Qui Europa

Giorno: 11 Settembre 2012

  • Olanda – Elezioni anticipate pro o contro Europa?

    Olanda – Elezioni anticipate pro o contro Europa?

    Settembre, Martedì 11th/  2012

    – di Silvia Laporta –

     Olanda / Francia / Mark Rutte / Unione Europea / Commissione europea / elezioni anticipate olanda 2012 / Pim Fortuyn / Geert Wilders / Welfar / recessione economica / Referendum / antieuropeisti / liberal conservatori / mes / dittatura europea/ governo dei banchieri 

    Olanda – Elezioni anticipate, pro o

    contro Europa?

    Avrà la meglio il malcontento dei cittadini

    o si perpetueranno gli interessi della casta? 

    Amsterdam – Domani circa 12 milioni di Olandesi si recheranno, per la seconda volta in un anno, alle urne per le elezioni politiche anticipate. Elezioni che non avverranno propriamente in un clima di pace e tranquillità. Da una parte, l’apprensione di Bruxelles, dei governi europei e anche i timori d'oltreatlantico (Usa in testa); dall’altra la popolazione olandese stessa, ormai stanca dell’austerità, dello sgretolamento del Welfare e in preda alla paura di essere trascinati nella grave recessione economica europea. L’ Olanda è stata da sempre parte dell’Europa più virtuosa, più ricca, "vantando" una serie di vicessitudini politiche importanti e contrastanti tra loro allo stesso tempo. E’ stato – ad esempio – il Paese dove per prima è esplosa la destra "euroscettica" o "anti-europeista". Con due personalità politiche non indifferenti. Per primo Pim Fortuyn, assassinato nel 2005, e poi Geert Wilders. Ma l’Olanda – non dimentichiamolo – è anche il Paese che ha bocciato la Costituzione Europea con il Referendum del 2005, seguito anche dalla Francia.

     No alla dittatura del super-stato dei banchieri 

    Due anni dopo il Paese decise di far pace con l’Unione europea e di accettare le inopportune forme di austerità predicate dalla Commissione. Ora invece, di nuovo un probabile cambio di rotta? lo stesso Capo del Governo Mark Rutte – che aveva portato il Paese alla quasi ratifica del Mes – ora potrebbe fare un passo indietro, e non accodarsi alla dittatura del maxi-governo dei banchieri che si sta andando a formare indisturbato. Una presa di coscienza? Un risveglio di governo e cittadini? Vedremo!

     Un grande traino per l'Europa 

    Qualsiasi sia la motivazione, indubbiamente una scelta che potrebbe far bene all'Olanda, e che speriamo possa fare da traino ad altri paesi, ma soprattutto ai cittadini di altri paesi europei, per trovare la forza necessaria di dire un secco e convinto “no” alle assurde e recessive misure di austerity; un altro secco "no" alla dittatura europea e altre 100 volte no, ai soprusi ed alle prese per i fondelli che ci vengono propinate giorno dopo giorno.

     La coerenza di Wilders: un secco "NO" ai diktat Ue 

    Ma in molti tra gli Olandesi avevano fiutato il cambio di opinione soprattutto dell'antieuropeista Wilders, che lo scorso aprile – ricordiamo – tolse il suo appoggio al governo minoritario del premier per non avvallare tagli di bilancio di 15 miliardi di euro: manovra dallo stesso Wilders definita quale “inaccettabile diktat dell’Unione Europea”.

     Il fermento per le elezioni 

    Come andranno queste elezioni? Vinceranno gli anti-europeisti o gli europeisti “liberal-conservatori” ?  Non resta che aspettare, mentre l’Unione Europea trema, nella paura di perdere un altro importante alleato ricco; e nel timore di vedere il suo piano di conquista e dittatura sgretolarsi piano piano nella presa di coscienza della gente. Ma non si sa mai, le elezioni potrebbero anche giocare brutti scherzi.

