– di C.Alessandro Mauceri / Redazione Quieuropa –
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Altro che Corea del Nord… Guardiamo a casa nostra!
Democrazia in Europa: un parallelismo con la Corea che
va stretto ai coreani
►Video in allegato:
Esempi di "Democrazia" francese e ONU in Africa (Costa d'Avorio)
di C.Alessandro Mauceri / Redazione Quieuropa
Altro che Corea del Nord… Guardiamo a casa nostra!
Palermo – di C.Alessandro Mauceri – Qualche giorno fa si sono svolte le elezioni in Corea del Nord. Kim Jong-un, più volte indicato dai giornali come un dittatore, ha ottenuto il 100 per cento delle preferenze nel suo collegio ed è stato “eletto” alla Suprema Assemblea del Popolo, una specie di parlamento (si poteva votare solo “sì” o “no” all’unico candidato per ciascun collegio). Nella sua circoscrizione, quella del monte Paekdu, l’affluenza è stata del 99,8%! Ovviamente si sono subito levate alcune critiche al sistema elettorale nordcoreano. C’è stato chi ha fatto notare che la Suprema Assemblea del Popolo non conta nulla dato che spesso sarebbe sostituita da un organo più ridotto e con appena più poteri, il Praesidium (qualcosa di non molto diverso dai nostri governi che ormai sempre più spesso legiferano a colpi di decreti legge). Molti hanno colto l’occasione per sottolineare come la Corea del Nord sia una delle dittature più severe sulla Terra e che le elezioni non sono state altro che un strumento utilizzato dal despota per sottolineare “l’espressione del totale sostegno e della profonda fiducia che la gente e i militari provano per il leader supremo Kim Jong-un, e di come siano completamente devoti a restargli fedeli”. Nessuno, però, ha pensato che le elezioni nella Corea del Nord – e i nord-coreai ci scuseranno per il parallelismo – offrivano l’occasione (invero molto ghiotta) per fare un confronto con la realtà dei Paesi occidentali davvero “democratici”. A cominciare dall’Italia. Tanto più che la nuova legge elettorale è appena stata votata alla Camera….
La Democrazia in Italia
In Italia, per trovare l’ultima elezione di un capo di governo bisogna risalire addirittura al 2008. Sì perché, per strano che possa sembrare, da allora nessuno di quelli che hanno guidato il Paese è stato designato a farlo dai cittadini con una maggioranza. Né Monti, né Letta, né Renzi hanno rappresentato coalizioni scelte dalla maggioranza degli elettori. Ma anche l’ultimo governo “politico” e non “tecnico” né frutto di “inciuci” (o, come si usa dire con un eufemismo, “di larghe intese”) non si può dire che fosse davvero rappresentativo: la coalizione guidata dal Cavaliere (ma il titolo non doveva essere ritirato dopo la condanna?) ebbe 17.066.397 voti, pari al 46,81% dei votanti. Ma, dato che alle urne si recò solo il 79,90% degli elettori, a conti fatti il compito di gestire il Paese fu dato a chi aveva ricevuto “solo” il 37,4% delle preferenze, ossia poco più di un terzo. E per di più con un sistema elettorale che è stato poi dichiarato incostituzionale…..
Un parallelismo con la Corea… Che va stretto ai coreani…
In Corea del Nord, tutti i altri distretti hanno presentato un solo candidato (non solo quello del cosiddetto ”dittatore”, ma questo i giornali hanno dimenticato di dirlo). E in tutti i distretti i candidati sono stati eletti con preferenze quasi del 100%. Quindi, probabilmente, più che di una mossa mediatica potrebbe essersi trattato di un diverso sistema elettorale per “confermare” (analogamente a quanto avviene in Italia per il referendum) più che per scegliere qualcosa che riguarda tutti. Il parlamento nord-coreano, però, in questo modo, può vantare un’assoluta legittimità, dal momento che l’elettorato nordcoreano, in massa, lo ha “confermato”. La stessa cosa non si può dire dell’Italia, dove a candidarsi realmente sono i partiti e i loro leader che poi “nominano” e non “eleggono”. C’è stato chi ha detto che Kim Jong-un, in realtà, non è un candidato, ma un dittatore che utilizza la propaganda di regime per far apparire la situazione del Paese migliore di quanto non sia in realtà. Sarà…. La frammentarietà delle notizie che giungono dall'estremo oriente è sempre troppo considerevole e le manipolazioni mediatiche all'ordine del giorno… Ma di sicuro la situazione coreana non è peggiore di quello europea… Anzi!
