Qui Europa

Giorno: 15 Settembre 2012

  • FIAT – Svelato il Teatrino dell’ovvio di Marchionne

    FIAT – Svelato il Teatrino dell’ovvio di Marchionne

    Sabato, Settembre 15th/ 2012

    – Sergio Basile –

     Italia / FIAT /Torino / Roma /  Sergio Marchionne / Mario Monti / Crisi / Chiusura stabilimenti italiani / Termii Imerese / FIOM / Sindacati / Piano Fabbrica Italia / Cobas / Pomigliano / Mirafiori / Agnelli / Elkann / Chrysler / Exit Strategy / Colosseo / Scavi di Pompei / Berlusconi / Casini / Bersani / Finmeccanica / Eni / Enel / Polonia / Brasile / Serbia / Delocalizzazione produttiva / 500 / Industria italiana / Boom economico 

    FIAT – Svelato il Teatrino dell'ovvio di Marchionne

    Un finale scontato, la FIAT abbandonerà l'Italia!

    Il pretesto liberista della Banda Monti e le responsabilità dei fedeli

    maggiordomo della politica

    Torino, Roma – "La Fiat – dichiarò nei mesi scorsi  Mario Monti – non ha nessun dovere di ricordarsi solo dell'Italia, e chi la gestisce ha il diritto e il dovere di scegliere per i suoi investimenti le localizzazioni più convenienti". Alla lunga il pretesto liberista e gli effetti della crisi indotta, alimentata dai maggiordomi dei banchieri e delle lobbies mondialiste, hanno avuto decisamente la meglio, ed hanno fatto – come volevasi dimostrare – la differenza, dando una parvenza di surreale razionbalità a ciò che in un Paese democratico viene generalmente bollato come assurdo. La notizia è di quelle pesanti, soprattutto se a darne conferma ufficiale è lo stesso Sergio Marchionne, l’amministratore delegato della gloriosa "Fabbrica Itaiana di Automobili di Torino" (FIAT), o di quel che ne resta. Pertanto, nelle scorse ore, è giunta la  marcia indietro del Lingotto sul "Piano Fabbrica Italiana” e – ci pare di capire – sull'ipotesi di "scongiurata chiusura" di stabilimenti come Termini Imerese, Pomigliano – e addirittura – Mirafiori.

     Il Teatrino dell'ovvio di Marchionne 

    "In questa fase – si legge su un comunicato del Lingotto – è impossibile fare riferimento ad un progetto che era nato due anni e mezzo fa in base al quale si sarebbero dovuti investire fino a 20 miliardi di euro ed arrivare a produrre 1,4 milioni di vetture in Italia".  Fiom-Cgil e Cobas, d'altra parte – in tempi non sospetti – c'avevano visto lungo, ed avevano avvertito tutte le avvisaglie dell'imbroglio. Un piano il "Fabbrica Italia" senza alcun dettaglio, senza garanzie ed elementi programmatici. Insomma un "pacco" vero e proprio, depositato sul diretto Torino-Roma, direzione "Palazzo Chigi", nella speranza di acquietare per qualche tempo – così come è avvenuto – i tumulti nati all'interno dei vari stabilimenti Fiat.

     La FIOM all'angolo – Il Tradimento dei Sindacati 

    L'imperativo, lo slogan dominante, era quello secondo il quale la FIAT made in Marchionne doveva essere "lasciata libera di agire" senza alcun vincolo o responsabilità particolare, esenza alcuna scadenza. Così, sbarazzatosi della zavorra "confindustriale" – e da "Federmeccanica" – l'Ad Fiat ha dato il via libera ad un nuovo modello contrattuale incentrato su  riduzione delle pause di lavoro, straordinari e premi di produzione. Queste le logiche perverse adottate per Pomigliano e Mirafiori, e con il "benestare" dei sindacati: ad eccezione di Fiom-Cgil, s'intende! Una Fiom, tuttavia, sempre più isolata e relegata nell'angolo della stanza dei bottoni del Paese.

     Un finale scontato: la FIAT abbandonerà l'Italia! 

