Lunedì, Marzo 31st/ 2014
– di Reverendo Ramon Octavi Sanchez e Sergio Basile –
Roma, Barcellona, Reverendo Ramon Octavi Sanchez, Sergio Basile, miracolo a Cafarnao, uno strano immobilismo, troppi muri di gomma, nessuno è escluso dalla misericordia di Dio, un profeta non riceve nella propria patria, Ue, ?Europa di oggi sta minando ogni libertà individuale e collettiva, la grazia di Dio agisce sempre nelle situazioni più paradossali
Oltre la Menzogna… E' possibile una guarigione
prodigiosa in terra straniera
L'Italia muore, l'Europa affonda… Uno strano immobilismo
domina anche negli ambienti che dovrebbero dimostrarsi
più vigili e vitali. Ma il Vangelo ci insegna a non mollare
Decalogo pratico contro il "Nuovo Ordine Mondiale"
di Reverendo Ramon Octavi Sanchez e Sergio Basile / "Qui Europa"
Guarigione prodigiosa in terra straniera…
Roma – di Sergio Basile, Redazione Qui Europa – Il Vangelo di oggi ci presenta la guarigione prodigiosa di un giovane di Cafarnao – figlio di un funzionario del Re – da parte di Gesù. L'episodio narrato dal Vangelo di Giovanni (Gv 4,43-54) segue ad un fatto di non secondaria importanza: il Messia lascia la Samaria dopo aver ribadito il fatto che "un profeta non riceve onore nella propria patria". Dunque Gesù opera prodigi in terra "straniera", la Samaria, dove già aveva operato il miracolo della trasformazione dell'acqua in vino, onorando della Sua presenza gli sposi di Cana. Se ci pensate oggi per molti l'Italia è diventata la "Terra straniera" di cui si parla nel Vangelo… stranieri a casa nostra! Non lo trovate paradossale?
Un duplice messaggio
Il messaggio che cogliamo dal Vangelo è duplice: 1) nessuno è escluso dalla Misericordia di Dio (infatti a riceve il miracolo è un membro di quella che potremmo definire la "casta" dell'epoca, lontana dalle istanze del popolo e dalla dura realtà quotidiana, e per di più in terra straniera… Un membro della "casta" con il grande merito, tuttavia, di aver accolto Gesù); 2) Le difficoltà, per chi vuol attuare un progetto di giustizia sono sempre dietro l'angolo, e spesso e volentieri sono maggiori "in patria" che in terra straniera. E' proprio vero: "un profeta non riceve onore nella propria patria!". A chi non è capitato di vivere questa esperienza? Specie oggi, parlare di "dittatura europea" e di epocale tradimento dei valori e dei principi non negoziabili presso i luoghi che dovrebbero (in teoria…) difendere tali istanze, diventa ostico e proibitivo propri a partire dai luoghi più vicini a noi. Troppi ancora i muri di gomma.. troppa l'indifferenza o la rassegnazione… Il sistema gabbia attraverso i media esercita costantamente subdole pressioni prisologiche sulla popolazione che – ignorando quanto accade sotto il proprio naso – finisce per accettare e metabolizzare messaggi propagandistici protesi a legittimare questa disumana Europa delle caste bancarie.
