Rubrica – Schiavi Moderni, Seconda Parte: L’Era dell’Oro-Carta, dal Golpe Massonico Liberale dei Mille al Brigantaggio

Lunedì, Settembre 23rd/ 2013
 

- Qui Europa – Rubrica, "Schiavi Moderni", A Cura di Cosimo Massaro -

Italiani, Riconquistiamo la Sovranità Monetaria, per Uscire dalla Crisi-Truffa

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Rubrica – Schiavi Moderni, Seconda Parte:

L'Era dell'Oro-Carta, dal Golpe Massonico

Liberale dei Mille al Brigantaggio

Sovranità Monetaria Rubata – Evoluzione di un imbroglio:

​lo zampino della Massoneria e dei Rothschild

Rothschild, la Massoneria inglese, i Savoia e le incredibili

profezie di San Giovanni Bosco (allegato)

 

di Cosimo Massaro (e Sergio Basile)

Cosimo Massaro - Schiavi Moderni - Qui Europa - Sergio Basile - Brigantaggio

  Schiavi Moderni – Evoluzione dell'Imbroglio                                                 

Schiavi Moderni – Seconda Parte - Gentili lettori, nella prima parte di "Schiavi Moderni" (vedi allegato) abbiamo introdotto e sostenuto un'ampia disquisizione sul tema dello "strumento denaro", e su come esso sia servito nei secoli agli uomini per scambiare merci e servizi, senza dover ritornare al baratto. Il tutto puntando – tuttavia – sul valore di metalli preziosi (specie oro e argento) difficilmente deteriorabili e quindi suscettibili di conservare il loro valore nel tempo.  Siamo poi tornati sul tema del Signoraggio”, (guadagno – o agio – percepito inizialmente dal "Signore"/Re, o comunque da colui il quale aveva il diritto di coniare moneta. Poi abbiamo analizzato i motivi che vi furono dietro l'involuzione del fenomeno, coinciso – guardacaso – con la nascita delle note di banco e del sistema bancario: i banchieri privati – come visto – fin dalla nascita della Banca d'Inghilterra – riuscirono ad appropriarsi del potere di signoraggio, finendo (vedi FED e BCE) col tempo per emettere carta-moneta (banconote) assolutamente senza alcuna copertura aurea. Pratica – dunque – avviata, anche se in maniera parziale e meno spudorata dalla stessa Banca d'Inghilterra, all'indomani della Sua nascita. Possiamo parlare in tal senso di "signoraggio primario". Fino a passare, poi, all'altro imbroglio epocale (o signoraggio di 2° livello) cioè quello della cosiddetta moneta digitale: nata da un semplice clik di un mouse.  

 L'Era dell'Oro-Carta                                                                                                   

Un altro aspetto, molto importante, di questo sistema, sta nel  fatto che il sovrano inglese del tempo, indebitatosi notevolmente con la banca per le eccessive guerre, non potendo restituire il denaro, concesse il diritto di stampare moneta alla banca (Cfr. "Schiavi di un Debito Illegale- di Sergio Basile – vedi allegati) perdendo così la sovranità monetaria. In proposito, citando alcuni passi  estrapolati da un articolo scritto su "Abruzzo Press" dall'indimenticato Prof. Giacinto Auriti, leggiamo : “Non  a caso nel 1694 viene fondata la banca d’Inghilterra che emette la sterlina sulla regola di trasformare il simbolo di costo nullo in moneta, inaugurando l’era dell’oro-carta”. Non a caso nasce la subordinazione del potere religioso a quello politico quando il Re d’Inghilterra – come visto (Cfr.: Rubrica "Sete di Giustizia e Sovranità" – di Gerardo Campagna – vedi rticolo in allegato) - diventa anche capo della religione protestante anglicana sovvertendo l’ordine gerarchico del Sacro Romano Impero per cui l’autorità politica era autonoma ed eticamente subordinata alla sovranità religiosa.

Auriti e L'Impero della Moneta Debito

  Banchieri e Protestanti                                                                                            

Non a caso quando il protestantesimo entrò in Europa continentale – come visto – non fondò una chiesa, ma una banca: la Banca Protestante il cui presidente, il Naker, diventò consigliere di Luigi  XIVNon a caso (confronta allegato di G. Campagna – Cit.tutte le monarchie cattoliche della vecchia Europa si disintegrarono perché si indebitarono senza contropartita verso i banchieri per la moneta satanica da questi emessa a costo nullo e che gli stessi re avrebbero potuto emettere gratuitamente per proprio conto senza indebitarsiNon a caso in Svizzera vige la regola di essere ad un tempo “banchieri”e “protestanti. Non a caso la differenza essenziale tra Sacro Romano Impero Commonwealth Britannico fu e resta tutt'oggi proprio la moneta. Ciò permise al Commonwealth di raggiungere - nel 1855 – una estensione di 22 milioni e 750 mila chilometri quadrati, divenendo il più grande impero mai esistito, a discapito delle monarchie di stampo ed orientamento cattolico, e dei rispettivi reggenti.

