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Tag: grecia

  • Grecia verso nuova crisi:  il “prestito” solo un palliativo

    Grecia verso nuova crisi: il “prestito” solo un palliativo

    Mercoledì, Febbraio 22th / 2012

    Grecia / Eurogruppo / Crisi Ue / Debito / Prestiti / Contagio / Paliativo / Katseli  

    Grecia verso nuova crisi:  il "prestito"

    solo un paliativo

    L'analisi dell'ex-ministro del Lavoro, Katseli:

    "La Grecia difficilmente tornerà ad essere uno

    stato sovrano"

    Atene – Probabilmente la Grecia si salverà per un pò di tempo dai creditori privati, ma difficilmente potrà essere nuovamente uno Stato sovrano. E’ questa la lucida analisi di Loukas Katseli, ex ministro del lavoro e della presidenza del Governo Papandreu, nonché nota economista. Katseli, è parecchio pessimista: secondo la nota statista ellenica è evidente come le misure approvate spingano lo Stato verso la recessione; oltre al fatto che lo spirito democratico è stato derogato, portando un forte malcontento sociale. Previsioni drammatiche quelle dell’economista che riferisce come, a suo riguardo la medesima situazione greca potrebbe ripresentarsi con le medesime modalità in altri paesi europei considerati a rischio. F.F. 

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  • “Siamo tutti Greci!” In tutta Europa monta la protesta

    Martedì, Febbraio 21th / 2012

    – Sergio Basile – 

    Grecia / Crisi Ue / Italia / Portogallo / Spagna / Papademos / Rivoluzione / Neoliberismo / Angela Merkel 

    “Siamo tutti Greci!” In tutta Europa

    monta la protesta

    Il silenzio assordante dei media ufficiali

    Intanto Atene brucia

    Atene, Lisbona, Berlino, Roma – Nel cuore dell’Europa, perfino a pochi metri dal quartier generale del panzer tedesco, Angela Merkel – fautrice della politica del rigore assoluto – nelle scorse ore, malgrado diverse gravissime forme di censura di molti media, anche una fetta di opinione pubblica tedesca ha preso posizione contro la macelleria sociale in atto in Grecia. E allora accade che la Confederazione dei sindacati tedeschi Dgb si schieri apertamente contro il governo Merkel, unendo il proprio chiassoso ed organizzato dissenso a quello scoppiato in centinaia di piazze europee ed all’ombra dei palazzi tetri di Wall Street. Nelle capitali – della gente comune – da Madrid a Lisbona, da Roma ad Atene, e perfino oltreoceano, a New York, fin dalle prime luci dell’alba è stata unanime la protesta contro banche e palazzi del potere al grido: “Siamo tutti Greci! Tutta Europa diventerà una piazza, contro l’incubo neoliberista”. Intanto Atene brucia, e le strade notturne della capitale si affollano sempre più di nuovi clochard: intere famiglie costrette a vivere sulla strada, senza alcuna tutela e senza sostentamento, esposte al freddo ed alla neve. D’altra parte gran parte dei media greci, in vista delle prossime elezioni di primavera, auspicano il mantenimento politico dello status quo: pena la fuga all’estera dei capitali privati. Ma ci pare davvero triste e fuori luogo parlare di investimenti e spread, dinnanzi ad una macelleria sociale senza precedenti. Così accade che mentre Papademos ed il partito “Nuova Democrazia” festeggi l’ennesima tranches di aiuti da 130 miliardi di euro benedetta dall’Eurogruppo – accompagnati dal taglio di 1000 miliardi di debito dei Bot greci, e da nuove ricapitalizzazioni bancarie – il popolo è in rivoluzione. Ma forse è bene ricordarlo alla fine “Siamo tutti Greci!”. Gridavano così i migliaia di Italiani (giovani e meno giovani, e non solo Fiom) radunati nel pomeriggio a Roma dinnanzi all’ambasciata tedesca (foto).

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Atene: Eurogruppo, Troika e Merkel premono per l’austerity

    Sabato, Febbraio 11th / 2012

    – di Sergio Basile –

    Grecia / Crisi Ue / Austerity / Rivoluzione / Papademos / Merkel 

    Atene: Eurogruppo, Troika e Merkel

    premono per l’austerity

    Angela vuol mangiare il "Partenone"

    Atene – I Greci non si fidano più della "politica greca", come d’altra parte lo stesso Eurogruppo preme sui fedelissimi tecnocrati – Papademos & Co. –  affinché adempiano ai doveri per i quali nei mesi scorsi sono stati piazzati in cima all’Olimpo. Ma mentre il maggior sindacato di polizia prospetta ironicamente l’arresto dei tecnocrati per attentato alla costituzione, il popolo in piazza – che qualcuno vorrebbe delegittimare, e far passare per pericolose e violente frange di black block –  invoca la rivoluzione. Intanto la data fatidica del 20 marzo si avvicina, e la Grecia sarà chiamata ad onorare 14,5 miliardi di bond in scadenza. Il ministro delle Finanze greco, Evangelis Venizelos, in vista del voto di Domenica, ha promesso a Bruxelles austerità e privatizzazioni: sbirciando forse dal copione di Mario Monti.

