Martedì, Aprile 24th / 2012
– di Franco De Domenico –
Europa / Francia / Elezioni / Francois Hollande / Marine Le Pen / Nicole Sarkozy
A Parigi spira vento di sinistra
Hollande ottimista, ma c’è l’incognita Le Pen
E' la fine del Regno di Sarkò?
Parigi – Già canta vittoria, contro ogni scaramanzia che in Italia inviterebbe a una superstiziosa prudenza, ma evidentemente in Francia non è invocata. François Hollande è più che ottimista: nonostante la vittoria di misura sul rivale Nicholas Sarkozy, promette un futuro migliore per la Francia, con parole d’ordine come ripresa, sviluppo, speranza per i giovani. Peccato che i mercati gradiscano di più la politica di “rigore” dell’asse Merkel – Sarkozy – Monti, che in caso di vittoria del socialista francese, perderebbe una pedina preziosa per lo scacchiere. Ma i mercati, si sà, hanno appetiti contrastanti con le speranze e le istanze di equitò dei popoli.
Nevrosi dittatoriali
Mentre i mercati vedono nero – in questi giorni le borse arretrano di parecchi punti, lo spread italiano vola di nuovo pericolosamente in alto – in Italia Bersani plaude al suo “cugino” transalpino. Ha dichiarato, poche ore fa, che con la probabile vittoria di Hollande per la sinistra europea, e per la politica europea in generale, si aprono scenari nuovi, diversi da quelli “anomali” disegnati oggi. Secondo il segretario del Pd "i progressisti hanno una piattaforma concretissima. Anche per il nostro Paese si apre qualche spazio, la possibilita' di avere piu' voce in capitolo. Monti e' chiamato a far sentire questa voce". Ma francamente restano parole appese al filo delle contraddizioni.
Bersani osanna il "Progressista Monti"…. Siamo alla Frutta & Dolce
Curioso che proprio Monti sia designato da Bersani a far sentire la voce “progressista” del nostro Paese. Ma tant’è, in periodi di crisi e di difficoltà anche politiche abbiamo tutti bisogno di speranze, e in questo momento quelle della sinistra italiana, ed europea, sono indirizzate a Parigi e a Hollande, proprio nell’anniversario della Liberazione che da Parigi – paradossalmente da un uomo poi passato tra i conservatori, Charles De Gaulle – prese in buona parte le mosse.
L'incognita Le Pen
Ma a rompere le uova nel paniere agli ottimisti di Hollande c’è una donna bionda, quarantenne, che ha ballato ed esultato dopo il primo turno. E’ Marine Le Pen, nuova leader del Front National di estrema destra, dopo lo storico padre Jean–Marie, che si è praticamente auto–proclamata trionfatrice di questa corsa all’Eliseo, e ha davvero poco da perdere, comunque vadano le cose. Ha sfiorato il 20%, quota davvero alta per un partito che si voleva di nicchia; e ha lasciato le briciole all’estrema sinistra di Jean – Luc Melénchon, che si è fermata all’11,7%. Bisogna aggiungere che Melénchon ha ufficialmente negato, nel ballottaggio, appoggio a Hollande. Cosa faranno gli elettori della “dama nera”, come ora la chiamano? L’ago della bilancia, purtroppo in questo 25 aprile, è dato da una buona percentuale di francesi inaspriti, spesso xenofobi: difficile pensare che si indirizzino sul candidato socialista. Medames et messieurs, faites vos jeux!
Franco De Domenico (Copyright © 2012 Qui Europa)


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