    Silvia Laporta  (Copyright © 2012 Qui Europa)

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  • La Solidarietà di Strasburgo

    La Solidarietà di Strasburgo

    Martedì, Settembre 11th/ 2012

    – di Sergio Basile –

    Unione europea / Parlamento europeo / Strasburgo / Immigrazione / Diritto d'Asilo / Politiche neoliberiste / EASO / Profughi / Barroso / Land Grabbing / Kyriacos Triantaphyllides / Norvegia 

    Asilo Politico: Strasburgo chiede

    solidarietà per gli stranieri, ma

    affama condanna oltre 116

    milioni di Europei

    Immigrazione – L'Europarlamento chiede

    più fondi agli stati Ue per prevenire

    situazioni di emergenza 

    La doppia faccia di Strasburgo

    Strasburgo – "Il trasferimento di persone protette a livello internazionale all'interno dell'Unione europea dovrebbe tener conto dei loro interessi e della necessità di solidarietà tra gli Stati membri!" Ad affermarlo una "risoluzione non legislativa" approvata stamane martedì 11 settembre dall'Europarlamento. I deputati in maggioranza hanno chiesto anche più stanziamenti per la politica d'asilo, per il trattamento comune delle domande di asilo ed un ruolo più attivo da parte dell'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo (EASO), per promuovere una più stretta cooperazione tra i Paesi dell'Unione. I deputati hanno chiesto quindi la "revisione della riallocazione" dei protetti dal diritto d'asilo e degli stessi neo-richiedenti proteso – a loro dire – alla loro integrazione. "In questo testo il – ha dichiarato il relatore "europeista" dela proposta Kyriacos Triantaphyllides – abbiamo spiegato che cosa significa in pratica la solidarietà: ripartizione degli oneri tra gli Stati membri. Ora spetta alla Commissione trasmetterci le proposte legislative, in modo da poter continuare il lavoro che ci siamo impegnati a intraprendere dal 1999". La sua risoluzione è stata approvata a larga maggioranza con 584 voti favorevoli, 41 contrari (quelli degli antieuropeisti contrari a tutte le prerogative globalizzanti dell'Ue) e 54 astensioni.

     Elaborazione comune: l'anticamera degli Usa d'Europa 

    "Il trattamento congiunto delle domande di asilo – secondo il relatore – consentirebbe agli Stati membri di sostenersi a vicenda nelle varie fasi della procedura della domanda di asilo, quali l'identificazione, la preparazione delle procedure di primo grado, i colloqui o le raccomandazioni". Il Parlamento ha dunque accolto con favore lo studio di fattibilità avviato dalla Commissione di Manuel Barroso per esaminare le "implicazioni giuridiche e pratiche di un sistema di elaborazione concertato a livello europeo". Ma – come qualche lettore avrà notato – tale tendenza ha tanto, ma tanto il sapore di una vertiginosa accelerazione di quell'irrefrenabile e totalitaristico progetto oggi tristemente noto come "Stati Uniti d'Europa". Ma il tutto sarebbe giustificato – secondo il comunicato ufficiale trasmesso nelle scorse ore  da Strasburgo – al fine di "facilitare la riduzione di significative discrepanze nelle pratiche di asilo (…) anche se l'efficacia dell'EASO dipenderà dalla volontà degli Stati membri di utilizzare appieno le sue potenzialità". Cioè, in pratica, dal reale finanziamento dell'ennesimo ente comunitario, mediante altri sostanziosi fondi pubblici degli stati membri.

     La solidarietà finanziaria e le situazioni di emergenza 

    I deputati votanti, in particolare, hanno poi chiesto la costiuzione di due budget sostanziosi: il primo da destinare al Fondo Asilo e Migrazione (AMF), che dovrebbe essere "flessibile e facile da mobilitare", al fine di poter fronteggiare adeguatamente pressioni impreviste e situazioni di emergenza; l'altro proteso alla creazione di un "meccanismo che goda di risorse adeguate" per compensare – si legge nel comunicato – "gli Stati membri che ricevono un numero maggiore di richiedenti asilo e di accogliere la possibilità di maggiori contributi della Commissione per i progetti di asilo". Ma la cosa che fa davvero storcere il naso è vedere come che sia Bruxelles che Strasburgo si prodighino – giustamente – tanto per l'ospitalità (la sacrosanta ospitalità) dei profughi (per altro messi in fuga dagli effetti collaterali dello stesso colonialismo occidentale e dal vergognoso fenomeno del "Land-Grabbing" – vedi allegati) mentre continua a dimostrare una vergognosa indifferenza verso i meccanismi della finanza impazzita che sta pian piano distruggendo l'economia reale, trasformando l'Europa intera – salvo le zone franche non aderenti all'Eurozona: vedi tra tutte la Prudente, sana e previdente Norvegia – in immenso e desolato deserto; mentre ha già portato in recessione molti paesi (il PIL l'Italia è pari al – 2,6% rispetto all'anno scorso) ed alla povertà ed alla disperazione oltre 116 milioni di europei (dei quali circa 55 milioni disoccupati).

