Qui Europa

Giorno: 21 Dicembre 2012

  • Populismo e Nazionalismo – Il Vocabolario di chi non sa più che pesci prendere

    Populismo e Nazionalismo – Il Vocabolario di chi non sa più che pesci prendere

    Venerdì, Dicembre 21th/ 2012

    – di Sergio Basile –

    Unione europea / Italia / Parlamento / Polulisti / Ce lo chiede l'Europa / Luoghi Comuni / Stereotipi / Media / Pierluigi Bersani / Silvio Berlusconi / Walter Veltroni / PD / Formigoni / Crosetto / Meloni / Europeismo / Mario Draghi / Bce / Logge mondialiste / Mario Monti / Giorgio Napolitano / Banca Centrale Ungherese / Tg di regime / Ungheria / Victor Orban / Dissenso / Anti europeismo / Dittatura / Roma / Francoforte / Berlino / Target 2 / Trattato di Lisbona / Bruxelles / Strasburgo 

    Populismo e Nazionalismo – Il vocabolario

    di chi non sa più che pesci prendere

    La casta di regime e la difesa dell'impero

    Ecco come chi ama la Libertà e la Costituzione diventa un

    populista. La "verità" vuota degli "europeisti" ciechi per

    copione e il nuovo "ostracismo ateniese"

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    RomaNo al Populismo! Ormai è un tormentone, uno slogan, un'espressione stereotipata di chi non sa più che pesci prendere; di una casta (italiana ed europea, o meglio "europeista") che cerca con le unghie e con i denti di difendere se stessa, i suoi privilegi e il progetto di accentramento del nuovo impero Ue. Allora accade, come per incanto, che sui media di regime quello che fino a qualche tempo fa veniva definito patriottismo o difesa della propria sovranità, oggi venga bollato come "nazionalismo". Tendenza non radicata solo nell'ex Bel Paese, ma anche nel resto dell'Europa.

     L'emblematico caso Orban in Ungheria 

    Ne sa qualcosa il premier ungherese Victor Orban, che è stato accusato di nazionalismo (per non dire fascismo) per aver proposto mesi orsono la rinazionalizzazione della Banca Centrale Ungherese, al fine di sottrarla (inutilmente) dalle grinfie dei banchieri privati e della speculazione, riponendola sotto il controllo del Parlamento. Un Orban costretto dalla stessa Commissione europea (sotto minaccia del taglio dei fondi Ue) a fare – suo malgrado – marcia indietro.  Allora assistiamo quotidianamente ad una sorta di neo-ostracismo ateniese verso tutto ciò che non profuma di "europeismo", "lobbismo" e "lobbismo privato". Questa, signori, si chiama "sistematico ribaltamento della verità". Per dirla in altri termini, "sovversione". Allora per giustificare le peggiori nefandezze, nei talk-show, come nei principali TG di regime, dinnanzi alle domande "fuori dal copione", ovvero dinnanzi a quelle domande più impertinenti e libere – che per la verità si possono contare sulle dita di una mano – i membri della casta usano giustificare l'ingiustificabile con il sorrisino di circostanza, con l'ilarità, o con la patetica espressione "Ce lo chiede l'Europa".  Ovvero – leggendo tra le righe – ce lo chiede la tecnocrazia dominante (o i membri autorevoli di potenti logge mondialiste che ruotano intorno al "nominato" Barroso) e i banchieri privati che a loro voltano ruotano intorno a Mario Draghi e alla Bce.