    Ma la maschera sembra ormai definitivamente gettata – d'altra parte non si può bluffare oltre – e la strategia anti-nazionale del trio Marchionne-Agnelli-Elkann sembra non avere più segreti. La FIAT ben presto abbandonerà l'Italia! Un mercato (grazie al complotto recessivo della "Banda Monti" e dei tecnocrati europei del Fiscal Compact) ormai impraticabile ed antieconomico. Meglio gli Usa! Ovviamente! E meglio continuare a decentralizzare la produzione in Paesi come Brasile, Polonia e Serbia, dove gli stipendi sono pari ad un terzo, o ad un quarto di quelli italiani, e dove però la vita è di gran lunga meno cara. Chi ha le nostre accise? Chi il nostro livello ti tassazione, caro prof Monti? Davvero nessuno al mondo! Questa "modestamente" è una vergogna tutta italiana! E questo l'assiduo frequentatore dei salotti del Bilderberg Club, John Elkann, lo sa bene!

     Il pretesto di Chrysler e la "Exit-Strategy" Neoliberista 

    In questa ottica si comprende meglio, e senza molti fronzoli, come lo stesso sodalizio con la Chrysler (che a differenza della FIAT, sta progettando e vendendo molti nuovi modelli di successo oltreoceano) sia stato orientato in previsione di tale "exit strategy". Come sostenere il contrario? Una cosa è certa l'eventualee probabile chiusura della FIAT in Italia equivarrebbe a qualcosa paragonabile forse alla chiusura del Colosseo e della degli Scavi di Pompei. La Fiat da sempre è il simbolo dell'Italia indusriale e del boom economico; come l'Italia da sempre si identificata nei gloriosi modelli della FIAT: vedi tra tutte la vecchia regina "500".  

     La Responsabilità dei maggiordomi "liberisti" della politica 

    D'altra parte, gli stessi padroni dell'azienda, dopo la pioggia torrenziale di milioni di euro di sovvenzioni statali sempre giunta provvidenzialmente da Roma,  da oltre un secolo a questa parte, non hanno più intenzione di ricambiare il favore verso la Nazione e di mettere mano al portafoglio; senza parlare della svendita dell’Alfa Romeo e delle continue casse integrazioni  gettate sulle spalle degli Italiani. D'altra parte, questo – e non solo questo – sarà il prezzo che gli Italiani stolti dovranno pagare per non aver sbugiardato e tentato di fermare nei mesi scorsi la casta dei politici montiani, che ba Berlusconi (colui il quale avrebbe potuto buttar giù il professore, con la sua maggioranza parlamentare) a Casini a Bersani ha finito per permettere questo assurdo ed irrazionale scempio. In attesa, ovviamente, che si consumino gli altri scempi  – gli ultimi da compiere – quelli cioè di Finmeccanica, Eni ed Enel.

    Sergio Basile  (Copyright © 2012 Qui Europa)

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  • Strasburgo: Bocciato tra i “fischi” il Regolamento Antisciopero di Barroso & Co

    Strasburgo: Bocciato tra i “fischi” il Regolamento Antisciopero di Barroso & Co

    Sabato, Settembre 15th/ 2012

    – Sergio Basile –

     Parlamento europeo / Commissione europea / Strasburgo / Plenaria / Andor / Barroso / Sciopero / Diritto allo sciopero /  Limitazione del diritto allo sciopero / Parlamenti Nazionali / Italia / Mario Monti / Casta italiana / Articolo 18 / Statuto dei Lavoratori 

    Strasburgo: Bocciato tra i "fischi" il Regolamento

    antisciopero di Barroso & Co 

    Ennesima figuraccia per il grande suggeritore del

    provvedimento: il "solito" professor Mario Monti

    Parlamenti europei mobilitati in difesa del "Diritto allo Sciopero":

    calma piatta al Parlamento Italiano e tra la casta italica!

