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  • Robot Monti: circuiti in tilt, zero cuore – L’uscita dal Tunnel è un Problema Culturale

    Robot Monti: circuiti in tilt, zero cuore – L’uscita dal Tunnel è un Problema Culturale

    Giovedì, Agosto 17th/ 2012

    – di Vincenzo Folino e Sergio Basile  –

    Italia / Debito pubblico / Nuovo Record Negativo / Crisi Eurozona / Bruxelles / Privatizzazioni / Meccanismo Europeo di Strabilità / MES  / ESFS  / IMU / Accise sulla benzina  / Mussolini / Agenzie di rating / Beppe Grillo  / Signoraggio bancario / Robot Monti / Keynes / Falsi profeti del liberismo / Umanesimo / Mago di Oz / Prostitute intellettuali  

    Debito, nuovo record negativo per Monti

    che pensa al taglio di altri 10 mld alle P.A.

    Robot Monti: troppi circuiti, zero cuore!

    E' una Guerra culturale: per uscire dal tunnel bisogna

    innanzitutto riumanizzare gli uomini e  sbugiardare i

    falsi profeti del liberismo

    Roma – Nel mese di giugno l'Italia ha segnato un nuovo record. Ma non fatevi ingannare, il riferimento non è alle buone prestazioni tenute dai suoi atleti alle Olimpiadi, o cose del genere; si tratta del nuovo record storico del debito pubblico italiano, che a giugno ha toccato la quota 1.972,9 miliardi di euro. A buon ragione si è parlato di "beffa", in quanto a pesare sui conti pubblici non sono solo gli interessi, ma anche il contributo ai cosiddetti Fondi europei di salvataggio: prese in giro chiamate Efsf (European financial stability facility) e MES (Meccanismo Europeo di Stabilità). Il che ha fatto sì che le maggiori entrate tributarie dei primi sei mesi dell'anno, con particolare riferimento all'Imu e all'aumento delle accise sulla benzina, che  hanno  ovviamente pesato (e peseranno non poco) sulle spalle dei cittadini – cioè sulle spalle di quello che una volta si chiamava popolo – non sono state in grado di incidere sulla montagna del debito che incombe sulle nostre teste e, come previsto e preannunciato da "Qui Europa",  sono state subito riassorbite. Come saranno – ovviamente – totalmente riassorbiti i 10 miliardi di euro (di tagli alle P.A. italiane) che nelle ultime Monti e Bondi avrebbero individuato ed annesso alla lista delle priorità per la crescita (?). Senza parole!

      Una domanda ricorrente  

    Molti lettori ci chiedono: ma a noi, allora, chi ci salva? Di certo non la nostra attuale compagine politica, per cui, forse, ha davvero ragione Beppe Grillo, il quale negli scorsi giorni, dalle pagine del suo blog, ha rievocato ironicamente Mussolini ed ha sostenuto: "chiudete il Parlamento. Camera e Senato sono ridotti peggio dell'aula grigia evocata da Mussolini; i parlamentari a larve di democrazia ben pagate", proponendo la diffusione su scala regionale di una sorta di moneta locale emessa a costo zero (eludendo il signoraggio bancario) sottoforma di buoni spendibili nelle singole regioni come surrogato della moneta. Grillo sarà anche un "moderno Savonarola", come paventato da molti suoi critici, ma certamente la sua è una provocazione, e come tale va inquadrata, focalizzando il fatto che tocca dei punti deboli, molto deboli, primo fra tutti quello relativo al ruolo che dovrebbe svolgere un Parlamento nazionale, ruolo che è, come dire, evaporato nel tempo. Ma non andiamo oltre su questi temi, che rimarranno comunque sterili se non verranno seguiti dalla consapevolezza e dall'azione della gente, dei cittadini, di coloro che vengono manovrati come burattini, senza averne, neanche minimante, cognizione. E' per tale ragione che tutti noi siamo chiamati a fare informazione. per contrastare la disinformazione dilagante di tv e giornali: efficace soprattutto su coloro i quali non utilizzano lo strumento del web. 

      Agenzie di rating e MES: due minacce da sventare  

    Inoltre, in questi giorni, sono due i temi che stanno facendo da sfondo alle zuffe tra pseudo-politicanti: quello relativo allo slittamento della decisione da parte della Corte Costituzionale tedesca sulla legittimità costituzionale del MES; e quello, che ritorna ciclicamente e invano, relativo alle agenzie di rating. Per quanto riguarda quest'ultimo punto, a pronunciarsi è stato questa volta Lorenzo Fontana, eurodeputato della Lega Nord, il quale ha affermato che "lo strapotere di queste agenzie è divenuto un elemento di non più tollerabile instabilità ed i mercati sono già sufficientemente in preda al caos. I casi Parmalat e Lehman Brothers, soggetti classificati con una tripla A e poi falliti, sono un chiaro esempio dei danni potenziali che queste agenzie possono causare; inoltre i legami poco chiari tra molte banche e le società chiamate a pronunciarsi sulla loro affidabilità si traducono in un colossale conflitto di interessi", e Fontana prosegue, "sarebbe il caso che l'Europa decidesse di istituire al più presto una propria agenzia".

       La trappola dei titoli del Debito Pubblico  

    Ma da parte nostra (ormai da 9 mesi a questa parte) sosteniamo linee più radicali:  per uscire dal tunnel non resta che rinazionalizzare Bankitalia, uscire dall'euro e rimandare letteralmente in pensione le "sole addomesticate" del rating,  riscrivendo nuove regole per la regolamentazione dei mercati, atte a tagliare le ali alla speculazione. Regole magari meno ingannevoli. E poi – d'altra parte – perchè continuare a dare così tanta importanza al finanziamemnto pubblico statale mediante titoli del debito pubblico. Perchè continuare a seguire la china del bedito indicata dallo stesso Mario Monti ai governi fin dal 1981? Keynes suggerì altre stade, ma i fanatici del mercato e delle privatizzazioni selvagge parlano altre lingue a noi incomprensibili, continuando a sostenere gli sporchi interessi dei padroni del mondo, senza mostrare alcun sentore di umanità.

      Una guerra culturale per un nuovo umanesimo  

    Forse il punto cruciale è proprio questo: riumanizzare l'uomo! Come detto, non è importante restare vivi. L'essenziale è restare umani. Quindi cari lettori, è un dovere morale isolare i politici che continuano a dire menzogne, disumanizzando la società. Ciò, senza lasciarsi abbindolare dalle solite promesse e dai soliti favoritismi strategici pre-elettorali. Chi vi promette qualcosa in cambio del voto (magari un aiuto economico, un improbabile lavoro, e via dicendo) ricordate che vi sta prendendo in giro. Bisogna avere (mai come in questo tempo oscuro) la levatura morale ed etica di rinunciare al denaro. Non possiamo più permetterci di essere merce di scambio, prostitute intellettuali. Questa è soprattutto una guerra culturale, prima ancora che economica e politica. E' vero, la crisi rende deboli, spinge a stringere compromessi, ma non c'è alternativa. Prima ci liberiamo di questi signori, prima l'Italia potrà rialzare la testa e risorgere. Il robot Monti questo lo sa bene, ma dimentica un particolare: nella  celebre favola del Mago di Oz (lasciando da parte il significato occulto ed esoterico dell'opera, che nell'idea dell'autore, il teosofista Frank Baum, rappresentava una sorta di cammico simbolico per gli illuminati, utilizzato anche per i programmi di controllo mentale Monarch) anche il robot di latta – pue essendo immortale, e pur non avvertendo il peso dei morsi della fame  – alla fine stanco di essere prigioniero di se stesso, andò alla ricerca di un cuore. Nella favola alla fine l'uomo di latta scopre di non averne bisogno, perchè già capace di amare: ma evidentemente non è il caso di chi ci governa. Non è il caso di noi poveri comuni mortali.

    Vincenzo Folino, Sergio Basile  (Copyright © 2012 Qui Europa)

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  • La “Banda Monti” e lo stupro dell’Italia: un crimine contro l’umanità – Bianconi insorge

    La “Banda Monti” e lo stupro dell’Italia: un crimine contro l’umanità – Bianconi insorge

    Lunedì, Agosto 13th/ 2012 

    – di Sergio Basile –

    Italia / Iperliberismo / Mario Monti / Svendita del Paese / Patrimonio Pubblico Nazionale / Maurizio Bianconi / Angelino Alfano / Ronald Reagan / Reaganomics / Castelli / Speculazione / Banche / Goldman Sachs / Setta / Pensionati / Palazzi nobiliari italiani / Fronte comune / Faraoni / Piramidi / Debito illegale / Sergio Basile 

    La "Banda Monti" e lo stupro dell'Italia:

    un crimine contro l'umanità

    L'insurrezione del pidiellino  Bianconi 

    Oltre 350 gioielli del Patrimonio Nazionale

    regalati alla speculazione per fingere di

    pagare un Debito illegale ed inestinguibile

     

    di Sergio Basile

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     La banda Monti e lo stupro dell'Italia                                                                    

    Roma – Con l'approssimarsi del Ferragosto, ormai possiamo dire che la festa dei settari fanatici del liberismo e dell'iperliberismo è giunta nella sua fase più calda ed attesa. Sono ormai centinaia, infatti, i palazzi storici dei più gloriosi e noti borghi italiani e delle città d'arte ad essere stati letteralmente gettati nelle tentacolari braccia degli speculatori. Centinaia di "gioielli" svenduti col pretesto (perchè di un assurdo pretesto si tratta) per fingere di ripagare un debito (illegale), che si autorigenera e che è stato gonfiato ad arte con le diaboliche armi della finanza, complici le istituzioni comunitarie (tutte) e la famigerata "Banda Monti". Ci sembra di rivivere, come una sorta di film horror, i capitoli più bui della celeberrima Reaganomics di Ronald Reagan, negli Usa degli anni Ottanta, dove una sorta di "pseudo-crisi" permise al governo Usa di trasferire – attraverso il solito copione ormai ampliamente rodato – l'80% della ricchezza statunitense nelle mani del 2% della popolazione. Ma evidentemente la fame dei padroni del mondo non ha mai fine! Anzi!

     Un crimine contro l'Italia e gli Italiani                                                                  

    Ma com'è possibile che oggi questo scempio sia stato provocato dinnanzi a migliaia di occhi "vigili" di giornalisti, politici, economisti e noti commentatori tv italiani? Semplice! La setta iper-liberalista ed i suoi arcani progetti e disegni sembrano aver trovato molti adepti che – pur di restar fedeli alla causa e di guadagnare la stima dei vertici di queste organizzazioni criminali e mondialiste – non hanno esitato a rottamare il proprio cervello e la propria coscienza. Nulla da recriminare e da far corregere dinnanzi agli abusi delle istituzioni comunitarie e del professor Monti (il nome premier, in questi mesi, non lo abbiamo volutamente mai usato). L'importante è ingenerare e promuovere la svendita dell' "oro" di famiglia. Non bastavano i migliaia di punti vendita "compro oro" spuntati come funghi in tutta la penisola per speculare sulla crisi indotta e succhiare il sangue a pensionati e disoccupati in difficoltà, costretti magari a dilapidare fortune economiche ed affettive (collane, fedi, bracciali o cornici) pur di sopravvivere all'imbroglio della "Banda Monti" e dei loro degni compari.