     Il Copione dei nostri aguzzini – Il Modello Veltroni-Formigoni 

    Obiettivo dei montiani "europeisti" – diffusi ormai nei meandri più nascosti della sfera politica ed economica del Paese –  (a prescindere da tutto e tutti, ed a prescindere ovviamente che in Europa la Democrazia sia ormai solo una inflazionata parola usata per mascherare un ferreo regime dittatoriale: ed in tal senso il discorso di oggi di Veltroni in Parlamento, al quale ha fatto eco sull'altro fronte la lode montiana di Formigoni,  la dicono davvero lunga) è quello di contrastare con la sottile e subdola arma della retorica e del "quotidiano" stravolgimento della realtà, gli antagonisti: cioè quelli che credono ancora nella "Costituzione" e nella libera determinazione dei diritti dei popoli. Quelli che credono nel welfare state e nella necessaria supremazia della sovranità della "dignità umana" sullo strapotere dei cosiddetti mercati. Se ciò vuol dire essere populisti e nazionalisti, cari lettori, siamo felici di esserlo. Noi almeno, non abbiamo alcun fine privatistico da perseguire, nessuna aspirazione ad aggiudicarci gare di appalto e nessun politico da compiacere, sostenere  o lodare. Il nostro Osservatorio è aperto a tutti. A tutti gli uomini liberi e intellettualmente onesti che abbiano qualcosa da dire e proporre per il bene reale del Paese, e non delle masso-mafie di turno. Almeno fino a prova contraria!

     L'Ora del Dissenso e dell'Anti-Europeismo 

    Sull'altro versante – quello dell'attacco – gli stessi teorici dell'europeismo pretendono nel contempo di tenere a bada 500 milioni di anime sotto lo scacco del rigore e dei diktat delle multinazionali. Certo, indigna vedere interi partiti ossequiare questi nuovi padroni arroganti dell'Europa, e ripetere – come le battute di un film di serie B in un lacero copione – frasi e parole d'ordine che riecheggiano puntuali da Francoforte a Bruxelles, da Berlino a Strasburgo. Intanto il sistema Target 2 ed il deplorevole debito fittizio ci strozzano, poprio come fa il credit crunch avallato dagli ultimi accordi di Basilea 3. E ciò mentre – notizia di poche ore fa – altre banche spagnole vengono "salvate" a discapito degli Spagnoli. Proprio come la favole del rating e delle "banche in crisi". Qui gli unici in crisi vera – dopo i poveracci dell'Eurozona – sono proprio loro, i nostri aguzzini. Affetti da una crisi nera come la morte.

     Una "Crisi Nera" come la Morte 

    Una "crisi" ancor più grave di quella "economica": la crisi dell'essere. La crisi di valori morali, umani e religiosi eclissatisi con la scomparsa – tra l'oblio più fitto e tetro – di ogni principio umano proteso al rispetto del Prossimo. Allora, attendendo fiduciosi che la cosiddetta "antipolitica" smetta di fare demagogia e Presenti al Paese i veri punti essenziali per uscire dalla cisi (ovvero denunciare e sospendere il Trattato di Lisbona; mandare in pensione i furbi del rating; uscire dal vile ed ingannevole euro e rinazionalizzare le banche centrali) ed attendendo fiduciosi che altri Crosetto ed altre Meloni (speriamo non sia il solito bluff) rinsaviscano ed abbandonino i loro squallidi carrozzoni partitici (da destra, a sinistra, al centro) mettendosi realmente al sevizio della Nazione, non ci resta che affidarci a Dio, e sperare che il bene vinca su questo squallore generalizzato. Amen! Se non altro la "crisi" dei valori un merito ce l'ha: quello di farci riscoprire le cose per le quali vale davvero la pena vivere e sperare. E nel contempo comprendere da vicino e bene le cose di cui vergognarci.

    Sergio Basile  (Copyright © 2012 Qui Europa)

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  • Europa, Usa, Musica e Costume – Kesha: dopo la Strage di Newton “Die Young” ritirato dalle radio Usa

    Europa, Usa, Musica e Costume – Kesha: dopo la Strage di Newton “Die Young” ritirato dalle radio Usa

    Venerdì, Dicembre 21st/ 2012

    – di Emanuele Fardella, Il Lato Occulto della Musica  –

    Kesha / Europa / Cultura / Giovani / Tendenze / Costume in Europa / Musica / Pop / Rock / Lato occulto della mucica / Londra / Parigi / Roma / Berlino / Amsterdam / Kesha / Musica in Europa / Propaganda subliminale / Video / Emanuele Fardella / Illuminati / Controllo mentale / Simbolismo occulto / Satanismo / Inno alla violenza / Ritiro del video / Usa / Strage di Newton / Twitter / Messaggio di Kesha / Rito / Dissacrazione / Musica del diavolo /  Sandy Hook School / Connecticut / strage del 14 dicembre / Strage di Newton / Usa / Adam Lanza / Massacro di 30 bambini e sei adulti / Sacerdotessa di una setta / Massoneria e satanismo / Scopo del video / Simbolismo massonico-sastanico / Magia Nera / corruzione sessuale / Mass Media / Cultura popolare / Tendenze / Spiritualità Degradata / Pericoli / Degradazione sessuale / Inganni dei Mass Media / Lavaggio del cervello / Moloch / Sacrifici umani / Bosco Boemo / Teschi / Teschio e ossa / Piramidi / Euro / Il lato occulto della Musica 

