degli ordini religiosi, infame setta della massoneria, la visione e le confessioni di Gesù sulla massoneria a Padre Pio, il tradimento di […]

    Il diavolo nella cultura gnostica ed esoterica

    Il diavolo nella cultura gnostica ed esoterica

    Lunedì, Giugno 8th, 2015 – Giuseppe Federici e Redazione Qui Europa –  Redazione Quieuropa,  Giuseppe Federici, Massoneria, demonio, diavolo, esoterismo, cultura gnostica, Ermetismo, alchimia e cabala ebraica, Padre Massimiliano Maria Kolbe  Società, Religione e Massoneria Il diavolo nella cultura gnostica ed esoterica Nella massoneria si è parlato e si parla molto del diavolo. Nella chiesa cattolica modernista ormai […]

    La più maestosa opera satanica della storia: la moneta-debito

    La più maestosa opera satanica della storia: la moneta-debito

    Lunedì,  Gennaio 18st/ 2016  – di Nicola Arena, Sete di Giustizia / introduzione di Sergio Basile – Redazione Quieuropa, Sete di Giustizia, Nicola arena, Giacinto Auriti, moneta, moneta debito, confusione tra soggetto e oggetto, la più maestosa opera satanica della storia  Storia ed Economia – Moneta-Debito: la più grande truffa contro i popoli La più maestosa opera […]

    Balfour e il sionismo – Origini e obiettivi delle politiche imperialiste del Regno Unito e d’Israele

    Balfour e il sionismo – Origini e obiettivi delle politiche imperialiste del Regno Unito e d’Israele

    Sabato, 19 agosto / 2017   – di Don Curzio Nitoglia –  Redazione Quieuropa, Don Curzio Nitoglia, Sionismo, Ebraismo, Dichiarazione Balfour  Balfour e il sionismo  Origini e obiettivi delle politiche imperialiste del Regno Unito e d'Israele ►Video in allegato   di Don Curzio Nitoglia con integrazioni a cura della Redazione di Qui Europa     […]

    Mortalium Animos – Pio XI contro il modernismo: in difesa della verità rivelata da Gesù

    Mortalium Animos – Pio XI contro il  modernismo: in difesa della verità  rivelata da Gesù

    Domenica, 2 Luglio/ 2017   – Enciclica di Papa Pio XI / Mortalium Animos, 1928 –  Redazione Quieuropa, Pio XI, Moderrnismo, Mortalium Animos, Enciclica, Gesù Cristo, Protestantesimo  Mortalium Animos – Pio XI contro il modernismo: in difesa della verità rivelata da Gesù L'enciclica di un Papa trasparente e coraggioso contro le feroci adulazioni moderiste dei […]

    Mistero Marx – Quello che le Università Occultano

    Mistero Marx – Quello che le Università Occultano

    Giovedì,  Giugno 5th/ 2014   – di Sergio Basile – Dissertazioni su "L'altra faccia di Karl Marx" di Richard Wurmbrand Sergio Basile, Redazione Quieuropa, L'altra faccia di Karl Marx, Richard Wurmbrand, Karl Heinrich Marx, materialismo storico, Lotta rivoluzionaria tra due fazioni sapientemente contrapposte, sterco di Satana, il giovane Marx,  Il "Cristiano" Marx – Dalla lode del sacrificio alla strana metamorfosi, l'essenza del sacrificio cristiano, Oulanem,  inversione tipica del satanismo e delle […]

    Mistero Marx – Ruolo dei Sindacati e paradosso del Plusvalore secondo Auriti

    Mistero Marx – Ruolo dei Sindacati e paradosso del Plusvalore secondo Auriti

    Giovedì,  Giugno 11st/ 2014   – di Sergio Basile – Dissertazioni su "La Malattia del Plusvalore" di Auriti e intorno al caso Alitalia e contestuale ruolo dei Sindacati  Sergio Basile, Redazione Quieuropa, Maurizio Lupi e Giuliano Poletti, Giacinto Auriti,  caso Alitalia, segretari generali  sindacati, Cgil, Cisl, Uil, Gabriele del Torchio, Caso Alitalia, Karl Marx, dottrina sociale della Chiesa  Mistero Marx – Ruolo dei […]

    Mistero Marx – Dai Protocolli dei Savi di Sion all’internazionale Socialista

    Mistero Marx – Dai Protocolli dei Savi di Sion all’internazionale Socialista

    Martedì,  Luglio 1st/ 2014  – Giorgio Bongiovanni / integrazioni Redazione QE – Iniziativa di Libero Confronto, Pensa e Scrivi di Quieuropa   Integraz. a cura della Redaz. Quieuropa (Copyright © 2013 Qui Europa)   Redazione Quieuropa, Giorgio Bongiovanni, Mistero Marx, I Signori del Mondo, internazionale socialista, Karl Marx, Il Manifesto, élite occulta, nobiltà nera, comunismo, Protocolli dei Savi di Sion, banche internazionali, settore petrolifero, infiltrati nella […]

