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  • Atene abbraccia Tsipras, Madrid si affida al diktat del Rating Europeo

    Atene abbraccia Tsipras, Madrid si affida al diktat del Rating Europeo

    Sabato, ottobre 13th/ 2012 

    – di Vincenzo Folino –

    Unione Europea / Spagna / Grecia / Atene / Madrid / Angela Merkel / Mariano Rajoy / Antonis Samaras / Alexis Tsipras / Syriza / Pazok / Anni Podimata / Agenzie di Rating / Dittatura nazi-fascista / Dittatura Comunista / Axesor / Cancellazione del Debito / Danza Macabra / Piano Marshall 

    Atene abbraccia Tsipras, Madrid si affida

    al diktat del Rating Europeo

    Alexis Tsipras propone la cancellazione del debito

    e lo stralcio degli accordi con la Troika, al "collega"

    Samaras

    Intanto a Madrid nasce Axesor: la nuova agenzia di rating

    europea in risposta al monopolio di S&P, Moody's e Fitch

    Madrid, Atene – La tensione ed il malcontento in Europa continuano a crescere in maniera progressiva ed inarrestabile, come un fiume in piena, di giorno in giorno, e non solo in Italia. I principali segnali in questo senso ci arrivano, infatti, da Spagna e Grecia, due dei paesi alla canna del gas e presto destinati a scomparire dalla cartina geografica. Di essi, infatti, tra non molto potrebbe restare solo il nome: a condizione che il governo d'intesa con l'Ue non si decida di mettere in vendita anche quello. Già la dignità di Greci e Spagnoli, pare sia già andata da un pezzo. L'Italia, da parte sua pare anch'essa sulla "buona strada" del "non ritorno".

     La Nuova Trappola del Rating si chiama Axsesor 

    Intanto, nelle scorse ore, in Spagna per rispondere all'ennesima umiliante declassamento subito dalle agenzie di rating americane, si è giunti addirittura verso un "rating fai da te". Infatti, dopo l'ultima beffa di S&P il Paese entro ottobre potrebbe vedere i suoi titoli pubblici ridotti al grado di spazzatura; con rating siderali ed interessi bancari intergalattici. Ed allora ecco nascere Axesor, una nuova agenzia di rating (un qualcosa a metà strada tra una medicina ed una parolaccia) appena legittimata dall'Esma (la Consob europea) per emettere rating. Insomma, la Spagna – secondo alcuni osservatori – proverebbe in tal modo a reagire. Secondo molti cosiddetti esperti (e tra di essi numerosi sono quelli ruotanti nell'orbita di Rajoy e dei seguaci dell'europeismo) ora la cosa da valutare e se i futuri "giudizi" della piccola agenzia di rating iberica potranno essere considerati veritieri e potranno essere presi in considerazione. 

     Madrid e la Danza Macabra 

    Ma consentiteci un'osservazione: per mesi abbiamo sostenuto attraverso il nostro osservatorio come questa crisi sia stata ingenerata anche e soprattutto dai giudizi falsi e tendenziosi delle private agenzie di rating statunitensi (Standard & Poo'r e Moody's) e franco-statunitensi (è il caso di Fitch Ratings), ed ora che si fa?Anziché dire basta alla macabra danza del rating; anziché far calare il sipario su questa insulsa commedia dell'assurdo; anziché mandare al diavolo le agenzie del terrore, se ne crea una nuova di zecca in Europa. Cioè si pongono ancora una volta gli stati sovrani sotto il giogo di un'élite di privati. Come si dice: al cattivo gusto ed al ghigno dei beffardi non c'è mai limite! 

     Atene – La piazza della speranza e la piazza del dolore 

    Per quanto riguarda la Grecia, per contro, lo scorso martedì – come riportato da "Qui Europa" – il premier Samaras ha incontrato la Merkel, ma non si è arrivati a conclusioni diverse da quelle che continuano a prevedere una forte e duratura austerità. Cioè il regime pseudo nazi-fascista-comunista instauratosi non si è allentato di una misura. Non è un caso, infatti, che la popolarità del primo ministro conservatore Samaras continui a scendere, e non è un caso che la soglia della povertà sia decisamente aumentata, e che la disoccupazione abbia raggiunto quota 25% nelle zone più ricche della Grecia, fino ad arrivare al 50-60% nelle regioni più povere e desolate. Anche questo ha contribuito, evidentemente, ad aumentare la popolarità di Alexis Tsipras, leader di Syriza, la coalizione della sinistra radicale, salita dal 4 al 27% nel giro di due anni. Così, mentre Samaras incontrava la Merkel, Tsipras, il più giovane tra i capi di partito greci, manifestava in piazza contro l'austerity, davanti al Parlamento, insieme a decine e decine di migliaia di manifestanti. Tsipras, in un'intervista rilasciata al "Corriere della sera", ha poi spiegato  come in Grecia sia cresciuto un sentimento anti-tedesco dovuto anche e soprattutto ai tagli imposti dalla Merkel, la quale "non vuole costruire una Germania europea, ma un'Europa germanizzata".

     Tsipras: al posto di Samaras straccerei gli accordi con la Troika 

    "Se diventassi primo ministro – ha dichiarato Tsipras – straccerei l'intesa tra il governo greco e la Troika, in quanto non ha senso proseguire una strategia che ha dimostrato di essere un totale fallimento, insomma – ha ribadito –  bisogna cancellare il memorandum perchè non funziona. (…) la soluzione – ha concluso – deve essere comune a tutti i paesi europei". Posizione, questa, condivisa anche dal dirigente socialista del Pasok, Anni Podimata, secondo la quale "la Grecia e l'Europa hanno bisogno di stringere un patto per la crescita e l'occupazione che salvaguardi e rafforzi il nostro modello sociale, quello del welfare".

     La Cancellazione del Debito 

    Ma Tsipras si è spinto molto oltre: "andrebbe convocato un vertice sulla linea di quello di Londra del 1953 – ha aggiunto – quando venne cancellata una gran parte di debito tedesco e venne concesso alla Germania un rinvio sul pagamento degli interessi". Secondo il numero uno di Syriza, in particolare, dopo aver estinto il debito delle nazioni in difficoltà, bisognerebbe lanciare un Piano Marshall, immettendo liquidità nel sistema per far ripartire la produttività e la crescita. Ma per ora le sue parole sono solo un chiaro ma debole sussurro nel vento di Atene. Un vento che, però, da qui a Natale potrebbe trasformarsi in un ciclone.

    Vincenzo Folino, Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Domenica, Giugno 3rd / 2012 – L'Editoriale, di Sergio Basile – Italia / Banche e Finanza / Agenzie di rating / Procura di Trani / Michele Ruggiero / Adusbef / Standard & Poor's / Moody's / Fitch Ratings / Yann Le Pallec / Deven Sharma / Analisti S&P / Eileen Zhang / Frank Gill / Moritz Kraemer […]

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    Giovedì, Maggio 17th / 2012 – di Sergio Basile – Crisi europea / Crollo dei grandi partiti / Delusione dell'elettorato europeo / Democrazia / Rivoluzione elettorale / Nazismo Bianco / Italia / Francia / Spagna / Grecia / Portogallo / Fiscal compect / Crecita economica bloccata / Disillusione degli Europei / Coraggio degli Europei / Consapevolezza […]

    Spagna – Calcio e Paradossi del sistema bancario

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    Lunedì, Giugno 11th / 2012 – di Sergio Basile –  Unione europea / Parlamento europeo / Mario Borghezio / Mara Bizzotto / Spagna / Ucraina / Polonia / Euro 2012 / Sistema bancario europeo / Banche / Commissione europea / Finanziamento ai clubs iberici / Finanziamenti miliardari / Debiti miliardari / Paradossi / Euforia per Euro […]

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    Martedì, Giugno 12th / 2012 – di Sergio Basile – Spagna / Unione europea / Aiuti alle banche / 100 miliardi dui euro / Il più grande regalo della storia dell'Europa fatto alle banche / Troika / Madrid / Banca e Finanza / Pseudo-crisi / Bankia / Inganno / Truffa / Dittatura delle banche / […]

    I mercati minacciano Madrid – Rajoy s’inchina ai banksters

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    Martedì, Maggio 29th /  2012 – di Silvia Laporta – Spagna / Madrid / Crisi Ue / Eurozona / Unione europea / Debtocracy / Mariano Rajoy / Bankia / Aiutare le povere banche / Dittatura dello spread / Diktak del rating / Alibi / Paradossi della casta bancaria / Controinformazione / Qui Europa / Fallimento dell'economia europea / […]

    Italia-Spagna: Guerra tecnocratica

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    Giovedì, Aprile 12th / 2012 – di Maria Laura Barbuto – Italia / Spagna / eurozona / Unione Europea / Crisi / Spread / Investitori / Debito Pubblico / El Mundo / Monti / Rajoy / Pagliuzza e trave / Spread  Italia-Spagna: colpi bassi a suon di dichiarazioni  El Mundo: "E’ una guerra sporca!" Rajoy […]

    Madrid sotto assedio – Tagli e diktat

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    Mercoledì, Aprile 11th/ 2012 – di Sergio Basile –  Spagna / Crisi Ue / Eurozona / Euro / Commissione europea / Approvazione tagli / Madrid / Misure di Austerity / Olivier Bailly / Governo Rajoy / Governo Zapatero / Dittatuta del mercato / Democrazia / Spread / Deficit regionale / Eurostat /  Dopo Lisbona, nuove […]

    Spagnoli sconfitti in casa: Madrid-Spread (0 – 1) – Partita truccata? Arbitra la “Troika”: Spread in rialzo a Madrid – Intanto l’Olanda ci “euro-ripensa”

    Spagnoli sconfitti in casa: Madrid-Spread       (0 – 1) – Partita truccata?  Arbitra la “Troika”: Spread in rialzo a Madrid – Intanto l’Olanda ci “euro-ripensa”

    Giovedì, Marzo 29th / 2012 Eurozona / Bce / Europa / Spagna / Citi / Spread / Real / Crisi / Willem Buiter / Olanda / Euro  Spagnoli sconfitti in casa: Madrid-Spread ( 0-1 ) – Partita truccata? Arbitra la triade Troika: Bce, Ue, Fmi –  Spagna in crisi, spread in rialzo a Madrid Intanto […]

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  • Pazzie di fine estate: Ruolo Bce, caro carburanti e speculazione sul Patrimonio Nazionale

    Pazzie di fine estate: Ruolo Bce, caro carburanti e speculazione sul Patrimonio Nazionale

    Martedì, Settembre 4th/ 2012 

    – di Sergio Basile e Vincenzo Folino – 

    Ue / Bce / Berlino / Roma / Bruxelles / Angela Merkel / Mario Draghi / Mario Monti / Finlandia / Unione Bancaria / Esm / Scudo Anti-Spread / Acquisto titoli di Stato /  Covered Bond / Rating / Moody's / Lehman Brothers / Kere Halonen /Martii Hatemaeki / Debtocracy / Accise / Carburante / Colosseo / Partenone / Grinfie degli speculatori sul patrimonio nazionale / Grecia / Atene / Italia 

    Le ultime pazzie di fine estate: Ruolo Bce,

    caro carburanti e speculazione

    sul Patrimonio Nazionale

    Come la Banda Monti e l'euro-casta si preparano

    ad affrontare l'Autunno caldo 

    Intanto Mario Draghi, Angela Merkel e l'Ocse

    scoprono l'acqua calda

    Grinfie della speculazione su Partenone e Colosseo?

    L'Analisi di "Qui Europa"

    Roma, Berlino, Bruxelles – Settembre, tanto per cambiare, sia sul fronte europeo che nazionale è iniziato sulle ali di funesti auspici, mentre dopo la Grecia, anche l'Olanda si scopre sempre più euroscettica e sempre più avversa alla moneta unica: un euro ormai in bilico e dal futuro dubbio, malgrado quanto si possa leggere su molti giornali. Tra i suddetti "funesti auspici", oggi ne analizziamo tre, quelli più caldi ed attuali: il sempre più ambiguo ruolo della Bce nella crisi; la lievitaziose anarchica dei prezzi del carburante, e gli strascichi della pazzia finlandese dei  "Covered Bond" e della speculazione a 360° sui gioielli del Patrimonio Nazionale da porre in garanzia di debiti illegali, o addirittura già regalati agli speculatori. Ma analizziamoli per ordine, nel dettaglio.

     1 – Ruolo della BCE: Unione Bancaria e "Scudo Anti-Spread" 

    1) L'inciucio in salsa Ue dell'Unione Bancaria si fa sempre più vicino e reale: una sorta di super-cupola bancaria sotto l'egida della Bce di Mario Draghi. Un  Draghi, che ieri – su "assist" dell'OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo che riunisce le 30 economie più avanzare del mondo) – all'Europarlemanto ha dichiarato che in attesa dell'entrata in vigore (da parte nostra speriamo proprio di no) dell'ESM acquisterà titoli di stato dei paesi dell'Eurozona in difficoltà, sul mercato secondario (era ora: avrebbe potuto farlo già l'anno scorso evitando crisi e speculazioni) sottolineando bene, però, che non si tratta di aiuti diretti ai suddetti stati.  In particolaree secondo il numero uno dell'OCSE, Gurria, "Draghi dovrebbe partire con l'acquisto illimitato di bond, e prima lo fa meglio è". Altrettanto curiose, poi, sono state  le altre dichiarazioni diffuse stamane, secondo le quali la "rigorista" Merkel (scoprendo l'acqua calda) ha ammonito come "i mercati lavorino contro i popoli, e come pochi si siano arricchiti (aggiungiamo soprattutto le banche e gli industriali tedeschi) e molti abbiano dovuto pagare". Ma che acume! Che statista!; e dell'agenzia di rating Moody's, (l'indagata e straripante di conflitti d'interessi, Moody's, cioè) secondo la quale "il rating dei Paesi dell'Eurozona dovrebbe essere allineato con quello da tripla A di Francia, Germania, Olanda e Regno Unito". Ma cosa spinge Moody's a dispensare questi "saggi consigli" se non il tentativo finora riuscitissimo di alimentare le casse dei suoi amici speculatori? A quanto pare il sole di fine estate da ancora alla testa a molti. Quanto all'ormai famigerato e "pericolosissimo" (per le libertà nazionali) progetto dello Scudo Anti-Spread (dell'inutile ed ingannevole "Anti-Spread"), esso sarà presentato ufficialmente dalla Commissione europea di Manuel Barroso nella prossima settimana, per la gioia dello stesso Draghi, degli amanti del "debito gonfiato" e del professor Monti: suo più convinto sostenitore.