    Europa, Usa, Musica e Costume – Kesha: dopo

    la Strage di Newton il brano "Die Young" è

    stato ritirato dalle radio Usa 

    Un video poco subliminale e molto eloquente. Un

    inaccettabile e folle inno a satanismo e violenza

    Le scuse e la strana confessione di Kesha su Twitter.

    La "magica" Rimozione del commento da Twitter 

     

    di Emanuele Fardella

    Londra, Roma, Los Angeles, New York  – Cari lettori, l'Osservatorio Nazionale "Qui Europa" la scorsa settimana ha inaugutaro una nuova rubrica ampliando ed arricchendo i contenuti del giornale  all'interno della nostra categoria "Cultura". Tale scelta redazionale risponde alla necessità di comprendere a trecentosessanta gradi tutti i mutamenti in corso in Europa, e non solo, sull'onda di particolari cambiamenti sociali e di costume in atto su scala mondiale. In tale ottica, infatti, crediamo fermamente che la cultura ed in particolare la musica (espressione più diretta di arte) abbiano oggi un importante ruolo di crescita o – al contrario – destabilizzazione del sistema nell'ambito dell'intera società "civile" del Vecchio Continente. Tali "cambiamenti" spesso alienano dalla sola sfera politica, geopolitica, religiosa, economica e giuridica, andando ad interessare ed intersecare da vicino altre prerogative squisitamente culturali legate all'intrattenimento. Fenomeni che toccano da vicino soprattutto i giovani ed il loro mondo. Già, proprio i giovani! Il futuro dell'Europa. In tal ottica a periodicità settimanale analizzeremo le novità che interessano il panorama musicale, specie a livello continentale, valutando elementi spesso inafferrabili o incomprensibili anche dinnanzi all'occhio del più attento osservatore.  Buona lettura.

     La Strage di Newton e le scuse di Kesha su Twitter                         

    “Sono molto molto dispiaciuta per tutti quelli che  sono stati coinvolti in questa tragedia. E comprendo che la mia canzone sia ritenuta adesso inadeguata”. Con queste parole lasciate sul social network Twitter, la "cantante" (?) americana Kesha ha chiesto scusa per il suo brano Die Young, ritenuto offensivo dopo la strage del 14 dicembre alla Sandy Hook School di Newtown, nel Connecticut, in cui il giovane Adam Lanza ha massacrato 20 bambini e sei adultiIl nuovo singolo della 25enne popstar è stato quindi ritirato dalle radio americane.

     Strana Confessione – "Sono stata costretta a cantare quel testo!"

    Non avevo voglia di cantare quel testo, ma sono stata costretta”, aveva confessato sempre su Twitter in precedenza la cantante, ma le sue parole sono state magicamente rimosse poco dopo. La sua etichetta discografica si è rifiutata di commentare le dichiarazioni della star. Il brano in questione, in effetti, fa riferimento alla “morte da giovani” e il videoclip è probabilmente uno dei video più evidenti degli Illuminati.

     Inno satanico – Uno dei video più evidenti degli Illuminati           

    Il simbolismo è così palese da risultare quasi ridicolo. Alcuni sostengono che Kesha lo abbia fatto per prendere in giro le teorie cospirative. Questo è plausibile, ma questa teoria dovrebbe emergere ogni qualvolta un video contenga simbolismo occulto. Quindi tutti i video prendono in giro il simbolismo degli illuminati? Vi assicuro che non è così in quanto  Kesha non ha scritto il testo della canzone e non ha diretto il video: ha solo eseguito quello che le è stato detto di fare come la maggior parte delle popstar.