    Lucifero e il Piano di Alice Bailey per un Nuovo Ordine Mondiale

    Lucifero e il Piano di Alice Bailey per un Nuovo Ordine Mondiale

    Giovedì,  Luglio 3rd/ 2014  – di Paolo Baroni, Centro San Giorgio e Redazione QE – Redazione Quieuropa, Redazione Centro San Giorgio, Paolo Baroni, Nuovo Ordine Mondiale, Il piano di Alice Bailey e il Nuovo Ordine Mondiale, I 10 Punti definiti nel 1922 a cura della fondatrice della Lucis Trust, Lucifer Trust,  l'Agenda degli Illuminati del 1776, rottamare Gesù Cristo, Internazionale Socialista, New Age, Il movimento della Nuova […]

    La stampa di regime e la Mano Nascosta in guerra contro i popoli

    La stampa di regime e la Mano Nascosta in guerra contro i popoli

    Lunedì,  Settembre 22th/ 2014  – di Cristiano Tresoldi e Redazione QE – Premessa di Sergio Basile Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi" di Quieuropa Redazione Quieuropa, Cristiano Tresoldi, Sergio Basile, Informazione, giornalismo, disinformazione, ideologia, verità storica, Mano nascosta, giornali e sistema bancario, giornali e moneta, indipendenza, falso dissenso, Mano nascosta, Cherep Spiridovich, Wall Street, ambasciate  La stampa […]

    Don Luigi Villa – Profilo della Massoneria

    Don Luigi Villa – Profilo della Massoneria

    Venerdì,  Novembre 7th/ 2014       – di Don Luigi Villa –  tratto da "La Massoneria e la Chiesa Cattolica" Redazione Quieuropa, La massoneria e la chiesa cattolica, Luigi Villa, Chiesa Viva, Massoneria, profanazione di ostie consacrate, sette, carrierismo, potere, Lucifero, vendita dell'anima, rapporti di potere all'interno e all'esterno della loggia, Chiesa Cattolica  Don Luigi Villa […]

    Affinità Elettive tra Ebraismo e Massoneria

    Affinità Elettive tra Ebraismo e Massoneria

    Lunedì,  Settembre 1st/ 2014 – A cura di Paolo Baroni, Centro San Giorgio e Redazione Quieuropa – Iniziativa di Libero Confronto, Pensa e Scrivi di Quieuropa Redazione Quieuropa, Paolo Baroni, Centro San Giorgio, Ebraismo, Massoneria, Affinità elettive, Léon de Poncis, bolscevismo, socialismo, Abramo Lincoln, Adam Weishaupt, diede vita alla "Setta degli Illuminati", in data 1° Maggio 1776), guerra civile americana, Padre Massimiliano […]

    Naturalismo – Essenza della Massoneria, Religione Solare e Laica

    Naturalismo – Essenza della Massoneria, Religione Solare e Laica

      Martedì,  Luglio 15th/ 2014  – di Padre Florido Giantulli, Centro San Giorgio – Redazione Quieuropa, Nuovo Ordine Mondiale, Massoneria, Religione solare e laica, Naturalismo, Giordano Gamberini, Logge Giustinianee, List of Lodges Masonic 1973, Grand'Oriente d’Italia, Palazzo Giustiniani, Padre Augustin Barruel , Léo Taxil, Il linguaggio massonico, i riti religiosi e la religiosità solare, San Giovanni, Giano e l'allegoria del Sole, Padre Florido Giantulli, […]

    Rapporti tra Giudaismo e Massoneria

    Rapporti tra Giudaismo e Massoneria

    venerdì, 26 maggio/ 2017     – di  Don Curzio Nitoglia  Redazione Quieuropa, Don Curzio Nitoglia, ebraismo, massoneria, congiura, giudaismo, Cabala, panteismo, En Sof  Rapporti tra Giudaismo e Massoneria / 2 – Cabala e teologia massonica La concezione massonica di dio: emanazione del nulla. Deificazione dell'uomo, panteismo ed ateismo: realizzazione dell'antica tentazione demoniaca         […]

    “Per padre il Diavolo”: introduzione al problema ebraico, secondo la tradizione cattolica

    “Per padre il Diavolo”: introduzione al problema ebraico, secondo la tradizione cattolica

    martedì, 23 maggio/ 2017    Per padre il diavolo, di  Don Curzio Nitoglia Invito alla lettura di Padre Pablo Natalucci  Redazione Quieuropa, Don Curzio Nitoglia, ebraismo, massoneria, per padre il diavolo, problema ebraico, Padre Pablo Natalucci   "Per padre il Diavolo": introduzione al problema ebraico, secondo la tradizione cattolica di Don Curzio Nitoglia   Invito alla […]

