Armi chimiche e Occidente – Luoghi Comuni e Verità Occultate

Lunedì, Settembre 30th/ 2013

 – di C. Alessandro Mauceri –

Siria, Sud Africa, Svizzera, armi chimiche, Nobel per la Pace, Unione Europea, Barack Obama, Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica delle Nazioni Unite, Israele, Nelson Mandela, Frederik Willem de Klerk, Project Coast, Wouter Basson, Thierry Meyssan, Peter Regli, Ueli Maurer 

Armi chimiche e Occidente – Luoghi Comuni

e Verità Occultate

I sconcertanti casi di Israele, Sudafrica, Svizzera

che l'ONU ignora. Perchè Ban Ki-Moon e la 

Comunità Internazionale guardano

solo verso la Siria?

 

di C. Alessandro Mauceri

ONU - SIRIA - ARMI CHIMICHE

 Il Via Libera dell'ONU sulle armi siriane                                                            

Siria, Sud Africa, Svizzera – di C. Alessandro Mauceri New York (ore 16:15 in Italia). All'assemblea ONU il ministro degli Esteri siriano ha appena denunciato i crimini di mercenari e jihadisti ai danni del suo popolo, dimostrandosi tuttavia d'accordo con i patti di non proliferazione nucleare rilanciati negli ultimi giorni dal Consiglio di Sicurezza, e con  il favore della storica intesa di disgelo tra Usa e Iran. Ciò, quando ormai mancano pochissime ore dall'avvio – a Damasco – delle operazioni di smantellamento delle armi chimiche da parte dell'équipe ONU, risultato di una lunga ed in parte controversa risoluzione ONU che ha dato il via libera alla distruzione del solo arsenale siriano… chissà perchè. Ma ciò che sta accadendo in Siria, in merito alla fittizia e strumentalizzata ipotesi di utilizzo di armi di distruzione di massa da parte del governo per combattere i cosiddetti "ribelli" (cioè, mercenari e terroristi jihadisti) in realtà non dovrebbe avere niente a che vedere con paesi come il Sud Africa e con la Svizzera. E invece non è così! 

 Armi chimiche e "Democrazia" – Cosa c'è da sapere                                       

Ogni tanto le prime pagine dei giornali vengono riempite di titoloni a sei colonne che raccontano di pseudo-dittatori che affliggono il loro popolo e che “sicuramente” potrebbero essere un pericolo per la libertà e per i diritti di tutti gli altri Stati. Allo stesso modo spesso si dedica molta enfasi nel lodare alcune nazioni o i loro leader per il presunto lavoro svolto in favore della pace nel mondo. Pochi però decidono di approfondire i titoloni che leggono e di risalire, almeno per quanto è possibile, alla verità. Beh, noi abbiamo sentito il dovere di farlo, uscendo da squallidi ed insopportabili luoghi comuni, iniziando proprio da casa nostra: L'Europa.

 Europa: non chiamatela oasi di Pace!                                                                 

Nel 2012, ad esempio, il "Premio Nobel per la Pace", come noto, è stato assegnato all’Unione Europea (Cfr.: allegato) perché, almeno secondo la motivazione ufficiale, "per oltre sei decenni ha contribuito all'avanzamento della pace e della riconciliazione della democrazia e dei diritti umani in Europa". A parte il fatto che sei decenni fa l’Unione Europea non esisteva e che fino a non molto tempo fa si trattava di un mero accordo economico tra Paesi, forse la commissione valutatrice ha dimenticato – cruenti e vergognosi embarghi a parte decisi, ad esempio,  ai danni di paesi come l'Iran – che quasi tutti i Paesi dell’Unione sono stati impegnati in missioni militari che hanno causato migliaia di morti e che l’Unione stessa, con il Trattato di Lisbona, mentre da una parte condannava la violenza, dall’altra nel 2008 decideva di integrare il proprio potenziale bellico (in assoluto il più ampio al mondo, superiore anche a quello degli Stati Uniti d’America) con numerosi corpi armati: EUFOR Althea, EUFOR, Eurocorps, Eurogendfor, Helsinki Headline Goal, European Union Battlegroups, Stato maggiore dell'Unione europea, Euromarfor oltre naturalmente all’Europol.

