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Troika – Ue,Bce,Fmi

  • Impariamo dagli Islandesi – Un Popolo Unito che vinse la Truffa del Debito

    Impariamo dagli Islandesi – Un Popolo Unito che vinse la Truffa del Debito

    Venerdì, Febbraio 22th/ 2013 –

    – di Sergio Basile e Giovanni Antonio Fois – 

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    Impariamo la Lezione Islandese: un Popolo

    Unito che vinse la Truffa del Debito

    La Rivoluzione Silenziosa che L'usura internazionale teme

    Dall'Islanda alla Grecia, lezioni di storia contemporanea

    L'Omertà della Stampa e dei Politici alla vigilia delle elezioni 

    Iceland Revolution

    Reykjavik – Molti storici contemporanei l'hanno celebrata con l'emblematica ed eloquente espressione di "Rivoluzione silenziosa", anche se in cuor nostro temiamo che questa storia possa mai entrare in pompa magna nei libri di testo ufficiali. Troppo scomoda, "troppo rivoluzionaria" per un sistema economico-bancario basato  – come ci insegna l'economista John Kenneth Galbraith – su un'economia della truffa; abituato a dettare le regole del gioco, le leggi ed a regolare in maniera invasiva anche i meandri più nascosti della vita sociale e politica di ciascuno, come un grande leviatano di tocquevilliana memoria. Un leviatano che con la complicità di ben pagati ed asserviti media tende da sempre ad ovattare e a nascondere quanto possa far capire – o almeno intuire – la verità all'umanità intera,  schiavizzata attraverso due strumenti fondamentali: le armi e il debito.

     Aspettando le elezioni – Una lezione per tutti gli Italiani 

    La "Vera Rivoluzione" oggi in esame è quella che ci parla del riscatto di una Nazione intera, di uno stato sovrano: l'Islanda. E lo facciamo volutamente e puntualmente mentre in Italia media e politica sembrano non ricordare, concentrandosi – quando la scadenza delle fatidiche elezioni truffa è ormai prossima – su problemi più o meno importanti, ma non centrali. Non assolutamente essenziali, e vedremo il perchè! Ci accingiamo a raccontarvi questa storia di rinascita sociale ed economica mentre – per contro – gli Italiani aspettano ansiosi di celebrare i vincitori del famigerato porcellum (elezioni pilotate nelle quali i cittadini ancora una volta non sceglieranno un bel niente). "Eroici" e fin troppo "idolatrati" personaggi che restano – nostro malgrado – lontani anni luce dai protagonisti della nostra storia.

     La Rivoluzione Silenziosa – Uno per tutti e tutti per uno 

    La "Rivoluzione Silenziosa" islandese è stata quella che ha portato circa 300 mila anime (tanti sono gli abitanti dell'isola-stato europea, nota come "Iceland") verso la riappropriazione dei propri diritti. Sconfitti gli interessi economici di Inghilterra ed Olanda e le pressioni dell'intero sistema finanziario internazionale, gli Islandesi intuirono l'importanza di sottarre il controllo bancario alla speculazione privata, nazionalizzando le banche e avviando un processo di democrazia diretta e partecipata unico nella storia del Vecchio Continente. Un processo importante – quanto censurato da tutti i giornali ed i TG occidentali "di regime" – che ha portato addirittura alla creazione di una nuova Carta CostituzionaleÈ la storia di una delle nazioni più ricche al mondo (qual era anche l'Italia prima dell'avvento dei tecnici e dell'euro) che ha affrontato la crisi-indotta peggiore della sua storia (ancora un'analogia impressionante con l'Italia) uscendone, tuttavia, a testa alta e con la consapevolezza di essere guidata da un grande uomo – il suo Presidente – ed abitata da onesti ed informati cittadini, infiammati da un profondo e fulgido amor patrio. Come scriverebbe Dumas: "uno per tutti e tutti per uno!". 

     Islanda, da Regina a Cenerentola – Il Giochino Liberista delle banche   

    L'Islanda, fino a qualche anno fa, era il quinto Paese al mondo per reddito procapite. Oggi la vicenda islandese può essere considerata un esempio per tutti i popoli europei, rassegnati all'essere schiavi del debito pubblico. Ma perchè – ci chiediamo – la rivoluzione pacifica che ha consentito all'Islanda di scrollarsi di dosso il deficit è stata drasticamente censurata da  quasi tutti i media? Semplice! Onde evitare che i cittadini dell'Ue (ed in particolar modo quelli della gabbia chiamata Eurozona) ne potessero prendere spunto, traendone giovamento reale. Ma partiamo dall'inizio. Agli albori del nuovo millennio, quello islandese poteva essere considerato uno dei principali modelli di neoliberismo finanziario, un modello all'interno del quale le principali banche si apprestavano ad essere privatizzate e all'interno del quale – per contro – nascevano i primi prototipi di conti a prestito on line che, grazie ai costi di gestione ridotti al minimo, permettevano l'applicazione di un alto tasso d'interesse in favore degli nvestitori.  Numerosi cittadini europei (Olandesi e Inglesi fra tutti) accorsero per approfittare di questa ricca offerta. Con l'avanzare del tempo si moltiplicarono le utenze on line disposte ad investire nell'''IceSave'', costringendolo in breve tempo al tracollo. La conseguenza fu che la Landsbanki, garante per il suddetto conto, dovette dichiarare bancarotta e che lo Stato dovette procedere alla nazionalizzazione della stessa e al pagamento del debito richiedendo parte dei fondi necessari all'estero. Dal 2003 al 2007 si verificarono numerosi casi analoghi e altre importanti banche, come la Kaupthing e la Glitnir, caddero come da copione in rovina, costringendo il governo ad aumentare il debito estero fino a raggiungere il 900% del PIL (prodotto interno lordo) del Paese.

     Nella Trappola dell'FMI  

    La corona islandese  perse circa l'85% del suo valore sull'euro, decuplicando l'importo. A questo punto l'Unione Europea, in accordo col primo ministro conservatore Geir Haarde, si incaricò di "far fronte" alla situazione, attingendo al famigerato Fondo Monetario Internazionale. Così il popolo islandese si ritrovò di punto in bianco indebitato per qualcosa come 4 miliardi e 100 milioni di dollari americani. Una cifra spropositata per un Paese che conta poco più di trecentomila persone. Secondo i calcoli effettuati ciò avrebbe costretto ogni cittadino a sborsare un centinaio d'euro in più al mese dal proprio stipendio –  per 15 anni, e per un totale di 18mila euro a testa – e ciò per rientrare da un danno indotto dai banchieri privati. La stessa politica con la quale oggi si trovano a fare i conti molti altri paesi Ue: Grecia in primis, seguita a ruota dalla stessa Italia. E' indicativo il fatto che il solo scandalo MPS ci sia costato 4 miliardi e mezzo di euro. E con reazioni di politici, media e opinione publica nettamente diverse. Per non parlare degli effetti dell'IMU, del Fiscal Compact, del MES, del Redemption Found e degli altri inutili accidenti recessivi e debitocratici di sorta nati dalla mente distorta dei tecnocrati di Bruxelles: sempre tuttavia avallati dai vassalli della politica italiana contro gli stessi interessi del Paese. Ma torniamo ai fatti.

      Modello Italia – La Resa del governo ai diktat dei banchieri 

    Nell'aprile del 2009, il nuovo governo di sinistra, eletto con elezioni anticipate, pur condannando il modello neoliberista imposto finì per cedere fin da subito e senza troppe chiacchiere alle richieste dell'FMI e dell'Usura Internazionale. Il governo propose un piano di rientro  pluriennale  dal debito (15 anni) attraverso il pagamento di 3 miliardi e mezzo di euro con un interesse del 5,5% ed a fronte – ribadiamo – di debiti sorti tra banchieri privati verso altri privati, ma gettati sulle spalle della cittadinanza. Vi dice niente questo?

      Al Bivio – Uniti contro l'usura: un Popolo e un Presidente 

    Allora il popolo islandese si trovò ad un bivio: pagare o non pagare? Bisognava tener presente che l'Inghilterra e le altre ''potenti'' nazioni interessate, minacciavano addirittura l'embargo, cioè la paralisi dei traffici commerciali. Eppure l'intera Nazione, riunita nella piazza principale di Reykjavík si schierò apertamente contro le scelte del governo, sostenendo il proprio dissenso. Seguirono le dimissioni del primo ministro e l'indizione di un referendum per far scegliere direttamente ai cittadini sul da farsi. Decisivo fu l'intervento del capo dello Stato, Ólafur Ragnar Grímsson, il quale con gran coraggio ed orgoglio prima si rifiutò di ratificare la legge che gettava il peso della crisi sulle spalle dei suoi concittadini e poi decise di indire il suddetto referendum. Come dire: un Giorgio Napolitano al contrarioIl 93% degli islandesi ribadì le proprie posizioni e, senza versare una goccia di sangue, l'Islanda annunciò al mondo intero che non avrebbe pagato un solo dollaro del debito pubblico maturato e, nella stessa occasione, fu proclamata la stesura di una nuova Carta Costituzionale, in sostituzione di quella del 1944, basata sul modello danese.

     Una Nuova Costituzione Anti-Truffe redatta dal popolo 

    Questo nuovo documento, redatto da 25 cittadini eletti dal popolo su 522 candidati – rigorosamente non appartenenti a nessun partito, a nessuna loggia massonica o club e rigorosamente non tesserati con aluna segreteria politica –  inglobò nuove leggi, formulate a seguito della lezione appresa durante la crisi e scritte ad hoc per far si che un simile attacco fosse destinato a restare per sempre solo un brutto incubo. L'Islanda riaffermò il principio  della sovranità assoluta della volontà popolare: chiunque poteva seguire i progressi dei lavori on-line della nuova Costituzione, poteva commentarne le bozze e lanciare le proprie proposte di integrazione. Non più dunque costituzioni ambigue ed a porte chiuse, ma concepite alla luce del sole. Vennero inoltre emessi mandati di cattura internazionale per i banchieri responsabili di tale scempio finanziario. Oggi l'Islanda è una nazione in piedi, costantemente in crescita. La disoccupazione è pressochè inesistente e il reddito pro capite annuo si aggira intorno ai 40.000 dollari. Non un miracolo, ma la semplice assunzione di precise responsabilità e la volontà di non svendere la propria sovranità finanziaria e monetaria a nessuno, mettendo davanti a tutto l'amore per il proprio Paese ed i propri concittadini. Quello che evidentemente nella marcia Italia soggiogata dai poteri forti è mancato, e ancora – malgrado le promesse elettorali – non si vede. Credete che gli Islandesi oggi se la passerebbero così bene se avessero pagato l'ammontare  fittizio ''dovuto''?

     Una lezione di civiltà all'Europa e al Mondo intero 

    Quest'isola remota del continente europeo ha dato una grande lezione di democrazia e di sovranità popolare e monetaria a tutto l'Occidente, dimostrandosi capace di contrastare pacificamente i colossi finanziari che la tenevano sotto scacco. Un'importante esempio d'esaltazione dei principi della società civile e del diritto di cittadinanza per noi Italiani, per i Greci, per tutto il mondo. Ma ci chiediamo: quando si decideranno i nostri cosiddetti politici a seguirlo? Quando si decideranno davvero a liberarci da questa insulsa e disumana schiavitù? Finora, infatti, malgrado le molteplici promesse pre-elettorali nessuno dei cosiddetti eroi della politica e dell'anti-politica sembra proporre il "modello Islanda" quale panacea per uscire dalla crisi e dalla truffa dell'Eurozona. Se – come pare – i nuovi erori del prossimo governo continueranno a beffarsi di noi reggendo i giochi dell'euro-casta allora non rimarrà altro da fare che seguire l'esempio islandese e puntare tutti su Roma, per una pacifica e decisa occupazione di massa dei palazzi del potere.

    Sergio Basile, Giovanni Antonio Fois (Copyright © 2013 Qui Europa)

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  • Euro – Guerra tra Falsari

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    Mercoledì, Febbraio 20th/ 2013

    – di Giuseppe Sacco e Sergio Basile – 

    Euro – Guerra tra Falsari , Ue: Lettera ai Ministri delle Finanze, monete falsificate, Taglio da 2 euro il privilegiato, 531 mila banconote falsificate, misure preventive, Proposte, Commissione Europea, regolamento, autenticazione delle monete, euro, nuove banconote, Mario Draghi, Banda degli Onesti, Monopoli, BCE, Francoforte, Dea Europa, Zeus, Qui Europa, Euro Truffa 

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    Bruxelles, Francoforte, Roma – Il numero di euro metallici, rigorosamente falsi, ritirati dalla circolazione è aumentato del 17%, passando da 157.000 nel 2011 al 184.000 nel 2012. A fronte dei 16,5 miliardi di monete attualmente in circolazione, la proporzione di "falsi ufficiali" in giro sarebbe equivalente a 1 su 100.000. Resta comunque il taglio da 2 euro la moneta più ambita per questa attività criminosa (i 2/3 di quelle false analizzate). Secondo i dati della Banca Centrale Europea – banca "di privati" che teoricamente dovrebbe vigilare sul sistema – nel 2012 sono state ritirate circa 531.000 unità tarocche. Le misure preventive, che comprendono interventi di natura legislativa, analisi tecnica, coordinamento del contrasto alla criminalità e cooperazione in ambito giudiziario, hanno consentito agli Stati membri di avanzare nel ritiro dalla circolazione degli euro metallici "ufficialmente falsi". Poiché gli Stati membri  hanno norme diverse e diversi livelli di protezione, occorre  in ogni caso rafforzare le norme vigenti perché le attività di prevenzione, indagine e sanzione siano più efficaci in tutta l’UE. Il 5 Febbraio 2013 la Commissione ha adottato una proposta di direttiva che istituisce norme minime in materia di sanzioni: a tal proposito saranno introdotti strumenti d’indagine più efficaci e grazie all’analisi dei falsi sarà potenziato anche l’aspetto della prevenzione per proteggere sia l’euro che altre valute da attività criminose. Un altro utile strumento di protezione contro la falsificazione è, inoltre,  il regolamento sull’autenticazione delle monete in euro, entrato in vigore dal primo Gennaio, che definisce le norme che gli istituti finanziari devono rispettare per garantire che tutte le monete metalliche rimesse in circolazione siano autentiche.