    Strasburgo – Dopo le infelici dichiarazini giunte in primavera scorsa dalla Commissione europea, per bocca di un paio di sprovveduti e faciloni commissari, secondo i quali il diritto di sciopero era ormai un "diritto del passato", una "parziale" (visti i tempi che corrono) buona notizia nelle ultime ore ci viene da Strasburgo, dove  l’Europarlamento in seduta plenaria ha infatti rigettato la direttiva per limitare il diritto di sciopero dei lavoratori. A presentare la liberticida proposta era stata – secondo l'iter tradizionale – la Commissione europea di Manuel Barroso, sulla base – udite udite – di un regolamento presentato dal paladino del neoliberismo e delle banche, professor  Mario Monti. Un Monti, dunque, che dopo la figuraccia fatta – sempre nelle scorse ore – sull'articolo 18 e sullo Statuto dei Lavoratori (vedi articolo in allegato) in "casa propria", in Italia, non si smentisce e fa parlare di sé – in negativo – anche nell'amata "Europa": e proprio in casa dei suoi amici "europeisti"!

     Indovinate di chi era il regolamento antisciopero? 

    Il regolamento antisciopero fu "ideato" – come molti ignorano – dal carissimo professore nel 2010, quando questa sorta di "malcelato" colpo di stato ai danni della democrazia italiana non era stato ancora perpetrato. All'epoca a Bruxelles fu un disastro generale: nessun leaders volle sentir parlare di una tale blasfemia sociale! Ma ora evidentemente, forti nell'influenza perversa che il professore ha saputo attrarre a sé su una parte cospicua di tecnocrati e – grazie ai media compiacenti – sull'opinione pubblica di mezz'Europa, i cari amici della Commissione c'hanno riprovato, convinti di calare un poker d'assi servito ed imbattibile! Ma così fortunatamente non è stato! certo, dopo Fiscal Compact e MES (il totalitaristico e dittatoriale MES) votare anche quasta più palese ed evidente blasfemia sarebbe stato davvero troppo, anche per i colletti bianchi di Strasburgo!

     Un fiasco clamoroso! 

    Quindi, malgrado il silenzio di TV e giornali, la Commissione è stata costretta – suo malgrado – a ritirare l'iniqua proposta, sotto i fischi ideali e reali dei Parlamenti di ben 12 Stati membri Ue. Il testo della legge – delineato e riadattato per l'occasione da Barroso & Co, proprio sulla base del discusso "documento Monti", è stato intitolato – sentite un po! –  “Consigli di regolamentazione dell’esercizio del diritto di promuovere azioni collettive nel contesto della libertà d’impresa e della garanzia dei servizi”. Ovvero, in pratica, ci pare di capire – e già di primo acchito – "come subordinare i diritti dei lavoratori ai diktat dei mercati". Ma a memoria d'uomo, avete mai sentito parlare di uno sciopero che  vada a favore degli interessi dell’impresa contro cui lo sciopero stesso è rivolto? Roba da matti questi tecnocrati!

     La sconfitta morale di Monti e dei tecnocrati 

    Laszlo Andor, Commissario europeo all’Occupazione, gli Affari sociali e l’Integrazione,  da parte sua ha ammesso la sconfitta subita davanti ai deputati del Parlamento europeo e raccolto i cocci di un ennesimo mostro di fango e argilla andato in frantumi. Alla resa delle armi della Commissione, da Strasburgo è seguita una fitta pioggia di segnalazioni ufficiali ai ministri dei parlamenti e dei governi nazionali, affinché possano contribuire vivamente a ritirare dalla circolazione – ed una volta per tutte – tale impresentabile e liberticida progetto.

     La mobilitazione dei Parlamenti europei e l'indifferenza della casta italica 

    La controffensiva delle parti sociali non è tardata ad arrivare: da più parti, sia Barroso che Andor sono stati caldamente invitati ad un formale e definitivo riconoscimento del diritto sacro-santo di sciopero. Come d'altronde non è tardata ad arrivare – come un fulmine a ciel sereno – la veemente protesta dei Parlamenti mezz'Europa: dalla Francia al Regno Unito; dal Belgio all'Olanda; dalla Danimarca, alla Finlandia ed alla Svezia;  dalla Lettonia, al Lussemburgo ed alla Polonia;  dal Portogallo a Malta. Persino la piccola Malta si è mossa con rapidità ed estremo ardore! Tra i grandi assenti (dormienti) ovviamente, guarda caso, il Parlamento Italiano. L'ennesima vergona di una fedelissima e vergognosa casta-montiana da mandare a casa al più presto! E nell'interesse generale!