      La folle ricetta greca: Austerity e Privatizzazioni in cambio di "distruttivi aiuti"  

    Ciò in cambio (o dietro minaccia: dipende dalla prospettiva) di aiuti Fmi da 130 miliardi e ad un accordo con i privati per il taglio di 100 miliardi di debito. Vedremo come reagirà Junker al prossimo Eurogruppo di mercoledì prossimo, dopo il caldo voto che dovrà imporre al provato popolo greco un ulteriore taglio di 325 milioni di euro di spesa corrente; il taglio del 22% sui salari minimi e 150.000 funzionari pubblici entro il 2015, nonché l’impegno scritto e perenne (qualcuno parla di ricatto) dei leader dei partiti a rispettare i piani anche dopo le elezioni di aprile. Come dire: imposta la bicicletta dovete pedalare. Intanto nelle scorse ore Angela Merkel ha parlato del presunto fallimento della Grecia come un “rischio incontrollabile” per l’euro. Proprio il panzer che da questa crisi sta avendo i maggior benefici in termini di competitività e che si rifiuta di porre in essere meccanismi alternativi di salvataggio per Atene. Meglio sarebbe forse fanne un unico boccone!? D’altra parte gli speculatori attendono di arricchirsi con le polizze anti-default propinate ad innocenti investitori.

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

     

  • La culla della civiltà, verso il fallimento

    Mercoledì, Febbraio 8th / 2012

    Troika / Crisi Ue / Grecia / Atene / Default / G20 / Nuovo Ordine Mondiale / Crisi / Now / Banksters / New Order World / Default / Corriere della Sera 

    La culla della civiltà, verso il fallimento

    La patria di Platone e Socrate verso un

    Nuovo Ordine Mondiale 

    Le grossolane bugie del G20 nel 2009

    Atene – Gli interessi dei politici interni alla Grecia e gli oscuri giochi esterni dei banksters mondiali dal 2007 ad oggi, stanno portando la patria ellenica sul baratro. La spada di Damocle sta per essere sfoderata. Da un lato Fmi-Bce-Ue (altrimenti dette “Troika”) hanno posto al Premier Greco, Lucas Papademos, condizioni precise e pesanti per poter continuare ad avere una linea di credito fondamentale per la sussistenza dell’ormai economicamente invalida Grecia, e dall’alto i partiti, i quali con poco senso di responsabilità continuano a rimandare importanti decisioni e favorire ingerenze esterne antidemocratiche. Se da un lato alla Grecia sono stati offerti 130 miliardi di euro, dall’altro sono stati richiesti 3,3 miliardi di euro come riduzione della spesa pubblica, che si dovrebbero tradurre in licenziamenti, tagli a infrastrutture e sanità, riduzione dei salari. Manovre che se potrebbero garantire la permanenza in area euro, potrebbero portare a un malcontento generale che i politici locali probabilmente non si sentono pronti a gestire. Che lo spirito dei Padri Saggi Greci guidi le scelte degli attuali politici e dei profeti del New Order World: gli stessi che nel G20 dell’aprile 2009 (vedi articolo “Corsera” in foto) parlavano di “fine imminente della crisi” a prezzo del pagamento di un trilione di dollari. Evidentemente o erano ubriachi o stavano mentendo. FF (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

  • La lunga lista degli euro-errori

    Mercoledì, Febbraio 8th / 2012

     Unione Europea / Grecia / Errori / tecnocrati / Bruxelles / Politica / Democrazia 

    La lunga lista degli euro-errori

    Aaa… Politica cercasi

    Bruxelles – Ad Atene si lotta e a Bruxelles si discute del sesso degli angeli. E’ l’amara constatazione che si può ricavare da quanto sta accadendo in Grecia. Non passa giorno che le tv mostrino persone sull’orlo di una crisi di nervi, vicini ad una rivoluzione civile. Tutti i giorni, molto più a nord, in particolare a Bruxelles, i vari portavoce rilasciano dichiarazioni tra il tecnico e l’umano su quanto accade nella perla del Mediterraneo. Da un lato tecnocrati indifferenti, dall’altro politici empatici. Una cosa è certa: tanti errori sono stati commessi nei “Sacri Palazzi”. Pochi errori sono stati riconosciuti alla finanza ed alle lobby spesso colluse con i tecnocrati. AAA cercasi la vecchia politica: del popolo e per il popolo. FF (Copyright © 2012 Qui Europa)

                    

  • Salvare Atene senza uccidere l’euro: qualcuno ci crede ancora

    Martedì, Febbraio 7th / 2012

    Crisi Ue / Grecia / Atene / Euro

    Salvare Atene senza uccidere l'euro: qualcuno ci crede ancora

     Usa ed Europa: pronti gli avvoltoi della speculazione

    Pressioni su Papademos di Merkel e Sarkozy: "Non ha scelta!”