     Spunta la "Dea Europa" – Fanciulla "Rapita" perchè troppo bella! 

    Intanto, sempre da Francoforte, recentemente è stato annunciato il lancio delle nuove euro-banconote, che entreranno  in vigore a partire dal maggio del 2013. Per l'occasione la Bce ha scelto il volto della fanciulla che diede il nome al Continente in cui è nata la valuta unica, ''Europa''. Per ora si è dato avvio a questa operazione di "marketing" con un nuovo biglietto da 5 euro – presentato lo scorso 10 gennaio  – e successivamente su più anni si proseguirà all'introduzione in maniera crescente degli altri tagli, da 10, 20, 50, 100, 200 (che esiste anche se praticamente nessuno lo ha mai visto) e 500 euro. Una curiosità mitologica: Europa era figlia di Agenore, re di Tiro, antica città fenicia. Zeus se ne innamorò e ordinò a Ermes di guidare i buoi del padre di Europa. Zeus quindi prese le sembianze di un toro bianco, s'infiltrò nella mandria, le si avvicinò e si stese ai suoi piedi. Europa salì sul dorso del toro, e questi la rapì e la portò attraverso il mare fino all'isola di Creta. Pertanto le nuove banconote, a ben vedere, saranno celebrative di un rapimento! E ai danni dell'Europa. Ma curiosa è anche l'analogia con la figura del toro: da sempre simbolo della speculazione finanziaria (Vedi  toro di Wall Street o i famigerati "Bulls": speculatori finanziari al "rialzo"). Davvero Inquietante! Si continua a giocare – ed evidentemente non a caso – in maniera scientifica e premeditata con i simbolismi, e malgrado una situazione continentale a dir poco drammatica.  Per la cronaca, poi, tutte le nuove banconote riporteranno nella filigrana e nell'ologramma il ritratto di "Europa". La nuova serie di banconote consentirà – secondo Francoforte – di perfezionare la sicurezza con nuove caratteristiche anti-falsificazione, tra le quali la filigrana con l'ologramma del numero corrispondente al taglio, verde smeraldo e di colore cangiante. Le nuove banconote saranno più difficili da riprodurre. La vecchia serie sarà progressivamente ritirata dalla circolazione e infine dichiarata fuori corso dietro largo preavviso. 

     Truffa Euro – Falsi come i Soldi del Monopoli  

    Quindi la BCE si sta attrezzando al fine di scoraggiare sempre più l'attività dei falsari. Ma, malgrado tutta la crisi dell'Eurozona auto-indotta sia una enorme e cruenta farsa che sta livellando il tenore di vita degli Europei (tutti uguali, tutti poveri, come avveniva nel più classico sistema sovietico stalinista e leninista) e fermo restando il doveroso contrasto ai falsari, a quanto pare l'unico denaro "sola" a circolare per l'Europa dovrà essere quello emesso proprio dalla BCE: banconote fasulle, perchè prive di copertura in oro. Pezzi di carta da monopoli costati pochi millesimi di euro e spacciati per tagli autentici da 10, 20, 50, 100, 200, 500. Peccato che non si tratti di un gioco, ma di una vergognosa realtà attraverso la quale quotidianamente si comprimono i diritti e si regolano i destini di milioni di individui costretti alla fame, a chiudere le attività, a chiedere l'elemosima o addirittura spinti al suicidio. Allora il vero interrogativo è: Quando ci decideremo a chiedere a gran voce la rinazionalizzazione della Banca d'Italia, privatizzata nel 1992? Quando ci riapproprieremo della nostra sacrosanta ed inviolabile "sovranità monetaria" e "finanziaria"? E poi se i soldi sono i nostri, perchè ce li prestano dei privati (come noi) ad interessi da usura, indebitandoci all'inverosimile? Ve lo siete mai chiesti? E'una truffa! Altro che IMU e austerity! Sveglia!

    Giuseppe Sacco, Sergio Basile (Copyright © 2013 Qui Europa)

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  • Svalutiamo Draghi e il Target2: Il Sistema Truffa di Regolamentazione Interbancaria che Dissangua l’Italia

    Svalutiamo Draghi e il Target2: Il Sistema Truffa di Regolamentazione Interbancaria che Dissangua l’Italia

    Lunedì, Febbraio 11th/ 2013

    – di Giovanni Antonio Fois e Sergio Basile –

    Sistema Target2 / Mario Draghi / Angela Merkel / Svalutazione dell'euro / Francois Hollande / Parlamento europeo / Tunisia / Paradigma dell'allevatore / Fronte del Nord / Pigs / BCE / Euro / Eurozona 

    Svalutiamo Draghi e il Target2: Il Sistema

    Truffa di regolamentazione interbancaria

    che dissangua l'Italia

    Trattati da Rottamare! Altrimenti uscire dalla crisi

    è e resterà solo una meschina menzogna 

     

     di Giovanni Antonio Fois e Sergio Basile 

    Elezioni 2013 - Un Grande Inganno

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Delitto Target2                                                                                                                 

    Francoforte, Bruxelles, Roma – Negli ultimi giorni la questione circa la possibilità di svalutazione della moneta unica è tornata prepotentemente a far parlare di sè nello scenario politico nazionale ed internazionale. Venerdì il Parlamento europeo si è riunito per valutare le prospettive finanziarie UE 2014-2020 ed, in quest'occasione, sono state prese in considerazione le voci che si sono levate nelle settimane scorse relative alla questione euro e, dal dibattito che ne è scaturito, sono state individuate due possibili vie da poter percorrere. La prima, appoggiata dal Presidente francee Francois Hollande, propone la già citata svalutazione dell'euro, mentre, sul fronte opposto, il presidente della BCE Mario Draghi, sostiene ormai da tempo l'importanza di avere una valuta forte. Il problema (del quale lo stesso Draghi è peraltro pienamente consapevole) è che le grandi imprese italiane (e non) che contribuiscono in maniera massiccia agli introiti UE, adottano politiche prettamente di esportazione. Ad oggi, quindi, sentir parlare di euro forte non può in alcun modo dar segnali di ripresa. Bisognerebbe, invece, adottare politiche di sostegno alle piccole e medie imprese, ai ceti meno abbienti, prendendo le dovute distanze dalle promesse fatte da Draghi per una possibile ripresa UE entro la fine del 2013.

      La Barzelletta della settimana – La Germania parla di Solidarietà              

    Su questo punto è d'obbligo prendere in esame la discussione riguardante i famosi 1033 miliardi di euro, primo progetto di spesa per i 7 anni sopracitati, a partire dal 2014. Anche in  questo caso gli attori coinvolti si lacerano su due sponde contrapposte. Se da una parte il cosiddetto ''fronte del nord'' (Svezia, Olanda e Danimarca) si stringe intorno alle pretese cameroniane per un abbassamento della soglia a 930 miliardi, dall'altro il fronte che potremmo definire ''parlamentare'', vede schierati Francia, Spagna e Italia, sicuri che la ripresa economica debba iniziare dal basso. Già perchè lo sconto di 100 miliardi proposto dalla Gran Bretagna taglierebbe fuori un'importante fetta dei settori primario e secondario. In realtà, come la stessa Angela Merkel ci ha fatto notare con i suoi continui interventi da ''conciliatrice'', la questione gravita attorno al fatto che i paesi economicamente avvantagiati, quale la Germania per l'appunto, dovrebbero pagare in misura maggiore. O meglio vovrebbero essere messi alle corde, impedendo che per statuto continuino a crescere sulle macerie dei Pigs (Vedi meccanismo di funzionamento del Sistema Target 2 – Articolo in Allegato).

     Priorità – Rottamare i Trattati Europei e il Sistema Target 2                         

    Ci si chiede, allora, come possa mantenersi stabile e duraturo un sistema paradossale come quello in cui viviamo: qui chi predica la solidarietà lo fa solo ed esclusivamente quando questo gli può far comodo, portando avanti piuttosto iniziative di forte contrasto sociale, favorendo le banche ed i potenti che ne sono a capo a scapito degli onesti lavoratori. Come si può pretendere di intravedere barlumi di speranza se non rincominciamo dal basso? O meglio ancora: come si può parlare di equità se gli stessi tattati europei post 2007 sono stati creati ad hoc per schiavizzare i popoli ed in particolar modo quelli del Sud Europa? (vedi Sistema Target 2 – articolo in allegato). La situazione nella quale versano pastori ed agricoltori italiani ed europei è gia da diversi anni insostenibile; ne sono un fulgido esempio i manifestanti lituani del settore agroalimentare che sempre venerdì scorso si sono riuniti a Bruxelles in segno di protesta. Basterebbe un rapido esame dei prezzi di beni di scambio e produzione dei settori interessati per capire quanto il vaso sia già da tempo traboccante. Un esempio pratico ed esplicativo è quello del pastore.

     Il Paradigma dell'allevatore                                                                                       

    Ogni allevatore che eserciti l'attività da qualche decennio sa di cosa stiamo parlando: mentre i prezzi del latte e dei suoi derivati rimangono inalterati da più di venticinque anni, i costi di produzione sono aumentati a dismisura riducendo l'intero settore sul lastrico. Questo vuole essere un invito alla riflessione, rivolto a tutti quelli che hanno lavorato e sudato per anni, ritrovandosi con un pugno di mosche in mano. Non possiamo assolutamente permettere che questi pochi eletti continuino a giocare con la nostra pelle, pronti a minare le basi del "cosiddetto sistema democratico", affamando il proletariato. Il popolo europeo è stanco di tutto questo, è giunta l'ora di farsi sentire.

    Giovanni Antonio Fois e Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    dissanguato a tavolino l'Economia

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     Target2 – Dietro la colonizzazione  industriale tedesca – Debiti fittizi      

    Roma, Berlino, Bruxelles, Francoforte – Il pretesto che ha portato a questa "rivoluzione anti-democratica" giocata non dalle "classi povere" verso i potenti, ma dalla "classe degli eletti" (o euro-casta massonica) nei confronti di "media borghesia"  e "proletariato", è – come noto – quello dell'esplosione e conseguente  contenimento (o meglio "falso contenimento") del Debito Pubblico. Un debito che – come ampliamente dimostrato finora – è in realtà per un buon 80-90% fittizio ed artifizioso. Fondamentale è dunque capire cos'è il "SISTEMA TARGET 2", visto che né i media né i nostri politici dicono cos'è. Vuoi per malafede e strategia, vuoi per pura ignoranza. Scoprirlo è per noi fondamentale, visto che questa truffa sta contribuendo a dissanguare l'Italia, creando surplus a favore della Germania e costringendo ad una lenta ed inesorabile distruzione programmata Grecia, Italia, Spagna, Portogallo e Irlanda: guardacaso i Paesi europei che vantano una maggior tradizione cristiana. Ma che curiosa "combinazione"!

      Il Sistema TARGET 2 – La Grande Truffa Europea                                         

    Come noto, tutti gli stati misurano il livello della loro economia, della loro ricchezza e dei loro commerci con gli altri paesi con l'indicatore detto PIL (Prodotto Interno Lordo) e con la cosiddetta "Bilancia Commerciale". Ovviamente più alto sarà il livello delle esportazioni più questo enorme registro che contabilizza tutti i movimenti commerciali di uno stato (in termini di IMPORT ed EXPORT) riporterà saldi attivi. Quello che in gergo economico si dice "Surplus".

      Gli indicatori della ricchezza                                                                                    

    La Ricchezza Totale di uno Stato ( Y ) è data dal PIL, che può essere definito anche – tra l'altro – come la somma di tutti i beni e servizi prodotti in un anno da uno stato. Un'altra misura della ricchezza "Y" è poi data dalla seguente relazione:

     Y = C + I + G + X  

      C  = Livello dei Consumi 

      I  = Livello degli Investimenti 

      G  = Livello della Spesa Pubblica  

      X  = Esportazioni Nette ( Export – Import ) 

    La prospettiva che vi proponiamo quest'oggi riguarda proprio la "X" della suddetta relazione, che afferisce proprio alla cosiddetta "Bilancia Commerciale". Di seguito vi dimostreremo come nell'Eurozona il sistema import/export dei pagamenti (creato ad arte) finisca per "premiare" sempre e solo la Germania, a discapito degli altri 16 paesi dell'Eurozona. Ricordiamo che oggi tra i 27 paesi aderenti all'Ue, solo 17 hanno adottato l'euro, mentre i restanti 10 hanno preferito tenersi stretta la propria moneta nazionale. E ne capiremo anche il logico perchè.  

