Qui Europa

Giorno: 6 Marzo 2014

  • Show in Syracuse – Renzi, il Duce, Forza Nuova e Grillo

    Show in Syracuse – Renzi, il Duce, Forza Nuova e Grillo

    Venerdì, Marzo 7th/ 2014

    – Vincenzo Mannello – 

    Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi" di "Qui Europa"

    Show in Syracuse, Vincenzo Mannello, Siracusa, Matteo Renzi, Striscioni obamiani, Istituto Scolastico Raiti, I have a dream, Ovra, Forza Nuova, M5S, Proteste, Camicie nere 

    Show in Syracuse – Renzi, il Duce, Forza Nuova

    e Grillo… Che confusione!

    Istituto Raiti: "Clap and jump" per Renzi e striscioni

    obamiani?

    Video in allegato: Renzi contestato a Siracusa

     

    di Vincenzo Mannello

    Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi" di "Qui Europa"

    Renzi a Siracusa

     A Siracusa arriva il direttore                                                                                    

    Siracusa – di Vincenzo Mannello – Ho aspettato alcune ore per metabolizzare i fatti ed i commenti relativi alla "visita" di Renzi agli studenti di Siracusa. Infatti l'evento, peraltro successivo a qualcosa di simile accaduto a Catania con quella di Napolitano, mi ha provocato un turbinio di ricordi d'infanzia e di "reimmaginazioni" storiche tali che ho dovuto rimettere ordine partendo dai fatti. La certezza, documentata in tutte le salse: Matteo Renzi, ultimo "uomo della provvidenza" in carica, giunge a Siracusa per "visitare" la scuola Raiti. Lo attendono, oltre autorità ,media e codazzi vari, circa 800 pargoli e pargoletti (tra asilo,elementari e medie) con i loro grembiulini e magliette multislogan perfettamente in ordine; con assistenti ed insegnanti pronti a disciplinare le coorti nei movimenti sia fisici sia canori (non mancava un folcloristico gruppo musicale in costume siculo con tanto di zufoli); tra domande dei più piccoli al limite della incoscienza ("perché hai fatto questo lavoro ?") striscioni obamiani globalizzanti  ("i have a dream") e palloncini volanti, il premier (rigorosamente in inglese, prego) ha pure goduto di un omaggio non concesso neppure a Napolitano : "Clap and jump" per Renzi (volgarmente tradotto in "arriva il direttore") è il canto di gioia che è risuonato per tutta Siracusa al momento dell'arrivo.

     Un tuffo nel passato…                                                                                               

    Discorsi e risposte del putto fiorentino rigorosamente in linea con la sua storia e con le promesse di cambiamento. All'uscita una cinquantina (cifra in verità molto deprimente vista la coalizione di protestanti) di appartenenti al Movimento 5 Stelle, ai disoccupati, ai precari e con la presenza di Forza Nuova ha contestato sonoramente Renzi… senza creargli alcun problema. I miei ricordi infantili (non so quanto possano fregare a chi legge ma forse sono utili per creare un paragone): dato che non c'ero (sono nato nel 1949) mia nonna materna, insegnante nel "ventennio", mi illustrava ove, a Messina, nella splendida piazza della Fiera di Massassina, a mare, sbarcò Mussolini tra una marea di gente entusiasta con, in prima fila, legioni di "figli della lupa, balilla e giovani italiani". Tra i quali, altrettanto in visibilio, partecipavano mia madre e mia zia con movimenti di gruppo degni del più geometrico disegno di massa, canzoni ed inni patriottici collegati a slogan sull'ineluttabilità del trionfo del Fascismo e del suo Duce.

     Accoglienza trionfale costruita?                                                                            

    Poi, rendendomi conto della sproporzione storica esistente tra i due personaggi, mi sono risaliti a galla ricordi più pertinenti, del mio asilo e della scuola elementare. Già, è vero, quando entrava il direttore ci trovava tutti in piedi e, con il sostegno degli insegnanti, rispondevamo alle sue domande dopo averlo accolto cantando la nota filastrocca, con tanto timore e reverenza. Ma i tempi cambiano. Forse alla visita di Renzi potrei associare quella di un "Provveditore agli studi" dell'epoca. Tutti in cortile, con i grembiuli in ordine, allineati e coperti….a cantare "il Piave mormorò…". Ricordo l'entusiasmo che pervase noi ancora imberbi: saremmo stati pronti a partire per difendere la Patria. Ovviamente oggi dubito che il Provveditore lo avremmo ritrovato al fronte. Oddio, siccome mi reputo persona (parzialmente) corretta una considerazione la evidenzio subito: sotto la bieca dittatura nessuno si era o si sarebbe permesso di contestare il Duce. Non ho mai capito, trattandosi peraltro di Messina e Sicilia ed avendo analizzato lo sbarco del 1943, se ogni dissenso fosse impossibile causa Ovra (il Kgb alla matriciana) oppure perché tutti si dichiaravano entusiasticamente fascisti. Fatto sta che Renzi ha realmente goduto di una accoglienza trionfale, almeno a scuola. Costruita o meno, "non lo so"….

