Sabato, Agosto 4th/ 2012
– di Silvia Laporta –
Eurozona / Germania / Berlino / Merkel / La Bild / Hollande / Draghi / Eurozona / Banche / Moneta unica / Friedrich Sell / Hans Werner Sinn / Financial Times / Bulgaria / Fondo Monetario Internazionale / Piigs / Informazione / Crisi economica / Euribor / Target 2
Il quotidiano tedesco Bild fa chiarezza sulla
crisi dell'Eurozona
Il tabloid tedesco mette l’accento sul ritorno indotto
che la Germania ha dalla crisi europea e dall'euro
I moniti di Hans Werner Sinn e Friedrich Sell: ipotesi
ritorno temporaneo alle "monete nazionali" per
sfuggire dall'Eurogabbia
Berlino – Si alza a gran voce il coro degli euroscettici, anche in Germania! Hans Werner Sinn, uno tra i più autorevoli e popolari economisti tedeschi, insieme a Friedrich Sell, sferrano un aggressivo attacco all’Eurozona, dalle colonne del Financial Times. Due fra le voci più ascoltate nel recente dibattito – più che infervorato – sulla crisi, in Germania. I due economisti credono che l’unità dell’Eurozona, potrebbe essere temporaneamente spezzata per consentire ai Paesi in difficoltà di recuperare competitività e rimettersi al passo dei grandi. “L’idea di fondo – dicono gli autori – è fornire ai paesi uscenti lo status di membri associati, consentendo di adottare temporaneamente la loro moneta con l’opzione di rientrare nell’euro in seconda fase”. Affermazioni queste che nelle scorse ore, ovviamente, hanno trovato in completo disaccordo Mario Monti, Mario Draghi, Francoise Hollande, Angela Merkel e tutto il baraccone europeo!
La Bild getta la maschera
Ma è proprio La Bild – tra i più letti tabloid tedeschi – a spiegare dalle sue colonne il perché di questo disaccordo: “ Berlino non paga soltanto perché con i bassi tassi d’interesse ad avvantaggiarsi massicciamente sono i consumatori e lo Stato”. Insomma un vero e proprio investimento sulla crisi; un'ingiustizia che "Bild" è finalmente pronto a smascherare. Grazie a questo scenario, la Germania, ha guadagnato in 3 anni fino a 100 miliardi di euro! Per non dimenticare gli enormi vantaggi – esaminati nelo specifico da "Qui Europa" – indotti dal tasso Euribor e dal Sistema dei pagamenti interbancari "Target 2" (vedi articoli in allegato). Una vera e propria manna dal cielo per i banchieri tedeschi, ai danni dei partner europei e soprattutto dei Piigs (Portogallo, Irlanda, Italia, grecia e spagna). In un sistema definito da "Qui Europa" e da alcuni autorevolissimi osservatori internazionali (Giulietto Chiesa, per citarne uno molto autorevole) con l'appellativo di "Nazismo Bianco". Come scordare infatti l'altra faccia della medaglia? Interi stati economicamente e finanziariamente dissanguati e distrutti; intere popolazioni poste sotto vergognose forme di schiavitù economiche e sociali (si pensa per oltre 20 anni o più: se passa il MES); emarginazione e povertà dilaganti; suicidi quadruplicati in pochi mesi e migliaia di aziende fallite. Tutto perchè? Per prostrarsi ad adorare un dio euro costruito ad immagine e somiglianza della Germania e dell'euro-casta dei banchieri e dei loro fedelissimi sudditi.