    Atene – Da 150 a 250 miliardi di euro di passivo.. Queste le cifre deprimenti che, secondo alcuni analisti, con l’attuale piano di salvataggio della Grecia, voluto dalla Germania e dalla Troika (Ue, Bce, Fmi), il paese del Mediterraneo dovrebbe sobbarcarsi. Costi enormi che per oltre un decennio andrebbero ad affossare la ripresa del paese del Sirtaky. I problemi non sarebbero solo economici ma anche geopolitici, tenendo conto che il paese in questione è membro della nato e in una posizione geograficamente strategica. Eppure una soluzione ci sarebbe, come ci sarebbe anche per il Portogallo. La soluzione consisterebbe nell’ammortamento totale del debito, allo stato attuale circa 350 miliardi di euro, utilizzando il fondo salva stati. Questo debito verrebbe ripagato dalla Grecia in 50 anni con un interesse del 2%. Una soluzione fattibile e con impatti meno drammatici. Si spera che chi continua a marciare contro la Grecia e contro l’Europa stessa comprenda.. Intanto il tempo per l’approvazione della manovra lacrime e sangue in salsa allo yogurt è vicino. Il 13 febbraio Lucas Papademos chiederà la fiducia. Se entro questa data la Grecia non dimostrerà buona volontà all’arrivo al confine greco ogni turista potrebbe trovare il cartello “out of business “, ossia: chiuso per fallimento. Il lato drammatico è che a qualcuno la morte economica della Grecia potrebbe tornare utile. Chi certamente è in attesa sono gli speculatori statunitensi che al tempo dei derivati avevano anche emesso, forse profeticamente dei titoli denominati credit default swap, i quali avrebbero garantito un rimborso totale, in caso di default, grazie a una consistente polizza assicurativa. Non solo lo Zio Sam ma anche l’Europa, previdente ha acquistato circa 100 miliarti di questi titoli. Si ha l’impressione che tutto sommato a pochi convenga che la Grecia, entro domenica 13, faccia tagli alla spesa pubblica per un totale dell’1% del PIL e ottenga i finanziamenti, per mezzo dei quali potrebbe rimborsare i bond in scadenza. Intanto tutti i tecnocrati chiedono alla Grecia segni di ristrettezza dell’apparato pubblico. Nella fattispecie: il Fondo Monetario Internazionale chiede tagli del 15% agli stipendi dei privati mentre i paesi dell’Unione domandano produttività consigliando di aumentare l’orario di lavoro invernale. Juncker, capo dell’eurogruppo è ormai quasi certo del default, la Francia e la Germania auspicano una ripresa. Ma ormai il tempo è compiuto e la scure e pronta. Restiamo in attesa della sentenza…. Avvoltoi in vista e onoranze funebri ringraziano anticipatamente. FF (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Grecia -Troika: è scontro politico sull’austerity

    Lunedì, Febbraio 6th / 2012

    – di Sergio Basile –

    Ue / Grecia / Patto Fiscale / Austerity / Tagli / Troika / Debito / Partiti / Papademos 

    Grecia-Troika: è scontro politico

    sull'austerity                                                                             

    Partiti in rotta col governo Papademos

    e con i diktat  della Troika

    Atene – Nessun accordo è stato siglato nei giorni scorsi ad Atene tra i partiti greci. Nelle prossime ore giungerà la delicata decisione in merito alle riforme imposte dalla Troika (Ue, Bce, Fmi) in cambio della nuova tranche di aiuti internazionali. Ma qualcosa si è inceppato: in un regime di altissima pressione delle forse sociali, il premier tecnico Lucas Papademos dinnanzi alle ennesime misere di austerity ha trovato il muro della politica, eretto da sindacati, socialisti, popolari ortodossi, destra ed estrema destra. Forse sociali spaventate dallo scoppio di una violenta rivoluzione popolare, che sembra prossima. Senza i nuovi prestiti internazionali, la Grecia, d’altra parte, potrebbe fallire a marzo.  Tra le due alternative, a questo punto il default sarebbe la soluzione migliore. Il problema vero e che la finanza speculativa che ha ingenerato tutto ciò resta a guardare.

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)