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

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    Martedi, Giugno 19th / 2012 – di Silvia Laporta –  Italia / Decreto Sviluppo / Decreto Lavoro / Corrado Passera / Assisi / meeting internazionale economia / Parlamento / Unione Europea / sviluppo sostenibile / crisi / lavoro / economia / Project Bond / Grecia / Atene / Italia / Banche / Eurozona / Qui Europa / […]

    Crisi Italia – DDL Sviluppo: Vediamo chi e che cosa sviluppa

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    Sabato, Giugno 16th / 2012 – di Sergio Basile  – Italia / Decreto Sviluppo / Governo Monti / Mario Monti /  Polemiche / Project Bond / Elsa Fornero / Corrado Passera / Energia ed edilizia / Dismissione del patrimonio immobiliare pubblico ai privati / Disoccupazione / Cultura e Turismo out   L'Analisi di "Qui Europa" […]

    E’ Morto il Lavoro – L’Italia è una Repubblica fondata sull’Emarginazione

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    Giovedì, Giugno 28th / 2012 – di Maria Laura Barbuto – Consiglio Europeo / Parlamento italiano /Italia / Roma / Bruxelles / Lavoro / Articolo 18 / Costituzione / Modifiche / Sindacati / Cgil / Diritti / Libertà / Welfare / Occupazione / Disoccupazione / Licenziamenti /Camera / Senato / Immigrazione / Emigrazione / Popolazione […]

    Ue: 48 Milioni di Disoccupati. Bisogna tornare al Welfare

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    Mercoledì, Luglio 11th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Italia / Europa / Germania / Roma / Stato sociale / Crisi stato sociale / Crisi economica / Mutualismo / Mutua / Mutuo soccorso / Stato liberale / Uguaglianza sostanziale / Welfare / Diritti / Cittadini / Economia / Disoccupazione / Fimiv / No-Profit / […]

    Crisi – Le colpe dei “profeti” del Liberismo

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    Mercoledì, Aprile 18th / 2012 – EDITORIALE di Franco de Domenico e Sergio Basile – Europa / Spd / Sigmar Gabriel / Liberismo / Liberalismo / Austerità / John Locke / Oscar Giannino / Bruno Leoni / Ibl  / Gaetano Mosca / Giovanni Agnelli / Luigi Einaudi / Bruno Leoni /  Mario Pannunzio / Giovanni Malagodi […]

    E’ Morto il Lavoro – L’Italia è una Repubblica fondata sull’Emarginazione

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    Giovedì, Giugno 28th / 2012 – di Maria Laura Barbuto – Consiglio Europeo / Parlamento italiano /Italia / Roma / Bruxelles / Lavoro / Articolo 18 / Costituzione / Modifiche / Sindacati / Cgil / Diritti / Libertà / Welfare / Occupazione / Disoccupazione / Licenziamenti /Camera / Senato / Immigrazione / Emigrazione / Popolazione […]

    Commissione Ue: Sciopero, Diritto del passato

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    Mercoledì, Marzo 28th / 2012 – di Franco de Domenico –   Commissione Europea / Parlamento Europeo / Europa / Italia / Diritto di sciopero / Parlamento europeo / Monti / Cofferati / Cgil / Regolamentazione / Articolo 18  Lo sciopero? "Un diritto del passato!" L’Europarlamento sta per varare un nuovo regolamento restrittivo Bruxelles – Fino […]

    L’Europa sulla scia del Titanic

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    Venerdì, Aprile 13th / 2012 – di Mirella Fuccella – Unione europea / Bce / Crisi finanziaria / Italia / Spagna / Tasse  / Finanza / Speculazione L’Europa sulla scia del Titanic: Il naufragio dei piani finanziari della Bce Monti segue l'iceberg Draghi nel mare infuriato della finanza globale.  Spread oltre quota 400 Roma, Francoforte – […]

    Cari Progressisti Europei, dov’è il “Vero Welfare”?

