Sabato, Aprile 6th/ 2013
– di Marinella Correggia –
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Siria – Il Consiglio Diritti Umani ONU Fomenta
Guerre e Ingerenze Malgrado gli sforzi di
Venezuela, Cuba e Pochissimi Altri
Turchia, Francia, Qatar e "Nuova Libia" tra i principali
sostenitori dell'imperialismo Nato contro la Pace
Due gli Obiettivi della Risoluzione ONU approvata:
1) Giustificare un diretto appoggio bellico agli
oppositori, contro il Governo Siriano;
2) Deferire Assad alla Corte Penale Internazionale
di Marinella Correggia
L'ONU fomenta ancora Guerre e Ingerenze in Siria
Ginevra, Damasco, New York – Intervenendo giorni fa alla sessione del Consiglio Onu per i diritti umani (Unhrc) con sede a Ginevra, l’organizzazione internazionale North South XXI ha indirizzato parole dure ai paesi membri del Consiglio, che sono quarantasette (47), a turno. Parole adatte alla commemorazione del decimo anniversario della guerra all’Iraq ma anche al tentativo in corso da parte delle potenze Nato e dei loro alleati arabi di fomentare la guerra in Siria: “Questo Consiglio non ha intrapreso azioni adeguate rispetto all’uso illegale della forza contro i popoli dell’Afghanistan e dell’Iraq (…) Stiamo commemorando l’anniversario dell’assassinio di un milione e mezzo di iracheni – secondo quanto pubblicato da The Lancet – ma il Consiglio non ha fatto nulla per porre fine all’impunità dei responsabili. E da quando la violenza è esplosa in Siria, alcuni stati membri del Consiglio hanno fornito e continuano a fornire armi che alimentano la violenza. Anche la Commissione d’inchiesta del Consiglio sulla Siria viene usata come arma da alcuni degli stati che hanno ucciso in Afghanistan e Iraq. Buona parte del rapporto si fonda su notizie non verificate che non rispondono al minimo standard della prova (…)”.
Siria – Gli Sviluppi dopo il voto del Consiglio Diritti Umani ONU
Nella guerra per procura in Siria, condita da una propaganda forse ancora più forte perché a prova di durata, il Consiglio dei diritti umani aiuta la tragedia e sono i soliti paesi a denunciarlo. Abbiamo già riferito delle nostre critiche metodologiche e di contenuto (in francese con sintesi in spagnolo, vedi http://www.sibialiria.org/wordpress/?p=1334) al lunghissimo nuovo rapporto della Commissione Coi, la commissione di inchiesta sedicente “indipendente” sui diritti umani in Siria. Il lavoro della Commissione, capitanata fra gli altri dalla giudice svizzera Carla Del Ponte, è basato su racconti di parte e contiene molte accuse non verificate (anche circa i colpevoli di massacri e stragi), fondate solo su testimonianze” raccolte per skype, al telefono, o presso persone segnalate dall’opposizione armata (si parla però di “attivisti”); non comprova nemmeno le molte accuse di “bombardamenti indiscriminati” a panetterie (i video che lo proverebbero non provano nulla…), scuole e ospedali (spesso svuotati e occupati da gruppi armati). I racconti si contraddicono. Inoltre si minimizzano i casi di attentati e stragi da parte dell’opposizione.
Fuori dal coro solo un Gruppo di Paesi
Aggirandoci per giorni nella sala XX nel Palazzo dell’Onu, sala dove si tengono le sedute plenarie, è stato possibile consegnare le nostre critiche (illustrandole il più velocemente possibile) a una trentina di paesi, ottenendo in verità qualche attenzione solo da alcune missioni di America Latina, Africa e Asia, e fra queste in particolare Venezuela, India, Filippine, Kazakhstan, Pakistan, Ecuador (che quest’anno sono nel Consiglio), e poi Cuba, Russia, Palestina, Iran, Cina che nel Consiglio non ci sono quest’anno. Incerti fino all’ultimo Pakistan e Angola.
Marzo 2013 – Una Risoluzione contro la Pace
Una risoluzione molto sbilanciata, basata sul rapporto Coi e redatta da paesi occidentali e arabi è stata presenta e votata del Consiglio per i diritti umani lo scorso 22 marzo. Risultato del voto: 41 stati a favore (anche se con distinguo); Venezuela contro; astenuti India, Filippine, Uganda, Kazakhstan ed Ecuador. Quest’ultimo, unico altro membro della coalizione Alba presente nel Consiglio quest’anno, oltre al Venezuela, nella dichiarazione di voto ha ribadito il suo rifiuto delle ingerenze esterne e la non imparzialità della risoluzione.
