Giovedì, Gennaio 23th/ 2014
– di Sergio Basile e Redazione QE –
Conferenza di Montreaux, Svizzera, SLago lemano, Europa, Ginevra 2, Siria, Questione Siriana, Iran, Papa Francesco, Barack Obama, Vladimir Putin, Bashar Al Assad, Onu, Ban Ki-Moon, Lega Araba, Cessate il Fuoco, Lago Lemano, Hassan Rohani, Sergej Lavrov, Scambio di prigionieri, Washington, Walid Muallem, jiadisti, sionismo, integralismo islamico, questione mediorientale, telefonata tra Putin e Obama, Intervento di Papa Francesco
Siria – Il Punto su "Ginevra 2" dopo 130
mila morti
In Svizzera, a Montreaux, va in scena l'atteso summit
sulla questione siriana. Il libanese Lakhdar Brahimi
avrà un ruolo centrale sui negoziati
– Telefonata tra Casa Bianca e Cremlino. Putin:
"un grave errore non aver invitato l'Iran!"
– L'Intervento di Papa Francesco: "Che ognuno possa
trovare nell’altro non un nemico, non un concorrente,
ma un fratello da accogliere ed abbracciare!"
di Sergio Basile e Redazione QE
Siria – Il Punto su "Ginevra 2"
Montreaux (Svizzera) – Redazione "Qui Europa" – L'attesissima Conferenza sulla pace in Siria denominata "Ginevra 2", ma tenutasi in realtà a Montreaux, sulle rive del lago Lemano, da mesi era considerata come una sorta di ultima chance per bloccare la carneficia nel Paese che storicamente è considerato la "Culla del Cristianesimo", nonché – fino al 2011 – l'invidiata "oasi di pace", per eccellenza, dell'intera regione mediorientale. Questo 130mila morti fa… Ban Ki-moon e gran parte dei rappresentanti dei paesi ONU – su specifica e pressante richiesta di Assad – hanno co-promosso un appello al "cessate il fuoco", e ciò mentre la notizia della distruzione delle armi siriane per idrolisi al largo delle coste calabresi su nave statunitense, (vedi qui: Armi chimiche siriane prese in consegna dagli Usa e presto nel porto di Gioia Tauro) ed a condizioni di "non reciprocità" con gli arsenali chimici e nucleari detenuti dai paesi oppositori del governo Assad (Usa e Israele in primis) continua a far storcere in naso alla maggior parte degli intellettuali e dei giornalisti seri del pianeta. Ma tra i punti critici emersi a Montreaux vi è stato anche quello dell’apertura di corridoi umanitari per portare aiuto a migliaia di siriani disperati e al limite della sopravvivenza, sempre su richiesta del presidente Bashar Al Assad. Ma di concreto, cosa è stato deciso con "Ginevra 2", dopo lunghissimi mesi di attesa?
Assente l'Iran – Venerdì al via i negoziati mediati dal Libano
Un primo considerevole risultato è stato indubbiamente l'accordo raggiunto tra Assad e l'opposizione per l'avvio (da domani, venerdì 24 gennaio) di negoziati mediati dall'ambasciatore libanese Lakhdar Brahimi (vedi foto sopra, a destra). Nella "road map siriana", comunque, il nodo principale resta quello della formazione di un governo di transizione. Tuttavia a pesare di più nella Conferenza di Ginevra " è stata l'assenza dell’Iran, Paese "non gradito" dai "saggi" dell'ONU ed indicato su più fronti – come noto – come l'ultima vittima sacrificale de NWO dopo l'annientamento della stessa Siria. Ma speriamo di non dover mai raccontarvi questa storia… Per il bene dell'intera umanità! Il mancato invito dell'Iran non ha lasciato indifferente Vladimir Putin, che ha dimostrato tutto il suo rammarico in una telefonata a Barack Obama. Ma perchè al tavolo delle trattative il presidente Hassan Rohani è stato considerato "di troppo"? Evidentemente per le sue indiscutibili e condivisibili dichiarazioni pre-vigilia, sul fatto che al tavolo sedessero rappresentanti di governi supporters del terrorismo. Ma polemiche a parte, cosa ci si deve aspettare ora? Beh possiamo sintetizzare il nostro auspicio nelle parole del Papa.
L'Intervento di Papa Francesco
I negoziati che – come detto – saranno ufficialmente avviati Venerdì, auspici a parte, produrranno effetti concreti solo se l'Occidente e la Lega Araba, specie Usa, UE, Arabia Saudita e Turchia, inizieranno a rispettare davvero in diritto internazionale, ponendo fine al "collaborazionismo" con le frange islamiche più distruttive/attive e con il cosiddetto ELS – o meglio con i mercenari dell' "Esercito Libero (?) Siriano (?) " – che da mesi Russia e Iran cercano di contrastare. Finché Erdogan lascerà libero il suo confine ai fanatici jihadisti a caccia di morte, la situazione non potrà mai mutare il suo orribile corso. Questa, a ben vedere, è la vera garanzia al "processo di transizione" ed alle "nuove elezioni" da più parti invocate.
Oltre al "cessate il fuoco", tra le proposte più concrete avanzate da Damasco – che pur non ha risparmiato velenosissime frecciate ed accuse agli antagonisti (accusati di alimentare il terrorismo) vi è stata la proposta dello scambio di prigionieri: nono da sciogliere per facilitare il ruolo da mediatore dell'ambasciatore libanese Lakhdar Brahimi. In tal senso – come al solito – del tutto fuori luogo ed anacronistici si sono rivelate le parole del Segretario di Stato Usa, John Kerry, sopportato dal Presidente della Coalizione nazionale dell’opposizione siriana, Ahmed Jarba: "Non può far parte della transizione un uomo che ha usato una tale violenza contro il suo popolo, che tiene in ostaggio un Paese e un’intera regione". Pronta la risposta del ministro degli Esteri siriano Walid Muallem: "Assad non se ne andrà per decisione esterna, saranno i siriani a deciderlo". Fuori luogo e a senso unico è stato il sarcastico intervento della "radicale" ministro degli Esteri Emma Bonino: che sempre riferendosi ad Assad ha sbottato: "Basta usare la lotta al terrorismo come giustificazione a violenze, torture e alla fame di un popolo". Ma il commento, dopo aver ascoltato le testimonianze dirette delle vittime siriane ed aver visionato centinaio di video che provano l'esatto contrario, si commentano da sole…
di Sergio Basile (Copyright © 2014 Qui Europa)
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