    Sergio Basile  (Copyright © 2012 Qui Europa)

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  • No Jobs For Europe

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    Martedì, Settembre 11th/ 2012

    – di Mario Luongo –

    Bruxelles / Roma / Conferenza Jobs for Europe / Pacchetto occupazione / Risultati Semestre Europeo 2012 / Mercato del lavoro in Europa / Ocse / Disoccupazione / Povertà ed esclusione sociale / Josè Manuel Barroso / Herman Van Rompuy / Christopher Pissarides / Riforma Fornero / Fausto Durante / CGIL / Alcoa / Portovesme 

    Bruxelles  – I Facili entusiasmi della Conferenza sul

    Lavoro, trasformatasi in (Non) Jobs for Europe     

    L'Eurocasta osanna la riforma Fornero, ma in Italia

    ed in Europa oltre 116 milioni di poveri e circa 55

    milioni di disoccupati. Un'apocalisse!

    Bruxelles – Nelle ultime ore i lavoratori dell'Alcoa hanno vissuto un avvio di settimana all'insegna della tensione e degli scontri sociali dinnanzi al Ministero dello Sviluppo Economico, dove da poche ore è cessata la vana trattativa per salvare l'industria leader della produzione di alluminio in Sardegna ed in Italia. Vittime anche loro della crisi pilotata dai nuovi padroncini arroganti dell'Europa! In merito, è utile ricordare come gli scorsi 6 e il 7 Settembre a Bruxelles si è svolta la conferenza Jobs for Europe, organizzata dalla Commissione europea. Il progetto si è sviluppato dal Pacchetto Occupazione del 18 Aprile e dai seguenti risultati del Semestre Europeo 2012 per discutere su tematiche quali il mercato del lavoro in Europa in un momento di crisi, la creazione di un mercato europeo dinamico, la disoccupazione in crescita. All’evento hanno partecipato il presidente della Commissione Barroso, Manuel Barroso, il presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz , e quello del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, con interventi del premio Nobel  per l’economia nel 2010 Christopher Pissarides e di molti altri personaggi illustri, tra i quali l’Italia ha schierato il nostro professore Mario Monti ed il ministro dell'ammazza welfare Elsa Fornero. Proprio quest’ultima ha riscosso successo tra la platea gremita di europeisti di ogni carica ed incarico, presentando la riforma sul mercato del lavoro che tanto ha fatto discutere gli Italiani negli ultimi tempi. L’Ocse (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) ha definito il lavoro della Fornero “una pietra miliare” che non va disfatta. Sembrerebbe quindi che lo svolgimento e l’esito della conferenza sia stato quasi rose, se non fosse per i dati emersi che dipingono un quadro impietoso dell’involuzione che il mondo del lavoro in primis sta attraversando grazie alle politiche recessive perseguite finora.

     Europa – Un Deserto di Poveri e Disoccupati 

    116 milioni di persone a rischio di povertà estrema o esclusione sociale senza ritorno. Circa 55 milioni di disoccupati. E' il dato che più risalta agli occhi: basta pensare che l’8,4 % dei lavoratori in Europa vive in condizioni di precarietà e al di sotto della soglia di povertà a causa della carenza di posti di lavoro che, quando ci sono, sono regolati da contratti discontinui, a tempo determinato e iniqui. La creazione di nuovi posti di lavoro spesso si rivela un fuoco di paglia, come nel 2011, quando il 94% di questi era costituito da impieghi part time. A questo si aggiungono altre cifre preoccupanti, soprattutto in previsione futura, come quelle inerenti alla disoccupazione che dal 2008 ad oggi è aumentata dal 7% al 10,4% coinvolgendo milioni di persone nell’Eurozona (circa 55 milioni) e specialmente nei Paesi Piigs, detentori del triste primato della disoccupazione giovanile: se nel resto di buona parte dell’Europa il tasso si aggira sul 25%, in paesi come Spagna e Grecia arriva fino al 50% ed oltre. L’Italia, che secondo le bizzarre previsioni del professor Monti potrebbe uscire “dal tunnel” nel 2013, nel frattempo ha raggiunto il 35,3%, una cifra che purtroppo non lascia spazio alle speranze in una flessione positiva del mercato del lavoro. 50% ed oltre le si considerano le regioni più disagiate ed arretrate.

