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Categoria: Ecofin – Consiglio Economico Ue

  • Bruxelles – Si parte con il Delirio Project Bond

    Bruxelles – Si parte con il Delirio Project Bond

    Giovedì, Luglio 12th/ 2012 

    – di Vincenzo Folino –

    Ecofin / Bruxelles / Crisi economica / Monti / Merkel / Pil / Spagna / Juncker / Unione europea / El Pais / Project bond / Finanza / Banche / Raccomandazioni / Austerity / Rajoy / Ue alla resa dei conti / Debitocrazia / Delirio Project Bond 

    Bruxelles – Al via la fase pilota dei project

    bond. Partono anche gli “pseudo-aiuti”

    per la Spagna

    Quadretto Project Bond: efficacia ipotetica, garanzie

    aleatorie, nuovi debiti e stati de-sovranizzati

    e posti sotto lo scacco della speculazione 

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Project Bond – Uno schiaffo agli stati                                                                  

    Bruxelles – Al termine della ennesima riunione di Ecofin (il Consiglio Economia e Finanza, a cui partecipano, come noto, i ministri dell'economia e delle finanze degli stati membri), e nel più ampio quadro di una serie di incontri che da tempo si susseguono incessantemente, e che hanno coinvolto non solo i paesi dell'Eurozona, ma tutti gli Stati membri dell'Ue, sono state adottate diverse decisioni. Innanzitutto si è avuta, e aggiungiamo purtroppo, la conferma dello scudo anti-spread ("presa in giro" che in teoria dovrebbe salvarci dalle speculazioni e dalla crisi, ma che come visto ieri, non è così) tema tanto caro a Mario Monti (ma anche ai giornali "di Monti", che in seguito all'incontro romano con la Merkel lo hanno celebrato quasi come fosse il salvatore della patria). Come ha ribadito il professore della Bocconi, dovremo essere un paese "virtuoso" (in realtà dovrebbe esserlo lui e la sua casta politica di sostenitori) in regola cioè con gli impegni assunti a Bruxelles per il risanamento dei bilanci. A questo punto, quello che il grande Totò diceva all'onorevole Trombetta, noi lo urliamo a Monti "ma mi faccia il piacere!".

      Project Bond: al via la fase pilota                                                                         

    In sede Ecofin si è assistito anche all'approvazione della fase pilota dei project bond. Ricordiamo che i project bond sono emissioni obbligazionarie, finalizzate alla realizzazione di un progetto, e che il loro rimborso dipende dai flussi finanziari che il progetto è in grado di assicurare. Insomma, dobbiamo fare i conti con uno strumento che viene "giustificato" facendo riferimento alla sua capacità (per ora solo ipotizzata) di coinvolgere capitali privati nel finanziamento di opere infrastrutturali, soprattutto in una fase storica in cui le tradizionali fonti di finanziamento (i bilanci statali e il credito bancario) non sono in grado, si dice, di assicurare le risorse necessarie.

      Project Bond: Un golp finanziario al cuore dello stato                                

    Ma la cosa più paradossale e che si è fatto di tutto per depauperare gli stati delle loro tradizionali prerogative d'investimento economico con il pretesto di un debito creato dalle stesse persone che ora ci propinano i project bond.

      Project Bond: garanzie aleatorie                                                                         

    In tutto ciò, l'intervento della Commissione europea di Barroso e della Bei (Banca europea degli investimenti), che hanno messo a punto un modello di intervento congiunto basato non su un'unica garanzia ma sul tranching: il prestito è suddiviso in più tranches con diversi gradi di rischio e la Bei – finanziata sempre con soldi pubblici – si dovrebbe far carico della parte più rischiosa. Tale modello dovrebbe consentire (sempre ipoteticamente) un forte effetto moltiplicatore. Al di là delle critiche dei cosiddetti complottisti (che chiameremo con il nome più appropriato di "realisti") si possono facilmente rintracciare una serie di limiti riguardo il suddetto progetto.

      Project Bond: efficacia ipotetica e Stati in Scacco                                         

    Incominciamo dal dire che, se l'obiettivo è attivare meccanismi rapidi (per avviare la crescita dell'economia), i project bond non sono lo strumento migliore: infatti sono collegati ad opere pubbliche (gestite e decise dalla trecnocrazia non eletta) che, per la loro realizzazione, richiedono molti anni; in secondo luogo occorre considerare che l'eventuale declassamento della Bei da parte delle ormai "famigerate" agenzie di rating, potrebbe vanificare in parte il presunto vantaggio di questo schema di condivisione del rischio. Senza accennare alla questione spinosissima ed iniqua di "debiti","prestiti" e "tassi d'interesse": una spirale debitocratica senza limiti. Inoltre c'è il serissimo rischio che qualora gli stati – vista questa assurda "forma di crisi" – non rieswcano ad onorare gli impegni a suon di euro, i sottoscrittori (sarebbe meglio dire "speculatori", con il MES in testa) terrano sotto pressione e ricatto gli stati ed i loro cittadini. In effetti è come se i creditori divenissero i reali padroni degli stati. Assurdo! Ma passiamo, ora, al provvedimento concreto. Secondo quanto comunicato dal Consiglio Europeo, il piano si estenderà per il 2012-2013 e avrà come scopo la mobilizzazione di 4,5 miliardi di euro destinati al settore privato per l'implementazione di progetti infrastrutturali.

      Project Bond: emissione                                                                                       

    I bond saranno emessi dall'Unione Europea per sponsorizzare i progetti, proprio come fanno le società private con i project bond ordinari. Approssimativamente, 200 milioni di euro saranno destinati ai progetti legati ai trasporti, 10 milioni per scopi energetici e 20 milioni per le telecomunicazioni. Sempre da quanto comunicato dal Consiglio europeo, in caso di buona riuscita del progetto pilota, la vera e propria fase operativa dovrebbe essere attuata tra il 2014 e il 2020. Inoltre, a conclusione dell'Ecofin, sono state rese note, per ciascuno dei Paesi membri, delle precise "raccomandazioni", volte al mantenimento degli impegni di stabilità. 

      Project Bond: il ricatto per gli Spagnoli                                                           

    In particolare, per quanto riguarda la Spagna, alla quale è stato concesso un anno in più (quindi entro il 2014) per il raggiungimento dell'obiettivo di riduzione del deficit al 3% del Pil, sono richieste riforme nel settore pubblico, una migliore gestione e sorveglianza delle amministrazioni locali, la ristrutturazione del settore bancario ( settore contaminato e minato artificialmente – come visto nei giorni scorsi – dal Sistema di pagamenti interbancari denominato TARGET 2, adottato nel 2007 e favorevole alla Germaniariforma del lavoro (cioè creazione di nuova disoccupazione e precarietà) e miglioramento dell'accesso al credito delle piccole e medie imprese. Ma la notizia principale, come annunciato dal presidente dell' Eurogruppo, Jean Claude Juncker, è che gli "aiuti" per le banche spagnole (ma sarebbe meglio parlare di "presiti" o di "debiti") partono subito, con un primo intervento di 30 miliardi di euro che saranno erogati già a luglio, e che dovranno essere restituiti in 15 anni. Ma come scrive il quotidiano spagnolo "El Pais", le condizioni imposte a Madrid dalla Ue sono molto dure.