     350 Pezzi d'Italia "rubati" per colmare un debito illegale                              

    Davvero no! E allora via libera alla vendita "diretta" di antichi castelli, musei, casolari, palazzi nobiliari, caserme dismesse, ospedali, strade, ecc.. Circa 350 solo nelle scorse settimane, e per un valore corrispettivo di circa un miliardo e mezzo di euro. Una bazzecola, un buco nell'acqua: si pensi che oltre 40 miliardi l'anno sono gli interessi sul "debito fittizio ed illegale" che paghiamo alle banche degli strozzini. Per non parlare del 5-6% del nostro Pil che viene dirottato a finanziare Ue e MES. Senza dimenticare che il 40% delle risorse di bilancio nazionale vengono impiegate ogni anno in guerra e in diaboliche e vergognose guerre: anche contro popoli sovrani ed impunemente attaccati dagli Usa e dai suoi alleati. Vedi Siria di Assad. 

      La "Banda Monti"  stupra l'Italia                                                                          

    Una sorta di "prostituzione" forzata, di abuso, di violenza contro l'Italia, e proprio a ridosso del suo 150° compleanno. Un colpo di stato insomma! Ma d'altra parte, si sà! Vendere le proprie ricchezze in un periodo di recessione equivale ad un vero e proprio suicidio economico, finanziario e sociale. Un qualcosa di abberrante che molti giornalisti intervistati dalla casta dei media (Rai, Mediaset, La7, Sky, ecc..) hanno dall'avvio della calda estate, addirittura consigliato – in palese mala fede – come panacea per "Salvare l'Italia". Altri professoroni hanno addirittura consigliato di disfarsi delle succulenti ed ambite riserve auree nazionali (le terze del mondo). Come dire ad un padre di famiglia vittima di un furto – e mentre i ladri continuano a scorrazzargli di fronte, ed a svaligiargli le stanze con le mani nel sacco, impuniti, spavaldi e tra l'indifferenza delle guardie  – che per evitare di essere buttato in mezzo alla strada con tutta la sua famiglia (visto che d'improvviso si è trovato in stato di povertà) la cosa da fare immediatamente è vendere la sua casa (magari alle grandi società finanziarie della City e di Wall Street) per poter mangiare. Ma in che razza di Paese viviamo? Dov'è l'orgoglio nazionale?

     Un crimine anti-storico contro l'umanità                                                          

    Di sicuro c'è che siamo di fronte al più alto livello di immoralità mai toccato dai nostri pseudo-governanti. Che ne sarà infatti di quella famiglia finita sul marciapiede in stato di povertà, una volta che i soldi della "svendita" necessari per sopravvivere ai morsi della fame saranno esauriti? Risposta scontata anche questa: diverranno schiavi alla mercè dei capricci dei loro padroni. A completa disposizione dei burattinai e dei costruttori di questo sistema criminale  finanziario-mafioso. Saranno alla merce di chiunque possa garantire loro un pezzo di pane. Un dì, nel Dopoguerra, per combattere l'esclusione sociale e le sue connesse piaghe riconducibili alla povertà imperante ed alla distruzione (prostituzione, malaffare, criminalità organizzata, furti, omicidi e corruzione dilagante) il Parlamento legiferava attivamente per far risorgere gli Italiani, riuscendo a fare dell'Italia la settima potenza economica al mondo. Un'impresa titanica, per un Paese di 60 milioni di abitanti. Oggi, invece, con il pretesto dei tagli agli sprechi e della "crisi" creata a tavolino si legifera per aumentare il livello di esclusione sociale, criminalità e corruzione. Vergogna!

     L'insurrezione del Pdl? Bianconi contro Monti e Alfano                             

    Allora finalmente  – ogni tanto, anche per sbaglio, magari accade – qualche irrigimentata recluta del berlusconismo più cieco ed insolente (ricordandosi che a tenere in vita e legittimare la "Banda Monti" è oggi proprio il Cavaliere, con la sua maggioranza parlamentare e con ben 32 fiducie accordate)  illuminato da un tardivo ma pur sempre provvidenziale raggio di umanità ha osato – nella settimana appena conclusasi – "insorgere" contro ABC, ed in partocilare contro il suo segretario (Pdl) Angelino Alfano, reo – questa volta – non solo di aver continuato ad appoggiare il governo dei banchieri, ma di aver addirittura (udite udite) proposto la costituzione di un fondo immobiliare con gli immobili di proprietà dei MinisteriE' stato il caso del tesoriere del Pdl Maurizio Bianconi, che dopo aver inveito contro Alfano e le scellerate speculazioni in atto, ha definito Mario Monti come "il più classico degli strozzini".

      Monti?  Il più classico degli strozzini                                                                 

    Per Bianconi, infatti "l’idea di aggredire il debito mediante la vendita del patrimonio dello Stato, in questa circostanza, non rappresenta altro che il completamento dell’opera di Monti e dei suoi noti mandanti, mirata a rovinare l’Italia”. Secondo Bianconi il professore avrebbe in pratica toccato il fondo: “Monti  ha prima distrutto la produzione industriale, ridotto il reddito dei cittadini e contratto i consumi, ha fatto svalutare il valore immobiliare dei beni pubblici e privati, e poi ha svilito il valore delle aziende nazionali al solo scopo di procurare i soldi per pagare gli interessi a chi lo ha mandato a rovinare l’Italia”. “Ora – continua Bianconi – con il valore del patrimonio statale ridotto all’osso, Monti propone di mettere in vendita beni che neanche un anno fa valevano assai di più, con l’obiettivo evidente di svendere l’Italia ai suoi mandanti: la stessa manovra che si verifica nelle aziende private quando la ditta indebitata viene affidata all’avvocato degli strozzini”.

     Necessita un fronte comune: la politica dei carrozzoni è morta               

    Insomma, una cosa è certa, assodato che la politica è ormai morta, non resta che ammainare le vele dei partiti dei banchieri, uscendo in massa da queste piramidi di potere marcio. Pena, la certrezza di restare, come schiavi impotenti e con i giorni contati, a vedere lo spettacolo della nascita di questi nuovi faraoni del XXI secolo e delle loro infauste piramidi di vergogna. Pdl (e alleati), Pd (e alleati) Udc e Sel ci stanno portando alla rovina. E' l'ora della nascita di un fronte comune trasversale contro i falsi profetti ed i neo-colonizzatori dell'iper-liberismo e dell'anarco-capitalismo. E tu con chi stai con i banchieri o con gli Italiani? Decidi in fretta! In un prossimo futuro, presto, molto presto, potresti non aver più alcuna scelta. Dio, dall'alto della Sua immensa Misericordia vede e provvede, suscita in molti uomini sentimenti di giustizia. Tuttavia sta a noi dimostrare la più cieca e biasimevole indifferenza, lasciando che il male vinca, oppure decidere di cooperare con Lui al fine di cercare ogni giorno verità e giustizia, scardinando i piani diabolici dell'Avversario: il dio del denaro, della corruzione e di ogni ingiustizia. D'altra parte l'Italia è nostra madre. Non dimentichiamolo! Lascereste vostra madre nelle grinfie di una banda di approfittatori?

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Mercoledì, Luglio 11th/  2012 – di Silvia Laporta – Italia / Mario Monti / Crisi economica / Ecofin / Eurogruppo / Schettino / Elezioni politiche / Governo tecnico / banche / debito pubblico / Unione europea / 2013 / Fine mandato Mario Monti   Monti : "Non resterò dopo il 2013" Le perle di saggezza del professore […]

    Cari Amici, ecco come ci stanno prendendo per i fondelli

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    Mercoledì, Luglio 11th/ 2012  – di Sergio Basile – Unione europea / Eurogruppo / Eurovertice / Bruxelles / Bce / Banca centrale Europea / Francoforte / Italia / Mario Monti / Manuel Barroso / Fondi Anti-Spread / Fondo Salva Stati / MES /Klaus Repling / Disgrazie / Peso sui cittadini / Immobilismo sostanziale della Bce […]

    ABC, il Cavaliere e il Professore: “Nuovo Macello Italia S.P.A.”

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    Giovedì, Luglio 5th / 2012 – di Maria Laura Barbuto e Sergio Basile – Italia / Roma / Palazzo Grazioli / Politica / Vertice Pdl / Popolo della Libertà/ Alleanza Nazionale / Unione di Centro / Partito Democratico / Esecutivo / Larga Coalizione / Elezioni Politiche / Primarie / Crisi Economica / Silvio Berlusconi / […]

    2012 – Liberismo, Consorterie e Politica: Un groviglio da Districare

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    Mercoledì, Luglio 4th / 2012 – di Mario Luongo e Sergio Basile – Unione europea / Potere economico e potere politico / Liberismo economico / Diritti sociali / Diritti dell’uomo / Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo / Destra europea / CES / Sinistra europea / Sindacati europei / Trattato di Schengen / Partito popolare danese […]

    Crisi – Le colpe dei “profeti” del Liberismo

    Crisi – Le colpe dei “profeti” del Liberismo

    Mercoledì, Aprile 18th / 2012 – EDITORIALE di Franco de Domenico e Sergio Basile – Europa / Spd / Sigmar Gabriel / Liberismo / Liberalismo / Austerità / John Locke / Oscar Giannino / Bruno Leoni / Ibl  / Gaetano Mosca / Giovanni Agnelli / Luigi Einaudi / Bruno Leoni /  Mario Pannunzio / Giovanni Malagodi […]

  • Monti e Draghi: Orecchie da Mercante e Assurde Menzogne

    Monti e Draghi: Orecchie da Mercante e Assurde Menzogne

    Domenica, Luglio 5th/ 2012

    – di Sergio Basile –

    Italia / Roma / Francoforte / Crisi Eurozona / Spending Review / Europa / Propaganda imperislistica / Austerity / Mercati / Mario monti / Mario Draghi / Tagli lineari / BCE / Lettera / Berlusconi / Bersani / Casini / Rutelli / Vendola / Montezemolo / Finmeccanica / Eni / Enel / Finanza tecno-mafiosa / Menzogne / MES / SEBC / Privatizzazioni selvagge / Schiavitù / Britannia / Decreto Carli-Amato / Privatizzazione della Banca d'Italia / Smantellamento dello Stao Sociale / Napolitano / Movimento 5 Stelle / dictat dei banchieri 

    Monti e Draghi: Orecchie da Mercante e

    Assurde Menzogne 

    Draghi: spiana la strada all'amico liberista;

    Monti: auto-ricandidatura oltre il 2013;

    Italiani: topi in gabbia comunque vadano le cose

    Ma se la musica dovesse cambiare?