      Cos'è TARGET 2                                                                                                              

    Dopo gli assurdi accordi intergovernativi sul Fiscal Compact e sulle conseguenti sanzioni amministrative del Six Pack, (totalmente sbilanciati in favore della Germania che, avendo il saldo della bilancia dei pagamenti in attivo, sarà l’unico paese ad avvantaggiarsi dall’obbligo di austerità e rigore di bilancio in Europa) Il sistema TARGET2 è il modo più diretto e immediato per capire come si è formato questo vantaggio spropositato nella bilancia dei pagamenti dei tedeschi. TARGET 2, è il sistema automatico di regolamento e compensazione dei pagamenti fra le banche centrali e commerciali dei 17 stati membri dell’Eurozona ed è stato introdotto il 19 novembre 2007 in sostituzione della precedente piattaforma TARGET (Trans European Automated Real Time Gross Settlement Express Transfer System) e delle varie stanze di compensazione private (clearing house) che ancora collegavano alcune delle principali banche fra di loro.

      TARGET 2 – Meccanismo di Funzionamento                                                   

    Il meccanismo di funzionamento è abbastanza semplice: tutte le principali banche commerciali che operano all’interno di una data nazione sono obbligate a mantenere un particolare conto corrente presso la rispettiva banca centrale nazionale, attraverso cui vengono regolamentati i pagamenti interni fra le banche di uno stesso stato. A loro volta le 17 Banche Centrali dei paesi dell’Eurozona sono collegate fra di loro per compensare i pagamenti che avvengono fra le banche che operano in due differenti nazioni.

     Premessa Tecnica                                                                                                          

    Prima di andare oltre è opportuno ricordare che i depositi dei clienti (in moneta corrente commerciale – euro) presso le banche commerciali nelle quali risultano accesi dei conti correnti rappresentano contabilmente "Debiti" per la banca commerciale; in egual modo i depositi della banca commerciale (es.: Intesa) presso la Banca Centrale ( es.: Banca d'Italia ) appresentano voci di debito per la Banca Centrale.

     Riserva Obbligatoria e  Moneta Elettronica                                                         

    Il conto corrente che le banche commerciali detengono presso la Banca Centrale è formato dalla riserva obbligatoria (il cui livello di giacenza minima viene fissato periodicamente dalla banca centrale europea BCE e nello specifico, in base alle ultime disposizioni di Mario Draghi, è stato abbassato all’1% dei depositi e dei titoli di debito emessi dalla banca) e da una certa quota di riserve libere, che la banca può autonomamente decidere di mantenere per agevolare appunto le operazioni di compensazione dei pagamenti con le altre banche. Il saldo del conto corrente viene remunerato secondo il tasso medio di "interesse overnight" (tasso estremamente variabile dipendente dalle quantità di riserve depositate giornalmente dalle varie banche presso la banca centrale). Trattandosi di riserve detenute presso la Banca Centrale, la moneta che viene utilizzata all’interno del sistema di regolamento dei pagamentiTARGET 2 è esclusivamente la moneta di banca centrale (Moneta Elettronica), mentre non è ammesso l’utilizzo di moneta di banca commerciale ( euro ) che si origina tramite l’apertura dei prestiti ai clienti.

     Un semplice esempio / Acquisto internazionale                                                

    Ora, per comprendere facilmente il meccanismo "TARGET 2" facciamo un semplice esempio: un imprenditore italiano ( A ), di Catanzaro, decide di acquistare un camion di fabbricazione tedesca (es.: Mercedes) del costo di 80.000 euro da un rivenditore tedesco ( B )di Berlino , che ha il conto corrente presso la Deutske Bank. Contestualmente Banca Intesa, la banca dell'acquirente ( A ) scalerà dal conto corrente del cliente di Catanzaro ( A )  80.000 euro e disporrà il bonifico nei confronti del rivenditore tedesco ( B ), avente il conto – come detto – presso una banca commerciale estera ( Deutske Bank ). Di conseguenza  Deutske Bank dovrà ampliare i depositi del suo cliente di Berlino ( B ) di 80.000 euro.

     I Depositi dei Clienti sono "Debiti"                                                                           

    il meccanismo ( come detto sopra ) prevede che contestualmente Deutske Banck s’indebiti della stessa cifra, perché ricordiamo che per la banca i depositi dei clienti rappresentano dei debiti da inserire nel passivo patrimoniale di bilancio.

     Banca Intesa ( A ) distrugge "Moneta Elettronica"                                              

    Contemporaneamente però il sistema TARGET 2 manderà pure un segnale a Banca Intesa, che distruggerà fisicamente 80.000 euro di moneta di banca centrale (ovviamente moneta elettronica) dal conto di riserve ( di A ) di Banca Intesa. Ciò inviando – contestualmente – una segnalazione alla Banca Centrale tedesca Bundesbank di accreditare le riserve della Deutzsche Bank di 80.000 euro (però in moneta elettronica).

     La Banca Centrale tedesca crea dal nulla 80.000 euro                                      

    Quindi il bilancio della Banca Centrale tedesca (Bundesbank) ritorna in pareggio: -80.000 euro di depositi a favore del cliente ( B ) di Berlino e +80.000 di riserve nel suo attivo di bilancio (ma in moneta elettronica). La Bundesbank a questo punto creerà dal nulla 80.000 euro e li depositerà sul conto di riserve della Deutzsche Bank. Pertanto, La scomparsa di 80.000 euro di riserve dal circuito interbancario italiano ha comportato la creazione dal nulla di 80.000 euro nel circuito interbancario tedesco.

     Un Gioco a favore della Germania                                                                              

    Però a livello finanziario la Deutzsche Bank (la banca commerciale del venditore tedesco – B ) si è indebitata nei confronti del suo cliente di Berlino, mentre quella italiana (Banca Intesa, filiale di Catanzaro – A ) si è liberata di una passività: questo gioco  tramite il sistema TARGET 2, porta il sistema finanziario della Germania a vantare un credito di 80.000 euro nei confronti del sistema finanziario italiano: credito rappresentato dal camion che si è trasferito da Berlino a Catanzaro.

     Analizziamo i Bilanci – Un gioco di numeri                                                            

    Analizzando i bilanci delle due Banche Centrali – Bankitalia ( Banca d'Italia ) e Bundesbank ( Banca di Germania ) – vedremo che a fronte della creazione dal nulla di un +1 nelle riserve complessive delle banche tedesche (-1, perché per la Banca Centrale Bundesbank: le riserve detenute dalle banche commerciali sono  – come detto – delle passività, o liabilities), la stessa Bundesbank vanta adesso un credito TARGET di +1 (attività, assets) nei confronti dell’Eurosistema, mentre al contrario la Banca Centrale Italiana (Bankitalia) ha dovuto distruggere un -1 dalle riserve delle banche italiane (per lei corrisponde ad un +1: perché ha ridotto il saldo complessivo delle sue passività).

      Ecco dove sta la grandissima fregatura                                                                    

    Nel bilancio della Banca Centrale Italiana ( Bankitalia) è – però – spuntato un debito TARGET di -1, che nello specifico è stato contratto con la Germania, ma in pratica viene spalmato e ripartito su tutto l’Eurosistema.

      Lo stesso meccanismo degli Eurobond                                                                   

    Il sistema TARGET 2, quindi, non è altro che l’anticipazione del meccanismo dicondivisione dei debiti voluto con gli Eurobond: per cui si capisce il motivo di antipatia ed ostacolo della Merkel nei confronti degli stessi eurobond.

      Un Aumento di Credito Fittizio pro-Germania                                                    

    Pertanto la Germania ha concesso un suo bene fisico, (il camion) all’Italia, in cambio di una serie di impulsi elettronici che, ovviamente, non varrebbero nulla – perché sono elettronici – ma che tuttavia rimangono all’interno delcircuito interbancario come se fossero una maggiore possibilità della banca tedesca di investire ed estendere il credito ai propri clienti.

      Un Gioco al Massacro                                                                                                    

    Target 2, quindi, oltre a facilitare la compensazione reciproca dei pagamenti, crea dal nulla dei veri e propri potenziali crediti in forma elettronica. Ovviamente in un gioco tra acquisti e vendite, al fine di riequilibrare lo scambio commerciale (bilancia commerciale) l’Italia dovrebbe vendere, ad esempio, una imbarcazione alla Germania. Tuttavia vista la crisi (indotta attraverso gli attacchi dei mercati) la Germania resta invano in attesa che l’Italia “ricambi il favore”. Dunque, vista la “crisi di produzione” in Italia e la recessione, dall’Italia non arriva nulla. Intanto un altro cliente di Catanzaro acquista un’auto tedesca, e la Germania continua a vendere i suoi beni, aumentando il saldo dei crediti commerciali tedeschi, nonché il saldo dei debiti finanziari italiani.

      L'Eurosistema costringe a paragoni impari                                                           

    Ma l’Italia (dove la crisi costringe alla chiusura oltre 1.600 aziende al giorno)  presenta una struttura economica diversa da quella della Germania; stesso dicasi per gli altri paesi “cosiddetti Piigs” dell’Eurozona, come la stessa Grecia. Qui l’esempio è ancora più evidente: l’economia greca è basata prodotti e servizi agricoli e turistici: più economicamente “poveri” rispetto a quelli tedeschi (per lo più industriali) ciò di fatto impedisce alla Grecia di riequilibrare nel tempo la bilancia commerciale rispetto alla Germania.

      Un Sistema Nato nello Squilibrio per Esplodere                                                 

    Allora ci accorgiamo come Target 2 sia un sistema di regolamento dei pagamenti ambiguo e proteso alla sperequazione economica ed alla speculazione. I geni di Bruxelles (animati dalla superficialità o dalla mala fede) non hanno dunque tenuto conto degli squilibri macroeconomici esistenti fra i diversi paesi dell’Eurozona. L’euro, in tal senso, diventa una moneta protesa a creare squilibri.

      Italia – Ingabbiata e  costretta a "non svalutare"                                                 

    Prima infatti l’Italia poteva svalutare la lira ed attirare nuovi acquirentitedeschi (il saldo commerciale italiano era positivo; mentre quello tedesco negativo: la Germania non riusciva a creare surplus). All’origine del passivo commerciale, dobbiamo poi aggiungere gli attacchi del rating e l’aumento dello spread: situazione che ha fatto esplodere i conti in favore della Germania  dal 2008 in poi.

      "Maiali" sotto attacco                                                                                                      

    La situazione si è aggravata per i Piigs in maniera “indotta”, perché le banche greche, spagnole ed italiane sono state costrette a rifinanziarsi presso il mercato interbancario (per integrare le rispettive riserve ridotte all'osso);

      Vantaggi solo per i Tedeschi                                                                                               

    D'altro canto, invece, la banca commerciale tedesca si è trovata con un saldo enorme e spropositato, rispetto alle sue riserve, fornendo – tra l’altro –maggiore surplus di moneta di banca centrale (moneta virtuale o elettronicautilizzabile a scopi direttamente o indirettamente speculativi:

     1 – Investimenti in titoli                                                                                                      

    A) investendo in titoli: soprattutto quelli che garantiscono interessi più remunerativi (grazie agli alti spreads: finanziarizzazione dell’economia);

     2 – Investimenti in Nuovi Prestiti                                                                                      

    B) Facendo nuovi prestiti ai suoi clienti. Ciò spiega perché la Germania vuole fare di tutto per salvare l’euro e conservare lo status quo. Intanto le banche dei Piigs vengono rifinanziate dalla BCE ed i cittadini dell’Eurozona del Sud (compresa l’Italia) devono indebitarsi per rifinanziare le banche, aumentando il proprio stato di prostrazione e schiavitù.

      TARGET 2 – Riequilibrio dei Conti Fittizio                                                                      

    Questi acquisti di titoli finanziari da parte delle banche tedesche riequilibrano i saldi TARGET dei paesi dell’Eurozona. Nel sistema economico della zona euro si creano due flussi opposti e complementari di capitali, X e Y. Nel flusso X transitano i beni industriali dalla Germania alla periferia (es.: camion e auto); nel flusso Y viaggiano i titoli finanziari (BTO, Bonos, ecc..) dai “malcapitati” paesi Piigs alla Germania. Un circuito commerciale pazzesco, vizioso e viziato da pesantissimi squilibri in favore della sola Germania che “rifinanzia” in automatico la sua stessa macchina da guerra industriale, finendo anno dopo anno per indebitare sempre di più i Piigs, costretti ad accettare gli aiuti “da usura” della Troika o a cedere agli inganni degli Eurobond, Project Bond e Fondo Salva Stati Permanente (MES).

      Una bilancia che non sarà mai in Pareggio                                                                        

    Dal 2008 le stesse banche tedesche stanno vendendo in massa i titoli dei Piigs, ottenendo lauti profitti. Al contrario gli acquisti di titoli si sono ridotti, ma i Piigs stanno continuando ad acquistare beni e prodotti industriali tedeschi (es.: automobili tedesche) e in assenza di finanziamenti esterni, sono costrette ad indebitarsi a livelli vertiginosi. (Ecco perchè le crisi bancarie sono indiotte e fittizie, frutto di meccanismi speculativi).