     Sconcertante scopo del Video – Massoneria e Satanismo come moda          

    Lo scopo di questo video non è altro che diffondere sempre di più il simbolismo massonico-satanico facendolo diventare, gradualmente, parte della cultura popolare. Esporre  e desensibilizzare quindi i giovani ai simboli utilizzati nel satanismo trasformandoli in “moda” e “tendenza”.

     L'Analisi del Video nel dettaglio                                                         

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Kesha veste i panni di una sacerdotessa di una setta, che viene trasportata dai suoi adepti in quella che sembra essere una chiesa sconsacrata e abbandonata. La prima cosa che fanno quando entrano nella chiesa è distruggerla e scatenarsi al ritmo di musica. La danza si trasforma presto in un'orgia decorata fittamente dal simbolismo occulto ricordando i rituali di magia nera.

     Corruzione sessuale e Ricerca della Morte                                       

    Nella scena finale mentre la sacerdotessa e i suoi seguaci si  scatenano in diverse forme di corruzione sessuale, arrivano i poliziotti, circondano la chiesa e cominciano a sparare. Quando ciò accade, Kesha spavaldamente si avvicina alle forze dell'ordine e il video termina lasciando gli spettatori nel dubbio. Come andrà a finire? Dal momento che la canzone si chiama Die Young siamo portati a credere che Kesha venga uccisa dalla Polizia.

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Culto e Istigazione alla morte – Dissacrazione della Vita Umana e del Sesso 

    La frase We’re gonna die young (Moriremo giovani) è ripetuta innumerevoli volte , come se si volesse instillare nella mente degli adolescenti il fatto che la vita umana è priva di valore. Il video promuove, infatti, il culto della morte, la sessualizzazione totale, il materialismo e una corrotta e degradata spiritualità.

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     I Falsi Profeti della Cultura della morte e dell'odio 

    Il simbolismo degli Illuminati che vediamo nella cultura popolare sta diventando così diffuso da diventare esso stesso cultura popolareMentre alcuni potrebbero sostenere che “si tratta di una tendenza” o che “Kesha ci sta scherzando sopra”, non vedono l'importante inversione che si sta verificando: le tendenze sono create dai mass media e imposte al mondo attraverso la ripetizione e l'onnipresenza. Lo stile di vita propagandato dal satanismo induce la gente ad essere vuota, priva di valori forti e suggestionabile dai mass-media. Facciamo quindi attenzione a ciò che guardiamo e ascoltiamo! Ed anche – aggiungerei – come ci vestiamo. Non a caso il sistema della "moda" globale ci propina in tutte le salse (specie guardacaso in questo 2012) teschi, gufi (simboli del dio pagano Moloch, al quale molti ancora oggi offrono sacrifici umani) piramidi, occhi onniveggenti ed altri simboli occulti pericolosi e deleteri, affinché i burattini della società possano farli propri, affezzionarsi ad essi e diffonderli seguendo le mode del momento. Non cadiamo in questo inganno, nel tempo dell'Inganno Globale. Impariamo a distinguerci dalla massa (telecomandata) ed a ragionare, pensare e vestirci con il nostro cervello. Il pericolo di omologazione è più grande e dannoso di quanto possiamo immaginare. Intanto, notizia dell'ultima ora – diramata nel TG UNO delle 13,30 – negli Usa è stato appena sventato il piano di una sedicenne per far saltare in aria la sua scuola. Sono fatti che dovrebbero farci molto pensare ed interrogare su ciò che accade intorno a noi e sui messaggi di morte che molti media ci trasmettono in maniera subdola ed ammiccante.

    Emanuele Fardella (Copyright © 2012 Qui Europa)

    http://www.youtube.com/MrTheFardellino

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    Qui Europa – DIE YOUNG – MORIRE GIOVANE! – Kesha e gli ILLUMINATI – La Canzone fu ritirata dalle radio Usa dopo la strage di Boston… Ecco perchè –http://www.youtube.com/watch?v=8rVeYruXFR8

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    Venerdì, Novembre 23th/  2012 – di Silvia Laporta –  Monti Burattino del Bilderberg, Grillo Oggetto Volante non Identificato / Roma / riunione del Bilderberg Club / Mario Monti / crisi / Nuovo ordine mondiale / Manipolazione / Democrazia / Governo tecnico / Beppe Grillo / Daniel Estulin / Mario Boghezio / Signoraggio bancario / sovranità monetaria e finanziaia […]