Una classifica a parte
I giornali occidentali hanno sottolineato che le elezioni in Corea del Nord sono state solo una mossa mediatica: l’agenzia di Stato Kcna avrebbe detto che tutti i cittadini sono andati a votare e che la macchina elettorale nordcoreana ha funzionato alla perfezione e centrato i due obiettivi preposti solo per legittimare il potere e ampliare controllo dei cittadini. Stranamente gli stessi media non hanno detto nulla di ciò che avviene in altri Paesi del globo. In Birmania, ma il nome ufficiale è Myanmar, a governare, e da diversi anni, sono i militari che hanno il controllo assoluto dei poteri esecutivo, giudiziario e legislativo e possiedono o controllano tutti i mezzi di comunicazione. Ma nessuno ne parla. E nulla si dice della Guinea Equatoriale, che è ai primi posti nella classifica mondiale dei Paesi più corrotti… Italia ed Europa a parte… loro oggi occupano una classifica a parte… Qui il presidente Teodoro Obiang Nguema Mbasogo governa dal 1979 ed è stato rieletto nel 2009 con il 95,4% dei voti. Anche qui esiste un parlamento unicamerale, formato da cento membri, 99 dei quali fanno parte del partito del presidente che è stato più volte accusato di essere al potere grazie ai guadagni dell’industria petrolifera…..O ancora dell’Eritrea, dove, dopo 17 anni di indipendenza, si devono ancora tenere le prime elezioni democratiche per eleggere parlamento un presidente. Anche qui c’è un solo partito, il Fronte Popolare per la Democrazia e la Giustizia guidato da Isaias Afwerki, che mantiene il controllo del paese.
La Democrazia in America
E certo la libertà concessa ai cittadini della Corea del Nord non è minore di quella concessa dalla Cina (Jiang Zemin, Presidente della Repubblica Popolare Cinese dal 1993 al 2003 è stato accusato di crimini contro l’umanità, ma nessuno ha mai pensato di arrestarlo) o dagli Emirati Arabi Uniti (dove addirittura è vietato anche l’uso di Skype…). E la lista sarebbe lunga molto, troppo lunga. Fino ad arrivare ai “democraticissimi” USA, che continuano ad operare centinaia di luoghi di detenzione disumani come Guantanamo (Obama si era impegnato a chiuderli già appena eletto per il primo mandato, ma non ha mai mantenuto la promessa, anzi ha riconfermato l’”utilità” di certe “procedure” utilizzate in questi luoghi), dove non passa settimana che il presidente decida di scatenare una nuova guerra (prima in Corea del Nord, poi in Siria, ora in Ucraina), dove si cerca in ogni modo di imporre la propria volontà, anche militarmente (droni statunitensi sono stati abbattuti in molti Paesi del mondo) e dove, anche per le scelte interne, la democrazia sembra essere scomparsa: "Ogni volta che potrò migliorare le opportunità degli americani senza passare attraverso l'iter legislativo, io lo farò", ha detto Obama. Più “democratico” di così…. Eppure nessuno si è mai sognato di dire che antidemocratico il modo di gestire gli USA o di valutare quanto siano state “democratiche” le elezioni, ammesso che se ne svolgano, in Cina o negli Emirati ……
Il curioso commento di "Report Senza Frontiere"
La Corea del Nord, secondo Reporter senza Frontiere, oggi occuperebbe una delle ultime posizioni della Classifica della Libertà di Stampa (2013)… giudicare questo dato e questa analisi dall'Europa non è cosa semplice… ma per contro una cosa è palese: il nostro Paese, baluardo della democrazia e della libertà, nella stessa classifica occupa la 57esima posizione preceduto da Paesi come Niger e Botswana! E la situazione in Italia non sembra essere destinata a migliorare. Anzi. Nella classifica Global Democracy Ranking, negli ultimi quattro anni, il BelPaese ha perso ben 3 posizioni. Il commento dell’organizzazione internazionale al giudizio, pur dando giudizi parziali e a tratti – come si legge – ambigui, dice: “Mr Renzi has ambitious reform plans but no experience of national government and no direct electoral mandate.” (…..il Sig.Renzi ha programmi di riforma ambiziosi (?), ma non ha alcuna esperienza nella gestione del Paese e non ha ricevuto un mandato diretto dagli elettori….). Sembra quasi che alcuni analisti siano diventati gobbi: parlano dei presunti difetti degli altri (la Corea del Nord) e non vedono ciò che accade sotto i loro occhi …… La famosa trave evangelica nei propri occhi….
Un piccolo esempio di Democrazia occidentale in Africa
Basta vedere ciò che accade in Siria, in Palestina e in Medioriente per capirlo. Ma un ottimo metro di giudizio è rappresentato anche dalle politiche "democratiche" perseguite negli aultimi decenni dall'ONU e dai francesi in Costa d'Avorio. Vi consigliamo di vedere il video in allegato per capire cosa vuol dire oggi "democrazia"….
C.Alessandro Mauceri / Redazione Quieuropa (Copyright © 2014 Qui Europa)
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Video in Allegato
►Video in allegato:
Esempi di "Democrazia" francese e ONU in Costa d'Avorio – ITA
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