Qui Europa

Giorno: 22 Agosto 2017

  • La repubblica delle procedure: il naufragio tecnico dello Stato di diritto

    La repubblica delle procedure: il naufragio tecnico dello Stato di diritto

    Mercoledì, 23 Agosto/ 2017 

    di Roberto Pecchioli

     Redazione Quieuropa, Roberto Pecchioli, Repubblica delle procedure, burocrazia, liberismo  

    La repubblica delle procedure:

    il naufragio tecnico dello

    Stato di diritto

    La supremazia della forma sulla sostanza,

    della burocrazia sulla dignità umana

     

    di Roberto Pecchioli

    IL NAUFRAGIO TECNICO DELLO STATO DI DIRITTO

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     La repubblica delle procedure                                

    Roma – di Roberto Pecchioli Molti anni fa un giovanissimo studente di lettere e filosofia che adesso scrive le presenti righe entrava a far parte dell’amministrazione finanziaria, all’unico scopo di garantirsi pasti regolari. Destinato a compiti di controllo, venne catechizzato da un brillante funzionario la cui sapienza giuridica e professionale si univa alla vivacità e alla classe naturale dei napoletani di alto bordo. Il concetto su cui insistette di più fu “le carte devono essere a posto”. Ripeteva senza stancarsi che si poteva anche rubare la nazione intera purché i documenti relativi fossero perfetti, inattaccabili, e gli atti ben motivati. Ciò che sembrava prerogativa della sola burocrazia, è oggi divenuto il segno distintivo di una forma di società, quella liberale e liberista, che qualcuno ha definito la repubblica delle procedure. Non si scappa: tutto è procedura, sistema, apparato tecnico, linee guida, normativa minuziosa, complessa, per padroneggiare la quale è sorto un nuovo potente clero secolare di “esperti”. La ragione è in fondo assai semplice:

                 il modo di pensare liberale nega l’esistenza del bene comune,

                      ha orrore di principi morali condivisi, vive del solo utile,

      anzi di ciò che promuove “razionalmente” e determina l’interesse individuale.

    Non può dunque che ripiegare su ciò che è considerato giusto e proclamato legale in base ad una norma scritta e transitoria, frutto dello spirito del tempo espresso da una (vera o presunta) maggioranza formata a quell’unico scopo. A quella norma viene attribuito un valore salvifico in base all’unica considerazione che è vigente in un certo momento storico. Sembra l’universalizzazione del pur venerando brocardo romanistico “tempus regit actum” e l’estensione all’intero mondo della vita delle “carte in regola”, dei timbri e delle normative. La distinzione tra ciò che è legittimo e ciò che è semplicemente legale in quanto permesso o non espressamente vietato dai codici si perde a favore di un positivismo giuridico tracimato in tutto l’Occidente dal mondo anglosassone dopo averne oltrepassato e travolto il principio consuetudinario.

      Supremazia della forma sulla sostanza                 

    Di più, la supremazia della procedura si è trasferita all’intera società, improntandola e realizzando quel predominio della forma sulla sostanza, dei mezzi che sostituiscono i fini, del contratto misura di tutte le cose che sono tra gli aspetti più insidiosi del principio societale liberale. L’ambito del diritto si estende ogni giorno, rendendo più numerose ed aggressive le caste dei periti giuridici delle più varie specializzazioni, un esercito di esperti che usano un linguaggio esoterico ed autoreferenziale, convinti – come del resto come tutti i devoti della società contemporanea – che la ragione coincida con il successo. La loro distanza dal senso comune, oltreché dalla maggioranza delle persone aumenta quotidianamente. Solo un paio di esempi: le scarcerazioni lampo di colpevoli di delitti o reati assai gravi, che non sono responsabilità del magistrato di turno o luciferina abilità dei legali, ma stanno scritte, come si dice, nella legge e nei mille rivoli di regolamenti, eccezioni, casistiche minutamente contemplate e descritte nel fiume irrefrenabile dell’iperproduzione giuridica. E’ di questi giorni la scarcerazione, in Spagna, dei delinquenti probabilmente colpevoli dell’omicidio a pugni e calci di un giovane fiorentino, ma è l’ultimo caso solo in ordine di tempo delle follie che indignano il senso comune ma non turbano minimamente gli esperti, i tecnici: sta scritto da qualche parte e così sia. La Spagna, del resto, è il paese che ha raggiunto e superato l’Italia in spropositi di ogni genere. Ma le procedure sono state scrupolosamente seguite, ciascuno ha fatto la sua parte conformemente alle regole stabilite. Quanto alla vittima, il convitato di pietra, si vedrà. Chi muore giace, tutto il resto sono le magnifiche sorti e progressive della civilizzazione gaia ed agonizzante. I telefilm di genere, specie americani, ci mostrano con sincerità brutale le miserie di un sistema in cui la verità, non diciamo la giustizia, è ospite sgradito e generalmente respinto. Certo, il rispetto delle forme e delle norme è cosa di grande importanza, ma dovrebbe sussistere, almeno in linea di principio, un minimo di rispetto per l’idea di bene comune, di giustizia come atto comunitario che sana la ferita inferta alla convivenza civile. Nulla, nessun interesse per la verità “storica”, pochissimo anche per quella giudiziaria. Conta vincere la causa, attore e convenuto non sono altro che plastilina nelle mani degli operatori professionali (gli esperti della procedura…), protesi alla vittoria, per la carriera, per la parcella, per gli “obiettivi” ai quali si subordina il bene, il giusto, il vero.