    E' Necessario fondare e pensare una Nuova Europa più

    umana e sociale, un'Europa dei Popoli

    L'Appello di "Qui Europa": No ad una Europa dei

    mercati e dei banchieri

     

    Roma, Francoforte – Quella di ieri a Roma e Francoforte è stata una giornata davvero strana, con dichiarazioni dei "Super Mario" nazionali da far accapponare la pelle, a dir poco imbarazzanti e fuori dal mondo. Il primo, quello chiamato a regnare sulla Bce (Mario Draghi) ha fatto intendere (a mò di ricatto) che se l'Eurozona vuole sperare di avere gli aiuti straordinari da parte della Banca Centrale Europea (acquisti diretti di titoli di stato del debito pubblico dei Paesi in difficoltà o attraverso MES e Fondo Salva Stati – EFSF) dovrà riuscire a convincere i cittadini dei Piigs ad accettare le rovinose e recessive misure di austerity: per l'Italia, in pratica, vorrebbe dire continuare ad accettare la "ricetta Monti", che poi è in fondo, la ricetta "Goldman Sachs" iniziata dallo stesso Mario Draghi sul piroscafo Britannia nei primi anni Novanta. Quindi il capo della Bce va ancora avanti, come se nulla fosse, cercando di spianare la strada agli amici "liberisti" (vedi Mario Monti) chiamati a svendere gli stati Piigs, rifiutandosi ancora una volta di attuare l'articolo 11 del SEBC (Sistema Europeo delle Banche Centrali) che autorizzerebbe la Bce al finanziamento diretto del debito statale nei casi di emergenza. Cio eviterebbe speculazioni sul debito: quello che ci sta affossando e che sta portando Monti a "svendere" la gloriosa e ricca Italia, come se fosse una vecchia carretta smarmittata. L’altro cosiddetto "Super Mario", cioè il professor Monti, ha continuato a sostenere, come un disco rotto, la sua bizzarra tesi secondo la quale "L'Italia non ha bisogno di aiuto, perchè ce la può fare da sola". Ma nessuno (neanche lui) ha ben capito cosa voglia dire questo, visto che questa presunta "auto-salvezza" sta passando per la dissimulazione (svendita forzata ed imposta) dell'intero patrimonio storico e immobiliare italiano: 20 miliardi l'anno dovrebbero essere alienati a speculatori esteri o falchi privati per consentire agli Italiani di "farcela da soli"; nonché sul totale e definitivo smantellamento dello Stato Sociale. Evidentemente la pazzia umana non ha limiti! Ma ancor più matti, evidentemente, sono i direttori dei giornali che danno spazio a queste emerite boiate! Ma il bello deve ancora venire. le vie alternative proposte dai due super-eroi sono 2. Udite udite.

     Monti-Draghi: per l'Italia alternative da manicomio criminale 

    La prima consisterebbe nell'utilizzo (comunque non immediato) del MES (Meccanismo Europeo di stabilità) un fondo finanziato (ovviamente sempre) dai cittadimi,  dotato di un proprio statuto e di personalità giuridica, più simile ad un vero e proprio "stato indipendente e sovrano" (anche se non eletto e legittimato da nessun cittadino europeo) che avrà poteri praticamente illimitati sulle finanze degli stati e sul livello del debito da imporre ai cittadini-schiavi; L'altra alternativa (Draghi in questo, nelle ultime ore, è stato chiarissimo) consisterebbe nel portare avanti la ricetta Monti oltre il 2013: evidentemente nel timore che gli Italiani alle prossime elezioni possano rinsavire e decidere di votare contro questa pazzia dell'austerity euro-tedesca e montiana che ci impone l'euro-casta dei banchieri. Pertanto, onde evitare sorprese (vedi incremento esponenziale dei consensi per il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo) meglio delegittimare quanti, in partenza, si oppongano (per ora il solo Grillo) a Monti e ai folli nazi-diktat dei banchieri.

      Se la musica dovesse cambiare?  

    Dicendo, magari, che uomini come Grillo fanno "innevosire i mercati". E ti credo! Se la musica dovesse cambiare e gli speculatori non dovessero più arricchirsi come sanguisughe (o vampiri)  alle spalle delle famiglie italiane i mercati sarebbero più che nervosi. Si incavolerebbero sul serio, per non poter più avere la legittimazione a "mangiare" sulle spalle degli Europei e dei cittadini Italiani onesti!

      La fondazione di una Nuova Europa "umana"  

    Peccato che nella nuova Europa che dovrà nascere non ci sarà posto per l'egemonia delle banche, della finanza e dei mercati. Questo baraccone infernale è ormai arrivato al capolinea mettendo in evidenza tutti i suoi diabolici e spietati limiti. Esso è destinato a fallire miseramente, ed i suoi ispiratori e servitori a scomparire vergognosamente tra le pieghe della storia. La nuova Europa dovrà per forza essere quella dei popoli e del rispetto della dignità dei cittadini e della sacralità umana e della vita. Pena la distruzione del castello europeo stesso. 

      Mario Monti: "Orecchie da Mercante"e "Assurde Menzogne"  

    Ma Mario Monti sembra fare ancora orecchie da mercante, continuando a blaterare le sue assurde menzogne in giro per l'Europa; e continuando a sostenere che "i mercati, e quindi gli speculatori, non comprendono appieno il significato delle riforme che sono state varate, come quella delle pensioni e del mercato del lavoro".  Quindi (autogol clamoroso del professore) è lo stesso ex consulente di Goldman Sachs ad ammettere che il primo a vedere nero il futuro dell'Italia è lo stesso suo governo. Un Paese – leggendo tra le righe delle stesse parole di Monti –  destinato, a quanto pare, in un modo o nell'altro, o ad essere venduto a trance come il baccalà  al mercato rionale, o ad esser dissanguato dalla Troika (Ue, Fmi, Bce) mediante commissariamento; oppure a dover accettare e finanziare a suon di tagli e tasse il dittatoriale MES, divenendo schiavo del "debito indotto" vita natural durante.

      Il Monti pensiero – Italiani? Topi in gabbia con le ore contate  

    Una cosa è certa: il professor Monti vede i suoi compatrioti, gli Italiani, come dei topi in una gabbia.  E come se non bastasse finisce indirettamente per legittimare l'operato dei famelici gatti (speculatori) che vi girano intorno aspettando il momento più propizio per divorare ciò che è rimasto. Ma la cosa tragi-comica è che la gabbia (Eurozona) l'hanno costruita proprio lui ed i suoi amici di Bruxelles, Francoforte e Berlino. 

      Monti:  auto-candidatura oltre il 2013  

    Quindi in effetti Monti ci sta dicendo – tra le righe – che senza di lui i mercati ci ucciderebbero. Senza ammettere però che con lui ad ucciderci ci penserebbero direttamente gli speculatori o la Troika (Ue, bce, Fmi). Perciò le sue parole equivalgono ad una indiretta autocandidatura a Palazzo Chigi anche per la prossima legislatura. Un invito a nozze per lo stuolo dei (suoi) fedelissimi cortigiani del neo-liberismo  (Casini, Fini, Rutelli, Montezemolo, Bersani, Vendola, ecc.. ) per la creazione, magari, di un unico listone di impresentabili.

      La Grande Orgia  

    Un'unica ammucchiata (pardon!) un unico governissimo, cosiddetto di "salute pubblica" (con l'ovvio benestare di Giorgio Napolitano) che completi il massacro sociale e segni la definitiva ed irrimediabile vittoria della casta sulla plebe (comuni cittadini) resa schiava; nonché completi il "Progetto di privatizzazioni del Britannia" iniziato da Draghi e Amato negli anni Novanta (con l'avvio delle imponenti privatizzazioni aziendali e la stessa privatizzazione della Banca d'Italia attuata dal vergognoso decreto "Carli-Amato"). D'altronde, sull'altra riva del Tevere, anche lo stesso Angelino Alfano giovedì scorso si è detto pronto ed aperto ad eventuiali soluzioni di "svendita" e privatizzazione degli ultimi gioielli di famiglia rimasti: Eni, Enel e Finmeccanica. Dopodicchè l'Italia sarà dcefinitivamente trapassata, morta, deceduta, defunta: e senza possibilità di resurrezione!

      I Disastrosi e "Beneamati" effetti della "Ricetta Monti"  

    Intanto è doveroso notare come con la beneamata ed acclamata (da casta politica e giornali di regime) "Ricetta Monti", il Bel Paese non solo primeggi in tutte le classifiche sulla "decrescita", sulla "disoccupazione" e sulla "recessione" rispetto agli anni passati, ma addirittura esso abbia peggiorato – malgrado tasse, IMU e austerity – la condizione del suo debito pubblico, pasato al 125% del Pil: più 5% rispetto al 2011. Ciò perchè, come più volte detto da "Qui Europa", il debito si autorigenera a causa delle speculazioni bancarie a prescindere da qualsivoglia manovra. Non si può contenere l'acqua in una vasca alla quale è stato tolto il tappo! E' folle il solo pensiero di poterlo fare! Ma per i giornali di regime va tutto bene. Per "TG cazzate 24" tutto va a gongie vele. d'altra parte ogni buon regime totalitario ha i media che si merita! Ed ogni popolo ha il regime ed i media che si merita! Meditate gente, meditate!

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Giovedì, Giugno 28th / 2012 – di Maria Laura Barbuto – Consiglio Europeo / Parlamento italiano /Italia / Roma / Bruxelles / Lavoro / Articolo 18 / Costituzione / Modifiche / Sindacati / Cgil / Diritti / Libertà / Welfare / Occupazione / Disoccupazione / Licenziamenti /Camera / Senato / Immigrazione / Emigrazione / Popolazione […]

    Decreto sul Lavoro: Passera accelera la riforma d’intesa con l’Ue e la Casta

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    Martedi, Giugno 19th / 2012 – di Silvia Laporta –  Italia / Decreto Sviluppo / Decreto Lavoro / Corrado Passera / Assisi / meeting internazionale economia / Parlamento / Unione Europea / sviluppo sostenibile / crisi / lavoro / economia / Project Bond / Grecia / Atene / Italia / Banche / Eurozona / Qui Europa / […]

    L’Appello di “Qui Europa” – Cara casta gli Italiani pagano troppe Tasse, è ora di Finirla!