    Il Grande Risiko dell’Impero ora mira al cuore dell’informazione Siriana

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    Mercoledì, Novembre 21th/  2012   – di Sergio Basile –  Il Grande Risiko dell'Impero ora mira al cuore dell'informazione Siriana / Gruppi armati anti Assad / Siria / Opposizione Armata / Els / Guerra / Medioriente / Damasco / Assad / Guerra della Nato / Assalto al Ministero dell'informazione / Stampa Siriana / Bavaglio mediatico / […]

    Euroballe prenatalizie – La salvezza dell’Europa affidata a project bond e Unione politica

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    Martedì,  Novembre 20th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto e Sergio Basile – Unione Europea / Euroballe prenatalizie – La salvezza dell’Europa affidata a project bond e Unione politica / Europa / Crisi / Economia / Project bond / Operatori finanziari / Investimenti / Capitali privati / Finanziamenti / Infrastrutture / Sviluppo / Unione monetaria / Banche […]

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    Lunedì, Ottobre 29th/ 2012 – L'Editoriale del Lunedì, di Sergio Basile  –  Daniel Estulin / Denuncia / Mario Monti / Rai 2 / Italia / L'Ultima Parola / Daniel Estulin / Panorama televisivo italiano / Silvio Berlusconi / Elsa Forneno / Complotto internazionale / Golpe finanziario / Merkel / Sarkozy / Bce / Letterina Bce / Mario Draghi / […]

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  • 21 Dicembre 2012 – Non fine del mondo, ma falò di protesta per l’Europa dei Popoli

    21 Dicembre 2012 – Non fine del mondo, ma falò di protesta per l’Europa dei Popoli

    Venerdì, Dicembre 21th/ 2012

    –  Comunicato Stampa di Mario Borghezio –   

       Deputato al Parlamento Europeo 

       (Iniziativa di Libero Confonto – Pensa e Scrivi di "Qui Europa")

    21 Dicembre 2012 / Unione Europea / Mario Borghezio / Sprechi / Bruxelles / Roma / Italia / Parlamento europeo / Iniziativa di Pubblico Confronto / Mario Monti / Ponte dello stretto / Studio di Fattibilità / Governo Monti / Commissione europea / Messina / Reggio Calabria / Interrogazione alla Commissione europea / Illeciti finanziari / Milioni di euro spesi / Trecento milioni di euro spesi in 30 anni / Pensa e Scrivi / Qui Europa / Protesta / Falò da Milano a Lampedusa / Movimento Malu Entu / Toscana / Marche / Abruzzo / Sardegna / Sicilia / Democrazia reale / Democrazia sospesa / Solstizio d'Inverno / Strumentalizzazione dei media per fini politici / Campagna di Libero Confronto 

    Ponte sullo Stretto – 300 milioni di euro

    spesi in 30 Anni. E non è finita!

    Solstizio d'Inverno: falò di protesta da

    Nord a Sud per l'Europa dei Popoli

    Interrogazione alla Commissione Europea sulla

    questione "Ponte sullo Stretto" 

    Nel 2014 il Governo Monti dovrà pagare altri 10 milioni

    di euro oltre ai 6 milioni annui. Lo sprettro di presunti

    illeciti finanziari. Solstizio di Protesta da Nord a Sud

     

     Ponte sullo Stretto, Sprechie e Stranezze: Chiesti chiarimenti all'Ue 

    Bruxelles, Roma – "In trent'anni il progetto per collegare la Sicilia alla terraferma è costato circa 300 milioni di euro, senza peraltro pervenire al minimo risultato. Al momento il governo Monti ha approvato un decreto legge che fissa in ulteriori due anni uno studio di fattibilità e, in caso di cancellazione definitiva del progetto. Nel 2014 lo Stato dovrà pagare altri 10 milioni di euro, oltre i 6 milioni annui degli stipendi della società che gestisce il progetto". Pertanto mi è sembrato opportuno chiedere alla Commissione Europea notizie dettagliate sui fondi già erogati per il progetto del "Ponte sullo Stretto di Messina" e chiedere alla stessa "se i soldi spesi finora siano stati oggetto di illeciti finanziari". Certo è che gli sprechi finora sono stati gravissimi, enormi ed evidenti. A fronte: zero risultati e nuove previsioni di spesa".

