Qui Europa

Giorno: 16 Marzo 2012

  • Commissione europea: proposti 18 milioni di euro all’Italia per alluvioni in Liguria e Toscana

    Commissione europea: proposti 18 milioni di euro all’Italia per alluvioni in Liguria e Toscana

     

    Venerdì, Marzo 16th/ 2012

    Commissione europea / Politiche Regionali / Italia / Fondo di Solidarietà / Aiuti / Alluvioni / Hahn

    Commissione europea: proposti 18 milioni di euro all'Italia per alluvioni in Liguria e Toscana

    Il Commissario alle Regioni Hahn: ora decisione a Parlamento e Consiglio Ue

    Bruxelles, Genova – Nella giornata di ieri il Commissario europeo per la Politica regionale, Johannes Hahn, dando seguito ed aprendo alle richieste formulate dalle popolazioni italiane disagiate,  all’indomani dei fatti dello scorso mese di ottobre – ha dichiarato che la Commissione avrebbe posto in cantiere l’erogazione di circa 18 milioni di euro del suo Fondo di Solidarietà (co-finanziato dagli stati Ue) a favore del Bel Paese (ricordiamo che ad oggi la quota del fondo disponibile per l’Italia ammonta ad un totale di 3,5 miliardi di euro) o meglio delle Regioni Liguria e Toscana. Ciò al fine di far fronte a parte dei gravi danni provocati dalle catastrofiche alluvioni dei mesi scorsi, specie – come noto – nell'area delle “Cinque Terre”. Nei prossimi giorni, dunque, l’esecutivo di Bruxelles porrà al vaglio del Parlamento e dello stesso Consiglio europeo la decisione, affinché possa avere legittimazione ufficiale ad operare. Le risorse saranno indirizzate in gran parte al ripristino delle infrastrutture primarie. In seguito alle dichiarazioni di Hahn, un comunicato della Commissione Ue ha ribadito l’eccezionalità dello stanziamento, ricollagandola al fatto che ''le conseguenze delle inondazioni sono state particolarmente gravi per 1.209 lavoratori impiegati in circa 846 imprese, per lo piu' piccole e media imprese a conduzione familiare, oltre i due terzi delle quali direttamente collegate al turismo che rappresenta una delle principali attivita' economiche della zona”. Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • L’Ue cerca accordo su riforma pesca – Idea “Nuovo fondo Pesca”. Aiuti statali su rottamazioni barche in forse

    L’Ue cerca accordo su riforma pesca – Idea “Nuovo fondo Pesca”. Aiuti statali su rottamazioni barche in forse

    Venerdì, Marzo 16th / 2012

    Commissione europea / Commissione Afffari Marittimi e Pesca / Riforma Pesca / Licenze / Damanaki

    L'Ue cerca accordo su riforma pesca – Idea "Nuovo fondo Pesca". Aiuti statali su rottamazioni barche in forse

    Proposto nuovo Fondo Pesca, ma i tempi previsti sono lunghi…

    Bruxelles – Si punta entro giugno ad una prima intesa di massima fra i 27 paesi Ue sulla riforma della pesca. L’obiettivo sarebbe quello di concludere l’accordo entro i primi mesi del 2013. Tuttavia i tempi si preannunciano forse più lunghi, perché non ci sono punti di vista univoci in questa materia. L’Italia ha ottenuto la costituzione di un tavolo tecnico, che è già all’opera per valutare le proposte della Commissione, in modo da adattarle alla pesca nel Mar Mediterraneo, dove vi sono regole specifiche riguardanti la dimensione delle reti, la distanza minima dalla costa e le taglie minime di cattura. Si parla anche di un nuovo Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (Feamp), che dovrebbe entrare in vigore il primo gennaio 2014. È poi stata annunciata l’eliminazione degli incentivi pubblici per la “rottamazione” delle vecchie imbarcazioni. A questa proposta si oppone un ampio numero di Stati membri, fra cui anche l’Italia. Infine, per quanto riguarda le risorse finanziarie, per il periodo 2014-2020 è prevista una dotazione complessiva di cinque miliardi e mezzo di euro, tuttavia è possibile che questa cifra sarà rivista al ribasso. Mirella Fuccella (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

  • Cassazione: stessi diritti per le coppie omosessuali e quelle etero

    Cassazione: stessi diritti per le coppie omosessuali e quelle etero

    Venerdì, Marzo 16th / 2012

    Italia / Roma / Cassazione / Diritti / Omosessuali / Matrimoni gay / Famiglia 

    Cassazione: stessi diritti per le coppie omosessuali e quelle etero

    Le coppie gay stabili sono come quelle etero. Ma sarà vero?