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    Mercoledì, Giugno 6th /  2012 – di Silvia Laporta e Sergio Basile – Italia / Roma / Governo Monti / Tasse da record / tasse inique / Dittatura / Debtocracy / Casta parlamentare / Appoggio cieco al governo dei banchieri / L'Italia sta morendo / Corte dei conti / Giampaolino / Alfano / Bersani / […]

    Caro carburante – Accise e Speculazione annientano anche l’agricoltura

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    Martedì, Maggio 15th / 2012  – di Sergio Basile –  Italia / Crisi Ue / Agricoltura / Caro gasolio agricolo / Decrementi produttivi / Chiusura aziende / Confagricoltura / Guerre / Accise statali / Sviluppo economico / Settore Primario / Costo carburante fuori controllo / Speculazione / Zootecnia / Sottosegretario allo Sviluppo Economico / Claudio […]

    Passera: immagine di un governo allo sbando

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    Venerdì, Maggio 11th / 2012 – di Silvia Laporta –  Italia / Governo Monti / Corrado Passera / Ministro allo Sviluppo Economico / Parole contraddittorie / Mea Culpa / Recessione / Futuro Buio / Giorgio Napolitano / Elsa Fornero / Vittorio Grilli / Mario Draghi / Dimissioni  / Sbugiardati / Confindustria / Fiscal Compact / […]

    Contributi ai partiti: Italia, Record Negativo

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    Domenica, Aprile 22th / 2012 – di Mirella Fuccella e Sergio Basile –  Italia / Unione europea / Europa / Record / Finanziamento pubblico ai partiti / Casta tecnocratica / Giorgio Napolitano / Modelli europei / Controinformazione / Statistiche / Mirella Fuccella / Sergio Basile / Francia / Germania / Regno Unito / Spagna / Elite politica […]

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  • Germania – La Bild fa chiarezza sulla Crisi e sulla Dittatura Tedesca

    Germania – La Bild fa chiarezza sulla Crisi e sulla Dittatura Tedesca

    Sabato, Agosto 4th/ 2012

    – di Silvia Laporta – 

    Eurozona / Germania / Berlino / Merkel / La Bild / Hollande / Draghi / Eurozona / Banche / Moneta unica / Friedrich Sell / Hans Werner Sinn / Financial Times / Bulgaria / Fondo Monetario Internazionale / Piigs / Informazione / Crisi economica  / Euribor / Target 2 

    Il  quotidiano tedesco Bild fa chiarezza sulla

    crisi dell'Eurozona

    Il tabloid tedesco mette l’accento sul ritorno indotto

    che la Germania ha dalla crisi europea e dall'euro

    I moniti di Hans Werner Sinn e Friedrich Sell: ipotesi

    ritorno temporaneo alle "monete nazionali" per

    sfuggire dall'Eurogabbia

    Berlino – Si alza a gran voce il coro degli euroscettici, anche in Germania! Hans Werner Sinn, uno tra i più autorevoli e popolari economisti tedeschi, insieme a Friedrich Sell, sferrano un aggressivo attacco all’Eurozona, dalle colonne del Financial Times. Due fra le voci più ascoltate nel recente dibattito – più che infervorato – sulla crisi, in Germania. I due economisti credono che l’unità dell’Eurozona, potrebbe essere temporaneamente spezzata per consentire ai Paesi in difficoltà di recuperare competitività e rimettersi al passo dei grandi. L’idea di fondo – dicono gli autori –  è fornire ai paesi uscenti lo status di membri associati, consentendo di adottare temporaneamente la loro moneta con l’opzione di rientrare nell’euro in seconda fase”. Affermazioni queste che nelle scorse ore, ovviamente, hanno trovato  in completo disaccordo Mario Monti, Mario Draghi, Francoise Hollande, Angela Merkel e tutto il baraccone europeo!

     La Bild getta la maschera  

    Ma è proprio La Bild – tra i più letti tabloid tedeschi – a spiegare dalle sue colonne il perché di questo disaccordo: “ Berlino non paga soltanto perché con i bassi tassi d’interesse ad avvantaggiarsi massicciamente sono i consumatori e lo Stato”. Insomma un vero e proprio investimento sulla crisi; un'ingiustizia che "Bild" è finalmente pronto a smascherare.  Grazie a questo scenario, la Germania, ha guadagnato in 3 anni fino a 100 miliardi di euro! Per non dimenticare gli enormi vantaggi – esaminati nelo specifico da "Qui Europa" – indotti dal tasso Euribor e dal Sistema dei pagamenti interbancari "Target 2" (vedi articoli in allegato). Una vera e propria manna dal cielo per i banchieri tedeschi, ai danni dei partner europei e soprattutto dei Piigs (Portogallo, Irlanda, Italia, grecia e spagna). In un sistema definito da "Qui Europa" e da alcuni autorevolissimi osservatori internazionali (Giulietto Chiesa, per citarne uno molto autorevole) con l'appellativo di "Nazismo Bianco". Come scordare infatti l'altra faccia della medaglia? Interi stati economicamente e finanziariamente dissanguati e distrutti; intere popolazioni poste sotto vergognose forme di schiavitù economiche e sociali (si pensa per oltre 20 anni o più: se passa il MES); emarginazione e povertà dilaganti; suicidi quadruplicati in pochi mesi e migliaia di aziende fallite. Tutto perchè? Per prostrarsi ad adorare un dio euro costruito ad immagine e somiglianza della Germania e dell'euro-casta dei banchieri e dei loro fedelissimi sudditi.

      Una guerra mediatica   

    Il rapporto tra informazione e andamento dell’economia, infatti, non è poi cosi svincolato come si potrebbe pensare e come dimostrato in centinaia di articoli dal nostro osservatorio. Se le notizie venissero riportate nella loro dimensione più veritiera, sicuramente la strada per uscire dalla crisi sarebbe molto meno ripida. Per esempio, ci troveremo sicuramente in uno scenario diverso, se le agenzie di rating, avessero diffuso le reali informazioni circa l’affidabilità di determinati strumenti finanziari! O non avessero fatto sciacallaggio sugli stati più in difficoltà dell'Eurozona. Certo, qualcuno a Bruxelles – è bene riconoscerlo – ha dato loro mano libera e piena legittimità! La colpa maggiore è quindi proprio dell'Unione europea. Ed è per questo che il popolare quotidiano tedesco ha deciso di informare i cittadini e in generale l’opinione pubblica, circa le ragioni della crisi e le conseguenze  che spesso e volentieri vengono assolutamente celate, al fine di coprire i vari orrori economici che pesano sulle nostre spalle.

      Un'Europa Made in Deutschland   

    Basta negare le responsabilità di alcune nazioni e delle loro banche e i vantaggi conseguiti con l’unione monetaria e con la crisi indotta (e fittizia) del debito; perché si tratta di veri e propri vantaggi delineatisi sulle spalle del popolo ormai diventato schiavo. Un esempio lampante è la Grecia. La Germania trae parecchi vantaggi dall’inclusione del Paese ellenico nell'Eurozona. Cioè vive di rendita sulla carcassa di uno tra i più deboli Paesi "cosiddetti Piigs" dell’Eurozona: beneficia, per esempio, di un cambio più debole rispetto a quello che avrebbe avuto mantenendo il marco tedesco; avvantaggiandosi cosi nelle esportazioni fatte fuori dall’Eurozona. Inoltre i tassi d’interesse più bassi favoriti dall’euro nelle nazioni del Sud, hanno spinto la gente ad aumentare i consumi indebitandosi ed acquistando cosi, più prodotti made in Germany. Come un clamoroso tilt delle bilance commerciali interne, incapaco di pareggiare la situazione e quindi penalizzate oltremisura dal Sistema target 2 (vedi approfondimenti negli articoli in allegato).

      La gravissima Gaffes della solita Merkel  

    E di fronte a tutta questa situazione, a coraggioso quanto doveroso outing di "Bild" che avviene? Semplice, il Panzer Merkel fa una delle sue solite e imperdonabili gaffes. “Fate come i Bulgari!” ha proposto ai Greci. L’esempio di virtù riportato dalla Merkel è quello di una nazione che, dopo aver passato anni di crisi ed estrema povertà, è riuscita a rientrare nell’Unione europea “grazie” al Fondo Monetario Internazionale. Peccato però, che sia la nazione più povera d’Europa, e che sia stata da questo dissanguata completamente. Paese oggi in coda a tutte le classifiche europee sullo sviluppo e la ricchezza, con un reddito pro capite di 11 mila euro annui, mancanza di infrastrutture per la mobilità;  carte di credito ancora rare e Bulgari costretti ad emigrare per sopravvivere! Un bell’esempio incoraggiante da proporre! Ma soprattutto, un quadro di come ci vorrebbe Angela Merkel: tanti schiavi, poveri e svuotati della propria dignità.

      I Tedeschi insegnano  

    Una Europa di nomadi in cerca di improbabili fortune all'estero. Ma la stessa Germania (intesa come cittadini tedeschi) è un esempio di come le cose possono essere ancora cambiate, ma soprattutto di come l’informazione vada pari passo con il futuro e la salvaguardia dei cittadini. La stampa italiana e i TG – oggi in maniera pressocché totale asserviti a questo sistema totalitario e schiavista –  dovrebbero imparare molto da ciò! E i Tedeschi, questo – soprattutto quelli già vittima dell'austerity – lo hanno capito benissimo. Non dimentichiamo, ad esempio, che il destino stesso del dittatoriale e liberticida MES (Meccanismo Europeo di Stabilità, ribattezzato "Morte Europea Sicura") è stato messo in dubbio proprio da cittadini tedeschi ricorrenti presso la Consulta di Berlino. Forse dovremmo imparare di più dai Tedeschi e affidarci meno ai "professoroni" italiani, alla Monti o alla Prodi. Che dite?

    Silvia Laporta (Copyright © 2012 Qui Europa)

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  • Dittatura MES: la Germania dice No alla licenza bancaria, pagheranno i cittadini

    Dittatura MES: la Germania dice No alla licenza bancaria, pagheranno i cittadini

    Giovedì, Agosto 2nd/  2012

    – di Silvia Laporta e Sergio Basile – 

    Eurozona / Vertici Ue / Monti / Hollande / Crisi economica / Bce / Merkell / Germania / Esm / Fondo salva stati permanente / Barack Obama / Palazzo Chigi / Democrazia / Radio Uno / Eurozona / Austerità / Mario Draghi / scudo anti- spread 

    MES: la Germania indietreggia, No alla licenza 

    bancaria per fronteggiare il debito

    dell'Eurozona

    Le famiglie italiane ed europee provvederanno a

    finanziare il dittatoriale MES con tagli e tasse

    Monti – Hollande – Obama – Merkel: un pò di sano teatro

    in attesa della decisione della Consulta Tedesca

    sulla legittimità del MES

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Parigi – Quella di Martedì scorso è stata una giornata alquanto positiva per il nostro premier Mario MontiIncontratosi con il presidente francese Francoise Hollande a Parigi, ha discusso circa i problemi e le presunte soluzioni da intraprendere per il "bene dell’Eurozona" e dell'euro, fissando un appuntamento per un formale ennesimo vertice bilaterale a dicembre. In mattinata, in preda ad una indecifrabile euforia, si era addirittura sbilanciato intervenendo in diretta in un programma radiofonico su Radio Uno, dicendo : “Ci stiamo avvicinando alla fine del tunnel, intravediamo una luce”. Ma probabilmente doveva trattarsi di un messaggio in codice: non c'è altra spiegazione razionale! Peccato, infatti, che a questa farlocca, impossibile e pretestuosa “fine del tunnel” il popolo italiano troverà soltanto una gabbia, una trappola dalla quale non potrà più uscire. E forse era proprio questo a rendere così felice il professore. 

      Vogliono salvare l'euro sulla pelle dei cittadini   

    Ma da notare come, sempre Martedì, mentre il professore si trovava faccia a faccia con il collega Francoise Hollande,  sia giunta a Parigi con tempistica svizzera una notizia "inattesa" ma comunque già caldeggiata in tempi non sospetti dallo stesso panzer tedesco, Angela Merkel: la Germania non fornirebbe la licenza bancaria all’Esm (o Mes). Cioè non avallerebbe la possibilità per il celeberrimo Fondo Salva Stati Permanente (di cui più volte vi abbiamo indicato i caratteri negativi ed estremamente dittatoriali) di avere accesso immediato alla liquidità illimitata della BCE. Cosa quest'ultima che – evidentemente – eviterebbe al famigerato MES di finanziarsi salassando i contribuenti europei. Cioè eviterebbe di incrementarsi e vivere alle spalle (in quota) anche delle famiglie italianeMa in tal modo la "stretta" dei padroni della Germania e dell'euro-casta sui servi, evidentemente, si allenterebbe, e poi (elemento molto pretestuoso) in tal senso alcuni leaders (tra i quali la stessa Merkel) hanno notato ed obiettato che così facendo (cioè utilizzando direttamente gli euro della Bce) si aggirerebbe il vincolo del Trattato di Lisbona, che vieta alla BCE, in condizioni normali, di finanziare direttamente gli stati membri (Art. 123). Ma perchè barricarsi ancora impietosamente dietro questo dogmatico Trattato?