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    Martedì, Aprile 24th /  2012 – di Sergio Basile – Italia / Europa / Meeting internazionale dei leader parlamentari progressisti / Mikael Damberg / Pierluigi Bersani / Welfare / Cultura / Partecipazione femminile alla vita politica / Batterista dilettante e mediocre / Malata terminale / Luoghi comuni / Retorica / Luoghi comuni / Morte dell'Europa […]

    Record Italia: Repubblica Dittatoriale fondata sul Debito

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    Martedì, Maggio 22th / 2012 – di Silvia Laporta – Italia / Europa / Unione europea / Commissione europea  / Italia / Mario Monti / Speculazione sul debito pubblico / Si lavora per le banche / Crisi / Tasse / Fisco / Democrazia dei banchieri / Vergognose caste partitiche / Giornali e tv spazzatura / […]

    Italia: Cercasi sindacati!

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    Giovedì, Maggio 17th / 2012 – di Domenico Apicella – Italia / Roma / Finmeccanica / Ansaldo Energia / Crisi / Svendita / Lavoro / Disoccupazione / Investimenti / Sindacati / Azienda / Governo / Cgil / Fiom / Orsi / Cofferati / Sindacati / Forze sociali   Italy – Aaa… Rappresentanza sindacale Cercasi Il […]

    Ue: Emergenza lavoro – Strategie e disastri

    Ue: Emergenza lavoro –  Strategie e disastri

    Domenica, Aprile 15th/ 2012 –  di Sergio Basile – Commissione europea / Lavoro / Commissione Affari Sociali / Laszlo Andor  / Manuel Barroso / Perdita 6 milioni di posti di lavoro / Mercato comune reale / Consiglio europeo/ Strategia e limiti dell’Unione europea / Fiscal compact / Austerity / Deficit spending / Tecnocrazia / Ridimensionamento […]

    Morte del Welfare e Neo-feudalesimo

    Morte del Welfare e Neo-feudalesimo

    Giovedì, Aprile 12th / 2012 – di Mirella Fuccella – Italia / Europa / Economia / Crisi / Modello europeo / Articolo 18 / Lavoro / Tana de Zulueta / Lettera Trichet-Draghi / Neo-feudalesimo / Morte del Welfare-state   L’Europa svuota il modello europeo Competitivi e flessibili, quindi licenziabili: il nuovo modello feudale Roma – E’ stata una […]

     

  • Kosovo, aperto il Vaso di Pandora sul Mercato degli Organi

    Kosovo, aperto il Vaso di Pandora sul Mercato degli Organi

    Sabato, Settembre 15th/ 2012

    – di Sergio Basile –

    Ex-Jugoslavia / Kosovo / Serbia / Traffico di organi / Omicidi / Espianti / Omicidi / Turture / Guerra / Anni Novanta / Belgrado / Tirana / Italia / Terroristi UCK / Terroristi albanesi / Cliniche clandestine / Tribunale internazionale ad hoc / Crimini di guerra / Crimini contro l'umanità / Omertà di alcuni stati europei / Usa / Imperialismo Usa / Colonialismo Usa / Vladimir Vukcevic / Rivendita organi espiantati / Sarajevo / ONU / Consiglio di Sicurezza dell'UNO / Francia / Italia / Regno Unito / Commissari ONU / Russia / Cina / Indipendenza Kosovo 