     2 – L'anarchia dei prezzi dei carburanti  

    2) i nuovi, vergognosi ed ingiustificati rincari dei prezzi del carburante: trend ingiustificato e gravissimo che continua ad alimentare la recessione n Italia: va solo ricordato (per chi non lo sapesse) che inclusi nei prezzi record dei vari carburanti, vi sono ancora numerosissime accise statali protese a finanziare missioni di guerra o "stati di crisi momentanei" ormai morti e sepolti e riconducibili a fatti di 60 anni fa e oltre. Qualche esempio? Eccovi serviti! Guerra di Etiopia (1935 – 1,90 lire ); Crisi di Suez (1956 – 14 lire); Guerra del Libano (1983 – 205 lire); Missione in Bosnia (1996 – 22 lire); Acquisto di autobus ecologici  (2005 – 0,005 euro); Finanziamento alla cultura (2011 – da 0,0071 a 0,0055 euro); Emergenza immigrati dovuta alla crisi libica (2011 – 0,04 euro); Alluvione Liguria e la Toscana (novembre 2011 – 0,0089 euro); Decreto Monti, "Salva Italia" (dicembre 2011.0,082 euro). Senza scordare poi le cosiddette "Missioni di Pace" in Iraq e Afghanistan e il finanziamento (quello almeno sacrosanto) degli ultimi drammi sismici nazionali in Abruzzo, Molise ed Emilia. Ma che fine fanno, ci chiediamo, gli introiti miliardari del gioco e del superenalotto e delle varie lotterie quotidiane? Nessun altro governo nazionale può contare su tanti e tali introiti, come quello italiano! Perchè dunque il carburante venduto in Italia  (ed in tempo di crisi) resta il quarto più caro al mondo, senza neppure reinvestimento degli utili statali (come avviene in Norvegia) in servizi pubblici tradizionali? Che strategia all'autodistruzione è mai questa? Quanto ancora dovranno subire queste gravissime vessazioni gli schiavi italiani?

     3 – La pazzia finlandese dei "Covered Bond" 

    3) Particolare anche l'episodio, non isolato, e destinato probabilmente ad avere un seguito nel prossimo autunno, dei "Covered Bond" finlandesi, in attesa che la Consulta tedesca si pronunci sulla legittimità del MES (Fondo Ammazza Stati Permanente). In tal sede, poniamo i riflettori del nostro Osservatorio, proprio sulla portata distruttiva quanto bizzarra di tale ultima euro-proposta. Negli ultimi giorni di un agosto bollente – e non solo per le temperature – come ricorderete, giunsero a Roma in "missione speciale" due membri del governo finlandese. Trattasi del Segretario di Stato agli Affari europei, Kare Halonen, e del sottosegretario alle Finanze, Martii Hatemaeki, giunti nella Città Eterna con l'obiettivo di discutere con i colleghi italiani quella che potremmo definire la "blasfema ricetta finlandese per uscire dalla crisi". Quello dei "Covered Bond" ha rappresentato, e rappresenta, uno dei più clamorosi e bizzarri capitoli della tragi-comica farsa dell'era di Debtocracy. La paradossale ricetta anti-debito del governo finlandese. 

     All'origine del fastidio finlandese 

    Dalla ratifica del MES – intervenuta a fine Giugno – la piccola Finlandia resta uno dei paesi dell'area euro più reticenti rispetto all'idea dell'utilizzo dell'ingannevole scudo anti-spread mediante il ricorso allo stesso MES.  Al contrario, il "nostro" caro professore, Mario Monti, vorrebbe tanto riuscire ad attenuare tale diffidenza, propinando senza tanti fronzoli e garanzie di sorta (d'intesa con gli altri eurocrati e con la Bce)  l'utilizzo di fondi pubblici da dirottare presso il celeberrimo MES. Ciò, come detto, al fine di illudere l'opinione pubblica di poter "raffreddare gli spread" ed i soffi di fuoco dei "draghi" del mercato. Ma come visto è tutta una misera messa in scena che finirà solo per alimentare ancor di più il nostro già elevatissimo debito pubblico. Il motivo della diffidenza del leader finlandese è semplice: salvare la sua poltrona in Patria, ma nello stesso tempo allinearsi ai diktat di Monti & Co nel continuare a sostenere l'inganno del Fondo Salva Stati. Al MES, infatti, dovrebbero partecipare pro-quota tutti i 17 malcapitati Paesi dell'Eurozona. O meglio i loro sventurati cittadini, Italiani e Finlandesi inclusi. Casta esclusa, ovviamente! Il che potrebbe penalizzare il governo finlandese in termini elettorali.

     Fine dell'Euro-Dittatura? Basterebbe zittire le agenzie di rating! 

    Come detto sarebbe molto più facile evitare questo pandemonio debitocratico aggiuntivo, delegittimando con una semplice leggina le impresentabili agenzie di rating: ricordando a tutti – tra l'altro – che quelli del rating sono semplici opinioni non vincolanti! Come sostenuto a loro difesa dalle stesse agenzie all'indomani dei disastri da loro stesse causati in merito al fallimnento della Lehmann Brothers negli Usa. Fallimento indotto (un pò come accaduto con i giudizi errati sull'Italia)  proprio grazie a giudizi errati su un rating da tripla A affibiato alla Lehman il giorno precedente del suo fallimento per bancarotta. Ma così facendo, cioè delegittimando le regine del rating, l'intero castello del debito (comprese le sue prigioni destinate ad Italiani, Greci, Spagnoli, Irlandesi, Portoghesi e Spagnoli) che sul rating si regge, rischierebbe di crollare, per la disperazione di banche, banchieri e speculatori di ogni sorta.  L'eurodittatura costituitasi sarebbe così a rischio!

     La vera priorità? Non assecondare MES e "Scudo Anti-Spread" 

    Ma in fondo quella finlandese – per ora – è solo una provocazione. Questa sorta di ossessione per le garanzie potrebbe essere interpretata – almeno per il momento – come un segnale di sfida, di chi non ci sta a rischiare di perdere voti presso il suo elettorato, per aiutare la formazione di un fondo permanente anti-spread, ed in ultima istanza per "aiutare"(o ingabbiare) Paesi molto più grandi del loro, ma anche decisamente molto più in affanno: pur trattandosi di affanni creati a tavolino, cioè indotti e pilotati. Tant'è che il romanziere greco Vassilikos, nei giorni scorsi, si chiedeva come fosse possibile che un Paese con poco più di 5 milioni di abitanti, potesse condizionare in tal modo le modalità di accesso al Fondo salva-Stati di Paesi di non solo maggiori dimensioni, ma anche di maggiore peso specifico. Ma il punto vero non è come finanziare e sostenere il MES: questo è un falso problema alimentato strategicamente dai media, e destinato solo ad accrescere la confusione degli Europei. Il vero problema è che il MES è una trappola antidemocratica ed illegittima da cestinare e rispedire al mittente. Come spiegato ed illustrato, non è così che si batte lo spread!

     Giù le mani dal Colosseo e dal Patrominio Nazionale 

    Ma tornando al piano finnico, il piano dei "Covered bond", ed esaminandone nel dettaglio i tratti salienti, comprendiamo come l'idea (la malsana idea) vertirebbe su un sistema di prestiti garantiti, dallo stesso patrimonio storico nazionale, che in caso di bancarotta potrebbe essere dunque espropriato, passando nelle gringie di avidi speculatori. Avete capito bene! Il Colosseo potrebbe – magari, per assurdo – andare a far parte della collezione privata di qualche ricco banchiere, accanto magari a qualche Lamborghini e ad una decina di Ferrari. Roba da manicomio! Ipotesi, tuttavia, non proprio fuori dal mondo: soprattutto dopo i tristi ed inattesi sviluppi – come visto – del caso Lehman Brothers negli Usa e della connessa crisi dei mutui sub-prime, che ha letteralmente gettato sul marciapiede migliaia di famiglie americane destinatarie di mutui collegati a strumenti speculativi. Uno strumento improprio e pericoloso – dunque – quello dei "Covered Bond" che  – a detta del governo finlandese – dovrebbe permettere di poter finanziare più facilmente il debito degli stati in difficoltà. Già in occasione del Consiglio europeo di fine Giugno la Finlandia aveva suggerito che i Paesi in difficoltà (Grecia, Spagna e Italia) avrebbero dovuto rendere i loro titoli più attraenti per gli investitori, garantendoli con proventi dell'erario o con proprietà dello Stato. Da qui la suggestione di vedere il Partenone prima, ed il Colosseo dopo, non più come beni storici e culturali di inestimabile valore (testimonianze di un passato che ormai molto spesso rimpiangiamo) ma come semplici garanzie di un debito: un debito, hainoi, addirittura falso, poiché illegale e gonfiato. La proposta finlandese affonda le sue "bizzarre e mostruose radici" nella stessa esperienza storica del Paese scandinavo. Infatti, quando all'inizio degli anni '90 una forte recessione colpì lo stato nordico, la cura utilizzata fu proprio l'offerta di beni dello Stato come "garanzie collaterali". Ma in quel caso, evidentemente, la tipologia e la genesi del debito erano ben diverse, e di ben altra natura. Così, l'idea finlandese per Italia e Spagna è quella di emettere, in funzione anti-spread, "covered bond", cioè titoli ad alta garanzia e basso rischio: in pratica si tratta di raccogliere crediti sul mercato, garantendoli, però, con propri beni, allentando così le pressioni sui tassi d'interesse e facilitando l'accesso al mercato dei finanziamenti. Questa l'ultima pazzia di fine estate prospettata per l'Italia. Una prerogativa che sarebbe totalmente controllata dagli umori di mercati e speculatori. Allora, dopo aver gridato "Giù le mani dal Partenone!",  non ci resta che gridare: "Giù le mani dal Colosseo!". Ciò malgrado il professor Monti abbia già pensato ad approvare l'alienazione di Beni storici  nazionali  per 20 miliardi di euro l'anno! La gloriosa Italia, trasformata grazie al caro professore in prostituta d'alto  borgo, è già stata messa in vendita! Ma  nessuno (tra Rai, Mediaset, La7, Sky, ecc..) sembra gridare o aver gridato allo scandalo! Anzi!

    Sergio Basile, Vincenzo Folino (Copyright © 2012 Qui Europa)

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      Appendice tecnica – Approfondimenti                                     

     

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    I fallimenti del Governo Monti: Pil in caduta libera e Debito Pubblico alle stelle

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    Venerdì, Agosto 10th/ 2012 – Sergio Basile  –    Italia / Mario Monti / Governo tecnico/ Banche e Finanza / Speculazioni / Economia della Truffa / Pil / Debito Pubblico / recessione / Robin Hood / Commissariamento dell'alta finanza / Morte della politica / Annientamento degli stati / Annientamento dei parlamenti / Club del coccodrillo […]

    Media, Propaganda & Co: Non esiste alcuna Ricetta della casta per salvare l’Italia

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     Giovedì, Agosto 9th/  2012  – L'Editoriale, di Sergio Basile e Silvia Laporta – Crisi / Debito pubblico / Roma / Bruxelles / Berlino / Londra / Referendum anti Ue / Washington / Unione Europea / Germania / Regno Unito / Italia / Corriere della Sera / Giuliano Amato / Franco Bassanini / Costituzione tedesca / Mes […]

    Monti e Draghi: Orecchie da Mercante e Assurde Menzogne

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    Domenica, Luglio 5th/ 2012 – di Sergio Basile – Italia / Roma / Francoforte / Crisi Eurozona / Spending Review / Europa / Propaganda imperislistica / Austerity / Mercati / Mario monti / Mario Draghi / Tagli lineari / BCE / Lettera / Berlusconi / Bersani / Casini / Rutelli / Vendola / Montezemolo / […]

    Si alla Spending Review: Tra bagarre per Voto Anticipato e Riforma elettorale

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    Martedì, Luglio 31th/ 2012 – di Sergio Basile – Italia / Crisi Eurozona / Voto anticipato / Riforma elettorale / Approvazione Spending Review / Europa / Usa / Propaganda imperislistica / Austerity / Mercati / Timothy Geithner / Mario monti / Vertici / Spagna / Francia / Germania / Rajoy / Holande / Merkel / Obama […]

    Schiavi di un Debito illegale – 2ª Parte: Il Grande Inganno di Mario Monti

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    Martedì, Giugno 26th / 2012 – L'Editoriale, di Sergio Basile – Debito pubblico illegale / Unione europea / Eurozona / Commissione europea / Consiglio europeo / Parlamento europeo / Stati Ue / Trappola del debito / Gabbia del Debito / Schiavi di un debito illegale / Economia della Truffa / Rating / Spread / Titoli […]

    L’Appello di “Qui Europa” – Cara casta gli Italiani pagano troppe Tasse, è ora di Finirla!

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    Mercoledì, Giugno 6th /  2012 – di Silvia Laporta e Sergio Basile – Italia / Roma / Governo Monti / Tasse da record / tasse inique / Dittatura / Debtocracy / Casta parlamentare / Appoggio cieco al governo dei banchieri / L'Italia sta morendo / Corte dei conti / Giampaolino / Alfano / Bersani / […]

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    Euro-disastro: Ecco cosa stanno facendo per salvare il dio-euro

    Mercoledì, Luglio 18th /  2012  – Dossier-Inchiesta, di Vincenzo Folino e Sergio Basile  – Eurozona / Italia / Ingresso nella zona euro / Romano Prodi / Goldman Sachs / Moneta unica / Roberta Angelilli / Unione monetaria / Crisi economica / Vicepresidente parlamento europeo /  Euro / Bilderberg Club / Commissione Trilaterale / SME / […]

    Epilogo Euro: la fine della moneta unica è solo rimandata!