     

    Roma – Il Comune di Latina non ha accettato una richiesta di trascrizione del certificato di nozze di una  coppia sposata all’estero. Se ci fermassimo qui, penseremmoall’incompetenza degli impiegati, ai tempi lunghi della burocrazia, all’inefficienza  dei Comuni. Ma se i coniugi, sposati in Olanda nel 2002, sono Antonio Gargiulo e Mario Ottocento, tutti ci stupiremm indipendentemente dal fatto se condividiamo o meno  le unioni tra persone dello stesso sesso. “Le coppie omosessuali hanno gli stessi diritti dei coniugi eterosessuali”: a stabilirlo è una sentenza della Corte di Cassazione che riconosce ai gay “il diritto legale alla vita familiare”. I due sposini uomini, a seguito del rifiuto della loro richiesta da parte del Comune laziale, hanno pensato bene di presentare ricorso sia al Tribunale che alla Corte d’Appello di Roma, fino ad arrivare alla Corte di Cassazione, dopo il respingimento dell’istanza da parte dei primi. Quest’ultima, nelle scorse ore,  si è pronunciata con una sentenza, la 4184, di 80 pagine dalle quali se, da un lato, si evince che la richiesta di trascrizione del matrimonio celebrato all’estero non può essere accolta perché la nostra attuale legislazione non riconosce questo diritto alle coppie gay, dall’altro viene stabilito che “l’intrascrivibilità delle unioni omosessuali non dipende più dalla loro ‹‹inesistenza›› , e neppure dalla loro invalidità, ma dalla loro inidoneità a produrre quali atti di matrimonio, appunto qualsiasi effetto giuridico nell’ordimento italiano”. Ma la Cassazione riconosce “il diritto delle coppie omosessuali alla vita familiare e a vivere liberamente la propria condizione di coppia con la possibilità, in specifiche situazioni, di un trattamento omogeneo a quello assicurato dalla legge alla coppia coniugata”. La decisione della Corte Suprema arriva  dopo qualche giorno dall’approvazione, da parte del Parlamento europeo, della risoluzione “Parità tra donne e uomini nell’Unione Europea”, presentata dalla radicale olandese Sophie in’t Veld, che promuove le unioni omosessuali e, addirittura, l’aborto. Ma quest’aria di cambiamento, a tratti irrespirabile, non contribuirà a declassare la famiglia? E quando si parla di “famiglia” tutti pensano comunemente a padre, madre e figli. Già basta questo per capire che la famiglia tradizionale non viene colpita perché resa forte dalla sua storia. E perché allora le coppie omosessuali devono “ostentare” le loro scelte? Forse sono i gay a non sentirsi “uguali” agli altri? Eppure la tutela della persona va aldilà di qualsiasi gusto sessuale ed in questo consiste la vera uguaglianza. Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

     

