Martedì, Dicembre 25th/ 2012
– Messaggio Urbi et Orbi di Papa Benedetto VXI –
– Appello per la Pace in Siria del Cardinal Robert Sarah –
Messaggio Urbi et Orbi di Benedetto XVI – Pace in Siria / Pace in Medioriente / Natale in Siria / Dramma Siria / Incremento delle spese militari / Guerra / Armamenti Europa / Guerra / Libertà / Diritti fondamentali / Distruzione / Crimini / Aleppo / Natale / Speranza / Missionari / Religiosi / Vergine Maria / San Giuseppe / Gesù Bambino / Auguri di Natale / Candela della Fede / Preghiera per la Pace in Siria / Siria e Libano / Cardinal Robert Sarah / Pontifcio Consiglio Cor Unum / Deus Caritas Est /
Città del Vaticano – Siria
Natale 2012 – Messaggio Urbi et Orbi di
Papa Benedetto XVI e appello del
Cardinal Sarah
Nuovi appelli per la Pace in Siria e Medioriente.
Intanto in Nigeria "strage di Natale" in chiesa:
uccisi sei fedeli e il sacerdote
Cardinal Sarah: in Siria la gente patisce sofferenze atroci.
Superate le 40.000 vittime. Due milioni di sfollati.
Tutti devono muoversi per il Dialogo e la Carità.
Città del Vaticano, Piazza San Pietro, Damasco – Natale. Ancora un appello per la Siria: è stato il punto centrale del messaggio Urbi et Orbi di benedetto XVI, per il Natale 2012. "C’è nel mondo una terra che Dio ha preparato per venire ad abitare in mezzo a noi. Una dimora per la sua presenza nel mondo. Questa terra esiste, e anche oggi, nel 2012, da questa terra è germogliata la verità! Perciò c’è speranza nel mondo, una speranza affidabile, anche nei momenti e nelle situazioni più difficili. La verità è germogliata portando amore, giustizia e pace. Sì, la pace germogli per la popolazione siriana, profondamente ferita e divisa da un conflitto che non risparmia neanche gli inermi e miete vittime innocenti. Ancora una volta faccio appello perché cessi lo spargimento di sangue, si facilitino i soccorsi ai profughi e agli sfollati e, tramite il dialogo, si persegua una soluzione politica al conflitto. La pace germogli nella Terra dove è nato il Redentore, ed Egli doni a Israeliani e Palestinesi il coraggio di porre fine a troppi anni di lotte e di divisioni, e di intraprendere con decisione il cammino del negoziato."
Card. Robert Sarah – In Siria la gente patisce sofferenze atroci
Molto eloquenti e chiare sono state le parole di denuncia lanciate al mondo anche dallo stesso Cardinal Robert Sarah, inviato in missione speciale dal Papa, in Siria. Contemporaneamente in Nigeria si consumava anche nel Santo Natale una nuova strage in una chiesa cattolica. Sei morti. Ucciso anche il sacerdote. "in Siria – ha detto nelle swcorse ore il cardinal Sarah – la gente patisce sofferenze atroci. La Chiesa è in mezzo ai profughi "Un conflitto che non risparmia neanche gli inermi e miete vittime innocenti". Così il Papa ha definito, durante la preghiera dell'Urbi et Orbi di questa mattina, il dramma che da troppo tempo sta vivendo la Siria, invocando per essa la possibilità di "una soluzione politica". Sia la Chiesa locale, sia Benedetto XVI in prima persona non hanno fatto mancare alla popolazione della Siria sostegno e solidarietà concreta. Ne parla in questa intervista il cardinale Robert Sarah, presidente del Pontifcio Consiglio Cor Unum, di recente testimone diretto della crisi tra i profughi siriani in Libano"
Oltre 40 mila vittime
Ho visitato gruppi di profughi nella valle della Bekaa il mese scorso e già allora la situazione era estremamente grave. Le loro condizioni di vita erano estremamente precarie, senza acqua, elettricità, servizi sanitari e l’igiene era disastrosa. Nonostante ciò, sono stato profondamente colpito dalla grande dignità di quegli uomini e quelle donne, profughi in un Paese straniero, rifugiati, costretti a lasciare le proprie case, il proprio villaggio, la loro amata madre Patria, la Siria, dopo un pericoloso viaggio di centinaia, talvolta di migliaia di chilometri. Ora, dopo la mia visita, la situazione è ulteriormente peggiorata. L’inverno è ormai cominciato, con le sue inevitabili conseguenze e il conflitto si inasprisce sempre più, con tutto il suo carico di violenze, di sofferenze atroci e di morte. I dati che vengono resi pubblici da varie fonti paiono concordi nel rilevare che si sarebbero superate le 40 mila vittime, senza contare i due milioni di sfollati all’interno della Siria e i 500 mila rifugiati che cercano protezione, sicurezza e una vita decente nei Paesi limitrofi. I nostri continui contatti con le Chiese del Medio Oriente e con varie realtà caritative locali, impegnate soprattutto nell’assistenza ai profughi dentro e al di fuori del Paese, ci trasmettono informazioni allarmanti sui nuovi fronti di guerra, sulle condizioni materiali, psicologiche e spirituali, di insicurezza, igienico-sanitarie in cui è ormai costretta a vivere la gran parte della popolazione, sugli abusi di ogni genere che subiscono, rendendoli in tal modo spesso doppiamente vittime.
