Qui Europa

Giorno: 1 Dicembre 2012

  • Rating e Speculazione, da Bruxelles Palliativi o Azioni Concrete?

    Rating e Speculazione, da Bruxelles Palliativi o Azioni Concrete?

    Sabato, Dicembre 1st/ 2012 

    –  di Maria Laura Barbuto e Sergio Basile – 

    Unione Europea / Europa / Bruxelles / Madrid / Atene / Commissione Europea / Parlamento europeo / Consiglio europeo / Grecia / Spagna / Banche / Ricapitalizzazione / Crisi / Economia / Agenzie di Rating / Manifestazioni 

    Rating e Speculazione – Da Bruxelles

    Palliativi o Azioni Concrete?

    Per Ora solo chiacchiere e privatizzazioni:

    i colpi di stato nell'era del Rating Sovrano

    Bruxelles, Roma, Madrid, Atene – Nelle scorse ore a Bruxelles è stato raggiunto un accordo tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione in merito all’attività svolta dalle tanto famose (ormai celeberrime) agenzie di rating. Come preannunciato nell'articolo pubblicato ieri, l'intenzione palesata dagli organi Ue  è quella di conferire maggiore trasparenza al loro operato, ed in particolare in ambiti operativi quali: la valutazione degli Stati; la definizione di nuove regole e responsabilità in caso di errori; il ridimensionamento della dipendenza dal rating, accanto alla regolamentazione dei tempi “tecnici” e dei giudizi sui vari debiti pubblici; nonché una (presunta) riduzione dei conflitti di interesse.  Questo almeno sulla carta. Ma come evidente, malgrado tutto, il terribile nodo scorsoio sulla sovranità e sulla democraticità di quanto si sta consumando sotto gli occhi del mondo, resta a monte, ed è fin troppo palese. Come palesi sono gli impiccati.

     Un Conflitto d'interesse grande quanto un Iceberg 

    Sicuramente quello del "conflitto d'interessi" all'interno delle agenzie di rating è uno dei temi più caldi e spinosi mai affrontati dal nostro Osservatorio, da oltre un anno a questa parte. Ma anche uno dei temi più ipocritamente ignorati nei palazzi del potere. Non va dimenticato infatti che: 1) dinnanzi a crisi senza precedenti come quella dell'Eurozona e ad episodi come quello del fallimento della Lehmann Brothers negli Usa (banca d'affari – ricordiamolo – giudicata da tripla a fino al giorno prima del grande flop) ci sono e c'erano le celeberrime sorelle del rating; 2) Nel caso degli attacchi gratuiti ed ingiustificati all'Italia (primavera/estate 2011) c'era sempre il loro zampino; 3) Dietro le sorelle del rating, poi, a muovere le fila e ad avere (di conseguenza) un potere che supera addirittura quello delle costituzioni e delle  stesse leggi ordinarie degli stati (non si sa perchè e non si sa con quale legittimità e patente di autorità) ci sono di fatto agguerrite lobby, cui membri di spicco siedono nei consigli di amministrazione delle stesse agenzie. Un vero e proprio universo parallelo che sfugge al controllo – complice una buona fetta di politica marcia – di ogni Carta Costituzionale. La solita vergognosa e tristissima storia, che i nostri cari politici (per il vero piuttosto scarsi in economia) fingono di non conoscere e si limitano a scrutare nel silenzio e da lontano, mentre i Paesi ed intere economie continentali vanno giù, sprofondando nella recessione, e tirandosi dietro migliaia di vittime in carne ed ossa.