      Credito Germania = Debito totale dei Piigs                                                                       

    Tale situazione risulta chiaramente anche dall’analisi della distrubuzione dei crediti e dei debiti “Target”, misurata in miliardi di euro, fra i 17 paesi dell’Eurozona. Ad oggi la Germania presenta un saldo positivo di +450 miliardi di euro (surplus) pressappoco equivalente ai debiti accumulati dai paesi Piigs . Ne risulta un quadro chiaro quanto drammatico: i debiti di Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia e Spagna sono il risvolto negativo dei crediti dei tedeschi.

      Il Pretesto del Debito e La creazione di un Super-Stato                                                 

    Da notare che egli Usa, pur esistendo una rete di distretti di banche centrali della Federal Reserve, diffusa nei vari stati della confederazione,  simile a quella dell’Eurozona, non sono mai accaduti eventi così catastrofici.  Ma evidentemente questa crisi indotta e pilotata, ha anche come obiettivo quello di proporre (quale panacea) anziché la de-finanziarizzazione dell'economia, l'accentramento dei pieni poteri nelle mani della stessa casta che ha ingenerato (come dimostrato) questa crisi.

      Conclusioni                                                                                                                             

    I debiti si pagano, ma se i debiti vengono fatti con un sistema palesementesquilibrato e speculativo come TARGET 2 allora sono illegittimi e pertranto illegali. E pertanto non onorabili! Fatto reso ancor più grave dall’immobilismo  “interessato” dell’Unione europea (Commissione europea, Parlamento europeo, e Consiglio europeo) e della stessa Bce di Mario Draghi. Quindi attenzione prima di concordare con gli stessi artefici di questo sistema che ora ci propinano Eurobond, Project Bond, MES e Stati Uniti d'Europa. Potrebbe essere – come dimostrato – tutta una montatura. Ciò, tuttavia, dimostra anche la palese disinformazione ( frutto di ignoranza o mala fede ) che regna nei media italiani e nelle interviste dei politici in tv e sui giornali: tutte protese a legittimare un debito illegittimo per natura e concezione (quanto auto-rigenerante) ed a legittimate le distruttive manovre di Mario Monti protese a "fingere di pagarlo". Manovre che serviranno solo a peggiorare la situazione ed a renderci sempre più precari e schiavi.

    Sergio Basile  (Copyright © 2013 Qui Europa)

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  • Scandalo MPS – Le Curiose Affermazioni di Profumo e la Soluzione Monti-Bond

    Scandalo MPS – Le Curiose Affermazioni di Profumo e la Soluzione Monti-Bond

    Giovedì, Febbraio 7th/ 2013

    – di Vincenzo Folino e Sergio Basile –

    Scandalo MPS / MPS / Corte dei Conti / Scandalo bancario / Italia / Corruzione / Monte dei Paschi di Siena / Monti Bond / Alessandro Profumo / Mario Boghezio / Antonveneta / Denuncia MPS / Procura della Repubblica / Andrea Enia / Mario Draghi / EBA / ABI / Consob / Financial Times / 

    Scandalo MPS – Le Curiose affermazioni

    di Profumo e la soluzione Monti-Bond

    MPS-PD – Le indirette ammissioni di Profumo

    BCE a capo del carrozzone bancario unico? No Grazie, 

    ne abbiamo già abbastanza!

    Monte dei Paschi di Siena

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Roma, Siena, Francoforte – Nei giorni scorsi la Corte dei Conti ha dichiarato (bontà sua) che in Italia la corruzione è ormai sistemica e che, di conseguenza,  pregiudica l’intera sfera economica e sociale del "Bel Paese", o di quello che ne resta. Questa dichiarazione, se provvidenzialmente inserita e riferita all’attualità della Nazione, pone subito un interrogativo fondamentale:  ovvero porta a chiederci se lo scandalo MPS  (Monte dei Paschi di Siena) ed i suoi protagonisti fanno parte di questo puzzle criminoso in veste di una vera e propria "associazione a delinquere" che aliena da un mero confine nazionale; e poi se ci sono rischi per i correntisti ed i clienti del più antico istituto bancario, e soprattutto se questi rischi non dovrebbero essere garantiti dalla stessa BCE o comunque dagli organi che dovevano controllare, anziché gettare il peso di tutto sulle spalle dei contribuenti italiani.  

     La Portata della Bomba Bancaria 

    Fermo restando che la "bomba bancaria" è ormai diventata una questione di respiro europeo ed internazionale, avremmo preferito supervisioni da parte di Bankitalia, ABI, EBA, BCE e Consob prima dei fatti che ci troviamo a commentare con estremo rammarico e sdegno. Forse sarebbe stato meglio disinnescare la bomba, anziché lasciarla scoppiare con premeditazione. Ciò soprattutto dopo le repentine denunce dell'On. Mario Borghezio, che fece un esposto alla Procura della Repubblica sull'anomala acquisizione di Antonveneta  (esposto poi caduto assolutamente nel nulla) già nel 2008.

     Gli Asini volarono sul…. Nido di MPS 

    Ma a rassicurare tutti – si fa per dire – ci ha pensato subito Alessandro Profumo – Presidente di MPS – che intervistato al programma televisivo “Otto e Mezzo” ha affermato come la banca ("degli scandali" vicina al PD) "stia lavorando attivamente per risolvere i suoi i problemi" (anche se sarebbe più giusto parlare di “indecorosi e vergognosi buchi”). Ma che vorrà mai dire? Chi lo capisce è bravo! Riguardo all’acquisizione di Antonveneta, poi, si è limitato a notare come "il prezzo pagato sia stato di fatto spopositato, ma che – a suo personale parere – non  sarebbero state pagate tangenti". Un pò come dire che gli asini volano! 

     Monti Bond  – La Giustizia dei Banchieri 

    Il presidente del Mps ha poi affrontato il tema della ricerca di un investitore, preferibilmente finanziario, per ripagare l’aiuto da 3,9 miliardi dei Monti-bond. Infine, a proposito dell’accusa che più soventemente viene rivolta ai banchieri senesi nell'occhio del ciclone, cioè di essere membri di un’istituzione che dipende completamente – o quasi – dal partito principale della sinistra, la sua risposta è stata la seguente: “posso assicurare che dal 27 di aprile dello scorso anno (data in cui è stato ufficialmente investito della carica di presidente della banca) non è assolutamente così.  (…) dentro la Banca la politica non entrerà”.  Ciò vuol drie che – evidentemente – la politica c'entrava con l'iniqua compravendita di Antonveneta? A voi le ovvie conclusioni. Anche su questa dichiarazione di Profumo, pertanto, stendiamo un velo pietoso. D'altra parte i rapporti tra l'istituto e i vertici del PD toscano – e non solo – non sono una novità. Erano da tempo sotto gli occhi di tutti.

     BCE – 500 milioni di anime in pugno 

    Queste ultime affermazioni di Profumo, a ben vedere, si connettono con l’interrogativo posto negli scorsi giorni dal “Financial Times”, secondo il quale "l’odissea senese sarà il primo test per la sorveglianza bancaria unificata da parte della Bce". Assist sottile e pericoloso ai falsi profeti dell'unificazione bancaria e del mostro noto come "Stati Uniti d'Europa". Infatti, in base all’accordo Ue raggiunto nello scorso Dicembre, toccherebbe alla Bce di Mario Draghi, in stretta simbiosi con l’Eba (l’Autority Bancaria Europea guidata dall'altro italiano "doc" Andrea Enria) vigilare sui maggiori istituti bancari (dai 30 miliardi di attivo in su) lasciando alle banche centrali il compito di vigilare su quelli più piccoli. Il fatto è che la vigilanza bancaria non è soltanto una tecnica di supervisione ma, inevitabilmente, anche e soprattutto un compito politico. Arriviamo così all’interrogativo posto dal giornale britannico: può un’autorità come la Bce fare politica? Ed è a questo punto che nasce il vero problema. Infatti non avrebbe neanche senso rispondere, è scontato (vedesi proprio il caso MPS) il fatto che non dovrebbe essere così; ma questa banalità, purtroppo, è smentita dalla realtà delle cose. La BCE non solo fa politica, ma è di proprietà di un gruppo di banchieri privati. E' giusto dunque che una dozzina di comuni mortali tengano in pugno 500 milioni di euopei e 500 milioni di anime?

    Vincenzo Folino, Sergio Basile  (Copyright © 2013 Qui Europa) 

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  • Eurocasta Denunciata per Crimini contro l’Umanità

    Eurocasta Denunciata per Crimini contro l’Umanità

    Giovedì, Gennaio 24th/ 2013

    – di Sergio Basile –

    Crimini contro l'umanità / Nobel per la Pace / Denuncia / Quarto reich / Eurozona / Angela Merkel /   Manuel Barroso / Christine Lagarde / Wolfgang  Schauble / Herman van Rompuy / BCE / Quanto Reich / Troika / FMI / Federazione Europea / Unione europea / Germania / FMI / Fondo Monetario Internazionale / Denuncia / Sarah Luzia Hassel Reusing / Volker Reusing / Premio Nobel / Mario monti / tecnici italiani / MES / Fondo Ammazza Stati Permanente / Fiscal Compact 

    Ue ed Eurocasta Denunciati per Crimini

    contro l'Umanità con prove schiaccianti.

    Altro che Nobel

    Eurocasta denunciata tra il silenzio strategico dei 

    media di regime e dei politici italiani

    La denuncia è stata formalizzata da una coppia di attivisti

    tedeschi ai danni di Barroso, Van Rompuy, Lagarde, Merkel

    e del ministro delle Finanze tedesco Schauble. tra gli indagati

    anche Mario Monti, i ministri tecnici italiani

    e i firmatari del MES 

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Berlino, Bruxelles – La notizia è di quelle da far tremare i polsi, ed in un normale regime democratico avrebbe già causato un vero e proprio tsunami mediatico. Ma la cosa che colpisce di più e come la portata  e la gravità dei fatti accaduti siano inversamente proporzionali alla risonanza mediatica degli stessi. Della notizia TG e quotidiani italiani di prima fascia non se ne sono occupati neppure di striscio, segno inequivocabile della dittatura ormai acclarata e pervasiva che ci sovrasta ed annienta, invadendo ogni ambito della nostra quotidianità: l'ultima follia stalinista del redditometro si pone proprio in tale direzione. Quasi nulla anche su molti quotidiani on-line di controinformazione. Questo silenzio mediatico – ciliegina sulla torta – è segno inequivocabile del doppiogiochismo e della malafede dei carrozzoni partitici e dei loro seguaci opportunisti (ben distribuiti in tutti gli ambiti del potere statale e non) animati non da spitiro nazionale e da un nobile amor patrio, ma solo da puro e vile  tornacontismo: personaggi che ogni giorno pur di portare a casa la pagnotta tradiscono milioni di compatrioti, vendendoli come maiali al macello ed omettendo di dire loro la verità su questa orribile dittatura (mascherata di democrazia) che è diventata l'Unione Europea. Per la verità la notizia non è fresca – essa risale addirittura al 30 novembre 2012 – ma la redazione di "Qui Europa"  di comune intesa ha deciso comunque di renderla pubblica, considerandone l'enorme portata. 

     La Motivazione dei denuncianti 

    Secondo i denuncianti, sarebbero stati infranti i Trattati di Roma nonché quasi tutti i Trattati sottoscritti in seguito nell'Ue. E ciò specie dopo l’istituzione dell’ESM/EMS (da noi ribattezzato Fondo Ammazza Stati Permanente)   del Fiscal Compact (che di fatto ha abolito il deficit spending statale, cioè la possibilità dello stato di produrre ricchezza e crescita mediante il "Moltiplicatore Economico") e il “Piccolo cambiamento” del AEVU 136.3 (BCE/FMI/ Commissione UE) che è stato approvato in tempi record – e senza alcun contraddittorio parlamentare – dalla maggior parte dei firmatari facenti parte dell'Ue, ivi compresi Mario Monti i componenti del nostro Governo. In particolare, sarebbero stati denunciati: Angela Merkel (Premier tedesco), Christine Lagarde (Presidente dell'FMI – Fondo Monetario Internazionale), Wolfgang Schauble (Ministro delle Finanze tedesco), Josè Manuel Barroso (Presidente della Commissione Ue), Herman Van Rompuy (Presidente del Consiglio Ue). Indagati – come detto – anche Mario Monti (e i ministri italiani) nonché gli altri leader firmatari del rovinoso MES.

