– di Timothy Matthews –
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La Scuola di Francoforte: la congiura della corruzione
– Prima Parte
Satana lavora nell'ombra e nel silenzio: sapevate che noi oggi
viviamo in una società completamente comunista?
di Timothy Matthews,
traduzioni a cura di Paolo Baroni, Centro San Giorgio
dall'articolo originale "The Frankfurt School: Conspiracy to Corrupt"
foto, integrazioni e ripubblicazione a cura della Redazione di "Qui Europa"
La Scuola di Francoforte e la "grande opera" di distruzione
Francoforte – di Timothy Matthews – Durante il Novecento l'Istituto noto come "Scuola di Francoforte" ha giocato un ruolo fondamentale nell'opera di dissoluzione della civiltà occidentale e cristiana, tanto che sarebbe impossibile capire come siamo giunti allo stato attuale delle cose senza aver compreso la reale portata della rivoluzione culturale degli anni Sessanta (1). A riprova della grande influenza esercitata da questa Scuola c'è il fatto indiscusso che nonostante essa abbia cessato ogni attività nel lontano 1953, i suoi slogan e i suoi «ideali» godono ancora di ottima salute anche ai nostri giorni. «Ai nostri giorni, la civiltà occidentale sta attraversando una crisi che è essenzialmente diversa da qualsiasi cosa che sia mai stato sperimentato in precedenza. Le società del passato hanno cambiato le loro istituzioni sociali o le loro credenze religiose sotto l'influsso di forze esterne o a causa del lento sviluppo dovuto alla crescita interna. Ma nessuno, come nella nostra epoca, ha mai dovuto affrontare consapevolmente la prospettiva di un cambiamento fondamentale delle convinzioni e delle istituzioni su cui poggia il tessuto di tutta la vita sociale […]. La civiltà è stata sradicata dalle sue fondamenta naturali e tradizionali, ed è stata ricostituita come una nuova organizzazione che è artificiale e meccanica come una fabbrica moderna» (Christopher Henry Dawson – 1889-1970) (2).
(1) Il Sessantotto è stato un movimento sociale e politico molto controverso: molti – tra cui radicali, liberali, massoni e social-comunisti – sostengono che abbia portato ad un mondo utopicamente migliore, mentre altri ritengono che abbia spaccato e distrutto la moralità e la stabilità politica mondiale, portando le nazioni alla deriva morale. Guardando all'attuale sfacelo mondiale, ciascuno può trarre le proprie conclusioni…
(2) Cfr. C. Dawson, Enquiries into Religion and Culture, Catholic University of America Press, 2009, pag. 259.
Satana lavora nell'ombra: la nostra è una società comunista
Satana desidera che la maggior parte del suo lavoro nel mondo rimanga nell'ombra. Per questa ragione ho cercato recentemente di fare luce sulle sue macchinazioni pubblicando due scritti. Il primo, un breve articolo pubblicato sull'Association of Catholic Women’s ACW Review; il secondo, un commento (che mi ha alquanto sorpreso) proveniente da un sacerdote russo secondo il quale ora noi, in Occidente, viviamo in una società comunista. Questi due articoli possono aiutarci a spiegare l'assalto furioso della burocrazia che in molti Paesi in tutto il mondo si sta adoperando per rimuovere i diritti dei genitori ad essere gli educatori primari e i difensori dei loro figli. L'ACW Review ha preso in esame l'attività corrosiva della Scuola di Francoforte, un gruppo di studiosi tedesco-americani che svilupparono prospettive estremamente provocatorie e originali sulla società contemporanea e sulla cultura, attingendo da Hegel, da Marx, da Nietzsche, da Freud e da Weber. Non che la loro idea di una «rivoluzione culturale» fosse particolarmente nuova. «Finora – scrive Joseph de Maistre (1753-1821), che per quindici anni fu massone – le nazioni sono state uccise per conquista, vale a dire per penetrazione; ma a questo punto si pone una grande domanda: una nazione può morire unicamente sul proprio suolo, senza trapianto, né penetrazione, per putrefazione, ossia lasciando giungere la corruzione fino al punto centrale e fino ai principî originali e costitutivi» (3).