    Epilogo Euro: la fine della moneta unica  è solo rimandata!

    Giovedì, Agosto 23th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Unione Europea / Europa / Italia / Spagna / Germania / Roma / Francoforte / Euro / Lira / Moneta Unica / Unione Monetaria / Unione politica / Crisi indotta / Economia / Previsione fine euro / Borse / Spread / Finanza / Mario Monti […]

     

     

     

  • Hollande: gradimento dei Francesi in caduta libera – Le ragioni della fine di un idillio all’ombra della Tour Eiffel

    Hollande: gradimento dei Francesi in caduta libera – Le ragioni della fine di un idillio all’ombra della Tour Eiffel

    Lunedì, Settembre 3rd/ 2012 

    – L'Editoriale del Lunedì – 

    Ue / Francia / Francoise Hollande / Consiglio Ue / MES / Tour Eiffel / Calo di popolarità / Austerity / Le Figaro / Ipsos / Crisi Eurozona / Nicolas Sarkozy / Bohémienne / Parigi / Eliseo / Los Angeles Times / Merkozy / Angela Merkel / Germania / Italia / Spagna / Grecia / Samaras / Papademos / Rajoy / Monti / Trilateral Commission / Bildergerb Clud / Mario Borghezio / Massoneria / Piramide massonica / 666 / Louvre / Lionel Jospin / Francoise Mitterand / Maestro massone / Paul Joseph Watson / Trattato di Lisbona / Trattato di Maastricht / Helmut Kohl / Bohemian Grove / LAT / Principio di Sussidiarietà / Costituzione europea / Internazionale socialista / Sovranità Nazionale / Golpe / Palazzo Chigi / Democrazia / Domande scomode / Campagna elettorale / Berlusconi / Casini / Bersani / Marine Le Pen / Costa Azzurra / Manica / Piramide del Louvre / Stati Uniti d'Europa / Nuovo Ordine Mondiale / Rockefeller / Debito illegale / Manuel Valls 

    Hollande: gradimento dei Francesi

    in caduta libera

    Le ragioni della fine di un idillio all'ombra

    della Tour Eiffel: il fallimento sociale del

    Presidente e il suo vero volto

    La profetica inchiesta del Los Angeles Times:

    la lunga mano della massoneria e del

    Bilderberg sull'Eliseo

    Parigi – Quello appena apertosi è un mese decisivo per il futuro dell'euro, dell'Eurozona e dell'intera Europa. Un ruolo decisivo – come detto – lo giocheranno la Corte Costituzionale tedesca, in merito all'eventuale legittimità ed entrata in vigore del liberticida MES (o ESM); e le decisioni dei leaders europei del Consiglio Ue, per ora in gran parte fossilizzati sulle posizioni pro-austerity del trio Monti-Merkel-Hollande, impegnati – nei giorni scorsi – in una serie di imbarazzanti mini-vertici in giro per le capitali del Vecchio Continente, all'insegna del più sistematico proselitismo filo-europeista.  Ma al di là delle Alpi, nella "Patria della Rivoluzione" per antonomasia, qualcosa sembra venir meno. A circa quattro mesi dalla sua elezione all'Eliseo, infatti, l'indice di gradimento per il Presidente Francoise Hollade è in caduta libera, e si assesterebbe oggi tra il 40 e il 45%. Ma d'altronde, svanita l'euforia delle elezioni e l'hollandemania – enfatizzata, gioco forza, dalle dilaganti antipatie per Nicolas Sarkozy, più che dalla reale stima per l'antagonista vincitore – il calo di consensi per il primo cittadino francese è stato palese già da inizio estate, come registrato dall'istituto di statistica Ipsos.

     La fine di un idillio all'ombra della Tour Eiffel? 

    Ma cosa ha rotto l'idillio tra Hollande e i Francesi? Secondo "Le Figaro" – tesi supportata dal quotidiano transalpino da almeno tre settimane a questa parte – a fondamento dell'insuccesso di Hollande ci sarebbe un clamoroso errore di comunicazione. C'è chi sostiene, invece, come dietro le insofferenze dei Francesi si celi la dura battaglia dell'opposizione; chi parla degli effetti naturali ed incontrollabili della crisi; chi denuncia il grave difetto di aver portato avanti una campagna elettorale e post-elettorale all'insegna del doppiogiochismo, paventando una sorta di "rinegoziazione del Patto di Bilancio Europeo" (Fiscal Compact) – attraverso vuoti slogan all'insegna del "meno rigore e più crescita"- poi rivelatasi largamente illusoria e deficitaria; altri ancora parlano dell'incapacità di Hollande di apportare misure serie alla crescita, o dell'incapacità oggettiva di molti membri del suo esecutivo. Ma d'altronde con un Francia che si appresta – secondo tutti i dati ufficiali – a conoscere gli amari bocconi della crisi, la realtà parla chiaro.

     La solita scusa da copione e il conto dell'oste  

    A queste critiche non sono mancate puntuali le argomentazion di difesa degli uomini del presidente contro i suoi numerosi detrattori. La scusa ufficiale – quella sfoderata un pò come da copione ovunque in Europa, e specie da Atene, Madrid e Roma dai rispettivi leaders Samaras, Rajoy e Monti – attribuirebbe la colpa di tutto alla crisi: l'intensificarsi "naturale" ed a tratti incontrollato di una situazione congiunturale senza precedenti  che non può che incidere – secondo i fedelissimi di Hollande – in termini negativi nei sondaggi post-elettorali, così come rilevato in altri Paesi facenti capo all'Eurozona. Ma la scusa – perchè di ciò si tratta, come ormai chiaro dalla trattazione dei veri mali dell'Eurozona, sviscerati negli ultimi mesi dall'Osservatotio "Qui Europa" – non può reggere all'infinito, e presto l'oste nazionale, il popolo francese, pretenderà il salato conto dall'inquilno dell'Eliseo.

     Il quadretto del "Presidente Bohémienne" 

    Eppure il Presidente bohemienne ce l'ha messa proprio tutta per apparire come un uomo del popolo, come l'anti Sarkozy. Come? Preferendo fin da subito la fisarmonica al violino; ovvero festeggiando la sua elezione in mezzo al popolo, tra canti e danze etniche, e non in esclusivi ristoranti del centro di Parigi (come fecero, invece, Nicolas e Carla); prendendo il treno come un comune cittadino; facendo intendere ai Francesi che il Paese non sarebbe sprofondato nella recessione, ma anzi, sarebbe diventato una sorta di locomotiva europea della crescita accanto alla Germania; criticando l'Europa dell'austerity a trecentosessanta gradi. "Parole!  Parole! Soltanto parole!", come "canta" uno dei tanti tormentoni estivi, in questa calda, caldissima estate 2012. L'estate dello spread, delle euro-balle, delle chiacchiere e del "Nuovo Ordine" costituito.

     L'Eliseo e quei problemi con la matematica 

    Ma i Francesi – a differenza della maggioranza degli Italiani, in parte ancora accecati dai postumi di un morbo chiamato "berlusconismo" o dai falsi e confusionari profeti  del "casinismo" – lo dice la parola stessa – o del "bersanesimo" – lo hanno compreso fin da subito, e piuttosto bene. Hanno capito cioè, che due più due fa quattro e non cinque! Cioè che è impensabile parlare di austerity e crescita nello stesso tempo! E' inconcepibile sostenere e propugnare l'abolizione del "deficit spending" di uno stato, inibirne ogni settore di sviluppo (con la bugia, mal raccontata, dei tagli agli sprechi); tassarne all'inverosimile i cittadini (già umiliati e vessati da precarietà e licenziamenti di massa) e nel contempo riempirsi la bocca parlando di crescita. Ma crescita di che? 

     La tiepida Primavera di Hollande  

    Eppure al cambiamento di musica ci avevamo creduto un pò tutti, dalla Costa Azzurra alla Manica. Ciò, almeno a giudicare dalle grandi promesse primaverili di rivoluzione giunte dal cosiddetto "Presidente bohémienne". In tanti – anche noi di "Qui Europa" – avevano sperato e creduto in un cambiamento, guardando con fiducia e con un pizzico di sentimentalismo alle fisarmoniche dell'antica bohème del Quartiere Latino; in molti avevano apprezzato quel cambiamento di stile: quella cena frugale la sera dell'annuncio ufficiale della vittoria; quella colazione al sacco il giorno dopo; quei festeggiamenti sobri e misurati; quell'altro provvidenziale annuncio del ritiro delle truppe francesi dall'Afghanistan, e soprattutto – proclama più atteso –   quell'antipatia sbandierata ai quattro venti dall'uomo nuovo dell'Eliseo per la coppia "Merkozy", e soprattutto per il suo insopportabile rigore ideologico e per i gravi smacchi rivolti verso sua maestà lo Stato sociale. A quanto pare, allora – col senno di poi – possiamo considerare tutta questa febbre di cambiamento quale pura propaganda pre-elettorale, suggellata a chiare lettere nel disastroso euro-vertice di fine Giugno al Consiglio europeo. Ma allora le direttive per l'Eliseo da chi partono? E' da un pò che ce lo chiediamo. Non sarà, dunque, che anche Hollande, come Monti, l'ex-Papademos ed altri simpatici membri dell'euro-brigata brancaleone faccia parte di qualche club mondialista, massonico o pseudo-tale? 

      Il vero volto di Francoise Hollande  

    Ma chi è, dunque, veramente Francoise Hollande? Questa domanda se l’è posta prima dell'estate anche il celebre giornalista e politologo statunitense Paul Joseph Watson, dalle colonne del prestigioso Los Angeles Times: un giornale il "LAT" piuttosto libero, per intenderci, capace di accaparrarsi  il premio Pulitzer – come apprendiamo dal web – per ben 39 volte. L'Editoriale di Watson non lascia spazio alla fantasia e va subito al sodo. “Hollande? Altro che cambiamento rivoluzionario all’Eliseo – commenta – (…) c’è odore di massoneria globalizzata al vertice del potere transalpino. Il neoeletto Presidente francese François Hollande è un globalista convinto”. Secondo Watson, dunque, il Presidente francese non sarebbe altro che l'ennesimo burattino del Club Bilderberg, posto sullo scranno più alto dell'Eliseo per contribuire alla realizzazione del piano massonico europeo della conquista del mondo. Un massone circondato da massoni (vedi il consigliere speciale del Presidente, nonché uomo Bilderberg, Manuel Valls), ma anche curiosamente (diversamente dall'antagonista Marine Le Pen) un europeista convinto; strenuo sostenitore sia del Trattato di Lisbona (stando ai fatti, una sorta di surrogato imposto di Costituzione europea) e dei suoi molteplici errori (vedi per esempio, l'Art.123 che – come visto – alimenta la speculazione bancaria nell'Eurozona); sia del Trattato di Maastricht e dell’Euro.

     Elementare Watson! 

    Stando alle rivelazioni e ricostruzioni di Watson, dunque – travestitosi per l'occasione da novello segugio di Scotland Yard – si  comprende meglio come proprio Hollande – nonostante la maggior parte dei Francesi e dei suoi stessi colleghi socialisti avessero deciso di votare contro di essa – avesse, stranamente, deciso di sostenere con ogni mezzo la causa della (pluribocciata) Costituzione europea nel referendum del 2005. Watson nel suo illuminante editoriale nota come il Presidente, nel 1996 – da portavoce dell’ex-premier Lionel Jospin (già ministro di Mitterand) – avesse partecipato al Bilderberg Club, trovando piena ispirazione nella linea del suo gran maestro (massone del 33° grado: il gradino massimo nel rito scozzese). Ovvero, nello stesso Francois Mitterand. Colui che – ricorda Watson – "commissionò la costruzione dell'emblematica ed esoterica Piramide del Louvre: monumento costruito mediante l'assemblaggio di 666 pannelli di vetro. Lo stesso Mitterand, per intenderci, che – assieme al Cancelliere tedesco Helmut Kohl (membro del Bohemian Grove) – fu tra i promotori del Trattato di Maastricht. In tal senso il Los Angeles Times sostiene come proprio "il Bilderberg sia stato l’artefice della vittoria presidenziale di Mitterand nel 1981". Che dire allora di Mario Monti, presidente della Trilateral Commission per l'Europa (fino al giorno prima della sua chiamata a Palazzo chigi) che con le sue presenze record al Bilderberg (ne abbiamo contato 30) è il più assiduo ed affezionato frequentatore e supporter italiano del Club? Giudicate voi!

     Il sostegno all'Europa della "Recessione"   

    Tali retroscena ci aiutano a ricostruire con maggior facilità il puzzle del profilo e della "mission" di Francoise Hollande, ed il suo strano amore per una "pseudo crescita" (solo vanamente e strategicamente evocata) e (nel contempo) per l'Europa dell'austerity e delle misure lacrime e sangue. Profilo e mission suggellati con l'adesione al Fiscal Compact: il tentativo, finora ampliamente riuscito, delle organizzazioni mondialiste di neutralizzare gli stati nazionali, imbrigliandoli nelle subdole e false reti del rigore, facendo leva sulla scusante del debito pubblico. "Lo stesso consigliere Valls – rivela il LAT – in tempi non sospetti – e chi ha una certa conoscenza dei retrobottega nei quali spesso si consumano i magheggi politici nel Paese transalpino, non può che averne contezza – fu un accanito sostenitore del Fiscal Compact" (deleterio patto di bilancio approvato in giugno dall'Eurogruppo) e dei suoi accidenti. Dunque, come già paventato e denunciato in molti articoli dall'Osservatotio Nazionale Indipendente "Qui Europa", la creazione di un superstato federale europeo, i cosiddetti "Stati Uniti d'Europa", così come la serie imbarazzante di golpe nazionali succedutisi finora con precisione svizzera in lungo ed in largo per l'Europa, altro non sarebbero che il sostenuto progredire  del disegno mondialista portato avanti nelle superlogge del potere globale. Ciò, ovviamente, a discapito della democrazia e delle sovranità nazionali e popolari. 