     Crimini Contro l'Umanità – Faldoni di prove in allegato 

    La denuncia è stata presentata da una coppia di coniugi tedeschi e attivisti per i Diritti Umani: Sarah Luzia Hassel Reusing e Volker Reusing, i quali hanno prodotto prove  dimostranti come i suddetti trattati abbiano pesantemente e palesemente leso e violato i diritti umani del popolo greco. I due coniugi non hanno agito arbitrariamente in virtù dei loro convincimenti personali, ma si sono avvalsi della testimonianza di numerosi giornalisti d'inchiesta, profondi conoscitori della realtà greca, politici e giuristi. Numerosissime sono state in merito, le consulenze giuridiche e penali prodotte in allegato. Le prove ora sono state poste al vaglio della Corte Suprema tedesca, che aveva tuttavia già chiuso altri casi di denunce esposte dai soggetti anzidetti, salvo poi riaprirli davanti all’ultima denuncia per crimini contro l’umanità

     La Solidarietà diHuber – indagato anche Mario Monti 

    Piena solidarietà ai denuncianti è stata espressa dal giurista ed esperto di diritti umani Peter Michel Huber. Inoltre – per completezza –  va detto come la suddetta denuncia non sia stata formulata solo verso i soggetti di cui sopra, ma anche contro tutti i soggetti firmatari del liberticida e folle l’ESM/MES (vedi particolari negli articoli in allegato) e degli altri trattati elencati.  Tra gli indagati anche Mario Monti e gli altri componenti del governo tecnico italiano.

     I pesantissimi Crimini cotro i Cittadini Greci 

    Il materiale con le prove schiaccianti è stato raccolto, ordinato e studiato in tutti i suoi dettagli (per evitare errori di forma) e la denuncia è stata accettata senza alcuna esitazione vista la mole di prove in allegato, dalle quali si evince la drammatica situazione del popolo greco: costretto a vivere al di sotto della soglia di povertà, in maniera assolutamente non dignitosa e cui cittadini – leggiamo espressamente – sono "costretti alla violenza per potersi procurare le materie prime per sopravvivere". 

     Crimini contro l'umanità – La Lista nera dei Denunciati Principali 

    1. Christine Madeleine Odette Lagarde – Presidente FMI

    2. Angela Dorothea Merkel – Premier tedesco

    3. Wolfgang Schäuble – Ministro delle Finanze tedesco

    4. José Manuel Durão Barroso – Presidente Commissione Ue

    5. Herman Achille Van Rompuy – Presidente del Consiglio Ue

        (indagati anche)

    6. Mario Monti e i ministri tecnici italiani

    7. Gli altri/leader soggetti firmatari del MES

     Video e Reportage sconcertanti sulla realtà greca 

    La coppia si è avvalsa delle testimonianze di cittadini Greci, di giornalisti (Georgios Trangas e Panagiotis Tzenos) e di politici (Antonio Prekas e Dimitrios Konstantaras, di Nea Democratica) che per diversi mesi hanno attraversato in lungo ed in largo la Grecia, producendo un'enorme mole di documenti, video e reportage. La denuncia non è la prima presentata dagli attivisti, ma è la prima per "crimini contro l'umanità" (altre due denuncie con motivazioni diverse erano state presentate in data 12 Settembre 2012 e 26 Settembre 2012 sempre dalla coppia Hassel/Reusing e dal signor Gauweiler).

     Una Bomba Atomica Giuridica 

    Le prime due denuncie presentate erano state rigettate senza motivazioni concrete in un processo lampo (per non dire farsa) , ma questa nuova denuncia basata sul “jus cogent” rappresenta una vera e propria bomba atomica giuridica che inficierebbe a monte ogni possibile rigetto. Anche per questo il Tribunale Costituzionale Tedesco ha deciso di riesaminare e riaprire i due casi precedenti chiusi in fretta sommaria, per non finire sotto processo come complice di Crimini contro l’Umanità. Altro che premio Nobel!

    Sergio Basile (Copyright © 2013 Qui Europa)

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    9 luglio 2012No CommentRead More

     

     

    Eurocamera – Rating e Debito, Non Cambia Nulla. Anzi, il Regime Peggiora

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    Giovedì, Gennaio 17th/ 2013 – Votazioni Europarlamento, Sessione 14/17 Gennaio 2013 – Parlamento europeo / Rating / Agenzie di rating / Leonardo Domenici / Mario Monti / Bond / Eurobond / Sylvie Goulard / La Democrazia in Europa / Free-Riding / Inganno / Eurocasta / Eurogabbia / Stati Uniti d'Europa / EURSS / Mutualizzazione del Debito […]

    Signoraggio Bancario – Dopo Auriti il Buio: Il Silenzio della Politica e dei Falsi Profeti

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    Mercoledì, 16th Gennaio / 2013 – di Maria Laura Barbuto – Europa / Italia / Crisi / Economia / Banche / Signoraggio bancario / Truffa / Falso in bilancio / Banca d'Italia / Elezioni politiche / Mes / Fiscal Compact / Movimento 5 stelle / Moneta / Euro / Beppe Grillo / Giacinto Auriti / […]

    Fiscal Compact – I Politicanti Promettono Mari e Monti, ma sul liberticida “Patto di Bilancio” regna uno Scandaloso Silenzio

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    Martedì, Gennaio 15th/ 2013 – di Sergio Basile –  Fiscal Compact-elezioni /  Italia / Liste elettorali / MES / Fiscal Compact / Patto di Bilancio / Indiani / Cowboys / Eurodittatura / Silenzio / TV / Star-system / Santoro / Saviano / Fazio / Vespa / Floris / Travaglio / Grillo / Euforia elettorale / Spirito […]

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    Sabato, Gennaio 12th/ 2013 – Pio XI, brano tratto da "Quadragesimo Anno" –  Enciclica del 1931 – Associazione Culturale La Torre L'Economia Orribilmente Crudele – Le Attualissime parole di Pio XI / Mondo / Capitalismo / Cattolicesimo / Crisi / Dottrina Sociale / Cristianesimo / Economia / Lavoro / Capitale /   Impegno Cristiano / Politica / Enciclica / […]

     

    Stiglitz: Combattere il Debito con la Spesa Produttiva

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    Martedì, Ottobre 23th / 2012  – di Sergio Basile – Joseph Stiglitz / Paul Krugman / Austerity / Predatory lending / Buffet Rule / Pretesto della recessione / Deficit Spending / Unione europea / Surplus / Eurozona / Economia / Finzanza / Premio Nobel per l'economia / Politiche di austerity / Debito pubblico / Controinformazione / Qui […]

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    Mercoledì, Ottobre 17th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Unione Europea / Parlamento Europeo / Bruxelles / Crisi / Eurozona / Mercato unico europeo / Debito pubblico / Mario Monti / Angela Merkel / Corrado Passera   Mercato Unico Europeo: Monti avverte “Attenzione, potrebbe scomparire!” Il premier italiano scambia gli "euroscettici" per "nazionalisti" e […]

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    Venerdì, Agosto 31th/ 2012 – di Sergio Basile – Europa / Unione europea / Eurozona / Euro / Hans Magnus Enzensberger / L'Espresso / Romano Prodi / Mario Monti / Mario Draghi / Angela Merkel / Signorotti / Padroni dell'Europa / Neo-colonialismo / Imperialismo Usa / Adolf Hitler / Barack Obama / Ronald Reagan / […]

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    Lunedì, Ottobre 15th/ 2012 – L'Editoriale del Lunedi, di Sergio Basile –  Unione europea / Oslo / Norvegia / Premio Nobel / Esteri / Europa / Siria / Libia / Greddafi / Bani Walid / Guerra / Turchia / Nato / Pace / Guerra / Libertà / Manipolazione mediatica / Armi / Siria / Barack […]

    Mobilitazione Nazionale contro il Governo Monti in Difesa della Costituzione – Tre Giovani Catanzaresi Depositano la propria Denuncia presso la Caserma dei Carabinieri

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    Sabato, ottobre 13th/ 2012  – Appello di www.maxiprotestadelpopolo.jimdo.com –  Unione Europea / Italia / Catanzaro / Denunciato il Governo Monti / Mobilitazione Nazionale / Difesa della Costituzione / Suicidi di imprenditori / Austerity / Macelleria sociale / Distruzione del Welfare / Stati Uniti d'Europa / Accentramento Dittatoriale / Caserma dei Carabinieri / Difesa dei Principi Costituzionali […]

    L’Ue vuol Delegittimare le Regioni: un altro passo verso la Dittatura degli Stati Uniti d’Europa

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    Sabato, ottobre 13th/ 2012  – di Silvia Laporta e Sergio Basile – Unione Europea / Regioni / Stato / Competenze Stato-Regioni/ principio di sussidiarietà/ dottrina comunitaria / Trattato di Lisbona/ Stato / Meridione / Borghezio/ Ocm / finanziamenti  / Premio Nobel per la Pace / Imperialismo / Stati Uniti d'Europa / Bersani / Casini / Berlusconi […]

    Unione Bancaria: Diciamo un Secco No!

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    Venerdì, Ottobre 12th/ 2012 – di Max Cittadino – Unione bancaria / Bruxelles / Francoforte / Roma / Eurozona / Bce / Mario Draghi / Too Big To Fail / Rinazionalizzazione della banca d'Italia / Nazionalizzazione dei Gruppi bancari / Humus criminogeno / Project Bond / Unione Bancaria / Signoraggio bancario / Euro / Lira […]

    Austerity e Nuova Legge di Stabilità: La Dittatura che uccide la Cultura e gli Italiani

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    Giovedì, Ottobre 11th/ 2012 – di Sergio Basile – Eurozona / Italia / Cultura / Tagli alla cultura / Progetto erasmus / Nuova Legge di stabilità / Parlamento Italiano / Unione europea / Disoccupazione / Carrozzoni politici / Mes / Fiscal Compact / Propaganda mediatica / Macelleria Sociale / Ambigui sondaggi / Disoccupazione / Welfare […]

    Italia – La Regina Nera delle Infrazioni comunitarie, perchè?

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    Giovedì, Ottobre 11th/ 2012 – di Sergio Basile e Federica Santoro – Italia / Unione europea / procedure d'infrazione /  Joaquin Almunia / Mario Monti / Innalzamento aliquota IVA / Romano Prodi / Commissione Prodi / Direttiva Bolkestein /  Ici / Imu / Chiesa cattolica / Principio di Sussidiarietà / Politiche liberiste / Politiche neoliberiste […]

    Luoghi comuni sull’Austerity – L’analisi del Professor Giavazzi sul Governo Monti

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    Mercoledì, ottobre 17th/ 2012  – di Silvia Laporta – Italia / Francesco Giavazzi / Mario Monti / governo tecnico / analisi economica / Università Bocconi / intervista /  tagli alla spesa / spending rewiew / Europa / Pil / Stato Sociale  / Campagna per la legalità economica / Rosario Fiorello  Luoghi comuni sull'Austerity. L'analisi del Professor […]

    Legge di Stabilità – Spaccature tra i Carrozzoni Montiani

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    Martedì, Ottobre 16th/ 2012 – di Sergio Basile – Eurozona / Legge di Stabilità / Italia / Corrado Passera / Irpef / Iva / Aumento aliquota Iva / Tagli sui trasferimenti regionali / Guido Crosetto / Povertà dilagante / Confcommercio / Mario Mauro / Albertini / Regione Lombardia  Legge di Stabilità – Critiche asprissime anche […]

    Italia – Ricetta Ammazza-Crescita

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    Mercoledì, Ottobre 3rd/ 2012 – di Mario Luongo – Italia / Giorgio Napolitano / Euro / Crescita impossibie / Mariano Rajoy / Paul Krugman /Integrazione politico – economica / Abbandono Euro /  Scandalo Regione Lazio / Francesco Fiorito / Andrea Augello / Sfaldamento Pdl / Commissariamento regione Lazio / Angelino Alfano / Silvio Berlusconi / Andrea […]

    Media, Propaganda & Co: Non esiste alcuna Ricetta della casta per salvare l’Italia

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     Giovedì, Agosto 9th/  2012  – L'Editoriale, di Sergio Basile e Silvia Laporta – Crisi / Debito pubblico / Roma / Bruxelles / Berlino / Londra / Referendum anti Ue / Washington / Unione Europea / Germania / Regno Unito / Italia / Corriere della Sera / Giuliano Amato / Franco Bassanini / Costituzione tedesca / Mes […]

    Mutui – Caso Euribor: Ecco come milioni di Italiani potrebbero essere stati truffati per miliardi di euro

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    Sabato, Luglio 4th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Unione Europea/ Europa / Italia / Finanza / Economia / Interessi / Mutui / Manipolazione indici / Crisi / Banche / Dittatura finanziaria / Scandalo Libor / Libor / Euribor / Barclays / Procura di Trani / Antitrust / Avaz / Indici truccati: scandalo in […]

    La Crisi potrebbe finire in un minuto, basterebbe volerlo davvero – Bce e caso Norvegia

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    Mercoledì, Luglio 25th/ 2012 – di Vincenzo Folino e Sergio Basile – Eurozona / Banche e Finanza / Ruolo della BCE / SEBC / Acquisto bond / Crisi fittizia e speculativa / Thomas Sankara / Mario Draghi / Mario Monti / Euro-gabbia / Neo-colonialismo / Norvegia / Corona norvegese / Austerity / Bugie / Schiavizzazione […]

    Paul Krugman: follia dell’eurocasta, vogliono curare il Debito con altri Debiti

    Paul Krugman: follia dell’eurocasta, vogliono curare il Debito con altri Debiti

    Martedì, Agosto 28th/ 2012 – di Sergio Basile – Bundesbank / Jens Weidmann / Eurozona / Francoforte / Berlino / SEBC / Articolo 11 del SEBC / Wolfgang Schauble / Francoise Hollande / Angela Merkel / Mario Monti / Mario Draghi / Grecia / Italia / Antonio Samaras / Austerity / MES / ESM / […]

    Schiavi di un Debito Illegale – Capitolo 4: Banche Centrali e Signoraggio. Una storia che tutti dovrebbero conoscere

    Schiavi di un Debito Illegale – Capitolo 4:  Banche Centrali e Signoraggio. Una storia che tutti dovrebbero conoscere

    Lunedì, Agosto 27th/ 2012 – L'Editoriale di Sergio Basile – Europa / Italia / Debito Pubblico / Sovranità Monetaria / Banche Centrali / Signoraggio / Banca d’Inghilterra / Banca d’Italia / Lira / Conio / Louis Even / William Paterson / Debito illegale / Legge 262/2005 / Mario Monti / John Kennedy / Carlo Azeglio […]

    Spread, Tragedia annunciata – la BCE di Capitan Draghi rimanda tutto a Settembre

    Spread, Tragedia annunciata – la BCE di Capitan Draghi rimanda tutto a Settembre

    Venerdì, Agosto 24th/ 2012 – di Vincenzo Folino e Sergio Basile – Unione Europea / Europa / Germania / Roma / Francoforte / Euro / Moneta Unica / Previsione fine euro / Borse / Spread / Finanza / Mario Monti  /  Dittatura MES / ESM / Previsioni di Moody's / Bundesbank / Autunno caldo / […]

    Epilogo Euro: la fine della moneta unica è solo rimandata!

