Venerdì, Marzo 22nd/ 2013
– di Sergio Basile –
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Stratagemma Cipro – I Tatticismi dell'Ue
Caso Cipro – A Bruxelles si assegnano gli "Oscar"
per la "Miglior Interpretazione"
Tra i candidati in lizza: Van Rompuy, Schulz, Dijsselbloem,
Daul, Swoboda, Verhofstadt, Harms, Cohn-Bendit.
Dietro il Premio e le premure, una maledetta voglia…
di Sergio Basile
Stratagemma Cipro
Bruxelles, Nicosia – Dopo la tempesta perfetta sollevata in tutto il Continente sul "furto legalizzato" del "Caso Cipro", nelle scorse ore, "finalmente", il Parlamento europeo ha preso posizione chiedendo, mediante un documento scritto all'attenzione della Conferenza dei presidenti, "che i depositi bancari fino a 100.000 euro siano esclusi da qualsiasi tassa". Magrissima concolazione! Ciò dopo l'ambigua audizione, di mercoledì, del Presidente del Consiglio europeo in odore di Bilderberg e Trilateral , Herman Van Rompuy, che ha espresso ''rammarico per la mancanza di trasparenza'' sulla decisione presa dall'Eurogruppo nella notte tra venerdì e sabato della scorsa settimana. Ma solo leggendo tra le righe comprendiamo le strategie di Bruxelles. In realtà la tempesta – nella contorta logica tecnocratica – sarebbe servita ad un fine ben preciso: accentrare il sistema bancario ancor di più, al fine di cristallizzarlo e renderlo inattaccabile scongiurando ogni possibile rigurgito di sovranità nazionale in ambito monetario e bancario.
Lo Stratagemma Cipro e la Super-Unione Bancaria
Vista la riluttanza espressa dalla maggior parte dei cittadini europei verso la cosiddetta "super-unione bancaria", lo "stratagemma Cipro", oltre a creare panico e ad innescare pericolose trappole mercatiste avrebbe anche sortito un altro effetto: spingere lo stesso Europarlamento (sempre più cameriere fedele dei signori non eletti della Commissione e dei banchieri privati della BCE) a chiedere che la supervisione bancaria sia attuata al più presto. La posizione, infatti, è stata "provvidenzialmente" espressa (si fa per dire) con una dichiarazione congiunta di più gruppi di maggioranza: dichiarazione coordinata dal presidente dell'Eurocamera, Martin Schulz e firmata dai capigruppo Joseph Daul per i popolari (Ppe), Hannes Swoboda per i social-democratici (S&D), Guy Verhofstadt per i liberal-democratici (Alde), Rebecca Harms e Daniel Cohn-Bendit per i Verdi e Martin Callanan per i conservatori. Secondo lo stesso "preoccupato e premuroso" Schulz, ''il sistema bancario dell'Eurozona sta affrontando (aggiungiamo guardacaso) una riforma radicale con lo stabilimento dell'unione bancaria e del meccanismo di supervisione unica. La situazione a Cipro sottolinea la necessità che esse siano messe in atto al più presto possibile. La supervisione europea diretta – ha continuato il tedesco – sarà la chiave per assicurare che crisi simili a quella di Cipro saranno evitate in futuro''.
Gioco "picche" e mi rispondi "fiori"
Ed ecco allora svelati gli altarini: è sempre la stessa storia, creare "crisi" e "strategici disordini" ad hoc (questa volta su un campione sperimentale ridotto di 1 milione di abitanti) per ottenere i risultati voluti, proponendo soluzioni alle crisi da essi stessi provocate. In tal caso la soluzione non si chiama "stabilità", io la chiamerei più che altro "accentramento". E voi? Ma gli Europei non sono stupidi: chi butterà giù la pillola?
Un dì in Europa…
Un dì in Europa, dopo la Seconda Guerra Mondiale, specie nei Paesi colpiti dal conflitto, la povertà imperava ed imponeva la sua dura legge: i giochi tra i "ragazzi" erano sobri per necessità. Non c'erano soldi da spendere per giocattoli "tecnologici" (per usare un eufemismo) o per costosi sollazzi. Tra i passatempi preferiti dei nostri padri e nonni – apprendiamo per testimonianza diretta – vi erano quelli di inseguire un cerchio con un bastone a piedi scalzi per le "rughe" dei paesi: prendersi a legnate – e magari vendicarsi – col pretesto della mosca cieca; scorrazzare all'aria aperta nei lunghi pomeriggi assolati con mitici giochi come acchiappatella e nascondino. Ma uno dei giochi più strategici e praticati – in casi particolari e con la complicità di genitori sull'orlo di una crisi di nervi – era "Il Gioco del Silenzio!": consistente nello zittire i contendenti e tirare un "meritato" sospiro di sollievo.
Oggi in Europa…Dal Gioco del Silenzio al Gioco del Dissenso
Ma davvero paradossale è notare – ancor oggi – come i tecnocrati in quest'Europa "liberale, moderna, modernista e progressista" usino ancora questi stratagemmi. Aggiungendo di volta in volta nuovi artifizi e diavolerie per tentare di zittire le masse ed i propri mal informati interlocutori. Nell'evoluzione della "specie", infatti siamo passati dal "Gioco del Silenzio" al "Gioco del Dissenso". In una periodica e tornacontistica alternanza ludica. Il meccanismo è molto semplice: inscenare giochi di parole e finti dissensi (dissensi pilotati) in maniera il più possibile realistica e sistematica (quasi maniacale) al fine di giungere alle medesime liberticide conclusioni. Ovviamente il premio finale va in genere al miglior interprete.
Le conclusioni dell'affranto Schulz
''Ci rammarichiamo – ha concluso il "disperato ed afranto" Schulz – per la mancanza di trasparenza e responsabilità democratica della soluzione originale proposta da Commissione, Fmi e Bce per Cipro. Anche i ministri delle finanze dell'Eurozona devono prendersi la responsabilità di quella soluzione per le banche di Cipro. La soluzione proposta – ha continuato – è stata presa a porte chiuse nelle prime ore del mattino, senza un'appropriata riflessione sulle conseguenze per la gente comune. Inoltre lo scaricabarile su chi sia stato a fare proposta serve solo a minare la fiducia nell'Unione europea''. Quindi – leggiamo tra le righe – per recuperare questa fiducia lesa non resta che accentrare! Vero Signor Presidente!
Jeoroen Dijesselbloem – Miglior giovane attore protagonista
La replica del giovane falco, presidente dell'Eurogruppo – Jeroen Dijsselbloem – al Parlamento europeo è stata ancor più "incisiva", quasi da Oscar… ''Mi assumo la responsabilità della decisione di sabato scorso, cioè di tassare depositi sotto i 100mila euro – ha ammesso Dijsselbloem – ma la tassa – ha continuato – è comunque l'unica soluzione e spero che sia definita in modo più equo. Cipro – ha concluso – pone senza dubbio un rischio sistemico e purtroppo l'agitazione degli ultimi giorni lo dimostra. Chi manca l'obiettivo del 3% di deficit quest'anno, deve avere delle ottime ragioni (da portare all'Ue) e sarà giudicato anche sulla base di quello che intende fare per tagliarlo. E questo vale anche per la Francia''. La trappola è stata dunque azionata: quali saranno i primi topi in debito di ossigeno a cadervi, dopo i Greci? Spagnoli o Italiani?
Sergio Basile (Copyright © 2013 Qui Europa)
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