     No Jobs for Europe 

    Per questo i pareri positivi espressi nei confronti della "Riforma Fornero" sembrano quantomeno azzardate o lontane dalla realtà effettiva della situazione italiana. Tra le voci discordanti, quella di Fausto Durante, responsabile dell’ Ufficio Europa della Cgil nazionale che ha partecipato alla conferenza: “Non è con un compitino letto in inglese a Bruxelles che il governo Monti riuscirà ad invertire il trend italiano che per i lavoratori e i pensionati significa impoverimento e peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro”. A ben vedere da questa ottica anche il titolo della conferenza sembra assumere toni sarcastici, di amara ironia; un più realistico “No” davanti a Jobs for Europe, forse sarebbe stato più coerente.

    Mario Luongo (Copyright © 2012 Qui Europa)  

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    Lavoro – Giovani: i dimenticati d’Europa

    Lavoro – Giovani: i dimenticati d’Europa

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  • Gli Ignoranti del Debito

    Gli Ignoranti del Debito

    Martedì, settembre 11t/  2012

    – Redazione Qui Europa  –

    Italia / Roma / Mario Monti / Pierferdinando Casini / Rocco Buttiglione / Matteo Renzi / Pierluigi Bersani / Debito Pubblico / Sovranità Monetaria / Trattato di Lisbona / Benito Mussolini / Ignoranza / Signoraggio Bancario / UDC / PD / Ventennio fascista / Contestazioni a Fassina / Alcoa 

    Debito Pubblico: i Politici ed i cittadini che

    spalleggiano Monti sono ignoranti perché

    ne ignorano reale natura e cause 

    La verità sul signoraggio bancario e sulle falsità 

    sistematiche dei politici montiani

     

    Redazione Qui Europa

    Roma – Tra le priorità del governo dei banchieri vi sono a quanto pare, da mesi, due tormentoni ricorrenti: il primo è senz'altro quello del "Debito Pubblico", seguito a ruota da quello dell'evasione fiscale. E il professor Mario Monti ce l'ha ricordato nelle sue ultime propagandistiche uscite nella settimana appena conclusasi. Anche Domenica – per altro – ce l'ha ricordato con grande enfasi e veemenza da stadio, Pierferdinando Casini, durante il convegno con i suoi fedelissimi, in occasione della presentazione del nuovo logo dell'Udc, all'interno del quale fa sfoggio di sé la parola "Italia". Tutto fantastico, se non fosse che quella andata in scena dinnanzi ad un popolo centrista in festa a conti fatti, ed al netto dell'euforia – non è stata altro che una strategica e vuota operazione di marketing e nulla più: almeno a giudicare dal contenuto dei proclami pro-Monti e pro-austerity piovuti come "benedizioni" dal palchetto dell'UDC. Tutti, infatti, hanno parlato di "Debito Pubblico" e del buon lavoro svolto finora dal governo Monti. Ma evidentemente non sanno assolutamente di cosa parlano, ignorano il fenomeno del "Debito Pubblico" e le sue reali origini. Pertanto possiamo dire legittimamente che essi sono "ignoranti" in materia, poiché ignorano! Ma il punto è che la disinformazione totale sul debito pubblico è gravissima poiché induce milioni di Italiani a non capire cosa stia davvero accadendo, e cosa stia alla base del problema. Come dunque guarire un malato se non si ha una buona conoscenza della diagnosi medica? Come propinare superficialmente agli Italiani fesserie a profusione sul debito e sui presunti meriti del governo Monti, se non si ha alcuna conoscenza reale del problema delle origini e cause del "Debito Pubblico"? Come giudichereste il medico che per curare un tumore ordinasse al paziente – ad esempio –  di non mangiare più pasta o di bere poco, omettendo di fargli seguire le idonee cure? Di certo non lo lodereste tra gli applausi!

