Euro: non è nato sotto una buona stella, e si è visto…

Mercoledì, Giugno 20th / 2012

– di Maria Laura Barbuto –

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Euro: non è nato sotto una buona stella,

e si è visto…

Qualcuno lo aveva previsto ed è stato definito

euroscettico.

Interessante ricostruzione di Mario Giordano, che

analizza la moneta senza storia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Roma, Bruxelles, Francoforte – Stamattina, la penna del noto giornalista Mario Giordano – da "Il Grillo Parlante" su "Anna" – ha stimolato riflessioni importanti sul percorso intrapreso dalla moneta unica, dalla sua nascita alla sua – oseremmo dire – morte. La mponeta unica europea, come ricorda lo scrittore, non è nata di certo sotto una buona stella: il tentativo di creare l’unione politica, passando per quella monetaria, non si è trasformato in un traguardo ma in una strada tortuosa, sanguinosa e difficile. Una sorta di percorso ad ostacoli senza fine in cui, ad ogni passo, l’ostacolo successivo è sempre più difficile da superare. Lo sanno bene i Greci, gli Spagnoli, i Ciprioti, i Portoghesi, gli Irlamdesi e – ovviamente – anche gli stessi Italiani, molti dei quali nostalgici della cara e vecchia lira. Già, l’euro non ha una storia, non è rappresentativo di una cultura, non raffigura i grandi uomini europei del passato: è una moneta creata ad hoc con l’obiettivo – si pensava facile – di garantire l’unione politica tra i paesi dell’Unione Europea o – peggio – di creare un antistorico e liberticida superstato Ue. Obiettivo mancato!

 Un destino curiosamente e funestamente segnato 

Nella sua lucida analisi, Giordano ha ricordato che il destino dell’euro è come se fosse stato scritto sin dalla formulazione dell’idea della sua nascita: “basti pensare che nella lista dei ministri presenti a Maastricht nel dicembre del 1991, figuravano i nomi di Giulio Andreotti, poco dopo accusato di essere legato alla mafia, di Gianni de Michelis sul capo del quale cadde come un macigno “Tangentopoli” , Guido Carli morto l’anno dopo – e responsabile, è bene ricordarlo, come noi di "Qui Europa" abbiamo più volte riportato, della privatizzazione della Banca d'Italia e conseguente perdita della nostra sovranità monetaria, d'intesa con Giuliano Amato – e Pierre Beregovoy, di lì a poco, suicida”. Che sia stata una casualità o meno, sembrava davvero una profezia.

 Un destino curiosamente e funestamente segnato 

Il giornalista ha ricordato anche che lo spot pubblicitario legato all’introduzione della moneta unica ha avuto un testimonial d’eccezione, ovvero Paolo Villaggio, il quale – intervistato sull’euro da alcuni colleghi – ha pensato forse di interpretare il Fantozzi nazionale affermando di non sapere nulla a riguardo. Conoscenze limitate ad uno spot, quindi, come quelle di molti Europei ed Italiani (alcini dei quali "pro-euro" senza sapere neanche perché) che, se dapprima, accoglievano la moneta unica con entusiasmo e come una “novità importante”, oggi rimpiangono la vecchia lira e le altre monete nazionali, per le qualei nutrono profonda nostalgia. Eppure, c’era chi aveva previsto i rischi e le battute d’arresto che avrebbe provocato l’euro: “la fortuna di una moneta dipende dalla fiducia del Paese che la emette”, scrive Giordano , e non a torto! Egli si chiede anche “che tipo di fiducia si potrebbe avere nei confronti di un’Europa divisa” ed – aggiungiamo noi – imbrigliata dalla volontà della Germania, dei lobbisti che satellitano intorno all'Europarlamento ed alla Commissione europea e delle banche.

 Gli "euroscettici" e quel "provvidenziale anacronismo"  

Chi aveva previsto questa situazione tanti anni fa era stato definito “scettico”, o comunque "fuori dalla storia": allora, forse – ci permettiamo di dire – avremmo dovuto  essere tutti un po’ più scettici e anacronistici.  Ma con la mentre di poi capiamo sempre più – come dimostra lo straordinario successo del balzo del partito greco di Siriza alle ultime elezioni elleniche di Domenica scorsa: +700% rispetto al 2009 – che i veri uomini fuori dalla storia sono gli euroburocrati ed i tecnocrati amici dei banchieri.

 Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)

 

 

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