      Una amnesia nociva alle famiglie italiane   

    Ma d'altra parte i leaders europei e la stessa Merkel sembrano soffrire di una strana forma di amnesia e di non ricordare che il finanziamento diretto del debito statale da parte della BCE sarebbe previsto nei casi di emergenza (e questo che viviamo è un contesto di emergenza estrema) dall'articolo 11 del SEBC (Sistema Europeo delle Banche Centrali). Perciò la via più corta scelta dagli euro-padroni dei popoli europei (in un continuo teatrino di responsabilità, volto allo scaricabarile) anziché decidere di far intervenire in maniera indolore la Bce, è quella di continuare a fare il gioco della speculazione, continuando a tenere aperto il rubinetto del finanziamento "intermedio" dei privati e – quindi – spalancando la porta alla speculazione sul debito.

      L'Eroica opposizione legale dei cittadini tedeschi  

    Il MES – e con esso il sedicente "Scudo Anti-Spread", ricordiamolo – entrerà in vigore, salvo imprevisti, il prossimo 12 Settembre, ovvero dopo che la Consulta tedesca ne avrà eventualmente valutato la costituzionalità. Poco tempo fa, infatti, un  gruppo di cittadini  formato da professori, avvocati e  attivisti, avevano portato, davanti alla Corte Costituzionale, un ricorso circa la conformità costituzionale del MES. Cittadini che ci hanno visto lungo e che stanno tentando l'ostica strada "legale" per ribellarsi alla conseguenze che seguiranno alla ratifica del trattato e del suo statuto: stanchi di pagare il prezzo della crisi e le conseguenze amare dell'austerità che oggi colpisce indiscriminatamente anche gli stessi cittadini tedeschi, a vantaggio dei banchieri tedeschi.

      Ue-Usa – Un pò di teatro non guasta  

    La decisione di Angela Merkel – a detta di Monti ed Hollande – sarebbe giunta come un fulmine a ciel sereno sull'Eliseo, innescando un allarme avvertito fino agli Usa: dove Barack Obama, sempre più in "tensione" per gli esiti della crisi dell’Eurozona (che per ora, tuttavia, vista la situazione sta tornando utile alle banche d'affari Usa) si è subito apprestato a contattare Roma, chiedendo garanzie sul fatto che la difesa della moneta unica resti di fatto l'obiettivo primario e costante dei leaders europei; e che tutte le misure (misure-gabbia) decise nel vertice del 28 e 29 Giugno, possano essere attuate in breve tempo. 

     Tagli e Tassazione per finanziare i folli MES e Scudo anti-spread 

    Davanti a questa situazione Mario Monti e Francoise Hollande hanno confermato il mandato pieno alla Bce di Mario Draghi, omettendo però di ricordare agli europei – come detto – che non sarà la Bce a tirar fuori la provvidenziale grana per coprire i debiti fittizi degli stati, ma bensì la Bce sarà soltanto l'organo deputato a controllare e gestire il MES: fondo autonomo i cui fabbisogni finanziari di copertura saranno ovviamente garantiti dal Pil degli stati, pro-quota: cioè da noi cittadini tramite la tassazione e i tagli alla spesa. Tagli, inutile dirlo, operati con la disastrosa e pretestuosa Spending Review.

     UE-MES: Pura Dittatura! 

    Ma la cosa ancor più grave e vergognosa è che se l'Italia e gli altri Paesi in difficoltà non si impegneranno a ridurre il proprio debito (debito tra l'altro illegale ed auto-rigenerante) per 40 miliardi l'anno, potrebbero perdere anche il diritto di voto alle elezioni. Dittatura pura! Il politico Hitler, a confronto, era un vero dilettante!

      L'Ultima speranza dei cittadini dell'Eurozona  

    La pretestuosa parola d'ordine, come detto, è: “far di tutto per salvare l’euro” e mettere in pratica le misure decise il 28 e il 29 Giugno inerenti all'entrata in funzione dell'ingannevole scudo anti-spread. Quindi, per ora, non ci rimane – paradossalmente – che sperare in un no categorico della Consulta Tedesca al MES e – di conseguenza – al suddetto scudo, sperando che i cittadini tedeschi non mollino nella loro eroica e nobilissima attività di contestazione verso forme e misure economiche così palesemente inadatte e anti-democratiche.

    Silvia Laporta, Sergio Basile  (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

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    – di Silvia Laporta –

    Crisi economica / Bce / Mario Draghi / agenzie di rating / Disoccupazione / crisi del settore della costruzioni / Mario Ciaccia / Ministro delle Infrastrutture / Banca d'Italia / Usa / Cassa Integrazione / debito illegale / Fillea / Filca / Feneal / Patto di Stabilità  / Parlamento / Fiscal Compact  / Barzelleta / Giuliano Amato 

    La crisi pilotata continua a mietere vittime:

    meno mezzo milione di posti di lavoro 

    Illusioni di Bankitalia: la recessione finirà nel 2013

    L'ipocrisia della casta e la trasformazione latente

    dello stato di benessere, suggellata dalla ratifica 

    del Fiscal Compact in Parlamento

    La Barzelletta di Amato "consulente agli sprechi"

    Roma – Tempi duri. La disoccupazione è salita pericolosamente all’11 % – secondo stime ufficiali: anche se ci sono regioni dove è addirittura al 50% – e aumenta il ricorso alla Cassa Integrazione, scendono le retribuzione reali, si flettono i consumi, i debiti aumentano e prosegue la fuga di capitali stranieri. Ne abbiamo parlato mille volte della crisi "pilotata" e dei suoi effetti trasversali sulla vita dei cittadini, uniche vittime di un debito illegale ed immorale che i media continuano a trattare nella stragrande maggioranza dei casi con un'aurea di "normalità" davvero sconcertante. Il prezzo da pagare sta diventando troppo alto e, giorno dopo giorno, cresce l’insofferenza e la frustrazione. 400 mila posti di lavoro spazzati via nel settore delle costruzioni, mezzo milione contando gli indotti. Per denunciare l’inadeguatezza dei provvedimenti governativi a riguardo, i sindacati di categoria, hanno organizzato un presidio sotto il ministero delle Infrastrutture, per ottenere perlomeno un tavolo di confronto in cui, il vice ministro Mario Ciaccia, si dice intenzionato all’apertura e alla trattativa per il rilancio. Un modesto risultato teorico che però, se non sarà affiancato anche da un tornaconto pratico, vedrà l’economia del settore delle costruzioni pericolosamente in ginocchio.

      Intanto la Camera ratifica il recessivo Fiscal Compact  

    Intanto, mentre tra il compiacimento della maggioranza del Parlamento, stamane, si è giunti – in un'aula decimata dalle assenze – alla ratifica dello scellerato e recessivo "fiscal compact". Lo stesso sventurato provvedimento rinviato dai Tedeschi; per far ripartire il settore, i sindacati ripropongono la piattaforma unitaria della manifestazione nazionale dello scorso 3 Marzo, sottolineando che in questi mesi il governo non ha dato un’adeguata  risposta in termini di crescita e tutela sociale; ma, nel frattempo, la situazione di crisi  ha continuato a dilagare indisturbata. 

      La proposta dei sindacati  

    La piattaforma unitaria sollecita una politica di rilancio delle infrastrutture che si concentri su obbiettivi prioritari condivisi. Il pacchetto di proposte inizia con il varo di piani di intervento sulle città, gli incentivi per la messa in sicurezza del rischio sismico e per il risparmio energetico; continuando poi con l’attuazione della patente a punti per la qualificazione dell’impresa e del Durc  ( il documento di regolarità contributiva ) per congruità nei lavori privati , insieme allo sblocco selettivo del Patto di Stabilità per gli enti locali, in modo di consentire ai Comuni virtuosi di fare investimenti. Fillea, Filca e Feneal sollecitano anche misure per agevolare l’accesso al credito di privati e imprese impiegando le banche per immettere liquidità sul mercato utilizzando i fondi prestati dalla Bce, insieme all’avvio degli accordi per rilanciare la ripresa dei distretti e delle aree industriali.

      La stima-bufala di Bankitalia   

    La recessione in Italia finirà non prima del 2013. E’ la "stima-bufala" contenuta nel Bollettino Economico della Banca d’Italia che, però, aggiunge subito – mettendo le mani avanti – che i  veri risultati non si avranno prima nel 2014. Ma queste previsioni verranno mantenute sempre se lo spread non impennerà e, bisogna ricordare, che sono sempre e solo previsioni diffuse dalla Banca d’Italia – istituto come noto sotto l'egemonia dei privati: privatizzata nel 92 da Amato – uno dei corresponsabili della recessione. A giudicare dalla situazione italiana, sembra quasi una “favoletta” che piace loro raccontarci per tenerci buoni buoni e tranquilli; siccome continuerà a perpetrarsi lo stesso sistema dittatoriale e al servizio delle banche e delle agenzie di rating. Queste, oggi, come in passato, più volte indagate e messe sotto accusa per il loro operato, continuano il loro lavoro di truffa e sottomissione ingiustificata delle imprese. Persino Mario Draghi, presidente della Bce – dopo uno strategico sonno – ha finalmente aperto gli occhi – o cambiato gli occhiali – e ora,   sta scoprendo – come un bambino scopre la luce – le incongruenze tra analisti e uffici delle agenzie che producono il rating.  E allora, potremo chiederci: ma come mai questi apparati esistono ancora ma soprattutto vengono considerati come metri di giudizio affidabili? Forse perché la “convenienza” non è unilaterale, ma coinvolge soprattutto la Bce.

      Italia – Stato "Dittatoriale" di "Benessere Socialista"  

    Non sarebbe più semplice “levarle di mezzo”? Beh, se questo non viene fatto, c’è sicuramente una motivazione di interesse, un interesse che vogliono tenerci nascosto dietro le frasi ipocrite di Mario Draghi, in questa ormai "sanguinosa" e palese guerra tra casta e plebe, in uno stato dittatoriale di "benessere socialista", caratterizzato da una precarietà sempre più diffusa e ben distribuita (grazie ad un cuneo fiscale da record del mondo) e dalla scomparsa della borghesia, e dalla concentrazione delle ricchezza nazionale nelle mani di una circoscritta élite di "vincitori senza scrupoli e valori morali".