    Epilogo Euro: la fine della moneta unica  è solo rimandata!

    Giovedì, Agosto 23th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Unione Europea / Europa / Italia / Spagna / Germania / Roma / Francoforte / Euro / Lira / Moneta Unica / Unione Monetaria / Unione politica / Crisi indotta / Economia / Previsione fine euro / Borse / Spread / Finanza / Mario Monti […]

    Meeting di Rimini – Il miracolo del Professore: il tecno-messia muta l’acqua inquinata in vino

    Meeting di Rimini – Il miracolo del Professore:  il tecno-messia muta l’acqua inquinata in vino

    Lunedì, Agosto 20th/ 2012  – di Sergio Basile – Italia / Rimini / Meeting / Crisi Eurozona / Meeting CL / Comunione e Liberazione / Uscita dalla crisi / Rai / Euro / Europa / Mario Monti / Giorgio Napolitano / Giovani allontanati per proteste contro Monti  Meeting di Rimini – Il miracolo del Professore: […]

    Accentramento Ue tra Baratti Negoziali e Condoni del Debito Fittizi

    Accentramento Ue tra Baratti Negoziali e Condoni del Debito Fittizi

    Venerdì, Novembre 30th/ 2012  – di Vincenzo Folino e Sergio Basile –  Grecia / Accentramento Ue / Baratti Negoziali / Condoni del Debito Fittizi / terzo pacchetto di aiuti salva Grecia / Bruxelles / Atene / Debito iniquo / Eurogruppo / FMI / BCE / UE / Commissione europea / Aiuti / Usura / Christine Lagarde / Manuel Baroso […]

    Greci ancora col fiato sospeso: i falchi litigano sul destino della preda

    Greci ancora col fiato sospeso: i falchi litigano sul destino della preda

    Giovedì, Novembre 22th/ 2012  – di Max Cittadino –  Grecia / Greci ancora col fiato sospeso: i falchi litigano sul destino della preda / Bruxelles / Atene / Debito iniquo / Eurogruppo / Francia / FMI / BCE / UE / Commissione europea / Aiuti / Usura / Correa / Ecuador / Christine Lagarde / Manuel Baroso […]

    Rivoluzione di Atene contro la Troika dell’Austerity, Verso lo Sciopero di 48 Ore

    Rivoluzione di Atene contro la Troika dell’Austerity, Verso lo Sciopero di 48 Ore

    Martedì, Novembre 6th/ 2012  – Redazione Qui Europa – Rivoluzione di Atene contro la Troika / Austerity / Sciopero 48 Ore / Unione Europea / Troika / Grecia / Atene / Sciopero ad oltranza / sciopero generale / sciopero dei giornalisti / Antonis Samaras / Alexis Tsipras / Syriza / Pazok / Cancellazione del Debito / […]

    IVA – Monti-Grilli, Bugiardi per mandato, glielo chiedono i Mercati

    IVA – Monti-Grilli, Bugiardi per mandato, glielo chiedono i Mercati

    Mercoledì, Ottobre 31th/ 2012  – di Sergio Basile – Iva / Mario Monti / Vittorio Grilli / Bugiardi per mandato / Bubie / Governo Italiano / Ministro dell'Economia / Dittatura Fiscale / Giorgio Napolitano / Truffa Legalizzata / Gran Suggeritore / Rating / Spread / Lehman Brothers / Ezra pound / Pierluigi Bersani / Manuel […]

     

  • La Romania verso le Elezioni con le pezze ai pantaloni: stipendi medi a 340 euro

    La Romania verso le Elezioni con le pezze ai pantaloni: stipendi medi a 340 euro

    Sabato, Dicembre 8th/ 2012 

    –  di Vincenzo Folino –

    La Romania verso le Elezioni col le pezze ai pantaloni: stipendi medi a 340 euro / Romania / Ponta / Basescu / Elezioni / Troika / Fmi/ Christine Lagarde / Manuel Barroso / Pensioni bassissime / Stipendi da fame / Imprese / Bucarest / USL / ARD / Election Day / Bulgaria / Lettonia / Cipro / Eurostat / Bruxelles / Politiche iperliberiste / Minacce / Dracula / Austerity / Esclusione Sociale / Povertà dilagante / Dan Diaconescu / Vincenzo Folino 

    La Romania verso le Elezioni col le

    pezze ai pantaloni

    E' la legge dell'Unione europea e dell'FMI

    Stipendi a 340 euro e pensioni a 170 euro

    d'altra parte crescono i super-ricchi

    Bucarest, Sibu – La crisi economica indotta e pianificata, in Europa, sta colpendo un pò tutti, e noi lo sappiamo bene.  Ma tra i paesi in maggiore difficoltà, loro malgrado, oltre ai cosiddetti "Pigs" (maiali) vanno menzionati quelli dell’Europa Orientale. Come emerso dall’ultimo rapporto Eurostat. Secondo  l’ufficio statistico dell’Unione europea, nel 2011 il 24% della popolazione Ue è stato a rischio povertà, entrando nell'oscura sfera dell'esclusione sociale. Una cifra drammatica che la dice lunga sulla bonta di questa Unione targata Troika (Ue, Bce, Fmi). Come anticipato, le percentuali più preoccupanti  sono state riscontrate in Europa Orientale, con in testa Bulgaria, Romania e Lettonia.  In particolar modo, per quanto riguarda  la Romania questi sono giorni molto particolari e duri. Per le strade di Sibu, nel cuore del Paese, si possono vedere centinaia di persone in fila per ricevere generi alimentari di prima necessità concessi  in parte "gratuitamente" dall’Unione europea – una sorta di razionamento comunista – che paradossalmente però è una delle principali artefici di questa drammatica involuzione socio-economica della Nazione, come analizzato in diversi articoli pubblicati dall'Osservatorio "Qui Europa" nei mesi scorsi (vedi allegati). Ma un altro stretto nodo che angoscia e non poco i Romeni, è quello delle elezioni politiche, che avranno luogo domani, Domenica 9 Dicembre. 

      Election Day – Dracula ci riprova, ma a regnare è sempre la Troika  

    Prima di concentrarci sui diversi schieramenti che si contenderanno la partita elettorale, credo sia importante rammentare alcuni punti semplici e concisi, ma molto significativi. Ovvero come il Paese balcanico, con l’aggravarsi della crisi economica indotta, a causa di una base industriale antiquata e inadatta ai suoi bisogni, grazie alla cura "Fmi" favorita dai magheggi del Presidente Basescu (che il premier Ponta aveva pubblicamente accusato, tentando senza successo una procedura di impeachment, fallita anche grazie al "provvidenziale" intervento delo zar Manuel Barroso) e – soprattutto – ad una serie di misure iperliberiste imposte dall'Ue, attualmente sia il secondo paese più povero dell’Unione stessa. Nel 2010 il salario netto medio mensile è stato addirittura pari a 340 euro; le pensioni medie, invece, pari a 170 euro. Roba da Africa! Ma come sempre esistono delle contraddizioni interne: e così accade che se da una parte un quarto della popolazione continua a vivere in povertà, nel Paese di Dracula l’industria del lusso è in continua espansione, trainata dal settore auto, dalla moda e dai gioielli. In più, ad aggravare la situazione, vi è l’impossibilità da parte del paese balcanico di ripianare il debito con il Fondo Monetario Internazionale (il vero Dracula della situazione) il che ha già portato al taglio dei salari dei dipendenti statali e all’aumento dell’IVA. Il tutto per cercare di arginare l’aumento di un deficit pubblico, in buona parte creato ad hoc. Stile Grecia, Italia e Spagna, per comprenderci. Anche se questa volta la colpa principale è dell'Fmi (Fondo Monetario Internazionale).

     La novità "Diaconescu", la morsa dell'FMI e le solite promesse 

    Insomma, niente di nuovo, la solita storia che serve ad incatenare un paese e a renderlo schiavo, così come il suo popolo. Questo il desolante panorama che troverà all’orizzonte il vincente delle prossime elezioni politiche romene, ma – come vedremo – ciò non ha affatto scoraggiato i diversi candidati dall’usufruire, ed in modo particolarmente massiccio, della più classica delle attività in periodo di campagna elettorale: fare quante più promesse possibili. La coalizione che i sondaggi danno come favorita è quella del centro-sinistra, l’Unione Social Liberale (USL) del premier in carica da maggio 2012Victor Ponta. Questa coalizione, composta dai socialdemocratici del PSD (Partito Social Democratico), dal Partito Nazional Liberale –  di Crin Antonescu – e dal Partito Conservatore, è infatti già uscita vincitrice alle elezioni amministrative di giugno ed ora confida di ripetere il risultato alle politiche.  L’alternativa consiste nella formazione di centro-destra, l’Alleanza Romania Giusta (ARD)  del contestatissimo presidente Bǎsescu – colui che aprì le porte all'FMI –  che include il Partito democratico liberale (PDL), il Partito Nazionale Contadino Democristiano e Forza Civica.  Toccherà proprio al presidente rumeno Bǎsescu , in forza della sua carica istituzionale, dare l’incarico al prossimo esecutivo. Il tutto dopo un anno di politica interna più che travagliata, caratterizzata dalle incomprensioni (per usare un eufemismo) fra lo stesso presidente ed il premier Ponta, incomprensioni arrivate al loro punto più alto – come detto – col tentativo, fallito, di un referendum indetto proprio per destituire o meno il presidente. Tentativo bloccato – come i nostri lettori ricorderanno – grazie allo zampino di Manuel Barroso (vedi allegato). Queste scintille destano particolari preoccupazioni anche a Bruxelles, infatti con all’orizzonte una coabitazione sempre più difficile, la futura stabilità del Paese è già messa in discussione. Per tornare ai diversi schieramenti, la novità di queste elezioni è rappresentata dal Partito del popolo (PPDD), fondato dal magnate della tv rumena Dan Diaconescu. Come accennavamo prima, in tema di promesse nessuno si è sprecato. Dan Diaconescu ha annunciato la costruzione di 200.000 abitazioni per le persone più bisognose; l’ARD ha promesso l’aumento degli stipendi pubblici del 50%; e l’USL, attualmente al governo, promette la costruzione di nuovi ospedali e la diminuzione graduale dell’IVA. Noi, visto quanto abbiamo già detto, queste promesse non le commentiamo nemmeno.

    Vincenzo Folino (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Articolo in Romeno                                                          

     

    Sâmbătă, Decembrie 8th/ 2012 

    –  di Vincenzo Folino –

    România a alegerilor cu patch-uri pentru pantaloni: salarii medii la 340 € / România / Ponta / Băsescu / Alegeri / troicii / FMI /, Christine Lagarde / Manuel Barroso, / Inns foarte scăzute / salarii de foame / Companii / Bucuresti / USL / ARD / Ziua alegerilor / Bulgaria / Letonia / Cipru / Eurostat / Bruxelles / / Politici iperliberiste amenințărilor / Dracula / austeritate / excluziunii Sociale / sărăciei agresiv / Dan Diaconescu / Vincenzo Folino 

    România a alegerilor cu patch-uri pentru

    pantaloni

    Și "dreptul Uniunii Europene și FMI

    Salariilor și a pensiilor la 340 euro la 170 euro
     
    pe de altă parte, să crească super-bogați
     

    Bucuresti, Sibu – criza economică indusă și planificate în Europa este lovind un pic de tot, iar noi o cunoaștem bine. Dar printre țările cu cele mai mari dificultăți, în ciuda ei înșiși, în plus față de așa-numitele "PIGS" (porci) să fie menționate cele din Europa de Est. După cum a ieșit din ultimul raport Eurostat. Conform biroul de statistică al Uniunii Europene, în 2011 24% din populația UE a fost expuși riscului de sărăcie, care intră în sfera intunecata a excluziunii sociale. O cifră dramatică care vorbește volume despre bunătatea acestui Uniunii înmatriculare Troica (UE, BCE, FMI). Asa cum anticipam, cea mai mare îngrijorare au fost găsite în Europa de Est, condusă de Bulgaria, România și Letonia. În special, în ceea ce privește România în aceste zile sunt foarte special și greu. Pe străzile din Sibu, în inima țării, puteți vedea sute de oameni au aliniat pentru a primi capse alimentare acordate în parte "gratis" de Uniunea Europeană – un fel de raționalizarea comuniste – care, în mod paradoxal, cu toate acestea, este un important arhitecții acestei dramatice socio-economică declinul națiunii, așa cum sa discutat în mai multe articole publicate de "Aici" Europa în ultimele luni (a se vedea anexa). Dar un alt nod strans ca anxietatea, nu doar românii, este faptul că a alegerilor, care va avea loc mâine, duminică, 9 decembrie.
     