      Spagna: Aiuti ad usura                                                                                          

    Infatti gli "aiuti" alla Spagna saranno concessi a tassi di interesse intorno al 3%, senza contare sul fatto che – prosegue "El Pais"- in cambio "la Spagna cede la sovranità sul proprio sistema finanziario, perdendo anche la sovranità fiscale". E' quasi inevitabile lasciarsi andare a un semplice commento: tutto questo è stato pensato ed attuato per "fingere" di salvare le banche (anche se in realtà per "salvare le banche" – come visto – si poteva agire senza "spargimento di sangue" e di "euro" semplicemente rottamando il "Sistema TARGET 2") ed ioltre, a quale prezzo? Per rispondere a questa domanda bisogna rivolgersi al popolo spagnolo, ai cittadini e lavoratori di Spagna, che dovranno fare i conti (come noi italiani, noi pigiis! Noi Maiali!) con sempre più oppressive misure di austerity.

      Spagna: Addio a ferie, tredicesima  e Iva al 21%                                          

    Giusto per citarne qualcuna: il governo del premier spagnolo Mariano Rajoy ha previsto la soppressione della tredicesima per i dipendenti pubblici, oltre che l'aumento dell'Iva dal 18 al 21%;  inoltre sono stati ridotti i permessi sindacali ai dipendenti pubblici, così come le ferie a cui avranno diritto (forse sono io che non riesco ad inquadrare la situazione, ma in questi provvedimenti mi sembra di rintracciare la violazione di diritti acquisiti nel corso di decenni e che ora, sotto la spinta di questo nuovo Sovra-Stato, possono essere spazzati via, oppure modellati, come carta pesta). Per quanto riguarda la Grecia, invece, l'unica "raccomandazione" è quella di attenersi alle misure firmate nel marzo di quest'anno, che sono la base su cui poggiano gli aiuti ricevuti dall'Ue. Inoltre, è stata posticipata la discussione riguardante la richiesta di Atene di avere più tempo, almeno due anni, per il risanamento. A proposito di Jean Claude Juncker, premier del Lussemburgo, oltre che presidente dell'Eurogruppo, dobbiamo segnalare che rimarrà alla guida dell'élitario club dell'euro ancora per sei mesi, fino all'inizio di gennaio 2013; compito che ha "barattato" con la nomina nel board della Bce, del governatore della Banca Centrale del Lussemburgo, Yves Mersch.

      L'Ue alla Resa dei Conti                                                                                        

    Ma in tutto ciò si ha sempre più la sensazione che l'immoralità dilaghi senza freno; la dignità umana sia stata buttata nel dimenticatoio della storia da una élite di arroganti liberisti e che l'Ue – tuttavia – sia giunta ad un bivio epocale: o inverte la rotta e torna a parlare di welfare e diritti (in un'Europa con 48 milioni di disoccupati) o sarà inevitabilmente travolta e cancellata dalla storia, sotto l'onda durto devastante dei popoli in fermento in tutte le piazze d'Europa.

    Vincenzo Folino (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

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    Scudo Anti-Spread

    L'Analisi "Indipendente" di "Qui Europa"

    MES, Scudo Anti-Spread e Fondi Ammazza Stati – Ecco come gli Italiani divennero Schiavi dell’Euro-Casta

    Bruxelles, Francoforte – Nelle scorse ore, durante la prima riunione intervenuta dopo l'Eurovertice di fine Giugno, l'Eurogruppo ed i suoi attori hanno continuato a prendere in giro i cittadini europei e gli Italiani. I media – specie quelli italiani – hanno infatti rimpallato con forza la bufala secondo la quale i leader europei con a capo Mario Monti avrebbero ottenuto un altro grande successo in chiave anti-crisi. Ma è solo l'ultima vuota ed immorale propaganda di una lunghissima serie di castronerie alle quali sembra non esserci davvero mai fine e rimedio in questa euro-dittatura, in questa forma spaventosa e subdola di "Nazismo Bianco". Monti & Co, infatti – con gran faccia tosta – hanno ufficializzato il raggiungimento di un miracolistico accordo per – secondo loro – "assicurare la stabilità finanziaria dell'Eurozona" attraverso un uso flessibile ed efficiente dei Fondi Salva Stati". Ovvero dell'Efsf e del "Meccanismo Europeo di Stabilità" (altrimenti noto come MES). Ma il più entusiasta sembra proprio lui, il professore liberista amico dei banchieri, Mario Monti, secondo il quale "l'Eurozona avrà un meccanismo per fermare la febbre degli spread, e nel contempo per  aiutare i paesi virtuosi che ne faranno richiesta a tenere sotto controllo il differenziale dei rendimenti". Solo un emerito ignorante o uno stupido potrebbe abboccare a questo specchietto per le allodole.

      Le nostre aspirazioni il buio filtrano  

    Ma, malgrado il grigiore del cielo di Bruxelles e la tenebra che attanaglia gli euro-vertici, si sa – come diceva il grande Lucio Battisti – "le nostre aspirazioni il buio filtrano, ridenti e luminose gli additano il blu". Ma di vedere questo blu, la "Banda Monti" non ne ha nessuna voglia. Ciò implicherebbe infatti il delegittimare una volta per tutte e "seriamente" le agenzie di rating  (Standard & Poor's, Fitch Rating e Moody's) impedendo loro, semplicemente, di assegnare "voti" agli stati sovrani. Ciò, evidentemente, sgonfierebbe di botto il "fittizio aumento del debito statale“. Debito, come noto, mantenuto alto proprio dagli altissimi livelli di spread, conseguenti ai declassamenti delle agenzie di rating. Ciò significherebbe combattere davvero la speculazione ed i guadagni di una casta parassitaria che si nutre sulle disgrazie altrui. Disgrazie indotte e pilotate – ingenerate ad arte – ai danni delle famiglie e delle imprese italiane, spagnole, portoghesi, irlandesi e greche. Ma d'altra parte cosa dobbiamo aspettarci da un uomo (Mario Monti)  votato, da una vita, al mercatismo, al lobbismo ed all'iper-liberismo? Niente di meno di questo! Quindi la via più corta e furba qual'è? Creare altro debito con lo stanziamento di un nuovo ed "illimitato" Super-fondo, al fine di illudere i cittadini di coprire gli effetti deleteri causati dagli sbalzi dello spread, intanto lasciato libero di muoversi e far danni, come un alligatore in uno stagno, all'interno dell'Eurozona. Come chiamare questa boiata? semplice! Che ne dite di "Scudo Anti-Spread"? 