  • Ricerca: Tracollo Italia – Fondi Ue solo a 9 regioni. Sud a secco

    Ricerca: Tracollo Italia – Fondi Ue solo a 9 regioni. Sud a secco

    Venerdì, Marzo 16th / 2012

    Italia / Unione Europea /Fondi / Innovazione / Miur / Statistiche / Nord / Sud 

    Ricerca: Tracollo Italia – Fondi Ue solo 9 regioni. Sud a secco

    Conferma del divario tra Nord e Sud: a Lombardia e Lazio metà dei finanziamenti

    Roma – Di certo l’Italia non brilla in Europa nel campo dell’innovazione: delle 20 regioni dello stivale, solamente 9 risultano competitive sui programmi Ue nel panorama continentale. Un quarto dei fondi europei destinati al nostro Paese arriva direttamente nei laboratori e nei centri di ricerca laziali ma, in realtà, i più bravi e capaci ad ottenere le risorse per la ricerca che Bruxelles mette in palio, sono i ricercatori liguri, ognuno dei quali  porta “a casa” 12.000 euro di finanziamenti europei. Sono 50 i miliardi di euro che l’Unione Europea stanzierà, entro il 2013, per il settimo programma quadro e l’Italia, con il suo ritmo di marcia, rischia di finanziare la ricerca degli altri incassando meno soldi di quelli che invia a Bruxelles per il bilancio Ue , per come aveva già annunciato il Sole 24ore. Il budget previsto per il progetto “Cooperazione”- uno dei più importanti del settimo programma quadro –  è di 32 miliardi di euro da investire nell’innovazione di 10 settori strategici, dalla quello salute a quello dell’energia, dall’ambiente allo spazio e alla sicurezza, dall’Ict  alle nanotecnologie. L’Italia ha conquistato il 9% di questi fondi, pari a poco meno di 2 miliardi che, tra l’altro, sono arrivati solo in alcune regioni: nel Lazio arriva il 23, 64% delle risorse Ue, in Lombardia il 21,45%, in Piemonte il 10,65%, in Toscana il 9,55% ed in Emilia Romagna l’8,31%. Veneto, Liguria e Campania attirano il 6% e la Puglia il 5% dei finanziamenti. Per quanto riguarda le altre regioni, purtroppo, è come se in classifica neanche ci fossero. In relazione all’efficienza ed alla produttività, invece, a guidare la classifica è la Liguria, seguita dal Trentino (10.000 euro a testa per i ricercatori), dalla Toscana e dal Lazio con 9.000 euro a cervello. I risultati delle indagini condotte dal Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca specificano, tra l’altro, le leadership nei diversi settori: la Lombardia incassa un terzo dei fondi Ue destinati all’Italia nel settore delle biotecnologie e si conferma  leader, insieme al Piemonte, anche nel settore delle nanotecnologie dei materiali e dei sistemi di produzione e di processo. Il Miur precisa che la presenza, in queste regioni, di soggetti industriali importanti e grandi centri di ricerca, permette alle stesse di mantenere il primato nazionale. Il 34% dei fondi Ue destinati all’Ict in Italia, và al Lazio, che si conferma capolista anche nei settori dell’energia, dell’ambiente e dello spazio. Per la categoria “trasporti” vince, invece, il Piemonte, seguito da Lazio, Lombardia e Campania. L’unico dato confermato, seppur non scritto, è il fatto che l’Italia ha due facce, quella del nord e quella del sud. E quella meridionale rimane una realtà per nulla europea. Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

     

  • Sconcerto a Strasburgo: Famiglia tradizionale? Concetto restrittivo!

    Sconcerto a Strasburgo: Famiglia tradizionale? Concetto restrittivo!

    Mercoledì, Marzo 16th/ 2012

    – di Sergio Basile – 

    Strasburgo: Famiglia tradizionale, Concetto restrittivo!  / Parlamento Europeo / Strasburgo / Famiglia / Veld / Matrimoni Gay / Cassazione / Italia / Mauro 

    Strasburgo – Famiglia tradizionale, concetto

    restrittivo! Sconcerto di PPE, Comunità

    Cristiane e Giuristi del "Diritto di Famiglia"

    Dall'Europarlamento: no a definizioni restrittive

    di idea "famiglia". La cellula della società in pericolo

    Ad orologeria, dalla Cassazione spunta una

    sentenza che compiace Bruxelles Avvenire:

    "sentenza creativa!"

