Giovedì, Settembre 27th/ 2012
– di Sergio Basile e Vincenzo Folino –
Italia / Spot / Zone Franche / Fabrizio Barca / Coesione Territoriale / Mezzogiorno / Russia socialista / Stalin / Dittatura / Zone franche urbane / Regime fiscale facilitato / Schiavi del sud / Animali da traino / Il Sud sta morendo
Coesione Territoriale: al via lo spot delle
"Zone Franche Urbane", per illudere
gli schiavi del Sud
Il Ministro Barca studia gli "Sconti Fiscali"
mentre il Mezzogiorno muore!
Roma – Nei giorni scorsi, ed in più occasioni, il ministro della Coesione Territoriale, Fabrizio Barca, ha annunciato con enfasi – forse troppa – il lancio del progetto per le "imprese in aree a rischio", o meglio, ha annunciato di voler "riesumare" le già impolverate "zone franche". Senza dubbio un'ottima strategia di marketing, una discreta campagnia pubblicitaria per il governo dei banchieri. Un governo in calo verticale di consensi poplari, malgrado la cecità dei leader dei gradi carrozzoni politici di maggioranza, da destra, a sinistra al centro.
Zone Franche Urbane: nulla di nuovo
In questo modo, nonostante siano trascorsi tre anni dalla delibera del Comitato interministeriale che le varava, il progetto delle "zone franche urbane" potrebbe ora realmente materializzarsi. La forma che dovrebbe assumere, anche se ci troviamo ancora in una fase di studio, prevederebbe la concessione di aiuti, in regime "de minimis", del valore massimo di 200 mila euro a piccole e medie imprese, proprio con l'obiettivo di consentire a piccoli imprenditori, commercianti e lavoratori "di affrontare la crisi – sostiene Barca – con strumenti solidi e superare in maniera meno difficoltosa questa lunga fase di recessione economica". La formula scelta da Barca, insieme al premier Mario Monti e a tutto l'esecutivo, è quella degli "sconti fiscali", in quanto si tratta di "un intervento a regime facilitato" che già esiste e che non richiede autorizzazioni comunitarie.
L'IMU perenne e la "consolazione delle zone fnanche"
Sicuramente l'iniziativa qualora dovesse partire realmente sarà ben accetta dagli "schiavi del Sud", che forse avrebbero gradito però l'eliminazione delle accise sul carburante. Una sorta di IMU perenne che chi usa l'auto e non può contare su "animali da traino" (asini o buoi) in questa Repubblica delle banane, è costretto a sopportare a carissimo prezzo. Ma tornando al punto, l'idea in sé di queste "zone franche" non dispiacerebbe. Rimane però un pò di perplessità (per usare un eufemismo) suscitata dal fatto che il promesso, fantomatico, rilancio dell'economia meridionale, soprattutto dopo lo scempio delle FS e dei trasporti – questione tanto agoniata quanto antica – non crediamo possa risolversi solo con questa iniziativa, per altro già datata. A questo punto non resta che sperare, come spesso succede nel nostro "bel paese", nella sua effettiva applicabilità e realizzazione, visto che il problema più difficile da superare rimane proprio la scadenza posta dal pecedente Governo, e che fissa il suo limite al 31 dicembre dell'anno in corso. Ma ci ha pensato il ministro Barca a rassicurare tutti: "abbiamo scelto questa strada proprio perchè abbiamo bisogno di un progetto che sia pronto nel giro di 60 giori al massimo", ha rassicurato il paterno ministro. Una magra, magrissima consolazione, mentre la febbre da benzina continua a salire, in questo stato liberista di benessere socialista, che ricorda sempre più la Russia di Stalin: ma con l'aggiunta però di una altissima dose di disoccupazione e disperazione aggiuntiva.
Sergio Basile, Vincenzo Folino (Copyright © 2012 Qui Europa)
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