      In un Tripudio di Grigiori ed Ipocrisia  

    Allora, in un tripudio di ipocrisia di raro livello, il primo passo concreto dei nostri carissimi tecnocrati, d'intesa con la Bce, è stato quello  di firmare un "accordo tecnico" sull'utilizzo dei Fondi Salva Stati, MES e EFSF (Vedi articoli correlati) che prevede un controllo diretto di Francoforte (Bce) su tali fondi per l'acquisto dei bond sul mercato secondario, in (pseudo) funzione anti-spread. Ma come dimostrato (vedi articoli correlati sullo spread e sul MES) è tutta una balla. Diversa ovviamente la versione che Mario Monti ha passato, a mò di copione unico, ai fedelissimi media italiani. "L'accordo – secondo fonti italiane presenti all'eurovertice – è andato nella direzione auspicata dall'Italia". Ma lo stesso Monti – che nel dopo vertice di ieri ha lasciato repentinamente i suoi colleghi senza rilasciare alcuna dichiarazione – nelle ore precedenti aveva comunque parlato di risultato ottimo per l'Italia, poiché  premiante la linea italiana (cioè la linea di Monti Mario) tenuta con coerenza al vertice e difesa di fronte alle dichiarazioni oscillanti giunte dal Nord Europa (Finlandia, Olanda ed in parte Germania) che sembravano rimettere in discussione l'intero (rovinoso) accordo. l'Eurozona, dunque, per il professore si muoverebbe con passo veloce verso (la dittatura, emh… scusate) l'adozione di misure per stabilizzare i mercati. Peccato che di ciò non vi è alcuna certezza (come d'altronde dichiarato stamane anche dal capo della Bunkesbank) e peccato che la via scelta sia la più lunga, ambibua, inefficace e rovinosa per le tasche degli europei. 

      Sorpresa! Un tedesco a capo del Fondo Salva Stati  

    Secondo gli accordi ratificati ieri, dunque, La Bce potrà intervenire sui mercati secondari a nome e per conto del Fondo Salva stati (cioè con i soldi degli Italiani fessi e degli Europei) cui a capo è stato posto (come poteva essere altrimenti?) proprio un tedesco. Il panzer Klaus Regling

      Funzionamento dello Scudo Anti-Spread  

    Di interventi dei Fondi (MES e EFSF)  nel mercato primario dei titoli di stato (cioè dell'acquisto diretto dei titoli di stato di nuova emissione all'interno delle aste pubbliche) Repling, non ha parlato, ma è una possibilità lasciata aperta e contenuta negli statuti dei suddetti Fondi Salva StatiCiò significa – tra l'altro – che il bilancio e le casse della Banca Centrale Europea non verranno minimamente toccati (cioè la Bce non sborserà di suo neanche un euro per la causa anti-spread) e rischi ed oneri saranno posti totalmente a carico del Fondo. L'apoteosi, dunque, dell'immobilismo della Banca Centrale Europea e del suo leader Mario Draghi. Saranno queste, pertanto, le funzioni di questo "Pseudo Scudo Anti-Spread". Così, pertanto, ieri 10 Luglio, l'euro-casta ha deciso di prenderci definitivamente dal sedere.

     1  – Il Paese sotto attacco di Rating, Spread e Mercati, firma un richiesta di aiuti  

    N.B.: Il Programma (Precautionary Programme e successivo Memorandum) di aiuti una volta firmato (e controfirmato da Commissione europea e Bce, cioè da Barroso e Draghi) obbliga gli stati richiedenti ad intraprendere le riforme (recessive e sanguinose) volute dall'Ue. Dopodicché la Bce da il via libera all'acquisto dei titoli da parte dei Fondi salva Stati (MES e EFSF) per "raffreddare i tassi" (ennesima frase porcata) ma nel contempo, ciò, ovviamente apre la porta alla speculazione del solito rating e dei soliti mercati. 

     2  – La BCE autorizzerà i "Fondi Salva Stati" di acquistare Titoli di Stato 

     3  – La BCE non utilizzerà fondi suoi propri – Non emetterà alcun euro  

     4  – I Paesi metteranno di loro tasca, 780 Miliardi di euro pubblici  

     5  – I cittadini alimentano ed alimenteranno con la tassazione tali fondi  

     6  – Utilizzo del MES previo parere favorevole di 13 Paesi su 17 dell'Eurozona 

    N.B.: dopo il danno la beffa. Olanda e Finlandia si sono opposte al MES perchè in effetti il fondo dovrebbe essere co-finanziato anche con loro contributi finanziari. Tuttavia la "motivazione ufficiale" diffusa da "La Repubblica" di stamane inquadrerebbe lo scettisismo di tali paesi come una forma di disapprovazione di questi stati nei confronti dei Paesi Piigs e dell'Italia. Secondo "La Repubblica" infatti Olanda e Finlandia considererebbero gli interventi Anti-Spread come "facili e troppo generosi regali in favore delle "Cicale del Mediterraneo". Quindi un Paese ricco e produttivo come l'Italia dopo essere stato per decenni ai vertici dell'economia mondiale; dopo essere stato ingiustamente declassato dalle agenzie di rating; dopo essere stato iniquamente attaccato dai mercati e dalla speculazione; svenduto e deturpato da false e deleterie logiche liberiste e mercatiste; dopo essere stato frodato della propria sovranità monetaria, popolare, economica, politica e fiscale; dopo essere stato depredato da una classe politica meschina e becera (ancora lì tra l'altro ad appoggiare Monti e i suoi scagnozzi); dopo essere stato deriso ed accomunato ai "maiali" d'Europa, ora passa anche per essere un paese di fannulloni e "cicale". Vergogna! Vergogna a pensare, dichiarare e scrivere tali falsità ed infamie ai danni di un popolo da sempre noto nel mondo per inventita, genialità, professionalità e laboriosità.

     7  – La Troika (Ue, Bce, Fmi) non interverrà nei Paesi con Riforme Avviate 

    N.B.: Una forma di ricatto bello e buono. Della serie o vi sorbite il MES e pagate tasse per crearlo ed alimentarlo (a vita) o vi prendete le cure amare del Fondo Monetario internazionale. Meccanismo semplicemente folle e Dittatoriale.

     8  – Strumento Recessivo, Ingannevole ed Inefficace  

    N.B.: Non si tratta di uno "Scudo Anti-Spread" poichè le Agenzie di rating sono sempre libere di declassare gli stati e far aumentare a loro piacimento lo spread.

     9  – Divieto di "Licenza Bancaria"  

    N.B.: MES e EFSF (Fondi Ammazza Stati) non avranno "licenza bancaria", cioè non avrannno accesso illimitato agli euro della Banca Centrale Europea: che volendo potrebbe intervenire facilmente e risolvere il problema emettendo euro in maniera illimitata mediante zecca autonoma. Così facendo non vi sarebbe però speculazione e i popoli europei potrebbero respirare. Cosa che non va a genio all'euro-casta!