(3) Cfr. P. Ploncard d'Assac, Le nationalisme français («Il nazionalismo francese»), pag. 26.
L'istinto sessuale come strumento di distruzione
Cos'era la Scuola di Francoforte? Nei giorni che seguirono la Rivoluzione bolscevica in Russia si credeva che la rivoluzione dei lavoratori si sarebbe rapidamente estesa all'Europa ed, eventualmente, anche agli Stati Uniti. Ma non fu così. Verso la fine del 1922, l'Internazionale Comunista (il Komintern) cominciò a prendere in esame le ragioni di questa mancata espansione. Su iniziativa di Lenin venne organizzata una riunione segreta all'Istituto Marx-Engels di Mosca. Lo scopo della riunione era di chiarificare il concetto di rivoluzione culturale marxista e renderla effettiva. Fra i presenti c'erano: György Lukács (1885-1971), un aristocratico ungherese figlio di un banchiere, che era divenuto comunista durante la Prima Guerra Mondiale. Come teorico marxista, egli sviluppò l'idea di «Rivoluzione ed Eros» – ossia l'istinto sessuale usato come un strumento di distruzione. Willi Münzenberg (1889-1940), propose come soluzione di «organizzare gli intellettuali e utilizzarli per far imputridire la civiltà occidentale. Solamente dopo che essi avranno corrotto tutti i suoi valori e avranno reso la vita impossibile potremo imporre la dittatura del proletariato».
1922 – Gli effetti della riunione segreta all'istituto Marx-Engels
Come ha scritto lo studioso Ralph de Toledano (1916-2007), l'autore conservatore e co-fondatore della National Review, «si trattò di una riunione forse più dannosa per la civiltà occidentale di quanto non lo fosse la stessa Rivoluzione bolscevica» (4). Lenin morì nel 1924. A partire da quel momento, tuttavia, Stalin (1879-1953) iniziò a sospettare che Münzenberg e Lukács fossero pensatori revisionisti. Nel giugno del 1940, Münzenberg fuggì nel Sud della Francia dove, su ordine di Stalin, una squadra di sicari della NKVD (la polizia segreta sovietica) lo raggiunse e lo impiccò ad un albero. Nell'estate del 1924, dopo essere stato attaccato per i suoi scritti dal 5º Congresso del Komintern, Lukács si trasferì in Germania dove presiedette la prima riunione di un gruppo di sociologi filo-comunisti, un incontro che portò alla fondazione della Scuola di Francoforte.
(4) Cfr. R. de Toledano, The Frankfurt School, pag. 11. Trattasi di uno studio che dimostra come è nata l'idea di rivoluzione culturale che fu pilotata dalla Scuola di Francoforte.
Scuola di Francoforte – L'altra faccia della rivoluzione marxista
Questa «Scuola», il cui progetto era di arricchire il programma rivoluzionario, venne inizialmente impiantata nell'Università di Francoforte, nell'Institut für Sozialforschung. All'inizio. la Scuola e l'Istituto erano indistinguibili. Nel 1923, l'Istituto venne ufficialmente stabilito e fondato da Felix Weil (1898-1975). Quest'ultimo era nato in Argentina, ma all'età di nove anni venne mandato a frequentare la scuola in Germania. Egli frequentò le Università di Tübingen e di Francoforte, dove si laureò con un dottorato in Scienze Politiche. Mentre frequentava queste Università crebbe in lui l'interesse per il socialismo e per il marxismo. Secondo lo storico intellettuale Martin Jay, il tema della sua disquisizione furono «i problemi pratici nel perfezionamento del socialismo». Carl Grünberg (1861-1940), il direttore dell'Istituto dal 1923 al 1929 era un marxista dichiarato, anche se l'Istituto non era affiliato ufficialmente ad alcun partito. Nel 1930, Max Horkheimer (1895-1973) assunse il controllo e credette che la teoria di Marx doveva essere la base delle ricerche dell'Istituto.