     Invasione delle procedure e imperativo liberal        

    Dal campo del diritto, le procedure hanno invaso la mitizzata società civile in ogni sua piega.

                                           Laissez faire, laissez passer

                           è l’imperativo liberista in economia e finanza,

              nel percorso a tappe forzate verso la privatizzazione di tutto.

    Ma nulla deve tuttavia sfuggire alla mania contemporanea a normare tutto, incasellare secondo schemi prefissati, organizzare, gestire minuziosamente secondo le “regole” – altra parola chiave del tempo nostro – prescritte da schiere onnipresenti di sedicenti esperti. Pensiamo alla medicalizzazione di ogni passaggio della vita, a partire dagli obblighi di vaccinazione contro tutto, che probabilmente rendono più deboli le ultime generazioni, sino ai divieti ossessivi per il fumo o alla schedatura di chi vuole assistere agli spettacoli sportivi. Tutto per il nostro bene, violando clamorosamente il postulato progressista del libero, insindacabile giudizio individuale sulle scelte personali. In compenso, nessuna difficoltà per chi intende schiamazzare, ubriacarsi, sballare, “farsi” di pillole o sostanze stupefacenti, diventare dipendenti della sessualità più estrema, compulsiva e amorale. Libertà di aborto, non sia mai, ma lacrime e disperazione per l’abbattimento di un’orsa. Una deriva antiumana che non sa più distinguere e dare giudizi di valore. Ma già, discriminare è vietato per legge, quindi non è né giusto né legale. Sempre le procedure, sempre il dannato potere di maestrini e maestrine dalla penna rossa esperti di qualcosa che ci spiegano come e qualmente l’uomo e la donna normali abbiano torto sempre e comunque. Giacché non esiste il senso comune che volge al bene e respinge il male, ma solo l’interpretazione, il giudizio relativo epperò insindacabile, beninteso se rispetta la cornice disegnata dagli esperti.

     Mondo-meccanismo                                                       

    Le decisioni risultano largamente preordinate, in ossequio al principio dell’expertise tecnica, indiscutibile in quanto realizzata su presupposti “scientifici”. Non c’è più governo, ma amministrazione, adesso chiamata governance. Fu il movimento francese antiutilitarista MAUSS a definire per primo la nuova realtà:

          “L’obiettivo diventa quello di definire delle procedure neutre e oggettive

                         – di cui il mercato e il diritto sono le principali incarnazioni –

                                che permettano di far funzionare la società da sola,

                 indipendentemente dalle motivazioni buone o cattive degli uomini “

                                                              (Alain Caillé).

    Un mondo-meccanismo, un orologio indifferente a tutto, fuorché alla logica dominatrice dello scambio in denaro. Ci si riduce ad una triste espertocrazia, incaricata di individuare soluzioni esclusivamente tecniche, alle quali attribuire caratteri di oggettività, il criterio che ha sostituito la tramontata sacralità. Una conseguenza è la depoliticizzazione della società, giacché la lotta non è più tra orientamenti, progetti, visioni, principi, ma tra coloro che sanno individuare ed applicare la soluzione razionalmente e tecnicamente possibile, l’unica, l’inevitabile. Negli ultimi anni, un nuovo attore di formidabile potenza si è aggiunto all’apparato di potere tecnocratico ed oligarchico, i padroni della rete informatica e i detentori dei “social media”. Qui la fiducia nella tecnica, nelle procedura e nel ruolo salvifico degli esperti rasenta il lucido delirio. Il manifesto del febbraio 2017 di Mark Zuckerberg, il dominus di Facebook di origine ebraica ne è una prova: un preciso programma di superamento antropologico del modo di essere di miliardi di uomini, il cui futuro sarebbe quello di essere costantemente connessi, destinati “a superare le istituzioni tradizionali “a favore di un super direttorio dei padroni della rete.

      Gli "esperti" della verità                                                 

    Un giovane filosofo e geopolitico, Parag Khanna, ha scritto un saggio intitolato, parafrasando Tocqueville, La tecnocrazia in America, nel quale, superando lo stesso Zuckerberg, conclude che in America “c’è troppa democrazia” (???). Ciò di cui c’è bisogno è “più tecnocrazia”. Khanna ha una convinzione precisa, quella che “un governo tecnocratico è costruito attorno alle analisi di esperti e sulla pianificazione di lungo periodo, piuttosto che sulla chiusura mentale e la visione di breve periodo dei capricci populisti”. Al di là del tocco finale contro i populisti, ossia contro i sostenitori della sovranità popolare, ciò che sgomenta è il tono chiliastico, millenarista del nuovo potere tecnoscientifico, nonché il disprezzo assoluto per il popolo. Decidono “gli esperti”, poiché essi “sanno”, conoscono le procedure, antivedono gli esiti, conoscono i risvolti di tutto.  A noi spetta unicamente l’obbedienza, la bovina acquiescenza al verbo. Tutto è derubricato ad opinione, fuorché l’esito delle valutazioni degli esperti in base agli scenari disegnati, agli algoritmi ed ai modelli matematici. La prima obiezione è: chi nomina gli esperti, chi li paga, e perché la loro opinione dovrebbe prevalere sulla nostra? Per quale motivo l’opinione di un ingegnere, in qualsiasi campo diverso dalla sua specializzazione professionale, ha più valore della mia, e, comunque, chi stabilisce criteri, motivazioni, fini delle elaborazioni teoriche la cui esecuzione e progettazione pratica affidiamo ovviamente alla sua perizia tecnica?