     La distruzione del "Principio di Sussidiarietà" 

    Mission, questa, realizzata anche con l'appoggio convinto di Hollande,  che ha di fatto portato l'Ue a tradire i suoi stessi trattati, nonché alla morte dei principi falsamente difesi dagli stessi trattati europei: del "Principio di Sussidiarietà" innanzitutto! Per il LAT, e non solo, dunque, il vero progetto al quale starebbe lavorando più o meno segretamente  Hollande (assieme ai suoi colleghi europei "rigoristi") sarebbe quello dell'eliminazione di ogni sovranità nazionale. "Obbiettivo – nota Watson – da sempre nel mirino dell’Internazionale socialista dalla rivoluzione russa". “In definitiva – conclude – il neo presidente transalpino  è un portatore d’acqua al mulino delle élites finanziarie d’Europa e tasserà a sangue la classe media ( come sta già avvenendo) portando avanti il sacrificio della sovranità nazionale francese sull’altare del superstato europeo.” I cosiddetti – pare – nascenti "Stati Uniti d'Europa".

     Dietro il paravento della "Democrazia" 

    Ma com'è possibile, allora, che in Europa, dietro il paravento della Democrazia – e soprattutto tra le arree cosiddette laiciste, liberiste e socialiste, ma non solo – spuntino come funghi alla guida degli stati sempre candidati in odore di Bilderberg, lobbies filo-statunitensi e massoneria? Com'è possibile che questi facciano sempre il loro comodo alle spalle e sulle teste dei popoli e delle leggi, controllando i media e pianifinando qualsiasi tipo possibile ed immaginabile di crisi, salvo a trovarne poi le "giuste" ed utili soluzioni? Il problema è che dovremmo "distrarci di meno" ed informarci di più, partecipando più attivamente alla politica o quanto meno ai pubblici dibattiti. La deriva della Democrazia in Europa e l'asfissiante e mascherata dittatura instauratasi è infondo anche colpa nostra e della nostra ignoranza politica, del nostro lassismo; nella nostra deleteria moda della "delega facile"; della nostra indifferenza cronica; nonché del nostro cieco tornacontismo;  e – soprattutto – della nostra "deriva spirituale". Sicuramente l'errore più grande dell'uomo moderno è quello di aver sostituito l'amore per Dio e per il Prossimo con l'amore per il successo ed il danaro facile: l'amore per il progresso del vero bene umano e sociale, con l'amore per il guadagno, il potere e i mercati. In una parola: l'amore per Nostro Signore, con l'amore per Mammona. Cosa, per il vero, già avviata in maniera sistematica e devastante, ancor prima del dilagare delle idee neo-liberiste e capitaliste, ad opera di correnti laiche ed atee, a partire dalla celeberrima "rivoluzione socialista" in Russia, come in Europa.

     Verso le elezioni 

    Dovremmo, pertanto, tornare a riflettere seriamente e di più su ciò che accade intorno a noi e su ciò che spesso allegramente e "benevolmente" ci travolge senza remissione. Solo in tal modo potremmo riaffermare la nostra dignità di uomini e cittadini. Specie ora, in questo terribile ma appassionato momento storico: quando ben presto qualcuno busserà alla nostra porta chiedendoci il voto! Prima di decidere se assecondare o meno alle richieste del nostro interlocutore forse dovremmo, alla luce di quanto detto, porgli qualche scomoda domanda. Sul perché, ad esempio, continuare a sostenere coalizioni favorevoli al rigore ed al risanamento di un debito palesemente illegale (e giustamente non onorabile) sulle spalle dei cittadini! E magari aver il coraggio e il buonsenso di chiudergli la porta in faccia. In Francia e Germania, malgrado tutto, pare lo stiano già facendo da un pò in molti! I sondaggi una volta tanto pare parlino chiaro!

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

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      Appendice tecnica – Approfondimenti e curiosità   

     

      Hanno detto del Bilderberg Club   

     Tony Gosling – Giornalista inglese 

    “Secondo alcune indiscrezioni che ho raccolto, il primo luogo nel quale si è parlato di invasione dell’Iraq da parte degli Usa, ben prima che ciò accadesse, è stato nel meeting 2002 dei Bilderberg”.

     Giorgio Bongiovanni – Studioso Organizzazioni Sovranazionali 

    “Il Club Bilderberg rappresenta uno dei più potenti gruppi di facciata degli Illuminati (una sorta di super Cupola mondiale). Malgrado le apparenti buone intenzioni, il vero obiettivo è stato quello di formare un’altra organizzazione di facciata che potesse attivamente contribuire al disegno degli Illuminati: la costituzione di un Nuovo Ordine Mondiale e di un Governo Mondiale entro il 2012.  Il Gruppo recluta politici, ministri, finanzieri, presidenti di multinazionali, magnati dell’informazione, reali, professori universitari, uomini di vari campi che con le loro decisioni possono influenzare il mondo. Un potere nascosto in grado comunque di condizionare i destini del mondo, ovviamente “sponsorizzato” delle star dell’imprenditoria multinazionale, come Coca Cola, Ibm, Hewlett Packard, Fiat, Sony, Toyota, Mobil, Exxon, Dunlop, Texas Instruments, Mutsubishi, per citarne solo alcune. Queste attività conducono nel 1973, sotto la presidenza “democratica” Usa di Jimmy Carter, alla costituzione di una commissione detta Trilateral ed è il consigliere speciale per la sicurezza del presidente USA, Zbigniew Brzezinsky, il vero deus ex machina dell’organismo. Ad ispirare il progetto, le famiglie Rothschield e Rockefeller, i Paperoni d’America. Un progetto che ha irresistibilmente attratto i potenti del mondo, a cominciare proprio dai presidenti Usa, con un altro democratico, Bill Clinton, in prima fila". 

     Gianni Agnelli – Industriale (frequentatore del Bilderberg) 

    “La Trilateral Commission è formata da un gruppo di privati cittadini, studiosi, imprenditori, politici, sindacalisti delle tre aree del mondo industrializzato (Usa, Europa e Giappone) che si riuniscono per studiare e proporre soluzioni equilibrate a problemi di scottante attualità internazionale e di comune interesse”.

     Richard Falk – Giornalista newyorkese del Monthly Review 

    “Le idee della Commissione Trilaterale possono essere sintetizzate come l’orientamento ideologico che incarna il punto di vista sopranazionale delle società multinazionali, che cercano di subordinare le politiche territoriali a fini economici non territoriali".

     Mario Di Giovanni – Studioso di geopolitica 

    "I bracci operativi di questo turbocapitalismo sono proprio due strutture che dovrebbero invece garantire il contrario: ovvero la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale. Entrambi agiscono a tutto campo nell’emisfero meridionale del pianeta, impegnate nella conduzione e “assistenza” economica ai paesi in via di sviluppo. Le decisioni assunte dai vertici della Trilateral riguarderanno sempre di più quanti uomini far morire, attraverso l’eutanasia o gli aborti, e quanti farne vivere, attraverso un’oculata distribuzione delle risorse alimentari. Decisioni che riguarderanno l’ingegneria genetica, per intervenire nella nuova “umanità”. In una parola, tutto ciò che definitivamente distrugga il “vecchio” ordine sociale, cristiano, per la creazione di un nuovo ordine. Ma tutto questo senza particolari scossoni. Non vi sarà bisogno di dittature, visto che le democrazie laiche e progressiste, condotte da governi di “centrosinistra”, servono già così efficacemente allo scopo. Governi che riproducono una formula già sperimentata lungo l’intero corso del XX° Secolo e plasticamente rappresentata dai passati governi Prodi e D’Alema, espressioni dell’alleanza fra la borghesia massonica e la sinistra, rivoluzionaria o meno”.

     Daniel Estulin – Scrittore investigativo e giornalista lituano 

    "Bildergberg non è un mondo di fantasia cartesiano. (…) L’idea che sta dietro questi incontri è creare quella che loro chiamano l'aristocrazia dell'intento  tra le élite europee e nordamericane per gestire il pianeta. Creare una rete globale per controllare gli Stati. Gli accordi di Bretton Woods, per esempio, sono frutto delle decisioni del club che ha il potere di influenzare il Fondo Monetario Internazionale e la stessa Banca Mondiale. Esso è alla base di tutte le crisi finanziarie, sempre più frequenti e profonde, per creare un’enorme truffa finanziaria e controllare il mondo. Col pretesto di voler salvare l’economia, si stanno trasferendo enormi quantità di debiti dalle banche private ai conti dei governi. I debiti sono così ingenti che non verranno mai ripagati. E i governi collasseranno. L'obiettivo? Rimpiazzare i governi attuali con dittature corporative. (…) Nella riunione del club del 1968 in Canada, fu annunciato un progetto per costruire quella che fu definita l’Impresa mondiale SA. L’idea era creare una nuova forma di governo che distribuisse in maniera più equa le risorse del mondo. Altrimenti detto, la globalizzazione.  I bancari delle grandi industrie e delle multinazionali oggi governano il mondo, più di qualsiasi potente Stato. In un certo senso è come essere tornati ai tempi della Compagnia britannica delle Indie orientali, ma in chiave moderna. Grecia e Spagna sono già Paesi morti. Recentemente al Bilderberg è stata invitata anche Lilli Gruber, perché ha origini ebraiche ed è una persona conosciuta e carismatica,  una qualità che serve per infondere le idee del Bilderberg agli italiani attraverso i mezzi di comunicazione di massa come la televisione". (Intervista di Lettera 43 – 21 giugno 2012)

     Mario Borghezio – Eurodeputato italiano, Lega Nord  

    "Il Club Bilderberg E' un'organizzazione mondialista che si riunisce esclusivamente in tenuta segreta, (…) la riunione a Sitges (Barcellona) era protetta da 350 poliziotti. Vi partecipano i padroni del mondo, cioè coloro che danno le direttive a quelli che ci governano: alta finanza, personaggi dietro le quinte della politica, burocrati, finanzieri. Questo è venuto alla luce grazie a un giornalista di inchiesta, Daniel Estulin, che ha scritto il primo libro inchiesta con informazione dall'interno pubblicato negli Usa. E il suo libro è diventato un best seller. Quello che intriga e preoccupa è che poche settimane prima di essere nominato Herman Van Rompuy, che era uno sconosciuto, viene invitato a una delle riunioni e pochi giorni dopo viene eletto presidente Ue. Anche Barroso ha partecipato ai summit. I destini  dell'Europa e del mondo passano quindi dalle mani del club Bilderberg. Ue e Bce esistono ma decidono quello che qualcun altro ha già deciso per loro. (…) Personaggi che erano signori nessuno, pensiamo a Clinton, improvvisamente fanno carriere folgoranti. Il Club ha un obiettivo mondialista, un potere finanziario che decide al di sopra dei governi. Tirano le fila della politica europea e mondiale. E i popoli neanche se ne accorgono. Perché Barroso e Van Rompuy non dicono che hanno partecipato alla riunione? E se c'erano, in quale veste? Se lo erano in rappresentanza dell'Ue perché non vengono all'Europarlamento a riferire? .Tra gli italiani, vi partecipano – tra l'altro – Franco Bernabè, John Elkann, Mario Monti e Giulio Tremonti. Siamo ai livelli di altissima super-massoneria. Organizzazioni segrete del governo mondialista. Sono i padroni del mondo". (Intervista di Affari Italiani – 2 Luglio 2010) 

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  • Enzensberger: l’Ue ha tradito Popoli, Trattati e Principio di Sussidiarietà – L’Omertà dei Padrini

    Enzensberger: l’Ue ha tradito Popoli, Trattati e Principio di Sussidiarietà – L’Omertà dei Padrini

    Venerdì, Agosto 31th/ 2012

    – di Sergio Basile –

    Europa / Unione europea / Eurozona / Euro / Hans Magnus Enzensberger / L'Espresso / Romano Prodi / Mario Monti / Mario Draghi / Angela Merkel / Signorotti / Padroni dell'Europa / Neo-colonialismo / Imperialismo Usa / Adolf Hitler / Barack Obama / Ronald Reagan / MES / Fondo Salva Stati Permanente / ESM / Grecia / Portogallo / Parametri di Maastricht / Trattati di Maastricht / Trattati di Roma / Morte del Principio di Sussidiarietà / Principio di Sussidiariatà / Morte dello Stato di Diritto / Espropriazione politica / Espropriazione economica / Padrino / Omertà mafiosa / Immunità giuridica / Euro / Target 2 / Germania / Sacre Scritture / Sacra Bibbia / Apocalisse / San Giovanni / Storia dell'Europa /Riscatto dei popoli / Giustizia / Totalitarismi 

    Enzensberger: ecco come l'Europa ha 

    tradito Popoli, Trattati e Principio di

    Sussidiarietà

    La nuova conquista del potere non ha

    avuto bisogno di Armi e Marce:

    la riflessione dello scrittore tedesco

    Hans Magnus Enzensberger

    Omertà Mafiosa e Immunità Giuridica: 

    come si difendono i "Nuovi Padrini" 

    Cosa c'è alla radice della nostra speranza?

