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  • Giornata della Memoria – La Verità Occultata sull’Olocausto

    Giornata della Memoria – La Verità Occultata sull’Olocausto

    Domenica, Gennaio 27th/ 2013

    – L'Editoriale di Sergio Basile – Speciale "Giornata della Memoria" –

    Giornata della Memoria / Israele / Germania / Adolf Hitler / Andrea Giacobazzi / campi di concentramento / David Ben Gurion / ebrei / Golda Mair / Haavara / Israele / asse / Roma Berlino Tel Aviv / lager / migrazione / olocausto / Palestina / Shoa / sionismo / Theodor Herzl / Quarto reich / Albert Speer / Adolf Hitler / Austerità / Grecia / Mario Monti / Angela Merkel / Organizzazioni sioniste / Grande Bugia / Sterminio del popolo ebraico / Sterminio del Popolo eletto / Luoghi comuni sull'olocausto / Propaganda mediatica / Fondazione Museo della Shoah / Accordo di Trasferimento / Primavera araba 

      Giornata della Memoria                                                                                                                 

    Giornata della Memoria – La Verità sul

    ruolo delle Organizzazioni Sioniste

    nello sterminio del "Popolo Eletto"

    Mezze verità e Bugie Occidentali sull'Olocausto:

    Il Patto Segreto tra nazisti e sionisti che la Storia

    Ufficiale tiene nascosto ai popoli

    – Giornata della Memoria tra fantasmi vecchi e nuovi 

    – Italia: ogni occasione è buona per "buttarla in politica",

    ma la Memoria no! Quella è un'altra cosa!

    Shoah - Zionism

    Gerusalemme, Aushwitz, Birkenau, Milano, Roma – Oggi la Comunità Internazionale commemora l'eccidio ebraico, l'olocausto del "Popolo eletto" ad opera di Adolf Hitler e delle sue truppe naziste. Quello che ebbe luogo in Polonia, tra Aushwitz e Birkenau (ed in altri quarantacinque sottocampi minori) nella prima metà degli Anni Quaranta fu uno degli eccidi più cruenti della storia: un qualcosa superato solo dagli altrettanto sanguinosi e cruenti eccidi perpetrati dal comunismo: entrambi universalmente considerati – per numero di vittime – i crimini più gravi della storia moderna. Anche se sui secondi, tuttavia, oggi regna uno strano e vergognoso silenzio mediatico. Crimini per il vero perpetrati – sia pur in maniera meno eclatante, dal punto di vista mediatico: ma sicuramente altrettanto crudele – anche in altri teatri e contesti geopolitici rintracciabili indirettamente tra le pieghe sgualcite dei libri di storia. Si pensi ai crimini degli "agenti rivoluzionari repubblicani" durante la Rivoluzione Francese; si pensi ai crimini contro gli Armeni da parte di Ataturk; si pensi ai crimini censurati e sapientemente occultati nell'Ex-Jugoslavia; alla Siria di oggi ed a tutte le mostruose, sanguinose e vergognose stranezze celate dietro l'imperialismo dei giorni nostri, e sapientemente mascherate sotto l'etichetta della "Primavera Araba". Così come avviene per i  capi cinesi con sopra la scritta "Made in Italy". Lo stesso sporco gioco!

     l'Olocausto tra Propaganda e Strumentalizzazioni 

    Una cosa è certa, comunque: l'olocausto oltre ad essere stato uno dei più cruenti e sistematici stermni mai organizzati della storia, è stato anche il più pubblicizzato e strumentalizzato. Il più rilevante dal punto di vista mediatico. Ma sappiamo davvero tutto sull'Olocausto? Sappiamo davvero tutto sul tentativo di "distruzione finale" di quello che la Bibbia indica come il "Popolo Prediletto di Dio"? Francamente penso di no! Anzi lo sostengo fermamente, alla luce di accurati studi, coincidenze, curiosità e ricostruzioni che alienano e spesso contrastano con le versioni ufficiali propinateci a senso unico da molti testi di regime. Una cosa è certa: l'olocausto fu un evento reale, crudele, diabolico quanto mistificato. Vediamo perchè!

     Immergendoci nei Misteri di Aushwitz 

    Mi recai personalmente ad Aushwitz nell'estate del 2005 in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù che si tenne nella vicina Germania. Fu la mia prima ed unica volta. Rimasi – come del resto tutti coloro che vi si recano – atterrito e scioccato nell'entrare in una dimensione per me così inconsueta, lontana e terribile. La ferrovia; la desolazione di un paesaggio alquanto spoglio; le palizzate di filospinato onnipresenti. Ogni passo era composto e misurato, condotto in un religioso silenzio. Quasi come ad entrare in un santuario, in un luogo sacro di preghiera. Mentre mi addentravo col gruppo in quei lunghi viali che a destra e sinistra costeggiavano ordinati fabbricati di mattoni rossi, mi sembrava di rivivere le ansie e i tormenti degli sciagurati ospiti che vi dimorarono negli anni del conflitto. Per centinaia di migliaia di anime questi luoghi rappresentarono l'ultima sosta terrena, prima di intraprendere – sia pur in maniera forzata – l'estremo viaggio verso il Padre. Quello stesso Padre tante volte invocato dinnanzi alle menorah illuminate. A testimoniarlo i muri anneriti a ridosso dei forni crematori e centinaia di fotografie sbiadite ed allineate in rigido ordine sui muri dei lunghi corridoi all'interno dei padiglioni. Quella fu davvero un'esperienza unica, un'esperienza (da fare assolutamente) che mi segnò per sempre. Potei rivivere in quel viaggio a ritroso nel tempo, nella storia e nella follia umana – sia pur in maniera infedele e sommaria – l'ansia e la potenza evocativa dei racconti con i quali mio padre (classe 1922) soleva intrattenermi da piccolo, nelle sere d'inverno, nel dopocena,  per prepararmi ad affrontare i paradossi della vita, calandomi in prima persona nelle sue avventurose e tragiche esperienze giovanili. Esperienze legate agli orrori della guerra, visti dalla prospettiva di un ragazzo, di un militare combattente appena ventenne divenuto uomo forse troppo in fretta. Un ragazzo che per ben due volte fu vicino alla deportazione, e che riusci a scamparvi solo in seguito ad una roccambolesca fuga dal balcone di un ospedale grazie a robuste e bianche lenzuola ben annodate, e ad una vecchia bicicletta di fortuna provvidenzialmente raccattata in un campo.

     Arbeit Macht Frei – "Il lavoro Nobilita l'uomo" 

    Ma digressioni storiche a parte, posso dire che il campo di concentramento di Auschwitz – uno dei tre campi principali del complesso concentrazionario polacco: il primo di una triade completata da Birkenau e Monowitz – svolse un ruolo fondamentale nei progetti di "soluzione finale della questione ebraica". Inizialmente gli internati furono intellettuali e membri della resistenza polacca; in seguito vi furono deportati anche prigionieri sovietici, italiani, criminali comuni tedeschi, prigionieri politici, ma anche preti cattolici, mendicanti, prostitute, omosessuali ed altre categorie sociali giudicate "indegne" o "non onorevoli". Normalmente – a pieno regime – vi trovavano "sistemazione" circa 16.000 persone. Nel 1942 si raggiunse la cifra record di 20.000 prigionieri, accolti all'insegna del celeberrimo motto "Arbeit macht frei" (il lavoro rende liberi): scritta beffarda che troneggiava – e tutt'ora presente – all'ingresso del campo, anche se per il vero numerosi studi provano che la maggior parte dei prigionieri e dei deportati ebrei non fu detenuta ad Auschwitz, in quanto distribuiti negli altri 47 campi.  

     La giornata della Memoria in Italia 

    Questi ed altri particolari sono stati ricordati e "riletti" stamane a Milano presso la Fondazione Museo della Shoah, in via Ferrante Aporti. Tra gli ospiti "d'eccezione" anche il professor Mario Monti, l'arcivescovo di Milano Angelo Scola, Silvio Berlusconi, il leader della Cgil Susanna Camusso e il leader della Lega Nord Roberto Maroni. Ma "memorie a parte" l'attenzione dei TG del giorno è stata concentrata interamente – ed in maniera del tutto gratuita e fuori luogo – su una "constatazione di carattere storico"  di Berlusconi, il quale ha sostenuto come il vero e grave errore di Mussolini sia stato quello di aver varato le "Leggi Razziali" (compiacendo in tal modo l'alleato Hitler) pur riconoscendo la bontà di alcune politiche del governo fascista. Constatazione sacrosanta! Mussolini, infatti – è bene ricordarlo – pur tra mille paradossi e crimini, fu l'unico leader italiano capace di raggiungere il pareggio di bilancio – senza uccidere di tasse gli Italiani – malgrando l'imperversare della "Grande Depressione" del 1929 – e senza cedere alle pressioni imperialistiche anglofone che volevano minare la sovranità monetaria nazionale della lira, colonizzandoci proprio  come – per contro – sta avvenendo oggi.

     Polemiche fuori luogo 

    Ma la constatazione di Berlusconi ha innescato le futili e grottesche polemiche del teatrino della politica, a discapito – ancora una volta – della centralità del messaggio del giorno. E allora giù con le offese. "Berlusconi? Disgustoso!". E' stato questo il lapidario commento dei leader del Pd. "Quella di Silvio Berlusconi sul fascismo è una sciocchezza immane": è stata questa invece la pronta replica di Casini, intervistato dai falchi di Sky TG24.

     Al di la del luogo comune – Una Riflessione d'obbligo 

    Ma chiacchiere e  (inopportune) polemiche da campagna alettorale a parte, quel che davvero importa oggi non è tanto commemorare l'olocausto facendo passerella davanti alle telecamere di regime. Quel che davvero ci importa in questa giornata è indagare, riflettere e comprenderne a fondo i meccanismi, le responsabilità storiche e i protagonisti occulti che ruotarono intorno alla questione ebraica. Ciò al fine di individuare, uscendo da luoghi comuni e ricostuzioni storiche di comodo, il volto dei reali nemici della storia, accanto ai volti dei soliti noti.

     Il Patto Segreto che gli Storici Censurano 

    Distrazioni mediatiche a parte, nella drammatica vicenda della Shoah vi sono tre aspetti poco noti ed inspiegabilmente sottratti alla lente d'ingrandimento della storia. 1) Il primo afferisce al collaborazionismo tra regime nazista e organizzazioni sioniste proteso a favorire l'espatrio degli ebrei tedeschi in Palestina; 2) il secondo consta nella consueta omertà ed indifferenza – da Primavera Araba, per intendercidell’Occidente verso i profughi ed i fuggiaschi ebrei anti-sionisti. In tal ottica, nella nostra ricostruzione, assumono un ruolo non secondario le teorie e le azioni di Theodor Herzl, ebreo fondatore del movimento sionista. Hitler sostenne con vigore il Sionismo e l’emigrazione ebraica dalla Germania alla  Palestina dal 1933 al 1941. Questa politica portò al cosiddetto “Accordo di Trasferimento” noto (anzi poco noto) come Haavara.

     L'Accordo di Trasferimento tra Hitler e Sionisti 

    L'accordo prevedeva per gli ebrei emigranti la possibilità di depositare il denaro ricavato dalla vendita dei loro oggetti personali e dei loro beni immobiliari, in un conto bancario "speciale". Un enorme processo di accumulazione che permise l'acquisto e l'esportazione verso la Palestina di attrezzi agricoli (Made in Deutschland) tramite la mediazione della compagnia ebraica  "sionista" chiamata Haavara, con sede a Tel Aviv e con la piena collaborazione del Partito Laburista Israeliano. Tra i fautori e sostenitori di questo piano vi furono nomi molto noti come  quelli dei futuri premier israeliani David Ben-Gurion e Golda Meir. Tra le prove storiche inconfutabili di tale accordo segreto e di tale patto, vi fu la coniazione di un'apposita medaglia commemorativa da pate del governo di Berlino. Una medaglia raffigurante – udite udite – su un lato la Stella di David (simbolo ebraico per eccellenza e simbolo dell'Attuale stato ebraico di derivazione sionista) e sull'altro lato la svastica nazista. Segno – tra l'altro -dell'attendibilità di quel piano mondialista-massonico di cui si parla nei famigerati e mitici "Protocolli di Sion". 

     Il Ruolo degli Usa e l'eloquente Silenzio degli Storici 

    3) L’ultimo aspetto poco noto ed inquietante riguarda infine il finanziamento dell'industria bellica nazista ad opera di personaggi di primo piano degli stessi Usa e di Prescott Bush (nonno e padre dei futuri presidenti Bush), massone in odore di Skull & Bones che fornì armamenti, acciaio e sostanziosi crediti finanziari ai nazisti, appoggiando nel contempo la causa sionista e la nascita di quello che sarebbe diventato di lì a poco lo Stato d'Israele. Stato nato dall'illegittima occupazione dei territori palestinesi. Non trovate il tutto davvero sconvolgente? Perchè nei libri rossi distribuiti nel Dopoguerra in Italia non vi è traccia alcuna di questo inciucio? Che rappoti vi sono dunque tra comunismo estremo, nazismo e sionismo? Che c'entrano in tutto ciò gli Usa? Come mai hanno curato la regia di tutto ciò, tramando su due fronti contemporaneamente? Per i conoscitori dei Protocolli, la verità appare forse più chiara, e queste prove storiche inconfutabili, messe l'una accanto all'altra ridisegnano tutti gli equilibri e la storia stessa del Novecento, aprendo scenari davvero sconcertanti ed oscuri. Scenari dominati da numerosi buattini e pochi burattinai scaltri e sanguinari. Come paradosale, d'altro canto fu la stessa Conferenza di Evian del 1938, nella quale i trentadue stati partecipanti si rifiutarono di avere un ruolo attivo nella diaspora, desistendo dall'ospitare i fuggiaschi ebrei (anti-sionisti) provenienti dalla Germania e destinati a morte sicura.  Ma un altro indizio che puzza di complotto è rappresentato dal fatto che malgrado gli americani fossero stati a piena conoscenza del fatto che centinaia di migliaia di ebrei giacessero rinchiusi nei campi di sterminio fin dal 1942, malgrado i massicci inteventi aerei effettuati, le ferrovie per il trasporto dei prigionieri non furono mai bombardate. Come mai? Non sarebbe dovuto essere questo uno dei primi obiettivi militari degli "eroici statunitensi"? Dov'erano, ci chiediamo, le democrazie pluralistiche occidentali in quegli anni? Dove sono oggi dinnanzi alla "Shoah Siriana"? Cosa commemorano davvero molti leader occidentali, dinnanzi alle strazianti immagini di repertorio della distruzione del "Popolo Eletto"? A voi la risposta. Forse la verità che il cinema ed i libri occidentali hanno dipinto finora è solo il 10% di quel che è stato il reale corso dei fatti. Anzi, ne abbiamo le prove. (Approfondimenti – Vedi Video in allegato – tratto dal Libro "L'Asse Roma-BerlinoTel Aviv dello scrittore Andrea Giacobazzi).