     La Dittatura del Rating e le Devastanti menzogne dei Mercati 

    Dinnanzi a questo sfacelo – tollerato ed avallato senza ritegno alcuno da leader europei e tecnocrati incravattati, da mesi, da Bruxelles a Roma, da Atene a Madrid, da Lisbona a Londra – ci verrebbe da dire: "Finalmente le agenzie andranno in pensione!”. D'altra parte alcuni dei capi delle varie Fitch, Standard & Poor's e Moody's (come risulta tra l'altro dal prezioso documento video annesso all'interno del film-report "Inside Job") ammisero all'indomani del fallimento della Lehmann, che l'errore era stato quello di prendere i "semplici consigli" delle loro agenzie, come oro colato, come leggi per orientare il mercato e spingere migliaia di risparmiatori in una direzione piuttosto che in un'altra. Dunque, detto per esteso, utilizzare il ratig, evidentemente è stato finora uno straordinario specchietto per le allodole per confondere le acque e mascherare veri e propri colpi di stato e "sacchi finanziari" celandosi ipocritamente e fraudolentamente dietro la parolina "mercati" e "fiducia dei mercati". Ma se tale "fiducia" dei "mercati" è in ultima istanza influenzata dai mercati stessi, l'espressione giusta da usare non è "fiducia" ma piuttosto "imbroglio dei mercati". O diktat. Allora due sono le cose: o stiamo facendo un incubo lungo un anno, e tra un pò ci sveglieremo con un gran mal di testa; oppure qualcuno è impazzito, confondendo per verità inconfutabili grossolane e devastanti menzogne.

     Il senso del Rating, nell'era del grande inganno 

    Ma siccome – purtroppo – questo che stiamo vivendo non è un brutto sogno, ma la cruda realtà dei fatti, che senso ha – ci chiediamo – continuare a tenere in vita mostri arbitrari e destabilizzanti come le agenzie di rating? Non se ne potrebbe fare a meno, come è stato nel passato? Si! Senza alcun dubbio! Almeno comincieremo a smontare un pò di alibi ed a rottamare un'odiata unità di misura come lo spread, che dal rating dipende e si alimenta. Appurato, dunque, che le modalità di sensibilizzazione dei cosiddetti  mercati sono invero palesemente alterate da vizi di forma e sostanza, e sono pertanto illegittime, nell'era del grande inganno globale, dei "fessi in serie", della "distrazione di massa" e degli "ignoranti di massa", tutto è permesso! Tutto è giustificato! Anche a rischio di devastare un'intero continente o quantomeno buona parte di esso, a vantaggio di una cerchia di soliti noti. Vergognoso? Di più!

      Le Repubbliche del Rating Sovrano 

    Consideriamo questa fondamentale premessa, al fine di aiutare i nostri lettori a giudicare con maggior consapevolezza e raziocinio la bontà di quest'ultima comune uscita dei tecnocrati dell'Ue (Commissione, Consiglio Ue ed Europarlamento) sul rating. "Era ora che l’Unione europea si svegliasse e cercasse di mettere una potenziale toppa ad uno dei tanti buchi che essa stessa ha contribuito a creare e rafforzare!"; "Era ora che mettesse in riga agenzie e mercati!", ci siamo detti, leggendo il comunicato di Bruxelles. Ma invece cos'è accaduto davvero? Poco o nulla! Standard & Poor's, Fitch Ratings e Moody's continuano ad occupare il palco d'onore che un dì spettava alle costituzioni democratiche. Per il resto, aria fritta, demagogia e retorica!

     La Cura – Chiacchiere e Privatizzazioni 

    Per il resto, e ad onor di cronaca, c'è da dire che la Commissione europea nelle ultime ore ha provveduto – in aggiunta a quanto detto – alla pubblicazione di una relazione sul meccanismo di allerta – in base al rating – che riguarda gli squilibri macroeconomici del 2013. E’ allerta per 14 Stati membri: Belgio, Bulgaria, Danimarca, Spagna, Francia, Cipro, Ungheria, Malta, Paesi Bassi, Finlandia, Svezia, Regno Unito e, naturalmente, Italia.  Per i paesi “inadempienti e negligenti” la Commissione – ovviamente – ha fornito una serie di parametri da seguire (li chiamano così) al fine – dicono – di risanare gli squilibri e dare vita a produzione, crescita e posti di lavoro. In concreto? Chiacchiere, privatizzazioni e liberalizzazioni. La stessa Commissione ha poi approvato il piano di ristrutturazione per 4 banche spagnole:  Bankia, NCG banco, Catalunya Banc e Banco de Valencia riceveranno complessivamente dal Fondo Salva Stati 40 miliardi di euro. Fondo che ovviamente viene e verrà finanziato annualmente anche dai contribuenti italiani.