  La Linea Rothschild                                                                                                  

Grazie alle guerre fomentate da occulte regie, i sovrani cattolici finirono tutti per indebitarsi e di conseguenza indebolirsi all'inverosimile. Naturalmente questi  fatti   l’establishment  nei secoli ha badato bene a non farli trapelare e a non farli divulgare. Ciò,  specie nei testi scolastici: controllare la scuola e le "libere accademie", da sempre, infatti, è stata sinonimo di "controllo sistematico" del futuro delle generazioni future, e dunque degli stessi stati. Non a caso, ancora oggi, si dice che la storia viene scritta dai vincitoriA tal proposito è interessante ricordare ancora una volta un'affermazione detta da  Amschel Mayer Rothschild  noto banchiere nel 1773 (come visto in altre sedi, fondatore per commissione della Setta degli Illuminati), per far capire il modus operandi  di questi personaggi senza scrupoli. Citazione, questa, particolarmente valida anche oggiLa nostra politica è quella di fomentare le guerre, ma dirigendo conferenze di pace, in modo che nessuna delle parti in conflitto possa ottenere guadagni territoriali. Le guerre devono essere dirette in modo tale che le Nazioni, coinvolte in entrambi gli schieramenti, sprofondino sempre di più sotto il nostro controllo”, cioè sotto un mare, un oceano sconfinato di debiti. 

Dalle-Ferrovie-Sud-alla-TAV

  Dietro l'Unità d'Italia. Dietro il Brigantaggio                                                   

Anche l’unità d’Italia, a parer mio, considerata  da questo punto di vista, al di là  della visuale romantica del nostro Risorgimento, è nata sotto questi auspici. Infatti è curioso notare, come, il Regno delle Due Sicilie - prima che avvenisse la conquista da parte dell’esercito Savoiardo - possedesse ben  443,2 milioni  rispetto ai 225,2 milioni di tutti gli altri regni d’Italia messi assieme (Cit. Francesco Saverio Nitti, Scienze delle finanze . Pierro 1903, Pag. 292). Lo stato Savoiardo utilizzava il sistema economico inglese - cioè un sistema con una parziale copertura di oro rispetto alle monete circolanti  - e inoltre era notevolmente indebitato  con la  banca inglese dei Rothschild.  La  stessa, appoggiò casa Savoia   nel  "fare l’Italia" in quella  maniera cosi cruenta che conosciamo (anche se in maniera frammentaria) a discapito di milioni di morti causati nel Sud Italia, facendo passare la rivolta popolare che ne scaturì come lotta al brigantaggio. Nulla di più falso ed ipocrita! Sono ormai notevoli le nuove fonti storiche che stanno facendo riscrivere la storia del nostro Risorgimento, realizzato anche con  il sostegno di  una regia occulta massonico-liberale che si muoveva dietro le quinte. Poteri, facenti capo – come al solito – al Regno Unito: lo stesso che finanziò la "mitica" marcia dei Mille garibaldini. Ma vi siete mai chiesti come mai tante piazze, scuole ed edifici pubblici siano stati dedicati alla memoria del "Gran Maestro" Giuseppe Garibaldi? Vi siete mai chiesto il reale scopo – simbolico e sostanziale - dell'avanzata verso Roma e della Breccia di Porta Pia?

risorgimento

  Rothschild, i Savoia e la vera ragione della Guerra ai Borbone                  

Altro fatto primario dell’appoggio inglese ai Savoia fu, sicuramente, la questione che il Regno Borbonico - avendo  un sano sistema economico con una reale copertura delle monete circolanti  in metalli preziosi -  non poteva essere soggiogato sotto la dittatura bancaria dei massoni inglesi, e per giunta poteva essere un cattivo esempio di politica economica per altre nazioni. Fonte d'ispirazione per eventuali rivoluzioni. Così il Regno Borbonico (vicino alla Chiesa ed al cattolicesimo) fu distrutto ed espropriato di tutte le sue ricchezze dai Savoia con  le quali poterono così colmare i debiti  nei confronti dei Rothschild. Dal nostro Risorgimento liberal-massonico, infatti – guardacaso - ebbe origine la  piaga del Mezzogiorno d’Italia. Ma la cosa che ci getta davvero nello sconcerto è notare come l'ignoranza su tali temi domini ancora oggi incontrastata; come molti cittadini del Mezzogiorno non abbiano assolutamente imparato la lezione, ed ancora oggi abbiano serie difficoltà nell'individuare i "nemici veri" dei popoli, dagli amici. Anzi spesso preferiscano ancora instaurare raccapriccianti connivenze affaristico-mafiose con i primi, a discapito dei secondi! Ma ci chiediamo: cosa c'è di più brutto dell'ignoranza? beh forse l'ignoranza unita all'egoismo umano ed all'amore per il  dio danaro.