    Strasburgo, Roma – A sorpresa, all'Europarlamento, mercoledì scorso, la Destra è stata battuta in plenaria sul controverso tema dei matrimoni gay. I governi europei, secondo il Parlamento europeo – o almeno la maggiornaza dei deputati – non devono predefinire o mantenere ''definizioni restrittive di famiglia''. Ciò allo scopo di negare o limitare – evidentemente – la protezione alle "coppie tradizionali". E' questo il sunto della posizione espressa nel "Rapporto sulla parita' di diritti uomo-donna" presentato dalla radicale di sinistra olandese Sophie in't Veld e passato con lo stupore di molti. Tra i più delusi, l'eurodeputato italiano Mario Mauro, del Ppe. Il Partito Popolare Europeo voleva cancellare con un emendamento (poi bocciato per una manciata di voti) la proposta. Tuttavia la Veld non si è fermata qui, richiedendo alla Commissione europea una sorta di "imposizione forzata" del riconoscimento reciproco delle unioni omosessuali all'interno dei diversi stati Ue: e ciò in base ad una quanto mai fantasiosa interpretazione del principio di "uguale trattamento senza distinzione di religione o credo, disabilita', eta' o orientamento sessuale''. Il quotidiano "Avvenire" ha dedicato alla notizia molto spazio,  e stamane – quasi a farlo apposta – la notizia che, in merito, la Cassazione nella giornata di ieri ha depositato una sentenza (n. 4184) nella quale equipara i diritti delle famiglie normali a quelle gay. La notizia ha lasciato sgomento non solo i cattolici ed i sostenitori – non cattolici – del modello di famiglia tradizionale, ma anche il mondo giuridico. Cesare Mirabelli – ex presidente della Corte costituzionale – e il giurista Alberto Gambino hanno infatti preso posizione molto nette contro tale sentenza che addirittura bolla come "radicalmente superata la concezione secondo cui la differenza di sessi non è presupposto indispensabile al matrimonio". Entrambi i giuristi l'hanno definita quale uno “strappo con l’ordinamento vigente in aperta antitesi con il diritto di famiglia”.  Ciò "a meno che – sostiene dalle pagine di Avvenire Gambino –  non si voglia intendere che la vita familiare sia ormai diventata sinonimo di qualunque forma aggregativa, dai club sportivi, alle famiglie aziendali, per passare ai vincoli solidaristici delle associazioni di tendenza”.  Forse sarebbe il caso che i giudici della Cassazione tornino a riguardare qualche vecchia foto famiglia dei loro nonni.

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

    
    

     

  • Pac: la crisi avanza e i bilanci “calano”

    Pac: la crisi avanza e i bilanci “calano”

    Venerdì, Marzo 16th / 2012

    Commissione europea / Commissione Agricoltura / Pac / Agricoltura / Greenin / Bilanci /Tagli / Ciolos

    Pac: la crisi avanza e i bilanci “calano”

    Le nuove regole ambientali non piacciono ai Paesi Ue

    Bruxelles – Il capitolo dedicato al “greening” (rinverdimento) nel progetto di riforma della Pac rischia di essere sacrificato a causa del ridimensionamento del bilancio agricolo 2014-2020 previsto dalla Ue. In base alle proposte della Commissione europea, si evince un taglio complessivo del budget per l’agricoltura di circa il 9%. Se si considerano i soli aiuti diretti, la riduzione sale al 12,5%. Tuttavia, se il progetto di bilancio 2014-2020 dovesse contenere nuovi tagli al budget agricolo, alcuni Stati membri chiederanno al commissario Ue, Dacian Ciolos, la rimozione dalla riforma Pac dell’intero capitolo dedicato al greening. Le nuove regole ambientali sono state infatti fortemente contestate, in quanto prevedono l’obbligo di diversificare la produzione aziendale dedicando non più del 70% delle superfici alla coltura principale, e sottraendo un ulteriore 7% dei terreni alla produzione, per destinarlo a opere con valenza paesaggistica o ambientale. Il mancato rispetto di queste condizioni comporterebbe una decurtazione del 30% degli aiuti diretti. In ogni caso, la commissione Agricoltura dell’Europarlamento ha già manifestato l’intenzione di eliminare almeno la parte relativa alla sottrazione del 7 per cento. Se così non fosse, il nostro Paese rischierebbe di perdere una fetta di fondi ben consistente. Mirella Fuccella (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • “De-crescita” 2012: le stime al ribasso della Bce e le dimenticanze di Draghi

    “De-crescita” 2012: le stime al ribasso della Bce e le dimenticanze di Draghi

    Venerdì, Marzo 16th/ 2012

    Bce / Crisi Ue / Stime Pil / Ribasso / Responsabilità / Eurozona / Tecnocrati / Draghi

    "De-crescita" 2012: le stime al ribasso della Bce e le dimenticanze di Draghi

    Caro “Super-Mario”, la responsabilità è anche tua!

