Qui Europa

Giorno: 7 Marzo 2012

  • Frutta e verdura dall’Ue agli scolaretti europei. Nulla per i papà!

    Frutta e verdura dall’Ue agli scolaretti europei. Nulla per i papà!

    Mercoledì, Marzo 7th / 2012

    Commissione Ue / Agricoltura / Salute / Pac / Frutta e verdura / Scuole

    Frutta e verdura dall’Ue agli scolaretti europei. Nulla per i papà!

    In Italia stanziati 20,5 milioni per la lotta all’obesità

    Ma per i genitori è dieta obbligata!

     

    Bruxelles  – Su iniziativa del Commissario all'Agricoltura Dacian Ciolos, anche nel 2012/2013 – come avvenuto nei tre anni scolastici precedenti – la Commissione Ue dichiarerà guerra all’obesità infantile – evitando nel contempo che gli eventuali surplus agricoli finiscano al macero – riversando sui banchetti di un “esercito” di otto milioni di bambini europei, frutta e verdura in quantità. La provvidenziale “pioggia verde” riguarderà gli scolari europei di età compresa tra i 6 e i 10 anni, dal primo agosto 2012 al 31 luglio 2013. L’esercito “pacifico” riceverà gratuitamente i panieri di frutta e ortaggi, dunque, nell’ambito della reiterazione di un programma europeo di co-finanziamento pari a 90 milioni di euro, provenienti da fondi comunitari  della Pac: la politica agricola comune che ogni anno assorbe – come noto – circa il 40% del budget dell’Ue. L'Italia sarà la prima beneficiaria delle donazioni, per un importo pari a 20,5 milioni di euro (58% del costo del programma) davanti a Germania (11,6 milioni); Romania (9,8); Polonia (9,2); Francia (5,6); Spagna (4,8). Ora la prossima pioggia miracolosa dovrebbe riguardare il settore creditizio, dove – malgrado le cospicue ricapitalizzazioni alimentate dalle politiche di tutela bancarie di Basilea 2 e Basilea 3 – imprese e famiglie non ricevono più da mesi credito, e pertanto  resta un tabù  finanziare progetti di investimento e ristrutturazione aziendale: provvedimenti senza i quali la tanto invocata crescita sbandierata come “fase 2” del Governo Monti, resterà solo fumo negli occhi. E così accade che mentre i figli mangiano, i padri digiunano. Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Ue-Unicef: progetto contro le infibulazioni. Africa: qualcosa cambia

    Ue-Unicef: progetto contro le infibulazioni. Africa: qualcosa cambia

    Mercoledì, Marzo 7th / 2012

    Commissione Ue / Salute / Esteri / Unicef / Infibulazione / Africa / Chiesa

    Ue-Unicef: progetto contro le infibulazioni. Africa: qualcosa cambia

    Mutilazioni: “peccato mortale” per la Chiesa e per la morale

    Bruxelles Ue e Unicef nelle scorse ore hanno presentato un progetto mirante alla sensibilizzazione delle comunità africane sulla crudele pratica dell’infibulazione: la mutilazione genitale femminile che nel terzo millennio ancora umilia migliaia di donne del Continente Nero tra Egitto, Eritrea, Etiopia, Senegal e Sudan. L'infibulazione consiste nell'asportazione della clitoride, delle piccole labbra, di parte delle grandi labbra vaginali con cauterizzazione e successiva  semi-integrale cucitura. Ha nascita esclusivamente culturale – Il padre del Kenya moderno, Jomo Kenyatta, difese l'infibulazione come una pratica importante – ed è praticata soprattutto – come detto –  in Africa, ma anche nella penisola araba e nel sud-est asiatico, quale deterrente alla pratica sessuale. In Somalia, ad esempio, se una donna non è infibulata, viene considerata impura e non riesce a trovare marito. Ma qualcosa sta cambiando: in un decennio oltre 5.300 comunità ( poco meno di 20.000 famiglie solo nel 2011) hanno rinunciato alla vergognosa pratica. In tal ottica, il progetto Ue-Unicef punta a far conoscere anche i pericoli collaterali di questa pratica dolorosa, quali: complicazioni e rischi nei parti, emorragie, infezioni, maggior esposizione all’aids. Ma il  problema negli ultimi decenni è divenuto una crudele realtà anche nella stessa Europa ed in Italia dove, tra gli immigrati, oltre tremila bambine con cittadinanza italiana rischiano ogni anno sorti analoghe. D’altra parte, nel Cristianesimo il corpo è il “tempio dello Spirito Santo”, e le mutilazioni pertanto sono considerate un peccato contro la santità del corpo e sono quindi proibite. Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • L’India, Lady Ashton e la politica della lumaca

    L’India, Lady Ashton e la politica della lumaca

    Mercoledì, Marzo 7th / 2012

    Parlamento Europeo / Esteri / India / Marò /  Ashton / Eurodeputati italiani

    L’India, Lady Ashton e la politica della lumaca

    Gli eurodeputati italiani scendono in campo per il caso Marò

    Bruxelles – La baronessa Catherine Ashton, Alto Rappresentante agli Esteri dell’Ue, finora – così come accaduto nel post terremoto ad Haiti e nei mesi scorsi dopo gli sbarchi dei disperati libici sulle coste italiane – non ha brillato quanto a tempismo, continuando a dimostrare una palese  incertezza diplomatica anche in merito alla vicenda dei marò arrestati in India. Ciò, nelle scorse ore, ha portato i rappresentanti italiani dei diversi gruppi dell’Europarlamento, a chiedere ufficialmente ed all’unisono l'intervento dell'Ue al fianco dell'Italia.  I deputati chiedono adeguate indagini ed un eventuale giusto processo con l’affidamento dei due militari – ufficialmente in “missionedi pace” in India – alle autorità italiane. Tra gli aderenti, la vicepresidente del Parlamento europeo Roberta Angelilli il capogruppo del Pdl – ed ex vicepresidente dell’assemblea europea – Mario Mauro, il leghista Mario Borghezio, la pidiellina Elisabetta Gardini. I deputati nella giornata di ieri hanno mostrato all' ingresso dell'emiciclo di Bruxelles, manifesti con una foto dei due soldati prigionieri e la scritta “salviamo i nostri maro”. “La Ashton – ha sbottato la Angelilli – ha liquidato la questione come bilaterale. Ma sorge legittima la domanda: cosa ci sta a fare? Tutta questa grande organizzazione del servizio diplomatico europeo – ha continuato il vicepresidente – non ha prodotto e non produce nulla. Se non serve a niente – conclude – è ora di dire basta a questo circo!''. Come darle torto? Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)