     Il naufragio tecnico dello Stato di diritto                      

    Il cosiddetto Stato di diritto, che vanta la propria supposta indifferenza assiologica, si organizza ormai sulla neutralizzazione tecnica e procedurale di tutto, anzi sulla privatizzazione integrale di quelle fonti perpetue di discordia che la morale, la religione e la filosofia necessariamente rappresenterebbero (Jean Paul Michéa). In questo modo, tutte le questioni sono “eticamente purificate” nell’ottica del pluralismo, il cui esito è uno solo: screditare ogni convinzione o principio, neutralizzando tutto come semplice opinione, circoscritta alla sfera privata o addirittura intima affinché la società economica e commerciale possa continuare la sua marcia scandita dai meccanismi “naturali” del mercato. Ancora Jean Paul Michéa spiega che, scartata l’idea di vita buona di ascendenza aristotelica, “sarà il mercato – e tramite esso l’immaginario della crescita e del consumo- a incaricarsi di definire de facto la maniera concreta in cui gli uomini dovranno vivere”.  E’ sin troppo chiaro che le scelte decise dalla finta imparzialità delle procedure e delle soluzioni tecniche non sono affatto neutre. Un altro impressionante elemento della repubblica cosmopolita delle procedure è l’esaltazione maniacale, unita alla rizomatica crescita delle “regole”. Cacciate dalla porta del laissez faire liberale nelle grandi scelte socio-economiche, si ripresentano, pignole, meticolose, sospettose ed occhiute proprio là dove la libertà personale dovrebbe regnare. Ecco dunque il salutismo esasperato, la medicalizzazione di ogni momento della vita, la necessità di seguire corsi e possedere patenti o titoli per svolgere qualsiasi attività. E’, tra le altre cose, la società del libretto delle istruzioni, senza il quale non si esce più di casa. Si tratta del paradossale esito della società dei “diritti dell’uomo”, rigorosamente individuali. La sbandierata neutralità dello spazio pubblico esige l’invasione asfissiante del dover-essere, di ciò che, apoditticamente, diventa “il giusto”. Di qui la necessità di trasformare la società attraverso obblighi e modalità pratiche sempre nuove.

     Prigionieri di dispositivi e procedure                             

    Contemporaneamente, la tecnica, specie l’informatica al servizio del profitto, fa sì che ogni giorno noi compiamo azioni che fino a pochi anni fa erano di pertinenza di numerose figure professionali. Non entriamo più in banca per prelievi o depositi, facciamo e stampiamo da soli il biglietto ferroviario, prenotiamo i servizi sanitari e tanto altro. Persino al supermercato, adesso possiamo svolgere noi il lavoro di cassieri. Al di là delle ricadute occupazionali, sorprende che così pochi osservatori svolgano critiche ad un modello che ci vede prigionieri di macchine, dispositivi, procedure rigide quanto inderogabili nella più totale solitudine spinta sino al solipsismo. Alla repubblica delle procedure non interessano i rapporti umani, persino quelli minimi che intratteniamo con un cassiere o un incaricato di servizi. Colonizzato lo spazio pubblico insieme con l’immaginario privato, diventa facile convincere della necessaria neutralità dello Stato rispetto alle scelte individuali sovrane. Quella neutralità, però, dovrà essere mantenuta attraverso una selva crescente di norme esclusivamente formali e procedurali. Naturalmente, ciò ridà fiato e potere a nuove burocrazie, detentrici di spicchi di un sapere parcellizzato, nuove corporazioni di esperti, spesso riunti in gruppi interdisciplinari nei quali ciascuno è titolare di un minuscolo campo di conoscenza. Di qui l’esigenza di creare nuovi organismi, gruppi di lavoro, ulteriori prassi da formalizzare: una sorta di “conferenza di servizi” permanente, necessaria per riunire i numerosi soggetti titolari di pareri, competenze, procedure in capo a qualsiasi decisione, atto o problema. In una conversazione privata, un sociologo del lavoro, celiano sulle infinite specializzazioni della sua professione, affermò che forse ci saranno, a fianco di tutti gli altri, anche sociologi della sociologia. Nel 1970, il geniale Giorgio Gaber scrisse una canzone dalla musica molto cadenzata, il cui refrain era “il gatto si morde la coda, si morde la coda, e non sa che la coda è sua!”. In tutto ciò, tecniche, procedure ed esperti sembrano concordare nella tendenza ad abolire, insieme al conflitto, il Male. Esso può essere combattuto ed estirpato attraverso misure appropriate, ovvero con leggi, procedure, apparati tecnici, figli tutti di un ordine sociale in cui dominano i “diritti” e, innanzitutto, la mano invisibile del Mercato. Occorre dunque mettere a punto una struttura che affranchi l’uomo nuovo dalla naturalità, sino ad una radicale antropologia storicista: l’uomo sarà ciò che egli vuole essere! Espulso il sentimento e la dimensione del tragico, tanto straordinariamente esplorato da un Miguel Unamuno, ma altresì respinta l’alterità. Che cosa rappresentano, infatti, le sofisticate, dettagliate procedure, le classificazioni sempre più minuziose degli esperti, la tassonomia, l’ansia previsionale e descrittiva degli “esperti”, se non l’allontanamento coatto, il respingimento ed il rigetto dell’Altro, del Diverso, dell’Imprevisto?