     Acume politico che viaggia al contrario…                                                         

    Può davvero essere che la Raiti sia un istituto modello, con insegnanti ed alunni di lingua statunitense. Con ugole canterine di primo livello e con acume politico che viaggia al contrario….dai bimbi agli insegnanti. Pertanto Renzi può legittimamente prendere le distanze dalle vecchie cerimonie di regimele "camicie nere" erano fuori, addirittura in simbiosi con i populisti dall'antipolitica grillina. Signori, questa è democrazia : popolare, costituzionale ed antifascista.

    di Vincenzo Mannello

    Iniziativa di Libero Confronto "Pensa e Scrivi" di Qui Europa

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  • In memoria di Ilaria Alpi – Mi richiama talvolta la tua voce

    In memoria di Ilaria Alpi – Mi richiama talvolta la tua voce

    Giovedì, Marzo 6th/ 2014

    Comunicato Stampa di Nicoletta Vulpetti

    Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi" di "Qui Europa"

    Comunicato stampa di Nicoletta Vulpetti, Ilaria Alpi, Tragica uccisione, Mostra fotografica a Roma, MAXXI Corner D, 20 marzo 2014 Roma, Paolo Gennari Santori, il dramma della scomparsa di Ilaria Alpi, Traffico d'armi e scorie, il segreto di Ilaria, giornalista RAI uccisa, Mi richiama talvolta la tua voce, Gianni Lannes 

    In memoria di Ilaria Alpi – Mi richiama talvolta

    la tua voce

    Roma – A vent’anni dalla morte di Ilaria Alpi, una mostra 

    fotografica ne racconta la dimensione  più personale,

    dalla sua prima giovinezza alla tragica uccisione

    L'appuntamento – Roma, MAXXI Corner D, 20 marzo 2014

    Video in allegato

     

    Comunicato Stampa di Nicoletta Vulpetti

    Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi" di "Qui Europa"

    ilaria alpi - 1

     Roma – Una mostra fotografica dedicata a Ilaria Alpi                                      

    Roma –  Si inaugura il prossimo 20 Marzo presso il MAXXI Corner D, con il patrocinio della Regione Lazio e del Comune di Roma, la mostra fotografica dedicata ad Ilaria Alpi, la giornalista della RAI uccisa in Somalia nel 1994. La mostra, curata da Ludovico Pratesi, nasce nell’ambito della programmazione delle attività dell’Associazione Ilaria Alpi e fa parte delle iniziative promosse in occasione del ventennale della scomparsa della giornalista. La mostra si propone di raccontare Ilaria nella sua dimensione più personale, uno sguardo rivolto alla dimensione individuale di un personaggio il cui omicidio è ancora oggi uno dei grandi misteri del nostro Paese.

     Ecco com'era Ilaria…                                                                                                 

    Come era Ilaria, cosa amava? Com’è nata la passione per il mondo arabo e per l’Africa, e l’interesse per la realtà drammatica di luoghi come l’Egitto e la Somalia? Come svolgeva il suo lavoro? Quanto e come interferiva con la sua vita privata? Per rispondere a queste domande, Paola Gennari Santori narra attraverso una serie di 15 immagini fotografiche le tracce di una memoria personale, accompagnate dalle parole di personalità del mondo della cultura, dello spettacolo e del giornalismo vicine a Ilaria Alpi. Un lavoro di fotografia documentaria che si lega ad una raccolta di testi inediti, per comporre gli itinerari di  un viaggio esperienziale che unisce immagini e parole. Due punti di vista diversi ma complementari, per descrivere e restituire la complessità del mondo di Ilaria nella sua dimensione più intima, in un percorso che va dalla sua prima giovinezza fino alla tragica scomparsa, come sottolineato dal titolo della mostra, tratto dalla poesia Vicolo di Salvatore Quasimodo"L'obiettivo di questo lavoro – aggiunge Paola Gennari – era rendere la figura di Ilaria Alpi a tutto tondo, far trapelare dalle immagini la sua personalità, il suo vissuto, di donna, di giornalista, la sua passione per l'oriente, per i viaggi, per la politica internazionale, il suo impegno per la difesa dei  diritti delle donne, oltre che il dramma della sua scomparsa. "Ho voluto appositamente usare un tratto leggero, suscitare l'emozione con i dettagli della sua vita e dei suoi viaggi, seguire le sue tracce con tracce di ricordi che sedimenteranno col tempo".

