Lettonia – Il premier pensa all’Eurozona mentre tutti scappano

Venerdì, Maggio 25th / 2012 

– di Silvia Laporta –
 
Lettonia / Riga / Unione europea / Valdis Dombrovskis / Estonia / Erozona / Euro / Crisi Ue / Polonia / Doland Tusk / Repubblica cieca / Erm  / Nessuno ha voglia di entrare nell'Eurogabbia / Polonia / Repubblica Ceca / Petr Necas / Partito degli euroscettici 
 
Il premier lettone pensa all'Eurozona 
 
mentre tutti scappano 
 
Impopolare uscita del premier  Vladis Dombrovskis:
 
L'Euro?  Sarà un successo!
 
Ma ci crede solo lui: secondo i sondaggi solo un lettone
 
su 10 vorrebbe aderire, oggi,  alla moneta unica

 

Riga – Nonostante la situazione di debito e crisi europea, il premier lettone Valdis Dombrovskis nelle scorse ore ha confermato l’obiettivo di voler entrare a far parte dell’Eurozona nel 2014. Lo annuncia in un’intervista all’agenzia francese Afp: «Abbiamo fissato questo obiettivo anni fa – ha detto Dombrovskis – e l'intenzione è ancora di entrare il 1° gennaio 2014». L’esempio  viene dalla vicina Estonia, l’ultimo stato ad aver adottato la moneta unica nel 2012, che nonostante il periodo di crisi europeo, è servito come collante per la stabilità economica e finanziaria del paese. Il premier lettone si aspetta lo stesso effetto nell’economia del suo paese, secondo cui la moneta unica "contribuirà ad attrarre gli investimenti riducendo di fatto i costi di transazione sui cambi". E poi "la nostra valuta è già ancorata all'euro, quindi perché non entrare?". Secondo Dombrovskis, giuridicamente parlando, la decisione di aderire all’euro sarebbe "onorabile", in quanto essa sarebbe stata concepita al tempo in cui la vicina Lettonia decise di aderire all’Ue.
 
  Dombrovskis: quel bizzarro mix di coerenza e follia  
 
Una prova di coerenza strepitosa, per non dire paradossale, in un periodo nero dove tutti i maggiori e seri osservatori internazionali considerano distruttiva la permanenza in una zona ormai destinata all'implosione. Inoltre – nota il coraggioso e "rivoluzionario" leader – "già dal 2005 il lats è legato all’euro, e questa ha significato per il Paese il poter tagliare costi aggiuntivi per cittadini e aziende. L’eurozona – continua – ci garantisce anche nelle situazioni di crisi, ad esempio per quanto riguarda i finanziamenti della Banca Centrale Europea". Ma a giudicare dagli effetti dirompendi della moneta unica sui Piigs, le parole del premier lettone sembrano essere state dettate da un pc, magari collegato agli uffici della Lagarde! Ma – battute a parte – nonostante le ottimistiche ed entusiastiche previsioni del capo del governo, un recente sondaggio effettuato dall’agenzia SKDS in Lettonia riguardo l’opinione dei cittadini rispetto alla moneta unica, rivela  che il 57% dei lettoni non approva l’idea di sostituire il lats con l’euro.  Ma il leader caro alla Troika dov'era? Era forse andato in gita a Francoforte?
 
 Trecentomila – Gli ultimi Lettoni sostenitori dell'euro   
 
Solo il 15% degli intervistati dal centro SKDS è a favore dell’ingresso nel 2014 della Lettonia nell’eurozona, anche se appena il 4% è totalmente a favore, mentre il restante 11% è “abbastanza” a favore. Fra i contrari, il 57% totale degli intervistati, il 30% si dice totalmente contrario, mentre il 27% si dichiara “abbastanza” contrario.Il 22% dei lettoni intervistati da SKDS è invece neutrale o indifferente sulla questione. Un sensibile abbassamento del gradimento della popolazione rispetto ai sondaggi degli anni passati, che rivelavano un’adesione più omogenea.Nel frattempo gli altri paesi dell’Europa dell’Est, non la pensano tutti allo stesso modo.
 
 Eurogabbia? Nessuno in Europa ha voglia di entrarvi  
 
La Polonia, ad esempio, non ha nessuna intenzione di accelerare i tempi e di abbandonare lo Złoty . Il primo ministro Donald Tusk ha detto in più di un'occasione che il suo Paese entrerà nell'euro "non prima del 2015". In realtà la Polonia non vuole essere contagiata dai problemi dell’Eurozona, un segnale che dovrebbe essere indicativo per i governi dei Paesi Europei che adottano l’euro, in quanto rappresenta un atto di “accusa” nei confronti della loro politica finanziaria e monetaria. E chi può dargli torto! Tempi altrettanto lunghi, se non di più, per la Repubblica Ceca, che ha rinviato a data da destinarsi l'ingresso nell'Erm II, il periodo biennale di preparazione all'euro. 70 cittadini su cento sono contro l’addio alla corona, solo 18 su cento vogliono l’euro, mentre il Premier Petr Necas,  ha chiarito che fino alla fine del suo mandato (2014) non è prevista un’entrata della moneta unica.
 
Silvia Laporta (Copyright © 2012 Qui Europa)
 
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