     All'imbocco della Galleria 

    Ma i danni da spread e rating più gravi, (accanto a quelli ingenerati dall'euro – la devastante moneta imperiale –  dal Sistema Target 2 – vedi allegato – e dall'articolo 123 del Trattato di Lisbona ) sono stati certamente quelli causati alla Grecia, nelle ultime ore presa in giro ancora una volta, nonostante le parole fiduciose del premier conservatore, Antonis Samaras, il quale ha dichiarato che “dopo tanti sacrifici, finalmente inizia un nuovo futuro per il Paese”. Nuovo amici? Non diremmo proprio! Vista l'aria che si respira ad Atene. Riuscirà la patria di Platone e Socrate a pagare i “propri” (si fa per dire) debiti ai sui creditori? O seguirà la via dell'Ecuador di Rafael Correa, il ribelle del debito pubblico fittizio? Certo è che con il rigore e l’austerità non si va proprio da nessuna parte! E lo hanno capito i cittadini greci, in particolar modo, che si mobilitano, giorno dopo giorno, protestando contro un’Ue che si spaccia per ancora di salvataggio pur essendo ormai una pesantissima zavorra da scaricare in mare al più presto. Sempre più responsabile di una crisi organizzata e destinata a durare – a meno che i palliativi non vengano messi da parte – in maniera perenne. Altro che fuoriuscita dal tunnel e fiducia nei mercati! Siamo appena entrati in galleria! 

    Maria Laura Barbuto, Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa) 

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    Mercoledì, Novembre 21th/ 2012 – di Sergio Basile – L'Impero delle Banche  / L'Europarlamento prepara l'Impero delle Banche e dei Tecnici, stile Monti / Parlamento europeo / strasburgo / Unione europea/ Europa / Mes / Meccanismo europeo di stabilità / Finanza / Economia / Interessi / Crisi / Banche / Dittatura finanziaria / Sovranità / Silenzio […]

     

  • Iniziativa Editoriale di Pubblico confronto  “Pensa e Scrivi” – di “Qui Europa”:  Lettera Aperta al Direttore – Finanziamento Pubblico ai Partiti

    Iniziativa Editoriale di Pubblico confronto “Pensa e Scrivi” – di “Qui Europa”: Lettera Aperta al Direttore – Finanziamento Pubblico ai Partiti

    Sabato, Dicembre 1st/ 2012

    – di Vito Piepoli –

    Finanziamento Pubblico ai Partiti / Ilef / Lettera aperta al Direttore / Vito Piepoli / Giovanni Palladino / Italiani Liberi e Forti /( Qui Europa / Iniziativa di Pubblico confronto / Pensa e Scrivi / Italia / Pierluigi Bersani / Matteo Renzi / Primarie Pd / Finanziamento Pubblico ai Partiti / Vuoto normativo / Operazioni Over the Counter / Las Vegas / Prodotti finanziari non quotati in borsa / Dipendenza dei partiti / OTC 

    – Lettera Aperta al Direttore, di Vito Piepoli –

    – "Italiani Liberi e Forti" –

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    Iniziativa Editoriale di Pubblico confronto

    "Pensa e Scrivi" – di "Qui Europa"

    Lettera Aperta al Direttore – Elezioni Regionali Sicilia 

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    Cari lettori, nell'ambito dell'iniziativa di pubblico confronto, "Pensa e Scrivi", promossa dall'Osservatorio Nazionale Indipendente "Qui Europa" – posta in essere nel mese scorso in collaborazione e su richiesta di enti, associazioni, Atenei, istituti scolastici e diocesi nazionali ed europee – potrete inviare i vostri testi o le vostre "lettere aperte", che da parte nostra cercheremo di pubblicare, nel limite del possibile e compatibilmente con le nostre priorità redazionali. Ciò permetterà a voi lettori di confrontarsi direttamente – e da protagonisti – su importanti temi di rilievo europeo, nazionale e regionale. Ricordiamo che quanti fossero interessati all'iniziativa potranno scriverci all'indirizzo infounicz.europa@gmail.com