    Kosovo, aperto il Vaso di Pandora sul

    Mercato degli Organi: orrori senza

    fine, ma col senno di poi

    Bande di terroristi UCK operavano le loro

    vittime a crudo, buttandoli via come

    bestie al macello

    L'indifferenza degli Usa e di alcuni stati Ue: non

    potevano non sapere

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Pristina, Belgrado, Tirana, Mostar, Sarajevo – La guerra civile nell'Ex-Jugoslavia pur essendo stata combattuta a pochi chilometrri in linea d'aria da casa nostra, è una di quelle guerre sulle quali più si è fatta disinformazione e censura. Una guerra che quanto a crimini, evidentemente nulla ha avuto da invidiare alle efferratezze verificatesi nella Germania d Hltler, ai crimini documentati durante la guerra in Iraq (quelle avviata dagli Usa in base alla bufala delle armi di distruzione di massa); ai genocidi dei cristiani in Nigeriea; ed alle folli guerre scoppiate strategicamente in molte altre regioni del mondo, tra le quali non dobbiamo scordare l'attuale conflitto in  Siria. In tal senso, nelle ultime ore, molto scalpore e sconcerto ha suscitato in tutt'Europa e negli Usa, la notizia diffusa dalla TV serba RTS in merito ad efferate barbarie relative ad un traffico d'organi di colossali proporzioni, perpetrate nell'ex-Jugoslavia (precisamente in Kosovo) durante la ben nota e triste guerra civile che insanguinò l'Europa, coinvolgendo – tra l'altro – anche città come PristinaBelgrado, Tirana, Sarajevo e Mostar. Città, quest'ultima, a due passi dalla ben nota cittadina "mariana" di Madjugorie (cui comunità, al contrario, è miracolosamente scampata agli eccidi). Una città Mostar che ancora porta con sé i segni indelebili dell'apocalisse, come io stesso ho potuto constatare, negli anni scorsi, nel mio viaggio in Bosnia-Erzegovia. Non esiste palazzo, edificio o scuola (a distanza ormai di quasi 15 anni dalla fine della guerra, e malgrado la ricostruzione) a non esser stato segnato e sfigurato da mitragliate o schegge di granate. E' un qualcosa di irreale: un'atmosfera plumbea che lascia di sasso, soprattutto perchè segno e testimonianza di fatti indelebili, realmente accaduti – sotto il nostro naso – a due passi dall'Italia, dall'altro lato dell'Adriatico e dalle sue chiassose e goderecce riviere.

     "Un pezzo di Kalashnikov"                                                                                         

    Ma fantasmi della guerra a parte, nelle ultime ore altri poco pubblicizzati spettri (anzi mostruosi fantasmi del passato) sono fuoriusciti dal celeberrimo "Vaso di Pandora", riaperto da un testimone oculare dei fatti, (nonché, pare, esecutore) mediante una testimonianza diretta e drammatica alla suddetta emittente serba: un giovane albanese ha narrato, infatti, come sul finire degli Anni Novanta, tra un rastrellamento e l'altro, tra lo scavo di una fossa comune e lo stupro di giovani donne, i terroristi albanesi dell’Uck usavano anche espiantare senza pietà (diabolicamente) gli organi a molti dei loro giovani malcapitati prigionieri, serbi o di altre etnie. Quindi dopo "il danno e la beffa" (violenze, saccheggi) anche la distruzione di case, scuole e di ogni dignità umana; l'umiliazione pià meschina e bieca; il freddo e calcolato omicidio e – come se non bastasse – il commercio.  Organi espiantati all'interno di alloggi di fortuna o scuole trasformate in lagercliniche dell'orrore, e poi lautamente rivenduti anche all’estero. Il terrorista albanese avrebbe deciso di testimoniare l'accaduto alla TV serba, dopo un aver avuto un contattato con l’Unità Investigativa Serba per i Crimini di guerra, denunciando, tra l'altro, l'uccisione (per sua stessa mano) di un giovane ragazzo di circa 20 anni. La vittima del branco assassino, secondo il testimone dell'UCK, sarebbe stato cosciente sin dall’inizio dell'inaudito espianto. "Per l'operazione – ha dichiarato tra lo sconcerto e l'incredulità generale – usammo un pezzo di Kalashnikov!"

     La – tristissima – Domanda sorge spontanea!                                                       

    Ma dinnanzi a tutto questo orrore, che supera abbondantemente la più perversa fantasia umana e hollywoodiana (ed ogni umano incubo) alcune domande sorgono  spontanee: perché nessuno ha mai detto nulla? Com'è possibile che Usa, commissari One ed alleati – che erano lì a due passi – non abbiamo mai fatto notizia alcuna dello scempio o non abbiano addirittura visto nulla? Può la censura giungere a tali livelli? E, soprattutto, se può farlo – e ne abbiamo i tristi esempi in numerosi altri teatri dell'orrore – perché? Cosa c'era da nascondere? D'altronde di un traffico di organi in Kosovo a fine anni Novanta parlò e scrisse già – in un libro di memorie – l'ex procuratore presso il Tribunale penale internazionale dell'Aja per l'Ex Jugoslavia, Carla Del Ponte. Secondo l'ex procuratore "i prigionieri più forti venivano nutriti, visitati da medici e poi ancora coscienti sottoposti agli espianti. (…) I più robusti – coloro i quai cioè non morivano subito – dichiarò Carla Del Ponte – venivano nuovamente incarcerati, in attesa di altre operazioni". 

