Martedì, Aprile 17th/ 2012
– di Maria Laura Barbuto –
Unione Europea / European Stability Mechanism / Crisi / Debito Pubblico / Governatori / Ministri delle Finanze / Mario Monti / Andrea Martellini
Meccanismo Europeo di Stabilità:
interrogativi ed obiettivi latenti
Per i Paesi in difficoltà interviene l’Esm ma prima
bisogna versare dolorose quote di contribuzione
Bruxelles, Strasburgo – Il “salvataggio” della zona euro è l’obiettivo che l’Europa si propone di raggiungere con l’istituzione del Meccanismo Europeo di Stabilità che, come avevamo già riportato in articoli precedenti noi di Qui Europa, entrerà in vigore, salvo modifiche, entro il prossimo luglio, con la benedizione del Consiglio Ue, nella persona del suo presidente, Herman Van Rompuy (in foto a destra). Quello di arginare la crisi e tamponare il debito pubblico dei paesi in difficoltà è, però, solo l’obiettivo reso manifesto – almeno stando alle dichiarazioni pubbliche – dai leader politici dei 17 Stati europei che faranno parte di questo nuovo organismo. Infatti, presentato così, l’ESM (European Stability Mechanism) verrebbe accolto con grande entusiasmo da chiunque ma non tutti sanno che l’obiettivo latente nasconde parecchi punti interrogativi che, probabilmente, resteranno irrisolti. I 17 “governatori” dell’Esm saranno i ministri delle finanze di ogni singolo Paese che dovrà contribuire alla costituzione del Fondo in questione con una determinata quota di partecipazione stabilita preventivamente. In parole povere, l’Italia guidata dal Prof. Mario Monti (in qualità di futuro governatore dell’Esm), terza per soglia di contribuzione, dovrà versare il 18% della somma totale che corrisponde a 126 miliardi, la Francia è al secondo posto (20,03% del totale) e la Germania della Merkel guida la classifica con una soglia di contribuzione pari al 27,1%.
Palesi Contraddizioni del MES
Un meccanismo di stabilità che, in periodo di crisi, crea agli italiani un “debito” di 126 miliardi di euro. Ma non è tutto: questa somma potrà cambiare e, quindi, anche aumentare a discrezione degli stessi governatori che, come se non bastasse, non sono perseguibili dalla magistratura ed a rincarare la dose ci pensa l’articolo 30 del suddetto trattato che stabilisce che “anche i documenti redatti dagli stessi governatori e le sedi dell’Esm saranno inviolabili e non potranno essere soggetti a controlli o perquisizioni di nessun tipo”. Quindi, come sottolineato saggiamente dal quotidiano “Rinascita” di oggi, presso le sedi della nuova istituzione potrebbero essere nascosti e custoditi documenti che con l’Esm non hanno nulla a che fare. Insomma, in un periodo in cui si parla di trasparenza e sacrifici, gli unici conti realmente trasparenti, in tutti i sensi, sono quelli dei cittadini. Ed il caro Prof. Monti ha pensato bene di chiedere ancora sacrifici agli italiani che l’unica cosa che possono fare è controllare se nelle tasche è rimasto qualche spicciolo, perché le banconote si ritrovano solo nelle banche.
Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)


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