    Sergio Basile (Copyright © 2013 Qui Europa)

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  • Ecofin – Un Olandese figlio dell’Austerity all’Eurogruppo

    Ecofin – Un Olandese figlio dell’Austerity all’Eurogruppo

    Sabato, Gennaio 26th/ 2013

    – di Giuseppe Sacco e Sergio Basile –

    Ecofin – Un Olandese figlio dell'Austerity all'Eurogruppo / Eurogruppo / Stalinismo / Radicali di Sinistra / Quarto reich / Albert Speer / Adolf Hitler / Jeroen Dijsselbloem / Luis de Guindos /  Ministro delle Eurozona / Austerità / Grecia / Spagna / Portogallo / Irlanda / Attacco ai Paesi Cristiani / Consiglio Europeo / Ecofin / Guerra Civile / Banche Sovrane / Unione bancaria / BCE / Mario Monti / Angelo Custode dei tecnocrati / Polemiche della Spagna / Multinazionali / IVA 3% / Amazon / Auchan / Paradisi Fiscali 

      Eurogruppo                                                                                                                                      

    Ecofin – Un Olandese figlio dell'Austerity

    all'Eurogruppo 

    Dijsselbloem (Dàisselblùm) nuovo presidente dei 17 Paesi

    aderenti all'euro al posto di Juncker 

    Rigore contro i Pigs e Unione Bancaria nella sua Agenda

    Dijsselbloem - President Eurogroup

    Bruxelles, Amsterdam – Diceva Albert Speer, l'architetto di Hitler, che "la vita delle persone prende ogni tanto svolte impensabili, un pò come i treni quando incontrano un incrocio, e cambiano improvvisamente binario". Jeroen Dijsselbloem si trova in questa situazione, o meglio ci si potrebbe trovare se solo volesse. Ministro delle Finanze olandese da appena tre mesi, nelle scorse ore è stato eletto alla presidenza dell'Eurogruppo, sostituendo Jean-Claude Juncker (persona di cui difficilmente sentiremo la mancanza) ed andando ad occupare una poltrona che inizialmente sembrava riservata a Mario Monti: l'angelo custode della tecnocasta europea.

     Il Presidente figlio dell'Austerity 

    La nomina ha attirato non poche polemiche da parte della Spagna e in particolare da parte del ministro iberico Luis de Guindos, che si è rifiutato di approvare l’elezione di Djisselbloem (suo omologo alle finanze) per le sue posizioni a favore dell’austerità in seno all’Ue e all’attuale governo olandese guidato dai liberali. Ma alla fine ci sembra tutta una farsa. L'opposizione di circostanza per far contenta "la massa" e placare gli animi dell'opinione pubblica. Un contrasto inconsistente e piuttosto teatrale. La delegazione spagnola, infatti, si è rifiutata di motivare il gesto. Certo non poteva dire che è tutto un imbroglio! Cecitare si, ma fino a un certo punto.

     Non Rappresentanza ma Fame 

    Secondo il neo-eletto Presidente dell'Eurogruppo, "la Spagna non ha sostenuto la candidatura per protestare contro il trattamento riservato al Paese iberico, ritenuto ingiusto”. De Guindos, dal canto suo, rispondendo ai cronisti al suo arrivo in Consiglio europeo per i lavori dell’Ecofin, ha sottolineato:“Assistiamo a una situazione che non ci piace. Non abbiamo alcuna rappresentanza negli organismi europei, e questa è una situazione che la Spagna considera non giusta”. Ma il problema carissimo De Guindos, non è di rappresentanza, ma di fame! Che dice?

     Dietro l'Imbroglio dell'Eurozona 

    La situazione (ovviamente) è risultata particolarmente sgradita dai tecnocrati Ue che si sono mostrati piuttosto preoccupati del fatto che la posizione spagnola rappresenti chiaramente lo scontro fra i cosiddetti Paesi “virtuosi” dell’Europa settentrionale e gli Stati del Mediterraneo in crisi o Pigs (figli spuri – aggiungiamo – di una crisi indotta e fraudolenta).  Che scoperta! Una crisi pilotata – guardacaso – ingegnata e sostenuta contro quei paesi europei dove il cristianesimo è più radicato. Per molti osservatori internazionali, come sostenuto anche dall'Osservatorio Nazionale "Qui Europa" in più riprese, ciò non sarebbe per nulla un caso. Anzi! Dietro il laicismo sfrenato e dissacrante e dietro gli attacchi alle economie dei suddetti paesi vi sarebbe qualcosa di ben più profondo e diabolico. Qualcosa che sfugge all'Istat, a Eurostat o agli altri indicatori economici.

     Junker – Le parole di un pazzo: 

     "contento per quello che la Grecia ha raggiunto" 

    Nella sua dichiarazione d’addio, Juncker ha lodato davanti ai giornalisti il comportamento tenuto da Grecia, l’Irlanda e il Portogallo, sottolineando di avere grande “ammirazione per quello che la Grecia ha raggiunto”. Come dire: i Greci stanno peggio degli abitanti degli stati più arretrati dell'Africa, ma alla fine è tutto ok! Sono tutti contenti! Davvero di cattivo gusto! Il presidente uscente ha poi confermato la sua intenzione di tornare alla politica nazionale nel tentativo di ricevere un altro mandato da premier per il governo nel suo Paese. Sperando che ora non distrugga il Lussemburgo, finendo per compiacersene, come per la Grecia.

     Junker e il Paradiso Fiscale Lussemburghese – Iva 3% 

    Ma sul Lussemburgo in merito nutriamo le nostre riserve: il Paese non dovremme mai temere nulla per il semplice motivo che esso è sede legale di numerosissime multinazionali (vedi Amazon e Auchan, giusto per fare un esempio) che in questo paradiso fiscale pagano imposte irrisorie (vedi IVA al 3%) a fronte di operazioni commerciali poste in essere in tutta l'Ue. Semplicimente criminoso!

     Un Sadico Tormento chiamato Unione Europea 

    Come del resto tutto l'attuale baraccone liberista Ue: Vedi Fiscal Compact; Patto di Bilancio (Rif. art. 81 Cost.); Mes; signoraggio dei banchieri privati e della BCE; proliferazione degli OGM in agricoltura; invasione di prodotti cinesi a bassissima qualità (e spesso cancerogeni); legittimazione delle  plurindagate e fraudolente agenzie di rating private (rese sovrane sulle costituzioni degli stati del Sud Europa) e Ricapitalizzazioni bancarie.

     Il folle piano a cui lavora Dijsselbloem 

    Ma, tornando a noi,  chi è Jeroen Dijsselbloem? (Si pronuncia Yerùn Dàisselblùm). Classe 1966, radicale di sinistra (ovviamente) poi convertitosi al partito laburista, ed ora una sorta di benefattore convinto dei ricchi d'Europa. Infatti in questi ultimi anni l’Olanda è stato uno dei paesi Ue – con Germania e paesi nordici – ad aver spinto con maggiore forza sul pedale sul rigore mentre il Sud dell’ Europa invocava più solidarietà e – con la complicità delle agenzie di rating e di qualche politico che conta vendutosi alla nobile causa delle multinazionali e delle banche sovrane – collassava nel baratro più oscuro. Non ci meraviglia per nulla, quindi, quanto dichiarato dall'olandese e l’auspicio personale manifestato con "ottimismo" di "chiudere entro giugno (come previsto dai banchieri) il dossier  di vigilanza bancaria unica alla Bce per poter partire con la ricapitalizzazione diretta delle banche".

     Una sacrosanta domanda da fare ai nostri politicanti in campagna elettorale 

    L'ultima frontiera della follia dei nuovi dittatori d'Europa. Cioè, amici, l''ultimo "sforzo" per poter uccidere definitivamente la democrazia nel nostro glorioso e ricchissimo continente, rendendolo in maniera irreversibile un continente stalinista, ateo e perverso in tutte le sue sfere e prerogative di carattere socio-economico e culturale . L'ultimo grande regalo da fare agli Stati Uniti, i cosiddetti "difensori della democrazia globale". Ma ora che siamo in campagna elettorale, perchè nei comizi non sbattiamo in faccia ai nostri politicanti la dura ed amara verità dei fatti? Perchè non pretendiamo che essi ci facciano evadere da questa gabbia di pazzi, anzichè distrarci con altri futili e secondari problemi? Quante altre vite dovranno essere distrutte affinché ciò accada? E' una rivoluzione civile, quella che vogliono? 

    Giuseppe Sacco, Sergio Basile (Copyright © 2013 Qui Europa)

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    Mercoledì, Ottobre 24th/ 2012 – di Sergio Basile – Spread / unione Bancaria / Eurozona / Renato Brunetta / Accentramento Bancario / Spread / rating / Procura di Trani / Mario Monti / Angela Merkel / Mario Draghi / BCE / Decreto Salva Italia / Decreto Cresci Italia / Recessione / Risparmio delle Famiglie / Mercato primario […]

     

     

    Unione Europea – Ci Vogliono Rovinare!

    Unione Europea – Ci Vogliono Rovinare!

    Lunedì, Gennaio 21st/ 2013 – Dott.ssa Patrizia Stella –   Iniziativa di Libero Confronto – Pensa e Scrivi di Qui Europa Unione europea / Crisi morale / Piano Massonico / Ilva / Sovranità Nazionale / Sovranità Rubata / Complicità dei Media / Demonio / Distruzione della Famiglia / Nuovo Ordine Mondiale / Laicismo / Lobby […]

    21 gennaio 2013No CommentRead More

     

    Quale Europa vogliamo?

    Quale Europa vogliamo?

    Mercoledì, Giugno 27th / 2012 – di Maria Laura Barbuto e Sergio Basile – Italia / Unione Europea / Europa / Roma / Stati Uniti d’Europa / Chiesa / Cristianesimo / Cristianità / Radici cristiane europee / Unità politica / Spiritualità / Educazione / Storia / Tradizione / Civiltà / Persona / Società / Bioetica […]

    Euro-Casta: Quello che i TG tacciono

    Euro-Casta: Quello che i TG tacciono

    Mercoledì, Giugno 27th / 2012 – di Maria Laura Barbuto – Unione Europea / Commissione Europea / Bruxelles / Economia / Stipendi gonfiati / CorrierEconomia / Paradisi fiscali / Agevolezioni fiscali / Cittadini / Euroburocrazia / Sindacati / Giornalisti / Dati stipendi / Api / Ferruccio de Bortoli / Ivo Caizzi / Manuel Barroso / […]

    Eurozona – Benvenuta Dittatura Finanziaria!

    Eurozona – Benvenuta Dittatura Finanziaria!

    Giovedì, Settembre 13th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Unione Europea/ Europa / Germania / Italia / Berlino / Karlsruhe / Mes / Meccanismo europeo di stabilità / Finanza / Economia / Interessi / Crisi / Banche / Dittatura finanziaria / Sovranità / Silenzio mediatico / Media / Rigore finanziario / Debito pubblico / […]

    Europa – Ci Risiamo, hanno ammazzato la Democrazia!

    Europa – Ci Risiamo, hanno ammazzato la Democrazia!

    Giovedì, Giugno 28th / 2012 – di Silvia Laporta – Italia / Mes / Esm / TSGC / Dittatura europea / Stati Uniti d'Europa / Omertà / Austerity / Bruening / Immunità giudiziaria / Messaggi falsi / Manipolazione / Eurobonds /  L’Eurodittatura è alle porte : Trattati Blindati immunità giudiziaria e inviolabilità documentale MES e Fiscal Compact: Non […]

    MES – The End

    MES – The End

    Giovedì 28th / Giugno 2012 – di Silvia Laporta e Sergio Basile – Unione Europea / Mes / Fondo Salva Stati / Italia / crisi / disinformazione / economia / debito pubblico / Bce / Trattato di Lisbona / Luglio 2012 / Congresso direttivo del Fondo / capitale sociale / morte del welfare / dittatura  […]

    I “Nuovi Padroni del Mondo”

    I “Nuovi Padroni del Mondo”

    Lunedì, Giugno 11th / 2012 – L'Editoriale del lunedì, di Sergio Basile – Banche e Finanza / Italia / Eurozona / Caste partitiche / Disinformazione di tv e giornali amici / Partiti di maggioranza / Governo Monti / Padroni del mondo / Dismissione del patrominio statale / Tentacoli onnipresenti / L'arma della democrazia / Loggia […]

    Nell’Ue arriva il MES – E’ la fine della democrazia: benvenuti nella nuova dittatura

    Nell’Ue arriva il MES  – E’ la fine della democrazia: benvenuti nella nuova dittatura

    Giovedì, Giugno 7th / 2012 – di Silvia Laporta –  Unione europea / Bruxelles / Mes / Fondo Salva Stati permanente / Crisi / Economia / Finanza / Eurozona / Dittatura / Annullamento dei diritti e del Costituzionalismo / Potere illimitato alla tecnocrazia di Bruxelles /  Compressione delle libertà personali / Omertà / Fascismo   Bruxelles – […]

    Cari Amici, ecco come ci stanno prendendo per i fondelli

    Cari Amici, ecco come ci stanno prendendo per i fondelli

    Mercoledì, Luglio 11th/ 2012  – di Sergio Basile – Unione europea / Eurogruppo / Eurovertice / Bruxelles / Bce / Banca centrale Europea / Francoforte / Italia / Mario Monti / Manuel Barroso / Fondi Anti-Spread / Fondo Salva Stati / MES /Klaus Repling / Disgrazie / Peso sui cittadini / Immobilismo sostanziale della Bce […]