     10  – MES e EFSF – Creditori Privilegiati degli stati 

    N.B.: I Fondi "Ammazza" Stati (MES e EFSF) essendo per statuto creditori privilegiati degli stati, in caso di inadempimento di un Paese come la Grecia o l'Italia (mancato rimborso) diverrebbero di fatto i proprietari reali degli stati o di "ingenti pezzi" di essi. Cioè in pratica l'inganno del debito fittizio ci costringerà ad una condizione di schiavitù e servitù perenne ed irreversibile, nonché ad un ulteriore e sangionoso processo di spoliazione delle ultime ricchezze nazionali rimaste da depredare. Processo vergognoso già – per altro – portato avanti benissimo negli ultimi sei mesi da Monti & Co, sotto lo sguardo indifferente dei maggiordomi dell'euro-casta: Alfano, Bersani e Casini in primis.

      Detto in parole povere     

    Cosa vuol dire ciò in parole povereCiò equivale a dire, in termini semplici, che la Bce (che ha capacità di emettere moneta, a costo praticamente zero, non dimentichiamolo) non muoverà di suo neanche un dito (cioè un euro) ma in compenso gestirà direttamente un fondo creato attraverso i contributi degli Stati membri dell'Eurozona (e quindi della nostra povera Italietta).  Creato cioè dagli inutili ed ignoranti "Schiavi italiani". Tali contributi, ovviamente, saranno alimentati attraverso i portafogli ed i conti in banca di famiglie ed imprese italiane, attraverso il protrarsi (a tempo indeterminato) di politiche di austerity: imposte, tasse, tasse e ancora tasse. quindi a pagare per gli scherzi dello spread saranno sempre i cittadini. Sai che novità! Come "grande successo dell'Italia" non c'è davvero male, caro Monti! Va bene l'inganno del debito, ma almeno evita di continuare a pigliarci per il c…

      Le "Scontate" Reazioni dell'OCSE    

    Secondo l'analista Pier Carlo Padoan, dell'Organizzazione internazionale per la Cooperazione e lo Sviluppo economico (OCSE) – intervistato stamane da "La Repubblica" – fino al prossimo 20 Luglio (giorno in cui saranno definiti i dettagli tecnici dello Scudo Anti-Spread) i mercati potrebbero "continuare a dimostrare nervosismo". Quasi (aggiungiamo con sconcerto) come se si trattasse davvero di "esseri viventi ed animati", di esseri "auto-pensanti". Come se si trattasse di squali  voraci e perennemente nervosi perchè insaziabili. Bestie continuamente assetate di sangue e carne umana da placare a suon di euro. Paradossale e ridicolo davvero! Sveglia!

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

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  • Vertice Ue – Vittoria di Monti e Lobby

    Vertice Ue – Vittoria di Monti e Lobby

    Domenica, luglio  1st / 2012 

    – L'Editoriale, di Sergio Basile – ( Parte Prima )

    Vertice Ue  / Consiglio europeo / Vertice / Misure adottate / MES / Fiscal Compact / Growth Compact / Patto per la Crescita / Eurozona / Unione europea / Bruxelles / Roma / Berlino / Francoforte / Italia / Piigs / Debito pubblico / Bce / Banca Centrale Europea / Mario Draghi / Mario Monti / Angela Merkel  / Contro informazione / Dittatura del debito / Dominio tedesco / Nazismo Bianco / Crisi indotta / Euro / Misure fittizie / Speculazione / Delegittimazione degli stati / Anarco-capitalismo / Iper-liberismo / Politiche liberiste / Leviatano / Morte degli stati nazionali / Privati e lobby al potere / Accentramento / Stati Uniti d'Europa / Banca Europea degli Investimenti / BEI / Eurobond / Project Bond / Fondi Strutturali / Union Bond / Super-stato Federale / Ipotesi antistorica / Efsf / Scudo Anti-Spread / Resolution Fund / Ricapitalizzazioni bancarie / Unione bancaria / Tobin Tax / Unione Fiscale / Garanzia Europea sui Depositi Bancari / Target 2 / Redemption Fund / Mutualizzazione dei Debiti Pubblici / SMP / Security Market Program / Contro informazione / Europa / Qui Europa / Sergio Basile 

    Bruxelles – Vittoria di Monti e dell'Italia?

    No! Vittoria di Banche, Lobby e

    Anarco-capitalisti

    Una colossale Montatura Mediatica – Media 

    casta esultano: "Monti meglio di Balotelli!"

    Italia ed Eurozona, verso la Dittatura dei Privati, 

    affogano nel debito – "Qui Europa" vi spiega

    perchè, punto per punto

     

    di Sergio Basile

    Vertice Bruxelles – La Falsa Vittoria dell’Italia – La Vittoria di Monti e delle Lobby

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Vertice Ue – Mario Monti, le lobby e gli anarco-capitalisti al potere             

    Bruxelles – Nelle scorse ore, a Bruxelles, presso Palazzo Justus Lipsius i 27 del Consiglio europeo hanno concluso l'atteso  vertice sulla crisi dell'Eurozona. Un summit molto propagandato, che tuttavia – nei fatti – si è trasformato in una rimpatriata di leaders (e lobbisti) votati in gran parte all'anarco-capitalismo ed all'istituzionalizzazione del debito, dell'austerity e dei tagli pubblici. Obiettivo vero, dietro la facciata di miracolistiche misure "anti-crisi", è stato il tema dell'accentramento in un Super-Stato Ue, nonché il definitivo predominio dei privati sugli stessi stati (ex-sovrani). Principio di incubazione di quelli che – nelle ambizioni imperialistiche della tecnocrazia – sono i cosiddetti "Stati Uniti d'Europa": disegno antistorico e mondialista che si sta abbattendo come uno tsunami sull'Eurozona e sulla povera e provata Italia. Un Paese – come visto – in balia della recessione e degli attacchi dello spread. Ciò sotto un velo di disinformazione mediatica e di un perfetto mix di ignoranza (del popolino) e mala fede (di interessate caste). Il tutto in diretta, e sotto lo sguardo smarrito, ed a tratti attonito, di un popolo "teledipendente", addomesticato a dovere – cioè – dalla solita mamma TV. Al centro della scena, sul parter di Bruxelles, un pimpante Mario Monti, vicino al suo "vero" obiettivo come un falco sulla preda, per la gioia non tanto dei tartassati Italiani, quanto piuttosto – evidentemente – della sua carissima Commissione Trilaterale.