    Comunicato Stampa di Nicoletta Vulpetti

    Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi" di "Qui Europa"

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      Allegato – Approfondimenti                                                                                

    Intervista di Gianni Lannes a Luciana Alpi,

    mamma di Ilaria

    Il silenzio è assordante quando si toccano affari di

    stati e multinazionali del "crimine legalizzato"

    da www.ilariaalpi.it

     

    Intervista di Gianni Lannes e Luciana Alpi

    Gianni Lannes - Intervista su Ilaria Alpi

     Morire così a 32 anni…                                                                                           

    Non si può morire a 32 anni con un colpo alla nuca senza che nessuno si chieda perché. Ecco, penso che qualsiasi genitore si possa immedesimare in noi”, ripete Luciana, madre di Ilaria, “la verità deve venir fuori per forza, si deve sapere. La giustizia deve fare il suo corso. E questa indifferenza da parte delle istituzioni e della giustizia ci ha molto feriti”. La signora Alpi centellina le parole: “Purtroppo devo dire che in noi la speranza è venuta meno, e pochissima è rimasta la fiducia in questa giustizia. Siamo molto grati al Gip, Emanuele Cersosimo, perché ha avuto il coraggio di non archiviare l’inchiesta, e addirittura, di indicare i 26 punti che ancora debbono essere approfonditi dopo tanti anni dalla morte di Ilaria”.

     Documento imbarazzante                                                                                     

    L’ombra dei nostri servizi deviati: depistaggi, omissioni, sparizioni, inquinamenti di prove, promozioni e trasferimenti; anche omicidi, come quello di Natale De Grazia, l’ufficiale di marina assassinato il 12 dicembre 1995, mentre indagava -per conto del magistrato Francesco Neri- sull’affondamento anomalo di 180 navi dei veleni nei mari italiani. Il capitano De Grazia aveva sequestrato, tra l’altro a casa di Giorgio Comerio, metà maggio del ’95 i progetti dell’Odm per l’inabissamento marino di siluri e droni – imbottiti di scorie radioattive – nonché l’occultamento illecito di rifiuti pericolosi in Somalia. Al «faccendiere Comerio, noto trafficante di armi», come viene definito da numerose informative del Sismi, era stato sequestrato anche il certificato di morte di Ilaria Alpi, in seguito sparito dal faldone 18 negli atti conservati dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria. Un atto di fine vita che neanche i genitori della giornalista (trucidata assieme al cameramen indipendente Miran Hrovatin con un’esecuzione mafiosa) hanno mai avuto tra le mani. Prima che l’inchiesta sulle navi a perdere fosse archiviata dal gip Adriana Costabile su richiesta del procuratore della Repubblica Alberto Cisterna (attuale vice capo della Procura nazionale antimafia, inquisito recentemente per una presunta collusione con la’ndrangheta), il sostituto procuratore Neri aveva stralciato gli atti giudiziari inerenti il duplice omicidio nonché il traffico di armi e rifiuti – trasmettendoli per competenza alla procura della Repubblica di Roma. La medesima procedura – ovvero il trasferimento al giudice Rosario Priore – era stata adottata in simultanea dai magistrati Pace e Neri, per le risultanze inerenti la strage di Ustica connesse al traffico di materiali nucleari strategici.