    Francoforte – Nelle ultime ore l’Eurotower  ha calcolato al ribasso le stime sul Pil dell'eurozona per il 2012, misuratore economico cui variazione attesa sarebbe compresa tra il -0,5% e lo 0,3%. Quindi un’ulteriore flessione rispetto alle precedenti rilevazioni che vedevano il Pil, nello stesso anno, tra lo 0,5% e il +1%. Per “Super-Mario Draghi” si tratta comunque di aspettative tutto sommato ottimistiche – alla luce di quanto sta accadendo in Europa – forse anche troppo! “Tale flessione” – si legge nel comunicato mensile – sarebbe giustificata  infatti dalla “diminuzione della domanda estera, dagli elevati prezzi del petrolio, dalle misure di risanamento delle finanze pubbliche e – a quanto pare per la Bce non in maniera determinante – dalle condizioni di offerta del credito lievemente – termine alquanto paradossale – più restrittive”. "Le prospettive economiche – continua il bollettino – dovrebbero essere sostenute dalla domanda estera, dai tassi di interesse a breve termine, molto contenuti nell'area dell'euro, e da tutte le misure adottate a sostegno del buon funzionamento del settore finanziario dell'area . Di seguito, tuttavia, Francoforte riconosce il fatto che il processo di risanamento dei bilanci “continui a frenare la dinamica di fondo della crescita",  senza nascondere la probabile propagazione dell’ira del – consentiteci l’aforisma – “dio-mercato” (ancora a quanto pare adirato per il debito sovrano) all'economia reale dell'area euro, con “contestuali ed ulteriori rincari delle materie prime”. Insomma, un disastro! Peccato che nel pandemonio il board della Bce ometta di indicare: 1) la malsana volontà della politica europea nel gestire al meglio la situazione, partendo proprio dal cuore del problema. Ometta cioè di ricordare che – ignorando, tra l’altro, le tensioni sociali sempre maggiori – l’Ue dovrebbe frenare una volta per tutte, e con tutti i mezzi possibili, le agenzie di rating – come noto controllate in gran parte da grandi multunazionali, che attraverso propri rappresentanti ne occupano i posti migliori nei consigli di amministrazione –  permettendo loro – su via libera della stessa politica – di giudicare al di sopra della sovranità statale, e di ridicolizzare le costituzioni degli stati europei, nonché la dignità degli stessi cittadini europei, con il benestare di molti presidenti; 2) Far rinsavire l’Eba dall’imporre coefficienti bancari di riserva patrimoniale troppo alti, addirittura oltre i limiti già consistenti di “Basilea 3”, alimentando gli alibi del credit-crunch; 3) Far rinsavire Barroso dall’adottare – come annunciato nei giorni scorsi – una proposta legislativa – sempre in linea con Basilea 3 – incentrata su “migliori requisiti di capitale” e “Capital Requirements Regulation” (maggiori requisiti prudenziali) per gli istituti di credito e finanziari dell’Ue; 4) Le responsabilità della stessa Bce e dei tecnocrati poco vigili – a partire dall’inizio della scorse estate – sulle politiche monetarie dell’Ue: rei di aver celato o sottovalutato per troppo tempo il problema del deficit nazionale (tirato magicamente fuori dal cilindro del Governo italiano e dell'Ue, dopo la bocciatura dei referendum sulle privatizzazioni in Italia e dopo il tardivo,  quanto fastidioso, regalo della "letterina-diktat" prenatalizia targata Bce) e di aver lasciato la formazione dei tassi di interesse in balia dei mercati e di operatori e speculatori finanziari e bancari (senza scordare, tra l'altro, il fenomeno altamente deviante dei “depositi over-night” – vedi articolo in “Qui Europa” del 6/3/2012); 5) La grave responsabilità del Consiglio Ue: reo di aver limitando incomprensibilmente il deficit-spending con il deleterio e recessivo “fiscal compact”: l’unica arma, quella dell’investimento a debito, per creare vera crescita economica, senza svendere il paese nelle mani dei soliti noti, sperando nel “miracolo dei poteri forti” o delle iper-privatizzazioni, che già molto male hanno fatto – negli Usa a partire dalla vampiresca “Reaganomics”, fino all’Europa – passando per l’ormai ex Bel-Paese, smontato a pezzi e “svenduto” all’offerente più furbo. E questo Mario Draghi lo sa bene! Farebbe meglio ad inserirlo nelle note nei prossimi comunicati Bce sul Pil. Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

  • Italia –  accordo sul lavoro: il gioco delle parti

    Italia – accordo sul lavoro: il gioco delle parti

    Venerdì, Marzo 16th / 2012

     Italia / Crisi Ue / Riforma del lavoro / Partiti / Rete Italia  / Cgil / Monti / Fornero / Camusso / Marcegaglia