    Assoluta inconciliabilità tra Fede cristiana e Massoneria

    Assoluta inconciliabilità tra Fede cristiana e Massoneria

    Martedì, 16 maggio/ 2017     – di  Don Floriano Pellegrini  Redazione Quieuropa, Don Floriano Pellegrini, ebraismo, massoneria, Cristianesimo, Ratzinger   L’assoluta inconciliabilità tra Fede cristiana  e Massoneria I documenti del 1983 e del 1985 che ribadiscono l'inconciliabilità tra Cristianesimo e Massoneria e l'impossibilità per un cattolico ad aderire ad una loggia massonica   di Don Floriano Pellegrini         […]

    L’Omicidio Rituale Massonico: testimonianza di San Daniele Comboni

    L’Omicidio Rituale Massonico: testimonianza di San Daniele Comboni

    Domenica, 29 Gennaio/ 2017     – di  Don Curzio Nitoglia  Redazione Quieuropa, Don Curzio Nitoglia, Omicidio rituale massonico, San Daniele Comboni  L’Omicidio Rituale Massonico: testimonianza di San Daniele Comboni I    di Don Curzio Nitoglia                      Premessa – il personaggio S. Daniele Comboni   Roma – di Don Curzio Nitoglia – San Daniele Comboni (1) (15 […]

    Da Babilonia a Gerusalemme – Cabala ebraica, spiritismo, paganesimo e panteismo anti-cristiano / 3

    Da Babilonia a Gerusalemme – Cabala ebraica, spiritismo, paganesimo e panteismo anti-cristiano / 3

    Sabato, 31 Dicembre/ 2016    – di Elizabeth Dilling (1894-1966)  –  Redazione Quieuropa, Elizabeth Dilling, Piero Pisani, Centro Sa Giorgio, esoterismo, Cabala, Sefirot, Sefer Raziel, Kabbalah, Ebraismo, Satanismo, Zohar, Metatron, Mithra, Dio Sole, Teorie luciferine, evocazione degli spiriti, amuleti, La Rosa di Sharon  Da Babilonia a Gerusalemme – Cabala ebraica, spiritismo, paganesimo e panteismo anti-cristiano / 3 Chi è Metatron, il […]

    Da Babilonia a Gerusalemme – Cabala ebraica, culla di gnosticismo, sincretismo, darwinismo, marxismo / 2

    Da Babilonia a Gerusalemme – Cabala ebraica, culla di gnosticismo, sincretismo, darwinismo, marxismo / 2

    Mercoledì, 16 Novembre/ 2016    – di Elizabeth Dilling (1894-1966)  –  Redazione Quieuropa, Elizabeth Dilling, Piero Pisani, Centro Sa Giorgio, esoterismo, Cabala, Kabbalah, Ebraismo, Satanismo, Zohar, Spinoza, Marx, Darwin, Induismo, Gnosticismo, Panteismo, Sefirot, National Conference of Christians and Jews  Da Babilonia a Gerusalemme – Cabala ebraica, culla di gnosticismo, sincretismo, darwinismo, marxismo / 2 Cabala: alienazione e detronizzazione di Dio: glorificazione luciferina […]

    Da Babilonia a Gerusalemme – Qual è la divinità dell’ebraismo e della Cabala? / 1

    Da Babilonia a Gerusalemme – Qual è la divinità dell’ebraismo e della Cabala? / 1

     Martedì, 15 Novembre/ 2016    – di Elizabeth Dilling –  Redazione Quieuropa, Elizabeth Dilling, Piero Pisani, Centro Sa Giorgio, esoterismo, Cabala, Kabbalah, origini occulte, Massoneria, Governo Globale, Ebraismo, Satanismo, Zohar   Da Babilonia a Gerusalemme – Qual è la divinità dell'ebraismo e della Cabala? / 1  Panteismo, magia, paganesimo: la rottamazione del Vecchio Testamento   di Elizabeth Dilling  (1)  […]

    La Massoneria, nemica della Regalità di Gesù Cristo / 3

    La Massoneria, nemica della Regalità di  Gesù Cristo / 3

    Sabato, 29 Ottobre/ 2016    di Padre Denis Fahley  Redazione Quieuropa, Regalità di Gesù Cristo, Padre Denis Fahley, Paolo Baroni, Centro Sa Giorgio, Massoneria, Governo Globale, Ebraismo, Nazione d'Israele, questione ebraica, rivoluzione, comunismo, confusione e ignoranza, cristiani, cattolici, protestantesimo  La Massoneria, nemica della Regalità di Gesù Cristo / 3 La questione ebraica e la primaria e legittima difesa della […]

    La Massoneria, nemica della Regalità di Gesù Cristo / 2

    La Massoneria, nemica della Regalità di  Gesù Cristo / 2

    Lunedì, 24 Ottobre/ 2016    di Padre Denis Fahley  Redazione Quieuropa, Padre Denis Fahley, Paolo Baroni, Centro Sa Giorgio, Massoneria, Governo Globale, Ebraismo, Nazione d'Israele, dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo   La Massoneria, nemica della Regalità di Gesù Cristo / 2 La Dichiarazione (massonica) dei "Diritti dell'Uomo" e gli altri favori della Rivoluzione alla nazione ebraica    di Padre […]