      Il regno artificiale delle procedure e il danaro               

    Alain De Benoist parlò, già alcuni decenni fa, della dittatura dell’Identico sottesa al mercato, all’economia di scala, alla creazione a marce forzate del consumatore globale. Il pensatore francese aveva intuito molto bene il progetto in fieri. Un altro francese, il citato Jean Paul Michéa, spiega un ulteriore risvolto della repubblica, ma possiamo chiamarlo impero delle procedure e della bulimia normativa. Poiché non possono sussistere una comunità e neppure una società prive di un linguaggio e di un senso comune, il metodo liberale ed il suo diritto positivo “non ha altra soluzione che fondare la sua decisione finale sui rapporti di forza che agitano la società in un dato momento; ossia, concretamente, sui rapporti di forza esistenti tra i vari gruppi di interessi (…) il cui peso è abitualmente in funzione della superficie mediatica che sono riusciti ad occupare”. Infine, norme, leggi, procedure, esperti, libretti di istruzioni, sono lo schermo di una contraffatta neutralità, imposta da chi ha fatto dell’economia la religione delle società moderne. Il regno artificiale delle procedure altro non è che l’idea di bene ad uso dell’Homo consumens imposta dall’unico Regno rimasto sul trono, quello del denaro. Il diavolo in terra, probabilmente.

    Roberto Pecchioli (Copyright © 2017 Qui Europa)

    partecipa al dibattito:

    infounicz.europa@gmail.com / redazione.quieuropa@gmail.com

    Segui su Facebook la nuova pagina – Qui Europa news | Facebook

    ________________________________________________________________________________________________________________

     Articolo correlato                                                       

    La falsa Democrazia e i cattivi profeti del nostro tempo, marxisti, liberisti & Co

    La falsa Democrazia e i cattivi profeti del nostro tempo, marxisti, liberisti & Co

    Lunedì, 7 Novembre/ 2016    – di Sergio Basile e Matteo Mazzariol –   Redazione Quieuropa, Sete di Giustizai, Movimento Distributista, Matteo Mazzariol, Sergio Basile, Moneta Debito, Socialismo, Gilbert Keith Chesterton, Giacinto Auriti, Ezra Pound, Social comunismo, socialismo, liberismo, sistema bancario internazionale, falsa democrazia, dittatura  La falsa Democrazia e i cattivi profeti del nostro tempo: marxisti, liberisti & Co.  L'alternativa auritiana e quella distributista […]

     

  • Cavie

    Cavie

    Martedì, 22 Agosto/ 2017 

    di Francesca Cappanna

     Redazione Quieuropa,  Francesca Cappanna, Cavie,  Progresso,  Gender, Progressismo, ON, John Money, esperimento gender  

     

    Cavie!

    Dal retaggio neo-marxista della Scuola di Francoforte

    all'esperimento di John Money, innalzato a modello

    sociale: uomini cavie di massa della

    programmazione gender

     

    di Francesca Cappanna

     JOHN MONEY E LA DERIVA GENDER

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Introduzione                                                              

    Nota introduttiva della redazione – In oltre settant'anni il veleno dell'ideologia è penetrato in profondità nel tessuto sociale e particolarmente nella cultura giovanile, perennemente alla ricerca di chimere libertarie. Il tono e gli obiettivi sono gli stessi della Massoneria, la quale si è servita del comunismo (una creatura del capitalismo selvaggio) per corrompere la classe meno agiata. Ecco un diktat estratto dal Manuale per i comunisti della Florida

                         «Corrompete la gioventù, alienatela dalla religione, 

            fissate la loro attenzione sul sesso, lasciateli diventare superficiali,

             distruggete il loro idealismo, provocate con ogni mezzo il crollo

                              delle virtù morali, dell'onestà, della purezza».

    Münzenberg riassunse l'obiettivo a lungo termine della neo-marxista Scuola di Francoforte con queste parole:

                     «Corromperemo così tanto l'Occidente che puzzerà».

    La Scuola credeva che ci fossero due tipi di rivoluzione, una politica e una culturale: la rivoluzione culturale demolisce dall'interno.

     Cavie! Siete delle cavie! La novità progressista  

    Roma – di Francesca Cappanna Care cavie, non guardatevi intorno per vedere se ci sono degli ignari topolini, mi sto rivolgendo a voi, vorrei annunciarvi una verità che fino ad ora si è nascosta dietro i risvolti dell’emancipazione, del progresso, del necessario, del rispetto per gli svantaggiati. Siete delle cavie! Prima che iniziate a gridare contro chi scrive vorrei chiedervi se conoscete per caso

                                             l’esperimento di John Money,

                             un noto psicologo e sessuologo neozelandese

      che ha il nobile merito di aver trasformato un bambino in una bambina!

    Che conquiste fa la scienza, scardina persino la natura umana per fare esperimenti. Il ragazzo confuso e scioccato alla fine si è suicidato ma questa è un dettaglio in un esperimento tanto rivoluzionario. Ora non solo un John Money ma politici, istituzioni ed organizzazioni si stanno organizzando per trasformare non voi, per la maggior parte spero consapevoli delle indiscutibili sponde che demarcano la distinzione dei sessi mi auguro, ma i vostri figli e nipoti in tanti psicodisturbati David in bilico fra omosessualità e transessualità. David sarà l’emblema del nuovo uomo e la confusione e disperazione ne faranno una canna ai venti del progresso. Non mi credete?  Guardate come vengono rappresentati nei media uomini e donne, uomini effeminati e pavidi e donne aggressive che hanno perso tutta la loro fisionomia femminile. Chi segue la maledetta scatola ipnotica forse si è reso conto di che tipo di pubblicità, di personaggi, di esempi propagandino. E poi ci sono gli idoli che sono i nuovi messia di questa società liquida, come disse Bauman, priva di riferimenti.

