Qui Europa

Giorno: 6 Marzo 2012

  • Monti e lo “sviluppo” della Banca del Consiglio d’Europa

    Monti e lo “sviluppo” della Banca del Consiglio d’Europa

    Martedì, Marzo 6th / 2012

    – di Sergio Basile –

    Italia / Consiglio d’Europa / Banche / Ceb / Cdm / Aumenti di capitale 

    Monti e lo “sviluppo” della Banca

    del Consiglio d’Europa

    Roma: il Cdm Monti decide per

    l’aumento di capitale della Ceb

    Roma – Quest’oggi nella capitale, Mario Monti, e il suo Consiglio dei ministri, ha deciso di sottoscrivere l'aumento di capitale della Ceb, Banca di sviluppo del Consiglio d'Europa: Consiglio Ue retto dal Segretario generale Thorbjørn Jagland (foto). Mossa discutibile, in un periodo di sacrifici. Ma si sa! Quando si tratta di banche! La Banca è composta oggi da 40 Paesi membri Ue ed extra-Ue. Secondo Palazzo Chigi la Ceb, resta un importante strumento della politica di solidarietà e di coesione sociale comunitaria. Essa, infatti, attraverso i propri presiti contribuisce al finanziamento di progetti sociali, concorrendo al miglioramento delle condizioni di vita e alla coesione sociale nelle regioni meno avvantaggiate. Ma il tutto sembra davvero paradossale, dal mmento che l’Ue ad oggi sembra far finta di non comprendere quali siano le vere origini dei disagi sociali dei cittadini dell’Unione. Lo scorso 4 febbraio 2011, va ricordato che il Consiglio direttivo della banca ha adottato una risoluzione per aumentarne  il capitale, che di fatto entro il 30 giugno 2012 porterà ad un sensibile aumento delle sottoscrizioni, da 3.3 miliardi a 5.5 miliardi di euro. Ricordiamo che l'Italia (con il 17%) insieme a Francia e Germania, è il maggior azionista Ceb.

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • La morale delle banche sullo scoglio dei “depositi overnight”

    La morale delle banche sullo scoglio dei “depositi overnight”

    Martedì, Marzo 6th / 2012

    – di Sergio Basile –

    Bce / Speculazioni / Depositi over-night / Stretta sul credito / Famiglie 

    La morale delle banche sullo scoglio

    dei “depositi overnight”

    Di notte: Le banche ingrassano, le

    famiglie dormono sonni agitati

    Bruxelles – Si sa! La notte porta consiglio. Ma ci sono delle eccezioni. E’ questo il caso dei depositi bancari interbancari overnight (notturni): estinti “per legge” il primo giorno lavorativo successivo a quello nei quali sono stati costituiti. La loro durata è dunque simile a quella di alcuni batteri: vivono meno di un giorno, anzi una notte! L'aggettivo “overnight” viene riferito – tuttavia – anche al tasso in base al quale viene liquidato l'interesse corrisposto dalla banca accettante alla banca depositante, al momento dell'estinzione del deposito. E nelle scorse ore, fin dalle prime luci dell’alba, questi depositi hanno attirato forti polemiche proprio in virtù di tale interesse facile e del livello record delle transazioni finanziarie raggiunte, in periodi di credit crunch (stretta a privati, famiglie e aziende) che sta affossando l’economia. Infatti, come molti ignorano, le banche che effettuano tali depositi – mediante appositi mercati telematici – investono a brevissima scadenza le loro eccedenze di liquidità, mentre le banche che li ricevono possono supplire a temporanee carenze, le une e le altre derivanti da squilibri nella distribuzione delle riserve libere. Tali depositi overnight, regolati al tasso dello 0,75%, degli Istituti di credito presso la Banca Centrale Europea, hanno raggiunto ieri la cifra record di 776,9 miliardi di euro: 248,9 in più rispetto al precedente record di metà gennaio. Il dato conferma ciò che famiglie e imprenditori hanno capito da mesi: le banche non intendono minimamente utilizzare le faraoniche liquidità pari a 1.000 miliardi di euro fornite dalla Bce al tasso dell'1% per far ripartire l'economia (come le parti sociali oneste invocano da settimane) ma bensì per tappare i buchi dei loro bilanci, sperando in una onestà evidentemente insita nel profondo degli integgerrimi banchieri: almeno fino a prova contraria! Invero il denaro Bce atraverso queste forme di “investimento sicuro” porta le grandi banche a riacquistare le proprie obbligazioni circolanti per conseguire grassi guadagni, speculando su titoli del debito pubblico ed altri investimenti con alti margini di guadagno netti: 4,5%, solo acquistando titoli di Stato, con un guadagno netto del 3,5% con un semplice clic del mouse. Intanto sempre più famiglie sui marciapiedi di Lisbona, Atene e presso le mense Caritas di Roma, in cerca del celeberrimo “tozzo di pane”. 

    di Sergio Basile

  • Europarlamento: Schulz preoccupato per elezioni in Russia

    Europarlamento: Schulz preoccupato per elezioni in Russia

    Martedì, Marzo 6th / 2012

    Parlamento Europeo / Esteri / Russia / Elezioni / Democrazia

    Europarlamento: Schulz preoccupato per Mosca

    Candidati limitati e scorrettezze avrebbero favorito lo Zar Putin

    Russia, Ue, Medioriente: ma dov’è finita la democrazia?

    Mosca, Bruxelles – Nelle scorse ore, mentre a Mosca impazzavano i festeggiamenti per l’ennesimo successo elettorale dello “Zar Putin III” – ed in molte piazze della città migliaia di russi esprimono  con veementi proteste tutto il loto dissenso verso la deriva politica del governo – l’ex capo di stato lituano Vitautas Landsbergis, dalla capitale belga, ha aspramente criticato l’apparente successo elettorale del “Re del Cremlino”, con una dichiarazione che non lascia molto alla fantasia: “Come ci spieghiamo il successo di Putin? E come spiegare allora l’alto numero di voti a favore di Stalin? Tutta la popolazione sovietica lo votava. E’ lo stesso ora. Come ai tempi dell’Unione sovietica, non abbiamo un’elezione, ma solo una semplice selezione”. Ma probabilmente, accanto ai presunti gravissimi brogli, quello che in queste ore preoccupa di più Bruxelles, solo gli annunci di Putin su una – pare – imminente corsa agli armamenti militari.  In merito va ricordato che la Russia di Putin ha preso le distanze dal caso Iran: area che catalizza invece l'interesse di Usa e Ue. Il presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, si è detto “preoccupato per la mancanza di correttezza nelle elezioni in Russia, in particolare per quanto riferito dagli osservatori internazionali, le questioni sotto la lente d’ingrandimento riguarderebbero una scelta limitata dei candidati e le irregolarità nella procedura, con la complicità dei media russi”. Per  Schulz    le elezioni sarebbero state, inoltre, pesantemente condizionate dall’accesso paritario dei pochi “fortunati candidati ammessi alla gara” ai mezzi di comunicazione ed alle stesse risorse statali. Ora la palla passa ai detective ed alla magistratura. Ma il tentativo di boicottare la democrazia è in qualcosa che da queste parti spesso si riaffaccia al balcone della storia, anche se invero nella stessa Unione Europea, i processi democratici sono un qualcosa di sempre più astratto. E spesso alla voce “democrazia” nel dizionario si legge ormai uno strano sinonimo: “tecnocrazia”. Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)