    Lo spunto dello scrittore e la riflessione di "Qui Europa"

    Berlino, Bruxelles, Roma, Francoforte – Mentre i media continuano a buttare fumo negli occhi ai cittadini, con una vergognosa campagna disinformativa tutta incentrata su chiacchiere e spread, particolarmente interessante – ed in controtendenza – abbiamo trovato la riflessione proposta in un articolo dedicato all'intellettuale tedesco Hans Magnus Enzensberger, apparsa stamane nell'ultimo numero del settimanale "L'Espresso". Enzensberger, 83 anni suonati – chi l'avrebbe detto? –  oltre ad essere un acclamato scrittore e poeta di chiara fama internazionale (tra i più importanti del Vecchio Continente) è probabilamnete uno degli ultimi, pochi, intellettuali liberi ed onesti rimasti in circolazione: l'Osservatorio "Qui Europa", a voler giocare con i numeri, oggi – infatti – non ne conta più di cento di questi illustri personaggi, dei quali i cittadini europei dovrebbero andar fieri! Razza, questa,  in via d'estinzione: almeno in attesa che non avanzi una nuova e giovanissima generazione di giornalisti intellettualmente liberi ed onesti, animati da quella strana forma di "pazzia moderna" chiamata coraggio. Senza dubbio, nota lo scrittore, "Settembre sarà un mese cruciale per l'avvenire del nostro continente e della moneta unica". Non va dimenticato, infatti, che mentre continuano i balletti propagandistici di Monti, Draghi, Merkel & Co per l'Europa, l'estate più calda che l'Europa abbia mai avuto, si chiuderà con la decisione dei giudici della Corte Costituzionale tedesca sulla legittimità o meno del MES (o ESM) il dittatoriale e liberticida "Stato Autonomo e Sovrano" travestito da "Fondo Salva Stati Permanentre" al quale "Qui Europa" ha già dedicato dozzine di articoli; mentre lo stesso è passato praticamente inosservato nelle prime pagine dei giornali nazionali e tra le notizie di ingresso dei TG di regime. Canali "informativi", questi,  tutti molto attenti e vigili a non informare a dovere gli ignari cittadini sull'involuzione totalitaristica che sta travolgendo l'Europa, sulla scia di una astrusa ed incomprensibile terminolgia tecnica che comprende veramente ormai solo non più del 3-5% dei cittadini dell'Eurozona.

      La Nuova Conquista del potere 

    La nostra quotidiana lotta conro questa meschina forma di sistematica disinformazione e distrazione di massa, trova pieno conforto nelle parole dello scrittore tedesco, il quale nota come in effetti  "ha qualcosa di fantomatico la quiete con la quale gli abitanti dell'Europa abbiano accettato la loro espropriazione politica senza batter ciglio". Secondo Enzensberger, ciò rappresenterebbe una "novità storica senza precedenti": una novità che lo stesso inquadra come la "nuova vera conquista del potere (…) realizzata senza violenza e senza l'uso di panzer". Al contrario, invece, di quanto avvenne per Adolf Hitler. Tutto, dunque, consumato dietro "oscuri ed occulti retrobottega". Un piano, questo – aggiungiamo – molto più sottile e subdolo, simile per certi versi al neo-colonialismo imperialistico dilagante avviato nel mondo dagli Usa: da Reagan ad Obama. 

      Europa – La violazione dei Trattati e la "Morte dello stato di diritto" 

    Ma la riflessione di  Enzensberger va oltre e ci sorprende. Egli nota infatti – tra l'altro – come le norme ratificate dagli stessi trattati europei "non vengano minimamente rispettate". Dicasi per i Trattati di Roma (del Marzo 1957) che per gli stessi Trattati di Maastricht. Tutti ribassati a vuoti e bistrattati elenchi di articoletti "infranti – nota lo scrittore – a piacere" dagli eurocrati di turno, responsabili della morte dello stato di diritto. Non si comprende infatti che fine abbiano fatto articoli protesi a sancire la preminenza dei cittadini e della dignità umana sui mercati, nonché lo stesso "Principio di Sussidiarietà".

     La Nuova Omertà Mafiosa 

    "Altra novità molto eloquente ed emblematica – nota l'autore – sta nel fatto che i nuovi signorotti (in una ventata di neo-colonialismo) si chiamino Governatori, lo stesso titolo – continua – riservato a direttori di banca, affatto obbligati a giustificare davanti alla pubblica opinione le loro decisioni. Anzi – ribadisce – essi sono espressamente vincolati al segreto". Una sorta di omertà mafiosa che sembra aver occupato tutti gli spazi della pubblica amministrazione targata Ue.

     Il MES e l'Immunità Giuridica dei "Nuovi Padrini" 

    Enzensberger pagagona gli eurocrati "nominati" (e non eletti) al comando del Vecchio Continente, in  pratica,  al pari di "padrini". "Politici sottratti ad ogni controllo giuridico e ad pogni istanza legale". Anzi – nota con puntualità – "padrini che godono ormai di un privilegio che non spetta neanche a un boss della camorra: e cioè – aggiunge – l'assoluta immunità giuridica". Immunità giuridica sancita a chiare lettere nello stesso statuto del trattato denominato fantasiosamente ed ingannevolmente MES: Meccanismo Europeo di stabilità. (Vedi articoli 32 bis e 35 del trattato). MES (da noi ribattezzato "Morte Europea Sicura") che il professor Mario Monti – come denunciato da "Qui Europa" nello scorso mese di Giugno – ha provveduto a ratificare in tutta fretta assieme alla maggioranza dei suoi colleghi del Consiglio europeo, cercando di intrappolare definitivamente i cittadini italiani e dell'Eurozona in una gabbia asfissiante e perenne. Quella del "debito pubblico" fittizio e indotto. Ciò – come denuncia lo stesso scrittore dalle pagine de "L'Espresso" – "ignorando completamente tutte le diversità strutturali delle varie economie nazionali, le loro divergenti competitività, così come i loro straripanti debiti sovrani". Se così non fosse, non si spiega come i padri dell'euro (vedi per esempio il professor Romano Prodi) abbiano forzatamente permesso l'ingresso nell'Eurozona di paesi economicamente  e strutturalmente deboli come Grecia e Portogallo (a suon di parametri recessivi ed inflattivi) ed abbiano poi finito per costringere gli stessi a sottostare ed a seguire il passo di un paese come la Germania. Follia pura! Criteri squinternati e deleteri che hanno ingannevolmente venduto all'opinione pubblica europea l'euro come la moneta dei miracoli, ed il sistema Target 2 (distruttivo ed iniquo sistema dei regolemanti europei interbancari) come una sorta di misterioso elemento di stabilità.

     La strategia del "Repertorio frasologico" da copione 

    Secondo Enzensberger, tuttavia, ciò che lascia ancor più basiti i pochi osservatori onesti e liberi rimasti in giro è il fatto che gli euro-padroni continuino nel loro piano egemonico utilizzando un repertorio frasologico niente male, e sfoderando frasi del tipo: "Non c'è altra alternativa!"; "Dobbiamo salvare l'euro e l'Europa"; "Siamo sulla buona strada per la crescita!"; "Se fallise l'euro, fallisce l'Europa"; "Bisogna assecondare i mercati e non innervosirli! "; "Dobbiamo realizzare gli Stati Uniti d'Europa"; "Dobbiamo realizzare l'unione Bancaria!". Una serie infinita ci cavolate mediatiche e politiche macroscopiche, dunque,  pronunziate come da copione senza alcun raziocinio e ritegno, ed al fine di mantenere lo status quo, l'attuale dittatura.

     Il tradimento del "Principio di Sussidiarietà" 

    Qual'è dunque, al netto della propaganda, la fase 2 del piano dei padroni dell'Europa? Lo si comprende chiaramente quando si parla di vendita del patromonio storico nazionale;  di espropriazione della case di debitori insolventi destinatari di mutui; e di aziende private "regalate" a banche e speculatori esteri. Il vero obiettivo non è soltanto il potere in sé steso (espropriazione politica), quanto il potere economico, realizzato attraverso una vera e propria espropriazione economica. Ma quando ci decideremo a parlare di abbandono dell'euro e di rinazionalizzazione delle banche centrali? Non ci sono altre soluzioni, visto il gravissimo tradimento di quest'Europa delle banche verso il "Principio di Sussidiarietà". "Quel principio – nota Enzensberger – che afferma nè più né meno che in ogni comune come in ogni provincia, in ogni stato nazionale come nelle istituzioni europee, è sempre e solo l'istanza più vicina al volere dei cittadini quella davvero vincolante". Ma dove gli Europei e gli Italiani (nel complesso 500 milioni di cittadini) devono oggi trovare la speranza di credere che un cambiamento possa e debba avvenire?

     Il riscatto dell'Europa – Cosa c'è alla radice della nostra speranza 

    Accannto alle riforme tecniche (già abbondantemente indicate ai nostri lettori in centinaia di articoli pregressi, che vi invitiamo ad approfondire) possiamo porre a base della nostra speranza di riscatto storico 2 elementi. Possiamo dire, quindi, in altri termini, che abbiamo 2 risposte per i nostri lettori. La prima (che non esclude l'altra) è soprattutto, ma non solo, per i cosiddetti cristiani. Quelli autentici. Cioè i veri credenti nell'Amore e nella Provvidenza Divina; ma anche per coloro i quali vagano smarriti senza un preciso riferimento spirituale: la vittoria del bene (alla quale noi crediamo fermamente, cercando di favorirla nel nostro piccolo) è scritta nelle Sacre Scritture, e precisamente nell'Apocalisse di San Giovanni. "Il male – leggiamo – alla fine non prevarrà". L'altra risposta è invece legata alla storia dell'Europa (valida ovviamente anche per i seguaci di Nosro Signore Gesù Cristo) e poggia nella consapevolezza che il Vecchio Continente ha le spalle larghe, ed è passato indenne ad altre forme di totalitarismo, nonché ad altri conflitti e dittature altrettanto sanguinose e schiaccianti. D'altra parte, come ci ricorda lo stesso illustre Hans Magnus Enzensberger – citando Antonio Gramsci – "il pessimismo dell'intelligenza e l'ottimismo della volontà!". Facciamone tesoro, combattiamo insieme la disinformazione e confidiamo nella storia e nel Bene Infinito che ci riscatterà.

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

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  • Insolvenza: maglia nera ai Piigs – La battaglia per il riscatto del Prof Kerber contro Mes ed Euro

    Insolvenza: maglia nera ai Piigs – La battaglia per il riscatto del Prof Kerber contro Mes ed Euro

    Sabato, Agosto 17th/ 2012

    – di Mario Luongo e Sergio Basile –

    Crisi Eurozona / Non performing loans / Pricewaterhouse Cooper / Aumento tassi di insolvenza / Klaus-Peter Willsch / Frank Schaeffler / “Falchi tedeschi” / Opposizione Germania alla Bce / Sentenza Karlsruhe / Fiscal compact / Esm / Mario Luongo / Sergio Basile / Mes / Sentenza giudici Karlsruhe / Destino della Democrazia Europea / Dittatura / Debtocracy / 11 settembre / Parlamento europeo / Controllo totale della BCE / Angela Merkel / Costituzione tedesca / Fiscal Compact / Ratifica / Gruppo Europolis / Euro / Markus Kerber 

    MES – L'insofferenza tedesca: a settembre

    le risposte

    In ballo il futuro della Democrazia in Europa: 

    la coraggiosa battaglia del prof Marcus Kerber 

    contro Mes, Euro e Rigore.

    Finlandia pronta ad uscire dall'euro!

    Intanto l'Austerity porta alle stelle il debito nell'Eurozona, 

    l'insolvenza di famiglie e imprese e le sofferenze bancarie: 

    Grecia, Italia e Spagna curiosamente in "maglia nera"          

    Bruxelles, Berlino – L'involuzione della crescita nell’Europa del Sud, pilotata dallo strapotere dei mercati e della finanza internazionale in complicità con le istituzioni Ue, negli ultimi nove mesi ha portato molti creditori, sia aziende che privati, all’insolvenza, venendo così a creare una generale “sofferenza” delle banche. La società di consulenza finanziaria Pricewaterhouse Coopers ha pubblicato nelle ultime ore un rapporto concentrato principalmente su un dato preoccupante: i “non performing loans”, ossia i prestiti non restituiti alle banche dai creditori. Come in molti altri settori, anche in questo, dai dati si evince una forte spaccatura tra il Nord ed il Sud dell'Europa, specie per quanto concerne l’incremento di questa “sofferenza bancaria” rispetto ai due anni precedenti. E come spesso accade quando si parla di trend negativi l’Italia del dopo Monti è tra i primi stati dell’Eurozona, con un incremento del 37%, seconda solo alla disastrata Grecia, la quale tra il 2010 ed il 2011 è salita da 27 a 40 miliardi. La medaglia di bronzo va prevedibilmente alla Spagna con una crescita del dato del 23%.

      La Germania del "Quarto stato" e quella dei "Banchieri" 

    Dall’altro lato c’è la faccia chiara della luna (o quella ipocrita, dipende dai punti di vista). Il volto fresco di quell’Europa che – grazie al disastroso e paradossale euro; e all'imbroglio legalizzato del Sistema Target 2, ad esso connesso, voluto dalle istituzioni europee nel 2007 – presenta regolarmente tutti i "compiti a casa fatti",  i bilanci in pari e di conseguenza il rigore imposto, rispettato a puntino (per ovvi motivi).  La Germania, ca va san dire, fa contemporaneamente da prima della classe, insegnante e preside della scuola–Europa, con la consapevolezza di chi conta un pò di più nelle politiche collettive e di chi non vuole le altrui ingerenze nelle decisioni euro-tedesche. Ma un dato non ci deve indurre in errore: a star meglio non è la Germania del cosiddetto "Quarto Stato", la Germania dei proletari, ma bensì la Germania degli industriali e dei banchieri.

      L'insofferenza tedesca sul controllo bancario totale  

    La richiesta di diritto di veto in tutte le questioni da parte dei parlamentari tedeschi Willsch e Schaeffler, che in questi ultimi giorni sta facendo molto parlare. Da molti è letto come uno dei vari modi in cui si esprime questa insofferenza tedesca verso limitazioni al proprio potere o aumento di quello degli altri stati. Così si spiega anche – in parte –  il tentativo, sempre tedesco, di frenare o quantomeno smorzare il controllo della Bce su tutti gli istituti bancari, specialmente le piccole casse di risparmio e le banche cooperative. La cancelliera Angela Merkel e i sempre più numerosi “falchi tedeschi"  sono più propensi – comprensibilmente – ad un’azione di controllo da parte della Bce solo sulle 25 maggiori banche nazionali. 