     Segreto di Stato                                                                                                         

    Nel 2002 alcune interrogazioni parlamentari – tutt’oggi senza risposta- sfiorano un nodo cruciale, ovvero la testimonianza del generale dei carabinieri Mario Mori, ora sotto processo per la trattativa Stato-mafia, insieme al colonnello Mauro Obinu. L’allora direttore del Sisde, appunto Mori, durante l’interrogatorio in Corte d’Assise d’Appello per l’omicidio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin,confermava l’esistenza di rapporti del servizio segreto civile nei quali si faceva riferimento all’organizzazione del duplice omicidio da parte di un gruppo di mandanti istituzionali. Al generale Mori il collegio della Corte d’assise chiedeva se intendesse rivelare la fonte delle notizie, ma l’alto ufficiale si rifiutava di rispondere, in forza, disse, dell’articolo 203 del codice di procedura penale, che consente al personale dipendente dei servizi di non rivelare i nomi dei propri informatori. Lo Stato italiano – nei vari Governi di centro destra e sinistra- non ha mai assunto iniziative affinché la ricerca della verità non fosse subordinata alle esigenze dei servizi segreti. Vale a dire ad una comoda foglia di fico dove occultare verità indicibili. Ecco gli atti. La senatrice Daria Bonfietti (interrogazione a risposta orale 3-00488, presentata il 5 giugno 2002), rivolgendosi al presidente del Consiglio dei Ministri osserva: «il generale Mario Mori, capo del Sisde nel corso dell’interrogatorio durante il processo per l’uccisione della giornalista Ilaria Alpi e dell’operatore Miran Hrovatin, si è avvalso di prerogative di legge per non rivelare la fonte di alcune informazioni di particolare rilevanza; che le notizie in questione potrebbero avere particolare importanza per delineare finalmente il quadro veritiero della responsabilità, dei complici e dei mandanti che hanno portato alla morte dei giovani cittadini italiani, si chiede di sapere se non si ritenga, considerando prevalente nel caso in questione l’interesse per la verità, di intervenire impartendo la disposizione ai responsabili dei servizi di offrire la più incondizionata, completa e totale collaborazione con la giustizia».

    ilaria alpi - 1

     L'Interrogazione                                                                                                        

    Anche i deputati Valter Bielli e Pietro Folena depositarono un’interrogazione (a risposta scritta numero 4-03128) il 5 giugno 2002: «il direttore del SISDE, generale Mario Mori, ascoltato nei giorni scorsi in qualità di teste, adducendo “motivi di sicurezza” ed appellandosi all’articolo 203 del codice di procedura penale, non ha rivelato il nome dell’informatore dei servizi segreti che, all’epoca, indicò i nomi di colore che, a suo giudizio, potevano essere considerati tra i probabili mandanti del duplice omicidio». Altri due onorevoli (atto numero 3-01046 datato 10 giugno 2002) – Pietro Ruzzante e Giuseppe Giulietti – chiamano in causa il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, per sapere, premesso che: «il procedimento giudiziario per la morte di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, assassinati a Mogadiscio il 20 marzo 1994, ha registrato con la deposizione del direttore del Sisde elementi nuovi, che potrebbero risultare determinanti ai fini dell’accertamento della verità, consistenti nel fatto che “fonti” ritenute attendibili dal servizio di sicurezza sono a conoscenza dell’identità dei mandanti del duplice assassinio; nella stessa deposizione ci si è avvalsi della facoltà di non rivelare l’identità della fonte per motivi di sicurezza; è venuta così a determinarsi una situazione per cui lo Stato attraverso il potere esecutivo conosce i presumibili assassini, ma rinuncia a perseguirli attraverso il potere giudiziario sottraendogliene la possibilità». Secondo i due parlamentari «siamo di fronte ad una lesione grave di diritti fondamentali rappresentati in primo luogo dalla necessità di rendere giustizia a chi ha perso la vita per garantire il diritto dei cittadini ad essere informati e realizzare così concretamente il diritto alla libertà d’informazione». A distanza di nove anni non è giunta alcuna risposta dai Governi alle predette istanze parlamentari, e neanche alle successive, come l’interrogazione a risposta orale numero 3-01331, risalente al 3 settembre 2002 a firma di Ruzzante, Giulietti e Caldarola.

     Commissione Insabbiatrice                                                                                 

    La Commissione Taormina è risultata vergognosa. I risultati finali sono stati di una volgarità senza limiti, offensivi verso Ilaria e verso tutti i giornalisti che si sono sacrificati per il loro lavoro” denuncia Luciana Alpi. Istituita di fatto nel 2004 termina i lavori nel 2006, secretando per disposizione del Presidente Carlo Taormina tutti gli atti significativi acquisiti per i prossimi 20 anni, grazie anche al silenzio dell’opposizione politica. Un paradosso tutto italiano: un organismo parlamentare nato per fare luce che invece oscura tutto. Qualche avvisaglia era già emersa nel 2005 in una intervista con Taormina – la registrazione audio del colloquio autorizzata dall’avvocato è inedita – nel suo studio di via Cesi, a Roma. Esattamente un anno prima della scadenza temporale dei lavori parlamentari, il Presidente Taormina aveva puntualizzato: “Ilaria Alpi e Miran Hrovatin erano in vacanza in Somalia. Sono stati uccisi nel corso di una rapina da fondamentalisti islamici”. Insomma, una tesi preconfezionata, come il teorema dell’agguato occasionale, l’auto clonata per tentare di dimostrare una dinamica balistica a base di spari da fucile mitragliatore e la scandalosa consulenza di Giancarlo Marocchino. Le perizie mediche hanno dimostrato inequivocabilmente che Ilaria è stata colpita alla testa da un unico colpo sparato a bruciapelo da arma corta. L’analisi del dna sui sedili del pickup ha provato che non era il sangue di Ilaria.