    Via libera al Fiscal Compact e alla fine della Democrazia

    Via libera al Fiscal Compact e alla fine della Democrazia

    Sabato, Luglio 21th/  2012 – di Silvia Laporta e Sergio Basile – Senato / Fiscal Compact / Mes / Debito pubblico / Crisi / Omertà / Parlamento / Monti / Napolitano/ Sardegna / Imu / Sicilia / Agricoltura / Raffaele Lombardo / Germania / Movimento 5 Stelle   Dittatura Italia – Via libera al Fiscal Compact e […]

    Grecia – Debtocracy: Cittadini, non siete responsabili? Bene! Allora pagate il conto

    Grecia – Debtocracy: Cittadini, non siete responsabili? Bene! Allora pagate il conto

    Martedì, Maggio 29th / 2012 – di Maria Laura Barbuto – Unione europea / Commissione Europea / Consiglio europeo / Bruxelles / Grecia / Atene / Crisi / Banche / Finanziamenti / Piano di aiuti / Trojka / Economia / Pil / Debito pubblico / Barroso / Van Rompuy / Debitocrazia / Herman Van Rompuy […]

    Paul Krugman: follia dell’eurocasta, vogliono curare il Debito con altri Debiti

    Paul Krugman: follia dell’eurocasta, vogliono curare il Debito con altri Debiti

    Martedì, Agosto 28th/ 2012 – di Sergio Basile – Bundesbank / Jens Weidmann / Eurozona / Francoforte / Berlino / SEBC / Articolo 11 del SEBC / Wolfgang Schauble / Francoise Hollande / Angela Merkel / Mario Monti / Mario Draghi / Grecia / Italia / Antonio Samaras / Austerity / MES / ESM / […]

    Strache e il Post della verità! L’Europa sulla scia di Adolf Hitler

    Strache e il Post della verità! L’Europa sulla scia di Adolf Hitler

    Mercoledì, Agosto 22th/ 2012  – Reportage-Dossier di "Qui Europa" –   Austria / eurozona / dittatura / Banchieri / FPO / Heinz-Christian Strache / Facebook / Banksters / Stella di David / Povero col piatto vuoto /Der Sturmer / Iconografia antisemita / Protesta / Associazioni ebraiche / Proteste strumentali / MES / Fondo Salva Stati / Dittatura […]

    Insolvenza: maglia nera ai Piigs – La battaglia per il riscatto del Prof Kerber contro Mes ed Euro

    Insolvenza: maglia nera ai Piigs – La battaglia per il riscatto del Prof Kerber contro Mes ed Euro

    Sabato, Agosto 17th/ 2012 – di Mario Luongo e Sergio Basile – Crisi Eurozona / Non performing loans / Pricewaterhouse Cooper / Aumento tassi di insolvenza / Klaus-Peter Willsch / Frank Schaeffler / “Falchi tedeschi” / Opposizione Germania alla Bce / Sentenza Karlsruhe / Fiscal compact / Esm / Mario Luongo / Sergio Basile / […]

    Via al Fondo Ammazza Stati: 11° Comandamento, Servi il Mercato Dio Tuo!

    Via al Fondo Ammazza Stati: 11° Comandamento, Servi il Mercato Dio Tuo!

    Martedì, Ottobre 9th/ 2012 – di Sergio Basile – Germania / Italia / Lussemburgo / Francoforte / Board BCE / Verona / Arena di Verona / Ecofin / Unione europea / BCE / Mario Graghi / Mario Monti / Olli Rehn / Manuel Barroso / Vittorio Grilli / MES / ESM / Fondo Salva Stati / Fondo […]

    Schiavi di un Debito illegale – Terza Parte: Il Sistema TARGET 2

    Schiavi di un Debito illegale – Terza Parte: Il Sistema TARGET 2

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    9 luglio 2012No CommentRead More

     

     

    Eurocamera – Rating e Debito, Non Cambia Nulla. Anzi, il Regime Peggiora

    Eurocamera – Rating e Debito, Non Cambia Nulla. Anzi, il Regime Peggiora

    Giovedì, Gennaio 17th/ 2013 – Votazioni Europarlamento, Sessione 14/17 Gennaio 2013 – Parlamento europeo / Rating / Agenzie di rating / Leonardo Domenici / Mario Monti / Bond / Eurobond / Sylvie Goulard / La Democrazia in Europa / Free-Riding / Inganno / Eurocasta / Eurogabbia / Stati Uniti d'Europa / EURSS / Mutualizzazione del Debito […]

    Signoraggio Bancario – Dopo Auriti il Buio: Il Silenzio della Politica e dei Falsi Profeti

    Signoraggio Bancario – Dopo Auriti il Buio: Il Silenzio della Politica e dei Falsi Profeti

    Mercoledì, 16th Gennaio / 2013 – di Maria Laura Barbuto – Europa / Italia / Crisi / Economia / Banche / Signoraggio bancario / Truffa / Falso in bilancio / Banca d'Italia / Elezioni politiche / Mes / Fiscal Compact / Movimento 5 stelle / Moneta / Euro / Beppe Grillo / Giacinto Auriti / […]

    Fiscal Compact – I Politicanti Promettono Mari e Monti, ma sul liberticida “Patto di Bilancio” regna uno Scandaloso Silenzio

    Fiscal Compact – I Politicanti Promettono Mari e Monti, ma sul liberticida “Patto di  Bilancio” regna uno Scandaloso Silenzio

    Martedì, Gennaio 15th/ 2013 – di Sergio Basile –  Fiscal Compact-elezioni /  Italia / Liste elettorali / MES / Fiscal Compact / Patto di Bilancio / Indiani / Cowboys / Eurodittatura / Silenzio / TV / Star-system / Santoro / Saviano / Fazio / Vespa / Floris / Travaglio / Grillo / Euforia elettorale / Spirito […]

    L’Economia Orribilmente Crudele – Le Attualissime parole di Pio XI

    L’Economia Orribilmente Crudele – Le Attualissime parole di Pio XI

    Sabato, Gennaio 12th/ 2013 – Pio XI, brano tratto da "Quadragesimo Anno" –  Enciclica del 1931 – Associazione Culturale La Torre L'Economia Orribilmente Crudele – Le Attualissime parole di Pio XI / Mondo / Capitalismo / Cattolicesimo / Crisi / Dottrina Sociale / Cristianesimo / Economia / Lavoro / Capitale /   Impegno Cristiano / Politica / Enciclica / […]

     

    Stiglitz: Combattere il Debito con la Spesa Produttiva

    Stiglitz: Combattere il Debito con la Spesa Produttiva

    Martedì, Ottobre 23th / 2012  – di Sergio Basile – Joseph Stiglitz / Paul Krugman / Austerity / Predatory lending / Buffet Rule / Pretesto della recessione / Deficit Spending / Unione europea / Surplus / Eurozona / Economia / Finzanza / Premio Nobel per l'economia / Politiche di austerity / Debito pubblico / Controinformazione / Qui […]

    Monti scambia gli Euroscettici per Nazionalisti e Rilancia l’Unione Bancaria per fine 2012

    Monti scambia gli Euroscettici per Nazionalisti e Rilancia l’Unione Bancaria per fine 2012

    Mercoledì, Ottobre 17th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Unione Europea / Parlamento Europeo / Bruxelles / Crisi / Eurozona / Mercato unico europeo / Debito pubblico / Mario Monti / Angela Merkel / Corrado Passera   Mercato Unico Europeo: Monti avverte “Attenzione, potrebbe scomparire!” Il premier italiano scambia gli "euroscettici" per "nazionalisti" e […]

    Enzensberger: l’Ue ha tradito Popoli, Trattati e Principio di Sussidiarietà – L’Omertà dei Padrini

    Enzensberger: l’Ue ha tradito Popoli, Trattati e Principio di Sussidiarietà – L’Omertà dei Padrini

    Venerdì, Agosto 31th/ 2012 – di Sergio Basile – Europa / Unione europea / Eurozona / Euro / Hans Magnus Enzensberger / L'Espresso / Romano Prodi / Mario Monti / Mario Draghi / Angela Merkel / Signorotti / Padroni dell'Europa / Neo-colonialismo / Imperialismo Usa / Adolf Hitler / Barack Obama / Ronald Reagan / […]

    Il Nobel per la Pace all’Unione europea? Una Vergogna, ma molto eloquente

    Il Nobel per la Pace all’Unione europea? Una Vergogna, ma molto eloquente

    Lunedì, Ottobre 15th/ 2012 – L'Editoriale del Lunedi, di Sergio Basile –  Unione europea / Oslo / Norvegia / Premio Nobel / Esteri / Europa / Siria / Libia / Greddafi / Bani Walid / Guerra / Turchia / Nato / Pace / Guerra / Libertà / Manipolazione mediatica / Armi / Siria / Barack […]

    Mobilitazione Nazionale contro il Governo Monti in Difesa della Costituzione – Tre Giovani Catanzaresi Depositano la propria Denuncia presso la Caserma dei Carabinieri

    Mobilitazione Nazionale contro il Governo Monti in Difesa della Costituzione – Tre Giovani Catanzaresi Depositano la propria Denuncia presso la Caserma dei Carabinieri

    Sabato, ottobre 13th/ 2012  – Appello di www.maxiprotestadelpopolo.jimdo.com –  Unione Europea / Italia / Catanzaro / Denunciato il Governo Monti / Mobilitazione Nazionale / Difesa della Costituzione / Suicidi di imprenditori / Austerity / Macelleria sociale / Distruzione del Welfare / Stati Uniti d'Europa / Accentramento Dittatoriale / Caserma dei Carabinieri / Difesa dei Principi Costituzionali […]

    L’Ue vuol Delegittimare le Regioni: un altro passo verso la Dittatura degli Stati Uniti d’Europa

    L’Ue vuol Delegittimare le Regioni: un altro passo verso la Dittatura degli Stati Uniti d’Europa

    Sabato, ottobre 13th/ 2012  – di Silvia Laporta e Sergio Basile – Unione Europea / Regioni / Stato / Competenze Stato-Regioni/ principio di sussidiarietà/ dottrina comunitaria / Trattato di Lisbona/ Stato / Meridione / Borghezio/ Ocm / finanziamenti  / Premio Nobel per la Pace / Imperialismo / Stati Uniti d'Europa / Bersani / Casini / Berlusconi […]

    Unione Bancaria: Diciamo un Secco No!

    Unione Bancaria: Diciamo un Secco No!

    Venerdì, Ottobre 12th/ 2012 – di Max Cittadino – Unione bancaria / Bruxelles / Francoforte / Roma / Eurozona / Bce / Mario Draghi / Too Big To Fail / Rinazionalizzazione della banca d'Italia / Nazionalizzazione dei Gruppi bancari / Humus criminogeno / Project Bond / Unione Bancaria / Signoraggio bancario / Euro / Lira […]

    Austerity e Nuova Legge di Stabilità: La Dittatura che uccide la Cultura e gli Italiani

    Austerity e Nuova Legge di Stabilità: La Dittatura che uccide la Cultura e gli Italiani

    Giovedì, Ottobre 11th/ 2012 – di Sergio Basile – Eurozona / Italia / Cultura / Tagli alla cultura / Progetto erasmus / Nuova Legge di stabilità / Parlamento Italiano / Unione europea / Disoccupazione / Carrozzoni politici / Mes / Fiscal Compact / Propaganda mediatica / Macelleria Sociale / Ambigui sondaggi / Disoccupazione / Welfare […]

    Italia – La Regina Nera delle Infrazioni comunitarie, perchè?

    Italia – La Regina Nera delle Infrazioni comunitarie, perchè?

    Giovedì, Ottobre 11th/ 2012 – di Sergio Basile e Federica Santoro – Italia / Unione europea / procedure d'infrazione /  Joaquin Almunia / Mario Monti / Innalzamento aliquota IVA / Romano Prodi / Commissione Prodi / Direttiva Bolkestein /  Ici / Imu / Chiesa cattolica / Principio di Sussidiarietà / Politiche liberiste / Politiche neoliberiste […]

    Luoghi comuni sull’Austerity – L’analisi del Professor Giavazzi sul Governo Monti

    Luoghi comuni sull’Austerity – L’analisi del Professor Giavazzi sul Governo Monti

    Mercoledì, ottobre 17th/ 2012  – di Silvia Laporta – Italia / Francesco Giavazzi / Mario Monti / governo tecnico / analisi economica / Università Bocconi / intervista /  tagli alla spesa / spending rewiew / Europa / Pil / Stato Sociale  / Campagna per la legalità economica / Rosario Fiorello  Luoghi comuni sull'Austerity. L'analisi del Professor […]

    Italia – Ricetta Ammazza-Crescita

    Italia – Ricetta Ammazza-Crescita

    Mercoledì, Ottobre 3rd/ 2012 – di Mario Luongo – Italia / Giorgio Napolitano / Euro / Crescita impossibie / Mariano Rajoy / Paul Krugman /Integrazione politico – economica / Abbandono Euro /  Scandalo Regione Lazio / Francesco Fiorito / Andrea Augello / Sfaldamento Pdl / Commissariamento regione Lazio / Angelino Alfano / Silvio Berlusconi / Andrea […]

    Media, Propaganda & Co: Non esiste alcuna Ricetta della casta per salvare l’Italia

    Media, Propaganda & Co: Non esiste alcuna Ricetta della casta per salvare l’Italia

     Giovedì, Agosto 9th/  2012  – L'Editoriale, di Sergio Basile e Silvia Laporta – Crisi / Debito pubblico / Roma / Bruxelles / Berlino / Londra / Referendum anti Ue / Washington / Unione Europea / Germania / Regno Unito / Italia / Corriere della Sera / Giuliano Amato / Franco Bassanini / Costituzione tedesca / Mes […]

    Schiavi di un Debito Illegale – Capitolo 4: Banche Centrali e Signoraggio. Una storia che tutti dovrebbero conoscere

    Schiavi di un Debito Illegale – Capitolo 4:  Banche Centrali e Signoraggio. Una storia che tutti dovrebbero conoscere

    Lunedì, Agosto 27th/ 2012 – L'Editoriale di Sergio Basile – Europa / Italia / Debito Pubblico / Sovranità Monetaria / Banche Centrali / Signoraggio / Banca d’Inghilterra / Banca d’Italia / Lira / Conio / Louis Even / William Paterson / Debito illegale / Legge 262/2005 / Mario Monti / John Kennedy / Carlo Azeglio […]

    Spread, Tragedia annunciata – la BCE di Capitan Draghi rimanda tutto a Settembre

    Spread, Tragedia annunciata – la BCE di Capitan Draghi rimanda tutto a Settembre

    Venerdì, Agosto 24th/ 2012 – di Vincenzo Folino e Sergio Basile – Unione Europea / Europa / Germania / Roma / Francoforte / Euro / Moneta Unica / Previsione fine euro / Borse / Spread / Finanza / Mario Monti  /  Dittatura MES / ESM / Previsioni di Moody's / Bundesbank / Autunno caldo / […]

    Epilogo Euro: la fine della moneta unica è solo rimandata!