    N.B.:L'Osservatorio Nazionale Indipendente "Qui Europa" si limita a pubblicare la presente lettera aperta – e gli ulteriori appelli, articoli o lettere aperte che ci dovranno pervenire – senza ovviamente entrare nel merito del suo (e del loro) contenuto, dal quale per ovvi motivi prende le distanze: nel senso che non esprime alcun giudizio di merito sulla bontà dei contenuti in essa espressi, cui responsabilità è pensiero sono da attribuire in maniera univoca allo stesso soggetto scrivente.

    Il Direttore – Sergio Basile ( infounicz.europa@gmail.com )

    La Segreteria di Redazione – ( infounicz.ue@gmail.com )

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    Lettera Aperta al Direttore di "Qui Europa"

    Primarie Pd e Finanziamento ai Partiti

     Lettera Aperta al Direttore – di Vito Piepoli  

    Gentile Direttore, Gentile Redazione, Scrivo questa mia lettera aperta, ed accorata, aderendo all'iniziativa da voi promossa ("Pensa e Scrivi") e chiedendovi di pubblicarla sull'Osservatorio Nazionale Indipendente "Qui Europa". Cordiali Saluti, Vito Piepoli – "Italiani Liberi e Forti"

    Primarie Pd – Il Punto sul Finanziamento

    Pubblico ai partiti

    La prospettiva di ILeF e il dualismo Renzi-Bersani

    Il Segretario Nazionale, Palladino: "C'è un vuoto normativo sulle

    regole che disciplinano il finanziamento pubblico ai partiti". 

    "Se la politica vuole davvero acquistare credibilità deve 

    sganciarsi non solo dalla dipendenza del denaro pubblico,

    ma anche da quello privato interessato" 

    Roma, Palermo –  Già dal  20 gennaio s.v. Giovanni Palladino segretario nazionale politico di Italiani Liberi e Forti, così si era espresso in merito al finanziamento dei partiti: ”Non saremo il partito dei leader dotati di milioni di euro, ma saremo il partito della gente normale; partiamo con scarse risorse finanziarie, ma non abbiamo paura… siamo razionalmente convinti che le risorse arriveranno e sarà tutto denaro pulito. Non vogliamo che il partito sia finanziato dal denaro pubblico, preferiamo che tutte le risorse siano private e che ovviamente non provengano da lobby economico-finanziarie, né tanto meno da logge massoniche.” L’argomento sempre in voga è stato toccato nel duello all’americana avutosi in questi giorni tra Bersani e Renzi in vista dell’ormai prossimo ballottaggio. E Palladino è ritornato sull’argomento per esprimere le sue valutazioni in merito alle osservazioni rese note in diretta tv dalle scaramucce dei due duellanti.

     Finanziamento Pubblico ai Partiti – Il contrasto Renzi-Bersani 

    A mio parere Renzi ha surclassato Bersani su RAI 1, ma gli è mancato il colpo del KO, colpo  che in un caso non poteva avere. Mi riferisco allo spinoso problema del finanziamento pubblico dei partiti.  Bravo Renzi nel ricordare a Bersani la vergogna delle leggi  – via via più generose  – sui rimborsi elettorali, che hanno sostituito le norme di finanziamento alla politica antecedenti al 1993 e che un referendum popolare aveva abolito.” – sono le parole di Palladino. Renzi vuole fare “tabula rasa” dei rimborsi, aprendo al solo finanziamento privato della politica.  Ma Bersani gli ha obiettato: “Caro Matteo, io non voglio che la politica possa essere fatta solo dai ricchi!”. 