      Sarà un 11 Settembre?  

    Comunque è ancora tutto da vedere, dato che il progetto della Commissione europea sulla creazione di una sola autorità bancaria di vigilanza sarà presentato l’11 Settembre all’Europarlamento. Data simbolica, questa, che potrebbe richiamare alla mente sfocate e terribili immagini, nonché oscuri presagi.

     La battaglia per la Democrazia in Europa 

    Ed è curioso che proprio il giorno successivo ci sia la sentenza dei giudici di Karlsruhe sulla compatibilità della Costituzione tedesca con le leggi di ratifica del Fiscal compact e dell’Esm (o MES) il tremendo Meccanismo Europeo di Stabilità, ribattezzato (da "Qui Europa") "Morte Europea Sicura" . Il ricorso, sollevato da un’ennesima proposta dei membri del Gruppo Europolis, guidati dall’economista Marcus Kerber, si basa sul fatto che i meccanismi dell’Esm impoveriscano il parlamento tedesco di alcune sue funzioni, prima fra tutte la possibilità di legiferare sul bilancio dello Stato, con pesanti ripercussioni sulla democrazia tedesca. Senza dimenticare il fatto che il Mes rappresenta – per tutti i comuni mortali dell'Eurozona del Sud – una vera e propria minaccia, in quanto – come visto – è una sorta di vero e proprio "stato autonomo" mascherato da fondo dotato di personalità giuridica, con pieni ed illimitati poteri finanziari e di ingerenza sugli stati. Insomma, una dittatura mascherata!

     La guerra anti MES del Prof  Markus Kerber  

    Ma la dura, coraggiosa e giusta battaglia del Professor Markus Kerber è anche verso l'euro. "Abbiamo fatto un calcolo, all'associazione. – ha dichiarato nei giorni scorsi – Siamo accademici, alcuni piccoli imprenditori. Se il fondo salva Stati (MES) venisse approvato, costerebbe alla Germania 3.700 miliardi, il 150% del Pil. Abbiamo chiesto ai giudici di tenerne conto. Ma si sa, iudex non calculat. (…) la cifra è stata ottenuta – continua – sommando gli aiuti, fino ai soldi che saranno necessari per il salvataggio di Spagna, Italia e Francia".

      Il MES e la follia francese  

    Secondo l'accademico – in una intervista al Corriere della Sera – infatti, anche la Francia sarebbe in discussione. Dichiara, infatti, Kerber: "mentre l'Italia ha un buon avanzo primario, una grande tradizione di finanze pubbliche, una gestione professionale del debito, (per carità non fatelo sapere a Monti!) la Francia ha un deficit strutturale, 12 miliardi quest'anno, fino a 40 l'anno prossimo; vive al di sopra dei propri mezzi. Ha ambizioni militari (vogliono costruire sei sottomarini da un miliardo ciascuno!) incompatibili con il bilancio. E la classe politica fa finta di niente". Ma la perversità del MES, secondo il professore tedesco si evincerebbe anche da altri fattori: "Il meccanismo del Salva Stati Permanente, dice, è perverso: appena un Paese chiede gli aiuti, smette di pagare per gli altri". Ma è anche vero che – d'altra parte – Qui Europa obietta come lo stesso MES sia in fondo già un costo di per sé buttato sulle spalle dei cittadini dell'Eurozona, che comunque pagano in partenza per il suo sostentamento. Ma evidentemente, da quanto emerge dall'analisi del professor Kerber, alla lunga anche per la Germania (cioè per i cittadini tedeschi) il MES sarà una pura follia, nonché un "costo insostenibile".

     La crociata anti Euro di Markus Kerber e l'alternativa "Guldmark"  

    Ma nel cuore del problema alla fine torna sempre lui, sempre lo stesso tormentone: l'euro. Lo stesso professore, dall'alto della sua onestà intellettuale, ha riconosciuto che una moneta unica non può esistere per economie così diverse (Vedi anche l'articolo in allegato sui paradossi del "Sistema Target 2") . In pratica l'euro, così come concepito è economico per la Germania, ma sconvenientissimo per i paesi del Sud Europa e per l'Italia. Lo stesso Markus Kerber dichiara come esso sia stato in realtà "un progetto pilotato dai francesi per abolire la Deutsche Mark". Ecco perchè propone la sua alternativa: la Guldmark, una nuova moneta da affiancare, esclusivamente nei paesi del Nord, all'euro.  Le due monete potrebbero coesistere, "però – ammette Kerber – la Volkswagen non potrà pagare gli stipendi in euro e vendere le auto in Guldmark".

      Finlandia: tutto pronto per uscire dall'euro  

     Intanto proprio ieri dalla Finlandia – paese parte integrante dell'Eurozona – sono giunte notizie non proprio positive per i fanatisi sostenitori dell'euro "ad ogni costo": il paese nord'europeo, in netta decrescita rispetto alla cugina Norvegia (paese senza euro e senza alcuna crisi, anzi!) avrebbe annunciato attraverso un'agenzia governativa che sarebbe tutto pronto per un piano di fuoriuscita dall'euro.

     Un Settembre infuocato  

    Uno strumento di disequità, dunque l'euro: un pozzo senza fondo il MES: uno pseudo "fondo di salvataggio" (invero di distruzione) che sarà continuamente alimentato (qualora dovesse passare) dagli schiavi dell'Eurozona, cittadini taliani e tedeschi compresi. Uno scherzetto che da Maggio ad ora ci è già costato il 3% del Pil nazionale, nonché un aumento esponenziale del debito pubblico italiano, schizzato come visto da 1965 miliardi (Maggio) a 1973 miliardi e oltre. E come diceva il principe Totò: "e io pago!" Quello che aspetta l’Europa intera è insomma un Settembre che si preannuncia davvero infuocato quanto l’estate che sta per volgere al termine.

    Mario Luongo, Sergio Basile  (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Cari Amici, ecco come ci stanno prendendo per i fondelli

    Cari Amici, ecco come ci stanno prendendo per i fondelli

    Mercoledì, Luglio 11th/ 2012  – di Sergio Basile – Unione europea / Eurogruppo / Eurovertice / Bruxelles / Bce / Banca centrale Europea / Francoforte / Italia / Mario Monti / Manuel Barroso / Fondi Anti-Spread / Fondo Salva Stati / MES /Klaus Repling / Disgrazie / Peso sui cittadini / Immobilismo sostanziale della Bce […]

    MES – The End

    MES – The End

    Giovedì 28th / Giugno 2012 – di Silvia Laporta e Sergio Basile – Unione Europea / Mes / Fondo Salva Stati / Italia / crisi / disinformazione / economia / debito pubblico / Bce / Trattato di Lisbona / Luglio 2012 / Congresso direttivo del Fondo / capitale sociale / morte del welfare / dittatura  […]

    28 giugno 2012No CommentRead More#

    Schiavi di un Debito illegale – Terza Parte: Il Sistema TARGET 2

    Schiavi di un Debito illegale – Terza Parte: Il Sistema TARGET 2

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    Vertice Ue – Vittoria di Monti e Lobby

    Vertice Ue – Vittoria di Monti e Lobby

    Domenica, luglio  1st / 2012  – L'Editoriale, di Sergio Basile – ( Parte Prima ) Consiglio europeo / Vertice / Misure adottate / MES / Fiscal Compact / Growth Compact / Patto per la Crescita / Eurozona / Unione europea / Bruxelles / Roma / Berlino / Francoforte / Italia / Piigs / Debito pubblico […]

    Europa – Ci Risiamo, hanno ammazzato la Democrazia!

    Europa – Ci Risiamo, hanno ammazzato la Democrazia!

    Giovedì, Giugno 28th / 2012 – di Silvia Laporta – Italia / Mes / Esm / TSGC / Dittatura europea / Stati Uniti d'Europa / Omertà / Austerity / Bruening / Immunità giudiziaria / Messaggi falsi / Manipolazione / Eurobonds /  L’Eurodittatura è alle porte : Trattati Blindati immunità giudiziaria e inviolabilità documentale MES e Fiscal Compact: Non […]

    28 giugno 2012No CommentRead More#

    L’Europa e il grande inganno del Debito: come uscirne?

    L’Europa e il grande inganno del Debito: come uscirne?

    Giovedi, Giugno 21th / 2012 – Reportage-Inchiesta, di Sergio Basile e Silvia Laporta  – Italia / Eurozona / Tasse / Federalismo / Regione Veneto / Luca Zaia / Debito / Debito pubblico / Crisi / Banche / Miliardi di euro / Unione Europea/ Germania / Spagna / Grecia / imprese / Piigs / Debito illegale / Economia della truffa / Silvia Laporta […]

    La Spagna, il Rating e il pozzo senza fondo del debito – Prossima vittima l’Italia?

    La Spagna, il Rating e il pozzo senza fondo del debito – Prossima vittima l’Italia?

    Giovedì,  Giugno 14th / 2012 – di Sergio Basile e Silvia Laporta – Spagna / Eurozona / Declassamento / Rating / Fitch / Commissione Ue / Speculazione / Sistema perverso / Strategie mercatiste dittatoriali / Italia / Debito fittizio / Pozzo senza fondo / Il pozzo senza fondo della speculazione / Il debito senza fine  Spagna: i […]

    14 giugno 2012No CommentRead More#

    Banche italiane speculano su “Dramma Grecia”

    Banche italiane speculano su “Dramma Grecia”

    Domenica, Giugno 10th / 2012 –  di Sergio Basile e Silvia Laporta – Unione europea / Sistema bancario europeo / Italia / Francia / Germania / Banche / Meccanismo speculativo / Mercati / Troika / Aiuti alla Grecia / Meccanismo Europeo di Stabilità / MES / ESM / Contributo dell’Italia / Elezioni / Sergio Basile […]

    La riflessione del Nobel – Paul Krugman e la fine dell’euro

    La riflessione del Nobel – Paul Krugman e la fine dell’euro

    Sabato, Giugno 9th / 2012  – di Silvia Laporta – Unione europea / Eurozona / Economia / Finzanza / Instabilità dell'Eurozona / Intervista a Paul Krugman / Banca Finanza / Premio Nobel per l'economia / Politiche di austerity / 6 pericoli immediati per l'Europa / Cecità dei leader europei / Consiglio europeo / Fiscal compact […]

    Barroso – Dalla Repubblica delle Banane a quella delle Banche

    Barroso – Dalla Repubblica delle Banane a quella delle Banche

    Venerdì, Giugno 8th / 2012 – L'Editoriale, di Sergio Basile e Silvia Laporta  – Unione europea / Banche e Finanza / Commissione europea / Commissario al Mercato Interno / Manuel Barroso / Michel Barnier / Banche al potere / Alibi / Ricapitalizzazioni / Repubblica delle Banche / Mario Monti / Commissione Trilaterale / Giorgio Napolitano / Repubblica Italiana / […]

    Bce: Draghi mantiene all’1% i tassi e fa “scaricabarile”

    Bce: Draghi mantiene all’1% i tassi e fa “scaricabarile”

    Giovedì, Giugno 7th / 2012  – di Maria Laura Barbuto – Unione Europea / Banca Centrale Europea / Francoforte / Crisi / Economia / Finanza / Inflazione / Eurozona / Austerity / Crescita economica / Mario Draghi   / Scaricabarile   Bce: Draghi mantiene all’1% i tassi e accusa: La colpa della crisi non è […]

    7 giugno 2012No CommentRead More#

    Basilea 3 e la dittatura della casta bancaria – Vogliono uccidere le Pmi

    Basilea 3 e la dittatura della casta bancaria – Vogliono uccidere le Pmi

    Mercoledì, Maggio 23th / 2012  – di Silvia Laporta – Europa / Unione Europea / Banche / Pmi / Banca d’Italia / Basilea 3 / debito / crisi / tasse / aziende  / Dittatura delle banche / Nazismo bianco / Vogliono uccidere le piccole e medie imprese / Qui Europa / Pmi Supporting Factor  / 66 imprese ogni […]

    Basilea 3 – Ok dell’Europarlamento a rapporto banche

    Basilea 3 – Ok dell’Europarlamento a rapporto banche

    Mercoledì, Maggio 16th / 2012 –  di Sergio Basile – Unione europea / Parlamento europeo / Pacchetto Crd IV / Ecofin / Consiglio europeo / Commissione europea / Bruxelles / Basilea 3 / Eba / European Banking / Authority / Regno Unito / Gianni Pittella / Andrea Enria / Speculazione / Flessibilità / Finanza / […]

    16 maggio 2012No CommentRead More#

    L’Europa sulla scia del Titanic

    L’Europa sulla scia del Titanic

    Venerdì, Aprile 13th / 2012 – di Mirella Fuccella – Unione europea / Bce / Crisi finanziaria / Italia / Spagna / Tasse  / Finanza / Speculazione L’Europa sulla scia del Titanic: Il naufragio dei piani finanziari della Bce Monti segue l'iceberg Draghi nel mare infuriato della finanza globale.  Spread oltre quota 400 Roma, Francoforte – […]

    13 aprile 20121 CommentRead More#

    Crisi: Celente boccia Draghi e politica Bce

    Crisi: Celente boccia Draghi e politica Bce

    Martedì,  Aprile 3rd/ 2012 – di Alessandro Pavanati – Bce / Crisi Eurozona / LTRO / Bolla / Banche e Finanza / Federal Reserve / Banche / Gerald Celente / Mario Draghi   BCE: La salita verso il baratro – La Ltro nasconde una bolla? I rischi del prestito a  basso tasso della BCE agli istituti […]

    Speculazione e “Derivati”: i ruoli di Ue, Draghi e Monti

    Speculazione e “Derivati”:  i ruoli di Ue, Draghi e Monti

    Venerdì, Marzo 30th / 2012 – di Sergio Basile – Parlamento europeo / Commissione europea / Derivati / Regolamentazione / Commissione Industria / Antonio Tajani / Speculazione / Bce / Trichet / Mario Draghi / Mario Monti / Trasparenza / Swap / Bolla Usa / Crisi / Esma / Cers / Obblighi informativi / Reporting […]