                                                I divi della depravazione

    invitano calorosamente a provare, a sperimentare, a varcare le barriere naturali

                              per raggiungere paradisiache metamorfosi

    che non hanno nulla da invidiare a quella kafkiana. Non ne siete convinti? Non vi dice niente la colonizzazione dell’educazione Gender in asili, scuole elementari,medie, proprio le età nelle quali i bimbi sono più vulnerabili, influenzabili ed innocenti.

      Calabria: primo esempio di regione cavia?         

    E' di questi giorni la notizia che la Calabria – forse la regione che, malgrado tutto, più di tutte ha conservato il valore della sacralità della famiglia e della religione potrebbe essere il primo esperimento in Italia per la diffusione dell'ideologia gender, su proposta del consigliere regionale Giuseppe Giudiceandrea (vedi qui La Calabria primo esperimento in Italia per la diffusione dell'ideologia). Non hanno ancora raccontato ai vostri figli la favoletta Gender per mandarli a dormire e sognare un mondo privo di distinzioni, di genitori e ricco di poligamia? Lo faranno. Non hanno ancora fatto fare il gioco del rispetto, di chi?, mi chiedo. Certo non dell’infanzia, né dei genitori ignari né della diversità. Non sapete cos’è? Un bel divertimento proposto da tante associazioni umanitarie, i bimbi diventano bimbe e viceversa. Quando aprirete gli occhi? Forse quando vostro figlio tornerà a casa con il rossetto pronto a diventare una bella principessa.

     Insegnamento progressista: da inutile a nocivo 

    Nelle scuole da tempo l’insegnamento era inutile ma adesso è addirittura diventato nocivo! Invece di studiare cinese, geografia e politica si insegna il Gender, l’arte del mutamento sessuale.  E’ questo che stanno cercando di attuare le castratrici femministe (eredi della neo-marxista Scuola di Francoforte – Ndr) nemiche degli uomini, del patriarcato ma non dei reali patriarchi elitari, che le manipolano per i propri interessi. Quali? Sono tanti. Distruggere la virilità negli uomini, spingere alla prostituzione le donne che da templi sacri diventano bagni pubblici, creare ribrezzo negli uomini per donne che assomigliano più a camionisti volgari che a persone dignitose, calunniare la maternità e distruggere il solido nucleo, ancòra di ogni individuo, che è la meravigliosa famiglia tradizionale.  Anche le lobbies gay sono i burattini di questi burattinai diabolici che fingono di favorirli per sfavorire il genere umano. Enti internazionali, politici e governi sono pupazzi e complici dei veri padroni del mondo. State accettando in nome della sacra lotta all’omofobia la empia battaglia contro la natura umana. Credete veramente che difendano i diritti umani? Delle vittime delle guerre che provocano? Della fame nel mondo che alimentano? Degli omosessuali? Oh no, li usano come onde per trascinare il mare dell’umanità verso il deserto dei princìpi.

     La deformazione del linguaggio                             

    Come si può permettere ciò? Vi diranno che sono procedure anti-sessismo, di certo si elimina il problema sessuale ipersessualizzando in maniera contorta le creature, anti-bullismo, del resto un bimbo divenuto bimba nuoce meno, anti omofobia, bella parola divenuta di moda, staniamo l’omofobo, suona un po’come la vecchia caccia alla streghe. In nome di questi alti obiettivi, enti e difensori della discriminazione hanno creato un bel linguaggio neutro, deformando secoli di buona grammatica, hanno sostituito gli antiquati e superati termini madre e padre con A e B. Ci preoccupiamo del sesso quando già siamo privi di essenza, siamo lettere, numeri, bei robot da plasmare per la realtà virtuale,creta duttile per la mano manipolatrice del potere.

                              Quindi non si parla più di seno in Gran Bretagna,

                                            né di madre e padre in Francia.

                  E che fantastica creatività nel creare tante identità da due sole,

                               abbiamo sconfitto anche i principi scientifici.

          Siamo nell’era della post scienza, fanatici dettano e gli uomini eseguono.

     Sistema sessuale binario, reso vintage…              

    Il sistema sessuale binario naturale reso vintage dalla bella post scienza! Che prestigiatore eccellente il progresso! Via l’identità, la dignità, la famiglia, abbiamo i pc, i cellulari, il mito della macchina! Abbiamo l’emancipazione dalla schiavitù familiare, identitaria, monogama. Certo! Non ci appartiene la persona amata perché è possesso, machismo, tutti siamo di tutti come nel Nuovo mondo di Huxley.

                             Siamo tutti proprietà pubbliche come i bagni!

    Le teorie di Mario Mieli sono i nuovi dogmi, le piastrelle che forgeranno la strada dell’uomo verso la pederastia, la coprofagia, l’incesto e tutte le belle realtà che i vostri divi e la vostra mente distorta vi suggeriscono! Di quante zavorre inutili alla libertà ci siamo liberati!

                               Non avete solo liberato la vostra sessualità

                         ma vi siete liberati della personalità! Che trionfo!

    Che suonino le trombe dell’omologazione, che cantino le sirene della liberazione, che esulti il corpo liberato dall’anima e la testa svuotata del pensiero! Applaudiamo in coro e piantiamo la bandiera del progresso. Che importa se in un suolo arido ed infecondo sempre di progresso si tratta. Neppure Huxley credeva che gli uomini avrebbero addirittura deriso la scienza, già la natura la sottomisero dai tempi di Bacone ma addirittura creare una post scienza è il superamento nichilista totale. L’Europa,  gli Usa ce lo chiedono. Si sono visti i risultati nei paesi baluardi del progresso e vorrebbero trapiantarli anche nel nostro.