      Il vertice al netto della propaganda                                                                          

    Ma per comprendere ciò che davvero è accaduto a Bruxelles (nella sua reale gravità) dobbiamo innazitutto buttare il telecomando, spegnere la tv e avere l'onesta intellettuale di sgombrare i facili entusiasmi (ingenerati ad arte dai media) nati anche sull'onda  dell'euforia dell'Italia calcistica nella notte di Varsavia. Varsavia-Bruxelles, dunque! Sarebbe bello credere in una doppia schiacciante vittoria dell'Italia, (e magari entrambe ai danni della Germania) ma così non è stato. Non è tutto oro quel che luccica! Per capirlo, è necessario analizzare – passo passo, e con un pizzico di buona volontà – la reale portata del cosiddetto "Growth Compact" (Patto per la Crescita da 130 miliardi di euro – 1% del Pil degli stati Ue) e dei suoi elementi accidentali: 1) Ricapitalizzazione della (privata) Banca Europea degli Investimenti (BEI); 2) riutilizzo dei Fondi Strutturali (sottratti ai cittadini delle aree più arretrate, perchè non utilizzati dalle regioni); 3) massiccio ricorso al Fondo Salva Stati (EFSF); 4) Attivazione del Meccanismo Europeo di Stabilità (MES); 5) Creazione di Fondi di contenimento "Anti-Spread"; 6) Project Bond.  

      La Via maestra del Debito, dell'Austerity e del Centralismo                            

    Possibili aperture future anche sulla  ricapitalizzazione diretta delle banche e sulla mutualizzazione del debito dell'Eurozona (eurobond) e delle garanzie dei depositi bancari. Ipotesi tuttavia, specie queste ultime, fortemente osteggiate da Angela Merkel. In cantiere anche il "Resolution Fund" (fondo per la liquidazione pilotata delle banche non ritenute suscettibili di auto-reggersi); la Tobin Tax (tassazione sulle transazioni finanziarie) e "dulcis in fundo" l'Unione Bancaria (sotto l'egida della BCE: cosiddetta "Vigilanza Integrata") e l'Unione Fiscale (Unione di Bilancio): cioè l'unione di tutti i bilanci degli stati membri dell'Ue, in un unico bilancio "confederale".

      La Morza dei padroni                                                                                                     

    Lontana resta la "Licenza Bancaria", cioè la possibilità del "liberticida e dittatoriale" MES di avere accesso immediato alla liquidità illimitata della BCE. Ciò – evidentemente – eviterebbe al famigerato MES di finanziarsi salassando i contribuenti europei. Cioè eviterebbe di incrementarsi e vivere alle spalle (in quota) anche delle famiglie italiane. Ma in tal modo la "stretta" dei padroni sui servi, evidentemente, si allenterebbe, e poi (elemento molto pretestuoso) in tal senso alcuni leader (tra i quali la Merkel) hanno notato ed obiettato che così facendo si aggirerebbe il vincolo del Trattato di Lisbona, che vieta alla BCE di finanziare direttamente gli stati membri (Art. 123). Perciò la via più corta scelta dagli euro-padroni dei popoli europei è quella di continuare a fare il gioco della speculazione, continuando a tenere aperto il rubinetto del finanziamento "intermedio" dei privati e – quindi – spalancando la porta alla speculazione sul debito.

     Speculazione a piede libero                                                                                          

    In tal modo, infatti, gli Europei acquistano il proprio denaro ad "usura", ovvero pagando all'emissione già il 6% d'interesse. Come credete che si gonfi il debito pubblico degli stati? Proprio con questo diabolico stratagemma! La prima cosa che il Consiglio europeo e Mario Monti dovevavo fare era dunque rinazionalizzare le Banche Centrali, evitando che il nostro denaro fosse in realtà gestito e rivendutoci dagli intermediari privati (banche private). In un parola, dovevamo riappropriarci della nostra sovranità monetaria: facile mossa per neutralizzare l'incremento ingiustificato e immorale del debito pubblico degli stati. Debito che alla luce di quanto detto si rivela ciò che in verità è: la morza pretestuosa ed infame che i nostri aguzzini usano contro di noi; contro le famiglie e le imprese italiane, per porci in stato di schiavitù controllata. Niente più di questo!

     La Balla del fondo Anti-Spread                                                                                   

    Come già trattato in precedenti articoli, e come noto, ciò che contribuisce a far lievitare il debito degli stati è il libero giudizio delle società (private) di rating, che influenzano e "controllano" – in maniera illegittima e gravissima, e tra l'indifferenza dei politici europei – il "rischio paese": cioè l'interesse in più (rispetto all'interesse dei titoli tedeschi, considerati i più affidabili) che i sottoscrittori devono avere in premio per acquistare BOT e BTP italiani. Cioè per finanziare il sistema Italia. Peggiore è il giudizio verso l'Italia, maggiori saranno lo spread e l'interesse sul debito addossato sulle spalle degli Italiani. Con questo illusorio  Meccanismo Anti-Spread (attivabile tramite gli acquisti di titoli di stato da parte del MES: che ha una dotazione di 500 miliardi di euro), pertanto, anziché provvedere a delegittimare tali agenzie, che dovrebbero rispettare la sovranità statale e non mettere "voticini" agli stati, come fossero "scolaretti", si prendono dalle casse dei contribuenti altri fondi (attraverso la tassazione ovvio!) per "fronteggiare" all'occorrenza spread troppo alti. Ma non sarebbe più facile mandare al diavolo lo spread e le pluri-indagate agenzie di rating? Società queste, tra l'altro, accusate – come già visto – di manomissione fraudolenta e pluriaggravata del mercato, e di voti sballati sugli stati. Come dimostrano le indagini in corso  presso numerose Procure, in Italia (Procura di Trani), negli Usa e non solo.

      Il complotto mercatista                                                                                                 

    Ciò, dunque,  evidenzia sempre meglio i contorni di un complotto mercatista ai danni della democrazia. Complotto ovviamente taciuto e mascherato dai media che continuano a parlare incomprensibilmente di "successo di Mario Monti e dell'Italia". Da voltastomaco! D'altronde lo capiscono anche i bambini: perchè "illudersi di contenere" lo spread (creando nuovi fondi e nuovo debito) quando si potrebbe annullare in una semplice mossa?

     Come funziona l'Anti-Spread                                                                                      

    Esso – come detto sopra – funziona attraverso i "Fondi Salva Stati" (o sarebbe meglio dire "Fondi Ammazza Stati" – EFSF e MES) che si attiveranno immediatamente per acquistare titoli di stato. Ciò, tuttavia, senza risolvere a monte – come detto – il problema della lievitazione d'interessi da spread e la speculazione. Quindi, detta in parole povere, si usano soldi pubblici (che l'Ue potrà prelevare quando vorrà ed entro una settimana di tempo dalla richiesta fatta agli stati, cioè ai contribuenti) per continuare a speculare sul debito, che intanto si lascia "scoppiare" indisturbato. Ma la cosa che fa più sorridere (o piangere) e che lo chiamano "meccanismo anti-spread"!

     Inganno MES – creditore privilegiato                                                                        

    Tale "salvataggio" passa attraverso il MES: discusso e liberticida fondo – operativo fin dai prossimi giorni – che avrà lo statuto di "creditore privilegiato": in parole povere, in caso di insolvenza di uno stato finanziato, esso avrà il diritto di essere rimborsato prima dei creditori privati. Fatto sta che MES e speculatori privati terranno sotto scacco gli stati, leggittimati a diventare una sorta di "nuovi padroni" dei popoli. Con la recessione difficilmente i cittadini avranno altro sangue da spremere e buttare nel calderone delle tasse, annullandosi completamente. Ridotti praticamente in schiavitù! Un imbroglio totale dunque!