     Interessi Incrociati                                                                                                 

    La mamma di Ilaria non ha più dubbi: “Le resistenze sono enormi, perché si toccano interessi spaventosi. Il primo gesto che abbiamo fatto dopo la morte di Ilaria è stato andare alla Farnesina, al Ministero degli esteri, perché credevamo che fosse interesse nazionale sapere la verità. Abbiamo ricevuto tante promesse ma non si è fatto niente. Accertare la verità sulla morte di Ilaria vorrebbe dire riaprire il fascicolo delle infamie, delle illegalità commesse sulla cooperazione, sul traffico d’armi e di rifiuti tossici”. Il silenzio è assordante quando si toccano affari di stati e multinazionali del ‘crimine legalizzato’.

    Intervista di Gianni Lannes e Luciana Alpi, mamma di Ilaria

    da www.ilariaalpi.it

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    Strategia Debito/Pil – L'Ue bacchetta l'Italia e chiede più

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     – Il Premier da Siracura rilancia Jobs Act e Abolizione Senato:

       dalla storiella dei fondi europei non spesi alla realizzazione

       piena del Piano di "Rinascita Democratica" della P2

     – Alcune Domande agli europeisti italiani e al commissario Rehn

    Video in allegato

     

    di Sergio Basile

    Renzi - Piano di Rinascita Democratica - Siracusa

     Italia – Debito, disoccupazione e… propaganda in crescita                                              

    Siracusa, Roma, Bruxelles – di Sergio Basile – La Commissione europea, come prevedibile è tornata ad esigere di più dall'Italia e il motivo ufficiale è il solito, l'eccessivo debito pubblico. Pertanto è chiaro come il "Modello Grecia" dei nuovi supertagli sociali sia – malgrado le chiacchiere – il vero obiettivo dei mondialisti al potere per questo straccio di Paese chiamato Italia (vedi qui – Grecia, Confortevoli Campi di Concentramento per chi non Paga il Debito di Stato Illegale ). Infatti il punto nevralgico della "questione debito" non consta nelle cosiddette riforme (tagli, privatizzazioni, dismissioni, riduzione ancor più drastica del deficit spending) ma nel fatto che: 1) l'Italia è il Paese che paga più tasse al mondo; 2) l'Italia è il Paese con il tasso (congenito e drogato) di crescita del debito più alto (vedi usura da Fondo Salva Stati Permanente – MES e vedi Patto di Bilancio – vedi qui per approfondimenti – Dittatura UE  ) malgrado la pressione fiscale da dittatura stalinista. Segno inequivocabile che il cancro si chiama usura da iper-interessi bancari passivi sui titoli di stato e sull'emissione della moneta-debito della BCE. Il terzo punto di criticità (3) è ravvisabile nel fatto che l'Italia abbia perso da tempo la sua capacità di rappresentanza democratica diretta. Quindi paradossalmente l'utilma cosa di cui avrebbe bisogno, oggi, è un'ulteriore compressione della base di rappresentanza parlamentare, malgrado il Parlamento – vista la violazione pratica di tutti i maggiori principi costituzionali – sia diventato un organo puramente fittizio e inutile… Un retropalco per comparse.