     Tetto Massimo di contributi – Soluzione o Palliativo? – La posizione di ILeF 

    Ma Renzi, sempre secondo Palladino,  non avrebbe potuto replicare proponendo la soluzione che è poi quella di ILeF e di “Fermare il declino”, ed ovverosia che per evitare il monopolio dei ricchi nella vita economica di un partito è sufficiente porre un tetto ai contributi versati dai soci e dai simpatizzanti (10.000 euro per ILEF e 40.000 euro per FID). Non poteva farlo, perché la sua campagna per le primarie è stata finanziata in minima parte dai “poveri” (contributi di piccolo importo che Renzi ha pubblicizzato “on line”),  mentre i versamenti dei “ricchi” non sono stati dichiarati con altrettanta trasparenza – ci ha tenuto a precisare il segretario ILeF.

     Lobbismo – Chi sono i ricchi amici di Renzi? 

    Chi sono i ricchi amici di Renzi?  Sono per lo più provenienti dal mondo finanziario di nuova generazione, che io definisco appartenere al capitalismo stile Las Vegas. È  quel capitalismo d’affari di carta che tanto male ha fatto negli ultimi anni al mondo produttivo, ossia al capitalismo dell’economia reale, cioè delle imprese vere, che producono beni e servizi utili per la gente comune.” – sostiene Palladino.  Il capitalismo speculativo stile Las Vegas è un sistema ideato a Londra e a New York dalle cosiddette “banche d'investimento”, che – nel vedere i loro guadagni erosi dalla concorrenza nella compravendita dei titoli quotati in Borsa – ebbero l’infelice idea di creare prodotti finanziari non quotati in Borsa, ma “fuori Borsa” (OTC = Over The Counter), dove le regole sono per lo più fatte dagli stessi intermediari.

     La "Legge" degli "Over The Counter

    In tal modo si può sfuggire all’occhio vigile degli “arbitri”.  Inutile dire che gran parte di questi prodotti finanziari sono del tutto scollegati dal finanziamento delle imprese produttive e che il loro obiettivo è di attrarre l’avidità di guadagno di brevissimo termine, tipica di chi opera “fuori Borsa”. Palladino di questo ne aveva già parlato il 31 gennaio scorso nel suo  articolo “Occupare Wall Street? No, occupare le banche che fanno a meno di Wall Street” in www.ilef.it – nella sezione “Noi la pensiamo così”.

     Da chi devono dipendere i Partiti? 

    Allargando poi il discorso il segretario politico di ILeF si è così espresso: ”Sono  convinto che l’economia reale non potrà riprendere la strada di un sano e sostenibile sviluppo, se il mercato non verrà liberato dalla presenza degli intermediari finanziari “di carta”.  C’è bisogno di una legislazione che proibisca le scommesse fatte a danno delle imprese produttive. È  pertanto dannoso che i partiti dipendano finanziariamente da  certi  “ricchi amici”, che prima o poi presentano il conto per condizionare il legislatore. Se la politica vuole davvero acquistare credibilità e autonomia (oltre che “pulizia”) deve sganciarsi non solo dalla dipendenza del denaro pubblico, ma anche dalla dipendenza del denaro privato “interessatoIl suo articolo del 31 gennaio si concludeva così: La diffusione del  capitale di rischio (quello di tipo produttivo e non di tipo speculativo) è di fondamentale importanza per una sana economia sociale di mercato, che non può dipendere solo dal credito bancario o, peggio, dallo Stato per essere finanziata correttamente.  A una funzionante democrazia politica (che non si regga sui “padroni” dei partiti) va affiancata una funzionante democrazia economica (che non si regga sui  “padroni” delle banche e delle imprese).  Indigniamoci contro questi “padroni”, che non hanno futuro, ma che mettono in pericolo il nostro futuro.”

    Vito Piepoli – Italiani Liberi e Forti

    Articolo/Lettera aperta a "Qui Europa"

    Iniziativa di Pubblico Confronto – Pensa e Scrivi – Qui Europa

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