    Epilogo Euro: la fine della moneta unica  è solo rimandata!

    Giovedì, Agosto 23th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Unione Europea / Europa / Italia / Spagna / Germania / Roma / Francoforte / Euro / Lira / Moneta Unica / Unione Monetaria / Unione politica / Crisi indotta / Economia / Previsione fine euro / Borse / Spread / Finanza / Mario Monti […]

    Accentramento Ue tra Baratti Negoziali e Condoni del Debito Fittizi

    Accentramento Ue tra Baratti Negoziali e Condoni del Debito Fittizi

    Venerdì, Novembre 30th/ 2012  – di Vincenzo Folino e Sergio Basile –  Grecia / Accentramento Ue / Baratti Negoziali / Condoni del Debito Fittizi / terzo pacchetto di aiuti salva Grecia / Bruxelles / Atene / Debito iniquo / Eurogruppo / FMI / BCE / UE / Commissione europea / Aiuti / Usura / Christine Lagarde / Manuel Baroso […]

    Greci ancora col fiato sospeso: i falchi litigano sul destino della preda

    Greci ancora col fiato sospeso: i falchi litigano sul destino della preda

    Giovedì, Novembre 22th/ 2012  – di Max Cittadino –  Grecia / Greci ancora col fiato sospeso: i falchi litigano sul destino della preda / Bruxelles / Atene / Debito iniquo / Eurogruppo / Francia / FMI / BCE / UE / Commissione europea / Aiuti / Usura / Correa / Ecuador / Christine Lagarde / Manuel Baroso […]

    Rivoluzione di Atene contro la Troika dell’Austerity, Verso lo Sciopero di 48 Ore

    Rivoluzione di Atene contro la Troika dell’Austerity, Verso lo Sciopero di 48 Ore

    Martedì, Novembre 6th/ 2012  – Redazione Qui Europa – Rivoluzione di Atene contro la Troika / Austerity / Sciopero 48 Ore / Unione Europea / Troika / Grecia / Atene / Sciopero ad oltranza / sciopero generale / sciopero dei giornalisti / Antonis Samaras / Alexis Tsipras / Syriza / Pazok / Cancellazione del Debito / […]

    IVA – Monti-Grilli, Bugiardi per mandato, glielo chiedono i Mercati

    IVA – Monti-Grilli, Bugiardi per mandato, glielo chiedono i Mercati

    Mercoledì, Ottobre 31th/ 2012  – di Sergio Basile – Iva / Mario Monti / Vittorio Grilli / Bugiardi per mandato / Bubie / Governo Italiano / Ministro dell'Economia / Dittatura Fiscale / Giorgio Napolitano / Truffa Legalizzata / Gran Suggeritore / Rating / Spread / Lehman Brothers / Ezra pound / Pierluigi Bersani / Manuel […]

     

  • Imbroglio Ue – La Commissione europea: l’Italia vada avanti con l’austerity. Bukovskij: l’UE come l’URSS

    Imbroglio Ue – La Commissione europea: l’Italia vada avanti con l’austerity. Bukovskij: l’UE come l’URSS

    Giovedì, Dicembre 20th/ 2012

    – di Sergio Basile –

    Ue / Urss / Bruxelles / Roma / Romania / Conti pubblici / Austerity /Elezioni / Commissario agli Affari economici / relazione sulla sostenibilità dei conti pubblici / Vladimi  r Bukovskij  / Mikhail Gorbaciov / Strangolare abbracciando / coincidenze tra Ue e URSS / Stalin / Commissioni / Troike / Ue / Bce / Fmi / Napolitano / enorme deficit democratico / sovranità statale / Nuovo Ordine Mondiale / Pierluigi Bersani / Gianfranco Fini / Andrea Riccardi / Mario Monti / Crosetto / Meloni / Napolitano / socialismo totalitaristico / Gabanelli / Report / Auchan / Amazon Italia / Iva / Lussemburgo / Commissari / Europarlamento / Duma / terne di fucilazione / Organi autonomi ed autoreferenziali / Perestroika / Muro di Berlino / Pavel Stroilov / sostenibilità / Austerity / Elezioni / Patto di bilancio   / Diritti fondamentali nell'Ue / Commissione europea / Olli Rehn / Manuel Barroso / Spagna / Italia / Grecia / Casa comune europea / Muro di Berlino / sistema criminogeno / URSSS EURSS / Il complotto dei rossi / Gosbank   

    Bukovskij: l'UE come l'URSS

    Imbroglio Ue – La Commissione europea: 

    l'Italia vada avanti con l'austerity

    La malafede dell'Ue è la strategica cecità dei tecnocrati 

    Ecco cosa si cela dietro l'attuale Grande Imbroglio Ue: 

    Mondialismo e Scuola Stalinista

     

    di Sergio Basile

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     EURSS                                                                                                                               

    Bruxelles, Roma – Più ci avviciniamo alla fine di questo disgraziato 2012 – per gli Italiani, l'annus horribilis  "per eccellenza" dal dopoguerra ad oggi – più prende forma l'immagine di un mostro apocalittico che domina incontrastato il continente europeo, celandosi dietro la maschera della "democrazia". L'essere in questione si chiama Unione europea, e il suo braccio operativo "Commissione". Solo partendo da questo assunto possiamo comprendere l'uscita dell'ultima ora di Manuel Barroso & soci, che in un comunicato ufficiale relativo alla relazione sulla sostenibilità dei conti pubblicidiramato ieri, è tornato a parlare della situazione italiana, sprecando elogi sull'operato di Mario Monti.

     Recessione e 100 miliardi di Debito in più – Tutto ok per l'Ue                      

    Secondo l'esecutivo dell'Ue, in particolare, l'Italia avrebbe conti a posto nel breve periodo, ma tuttavia servirà una ''forte determinazione e nessuno scostamento dagli obiettivi di risanamento'' per mettere in sicurezza – si legge nel comunicato – anche il futuro.  In questi termini la Commissione europea ha promosso i cosiddetti "sforzi italiani" certificando la bontà assoluta del  cammino intrapreso dall'ormai ex Bel Paese. Purchè – conclude il comunicato – "non vi sia alcuna deviazione dall'attuale persorso delineato nell'ambito dell'agenda europea". Infatti ''L'Italia – per la Commissione – deve  continuare in modo risoluto ad applicare le misure che aiutano la sostenibilità e riducono il debito''. Peccato che il debito in tutto ciò non sia per nulla diminuito! Dal canto suo il commissario agli Affari Economici, Olli Rehn,  ha rincarato la dose di elogi pro-austerity, raccomandando ai futuri leader che dovessero conquistare la "palma" elettorale, "continuità nelle politiche di bilancio e fedeltà piena all'Unione europea". Ma a ben vedere ormai è matematico come le dichiarazioni espresse ieri a Bruxelles dai tecnocrati siano completamente infondate e fuori dalla realtà. Come si fa, infatti, a sostenere che le misure dell'agenda europea di Mario Monti si stanno dimostrando panacee protese a ridurre il debito, quando il debito pubblico nazionale è cresciuto di circa 100 miliardi di euro in un anno e la recessione sta distruggendo il Paese? Come si può parlare di conti a posto e sostenibilità del sistema, quando tutto i parametri economici interni dicono il contrario? Evidentemente la mala-fede e il delirio sono totali. 

     Un Grande imbroglio                                                                                                   

    Ma evidentemente il delirante Anti-Vangelo di Bruxelles, intriso di bugie e falsi dogmi  resta – malgrado tutto – sacro verbo per personaggi del calibro di Monti, Bersani, Riccardi, Fini, Casini, Berlusconi e degli altri rappresentanti dell'Udc-Pd-Pdl. Fatta eccezione per dissidenti di lusso dell'ultima ora (vedi Crosetto e Meloni) che finalmente sembrano aver preso le distanze da questa pazzia collettiva che investe come un morbo – una peste manzoniana – gran parte dei carrozzoni partitici italiani. Anche se qualcuno – non è mai troppo tardi – sembra dare segni di cedimento, è sembra aver trovato il coraggio di ribellarsi a questo infame regime. A questa bugia sistematica secondo la quale soltanto guardando all'Europa si può scorgere la "luce" della democrazia. Basta! Ormai anche i bambini negli asili sembrano aver capito che si tratta solo di un grande imbroglio! Speriamo che presto possa capirlo anche il resto "addormentato" degli Italiani, che ancora osano blaterare di "europeismo". Ma in questo, come si dice, il pesce marcio puzza dal capo… "Guai a coloro che tentassero strade diverse!" va minacciando da mesi Napolitano, dalla sua sconfinata reggia del Quirinale. "Essi – ha ribadito il capo della Repubblica Smarrita – sarebbero i peggiori populisti e detrattori della Democrazia!" Affermazioni pesanti, cari lettori! Affermazioni che dette all'interno di case di cura per disagiati psichici sarebbero lette con una vena di amorevole compatimento, ma al di fuori di esse, con grande spavento e preoccupazione. E' possibile che nel Terzo millennio – ci chiediamo interpretando il pensiero di decine di milioni di Italiani onesti e lavoratori – un popolo "civile" possa essere governato da visionari, ciechi adoratori dell'illuminata Ue e del suo dio minore? Ma la nostra meraviglia, amici, è doppiamente grande (da cristiani qual siamo) nel vedere un sedicente "cattolico" o pseudo tale come il tencico Riccardi proteso anima e corpo a sostenere questo inguardabile, grottesco e lascivo spettacolo anche dopo il 2012, ed in una coalizione che osa definirsi di "centro" (?). E tutto in nome non della "giustizia", della logica o del "benessere sociale", ma dell'Europa. Una semplice parola di sei lettere, che fine a se stessa non vuo dire assolutamente nulla. Se non dittatura!

     Sulle ali del "Mondialismo" – Strane analogie tra URSS e UE                       

    L'Ue, dicevamo, è dunque diventata un mostro che trova come comun denominatore con le altre grandi dittature della storia un elemento inconfutabile quanto grave: un enorme deficit democratico. Un vuoto di democrazia riempito e sostenuto da insensati luoghi comuni; e proteso con mille sotterfugi (firma di trattati anzichè referendum; imposizione di tecnici e commissari non eletti e così via) ad annientare la volontà dei cittadini distruggendo ogni sovranità nazionale e morale in nome di una fantomatica e "provvidenziale unità". Un'unità che puzza di  "mondialismo", ma anche di "socialismo totalitaristico" e nel contempo di fascismo (probabilmente facce di un'unica grande ed arruginita medaglia). Ma a ben vedere, se andiamo ad analizzare la situazione economica dei singoli stati, caratterizzata da un appiattimento verso il basso degli stipendi e della ricchezza pro-capite di famiglie ed imprese, il modello più calzante (in questo grande piano per un nuovo ordine mondiale e continentale) è proprio quello socialista della vecchia URSS. Basti guadare quel che sta accadendo in Paesi come Spagna, Portogallo, Irlanda, Italia, Cipro, Ungheria, Bulgaria, Grecia (col pretesto del debito pubblico e non solo) o Romania: nazione, quest'ultima, dove gli stipendi medi si attestano sulle 340 euro al mese: poco più di 10,00 al giorno! Ma si può vivere così? E ciò mentre le grandi lobby realizzano affari faraonici acquisendo aziende costrette al fallimento; e mentre continuano a controllare indisturbate interi mercati continentali e con regimi fiscali vergognosi e di favore. Vedi i Casi della Amazon e della Auchan in Italia, dei quali si è occupata la Gabanelli nell'ultima puntata di Report. Non pagano allo stato italiano un centesimo di Iva pur facendo affari d'oro nel nostro Paese. E ciò grazie alle grandi sentinelle dell'Unione europea e della loro "religione atea e liberal-socialista". 

     Lenin e Stalin hanno fatto scuola                                                                           

    D'altra parte si chiamavano "Commissioni" e "Commissari" le stesse strutture totalitarie di contollo ideate da Lenin durante il primo governo rivoluzionario russo. Anche all'ora, come oggi nell'Ue, i suddetti commissari non venivano assolutamente eletti, ma nominati dall'alto. Da una strettissima cerchia di oligarchi. In tal modello analogie anche tra Europarlamento e Duma: entrambi – a quanto pare – organi di facciata, protesi a garantire lo status quo e ad eludere le masse, fornendo interpretazioni fantasiose su fatti gravissimi e cruenti come l'attuale crisi dell'euro e della moneta-debito. La moneta imperiale. Se così non fosse davvero non ci spieghiamo come possa resistere ancora il regime delle private e plurindagate agenzie di rating in Europa; e come la frottola dello spread continui a mietere vittime tra l'indifferenza generale. Per tacere sul credit crunch e sulle politiche della Bce e di Basilea 3: altra grande analogie copiata questa volta dal vecchio Stalin. Il primo – guardacaso – a privatizzare la Banca Centrale dell'Unione Sovietica (Gosbank), sottraendola al controllo del popolo: l'origine di tutti gli imbrogli dell'economia moderna.

     Tra laicismo distruttivo, Commissioni e Troike, la storia si ripete              

    Ma le strane coincidenze tra Ue e URSS non finiscono qui. Nei primi del Novecento Stalin aveva dato vita alle "troike", commissioni per la lotta alla Controrivoluzione, (altrimenti dette "terne di fucilazione") formate da onnipotenti triadi di arroganti personaggi senza scrupoli dotati di ampissimi poteri investigativi e giudiziari. Organi autonomi ed autoreferenziali nominati dal regime. Stessi meccanismi coercitivi ed antidemocratici che ritroviamo curiosamente in un'altra "Troika", quella formata da Ue, Bce e Fmi. Organizzazioni plutocratiche a carattere privatistico ed antidemocratico che si arrogano il diritto di decidere le sorti di  centinaia di milioni di cittadini europei senza alcuna legittimazione popolare.