     Dal manicomio criminale agli allori                      

    Se anni fa qualcuno avesse solo provato a suggerire iniziative simili lo avrebbero messo in manicomio criminale ma ora Viva l’Europa alla quale siamo stati venduti da sicari politici. Viva gli Usa che hanno guerrafondai tanto filantropo-capitalisti da meritare il premio Nobel per la pace! Cos’è l’amore? Un’esclusività morbosa. Cos’è la fedeltà? Una costruzione sociale. Altra frase tanto usata. Cos’è la famiglia? Una prigione. Cos’è la famiglia A e B? Il progresso. Cos’è la pedofilia? La maniera migliore di liberare un infante delle sue pulsioni sessuali. Cos’è la perversità? Ampliare le possibilità sessuali umane. Siete esseri razionali e vi lasciate plagiare come idioti! Ribellatevi per voi, i vostri figli e le generazioni future. Distruggiamo i gioielli degli esseri umani e assentiamo quando i governi ci danno da mangiare escrementi con sopra la glassa del progresso. 

                             Che si aprano le porte del progresso ad accoglierci

    ma per passarci attraverso dovremo spogliarci di tutto l’orgoglio che ci resta!

                      Dovremo rinunciare alla realtà e creare tanti Frankenstein.

               Dovremo fare un olocausto di innocenti a coppie gay ed al Gender.

    Solo le donne partoriscono. Eresia, offesa pubblica, discriminazione. Sarebbe ridicolo se tanti paesi non avessero sposato queste belle ideologie scelte da una minoranza depravata a favore di una maggioranza apatica, ceca e sorda. Quindi la maggioranza eterosessuale per non discriminare una minoranza dovrebbe convertirsi all’amore per il somigliante o addirittura attraversare il confine dei sessi!

     La patologizzazione di massa dei sani…               

    Invece di aiutare i pochi malati la nuova cura prescrive di patologizzare tutti i sani per non discriminare la minoranza. Mai sentita una cosa simile! Siamo all’apogeo dell’assurdità criminale! Bella teoria. Quindi se uno ha perso le gambe per non discriminarlo proporrei di tagliarle a tutti! Il grande sogno accarezzato da queste elite era cancellare governi, famiglie ed identità e gli manca poco per realizzarlo! L’obiettivo era schiavizzarci con o senza la forza, grazie ai tanti politici ed attivisti stiamo costruendo da soli le nostre catene che neppure vediamo. No! Le catene sono la famiglia, una sessualità definita, una personalità forte non le bugie artificiali che ci iniettano. Ci hanno tolto la potestà elettiva, i diritti di cittadini ed ora vogliono farci fare l’ennesimo salto nel vuoto.

                Destatevi perché il vostro sonno significherà la corruzione dell’umanità!

    Rispetto due adulti omosessuali che stanno assieme e che sanno quanto sia importante avere due figure diverse di riferimento come madre e padre, Manif ed Homovox si battono per questo. Molti altri preferiscono comprare il loro capriccio ignorando il bene del minore, dimostrato da psichiatri e scienziati vari, e favorendo pratiche eugenetiche come la maternità surrogata. Su quali basi scientifiche la gente accetta l’omologazione sessuale? Quella che era una patologia anni fa ora è la norma alla quale tutti devono adeguarsi? Nessuno sospetta che la transmania non sia altro che una patologizzazione coatta. Tutto tace.

                                 Chi parla è omofobo, razzista, sessista no?

                       E chi tace è complice, criminale e nemico dell’umanità.

                                               Come disse il gladiatore,

                           l’eco delle vostre azioni risuonerà per l’eternità!

    Volete davvero tenere sulle spalle il fardello di un tale crimine? Vi hanno fatto credere che siamo comunque al di là del bene e del male ma anche questa è una bella invenzione per togliervi l’arbitrio, la responsabilità e la colpevolezza. Devo sfatare quest’allettante verità. Volete essere ignavi ovvero silenziosi complici?

     Non esiste una terza via                                           

    Non vi è una terza via e non vi è un terzo sesso. O scegliete il bene o il male. Come capirlo? Il bene è rispettare gli innocenti, l’affetto sincero della famiglia, le nascite naturali, ovvero la procreazione eterosessuale, il male è ciò che come cavie vi stanno facendo credere che sia bene e comunque ve lo mascherino sappiate che dietro la maschera c’è il negozio. Consumatori fragili, confusi, psicolabili sono i migliori clienti del mercato farmaceutico, chirurgico, e di ogni tipo di negozio. Non capite che individui malleabili sono i più facili da schiavizzare. Non mi dite che la schiavitù è stata cancellata con l’abolizionismo perché se vi informaste sapreste che non è così!

                    Per non cadere nell’omofobia precipitiamo nell’eterofobia.

    Vi piace come parlano enti politici di bambini da trasformare in bimbe e viceversa. Vorrei vedere se lo facessero ai loro figli un simile lavaggio del cervello Gender! Vorrei vedere se darebbero i loro figli a due omosessuali questi attivisti! Che si vergognino i traditori dell’umanità! Ora il minorenne non è più tale ed ha la facoltà di decidere di un maggiorenne già formato, può intraprendere un percorso psicologico per capire il vero sesso, decidere il sesso che più gli calza, pure le bombe ormonali da ingurgitare per raggiungere tal lodevole meta gli vengono somministrate. Ora a tre anni si preoccupano del sesso che non hanno prima di conoscere quello che possiedono, non pensano più ai giocattoli come dovrebbero dei sani bambini.