     La protesta del Solstizio – Falò da Milano a Lampedusa 

    "Quest'anno – continua il comunicato stampa – anche per questo (e non solo) ed alla luce dei gravissimi fatti che stanno avvenendo nell'Eurozona e nell'Italia "tecnocratica" e della Democrazia sospesa (fatti molti dei quali completamente ignorati o trasformati dalla stampa, che sembra scegliere sapientemente e strategicamente sono alcune notizie, enfatizzandole e strumentalizzandole a dovere per fini politici, a discapito di altre ben più gravi e dannose, che vengono del tutto ignorate o "raccontate alla rovescia") il solstizio d'inverno sarà celebrato in tutto il Nord con tantissimi "fuochi indipendentisti", che intendono rinnovare – continua Borghezio – una millenaria tradizione protesa alla reale libertà dei popoli, contro ogni forma di schiavitù anti-democratica imposta. L'iniziativa si è estesa tuttavia ben oltre i confini geografici del Nord, per cui nella notte del 21 dicembre p.v. saranno accesi falò di libertà anche in Toscana, Marche, Abruzzo, Sardegna (Movimento Malu Entu) e finanche a Lampedusa, in una grande unione ideale fra etno-federalisti, autonomisti e indipendentisti. Per la libertà e l'autoderminazione! Per l'Europa dei popoli e delle regioni !"

    di Mario Borghezio, Deputato europeo

    Comunicato Stampa – Iniziativa di Libero Confronto

    Pensa e Scrivi di "Qui Europa"

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     Cos'è la Campagna di Pubblico e Libero Confronto – "Pensa e Scrivi"           

     "Pensa e Scrivi" – Aderisci alla "Campagna per la Libertà e la Giustizia"      

    Cari lettori, ormai quel che accade in Europa è palese. Abbiamo detto e scritto in merito davvero tanto. L'abbiamo fatto dalle colonne dell'Osservatorio Nazionale Indipendente sulle Politiche dell'Ue (Qui Europa) e in numerosi convegni e seminari organizzati nel corno di questo "annus horribilis" 2012.

     Il Tempo dell'Inganno 

    Viviamo tempi difficili, quello che qualcuno ha tefinito il tempo dell'inganno globale. Pertanto è necessario aprire gli occhi e comprendere a pieno la direzione imboccata dall'Ue, perchè da essa dipende il futuro nostro e dei nostri figli. Di interi popoli, e di ben 500 milioni di cittadini. non facciamoci prendere in giro da un'Unione europea e da una cerchia di tecnici ed euroburocrati che riempiendosi la bocca di concetti stereotipati (come "europeismo" ed "unità nella diversità") in fondo non hanno alcuna intenzione – come ampliamente dimostrato finora – di distruggere o scardinare la gabbia del debito, né tantomeno di riconsiderare la portata distruttiva delle loro selvagge politiche neoliberiste.

     Pensare, Scrivere e Confrontarsi Liberamente – Senza Censure 

    Da parte nostra e della nostra redazione, auspichiamo  successo della linea del libero confronto e nella campagna per la libertà e la giustizia, "Pensa e Scrivi": ma non quella propinataci strategicamente dai nostri stessi carcerieri, quella caratterizzata da notizie alterate o occultate; quella della cosiddetta "stampa di regime". Ma bensì in quella nostra personale. Quella che dovrà scaturire inevitabilmente – auspichiamo –  nei lettori di questo articolo, negli amici che vediamo tutti i giorni, nelle famiglie, nei giovani che si affacciano sempre pèiù incerti ed intmoriti verso il loro futuro; quella dei cittadini che vogliono essere padroni delle loro scelte, dei giovani studenti e negli universitari che conservano e nutrono ancora un sogno. Malgrado tutto e tutti!