Cosimo Massaro, Sergio Basile (Copyright © 2013 Qui Europa)

 (Cosimo Massaro è Autore de “La Moneta  di Satana”e “La Caduta dell'Ultimo Impero”)

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  Allegato                                                                                                                                          

I Savoia, la Legge Rattazzi e la Profetica

Maledizione di San Giovanni Bosco

La Storia non raccontata dalla "storia ufficiale", all'Indomani

della Breccia di Porta Pia, e dell'assalto liberal-massonico

alla Chiesa di Roma

Casa Savoia e l'intimazione di Don Bosco: "non abolite gli

ordini religiosi, o sarà peggio per voi!"

 

di Sergio Basile

Don Giovanni Bosco

 Quel che gli storici liberali dimenticano…                                                          

Torino, Roma – Abbiamo visto come il "Casato Savoia" ebbe un ruolo centrale sia nell'impoverimento del Mezzogiorno, che nel golpe massonico-liberale ai danni della Chiesa Cattolica di Roma, sfociato nella storica e "mitica" (o meglio fin troppo mitizzata) "Breccia di Porta Pia"; sia (in compartecipazione) nella distruzione dei Borbone. Il tutto sotto la sapiente regia della massoneria inglese e dei Rothschild. Tanto per cambiare! Ma c'è un aspetto davvero curioso  quanto occultato dai libri di storia che quest'oggi vogliamo raccontarvi. Per onor di cronaca e per giustizia. vediamo!

 Il Golpe massonico-liberale e la Legge Rattazzi – La Storia insegna         

Nel 1855, cioè qualche anno prima che si concretizzasse la celeberrima unificazione d'Italia (1861) che si realizzò – è bene non scordarlo mai – sul sangue innocente di milioni di Italiani del Sud, allegramente massacrati (vedi modello "Pontelandolfo su tutti – articolo in allegato), sotto il Regno di Vittorio Emanuele II, venne approvata una discussa quanto iniqua legge, ispirata dai grandi burattinai anglofoni di cui sopra, che passò alla storia come Legge Rattazzi. Essa, creò l'humus culturale ideale a quella che sarebbe stata la Breccia di Porta Pia (20 Settembre 1870). La Legge Rattazzi comportò, tra lo sconcerto generale, la soppressione degli ordini religiosi e l'incameramento dei loro beni: sempre nel nome di una esasperata e illogica laicità sociale imperante, figlia della più pura dottrina "massonico-illuminata" ed "illuminista". Anche se all'ora ciò avvenne in maniera meno subdola, senza cioè che nessuno parlasse di IMU o altre fesserie del genere (vedi paradigma contemporaneo: quel che sta accadendo in paesi come Portogallo e Cipro – vedi articoli in allegato). Ma un fatto avvenne! Un fattostraordinario! Un fatto destinato ad entrare nella storia dal portone principale, malgrado gli storici soffrano ancora oggi di strane forme di amnesia. Don Bosco (San Giovanni Bosco) in quegli anni cupi e feroci, e poco prima dell'approvazione della legge, fece due profezie al re,  sul destino di Casa Savoia e sulle conseguenza che la sua condotta immorale avrebbe causato sulla stessa.  

  Le Straordinarie Profezie di Don Bosco a Vittorio Emanuele II                

( Dal libro-diario, I Sogni di Don Bosco – Ed.: Elledici, 1987; Cfr.: G. Barra "Don Bosco e la Persecuzione Risorgimentale") - Come ci illustra lo scrittore Gianpaolo Barra nel dicembre del 1854, mentre in Parlamento la "Rattazzi" era in discussione, Don Bosco fece un sogno del quale informò tempestivamente il Re. Il Santo aveva sognato un bambino che gli affidava un messaggio. Il messaggio diceva: "Una grande notizia! Annuncia: gran funerale a corte". Ma a distanza di giorni, vista l'incredulità del sovrano, fu necessario un altro avvertimento, successivo ad un nuovo sogno. Il bambino questa volta rincarava la dose, aggiungendo: "Annunzia: non gran funerale a corte, ma grandi funerali a corte!". Don Bosco ammonì nuovamenbte il Re, invitandolo a non sfidare Dio e a non far approvare la legge. Ma Vittorio Emanuele II fu irremovibile e non prestò ascolto alle parole di quel "prete pazzo" o quanto meno esaltato.