Alla conquista delle migliori università americane
Quando Adolf Hitler (1889-1945) salì al potere, l'Istituto venne chiuso e i suoi membri, per vie diverse, fuggirono negli Stati Uniti e si installarono nelle migliori Università (Columbia, Princeton,Brandeis, California e Berkeley). La Scuola annoverava fra i suoi membri il guru della nuova sinistra degli anni '60 Herbert Marcuse, Max Horkheimer, Théodor Adorno (1903-1969), il popolare scrittore Erich Fromm (1900-1980), Leo Löwenthal (1900-1993) e Jurgen Habermas, probabilmente il rappresentante più influente della Scuola di Francoforte. Fondamentalmente, la Scuola era convinta che finché un individuo avrebbe avuto la fede – o anche la speranza in una credenza religiosa – sarebbe stato persuaso che il dono divino della ragione avrebbe potuto risolvere i problemi della società.
Disperazione e alienazione: presupposti alla rivoluzione socialista
In queste condizioni, quella società non avrebbe mai raggiunto lo stato di disperazione e di alienazione giudicata necessaria per provocare una rivoluzione socialista. Il loro compito, perciò, era di minare il più rapidamente possibile l'eredità cristiana. Per raggiungere tale obiettivo, essi applicarono la critica distruttiva più negativa possibile ad ogni sfera della vita allo scopo di destabilizzare la società e abbattere quello che essi consideravano l'ordine «oppressivo». Essi speravano che le loro idee si sarebbero diffuse come un virus, «continuando l'opera dei marxisti occidentali servendosi di altri mezzi», come disse uno dei membri della Scuola.
L'Agenda satanica dei neo-marxisti della Scuola di Francoforte
Per favorire la loro «pacifica» rivoluzione culturale – ma senza rivelare a nessuno i loro piani per il futuro – la Scuola raccomandò (fra le altre cose):
1) La creazione del reato di razzismo;
2) Il cambiamento incessante per creare confusione;
3) L'insegnamento del sesso e dell'omosessualità ai bambini;
4) L'indebolimento dell'autorità scolastica e degli insegnanti;
5) L'aumento dell'immigrazione per distruggere l'identità;
6) La promozione del consumo di alcolici;
7) La propaganda anticlericale per svuotare le chiese;
8) La creazione di un ordinamento giuridico inattendibile
che non tuteli le vittime del crimine;
9) La dipendenza dallo Stato o dai benefici statali;
10) Il controllo dei mass media e la possibilità di silenziarli;
11) L'incoraggiamento della separazione o del divorzio.
La forza del pansessualismo freudiano
Una delle idee principali della Scuola di Francoforte era quella di sfruttare l'idea freudiana di «pansessualismo», della ricerca del piacere, dello sfruttamento delle differenze tra i sessi e dell'abbattimento delle relazioni tradizionali tra uomini e donne. Per favorire la realizzazione dei loro scopi essi si prefiggevano di: 1) attaccare l'autorità paterna; 2) negare i ruoli specifici di padre e madre; 3) strappare alle famiglie il loro diritto ad essere gli educatori principali dei loro figli; 4) abolire le differenze nell'istruzione tra ragazzi e ragazze; 5) abolire tutte le forme di dominio maschile (anche mediante la presenza di donne nelle forze armate); 6) dichiarare che le donne sono una «classe oppressa» e gli uomini degli «oppressori» (promozione del femminismo e attuale enfasi per il cosiddetto "femminicidio" – N.d.r.).
Münzenberg: "Corromperemo così tanto l'Occidente che puzzerà"
Münzenberg riassunse l'obiettivo a lungo termine della Scuola di Francoforte con queste parole: «Corromperemo così tanto l'Occidente che puzzerà» (5). La Scuola credeva che ci fossero due tipi di rivoluzione: (a) una politica e (b) una culturale. La rivoluzione culturale demolisce dall'interno. «Le forme moderne di sottomissione sono caratterizzate dalla dolcezza» (6). Essi lo considerarono un progetto a lungo termine e per via delle loro concezioni si concentrarono chiaramente sulla sovversione di: famiglia, istruzione, informazione, sesso e cultura popolare.