     Strangolare abbracciando                                                                                          

    Il motto, oggi come allora, sembra essere lo stesso, cari lettori: "Strangolare abbracciando". Storicamente l'idea di sovvertire le basi dell'allora "trentenne Ue" fu a quanto pare del paladino della Perestroika, in carissimo Mikhail Gorbaciov. Colui il quale sdoganò il modello liberista in Russia, riuscendo ad alterare sistematicamente l'economia e la distribuzione della ricchezza del Paese Euroasiatico, in negativo. Tra i sostenitori di questa tesi vi sono numerosi studiosi, economisti e storici. Tra di essi il più noto è probabilmente lo scrittore e dissidente russo Vladimir Bukovskij. "Bukovskij – come ci ricorda il collega Baldi in un editoriale de "Il Giorno" – ha conosciuto giovanissimo le prigioni sovietiche, gli ospedali psichiatrici e i lager. Per la sua costante opposizione al regime degli ultimi zar del Cremlino, può denunciare con tanta forza l'involuzione dell'Unione europea, sottolineandone il "deficit democratico". In particolare "la decisione di gettare le basi di una Casa comune europea, capace di riaffermare il predominio sovietico sul vecchio continente", sarebbe stata presa due anni prima della stessa caduta del "Muro di Berlino", il 26 marzo 1987. Una sorta di rivoluzione silenziosa concertata con i leader europei più influenti di allora.  

     NWO – URSS-EURSS e lo stato di "benessere socialista"                              

    Secondo Bukovskij, sulla base dell'attuale involuzione del glorioso progetto comunitario chiamato Ue, "oggi il mostro burocratico russo rivive a casa nostra, con la sua inettitudine operativa, una corruzione dilagante, un crescente deficit democratico e una pericolosa mancanza di rappresentatività popolare. Oggi – continua lo scrittore in un recente articolo apparso su "La Stampa" – il pericolo vero non è Putin, ma proprio l'Occidente. Dal nemico in fondo – conclude – non ti aspetti niente di buono, è giusto che sia mascalzone. Il problema è l'amico…" . E' questa probabilmente l'essenza del pensiero critico di  Vladimir Bukovskij: ad oggi il più netto critico dell'involuzione socialisteggiante di Bruxelles. Alla luce di ciò si comprende come l’Unione europea sia divenuta – a parer nostro, dello scrittore e del collega Pavel Stroilovun vero e proprio sistema criminogeno: l’erede naturale dell’Urss; sua alterego più prossima e letale. E' questo – tra l'altro – l'assunto di fondo del loro emblematico libro dal titolo "URSS-EURSS, ovvero: il complotto dei rossi".  Un complotto che sembra mirare diritto alla nascita di un Super stato totalitario tecno-bancario, da costruire sulle ceneri delle nazioni e sulle spalle dei popoli, per compiacere e fare il gioco – non dimentichiamolo – di un'élite mondialista ed "illuminata".

    Sergio Basile  (Copyright © 2012 Qui Europa)

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  • Strasburgo dice si alla Tobin Tax a metà:  Speculazioni finanziarie e fughe di Capitali all’orizzonte

    Strasburgo dice si alla Tobin Tax a metà: Speculazioni finanziarie e fughe di Capitali all’orizzonte

    Giovedì, Dicembre 13th/ 2012

    – Redazione Qui Europa  –

    Strasburgo / Tobin Tax / Parlamento europeo / Assemblea plenaria / Adesione Italia / Cooperazione rafforzata / No della Gran Bretagna / James Tobin / Delocalizzazione finanziaria / Fuga di capitali europei all’estero / Angela Merkel / Francois Hollande  / Tassa sulle transazioni finanziarie / Codecisione / Consiglio europeo / Germania / Francia / Italia /Austria / Spagna / Belgio / Estonia / Grecia / Portogallo/ Slovacchia / Slovenia / 90% del Pil dell'Eurozona / No Tobin Tax / Paesi contrari / Lussemburgo / Finlandia / Irlanda / Olanda / Malta / Cipro 

    Strasburgo dice si alla Tobin Tax a metà:

    Speculazioni finanziarie e fughe di

    capitali all'orizzonte

    I vantaggi saranno per i soliti noti: il paradigma

    francese e quello tedesco – nell'industia – la dicono 

    lunga sull'effetto boomerang di questa TFT

    Si materializza il peggior incubo dello stesso James

    Tobin, il papà morale della TFT

    Pigs supercolonie della colonia anglo-americana?

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Strasbugo – Nelle ultime ore la plenaria del Parlamento europeo con 533 voti a favore (sebbene ci siano stati ben 91 no e 32 astenzioni) ha dato il proprio nulla osta alla Tobin Tax optando per la cooperazione rafforzata tra 11 Paesi. Certo, coplisce molto di primo acchito  vedere come tra i paesi dell'Eurozona ad aver dato il proprio consenso ci siano stati praticamente 4/5 dei cosiddetti Pigs. Colpisce ancor di più vedere fuori, tutavia, Paesi come il Regno Unito di David Cameron (considerando le nella City avvengono la stragrande maggioranza della transazioni finanziarie del Continente) e la stessa Malta: da sempre una sorta di protettorato anglosassone. Ora la palla passerà alla Commissione europea di Barroso, che potrà così presentare la propria proposta legislativa. Il voto di ieri, per l'appunto, serviva ad autorizzare l'esucutivo "tecnico" di Bruxelles a predisporre il testo della TFT: la sigla ufficiale scelta per battezzare la nuova tassa protesa a colpire le Transazioni Finanziarie. Ora essa – come si evince dai trattati – dovrà essere sottoposta al tradizionale percorso istituzionale della co-decisione, passando al vaglio del Consiglio europeo e poi nuovamente dello stesso Parlamento.  Adotteranno la Tobin Tax Germania, Francia, Italia, Austria, Spagna, Belgio, Estonia, Grecia, Portogallo, Slovacchia e Slovenia. Paesi che nel complesso rappresentano il 90% del Pil dell'Eurozona. Non adotteranno la tassa – per "comoda" decisione dei propri leader – oltre al Regno Unito, anche Lussemburgo, Finlandia, Irlanda, Olanda, Malta e Cipro.

     Tobin Tax a metà – Fuga di capitali e speculazione 

    Ora la domanda nasce spontanea: questa adozione parziale ad esclusiva spettanza di una parte dell'Europa, che vede fuori USA e BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) ed il resto del mondo (e d'altra parte posta in essere da Paesi come l'Italia, già dissestati e traviati da folli politiche di austerity, svendite e privatizzazioni) finirà per incrementare i fenomeni speculativi a vantaggio di Londra e Washington, allontanando gli investitori da Paesi come l'Italia? La risposta è ovvia: certo! I nostri timori – palesati già in precedenti articoli e legati al pericolo della delocalizzazione – sono ed erano gli stessi dell'ideatore della tassa, il professor James Tobin. Il rischio di un clamoroso e distruttivo flop finanziario è altissimo. Troppo alto per l'Italia. troppo per Spagna, Grecia e Portogallo, che in tal modo anziché trovar grazia, troveranno giustizia. Ma ciò non sembra preoccupare Monti e Grilli. Come del resto buona parte dei nostri eurodeputati a Strasburgo.

     Il paradigma francese 

    Si profila dunque (e quei 123 voti non faverevoli in Parlamento la dicono tutta) un disastroso boomerang speculativo ai danni dell'Eurozona e dei soliti Pigs (eccetto che per l'Irlanda, paese non aderente). Una fuga di capitali all'estero, o comunque verso zone franche come Regno Unito, Svizzera e Lussemburgo. Un pò quanto sta avvenendo in questi giorni in Francia, Paese nel quale i super ricchi per sfuggire ed eludere il fisco e le manovre di austerity di Francois Hollande stanno trasferendo fuori i loro capitali, cambiando addirittura residenza e cittadinanza.

     Non era questa l'idea di James Tobin 

    La TFT in quest'ottica potrebbe avere come effetto quello di distruggere ancor più le finanze dei paesi aderenti, a vantaggio di City of London e Wall Street, le due maggiori piazze finanziarie al mondo: suggellando ancor di più ed in maniera "definitiva" la loro indiscussa egemonia finanziaria. Non erano questi, i progetti di James Tobin. Questi, al contrario rappresentarono da sempre i suoi incubi peggiori. In tal modo la speculazione – come detto – anziché diminuire ed essere posta sotto-controlo finirebbe per esplodere a svantaggio dei Paesi aderenti ed esposti in prima linea: Spagna, Portogallo, Grecia ed Italia, in testa. Nuove super-colonie finanziarie della colonia finanziaria anglo-americana, chiamata Europa.

     La situazione della Germania 

    Quanto all'altro Paese egemone, la Germania, poco male: gli effetti negativi della Tobin non toccheranno gli interessi d'oro delle grandi lobby industriali tedesche, che potranno continuare in tal modo ad esercitare il loro dominio continentale in maniera indisturbata, grazie al permanere del Sistema Target 2, e grazie allo smantellamento di intere economie ad opera di leader compiacenti, come nel caso emblematico del governo Monti, sulla rete produttiva del Sistema Italia, assoggettato – su "suggerimento" della Merkel – a regimi tassativi e costi da vero e proprio regime dittatoriale, quale in effetti si è dimostrato quello dei "tecnici", col benestare della stragrande maggioranza dei "nostri"  rappresentanti "Parlamento" Italiano. Quella italiana era l'unica economia europea capace – fino a pochi anni fa, ovvero prima dell'introduzione del "Sistema Target 2" – di superare quella tedesca e di creare surplus commerciale come in nessun altro Paese europeo: cosa che non riusciva assolutamente – guardacaso – alla "ricca" Germania. In tal senso – giusto per fare un esempio – la diffusione di catene teutoniche della grande distribuzione alimentare a "buon mercato" come Lidl ed Euorospin nel nostro paese, a discapito delle catene nazionali, la dice lunga. Ma gli esempi sono migliaia e sotto gli occhi di tutti.

    R. Q. E.

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  • Approvato il Decreto della Vergogna della Politica Italiana

    Approvato il Decreto della Vergogna della Politica Italiana

    Mercoledì, Dicembre 12th/ 2012

    – di Sergio Basile –

     

    Approvato il Decreto della Vergogna della Politica Italiana  / Decreto Di Paola / Italia / Incremento delle spese militari / Guerra / Articolo 11 della Costituzione / Armamenti / F-35 / Ordigni di morte / Nato / Pazzie della Guerra / Disarmo / Roma / Francesco Vignarca / Immoralità diffusa / Disarmo / Palazzo Chigi / 230 miliadi di euro / Grecia / Merkel / Sarkozy / Signori della Guerra / Andrea Sarubbi 

    Approvato il Decreto della Vergogna della

    Politica Italiana 

     

    Si ripete dopo due anni il medesimo copione seguito 

     

    con la Grecia: schiavi Italiani costretti ad indebitarsi 

    fino al 2024 per 230 miliardi di euro per l'acquisto 

    di distruttive ed immorali macchine di morte

     

    L'ultimo regalo del "Dimissionario" Governo Monti

    e del Parlamento Italiano all'amata Nazione 

     

    Roma – Nella giornata di ieri, malgrado gli appelli dell'Osservatorio Nazionale sulle politiche comunitarie – "Qui Europa" – e le lettere inviate dalla nostra redazione a tutti i deputati italiani – unite a quelle inviate da centinaia di attivisti per la pace e associazioni laiche e cattoliche – il Ddl del "tecnico" Di Paola sulla Difesa è diventato legge di Stato: indubbiamente uno degli ultimi scempi, forse il più grande – anche se in effetti c'è l'imbarazzo della scelta – del governo Monti, del "governo dimissionario". Un'eredità niente male! Quella che potremmo definire la degna ciliegina sulla "torta dei tecnici".

     Il Decreto della Vergogna  della politica italiana 

    Ma perchè potenziare all'inverosimile (e nel tempo della cosiddetta crisi) le Forze Armate italiane? Chi dovremmo attaccare e distruggere? L'Italia non era forse, come ci ricorda l'art.11 della Costituzione) una nazione che ripudiava la guerra? Quali interessi dovremmo servire nel prossimo futuro? Forse quelli della Nato in una guerra "palese" contro Siria o Iran? Per non parlare poi dei "sacrifici" fatti dalle famiglie italiane in nome del dittatoriale "Fiscal Compact" e sull'onda di misure diaboliche quali la spending review ed il Patto di Stabilità preteso dall'impero Ue. Che fine hanno fatto dunque i risparmi degli Italiani e le accise darecord sul carburante? Che beneficio ha avuto il popolo italiano dall'essersi trasformato forzosamente in un esercito di schiavi muti ed obbedienti? Ve lo dico io: un incremento del debito pubblico di quasi 100 miliardi di euro, l'oblio sensa fine della recessione perenne (regalone di Natale 2012 e dei prossimi natali… ); ricapitalizzazioni bancarie "facili"; pagamento di interessi bancari da usura alle solite mafio-banche e – dulcis in fundo –  porte aperte alla Guerra.

     230 miliardi in armamenti – I deputati italiani dicono si 

    Come visto in precedenti articoli, con Di Paola – il tecnico-ammiraglio amicone della Nato e dalla spesa facile – l'Italia è diventata una delle più potenti, spietate e ciniche macchine da guerra europee (e non solo), cui costi esorbitanti pari a 230 miliardi di euro – tra l'altro – saranno pagati a suon di lacrime e sangue dagli Italiani tutti fino – udite, udite – il 2024. E’ vero che il decreto prevede maggiori controlli sulle procedure di acquisizione degli armamenti per le FFSS, ma per contro è anche vero che tali controlli parlamentari saranno efficaci solo per i programmi di armamento futuri. cioè per quelli dei prossimi decenni. Ennesima presa in giro insomma!