Preghiere e azioni concrete
Benedetto XVI in persona ha visitato il Libano in settembre, mantenendo un’attenzione a tutta la regione e non ha mancato di rinnovare le sue preghiere, i suoi richiami, la sua esplicita richiesta perché la pace torni quanto prima in Siria. In occasione del Santo Natale, con uno sguardo particolare ai bambini, non ha mancato di esprimere tutta la sua vicinanza spirituale e affettiva alle popolazioni e ha manifestato la sua preoccupazione per gli sviluppi e l’aggravamento della crisi siriana. Il rischio peraltro è che questo letale conflitto comprometta pericolosamente tutto il delicato equilibrio di una regione del mondo che gli sta particolarmente a cuore. Durante la mia visita in Libano e successivamente, mi sono convinto sempre più di quanto siano importanti le preghiere, le parole e le azioni. Gli appelli alla pace e alla riconciliazione, rivolti dal Santo Padre alle parti in guerra, alla comunità internazionale perché si attivi più efficacemente, sono stati sufficientemente chiari.
L'Assurdità delle azioni militari della comunità internazionale
La guerra e le distruzioni di vite umane e di infrastrutture non portano a una vera soluzione dei problemi socio-politici. Questo è possibile solo col dialogo e con la volontà di costruire insieme la Nazione nell’amore e nella solidarietà. La Chiesa auspica che azioni militari come quelle che si sono effettuate in Iraq, in Libia, in Costa d’Avorio, non si ripetano. “Mai più la guerra”, ha gridato Paolo VI nel 1965 a New York. Benedetto XVI lancia oggi lo stesso grido. La Chiesa persegue le sue azioni umanitarie a favore delle vittime di questo conflitto attraverso l’attività eroica e generosa di numerosi organismi caritativi cattolici impegnati sul posto sin dal primo momento in cui il conflitto ha cominciato a mietere vittime innocenti. In qualche modo traducono la triplice missione della Chiesa in concretezza. Tutto quello che possiamo fare adesso concretamente per queste persone, dobbiamo farlo. Sia per il loro bene materiale, sia per il loro bene spirituale. Un aiuto aperto a tutti. Come ci insegna Papa Benedetto, nell’Enciclica Deus Caritas Est, l’amore del prossimo si estende alle persone che neppure conosciamo e questo può realizzarsi solo a partire dal nostro intimo incontro con Dio.
Dietro le violenze – Interessi locali e internazionali
Ogni guerra è diversa dalle altre e ha una storia, delle dinamiche specifiche di quella situazione. Anche gli attori che si mobilitano, locali e internazionali, hanno interessi propri. In questo senso anche la Siria è un caso unico, molto complesso, le cui cause e peculiarità vanno studiate e analizzate; e le azioni che mirano a ricostruire la pace, vanno condotte con la massima prudenza e attenzione. D’altro canto, non si può negare che in genere abbiamo raggiunto un livello di crisi umanitarie in tutto il mondo senza precedenti nella storia recente, sia per quanto riguarda il numero delle guerre e delle situazioni di conflittualità armata, sia per ciò che attiene alle calamità naturali.