                                    Il processo di cambio sessuale

                 viene mostrato come un cambio di gusto del gelato.

    E’ un trauma psicologico e fisico, è un blocco dello sviluppo naturale.

    Non è una moda come cambiare il taglio dei capelli, è una destrutturazione della personalità da attuare solo in casi estremi. E il rispetto per gli extracomunitari che si predica tanto? Pochi padri vorrebbero simili dottrine per i loro figli cresciuti in culture in cui ancora si riconosce il valore, la bellezza, la verità della differenza. Vi rendete conto oppure no che questa follia abbracciata da sempre più nemici del genere umano è un crimine contro l’infanzia, l’adolescenza, l’umanità! Questo è il futuro che aspetta i posteri se non vi opponete a questo quadro dalle fattezze fluide orripilanti! Altro che film horror di King, quelle sono favolette rispetto alla realtà che si sta spalancando dinnanzi a me e ad altri svegli. E’ vostra responsabilità, parola che oggi non piace ascoltare, il futuro! Stanno usando cavalli di troia per far penetrare la peggiore confusione nella testa dei vostri figli.

     Combattere la profanazione dell'innocenza           

                     Dove sono le madri ed i padri mentre si profana l’innocenza?

    Ad ascoltare l’ennesima beffa del telegiornale, a criticare il vestito di una diva o a guardare il cellulare. I vostri giocattoli! Mentre voi giocate con essi il sistema gioca con i vostri figli, oggi lo vestiamo da maschietto, domani da femminuccia,gli diciamo di baciare il compagno di banco ed alla bimba di farsi la barba. Tutto questo mentre voi vi distraete grazie alle armi di distrazione e perversione di massa.

                            Sapete vero che non siete i padroni ma le vittime

                       di una tecnologia usata per abbruttirvi e controllarvi

                        o credete che pc e cellulari servano solo a distrarvi?

    Siate seri e responsabili se non per voi per i figli che avete messo al mondo. Sono i genitori assenti quelli che il sistema preferisce dopo quelli gay ovviamente, adatti a confondere la mente del bimbo sin da quando nasce.

     Ancora convinti di non essere un esperimento?     

    Ancora siete convinti di non essere un esperimento? Eppure già ne sono stati fatti tanti sul genere umano e non mi riferisco solo a quelli sui prigionieri di Hitler, Stalin. Gli esperimenti delle bombe atomiche su Hirioshima e Nagasaki non vi dicono niente? Tanti scienziati che approfittarono della guerra per divertirsi guardando ammaliati la potenza dei loro giocattoli tecnologici! Che spettacolo progressista! Volete sentire altri esperimenti fatti sugli umani? Rockefeller disse ad Aaron Russo che avevano movimentato loro la cosiddetta emancipazione femminile per distruggere il focolaio familiare, hanno usato la pornografia che considerate liberatoria per minare la coppia tradizionale ed hanno creato loro il terrore per fare atti che in un contesto normale sarebbero stati condannati. Hanno usato la carica emotiva della musica per invitare all’odio, ad una sessualità libera, abusi di alcol e droga e finalmente suicidi. I Beatles parteciparono ad un bell’esperimento di massa orchestrato dalla Cia per studiare il comportamento delle masse incoraggiando l’uso di LSD. Avete capito bene, puntavano alla distruzione delle giovani menti attraverso droghe psichedeliche. Questo è ciò a cui mira il progresso, alla distruzione di tutti i limiti, i valori, gli ostacoli e se fra questi c’è l’umanità, beh si può certo calpestarla per fini superiori. Del resto tutto va sacrificato al sublime altare dell’antidiscriminazione! Ed ora la nuova conquista della scienza è fare di voi tanti David in cerca della loro autentica identità, che poi terminiate con l’autodistruzione questo è già stato messo in conto e non spaventa gli apologeti del progresso o degli interessi che guarderanno le loro cavie desessualizzarsi con lo stesso compiacimento con cui osservavano la luce scintillante degli ordigni esplosivi piovere sui giapponesi.

    Francesca Cappanna (Copyright © 2017 Qui Europa)

    partecipa al dibattito:

    infounicz.europa@gmail.com / redazione.quieuropa@gmail.com

    Segui su Facebook la nuova pagina – Qui Europa news | Facebook

    ________________________________________________________________________________________________________________

     Articoli correlati                                                         

    La Scuola di Francoforte: la congiura della corruzione – Prima Parte

    La Scuola di Francoforte: la congiura della corruzione – Prima Parte

    Martedì,  Maggio 5th/ 2015       – di Timothy Matthews – Redazione Quieuropa, Centro San Giorgio, Timothy Matthews, Scuola di Francoforte, Paolo Baroni, società comunista, Satana lavora nell'ombra, Satana lavora nel silenzio, Joseph de Maistre, Hegel, da Marx, da Nietzsche, da Freud e da Weber, Istituto Marx-Engels di Mosca, Lenin, György Lukács, Willi Münzenberg, Felix Weil, Università di Tübingen e di Francoforte, Martin Jay, Carl Grünberg, Max Horkheimer, Adolf Hitler, Columbia, […]