     La lista della morte – Stesso copione della Grecia 

    Per ora via libera a spese pazze ed immorali in armi di morte. Non solo F 35. La lista è piuttosto corposa: velivoli blindati “Freccia” di Iveco e Oto Melara (che gli Italiani avranno sul groppone fino al 2016);  sottomarini U 212;  elicotteri d’attacco NH90 di AugustaWestland (che dovremmo di finire nel 2021); aerei AW101; missili “Spike” in rifornimento ai Mangusta”; 40 blindati multi-uso e anti-mine del consorzio tedesco Iveco-Krauss (costo 120 milioni di euro ma c’è l’opzione per altri 40); velivoli  senza pilota tattico UAV; aerei da guerra MC-27J. Insomma, questi signori hanno fatto con noi Italiani, la stessa cosa che la coppia Sarkozy-Merkel fece con i Greci nel 2011, costringendo il pacifico popolo ellenico in recessione a dissanguasi per acquistare sottomatini, carri amati e via dicendo, per miliardi di euro. Tutto a vantaggio delle lobby che servono gli interessi globali dei signori della guerra. Da voltastomaco!

     Dittatura pura  

    D'altra parte – come ha notato in queste ore anche il coordinatore della Rete Disarmo per l'Italia, Francesco Vignarca – "perchè ipotecare i prossimi 12 anni del nostro Paese, se non sappiamo nulla di chi governerà, di quali saranno gli interessi in gioco e le necessità?”. E' evidente! Un passo strategico quanto inutile, immorale e che aggrava ancor di più la spesa pubblica italiana in uno dei periodi più bui della storia del Paese e dell'Europa intera. E poi come dimenticare il fatto che l’industria delle armi è responsabile del 40% della corruzione mondiale, e che noi ogni anno – da parte nostra – già destinavamo il 40% del nostro budget in armamenti e difesa? Se non lo avete ancora capito, questa è dittatura pura cari lettori! La Democrazia – in coma da decenni – è definitivamente morta e sepolta da un anno a questa parte. Per la verità – a parer nostro – dall'ingresso nell'Eurozona. ma questa è un'altra storia…

     Un Crimine  

    Ma la cosa pazzesca è che ancora una volta il decreto è passato anche con i voti di membri del Pdl. Lo stesso Pdl che fino a ieri  inscenava l'ennesima pubblica protesta contro l'imbroglio del debito da "spread pazzo" avallato ed alimentato da Monti e dai suoi compari. Alla faccia dei poveri, dei disagiati, dei disoccupati e di quanti aspettano da quasi un anno ricoveri improbabili, visti i tagli del 50% fatti alla sanità ed ai posti letto. Un crimine! Sfido chiunque a dire e sostenere il contrario! I criminali dovrebbero stare in galera. Ma in Italia ciò non accade, e ce li troviamo ancora a Palazzo Chigi. E buona parte di essi, in Parlamento.

     La scusa ufficiale 

    Sapete qual'è stata la scusa posta a difesa del decreto dallo stesso Di Paola? Che il mercato delle armi va intensificato poichè genera ricchezza e nuovi posti di lavoro. altra bugia assoluta, carissimo ammiraglio! Decine di studi di settore lo dimostrano. Ma ciò non sembra più interessare a nessuno, in uno stato di assoluta decadenza morale ed anomia acuta. L'unica consolazione, almeno per chi è cristiano, è sapere che dall'altra parte che un Dio che vede e provvede, ed al momento giusto presenterà a tutti il debito conto. Questo delirio di onnipotenza dei "nobili burattini" del sistema, è davvero patetico, cari lettori. Per fortuna che Dio esiste! Da parte nostra è l'unica certezza che ci è rimasta in un mondo marcio ed avvolto nelle tenebre. 

    Sergio Basile  (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

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    Per onor di cronaca alleghiamo un articolo giratoci nei giorni

    scorsi dall'On. Andrea Sarubbi (Pd) datato 5 Dicembre 2012.

    Diamo merito all'On. Sarubbi di non aver avallato questa assurdo

    decreto e di aver difeso i suoi valori cristiani  e morali in Aula.

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    "Quanta fretta" 

        di Andrea Sarubbi, deputato

    Con una rapidità estrema, rispetto ai tempi biblici del Parlamento, è arrivata in Aula la delega al governo per la revisione dello strumento militare. È una legge con parecchi chiaroscuri: non per quello che c’è scritto nel testo, ma per lo spazio enorme di manovra che lascia al ministro della Difesa e per la tempistica a mio parere inopportuna, trovandoci ormai a fine legislatura e dunque ad un passo dal cambio di governo. Dalla Tavola della pace e dalla Rete disarmo sono arrivate parecchie critiche, alcune un pò forzate ma altre no: nel mio intervento di stamattina, alla Camera, ho esposto anche i miei dubbi, convinto che non siano poi così isolati nel resto d’Italia.

    ANDREA SARUBBIParto da lontano: due anni e mezzo fa, Savino Pezzotta ed io presentammo una mozione, che chiamammo mozione Colomba e che arrivò in quest’Aula il 28 marzo scorso. La mozione approvata (poi divenuta risoluzione, per qualche inghippo procedurale, ma il senso è quello) era un po’ più morbida di quella inizialmente presentata, ma ci sembrò comunque un bel passo in avanti: impegnava il governo a “subordinare qualunque decisione relativa all’assunzione di impegni per nuove acquisizioni nel settore dei sistemi d’arma al processo di ridefinizione degli assetti organici, operativi e organizzativi dello strumento militare italiano”. Per dirla con le parole della Tavola della pace, della Rete disarmo e di tutte le associazioni che invitavano in quei giorni il Parlamento a resistere alla tentazione di giocare a Risiko con i cacciabombardieri, “prima discutiamo compiti e obiettivi delle nostre Forze armate e poi decidiamo gli acquisti di cui abbiamo bisogno”.
    Oggi, in teoria, dovrebbe essere una bella giornata: il giorno in cui, appunto, discutiamo tutti insieme compiti e obiettivi delle nostre Forze armate. La realtà è invece diversa: innanzitutto – per quanto non ignori la richiesta del Consiglio supremo di Difesa, formulata pochi giorni fa, di approvare questa riforma entro fine legislatura – mi riesce molto difficile spiegare ai miei quattro elettori, e anche a me stesso, come mai questo Parlamento riesca a marciare così veloce quando si tratta di spese militari e poi si impantani sulle riforme più attese. Inoltre, ed è questa la mia critica principale, io davvero pensavo che avremmo discusso il modello di difesa tutti insieme. Tutti insieme: lei, signor ministro ammiraglio, ed io, obiettore di coscienza a mani nude provvisoriamente deputato della Repubblica. Non avevo capito, perché non c’era scritto da nessuna parte, che il Parlamento avrebbe firmato una carta quasi in bianco – e se non è proprio in bianco il merito è del Pd – al ministro della Difesa, quando ormai la legislatura sta per finire, e che gli avremmo detto di pensarci lui. No, non era questo che noi intendevamo quando parlavamo di “revisione dello strumento militare”.
    Come gli addetti ai lavori ricorderanno, e come tutto il mondo pacifista sa bene, la proposta iniziale del PD, più di un anno fa, era quella di formare addirittura una “bicameralina”: la revisione dello strumento militare è una cosa seria e quindi bisognava farla bene, affidando al Parlamento il compito di procedere ad una revisione complessiva del modello militare, partendo dagli scenari internazionali e dai nostri obiettivi strategici. Perché il Parlamento rappresenta tutta la Nazione, tutte le sensibilità che – in modo particolare sulla difesa – nell’opinione pubblica sono davvero variegate. L’idea della bicameralina è saltata – per colpa di chi qua dentro è ancora maggioranza, fortunatamente ancora per poco – ma non viene meno l’esigenza che sia appunto il Parlamento a riscrivere una strategia di sicurezza nazionale. E dovrà avvenire nella prossima legislatura.
    Non solo il Parlamento qui rischia di non toccare palla, ma all’inizio questa revisione dello strumento militare assomigliava terribilmente a un blitz, che per fortuna al Senato è stato ridimensionato. Mi riferisco alla possibilità di acquistare armamenti da parte del ministero della Difesa: inizialmente si pensava a un parere solo consultivo delle commissioni parlamentari, ora – e di questo ringrazio i miei colleghi senatori che ci hanno lavorato – si dà la possibilità al Parlamento di bloccare un programma d’acquisto deciso dal governo, se questo programma non convince. Finalmente arriva un po’ di trasparenza, anche se la maggioranza richiesta è qualificata e anche se – come ho cercato di argomentare finora – mi sarebbe piaciuto che questo criterio valesse per tutto il contenuto del provvedimento, per tutta la revisione dello strumento militare.
    L’ultimo punto di grande preoccupazione, da parte mia, riguarda la tempistica. Non voglio sminuire il ruolo del governo – anche se ha una data di scadenza prossima, è un governo nella pienezza dei poteri – ma mi pare una leggerezza la previsione del “silenzio-assenso”: il fatto, cioè, che prima il ministro uscente scriva da solo i decreti attuativi, e poi – nel momento in cui le Camere si sciolgono – questi attuativi entrino in vigore perché il Parlamento è stato zitto. So che il ministro si è impegnato ad accogliere un ordine del giorno del Partito democratico che lo impegna a non avvalersi di questo silenzio-assenso, ma un ordine del giorno – come sappiamo – è cosa diversa da un testo di legge. E in ogni caso, per quanto mi riguarda, rimane un motivo di opportunità: con un governo e una legislatura ormai agli sgoccioli, con una maggioranza – e dunque, mi auguro, anche una linea politica – che è in procinto di cambiare, noi mettiamo mano oggi allo strumento militare, rischiando poi di dover ricominciare da capo tra qualche mese. Ha senso tutto questo, in un momento così difficile per l’Italia? Secondo me no, signor presidente e signor ministro, e per questo motivo – pur riconoscendo al mio partito un ruolo importante nel miglioramento del testo – sto pensando seriamente di non votare questo provvedimento.

    On. Andrea Sarubbi 

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    Lunedì, Ottobre 8th/ 2012 – Testimonianza di Iyad Khuder –  Siria / Guerra / Testimonianza / Iyad Khunder / Esteri / Europa / Esercito siriano / Media / Pace / Guerra / Libertà / Diritti fondamentali /  Distruzione / Crimini / Manipolazione mediatica / Ribelli / Armi / Controllo del territorio / Jihadisti / Terrorismo / Homs […]

     

  • Oslo – All’Ue il Nobel delle Contraddizioni e del Dissenso

    Oslo – All’Ue il Nobel delle Contraddizioni e del Dissenso

    Lunedì, Dicembre 10th/ 2012 

    –  di Sergio Basile –

    Oslo – All'Ue il Nobel delle Contraddizioni e del Dissenso / Bruxelles / Oslo / Unione europea / Premio Nobel per la Pace / Defezioni / Proteste / Leader europei / Regno Unito / David Cameron/ Repubblica Ceca / Vàclav Klaus / Svezia / Fredrik Reinfeldt / Accademia di Oslo / Consiglio mondiale delle chiese / Conferenza delle chiese europee / MES / Fiscal Compact / Patto di Stabilità / Dittatotiale austerity / Piigs / 123 del trattato di Lisbona / Politiche iperliberiste / Politiche economiche rigoriste / Pressioni e minacce / Insensati embarghi / carta bianca alla speculazione internazionale / Costituzione europea / immorali ricapitalizzazioni bancarie / Credit Crunch / Basilea 3 / Desmond Tutu / Herman Van Rompuy /  Manuel Barroso / presa in giro per milioni di Europei / Federico II / Napoli / Grecia 

    Oslo – All'Ue il Nobel delle Contraddizioni

    Chiese mondiali,  diversi leader europei e Nobel 

    in aperta polemica con l'Accademia Norvegese

    Questa è l'Unione delle contraddizioni e dei disastri! 

    Bruxelles, Oslo – Come prevedibile i malumori legati all'assegnazione del Nobel per la Pace all'Unione europea delle lobby e delle banche, dopo gli sfaceli causati nel Vecchio Continente negli ultimi anni a questa parte, non si sono placati neppure dinnanzi alla fatidica cerimonia di premiazione che avrà luogo ad Oslo oggi, lunedì 10 dicembre. Ed allora non ci stupisce più di tanto la notizia ufficiale trapelata nelle scorse ore, secondo la quale ben sei leader di Paesi Ue non prenderanno parte all'evento. Fra loro spiccano in maniera particolare le assenze dei premier del Regno Unito (David Cameron) della Repubblica Ceca (Petr Necase della Svezia (Fredrik Reinfeldt). Ma paradossale è anche il fatto che la stessa Norvegia – Paese ospitante la cerimonia – abbia in ben due occasioni seccamente respinto la possibilità di ingresso nell'Ue, in base alla chiara volontà del popolo, espressa in due partecipati referendum. Come conciliare, allora, la scelta dell'Accademia di Oslo con l'insana austerity e le folli misure decise dalla Commissione e dagli altri organi Ue ai danni di centinaia di milioni di europei?

     L'Unione delle Contraddizioni 

    Dittatoriale austerity (MES, Fiscal Compact, Patto di Stabilità) imposta contro i Piigs (Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia e Spagna) col pretesto di giungere al saldo di  un debito pubblico  gonfiato ad arte – e che si auto-rigenera all'infinito – con la complicità dell'art.123 del trattato di Lisbona e delle "sorelle private" del rating; Politiche iperliberiste che hanno costretto al fallimento migliaia di aziende in tutta Europa; Politiche economiche rigoriste che hanno finito per distruggere il welfare state in numerosissimi Paesi europei, e per trasformare stipendi dignitosi in "salari da fame" (es.: equivale a circa 340 euro, oggi in Romania, il valore di uno stipendio medio mensile); Pressioni e minacce di sospensione dei fondi Ue (volte ad esempio all'indirizzo dell'Ungheria di Orban, nel momento in cui il Primo Ministro del Paese manifestò la volontà di riformare la Costituzione in maniera tale da impedire la speculazione ai danni dei cittadini ungheresi, ponendo sotto il controllo del Parlamento Nazionale la Banca Centrale Ungherese); Insensati embarghi – su pressione degli Usa – posti in essere a danno della popolazione dell'Iran; Piena carta bianca data alla speculazione internazionale con la legittimazione di un Trattato (quello di Lisbona) illegittimamente e forzosamente assunto a ruolo di Costituzione europea da una manciata di leader europei in nome di 500 milioni di cittadini (malgrado le sonore bocciature che l'idea di una Carta Costituzionale continentale ebbero nel 2005 nei referendun popolari in Francia e Olanda); immorali ricapitalizzazioni decise all'indirizzo degli istituti bancari europei (malgrado le banche oggi speculino in maniera immorale e vergognosa – guadagnando centinaia di miliardi di euro di interessi l'anno – sui titoli del debito pubblico dei Paesi Ue fatti oggetto della cosiddetta "Crisi") ai danni di aziende e famiglie, fatte oggetto – in aggiunta – dei perversi effetti del "credit crunch", avallato dagli accordi di Basilea 3.