     La barzelleta di Giuliano Amato "Consulente agli sprechi"  

    E lo si capisce anche dai piccoli particolari. Sapete chi ha nominato Mario Monti come "consulente agli sprechi"? Un signore che guadagna 1047,00 euro di pensione, ma non al mese (che avevate capito) al giorno.Un altro impresentabile "gran tecnico venerabile" da 50 anni in sella alla politica: due volte Presidente del Consiglio; sei volte Ministro della Repubblica; nonché Presidente dell’Istituto della Enciclopedia Treccani; impresentabile conduttore televisivo proteso a spiegarci la crisi dalle reti RAI, ma soprattutto colui il quale privatizzò nel 1992 (con il celeberrimo decreto "Carli-Amato" la Banca d'Italia, privando gli Italiani della propria sovranità monetaria nazionale e regalandola ai banchieri privati. In pratica tra i più fedeli esecutori del famoso "piano segtreto dei privatizzatori del Britannia" del quale abbiamo più volte parlato. Ma gli Italiani, probabilmente lo ricordano ancor più per la famosa "rapina dei conti correnti" degli Anni Novanta, avvenuta all’improvviso, o per la vergognosa riforma delle pensioni. Un Amato, oggi non troppo "amato", dunque. L'uomo giusto di Monti per la lotta agli sprechi. Proprio lui, con quei miseri 31.411 euro di pensione al mese.  Che vergogna!

    Silvia Laporta (Copyright © 2012 Qui Europa)

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  • Monti: “Non resterò dopo il 2013”

    Monti: “Non resterò dopo il 2013”

    Mercoledì, Luglio 11th/  2012

    – di Silvia Laporta –

    Italia / Mario Monti / Crisi economica / Ecofin / Eurogruppo / Schettino / Elezioni politiche / Governo tecnico / banche / debito pubblico / Unione europea / 2013 / Fine mandato Mario Monti  

    Monti : "Non resterò dopo il 2013"

    Le perle di saggezza del professore , in

    attesa delle nuove elezioni politiche

    Mario Monti – La sua esperienza a Palazzo Chigi dovrebbe finire nel 2012

    Roma – Si chiacchiera e si parla in giro di questo strano “nuovo che avanza”. Nuovi progetti per salvare l’euro e nuovi piani per l’economia. Tuttavia queste “novità” e questo clima di curiosità per il cambiamento, sono frutto di macchinazioni politiche, e non di provvedimenti contro la recessione, che continua a dilagare indisturbata. Dopo l’Ecofin, nelle scorse ore, Mario Monti a dichiarato – un pò a sorpresa – che non rimarrà al governo. Il suo mandato di premier e capo del governo tecnico finirà nel 2013, e non è volontà del professore, quella di continuare la “carriera”. Il suo obiettivo, dice, “E’ quello di rimanere Senatore a vita”. D’altronde, chi non vorrebbe esserlo? Con tutte le provvigioni e privilegi che sono dovuti  a questa carica, tante volte immeritata, nell'Italia dei favoritismi.

      Mario Monti – Fin qui un ottimo bilancio a prescindere  

    A prescindere dall’abbandono di Monti, che ci strappa un sorriso sulle labbra ma anche un velo di preoccupazione pensando a un suo probabile “degno successore” tra i suoi fedelissimi sostenitori, la situazione politica italiana evidentemente peserà molto sulla schizzofrenia dilagante dei mercati. Monti, prima di levarsi di torno, tuttavia, ne ha combinati di "storici" (distruzioni e sfaceli) ed ancora, molto probabilmente, ne combinerà in Italia e nell'Ue, come ben sappiamo dopo le conclusioni dei vertici europei. Per adesso, la volontà di salvare l’euro (anche a discapito degli Italiani e degli Europei) è chiara, a detta del professore. Intanto, e malgrado la nuova minaccia dello presunto "Scudo Anti-spread", la nave italiana, sta  per essere travolta dall’onda anomala del debito, e Monti, capitano della nave, lo sa bene; essendo stato lui uno dei principali responsabili. Ma come Schettino insegna, a un certo punto è meglio abbandonare l'equipaggio, per salvarsi la pellaccia!

      Le ultime pillole di saggezza   

    Ma cosi parla il premier: “Oggi, il peso nel determinare lo spread dipende da quale sarà la capacità di governance dell’Italia: dalle riforme istituzionali, dal comportamento dei partiti. A novembre gli occhi di tutti erano concentrati su quanto questo governo sarebbe riuscito a fare. Quando saremo a gennaio è chiaro che sarà quasi irrilevante quanto questo governo riuscirà a fare e sarà invece dominante il peso della seconda componente”. Forse non rimarrà cosi irrilevante per tutte quelle famiglie colpite dalla crisi e le centinaia di esodati rimasti senza lavoro e tanti ragazzi che hanno perso le speranze per il futuro! Guarda un pò!

      Il sogno dell'accentramento    

    Ma seppur deciso ad andarsene,  il premier vuole portare a termine il diabolico progetto degli Stati Uniti d’Europa, prima delle prossime elezioni. “Più si va a fondo per risolvere  problemi immediati, più si vede che è difficile farlo senza ulteriori passi verso una nuova integrazione” – blatera il professore e poi aggiunge – Il lavoro svolto dall’Eurogruppo e dall’Ecofin, evidenzia la volontà di fare tutto quello che è necessario, per salvaguardare la nostra moneta e far progredire il progetto politico europeo”. Tra le proposte delineate nell’ultimo vertice europeo, quella di una sorveglianza unificata sulle banche “è tra le più urgenti”. Voi avevate dubbi? Mettiamo in stand by tutte le altre problematiche, cosi tante da poterci scrivere un trattato, perché le povere banche hanno bisogno di noi, e necessitano di un dittatore che le controlli nel modo giusto!  Cari cittadini! Ma non è finita mica qui. Nelle ultime ore Monti è stato un fiume in piena: “Per salvare l’Europa ci vuole più Europa”, ha incitato (o minacciato) il premier.. La solita frase retorica, senza un significato concreto; pura propaganda per portare avanti questo progetto liberticida , di cui più volte abbiamo parlato nei dettagli. In realtà per salvare l’Europa, ci vorrebbe tutt’altro. Tanto per cominciare, che economisti sanguisuga come Monti – con tanto di scagnozzi e fedelissimi sostenitori – e tutto il carrozzone dell'euro-casta, se andassero al diavolo!

    Silvia Laporta (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Martedì, Aprile 3rd / 2012 Italia / Crisi Ue / Esteri / Crisi Eurozona / Cina / Asia / Investitori / Vertice / Mario Monti / Interessi privati / Liberismo / Neo-liberismo / Debito pubblico / Eni / Imprese in crisi / delocalizzazione delle imprese / Svendita dell'Italia / Terra del Gragone / De Tomaspo […]

    Monti-Obama: incontro per la “crescita” o spot neo-liberal?

    Monti-Obama: incontro per la “crescita” o spot neo-liberal?

    Venerdì, Febbraio 10th / 2012 Italia / Usa / Crisi Ue / Washington / Monti / Obama / Peterson Institute / Opinione Pubblica / Mercati / Trilateral Commission / Bilderberg Club / Poteri occulti / Tempio pagano finanza  Monti-Obama: incontro per la “crescita” o spot neo-liberal? Domani, Monti a Wall Street, nel tempio pagano del […]

     

     

     

  • Roma – Monti al Summit con la Merkel

    Roma – Monti al Summit con la Merkel

    Mercoledì, Luglio 4th/ 2012 

    – di Silvia Laporta –

    Monti / Merkell / Roma / vertice ue / consiglio ue / Barroso / Van Roumpy / Banche / Bce / Signoraggio bancario / Finlandia / Olanda / Repubblica Slovacca / governo tecnico /  Dittatura / Stati Uniti d'Europa / Mes / Rober Fico / Fondo Salva Stati / debito pubblico / crisi economica 

    Roma – Monti al Summit con la Merkel

    Barroso e Van Rompuy  suonano la carica

    Il Professore: “Smonteremo il no di Finlandia e

    Olanda, e la Germania affronti le sfide in

    collaborazione con l’Ue!”

    Vertice Romano Monti-Merkel – Barroso e Van Rompuy suonano la carica da Bruxelles

    Roma –  Oggi, a Roma, si terrà il tanto atteso summit tra Monti e Merkell.  Il premier tecnico ieri si “scaldava” al Senato intriso di “buoni propositi”;  sfortunatamente per noi! Visto che tali propositi – come ampliamente dimostrato in centinaia di articoli in sei mesi a questa parte – non tengono assolutamente né al benessere dei cittadini né a quello economico del Paese nel suo complesso – visto l'inasprirsi di un gravissimo processo recessivo che pare irreversibile. Ma, tuttavia, secondo i magnati europei il percorso  verso meccanismi di stabilizzazione dei mercati è solo all’inizio. Ad annunciarlo è lo stesso professore, aggiungendo che  il prossimo traguardo è fissato per il 9 luglio: un incontro per cristallizzare e consolidare tutte le decisioni dello scorso vertice Ue, con la presenza di tutti gli Stati Membri. Ci saranno anche Finlandia e Olanda, che hanno già dimostrato la loro insofferenza verso questi meccanismi, con un secco “no” davanti alla vergognosa trovata dello Scudo anti-spread; ma ci penserà il premier! Con il suo “proverbiale” spirito democratico, a risolvere la faccenda. Infatti l'amico dei banchieri e delle politiche care ai banchieri ha dichiarato di voler “smontare” le posizioni dei due paesi contrari proprio per quella data.  

      Debito – Una vasca senza tappo  

    Dopo che Finlandia e Olanda, hanno momentaneamente chiuso il sipario della speculazione anti-spread, ieri il premier slovacco Rober Fico, in una conferenza stampa, ha affermato : “ Non siamo più disposti a garantire altri soldi, se i paesi che dovrebbero riceverli non faranno i compiti a casa!”  La Merkell, che era al suo fianco, ha gelato le aspettative europee, affermando che le decisioni dei singoli paesi, devono essere rispettate. Il Cancelliere tedesco ha aggiunto anche che fino al summit del 9 Luglio, non c’ è ancora bisogno di agire "mollando" altri soldi per il MES e per il presunto "Anti-spread". Ma il vero punto è che questi "benedetti compiti a casa" i Piigs non devono farli, per il semplice motivo che sono "compiti" fini a se stessi, e non protesi a bloccare la fuoriuscita dei liquidi europei dalla grande vasca del dedito. Semplicemente perchè qualcuno (Barroso, le agenzie di rating, il Consiglio Ue, le Bnche, Monti, Draghi ed i redattori del Trattato di Lisbona) ha dimenticato di mettere il tappo alla vasca.

      L'Ue non vuol mettere il Tappo   

    Peccato però, che i progetti dell’Unione europea siano diversi. Il tappo alla suddetta "vasca" non lo si vuol mettere per deliberata scelta. Le decisioni che sono state prese in merito durante il vertice, infatti, sono state prese all’unanimità. "Le scelte prese per (fingere di) “calmare” lo spread – affermano il Presidente permanente del Consiglio europeo, herman Van Rompuy, e il Presidente della Commissione europea, Manuel Barroso – devono essere rispettate: non basta il no di alcuni paesi per bloccare le decisioni circa l’uso del nuovo Fondo Salva Stati permanente (MES o ESM); non si accettano ripensamenti!"