     Europa – Il Paradiso delle lobby                                                                                  

    Ma un'altra perla regalata dal club dei 27 è stata la proposta di definitiva rimozione (dall'autunno) delle Barriere al Mercato Unico Europeo. Un pacchetto che la Commissione presenterà dopo l'estate e che si presta al definitivo dominio delle multinazionali e delle lobby, ai danni dell'economia delle piccole imprese, sempre più esposte ad una concorrenza spietata, immorale ed incontrastabile, favorita dall'Ue e proveniente dalla Cina, dagli altri BRICS (Brasile, Russia, India e Sudafrica) e dai grandi colossi mondiali dell'economia. Quindi altre misure inique dopo i disastri (ad esempio) provocati con l'apertura del libero mercato ai paesi africani in agricoltura. Qual'è stata la conseguenza? E' sotto gli occhi di tutti: invasione di arance e olio di oliva a prezzi stracciati (3o cent al chilo per le arance) nel mercato europeo e nei mercati di Calabria e Sicilia. Prezzi anti-concorrenziali (vista l'abissale differenza del costo della monodopera italiana rispetto a quella africana) che stannno portando al fallimento migliaia di aziende agricole, specie nel Sud Italia, ma anche nel Nord e nelle aree a tradizionale vocazione agricola. Per non parlare dell'invasione di manufatti e tessuti (tossici) cinesi sotto il naso dell'Ue, e contestuale crisi del Made in Italy.

     La Ricapitalizzazione della BEI                                                                                    

    Entro fine anno la BEI (la Banca Europea degli Investimenti, controllata da un "board", consiglio, di privati) sarà ricapitalizzata (con soldi pubblici dei contribuenti) di 10 miliardi di euro. In tal modo l'istituto bancario (controllato dalla tecnocrazia) potrà "prestare" 60 miliardi l'anno per tre anni per gli scopi che intenderà perseguire "per il bene comune". Inizialmente il tetto dei 10 miliardi era stato alzato, ma poi c'è stata l'opposizione della Germania.

     La ricollocazione dei Fondi Strutturali                                                                      

    Il Consiglio ha poi preso in considerazione il riutilizzo dei Fondi Ue non spesi dalle regioni (per inerzia delle amministrazioni regionali – Es.: 30 miliardi di Euro del FSE solo in Calabria) al fine di ricollocarli verso la creazione di grandi opere infrastrutturali. Che non si ripresenti il tormentone del "Ponte sullo Stretto"? Anche qui leviamo una critica necessaria. Quei fondi che i nostri amministratori regionali non hanno usato (come avrebbero dovuto) per il bene comune e per scopi sociali, potevano ugualmente essere lasciati alle regioni per fronteggiare la crisi, ed integrare i redditi di giovani precari o disoccupati. Così facendo verranno dirottati verso "secondarie" opere infrastrutturali. E come se l'Ue ha un moribondo a casa e invece di comprare le medicine pensa  a ristrutturargli la casa. Paradossale! Da morto che beneficio ne avrà? Che ne sarà di quella casa?  Senza dimenticare che in tal modo l'Ue (governata da tecnocrati non eletti: vedi Manuel José Barroso e Herman Van Rompuy) si sta arrogando le funzioni economiche e d'investimento che prima spettavano agli stati (ora posti sotto lo scacco del pareggio di bilancio e della "spesa zero") ed a governanti regolarmente votati ed eletti democraticamente. Cosi Monti & Co stanno finendo per cedere pieni poteri (contro la Costituzione) a privati e tecnocrati, ed in maniera sempre più irreversibile.

     Unione Bancaria                                                                                                               

    L'Unione Bancaria – come detto in altri articoli – detta anche "Vigilanza Integrata" consiste nel rafforzamento della strapotere della "privata" BCE, che così facendo va verso il controllo diretto di tutte le banche più grandi. In pratica un unico grande inciucio bancario sganciato dal controllo democratico dei cittadini. Una élite posta sotto al controllo diretto e totale di coloro che stanno facendo scoppiare il debito pubblico degli stati a danno dei cittadini, e che ora muoveranno con maggior disinvoltura le fila dell'economia e della finanza, segnando un baratro sempre maggiore tra la plebe europea e la tecnocrazia. All'EBA (Autority Bancaria Europea) andrebbe il controllo delle banche minori: la stessa EBA che fu all'origine dell'inasprirsi della stretta creditizia delle banche ai danni delle imprese (credit crunch) alzando i coefficienti di riserva patrimoniale obbligatoria delle banche europee.

     Unione di Bilancio – Stati Uniti d'Europa                                                                 

    Oltre al già attuato "Patto di Stabilità", nel cantiere del Consiglio europeo e del (liberista) Mario Monti vi è inoltre un'ulteriore tentativo di  disintegrazione degli stati nazionali tramite la creazione di un unico bilancio confederale al posto dei 27 bilanci degli stati. in pratica l'Italia avrà in Europa lo stesso peso che avranno la Luisiana o il Kansas negli Usa. Quasi zero! Ipotesi pazzesa e completamente fuori dalla storia per mille motivi. Sarebbe come buttare dalla finestra, ed in pochi mesi, duemila anni di storia, tradizioni e cultura! Così, tuttavia, il controllo dell'élite ("non eletta") europea e dei club occulti che ne reggono le fila, sarebbe totale, con tutti gli aspetti deleteri e gli ulteriori diktat che ne potrebbero venir fuori. Ulteriore richiesta è stata quella di rafforzare i poteri del Parlamento europeo: cosa buona, se non fosse che tale ipotesi sarebbe accostata dall'insana idea di mandare letteralmente in pensione i Parlamenti nazionali ed i nostri rappresentanti (che qualcuno – seguendo probabilmente i "suggerimenti" della famigerata loggia massonica P2 – ha già pensato di dimezzare, anziché pensare a dimezzarne gli stipendi, con contestuale evidente deficit democratico).

     Garanzia Europea dei depositi Bancari                                                                     

    La Garanzia Europea dei depositi è una ipotesi – quindi per ora non passata, ma in cantiere – che ha trovato l'opposizione della Germania, rimanendo quindi al palo. Essa consiste in una copertura assicurativa uniforme dei depositi bancari. Un meccanismo che permetterebbe di garantire e "salvare" i depositi, facendo cadere però sempre sui cittadini europei (che con altissimi livelli di tassazione contribuiscono a creare, di fatto, anche il suddetto fondo) il peso di questa "fantasiosa ed ingannevole forma di salvataggio":  che entrerebbe in funzione automaticamente in caso di fallimento delle banche.