     La verità sul Debito Pubblico – La denuncia di "Qui Europa"         

    L'Osservatorio Nazionale Indipendente "Qui Europa" ha dedicato al tema numerosissimi editoriali (che vi ripresentiamo quest'oggi in allegato) spiegando nel dettaglio cosa ci sia davvero alla base del debito pubblico degli stati dell'Eurozona e della stessa Italia. Abbiamo dimostrato con prove inconfutabili e fatti concreti come esso sia oggi per gran parte illegale, poiché alimentato artificialmente e gonfiato dalla speculazione bancaria mediante la perdita della nostra sovranità monetaria. Oggi noi paghiamo alle banche private interessi passivi che oscillano dal 4 al 6% per poter "godere" del nostro stesso denaro, un tempo emesso direttamente dal Ministero del Tesoro o dalla Banca d'Italia a costo zero. Come si può dunque – lo chiediamo in particolare a Casini, Bersani ed alla coppia Alfano-Berlusconi – lodare l'operato scellerato di Mario Monti e del suo impresentabile governo tecnico amico dei banchieri? Davvero non si può! Almeno senza essere palesemente ignoranti o in mala fede!

     Debito Pubblico – L'ipocrisia dei sedicenti politici montiani           

    Secondo i suddetti sedicenti "politici" il debito pubblico – cioè quello imputato allo Stato – è un debito imputabile automaticamente ai cittadini dello stesso stato. Niente di più falso ed ipocrita! Questa non è altro che una grossolana menzogna utilizzata per strumentalizzare e tenere a bada l’opinione pubblica nazionale. In questa deleteria e truffaldina ottica, dunque, il debito statale è dei cittadini (o novelli schiavi), mentre i crediti e le attività sono prerogative automatiche dei padroni! Eletti o non eletti, poi, non ha evidentemente nessuna importanza!  

     Sovranità Monetaria – Il merito di Benito Mussolini                         

    Benito Mussolini, durante il suo famoso Ventennio (tra i tanti ed innegabili errori commessi) ebbe però il merito di conservare la sovranità monetaria della Nazione, consapevole che qualora tale sovranità fosse stata ceduta ad altri organismi esterni, tale cessione avrebbe causato una vera e propria catastrofe. Ciò spiega il fatto per cui il Duce non si piegò mai – in tal senso – alle numerose pressioni giunte da Usa e Regno Unito. Ma vi siete mai chiesti perchè la stato coloniale europeo per eccellenza, l'Inghilterra, non abbia mai rinunciato alla propria sovanità monetaria, conservando la sterlina, anziché aderire all'Eurozona ed all'euro! A questo punto la risposta potete intuirla da voi!

     Il perché del Debito che i politici fingono di non sapere                   

    Oggi dunque, a causa del signoraggio bancario ed a causa della perdita della nostra sovranità monetaria (cioè a causa della privatizzazione della Banca d'Italia: giunta nel 1992 con il distruttivo Decreto Carli-Amato) e poi blindata dall'articolo 123 del Trattato di Lisbona che, ancora oggi, "indisturbato" obbliga gli stati dell'Eurozona a rifinanziarsi presso le banche private per statuto (cosa davvero pazzesca!) abbiamo finito per accumulate (a tutto vantaggio delle banche private) quasi 2000 miliardi di euro di debito pubblico. Non bisogna poi dimenticare i latrocini dei governanti che si sono succeduti al potere dal 1981 ad oggi. anche se – come più volte detto – hanno inciso sulla crescita e sullo scoppio del debito pubblico solo in misura minore: il 10% circa del totale. I veri problemi, torniamo a ripetere, sono il signoraggio bancario e la perdita della nostra sovranità monetaria (grazie all'euro e poi alla nascita della BCE: Banca Centrale europea in mano a privati). Le reali cause del disastro che i nostri politici "fingono" di non conoscere, chiedendoci di pagare il salato conto creato dalla corruzione speculativa e politica! Dunque tutte le manovre varate dal governo Monti e la bufala dell'austerity non sono altro che grossolane cialtronerie fatte apposta per cittadini allocchi, creduloni ed ignoranti, e per politici opportunisti, ignoranti o in mala fede. Abbiamo visto, dunque che il debito si autorigenera in maniera meccanica, così come ognuno di noi respira in maniera naturale! Qualora noi non respirassimo più, dopo qualche minuto moriremmo per asfissia. Parimenti se la speculazione non potesse più spadroneggiare con la sovranità monetaria degli stati, avrebbe un funesto destino ed un rapido declino. Chi, in campagna elettorale, vi dirà che pagando tasse, IMU, accise sul carburante ed altre balle simili, usciremo dalla crisi ed il nostro debito sarà pareggiato, ricordatevi che vi starà mentendo spudoratamente (sapendo di mentire) e starà offendendo in maniera gravissima la vostra intelligenza e la vostra dignità di uomini liberi e pensanti