     A chi giova la riforma del Senato? Alla P2                                                        

    In pratica i cittadini chiedono una cosa (giustizia e lavoro) e i politicanti ne inscenano un'altra, cioè mantengono senza vergogna e dignità alcuna, la candela ai banchieri. Ma c'è di più: questa volta essi pensano a riduzioni ancor più vergognose della rappresentanza politca mediante l'idea del "premier" non-eletto, di abolire il Senato. Sulla riforma del Senato "mi gioco la vittoria della mia scommessa. Se non saremo in grado di farla avremo perso anche se l'economia riparte". Questo è quanto ha dichiarato Matteo Renzi nelle ultime ore parlando con gli imprenditori (e gli studenti/professori) a Siracusa. Il Senato sarà abolito dunque! Questo l'accordo sull’Italiacum, la nuova legge elettorale, che per il momento presenta un sistema ancora bicamerale con una legge elettorale per una camera e una legge elettorale per un’altra. Ma badate bene, il problema non si chiama "Senato". Questo della riduzione del numero dei parlamentari – come molti ignorano – è uno dei punti fondamentali del programma rosso e massonico della P2 (made in Usa) stilato dal gran maestro Licio Gelli e chiamato "Piano di Rinascita Democratica" (vedi qui per approfondimenti – Vecchie e Nuove Ombre Coloniali – Da Dullas ai giorni nostri). Per chi avesse ancora dubbi sul reale significato della parola "democrazia occidentale"… Punto che potrebbe essere continuato ed attuato – in nome del risparmio e della spending review, e quindi ingannevolmente – proprio dall'ex sindaco di Firenze.

     Jobs Act e Modello Grecia                                                                                      

    Intanto la disoccupazione ovviamente sale e secondo le ultime (ottimistiche) stime ufficiali rese note stamane essa si sarebbe attestata al 12,9%. Ma l'impressione è che in effetti essa abbia abbondantemente superato la soglia del 40%/50%…  Secondo l'Istat "il numero dei dipendenti a tempo determinato e di collaboratori, è sceso a 2 milioni 611 mila, in calo di 197 mila unità in un anno (…) e gli occupati tra i 15 e i 34 anni in Italia sono diminuiti di 1 milione 803 mila unità tra il 2008, anno d'inizio della crisi (o meglio dell'inasprimento programmato di una truffa internazionalee il 2013 (fonte ANSA). La medicina del Ministro del Lavoro – sulla falsa riga dei precedenti illegittimi premier – non si chiama ancora una volta sovranità monetaria: Giuliano Poletti ha indicato come panacea il  jobs act. ''Promuovere gli investimenti delle imprese, ridurre il cuneo fiscale, migliorare l'efficienza del mercato del lavoro, ridefinire il sistema degli ammortizzatori sociali e sviluppare le politiche attive per il lavoro''. Soluzioni che senza la sovranità monetaria equivalgono né più né meno all'inasprimento del "Modello Grecia" ed ai suoi ovvi risultati (vedi ancora qui – Grecia, Confortevoli Campi di Concentramento per chi non Paga il Debito di Stato Illegale ).

     Propaganda all'istituto Raciti                                                                                

    La propaganda renziana – dall'Istituto Salvatore Raciti, di Siracusa, dove il neo-premier ha incontrato studenti e insegnanti, tra sorrisi e strette di mano – è poi andata avanti: "Mercoledì presenterò il piano casa (…) e presenteremo anche il Jobs Act e le misure per la scuola, misure che mettiamo tutte insieme per non incatenare i sindaci, ma scatenarli". Ottime premesse, ma (1) difficilmente realizzabili, visto l'aumento delle tasse previsto nel 2014; (2) si tratta, in aggiunta, di una soluzione fittizia perchè ancora una volta non tocca l'onnipotenza del sistema bancario e dei suoi guardiani d'oltreoceano, al quale Renzi – come visto – è legato a doppio filo (vedi qui – Il vero volto di Matteo Renzi, il pupo caro alla Casa Bianca ). Certo gli slogan sono ottimi (i consulenti pubblicitari di Renzi sono in gamba – vedi qui – La squadra Renzi, il Gruppo Rothschild e il Ritorno al Passato) "ci sono 2 miliardi per l'edilizia scolastica" – ma la coperta è e sarà sempre troppo corta….

    Renzi - Piano di Rinascita Democratica - Siracusa

     Misure shock?                                                                                                            

    "Misure shock o sprechiamo la ripresa – ha poi ripreso – mi prendono in giro perché annuncio una misura al mese, ma non c'è alternativa: o proviamo a fare misure shock di cambiamento (?) o sprechiamo la ripresa come abbiamo già sprecato la crisi". "Non parliamo mai più di tavoli – ha ribadito in un altro passaggio – perché se entriamo nella logica di aprire i tavoli non si riesce a dare sostegno neanche ai mobilieri. No tavoli, please, only e-mail". D'altronde (il massone) Walt Disney, tirato in ballo da Renzi stesso diceva: "La differenza tra i sogni e i programmi è una data…". Quale? Chi l'ha decisa? Sono questi i quesiti da porre a Renzi!