     Le Chiese Europee e molti Nobel in polemica con l'Accademia Norvegese 

    Pertanto si comprende – senza gridare allo scandalo – come in una lettera ufficiale, giustificate ed onestissime parole di fuoco all'indirizzo dell'Accademia di Oslo siano giunte  dal Consiglio mondiale delle chiese e dalla Conferenza delle chiese europee, secondo le quali "la tragedia economica e umanitaria della Grecia (e non solo) oggi sfida l'idea che l'Ue sia un costruttore di pace per la prossima generazione". Ma le polemiche hanno interessato anche osservatori speciali al di fuori dell'Europa. Come dire: a Oslo l'hanno fatta talmente grossa che perfino altri onorevoli vincitori del Nobel per la Pace in passate edizioni non hanno resistito al silenzio ed hanno manifestato il loro aperto dissenso per questa sorta di "commedia". Tra di essi il vescovo sudafricano Desmond Tutu. Insomma l'impero dello zar Barroso non è riuscito a mascherare le malefatte neppur con l'assegnazione (a nostro modestissimo avviso, tutta politica) di un immeritatissimo Premio Nobel affibiato senza alcun merito dagli "amici norvegesi". Un premio che ha avuto – ribadiamo – tutto il sapore di un'azzardata e malriuscita manovra politica decisa nel tentativo – ampliamente fallito – di risollevare la credibilità dell'Ue. Una decisione che alla luce dei fatti ha tuttavia sortito l'effetto opposto: ovvero quello di inasprire le critiche, mettendo in cattiva luce non solo l'Unione europea, ma finendo per gettare discredito sulla stessa trasparenza e credibilità del più ambito premio della Terra. 

      Fiducia dell'Ue ai minimi storici  

    D'altra parte è sotto gli occhi di tutti come oggi la stima e la fiducia per l'Europa risultino al minimo storico. E come tra i più criticati d'Europa vi siano proprio  Herman Van Rompuy e Manuel Barroso (rispettivamente presidenti del Consiglio europeo e della Commissione europea) che oggi prenderanno la parola ad Oslo. L'unica nota giusta, in mezzo a tante e tali stonature, sta nel fatto che il ricco premio (926 mila euro) sarà devoluto – per decisione della stessa Ue – ai bambini vittime delle guerre. Probabilmente anche ai bambini siriani: gli stessi che oggi assistono agli attacchi di bande di mercenari spalleggiati dall'Occidente, sotto gli occhi della stessa Unione europea. Ma d'altra parte, questa è l'era delle grandi contraddizioni e delle grandi mistificazioni della realtà. Ormai questo, cari lettori, non è un mistero per nessuno, malgrado quel che sostengano la stragrande maggioranza dei media di regime.

     Le profetiche parole del presidente Ceco a Napoli 

    Emblematiche e profetiche, in tal senso, risuonano ancor oggi le parole che uno dei grandi "dissidenti", il Presidente  della Repubblica Ceca, Vàclav Klaus, pronunziò a Napoli, in occasione della sua visita ufficiale in Italia, lo scoso 21 settembre.  "A questo punto – dichiarò il Presidente dinnanzi ai giovani universitari della "Federico II" – l’unica soluzione per l’Europa, è quella di fare un passo indietro, invece di costringere tutti gli europei ad avventurarsi ad esplorare un terreno così torbido e minatoBisogna uscire dalla moneta unica – dichiarò – in modo che ogni paese possa tornare a governare in maniera democratica e insieme ai propri cittadini. Si sono fatte scelte sbagliate e adesso – concluse tra gli applausi convinti dei giovani napoletani – ci vorrà del tempo per trovare di nuovo una certa stabilità e abbandonare l’idea di un mercato sociale”. Dopo le violente e veementi proteste scoppiate praticamente in tutta Europa – dalla Slovenia alla Romania, dall'Olanda al Regno Unito, dalla Svezia alla Repubblica Ceca, da Malta a Cipro, Dalla Spagna al Portogallo, dalla Grecia all'Italia, e perfino in paesi come Francia e Germania – una cosa è certa: parlare dell'Unione europea come di un luogo di "Pace" e "prosperità" sembra proprio una forzatura ed una vera e propria presa in giro per milioni di Europei. Sarebbe ora di cambiare musica e di uscire da questa gabbia, seguendo il saggio consiglio del Presidente Ceco!

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Sabato, Dicembre 1st/ 2012 

    –  di Maria Laura Barbuto e Sergio Basile – 

    Unione Europea / Europa / Bruxelles / Madrid / Atene / Commissione Europea / Parlamento europeo / Consiglio europeo / Grecia / Spagna / Banche / Ricapitalizzazione / Crisi / Economia / Agenzie di Rating / Manifestazioni 

    Rating e Speculazione – Da Bruxelles

    Palliativi o Azioni Concrete?

    Per Ora solo chiacchiere e privatizzazioni:

    i colpi di stato nell'era del Rating Sovrano

    Bruxelles, Roma, Madrid, Atene – Nelle scorse ore a Bruxelles è stato raggiunto un accordo tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione in merito all’attività svolta dalle tanto famose (ormai celeberrime) agenzie di rating. Come preannunciato nell'articolo pubblicato ieri, l'intenzione palesata dagli organi Ue  è quella di conferire maggiore trasparenza al loro operato, ed in particolare in ambiti operativi quali: la valutazione degli Stati; la definizione di nuove regole e responsabilità in caso di errori; il ridimensionamento della dipendenza dal rating, accanto alla regolamentazione dei tempi “tecnici” e dei giudizi sui vari debiti pubblici; nonché una (presunta) riduzione dei conflitti di interesse.  Questo almeno sulla carta. Ma come evidente, malgrado tutto, il terribile nodo scorsoio sulla sovranità e sulla democraticità di quanto si sta consumando sotto gli occhi del mondo, resta a monte, ed è fin troppo palese. Come palesi sono gli impiccati.

     Un Conflitto d'interesse grande quanto un Iceberg 

    Sicuramente quello del "conflitto d'interessi" all'interno delle agenzie di rating è uno dei temi più caldi e spinosi mai affrontati dal nostro Osservatorio, da oltre un anno a questa parte. Ma anche uno dei temi più ipocritamente ignorati nei palazzi del potere. Non va dimenticato infatti che: 1) dinnanzi a crisi senza precedenti come quella dell'Eurozona e ad episodi come quello del fallimento della Lehmann Brothers negli Usa (banca d'affari – ricordiamolo – giudicata da tripla a fino al giorno prima del grande flop) ci sono e c'erano le celeberrime sorelle del rating; 2) Nel caso degli attacchi gratuiti ed ingiustificati all'Italia (primavera/estate 2011) c'era sempre il loro zampino; 3) Dietro le sorelle del rating, poi, a muovere le fila e ad avere (di conseguenza) un potere che supera addirittura quello delle costituzioni e delle  stesse leggi ordinarie degli stati (non si sa perchè e non si sa con quale legittimità e patente di autorità) ci sono di fatto agguerrite lobby, cui membri di spicco siedono nei consigli di amministrazione delle stesse agenzie. Un vero e proprio universo parallelo che sfugge al controllo – complice una buona fetta di politica marcia – di ogni Carta Costituzionale. La solita vergognosa e tristissima storia, che i nostri cari politici (per il vero piuttosto scarsi in economia) fingono di non conoscere e si limitano a scrutare nel silenzio e da lontano, mentre i Paesi ed intere economie continentali vanno giù, sprofondando nella recessione, e tirandosi dietro migliaia di vittime in carne ed ossa.

     La Dittatura del Rating e le Devastanti menzogne dei Mercati 

    Dinnanzi a questo sfacelo – tollerato ed avallato senza ritegno alcuno da leader europei e tecnocrati incravattati, da mesi, da Bruxelles a Roma, da Atene a Madrid, da Lisbona a Londra – ci verrebbe da dire: "Finalmente le agenzie andranno in pensione!”. D'altra parte alcuni dei capi delle varie Fitch, Standard & Poor's e Moody's (come risulta tra l'altro dal prezioso documento video annesso all'interno del film-report "Inside Job") ammisero all'indomani del fallimento della Lehmann, che l'errore era stato quello di prendere i "semplici consigli" delle loro agenzie, come oro colato, come leggi per orientare il mercato e spingere migliaia di risparmiatori in una direzione piuttosto che in un'altra. Dunque, detto per esteso, utilizzare il ratig, evidentemente è stato finora uno straordinario specchietto per le allodole per confondere le acque e mascherare veri e propri colpi di stato e "sacchi finanziari" celandosi ipocritamente e fraudolentamente dietro la parolina "mercati" e "fiducia dei mercati". Ma se tale "fiducia" dei "mercati" è in ultima istanza influenzata dai mercati stessi, l'espressione giusta da usare non è "fiducia" ma piuttosto "imbroglio dei mercati". O diktat. Allora due sono le cose: o stiamo facendo un incubo lungo un anno, e tra un pò ci sveglieremo con un gran mal di testa; oppure qualcuno è impazzito, confondendo per verità inconfutabili grossolane e devastanti menzogne.

     Il senso del Rating, nell'era del grande inganno 

    Ma siccome – purtroppo – questo che stiamo vivendo non è un brutto sogno, ma la cruda realtà dei fatti, che senso ha – ci chiediamo – continuare a tenere in vita mostri arbitrari e destabilizzanti come le agenzie di rating? Non se ne potrebbe fare a meno, come è stato nel passato? Si! Senza alcun dubbio! Almeno comincieremo a smontare un pò di alibi ed a rottamare un'odiata unità di misura come lo spread, che dal rating dipende e si alimenta. Appurato, dunque, che le modalità di sensibilizzazione dei cosiddetti  mercati sono invero palesemente alterate da vizi di forma e sostanza, e sono pertanto illegittime, nell'era del grande inganno globale, dei "fessi in serie", della "distrazione di massa" e degli "ignoranti di massa", tutto è permesso! Tutto è giustificato! Anche a rischio di devastare un'intero continente o quantomeno buona parte di esso, a vantaggio di una cerchia di soliti noti. Vergognoso? Di più!

      Le Repubbliche del Rating Sovrano 

    Consideriamo questa fondamentale premessa, al fine di aiutare i nostri lettori a giudicare con maggior consapevolezza e raziocinio la bontà di quest'ultima comune uscita dei tecnocrati dell'Ue (Commissione, Consiglio Ue ed Europarlamento) sul rating. "Era ora che l’Unione europea si svegliasse e cercasse di mettere una potenziale toppa ad uno dei tanti buchi che essa stessa ha contribuito a creare e rafforzare!"; "Era ora che mettesse in riga agenzie e mercati!", ci siamo detti, leggendo il comunicato di Bruxelles. Ma invece cos'è accaduto davvero? Poco o nulla! Standard & Poor's, Fitch Ratings e Moody's continuano ad occupare il palco d'onore che un dì spettava alle costituzioni democratiche. Per il resto, aria fritta, demagogia e retorica!

     La Cura – Chiacchiere e Privatizzazioni 

    Per il resto, e ad onor di cronaca, c'è da dire che la Commissione europea nelle ultime ore ha provveduto – in aggiunta a quanto detto – alla pubblicazione di una relazione sul meccanismo di allerta – in base al rating – che riguarda gli squilibri macroeconomici del 2013. E’ allerta per 14 Stati membri: Belgio, Bulgaria, Danimarca, Spagna, Francia, Cipro, Ungheria, Malta, Paesi Bassi, Finlandia, Svezia, Regno Unito e, naturalmente, Italia.  Per i paesi “inadempienti e negligenti” la Commissione – ovviamente – ha fornito una serie di parametri da seguire (li chiamano così) al fine – dicono – di risanare gli squilibri e dare vita a produzione, crescita e posti di lavoro. In concreto? Chiacchiere, privatizzazioni e liberalizzazioni. La stessa Commissione ha poi approvato il piano di ristrutturazione per 4 banche spagnole:  Bankia, NCG banco, Catalunya Banc e Banco de Valencia riceveranno complessivamente dal Fondo Salva Stati 40 miliardi di euro. Fondo che ovviamente viene e verrà finanziato annualmente anche dai contribuenti italiani.

     All'imbocco della Galleria 

    Ma i danni da spread e rating più gravi, (accanto a quelli ingenerati dall'euro – la devastante moneta imperiale –  dal Sistema Target 2 – vedi allegato – e dall'articolo 123 del Trattato di Lisbona ) sono stati certamente quelli causati alla Grecia, nelle ultime ore presa in giro ancora una volta, nonostante le parole fiduciose del premier conservatore, Antonis Samaras, il quale ha dichiarato che “dopo tanti sacrifici, finalmente inizia un nuovo futuro per il Paese”. Nuovo amici? Non diremmo proprio! Vista l'aria che si respira ad Atene. Riuscirà la patria di Platone e Socrate a pagare i “propri” (si fa per dire) debiti ai sui creditori? O seguirà la via dell'Ecuador di Rafael Correa, il ribelle del debito pubblico fittizio? Certo è che con il rigore e l’austerità non si va proprio da nessuna parte! E lo hanno capito i cittadini greci, in particolar modo, che si mobilitano, giorno dopo giorno, protestando contro un’Ue che si spaccia per ancora di salvataggio pur essendo ormai una pesantissima zavorra da scaricare in mare al più presto. Sempre più responsabile di una crisi organizzata e destinata a durare – a meno che i palliativi non vengano messi da parte – in maniera perenne. Altro che fuoriuscita dal tunnel e fiducia nei mercati! Siamo appena entrati in galleria! 