    La Scuola di Francoforte: dalle droghe al gender – Seconda Parte

    La Scuola di Francoforte: dalle droghe al gender – Seconda Parte

    Giovedì,  Giugno 25th/ 2015       – di Timothy Matthews – Redazione Quieuropa, Centro San Giorgio, Timothy Matthews, Scuola di Francoforte, Paolo Baroni, società comunista, Satana lavora nell'ombra, Satana lavora nel silenzio, Università di Tübingen e di Francoforte, Martin Jay, Carl Grünberg, Max Horkheimer, Adolf Hitler, Columbia, Princeton, Brandeis, California, Bibbia, Famiglie, Corruzione programmata, Università, Nevitt Sanford, Aldous Huxley, L'impatto della scienza sulla società, uso delle droghe psichedeliche, Joseph Califano […]

    Massoneria, Comunismo e Corruzione della gioventù: direttive marxiste per il Nuovo Ordine – 2

    Massoneria, Comunismo e Corruzione della gioventù: direttive marxiste per il Nuovo Ordine – 2

    Sabato, Febbraio 20th, 2016 – di Paolo Baroni, Centro San Giorgio  – Redazione Qui Europa, Paolo Baroni, Centro San Giorgio, Comunismo, Massoneria,  filiazione massonica dell'ideologia comunista, sesso, droga e rock'n'roll, Nuovo Ordine Mondiale, filiazione massonica dell'ideologia comunista, satanismo, corruzione della società, Adorno, Marcuse, Scuola di Francoforte, Distruzione di una nazione, distruzione del senso morale, degenerazioni sessuali, divorzio, distruzione della famiglia, […]

    Massoneria, Comunismo e Corruzione della gioventù: Piano per un Nuovo Ordine Mondiale – 1

    Massoneria, Comunismo e Corruzione della gioventù: Piano per un Nuovo Ordine Mondiale – 1

    Giovedì, Febbraio 18th, 2016 – di Paolo Baroni, Centro San Giorgio  – Redazione Qui Europa, Paolo Baroni, Centro San Giorgio, Comunismo, Massoneria,  filiazione massonica dell'ideologia comunista, sesso, droga e rock'n'roll, Nuovo Ordine Mondiale, filiazione massonica dell'ideologia comunista, satanismo, corruzione della società, teosofia, George Harrison,  Jerry Rubin,   Willy Münzenberg, Tempio di Salomone, Papa Leone XIII, Mons Delassus, massone Lafargue, Congresso massonico di Liegi del 1865, Madame Helena Petrovna Blavatsky, Annie Besant, occultista John Symonds, Aleister […]

    Cirinnà – La dittatura, imposta a tutti i costi

    Cirinnà – La dittatura, imposta a tutti i costi

    Lunedì, Febbraio 15th, 2016 – di Patrizia Stella – Redazione Quieuropa,  Gesù Cristo, Patrizia Stella, Mons. Antonio Livi , prof. Alessandro Beghini, dittatura del relativismo, Ddl Cirinnà, Dittatura imposta a tutti i costi, Famiglia, Family Day, lobby gay, 58 tipologie di unioni, porte del Paradiso  Cirinnà – La dittatura, imposta a tutti i costi Malgrado milioni di cittadini in piazza, migliaia di […]

    Dalla parte del torto. La polizia del pensiero e le forbici sulla libertà

    Dalla parte del torto. La polizia del pensiero e  le forbici sulla libertà

    Lunedì, 26 giugno/ 2017   Roberto Pecchioli  Redazione Quieuropa,  Roberto Pecchioli, dalla parte del torto, Fedro, Cirinnà, Padre Livio, Voltaire, Chesterton, Locke, nuovi moralisti, cerchio magico  Dalla parte del torto. La polizia del pensiero e le forbici sulla libertà L'ipocrisia del cerchio magico e le armi dei nuovi moralisti   di Roberto Pecchioli       […]

    Non solo matrimoni gay. La deriva nichilista dei “diritti umani”

    Non solo matrimoni gay. La deriva nichilista dei “diritti umani”

    Giovedì, 19 Gennaio/ 2017   di Roberto Pecchioli  Redazione Quieuropa, Roberto Pecchioli, matrimoni gay, diritti, religione dei diritti umani  Non solo matrimoni gay. La deriva nichilista dei "diritti umani" Gli aberranti limiti degli adoratori della "religione dei diritti umani"… in viaggio verso il nulla   di Roberto Pecchioli                   […]

    Il Lato Oscuro dei Beatles – The Devil’s Disciples

    Il Lato Oscuro dei Beatles – The Devil’s Disciples

    Venerdì, 19 Agosto/ 2016    – di Jeff Godwin-  Redazione Quieuropa, Jeff Godwin, Paolo Baroni, The White Album, Sharon Tate, Lennon e McCathney, Revolution 9, Centro Culturale San Giorgio, Beatles, The Devil's Disciples, I discepoli del diavolo, Rock e satanismo, Mark David Chapman  Il Lato Oscuro dei Beatles – The Devil's Disciples Paganesimo e satanismo nei Beatles e […]

    Unioni civili: la prevalenza del cretino

    Unioni civili: la prevalenza del cretino

    Sabato, 14 Maggio/ 2016    – di Roberto Pecchioli – Redazione Quieuropa, Roberto Pecchioli, Unioni civili, prevalenza del cretino, cretinismo progressista, Commissione Trilterale, Monica Cirinnà, stupidi al poterem legge sulle unioni civili, Matteo Renzi, Monsignor Galantino, asse Bergoglio-Galantino, quelli che non s'immischiano, Unione europea, Luncek   Unioni civili: la prevalenza del cretino Il circo del cretinismo progressista esulta: il […]