    Draghi The King: decision maker di quest’epoca

    Draghi The King: decision maker di quest’epoca

    Venerdì,  Marzo 29th/ 2012 Bce / Mario Draghi / Banche centrali / Ltro / Istituti di credito  Bce: vero decision maker di quest’epoca? Pare di si – E la democrazia? La Bce si è sostituita alla politica: Draghi nuovo Re dell'Europa Roma, Francoforte – Le istituzioni governative hanno il tradizionale compito di regolare la vita […]

    29 marzo 20122 CommentsRead More#

    Eurosistema – in Europa il modello finanziario più perverso? Europei vittime sacrificali? La vera storia delle Banche Centrali

    Eurosistema – in Europa il modello finanziario più perverso? Europei vittime sacrificali? La vera storia delle Banche Centrali

    Mercoledì, Marzo 21th / 2012 – di Sergio Basile – Bce / Eurogruppo / Banche e finanza / Eurozona / Sebc / Bankitalia / Spread / Rating / Agenzie di rating / Ricapitalizzazioni / Basilea II / Basilea III / Coefficienti di riserva patrimoniale / Modello Fed / Bank of England / Crisi / Speculazione […]

    Rehn, la “Natura giuridica dell’euro” e il signoraggio

    Rehn, la “Natura giuridica dell’euro” e il signoraggio

    Mercoledì, Marzo 21th / 2012  – di Sergio Basile – Parlamento europeo / Interrogazione / Commissione Ue / Commissione Affari Economici e Monetari / Banche e finanza / Bce / Eurosistema /Sebc / Bankitalia / Modello Fed / Crisi / Sacre Scritture / Mammona / Vangelo / Speculazione internazionale /       Goldman Sachs […]

    Le banche sempre più ricche: Weidmann contro Draghi

    Le banche sempre più ricche: Weidmann contro Draghi

    Mercoledì, Marzo 21th / 2012 – di Maria Laura Barbuto – Bce / Bruxelles / Banche  / Prestiti / Tassi di interesse / Credit Crunch / Eurotower / Draghi / Weidmann / Dozzo  Le banche sempre più ricche: nuovi prestiti dalla Bce – Weidmann contro Draghi Il Carroccio chiede impegno dell’esecutivo per allentare la stretta del credito. Famiglie e […]

    21 marzo 2012No CommentRead More#

    Il prestito della BCE non garantisce contro la stretta. E’ il dominio dei banchieri?

    Il prestito della BCE non garantisce contro la stretta. E’ il dominio dei banchieri?

      Mercoledì,  Marzo 14th/ 2012 Italia / Bce / Ltro / Banche / Rifinanziamento / Stretta creditizia / lobby / Draghi  Il prestito della BCE non garantisce contro la stretta. E' il dominio dei banchieri? La Long Term Refinancing Operation non vincola sull’utilizzo dei fondi prestati Milano – Il maxi prestito accordato dalla Banca Centrale Europea […]

    Transazioni finanziarie nell’Ue: Tobin Tax, accordo possibile?

    Transazioni finanziarie nell’Ue: Tobin Tax, accordo possibile?

    Mercoledì,  Marzo 14th/ 2012 Unione Europea / Tobin Tax / Banche / Ecofin / Eurogruppo Transazioni finanziarie nell’Ue: Tobin Tax, accordo possibile? Interrogativo retorico. L’opposizione dei piccoli, della City e delle lobby Londra, Bruxelles – E i piccoli si misero di traverso. E se i governi dei piccoli agissero quali nom de plume delle grandi banche? […]

    Mario Draghi e la doppia anima della Bce

    Mario Draghi e la doppia anima della Bce

    Martedì, Marzo 13th / 2012 – di Franco De Domenico –  Unione Europea / Bce / Banche e Finanza / Politica fiscale / Draghi Mario Draghi e la doppia anima della Bce Draghi con una mano presta, con l’altra bacchetta Francoforte – Il presidente della Bce, Mario Draghi, fa marciare la Banca Centrale con due […]

    Dimmissioni vertice Abi: dissenso o colpo teatrale?

    Dimmissioni vertice Abi: dissenso o colpo teatrale?

    Martedì, Marzo 6th / 2012 Italia / Banche / Abi / Bce / Dimissioni / Credit crunch / Avvenire  Dimmissioni vertice Abi: dissenso o colpo teatrale? La Bce aiuta le banche, ma la stretta verso cittadini e imprese continua Bruxelles – Quest’oggi il quotidiano “Avvenire” si occupa, tra l’altro, della rivolta delle banche, che sarebbe […]

    Mercato finanziario drogato da banchieri e inflazione allo sbando. Il ruolo della Bce

    Mercato finanziario drogato da banchieri e inflazione allo sbando. Il ruolo della Bce

    Martedì, Marzo 6th / 2012 – di Sergio Basile – Bce / Crisi Ue / Aste / Dimissioni Abi / Pignoramenti / Pensionati / Crescita   Mercato finanziario drogato da banchieri e inflazione allo sbando. Il ruolo della Bce Stranezze bancarie targate Bce: record dei “depositi overnight”, “pseudo-aste”, signoraggio e strette creditizie. Francoforte, Roma – […]

    Monti e lo “sviluppo” della Banca del Consiglio d’Europa

    Monti e lo “sviluppo” della Banca del Consiglio d’Europa

    Martedì, Marzo 6th / 2012 – di Sergio Basile – Italia / Consiglio d’Europa / Banche / Ceb / Cdm / Aumenti di capitale  Monti e lo “sviluppo” della Banca del Consiglio d’Europa Roma: il Cdm Monti decide per l’aumento di capitale della Ceb Roma – Quest’oggi nella capitale, Mario Monti, e il suo Consiglio […]

    La morale delle banche sullo scoglio dei “depositi overnight”

    La morale delle banche sullo scoglio dei “depositi overnight”

    Martedì, Marzo 6th / 2012 – di Sergio Basile – Bce / Speculazioni / Depositi over-night / Stretta sul credito / Famiglie  La morale delle banche sullo scoglio dei “depositi overnight” Di notte: Le banche ingrassano, le famiglie dormono sonni agitati Bruxelles – Si sa! La notte porta consiglio. Ma ci sono delle eccezioni. E’ […]

    6 marzo 20123 CommentsRead More#                                                                                                        

  • Dublino – Stasera l’esito del voto anti-austerity ed anti-eurocasta

    Dublino – Stasera l’esito del voto anti-austerity ed anti-eurocasta

    Venerdì, Giugno 1st / 2012

    – di Silvia Laporta – 

    Irlanda / Dublino / Eurozona / Unione europea / Referendum / Fiscal compact / Angela Merkel / Germania / Ue / Debito / Crisi / Irlandesi / Banche / Debtocracy / Voto / Referendum / Fiscal Compact / Fmi / Ue / Troika / MES / Fondo Salva Stati / Democrazia / Controinformazione / Rinascita / Silvia Laporta / Qui Europa / Controinformazione / Europa / Fondo Monetario Internazionale  

    Gli Irlandesi vogliono “cavarsela da soli” 

    Bassa affluenza al referendum, stasera l'esito!

    Dublino – Stasera l’esito del voto anti-austerity ed anti-eurocasta

    Dublino –  Tensioni politiche e aspettative differenti a proposito del referendum (Anti-Troika) sul Fiscal Compact che, nel suo primo giorno, si è chiuso ieri sera alle 22 (le 23 in Italia).  Al seggio, situato nel complesso che accoglie il Dipartimento dell’Istruzione, a  Malborought Street, solo il 50% degli Irlandesi si sono recati a votare a favore o contro  la modifica costituzionale tesa a rendere vincolante il pareggio di bilancio pubblico: istituzionalizzato dal "Fiscal Compact". Un interesse “relativo” abbinato all’importanza “relativa” dello stesso Referendum: basta infatti che i 12 Paesi su 25 firmatari, (finora sono 5), ratifichino il Trattato perché questo entri in vigore, quindi il voto irlandese non può bloccarlo. Ma un eventuale “no” si colorerebbe di sensibili e vivaci sfumature politiche. Questo referendum è stato fatto soprattutto per riflettere l’opinione pubblica dell’Irlanda sulla dissennata strategia che i governi  sotto la spinata della tecnocrazia dominante si sono dati per affrontare la crisi del debito. Qualora vincessero i si, la cancelliera  tedesca Merkel potrà dire di aver portato a casa un piccolo successo. L’idea del Fiscal Compact, e dei suoi “meccanismi automatici” di riduzione del deficit, con contestuale annientamento di importanti armi statali di sviluppo, quali tra tutte il deficit spending (vedi articoli precedenti nel motore di ricerca di Qui Europa) è tutta made in Germany, ma anche – evidentemente – made in Italy, o meglio made in Bocconi! Qualora l’esito fosse un “no”, salterebbe chiaro agli occhi, come le misure di austerity promosse dalla cancelliera, non siano poi cosi “benviste”o “utili” per la  popolazione. Tra i sostenitori della politica anti-austerity dell'eurocasta, anche Sinn Fèin, l’ex braccio politico dell’Iraq.

      Un secco "No" alla trappola dell'Austerity e a "Debtocracy"  

    Dall’altro lato, la paura  di molti Irlandesi è quella di dover occupare una posizione ai margini dell’Europa. A seguito di un “no”, infatti, non  potrebbero  più contare – stando all'euro-ricatto lanciato a mò di minaccia  da Bruxelles – sui finanziamenti a basso costo dell’Esm (Fondo Salva Stati) ma solo sulle proprie forze. Ciò diventa preoccupante per i cittadini in un momento di estrema crisi economica, in cui per far fronte al crack bancario , l’Irlanda,  è sotto programma Ue-Fmi, in cambio di un prestito di 67,5 miliardi. Ma alla fine è senz'altro la scelta giusta: dire no a "Debtocracy" ed ai suoi servi tecnocratici.

      Irlanda – Un nobile monito per tutti gli Europei? Forse si!  

    Comunque vada, la popolazione sa di star andando incontro a un periodo di crisi e povertà in cui toccherà “stringere i denti” per poter andare avanti e risollevare la situazione. Nonostante i pareri discordanti divisi tra gli euro-scettici – una maggioranza decisa a voler abbandonare le misure di austerity – e gli europeisti – in minoranza – che evidenziano, al contrario, il bisogno e la stretta dipendenza dall’Unione dei tecnocrati e dei suoi finanziamenti, bisognerà aspettare questa sera per conoscere l’esito. Un esito che, ricordiamo, non sarà estremamente vincolante a livello decisionale ma esprimerà solo l’idea politica del Paese. Alle decisioni ci pensa la Merkell, purtroppo! Ma ancora non è detto. Intanto l'Europa della Democrazia sembra voler alzare la testa e riprendersi la propria sovranità.

    Silvia Laporta (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • La trappola Eurobond e il Nuovo Leviatano

    La trappola Eurobond e il Nuovo Leviatano

    Venerdì, Giugno 1st / 2012  

    – di Maria Laura Barbuto –

    Unione europea/ Parlamento europeo / Commissione Bilancio / Fondo Monetario Internazionale / Strasburgo / Eurobond / Project Bond / Banche / Crisi / Speculazione / Banche commerciali / Banche d’affari / Infrastrutture europee / Mercato / Economia / Fallimenti / Angela Merkel / Paul Volcker / Christine Lagarde / Barack Obama / Maria Laura Barbuto / Qui Europa / Nascita di un nuovo leviatano / porte aperte alla speculazione finanziaria / Alexis De Tocqueville 

    Eurobond sì, Eurobond no:  questo è il dilemma!

    Per porre fine alla speculazione, è necessaria la separazione

    tra banche d’affari e banche commerciali. 

    Intanto la Commissione Bilancio del Parlamento Europeo

    stanzia 230 milioni di euro in “project bond”

     

    di Maria Laura Barbuto

    Eurobond – Debtocracy e il Grande Bluff speculativo

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Eurobond: Emissione di Nuovi Debiti in un circuito già sovraccarico                          

    Strasburgo – In Europa si pensa ancora di risolvere la crisi attraverso la creazione massiccia di nuovo debito, ovvero – in pieno clima di "Debtocracy" – attraverso l’emissione di eurobond: termine diventato “famoso” ( o meglio sarebbe dire celeberrimo ) per i cittadini europei a partire dallo scorso luglio 2011, utile  ad indicare l’ipotetica creazione di obbligazioni del debito pubblico dei Paesi dell’Eurozona. Eurobond sì, Eurobond no: questo è il presunto dilemma! Sicuramente, l’emissione degli stessi – oltre ad aggravare i debiti degli europei – porrebbe in essere una netta separazione tra paesi “Virtuosi” e paesi “meno virtuosi” ed è anche per questo che tali obbligazioni sono state salutate da tanti Stati membri dell’Unione europea con grande scetticismo o avversione. Prima tra tutti -pare – dalla Germania della Merkel che, essendo un paese da tripla A, teme di rimetterci le penne “solo” per aiutare gli altri Stati. Ma la verità è che l'eurocrazia andrà dopo un pò di teatro verso questa direzione: 1) perchè sarà a vantaggio dei soliti sottoscrittori e delle banche; 2) Perchè qualcuno dovrà pur pagare questi nuovi debiti. Indovinate chi? Tuttavia, è bene dire che l’emissione di Eurobond non potrà mai essere indolore anche per altri motivi: per i paesi ai quali verranno concessi, potrebbe prospettarsi – secondo gli eurotecnocrati – una politica fiscale e di bilancio meno rigorosa rispetto a quella imposta ai paesi più virtuosi e si finirebbe per favorire, così, il cosiddetto “azzardo morale”. Gli Eurobond, tuttavia, prima di diventare concreti, dovranno essere necessariamente inseriti in un nuovo disegno delle istituzioni europee che preveda la nascita di un governo unico internazionale o almeno di un Ministero delle Finanze dell’Unione Europea.