      Ziua alegerilor –  să se pronunțe este întotdeauna Troica  
     
    Înainte de a concentrându-se pe diferitele părți care vor contesta jocul electoral, cred că este important să ne amintim câțiva pași simpli și concise, dar foarte semnificativă. Sau ca țara balcanică, cu agravarea crizei economice indusă ca urmare a unei baze industriale depășite și inadecvate pentru nevoile lor, prin grija "FMI", favorizat de magheggi de președintele Băsescu (Ponta că primul ministru a acuzat public, încercând o procedură de suspendare nereușite, nu a reușit datorită "providențială" intervenție delo țar Manuel Barroso) și – cel mai important – la o serie de măsuri impuse de UE iperliberiste, este în prezent cea mai săracă țară din două Uniunii. În 2010, salariul mediu lunar net a fost chiar egal cu 340 €, pensii medii în loc de 170 €. Chestii în Africa! Dar, ca întotdeauna, există contradicții interne: și așa se întâmplă că, pe de o parte sfert din populație trăiesc în continuare în sărăcie în țara lui Dracula industriei de lux continua sa se extinda, condus de industria auto, de la modă și bijuterii . În plus, pentru a face lucrurile mai rău, nu există incapacitatea de această țară pentru a achita datoria cu Fondul Monetar Internațional (Dracula reală situația), care a condus deja la reduceri salariale pentru angajații la stat și o creștere a TVA-ul. Toate acestea pentru a încerca să oprească ascensiunea unui deficit public, în mare măsură ad-hoc. Stilul de Grecia, Italia și Spania, în scopul de a înțelege. Deși acest moment vina principală este FMI (Fondul Monetar Internațional).
     
     Noul "Diaconescu," prindere a FMI și promisiunile obișnuite  
     
    Pe scurt, nimic nou, aceeași poveste veche, care servește la lanț și înrobi o țară, precum și oamenii lui. Acest punct de vedere sumbră a orizontului, care va găsi câștigătorul român următoarele alegeri, dar – după cum vom vedea – acest lucru nu a descurajat deloc dall'usufruire diferite candidați, și a fost deosebit de ridicat, cel mai clasic de toate activitățile, în perioada de campanie : face cât mai multe promisiuni posibil. Coaliție că sondajele, ca un favorit este faptul că de centru-stânga Social Liberal Uniunea (USL) a primului-ministru în funcție în mai 2012, Victor Ponta. Această coaliție, formată din Partidul Social Democrat, PSD (Partidul Social Democrat), Partidul Național Liberal – din Crin Antonescu – și Partidul Conservator, este, de fapt, deja a iesit victorios la alegerile locale din iunie, iar acum speră să repete rezultatul politicilor. Alternativa este formarea de centru-dreapta Alianța România Dreapta (ARD) din extrem de contestată președintele Bǎsescu – cel care a deschis porțile pentru FMI – care include Partidul Democrat Liberal (PDL), Creștin Democrat Partidul Național Țărănesc și Forța de aderență Civica. Acesta va deține președintele român Bǎsescu, în virtutea poziției sale constituționale, da locuri de muncă pentru următorul guvern. Toate acestea, după un an de politică internă mai degrabă decât probleme, caracterizate prin neînțelegeri (ca so spunem), între președinte și prim-ministru Ponta, neînțelegeri ajunge la punctul cel mai înalt – după cum sa menționat – cu tentativa eșuată a unui referendum dreptul de a demite sau nu președinte. Încercați blocat – ca cititorii nostri vor aminti – datorită mâna lui Manuel Barroso (a se vedea atașamentul). Aceste scântei de îngrijorare, de asemenea, la Bruxelles, în fapt, cu coabitarea orizontul ce în ce mai dificilă, stabilitatea viitoare a țării este deja contestată. Pentru a reveni la partide diferite, noutatea acestor alegeri este reprezentată de Partidul Poporului (PPDD), fondat de mogulul român de televiziune Dan Diaconescu. Așa cum sa menționat anterior, în ceea ce privește promite nimeni nu este pierdut. Dan Diaconescu a anunțat construirea a 200.000 de case pentru cei mai nevoiași, ARD a promis o creștere a salariilor funcționarilor publici cu 50%, iar USL, în prezent la putere, promite construirea de spitale noi și scăderea treptată a "TVA-ul. Am văzut ceea ce am spus deja, aceste promisiuni nu comenteze, fie.
     
    Vincenzo Folino – Traduzione di Sergio Basile 
     
    (Copyright © 2012 Qui Europa)
     
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    Lunedì,  Luglio 23th/ 2012  – L'Editoriale, di Sergio Basile – Unione Europea / Romania / Commissione europea / Parlamento europeo / Manuel Barroso / Martin Schulz / Terremoto politico / Traian Basescu / Crisi economica / Esm / Fiscal compact / Usl / Referendum popolare / Malcontento / Fmi / Manuel Barroso / Victor Ponta  […]

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  • Greci ancora col fiato sospeso: i falchi litigano sul destino della preda

    Greci ancora col fiato sospeso: i falchi litigano sul destino della preda

    Giovedì, Novembre 22th/ 2012 

    – di Max Cittadino – 

    Grecia Greci ancora col fiato sospeso: i falchi litigano sul destino della preda / Bruxelles / Atene / Debito iniquo / Eurogruppo / Francia / FMI / BCE / UE / Commissione europea / Aiuti / Usura / Correa / Ecuador / Christine Lagarde / Manuel Baroso / Samaras / Sistema Target 2 / Strozzinaggio / Ecuador / Rafael Corea / Non onorabilità / Debito illegale 

    Greci ancora col fiato sospeso: i falchi

    litigano sul destino della preda

    Ma il nocciolo del problema non è l'entità del Debito

    di Atene, ma è come esso si crea: I problemi sono

    l'euro e il Sistema Target 2 

    Una soluzione auspicabile? Seguire l'esempio

    dell'Ecuador di Correa

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Bruxelles, Atene –  Mente la Francia subisce l'onta del rating e del declassamento (in una stategia mirata che finirà presumibilmente – è secondo noi questione di mesi – per declassare l'intera Europa in recessione) la Grecia divide Commissione europea, Banca Centrale Europea e Fondo Monetario Internazionale. Il disaccordo della Troika dell’usura (Ue, Bce, Fmi) sul prestito internazionale in queste ore tiene banco a Bruxelles, e tiene col fiato sospeso oltre dieci milioni di Greci. Accordo mancato, dunque, sulla seconda tranche dei cosiddetti “aiuti” ad Atene. Il vertice straordinario ( a 17 ) di dodici ore dell’Eurogruppo, presieduto da Jean Cloude Junker, era stato convocato ieri al fine di dare il via libera al pacchetto da 31,5 miliardi di euro, ma ancora troppe sono state le divisioni all'interno del gruppetto di leader dell'Eurozona, con evidenti contrasti specie da parte tedesca. Tutto rinviato a lunedì  dinnanzi a sua maestà la "Troika", dunque! 

     Target 2 ed Euro – I vedi problemi che l'eurocasta ignora 

    Ma opposizioni si sono verificate anche e soprattutto tra Eurogruppo e Fondo Monetario Internazionale, in merito alla cosiddetta sostenibilità del debito greco. L'Eurogruppo dal canto suo auspicherebbe altri due anni di "ossigeno" per il rientro dal debito da parte dei Greci (un debito che difficilmente potrà essere pagato, come nelle più classiche storie di strozzinaggio di  periferia ). Entro il 2020 nel rapporto debito/Pil gli ellenici dovrebbero rientrate nella soglia del 120% (dall'attuale 170%). Più intransigente si è dimostrata Christine Lagarde, ma alla resa dei conti, ci sembr di capire che tutti lavorano per il suicidio tecnico e "lento" della Grecia, o meglio per il suo coma farmacologico: nessuno infatti avanza l'ipotesi della necessaria sospensione della tortuta economico-sociale iniquamente inflitta al Paese, e resa possibile grazie all'implementazione di meccanismi perversi come il sistema Target 2 (vedi allegato) vero elemento di destabilizzazione nella bilancia commerciale del Paese e nocciolo del problema (un problema che nessuno finge di vedere) legato ad una moneta disastrosa e nata malissimo, qual è l'euro. 

     Perchè non seguire la via dell'Ecuador di Rafael Correa? 

    Ovviamente, oggi, aiutare nel vero senso della parola Atene a ridurre il debito, come detto al 170% del Pil (se non a cancellarlo definitivamente, come auspicabile da parte nostra e come – tra l'altro – accaduto con l'Ecuador del presidente Rafael Correa: che contrattò con gli aguzzini della speculazione internazionale il pagamento di una parte del debito contratto con analoghi pervesi meccanismi dal suo Paese. Circa il 30%) significa per i Paesi creditori e per i falchi della speculazione che detengono succosissimi titoli greci ad interessi esorbitanti, subire perdite ingenti. Qualcuno nell'Eurogruppo ha usato (a nostro avviso impropriamente) il termine ''generosita'' dei suddetti investitori nei confronti di un Paese che "sostengono" (parola grossa) finanziariamente dal 2010. Ma i termini esatti ed appropriati, alla luce dei meccanismi perversi che hanno portato alla creazione din questo debito in gran parte "illegale", sarebbero – lo ribadiamo – strozzinaggio e usura. Vedremo lunedì cosa accadrà!

    Max Cittadino (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Mercoledì, Luglio 25th/ 2012 – di Vincenzo Folino e Sergio Basile – Eurozona / Banche e Finanza / Ruolo della BCE / SEBC / Acquisto bond / Crisi fittizia e speculativa / Thomas Sankara / Mario Draghi / Mario Monti / Euro-gabbia / Neo-colonialismo / Norvegia / Corona norvegese / Austerity / Bugie / Schiavizzazione […]

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    Sabato, Agosto 17th/ 2012 – di Mario Luongo e Sergio Basile – Crisi Eurozona / Non performing loans / Pricewaterhouse Cooper / Aumento tassi di insolvenza / Klaus-Peter Willsch / Frank Schaeffler / “Falchi tedeschi” / Opposizione Germania alla Bce / Sentenza Karlsruhe / Fiscal compact / Esm / Mario Luongo / Sergio Basile / […]

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    Mercoledì, Agosto 8th/ 2012 – L'editoriale di Sergio Basile –    Banche e Finanza / Unione europea / New York / Bruxelles / Wall Street / Borsa / Speculazioni / Economia della Truffa / Galbraith / Wall Street /  Traders / Pil / Economia reale / Borsa / MES / Project bond / Knight Capital […]

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    Martedì, Luglio 24th/ 2012  – di Mario Luongo – Crisi economica Spagna / Mariano Rajoy / Sistema amministrativo spagnolo / Partito popolare / Andalusia / Consiglio di politica fiscale e finanziaria / Spending review / Bilanci truccati / Madrid / Valencia / Catalogna / Mercati obbligazionari / Titoli di Stato / Belgio /  Rapporto tra […]

    Trani inguaia Moody’s. Gli Scheletri nell’armadio di Monti

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    Sabato, Luglio 14th/ 2012 – di Sergio Basile – Italia / Banche e Finanza / Agenzie di rating / Procura di Trani / Moody's / Declassamento Nuovo ai danni dell'Italia / Ross Abercromby / Vice president / Senior analyst financial institutions group / Moody’s Investors Service / Johannes Wassemberg / Managing director financial institutions / Michele Ruggiero […]

    Madrid: La “Marcia Negra” avanza contro l’Europa dell’Austerity

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    Giovedì, Luglio 12th/ 2012 – di Vincenzo Folino – Spagna / Madrid / Mariano Rajoy / Manovra / Euro / Marcia Nera / Tagli / Movimento di protesta / Soppressione della tredicesima / Dipendenti statali / Austerity / Iva al 21% / Minatori spagnoli  Spagna: varata una nuova manovra da 65 miliardi di euro Madrid monta […]

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    Martedì, Luglio 3rd / 2012 – di Silvia Laporta – Commissione Ue / casta / disinformazione / Consiglio Europeo / Vertice Europeo sulla crisi / lobby / politiche di austerity / Germania / Finlandia / Olanda / Vittorio Emanuele Tasi / Marcello De Cecco / Agenzie di Rating / Bce / Spread / Provvedimento Anti-Spread / Hollande […]

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    Domenica, Giugno 3rd / 2012 – L'Editoriale, di Sergio Basile – Italia / Banche e Finanza / Agenzie di rating / Procura di Trani / Michele Ruggiero / Adusbef / Standard & Poor's / Moody's / Fitch Ratings / Yann Le Pallec / Deven Sharma / Analisti S&P / Eileen Zhang / Frank Gill / Moritz Kraemer […]

     

     

    La Troika, la “Rerum Novarum” e il baratro Grecia: fantasmi del progresso e nuovi diseredati

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    Sabato, Marzo 17th/ 2012 Grecia / Troika / Fmi / Bce / Ue / Chiesa / Dottrina Sociale / Ripresa /Parti sociali / Massoneria / Capitalismo / Diktat / Neo-liberismo / 2013 / Crisi / Debito sovrano / Solidarietà sociale / Organizzazioni cristiane / Leone XIII  La Troika, la Rerum Novarum" e il "baratro Grecia": […]

     

  • Le Pressioni del Fondo Monetario Internazionale su Parigi

    Le Pressioni del Fondo Monetario Internazionale su Parigi

    Mercoledì, Novembre  7th / 2012

    –  di Sergio Basile –

    Le Pressioni del Fondo Monetario Internazionale su Parigi / Europa / Unione Europea / Francia / Crisi / Economia / Rigore / Austerity / Investitori / Cittadini / Francois Hollande / Costo della vita / Eliseo / Christine Lagarde / Riforme Strutturali 

    Le Pressioni del Fondo Monetario

    Internazionale su Parigi

    Riforme Iperliberiste o Commissariamento?