     Dichiarazione shock in TV – Oltre la Bestialità                                                      

    Certo, ascoltando le parole del testimone, davvero poco può essere lasciato alla fantasia del lettore: “Mi hanno dato uno scalpello – ha dichiarato – Vai, comincia, non c’è molto tempo. Allora – continua – ho messo la mano sinistra sul suo petto e ho cominciato a tagliare (…) non so se poi sia svenuto o morto, perché non ero più in me.  Quando ho iniziato a tagliare – confessa infine il freddo carnefice – lui ha cominciato a urlare, chiedeva di non massacrarlo, di non ucciderlo, poi ha perso conoscenza”.

      Le pesanti ombre sul Kosovo                                                                                     

    Ora, sull'inaudito caso dell'espianto di organi in Europa, ai prigionieri serbi in Kosovo, quasi certamente sarà costituito un tribunale ad hoc, o una corte internazionale cercherà di appurare le dinamiche dell'accaduto e le reali responsabilità. L'Europa "istituzionale" seguirà il caso mediante i giudici dell'ente comunitario Eulex. Ma può questo rappresentare una garanzia di trasparenza e neutralità, visti i palesi contrasti e conflitti esistenti? Il pesante interrogativo resta!  D'altra parte non va scordato che il Kosovo ( il quale dichiarò unilateralmente la propria autonomia dalla Serbia nel febbraio del 2008) ha acquistato la piena sovranità solo lo scorso 10 settembre 2012. Il Paese fino a ieri, dunque – come molti ignorano – era un territorio amministrato direttamente dall'Onu. Tuttavia, ad oggi, lstatus giuridico del Kosovo non è univocamente riconosciuto da tutti gli stati. Esso è stato legittimato ed accettato, ovviamente dagli Usa, da soli 22 stati dell'Ue (22 su 27) tra i quali l'Italia, Francia e Regno Unito (questi ultimi due Paesi, anche in qualità di membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell'ONU, aventi diritto di veto). Per contro, è importante sapere come altri 51 stati del mondo (Russia e Cina in testa: anch'essi membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell'ONU con diritto di veto) si siano dichiarati fin da subito apertamente contrari a tale riconoscimento giuridico. Ma l'evidenza resta! Il mondo  aveva gli occhi e le mani sul Kosovo! Per non parlare degli Usa e della stessa Nato, che in Kosovo – secondo centinaia di testimonianze – avrebbero fatto in questi anni i migliori affari.  Tra le tante prove raccolte di questa verità, alcune le possiamo desumere dal sito ”Life in Kosovo” (Jeta ne Kosove) il quale scrive come "alcuni generali NATO si recassero in Kosovo per determinare, nella parte ovest del Paese, la quantità di carbone da cui poter estrarre petrolio sintetico". Spunterebbe, tra gli altri, anche il nome del generale Wesley Clark, lo stesso Clark che denunciò coraggiosamente i piani segreti mondialisti ed egemonici (imperialistici) del Pentagono all'indomani dell'11 Settembre 2001. Vendetta mediatica? Tentativo di buttare discredito su Clark? Difficile capirlo, visto il livello altissimo di disinformazione e propaganda!

     Un'umanità senza Dio!                                                                                                  

    Fatto sta che – aperta e chiusa questa doverosa parentesi geopolitica – nelle ultime ore Vladimir Vukcevic, Procuratore serbo per i crimini di guerra, ha ammesso la possibilità che l'espianto di organi in questione sia stato compiuto nel Nord dell'Albania, al confine con il Kosovo. Il testimone – secondo le ultime agenzie – ha dichiarato, in aggiunta, come subito dopo l'espianto (ed probabile omicidio) lui stesso pose il cuore del ragazzo in un contenitore con ghiaccio. Lo stesso nei minuti successivi fu trasportato all'aeroporto di Tirana, ed imbarcato – a quanto pare – su un aereo battente bandiera turca. Salteranno mai fuori i reali responsabili ed i reali complici ed autori di questo ennesimo triste, tristissimo, capitolo della storia  contemporanea dell'umanità (senza Dio)

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)