    Italia –  accordo sul lavoro: il gioco delle parti

    Monti e Fornero fanno i conti senza la Cgil

    Roma – La Grande Riforma, quella del lavoro, sta per essere varata. Ma non senza opposizioni: in questi ultimi minuti, infatti, Susanna Camusso, leader Cgil, sta dando il suo niet sull’art. 18, in quanto – ha dichiarato –  “le proposte non sono soddisfacenti”. Anche Rete Italia, il network di imprese di commercianti e artigiani, ha molte perplessità, e potrebbe non firmare l’accordo se confermerà un aumento drastico di contribuzioni per le imprese. Nelle ultime ore, degno di note, l'incontro tra Rete Italia e i partiti di maggioranza che sostengono "tutti appassionatamente" il governo dei professori del bocconiano Mario Monti: Pd, Pdl e Udc. Permangono dunque, ancora, palesi convergenze sulle “correzioni” da apportare al progetto perché esso sia  approvato. Le ultime notizie vedono però un Angelino Alfano (leader Pdl) molto soddisfatto, mentre la sinistra sindacale frena. A pretendere invece modifiche più ampie all’articolo 18 resta Confindustria. Una riforma, dunque, che nasce con tante levatrici: parto difficile, speriamo bene. Franco De Domenico (Copyright © 2012 Qui Europa)      

     

     

     

  • Strasburgo contro il sito dell’antieuropeista olandese Geert Wilders: “sfiorerebbe la xenofobia!”

    Strasburgo contro il sito dell’antieuropeista olandese Geert Wilders: “sfiorerebbe la xenofobia!”

     

    Venerdì, Marzo 16th/ 2012

    Parlamento europeo / Olanda / Xenofobia / Rivincita / Antieuropeismo / Schengen / Costituzione Ue / Geert Wilders

    Strasburgo contro il sito dell'antieuropeista olandese Geert Wilders: "sfiorerebbe la xenofobia!"

    Sgarro, Rivincita dei federalisti europei o reale slancio antisemita?

    Strasburgo, Amsterdam – Il Parlamento europeo nelle scorse ore ha preso le distanze dal sito web del PVV (Partito per la libertà olandese o “Partij voor de Vrijheid”) che, dimostrando presunti slanci antisemiti, esorterebbe – a detta della maggior parte dei deputati – a denunciare, dalle pagine del suo blog, i lavoratori dell’est Europa. Il Parlamento ha altresì invitato ufficialmente il premier olandese Mark Rutte a fare altrettanto. Non si è fatta attendere la risposta del premier, che – deludendo le aspettative di Strasburgo – al contrario si è rifiutato di condannare il sito ed il suo leader ispiratore. Hannes Swoboda (leader dei socialisti europei)  ha commentato l’accaduto dicendosi fermamente ‘‘contrario al semplice oscuramento del sito, perchè questo farebbe del signor Geert Wilders – il responsabile – un eroe, una sorta di martire, correndo il rischio di aumentare i suoi seguaci”. Parole di disapprovazione contro Wilders anche dal leader dei liberali Guy Verhofstadt, il quale tuttavia ha precisato che non si contesta, nello specifico un comportamento xenofobo, ma semplicemente la volontà dei liberali europei era quella di "non rinnegare Schengen" e la libera circolazione di cittadini sancita già con i “Trattati di Roma” del 1957. D’altra parte si sa! Tra i sostenitori del progetto d’integrazione europea di Lisbona e Geert Wilders, non è corso mai buon sangue. Al fine di comprendere meglio i contorni della vicenda, va ricordato infatti che il PVV nacque ufficialmente nel 2006 ad opera dello stesso “antieuropeista” Geert Wilders, che nel 2004 abbandonò il Partito Popolare per la Libertà e la Democrazia, creando un proprio gruppo parlamentare. Wilders, come logico, non condivise la posizione filoeuropeista del VVD, oltre che l’apertura del partito europeista all’ingresso della Turchia in Europa. Sempre Wilders, nel 2005, si impegnò – vincendo la battaglia – per il “No” al referendum sull’accettazione di una Costituzione Europea, poi comunque fatta rientrare dalla finestra sotto forma di “Trattato”, per l’entrata in vigore del quale fu sufficiente una semplice ratifica internazionale dei capi di stato, anziché una farraginosa e pericolosa – quanto democratica – accettazione mediante referendum e riforma costituzionale. Molti osservatori parlano – forse impropriamente, ma con una matura convinzione – di “rivincita” o “sgarro” dei federalisti europei contro gli euroscettici e gli “antieuropeisti”, che potrebbero minare dalle fondamenta Bruxelles e i suoi palazzi. Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)