Sabato, Giugno 1st/2013
– Sergio Basile, Marinella Correggia –
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Siria – La Russia in Soccorso di Damasco
contro i Signori della Guerra
Inviata fornitura di missili russi S-300. Anche
Hezbollah in soccorso del popolo siriano
– Le pressioni di Israele, Francia e Regno Unito
– Intanto si prepara la Conferenza di Ginevra del
prossimo 5 Giugno
– I Signori della guerra vorrebbero escludere Assad
di Sergio Basile
Siria – L'Italia e il gioco del Silenzio
Damasco, Siria – Sono ore cruciali per la Pace in Siria e nel mondo, anche se la notizia sembra non interessare ai media italiani: stasera – ad esempio – il TG1 non ha nemmeno dato la notizia tra quelle di sommario in prima pagina. Continua il disgustoso gioco del silenzio.
La Russia in soccorso della Siria, contro l'imperialismo Usa-Nato
Nelle scorse ore la tv pubblica di Damasco ha tuttavia diramato la notizia secondo la quale la Siria ha già ricevuto una prima fornitura di missili russi S-300 e il resto del carico arriverà presto. Lo ha dichiarato il Presidente Bashar Al-Assad. la notizia è stata riportata anche dalla tv filo-Hezbollah Al Manar. L’annuncio dell’invio di sistemi missilistici antiaerei russi a Damasco ha come prevedibile suscitato la dura contestazione di Israele, fedelissimo ed eterno alleato degli USA. Ora gli occhi del mondo sono puntati sulla prossima Conferenza di Ginevra, ma l'imperialismo Usa-Nato & Co. sembra non gradire la presenza del Presidente Siriano Assad. Un leader amatissimo dal suo popolo ed ingombrante per le mire esponsionistiche e neo-colonialiste dei signori della guerra.
I Guerrafondai non gradiscono la presenza di Assad a Ginevra
Quanto al resto, Assad non ha dubbi: “ogni accordo che dovesse essere raggiunto con l’opposizione dovrà essere sottoposto a un referendum. Hezbollah – ha poi aggiunto Assad – è in Siria per combattere Israele”. Certo è che la decisione dell'Europa di aprire alla fornitura di armi ai cosiddetti ribelli (mercenari integralisti anti-governativi) non aiuta il processo di pace. Ma l’opposizione siriana incalza, e nelle ultime ore ha minacciato che boicotterà la conferenza se Assad continuerà a guidare il Paese. Pretese francamente davvero assurde! Perchè – ci chiediamo – il leader di un Paese sovrano ed amatissimo dal suo popolo dovrebbe abbandonare il governo? Pretese davvero assurde!
Il Ruolo di Russia e Israele e i preparativi per la Conferenza di Ginevra
Ora il ruolo più importante lo giocherà la Russia di Putin: finora dimostratasi nobile e prezioso alleato del popolo siriano e del suo governo. In particolare Russia, Stati Uniti e Onu si incontreranno il 5 giugno a Ginevra per preparare la Conferenza di Pace. Ma sul fronte opposto continua la vergognosa chiusura del governo israeliano, il quale minaccia nuovi ed ingiustificati raid armati se Damasco fornirà armamenti agli alleati Hezbollah (movimento sciita libanese). Hezbollah che per bocca del leader ha difeso l’intervento delle sue milizie nella lotta ai ribelli, accusando Israele e Stati Uniti di fomentare il conflitto.
Il Fronte Europeo – Il Volto Tenebroso di Francia e Gran Bretagna
Intanto sul fronte europeo, L’Ue ha rimandato di due mesi l’eventuale invio di armi ai ribelli siriani. L’embargo sulle forniture belliche ai ribelli, in scadenza oggi, non è stato rinnovato, ma i singoli Stati potranno decidere in tutta libertà come comportarsi dal 1° agosto, ovvero dopo la fine della Conferenza di Ginevra. Gran Bretagna e Francia, ovviamente fremono per l'invio di armamenti, dimostrandosi contrarie ad ogni spirito di pacifica convivenza tra i popoli, in nome di un dialogo che sarebbe invero provvidenziale per milioni di vite umane, e per scongiurare eventuali conflitti più sistematici che potrebbero sfociare in una vera e propria "Terza Guerra Mondiale". Proprio quel che cercano i signori della Guerra. Frattanto, proprio a Parigi il segretario di Stato americano Kerry e il ministro degli Esteri russo Lavrov hanno discusso della futura conferenza di pace.