Rubrica – Le Verità Nascoste sul Premio Nobel – Prima Parte

Rubrica – Le Verità Nascoste sul Premio Nobel – Prima Parte

 

 

 

 

 Specchietti per le allodole                                                                                        

Nel 2009 il premio Nobel per la Pace è stato assegnato a Barack Obama (Cfr.: allegato), ovvero proprio a colui il quale, dopo aver promesso di non voler continuare con la politica militarista dei suoi predecessori, ha deciso, in palese violazione di molti degli accordi internazionali sottoscritti, di dotare il proprio esercito di nuove armi atomiche (le B61-12) e fino a qualche giorno fa stava cercando in tutti i modi, e contro ogni logica e principio,  di aprire un nuovo conflitto mondiale in Siria (dopo il fallimento di un simile tentativo contro la Corea del Nord). Senza contare l’arsenale di armi non convenzionali (eufemismo spesso utilizzato per indicare armi chimiche o biologiche) che giace in diverse sedi militari degli USA, ufficialmente per scopi scientifici destinati all’individuazione di vaccini…. Nel 2005 il premio è stato assegnato (ex equo) all’Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica delle Nazioni Unite per gli “sforzi per impedire che l'energia nucleare venisse usata per scopi militari e per assicurare che l'energia nucleare per scopi pacifici sia utilizzata nel modo più sicuro possibile". Forse la commissione ha dimenticato che nonostante gli accordi internazionali per provvedere al disarmo (è stata addirittura creata una nuova struttura all’interno delle Nazioni Unite, l’UNODA) le misure dell’ONU sono servite a poco o niente, tanto che Paesi come India, Israele e Cina continuano indisturbati a dotare i propri arsenali di simili armamenti. E quelli che già ne erano dotati non li stanno dismettendo. A proposito di Israele, poi, c'è da dire che anche Tel Aviv ha ricevuto il Nobel per la Pace, pur essendo costantemente in guerra da oltre un trentennio… e malgrado i continui soprusi contro i Palestinesi ed il muro di segregazione che isola Betlemme dal mondo. Solo per citare alcune delle "questioni" aperte più calde. Nel 1994 Yasser Arafat, Shimon Peres e Yitzhak Rabin sono stati insigniti del premio "per i loro sforzi per creare la pace in Medio Oriente". Ma i risultati dei loro sforzi sono, malgrado tutto, sotto gli occhi del mondo e non meritano commenti. L'inferno a cielo aperto di Gaza, parla chiaro!

Rubrica – Le Verità Nascoste sul Premio Nobel. Seconda Parte

Rubrica – Le Verità Nascoste sul Premio Nobel. Seconda Parte

 

 

 

 

 Mandela e gli inquietanti misteri del Project Coast                                                       

E il Sud Africa? Beh, le stranezze ed i controsensi non scarseggiano neppure nell'occidentalizzato estremo lembo meridionale dell'Africa. Anche l’ex presidente del Sud Africa, Nelson Mandela, l’uomo che più di ogni altro è stato presentato come il "fautore della parità di diritti tra bianchi e neri(Cfr.: allegato), l’uomo che ha osato sfidare i colossi farmaceutici per ottenere farmaci a basso prezzo per la lotta all’HIV, anche lui ha ricevuto il premio Nobel per la Pace. Nel 1993 la commissione lo ha conferito, a lui e al suo predecessore Frederik Willem de Klerk, "per il loro lavoro per la risoluzione pacifica del regime di apartheid, e per aver gettato le basi per un nuovo Sudafrica democratico". Tuttavia pochi sanno che, proprio nel passaggio di consegne tra i due leader sudafricani, tutti i documenti relativi alle ricerche condotte dal Sud Africa su armi non convenzionali andarono perduti….. Così finì nel dimenticatoio anche il programma di ricerca biologica e chimica chiamato Project Coast condotto negli anni Ottanta dal Sud Africa. Obiettivo del progetto era quello di produrre sostanze letali “etnicamente selettive”. Eppure la sperimentazione aveva causato un numero imprecisato di vittime. Il successo di Mandela e l’apertura agli elettori di colore aveva spinto alcuni a cercare (e, secondo molti, a trovare) strumenti efficaci per ridurre il numero dei cittadini e quindi ridurre il peso politico dei votanti di colore nel nuovo sistema democratico. Così fu costruito un laboratorio militare all’avanguardia in un sobborgo di Pretoria, Roodeplaat, per sviluppare una molecola letale, sensibile alla melanina. In altre parole, un’arma di sterminio etnico selettiva. Era nato il Progetto Coast, inizialmente giustificato come sperimentazione antisommossa militare di laboratorio: progetto diretto da Wouter Basson (N.b.: recentemente, nei confronti di questo discusso personaggio, si è concluso un processo, costellato di polemiche).

Il Vero Volto di Nelson Mandela Oltre la Propaganda

Il Vero Volto di Nelson Mandela Oltre la Propaganda

 

 

 

 