     Resolution Fund e Ricapitalizzazione Diretta delle Banche                              

    Il Resolution Fund, poi, implicherebbe l'ipotesi (non attuata  per il "no" della Merkel, ma – forse – attuabile in futuro) di garantire una liquidazione ordinata delle banche non in "condizioni di reggere". Ma come vedremo nel prossimo editoriale del lunedì (Schiavi di un Debito Illegale – Terza Parte – Il Sistema TARGET 2) il sistema bancario è fortemente condizionato dal predominio tedesco: possibile grazie ad un paradossale e squilibrato sistema europeo dei pagamenti, chiamato "Target 2". Un sistema che analizzeremo in tutti i suoi devastanti effetti, domani lunedì 2 luglio. Per ora, dunque, l'ipotesi di "Ricapitalizzazione Diretta" delle banche tramite il MES è solo rimandata. Ciò per l'opposizione di una Germania, che intanto sta continuando ad arricchirsi sulla base di questo pazzesco sistema bancario e dei pagamenti trans-nazionali. Infatti i tedeschi – con la ricapitalizzazione diretta – vedrebbero svanire parte dei loro guadagni indotti (Tramite il sistema TARGET 2) essendo – in tal caso – chiamati a partecipare direttamente – e pro-quota – al rifinanziamento diretto delle suddette banche. In attesa di analizzare le altre disastrose e recessive misure adottate e proposte dal consiglio Ue, frattanto, limitiamoci a digerire queste finora analizzate, con l'aiuto di un buon amaro e di qualche confezione di malox. Ciò nella consapevolezza di essere finiti, come dimostrato,  in una vera e propria dittatura. Quindi caro Monti, non c'è proprio nulla da festeggiare!

    Sergio Basile – Direttore "Qui Europa"

     

     

     

     

     

     

     

     

  • Europa – Ci Risiamo, hanno ammazzato la Democrazia!

    Europa – Ci Risiamo, hanno ammazzato la Democrazia!

    Giovedì, Giugno 28th / 2012

    – di Silvia Laporta –

    Italia / Mes / Esm / TSGC / Dittatura europea / Stati Uniti d'Europa / Omertà / Austerity / Bruening / Immunità giudiziaria / Messaggi falsi / Manipolazione / Eurobonds / 

    L’Eurodittatura è alle porte : Trattati Blindati

    immunità giudiziaria e inviolabilità

    documentale

    MES e Fiscal Compact: Non sarà possibile

    abbandonarli

    La Vergogna:  i politici italiani tacciono omertosamente

    Facciamo forza noi cittadini! Riprendiamoci in nostro futuro

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Bruxelles, Roma – A pochi giorni dall’entrata in vigore del Mes, ed a ridosso di un eurovertice delle falsità, pare a dir poco sconcertante l’apatia e la passività degli Stati Nazionali, completamente imbambolati e frastornati dall'euforia dell'estate, dagli Europei di Calcio e dalle imminenti Olimpiadi di Londra. Ed ecco che allora, alla vigilia del MES (la tomba della Democrazia e della Libertà, della Nostra Librtà e di quella dei nostri figli) molti dei paesi membri dell’Unione europea, che hanno sottoscritto l’accordo e che quindi sono consapevoli dell’impatto del nuovo provvedimento ma soprattutto del suo contenuto, semplicemente ed imperdonabilmente tacciono la verità ai cittadini.

      Italia – Tv, Giornali e Radio – Armi di Controllo di Massa  

    In questo clima di omertà espresso da politici, televisioni, radio e giornali, come sempre, tocca a noi di "Qui Europa", cercare di aprire gli occhi e diffondere nei lettori un messaggio di verità. Una verità che deve nascere spontanea nella mente dei cittadini. Socrate, usava la “maieutica” con i suoi discepoli. La paragonava a una levatrice: come quest'ultima, il filosofo di Atene intendeva "tirar fuori" all'allievo pensieri assolutamente personali, al contrario di quanti, riferendosi in particolare ai sofisti,  volevano imporre le proprie vedute agli altri con la retorica e l'arte della persuasione. Beh, i sofisti di oggi sono tanti. I politici, gli eurodeputati, i parlamentari, i banchieri, insomma qualunque individuo che si faccia portatore di una realtà parallela,  di una bugia o un messaggio falso, solo per ingabbiare la vostra mente. 

      MES e Fiscal Compact – La Denuncia di "Qui Europa"  

    Noi, invece, preferiamo riportarvi i crudi fatti  senza indorare la pillola, perché non dipendiamo da nessun partito e da nessuna organizzazione politica. A questo proposito allora, e al fine di diffondere la verità, vi diciamo quello che in televisione, sicuramente non avrete ancora sentito a proposito della ratifica di trattati come il Mes (Meccanismo Europeo di Stabilità), Coordinazione e governance (TSCG o Fiscal Compact). I due trattati compongono il peggio delle ricette di austerity alla Bruening, con tagli alla spesa e all’economia reale, combinate a poteri mostruosi e conferiti ad un meccanismo di salvataggio iperinflazionistico, completamente al di fuori di ogni legge.

      Cos'è il  Meccanismo di Correzione?  

    Il trattato TSGC, impone a tutti i firmatari il pareggio di bilancio (0,5% del Pil)  precludendone l’uscita ai paesi firmatari che, nel caso di deviazioni dagli obbiettivi, saranno vittima di un  “meccanismo di correzione”.

      MES – Gli Articoli che uccisero la Democrazia europea  

    Ci sono degli articoli del Mes, da far accapponare la pelle. Un vero e proprio schiaffo alla democrazia. Vediamo  i più importanti.

      Pagare Subito e Senza Discutere  

    L’Art. 9.3, afferma che i paesi membri s’impegnano irrevocabilmente e incondizionatamente  a pagare on demand ogni richiesta di capitale fatta dall’amministratore del Fondo, e a versare il capitale richiesto entro 7 giorni dalla ricezione della richiesta;

      Pagare di più e Senza Discutere  

    L’Art. 10 autorizza il Consiglio di Amministrazione a decidere di cambiare lo stock di materiale autorizzato, cioè ad esigere più denaro dai governi nazionali senza consultarli;

      Nuovi Debiti in Circolazione  

    L’Art. 21 rende possibile la creazione di Eurobonds, e cioè la messa in comune del debito;

      Assoluta Immunità   

    L’Art.32, 2 garantisce all’Esm la piena immunità legale, da ogni forma di procedimento giudiziario;

      Membri Non perseguibili per qualsiasi atto del MES  

    L’Art. 35 stabilisce che l’amministratore e gli altri membri dello Staff saranno immuni dalle procedure legali rispetto ad atti da essa compiuti nella loro funzione ufficiale e godranno dell’inviolabilità rispetto ai loro documenti e alle loro carte ufficiali.

      Dittatori assoluti in abbondanza  

    Cosa ci sarebbe di democratico nei nuovi Stati Uniti d’Europa? Nel nostro paese, questo è quanto di più vicino alla dittatura dopo il Fascismo con la differenza che, mentre Mussolini  era uno solo, adesso i dittatori fioccano qua e là! Ne avremmo ben 17 per il momento.