     La storiella dei fondi europei non spesi                                                            

    L' "uomo della provvidenza" del PD (che non sta per P2, ma per "Partito Democratico") ha poi tirato fuori dal cilindro la solita e "provvidenziale" storiella dei fondi europei non spesi (se ne parla da cinquant'anni…. che noia… ) ma ha omesso di dire che se l'Italia non versasse il suo miliardario obolo a Bruxelles e non passasse all'eurocasta il suo 3% del PIL senza averne nulla in cambio, l'Italia non si porrebbe neppure il problema dei fondi UE mal gestiti dalla casta. Il problema evidentemente sta a monte, ed è legato sempre a quella sovranità rubata di cui parlavamo all'inizio. "La questione dei fondi europei riguarda tutto il Paese – ha monito Renzi – ma al Sud ci può essere la possibilità di intervenire".

     Il futuro dei bambini e il modello Grecia                                                           

    La frase emblematica della giornata siracusana può sintetizzarsi nella rassicurazione finale di Renzi esternata dinnanzi ai bambini siciliani: "torno a Roma felice perché so di poter contare sui bambini di Siracusa!". Bambini, aggiungiamo, destinati a non avere un futuro, se Palazzo Chigi deciderà da copione di continuare a non affrontare mai l'evidenza: il delitto della sovranità rubata dall'Europa. Un'Europa che contestualmente, non contenta, è tornata a bacchettare l'Italia, pretendendo un'accelerazione ancor più brusca verso – ribadiamo – il "Modello Grecia": un Paese dove da mesi anche il sangue per le trasfusioni è diventato un lusso (vedi qui – Sangue – In Grecia è Emergenza )… tra il silenzio generale (vedi qui – Follia Grecia – Questa non è Austerity, sono Sacrifici Umani  qui – Siamo Tutti Greci – Vittime della “Democrazia” Europea ).

    Renzi - Piano di Rinascita Democratica - Siracusa

     L'Europa chiede nuovi sacrifici all'Italia?                                                        

    "L'Italia ha fatto progressi (???) verso il raggiungimento dell'obiettivo di medio termine" dei conti pubblici – ha dichiarato in una nota scritta l'Ue, imbeccata dal Commissario agli Affari Monetari, Olli Rehn – ma nonostante questo "l'aggiustamento strutturale per il 2014 appare insufficiente, soprattutto alla luce della necessità di ridurre il debito ad un passo adeguato (?) " (…) "L'Italia (nel gruppo dei peggiori dell'Ue, malgrado la tassazione da record del mondo: segno ulteriore che la strada intrapresa è semplicemente folle) ha squilibri macroeconomici eccessivi che richiedono uno speciale monitoraggio da parte dell'Ue che farà rapporto all'Eurogruppo sulle riforme italiane e a giugno deciderà ulteriori passi".  Tra gli squilibri, come detto nel preambolo: debito alto, scarsa competitività, aggiustamento strutturale insufficiente. L'analisi approfondita degli squilibri macroeconomici effettuata su 17 Paesi dalla Commissione Ue ha posto l'Italia in una lista nera assieme a Croazia e Slovenia, inserendola nel gruppo di Paesi dove gli squilibri sono considerati in assoluto i più disastrosi. E questo la dice lunga sulla bontà delle promesse renziane e sulla sua dissonanza cognitiva pratica tra parole e realtà. E la dice lunga anche sulle ultime rassicurazioni ("minacce") del ministro dell'Economia Padoan, che ha proposto un'intensificazione dei tagli alla spesa pubblica.

     L'Inganno del Rapporto Debito/Pil                                                                     

    Per l'Ue resta inoltre "una sfida, raggiungere e mantenere un avanzo primario molto alto – sopra la media storica – e una robusta crescita del pil per un periodo prolungato, entrambi però necessari a mettere il debito su un percorso discendente (?)". Ma anche in questo caso – e chi conosce i fondamentali dell'economia lo sa bene – ci si accorge del profondo inganno: come noto il limite del 3% del rapporto debito/Pil è un costrutto matematico assolutamente aleatorio e irrealistico. Infatti senza investimenti in economia (blocco dovuto al Fiscal Compact introdotto dall'UE e ai folli patti di (IN)Stabilità imposti ai comuni) il Pil  (misura che indica il denominatore della frazione) non può che diminuire essendo una grandezza che si evolve in funzione a variabili economiche come gli investimenti in infrastrutture e macchinari, il numero di imprese sul mercato e la loro produzione reale, il numero di lavoratori attivi, ecc… Pertanto – anche oltre certi limiti strutturali – è una grandezza limitata e che – nella migliore delle ipotesi – non può crescere all'infinito anche a causa di fenomeni fisiologici e  di altri correlati come la delocalizzazione delle imprese all'estero e la stessa automazione in sostituzione della forza lavoro. Mentre (quanto al denominatore del rapporto: il debito) gli interessi bancari gonfiati da spread e rating – e legati all'emissione della moneta-debito della BCE – fanno scoppiare il debito pubblico all'infinito (il numeratore della frazione tende quindi a più infinito). Di conseguenza – come denunciato dall'Osservatorio "Qui Europa" in altre sedi (vedi qui Il Vero Volto del Consumismo e l’inganno del Rapporto Debito/PIL ) l'impossibilità di rispettare il parametro deciso a Maastricht è una questione congenita all'attuale sistema usurocratico. Col sigillo della stessa Ue (vedi anche – Italia – Rehn e la Clausola dei “Non Investimenti”). Trattasi perciò di truffa legalizzata volta a giustificare dismissioni facili del patrimonio nazionale e altri allegri saldi… al fine di concentrare la ricchezza nelle mani di pochi eletti.