 Il Dott. Morte                                                                                                                       

Quello che non molti sanno è che il progetto non si concluse, come sarebbe stato normale, con il passaggio delle consegne tra i due beneficiari del Nobel per la Pace. Al progetto avevano preso parte, sebbene non in forma ufficiale, militari stranieri specializzati nella guerra bio-chimica provenienti da diversi Paesi tra cui vi sarebbero stati l'Inghilterra, gli Stati Uniti, Israele e altri. Nonostante la firma dei trattati sulla non proliferazione biochimica o embargo di apartheid, già negli anni Settanta i laboratori divennero una vera e propria fabbrica di morte che continuò la sua attività per decenni. Nel 1998 (ovvero con Mandela già al comando del Sud Africa da alcuni anni) scoppiò lo scandalo, e nessuno seppe spiegare come mai Besson avesse continuato a percepire il suo stipendio dallo Stato (secondo alcune fonti, rimase nei libri paga statale fino al 1999). Il “Dr Morte”, come era stato soprannominato, fu incriminato prima per frode fiscale (?) e poi per diversi altri reati. Tutta la vicenda avrebbe dovuto destare numerosi dubbi su ciò che avveniva in quello Stato e sul fatto che ci si trovava in palese violazione di numerosi accordi sottoscritti. Eppure ciò non è mai avvenuto, forse proprio a causa del coinvolgimento di molti Paesi negli studi condotti dal “dott.” Basson e delle sue coperture ad alto livello.

 Gli accordi traditi                                                                                                                 

Del resto pare siano in aumento i Paesi che da molti anni ormai accettano che certe sperimentazioni (comprese quelle condotte dalle aziende farmaceutiche) vengano svolte in Paesi in via di sviluppo o dove i media sono più controllabili. Forse sarà solo una coincidenza, ma molti dei Paesi che furono coinvolti in quella vicenda o non hanno mai sottoscritto il trattato per l’abolizione delle armi bio-chimiche (come ad esempio Israele) oppure, cosa ancora più grave, pur avendo sottoscritto gli accordi, di fatto non li rispettano (come gli Stati Uniti, che conservano un arsenale enorme “ufficialmente” per scopi di “studio e ricerca”).

 Ombre oscure al di la delle Alpi                                                                                      

Ma che fine ha fatto Basson, creatore di simili strumenti di morte in un Paese governato dalle stesse persone cui queste armi sarebbero state destinate? La cosa che sorprende è che oggi pare risieda nei sobborghi di Pretoria. Secondo alcuni il fatto che non sia mai stato espulso dal Sud Africa e che ancora vi risieda potrebbe significare che il suo rapporto con le autorità del Paese sudafricano non siano mai cessate. Basson di fatto pare sia uscito dal Sud Africa solo per i suoi numerosi “viaggi di lavoro” (non sorprende che il know how accumulato dal medico sudafricano interessi molti…..) anzi sembra che non abbia nemmeno smesso di lavorare. Nel 2002 dopo aver avuto contatti con diversi altri Paesi, pare che sia stata tenuta una corrispondenza abbastanza attenta tra il medico sudafricano e funzionari provenienti dalla Svizzera. Così mentre il Paese elvetico faceva di tutto per condannare internazionalmente l’azione di Besson, il Dr.Morte (come ha lui stesso dichiarato durante il suo processo) avrebbe incontrato più volte Peter Regli (ex capo del servizio d’informazione dell’esercito svizzero, cacciato e poi riabilitato dall’ex ministro della difesa Adolf Ogi in seguito all’affare Dino Bellasi) che lo avrebbe aiutato a procurarsi enormi quantità di una potente droga (il Mandrax) utilizzata durante l’apartheid…… Come spesso avviene in certi casi (e sono sempre di più), grazie allo scudo del segreto di stato, la verità non verrà mai a galla. Certo è che pochi anni fa in Svizzera, a Spiez, è stato inaugurato un laboratorio di biosicurezza di massimo grado, realizzato all’interno di un laboratorio già esistente, per effettuare studi su virus mortali come l'Ebola o il Marburg e – pare – per l’analisi di agenti patogeni che possono portare ad epidemie che non sono curabili. Piuttosto strano, non trovate?

 La "Pacifica" Svizzera                                                                                                         

Più di una persona si è chiesta che necessità avesse la Svizzera, Paese da sempre pacifista, di dotarsi di una simile struttura. "Colmiamo un'importante lacuna della sicurezza nel campo della difesa biologica", è stata la risposta del presidente della confederazione elvetica, Ueli Maurer. "Sappiamo che delle armi biologiche si trovano probabilmente in mano a terroristi e a Stati con governi indeboliti". “Finora la Svizzera aveva fatto eseguire i test su questi ceppi biologici pericolosi ad altri Paesi – ha detto Maurer – qui diamo un contributo alla sicurezza del mondo. Ed è un compito nobile". Il ministro ha poi specificato che vi sarà una collaborazione tra militari e studiosi. "Non vi lavoreranno specialisti di armi biologiche dell'esercito. Qui potranno essere impiegati solo professionisti del Laboratorio Spiez. Ma l'esercito sarà a disposizione per prestare servizi”…

 Tre legittime curiosità                                                                                                      

Le domande che sorgono spontanee a questo punto sono: dov’erano tutte le organizzazioni internazionali mentre in Sud Africa si progettavano armi di distruzione di massa vietate da tutti gli accordi internazionali? Perchè l'ONU continua a guardare sempre e solo verso Damasco? Sarà la Svizzera il prossimo vincitore del premio Nobel per la Pace? 

C. Alessandro Mauceri  (Copyright © 2013 Qui Europa)  

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