     Pensa e Scrivi al di là dei recinti della politica 

    E ciò a prescindere dall'appartenenza politica di ciascuno. La libertà prescinde dai colori delle maglie. Essa riguarda tutta l'universalità degli uomini. Pertanto, per tutti coloro che volessero aderire alla campagna di "Qui Europa", "Pensa e Scrivi", (cittadini italiani ed europei di ogni cultura, credo, partito politico) sarà possibile inviare i propri testi o le proprie "lettere aperte" – che da parte nostra cercheremo di pubblicare, nel limite del possibile e compatibilmente con le nostre priorità redazionali – confrontandosi direttamente con i nostri lettori, con i professori universitari e gli economisti che collaborano con noi, e con i giornalisti "indipendenti" della nostra redazione. Quanti fossero interessati all'iniziativa potranno scriverci all'indirizzo e-mail infounicz.europa@gmail.com – Un abbraccio sincero a tutti gli "uomini liberi", dalla redazione di "Qui Europa"!

    Sergio Basile – Direttore "Qui Europa"  

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    Sabato, ottobre 13th/ 2012  – Appello di www.maxiprotestadelpopolo.jimdo.com –  Unione Europea / Italia / Catanzaro / Denunciato il Governo Monti / Mobilitazione Nazionale / Difesa della Costituzione / Suicidi di imprenditori / Austerity / Macelleria sociale / Distruzione del Welfare / Stati Uniti d'Europa / Accentramento Dittatoriale / Caserma dei Carabinieri / Difesa dei Principi Costituzionali […]

    Approvato il Decreto della Vergogna della Politica Italiana

    Approvato il Decreto della Vergogna della Politica Italiana

    Mercoledì, Dicembre 12th/ 2012 – di Sergio Basile –   Approvato il Decreto della Vergogna della Politica Italiana  / Decreto Di Paola / Italia / Incremento delle spese militari / Guerra / Articolo 11 della Costituzione / Armamenti / F-35 / Ordigni di morte / Nato / Pazzie della Guerra / Disarmo / Roma / Francesco […]

     

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     Decreto della Vergogna – Articolo correlato – On. Andrea Sarubbi – PD            

    Per onor di cronaca alleghiamo un articolo inviatoci 

    dall'On. Andrea Sarubbi (Pd) datato 5 Dicembre 2012.

    Diamo merito all'On. Sarubbi di non aver avallato questa assurdo

    decreto e di aver difeso i suoi valori cristiani  e morali in Aula.

    ____________________________________________________________ 

     

    "Quanta fretta" 

        di Andrea Sarubbi, deputato

    Con una rapidità estrema, rispetto ai tempi biblici del Parlamento, è arrivata in Aula la delega al governo per la revisione dello strumento militare. È una legge con parecchi chiaroscuri: non per quello che c’è scritto nel testo, ma per lo spazio enorme di manovra che lascia al ministro della Difesa e per la tempistica a mio parere inopportuna, trovandoci ormai a fine legislatura e dunque ad un passo dal cambio di governo. Dalla Tavola della pace e dalla Rete disarmo sono arrivate parecchie critiche, alcune un pò forzate ma altre no: nel mio intervento di stamattina, alla Camera, ho esposto anche i miei dubbi, convinto che non siano poi così isolati nel resto d’Italia.

