Venerdì, Settembre 27th/ 2013
– di Sergio Basile –
Siria, Damasco, Russia, ONU, Bashar Al-Assad, Ban Ki-Moon, Damasco, Barack Obama, Strumentalizzazioni politiche, Consegna delle Armi chimiche, Rapporto ONU, Iran, Embarghi, arsenali atomici, Uinone Europea, Nobel per la Pace
NYC – ONU, Siria e Iran, tra Diplomazia e
Doppiopesismo
Disarmo chimico, embarghi e Democrazia "atomica"
Dietro le trattative di Pace – Cosa dobbiamo sapere
di Sergio Basile
Diplomazia e Contraddizioni
New York, Teheran – Mentre in Italia siamo alle solite comiche, tra finti litigi e pseudo dimissioni di massa, nelle ultime ore nella Grande Mela, al Palazzo di Vetro, i toni e gli argomenti sono ben altri, e i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite hanno controfirmato un accordo su una prima bozza di risoluzione ONU protesa ad ottenere lo smantellamento dell’arsenale chimico siriano. Ciò mentre pesano sul tavolo delle trattative almeno due macroscopiche contraddizioni: 1) il rapporto ONU sulle armi non prova assolutamente nulla a carico di Bashar Al-Assad (vedi allegati); 2) Molti paesi presenti al tavolo, compresi tutti i membri del Consiglio di Sicurezza (Usa in testa) sono e restano i principali produttori e venditori di armi chimiche al mondo, tra la strategica e compiacente indifferenza dell'ONU stessa. Dov'è dunque finita la reciprocità? Il testo, per la cronaca, è stato presentato congiuntamente da Russia e Usa, dopo lunghe trattative promosse da Mosca.
La Legge dell'Embargo e l'Iran
Intanto, sull'altro fronte, quello iraniano, Rohani, si è detto pronto a partecipare ai colloqui diplomatici, aprendo con inusuali slanci agli interlocutori occidentali. “Prima intendiamoci sul nucleare, poi normalizzeremo le relazioni diplomatiche”: è stato questo il suo lapidario ed inequivocabile commento, in attesa della nuova riunione a Ginevra il 15 e 16 ottobre. L’Iran, quindi, sembrerebbe aprirsi e "collaborare" ai programmi diplomatici in corso, probabilmente sotto la spada di damocle delle inique sanzioni comminate dall'Occidente, Europa compresa. Cambio di strategia proteso dunque ad ovviare un sanguinoso e cruento embargo che da troppo tempo sta affamando ed impoverendo all'inverosimile la popolazione iraniana (come d'altronde quella siriana: vedi paradigma aleppino).
Per non Dimenticare
Quando si parla di diplomazia e accordi "di pace e/o disarmo", non bisogna infatti scordare l'altra faccia della medaglia, quella spesso e volentieri silenziata se non completamente occultata dai media di regime. E la situazione iraniana non è meno vergognosa di quella siriana, almeno dal punto di vista economico. Non dobbiamo scordare, infatti, la storia ed il suo iniquo corso. Era il dicembre del 2012 quando la Commissione europea (di stampo old-soviet) fresca di "Nobel per la Pace" approvava nuove drastiche e folli misure sanzionatorie contro l'Iran, reo evidentemente di non piegarsi alla volontà neo-colonialista della Nato & C. Le restrizioni in oggetto erano – per il vero – già state decise a metà ottobre del 2012, con l'obiettivo di andare a mortificare ancor più le attività finanziarie del Paese. Ad esser prese di mira, in particolare, furono le importazioni di idrocarburi in Ue e le esportazioni. Paralisi gravissima, questa, che ha danneggiato milioni di cittadini, peggiorandone all'inverosimile le condizioni di vita. La barbara azione punitiva ha implicato anche il blocco dei visti e il congelamento dei beni a centinaia di società e persone fisiche. Ciò con l'obiettivo dichiarato di far pressioni su Teheran, affinché l'Iran avesse potuto riprendere i negoziati sul programma nucleare, rinunciando al suo pur legittimo piano nucleare senza condizioni e senza alcuna reciprocità. L'Iran e la Siria rimangono fino a prova contraria Paesi sovrani. Avranno dunque pur diritto, in condizioni di non aggressione – ci chiediamo – di mandare avanti le proprie strategie di difesa, o no?
Democrazia Nucleare
Perchè i soliti gendarmi del mondo devono fare il bello e cattivo tempo sulla pelle di milioni di vite umane, creando disagi paragonabili a quelli creati dalle commissioni staliniste nell'ex URSS? A farne le spese, ricordiamo, non sono quasi mai le élite (tranne casi emblematici come quello di Saddam Hussein e Gheddafi, levati di mezzo perchè ormai scomodi e non rientranti nei piani imperialisti dei soliti noti) ma gli indifesi popoli, le donne, i bambini e i giovani: costretti a rinunciare alle proprie ambizioni, aspirazioni e sogni a causa dei problemi finanziari insormontabili. Greci e Italiani in questo tempo, sanno che vuol dire, colpiti loro malgrado e con la folle compiacenza dei rispettivi governi "di emergenza" (?) da altri tipi di "embarghi". O no? Fermo restando un ennesimo gigantesco paradosso che ci riguarda molto da vicino, denunciato dall'Osservatorio "Qui Europa" in più occasioni: l'Italia conserva nel suo ventre 70 testate atomiche USA, un arsenale – senza eguali in Europa – in un Paese che tra l'altro ripudierebbe la guerra…
Sergio Basile (Copyright © 2013 Qui Europa)
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