I falsi profeti dell'europeismo e le loro menzogne
Il regime politico e mediatico oggi – malgrado tutto – vuol ancora impunemente e sfacciatamente convincerci della bontà dell'Ue e dei suoi trattati, sostenendo semplicemente che bisognerebbe "restare in Europa" e modificarne alcuni … E ciò accade anche tra le frange dei cosiddetti "dissidenti". Dei cosiddetti "movimenti di protetsa". La verità che non si vuol vedere è un'altra: l'Europa di oggi sta minando ogni libertà individuale e collettiva, arrogando a sé poteri che non competono: ciò decidendo perfino le sorti della famiglia, attaccata ed umiliata nel nome del "progresso" e della libertà. Cosa ci dice questo Vangelo in merito? Semplice: di non stancarci di denunciare questo diabolico sistema, e di farlo con forza anche dinanzi alle quotidiane difficoltà che si incontrano lungo il cammino… In ballo c'è il futuro dei nostri figli… e della nostra stessa cultura. Della Nazione. Abbassare la guardia e gettare la spugna è un qualcosa di assolutamente deleterio che non ci appartiene, né come cristiani, né come uomini di buona volontà…
Un incomprensibile immobilismo
Certo in molti ambienti a noi "vicini" (non solo sindacali e sociali, ma purtroppo anche religiosi o pseudo tali) ancora uno strano immobilismo domina… molti, troppi, non capiscono ancora la gravità dei fatti che stanno accadendo e, a volte, non sono aiutati a comprendere da chi invece ha le idee ben chiare… Uno strano immobilismo domina molti ambienti vitali. Una strana ipocrisia che sta contribuendo alla distruzione dell'Italia. Sull'altro fronte, quello della casta, invece la macchina organizzativa e ben oleata e procede a pieno regime: la svendita finale dell'Italia sembra ormai segnata, ora che anche i cinesi stanno mettendo le mani sull'ENI… Poi sarà la volta di "Cassa Depositi e Prestiti" e così via…. Intanto molti optano per il suicidio, altri per la disperazione senza sbocchi.. Altri, invece, continuano a far finta di nulla sentendosi al sicuro dietro i loro stipendiucci e i loro "provvisori beni"; altri ancora dormono su sette guanciali… altri continuano a "pascolare" distratti dalla tecnologia e dalle grandi armi di distrazione (e distruzione) di massa: mezzucci concepiti dal sistema stesso per rimbambire i giovani ed alienarli sempe più…. mentre l'Italia muore…
Dieci parole di salvezza…In mezzo a tanta negatività…
Ma in mezzo a tanta negatività, il miracolo di Gesù ci conforta e ci riempie di coraggio e speranza… ci insegna ad essere pellegrini ("attivi" e propositivi) e profeti sia in patria che in "terra sraniera" e a non mollare, poiché la Grazia di Dio agisce sempre e nelle situazioni più paradossali… Ma che fare nel concreto per superare questo ignobile status quo, questo "Nuovo Ordine Mondiale"? Ecco di seguito, per gli amanti della praticità, una piccola ma preziosa guida orientativa con alcune semplici regole che tutti potrebbero seguire: una sorta di "decalogo anti-truffa" ed anti-crisi: premesso che si tratta soprattutto di una "crisi di valori" e che i "Dieci Comandamenti della Sacra Bibbia" sono ovviamente la ricetta migliore… specie – in riferimento alla "crisi" – laddove si legge: "Io sono il Signore Dio tuo, Non avrai altro Dio all'infuori di Me"; "Ama il Prossimo tuo come te stesso"; "Non Rubare"; "Non Mentire".
Il Decalogo pratico contro il "Nuovo Ordine Mondiale"
1) Denuncia la truffa del debito Pubbico e del signoraggio bancario in tutti gli ambienti in cui vivi e diffondi la teoria della "Proprietà Popolare della Moneta" di Giacinto Auriti; (vedi qui – Non Chiamatela Crisi Economica, ma Truffa Monetaria da Signoraggio) 2) Ritira i tuoi risparmi dalle banche, evita bancomat e limita al massimo le operazioni che implicano pagamenti di commissioni aggiuntive… 3) Non permettere che i tuoi figli entrino nelle forze armate, perché sono al guinzaglio delle lobby bancarie e delle caste masso-bancarie; 4) Esci dalle ideologie politiche, partitiche e di loggia: non iscriverti ad alcun club massonico o pseudo-massonico, né ad alcun partito vicino all’élite europeista, ma forma piuttosto comitati cittadini indipendenti, propositivi e consapevoli; 5) Recupera i valori veri e quelli spirituali, riscoprendo Dio: il nuovo ordine mondiale – e la truffa monetaria del debito pubblico propinataci dallo stesso – nasce infatti da prerogative di carattere anti-cristiano e massonico d’ispirazione satanica. Pregare mezz’ora al giorno il rosario è essenziale – vedi qui Quaresima 2014 – Crociata del Rosario al Cuore di Maria, per l’Italia e il Mondo Intero – come accostarsi ai Sacramenti e Riconciliarsi con Dio e con il Prossimo!; 6) Non stancarti di fare informazione presso scuole, gruppi sociali e parrocchie; 7) Non perdere il tuo tempo su facebook chattando o giocando… né dimostrando interesse smodato per la tecnologia: il sistema ci vuole proprio schiavi della tecnologia ed ignoranti, indifferenti, alienati; 8) Acquisisci buone abitudini utilizzando bene il tempo libero: diffondi la cultura delll'incontro e del confronto. Spegni la TV, non isolarti ed evita musica negativa. Mangia sano (No OGM); 9) Collabora attivamente – se puoi – nell’informare attraverso media liberi e di controinformazione; 10) Proponi la creazione di forme di lavoro associato, in cooperativa: misure alternative per non rischiare l’isolamento sociale. Coinvolgi gli uomini di potere in questo percorso comune, organizzando seminari e gruppi di ascolto presso chiese e comuni, coinvolgendo parroci e sindaci.