      Italiani: Ridotti ad un Gregge Apatico e Rassegnato?  

    La cosa che fa estremamente rabbia è come tutti in Italia tacciano su questo argomento. Politici, televisioni, giornali, che sanno benissimo che cosa il Mes comporti. Ma quello che ancor di più colpisce è la nostra risposta: apatia e rassegnazione, come se non potessimo fare niente. Molti dei cittadini non s’informano; molti altri, si sentono deboli rispetto ai magnati europei e preferiscono tacere e accettare il proprio destino! Dobbiamo invece, innescare una tendenza opposta a questo.

      L'Insegnamento di Socrate  

    Dobbiamo, come Socrate, diffondere la verità di cui siamo a conoscenza e farne tesoro. Non è solo la semifinale degli Europei che ci deve far sentire un senso di appartenenza e condivisione patriottistica. Ci sono cose molte più importanti! L’unione fa la forza e noi italiani, siamo tanti!

    Silvia Laporta (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • La Psicotica Ue vuol democratizzare il Medioriente

    La Psicotica Ue vuol democratizzare il Medioriente

    Mercoledì, Giugno 6th / 2012

    – di Maria Laura Barbuto –

    Unione europea / World Economic Forum / Turchia / Istanbul / Italia / Germania /Istanbul / Medioriente / Mondo Arabo / Democratizzazione / Stabilizzazione / Golden Rule / Monti / Grilli / Bagis / Trasformazione del Giardino d'Europa in deserto / Golden Rule / Dimezzamento dei tempi di attuazione / Fiscal Compact / Nazismo Bianco / Maria Laura Barbuto / Qui Europa / Francoise Hollande / Europa 

    I Paradossi del World Economic Forum: “L’Ue spinge

    democratizzare il Medioriente, mentre l'Europa

    resta sotto la dittatura del "debito pilotato"

    La Turchia è disposta ad entrare nell’Ue, ma dice “no” all’euro.

    L’Italia sposa la Golden Rule prima della scadenza dei tempi

    stabiliti dal trattato sul fiscal compact.

    World Economic Forum – Euro-Paradossi: La Psicotica Ue vuol Democraticizzare il Medioriente

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Istanbul –  La Turchia si prepara ad entrare nell’Unione Europea ma non adotterà la moneta unica: a Istanbul, in occasione del World Economic Forum, il capo negoziatore per l’integrazione turca, Egemen Bagis, ha tessuto le lodi per l’operato del Vecchio Continente che ha consentito alla Turchia di fare grandi passi avanti e di poter, così, respirare l’aria d’Europa. Un incontro dedicato al Medioriente e incentrato sul “come” i paesi esterni all’Ue vengono influenzati dalla nostra crisi visto che, a quanto pare, lo scacchiere europeo è determinante per il "processo di democratizzazione" – espressione cara ai media di bandiera, ma ovviamente da prendere con le pinze: visti anche i retroscena poco noti che "Qui Europa" ha svelato sui processi che hanno innescato la "cosiddetta Primavera Araba" (vedi archivio) – e stabilizzazione del mondo arabo. 

    La Democratizzazione Ue è la premura per l'euro-accentramento

    Certo, sempre considerando che il futuro dell’Europa, in generale, sembra dipendere dalla Germania ed , in particolare, anche l’Italia sembra ancorata al diktat tedesco. Presente al World Economic Forum anche il vice ministro delle Finanze, Vittorio Grilli, il quale ha sottolineato “l’importanza  di realizzare riforme economiche in un momento di grandi transizioni politiche e la necessità di approfondire il processo europeo. E’ un problema di tempi – precisa Grilli – che richiedono un’accelerazione fortissima”.

      Monti e l'eurocasta ora fremono per la Golden Rule  

      Vogliono dimezzare i tempi di attuazione  

    E intanto l’Italia continua ad essere imbrigliata, oltre che da Berlino,  dalle decisioni del professor Monti, il quale ha particolarmente a cuore l’applicazione della cosiddetta Golden Rule, ovvero l’obbligo per ogni Stato, di chiudere i bilanci in pareggio o in surplus,  la cui attuazione è prevista dal Trattato sull’ormai famoso – anzi celeberrimo – "Fiscal Compact". Il 14 giugno prossimo, a Roma, lo stesso Mario Monti incontrerà il neoeletto presidente della Repubblica francese, Francois Hollande: pare che il Governo non aspetterà i termini previsti dal Trattato per applicare queste direttive, ma anticiperà addirittura i tempi.  Grilli , tra le righe, loda la rigidità del Governo italiano, dicendosi preoccupato per il fatto che, probabilmente, l’Europa non riesca a muoversi  con la stessa rapidità. Noi, invece, ci auguriamo, che il Governo Monti non sia d’esempio per il resto del Continente, né per la rigidità né per la rapidità delle riforme tanto decantate dai rappresentati dell’esecutivo, che hanno trasformato in pochi mesi – con la complicità dei 3 partiti di maggioranza – il "Giardino d'Europa" in un arido deserto da "Quarto Mondo". Complimenti vivissimi!

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

  • Tobin tax: dall’Ecofin ancora idee frammentarie

    Tobin tax: dall’Ecofin ancora idee frammentarie

    Mercoledì, Marzo 14th / 2012

    Ecofin / Bruxelles / Tobin tax / Vestager / Wolfgang / Borg / Hoban

    Tobin tax: dall'Ecofin ancora idee frammentarie 

    La finanza è ancora padrona, le lobby della City ringraziano

    Bruxelles – Secondo il monistro danese all'Economia, Margrethe Vestager, l'Ue non sceglie "di non scegliere" ancora sulla Tobin Tax. L'elemento "da valutare" sarebbe l'impatto sul costo del capitale per le imprese, le famiglie e il settore pubblico. Pronta la replica di Wolfgang Schaeuble, il ministro delle Finanze tedesco, che all'Ecofin  ha invitato i colleghi a pervenire a rapide soluzioni. ''Non capisco perche' si puo' tassare tutti i servizi tranne quelli finanziari'', ha dichiarato il teutonico membro del board Ecofin. Per ora gli unici no convinti – sul versante opposto – sono quelli dello svedese Anders Borg. e – ovviamente – del britannico Mark Hoban, sottosegretario all'Economia del governo Cameron.  "Londra – ha dichiarato Hoban – ha gia' tassato le banche con un sostanzioso prelievo di circa due miliardi e mezzo di sterline, e francamente non possiamo permetterci una tassa sulle transazioni". D'altra parte lo strapotere dei lobbisti della City tiene a daba anche le forze di governo più riformatrici, e questo all'Ecofinlo sanno bene. Dunque, in attesa di una provvidenziale – quanto tardiva – riforma degli eccessi di una finanza impazzita e schizzofrenica, a Bruxelles le idee sono ancora piuttosto confuse. Strategia dettata a tavolino dalle lobby o sempice debolezza politica rispetto ai mercati? Vedremo.  Sergio Basile (Copyright © 2011 Qui Europa)