    Maria Laura Barbuto, Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa) 

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  • Accentramento Ue tra Baratti Negoziali e Condoni del Debito Fittizi

    Accentramento Ue tra Baratti Negoziali e Condoni del Debito Fittizi

    Venerdì, Novembre 30th/ 2012 

    – di Vincenzo Folino e Sergio Basile – 

    Grecia Accentramento Ue / Baratti Negoziali / Condoni del Debito Fittizi / terzo pacchetto di aiuti salva Grecia / Bruxelles / Atene / Debito iniquo / Eurogruppo / FMI / BCE / UE / Commissione europea / Aiuti / Usura / Christine Lagarde / Manuel Baroso /Sistema Target 2 / Strozzinaggio / Non onorabilità / Debito illegale / Unione Monetaria / Unione di Bilancio / Unione Bancaria / Budget Unico per l'Eurozona / Baratti Negoziali / Strastegia del Condono / Stati Uniti d'Europa / Annientamento degli Stati Nazionali 

    Barroso – Accentramento Ue tra Baratti

    Negoziali e Condoni del Debito Fittizi

    La folle strategia liberticida degli Stati Uniti d'Europa

    e il definitivo annientamento degli stati nazionali

    Gli ultimi sviluppi del caso Grecia

    Bruxelles – Subito dopo l’accordo raggiunto dall’Eurogruppo nella notte di lunedì, avente come obiettivo il via libera al terzo pacchetto di aiuti “salva-Grecia”, nel quale si apre la porta ad una mutualizzazione indiretta dei debiti, il presidente della Commissione europea, Josè Manuel Barroso, ha presentato ieri a Bruxelles un rapporto riguardante il prossimo futuro dell’Unione monetaria. Come detto dallo stesso Barroso, si tratta di un piano “per una profonda e autentica unione economica e monetaria” che prevede, tra le altre cose, quelli che i “benpensanti tecnocrati di Bruxelles” ritengono essere i passi necessari per creare una Unione di Bilancio. L’accordo – mentre la speculazione detta ancora la sua iniqua e perversa legge, in Grecia, come nel Sud Europa ed in Italia – prevede una serie di misure per "ridurre" (parola grossa ed inflazionata) il passivo greco dal 160% di giugno, al 124% entro il 2020. Ovviamente a farne le spese sempre il Welfare ed i cittadini: ormai storicamente bollati come le vittime sacrificali di questa sporca faccenda.

     La Road Map di manuel Barroso 

    Ma nel comunicato di lunedì notte si legge anche che, se necessario, “i Paesi della zona euro valuteranno nuove misure e assistenze in modo da raggiungere un’ulteriore riduzione credibile e sostenibile del rapporto debito-Pil greco”, con l’auspicio di riuscire a portare l’indebitamento “significativamente sotto al 100% del Pil entro il 2022”. Nel breve periodo la priorità dovrebbe consistere nell’applicare le riforme già approvate (come six pack e two pack), sostenere i Paesi che gioco forza sono stati costretti ad avviare sanguinosissimi e deleteri "aggiustamenti strutturali" (li chiamano così), e realizzare – udite, udite – l’unione bancaria, prevedendo anche un meccanismo di risoluzione che aiuti (guardacaso) le banche in difficoltà che intanto però continuano a spadroneggiare col potere di signoraggio estorto ai popoli, con leggi truffa, o truffe legalizzate. Ciò sarebbe in programma nel medio termine. Altro obiettivo di Barroso, è poi quello di costruire un’area euro più integrata e coordinata nelle aree della tassazione e del lavoro: ovviamente a discapito delle sovranità nazionali. Tutte! Infine, nel lungo termine (5 anni ed oltre) l’Ue sarà pronta, secondo Barroso, ad un budget unico per l’Eurozona che possa intervenire nel caso in cui un Paese dovesse trovarsi in difficoltà.

     Il Nuovo Imperatore ci ha stufato! 

    Ma Barroso – ci chiediamo ormai da un anno a questa parte – perchè non si decide ad ammansire e/o ingabbiare i cani feroci e sciolti della speculazione, con direttive ad hoc? Che fine ha fatto il Pacchetto Barnier anti-rating della Commissione europea che doveva partire giusto un anno fa? Sotto quali scartofie sarà sepolto? Tutto questo caos legislativo e questo accentranento liberticida, in tal modo non sarebbero minimamente necessari! Anzi si dimostrerebbero in assoluto superflui, per non dire antistorici e devastanti per la Democrazia e la Libertà, qual sono. Questo gli "europeisti a tutti i costi" (in Italia come a Bruxelles) lo sanno benissimo, ma continuano a fare i finti tonti! I loro veri obiettivi, evidentemente, sono diversi, e – a quanto pare – largamente antitetici rispetto a quelli dei comuni cittadini europei. Questo atteggiamento da imperatore, ha davvero stufato tutti da un pezzo. Gli unici ad applaudire sono gli "europeisti" ad ogni costo. Sempre e solo loro! Una manciata di tecnocrati e fidi supporters: un nulla dinnanzi a 500 milioni di europei che lavorano, soffrono e sperano – ogni giorno di più – che il palazzo rinsavisca. Quegli europeisti davvero lontani – oggi – dal messaggio di De Gasperi, che si nascondono dietro vuoti e vani slogan, ormai vecchi e sepolti, alla luce dell'involuzione liberticida e debitocratica di questo mostro chiamato Ue.

     Le ultime dall'Ue – Grecia: Baratti Negoziali e Condoni Fittizi 

    A Bruxelles, inoltre, nelle ultime ore, si è aperta la strada (anch'essa come vedrete illusoria e pretestuosa) verso l’ipotesi di un “condono del debito greco”. Un’ipotesi  molto teorica che ovviamente, qualora dovesse diventare realtà, non sarà libera e a costo "zero" (non facciamoci illusioni), ma si attiverà solo – e solo se – le misure per ridurre il debito al 124% del Pil  entro il 2020 si dimostreranno insufficienti, il che è più che probabile. Ma per ora avanti tutta sulle spalle dei poveri e disperati Pigs. Un condono, dunque, che puzza d'imbroglio, e che è stato interpretato come un nuovo tassello verso una graduale mutualizzazione dei debiti pubblici nell'Eurozona e non bensì come il disfacimento e la rottamazione di un gabbia debitocratica creata dalla stessa Ue a pennello, con la complicità (involontaria?) dei lobbisti privati del rating. A proposito aggiungiamo che, è da diverso tempo che il Fmi invoca la necessità di una ristrutturazione finanziaria in Grecia, ma fino ad adesso l’Eurogruppo, ed in particolar modo la Germania, si era opposta. Una sola considerazione. Ovviamente queste misure, questi accordi, o come li ha recentemente chiamati il collega Mario Seminerio, questi "baratti negoziali", sono giustificati, voluti e realizzati con lo scopo di alimentare l’ormai più che antipatica fiducia nei mercati. Basta! Siete in mala fede e ridicoli!

     Palliativi Rating 

    In tal senso, anche le ultime mosse "antirating" poste in essere ieri da Barroso e dai suoi, francamente non ci soddisfano per nulla (o quasi). E stata chiesta – attraverso un accordo raggiunto a Bruxelles tra  Parlamento europeo, Consiglio europeo e  Commissione Ue – una maggiore trasparenza nella valutazione degli Stati, è vero! Nuove regole e responsabilità in caso di errori,  in merito all’attività svolta dalle ormai famigerate agenzie; una minore dipendenza dal rating, accanto alla regolamentazione dei tempi “tecnici” relativamente ai giudizi sui vari debiti pubblici  e riduzione dei conflitti di interesse. Cosa buone! Ma il punto è che tali agenzie devono essere delegittimate in maniera definitiva e convinta. Non è concepibile che un lobbista privato metta sotto scacco una stato. E che questo stato finisca per questo in rovina, portando alla rovina milioni di famiglie. E un concetto molto semplice. Punto e basta!

    Vincenzo Folino, Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    La Troika, la “Rerum Novarum” e il baratro Grecia: fantasmi del progresso e nuovi diseredati

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  • La Verità su Monti e il Bilderberg Club – Interrogazione alla Camera di Francesco Barbato

    La Verità su Monti e il Bilderberg Club – Interrogazione alla Camera di Francesco Barbato

    Mercoledì, Novembre 28th/  2012

    – di Francesco Barbato, Deputato – 

    La Verità su Monti e il Bilderberg Club – Interrogazione alla Camera dei Deputati di Francesco Barbato / Francesco Barbato / Camera dei Deputati / Atto della Camera / Interrogazione a Risposta scritta / Parlamento / Italia / Club Bilderberg / Roma / Riunione del Bilderberg Club / Mario Monti / crisi / Nuovo ordine mondiale / Manipolazione / Democrazia / Governo tecnico / Daniel Estulin / Canada / Paesi Bassi / Libero / Eurozona / Commissariamento Paesi sotto attacco dei mercati / Italia / Spagna / Grecia / Brunella Bolloli / Giuliano Amato / Franco Bernabè / Servizio Pubblico / La7 / Giulia Innocenzi / Fidel Castro / Nuovo Ordine Mondiale / Mondialismo / Thierry Meyssan / Vero scopo del Bilderberg / Manipolazione dell'opinione pubblica / Nato / Creatura della Nato / CXI Conferenza Bilderberg / 

    Roma – Atto della Camera dei Deputati

    Interrogazione a Risposta Scritta 4-18605

    di Francesco Barbato

    Sessione Lavori – Martedì 20 Novembre 2012,

    seduta n.720

    BARBATO –

    Al Presidente del Consiglio dei Ministri;

    Al Ministro della Difesa;

    Al Ministro dello Sviluppo Economico;

    Al Ministro degli Affari Esteri.

    – Per sapere – 

    Premesso che il Gruppo Bilderberg (detto anche conferenza Bilderberg o club Bilderberg) è un incontro annuale per inviti, non ufficiale, di circa 130 partecipanti, la maggior parte dei quali sono personalità influenti in campo economico, politico e bancario. I partecipanti trattano una grande varietà di temi globali, economici, militari e politici. Il gruppo si riunisce annualmente in hotel o resort di lusso in varie parti del mondo, normalmente in Europa, e una volta ogni quattro anni negli Stati Uniti o in Canada. Ha un ufficio a Leida nei Paesi Bassi. I nomi dei partecipanti sono resi pubblici attraverso la stampa, ma la conferenza è chiusa al pubblico e ai media. Dato che le discussioni durante questa conferenza non sono mai registrate o riportate all'esterno, questi incontri sono stati oggetto di critiche e di varie teorie del complotto, come ad esempio quella sostenuta da Daniel Estulin nel libro Il Club Bilderberg

     Il 61° Meeting Bilderberg e il Commissariamento dell'Italia 

    il 13 novembre 2012 sul quotidiano Libero è apparso l'articolo: «La setta dei potenti colta sul fatto oggi vertice a Roma» a firma di Brunella Bollolisecondo il quotidiano «I potentissimi e riservatissimi membri del Gruppo Bilderberg, nato nel '54 in Olanda, élite ristretta di personalità influenti in campo economico politico e bancario. (…). I partecipanti trattano temi globali, dall'economia alla politica alle questioni militari, a volte decidono i destini del mondo, per chi tifare e chi scaricare, e per farlo si incontrano una volta all'anno in zone diverse del pianeta, dagli States alla Turchia»; questa volta l'esclusivo club ha scelto la città eterna per tenere la sua 61a sessione di lavori. Tema principe della discussione: il commissariamento dei Paesi euro più a rischio, cioè Italia, Spagna e Grecia

     La squadra Monti, Amato e Bernabè al summit romano 

    la giornalista Bolloli ha scritto: «Dal sito internet dell'associazione (che molti paragonano a una loggia massonica per il carattere di segretezza) manca ogni riferimento all'adunata odierna. Ultimo summit di cui c'è traccia: quello a Chantily in Virginia nel 2011. Pochissimi sapevano del vertice romano» inoltre «Nella lista degli invitati  – che contano – al prestigioso simposio figurano: il premier Mario Monti e la sua squadra, il Ministro dello sviluppo economico, Corrado Passera, il duo Elsa Fornero e Paola Severino, il titolare dell'istruzione Francesco Profumo, anche se dal suo entourage dicono che in agenda non vi è nulla del genere. Era stata invitata anche Anna Maria Cancellieri, titolare del Viminale, ma pare sia l'unica ad avere subito disdetto l'appuntamento. Previsto, invece, Giuliano Amato» infine il grande regista della tre giorni di Bilderberg sarebbe Telecom in quanto «Franco Bernabè è membro da tempo»; 

     La Nato e i veri obiettivi del Bilderberg 

    in data 15 novembre 2012 su La7 il programma «Servizio Pubblico» ha dedicato un servizio televisivo di Giulia Innocenzi nel quale taluni asserivano nel fare ingresso ad una cena tenuta ai musei capitolini che fossero convenuti per l'incontro del gruppo Bilderbergalcuni autori vedono in questo Gruppo un governo mondiale embrionale e gli attribuiscono le principali decisioni politiche, culturali, economiche e militari della seconda metà del ventesimo secolo. Una interpretazione sostenuta da Fidel Castro, ma nulla lo conferma né lo smentisce; come sostiene Thierry Meyssan quelle circolanti sarebbero ipotesi «per mascherare la vera identità e funzione del Gruppo: il Bilderberg è una creazione della NATO. Mira a convincere i leader e attraverso di loro, a manipolare l'opinione pubblica, per farla aderire ai concetti e alle azioni dell'Alleanza Atlantica» -: 

    – Se risulti al Governo che – 

    nei giorni del 12-13-14 novembre o forse oltre si sia tenuta a Roma la 61a conferenza Bilderberg, se e quali ministri abbiano accettato l'invito a partecipare ai lavori dell'organizzazione e di che organizzazione si tratti realmente, quali scopi perseguedi quali informazioni si disponga su questo gruppo e quali sarebbero stati gli esiti dell'incontro.(4-18605)

    Francesco Barbato, Deputato IdV

    Capogruppo IdV – Commissione Finanze 

    N.B.:

    Interrogazione riassemblata per esigienze redazionali in "formato articolo" 

    con l'aggiunta di "sottotitoli" tra i diversi capoversi

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