Sergio Basile (Copyright © 2014 Qui Europa) – infounicz.europa@gmail.com
Il Vangelo di oggi
Un profeta non riceve onore nella propria patria
Testo del Vangelo (Gv 4,43-54): In quel tempo, Gesù partì [dalla Samarìa] per la Galilea. Gesù stesso infatti aveva dichiarato che un profeta non riceve onore nella propria patria. Quando dunque giunse in Galilea, i Galilei lo accolsero, perché avevano visto tutto quello che aveva fatto a Gerusalemme, durante la festa; anch’essi infatti erano andati alla festa. Andò dunque di nuovo a Cana di Galilea, dove aveva cambiato l’acqua in vino. Vi era un funzionario del re, che aveva un figlio malato a Cafàrnao. Costui, udito che Gesù era venuto dalla Giudea in Galilea, si recò da lui e gli chiedeva di scendere a guarire suo figlio, perché stava per morire. Gesù gli disse: «Se non vedete segni e prodigi, voi non credete». Il funzionario del re gli disse: «Signore, scendi prima che il mio bambino muoia». Gesù gli rispose: «Va’, tuo figlio vive». Quell’uomo credette alla parola che Gesù gli aveva detto e si mise in cammino. Proprio mentre scendeva, gli vennero incontro i suoi servi a dirgli: «Tuo figlio vive!». Volle sapere da loro a che ora avesse cominciato a star meglio. Gli dissero: «Ieri, un’ora dopo mezzogiorno, la febbre lo ha lasciato». Il padre riconobbe che proprio a quell’ora Gesù gli aveva detto: «Tuo figlio vive», e credette lui con tutta la sua famiglia. Questo fu il secondo segno, che Gesù fece quando tornò dalla Giudea in Galilea.
Vangelo Secondo Giovanni, Cap. 4, 43-54
Commento di
Rev. Ramon Octavi Sanchez, Barcelona – Spagna
Non ci sono alibi che tengano!
Barcelona, Spagna – di Reverendo Ramon Octavi Sanchez – Oggi, nuovamente troviamo Gesù a Cana di Galilea, dove aveva realizzato il conosciuto miracolo della conversione dell’acqua in vino. Adesso, in questa occasione, fa un nuovo miracolo: la guarigione del figlio di un funzionario reale. Sebbene il primo sia stato spettacolare, questo è, senza dubbio, di maggior valore, perché, quello che si risolve con il miracolo, non è un qualcosa di materiale, ma si tratta della vita di una persona. Ciò che attira la nostra attenzione in questo nuovo miracolo è che Gesù agisce a distanza, non va direttamente a Cafàrnao per guarire direttamente l’ammalato, ma, senza muoversi da Cana, rende possibile la guarigione: «Il funzionario del re gli disse: "Signore, scendi prima che il mio bambino muoia” Gesù gli rispose: “Va’, tuo figlio vive» (Gv 4,49-50). Questo ricorda a tutti noi che possiamo fare molto bene anche a distanza, cioè, senza bisogno di essere presenti sul posto dove si richiede la nostra generosità. Così, per esempio, aiutiamo il Terzo Mondo collaborando economicamente attraverso i nostri missionari o per mezzo di organizzazioni cattoliche che ivi lavorano. Aiutiamo i poveri delle zone marginate delle grandi città con i nostri contributi attraverso istituzioni, quale `Caritas´, senza bisogno di andare per le loro strade. O, perfino, possiamo effondere allegria a tanta gente, molto lontana da noi, con una telefonata, una lettera o la posta elettronica. Tante volte ci esimiamo dal fare il bene – l'alibi che ci creiamo è questo – perché "non abbiamo la possibilità di trovarci in quei posti dove ci sono necessità urgenti". Gesù non si scusò perché non era a Cafárnao, ma realizzò il miracolo. La lontananza non presenta nessuna difficoltà al momento di essere generoso, perché la generosità parte dal cuore e oltrepassa tutte le frontiere. Come direbbe sant’Agostino: «Chi ha carità nel cuore, trova sempre qualcosa da dare». A chiederci di entrare in azione questa volta è la nostra coscienza: per il bene del nostro Paese, del nostro Continente, del nostro futuro. Cascuno in questa battaglia – aggiungiamo – è essenziale e determinante.
Rev. Ramon Octavi Sanchez, Barcelona – Spagna
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