(5) Cfr. R. de Toledano, op. cit., pag. 26. Anche l’italiano Toni Negri si esprime con gli stessi termini in Imperium (Rizzoli 2002) (N.d.T.).
(6) Trattasi di una formula socialista del '68. A questo riguardo, vedi ulteriori dettagli in P. Bernardin L'Empire Écologique («L'impero ecologico»), cap. V, Techniques of Non-aversive Control («Tecniche di controllo non-coercitive»), e l'articoloEcology and Globalism («Ecologia e globalismo»), in Apropos, marzo 2003.
La corruzione pianificata della famiglia: un attacco senza precedenti
La «teoria critica» della Scuola ha insegnato che la «personalità autoritaria» è un prodotto della famiglia patriarcale, un'idea presa direttamente in prestito dall'opera di Friedrich Engels (1820-1895) intitolata L'origine della famiglia, della proprietà privata e dello Stato (1884), un libro che promuove il matriarcato. Già Karl Marx aveva scritto, sia ne Il Manifesto del Partito Comunista (1848) che in L'ideologia tedesca (1845), parlando della nozione integrale della «comunità delle donne», parole denigratorie sull'idea della famiglia come unità di base della società. Si trattava di uno dei dogmi fondamentali della «teoria critica»: la necessità di abbattere la famiglia contemporanea. Gli studiosi dell'Istituto sostenevano che «anche un crollo parziale dell'autorità dei genitori all'interno della famiglia avrebbe potuto aumentare la capacità di una futura generazione di accettare un cambiamento sociale» (7).
(7) Cfr. M. Jay, The Dialectical Imagination: A History of the Frankfurt School and the Institute of Social Research, 1923-1950 («L'immaginazione dialettica: una storia della Scuola di Francoforte e dell'Istituto di Ricerche sociali, 1923-1950»), University of California Press, 1973, pag. 135.
Karl Marx – Il distruttore della famiglia per definizione
Seguendo Karl Marx, la Scuola sottolineò il fatto che la «personalità autoritaria» è un prodotto della famiglia patriarcale (come abbiamo visto, fu Marx che denigrò l'idea della famiglia come unità basilare della società). Tutti ciò preparò il terreno ad una guerra contro il genere maschile condotta negli anni Sessanta da Herbert Marcuse (1898-1979) sotto le sembianze della «liberazione della donna» e del movimento della nuova sinistra. Essi proposero di trasformare la cultura occidentale in un modello di società dominato dalla donna. Nel 1933, Wilhelm Reich (1897-1957), uno dei membri della Scuola, scrisse nell'opera Psicologia di massa del fascismo che il matriarcato era l'unico tipo di famiglia genuino di una «società naturale».
Fromm – promotore del matriarcato e del femminismo integrale
Anche Eric Fromm era un fautore attivo della teoria matriarcale. La mascolinità e la femminilità, diceva Fromm, non erano dovuti alle diversità sessuali «essenziali», come avevano pensato i romantici, ma derivavano «dai diversi ruoli nella vita che in parte erano già socialmente determinati» (8). Il suo dogma fu il precedente su cui si fondarono le dichiarazioni delle femministe integrali che, oggi, appaiono su quasi tutti i giornali più conosciuti e in molti programmi televisivi. I rivoluzionari sapevano benissimo quello che volevano fare e come farlo. E ci sono riusciti. (continua…)
(8) Ibid., pag. 95.
Timothy Matthews,
traduzioni a cura di Paolo Baroni, Centro San Giorgio
dall'articolo originale "The Frankfurt School: Conspiracy to Corrupt"
foto, integrazioni e ripubblicazione a cura della Redazione di "Qui Europa"
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