     Alcune domande per Olli Rehn e per gli europeisti italiani                         

    Allora si comprende come la proposta di Padoan sia matematicamente inaccettabile perchè diminuendo ancor di più la spesa senza frenare l'emorragia da interessi bancari sul debito pubblico, si pone in essere di fatto un qualcosa di assoltutamente assurdo, anacronistico, poiché si agisce con un impatto ancor più disinibitorio sul rapporto Debito/Pil (<  o =) al 3%, in quanto tale riduzione inibisce gli investimenti e quindi il PIL e fa aumentare ancor più il numeratore della frazione (come fotografato, sia pur "parzialmente" dalla stessa matrigna Ue). "Invitiamo il nuovo Governo ad affrontare gli squilibri che richiedono urgenti politiche e a fare le riforme per rafforzare crescita e occupazione" ha poi concluso Rehn. Ma il commissario – come tutta la cricca europeista che va da Berlusconi a Monti, dal presunto "uomo anticasta" Grillo a Renzi, e via dicendo – farebbe bene a meditare sul sistema dittatoriale europeo di cui è (sono) parte integrante e a chiedersi: ne vale davvero la pena? (vedi qui – Dittatura UE   ) A cosa è stata ridotta la dignità dell'essere umano? E' questo l'altissimo scopo delle menti illuminate di Bruxelles e Washington? Annienatre l'essere umano? Meditate europeisti… meditate!

    Sergio Basile (Copyright © 2014 Qui Europa)

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    Mercoledì,  Aprile 3rd/ 2013  – di Giovanni Antonio Fois e Sergio Basile – Atene, Grecia, Ue, Bce, Fmi, arsenico, Sascifici umani, Satana, euro manicomio criminale, MES, Atene, Germania, BCE, Nuovo Ordine Mondiale, Porcate mercatiste, Ferrovie e aeroporti privatizzati, troika, Industrie farmaceutiche, Bayern, Dio Moloch     Follia Grecia – Questa non è Austerity, sono Sacrifici Umani Non si […]

    Grecia, Confortevoli Campi di Concentramento per chi non Paga il Debito di Stato Illegale

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    Giovedì,  Aprile 25th/ 2013  – di Sergio Basile – Atene, Grecia, Ue, Bce, Fmi, euro manicomio criminale, MES, Atene, Germania, BCE, privatizzati, troika, Debito di Stato, Cella, Paradosso, Governo greco, Antonis Samaras, Ingiustizia, Morte di ogni principio democratico, Sant'Agostino, San Tommaso d'Aquino, Nuovo Ordine Mondiale, Kostas Karagkounis, Equitalia, EURSS, Campi di concentramento per chi non paga, Attica, […]

    Speciale QE – Vecchie e Nuove Ombre Coloniali dietro gli F35 – Da Dulles ai giorni nostri

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    Sabato, Luglio 20th/ 2013 – di Sergio Basile, Giovanni Antonio Fois e C. Alessandro Mauceri – F35, Stati Uniti d’America, Ministro della Difesa, Costituzione, NATO, Giovanni Antonio Fois, Sergio Basile, C. Alessandro Mauceri, Andrea Sarubbi, Giampaolo Di Paola, Colonialismo Usa, Mario Mauro, John Fitzgerald Kennedy, Commissione Warren, OSS, CIA, USA, Allen Welsh Dulles, Piano Dulles, Unione europea, John Foster Dulles, Angela Merkel, Nicolas Sarkozy, Sottomarini venduti […]