     Eurobond: Verso la nascita del "Mostro Leviatano"                                                             

    Insomma l'impennata di un processo di iper-accentramento verso una sorta di superstato leviatano di Tocquevilliana memoria che potremmo definire – facendo contenti i federalisti – "Stati Uniti d'Europa": un qualcosa che fa tremare solo a pronunziarsi. Una bestemmia contro la gloriosa storia degli stati europei, le loro differenze culturali, le loro palesi differenze di costumi e tradizioni. Qualcosa che qualcuno, nei piani alti, vorrebbe irrimediabilmente mutare in senso centralista. Che ne sarà della democrazia se a comandare sarà un'unica élite di tecnocrati, vicina alle banche, alle lobby – alle logge massoniche – e laicista?

    Eurobond: Porte aperte alla speculazione finanziaria                                                            

    Intanto, all’Europarlamento, la Commissione Bilancio ha previsto e stabilito di stanziare 230 milioni di euro in “project bond”, che saranno destinati , tra il 2012 e il 2013, per infrastrutture europee che saranno finanziate dai privati, in una prima fase sotto la “supervisione” dell’Ue. In tutto ciò rientra anche il problema della speculazione finanziaria: Paul Volcker, consigliere del presidente statunitense Barack Obama, pochi giorni fa, al Parlamento europeo, ha ribadito la necessità di ritornare ad una netta separazione tra le banche d’affari e quelle commerciali. Il suo appello non è stato preso in considerazione dai rappresentati europei, né dai media che hanno fatto orecchie da mercante. Puntuali anche le "preoccupate" dichiarazioni del direttore generale del Fondo Monetario Internazionale (lo stesso che sta uccidendo la Grecia) Christine Lagarde, che ha ricordato che “le banche svolgono una funzione che va intesa come bene  pubblico e pertanto il loro compito non può considerarsi ancorato a leggi di mercato”. Il progetto proposto da Volcker prevede semplicemente che le banche che portano avanti una "chiara speculazione" non possano ricevere garanzie da parte dello Stato.

     Il governo dei bancheri                                                                                                                      

    Le banche d’affari, in pratica, qualora dovessero ritrovarsi con i conti in rosso, non riceverebbero alcun aiuto e si avvierebbero verso un ovvio fallimento. E, forse, proprio il fallimento delle banche che speculano, potrebbe salvare l’Europa dalla crisi attuale. Forse il problema verra dell'Ue sta proprio in questo punto: ovvero nella testarda e gravissima volontà di non voler imbrigliare la speculazione, ma anzi di voler rafforzare la struttura e la disponibilità finanziaria dell'élite dei banchieri che governa oggi l'Europa.

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

     

  • Irlanda – Referendum: voto cruciale sul Fiscal Compact

    Irlanda – Referendum: voto cruciale sul Fiscal Compact

    Giovedì, Maggio 31st / 2012

    –   di Maria Laura Barbuto –

    Unione europea/ Irlanda / Spagna / Dublino / Madrid / Crisi / Banche / Referendum / Patto di Bilancio / Politica / Euro / Dollaro / Svalutazione / Ricapitalizzazione / Bankia / Angela Merkel / Manuel Barroso / Luis De Guindos 

    Irlanda – Referendum: Cruciale voto sul

    Fiscal Compact 

    Irlanda: referendum sul patto di bilancio

    e la paura di essere la nuova Grecia

    Crisi bancaria spagnola: ripercussioni in tutta Europa.

    Euro in calo vertiginoso a 1,24 dollari

    Dublino – La corsa al voto per bloccare il Patto di Bilancio

    Dublino – In tutta Europa, l’unica consultazione popolare sul patto di bilancio avverrà, oggi, in Irlanda. Proprio gli irlandesi, in tempi precedenti, sono stati una rogna per l’Ue perché, sia nel 2001 che nel 2008, bocciarono i trattati, di Nizza prima e Lisbona poi, sottoposti al voto referendario. Che non si ripetano anche oggi? Purtroppo la “dittatura” imposta dalla signora tedesca Angela Merkel, questa volta, non lascia sperare che i cittadini d’Irlanda vadano controcorrente rispetto agli altri “colleghi” europei anche perché, se così fosse, verrebbero chiusi i rubinetti dei finanziamenti da parte dell’Ue e l’Irlanda proprio non può permetterselo. Un euro-ricatto a tutti gli effetti dunque!  La  paura di finire sul lastrico, così come la Grecia, fa pensare all’Europa come un’ancora di salvezza, ma dall’altra parte, lo si sa, gli Irlandesi sono stati spesso i protagonisti di grandiosi colpi di scena. Eppure, si dice che il risultato del referendum non avrà ripercussioni sul piano internazionale: ma sarà vero?

      Un referendum decisivo  

    Nonostante il patto di stabilità entrerà in vigore se ratificato da soli 12 stati su 25, il caso di Dublino non solo è singolare ma, comunque vada, influenzerà Berlino: se vinceranno i sì, la Merkel si ritroverà ad avere in mano le briglie dell’Europa e – a detta nostra, anche la frusta – nel caso in cui prevalgano i “no”, gli irlandesi infliggeranno un duro colpo all’austerità imposta dai tedeschi. Qualcosa dunque, in bene o in male, cambierà. E pensare che la crisi irlandese non nasce da un incontenibile disavanzo pubblico ma, come siamo abituati a sentire, dall’ormai “tradizionale” scoppio della bolla immobiliare che si era creata negli in cui il paese si era reso protagonista di una crescita notevole che, purtroppo, appartiene al passato. Il presente dello stato irlandese è il referendum: la paura del mancato accesso al meccanismo di stabilità europeo favorirebbe la vittoria dei “sì”, sempre secondo le ipotesi. Quale sarà il futuro del Paese?

      Comunque un esempio per tutta l'Europa  

    Per il momento ci limitiamo a dire che, indipendentemente dal risultato del referendum, la sovranità popolare non è stata svenduta perché saranno i cittadini irlandesi a decidere del futuro della propria nazione sia all’interno dei propri confini, sia sullo scacchiere internazionale. E intanto se, da un lato, si parla di ipotetica stabilità, dall’altro nello “scontro” euro-dollaro, la moneta unica dell’Unione ha, ovviamente, la peggio visto che, ieri, è scesa ai minimi da luglio 2010, ovvero a meno di 1,24 dollari.

      Euro ai minimi dal 2010  

    In questa situazione di paura pare che, per correre ai ripari, ci si muova verso i beni di rifugio statunitensi. Che non si stia avverando la profezia che vuole che l’euro faccia lo sgambetto anche alla solida Germania, proclamando così gli Stati Uniti come tetto del mondo? Una crisi, quella europea, che pare sia alimentata anche dalla situazione bancaria spagnola: mentre il presidente della Commissione Ue,  Manuel Barroso, propone “un’unione bancaria tra i vari paesi dell’Unione con una supervisione finanziaria integrata”, idea che di certo non sarà sposata dalla Germania, gli istituti di credito spagnoli devono essere ricapitalizzati. Pare infatti errivato il momento di "regalare" altri euro alle banche!

      La pazienza degli Spagnoli  

    Su tutti il caso Bankia (vedi articolo pubblicato ieri su "Qui Europa"): 19 miliardi di euro per ripartire, 19 miliardi che – stando alle dichiarazioni del ministro delle Finanze spagnolo, Luis De Guindos – “saranno raccolti dal Governo attraverso l’emissione di titoli di Stato”. Ma la vera crisi, ecidentemente, non è quella  delle banche: bisognerebbe trovare una soluzione alla crisi della politica Ue che, oggi, non è più un servizio reso al popolo ma un abuso di potere e di denaro. Di certo non prevediamo gli scenari futuri, ma siccome il futuro si costruisce sul presente, stando a quanto accade oggi, il palcoscenico sul quale vivremo non sarà fatto di rose e fiori. 

      Priorità da affrontare per uscire dalla dittatura mercatista  

    Cosa fare? Prioritario dialogare con quanti ignorano il reale stato di dittatura nel quale stiamo vivendo, iniziare a scrivere fiumi di lettere ai nostri rappresentanti all'Europarlamento chiedendo di riformare l'art. 123 del Trattato di Lisbona e di delegittimare le agenzie di rating dal votare e sminuire gli stati sovrani (regendo il moccolo al mercatismo internazional) annullando l'effeto malefico dello spread sul debito pubblico degli Stati, e votare contro tutti i partiti europei e nazionali collusi con le caste bancarie e propinanti miracolistiche quanto subdole politiche neo-liberiste. Infine, chiedere a gran voce ai nostri referenti in Parlamento di avanzare proposte di legge per bandire le operazioni in derivati e le mostruose operazioni off-shore, nonché la speculazione alimentata dai depositi over-night (vedi archivio "Qui Europa"). Solo così l'Europa riaquisterà nagli occhi del mondo la sua identità e la sua millenaria credibilità. Diversamente essa sarà desinata a diventare (contrariamente a quanto sostengono i nostri euro-tecnocrati) la tomba della civiltà umana. Intanto, stiamo a vedere, oggi, come gli Irlandesi risponderanno alla sfida referendaria.

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Eurozona: “Mare Mosso” d’Europa – Cui prodest?

    Eurozona: “Mare Mosso” d’Europa – Cui prodest?

    Giovedì, Maggio 31st / 2012

    – di Domenico Apicella –

    Unione europea / Eurozona / Grecia / Abbandono Eurozona / Fuga / Effetto domino / Angela Merkel / Christine Lagarde / Manuel Barroso / Cicerone / Rating / Spread / Convenienza / Cui prodest / Domenico Apicella / Qui Europa / Controinformazione  / Pacchetto Barnier sul rating mai approvato 

    Eurozona –  “Mare Mosso” in Europa

    Cui Prodest?

    Cicerone – Cui Prodest?

    Bruxelles, Atene – “L’uscita della Grecia dal regime monetario unico europeo provocherebbe un effetto domino su tutte le politiche economiche dei paesi dell’Eurozona, con conseguente distruzione del sistema finanziario comune”: è questa la grossolana ma alquanto efficace ipotesi avanzata da illustri economisti della  Bank of America Merril Lynch. Siamo davanti ad allarmismi “sinceri”, derivanti da una reale preoccupazione degli americani o ad una squallida tattica psicologica che progressivamente possa portare le popolazioni europee a ribellarsi creando una reale implosione del sistema economico europeo? È vero  che siamo nell’era di rivoluzioni repentine ed imprevedibili in un sistema globalizzato come il nostro, ma per perdere quella sovranità economica di cui disponevamo sino a pochi anni fa, per svalutare l’euro al ribasso in questo modo , prima di convincerci che sia giusta una decisione che spinga in un senso o in quello opposto, non sarebbe utile determinare ed appurare le “ingerenze” subìte da paesi a cui conveniva scatenare questo collassso? “cui prodest” (letteralmente “a chi giova”) diceva Cicerone per far emergere durante un processo la colpevolezza dell’uno o dell’altro imputato.

      La mina greca                                                                                                                                

    Nel frattempo in Grecia si delineano gli scenari che verranno e le elezioni del 17 giungo prossimo sembrerebbero quasi virare verso un’univoca direzione pro-Eurozona, ma potrebbero esserci brutte sorprese per Angela Merkel, Christine Lagarde, Manuel Barroco & Co. D’altro canto si addolcirebbe anche la posizione della cancelliera tedesca che consentirebbe un’ulteriore sforzo da parte dell’Europa improntato su una direttrice non più dualista ma monista: "mantenere  la Grecia nel sistema euro-centrico” (probabilmente perché anche la Germania sarebbe colpita al cuore se gli scenari futuri prospettassero un’uscita greca – vedi articolo di ieri Venerdì 30, in "Qui Europa"). È importante comunque far notare che quello in corso è il quinto  anno consecutivo che la Grecia è in recessione per l’insostenibilità delle politiche di risanamento dei conti pubblici imposte dall’alto dei vertici europei, quindi, se da un lato si conferma una linea dura ed inflessibile sul rispetto dei “patti”, dall’altra l’Europa mostra strategicamente una faccia tenera e comprensiva (si fa per dire) ed un paio di quesiti a tal proposito mi sovvengono: qual è la vera Europa? La Grecia è bocciata o promossa? E l’Italia ha sostenuto i cosiddetti esami?

      Eurozona – Cara Italia, "Cui Prodest"?                                                                                 

    Un breve cenno infatti sulla nostra ben amata penisola lo dovremo pur fare, dicendo che noi non navighiamo certo in acque tranquille, stiamo transitando in una tornata “mossa” che non si sa dove porterà, tuttavia non è utile ai fini pratici lottare contro un nemico astratto  impercettibile come lo “spread” (a quello dovrebbe pensarci Barroso, semplicemente dando attuazione al vecchio "pacchetto Barnier", tendente a delegittimare le votazioni delle agenzie di rating verso gli stati sovrani – una vera indecenza mercatista e liberticida ai danni di 500 milioni di cittadini – presentato all'odg dei commissari ad inizio anno, ma tuttavia mai approvato per assurdi pretesti e per l'assenza grave ed ingiustificata dello stesso Barroso, impegnato quel dì in altri affari… ) anche perché sarebbe una lotta fratricida tra Germania, che gode del rendimento più certo dei titoli interni e resto dell’Europa che vive una fase di acuta insicurezza, ma è necessario capire se il presunto "comune intento europeo" sia ancora praticabile o superabile; se è un progetto concreto o se non lo è mai stato; se vale la pena sudare e morire per non perderlo di vista o se i sacrifici ed il sangue versato da vittime innocenti è sufficiente a fermarsi qui. l’Italia ,dinanzi  a questa tornata “mossa” non può e non deve sbagliare, in un senso o nell’altro vivremo e moriremo da Italiani, lotteremo e soffriremo da Italiani, tuttavia speriamo di farlo per un motivo “valido”. Ad oggi quel motivo è tuttavia inconsistente e sfuggente ad ogni raziocinio. 

    Domenico Apicella  (Copyright © 2012 Qui Europa)