      Il Potere persuasivo dell'Ue – Il Caso Orban  

    Ma pensare che lo spread così facendo possa "placarsi" è pura follia: una follia che per essere "bevuta" dall'opinione pibblica ha evidentemente bisogno di una robusta e potente campagna propagandistica. Ma la Troika e la tecnocrazia dominante si sa! Sanno utilizzare a tal scopo persuasivi mezzi di convincimento: così come accadde qualche mese orsono con il leader ungherese Orban che – per evitare il degenerare della speculazione nel suo paese – aveva deciso di porre la Banca Centrale Ungherese nuovamente sotto il controllo del popolo sovrano, di fatto "ri-nazionalizzandola". Cioè aveva deciso di porla nuovamente sotto il controllo diretto del Parlamento ungherese. Ma Barroso, a suon di minacce di sospensione di fondi Ue, ecc.., riuscì a farlo tornare – anche se con difficoltà –  sui suoi passi.

      Gli euro alle banche – Chiodo fisso di Barroso e Van Rompuy 

    "La Germania, seppur reticente – secondo i tecnocrati non eletti di Bruxelles   – dunque, deve affrontare le sfide in collaborazione con gli altri paesi dell’Ue, senza frenare le proposte per il meccanismo anti-spread e le ricapitalizzazioni dirette delle Banche con i Fondi Salva Stati". Ecco quello che sta a cuore a Barroso e Van Rompuy, le solita ricapitalizzazione bancaria con i soldi dei cittadini.

      Gli euro alle banche – Chiodo fisso di Barroso e Van Rompuy 

    Ma perché dovremmo pagare noi – attraverso tasse insormontabili ed inique – le ricapitalizzazioni bancarie quando la Bce – l’unica che può stampare, gratuitamente, un infinito numero di banconote – potrebbe risolvere la faccenda senza "spargimento di lacrime e sangue"? La risposta? Il nostro sistema monetario è fondato totalmente sul debito e sul signoraggio bancario. Questo sistema, amorale e abominevole, è imposto ai cittadini che non hanno certo scelto di trovarsi in un mercato economico/monetario in cui si acquista e si rivende solo debito su debito e a tassi da usura.

      Pastori iniqui e pecorelle smarrite 

    Ma la cosa brutta è che ormai non si vede una luce alla fine del tunnel. Già dal tono quasi “mafioseggiante” di Barroso e Van Rompuy, si nota il carattere dittatoriale degli Stati Uniti d’Europa. Le decisioni prese al vertice, prese all’unanimità "devono" essere mantenute! L’unico piccolo particolare è che queste decisioni sono state prese dagli stati che hanno deciso di ratificare il Mes, (Italia compresa), senza alcuna interpellanza dei contribuenti. Nessun referendum, nessuna spiegazione o informazione tangibile all' interno singoli stati ( a parte il referendum fittizio dell’ Irlanda)!  A mala pena ci hanno informato, (o forse dis-informato) su quello che stava accadendo, non facendo trapelare la verità.  Poche sono le voci fuori dal coro, che come noi, vogliono far luce nella mente dei cittadini; ma molti sono i politici che a mo di pastori cercano di guidarci come un gregge, verso la direzione sbagliata. E allora, questa volta , è il caso di essere le pecorelle smarrite?

    Silvia Laporta (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Vertice Ue – Vittoria di Monti e Lobby

    Vertice Ue – Vittoria di Monti e Lobby

    Domenica, luglio  1st / 2012 

    – L'Editoriale, di Sergio Basile – ( Parte Prima )

    Vertice Ue  / Consiglio europeo / Vertice / Misure adottate / MES / Fiscal Compact / Growth Compact / Patto per la Crescita / Eurozona / Unione europea / Bruxelles / Roma / Berlino / Francoforte / Italia / Piigs / Debito pubblico / Bce / Banca Centrale Europea / Mario Draghi / Mario Monti / Angela Merkel  / Contro informazione / Dittatura del debito / Dominio tedesco / Nazismo Bianco / Crisi indotta / Euro / Misure fittizie / Speculazione / Delegittimazione degli stati / Anarco-capitalismo / Iper-liberismo / Politiche liberiste / Leviatano / Morte degli stati nazionali / Privati e lobby al potere / Accentramento / Stati Uniti d'Europa / Banca Europea degli Investimenti / BEI / Eurobond / Project Bond / Fondi Strutturali / Union Bond / Super-stato Federale / Ipotesi antistorica / Efsf / Scudo Anti-Spread / Resolution Fund / Ricapitalizzazioni bancarie / Unione bancaria / Tobin Tax / Unione Fiscale / Garanzia Europea sui Depositi Bancari / Target 2 / Redemption Fund / Mutualizzazione dei Debiti Pubblici / SMP / Security Market Program / Contro informazione / Europa / Qui Europa / Sergio Basile 

    Bruxelles – Vittoria di Monti e dell'Italia?

    No! Vittoria di Banche, Lobby e

    Anarco-capitalisti

    Una colossale Montatura Mediatica – Media 

    casta esultano: "Monti meglio di Balotelli!"

    Italia ed Eurozona, verso la Dittatura dei Privati, 

    affogano nel debito – "Qui Europa" vi spiega

    perchè, punto per punto

     

    di Sergio Basile

    Vertice Bruxelles – La Falsa Vittoria dell’Italia – La Vittoria di Monti e delle Lobby

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Vertice Ue – Mario Monti, le lobby e gli anarco-capitalisti al potere             

    Bruxelles – Nelle scorse ore, a Bruxelles, presso Palazzo Justus Lipsius i 27 del Consiglio europeo hanno concluso l'atteso  vertice sulla crisi dell'Eurozona. Un summit molto propagandato, che tuttavia – nei fatti – si è trasformato in una rimpatriata di leaders (e lobbisti) votati in gran parte all'anarco-capitalismo ed all'istituzionalizzazione del debito, dell'austerity e dei tagli pubblici. Obiettivo vero, dietro la facciata di miracolistiche misure "anti-crisi", è stato il tema dell'accentramento in un Super-Stato Ue, nonché il definitivo predominio dei privati sugli stessi stati (ex-sovrani). Principio di incubazione di quelli che – nelle ambizioni imperialistiche della tecnocrazia – sono i cosiddetti "Stati Uniti d'Europa": disegno antistorico e mondialista che si sta abbattendo come uno tsunami sull'Eurozona e sulla povera e provata Italia. Un Paese – come visto – in balia della recessione e degli attacchi dello spread. Ciò sotto un velo di disinformazione mediatica e di un perfetto mix di ignoranza (del popolino) e mala fede (di interessate caste). Il tutto in diretta, e sotto lo sguardo smarrito, ed a tratti attonito, di un popolo "teledipendente", addomesticato a dovere – cioè – dalla solita mamma TV. Al centro della scena, sul parter di Bruxelles, un pimpante Mario Monti, vicino al suo "vero" obiettivo come un falco sulla preda, per la gioia non tanto dei tartassati Italiani, quanto piuttosto – evidentemente – della sua carissima Commissione Trilaterale.

      Il vertice al netto della propaganda                                                                          

    Ma per comprendere ciò che davvero è accaduto a Bruxelles (nella sua reale gravità) dobbiamo innazitutto buttare il telecomando, spegnere la tv e avere l'onesta intellettuale di sgombrare i facili entusiasmi (ingenerati ad arte dai media) nati anche sull'onda  dell'euforia dell'Italia calcistica nella notte di Varsavia. Varsavia-Bruxelles, dunque! Sarebbe bello credere in una doppia schiacciante vittoria dell'Italia, (e magari entrambe ai danni della Germania) ma così non è stato. Non è tutto oro quel che luccica! Per capirlo, è necessario analizzare – passo passo, e con un pizzico di buona volontà – la reale portata del cosiddetto "Growth Compact" (Patto per la Crescita da 130 miliardi di euro – 1% del Pil degli stati Ue) e dei suoi elementi accidentali: 1) Ricapitalizzazione della (privata) Banca Europea degli Investimenti (BEI); 2) riutilizzo dei Fondi Strutturali (sottratti ai cittadini delle aree più arretrate, perchè non utilizzati dalle regioni); 3) massiccio ricorso al Fondo Salva Stati (EFSF); 4) Attivazione del Meccanismo Europeo di Stabilità (MES); 5) Creazione di Fondi di contenimento "Anti-Spread"; 6) Project Bond.  

      La Via maestra del Debito, dell'Austerity e del Centralismo                            

    Possibili aperture future anche sulla  ricapitalizzazione diretta delle banche e sulla mutualizzazione del debito dell'Eurozona (eurobond) e delle garanzie dei depositi bancari. Ipotesi tuttavia, specie queste ultime, fortemente osteggiate da Angela Merkel. In cantiere anche il "Resolution Fund" (fondo per la liquidazione pilotata delle banche non ritenute suscettibili di auto-reggersi); la Tobin Tax (tassazione sulle transazioni finanziarie) e "dulcis in fundo" l'Unione Bancaria (sotto l'egida della BCE: cosiddetta "Vigilanza Integrata") e l'Unione Fiscale (Unione di Bilancio): cioè l'unione di tutti i bilanci degli stati membri dell'Ue, in un unico bilancio "confederale".

      La Morza dei padroni                                                                                                     

    Lontana resta la "Licenza Bancaria", cioè la possibilità del "liberticida e dittatoriale" MES di avere accesso immediato alla liquidità illimitata della BCE. Ciò – evidentemente – eviterebbe al famigerato MES di finanziarsi salassando i contribuenti europei. Cioè eviterebbe di incrementarsi e vivere alle spalle (in quota) anche delle famiglie italiane. Ma in tal modo la "stretta" dei padroni sui servi, evidentemente, si allenterebbe, e poi (elemento molto pretestuoso) in tal senso alcuni leader (tra i quali la Merkel) hanno notato ed obiettato che così facendo si aggirerebbe il vincolo del Trattato di Lisbona, che vieta alla BCE di finanziare direttamente gli stati membri (Art. 123). Perciò la via più corta scelta dagli euro-padroni dei popoli europei è quella di continuare a fare il gioco della speculazione, continuando a tenere aperto il rubinetto del finanziamento "intermedio" dei privati e – quindi – spalancando la porta alla speculazione sul debito.

     Speculazione a piede libero                                                                                          

    In tal modo, infatti, gli Europei acquistano il proprio denaro ad "usura", ovvero pagando all'emissione già il 6% d'interesse. Come credete che si gonfi il debito pubblico degli stati? Proprio con questo diabolico stratagemma! La prima cosa che il Consiglio europeo e Mario Monti dovevavo fare era dunque rinazionalizzare le Banche Centrali, evitando che il nostro denaro fosse in realtà gestito e rivendutoci dagli intermediari privati (banche private). In un parola, dovevamo riappropriarci della nostra sovranità monetaria: facile mossa per neutralizzare l'incremento ingiustificato e immorale del debito pubblico degli stati. Debito che alla luce di quanto detto si rivela ciò che in verità è: la morza pretestuosa ed infame che i nostri aguzzini usano contro di noi; contro le famiglie e le imprese italiane, per porci in stato di schiavitù controllata. Niente più di questo!