70 crisi umanitarie in atto – Mai così dalla 2° Guerra Mondiale
Sono circa 70 le crisi umanitarie in atto, un picco mai raggiunto dalla fine della Seconda Guerra mondiale fino ad oggi. Questo dato, confermato dalla testimonianza delle Chiese locali e dalle organizzazioni caritative cattoliche che quotidianamente si rivolgono a Cor Unum, con tutto il loro carico di sofferenze vissute accanto alle vittime di tali situazioni, risulta essere ancor più doloroso in un momento in cui il mondo dovrebbe invece gioire per la venuta del Signore Gesù, il “Dio-con-noi”. Lui è “la nostra Pace”, distrugge le barriere che ci separano, e “sopprime nella sua carne l’odio”, come dice S. Paolo. Questa è la “bella notizia” che ci porta il Signore e che noi vorremmo offrire al mondo intero.
La Buona Notizia – L'Ora della Carità
Questo è il motivo per cui occorre alzare la nostra voce verso Dio, lanciarci, corpo e anima, in un impegno d’amore attivo e concreto verso ogni essere umano. E’ l’ora di una nuova “fantasia della carità” che si realizzi non solo con azioni pratiche ed efficaci, ma anche con la capacità di farsi prossimi, di essere solidali con chi soffre, è povero e debole, in modo tale che il gesto d’aiuto non umili, ma sia frutto di vera condivisione fraterna (Novo Millennio Ineunte, n. 50) … Così, in occasione della festa del Natale e in vista del nuovo anno, la carità delle opere darà una forza incomparabile alla carità delle parole. Buon Santo Natale e felice anno nuovo a tutti!
Cardinal Robert Sarah – Siria
_________________________________________________________________________
Articoli correlati
Natale in Siria – La Fede che Sfida e Vince la Morte e la Paura – Un Augurio di Natale molto Speciale
Mercoledì, Dicembre 19th/ 2012 – di Nabil Antaki e H. Emili Turú (Superiore Generale dei Fratelli Maristi) – Natale in Siria / Inferno Siria – La Fede che Sfida e Vince la Paura – Un Augurio di Natale molto Speciale / Dramma Siria / Incremento delle spese militari / Guerra / Armamenti Europa / Guerra / Libertà / Diritti fondamentali / Distruzione […]
Il Papa invia in Siria il Cardinal Sarah in Missione Speciale ed esorta tutti a lavorare per la Pace
Mercoledì, Novembre 28th/ 2012 – di Sergio Basile – Il Papa invia in Siria il Cardinal Sarah / Missione Speciale / Siria /Italia / Roma / Città del Vaticano / Chiesa / Papa Benedetto XVI / Missione di Pace in Siria / Mario Monti / Cardinal Sarah / Padre Lombardi / Vaticano / Guerra / […]
La Drammatica Testimonianza di un Giovane Cristiano Siriano scampato alla Morte
Venerdì, Novembre 30th/ 2012 – Tratto da Agenzia Fides – La Drammatica Testimonianza di un Giovane Cristiano Siriano scampato alla Morte / Pace in Siria / Agenzia Fides / Fides / Movimenti pacifisti / cattolici / Teheran / dialogo nazionale/ Esteri / Guerra / Morti / Vittime / Patriot / Missili / Negoziati di pace / Potenziale militare […]
Leggi gli Articoli Correlati – Approfondimenti
(Intervista di La Croix al Vescovo di Aleppo – del 14 Dicembre 12)
Dramma Siria – Il Vescovo Audo: "Potenze
internazionali, fate ai siriani questo
dono della Pace"
Mobilitazioni delle chiese in tutto il mondo, dopo
l'appello di Benedetto XVI: l'ultimo appello del
Vescovo di Aleppo alla comunità internazionale
Per Mons. Antoine Audo, gesuita Vescovo di Aleppo,
Presidente della Caritas Siria, il conflitto siriano è
diventato internazionale: solo un accordo internazionale
e l'impegno di tutti i vescovi e le chiese cristiane potrà
portare alla riconciliazione, fermando le forze esterne
che vogliono distruggere il Paese
Aleppo – Come descriverebbe la situazione ad Aleppo adesso? – Mons. Antoine Audo: L’Insicurezza regna ovunque. Non possiamo più circolaree si è permanentemente minacciati da rapimenti (a scopo di estorsione), dalle imboscate dei cecchini, dalle bombe (da parte dell'esercito siriano o dei ribelli) e dagli attentati con autobombe. Questa insicurezza ha fatto sì che l'80% delle persone non lavora più, in modo che l'economia è bloccatae la povertà aumenta (per non parlare dell'embargo economico occidentale alla Siria). Tanto più che il costo della vita è raddoppiato dall'inizio del conflitto.