Settembre 2012 – Cuba, Russia e Cina votarono contro le ingerenze in Siria
In settembre l’Ecuador aveva votato a favore della risoluzione sulla Siria (preparata sulla base del precedente rapporto Coi) mentre contro avevano votato Cuba, Russia e Cina (che quest’anno non hanno diritto di voto). Il Venezuela non era allora nel Consiglio. In un certo senso Cuba e Venezuela si sono passati lo scomodo testimone in Consiglio. E stanno lavorando anche perché la pace sia finalmente riconosciuta come diritto umano. Hanno molti stati contro, come è ovvio.
Una Risoluzione filo-imperiale
La risoluzione approvata rinnova per sei mesi il mandato della Commissione Coi e, pur condannando in via generale la violenza nel paese, si sofferma poi sulle “sistematiche e grossolane violazioni dei diritti umani e delle libertà fondamentali da parte delle autorità siriane” con “uso di armi pesanti verso zone residenziali” (ma il regime sostiene che si tratta di aree svuotate di civili e occupate da terroristi), “massacri”, “attacchi sistematici verso la popolazione”. Delle violazioni commesse dai gruppi di opposizione, la risoluzione nota che sono in numero e gravità inferiori. La risoluzione chiede di proteggere il personale medico e di emergenza (decine di membri della Red Crescent siriana sono stati uccisi).
Turchia, Francia, Qatar e "Nuova Libia" – Dichiarazioni "Illuminanti"
E’ stato illuminante ascoltare le dichiarazioni dei vari paesi in sede di discussione. La Turchia che ripeteva la solfa del “diritto all’autodifesa da parte del popolo siriano che non ha altro modo di reagire a una brutale guerra di aggressione”; idem per la Francia con il suo “tutto un popolo che resiste alla follia di un regime che massacra con Scud bombe incendiarie missili”. Il Qatar che ribadiva la condanna dei “bombardamenti mirati sulle panetterie” (in assenza di prove). La Libia (la nuova Libia) che “parlando in rappresentanza di 60 paesi” (fra i quali manco a dirlo Italia, Qatar, Turchia, Usa) raccomandava al Consiglio di Sicurezza “il deferimento del regime siriano alla Corte penale internazionale”: eppure la stessa Libia non consegna alla Corte in questione il figlio di Gheddafi, volendolo impiccare in proprio. Tutti poi a dire che “occorre una soluzione negoziale”; ma sono parole: anche i portavoce Nato mentre si bombardava la Libia sostenevano che occorreva una soluzione politica…
Cuba, Venezuela e Russia – Pesantissime critiche al Rapporto COI
Di segno opposto le osservazioni di Cuba, Venezuela e Russia. Cuba: “Il rapporto Coi si basa su informazioni frammentarie e manipolate, non ha la necessaria obiettività, non è corroborato da prove, può offrire argomenti per un’aggressione alla Siria anziché aiutare il dialogo e la pace”. Venezuela: “Il rapporto ha fonti poco affidabili. Denunciamo la campagna mediatica e le manipolazioni che favoriscono le ingerenze armate dall’esterno, fonte di tragedie. Non siate più complici di aggressioni imperiali come alla Libia, all’Afghanistan, all’Iraq che hanno fatto milioni di vittime”. Russia: “Il rapporto non è equilibrato, sono quasi ignorati i crimini dell’opposizione. Ignorato il ruolo delle sanzioni unilaterali occidentali e arabe. Non si condanna l’invio di armi”.
Gli Iniqui Obiettivi della Risoluzione ONU
Due gli obiettivi della risoluzione sulla Siria approvata a maggioranza. 1) Primo, giustificare un più diretto appoggio in armi all’opposizione (l’Ue, Premio Nobel per la pace 2012 – come visto – ne ha discusso a Dublino in questi giorni, su pressione di Francia e Gran Bretagna); 2) Secondo, spingere per il deferimento del governo siriano alla Corte penale internazionale, anche se è quasi impossibile che Russia e Cina in Consiglio di Sicurezza votino a favore: dopo la scottante esperienza libica, con l’abuso da parte Nato delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza.
Marinella Correggia, Sibialiria
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