Una guerra mediatica
Il rapporto tra informazione e andamento dell’economia, infatti, non è poi cosi svincolato come si potrebbe pensare e come dimostrato in centinaia di articoli dal nostro osservatorio. Se le notizie venissero riportate nella loro dimensione più veritiera, sicuramente la strada per uscire dalla crisi sarebbe molto meno ripida. Per esempio, ci troveremo sicuramente in uno scenario diverso, se le agenzie di rating, avessero diffuso le reali informazioni circa l’affidabilità di determinati strumenti finanziari! O non avessero fatto sciacallaggio sugli stati più in difficoltà dell'Eurozona. Certo, qualcuno a Bruxelles – è bene riconoscerlo – ha dato loro mano libera e piena legittimità! La colpa maggiore è quindi proprio dell'Unione europea. Ed è per questo che il popolare quotidiano tedesco ha deciso di informare i cittadini e in generale l’opinione pubblica, circa le ragioni della crisi e le conseguenze che spesso e volentieri vengono assolutamente celate, al fine di coprire i vari orrori economici che pesano sulle nostre spalle.
Un'Europa Made in Deutschland
Basta negare le responsabilità di alcune nazioni e delle loro banche e i vantaggi conseguiti con l’unione monetaria e con la crisi indotta (e fittizia) del debito; perché si tratta di veri e propri vantaggi delineatisi sulle spalle del popolo ormai diventato schiavo. Un esempio lampante è la Grecia. La Germania trae parecchi vantaggi dall’inclusione del Paese ellenico nell'Eurozona. Cioè vive di rendita sulla carcassa di uno tra i più deboli Paesi "cosiddetti Piigs" dell’Eurozona: beneficia, per esempio, di un cambio più debole rispetto a quello che avrebbe avuto mantenendo il marco tedesco; avvantaggiandosi cosi nelle esportazioni fatte fuori dall’Eurozona. Inoltre i tassi d’interesse più bassi favoriti dall’euro nelle nazioni del Sud, hanno spinto la gente ad aumentare i consumi indebitandosi ed acquistando cosi, più prodotti made in Germany. Come un clamoroso tilt delle bilance commerciali interne, incapaco di pareggiare la situazione e quindi penalizzate oltremisura dal Sistema target 2 (vedi approfondimenti negli articoli in allegato).
La gravissima Gaffes della solita Merkel
E di fronte a tutta questa situazione, a coraggioso quanto doveroso outing di "Bild" che avviene? Semplice, il Panzer Merkel fa una delle sue solite e imperdonabili gaffes. “Fate come i Bulgari!” ha proposto ai Greci. L’esempio di virtù riportato dalla Merkel è quello di una nazione che, dopo aver passato anni di crisi ed estrema povertà, è riuscita a rientrare nell’Unione europea “grazie” al Fondo Monetario Internazionale. Peccato però, che sia la nazione più povera d’Europa, e che sia stata da questo dissanguata completamente. Paese oggi in coda a tutte le classifiche europee sullo sviluppo e la ricchezza, con un reddito pro capite di 11 mila euro annui, mancanza di infrastrutture per la mobilità; carte di credito ancora rare e Bulgari costretti ad emigrare per sopravvivere! Un bell’esempio incoraggiante da proporre! Ma soprattutto, un quadro di come ci vorrebbe Angela Merkel: tanti schiavi, poveri e svuotati della propria dignità.
I Tedeschi insegnano
Una Europa di nomadi in cerca di improbabili fortune all'estero. Ma la stessa Germania (intesa come cittadini tedeschi) è un esempio di come le cose possono essere ancora cambiate, ma soprattutto di come l’informazione vada pari passo con il futuro e la salvaguardia dei cittadini. La stampa italiana e i TG – oggi in maniera pressocché totale asserviti a questo sistema totalitario e schiavista – dovrebbero imparare molto da ciò! E i Tedeschi, questo – soprattutto quelli già vittima dell'austerity – lo hanno capito benissimo. Non dimentichiamo, ad esempio, che il destino stesso del dittatoriale e liberticida MES (Meccanismo Europeo di Stabilità, ribattezzato "Morte Europea Sicura") è stato messo in dubbio proprio da cittadini tedeschi ricorrenti presso la Consulta di Berlino. Forse dovremmo imparare di più dai Tedeschi e affidarci meno ai "professoroni" italiani, alla Monti o alla Prodi. Che dite?
Silvia Laporta (Copyright © 2012 Qui Europa)
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