     I difensori delle banche e i carnefici dei popoli                                     

    Inoltre, a causa del rigore "Montiano", venendo meno in maniera selvaggia ed assoluta il "Deficit Spending" (cioè la spesa statale) i privati sono costretti ad avere meno servizi (es.: gli autobus per l'università saranno sospesi) e di conseguenza a spendere soldi propri per "tirare a campare", indebitandosi sempre più! E divenendo sempre più povero ed isolato. Un debitore a vita! O meglio, uno schiavo a vita! Ma la stessa dottrina cattolica – come visto – ci insegna che quel despota o governante che legifera pretendendo un livello di tassazione maggiore al 10% del reddito prodotto dal capo-famiglia, è un tiranno da non assecondare. Pertanto le sue leggi non sono più legittime e vincolanti. Questo i cattolici Casini e Buttiglione lo dovrebbero sapere bene! Lo dovrebbero sapere Monti ed i suoi seguaci neoliberisti, e ancor di più lo dovrebbero sapere ex-comunisti (o pseudo tali) come i politici del PD. Trasformatisi da paladini dei poveri e dei lavoratori a paladini delle banche! Lo dovrebbe sapere anche il duo Berlusconi-Alfano, che pur avendo la maggioranza parlamentare (avendo cioè il coltello dalla parte del manico) ha preferito fare nel corso del 2012 buon viso a cattivo gioco, mantenendo in vita e legittimando in Parlamento l'azione iniqua di Mario Monti!

     Gli Schiavi e L'inganno del Pareggio di Bilancio                                   

    Evidentemente, dunque, se in Italia esistesse una vera democrazia ed avessimo una reale libertà di stampa ed espressione; se potessimo contare (come ad esempio in Norvegia) su una classe politica affidabile, seria ed intellettualmente onesta, quello del debito – da anni – sarebbe solo un brutto incubo, e la benzina  che utilizziamo quotidianamente per la nostra auto costerebbe 1,20 centesimi, anziché 2 euro al litro. Ricordiamo, infatti, che ben il 60% dei soldi spesi per il "nostro pieno" finisce nelle casse dello stato – sotto la voce accise statali – per fingere di ripagare un debito in gran parte illegale. Ma molti Italiani preferiscono continuare ad essere asseviti a questo status quo, e a continuare ad essere schiavi di un sistema totalmente corrotto, mettendo la testa sotto la sabbia come gli struzzi! Complimenti a loro! Continueranno a vivere di menzogne e presto a sopravvivere di stenti! Guai a noi e a tutti gli uomini liberi, se – pur sapendola – continueremo a tacere la verità al nostro prossimo!  Guai a noi, dunque, se non rigettassimo tutti quei politicanti che lodano impropriamente Monti, o l'austerity europeista e il suo "disonesto" pareggio di bilancio: fregatura propagandisticamente introdotta in costituzione dal Consiglio europeo per schiavizzare i lavoratori onesti e bruciare il futuro di milioni di giovani.

     Alcoa – l'ultima vittima di Debito Illegale e Recessione Indotta         

    Intanto nelle ultime ore i poveri lavoratoti dell'Alcoa hanno protestasto dinnanzi al Ministero dello Sviluppo Economico, nella speranza che la multinazionale americana possa tornare sui suoi passi e non chiudere l'industria del Sulcis (a Portovesme) dalla quale dipende il destino economico di 800 operai e delle loro rispettive famiglie. Ma il 1° Novembre tutto dovrebbe cessare: operari presto in Cassa Integrazione, e poi Fame e Disperazione! Non sono mancate le cariche della polizia. Tra i particolari più curiosi emersi, la dura contestazione di un gruppo di lavoratori ai danni di Stefano Fassina, "responsabile economia" del PD. Lo stesso Fassina – convinto sostenitore del governo Monti – che Sabato scorso, curiosamente, dichiarava: "con Vendola al voto, con Casini al governo!". Ovviamente tutti insieme appassionatamente al servizio del governo dei banchieri!Ciò mentre il Pil crolla in caduta libera (-2,6%). Ma per gli ignoranti del Debito va tutto bene così, si è sulla buona strada!

    Redazione Qui Europa (Copyright © 2012 Qui Europa)