     La Balla del fondo Anti-Spread                                                                                   

    Come già trattato in precedenti articoli, e come noto, ciò che contribuisce a far lievitare il debito degli stati è il libero giudizio delle società (private) di rating, che influenzano e "controllano" – in maniera illegittima e gravissima, e tra l'indifferenza dei politici europei – il "rischio paese": cioè l'interesse in più (rispetto all'interesse dei titoli tedeschi, considerati i più affidabili) che i sottoscrittori devono avere in premio per acquistare BOT e BTP italiani. Cioè per finanziare il sistema Italia. Peggiore è il giudizio verso l'Italia, maggiori saranno lo spread e l'interesse sul debito addossato sulle spalle degli Italiani. Con questo illusorio  Meccanismo Anti-Spread (attivabile tramite gli acquisti di titoli di stato da parte del MES: che ha una dotazione di 500 miliardi di euro), pertanto, anziché provvedere a delegittimare tali agenzie, che dovrebbero rispettare la sovranità statale e non mettere "voticini" agli stati, come fossero "scolaretti", si prendono dalle casse dei contribuenti altri fondi (attraverso la tassazione ovvio!) per "fronteggiare" all'occorrenza spread troppo alti. Ma non sarebbe più facile mandare al diavolo lo spread e le pluri-indagate agenzie di rating? Società queste, tra l'altro, accusate – come già visto – di manomissione fraudolenta e pluriaggravata del mercato, e di voti sballati sugli stati. Come dimostrano le indagini in corso  presso numerose Procure, in Italia (Procura di Trani), negli Usa e non solo.

      Il complotto mercatista                                                                                                 

    Ciò, dunque,  evidenzia sempre meglio i contorni di un complotto mercatista ai danni della democrazia. Complotto ovviamente taciuto e mascherato dai media che continuano a parlare incomprensibilmente di "successo di Mario Monti e dell'Italia". Da voltastomaco! D'altronde lo capiscono anche i bambini: perchè "illudersi di contenere" lo spread (creando nuovi fondi e nuovo debito) quando si potrebbe annullare in una semplice mossa?

     Come funziona l'Anti-Spread                                                                                      

    Esso – come detto sopra – funziona attraverso i "Fondi Salva Stati" (o sarebbe meglio dire "Fondi Ammazza Stati" – EFSF e MES) che si attiveranno immediatamente per acquistare titoli di stato. Ciò, tuttavia, senza risolvere a monte – come detto – il problema della lievitazione d'interessi da spread e la speculazione. Quindi, detta in parole povere, si usano soldi pubblici (che l'Ue potrà prelevare quando vorrà ed entro una settimana di tempo dalla richiesta fatta agli stati, cioè ai contribuenti) per continuare a speculare sul debito, che intanto si lascia "scoppiare" indisturbato. Ma la cosa che fa più sorridere (o piangere) e che lo chiamano "meccanismo anti-spread"!

     Inganno MES – creditore privilegiato                                                                        

    Tale "salvataggio" passa attraverso il MES: discusso e liberticida fondo – operativo fin dai prossimi giorni – che avrà lo statuto di "creditore privilegiato": in parole povere, in caso di insolvenza di uno stato finanziato, esso avrà il diritto di essere rimborsato prima dei creditori privati. Fatto sta che MES e speculatori privati terranno sotto scacco gli stati, leggittimati a diventare una sorta di "nuovi padroni" dei popoli. Con la recessione difficilmente i cittadini avranno altro sangue da spremere e buttare nel calderone delle tasse, annullandosi completamente. Ridotti praticamente in schiavitù! Un imbroglio totale dunque!

     Europa – Il Paradiso delle lobby                                                                                  

    Ma un'altra perla regalata dal club dei 27 è stata la proposta di definitiva rimozione (dall'autunno) delle Barriere al Mercato Unico Europeo. Un pacchetto che la Commissione presenterà dopo l'estate e che si presta al definitivo dominio delle multinazionali e delle lobby, ai danni dell'economia delle piccole imprese, sempre più esposte ad una concorrenza spietata, immorale ed incontrastabile, favorita dall'Ue e proveniente dalla Cina, dagli altri BRICS (Brasile, Russia, India e Sudafrica) e dai grandi colossi mondiali dell'economia. Quindi altre misure inique dopo i disastri (ad esempio) provocati con l'apertura del libero mercato ai paesi africani in agricoltura. Qual'è stata la conseguenza? E' sotto gli occhi di tutti: invasione di arance e olio di oliva a prezzi stracciati (3o cent al chilo per le arance) nel mercato europeo e nei mercati di Calabria e Sicilia. Prezzi anti-concorrenziali (vista l'abissale differenza del costo della monodopera italiana rispetto a quella africana) che stannno portando al fallimento migliaia di aziende agricole, specie nel Sud Italia, ma anche nel Nord e nelle aree a tradizionale vocazione agricola. Per non parlare dell'invasione di manufatti e tessuti (tossici) cinesi sotto il naso dell'Ue, e contestuale crisi del Made in Italy.

     La Ricapitalizzazione della BEI                                                                                    

    Entro fine anno la BEI (la Banca Europea degli Investimenti, controllata da un "board", consiglio, di privati) sarà ricapitalizzata (con soldi pubblici dei contribuenti) di 10 miliardi di euro. In tal modo l'istituto bancario (controllato dalla tecnocrazia) potrà "prestare" 60 miliardi l'anno per tre anni per gli scopi che intenderà perseguire "per il bene comune". Inizialmente il tetto dei 10 miliardi era stato alzato, ma poi c'è stata l'opposizione della Germania.

     La ricollocazione dei Fondi Strutturali                                                                      

    Il Consiglio ha poi preso in considerazione il riutilizzo dei Fondi Ue non spesi dalle regioni (per inerzia delle amministrazioni regionali – Es.: 30 miliardi di Euro del FSE solo in Calabria) al fine di ricollocarli verso la creazione di grandi opere infrastrutturali. Che non si ripresenti il tormentone del "Ponte sullo Stretto"? Anche qui leviamo una critica necessaria. Quei fondi che i nostri amministratori regionali non hanno usato (come avrebbero dovuto) per il bene comune e per scopi sociali, potevano ugualmente essere lasciati alle regioni per fronteggiare la crisi, ed integrare i redditi di giovani precari o disoccupati. Così facendo verranno dirottati verso "secondarie" opere infrastrutturali. E come se l'Ue ha un moribondo a casa e invece di comprare le medicine pensa  a ristrutturargli la casa. Paradossale! Da morto che beneficio ne avrà? Che ne sarà di quella casa?  Senza dimenticare che in tal modo l'Ue (governata da tecnocrati non eletti: vedi Manuel José Barroso e Herman Van Rompuy) si sta arrogando le funzioni economiche e d'investimento che prima spettavano agli stati (ora posti sotto lo scacco del pareggio di bilancio e della "spesa zero") ed a governanti regolarmente votati ed eletti democraticamente. Cosi Monti & Co stanno finendo per cedere pieni poteri (contro la Costituzione) a privati e tecnocrati, ed in maniera sempre più irreversibile.

     Unione Bancaria                                                                                                               

    L'Unione Bancaria – come detto in altri articoli – detta anche "Vigilanza Integrata" consiste nel rafforzamento della strapotere della "privata" BCE, che così facendo va verso il controllo diretto di tutte le banche più grandi. In pratica un unico grande inciucio bancario sganciato dal controllo democratico dei cittadini. Una élite posta sotto al controllo diretto e totale di coloro che stanno facendo scoppiare il debito pubblico degli stati a danno dei cittadini, e che ora muoveranno con maggior disinvoltura le fila dell'economia e della finanza, segnando un baratro sempre maggiore tra la plebe europea e la tecnocrazia. All'EBA (Autority Bancaria Europea) andrebbe il controllo delle banche minori: la stessa EBA che fu all'origine dell'inasprirsi della stretta creditizia delle banche ai danni delle imprese (credit crunch) alzando i coefficienti di riserva patrimoniale obbligatoria delle banche europee.

     Unione di Bilancio – Stati Uniti d'Europa                                                                 

    Oltre al già attuato "Patto di Stabilità", nel cantiere del Consiglio europeo e del (liberista) Mario Monti vi è inoltre un'ulteriore tentativo di  disintegrazione degli stati nazionali tramite la creazione di un unico bilancio confederale al posto dei 27 bilanci degli stati. in pratica l'Italia avrà in Europa lo stesso peso che avranno la Luisiana o il Kansas negli Usa. Quasi zero! Ipotesi pazzesa e completamente fuori dalla storia per mille motivi. Sarebbe come buttare dalla finestra, ed in pochi mesi, duemila anni di storia, tradizioni e cultura! Così, tuttavia, il controllo dell'élite ("non eletta") europea e dei club occulti che ne reggono le fila, sarebbe totale, con tutti gli aspetti deleteri e gli ulteriori diktat che ne potrebbero venir fuori. Ulteriore richiesta è stata quella di rafforzare i poteri del Parlamento europeo: cosa buona, se non fosse che tale ipotesi sarebbe accostata dall'insana idea di mandare letteralmente in pensione i Parlamenti nazionali ed i nostri rappresentanti (che qualcuno – seguendo probabilmente i "suggerimenti" della famigerata loggia massonica P2 – ha già pensato di dimezzare, anziché pensare a dimezzarne gli stipendi, con contestuale evidente deficit democratico).

     Garanzia Europea dei depositi Bancari                                                                     

    La Garanzia Europea dei depositi è una ipotesi – quindi per ora non passata, ma in cantiere – che ha trovato l'opposizione della Germania, rimanendo quindi al palo. Essa consiste in una copertura assicurativa uniforme dei depositi bancari. Un meccanismo che permetterebbe di garantire e "salvare" i depositi, facendo cadere però sempre sui cittadini europei (che con altissimi livelli di tassazione contribuiscono a creare, di fatto, anche il suddetto fondo) il peso di questa "fantasiosa ed ingannevole forma di salvataggio":  che entrerebbe in funzione automaticamente in caso di fallimento delle banche.

     Resolution Fund e Ricapitalizzazione Diretta delle Banche                              

    Il Resolution Fund, poi, implicherebbe l'ipotesi (non attuata  per il "no" della Merkel, ma – forse – attuabile in futuro) di garantire una liquidazione ordinata delle banche non in "condizioni di reggere". Ma come vedremo nel prossimo editoriale del lunedì (Schiavi di un Debito Illegale – Terza Parte – Il Sistema TARGET 2) il sistema bancario è fortemente condizionato dal predominio tedesco: possibile grazie ad un paradossale e squilibrato sistema europeo dei pagamenti, chiamato "Target 2". Un sistema che analizzeremo in tutti i suoi devastanti effetti, domani lunedì 2 luglio. Per ora, dunque, l'ipotesi di "Ricapitalizzazione Diretta" delle banche tramite il MES è solo rimandata. Ciò per l'opposizione di una Germania, che intanto sta continuando ad arricchirsi sulla base di questo pazzesco sistema bancario e dei pagamenti trans-nazionali. Infatti i tedeschi – con la ricapitalizzazione diretta – vedrebbero svanire parte dei loro guadagni indotti (Tramite il sistema TARGET 2) essendo – in tal caso – chiamati a partecipare direttamente – e pro-quota – al rifinanziamento diretto delle suddette banche. In attesa di analizzare le altre disastrose e recessive misure adottate e proposte dal consiglio Ue, frattanto, limitiamoci a digerire queste finora analizzate, con l'aiuto di un buon amaro e di qualche confezione di malox. Ciò nella consapevolezza di essere finiti, come dimostrato,  in una vera e propria dittatura. Quindi caro Monti, non c'è proprio nulla da festeggiare!

    Sergio Basile – Direttore "Qui Europa"