Il Dramma dei nostri fratelli Siriani
Ma diplomazia per la Pace e subdole strategie guerrafondaie a parte, nel silenzio si continuano a consumare indicibili e infiniti drammi umani, diffcili da raccontare, che ci gettano ogni giorno nello sconcerto più totale. Come non immedesimarsi nel dramma dei nostri fratelli Siriani? Cogliamo assieme dalle vive parole della nostra carissima amica e volontaria Marinella Correggia, alcune delle pagine più tristi di questa assurda e diabolica tragedia. Facciamolo assieme, stringendoci accanto alla giovane Yara Abbas, volata in cielo. Recisa violentemente come uno splendido fiore in un prato verde, e gettata al vento dalla folle mano dei soliti mostri.
Sergio Basile (Copyright © 2013 Qui Europa)
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La Domanda di Yara
di Marinella Correggia
La Domanda di Yara
Damasco, Qusair, Siria – Rimane un foglietto sul quale mi aveva scritto nome e email, con una grafia di sbieco. Era il 10 maggio e Yara Abbas, giovane giornalista della tivù siriana Al Ikbhariya, aveva partecipato a Damasco alla conferenza stampa finale della delegazione internazionale in appoggio al movimento siriano Mussalaha (riconciliazione). I giornalisti erano pochi, tutti siriani e poi la venezuelana Telesur, nessun media occidentale o arabo presente a Damasco aveva ritenuto di doversi scomodare per ascoltare Mairead Maguire, irlandese premio Nobel per la Pace, che guidava la delegazione della quale facevo parte anche io. Ma non avrei notato Yara – che non avevo mai visto prima – se non fosse stato per una sua domanda, forse era retorica o forse un pò provocatoria.
Al Ritorno nei vostri Paesi…
Aveva alzato la mano e aveva chiesto: “Arrivano diverse delegazioni internazionali, qui. Ma mi pare che al ritorno nei vostri paesi, a livello di informazione sulla Siria non cambi nulla. Come mai secondo voi?”. Imbarazzante! Come quando i medici di Baghdad, nel lungo affamante embargo fra le due guerre all’Iraq (500mila morti fece quell’embargo), dopo aver mostrato lo stato degli ospedali alle delegazioni in visita osservavano: “Abbiamo incontrato diversi gruppi dall’estero, ma siamo sempre qui, niente è cambiato”.
Le avevo scritto il giorno dopo…
A Yara, non c’era stata una vera risposta, adesso non riesco a ricordare perché. Ma le avevo chiesto l’email. Le avevo scritto il giorno dopo, ancora a Damasco, per spiegarle alcuni meccanismi, e per dirle del nostro impegno. Nessuna risposta! Del resto forse era partita appunto per il fronte. Avevo pensato di riscriverle per risponderle meglio.
Nessuno potrà più risponderle…
Ma nessuno potrà più risponderle. Yara Abbas è stata uccisa il 27 maggio 2013, nella provincia di Homs, vicino alla base aerea di Dabaa, dunque vicino a Qusair dove continuano i combattimenti. Si trovava là al seguito dell’esercito siriano. Lei vedeva la guerra da quella parte. Un lavoro pericoloso che faceva da molti mesi. Secondo una nota del ministero dell’informazione, Yara è stata colpita da un cecchino ovviamente dell’opposizione armata. Nel suo ultimo reportage, oggi, mostrando immagini di soldati che avanzano, macerie sparse e ordigni recuperati, Yara dice: “Siamo nel punto vicino all’area fino a poco fa controllata dai mercenari, laggiù c’è il macello di Qusair con il tetto rosso, da lì i terroristi cercavamo di entrare a Qusair ma ora tutto è sotto il controllo dei soldati”. Nell’agosto 2012 un’altra Yara, Saleh, sempre di Al Ikhbariya, era stata rapita da gruppi armati e poi liberata in uno scambio di prigionieri (ma il cameraman fu ucciso). Nei mesi scorsi, bombe sono esplose vicino alla sede della tivù statale e dell’agenzia Sana. Il 22 dicembre è stato assassinato davanti alla sua casa un giornalista della tivù statale, Haidar al-Sumudi.
Marinella Correggia, Sibialiria.org
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