    ANDREA SARUBBIParto da lontano: due anni e mezzo fa, Savino Pezzotta ed io presentammo una mozione, che chiamammo mozione Colomba e che arrivò in quest’Aula il 28 marzo scorso. La mozione approvata (poi divenuta risoluzione, per qualche inghippo procedurale, ma il senso è quello) era un po’ più morbida di quella inizialmente presentata, ma ci sembrò comunque un bel passo in avanti: impegnava il governo a “subordinare qualunque decisione relativa all’assunzione di impegni per nuove acquisizioni nel settore dei sistemi d’arma al processo diridefinizione degli assetti organici, operativi e organizzativi dello strumento militare italiano”. Per dirla con le parole della Tavola della pace, della Rete disarmo e di tutte le associazioni che invitavano in quei giorni il Parlamento a resistere alla tentazione di giocare a Risiko con i cacciabombardieri, “prima discutiamo compiti e obiettivi delle nostre Forze armate e poi decidiamo gli acquisti di cui abbiamo bisogno”.
    Oggi, in teoria, dovrebbe essere una bella giornata: il giorno in cui, appunto, discutiamo tutti insieme compiti e obiettivi delle nostre Forze armate. La realtà è invece diversa: innanzitutto – per quanto non ignori la richiesta del Consiglio supremo di Difesa, formulata pochi giorni fa, di approvare questa riforma entro fine legislatura – mi riesce molto difficile spiegare ai miei quattro elettori, e anche a me stesso, come mai questo Parlamento riesca amarciare così veloce quando si tratta di spese militari e poi siimpantani sulle riforme più attese. Inoltre, ed è questa la mia critica principale, io davvero pensavo che avremmo discusso il modello di difesa tutti insieme. Tutti insieme: lei, signor ministro ammiraglio, ed io, obiettore di coscienza a mani nude provvisoriamente deputato della Repubblica. Non avevo capito, perché non c’era scritto da nessuna parte, che il Parlamento avrebbe firmato una carta quasi in bianco – e se non è proprio in bianco il merito è del Pd – al ministro della Difesa, quando ormai la legislatura sta per finire, e che gli avremmo detto di pensarci lui. No, non era questo che noi intendevamo quando parlavamo di “revisione dello strumento militare”.
    Come gli addetti ai lavori ricorderanno, e come tutto il mondo pacifista sa bene, la proposta iniziale del PD, più di un anno fa, era quella di formare addirittura una “bicameralina”: la revisione dello strumento militare è una cosa seria e quindi bisognava farla bene, affidando al Parlamento il compito di procedere ad una revisione complessiva del modello militare, partendo dagli scenari internazionali e dai nostri obiettivi strategici. Perché il Parlamento rappresenta tutta la Nazione, tutte le sensibilità che – in modo particolare sulla difesa – nell’opinione pubblica sono davvero variegate. L’idea della bicameralina è saltata – per colpa di chi qua dentro è ancora maggioranza, fortunatamente ancora per poco – ma non viene meno l’esigenza che sia appunto il Parlamento a riscrivere una strategia di sicurezza nazionale. E dovrà avvenire nella prossima legislatura.
    Non solo il Parlamento qui rischia di non toccare palla, ma all’inizio questarevisione dello strumento militare assomigliava terribilmente a un blitz, che per fortuna al Senato è stato ridimensionato. Mi riferisco alla possibilità di acquistare armamenti da parte del ministero della Difesa: inizialmente si pensava a un parere solo consultivo delle commissioni parlamentari, ora – e di questo ringrazio i miei colleghi senatori che ci hanno lavorato – si dà la possibilità al Parlamento di bloccare un programma d’acquisto deciso dal governo, se questo programma non convince. Finalmente arriva un po’ di trasparenza, anche se la maggioranza richiesta è qualificata e anche se – come ho cercato di argomentare finora – mi sarebbe piaciuto che questo criterio valesse per tutto il contenuto del provvedimento, per tutta la revisione dello strumento militare.
    L’ultimo punto di grande preoccupazione, da parte mia, riguarda la tempistica. Non voglio sminuire il ruolo del governo – anche se ha una data di scadenza prossima, è un governo nella pienezza dei poteri – ma mi pare una leggerezza la previsione del “silenzio-assenso”: il fatto, cioè, che prima il ministro uscente scriva da solo i decreti attuativi, e poi – nel momento in cui le Camere si sciolgono – questi attuativi entrino in vigore perché il Parlamento è stato zitto. So che il ministro si è impegnato ad accogliere un ordine del giorno del Partito democratico che lo impegna a non avvalersi di questo silenzio-assenso, ma un ordine del giorno – come sappiamo – è cosa diversa da un testo di legge. E in ogni caso, per quanto mi riguarda, rimane un motivo di opportunità: con un governo e una legislatura ormai agli sgoccioli, con una maggioranza – e dunque, mi auguro, anche una linea politica – che è in procinto di cambiare, noi mettiamo mano oggi allo strumento militare, rischiando poi di dover ricominciare da capo tra qualche mese. Ha senso tutto questo, in un momento così difficile per l’Italia? Secondo me no, signor presidente e signor ministro, e per questo motivo – pur riconoscendo al mio partito un ruolo importante nel miglioramento del testo – sto pensando seriamente di non votare questo provvedimento.

    On. Andrea Sarubbi – PD