    I Diktat dell'Europa delle lobby e il "suggerimento" 

    di Christine Lagarde ai Transalpini

    Parigi – Dopo le ultime drammatiche e concitate ore vissute dai cittadini di Atene, sull'orlo di una rivoluzione vera, con scotri violenti, proteste estreme e ciclopici cortei, mabilitazioni di massa e scioperi sistematici, la Troika allunga il suo temuto e infido zampino anche sulla Francia, che nelle scorse ore è finita nel mirino del Fondo Monetario Internazionale, di Christine Lagarde (della francese Lagarde) che ha  chiesto nuovi pesanti e sanguinosi sacrifici al popolo transalpino. L’Fmi  – in questa sorta di pseudo-democrazia tecnocratica, o democrazia sospesa, o dittatura tecno-finanziaria –  ha infatti messo alle strette l’Eliseo e l’esecutivo di Hollande – che dei tecnocrati europei si sta dimostrando affiatato amico e complice – sostenendo che "Parigi ha bisogno di ridurre i costi del lavoro e le tasse (?), oppure rischia di rimanere dietro a Italia e Spagna, che stanno attuando delle riforme profonde".

     Morale della Favola 

    Morale della favola, o vi adeguate all'iperliberismo ed alle svendite dei vostri "tesori di famiglia" in favore della crema delle lobby mondialiste e dei mega gruppi bancari, o anche voi, padri di famiglia ed esponenti della classe media e piccoli imprenditori francesi, avrete come premio l'eredità greca! Riforme o Commissariamento? Due facce della stessa medaglia che fanno rima con diktat e Reich! Le tanto osannate riforme, d'altronde, anche in Francia stanno portando il Paese e l'intero tessuto economico verso una recessione cronica: in una società dove il numero degli indigenti e dei disoccupati aumenta a vista d’occhio; ed il potere d’acquisto diminuisce a ritmi insostenibili. Cosa deciderà di fare il Presidente, viste le pressioni degli "amici" dell'FMI e il calo di popolarità del suo esecutivo? Vedremo!

    S ergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Giovedì, Settembre 6th/ 2012 – di Sergio Basile – Unione europea / Eurobarometro / Bruxelles / Perplessità / Sondaggi / Giulietto Chiesa / Osservatorio Nazionale Indipendente / Qui Europa / Parlamento europeo / Elezioni europee / Atene / Madrid / Lisbona / Dublino / Roma / Helsinki / Berlino / Francoforte / Parigi / Calabria […]

    Austerity: la nota stonata dell’Europa

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    Martedì, Maggio 8th / 2012 – di Maria Laura Barbuto – Unione Europea / Vecchio Continente /Francia / Germania /Grecia / Italia / Crisi Economica / Elezioni / Estremismo / Partiti / Austerità / Troika /Verdi /  Partito dei Pirati / Banca Centrale Europea / Giorgio Gaber / Hobbit / Merkel /Hollande / Sarkozy / […]

    N.O.W. – Giovani-Lavoro: connubio proibito

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    Venerdì, Aprile 20th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto e Sergio Basile – Unione Europea / Fondo Monetario Internazionale / Fmi / Spagna / Francia / Italia / Grecia / Crisi /Lavoro / Occupazione / Giovani / Christine Lagarde    Giovani europei-lavoro: "connubio proibito?" Le "preoccupazioni facili" di Christine Lagarde (Fmi) ed i "paradossi affaristici" […]

     

    In Grecia e Spagna Scoppia la Rivoluzione

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    Giovedì,  Settembre 27th/ 2012  – di Silvia Laporta – Grecia / Spagna / Madrid / Atene / Manifestazione contro il governo / polizia / crisi economica / scontri / governo spagnolo / governo greco / Troika / Bce / Christian Laguarde / tagli allo stato sociale / tasse / Fmi / rivolta / Europarlamento / Antonis […]

    Ue, il Falso Dogma del Bilancio e le Ricette di Kohl e Soros

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    Mercoledì, Settembre 26th/ 2012 – di Max Cittadino e Sergio Basile – Unione europea / Eurozona / Bruxelles / Strasburgo / Francoforte / Berlino / Germania / Euro / Helmut Kohl / George Soros / Fiat / Fabbrica Italia / CFR / Council on Foreign Relations / Ceca / Sme/ Mec / Europa austroungarica / […]

    Grecia, Recessione al 5% – Ministero della Difesa occupato dai leoni feriti della Hellenic Shipyards

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    Sabato,  Ottobre 6th/ 2012  – di Sergio Basile – Grecia / Atene / Manifestazione contro il governo / polizia / crisi economica / scontri / governo greco / Troika / Bce /  tagli allo stato sociale / tasse / Fmi / rivolta / Antonis Samaras / sciopero /  Grecia / categorie sociali in rivolta / feriti / […]

    IVA – Monti-Grilli, Bugiardi per mandato, glielo chiedono i Mercati

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    Mercoledì, Ottobre 31th/ 2012  – di Sergio Basile – Iva / Mario Monti / Vittorio Grilli / Bugiardi per mandato / Bubie / Governo Italiano / Ministro dell'Economia / Dittatura Fiscale / Giorgio Napolitano / Truffa Legalizzata / Gran Suggeritore / Rating / Spread / Lehman Brothers / Ezra pound / Pierluigi Bersani / Manuel […]

    Super commissario europeo: No grazie. Già basta il MES

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    Martedì, Ottobre 30th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Super commissario europeo / Mes / Nazismo bianco  / Unione Europea / Europa / Crisi / Economia / Sovranità / Bce / Berlino / Bruxelles / Der Spiegel / Neofascismo / Bond / Spread / Euro / Mario Draghi / Angela Merkel / Miguel Gotor  Mario Draghi […]

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    Giovedì, Ottobre 25th/ 2012 – di Sergio Basile – Quarto reich / Benvenuti / Spread / unione Bancaria / Eurozona / Accentramento Bancario / Spread / Rating / Procura di Trani / Mario Monti / Angela Merkel / Mario Draghi / BCE / Merrill Lynch / Klaus Regling / Quanto Reich / ESM / MES / Fondo […]

    La Svizzera corre agli Armamenti

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    Giovedì, Ottobre 18th/ 2012 – di Silvia Laporta –  Svizzera / Berna/ Commissione Europea/ armamenti / Russia Today / Germania / Francia/ Italia / Austria/ Stabilo 2 / esercito/ Austerity/ Unione Europea/ Crisi Europea / controlli intensificati / Ueli Maurer  La Svizzera corre agli armamenti Mobilitati più di 1.600 uomini ai confini di Italia, Francia […]

    Il Nobel per la Pace all’Unione europea? Una Vergogna, ma molto eloquente

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    Lunedì, Ottobre 15th/ 2012 – L'Editoriale del Lunedi, di Sergio Basile –  Unione europea / Oslo / Norvegia / Premio Nobel / Esteri / Europa / Siria / Libia / Greddafi / Bani Walid / Guerra / Turchia / Nato / Pace / Guerra / Libertà / Manipolazione mediatica / Armi / Siria / Barack […]

    Mobilitazione Nazionale contro il Governo Monti in Difesa della Costituzione – Tre Giovani Catanzaresi Depositano la propria Denuncia presso la Caserma dei Carabinieri

    Mobilitazione Nazionale contro il Governo Monti in Difesa della Costituzione – Tre Giovani Catanzaresi Depositano la propria Denuncia presso la Caserma dei Carabinieri

    Sabato, ottobre 13th/ 2012  – Appello di www.maxiprotestadelpopolo.jimdo.com –  Unione Europea / Italia / Catanzaro / Denunciato il Governo Monti / Mobilitazione Nazionale / Difesa della Costituzione / Suicidi di imprenditori / Austerity / Macelleria sociale / Distruzione del Welfare / Stati Uniti d'Europa / Accentramento Dittatoriale / Caserma dei Carabinieri / Difesa dei Principi Costituzionali […]

     

  • Rivoluzione di Atene contro la Troika dell’Austerity, Verso lo Sciopero di 48 Ore

    Rivoluzione di Atene contro la Troika dell’Austerity, Verso lo Sciopero di 48 Ore

    Martedì, Novembre 6th/ 2012 

    Redazione Qui Europa –

    Rivoluzione di Atene contro la Troika / Austerity / Sciopero 48 Ore / Unione Europea / Troika / Grecia / Atene / Sciopero ad oltranza / sciopero generale / sciopero dei giornalisti / Antonis Samaras / Alexis Tsipras / Syriza / Pazok / Cancellazione del Debito / Tsipras / Parlamento greco / Governo Samaras / Banca Centrale Europea / Fondo Monetario Internazionale / Commissione Europea / Manuel Barroso / Christine Lagarde / Mario Draghi / Nazismo bianco 

    Rivoluzione Nazionale contro la Troika del

    Folle Rigore e dell'Austerity, Atene verso lo

    sciopero di 48 Ore 

    Anche i giornalisti accanto al popolo ellenico, contro lo

    strapotere dittatoriale dei Padroni dell'Europa

    Intanto il Parlamento si appresta a varare le ennesime misure

    lacrime e sangue

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Atene – Ultimo atto della tragi-commedia sul debito ellenico: dieci milioni di Greci non intendono più sottostare – ed in maniera assoluta – ai ricatti della Troika. Dunque da ieri nuova mobilitazione nazionale, nuova ondata di scioperi ad oltranza per fermare il definitivo massacro economico e sociale della terra di Platone e Socrate. La misura è stata superata con l'annuncio della prossima approvazione da parte del governo Samaras – su pressioni della "Troika", cioè di Commissione europea, Fondo Monetario Internazionale e Banca Centrale Europea: guidata dalla triade Barroso, Lagarde, Draghi – dell’ennesima manovra lacrime e sangue che il Parlamento greco si appresta a varare in un clima surreale nei prossimi giorni. Ciò avviene a 24 ore dal voto dell’Assemblea nazionale.  Un nuovo e sistematico tsunami di scioperi generali e proporzioni apocalittiche sta per abbattersi in tutto il Paese contro un pacchetto di austerità da usura legalizzata, e tutto finalizzato – come noto – all'ottenimento di altri aiuti da usura e dannosissime ed inique privatizzazioni (svendite nazionali). Follia!  

     Inferno Atene – Anche i giornalisti dicono "No" all'Europa del Rigore 

    Intanto già da Domenica ad incrociare le braccia sono stati i dipendenti dei pubblici trasporti ed i taxi ateniesi; ma – cosa davero particolare – allo sciopero hanno aderito anche i giornalisti, scesi in piazza a difendere gli interessi nazionali contro quelli dell'euro-casta (cosa piuttosto difficile in Italia: anche in questo Atene insegna!) mentre lo stesso personale ospedaliero ha annunciato nelle scorse ore che garantirà solo i servizi di emergenza. Oggi, al via lo sciopero generale di 48 ore indetto dai principali sindacati dei lavoratori. Insomma il braccio di ferro tra l'Europa dei tecnocrati e i cosiddetti "maiali" Greci (Pigs) continua. Un braccio di ferro che ha sempre di più il sapore di una rivoluzione vera. Ma questa volta crescono le pressioni ed i dissidi interni tra gli stessi ministri di Samaras, esasperati da questa situazione folle, che  costringe molti membri del governo ad affamare i loro stessi amici e figli ideali. Intanto non passa giorno senza che per le vie e piazze di Atene si registrino scene strazianti di uomini e donne feriti dagli scontri con la polizia – con i volti tumefatti e segnati da sconvolgenti maschere di sangue – o di cittadini datisi alle fiamme per la disperazione. Ma l'Europa dei potenti – come se niente fosse – continua a guardare ed a parlare di austerity ed a soprassedere sugli effetti micidiali – da inferno vero – dell' "usura legalizzata". D'altra parte questa è la faccia vera di quest'Europa da "Nazismo Bianco".

    Q.E. (Copyright © 2012 Qui Europa)

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