Don Giovanni Bosco e la profezia a Vittorio Emanuele II

  La Morte della regina Madre e il Terzo Avvertimento                                 

Allora accade qualcosa di incredibile: Il 5 gennaio l855, mentre il disegno di legge era in Parlamento, giunse la notizia della fulminea malattia di Maria Teresa (madre del Re). Sette giorni dopo -all'età di 54 anni - la Regina madre morì. Ma non finisce qui (e per cortesia non chiamatele coincidenze!). Il giorno dopo, la moglie di Vittorio Emanuele IIMaria Adelaide, al ritorno del funerale si ammalò improvvisamente di metro-gastroenterite. Poche ore dopo il Re Vittorio Emanuele (II) ricevette un nuovo "segnale" da Don Bosco: si trattava di una nuova lettera. La terza. "Persona illuminata ab alto - recitava testualmente lo scritto - ha detto: Apri l'occhio! E' già morto uno. Se la legge passa, accadranno gravi disgrazie nella tua famiglia. Questo non è che il preludio dei mali. Erunt mala super mala in domo tua (saranno mali su mali in casa tua). Se non recedi, aprirai un abisso che non potrai scandagliare".

  33 – La Morte della Regina Maria Adelaide e di Ferdinando di Savoia    

Bene, appena 4 giorni dopo il ricevimento di questa lettera sapete cosa accadde? La giovanissima Regina Maria Adelaide morì (20 gennaio l855). Quella stessa sera – come predetto da Don Bosco – Ferdinando di Savoia (fratello del Re)  si ammalò e morì dopo due settimane. Entrambi (sia Maria Adelaide, che Ferdinando) trapassarono all'età di soli 33 anni. Ma neppure questi straordinari eventi servirono a fermare la diabolica testardaggine del Re. La legge Rattazzi fu approvata alla Camera circa un mese dopo (2 marzo).

 Passa la "Rattazzi" in Senato – Muore Vittorio Emanuele Leopoldo        

 Altra "coincidenza" (si fa per dire) capitò al momento dell'approvazione della legge in Senatomorì - tra lo sbigottimento generale - il piccolo Vittorio Emanuele Leopoldo, il figlio più giovane del Re. E il ricordo non può che andare al celebre passo biblico della morte del figlio del Faraone d'Egitto, sordo alle parole di Mosé, che gli chiedeva invano di liberare dalla schiavitù il suo popolo, e ai flagelli divini sull'Egitto. Analogia impressionante! Non trovate?  "La famiglia di chi ruba a Dio è tribolata e non giunge alla quarta generazione". Così terminava la terribile profezia del Santo.

Don Giovanni Bosco

  La Soppressione delle Case Religiose e il Pentimento tardivo                   

Malgrado ciò, e malgrado la scomunica di Papa Pio IX  (che coinvolse tutti "gli autori, i fautori, gli esecutori della legge") il Re firmò per la chiusura/soppressione di 334 case religiose. Il perdono di Pio IX giunse solo nel 1859, su richiesta di Vittorio Emanuele. Atto di clemenza di grandissima portata, visti gli sfaceli fatti!

  Corsi e Ricorsi storici… Dio non dimentica!                                                     

Ma la profezia di Don Bosco si realizzò fino in fondo: Vittorio Emanuele II morì di malaria a soli 58 anni (febbre curiosamente contratta a Roma, in occasione della Breccia di Porta Pia); Umberto I (suo successore, anch'egli massone) muorì a 56, per mano dell'anarchico Bresci. Vittorio Emanuele III (secondo successore) come noto, fuggì nel 1943. Il terzo  genito (Umberto II) fu esisliato all'indomani del contestatissimo ed ambiguo Referendum. Egli fu in carica solo per poche settimane. Dio, come vedete, realizzò le promesse fatte in sogno a don Bosco. Certo, ripensando a questi fatti, ed alla storia attuale (che molto somiglia in diversi aspetti agli  eventi ed al contesto storico raccontato) in una sorta di ricorso storico di vichiana memoria;  ripensando a questo tempo di falsità e attacchi senza precedenti a Dio, alle Nazioni sovrane ed ai popoli, ci vorrebbe proprio un altro buon profeta per i nostri governanti! Ma d'altra parte – non dimentichiamolo – Dio libera sempre il suo popolo. La Scrittura insegna! E solo questione di fede e tempi…

Sergio Basile (Copyright © 2013 Qui Europa)

Note: Cfr.: Libro-diario, I Sogni di Don Bosco – Ed.: Elledici, 1987; 

            Cfr.: G. Barra "Don Bosco e la Persecuzione Risorgimentale"

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