70% dei siriani sotto la soglia di povertà
Le persone semplici che vivevano con poco devono ora essere supportate in tutto, così si può dire che oggi il 70% dei siriani vive al di sotto della soglia di povertà. Come fanno a sopravvivere? – M.A.: La gente ha dei risparmi e il sostegno della famiglia funziona ancora bene nelle nostre società tradizionali. E i siriani della diaspora (Nord America, Europa, Australia …) riescono ad inviare da 300 a 500 dollari per le loro famiglie ogni mese. Ma le famiglie sfollate facilmente diventano un peso. In qualità di presidente della Caritas Siria da un anno, posso dire che tocco la miseria con le dita – Caritas Siria quali programmi ha implementato? – M.A. : Nelle sei regioni organizzate dalla Caritas (Damasco, Aleppo, Homs, Jaziré, Horan e la costa), diamo lapriorità all'aiuto alimentare con 4000 pacchi di alimenti (del valore di circa 20-30 dollari ) distribuiti mensilmente in tutto il paese: un totale di100.000 dollari finanziati principalmente dai nostri partner tradizionali (Catholic Relief Services, Caritas Germania, Svizzera e Lussemburgo …). Sviluppiamo assistenza medica, in particolare a Damasco e Aleppo, per dare libero accesso alle cure sanitarie. E ad Aleppo, abbiamo aperto un contratto con il St. Louis Hospital gestito dalle Suore di San Giuseppe dell'Apparizione perchè tutti i feriti vi siano operati e curati gratuitamente e ho deciso di finanziare questo progetto per la somma di $ 50 000 al mese. Abbiamo anche un "programma invernale" ($ 300 000 fino a marzo 2013) per l'acquisto per 3.000 famiglie in tutta la Siria, di stufe e petrolio, coperte e vestiti caldi e di aiuto per pagare l'affitto.
Contributo di tutti i Cristiani determinante per evitare guerra "legale"
Come vede il futuro prossimo in Siria? – M.A. : La mia impressione generale è che non se ne esce. Questo conflitto siriano, inizialmente locale, è diventato regionale (con il Qatar, Arabia Saudita, Iran, Turchia) ed è ora internazionale (con la Russia, gli Stati Uniti, la Cina e l'Europa). Quindi possiamo solo sperare che ci sia un accordo internazionale per risolvere il conflitto locale e raggiungere la riconciliazione e la pace. Ciò significa riconoscere la complessa storia dei rapporti tra alawiti e sunniti e parlarne con calma – che oggi è impossibile, perché si tratta di un argomento tabù nella società siriana. Ciò implica anche che ogni parte smetta di ritenersi depositario della verità e riconosca la dignità degli altri. A questo proposito, i cristiani, tutti i Cristiani – in Siria, in Oriente come in Occidente – possono contribuire a spezzare la spirale di umiliazioni, di violenza e di vendetta per avere l'audacia del perdono .
Fare il possibile per salvare questo bellissmo Paese e migliaia di Cristiani
Quale appello Lei vorrebbe lanciare? – M.A. : Mi rivolgo a quelli chedistruggono questo bellissimo Paese, così ricco di storia e cultura: invece di sfruttare i punti deboli confessionali, essi farebbero meglio adaiutarlo a trovare soluzioni politiche ed economiche. Miliardi di dollari sono già stati persi in questa guerra, per niente. Cerco di fare tutto il possibile per salvare la Siria e anche per salvare la presenza dei cristiani, perché più ci sarà distruzione in Siria, sempre più cristiani se ne andranno, e sarà una perdita per il paese e per tutta la regione! Contribuire alla riconciliazione e assicurare la pace alla Siria sarà vantaggioso per tutti, a livello nazionale, regionale e internazionale! Chiedo pertanto alle potenze internazionali che ci facciano il dono della pace attraverso una mediazione politica ragionevole e razionale.
___________________________________________________________
Leggi gli Articoli Correlati – Approfondimenti
Testimonianza choc dalla Siria – Lottiamo ogni giorno per la Pace contro i Signori della Morte e della Guerra
Martedì, Dicembre 11th/ 2012 – di Suor Maria de Guadalupe Rodrigo – Testimonianza choc dalla Siria / Lottiamo ogni giorno per la Pace contro i Signori della Morte / Siria / Mobilitazione Internazionale contro la Guerra / Siria / Mobilitazione Internazionale per la Pace / Esteri / Siria / Pace / Dialogo / Convivenza Pacifica / Stati […]



Lascia un commento